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***Il futuro dell’Italia***
VENDOLA E DI PIETRO? ENTRINO NEL PD

luglio 20, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le elezioni si avvicinano. Nel centro-centrosinistra partono i veti incrociati: “mai con Casini”, dice Vendola; “siamo noi che non vogliamo”, risponde Casini. E i Democratici (o almeno Finocchiaro): “Con chi attacca il Quirinale (Di Pietro) il discorso-alleanze è chiuso”. Ma se la legge elettorale – com’è probabile – resterà la stessa (ma anche in caso contrario), verso altrettanto probabili (a questo punto) elezioni anticipate, e l’alleanza con l’Udc – per quanto mal digerita dalla base Pd – eviterebbe il rischio (che in effetti esiste) di un “ricompattamento” dell’area moderata, con ricadute (nella “ghettizzazione” della sinistra così interpretata da Giuliano Amato) di occhettiana memoria capaci di (ri)mettere in discussione una vittoria data per certa dai sondaggi, perché il primo partito italiano – nato per rappresentare tutta l’area progressista – non propone a Idv e Sel (a condizione di accettare naturalmente da subito il principio “una testa un voto”) di confluire dentro se stesso - attraverso proprio il “rito” delle (a questo punto, pure, eventuali) primarie – allargando tutto ciò anche ad associazioni e società civile, come già fatto da Bersani (nell’indicazione dei candidati Democratici al Cda Rai) nell’unico atto riuscito della sua segreteria? Si riunirebbero così finalmente elettori – quelli del centrosinistra “erede” dell’Unione – che la pensano allo stesso modo su tutto, e che da anni chiedono l’unità dei partiti che li rappresentano (e che se fosse raggiunta per una sincera adesione dei loro protagonisti, e non per mero calcolo elettoralistico, porterebbe un valore aggiunto capace di “compensare” l’eventuale “recupero” di un Berlusconi intenzionato a mettere in campo una creatura nuova – o (apparentemente) rinnovata), puntando a (superare – ?) quel 40% che costituisce la soglia di realizzazione del partito a vocazione maggioritaria tratteggiato da Veltroni (che è il Pd nella sua conformazione originale), e disinnescando ad un tempo – assorbendoli dentro di sé – leadership a (persistente) “rischio” di radicalismo e populismo come quelle di Vendola (ormai, da tempo, meno) e Di Pietro. Un Pd forte – che ha bisogno naturalmente di una guida altrettanto forte – bilancerebbe la (pur necessaria) alleanza con Casini (e magari con l’ala più innovativa e onesta e responsabile dei futuristi di Fini) senza rischiare (ovviamente tutto ciò andrebbe centrato sul programma del “partito dell’Italia” e non ridotto a mera operazione politicista) di subire emorragie a sinistra. Sul tema dell’innovazione, da perseguire con la cultura e con la formazione, più potenti (e finora mai utilizzate fino in fondo) leve di eguaglianza e insieme di crescita, sarebbe probabilmente motivato a confluire anche quell’(“altro” – ?) 40% di italiani che da molti anni non vota, e che non vedrebbe l’ora di aderire e sostenere un progetto di (vero) cambiamento. Unica condizione, la disponibilità-determinazione a votare riforme anti-conservatrici e di rottura (col passato; compreso quello clientelare: capito, Casini?), per accettare confluenze ed alleanze, alla quale il Pd non dovrebbe (mai) rinunciare. O tradirà se stesso (e soprattutto il nostro paese). Ecco come, ormai nel settembre 2011 (un anno fa!), nelle settimane dell’incontro di Vasto (foto), il nostro direttore “anticipava” questa stessa “sfida” lanciata ai leader di Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà.
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***Il ritorno del grande sondaggista***
CARI PIGI, VENDOLA, DI PIETRO: LA VOSTRA STAGIONE E’ FINITA
di LUIGI CRESPI

marzo 6, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

E comincia il tempo in cui le persone tornano a scegliere in base all’”offerta politica”, ai contenuti; perché nell’Italia in cui finisce (anche, “così”), oggi, ciò che era cominciato nel dopoguerra, gli italiani chiedono alla Politica di tornare ad indicare loro un orizzonte, e il modo in cui, concretamente, lo si possa perseguire. Per ritrovare la motivazione che consentì ai nostri nonni – forgiati dalle guerre e dalla dittatura – di compiere il boom e di lasciarci un’eredità tale da vivere di rendita fino, appunto, ad oggi. Quando però quell’esplosione di capacità, di genio, di creatività ha terminato la propria spinta propulsiva, la propria onda lunga, ed è necessaria – ora! – una classe dirigente che sappia – perché ne sente l’esigenza (morale) avviarne una nuova. Ora, prima che sia troppo tardi. Tutto questo è perfetta- mente (?) “certificato” (speriamo non sia proprio il caso di dirlo), scrive l’ex spin doctor di Berlusconi, dal volto (al contrario) e dalla vittoria (sia pure ora rimessa in discussione), nelle primarie del centrosinistra a Palermo, di Ferrandelli – ma anche dal buon risultato di Davide Faraone – 31enne ex Idv che proponeva – perché aveva, da dire – qualcosa per la città. E, comunque, una visione, una – in tutti i sensi – prospettiva. quella che l’attuale classe dirigente autoreferenziale non è più in grado di offrire. Perché non (ne) sente più (la) necessità. E quindi sì, caro Pigi, è ora di “toglierci dai c…”. Ma non tutti (noi), ma voi che siete al potere da (ben più di) vent’anni, i trenta del nostro declino, e di certo – è ormai comprovato – non avete le risorse (morali, e – quindi – Politiche) per farci rialzare in piedi e ripartire. Come – sia pure in modo diverso – non le ha il presidente del Consiglio e il suo governo, Politico nel momento in cui sarebbe meglio si limitasse ad essere tecnico (quando minaccia di – non – riformare il lavoro abolendo l’art. 18, configurando una concezione – Politica – liberista e legata – in tutti i sensi? – al mondo dei mercati), e tecnico quando dovrebbe essere Politico (se è vero che sia necessario offrire un punto di riferimento al Paese non solo nei termini, meritori, di un buon esempio – di sobrietà, direbbe Papaleo – ma anche come leadership e capacità di indicare un orizzonte e suscitare il necessario entusiasmo. Necessario ad un Paese che ha bisogno di rialzarsi, e ritrovare se stesso, e non solo di vedersi cambiare regole che non ha la forza – di fare – per “rispettare” – in senso – anche – alto). Il commento del capo di Crespi Ricerche. di LUIGI CRESPI Read more

***Il futuro dell’Italia***
VENDOLA E DI PIETRO? ENTRINO NEL PD
di MATTEO PATRONE

gennaio 26, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

I capi della sinistra radicale propongono a Bersani un’alleanza elettorale (?). Ma perché quello che dovrà essere – di gran lunga e stabilmente – il primo partito italiano, dovrebbe regalare la (propria) golden share – assicurando loro voti che altrimenti non raccoglierebbero mai – a due movimenti minoritari, populistici e personali come Idv e Sel?
di MATTEO PATRONE Read more

Prima di welfare e della casta (a-’politica’) Zedda: “Tagliare enti e organismi inutili” Ebbene sì, esistono, e (ci) costano. Molto Ora e senza guardare in faccia nessuno

dicembre 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il primo dell’attuale classe dirigente ad avere “denunciato” la questione è Nicola Zingaretti: “La vera casta – disse il presidente della Provincia di Roma, papabile per la (futura) leadership del Pd e candidato (sostenuto anche da Veltroni!) alle primarie per la scelta della candidatura a sindaco nel 2013 (…) – non sono i (così detti: bisogna naturalmente vedere come sono concepiti e organizzati) “costi della democrazia” (ovvero quelli che, più direttamente, siamo “abituati” – di questi tempi – ad “attribuire” al concetto di casta: vitalizi, prebende e rimborsi vari, che hanno comunque anche la (reale) funzione di assicurare l’indipendenza degli eletti, e dunque una democrazia che altrimenti dipenderebbe dai flussi di denaro, e dalle lobbies, nascoste) bensì i costi (indiretti) dell’autoreferenzialità della nostra attuale classe dirigente: le loro nomine, compiute negli ultimi trent’anni, a carattere familistico e clientelare, parziale e non “funzionale”, che hanno costruito attorno al corpo – tutto sommato, snello – della politica una sovrastruttura, pletorica, inefficiente, quando non inutile, e tale da generare-costituire sprechi tout court, fatta di (appunto) (false) istituzioni, consigli, commissioni, organismi vari. Che – rimarcava Zingaretti – a differenza della politica non sono nemmeno sotto il nostro controllo, non essendo sottoposti al “vaglio” del voto, bensì figlie di nomine che – essendo d’altra parte (state) fatte dai nostri politicanti di oggi – raramente rispondono a criteri di onestà e responsabilità e sono fatte nell’interesse della nazione”. (Ovvero,) di tutti. Quando, addirittura – ma non si tratta di un’eventualità tanto rara – quegli stessi organismi non siano stati creati ad hoc allo scopo di piazzare, appunto, figli e figliastri, e dunque nemmeno in origine la loro istituzione abbia corrisposto ad una reale necessità. Che cosa si aspetta a partire da lì? Questa è la vera “casta” parassita dello Stato! Completamente inutile, inattiva, frutto e fattore di reiterazione dell’autoreferenzialità e della “corruzione” (in senso ampio) della nostra (stessa) classe politica, che naturalmente su quegli organismi, e su quelle nomine, basa anche un (proprio) ritorno, appunto, di tipo clientelare, e, in ultima analisi, il fondamento (stesso) della propria (possibile) autoreferenzialità. Se il governo tecnico – come, peraltro, anche un po’ irresponsabilmente viene sostenuto: perché d’accordo sostituire per un (breve) periodo la politica, ma sarebbe veramente inconcepibile, e inaccettabile – e rappresenterebbe la fine “definitiva” prima della politica e quindi, poi, della democrazia nel nostro Paese – che si ritenesse, cinicamente e (molto) inconsapevolmente, che la politica sia “fatta così”, che il ruolo dei politici sia (anche) “fare i propri interessi” (almeno, di parte), e che non ci si possa, debba, aspettare da essa un moto, e una riappropriazione (di sé), (anche) su questo piano - ma se, comunque, dicevamo, il governo tecnico sta lì proprio per fare ciò che si suppone la politica non sia, costitutivamente (?), in grado di fare, questo è – appunto – il (sotto)”livello” dal quale cominciare. Servono comunque i voti, in Parlamento, di coloro che quegli organismi e quelle stesse nomine hanno fatto, a cui quelle clientele risalgono? Si assumano (un’-ultima – volta) la responsabilità di votare contro: il carattere tecnico e l’estraneità, appunto, dell’esecutivo garantirà la distinzione e la chiarificazione delle “colpe”. E se questo ancora non basterà a far sì che questi signori se ne vadano, una volta per tutte, a casa – col loro codazzo di (sotto)nominati, figli e rapporti clientelari – vorrà dire che la “profezia” dell’uomo forte – come alla vigilia del Ventennio fascista – rischierà di avverarsi di nuovo. Considerate le frequentazioni del “capo” (o del simbolo) della filibusta – l’”onorevole” Scilipoti – chissà che a qualcuno di loro ciò non finisca per andare pure a genio. E, magari, sentiremo taluni – naturalmente una volta cambiato “regime” (in tutti i sensi), e quindi assicurata la (propria) sopravvivenza (a-”politica”) - dire che, in fondo in fondo, ci avevano pensato; e che quella che a noi era sembrata una spudorata autoreferenzialità, era, in realtà, tattica politica. Nell’interesse, naturalmente, di tutti noi. (M. Patr.). Read more

Il futuro dell’Italia. Vendola e Di Pietro? Entrino nel Pd M. Patrone

ottobre 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ma perché quello che dovrà essere – di gran lunga e stabilmente – il primo partito italiano, dovrebbe regalare la (propria) golden share – assicurando loro voti che altrimenti non raccoglierebbero mai – a due movimenti minoritari, populistici e personali come Idv e Sel? di MATTEO PATRONE Read more

L’editoriale. Il Pd punti sulla nuova classe dirigente che vince Laratta

maggio 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ovunque si siano presentati hanno, come minimo, ottenuto risultati mi- gliori delle liste che li sostene- vano. A Catanzaro Salvatore Scalzo, 27 anni, pur perdente in una realtà “ostile”, raddoppia i voti raccolti dai partiti di centrosinistra. Il “nostro” Riccardo Maraga è il nuovo sindaco di Amelia. Il caso di De Magistris a Napoli è in parte anomalo, ma segnala comunque a sua volta quella richiesta di rinnovamento che in tutta Italia si riscontra anche nelle preferenze raccolte dai candidati ai consigli comunali. Aprirono la strada Matteo Renzi e Nichi Vendola. Sono il vero patrimonio dell’attuale opposizione. Che sembra avere capito l’antifona, se è vero che in questa campagna elettorale non si è sentita una parola pronunciata da D’Alema. I giovani, dal par loro, non sprechino questa occasione e, partendo dalle risposte da dare, facciano seguire alla novità delle facce e dei nomi una novità “di sostanza”. Ce ne parla il deputato del Pd. di FRANCO LARATTA* Read more

***Diario politico***
BUON COMPLEANNO, ITALIA
di GINEVRA BAFFIGO

marzo 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ma perché tutto questo non resti retorica è necessario ritrovare un senso della dignità che ci porti all’onestà e alla responsabilità (diffuse). E non sarà facile perché oggi i loro contrari sono iscritti nella nostra (in)cultura. Le chiavi, il giornale della politica italiana lo scrive ogni giorno, sono due: un ritrovato orgoglio nazionale e la rivoluzione culturale. Il centocinquantenario non sia un approdo (incompiuto), ma la leva per rimotivare quella passione civile e politica che può determinare il nuovo Risorgimento propedeutico al nostro nuovo Rinascimento. di GINEVRA BAFFIGO Read more

Il retroscena. Alle primarie Renzi (Veltroni) contro Bersani Ciuenlai

marzo 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il confronto tra la vocazione maggioritaria veltroniana e il nuovo centro-sinistra proposto dal segretario potrebbe tradursi in una sfida che vedrebbe contrapposti da un lato il sindaco di Firenze (probabilmente in ticket con Chiamparino), “adottato” dal leader del Lingotto da tempo alla ricerca di un “successore” e Pigi che vorrebbe coinvolgere in squadra Nichi, con il quale è in atto un avvicinamento de facto. di CIUENLAI Read more

Talenti. Sinistra Ecologia e Libertà, questioni di coerenza Bartolazzi

febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La coerenza (?) di Vendola che parla di “nuova stagione” ma si prepara ad iniziarla con una classe dirigente (quella appunto di Sel) vecchia di trent’anni (della quale lui stesso, del resto, fa parte) preferendo criticare Pd e Pdl per quelle primarie che, però, (anche) Sinistra Ecologia e Libertà a livello locale chiede solo quando non ha già stretto un accordo di vertice con la propria oligarchia. La coerenza di annunciare un’altra politica rispetto a quella berlusconiana di cui però l’impianto leaderistico del partito (?) di Nichi è la precipua riproduzione. E il valore di una proposta politica si vede (anche, o soprattutto) da questo e non soltanto dalla qualità estetica di una convention (dalla quale continuano però a mancare i progetti concreti) o dall’efficacia di un’intervista in tivù. di MARIANNA BARTOLAZZI Read more

Vendola, D’Alema, galli del centrosinistra duellano su premiership per scarse idee “Una” di fondo e un progetto per il futuro Questo può salvare e rifare grande Italia Ottima comunque ipotesi di donna leader il Politico, con Gad, lanciò per primo Bindi

febbraio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ andata bene la narrazione (sia pure, per una volta, minimalistica) del giornale della politica italiana di ieri sulla (mancanza di) «alternativa». La ragione è semplice: l’Italia ha bisogno (come il pane) di contenuti, dopo sedici anni di gossip politico autoreferenziale, perché non è – per noi, per gli italiani! – in gioco il futuro (politico – ?) di qualche “protagonista” (?) della nostra politica autoreferenziale di oggi e nemmeno delle attuali, varie, leadership e segreterie, bensì il futuro del nostro Paese. E il domani dell’Italia è fatto dell’orizzonte verso il quale vogliamo muovere la nostra nazione, quindi di un piano organico e complessivo per raggiungere quell’obiettivo. Che non può che essere, oggi, salvarla e rifarla grande, visto che non si può immaginare alcun futuro se non si mette la barca in sicurezza e farlo significa, per l’Italia, grazie alle sue risorse intrinseche – ma non c’è più tempo da perdere, o ci aspetta un declino ineluttabile e a lungo irreversibile – contemporaneamente rilanciarla. Il giornale della politica italiana ha già avuto modo di indicare un possibile modo per fare tutto questo. Di certo – sia pure nella chiave della costruzione della Grande Alleanza, che avrebbe un mandato essenziale e già (più o meno definito) da realizzare; ma, come abbiamo scritto ieri, anche tutto questo è frutto della mancanza della capacità di immaginare un futuro – non si costruisce (appunto) il futuro dell’Italia discettando se a Palazzo Chigi ci vado io o ci vai tu, perché questa è una forma pigra di reiterazione della personalizzazione e dell’autoreferenzialità che ha congelato la Politica, quella vera, quella fatta di scelte concrete per il domani del nostro Paese, negli ultimi sedici anni. Una reiterazione che non solo non consiste ne, ma nega la possibilità di assumersi la responsabilità (di ragionare) dei contenuti. Perché la psicologia politica umana ha un solo binario a disposizione: o ci si dedica ai contenuti (e in un secondo momento a chi sia più adatto a metterli in campo) o si pensa alle persone. Chi fa la prima cosa non ha molta voglia di fare la seconda, e di solito chi fa (prima) la seconda non ha (poi) la capacità e la passione per fare la seconda. Detto questo, l’idea di Rosy Bindi candidata alla presidenza del Consiglio è, quanto meno su un piano simbolico, una buona cosa. Tanto che il primo a lanciare questa ipotesi fu, ancora una volta, il giornale della politica italiana. Con Lerner. Che oggi si compiace dell’attecchimento dell’idea.
di GAD LERNER Read more

***L’editoriale***
E’ TEMPO DI TORNARE AL VOTO
di LUIGI CRESPI

febbraio 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché tutti sono nei guai: lo è Berlusconi, Fini fatica a trasformare la sua creatura in una vera macchina democratica (per non ripetere gli errori del Cavaliere), il terzo polo non decolla, il Pd – nonostante la buona volontà – non ha una linea (perché la strategia non è la linea politica, è la strategia), Vendola svolge narrazioni senza entrare nel merito. E così il governo fatica a governare, l’alternativa non si forma all’orizzonte. La soluzione non è, naturalmente (o forse sì, comunque), un grande (?) circo elettorale con gli stessi protagonisti di oggi. Ma una grande (!) elezione democratica (demilitarizzata) in cui i candidati siano scelti – ovunque, territorialmente e politicamente – con le primarie, e si creino le condizioni “di indirizzo” perché possa farcela una nuova leva di giovani (tra cui molte donne) che scendano in campo rompendo in nuce con la vecchia politica e occupandosi solo di contenuti, assumendosi la responsabilità della proposta. Vale per i collegi (ovviamente da ricreare, a livello legislativo o almeno nella proiezione delle organizzazioni dei partiti) come per le guide nazionali, che devono essere scelte liberamente tra proposte concrete per la costruzione del futuro dell’Italia. Utopia? Nell’immediato, forse. Ma è ciò che serve al nostro Paese. Ciascuna parte si assuma la responsabilità di muoversi in questa direzione. E l’Italia si salverà e potrà tornare grande. Ma non è più tempo di aspettare. Chi ce la fa, cominci a farsi avanti. Crespi, sulla settimana trascorsa passando in rassegna la quale non si può che giungere a questa conclusione: è ora di tornare alle urne. Ecco perché. di LUIGI CRESPI Read more

Nichi ad Annozero non sa dire come fare Riccardi: “Hanno avuto 2° Repubblica…” Politica attuale non può rilanciare l’Italia Se ha già dimostrato cosa (non) può dare Ora apertura democratica/ rinnovamento Ma giovani si concentrino (solo) su idee

febbraio 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. Dice e fa solo ciò che pensa sia funzionale a perseguire il bene del Paese. Il rinnovamentismo è, come tutte le battaglie parziali e «faziose», una bandiera che non fa per noi. Ma, il Politico.it lo ha scritto più volte, ora il nostro Paese ha bisogno di cambiare marcia. Subito. O (presto) sarà troppo tardi. Per farlo, la domanda che (ci) rivolgiamo ai nostri lettori è: può farlo chi ha in mano le redini del potere ormai da sedici anni, e – dopo la “semina” di una moderna democrazia bipolare che va riconosciuta all’attuale classe dirigente compiuta nel 1994 e poi con la nascita del Partito Democratico e del Popolo della Libertà (fatto partito della destra liberale ed europea) – si è staticizzata nell’autoreferenzialità della quale il giornale della politica italiana scrive ogni giorno? E, tolta l’intuizione – peraltro riconducibile a pochi protagonisti – del Partito Democratico (oggi rinnegata, nei fatti, da una – altra – parte della nostra politica autoreferenziale, proprio per questo), può avere soluzioni insieme alte e concrete da mettere in campo chi è nell’agone da oltre trent’anni e non ha mai saputo emergere proponendo niente del genere, tant’è vero che quella necessità di un completo ribaltamento di piano rimane (più che mai) attuale e inevasa? La qualità di una proposta è data dalle idee, e soltanto da queste. A parte Veltroni, di cui abbiamo scritto, e ovviamente il giornale della politica italiana, non se ne scorgono all’orizzonte. Allora è necessaria quell’apertura democratica che consenta il rinnovamento che sostituisca chi ha già avuto tutte le chance per dimostrare di essere in grado, e non lo ha fatto, e contemporaneamente che il dibattito tra chi aspira a determinare quel cambio di marcia si concentri sulle sole idee, inaugurando – magari attraverso un canale “riservato”, di cui il Politico.it è già e sarà sempre di più il mezzo principale – un nuovo confronto pubblico – nell’assunzione di responsabilità di avanzare proposte concrete di chi è nella condizione di farlo – basato solo sulle proposte – concrete, “efficaci” – per la costruzione del futuro dell’Italia. Solo così salveremo e rifaremo grande – in un unico tempo – il nostro Paese. Read more

60% degli italiani non sta con Berlusconi Ma non ha il (primo) partito a cui riferirsi Questo è compito di Partito Democratico Che ha un potenziale (almeno…) del 40% Crespi: ‘Le sante alleanze sono perdenti’

febbraio 1, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il compito storico dei Democratici e salvare e rifare grande questo Paese. Chi lo può fare, i finiani dell’incoerenza di Fini o del mercenariato di Barbareschi? Casini che continua a difendere Cuffaro ed è vicino ad interessi privati? Lo stesso, attuale, presidente del Consiglio? Appunto. La forza chiamata a caricarsi sulle spalle la nostra nazione è quella che raccoglie l’eredità del Risorgimento italiano, di Mazzini, di Garibaldi (che amavano definirsi Democratici) e che, in virtù della propria (maggiore) onestà e responsabilità, è sola che possa farsi “partito dell’Italia” superando la rappresentanza di specifici interessi e pensando a fare solo il bene del Paese. La scorciatoia di mettere assieme la sinistra, e il centro, e la destra, scrive oggi il grande sondaggista dopo che lo ha fatto ieri Giulia porta ad un dirupo in fondo al quale c’è una possibile, nuova sconfitta, sia essa elettorale o nella missione di regalare all’Italia un nuovo Risorgimento, prima, attraverso il quale preparare il nostro nuovo Rinascimento. Sulla scorta (di forza e credibilità) del quale portare a compimento la missione dei nostri padri costituenti, anch’essi riconducibili se non (tutti) al Pantheon del Pd a quello di un partito degli italiani, quale appunto il Politico.it sollecita i Democratici a diventare, compiendo se stessi: unire (politicamente) l’Europa e costruire, sulla base delle nostre democrazie e del nostro liberalismo sociale, un futuro migliore per tutti. Crespi ora, sui temi sul tappeto. di L. CRESPI Read more

L’analisi. No, Ruby non toglie voti a Berlusconi. Per ora di Luigi Crespi

gennaio 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’elettorato di Silvio si divide tra chi non crede ai racconti dei fatti di Arcore e chi pensa che il premier abbia fatto persino “bene”. Dunque la vicenda non lo smuoverà. Almeno non subito. In seguito, la perdita di credibilità che tutto questo comunque comporta – ma più di Karima, “possono” le pessime figure (in tutti i sensi) di Nicole Minetti, Fede e Lele Mora – potrebbe rendergli più difficile (ri)conquistare consenso. Un problema. Anche perché una volta ottenuto il federalismo, la Lega potrebbe mandare tutti ad elezioni. «A partire da giugno ogni momento è buono»… di LUIGI CRESPI Read more

Diario politico mattina. Il “grande” (?) talk Silvio: Fiat avrebbe ragione d’andarsene Nichi: “E’ alto tradimento di Berlusconi” Ma operai: “Il comunismo non esiste più” Marchionne neo (candidato) premier (?)

gennaio 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

In questo senso ha ragione Matteo Renzi: come abbiamo detto più volte la nostra politica è (tragicamente) spettatrice di fronte alle vicende di Mirafiori, perché non si è mossa prima (perché/)e non ha idea (in tutti i sensi) di come muoversi (ora), e l’ad del Lingotto (?) è l’unico vero modernizzatore del Paese. A modo suo, naturalmente. Casini: «Non è un santo». E (anche per questo?) nel fronte conservatore (?) sarebbero in molti a volerlo leader di un nuovo centrodestra in grado di portare a compimento, finalmente, la «rivo- luzione liberale». di GINEVRA BAFFIGO Read more

No, Vendola, non esiste un’‘Italia migliore’ (Se non è quella che vuol unire il Paese) Stop a leader(?) che (si) contrappongono C’è una sola Italia che ritornerà grande

gennaio 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Su una sola cosa il giornale della politica italiana condivide il pensiero vendoliano: la necessità di una «cultura diffusa», che però è l’esatto contrario della contrapposizione, della rivendicazione rancorosa, dell’innalzamento di barriere, della lotta ai «padroni». La cultura è la liberazione – di tutti. E’ la rivoluzione senza armi, nemmeno retoriche o ideologiche. E’ la condizione per rifare grande l’Italia che può salvarsi e rinascere solo se lo fa tutta insieme, senza crearsi (è proprio il caso di dirlo) nemici interni, coinvolgendo tutti in questa grande ripresa nazionale che non è né di destra, né di sinistra, ma del Paese, tutto intero, tutto unito. Vedete, il pensiero (?) di Nichi ci porta fuori strada: ci fa pensare di essere gli uni contro gli altri, perché è di parte, e parziale, quindi avversativo; è figlio, in un’ultima istanza, del berlusconismo, come tutto ciò che nasce come una riparazione ad esso. Ciò che serve all’Italia è invece una prospettiva nuova, scevra da ogni ideologismo – novecentesco o attuale – in cui ci si ponga il solo obiettivo di fare il bene di questo Paese e quindi di tutti. Un esempio. La vicenda-Fiat e Marchionne. L’ad, lo abbiamo scritto, ha tirato acqua al solo suo mulino. Lasciamo da parte per un momento la questione della rappresentanza che, pur decisiva, è tecnico-politica, e rischia di fornire un alibi a che la nostra politica non si occupi responsabilmente – che significa in modo risolutivo – del “problema”. La nuova politica crea le condizioni perché tornare ad investire nel nostro Paese convenga, partendo (certo) da altro rispetto ad una revisione in senso limitativo dei diritti: rendendola un crogiolo di nuova cultura, un Paese vivo, vitale, dinamico, impegnato (anche per ciò che riguarda l’impegno sul lavoro) che punta a creare le condizioni per il proprio nuovo Rinascimento. Affrontata in chiave complessiva e non particulare la questione, si potrà mettere mano alle specifiche condizioni del lavoro – coinvolgendo i sindacati – non avendo dimenticato, ma ex ante rispetto al discorso sui diritti dei lavoratori, di affrontare la questione della proporzionalità dei redditi, fissando un tetto ai compensi dei manager; ma per ragioni di equità, non per una vendetta (post?)comunista. Un Paese fondato sull’onestà e sulla responsabilità, che – in questa chiave – concepisca un progetto organico e complessivo per tornare grande, è un Paese che non deve avere paura di porre (anche) il tema dei diritti, perché sarà associato ad un sistema che funziona, in cui sono assicurati prima di tutto i doveri (di tutti), e che non crea inimicizie tra nessuno, anzi le supera, ed è così nella condizione, unito e senza tema – salvo fanatismi particolari – di rivendicazioni (che non hanno ragione di essere, perché tutti si è coinvolti e a Cesare – ovvero ciascuno di noi, insieme – è dato ciò che gli spetta), di procedere spedito e unito durevolmente per uno sviluppo – un progresso – che non deve “sedersi” sui primi allori, ma reiterare se stesso. L’Italia può tornare ad essere la culla della civiltà, ma solo se ai Marchionne, ai Berlusconi, non si risponde con (altrettanti) Vendola. Read more

Reg. Lazio istituisce altre 4 commissioni Quattro milioni d’euro buttati o intascati Sì da tutti i gruppi compresi i vendoliani Così la nostra politica pensa (?) al Paese

dicembre 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha fatto propria la battaglia per il taglio della spesa pubblica e, in esso, dei costi della politica. E Annalisa Chirico ci regala questo racconto di come la nostra politica autoreferenziale di oggi sembri invece voler continuare nella direzione opposta. Ovvero quella dell’arricchimento dei propri protagoni- sti (?) a discapito del bene dell’Italia. La Regione Lazio era già la Regione con il più elevato numero di commissioni (16) e più sprecona del Paese. Con questo nuovo giro di giostra battezzato dalla giunta Polverini – che prometteva di ridurre gli sprechi – ma condiviso da tutte le forze politiche, ad eccezione dei Radicali e con una timida astensione dei due consiglieri Idv, la leadership (? al rovescio) diventa indiscussa. Istituita anche una commissione sui Giochi Olimpici che non si sa se verranno assegnati a Roma. E respinta (persino) la proposta di farla decadere nel caso in cui le Olimpiadi andassero ad altri (!). E intanto la Fiat lascia l’Italia. Anche per questo. E, vedremo dopo, facciamo la figura degli accattoni perché facciamo pagare la tassa ai turisti per «mantenere il (nostro) patrimonio storico». Con quattro milioni di euro buttati via, avremmo potuto fare questo (e altro). La Regione Lazio faccia marcia indietro. E le forze più oneste e responsabili della nostra politica si assumano la responsabilità di tagliare la spesa e, equamente, con essa, i costi della politica. O presto non ci sarà più alcuna spesa. Per nessuno. Il racconto della vicenda laziale, all’interno, firmato Annalisa Chirico. Read more

L’intervento. Ora stop agli egoismi di Idv e Vendola Massimo Donadi

dicembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Che impediscono di costruire un nuovo centrosinistra più di quanto non facciano i tentativi (sia pure fra mille errori) di trovare una quadra del Partito Democratico. Il capogruppo alla Camera di Italia dei Valori interviene sul “suo” giornale della politica italiana nel confronto in corso nell’opposizione per cercare una via per costruire l’«alternativa», un’alternativa che sia in grado di vincere le elezioni. di MASSIMO DONADI* Read more

Pigi: ‘Entro gennaio la nostra piattaforma’ D’Alema: “Non in generale ma le riforme” Va meglio, ma serve più un’idea di futuro Non “piattaforma” o “le riforme” (anche) Ma sogno dell’Italia che (così, poi) verrà

dicembre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non ci prendete per puntigliosi: il giornale della politica italiana è il principale fautore della presa di coscienza che vede ora i Democratici impegnati a darsi un progetto. Il problema è che «piattaforma», e «le riforme», non esprimono ciò che il Politico.it ha indicato per primo – a partire, va detto, dal concetto di «narrazione» di Vendola – servisse al centrosinistra e ha ottenuto entrasse nel vocabolario di Bersani. Non serve (tanto, o prima) un «programma» – cioè una serie di intenzioni – perché tutto questo è riduttivo (anche se, in seconda battuta, va prodotto). Serve una prospettiva, una direzione finale nella quale muovere il Paese, un «sogno» appunto, in grado di coinvolgere anche emotivamente gli italiani. Altrimenti, l’Italia vivacchia e rischia di non farcela, e il Pd non è in grado di mobilitare la maggioranza (relativa?) del Paese. Pigi raccoglie, a riguardo, anche la sfida del nostro giornale rispetto al «nazionalismo necessario», parlando di «risveglio italiano»; tutto questo deve essere messo a sintesi in un disegno per la costruzione del futuro dell’Italia, che sia prima ideale e poi programmatico. I Democratici ascoltano il Politico.it e allora diciamo loro: (ri)ecco il nostro progetto nel suo complesso. E’ a disposizione. Perché a noi importa solo di vedere tornare grande questo Paese. Ora Luca Paccusse ci racconta il travaglio (è proprio il caso di dirlo?) di queste settimane del Pd. Sballottato tra le buone intenzioni di fondo – come non si possono non riconoscere, come sempre, ai Democratici: per questo il giornale della politica italiana vede nel Pd la forza (maggiormente onesta e responsabile) chiamata dalla Storia a caricarsi sulle spalle questo Paese, salvandolo e rifacendolo grande, in un unico tempo – e i limiti della anzianità (politica, e a volte non solo, dei suoi dirigenti), portato generosamente a sacrificare sempre qualcosa pur di fare il bene dell’Italia. Ma la generosità, oggi, il coraggio, oggi, cari Democratici, è assumere la leadership del Paese; venire fuori, con la vostra forza ideale e (appunto) la vostra generosità. Non abbiate paura, verrebbe da dire. Liberatevi; e, così, liberate l’Italia. Non, da Berlusconi. Ma dai lacci e lacciuoli che ci siamo autoimposti, e che frenano la nostra espres- sione. Paccusse, ora, sul travaglio del centrosinistra. Read more

Il commento. Un pessimo Bersani Ora la priorità al progetto Lerner

dicembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il segretario del Pd – che nelle ore successive corregge parzialmente il tiro – sembra aver perso la bussola. O meglio essersi testardamente innamorato dell’unica bussola che pare saper usare, quella di un’alleanza tra un Pci-Pds-Ds e il centro (prima di tutto, in tutti i sensi). Una classe dirigente vecchia, che non sente (più) le esigenze di questo tempo, pretendendo egoisticamente di non lasciare il posto ai «figli di questo (stesso) tempo», non è «ontologicamente», scrive Pippo Civati, in grado (diciamo noi) di «raccontare l’Italia che vorrebbe». Bersani ha ascoltato il Politico.it che gli suggeriva la necessità di un «progetto», salvo poi limitarsi – non “possedendo” («ontologicamente») l’argomento – a citarlo senza darvi seguito. E ora è tornato sulla sua strada originaria (in tutti i sensi), quella delle alleanze-prima-dell’idea (salvo, appunto, “spiegare” meglio la propria posizione nel pomeriggio). Il Pd immagini e offra un futuro al nostro Paese: e sulla base di questo (gli altri) faccia(no) le alleanze (col Pd). Il commento all’intervista a Repubblica in cui Pigi si intestardisce sulla priorità all’alleanza col Polo della Nazione, all’interno, è del conduttore dell’Infedele.
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Strauss-Kahn: “Certi Paesi vicini baratro” Gozi: ‘Per la tenuta conti serve sviluppo’ E’ necessario ora un progetto per futuro E il dibattito dovrebbe riguardare questo

dicembre 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Invece Vendola tiene «comizi d’amore» – ma non ha ancora spiegato in cosa consiste la sua «narrazione» (concreta), che va bene annunciarla ma va anche sostanziata, tanto più quanto più si chiede di tenere presto le primarie. Altrimenti il voto si ridurrà ad un plebiscito sull’emozione suscitata dal nome, un fenomeno puramente berlusconiano, che proprio perché effimero non promette nulla di buono per l’Italia. E non vorremmo trovarci a dover scegliere – in un’ipotetica elezione anticipata – tra tre opzioni che non hanno ancora espresso una sola posizione sul futuro del Paese. Perché il dibattito non si tiene su questo? Perché il confronto non è una – per quanto aspra – battaglia di idee? Perché D’Alema continua ad occuparsi solo di manipolare il Pd? Perché la nostra politica autoreferenziale di oggi è appunto tale, animata (?) da esponenti di un altro tempo che non hanno più una «connessione sentimentale» con questo, tempo, a cominciare da chi non ha (appunto) ancora detto una parola concreta sul domani del nostro Paese. L’Italia è ad un passo dal baratro, va bene la politica di mantenimento dello status quo condotta da Tremonti in questi mesi ma va bene per un periodo di tempo limitato, poi ci vuole anche qualche soluzione per migliorarlo, lo status quo, altrimenti il crash avviene per inerzia. Il giornale della politica italiana ha messo in campo proposte ed idee; il che vale tanto per le idee quanto per il metodo: la nostra politica è chiamata a darsi una scossa, o avrà sulla coscienza il nostro Paese. E il momento per farlo è adesso, non dopodomani, non dopo le elezioni, ma prima che vengano annunciate. Perché il futuro dell’Italia non è il futuro di D’Alema o di Vendola, bensì è il futuro del nostro Paese. Del quale appunto, nessuno – tranne il Politico.it – in questo momento, sembra occuparsi. Read more

La polemica. A Torino Fassino non è il candidato giusto di C. Alicata

dicembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Pd continua a perdere le elezioni. Eppure la stessa classe dirigente – ormai fuori dal tempo . si rigenera in candidature comunque (vadano) non entusiasmanti. La pervicacia con cui i vari D’Alema, Veltroni restano attaccati al loro posto di comando (?) è a tratti commovente. Così il Pd non ha più nulla da dire, e – come scrive Claudio Velardi, un altro, peraltro, di quella generazione – non ha più nemmeno passione (la quale, d’altra parte, genererebbe idee, e viceversa). Cristiana oggi affronta questo tema. il Politico.it prova a dare un futuro al Pd e, con lui, al Paese. Poi non lamentatevi se Vendola può dire – suscitando la rabbia dei vostri militanti – che il progetto Democratico è fallito (e, pure, dove sono le proposte concrete di Vendola per il Paese?). di CRISTIANA ALICATA Read more

Il dibattito. Perché dico “sì” a Vendola dentro al Pd di G. Lerner

novembre 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana crede in un Partito Democratico (possibile) “partito dell’Italia” che si faccia carico del bene del Paese e non tenda a rappresentare specifici interessi, unica chiave, a nostro modo di vedere, per salvare e far risorgere il nostro Paese – che ha bisogno, per questo, di essere caricata sulle proprie spalle dalla sua forza, anzi, dalla sua area di sensibilità e opinione più onesta e responsabile – e perché la sinistra possa ritrovare la proprie egemonia. Lo scrisse il nostro direttore alcuni mesi fa, il Pd raccolse la sfida salvo poi perdersi nella propria non solo mancanza di orientamento, ma nella mancanza della consapevolezza della necessità di un orientamento e dunque di una presa di coscienza (di sé). Come già alla vigilia delle primarie Democratiche dell’ottobre 2009, alle quali il Politico.it appoggiò Ignazio Marino salvo ospitare, nel solco della tradizione dei grandi quotidiani americani, anche opinioni favorevoli agli altri due contendenti (che allora erano Bersani e Franceschini), ciò non ci impedisce di continuare a rappresentare la tribuna dalla quale vengono assunte le posizioni più impegnative da parte (anche) degli (altri) maggiori protagonisti della nostra politica. Così, dopo che Nicola Latorre lancia sul Corriere l’idea di un Pd che, ormai rassegnato ad essere un partito “di sinistra” tout court (o quasi), accolga dentro di sé Sinistra Ecologia e Libertà e il suo leader accettando, sostanzialmente, di vederlo diventare anche il proprio (o comunque proprio candidato premier), gli risponde dalle nostre colonne il conduttore de L’Infedele. Una sola nota a margine: l’allargamento del Pd, o meglio il suo compimento come “partito del Paese” capace di rappresentare tutte le sensibilità di tradizione Democratica, è compatibile con lo stesso progetto originario veltroniano ed è secondario nelle nostre proposte. Solo che prevederebbe che non solo Vendola, da un lato, ma anche i Democratici moderati dall’altro, (ri)entrassero nell’attuale formazione di Bersani. Una strada facilitata da un Pd che, finalmente soggetto protagonista della nostra politica, parta dal progetto, dalla sua idea di futuro e faccia discendere da questa ogni sua altra scelta. Ma questa è la “nostra” linea, che continueremo a sostenere. Ora sentiamo l’opinione-risposta a Latorre di Gad. Read more

Casini: “Udc è incompatibile con Vendola E il Pd scelga: o sta con lui o sta con noi” Ecco perché Pd deve star con se stesso
I Democratici hanno a cuore (solo) Paese E’ (poi) la tradizione di eroi risorgimentali

novembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mazzini, Garibaldi, con la sola eccezione (illuminata) di Cavour: l’Italia è stata fatta da chi, storicamente, in tutti i sensi, si definiva in un solo modo: democratico. Essere democratici è più di essere «figli della fusione tra Ds e Margherita». E’ più di essere «eredi delle tradizioni del Pci e della sinistra Dc». E’ qualcosa che va oltre la stretta contingenza della nostra storia recente, irrimediabilmente inficiata dalle ideologie. E’ qualcosa di più del provincialismo nostrano. Essere democratici significa essere coloro che si prendono sulle spalle questo Paese, al di là della rappresentanza di specifici interessi, e lo salvano e lo rifanno grande, in un solo tempo. Significa non avere paraocchi; e non essere schiavi di egoismi. Significa mettere a frutto le proprie (più spiccate) onestà e responsabilità per il bene di tutti: che cosa c’è di più alto e motivante? E’ quello che si aspettano il 40% di italiani che ogni volta non va a votare, perché vede nella nostra politica il retaggio del teatrino novecentesco; vede una rappresentazione che, come dice acutamente Debora Serracchiani, non è rappresentanza. Aspettano solo, quegli italiani, che un Partito Democratico che sia degno del nome che porta scenda in campo con l’autorevolezza che solo chi è nel giusto può avere. Quel partito sarebbe, sarà un fiume impetuoso che dovrà dire di convogliare tutti i voti di chi vuole vedere l’Italia risorgere su di sé, perché solo nel proprio seno si ha la garanzia che questo possa avvenire. La Storia vi chiama, cari Democratici. Lasciatevi alle spalle gli antichi (ma più recenti, più contingenti) retaggi, e rispondete a lei piuttosto che a Casini o a Vendola. Vedrete che, a quel punto, saranno loro a chiamare voi. Ma a voi importerà (e potrete) parlare solo con l’Italia. Read more

Primarie, vittoria di Pisapia su Boeri a MI Il dato chiave è oggi la minore affluenza Nel ’06 c’era la speranza di Prodi, oggi Pg Tutto ciò non dimostra voglia di sinistra Ma che (invece) ha votato “solo” sinistra

novembre 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Tafazzi è tornato. Il Pd perde un’altra elezione primaria e ha la tentazione di lasciarsi definitivamente andare alle derive pidiessine. Così il terzo polo è pronto a diventare il primo. E, dice il giornale della politica italiana, giustamente (per il Paese). Ma l’Italia ha bisogno (invece) del Pd. Ecco dunque un’analisi che – venendo da fuori – è libera dai riflessi condizionati di chi, da quando è nato (ma per colpa dei genitori, non del bambino, direbbe Ber- sani, potendolo), non fa che darsi la zappa sui piedi. Read more

Sondaggio Crespi (vedremo): su Sel e Fli Viaggio nei partiti dei 2 candidati premier Ferri a Firenze per ‘la’ sinistra di Vendola

novembre 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Complici le difficoltà del presidente del Consiglio (e così del Popolo della Libertà) e l’anacronismo dell’attuale Partito Democratico che prova a recuperare ma sembra non riuscirci (vedremo tutto questo più tardi, nell’ultima rilevazione del grande sondaggista per il giornale della politica italiana), le due nuove ali della nostra politica, Sinistra Ecologia e Libertà e Futuro e Libertà – con la tag “libertà” a ricordarci il passaggio di Berlusconi nella politica italiana anche attraverso i simboli di coloro che vorrebbero superarlo; mentre i soli, veri partiti, post-ideologici e pre-personali restano i Democratici e la Lega, i primi almeno quando anche rispetto alla loro classe dirigente potranno dirsi a tutti gli effetti tali – le due “nuove” ali, dicevamo, prendono il largo. Complici quelle difficoltà e, soprattutto nel caso di Sel, trainate dalla leadership (nella personalizzazione) di quelli che ad oggi sono un candidato (Vendola) e un sedicente tale (Fini) alla premiership non appena si prospetterà un voto. Il giornale della politica italiana è il giornale della politica vera, fatta di idee e scelte concrete per il futuro dell’Italia. il Politico.it tende a superare le forme partitocratiche attuali che partecipano all’autoreferenzialità della nostra politica odierna. Ma proprio per meritarsi la propria “novità” sia Sel sia Fli sono partiti, in questo, che, come ha scritto Crespi per i finiani sulle nostre colonne, recuperano un rapporto con il Paese e lo fanno attraverso dei contenuti, anche se non ancora tali da rappresentare la soluzione piena all’autoreferenzialità e soprattutto la risposta alle esigenze storiche dell’Italia. Dunque vale la pena di soffermarcisi. Anche per prepararci al sondaggio di Crespi, che chiuderà, coronandola, questa giornata su Vendola-Fini (e, naturalmente, non solo). Comin- ciamo con Sel, dunque. Il racconto è di Marco Ferri. Read more

Caduta libera di Berlusconi: fiducia a 37% Crespi: “Italiani fanno pagare caso Ruby” Basta empatia, la politica richiede decoro Un premier rappresenta l’Italia nel mondo

novembre 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La vita privata è un lusso che il presidente del Consiglio non si può concedere. Attenzione: ciò non significa che non debba avere privacy. E tanto meno che la politica, con delle regole, debba sancire cosa può o non può fare. Ma il capo del governo italiano ha il dovere, e la necessità, di essere d’esempio e di rappresentare degnamente il suo popolo. Anche nei comportamenti privati. Lo dicono, sostanzialmente, gli italiani attraverso il nuovo sondaggio di Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana: il premier attuale – il discorso di cui sopra vale a prescindere dalla figura di Berlusconi; è una regola generale – fa registrare un nuovo minimo storico per ciò che riguarda il «senso di affidamento e di sicurezza che deriva dalla speranza o dalla stima» nei suoi confronti: e che richiede, appunto, motivi di speranza e di stima, e viene naturalmente “ucciso” dal contrario. Non è moralismo, è politica. Secondo il 60% degli intervistati a questo punto il presidente del Consiglio dovrebbe dimettersi, per lasciare però il posto – è l’opinione prevalente del 42,6% degli italiani – ad un nuovo esecutivo possibilmente sostenuto (anche) dalla stessa maggioranza. Ma qui entriamo nei politicismi. A rischio di (loro) autoreferenzialità. Fermiamoci ai dati di fondo. Tra i quali c’è anche – ma è ormai consolidato e ci siamo concentrati su questo in tutte le più recenti precedenti occasioni di monitoraggio delle tendenze elettorali – l’evanescenza dell’opposizione, che cresce nelle sue ali – Vendola e Grillo – ma poiché il Pd scende ancora (sotto il 25%), e tutto passa (passerebbe, dovrebbe passare) attraverso il Pd, continua a non esistere. Ce ne parla nel dettaglio, come sempre, il grande sondaggista. di L. CRESPI Read more

MODELLO-VENDOLA
“Serve non un papa, ma un vangelo” Mentre il Pd (attuale) discute di formule Nichi in Puglia ci “dice” come governerà

settembre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il governatore risponde su Facebook alla proposta di Veltroni: non tanto un leader (a fare il quale pure si candida) straniero o meno che sia quanto un’idea (organica e complessiva, aggiungiamo noi) è quello di cui il centrosinistra ha bisogno. Quello che noi sosteniamo da tempo. Nonostante i dubbi circa l’eccessiva radicalità delle posizioni di Vendola, poco compatibili con il modello di governo onesto e responsabile per il “bene di (tutto) il Paese” che abbiamo sollecitato proprio ai Democratici – o, anzi, proprio per questo – siamo andati a scoprire e vi raccontiamo la differenza tra le parole (dei dirigenti del Pd) e i fatti (del presidente della Puglia), ovvero quelle scelte amministrative che hanno un respiro però più generale e che “anticipano”, in qualche modo (senza peraltro riuscire a rappresentare tutta la varietà di questioni su cui è chiamato a pronunciarsi il presidente del Consiglio), la maniera in cui Nichi (che per la verità finora ha davvero fatto parlare solo i fatti, restando un po’ vago circa le sue specifiche intenzioni programmatiche) governerebbe l’Italia. Cultura, sostenibilità ambientale e giovani: potremmo sintetizzare così il “modello Puglia”, che Stefano Catone, ora, ci racconta nel dettaglio.        Read more

Il governo crolla, ma opposizione dov’è? Così Mentana: “La sua voce resta flebile” E che cosa è il “Nuovo Ulivo” di Bersani? Oggi al Pd manca completamente un’idea

settembre 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il TgLa7 propone un riepilogo dei tempi di esposizione dei partiti nei telegiornali. In tutti, il Pd arranca rispetto al Pdl. Bella forza, direte voi. C’è il controllo dell’informazione da parte del premier e poi il Pdl è pur sempre il partito di maggioranza relativa, in un momento peraltro di grande crisi per lui. Vero. Ma sia al Tg3 sia allo stesso TgLa7 i tempi del Pd sono stracciati anche da quelli dei finiani. Anche qui: c’è una spiegazione, continuerete a dire voi. Vero anche questo: in parte è fisiologico. Ma la verità vera è che i Democratici sono completamente assenti dal proscenio della politica italiana, e ciò avviene per una semplice ragione: non hanno qualcosa di significativo di dire. Non è infatti sufficiente reagire alle proposte degli altri (fermo restando che il Pd arranca in parte anche su questo, anche se va riconosciuto il grande lavoro – seppure con qualche macchia – che i Democratici svolgono nelle aule parlamentari); è necessario farlo, il racconto, essere protagonisti. La miglior difesa è l’attacco, e l’attacco è anche l’unico modo di far politica che dia i suoi frutti. La proposta bersaniana di tornare alle ricette prodiane è l’unico momento in cui i Democratici squarciano il velo dell’irrilevanza politica. Ma a ben guardare, che cosa significa davvero quella proposta? Al Pd manca completamente un’idea di Paese. Il giornale della politica italiana lo sostiene da tempo. Offrendo, contemporaneamente, la sua. Ascoltata da tutta la nostra politica. Ma manca il cambio di passo. Fino ad allora, il centrodestra continuerà ad avere la maggioranza nel Paese. Anche se sarà stato raggiunto – e, in mancanza di un Pd vincente, anche questo è comunque tutto da verificare – l’obiettivo di pensionare Berlusconi. Cerchiamo di capire di più circa lo spaesamento Democratico analizzando la stessa, unica proposta che sia venuta dalla sua leadership: quella del Nuovo Ulivo. Read more

L’IPOTESI DEL RITORNO AL VOTO
E se si andasse alle urne oggi? I sondaggisti ci dicono chi vincerebbe

agosto 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Popolo della Libertà è intransigente, anche a costo di uno scontro con il Quirinale: l’unica alternativa al governo Berlusconi è il voto. Ma se si votasse oggi, come andrebbe? La risposta dei sondaggisti è chiara: Pdl-Lega sarebbe di nuovo l’accoppiata vincente. Almeno stando così le cose, soprattutto a livello di alleanze. A raccontarci tutto è il nostro Pietro Salvatori, grande firma anche di ‘Liberal’, che mette insieme i pezzi di un puzzle complicato, dando a noi l’opportunità di una visione più ampia sull’oggi e sul domani (possibile) del Paese.

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Sondaggio Crespi, Vendola record: è 5% (Tema: ma è il candidato giusto per Csx?) Fiducia, nuovo minimo storico per Silvio

luglio 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuovi dati Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Sinistra Ecologia e Libertà, la sigla alla quale può essere associato, al momento, il governatore della Puglia (al quale il suo partito sembra però stare stretto: non passa giorno senza che Nichi non cerchi, con le Fabbriche, con gli abboccamenti con le fronde del Pd, di allargare la propria base. Dal punto di vista dell’organizzazione e della nomenklatura, naturalmente), fa segnare il proprio miglior risultato. E sono cifre di tutto rispetto anche in termini assoluti: basti pensare che – come vedrete – Udc e Italia dei Valori sono appaiate al 6,5%, appena un punto e mezzo percentuale in più. Basta questo per fare di Vendola il candidato ideale per una intera coalizione nel nostro Paese? Il capogruppo di Idv non la pensa così. Lo leggiamo. Come la pensiamo noi? Nichi ha una visione, e questo lascia ben sperare anche per la formulazione di quel programma che Donadi contesta a Vendola di mettere dopo la proposizione di se stesso come leader. E ha una sensibilità (politica) di tutto rispetto. Ma, forse, un po’ troppo radicale non solo per conquistare i voti di un Paese che può avere bisogno di una guida che dovrà senz’altro essere innovatrice, ma che non può permettersi abbia idee vetero-comuniste. Questo è un po’ il rischio con un Nichi che parla di frontiere aperte e cooperazione al posto della «competizione capitalistica» tout court. Vendola può vincere le primarie e il punto non è nemmeno solo se può vincere le elezioni, ma quanto possa essere l’opzione migliore per l’Italia. E’ anche vero, e in questo il nostro Donadi va un po’ “ridimensionato”, che al momento non c’è alternativa. Non solo in termini di leadership ma nemmeno, appunto, di “sguardo” verso il futuro: Nichi è l’unico ad averlo. Avremo modo di approfondire meglio nelle prossime settimane, non dimenticando – in chiave un po’ più leggera, ma non troppo – la previsione della nostra astrologa Tiziana Bianchi che vede una possibile acquisizione di ulteriore potere per Vendola già tra agosto e settembre. Di certo, ne ha perso il presi- dente del Consiglio, che la rilevazione di Crespi se- gnala ora sotto il 50 per cento, suo precedente re- cord negativo. I dati del sondaggio, dunque, e Donadi. Read more

***L’oroscopo politico***
NICHI VENDOLA
di TIZIANA BIANCHI

luglio 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Poteva mancare al giornale della politica italiana una rubrica di astrologia? Preceduti, in questo caso, da (molti) altri nella realizzazione (ma non nel concepimento), il Politico.it inaugura però il primo oroscopo politico, preparato da astrologi che hanno anche una grande competenza in politica italiana. Abbiamo scelto di partire da Vendola, del quale i nostri “lettori di stelle” analizzano il tema (ovvero la “mappa” della personalità) e, naturalmente, i transiti (il “motore” degli eventi futuri). Ce la farà Nichi ad arrivare a Palazzo Chigi? Sentiamo. Read more

Vendola bis (dalla Puglia all’Italia) Da oggi siamo sulle tracce di Nichi

giugno 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana, primo fra tutti i grandi quotidiani a farlo, assegna un inviato al governatore della Puglia del quale, a partire da oggi, seguirà – momento per momento – il cammino verso le primarie del 2012 per la scelta del candidato premier del centrosinistra. Comincia, con questa prima corrispondenza di Marilda Tria, la «narrazione» (è proprio il caso di dirlo) de il Politico.it della lunga marcia di Vendola verso le politiche del 2013, alle quali il leader di Sel conta di correre da protagonista assoluto. Vendola, che pure il nostro giornale ha criticato, per un “estremismo” che sembrerebbe mal conciliarsi con le esigenze politico-elettorali dell’attuale opposizione – ma anche del Paese – è, tuttavia, la «speranza della sinistra»: l’uomo che può battere Berlusconi ridando linfa (non necessariamente in quest’ordine) all’altra metà, bistrattata, della nostra politica. Doveroso dunque per il giornale della politica italiana dedicare una donna e ampio spazio al cammino di Vendola, del quale seguiremo (quasi) quotidianamente insieme, care lettrici, cari lettori, il percorso di crescita verso il 2013. Un servizio esclusivo, che solo il Politico.it può offrire a chi ama la nostra politica. Buona lettura dunque con Marilda Tria. La prima corrispondenza è dedicata alle scelte del governatore nell’impostazione della nuova giunta e del nuovo corso alla guida (intanto) della Puglia. Ma si tratta solo di un’infarinatura. Partiamo, dunque. Così. Read more

Ecco la discesa in campo (?) di Vendola “Mi candido alle (eventuali) primarie ’13″ Scopriamo meglio allora il modello-Puglia Per tre anni ebbe il Pil più alto del Paese

giugno 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà annuncia che, se la consultazione si farà, lui sarà della partita. Il giornale della politica italiana è stato critico rispetto all’ipotesi di Nichi candidato premier per ciò che per la gran parte dei nostri lettori di sinistra è il maggiore motivo di adesione e fascinazione, al contrario, per questa prospettiva: la (troppo) forte propensione (appunto) a sinistra. Vendola stesso non nega di essere (ancora) «un po’ comunista». Che non è male in assoluto: il Politico.it ne considera la sensibilità altamente morale e giusta. Ma può cozzare con le esigenze di un Paese che non solo è abbastanza moderato (ma non per questo conservatore, anche se magari ha riflessi incondizionati in questo senso) ma non può (più) sostenere una linea radicale nel senso opposto a quella (non) tenuta in questa fase: ha bisogno, invece, di onestà e responsabilità, nell’interesse di tutti. In questo senso l’uscita di Vendola in particolare sulla quale avevamo focalizzato e concentrato la nostra analisi era poco “rassicurante”. Alcuni nostri lettori si erano lamentati della scelta di concentrarci su una apparizione televisiva. Nel giorno della candidatura de facto di Nichi, il Politico.it è andato allora a vedere, nel dettaglio, quello che in pochi hanno guardato finora: come Vendola ha concretamente governato – e sta governando – la sua Regione. E i risultati sono, come scopriamo, molto lusinghieri. Vedete il giornale della politica italiana: è libero al punto di sostenere una tesi e, poi, con onestà e responsabilità (appunto), portare acqua al mulino della tesi opposta, se nel ruscello scorre appunto tutto questo. Un giornale del quale i nostri lettori sanno, nei limiti umani delle nostre possibilità, di potersi fidare. Il servizio, all’interno, di Ievolella. Read more

L’intervento. Messaggio a Civati, Renzi, Serracchiani di P. Picierno

maggio 26, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Un sondaggio sul sito de l’Espresso. «Chi sarà il futuro leader del Pd». Tra le opzioni, il gruppo di giovani leoni che fremono alle spalle di Marino, Franceschini, Bersani. E poi il “mistero”. “Curve” di crescita improbabili (per “candidati” altrettanto improbabili?). Risultati inspiegabilmente omogenei (circa 3500 click a testa per Pippo, il sindaco di Firenze e l’europarlamentare). E poi la denuncia: migliaia di click provenienti dagli stessi IP hanno falsato il sondaggio. Che, si affrettano a richiamare dalla redazione del settimanale, non avrebbe comunque valore statistico; «è un gioco». Ma a questo punto si fa «un po’ amaro». Almeno per gli spettatori (interessati) dello stesso Partito Democratico, tra cui c’è la giovane deputata costretta a confrontarsi, nel 2008, con la pesante eredità di De Mita nel suo collegio campano, che non era nella lista dei papabili per la successione di Pigi ma ora vuole dire la sua. Dalle nostre colonne. E lo fa con un’arguzia che rende il contributo assai gustoso. Una piccola, argomentata frecciata ai suoi giovani colleghi, per i quali c’è il rischio che la preoccupa- zione principale diventi (almeno per alcuni) diventare il leader del Pd. Sentiamo Pina Picierno.

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Corruzione, trame e mancanza di visione Adesso (?) l’Italia è un Paese in crisi (?) Crespi: ora nel palazzo è tutti contro tutti Urge (così) rinnovare la classe dirigente

maggio 18, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La seconda analisi è dedicata, come detto, agli uomini. «Tutto è fermo in attesa del prossimo scandalo», scrive l’ex spin doctor del presidente del Consiglio; perché tutti hanno qualcosa da farsi perdonare (dal Paese). Dopo la riflessione sui contenuti, su ciò che la nostra politica (non) offre, quella sui protagonisti (?) della stessa politica italiana. Un’«apocalisse» in vista, secondo il giudizio di Crespi, che si evita (evitandolo all’Italia) in un modo soltanto: mentre si cambia prospettiva nel senso che abbiamo indicato, (si fa anche) attraverso il cambiamento delle persone, che costituiscono una delle classi dirigenti (?) più vecchie d’Europa, si evita che tutto questo ritorni, e si creano le condizioni per un’implementazione che riesca del (nuovo) Paese modernizzato. E più tardi i fondamenti su cui basarsi nel farlo, per la penna (in una lettera – aperta) di uno dei massimi protagonisti della politica italiana. (Solo) sul suo giornale. Buona lettura e buona politica con il Politico.it.

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Bersani vuole cancellare le primarie Pd? La denuncia di Vassallo: “Le toglieranno” Se brucia ancora la sconfitta da Vendola Si mobilita in rete il popolo Democratico

maggio 11, 2010 by Redazione · 2 Comments 

Lo ha scritto il senatore veltroniano: la maggioranza (del partito) sta preparando delle modifiche allo Statuto che cancelleranno l’automatismo del ricorso all’istituto, riconsegnando la scelta delle candidature nelle mani delle classi dirigenti. Con l’aggiunta di una norma-capestro: alle primarie di coalizione (quelle continuerebbero a farle) gli iscritti al partito sarebbero «obbligati» a sostenere il candidato Democratico. Una corsa ai ripari dopo il rovescio subito in Puglia dal leader di Sel? Anche, probabilmente, in vista della consultazione per la scelta del candidato premier. Ma la base, non solo quella della minoranza interna, non ci sta: in poche ore centinaia di iscritti ai gruppi su Fb. Un unico appello: «Caro segretario, non le cancelli».                Read more

Gb, Berlusconi: ‘Sconfitti signori sinistra’ Vendola: “Serve una narrazione nuova” Politica italiana commenta il voto (o no?) Tutte (nostre) dichiarazioni (inventate?) Una grande “raccolta” firmata Sarubbi

maggio 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della serietà. E proprio per questo sa (non) prendersi sul serio. E ama l’(auto)ironia. Se dopo le nostre considerazioni sulle elezioni inglesi, da cui abbiamo tratto una lezione italiana, il deputato del Partito Democratico ci propone questo florilegio (semiserio) di (possibili) esternazioni sul tema da parte dei protagonisti della nostra politica, anche per scherzare sul «passatempo di giornata, un gioco di ruolo in cui si commentano come se Londra fosse Roma, Manchester Milano« il Politico.it è contento. E ve le offre, per il vostro divertissement. Buona lettura. Read more

La “prima” di Vendola a Che tempo che fa Ma a noi non ha convinto: ecco perché Centrosinistra parli (anche) ai moderati
Il comunismo già sconfitto dalla Storia…

aprile 26, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il presidente della Puglia è apparso per la prima volta in tivù come candidato leader in pectore del centrosinistra. Ha proposto un profilo molto radicale in linea con la propria storia. Non un progetto organico per il futuro dell’Italia (siamo in fase embrionale, ma le idee, quando sono presenti, di solito ci sono dall’inizio seppure contenute in nuce) ma l’enunciazione di principi che sono quelli della sinistra (quasi) estrema. Del resto lui non lo nasconde: «Sono un po’ comunista». Ed è in campo da oltre vent’anni. E’ di questo che ha bisogno l’opposizione per vincere e, poi, cambiare il Paese? Le nostre “pagelle” sull’apparizione di ieri.            Read more

Controcorrente. Sì, ora il Pd parli pure ai moderati di Mario Adinolfi

aprile 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il vicedirettore di Red e grande blogger torna a dire la sua nel di- battito sul (prossimo, si spera) futuro del Partito Democratico. Un attacco alla dirigenza ex-Pci che «non è interessata a vincere» ma solo a »gestire la sua quota di potere» che sfocia poi in una serie di proposte: a cominciare da quella, lanciata ieri dal nostro direttore, di un Pd che superi il radicalismo (in tutti i sensi) e, senza rinunciare (anzi) alla nettezza delle posizioni, sappia però ascoltare e rivolgersi a tutto il Paese, che nella parte ancora da “conquistare” e conquistabile è il Paese della «gente di mezzo (moderata e perbene, in gran maggioranza cattolica) perché – scrive Adinolfi – delle nostre stronzate fighette alla film di Ozpetek o Salvatores la gente se ne sbatte il cazzo». E un modo per mettersi nelle condizione di farlo, ribadisce Mario, è il rinnovamento della classe dirigente. Il dibattito vero, fatto di idee e proposte sul futuro dei Democratici - e (quindi) dell’Italia, oltre a quello sul domani del no- stro Paese tout court - è solo sul giornale della po- litica italiana. Buona lettura e buona politica con noi. Read more

Racconto (incrociato) del dopo-Regionali E’ ora in pagina terza vignetta di theHand

marzo 31, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Riprendiamo il filo della narrazione sulle reazioni del dopo-voto. Abbiamo visto La Russa rivendicare la vittoria, anzi il «trionfo», abbattendo così – è proprio il caso di dirlo; ma fino ad un certo punto – Bersani. Ora entriamo maggiormente nel cuore dei due schieramenti e scendiamo (ma non troppo) a livello appunto locale. In Puglia l’uomo che ha salvato il centrosinistra dal tracollo definitivo si prepara per il party del giorno dopo la (sua) vittoria. Accanto a lui, come sempre, da quando è cominciato il percorso verso le Regionali – anche se non sempre con la stessa disposizione d’animo, e politica – il boss (è proprio il caso di dirlo?) della politica pugliese Massimo D’Alema. Che, imprevedibilmente, si rende disponibile ad aiutare Nichi a farsi bello per la sera- ta. Ce lo racconta, come sempre, Maurizio Di Bona. Read more

Il dibattito. Pd sconfitto: e ora? Il rinnovamento di Mario Adinolfi

marzo 30, 2010 by Redazione · 2 Comments 

Prosegue la riflessione-dibattito del giornale della politica italiana sul fallimento del centrosinistra, e su come dovrà cambiare per tornare a vincere (dopo, lo ripetiamo, cinque battute d’arresto consecutive). Dopo il nostro direttore, è il volto di Red e grande blogger a firmare la seconda analisi che vi proponiamo. Cinque le ragioni della sconfitta perdurante del Pd secondo Adinolfi: la prima, la perduta credibilità della classe dirigente Democratica; poi, l’incapacità di capire il Paese e di coglierne le energie migliori; tre, la mortificazione dei cattolici da parte della dirigenza di quello, scrive Mario, che potrebbe tornare a chiamarsi Pds; la chiusura su se stesso e ad excludendum di figure “spurie” come quella di Vendola capaci di rivelarsi vincenti; infine, e in definitiva, l’incapacità, che si è avuta finora, di fare del Pd il «terreno della buona politica», in un Paese che si è «profondamente rinnovato». Per tutto questo, ecco la ricetta di Adinolfi. Read more

Diario politico. La “visione” del governo Una risposta a Pd: incentivi per la ripresa Ma se gli investimenti non hanno sbocco Dimenticati del tutto ricerca e così futuro

marzo 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ha saputo anticipare, ogni volta, ciò sarebbe accaduto di lì a poco (e non solo) nella nostra politica. L’altra notte abbiamo richiamato le nostre previsioni sulla resa nei conti nel Pdl che si è poi puntualmente verificata (anche se prima del tempo). Qualche Diario prima avevamo colto che la riforma della giustizia diventava (insieme allo specifico del blocco alle intercettazioni) la nuova priorità del presidente del Consiglio, in quanto era proprio la giustizia italiana l’ultimo vero baluardo di legalità nel nostro Paese, e andava – andrà; ovviamente dal punto di vista – fermata e smantellata. E avevamo scritto che i tre anni senza elezioni avrebbero favorito questo progetto del premier. Oggi arriva la conferma: «Ce ne occuperemo di qui al 2013. Perché questa giustizia minaccia la democrazia», ovvero la sua (totale, a dispetto delle regole) libertà. E domani riprenderemo il nostro filone su dove va la politica italiana dal punto di vista del sistema istituzionale e delle sue riforme per raccontarvi della posizione del Pd di fronte a quello che – come sostiene ormai da tempo Eugenio Scalfari – è l’obiettivo di fondo di Berlusconi, che è tornato a ribadirlo oggi: il presidenzialismo a fronte, per di più, di una riduzione dei poteri di controllo. Ovvero una vera e propria piccola svolta autoritaria per la via democratica (fino ad un certo punto) delle riforme. Pietro Salvatori ci racconterà come si pone rispetto a questo l’opposizione. Ma il tema che vi proponiamo stasera è quello di cui leggerete di meno su tutti gli altri grandi quotidiani, eppure è il vero tema centrale e decisivo per il futuro dell’Italia: il governo ha varato oggi un piano di incentivi che dà seguito al dibattito parlamentare sulla crisi e risponde alle sollecitazioni di Bersani, e soprattutto all’esigenza del Paese di interventi per contenere gli effetti della congiuntura negativa e favorire la ripresa (più veloce possibile). Dunque un fatto di per sé positivo. I problemi sono due; uno (relativamente) più piccolo e comunque legato (anche) a difficoltà “esterne” e uno capitale. Il primo è che i soldi sono pochi e l’esecutivo ha fatto poco per ricavarne degli altri; dunque quale che fosse stata la destinazione decisa da Tremonti e Scajola l’intervento avrebbe avuto un impatto molto limitato. Ma pure in questa chiave, era importante intervenire in modo tale che tutto questo costituisse l’inizio di un percorso e le risorse messe in campo cominciassero (o, per una parte, continuassero) ad alimentare, in buona sostanza, gli sforzi di innovazione delle nostre imprese attraverso la ricerca. Invece le risorse a disposizione in questo senso sono diminuite. «Il governo le ripristini al più presto per garantire quelle imprese che hanno già realizzato gli investimenti in innovazione necessari al superamento della difficile congiuntura economica», incalza Emma Marcega- glia. E anche il segretario del Pd spinge su questo tasto: «Gli incentivi del governo non sono ciò che serve al Paese. C’è bisogno di aiutare l’innovazione e l’internazionalizzazione». Il racconto, all’interno, di Ginevra Baffigo.

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Giustizia ad orologeria? Un grande bluff 15 anni di “bombe” esplose lontano voto Ma ora il rischio è che qualcuno ci pensi

marzo 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Basta incrociare il calendario dei procedimenti giudiziari al premier – si parla quasi solo esclusivamente di lui – e quello della politica italiana di questi quindici anni per vedere che solo in un caso: questo delle Regionali 2010, la nostra Giustizia è intervenuta a ridosso delle elezioni (e non di altri passaggi certamente sensibili ma che non coinvolgono il voto degli elettori e il rinnovamento delle varie cariche). Dal primo episodio “denun- ciato” – quello dell’avviso di garanzia al Cavaliere durante la Conferenza mondiale sulla criminalità, nel 1994 – a tutte le vicende successive – che ripercorriamo insieme – il leit motiv è una magistratura molto “attenta” nei confronti di Berlusconi – lo sappiamo, lo abbiamo già scritto ed è un punto, a parte, che può essere discusso – ma che in nessun’altra occasione è intervenuta davvero a ridosso di una tornata elettorale. Vediamolo insieme. Read more

Giustizia a orologeria/1. Stavolta giornali di destra tacciono Lerner

marzo 19, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Comincia un breve percorso di indagine (è proprio il caso di dirlo?) del giornale della politica italiana sul tema delle “bombe” (giudiziarie o giornalistiche, legate ad eventi giudiziari) che esploderebbero, secondo la tesi storica del presidente del Consiglio, e da ieri – dopo l’arresto dell’ex  vicepresidente della Regione Puglia, Democratico, Frisullo – anche dei suoi elter ego dalemiani – Latorre in primis – in coincidenza con momenti in cui la politica italiana, ma soprattutto alcuni suoi protagonisti, sono più “sensibili”, ovvero durante campagne elettorali – quando quindi l’esplosione del caso può influenzare l’esito del voto – o a margine di eventi o di altri passaggi delicati (quando le “bombe” possono incidere sul corso delle cose della nostra politica). Esiste una tendenza alla giustizia ad orologeria? Proveremo a dare una risposta. Intanto, due commenti, uno del conduttore de L’Infedele, l’altro di Andrea Sarubbi, incrociati e critici con centrodestra (ma non solo) questo di Lerner e con il proprio Pd quello del deputato Democratico sulla propensione (questa comprovata) quanto a meno a “gridarla”, questa giustizia ad orologeria, ovvero a denunciare “trame” dei giudici per influenzare la politica italiana. Seguiteci in questo (breve, lo concluderemo stasera, prima del Diario) cammino: sempre per il futuro, sempre per lasciarci alle spalle questa nostra politica autoreferenziale, anche se, per una volta, indagando ancora su di essa e non compiendo la cesura che abbiamo compiuto ad esempio ieri sera nell’assumere il punto di vista di legalità e responsabilità di Angelo Bagnasco (e grazie per l’ulteriore bagno di accessi durante la notte). Sentiamo Lerner per cominciare. Read more

Da Puglia a piazza del Popolo ecco l’idea Vendola candidato premier nel 2013 (?) Se Nichi tenta la strada (perduta) di Soru

marzo 16, 2010 by Redazione · 2 Comments 

L’”alternativa” del centrosinistra al presidente del Consiglio decantata da Bersani, comunque la si declini, prevede un “no” netto a forme plebiscitarie (e populistiche) di rapporto con il popolo e comunque di (non) democrazia. Era anche un contenuto (implicito) della manifestazione di sabato nella sua difesa delle regole. E del resto Bersani lo richiama continuamente. Ed è anche un “no”, conseguente, anche se più tiepido e prudente, al presidenzialismo (su questo, e sul futuro delle riforme istituzionali nel nostro Paese, da cui dipende un pezzo di futuro dell’Italia, che è ciò che sta più nella testa e nel cuore di questo giornale, torneremo con una nuova puntata dell’inchiesta di Pietro Salvatori). Questo caratterizza il centrosinistra. E tuttavia anche chi abbia la pazienza e la pacatezza intellettuale di riconoscersi (doverosamente) in tutte le regole e veda la necessità di un equilibrato rapporto tra le istituzioni, e non le persone, e il “popolo”, non può – specie in quest’epoca, (post)berlusconiana, e specie in quest’era, della comunicazione – non sentire il bisogno di una leadership, e anche della possibilità – attraverso le persone – di una visione e anche di sogni (politici). E’ così per il Partito Democratico, che da anni cerca una risposta (anche) alla leadership di Berlusconi. Sembrava averla trovata in Renato Soru, che cominciava a profilarsi, specie per le sue doti morali, come il possibile leader di un futuro centrosinistra; se ne accorse il presidente del Consiglio che si impegnò al massimo per determinare la sconfitta di Soru alle Regionali in Sardegna e così, di fatto, fermarlo finché le condizioni – le Regionali, appunto, in un clima generale favorevole al centrodestra anche grazie ai limiti della gestione Democratica di Veltroni – fossero state (più) favorevoli. Ora una forma più popolare e meno elitaria, più “di sinistra” e (un po’) meno futuribile di identificazione e di entusiasmo per una possibile, futura leadership sembra avere abbracciato il presidente uscente della Puglia, la cui eventuale candidatura nel 2013 comincia a fare capolino nei pensieri e anche sulle bocche di molti. Il giornale della politica italiana raccoglie e rilancia questa suggestione. Ce ne parla Stefano Catone. Read more

Ieri il centrosinistra in piazza (del Popolo) Ecco l’ultimo esclusivo sondaggio Crespi Democratici avanti in tre regioni in bilico

marzo 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Piemonte, Liguria, Puglia. E in Campania rilevazioni “segrete” darebbero lo Sceriffo, Vincenzo De Luca, in rimonta e ormai ad un nonnulla dal favorito Caldoro. Ne riparleremo. Ma mentre Bersani (nella foto) invita i suoi ad avere coraggio e a scendere a Roma, il giornale della politica italiana offre (anche come viatico ai manifestanti progressisti) gli ultimissimi rilevamenti del grande sondaggista sulle regioni-chiave di questa tornata elettorale. Ciò che emerge è che il centrosinistra, appunto, al momento conduce in tutte e tre le aree (anche se con qualche differenza ad esempio nel voto alle coalizioni). Le tabelle.            Read more

***Il futuro del centrosinistra – Dibattito*** Nobili: “Unità del nostro popolo è un fatto Ci dividono scelte delle classi dirigenti”

febbraio 25, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Lo ha scritto per primo il giornale della politica italiana, seguito da Europa e il Foglio: il plebiscito per Vendola in Puglia, l’adesione entusiastica alla candidatura della Bonino nel Lazio – pure nelle loro differenze – insieme al rimescolamento interno in corso tra i Democratici, segnalano l’esistenza di un varco, e di una richiesta (da parte del “popolo del centrosinistra”), per la nascita di quel partito unico dei riformisti italiani che rappresenti il vero corrispet- tivo nazionale del Partito Democratico americano. Ovvero l’idea originale del Pd. Sinistra Ecologia e Libertà da una parte, Alleanza per l’Italia (seppure appena fuoriuscita) dall’altra, i Radicali e i socialisti in mezzo: è a questi “transfughi” della nostra politica che l’Italia progressista si rivolge interrogandoli sulla loro volontà di continuare a coltivare la propria autonomia oppure di contribuire a consegnare per la prima volta al Paese un unico, solido partito riformista. il Politico.it si fa carico di questa istanza e ascolta i protagonisti delle varie anime (divise) del centrosinistra. Dopo Stefano Ceccanti, che raccoglie e rilancia l’idea dell’unità, è la volta del braccio destro di Francesco Rutelli nel neo-partito centripeta nato da una (piccola) costola del Pd. Una tensione in una direzione opposta – come quello dell’attuale segreteria Democratica – che Nobili, nondimeno, rivendica. Lo ha sentito per noi Stefano Catone. Read more

Futuro centrosinistra/1. Ceccanti: “Sì al partito unico” di G. Baffigo

febbraio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il plebiscito per Vendola in Puglia, l’adesione incondizionata alla candidatura della Bonino nel Lazio. Leader del centrosinistra non “iscritti” al Partito Democratico incoronati dagli elettori del Pd di cui divengono in qualche modo parte de facto. Lo ha scritto per primo il Politico.it, seguito da Europa e dal Foglio: il “Laboratorio Puglia” – concepito da D’Alema per rifondare il centro-sinistra col trattino – si rivolta contro i suoi fautori trasformandosi nel possibile, primo vero atto di nascita del Partito Democratico nella sua versione originale, quel corrispettivo italiano del Partito Democratico americano che contenga in sé tutti i riformismi. Il giornale della politica italiana ospita a partire da oggi un grande confronto tra le diverse anime progressiste. Sentiremo esponenti di tutte le forze che vanno da Rutelli a Vendola, appunto. Per capire. Se questo comune sentire del «popolo del centrosinistra» possa dare luogo davvero all’unità. La prima intervista, di Ginevra Baffigo, è con il senatore veltroniano del Pd. Buona lettura. E buona politica con il giornale della politica italiana. Read more

‘Laboratorio Puglia’ diventa fucina del Pd il Politico.it risponde a Europa (e Il Foglio)

febbraio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Domenica 24 gennaio. Mentre a Bari e nelle altre città della Puglia i gazebo del Partito Democratico erano invasi dagli elettori di centrosinistra che – avremmo saputo la sera – stavano reincoronando Vendola loro candidato alla presidenza della Regione, il giornale della politica italiana scriveva che l’apparente big bang che aveva colpito i Democratici e i loro alleati in quelle giornate ingarbugliate poteva essere invece il segno della vera nascita (in fieri) del Pd. Quel corrispettivo italiano del Partito Democratico americano, partito in ultima analisi di tutti i riformisti, che era lo stesso Ulivo ma che ha continuato ad essere anche il Pd fino all’ultimo congresso. Il giornale del “nostro” Menichini e quello diretto da Giuliano Ferrara raccontano, più tardi, le settimane successive, la stessa storia. Noi, intanto, rivendichiamo la nostra primogenitura, che conferma una volta di più la lungimiranza e la lucidità di analisi di questo giornale. E poi, inevitabilmente, rilanciamo. Così. Read more

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