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Diario politico. Legislatura è terminata (?) E Silvio pensa solo ad aggiustarsi il Lodo Tanto che la testa di Masi ora può cadere Intanto al Senato ecco i riposizionamenti Musso: ‘Pdl può stare a governo tecnico’ Prova? Tremonti che fa eco ai dissidenti E’ (già) cominciato il dopo-Berlusconi (?)

ottobre 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Grandi manovre dietro lo scudo del premier. In tutti i sensi. Se il Pd si dice disponibile a votare gli emendamenti al Lodo Alfano proposti da Futuro e Libertà e se contemporaneamente parte un’offensiva volta ad ottenere le dimissioni del direttore generale della Rai alla quale partecipa prendendo esplicitamente posizione persino Bersani – che si muove solo, lo spiegò lui stesso, quando è sicuro di poter centrare l’obiettivo – è segno che i tempi per un nuovo Cln e/o nuova maggioranza sono maturi. Maggioranza che potrebbe coinvolgere, però, persino l’attuale partito del presidente del Consiglio, magari prevedendo la soluzione del ministro dell’Economia come suo successore a Palazzo Chigi. Le parole di Tremonti, che spiega di capire le fibrillazioni in seno al Pdl – che perde pezzi ogni giorno – e il rumoroso silenzio della Lega suonano come un de profundis non solo per la legislatura ma per lo stesso Berlusconi, la cui fine politica potrebbe a questo punto coincidere con quella del suo terzo-quarto (e ultimo) governo. A lui del resto interessa ormai solo il proprio salvacondotto. Le trattative di queste ore con i finiani hanno tutta l’aria di un patteggiamento con i vincitori. Prima dell’esilio. Il racconto di cosa sta accadendo davvero, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Solo sul giornale della politica italiana. Read more

Ma tutto passa attraverso la Rai (e altre) Sia oggi la tenuta della notre democratie Sia domani nostra rifondazione culturale Intervista a Formisano: “Una tivù plurale”

luglio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La tele- visione, come la comuni- cazione, lo abbiamo scritto più volte, sono strumenti. Come tali non hanno segno: né positivo né negativo. E’ l’uso che se ne fa che definisce la loro incidenza. Lasciarli in mano (solo) a chi li ha usati, negli ultimi sedici anni, per lobotomizzare il Paese è un modo come un altro per dare il via libera alla completa decerebrazione e sbianchettatura degli italiani. Il giornale della politica italiana come sempre si sdoppia: in prima, la linea di fondo del giornale, che riprende ciò che abbiamo scritto nel primo e nel secondo pezzo di oggi. Nelle pagine interne, l’informazione tout court, libera e, in quanto tale, senza arte né parte. Che in questo caso è un colloquio di Attilio Ievolella con il capo della delegazione di Italia dei Valori in Commissione parlamentare di Vigilanza sulla tivù pubblica: uno che se ne intende, e che è nella posizione per intervenire in prima persona. E tuttavia il Politico.it, come per tutta questa giornata, e come del resto accade sempre, non si limita a registrare il ronzio di fondo della nostra politica un po’ tutta autoreferenziale (e priva di orizzonti: anche se Formisano esprime un punto di vista che non si discosta molto dal nostro) ma lancia le sue proposte. Nello specifico, come già abbiamo scritto, è ragionevole pensare di fare della Rai, che (con, appunto, il resto delle reti televisive) è il Grande Educatore del secolo scorso, con propaggini (ancora per molto) di sovranità nel nuovo millennio, lo strumento-principe con cui trasformare un’Italia oggi ignorante e, quindi, poco libera, in un Paese ricco e consapevole, che possa così (contribuire a) rilanciare anche la propria economia. La rifondazione culturale della quale parlavamo prima, e della quale, appunto, la televisione (pubblica? Ma non solo: persino Mediaset, un giorno, si lascerà alle spalle l’imprimatur del suo fondatore e cesserà di avere una funzione “politica” – si fa vera- mente per dire – e dunque sarà libera di rispondere sensibilmente alle sollecitazioni di una concorrenza di qualità) sarà un volano fondamentale. Intanto sentiamo qual è lo stato dell’arte, con Formisano. Read more

Diario politico. è (La) giustizia ultimo atto Lo stop definitivo (?) ai talk show politici La chiamata (no, che pensate?) di Silvio: “In piazza per difendere (nostra) privacy” E annuncia riforma (finale?) del sistema

marzo 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Rivisitazione del titolo del film di Lizzani (Mussolini ultimo atto) in cui però è la democrazia e non il (qui presunto) “dittatore”, a rischiare di più. Il 28 e il 29 marzo si vota, poi tre anni di silenzio (in tutti i sensi? Speriamo (di) – che l’opposizione faccia ciò che è necessario per – tornare a seguire l’informazione di Santoro e Vespa fuori, intanto, dalla campagna elettorale) per la mancanza di elezioni di qui fino alle politiche del 2013. Un periodo in cui il governo potrà fare e disfare a proprio piacimento, senza rischiare (elettoralmente) e col rischio che nessuno (a parte se stesso, e lo vedremo alla fine di questo nostro racconto anticipatore) lo possa fermare. In queste ore il presidente del Consiglio torna a ribadire con la pacatezza di chi sa di averne l’occasione, e dunque di non dover temere, la necessità di una «riforma della giustizia». Che, ridotta l’informazione, con l’opposizione (ancora) ridotta in questo Stato, e comunque non avendo accesso alle sale del potere (anche a causa dell’esautoramento di fatto del Parlamento), rimane l’ultimo baluardo di legalità. Perché è vero che la politica non si può fare a colpi di giustizia, e sarà sicuramente vero che singoli magistrati (e non diremmo «una parte della magistratura», che dà l’idea di un “blocco” che non c’è) sono prevenuti, o politicizzati nei confronti del premier. Ma è anche vero che mai come in questi anni abbiamo assistito ad un attacco sistematico del potere esecutivo al principio della legge uguale per tutti (le due cose si mordono la coda) e, ora, anche alle basi della democrazia. Come abbiamo sostenuto in un altro momento, è la politica, in quanto responsabile della guida del Paese, a cui tocca fare un passo indietro favorendo così una distensione anche sul fronte-giustizia. Invece il centrodestra (o almeno il presidente del Consiglio) si prepara a fare un doppio passo in avanti (naturalmente, ed ecco il pericolo interno, in mezzo c’è l’esito delle Regionali e anche la tenuta di una maggioranza che, sempre sottoposta alla golden share della Lega e ora anche a quella della montante corrente di Gianfranco Fini, potrebbe non avere più, politicamente, le stesse mani libere). Sperando che non sia un ultimo atto (di giustizia?). All’interno il racconto della giornata di Finelli.

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Diario politico. Minzolini: “Dov’è il reato?” (Non) c’è solo l’informazione manipolata Ritorna la politica in televisione. Privata

marzo 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Diario tutto dedicato all’informazione (televisiva) sotto attacco (scacco?) per tre ragioni: il conflitto di interessi, problema reale di un Paese che voglia avere un’informazione libera e plurale che non sia costretta a rispondere o a temere l’intervento del padrone (assoluto) di turno. Le pressioni esercitate – è quanto emerge dalle intercettazioni – (appunto) dal presidente del Consiglio – portatore di quel conflitto e dominus, tra l’altro, del “mercato” televisivo in Italia, oltre che (e in quanto anche) capo del governo – nei confronti del direttore del Tg1 perché facesse raccontare al suo telegiornale, com’è avvenuto, ciò che più conveniva alla sua parte, e nei confronti di un (suo) membro dell’Agcom perché lo aiutasse a cancellare Annozero. E infine per il colpo di mano della maggioranza (in commissione di Vigilanza e attraverso la sua protesi nel consiglio di amministrazione della Rai) su assist del Radicale Beltrandi che ha sospeso (per il momento per tutta la durata della campagna elettorale) i talk show politici e quindi l’informazione libera e plurale a cui facevamo riferimento dalla televisione pubblica e anche, di riflesso, sulla privata. Per quest’ultima arriva oggi la decisione del Tar che cancella quel provvedimento, ma il ricorso per ciò che riguarda la Rai è stato respinto. Il 25 puntata speciale di Annozero in diretta dal PalaDozza di Bologna trasmessa da emittenti private e sul web. Il racconto.
Mieli: «Vicini a crollo sistema» di E. Iervolino

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Diario politico. Binetti contro tutti. L’Onu: “Sull’omofobia passo indietro dell’Italia”

ottobre 14, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il racconto più completo, più approfondito, più autorevole. In questo “numero” il conflitto tra la deputata “dissidente” (su diritti civili e temi etici) del Pd e il resto della dirigenza Democratica, con il solo Fioroni a difenderla veramente. La presa di posizione delle Nazioni unite sulla bocciatura della legge a tutela delle persone omosessuali. L’intervento di Fini contro la subordinazione dei pubblici ministeri al potere esecutivo, di cui vi abbiamo riferito oggi. E infine la difesa del direttore del Tg1 Minzolini di fronte alla commissione di Vigilanza Rai. Un pezzo da non perdere, per chi ama la politica italiana, solo sul suo giornale. Buona lettura. Read more

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