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Diario politico. La fiera dell’ipocrisia (?) Da il Politico.it quattro “sì” al referendum Ma poi guardate chi li sostiene (adesso) Fini e Casini (ora) tacciono contro Silvio Acqua, Bersani era pro-gestione privati Non hanno il coraggio di proprie idee (?) O le cambiano (ma) nella partita a scacchi Come potranno (perciò) salvare l’Italia? Ecco (qui) senso dell’affondo di Guzzanti

giugno 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’endorsement del giornale della politica italiana è “presto” (si fa veramente per dire) fatto: sì a tutti e quattro i quesiti, perché la cattiva gestione pubblica dell’acqua non è un motivo sufficiente a lavarsene le mani (in tutti i sensi?), avviandoci (con ogni probabilità) sulla strada della privatizzazione (del bene) tout court. Se così fosse (di nuovo, in tutti i sensi?), dovremmo forse privatizzare anche la nostra politica (?), inefficiente al pari degli attuali sistemi di distribuzione idrica. E invece lottiamo per cambiarli e renderli efficaci. Solo dopo avere compiuto questo sforzo si potrà pensare alla co-gestione da parte dei privati in modo che sia onesto e responsabile, e non viziato da interessi parziali o, peggio (appunto) privati. Il male nucleare consiste nel rischio, concreto, della fine dell’umanità, non è (evidentemente) equiparabile a nessun’altra cifra relativa ai danni e alle morti provocati dall’uso di altre fonti energetiche, quando (peraltro) le rinnovabili hanno un costo (da questo punto di vista) pari allo zero e possono rappresentare la (quasi) esclusiva opzione futura. E non c’è nessun beneficio economico (in tutti i sensi. E si parla del resto solo di convenienze, ancora una volta, private) che giustifichi la possibilità di correre quel rischio. Che poi lo si faccia “grazie” alla mancanza di responsabilità dei vicini (francesi), questo non è un buon motivo per accrescerlo con le nostre mani. Il legittimo impedimento è una norma che nega il principio della legge uguale per tutti e quindi dell’eguaglianza dei cittadini e dunque della loro (nostra) libertà. Il (nostro) “sì” a tutti e quattro i quesiti non ci impedisce d’altra parte di raccontarvi come il fronte (partitico) del “sì” rappresenti (anche) un’armata brancaleone (in)degna della nostra politica (che la esprime). I centristi trasbordano la teoria dei due forni ormai ad ogni scelta di politica (vera), ovvero non hanno (più) una linea politica bensì scelgono (come nel “silenzio” pre-ballottaggio) in base alla stretta convenienza politicistica, che (in questo caso) si traduce nella opportunità (per loro) di sferrare (attraverso la vittoria del “sì” al referendum) un ulteriore colpo al presidente del Consiglio. Il segretario del Pd è (o, forse, solo su questo, potremmo indicare che fosse) un convinto nuclearista; ma soprattutto sosteneva le ragioni di chi, a livello locale, da tempo cerca di ottenere l’affidamento ai privati della gestione della rete idrica. Oggi, per essere (ancora) segretario del Pd, nega le proprie convinzioni. Ma si tratta di un “aggiustamento di Pirro”: come può, un uomo politico che non crede (abbastanza) nelle proprie idee, o che non è capace di provare ragioni abbastanza forti da vincere la convenienza (politicistica), fare il bene del nostro Paese? Proprio perché non ci rappresentano (più), nondimeno, è giusto restare della convinzione che, nonostante loro, sia opportuno dire “sì” a tutti i quattro quesiti referendari. Il racconto, adesso, all’interno, è di Ginevra Baffigo.

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L’indifferenza verso gli italiani alla radice della debacle Luigi Crespi

maggio 31, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Berlusconi ha perso perché non ha saputo dare risposte al Paese, il che, pure in una democrazia (an- cora) immatura come la nostra, e sia pure con il controllo esercitato sui media, rappresenta un conto che alla fine tutti, quale che sia la natura del proprio potere, sono costretti a pagare. Ci torneremo su, ma l’unica politica che alla fine paga è quella onesta, responsabile, disinteressata, vissuta come un servizio, il cui protagonista sia la costruzione del futuro e non parzialità, personalismi, addirittura interessi privati. La lezione vale per tutti; ed è su questa base che i nostri connazionali hanno dato fiducia a De Magistris, Pisapia, Zedda. Sarà la pulizia del loro comportamento a decretare l’esito della loro esperienza. Ce ne parla l’ex spin doctor del presi- dente del Consiglio. di LUIGI CRESPI Read more

Diario politico. L’Italia è stanca di questo governo di Ginevra Baffigo

maggio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E sceglie il suo contraltare, ma senza esaltarsi per questo Pd un po’ grigio. Non prende nemmeno in considerazione l’ipotesi terzopolista, travolta dalle urne. E’ tentata dal Movimento 5 Stelle che rimette in campo la politica vera. Ciò che si può dedurre da questa tornata amministrativa è che un Pd che si faccia “partito dell’Italia”, e si preoccupi di fare il bene di tutto il Paese lasciandosi alle spalle la rappresentanza di specifici interessi, è capace di esplodere. La nostra vicedirettrice ci racconta il voto e il confronto che n’è seguito. di GINEVRA BAFFIGO Read more

“(Nostra) dignità dell’Italia is not for sale Gino Bucchino, gigante tra (anche) nani Ecco cosa mi ha raccontato oggi in aula
di ANDREA SARUBBI*

febbraio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il parlamentare del Pd che ha rifiutato 150mila euro e la rielezione garantita offertagli da (presunti) emissari di Verdini perché non si fa e per difendere, così, «l’immagine del Parlamento, cuore della democrazia fatto di persone onorabili». Un eroe di questo tempo, che un giorno, anche qui, tornerà ad essere la più assoluta (straordinaria) normalità. E’ una promessa che (ci) facciamo tutti insieme. E alla quale appunto, insieme, stiamo lavorando. Il nostro Sarubbi lo ha avvicinato stamattina alla Camera. Ce lo racconta così. di ANDREA SARUBBI* Read more

Diario. Crisi Fli, e la maggioranza cresce di sette unità di G. Baffigo

febbraio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il “nostro” Guzzanti, Pontone, Menardi sicuri. Probabili Saia, Baldassarri, Rosso. Possibile (persino) Viespoli. In sei da Futuro e Libertà, che perde i numeri per mantenere il gruppo al Senato. Nascerà (probabilmente) un gruppo delle Autonomie con i i rientranti (nel centrodestra, e qui sta il punto, che ora vedremo) più gli autonomisti oggi uniti ai senatori Udc. Guzz, come abbiamo visto, raggiunge Scili. Ma perché accade questo? Secondo Fini ciò è dovuto al «potere finanziario del premier»; i fuoriuscenti accusano la presa del partito da parte dei “falchi” (che sarebbero i più antiberlusconiani) a cui Fini, al congresso fondativo di Milano, assegna la vicepresidenza (Bocchino) e il controverso ruolo di capogruppo al Senato a Benedetto Della Vedova, considerato (troppo) laicista dai moderati-cattolici. In generale i moderati in procinto di diventare ex Fli lamentano una linea troppo antiberlusconiana, incline a strizzare l’occhio alla sinistra e, così, del tutto fuori dall’alveo di un centrodestra del quale i finiani (?) continuano a sentirsi parte. Il racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice. Read more

***Diario politico***
L’INCUBO DEL PREMIER
di GINEVRA BAFFIGO

novembre 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Era la sua ossessione. «Non mi farò mettere sulla graticola come accaduto a Prodi». Nel giorno in cui altri due deputati Pdl passano a Futuro e Libertà, e in cui per la prima volta Bocchino parla esplicitamente di «incapacità del presidente del Consiglio a governare», la realtà si rivela ancora più amara: l’ultimo scandalo presenta il conto in termini di prese di distanza di vecchi alleati e di esposizione ai colpi degli avversari, e se la convocazione al Copasir per «conoscere lo stato della sua sicurezza personale» è un colpo basso che da D’Alema ci si poteva attendere, la richiesta del presidente della Conferenza nazionale della famiglia di un «chiarimento» sulla distinzione tra la «vita privata e l’impegno pubblico» ha il sapore del tradimento. L’uomo che ha costruito il suo impero sulla comunicazione si trova oggi al centro di un’opera (congiunta) di demolizione mediatica che non sembra lasciare scampo. La “chiamata” sui gay ha calmato le acque per qualche ora ma non ferma la deriva. Come spesso accade, la realtà è diversa da quella che ci si aspetta. Nel caso di Silvio, è peggiore del suo incubo peggiore. Il grande racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice.             Read more

La polemica. Verdini interrogato, Feltri non dà la notizia di G. Lerner

ottobre 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E nemmeno Libero (?). Il coordi- natore Pdl torna sotto il torchio degli inquirenti perché secondo i carabinieri «avrebbe mentito. Sarebbe stato lui, con l’aiuto di Gianni Letta, a procurare quattro appalti da 21 milioni di euro a Fusi, dopo il terremoto in Abruzzo». E il Giornale (e il quotidiano di Belpietro) “dimentica” di darne conto. Tutto questo a fronte dell’accanimento nei confronti del presidente della Camera e dei “suoi” (è proprio il caso di dirlo?) 55 metri a Montecarlo. Il che fa pandan con le richieste di dimissioni a Fini – la pagliuzza – a fronte di responsabilità, politiche o peggio, ben più grandi da parte di altri che non solo restano al loro posto ma ai quali nessuno chiede o, peggio – di nuovo – fa notare niente. Anzi. Un neo-minzolinismo (d’accatto?) che stride con la “promessa” di non guardare «in faccia a nessuno». Ce ne parla il conduttore de L’Infedele. Read more

***Il Commento***
ORA CI PENSA BOSSI A DISARCIONARLO
di GAD LERNER

luglio 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana, dopo aver trattato la notizia del definitivo ‘divorzio’ di casa Pdl, vi propone ora questo primo commento del grande giornalista Gad Lerner. Deferire ai probiviri della corrente finiana no sarà stata la cura del male minore per il ‘Napoleone declinante’? Secondo il conduttore de ‘l’Infedele’ la vera minaccia alla leadership di Berlusconi è rappresentata dall’alleato leghista. Che l’attacco finale gli venga sferrato dal Senatùr?   Read more

Diario politico. Fini:”Qui sto e qui resto” e Berlusconi gli fa eco: ”questo governo è saldo”. Bossi non è dello stesso avviso:”O Berlusconi e Fini si parlano oppure è rottura” e Bersani rincara: ”momento politico cruciale. La maggioranza faccia atto di responsabilità”

luglio 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ecco, cari lettori, il nostro quotidiano appuntamento con il Diario Politico. L’edizione di stasera, curata da Ginevra baffigo, apre con l’intervento del presidente della Camera che ‘riconferma la squadra’, in una giornata in cui i due fondatori del Pdl sembrano essersi scambiati, nuovamente, i reciproci voti di impegno e militanza sotto la stessa effigie. Non si direbbe dello stesso avviso il leader della Lega, che pronostica piuttosto la rottura in seno al partito di maggioranza, pur sventando il rischio di un prematuro ritorno alle urne. Gli attriti in casa Pdl in effetti non mancano neanche in questo mercoledì, che nelle parole di Berlusconi e Fini si direbbe di riconciliazione. Sull’inchiesta P3 prosegue infatti il contenzioso fra Verdini e Bocchino. Ma anche l’ultima versione del ddl intercettazioni riapre le dispute fra le due componenti del Popolo della Libertà: Berlusconi ne intima il ritiro, mentre dalle file dei finiani si esulta. Infine troviamo le parole del segretario del Pd, che quest’oggi, in un lungo intervento alla Camera, fa un’interessante proposizione di intenti. Buona lettura, qui sul Politico.it. Read more

Diario politico. Inchiesta P3: Dell’Utri interrogato a Roma ed ora anche il sottosegretario Caliendo è iscritto all’albo degli indagati

luglio 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana del Politico.it oggi è firmata da Carmine Finelli. Nell’edizione di questo martedì troviamo anzitutto i nuovi capitoli dell’inchiesta sulla cosiddetta P3: Dell’Utri interrogato dai pm romani, ma soprattutto l’esponenziale crescita dei nomi Pdl (esponenti di prima linea) iscritti all’albo degli indagati. Le indagini proseguono e la politica non si ferma certo ad una sola inchiesta. In Piemonte prosegue il contenzioso sul conteggio delle schede, e  sull’agone Cota-Bresso sembra non dover ancora giungere l’ultima parola. Questo, e molto ancora, nel nostro Diario. Buona lettura e buona politica con il Politico.it!  Read more

Diario politico. Fini: ”Chi è indagato lasci il Pdl. Le leggi non servano a salvare i furbi” Bossi: ”Iperf e Iva alle Regioni”

luglio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Inizio di settimana intenso, intenso Diario Politico. Il presidente della Camera dopo il ‘ponderato’ silenzio di questi giorni si impone sulla scena politca con un intervento a tutto campo, severo e lucido. Prova a rimettere ordine in casa, nella sua nuova casa: il Pdl. I finiani devono lottare ”dentro” le pareti di questa imponente struttura, ma quando si vede calpestare l’etica e la legalità, ammette il cofondatore Pdl, è giusto richiamare l’attenzione di tutti, anche dei vertici del partito. Il numero uno di Montecitorio decide quindi di dare man forte al vicepresidente dell’Antimafia, Fabio Granata, che con le sue istanze e la sua condotta integerrima ha sollevato un gran polverone nel salotto buono del Popolo della Libertà. Questo e non solo: l’edizione di questo lunedì affronta anche le dimissioni Verdini dai vertici del CCF, (ma non da quelli del Pdl, come lo invitano certi militanti della maggioranza). Ed ancora, le nuove sfide del  Carroccio enunciate dal Senatùr in una ‘calda’ notte d’Estate. Buona lettura e buona politica, come sempre, qui sul giornale della politica italiana. Read more

***Il Commento***
PDL, CHE ERRORE L’ATTACCO A GRANATA
di GAD LERNER

luglio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana apre questa settimana con l’intervento di una delle nostre grandi firme. Dopo Sarubbi, anche Gad Lerner si esprime sul caso Granata sollevando degli interrogativi categorici: come si può attaccare un deputato integerrimo, che si batte per la difesa della legalità dalle file di un partito che oltre che essere al Governo, di un così alto valore aspira a farne il principio costitutivo della nuova destra italiana? Lerner dà qui la sua risposta. Sentiamo. Read more

Diario politico. Nuova? questione morale Fini: “Siamo intransigenti con chi sbaglia oppure società rigetta la politica italiana” Cricca, il silenzio di Gasparri e La Russa Allora chi ha tradito i valori di Almirante?

luglio 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Al di là dello specifico giudiziario, che verrà valutato nelle apposite sedi – al giornale della politica italiana non piace sbattere il mostro in prima pagina: meglio concentrarci sul fatto politico – appare evidente, come scriveva ieri Aldo Torchiaro sulle nostre pagine, che la nostra politica è degenerata (non tutta) in una associazione non tanto per “delinquere” quanto per fare i propri (dei singoli “protagonisti”) interessi. A nostro discapito naturalmente. Una «questione morale» grande come una casa, come forse non si era mai posta nella storia – recente – della politica italiana. Perché se è vero che il Politico.it stigmatizzò le parole dello stesso presidente della Camera quando Fini distinse tra chi rubava nella Prima Repubblica e chi lo fa nella Seconda perché i primi lo facevano “per la politica”, i secondi per se stessi – ci sembrava paradossale e poco sano dedicarci a stabilire chi, tra due ladri, fosse “più ladro” – è pur vero che nemmeno ai tempi di Tangentopoli il livello di disprezzo nei confronti delle istituzioni e del Paese, quindi di tutti noi, e di conseguente autoreferenzialità aveva raggiunto le “vette” (si fa davvero per dire) di oggi. E allora sia la benvenuta una grande destra come quella rappresentata da Fini che fa della legalità uno dei suoi valori fondanti. Com’è nella sua tradizione storica: il leader dell’Msi ed Enrico Berlinguer si stimavano in primo luogo per questo, perché erano due persone oneste al servizio del Paese. E allora, e ci rivolgiamo ai tanti militanti di destra che credono che a tradirli, loro e i valori della destra, sia stato Gianfranco Fini, chi, cari camerati, ha tradito Almirante e la tradizione della destra italiana? Fini, o quegli ex luogotenenti del presidente della Camera che, dopo lo stesso capo di Montecitorio, hanno abbandonato i loro, i vostri ideali? Pensateci bene. Domani – per confermarvi la simpatia che nutriamo nei vostri confronti – ripartiamo proprio da voi, da una panoramica sulle forze alla destra del Pdl. Il racconto, ora, della giornata, firmato Carmine Finelli. Read more

***L’editoriale***
NON E’ UNA LOGGIA, MA POLITICA DEVIATA
di ALDO TORCHIARO

luglio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’abbiamo, anche noi per comodità comunicativa, definita la P3, o la nuova P3. Ma, scrive la grande firma di E Polis e del giornale della politica italiana, della massoneria, in senso ampio, la cricca di Verdini, Carboni e compagnia ha ben poco. Non c’è un disegno ideologico – anche se si potrebbe obiettare che non ce n’è bisogno, perché quello “originale” è già in via di realizzazione e si richiedono solo piccoli aggiustamenti – non c’è traccia di massoni. E’ una questione linguistica ma il linguaggio, come la comunicazione, non è forma; è (la definizione della) sostanza. Che nel caso della comunicazione si compie con il compimento della sostanza, e dunque una veramente buona sostanza non prescinde mai, naturalmente, da una buona comunicazione. E non c’è una vera presa d’atto senza un linguaggio adeguato. In questo caso, si rischia addirittura di ridimensionare un fenomeno: perché, è sempre la tesi del nostro Torchiaro, non c’è una loggia ma, molto peggio, un’intera classe dirigente che – come già emerso negli ultimi anni grazie alle inchieste di Rizzo e Stella e come palesato anche dagli scandali che hanno immediatamente preceduto questo – agisce per fare il proprio tornaconto, dalla postazione di potere pubblica e dunque sfruttando il potere che noi le abbiamo concesso perché facesse il bene di tutti gli italiani e del Paese e, contemporaneamente, mancando di assolvere a questo compito, e dunque peggiorando sia attivamente sia passivamente le condizioni dell’Italia. E – fuor di ogni demagogia, è un dato di fatto – con i nostri soldi, dunque completamente a discapito nostro. Una questione morale che va oltre singole «cassette di mele marce» e che, riconducendoci al discorso che abbiamo sviluppato ieri sera rispetto alla lotta alla mafia, richiede uno sforzo della politica italiana e del Paese onesti e responsabili per espellere questo germe dal corpo, sano, dell’Italia e consentire al Paese di tornare a camminare a busto retto e a testa alta. Guarendo così anche da tutte le (altre) malattie. L’editoriale di Torchiaro, dunque, all’interno.        Read more

P3, “Cesare” sapeva tutto: ecco le prove I carabinieri: “Ma “Cesare” è BerlusconiSillogismo: da Silvio ‘sì’ a piano eversivo

luglio 16, 2010 by Redazione · 4 Comments 

Un pre- sidente del Con- siglio che sa che alcuni suoi sodali lavorano per corrompere i giudici della Corte costituzionale perché cambino il loro parere su una legge che, peraltro, serve a salvare lo stesso premier dai suoi guai giudiziari, e – quanto meno – non si oppone o, ancor più, non denuncia un simile tentativo o persino lo avvalla è un presidente del Consiglio fuori dal recinto costituzionale, che in quanto primo ministro deve dimettersi. Non ci sono giri da parole da fare sulla vicenda della nuova P2 che ha tentato di dare scacco matto alla nostra democrazia. Sono gli stralci dei verbali delle intercettazioni dei «quattro sfigati» che minacciavano (minacciano?) il nostro sistema democratico a portare alla luce il coinvolgimento del premier. Per ben 23 volte in totale si fa riferimento ad un “Cesare” che una nota dei Carabinieri ha indicato come pseudonimo di Berlusconi. Leggete cosa dicono di Cesare («Dobbiamo riferirgli», «Gli abbiamo riferito, è contento») e fatevi liberamente un’idea su quali responsabilità abbia attirato su di sé il capo del governo. di STEFANO CATONE Read more

La fine di un impero (?)/1. Pdl travolto dagli scandali di G. Lerner

luglio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La pubblica opinione non lo percepisce (ancora), ma in un altro Paese tutto quanto vi abbiamo raccontato in questi giorni – case comprate da altri a propria insaputa, P3, l’ndranghe- ta, la camorra di Cosentino – sarebbe stato motivo sufficiente per rimettere in discussione la permanenza in carica di qualsiasi governo. Qui non succede per due ragioni: ci siamo abituati (anche “grazie” all’azione anti-culturale del presidente del Consiglio); e, in questo contesto, manca qualcuno che solleciti e riaccenda il naturale sentimento di indignazione. L’unica opposizione – necessariamente edulcorata per la ragione che ora vedremo nel definirla, e nondimeno più incisiva di quella “vera” (?) – è rappresentata dalla componente finiana, che fa il proprio dovere di forza onesta e responsabile in un partito attraversato dai peggiori scandali. Il centrosinistra fa sentire (?) solo timidamente la propria voce per far notare che, certo, tutto questo è molto riprovevole. Naturalmente questa (?) voce tonante di Bersani non cambia la percezione degli italiani. Ma per quello basterà attendere un po’: la previsione del conduttore de L’Infedele è che gli scandali continueranno – ma cosa accadrà se verrà approvato il ddl intercettazio- ni? Altra evidenza di come l’unica motivazione per cui il presidente del Consiglio lo vuole approvare è evitare che tutto questo, a partire dal proprio, venga alla luce – e sarà troppo anche per questo governo, anche in questo Paese (attuale). A quel punto si porrà il problema di dove andare a cercare la tanto decantata, sì, ma poco realizzata alternativa. Il commento di Gad sulla fine del Popolo della Libertà, a cui seguirà, più tardi, un secondo commento sulle responsabilità politiche del suo leader. Read more

Persino l’Onu boccia il ddl intercettazioni ‘Missione in Italia per la libertà di stampa’ Ecco tutto ciò che non avremmo saputo

luglio 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se la cosiddet- ta legge bavaglio venisse approvata, «può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione da voi». A dirlo non è né un esponente dell’opposizione né un illiberale di sinistra; è un portavoce dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, preoccupato per la deriva che la democrazia rischia di prendere dopo il 29 luglio, quando il ddl passerà in discussione alla Camera. Ma perché, e ci rivolgiamo in particolare ai nostri lettori che ancora non ne sono convinti, tutto il mondo democratico ritiene di intervenire per cercare di fermare una legge che in fondo, praticamente, non lo riguarda in modo diretto? Lo fa per una reale preoccupazione proprio per quella stessa libertà brandita da chi tenta di difendere la legge, messa in discussione da una limitazione della libertà di stampa (se non siamo a conoscenza di tutto, siamo meno liberi, perché le nostre decisioni sono figlie di una visione “selezionata” da altri che determina le nostre “scelte”), e per il rischio che la criminalità, più o meno organizzata, più o meno “politica”, possa dilagare a discapito e a spese di tutti noi. Le ultime vicende tra politica e giustizia venute a galla in questi giorni, ad esempio, se la legge bavaglio fosse stata in vigore non sarebbero state portate alla nostra conoscenza, e sia il tentativo di influenzare le decisioni e persino le nomine dei giudici – quindi altro che legge uguale per tutti – sia la connivenza con l’ndrangheta, per cui alcuni nostri rappresentanti favorivano la criminalità organizzata con i nostri soldi a discapito delle nostre libertà, sarebbero potute bellamente proseguire, alle nostre spalle. Per chiarirci ancora meglio le idee, ricostruiamo le due vicende e il ruolo, nel loro disvelamento, dello stru- mento delle intercettazioni. di STEFANO CATONE Read more

Bocchino: gravi intercettazioni su Verdini Ma se ora passa il ddl non sapremo nulla Allora nuova P2 sarà libera di manovrarci Innocenzi: “Liberali, sicuri di volere ciò?”

luglio 12, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è il luogo privilegiato del dibattito pubblico della nostra politica. Ma sulle nostre pagine si alternano solo le maggiori firme e i giovani più interessanti del panorama politico italiano. Per un dibattito all’altezza di quello che dovrà essere il futuro del nostro Paese. Oggi un grande Crespi “morale” tra Mondiale e nostra politica. Poi l’intervento di Simone Bressan, uno dei più promettenti nella metà campo di centrodestra. E ora Giulia, che dopo il grande successo del pezzo con cui ha smontato il ddl Meloni torna con un affondo a quanti, professandosi liberali, sostengono la tesi della “priorità alla riservatezza” brandita dal presidente del Consiglio per racimolare un po’ di consenso intorno alla cosiddetta legge-bavaglio. Bavaglio che, ci spiega la co-conduttrice di Santoro ad Annozero, nel caso dell’inchiesta sull’eolico che porta alla luce l’esistenza di una nuova congrega d’affari e politica che avrebbe tentato di influire sul regolare svolgimento della nostra vita appunto politica e giudiziaria, andrebbe a nasconderci la verità sul ruolo e sul comportamento del coordinatore Pdl, che un suo compagno di partito, per quanto dissidente della fronda finiana, definisce privi probabilmente di rilievo giudiziario ma tali da rendere inevitabili le dimissioni. Ovvero, care lettrici, cari lettori, stanno cercando di impedirci di sapere cosa un uomo che ha un peso rilevantissimo nella politica italiana – è, di fatto, il numero due (o tre, con Letta) del presidente del Consiglio – ha fatto che, a detta dello stesso Bocchino, non è per così dire proprio nell’interesse del Paese. Ora, di fronte a que- sto, regge la tesi della riservatezza? Prova a districa- re la questione – per chi non vuole capire – Giulia. All’interno. Read more

Bocchino: ‘Siamo in grado di fare cadere’ Allora Silvio cerca di (ri)annettere Casini Ma poi: “Libertà stampa non è un diritto” Gad: “Non vuole si sappia di Verdini&co.” Ma proprio per questo ci sarà la crisi (?)

luglio 10, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il luogo- tenente di Fini si lascia scappare quello che pensa veramente (anche se poi cerca di smentire; ma c’è il video che lo inchioda) e, di fatto, annuncia che il count down è iniziato. Ce ne siamo accorti (prima degli altri) noi (che avevamo previsto il redde rationem nel Pdl settimane prima della direzione nazionale dello strappo) ma soprattutto se n’era già accorto il presidente del Consiglio, che sa di non potersi più fidare del presidente della Camera. E allora, approfittando del blackout dell’informazione, riunisce a casa di Vespa (niente meno) i poteri forti (Bertone, e con lui la Chiesa; la finanza con Geronzi) più il governatore della Banca d’Italia Draghi (il possibile “capo della filibusta” di un governo di transizione che sostituisca il suo?) e, appunto, il leader Udc. E contando sull’avere tutte le pedine-chiave allo stesso tavolo prova a vincere la partita con una mossa sola. Ma il re (lui o Fini?) (non) capisce che il progressivo sgretolamento della base di questa legislatura e del suo governo è dovuto proprio a sparate (e a tentazioni) come quella di stamattina: ennesimo attacco alla libertà di stampa, ribaltando il fondamento di ogni democrazia: senza di essa non ci può essere. Appunto. Lerner, all’interno, ci racconta cosa, ad esempio, non verremmo mai a sapere se il ddl intercettazioni venisse approvato e, soprattutto, se il controllo del premier sull’informa- zione aumentasse (excursus sull’inchiesta sull’eolico che compiamo oggi dopo lo sciopero). E proprio per questo: a) – Berlusconi la vuole limitare; b) – ha perso il sostegno di Fini, e non avrà quello di Casini. E il suo governo rischia (?) di cadere.        Read more

Diario. La “casta”? Ve la siete voluta voi Primo: in Sardegna eversione-corruzione Ma avete sprecato l’occasione (di) Soru E poi un’altra legge per fermare processi Votate (solo) l’onestà e la responsabilità

luglio 9, 2010 by Redazione · 2 Comments 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. E’ la giornata giusta: (altri) giornalisti italiani scioperano per evitare che il ddl intercettazioni neghi ai cittadini il diritto di essere informati su ciò che viene fatto alle nostre spalle e a nostro danno. Negando così ai cittadini il diritto di essere informati sugli sviluppi dell’inchiesta sull’eolico sull’isola che porta alla luce una superloggia che avrebbe trafficato, oltre che per ottenere appalti per sé, anche per corrompere giudici e piazzare Cosentino alla guida della Campania. E – tempismo (a rovescio) non casuale – sulla norma ad personam scoperchiata dalla brillante capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti (ecco qualcuno da valorizzare, Democratici; nella foto) che comporta, tra il resto, la sospensione di sei mesi del processo Fininvest-Cir. Ovvero, negando così ai cittadini il diritto di essere informati su ciò che è stato ancora una volta fatto alle nostre spalle e a nostro danno. Il giornale della politica italiana offre ai propri lettori la visione d’insieme che non dovrebbe mai mancare nella lettura delle vicende della nostra politica. Così come non dovrebbe mancare nell’impostazione del futuro del nostro Paese. il Politico.it continuerà ad essere qui, ad assicurarla a voi, care lettrici, cari lettori, che volete capire cosa davvero sta accadendo nella nostra politica e contribuire a costruire, in modo insieme alto e concreto, sostenibile, il futuro dell’Italia. L’ampio e dettagliato racconto di queste vicende e molto altro, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

«Ghe pensi mi» Diario politico. Dopo il Tg La7 di Mentana

luglio 2, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Da stasera, care lettrici, cari lettori, lo avrete letto per ora solo sul giornale della politica italiana, c’è anche il Tg La7 di Enrico Mentana. Fino a ieri solo da noi, e su nessun altro giornale e tantomeno in tivù potevate ascoltare ogni sera il racconto completo della giornata della nostra politica, senza censure, sfornato con onesta e responsabilità nel solo interesse di tutti noi. Da oggi molto di quello che leggerete qui alla sera potrete sentirlo anche dagli schermi de La7, perché di Enrico Mentana il Politico.it condivide l’impostazione super partes e la volontà di avvicinarsi quanto più è possibile alla verità, che poi è l’essenza del giornalismo. Certo «la verità è sfuggente, stiamo ai fatti», diceva il premio Pulitzer Walter Cronkite. Allora per noi, come per Mentana, la verità non può che essere raccontare tutti i fatti, dare tutte le notizie. Vi consigliamo dunque di seguire prima il Tg La7 di Mentana e ascoltare la prima infarinatura sui fatti della giornata e poi di cliccare qui per il vero racconto completo. Diario che, vedrete, vi dirà tutto ciò che il Tg La7 stasera non vi ha detto, sulle notizie che il Tg La7, però, a differenza di tutti gli altri telegiornali, ha dato: Berlusconi che annuncia «ghe pensi mi», sì, con cui hanno aperto Tg1 e Tg5. Ma soprattutto Fini che attacca sul fronte della legalità e (ri)apre un (nuovo?) fronte dentro il Pdl, al punto da spingere Cicchitto a parlare per la prima volta di possibile «separazione consensuale». E poi Tremonti che accusa le Regioni di avere sbarellato nella gestione dei fondi Ue. Un grande Diario firmato, stasera, Carmine Finelli. Read more

***Il commento***
BERLUSCONI A BALLARO’, AVEVA RAGIONE LUI
di LUIGI CRESPI

giugno 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Più vicini alla realtà i dati di Euro- media Research (anche se il presidente del Consiglio è sicuramente in calo, come ci rivelavano proprio i numeri del grande sondaggista la scorsa settimana). E la “tesi” della trasmissione per cui Tremonti sia “meglio” di Berlusconi per il centrodestra è, (anche) popolarità alla mano, infondata. E contemporaneamente è vero che la strategia di comunicazione sulla manovra del governo è stata fallimentare: si è passati dalla rappresentazione di una realtà posticcia da sogno, alla tragedia del «rischio-Grecia». Nonostante questo, la maggioranza resta l’unica opzione considerata credibile dagli italiani: l’opposizione non esiste, e non offre nessuna «alternativa». In questo nuovo grande pezzo per il giornale della politica italiana, l’ex spin doctor del presidente del Consiglio prende le mosse dall’episodio della telefonata del premier, martedì sera, alla trasmissione condotta da Giovanni Floris per fare il punto della situazione.     Read more

Diario politico. Festa alla Repubblica (?) Zingaretti: “La Lega vuole demolire Italia” 19 maggio, Crespi: “Prendeteli sul serio” Ma Napolitano: “Non fatemi vedere neroGoverno: stop intercettazioni sui servizi Dalla secessione allo “Stato di polizia”(?)

giugno 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. E’ stata una giornata a due facce (…), quella di oggi, per il nostro Paese. Da un lato si è rischiato di (vederla) fare davvero, la festa, alla Repubblica italiana. Dall’altra gli anticorpi sembrano ancora, nonostante le “cure” (debilitanti), molto forti. E questo “parla” di una democrazia ormai matura che rende gli sforzi di chi tenta di manipolarla ancora più vigliacchi e immorali per il nostro Paese. Il “senso” (di marcia: è proprio il caso di dirlo – ?) è duplice: da un lato c’è la Lega, come abbiamo detto con Laratta, che vuole «dividere e demolire l’Italia» (parola del presidente della Provincia di Roma e più “spesso” tra i candidati, o papabili, alla futura leadership del Pd). Il giornale della politica italiana ha denunciato la serietà del tentativo, ancora una volta, prima degli altri: prendiamoli sul serio, appunto, scrivevamo due settimane fa; anche perché il ddl intercettazioni, così com’era configurato, e come ora si può sperare che non venga approvato, rischiava di favorire questo tentativo, mettendo il silenziatore a tutte le manovre illecite alle nostre spalle e a nostre spese che potevano (possono) far implodere il sistema. Ma è proprio (ancora) il disegno di legge che mira a rendere molto più difficile l’ascolto delle telefonate da parte della nostra giustizia a (poter) rappresentare il vero piede di porco per far saltare il “banco” (leggi: la nostra democrazia), sul secondo livello sul quale si è insistito oggi e del quale il Politico.it, solo, vi rende (in questo modo) edotti: un vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli appronta imprevedibilmente un emendamento allo stesso ddl che prevede che i nostri servizi, nell’esercizio delle loro funzioni, non possano essere intercettati. Un modo, la definizione è di Di Pietro ma noi condividiamo il senso, per spalancare le porte delle stanze del potere ai servizi (deviati) e, in ogni caso, favorire (appunto) la (ri)fondazione di uno «Stato di polizia». Tutto questo ha un’unica matrice (anti)culturale, sulla quale torneremo nei prossimi giorni: si chiama (determinazione della) mancanza di senso critico, la favorisce l’azione di dispersione culturale del nostro Paese sviluppata da una parte della nostra destra. E prepara il terreno ad involuzioni (di nuovo: anti)culturali che possono andare nel senso della divisione o dell’(ultra)compattamento (illiberale) – che non esclude, comunque, forme di separazione – ma si possono definire in un solo modo: quello che Maurizio Crozza, nella foto, in qualche modo anticipa. Il presidente della Repubblica sia avvertito: meglio vedere (ora), che non poterlo più fare (poi). Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.                  Read more

Diario politico. E riprendiamo il racconto Bossi: “Ora il federalismo fiscale, poi…” Ddl intercettazioni, vince la protesta (?) Adesso anche Sky ricorre contro la legge Bersani, le battaglie si possono vincere

maggio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Ce ne occupiamo, naturalmente, ma la nostra apertura è un’altra. Sì, il presidente del Consiglio ha smentito di avere fatto riferimento a Scajola e Verdini nell’intervista rilasciata a Bruno Vespa per il suo nuovo libro, e di avere sostanzialmente preso le distanze da loro. Vespa, inevitabilmente (in tutti i sensi), conferma. Ma questo è teatrino. Ciò che interessa veramente il Paese è altro. La deriva secessionista che, quatta quatta, la Lega sta siringando nello spirito del tempo. Lo ha denunciato Luigi Crespi per il giornale della politica italiana, ma al momento sembriamo essercene accorti soltanto noi. «Dopo il federalismo fiscale inizieremo a parlare d’altro», dice il ministro per le Riforme, senza nemmeno dovere nascondere che per le camicie verdi tutto questo è solo la prima tappa di un percorso. E sarà meglio che si cominci a prenderli sul serio. Anche perché il modo per fermare tutto questo c’è. Segretario del Partito Democratico, che sostieni che quando una battaglia non si può vincere (ma chi lo dice?) è meglio non combatterla per non rischiare di perderla: queste sono cose sulle quali invece la battaglia va fatta, (anche) perché può essere vinta. Lo dimostra il primo effetto della grande mobilitazione contro la legge-bavaglio sulle intercettazioni, che ha prodotto, intanto, il possibile ripensamento del governo sulla norma che prevede un terribile inasprimento di pene (fino a 60 giorni di galera) per i cronisti che pubblicano i testi puri delle intercettazioni (e non solo). E ora un gigante come la televisione di Murdoch, che ha già dimostrato in passato di non avere paura della maggioranza e del suo leader, sta per scendere in campo. Lo spirito del tempo si costruisce sporcandosi le mani. Lo insegna Walter Veltroni, che dalle colonne di questo giornale ha portato un proprio (nuovo) mattone per alzare il muro contro ogni rischio di deriva antidemocratica nel nostro Paese, attraverso la memoria. Walter aveva a sua volta peccato di eccessivo bon ton, ai tempi della segreteria. Ma se si eccettua questo, quanto manca al Partito Democratico e al Paese. Il racconto, all’interno, di Finelli.

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Diario politico. Crisi di/del (nel?) governo Verdini indagato per corruzione (6° caso) Berlusconi: ‘Una congiura (contro di me)’ Fini: “No, è un dovere tutelare la legalità” Bossi: “E i magistrati fanno il loro lavoro” Ma nel palazzo c’è chi fa nomi e cognomi

maggio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il presidente del Consiglio risfodera la teoria del complotto, rispedita però al mittente da presidente della Camera e leader della Lega. Come abbiamo rilevato ieri, l’unica “congiura” (apparente) è, in realtà, una crisi di legalità che coinvolge il partito di maggioranza relativa, ora al sesto caso di indagine aperta, (non solo) per le vicende legate agli appalti per il G8 della Maddalena. Anche se nei corridoi della politica italiana c’è chi accredita (anche) la tesi del premier, indicando peraltro in un membro dello stesso governo – come già era avvenuto per l’esplosione degli scandali sessuali – il possibile regista di un’operazione volta ad “eliminare” (politicamente) tutti gli “avversari” (interni). Al momento, illazioni e poco altro. Che tuttavia completano il quadro. Del quale ci racconta, come sempre, Carmine Finelli. Read more

Diario politico. E’ decaduto dl salva-liste Maggioranza sotto (per 8 voti) a Camera

aprile 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Diario “minore”, in una giornata che non offre altri spunti di rilievo – che non siano di pura politica politicante – oltre a quelli che abbiamo sviluppato nel corso del pomeriggio. La notizia è che il provvedimento varato alla vigilia delle elezioni dal governo per consentire la riammissione della lista Pdl nel Lazio incontra una nuova bocciatura: quella finale, quella politica. Nonostante la sproporzione di forze centrodestra battuto. Pesano anche le assenze “illustri” di Cicchitto, Lupi, Ghedini e Verdini. E riesplode la polemica. Il racconto.            Read more

Diario politico. Modernità?, indietro tutta Alfano vuole cancellare le liberalizzazioni Torna costo minimo concordato avvocati Ma così vincono familismo e corporazioni Ecco un contrario dell’Italia che vogliamo

aprile 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana guarda al futuro. E pensa ad un Paese nel quale libertà e solidarietà-coesione sociale convivano in quella democrazia liberale dolce che abbiamo evocato. Un’Italia mobile, fluida, aperta – in una parola, moderna – che non perda però il senso della propria Storia e della propria uni(ci)tà. In questa chiave l’unico provvedimento(-simbolo) dell’ultimo governo Prodi degno di nota (insieme alla politica estera dalemiana, nonostante tutto), le lenzuolate di liberalizzazioni delle professioni volute dall’attuale segretario Democratico Bersani – allora ministro per lo Sviluppo economico – equivaleva (allora come – ancora di più – oggi) ad una ventata d’aria fresca in una stanza chiusa. Ebbene, oggi il ministro della Giustizia propone un indietro tutta su questo fronte. E in particolare nello specifico delle tariffe per le prestazioni degli avvocati, rispetto alle quali il governo pensa alla reintroduzione della soglia minima, che impedisce – in sostanza – la libera concorrenza (specie da parte dei giovani che non hanno il nome e il prestigio necessario a competere, a parità di tariffa, con i principi del foro, e dunque si trovano impossibilitati, di fatto, ad aprirsi una strada tra i grandi studi in cui ci si tramanda il lavoro di padre in figlio) – tra generazioni e strati sociali (di partenza). Il sigillo ad un Paese immobile, poco fluido, chiuso. Un Paese-casta nel quale il merito delle persone non viene, in ultima istanza, riconosciuto. A vantaggio delle rendite (ereditarie) di posizione. L’esatto contrario dello spirito (di quale tempo?) di una destra liberale. Alla quale evidentemente questo centrodestra non si può paragonare. Come non si può dire che il centrosinistra sia la forza della modernità. Ma quelle liberalizzazioni vanno difese. E, come sempre, il Partito Democratico tace. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. La “visione” del governo Una risposta a Pd: incentivi per la ripresa Ma se gli investimenti non hanno sbocco Dimenticati del tutto ricerca e così futuro

marzo 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ha saputo anticipare, ogni volta, ciò sarebbe accaduto di lì a poco (e non solo) nella nostra politica. L’altra notte abbiamo richiamato le nostre previsioni sulla resa nei conti nel Pdl che si è poi puntualmente verificata (anche se prima del tempo). Qualche Diario prima avevamo colto che la riforma della giustizia diventava (insieme allo specifico del blocco alle intercettazioni) la nuova priorità del presidente del Consiglio, in quanto era proprio la giustizia italiana l’ultimo vero baluardo di legalità nel nostro Paese, e andava – andrà; ovviamente dal punto di vista – fermata e smantellata. E avevamo scritto che i tre anni senza elezioni avrebbero favorito questo progetto del premier. Oggi arriva la conferma: «Ce ne occuperemo di qui al 2013. Perché questa giustizia minaccia la democrazia», ovvero la sua (totale, a dispetto delle regole) libertà. E domani riprenderemo il nostro filone su dove va la politica italiana dal punto di vista del sistema istituzionale e delle sue riforme per raccontarvi della posizione del Pd di fronte a quello che – come sostiene ormai da tempo Eugenio Scalfari – è l’obiettivo di fondo di Berlusconi, che è tornato a ribadirlo oggi: il presidenzialismo a fronte, per di più, di una riduzione dei poteri di controllo. Ovvero una vera e propria piccola svolta autoritaria per la via democratica (fino ad un certo punto) delle riforme. Pietro Salvatori ci racconterà come si pone rispetto a questo l’opposizione. Ma il tema che vi proponiamo stasera è quello di cui leggerete di meno su tutti gli altri grandi quotidiani, eppure è il vero tema centrale e decisivo per il futuro dell’Italia: il governo ha varato oggi un piano di incentivi che dà seguito al dibattito parlamentare sulla crisi e risponde alle sollecitazioni di Bersani, e soprattutto all’esigenza del Paese di interventi per contenere gli effetti della congiuntura negativa e favorire la ripresa (più veloce possibile). Dunque un fatto di per sé positivo. I problemi sono due; uno (relativamente) più piccolo e comunque legato (anche) a difficoltà “esterne” e uno capitale. Il primo è che i soldi sono pochi e l’esecutivo ha fatto poco per ricavarne degli altri; dunque quale che fosse stata la destinazione decisa da Tremonti e Scajola l’intervento avrebbe avuto un impatto molto limitato. Ma pure in questa chiave, era importante intervenire in modo tale che tutto questo costituisse l’inizio di un percorso e le risorse messe in campo cominciassero (o, per una parte, continuassero) ad alimentare, in buona sostanza, gli sforzi di innovazione delle nostre imprese attraverso la ricerca. Invece le risorse a disposizione in questo senso sono diminuite. «Il governo le ripristini al più presto per garantire quelle imprese che hanno già realizzato gli investimenti in innovazione necessari al superamento della difficile congiuntura economica», incalza Emma Marcega- glia. E anche il segretario del Pd spinge su questo tasto: «Gli incentivi del governo non sono ciò che serve al Paese. C’è bisogno di aiutare l’innovazione e l’internazionalizzazione». Il racconto, all’interno, di Ginevra Baffigo.

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Diario politico. POPOLO? DELLE LIBERTA’ Liste, “Cambino le regole”. No di Maroni FOTO: Ma in pochi vanno a protestare Critica di Fini: “Così com’è non mi piace”

marzo 3, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Il primo partito italiano nella bufera ad un mese esatto dalle elezioni. E la causa sembra essere – paradossalmente – l’eccesso di libertà (interna). Primo, rispetto alle regole. C’è chi compila le liste senza curars(ene) troppo forse pensando di poter(le) poi cambiare. Il ministro dell’Interno li gela: «Non se ne parla». E con Polverini manifestano in pochi (foto). Poi, il presidente della Camera. «Non parla del caso», fa notare La Russa, e del resto quella è solo la punta di un iceberg fatto di “scelte” che all’ex leader di An non vanno giù. «Bisogna regolamentare giuridicamente i partiti (e dunque ridurre gli spazi di “libertà”, ndr)», sembra raccogliere (indirettamente) il solito Rotondi. Terzo, il coordinatore, Verdini. L’uomo che anticipò l’esito delle elezioni del 2006 con una sicumera che a qualcuno fece venire il sospetto di trame contro la regolarità del voto è invischiato nella vicenda degli appalti della Protezione civile, e verrà reinterrogato – insieme a Balducci e agli altri – nei prossimi giorni. In tutto questo qualcuno fa notare il silenzio (delle ore peggiori) di Berlusconi. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Fini: quelli di oggi ‘più ladri’ di Craxi e co. “Rubano per sé”. Salta Protez. civile Spa

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Chi ruba resta un ladro, ma Tangentopoli fu diversa: si sostenevano i costi della politica». Il presidente della Camera annuncia poi il ritiro del dl che avrebbe trasformato il nostro “pronto intervento nazionale” in una società per azioni. In mattinata il no alla conversione da parte della Lega. Bossi: «Sbagliato rinunciare ai controlli». Ascoltato dai giudici, nell’ambito dell’inchiesta sulla Protezione civile, anche il coordinatore Pdl Verdini. Matteoli, che come lui compare in una intercettazione: «Sono estraneo». Il servizio di Francesco Carosella.         Read more

Diario politico. Bossi: ‘Giulio vicepremier’ Bersani: ‘Si cominci ad affrontare la crisi’

ottobre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. La nota più autorevole, letta, approfondita. La nota politica del giornale della politica italiana. Cinque temi, due di maggioranza, due di opposizione, più il caso Marrazzo. Il leader della Lega spinge per la nomina del ministro dell’Economia, contro la quale si schiera però tutto il Pdl. Che – secondo punto – sostiene la linea “rigore più sviluppo” del premier, che dovrebbe prevedere la riduzione delle tasse, anche in chiave elettorale. Rutelli che settimane fa confida un’intenzione di andar via dal Partito Democratico che viene svelata oggi con una tempistica che non piace all’ex leader Dl da Bruno Vespa, che aveva raccolto la dichiarazione per il suo nuovo libro. Bersani, dal canto suo, fa la sua prima uscita a Prato, tra gli artigiani nel pieno della crisi economica, e invita il Governo «a venire in Parlamento a confrontarsi su questo, finalmente». Infine, il programma per le dimissioni del presidente della Regione Lazio, che dovrebbe lasciare a metà novembre. Il racconto. Read more

Diario politico. Gli ex An: “Un patto con Fini”. Ma Berlusconi: “No, idee diverse”

settembre 16, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Lettera del vicepresidente vicario dei deputati Pdl Bocchino al presidente del Consiglio: “Occorre più democrazia interna. No alle cene del lunedì che danno troppo potere alla Lega – che detta la linea al Governo - a scapito nostro”. Ma Verdini: “La gente vota Berlusconi, non il Pdl”. E il premier da Vespa: “Fini è un professionista della politica, io no”. Oggi in Abruzzo la consegna delle prime case, di cui parliamo nell’inchiesta qui sotto, ma anche nuove manifestazioni di protesta: “Noi ostaggi mediatici”, recita un cartello dei terremotati. Ma Bertolaso: “Cronoprogramma rispettato. Tra sabato e domenica via la tendopoli di Onna”. Vi diamo conto infine del rinnovato dialogo tra Pd e Idv (Franceschini e Di Pietro martedì hanno pranzato insieme) e delle proteste sulla scuola. Sentiamo. Read more

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