***Il futuro dell’Italia***
VENDOLA E DI PIETRO? ENTRINO NEL PD
luglio 20, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati
Le elezioni si avvicinano. Nel centro-centrosinistra partono i veti incrociati: “mai con Casini”, dice Vendola; “siamo noi che non vogliamo”, risponde Casini. E i Democratici (o almeno Finocchiaro): “Con chi attacca il Quirinale (Di Pietro) il discorso-alleanze è chiuso”. Ma se la legge elettorale – com’è probabile – resterà la stessa (ma anche in caso contrario), verso altrettanto probabili (a questo punto) elezioni anticipate, e l’alleanza con l’Udc – per quanto mal digerita dalla base Pd – eviterebbe il rischio (che in effetti esiste) di un “ricompattamento” dell’area moderata, con ricadute (nella “ghettizzazione” della sinistra così interpretata da Giuliano Amato) di occhettiana memoria capaci di (ri)mettere in discussione una vittoria data per certa dai sondaggi, perché il primo partito italiano – nato per rappresentare tutta l’area progressista – non propone a Idv e Sel (a condizione di accettare naturalmente da subito il principio “una testa un voto”) di confluire dentro se stesso - attraverso proprio il “rito” delle (a questo punto, pure, eventuali) primarie – allargando tutto ciò anche ad associazioni e società civile, come già fatto da Bersani (nell’indicazione dei candidati Democratici al Cda Rai) nell’unico atto riuscito della sua segreteria? Si riunirebbero così finalmente elettori – quelli del centrosinistra “erede” dell’Unione – che la pensano allo stesso modo su tutto, e che da anni chiedono l’unità dei partiti che li rappresentano (e che se fosse raggiunta per una sincera adesione dei loro protagonisti, e non per mero calcolo elettoralistico, porterebbe un valore aggiunto capace di “compensare” l’eventuale “recupero” di un Berlusconi intenzionato a mettere in campo una creatura nuova – o (apparentemente) rinnovata), puntando a (superare – ?) quel 40% che costituisce la soglia di realizzazione del partito a vocazione maggioritaria tratteggiato da Veltroni (che è il Pd nella sua conformazione originale), e disinnescando ad un tempo – assorbendoli dentro di sé – leadership a (persistente) “rischio” di radicalismo e populismo come quelle di Vendola (ormai, da tempo, meno) e Di Pietro. Un Pd forte – che ha bisogno naturalmente di una guida altrettanto forte – bilancerebbe la (pur necessaria) alleanza con Casini (e magari con l’ala più innovativa e onesta e responsabile dei futuristi di Fini) senza rischiare (ovviamente tutto ciò andrebbe centrato sul programma del “partito dell’Italia” e non ridotto a mera operazione politicista) di subire emorragie a sinistra. Sul tema dell’innovazione, da perseguire con la cultura e con la formazione, più potenti (e finora mai utilizzate fino in fondo) leve di eguaglianza e insieme di crescita, sarebbe probabilmente motivato a confluire anche quell’(“altro” – ?) 40% di italiani che da molti anni non vota, e che non vedrebbe l’ora di aderire e sostenere un progetto di (vero) cambiamento. Unica condizione, la disponibilità-determinazione a votare riforme anti-conservatrici e di rottura (col passato; compreso quello clientelare: capito, Casini?), per accettare confluenze ed alleanze, alla quale il Pd non dovrebbe (mai) rinunciare. O tradirà se stesso (e soprattutto il nostro paese). Ecco come, ormai nel settembre 2011 (un anno fa!), nelle settimane dell’incontro di Vasto (foto), il nostro direttore “anticipava” questa stessa “sfida” lanciata ai leader di Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà.
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***Il ritorno del grande sondaggista***
CARI PIGI, VENDOLA, DI PIETRO: LA VOSTRA STAGIONE E’ FINITA
di LUIGI CRESPI
marzo 6, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati
E comincia il tempo in cui le persone tornano a scegliere in base all’”offerta politica”, ai contenuti; perché nell’Italia in cui finisce (anche, “così”), oggi, ciò che era cominciato nel dopoguerra, gli italiani chiedono alla Politica di tornare ad indicare loro un orizzonte, e il modo in cui, concretamente, lo si possa perseguire. Per ritrovare la motivazione che consentì ai nostri nonni – forgiati dalle guerre e dalla dittatura – di compiere il boom e di lasciarci un’eredità tale da vivere di rendita fino, appunto, ad oggi. Quando però quell’esplosione di capacità, di genio, di creatività ha terminato la propria spinta propulsiva, la propria onda lunga, ed è necessaria – ora! – una classe dirigente che sappia – perché ne sente l’esigenza (morale) avviarne una nuova. Ora, prima che sia troppo tardi. Tutto questo è perfetta- mente (?) “certificato” (speriamo non sia proprio il caso di dirlo), scrive l’ex spin doctor di Berlusconi, dal volto (al contrario) e dalla vittoria (sia pure ora rimessa in discussione), nelle primarie del centrosinistra a Palermo, di Ferrandelli – ma anche dal buon risultato di Davide Faraone – 31enne ex Idv che proponeva – perché aveva, da dire – qualcosa per la città. E, comunque, una visione, una – in tutti i sensi – prospettiva. quella che l’attuale classe dirigente autoreferenziale non è più in grado di offrire. Perché non (ne) sente più (la) necessità. E quindi sì, caro Pigi, è ora di “toglierci dai c…”. Ma non tutti (noi), ma voi che siete al potere da (ben più di) vent’anni, i trenta del nostro declino, e di certo – è ormai comprovato – non avete le risorse (morali, e – quindi – Politiche) per farci rialzare in piedi e ripartire. Come – sia pure in modo diverso – non le ha il presidente del Consiglio e il suo governo, Politico nel momento in cui sarebbe meglio si limitasse ad essere tecnico (quando minaccia di – non – riformare il lavoro abolendo l’art. 18, configurando una concezione – Politica – liberista e legata – in tutti i sensi? – al mondo dei mercati), e tecnico quando dovrebbe essere Politico (se è vero che sia necessario offrire un punto di riferimento al Paese non solo nei termini, meritori, di un buon esempio – di sobrietà, direbbe Papaleo – ma anche come leadership e capacità di indicare un orizzonte e suscitare il necessario entusiasmo. Necessario ad un Paese che ha bisogno di rialzarsi, e ritrovare se stesso, e non solo di vedersi cambiare regole che non ha la forza – di fare – per “rispettare” – in senso – anche – alto). Il commento del capo di Crespi Ricerche. di LUIGI CRESPI Read more
***Il futuro dell’Italia***
VENDOLA E DI PIETRO? ENTRINO NEL PD
di MATTEO PATRONE
gennaio 26, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati
I capi della sinistra radicale propongono a Bersani un’alleanza elettorale (?). Ma perché quello che dovrà essere – di gran lunga e stabilmente – il primo partito italiano, dovrebbe regalare la (propria) golden share – assicurando loro voti che altrimenti non raccoglierebbero mai – a due movimenti minoritari, populistici e personali come Idv e Sel?
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Prima di welfare e della casta (a-’politica’) Zedda: “Tagliare enti e organismi inutili” Ebbene sì, esistono, e (ci) costano. Molto Ora e senza guardare in faccia nessuno
dicembre 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il primo dell’attuale classe dirigente ad avere “denunciato” la questione è Nicola Zingaretti: “La vera casta – disse il presidente della Provincia di Roma, papabile per la (futura) leadership del Pd e candidato (sostenuto anche da Veltroni!) alle primarie per la scelta della candidatura a sindaco nel 2013 (…) – non sono i (così detti: bisogna naturalmente vedere come sono concepiti e organizzati) “costi della democrazia” (ovvero quelli che, più direttamente, siamo “abituati” – di questi tempi – ad “attribuire” al concetto di casta: vitalizi, prebende e rimborsi vari, che hanno comunque anche la (reale) funzione di assicurare l’indipendenza degli eletti, e dunque una democrazia che altrimenti dipenderebbe dai flussi di denaro, e dalle lobbies, nascoste) bensì i costi (indiretti) dell’autoreferenzialità della nostra attuale classe dirigente: le loro nomine, compiute negli ultimi trent’anni, a carattere familistico e clientelare, parziale e non “funzionale”, che hanno costruito attorno al corpo – tutto sommato, snello – della politica una sovrastruttura, pletorica, inefficiente, quando non inutile, e tale da generare-costituire sprechi tout court, fatta di (appunto) (false) istituzioni, consigli, commissioni, organismi vari. Che – rimarcava Zingaretti – a differenza della politica non sono nemmeno sotto il nostro controllo, non essendo sottoposti al “vaglio” del voto, bensì figlie di nomine che – essendo d’altra parte (state) fatte dai nostri politicanti di oggi – raramente rispondono a criteri di onestà e responsabilità e sono fatte nell’interesse della nazione”. (Ovvero,) di tutti. Quando, addirittura – ma non si tratta di un’eventualità tanto rara – quegli stessi organismi non siano stati creati ad hoc allo scopo di piazzare, appunto, figli e figliastri, e dunque nemmeno in origine la loro istituzione abbia corrisposto ad una reale necessità. Che cosa si aspetta a partire da lì? Questa è la vera “casta” parassita dello Stato! Completamente inutile, inattiva, frutto e fattore di reiterazione dell’autoreferenzialità e della “corruzione” (in senso ampio) della nostra (stessa) classe politica, che naturalmente su quegli organismi, e su quelle nomine, basa anche un (proprio) ritorno, appunto, di tipo clientelare, e, in ultima analisi, il fondamento (stesso) della propria (possibile) autoreferenzialità. Se il governo tecnico – come, peraltro, anche un po’ irresponsabilmente viene sostenuto: perché d’accordo sostituire per un (breve) periodo la politica, ma sarebbe veramente inconcepibile, e inaccettabile – e rappresenterebbe la fine “definitiva” prima della politica e quindi, poi, della democrazia nel nostro Paese – che si ritenesse, cinicamente e (molto) inconsapevolmente, che la politica sia “fatta così”, che il ruolo dei politici sia (anche) “fare i propri interessi” (almeno, di parte), e che non ci si possa, debba, aspettare da essa un moto, e una riappropriazione (di sé), (anche) su questo piano - ma se, comunque, dicevamo, il governo tecnico sta lì proprio per fare ciò che si suppone la politica non sia, costitutivamente (?), in grado di fare, questo è – appunto – il (sotto)”livello” dal quale cominciare. Servono comunque i voti, in Parlamento, di coloro che quegli organismi e quelle stesse nomine hanno fatto, a cui quelle clientele risalgono? Si assumano (un’-ultima – volta) la responsabilità di votare contro: il carattere tecnico e l’estraneità, appunto, dell’esecutivo garantirà la distinzione e la chiarificazione delle “colpe”. E se questo ancora non basterà a far sì che questi signori se ne vadano, una volta per tutte, a casa – col loro codazzo di (sotto)nominati, figli e rapporti clientelari – vorrà dire che la “profezia” dell’uomo forte – come alla vigilia del Ventennio fascista – rischierà di avverarsi di nuovo. Considerate le frequentazioni del “capo” (o del simbolo) della filibusta – l’”onorevole” Scilipoti – chissà che a qualcuno di loro ciò non finisca per andare pure a genio. E, magari, sentiremo taluni – naturalmente una volta cambiato “regime” (in tutti i sensi), e quindi assicurata la (propria) sopravvivenza (a-”politica”) - dire che, in fondo in fondo, ci avevano pensato; e che quella che a noi era sembrata una spudorata autoreferenzialità, era, in realtà, tattica politica. Nell’interesse, naturalmente, di tutti noi. (M. Patr.). Read more
Il futuro dell’Italia. Vendola e Di Pietro? Entrino nel Pd M. Patrone
ottobre 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati

Ma perché quello che dovrà essere – di gran lunga e stabilmente – il primo partito italiano, dovrebbe regalare la (propria) golden share – assicurando loro voti che altrimenti non raccoglierebbero mai – a due movimenti minoritari, populistici e personali come Idv e Sel? di MATTEO PATRONE Read more
L’editoriale. Il Pd punti sulla nuova classe dirigente che vince Laratta
maggio 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Ovunque si siano presentati hanno, come minimo, ottenuto risultati mi- gliori delle liste che li sostene- vano. A Catanzaro Salvatore Scalzo, 27 anni, pur perdente in una realtà “ostile”, raddoppia i voti raccolti dai partiti di centrosinistra. Il “nostro” Riccardo Maraga è il nuovo sindaco di Amelia. Il caso di De Magistris a Napoli è in parte anomalo, ma segnala comunque a sua volta quella richiesta di rinnovamento che in tutta Italia si riscontra anche nelle preferenze raccolte dai candidati ai consigli comunali. Aprirono la strada Matteo Renzi e Nichi Vendola. Sono il vero patrimonio dell’attuale opposizione. Che sembra avere capito l’antifona, se è vero che in questa campagna elettorale non si è sentita una parola pronunciata da D’Alema. I giovani, dal par loro, non sprechino questa occasione e, partendo dalle risposte da dare, facciano seguire alla novità delle facce e dei nomi una novità “di sostanza”. Ce ne parla il deputato del Pd. di FRANCO LARATTA* Read more
***Diario politico***
BUON COMPLEANNO, ITALIA
di GINEVRA BAFFIGO
marzo 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il retroscena. Alle primarie Renzi (Veltroni) contro Bersani Ciuenlai
marzo 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Talenti. Sinistra Ecologia e Libertà, questioni di coerenza Bartolazzi
febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Vendola, D’Alema, galli del centrosinistra duellano su premiership per scarse idee “Una” di fondo e un progetto per il futuro Questo può salvare e rifare grande Italia Ottima comunque ipotesi di donna leader il Politico, con Gad, lanciò per primo Bindi
febbraio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
di GAD LERNER Read more
***L’editoriale***
E’ TEMPO DI TORNARE AL VOTO
di LUIGI CRESPI
febbraio 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Nichi ad Annozero non sa dire come fare Riccardi: “Hanno avuto 2° Repubblica…” Politica attuale non può rilanciare l’Italia Se ha già dimostrato cosa (non) può dare Ora apertura democratica/ rinnovamento Ma giovani si concentrino (solo) su idee
febbraio 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
60% degli italiani non sta con Berlusconi Ma non ha il (primo) partito a cui riferirsi Questo è compito di Partito Democratico Che ha un potenziale (almeno…) del 40% Crespi: ‘Le sante alleanze sono perdenti’
febbraio 1, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
L’analisi. No, Ruby non toglie voti a Berlusconi. Per ora di Luigi Crespi
gennaio 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Diario politico mattina. Il “grande” (?) talk Silvio: Fiat avrebbe ragione d’andarsene Nichi: “E’ alto tradimento di Berlusconi” Ma operai: “Il comunismo non esiste più” Marchionne neo (candidato) premier (?)
gennaio 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
No, Vendola, non esiste un’‘Italia migliore’ (Se non è quella che vuol unire il Paese) Stop a leader(?) che (si) contrappongono C’è una sola Italia che ritornerà grande
gennaio 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Reg. Lazio istituisce altre 4 commissioni Quattro milioni d’euro buttati o intascati Sì da tutti i gruppi compresi i vendoliani Così la nostra politica pensa (?) al Paese
dicembre 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
L’intervento. Ora stop agli egoismi di Idv e Vendola Massimo Donadi
dicembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Pigi: ‘Entro gennaio la nostra piattaforma’ D’Alema: “Non in generale ma le riforme” Va meglio, ma serve più un’idea di futuro Non “piattaforma” o “le riforme” (anche) Ma sogno dell’Italia che (così, poi) verrà
dicembre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il commento. Un pessimo Bersani Ora la priorità al progetto Lerner
dicembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
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Strauss-Kahn: “Certi Paesi vicini baratro” Gozi: ‘Per la tenuta conti serve sviluppo’ E’ necessario ora un progetto per futuro E il dibattito dovrebbe riguardare questo
dicembre 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La polemica. A Torino Fassino non è il candidato giusto di C. Alicata
dicembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il dibattito. Perché dico “sì” a Vendola dentro al Pd di G. Lerner
novembre 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Casini: “Udc è incompatibile con Vendola E il Pd scelga: o sta con lui o sta con noi” Ecco perché Pd deve star con se stesso
I Democratici hanno a cuore (solo) Paese E’ (poi) la tradizione di eroi risorgimentali
novembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Primarie, vittoria di Pisapia su Boeri a MI Il dato chiave è oggi la minore affluenza Nel ’06 c’era la speranza di Prodi, oggi Pg Tutto ciò non dimostra voglia di sinistra Ma che (invece) ha votato “solo” sinistra
novembre 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Sondaggio Crespi (vedremo): su Sel e Fli Viaggio nei partiti dei 2 candidati premier Ferri a Firenze per ‘la’ sinistra di Vendola
novembre 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Caduta libera di Berlusconi: fiducia a 37% Crespi: “Italiani fanno pagare caso Ruby” Basta empatia, la politica richiede decoro Un premier rappresenta l’Italia nel mondo
novembre 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
MODELLO-VENDOLA
“Serve non un papa, ma un vangelo” Mentre il Pd (attuale) discute di formule Nichi in Puglia ci “dice” come governerà
settembre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il governo crolla, ma opposizione dov’è? Così Mentana: “La sua voce resta flebile” E che cosa è il “Nuovo Ulivo” di Bersani? Oggi al Pd manca completamente un’idea
settembre 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
L’IPOTESI DEL RITORNO AL VOTO
E se si andasse alle urne oggi? I sondaggisti ci dicono chi vincerebbe
agosto 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il Popolo della Libertà è intransigente, anche a costo di uno scontro con il Quirinale: l’unica alternativa al governo Berlusconi è il voto. Ma se si votasse oggi, come andrebbe? La risposta dei sondaggisti è chiara: Pdl-Lega sarebbe di nuovo l’accoppiata vincente. Almeno stando così le cose, soprattutto a livello di alleanze. A raccontarci tutto è il nostro Pietro Salvatori, grande firma anche di ‘Liberal’, che mette insieme i pezzi di un puzzle complicato, dando a noi l’opportunità di una visione più ampia sull’oggi e sul domani (possibile) del Paese.
Sondaggio Crespi, Vendola record: è 5% (Tema: ma è il candidato giusto per Csx?) Fiducia, nuovo minimo storico per Silvio
luglio 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
***L’oroscopo politico***
NICHI VENDOLA
di TIZIANA BIANCHI
luglio 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Vendola bis (dalla Puglia all’Italia) Da oggi siamo sulle tracce di Nichi
giugno 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Ecco la discesa in campo (?) di Vendola “Mi candido alle (eventuali) primarie ’13″ Scopriamo meglio allora il modello-Puglia Per tre anni ebbe il Pil più alto del Paese
giugno 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
L’intervento. Messaggio a Civati, Renzi, Serracchiani di P. Picierno
Un sondaggio sul sito de l’Espresso. «Chi sarà il futuro leader del Pd». Tra le opzioni, il gruppo di giovani leoni che fremono alle spalle di Marino, Franceschini, Bersani. E poi il “mistero”. “Curve” di crescita improbabili (per “candidati” altrettanto improbabili?). Risultati inspiegabilmente omogenei (circa 3500 click a testa per Pippo, il sindaco di Firenze e l’europarlamentare). E poi la denuncia: migliaia di click provenienti dagli stessi IP hanno falsato il sondaggio. Che, si affrettano a richiamare dalla redazione del settimanale, non avrebbe comunque valore statistico; «è un gioco». Ma a questo punto si fa «un po’ amaro». Almeno per gli spettatori (interessati) dello stesso Partito Democratico, tra cui c’è la giovane deputata costretta a confrontarsi, nel 2008, con la pesante eredità di De Mita nel suo collegio campano, che non era nella lista dei papabili per la successione di Pigi ma ora vuole dire la sua. Dalle nostre colonne. E lo fa con un’arguzia che rende il contributo assai gustoso. Una piccola, argomentata frecciata ai suoi giovani colleghi, per i quali c’è il rischio che la preoccupa- zione principale diventi (almeno per alcuni) diventare il leader del Pd. Sentiamo Pina Picierno.
Corruzione, trame e mancanza di visione Adesso (?) l’Italia è un Paese in crisi (?) Crespi: ora nel palazzo è tutti contro tutti Urge (così) rinnovare la classe dirigente
La seconda analisi è dedicata, come detto, agli uomini. «Tutto è fermo in attesa del prossimo scandalo», scrive l’ex spin doctor del presidente del Consiglio; perché tutti hanno qualcosa da farsi perdonare (dal Paese). Dopo la riflessione sui contenuti, su ciò che la nostra politica (non) offre, quella sui protagonisti (?) della stessa politica italiana. Un’«apocalisse» in vista, secondo il giudizio di Crespi, che si evita (evitandolo all’Italia) in un modo soltanto: mentre si cambia prospettiva nel senso che abbiamo indicato, (si fa anche) attraverso il cambiamento delle persone, che costituiscono una delle classi dirigenti (?) più vecchie d’Europa, si evita che tutto questo ritorni, e si creano le condizioni per un’implementazione che riesca del (nuovo) Paese modernizzato. E più tardi i fondamenti su cui basarsi nel farlo, per la penna (in una lettera – aperta) di uno dei massimi protagonisti della politica italiana. (Solo) sul suo giornale. Buona lettura e buona politica con il Politico.it.
Bersani vuole cancellare le primarie Pd? La denuncia di Vassallo: “Le toglieranno” Se brucia ancora la sconfitta da Vendola Si mobilita in rete il popolo Democratico
maggio 11, 2010 by Redazione · 2 Comments
Lo ha scritto il senatore veltroniano: la maggioranza (del partito) sta preparando delle modifiche allo Statuto che cancelleranno l’automatismo del ricorso all’istituto, riconsegnando la scelta delle candidature nelle mani delle classi dirigenti. Con l’aggiunta di una norma-capestro: alle primarie di coalizione (quelle continuerebbero a farle) gli iscritti al partito sarebbero «obbligati» a sostenere il candidato Democratico. Una corsa ai ripari dopo il rovescio subito in Puglia dal leader di Sel? Anche, probabilmente, in vista della consultazione per la scelta del candidato premier. Ma la base, non solo quella della minoranza interna, non ci sta: in poche ore centinaia di iscritti ai gruppi su Fb. Un unico appello: «Caro segretario, non le cancelli». Read more
Gb, Berlusconi: ‘Sconfitti signori sinistra’ Vendola: “Serve una narrazione nuova” Politica italiana commenta il voto (o no?) Tutte (nostre) dichiarazioni (inventate?) Una grande “raccolta” firmata Sarubbi
maggio 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il giornale della politica italiana è il giornale della serietà. E proprio per questo sa (non) prendersi sul serio. E ama l’(auto)ironia. Se dopo le nostre considerazioni sulle elezioni inglesi, da cui abbiamo tratto una lezione italiana, il deputato del Partito Democratico ci propone questo florilegio (semiserio) di (possibili) esternazioni sul tema da parte dei protagonisti della nostra politica, anche per scherzare sul «passatempo di giornata, un gioco di ruolo in cui si commentano come se Londra fosse Roma, Manchester Milano« il Politico.it è contento. E ve le offre, per il vostro divertissement. Buona lettura. Read more
La “prima” di Vendola a Che tempo che fa Ma a noi non ha convinto: ecco perché Centrosinistra parli (anche) ai moderati
Il comunismo già sconfitto dalla Storia…
Il presidente della Puglia è apparso per la prima volta in tivù come candidato leader in pectore del centrosinistra. Ha proposto un profilo molto radicale in linea con la propria storia. Non un progetto organico per il futuro dell’Italia (siamo in fase embrionale, ma le idee, quando sono presenti, di solito ci sono dall’inizio seppure contenute in nuce) ma l’enunciazione di principi che sono quelli della sinistra (quasi) estrema. Del resto lui non lo nasconde: «Sono un po’ comunista». Ed è in campo da oltre vent’anni. E’ di questo che ha bisogno l’opposizione per vincere e, poi, cambiare il Paese? Le nostre “pagelle” sull’apparizione di ieri. Read more
Controcorrente. Sì, ora il Pd parli pure ai moderati di Mario Adinolfi
aprile 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il vicedirettore di Red e grande blogger torna a dire la sua nel di- battito sul (prossimo, si spera) futuro del Partito Democratico. Un attacco alla dirigenza ex-Pci che «non è interessata a vincere» ma solo a »gestire la sua quota di potere» che sfocia poi in una serie di proposte: a cominciare da quella, lanciata ieri dal nostro direttore, di un Pd che superi il radicalismo (in tutti i sensi) e, senza rinunciare (anzi) alla nettezza delle posizioni, sappia però ascoltare e rivolgersi a tutto il Paese, che nella parte ancora da “conquistare” e conquistabile è il Paese della «gente di mezzo (moderata e perbene, in gran maggioranza cattolica) perché – scrive Adinolfi – delle nostre stronzate fighette alla film di Ozpetek o Salvatores la gente se ne sbatte il cazzo». E un modo per mettersi nelle condizione di farlo, ribadisce Mario, è il rinnovamento della classe dirigente. Il dibattito vero, fatto di idee e proposte sul futuro dei Democratici - e (quindi) dell’Italia, oltre a quello sul domani del no- stro Paese tout court - è solo sul giornale della po- litica italiana. Buona lettura e buona politica con noi. Read more
Racconto (incrociato) del dopo-Regionali E’ ora in pagina terza vignetta di theHand
marzo 31, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Riprendiamo il filo della narrazione sulle reazioni del dopo-voto. Abbiamo visto La Russa rivendicare la vittoria, anzi il «trionfo», abbattendo così – è proprio il caso di dirlo; ma fino ad un certo punto – Bersani. Ora entriamo maggiormente nel cuore dei due schieramenti e scendiamo (ma non troppo) a livello appunto locale. In Puglia l’uomo che ha salvato il centrosinistra dal tracollo definitivo si prepara per il party del giorno dopo la (sua) vittoria. Accanto a lui, come sempre, da quando è cominciato il percorso verso le Regionali – anche se non sempre con la stessa disposizione d’animo, e politica – il boss (è proprio il caso di dirlo?) della politica pugliese Massimo D’Alema. Che, imprevedibilmente, si rende disponibile ad aiutare Nichi a farsi bello per la sera- ta. Ce lo racconta, come sempre, Maurizio Di Bona. Read more
Il dibattito. Pd sconfitto: e ora? Il rinnovamento di Mario Adinolfi
marzo 30, 2010 by Redazione · 2 Comments
Prosegue la riflessione-dibattito del giornale della politica italiana sul fallimento del centrosinistra, e su come dovrà cambiare per tornare a vincere (dopo, lo ripetiamo, cinque battute d’arresto consecutive). Dopo il nostro direttore, è il volto di Red e grande blogger a firmare la seconda analisi che vi proponiamo. Cinque le ragioni della sconfitta perdurante del Pd secondo Adinolfi: la prima, la perduta credibilità della classe dirigente Democratica; poi, l’incapacità di capire il Paese e di coglierne le energie migliori; tre, la mortificazione dei cattolici da parte della dirigenza di quello, scrive Mario, che potrebbe tornare a chiamarsi Pds; la chiusura su se stesso e ad excludendum di figure “spurie” come quella di Vendola capaci di rivelarsi vincenti; infine, e in definitiva, l’incapacità, che si è avuta finora, di fare del Pd il «terreno della buona politica», in un Paese che si è «profondamente rinnovato». Per tutto questo, ecco la ricetta di Adinolfi. Read more
Diario politico. La “visione” del governo Una risposta a Pd: incentivi per la ripresa Ma se gli investimenti non hanno sbocco Dimenticati del tutto ricerca e così futuro
marzo 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ha saputo anticipare, ogni volta, ciò sarebbe accaduto di lì a poco (e non solo) nella nostra politica. L’altra notte abbiamo richiamato le nostre previsioni sulla resa nei conti nel Pdl che si è poi puntualmente verificata (anche se prima del tempo). Qualche Diario prima avevamo colto che la riforma della giustizia diventava (insieme allo specifico del blocco alle intercettazioni) la nuova priorità del presidente del Consiglio, in quanto era proprio la giustizia italiana l’ultimo vero baluardo di legalità nel nostro Paese, e andava – andrà; ovviamente dal punto di vista – fermata e smantellata. E avevamo scritto che i tre anni senza elezioni avrebbero favorito questo progetto del premier. Oggi arriva la conferma: «Ce ne occuperemo di qui al 2013. Perché questa giustizia minaccia la democrazia», ovvero la sua (totale, a dispetto delle regole) libertà. E domani riprenderemo il nostro filone su dove va la politica italiana dal punto di vista del sistema istituzionale e delle sue riforme per raccontarvi della posizione del Pd di fronte a quello che – come sostiene ormai da tempo Eugenio Scalfari – è l’obiettivo di fondo di Berlusconi, che è tornato a ribadirlo oggi: il presidenzialismo a fronte, per di più, di una riduzione dei poteri di controllo. Ovvero una vera e propria piccola svolta autoritaria per la via democratica (fino ad un certo punto) delle riforme. Pietro Salvatori ci racconterà come si pone rispetto a questo l’opposizione. Ma il tema che vi proponiamo stasera è quello di cui leggerete di meno su tutti gli altri grandi quotidiani, eppure è il vero tema centrale e decisivo per il futuro dell’Italia: il governo ha varato oggi un piano di incentivi che dà seguito al dibattito parlamentare sulla crisi e risponde alle sollecitazioni di Bersani, e soprattutto all’esigenza del Paese di interventi per contenere gli effetti della congiuntura negativa e favorire la ripresa (più veloce possibile). Dunque un fatto di per sé positivo. I problemi sono due; uno (relativamente) più piccolo e comunque legato (anche) a difficoltà “esterne” e uno capitale. Il primo è che i soldi sono pochi e l’esecutivo ha fatto poco per ricavarne degli altri; dunque quale che fosse stata la destinazione decisa da Tremonti e Scajola l’intervento avrebbe avuto un impatto molto limitato. Ma pure in questa chiave, era importante intervenire in modo tale che tutto questo costituisse l’inizio di un percorso e le risorse messe in campo cominciassero (o, per una parte, continuassero) ad alimentare, in buona sostanza, gli sforzi di innovazione delle nostre imprese attraverso la ricerca. Invece le risorse a disposizione in questo senso sono diminuite. «Il governo le ripristini al più presto per garantire quelle imprese che hanno già realizzato gli investimenti in innovazione necessari al superamento della difficile congiuntura economica», incalza Emma Marcega- glia. E anche il segretario del Pd spinge su questo tasto: «Gli incentivi del governo non sono ciò che serve al Paese. C’è bisogno di aiutare l’innovazione e l’internazionalizzazione». Il racconto, all’interno, di Ginevra Baffigo.
Giustizia ad orologeria? Un grande bluff 15 anni di “bombe” esplose lontano voto Ma ora il rischio è che qualcuno ci pensi
marzo 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Basta incrociare il calendario dei procedimenti giudiziari al premier – si parla quasi solo esclusivamente di lui – e quello della politica italiana di questi quindici anni per vedere che solo in un caso: questo delle Regionali 2010, la nostra Giustizia è intervenuta a ridosso delle elezioni (e non di altri passaggi certamente sensibili ma che non coinvolgono il voto degli elettori e il rinnovamento delle varie cariche). Dal primo episodio “denun- ciato” – quello dell’avviso di garanzia al Cavaliere durante la Conferenza mondiale sulla criminalità, nel 1994 – a tutte le vicende successive – che ripercorriamo insieme – il leit motiv è una magistratura molto “attenta” nei confronti di Berlusconi – lo sappiamo, lo abbiamo già scritto ed è un punto, a parte, che può essere discusso – ma che in nessun’altra occasione è intervenuta davvero a ridosso di una tornata elettorale. Vediamolo insieme. Read more
Giustizia a orologeria/1. Stavolta giornali di destra tacciono Lerner
Comincia un breve percorso di indagine (è proprio il caso di dirlo?) del giornale della politica italiana sul tema delle “bombe” (giudiziarie o giornalistiche, legate ad eventi giudiziari) che esploderebbero, secondo la tesi storica del presidente del Consiglio, e da ieri – dopo l’arresto dell’ex vicepresidente della Regione Puglia, Democratico, Frisullo – anche dei suoi elter ego dalemiani – Latorre in primis – in coincidenza con momenti in cui la politica italiana, ma soprattutto alcuni suoi protagonisti, sono più “sensibili”, ovvero durante campagne elettorali – quando quindi l’esplosione del caso può influenzare l’esito del voto – o a margine di eventi o di altri passaggi delicati (quando le “bombe” possono incidere sul corso delle cose della nostra politica). Esiste una tendenza alla giustizia ad orologeria? Proveremo a dare una risposta. Intanto, due commenti, uno del conduttore de L’Infedele, l’altro di Andrea Sarubbi, incrociati e critici con centrodestra (ma non solo) questo di Lerner e con il proprio Pd quello del deputato Democratico sulla propensione (questa comprovata) quanto a meno a “gridarla”, questa giustizia ad orologeria, ovvero a denunciare “trame” dei giudici per influenzare la politica italiana. Seguiteci in questo (breve, lo concluderemo stasera, prima del Diario) cammino: sempre per il futuro, sempre per lasciarci alle spalle questa nostra politica autoreferenziale, anche se, per una volta, indagando ancora su di essa e non compiendo la cesura che abbiamo compiuto ad esempio ieri sera nell’assumere il punto di vista di legalità e responsabilità di Angelo Bagnasco (e grazie per l’ulteriore bagno di accessi durante la notte). Sentiamo Lerner per cominciare. Read more
Da Puglia a piazza del Popolo ecco l’idea Vendola candidato premier nel 2013 (?) Se Nichi tenta la strada (perduta) di Soru
marzo 16, 2010 by Redazione · 2 Comments
L’”alternativa” del centrosinistra al presidente del Consiglio decantata da Bersani, comunque la si declini, prevede un “no” netto a forme plebiscitarie (e populistiche) di rapporto con il popolo e comunque di (non) democrazia. Era anche un contenuto (implicito) della manifestazione di sabato nella sua difesa delle regole. E del resto Bersani lo richiama continuamente. Ed è anche un “no”, conseguente, anche se più tiepido e prudente, al presidenzialismo (su questo, e sul futuro delle riforme istituzionali nel nostro Paese, da cui dipende un pezzo di futuro dell’Italia, che è ciò che sta più nella testa e nel cuore di questo giornale, torneremo con una nuova puntata dell’inchiesta di Pietro Salvatori). Questo caratterizza il centrosinistra. E tuttavia anche chi abbia la pazienza e la pacatezza intellettuale di riconoscersi (doverosamente) in tutte le regole e veda la necessità di un equilibrato rapporto tra le istituzioni, e non le persone, e il “popolo”, non può – specie in quest’epoca, (post)berlusconiana, e specie in quest’era, della comunicazione – non sentire il bisogno di una leadership, e anche della possibilità – attraverso le persone – di una visione e anche di sogni (politici). E’ così per il Partito Democratico, che da anni cerca una risposta (anche) alla leadership di Berlusconi. Sembrava averla trovata in Renato Soru, che cominciava a profilarsi, specie per le sue doti morali, come il possibile leader di un futuro centrosinistra; se ne accorse il presidente del Consiglio che si impegnò al massimo per determinare la sconfitta di Soru alle Regionali in Sardegna e così, di fatto, fermarlo finché le condizioni – le Regionali, appunto, in un clima generale favorevole al centrodestra anche grazie ai limiti della gestione Democratica di Veltroni – fossero state (più) favorevoli. Ora una forma più popolare e meno elitaria, più “di sinistra” e (un po’) meno futuribile di identificazione e di entusiasmo per una possibile, futura leadership sembra avere abbracciato il presidente uscente della Puglia, la cui eventuale candidatura nel 2013 comincia a fare capolino nei pensieri e anche sulle bocche di molti. Il giornale della politica italiana raccoglie e rilancia questa suggestione. Ce ne parla Stefano Catone. Read more
Ieri il centrosinistra in piazza (del Popolo) Ecco l’ultimo esclusivo sondaggio Crespi Democratici avanti in tre regioni in bilico
marzo 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Piemonte, Liguria, Puglia. E in Campania rilevazioni “segrete” darebbero lo Sceriffo, Vincenzo De Luca, in rimonta e ormai ad un nonnulla dal favorito Caldoro. Ne riparleremo. Ma mentre Bersani (nella foto) invita i suoi ad avere coraggio e a scendere a Roma, il giornale della politica italiana offre (anche come viatico ai manifestanti progressisti) gli ultimissimi rilevamenti del grande sondaggista sulle regioni-chiave di questa tornata elettorale. Ciò che emerge è che il centrosinistra, appunto, al momento conduce in tutte e tre le aree (anche se con qualche differenza ad esempio nel voto alle coalizioni). Le tabelle. Read more
***Il futuro del centrosinistra – Dibattito*** Nobili: “Unità del nostro popolo è un fatto Ci dividono scelte delle classi dirigenti”
Lo ha scritto per primo il giornale della politica italiana, seguito da Europa e il Foglio: il plebiscito per Vendola in Puglia, l’adesione entusiastica alla candidatura della Bonino nel Lazio – pure nelle loro differenze – insieme al rimescolamento interno in corso tra i Democratici, segnalano l’esistenza di un varco, e di una richiesta (da parte del “popolo del centrosinistra”), per la nascita di quel partito unico dei riformisti italiani che rappresenti il vero corrispet- tivo nazionale del Partito Democratico americano. Ovvero l’idea originale del Pd. Sinistra Ecologia e Libertà da una parte, Alleanza per l’Italia (seppure appena fuoriuscita) dall’altra, i Radicali e i socialisti in mezzo: è a questi “transfughi” della nostra politica che l’Italia progressista si rivolge interrogandoli sulla loro volontà di continuare a coltivare la propria autonomia oppure di contribuire a consegnare per la prima volta al Paese un unico, solido partito riformista. il Politico.it si fa carico di questa istanza e ascolta i protagonisti delle varie anime (divise) del centrosinistra. Dopo Stefano Ceccanti, che raccoglie e rilancia l’idea dell’unità, è la volta del braccio destro di Francesco Rutelli nel neo-partito centripeta nato da una (piccola) costola del Pd. Una tensione in una direzione opposta – come quello dell’attuale segreteria Democratica – che Nobili, nondimeno, rivendica. Lo ha sentito per noi Stefano Catone. Read more
Futuro centrosinistra/1. Ceccanti: “Sì al partito unico” di G. Baffigo
febbraio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il plebiscito per Vendola in Puglia, l’adesione incondizionata alla candidatura della Bonino nel Lazio. Leader del centrosinistra non “iscritti” al Partito Democratico incoronati dagli elettori del Pd di cui divengono in qualche modo parte de facto. Lo ha scritto per primo il Politico.it, seguito da Europa e dal Foglio: il “Laboratorio Puglia” – concepito da D’Alema per rifondare il centro-sinistra col trattino – si rivolta contro i suoi fautori trasformandosi nel possibile, primo vero atto di nascita del Partito Democratico nella sua versione originale, quel corrispettivo italiano del Partito Democratico americano che contenga in sé tutti i riformismi. Il giornale della politica italiana ospita a partire da oggi un grande confronto tra le diverse anime progressiste. Sentiremo esponenti di tutte le forze che vanno da Rutelli a Vendola, appunto. Per capire. Se questo comune sentire del «popolo del centrosinistra» possa dare luogo davvero all’unità. La prima intervista, di Ginevra Baffigo, è con il senatore veltroniano del Pd. Buona lettura. E buona politica con il giornale della politica italiana. Read more
‘Laboratorio Puglia’ diventa fucina del Pd il Politico.it risponde a Europa (e Il Foglio)
febbraio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Domenica 24 gennaio. Mentre a Bari e nelle altre città della Puglia i gazebo del Partito Democratico erano invasi dagli elettori di centrosinistra che – avremmo saputo la sera – stavano reincoronando Vendola loro candidato alla presidenza della Regione, il giornale della politica italiana scriveva che l’apparente big bang che aveva colpito i Democratici e i loro alleati in quelle giornate ingarbugliate poteva essere invece il segno della vera nascita (in fieri) del Pd. Quel corrispettivo italiano del Partito Democratico americano, partito in ultima analisi di tutti i riformisti, che era lo stesso Ulivo ma che ha continuato ad essere anche il Pd fino all’ultimo congresso. Il giornale del “nostro” Menichini e quello diretto da Giuliano Ferrara raccontano, più tardi, le settimane successive, la stessa storia. Noi, intanto, rivendichiamo la nostra primogenitura, che conferma una volta di più la lungimiranza e la lucidità di analisi di questo giornale. E poi, inevitabilmente, rilanciamo. Così. Read more

