Cultura destra mercati. Sinistra è essere affidabili Persone Patrone
dicembre 26, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati

No, caro Walter, Monti è proprio di destra. Perché sua è (sotto)cultura del mercato. E’ (suo) essere affidabili con poteri forti. Sinistra è essere affidabili con Persone. Torneremo ad essere la culla della civiltà. E’ la cultura, e non “competere” (e basta), la chiave del nostro possibile Rinascimento. Non la (sola) flessibilità, perché ciascuno sia più libero di tentare di sottrarre agli altri il loro posto, le “loro” opportunità (con-petere questo significa: chiedere, ‘pretendere’ – da parte di più persone – la stessa cosa, ma non per costruirla – insieme – bensì per appropriarsene strappandola agli altri), ma la possibilità e la capacità (al “contrario” – ?) di collaborare. Una società che sia tale e non una (semplice) somma di individualità l’una contro l’altra armate; un collettivo, che marci verso un (solo) obiettivo e, per farlo, metta a sistema le proprie forze. Da questa idea, a cascata, discende una diversa concezione del mercato del lavoro: (anzi,) non(,) un mercato (appunto) ma un sistema che metta a frutto (valorizzandole e, anzi, rafforzandole) le risorse e le capacità di ciascuno. Dove le aziende siano chiamate a rinnovarsi per crescere, e in questa tensione abbiano sì la possibilità di “licenziare”, ma solo per consentire ai propri lavoratori un nuovo momento di formazione e di crescita (individuale e non solo) così da avere risorse umane sempre più specializzate, preparate e a loro volta tese – anche “culturalmente” – verso quel (più) alto obiettivo conune. Da cui quell’economia sociale (sia pure) di mercato, nella quale dispiegare il principio della responsabilità sociale delle aziende, di cui l’Olivetti – lo abbiamo detto più volte – fu uno straordinario esempio (di come sia capace di ri-generare non – solo – la nostra economia, ma “un” intero Paese. Molti dei figli dei dipendenti – “anche” degli operai – della Olivetti di allora sono oggi parte della nostra classe intellettuale. Grazie – magari – ad una semplice libreria a disposizione dei lavoratori nella – stessa – azienda. E ringraziano Adriano – Olivetti – come fosse – un – loro padre. Inserendo, oggi, tutto questo in una dinamica tutt’altro che assistenziale – come non lo fu allora – ma di crescita – comune). Non, dunque, l’istinto di (pura) sopravvivenza come motore della nostra crescita, bensì la crescita come motore di un miglioramento delle nostre vite. La crescita, naturalmente, individuale, cioè culturale, cioè umana, e quindi anche tecnica e professionale, e da essa la crescita (economica: delle singole aziende e dell’intero sistema). Il resto è sottocultura di destra, avrebbe detto Pasolini. E che colui che per propria de-formazione più di tutti ha la forza di guardare al futuro, nell’attuale classe dirigente del centrosinistra, si sia lasciato omologare alla deriva mercatista della “Destrasinistra” dimostra come sia finita la spinta propulsiva di quella generazione – autrice, lo abbiamo già detto, di avanzamenti importanti: tra cui il Pd! – e come questo abbia portato all’attuale sterilità (autoreferenziale) del centrosinistra. Ma ora le idee, i contenuti tornano ad essere in campo: Sinistra è essere affidabili non più con i poteri forti, o con gli Stati Uniti, ma con noi stessi – ovvero con gli italiani e, quindi, con l’Italia. E essere affidabili con gli italiani significa compiere una (vera) rivoluzione di libertà. Che parta – che parte – da loro. E non più dalla libertà – di alcuni di Loro – di fare e disfare a proprio piacimento (delle loro vite). Essere affidabili significa fornire agli italiani gli strumenti per una propria libertà più profonda, da quella – semplice – di competere senza freni e criteri, come vuole la teoria mercatista – liberista – della destra. La libertà di sapere esattamente chi sono, cosa possono dare, e di scegliere quindi il loro modello di vita; e, nel farlo, di aderire – naturalmente – a questo grande progetto comune all’insegna della collaborazione. Un giorno ci capitò di mostrare – involontariamente, in quel caso – sul più classico dei bus una copia (cartacea) di un nostro articolo il cui titolo era: “Torniamo a collaborare per un alto obiettivo comune“. La persona che lo vide, un trenta-quarantenne di (apparente) media cultura e condizione sociale, non ci voleva credere: in tutti i sensi. Nel senso che non ci credeva, ma continuava a guardarlo (il titolo) strabuzzando gli occhi. Non, perché fosse – non per questo – un articolo (in sé) fuori dal comune. Ma perché è quello che oggi gli italiani desiderano: tornare ad unirsi – e non a dividersi – nel nome di una ragione più alta. Tecnicamente, tutto questo si pratica dandoci l’obiettivo dell’innovazione che passa attraverso la cultura e la formazione. Un sistema, e non più un mercato. Un Paese, e non più un mercato. Gli Italiani, e non più (alla) merce(/é) di pochi di noi – di loro.
MATTEO PATRONE
Il futuro dell’Italia. Monti non fa più l’interesse del Paese M. Patrone
ottobre 16, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati

E’ giunto il momento che il Pd si carichi sulle spalle questa nazione. Che cosa trattiene infatti il Partito Democratico, quella forza più onesta e responsabile del nostro paese che – a differenza di tutte le altre! – ha (da sempre!) nella mente e nel cuore il solo desiderio di fare (disinteressatamente) il bene della nazione (e – delle sue persone “più deboli”); che ogni volta in cui è tornato ad essere maggioranza, “anche” in questo ventennio, e ha preso le redini del governo dell’Italia, l’ha rimessa sulla strada del (vero) risanamento e della crescita (perché con Amato, Prodi, Ciampi e Padoa-Schioppa, mentre i conti tornavano in ordine, (ciò avveniva anche perché) si promuovevano contestualmente indispensabili – per la stessa tenuta del bilancio – politiche per lo sviluppo); unica forza che, proprio per la sua Storia, è estranea agli agglomerati di potere (più o meno trasparente) di una terra che i lasciti storici della corruzione e della opacità del potere fascista – è, questa, una delle più grandi responsabilità del regime e di Mussolini: avere affidato le redini di una nazione che il loro “capo” non odiava, alla “carica” di mediocri della marcia su Roma, di cui la lottizzazione del sottopotere capitolino di oggi rappresenta la più chiara riproposizione – costringono a fare i conti con commistioni oscure, oggetto di una attenta, e generosa, azione di indagine parlamentare da parte di Walter Veltroni (e anche, in parte, del romano Adinolfi), che minacciano il regolare, e compiuto, “gioco” (che non è tale) democratico (ne sa qualcosa Pier Paolo Pasolini); e dunque unica forza nelle condizioni di cambiare, di “liberare” e compiere finalmente la democrazia italiana (e con essa la sua – correlativa – unità nazionale); unica forza che – al netto della sua, cristiana, attenzione a chi soffre: ridicolo il dibattito sul “partito dei cattolici”: questo partito c’è già, ed è il Pd – non rappresenta specifici interessi (e quando ha la tentazione di guardare al proprio passato e di farlo, deve ricordare la propria responsabilità) e può costituire quel “partito interclassista” (o “dell’Italia”) che fu, nel secondo dopoguerra, la Dc di Alcide De Gasperi; unica forza i cui esponenti, quando sbagliano, si dimettono: e che per questo può avere il coraggio, e l’onestà, di garantire che – caricandosi sulle spalle il paese – non lo farà più. Perché questo grande, potenziale partito di donne e uomini onesti (fino al midollo), a ormai 23 anni dalla caduta del Muro, deve ancora vivere il complesso di inferiorità che gravava sul Partito Comunista, che non è (da tempo) più, rinfocolato da chi ha – invece – interessi in gioco, e al quale appartengono le donne e gli uomini eredi “diretti” di chi ha fatto il sacrificio di rinunciare ad una possibile vita di (relativo) benessere e di tranquillità, per salire nei boschi e riconquistare la Libertà di cui ancora oggi (variabilmente e la cui più grande eredità è nelle parole di Sandro Pertini: “La libertà va sempre difesa, ogni giorno, perché non è mai conquistata per sempre”) godiamo, perché questa forza che persino un bambino vedrebbe che è lì, invocata dalla Storia, perché faccia finalmente ciò di cui l’Italia ha bisogno, non si decide a prendersi questa responsabilità, e a caricarsi sulle spalle la nostra (potenzialmente, di nuovo, grande) Nazione? Matteo Patrone
Corriere, Fornero: “Art. 18 varrà per tutti” Ecco così la prova che lo avranno abolito ‘Riforma’ è solo ‘licenziamento selvaggio’ Dire no non è (più) “appiattirsi sulla Cgil” E’ (“solo”) dire no a interessi (particolari) Cgil stavolta persegue il bene del paese Pd non sia “affidabile”, pensi solo a Italia Formazione per innovazione per ripartire
marzo 21, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati
Cari Walter, Letta, Fioroni. Il giornale della politica italiana non ha mai condiviso la svolta (finto)socialista di Bersani. Una svolta autoreferenziale, perché non autentica – come dimostra l’iniziale sì di Pigi a questo accordo sul lavoro – e, comunque, perdente. Siamo stati noi a rilanciare, rigenerandolo, il concetto della vostra (nostra) “vocazione maggioritaria” del Pd. Che per noi è il “partito dell’Italia“. Ed è chiamato a darsi il solo obiettivo di fare il bene di (tutto) il Paese. Ma è proprio per questo, per questo Pd, che vi chiediamo oggi di dire no a questa non-riforma del lavoro, che ha il solo obiettivo di consentire il licenziamento selvaggio dei lavoratori. Non bastassero gli argomenti di merito – la possibilità di licenziare in piena recessione produrrà palesemente una carneficina sociale, portando le aziende a calare la zavorra dei loro dipendenti per salvare loro stesse tirando poi i remi in barca, senza (in un primo momento) neppure ripartire; accrescere il numero di aspiranti allo stesso numero di posti non aumenta l’occupazione, ma solo la competizione – sfrenata – tra candidati – non bastasse questo, dicevamo, ecco le bugie – sì, le bugie – del governo e in particolare del ministro Fornero, che confermano come le intenzioni dell’esecutivo siano opache, al punto che il titolare del Lavoro si trova costretto a presentare una realtà diversa da quella effettiva (evidentemente impronunciabile). Primo: “La via maestra sarà il contratto a tempo indeterminato”: ma quale tempo indeterminato, se le aziende potranno licenziare? Secondo: “Il nuovo art. 18 sarà esteso anche ai lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti”: ecco la prova che, qualunque sarà la modifica, verrà svuotato, reso inoffensivo. E il Corriere, stamane, titolando proprio con questa affermazione intellettualmente non onesta di Fornero, riconosce che tutto questo non genererà neppure un cicillo di crescita: appunto. Ma, allora, a che serve? Serve a perseguire un interesse (particolare), quello – di poter licenziare liberamente – di una classe imprenditoriale che così tornerà ad essere “padrona” dei suoi lavoratori. Se in piena crisi – in recessione! – si dà ad “un” imprenditore la libertà di licenziare i suoi dipendenti – sia pure con lo specchietto per le allodole di un ammortizzatore che (oltre ad andare a regime fra 5 anni) non durerà perché insostenibile economicamente: terza bugia (la più grave), su questo, del ministro del Lavoro – il datore dell’impiego deterrà una sorta di golden share sulla vita dei suoi dipendenti. 150 anni di conquiste della sinistra e dei lavoratori vanificate – in buona sostanza – dalla strategia suicida (proprio) di Pigi, a cui dobbiamo il cul de sac in cui ora ci troviamo calati. Senza che questo sia in alcun modo utile all’(intero) paese: il presidente Napolitano questa volta, spiace dirlo, ha torto: perché questa “riforma” non fa l’interesse generale, ma (altri) interessi (particolari). Che il governo Monti -spiace ancora di piu’ dirlo – incarna alla perfezione (molto meglio di Berlusconi! Da cui però, a quanto pare, ha imparato l’arte della mistificazione e del “ribaltamento della realtà”). In mancanza di alternative, anche, la (non) soluzione andrebbe presa in considerazione: ma le alternative ci sono (continuamente ri-elaborate e arricchite e poi proposte su queste pagine), già sperimentate (in altri Paesi. Che hanno costruito il loro boom su questo) e capaci, queste sì, di rigenerare quella crescita che, appunto, Dario di Vico stesso, oggi, riconosce non verrà con questa riforma. Il licenziamento selvaggio non è una conquista di modernità, ma un passo indietro, un “si salvi chi può” che va a discapito della (sola) vita delle persone più deboli. L’Italia non è alla canna del gas, l’Italia – se ritorna la Politica – ha un potenziale di crescita a doppia cifra che questa riforma, difensiva e tutt’altro che ambiziosa, allontana, e non persegue. Cari Walter, Letta, Fioroni. Nel voto in Parlamento sulla non-riforma del lavoro il Pd dica no, compatto, e intanto rilanci sul/ con l’innovazione. Il governo Monti vuole solo regalare alle aziende la libertà di licenziare, noi vogliamo rifare grande questo paese. Tutto. Senza, possibilmente, abbandonare al proprio destino nessuno.
***Il retroscena***
IL DOPPIO GIOCO DI FIORONI
di CIUENLAI
febbraio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Intervento. Libia, l’esito della crisi dipende da noi di Walter Veltroni
febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
di WALTER VELTRONI
Read more
Nichi ad Annozero non sa dire come fare Riccardi: “Hanno avuto 2° Repubblica…” Politica attuale non può rilanciare l’Italia Se ha già dimostrato cosa (non) può dare Ora apertura democratica/ rinnovamento Ma giovani si concentrino (solo) su idee
febbraio 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Ma gli (attuali) leader(?) non se ne vanno E (of course) pensano (solo) a loro stessi D’Alema continua a inseguire(?) Veltroni Diciamolo: questa segreteria Pd ha fallito Genio di Giulia: ‘Scelta giusta x perdere’
gennaio 31, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
***Diario politico***
IL PARTITO DEMOCRATICO HA (ANCHE LUI) PAURA DELLA DEMOCRAZIA?
di GINEVRA BAFFIGO
gennaio 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Analizziamo (meglio) relazione di Veltroni Unico (vero) fatto politico di ultimo anno (Perché politica è costruzione del futuro) (Nuovo) Pd al governo (di una comunità)
gennaio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Veltroni ha diritto di provare a governare Suo altro progetto organico/complessivo A Walter diciamo: ma soltanto più cultura
gennaio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
L’editoriale. Pd, vaso comunicante tra politica e società di G. Rotondo
dicembre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Pigi: ‘Entro gennaio la nostra piattaforma’ D’Alema: “Non in generale ma le riforme” Va meglio, ma serve più un’idea di futuro Non “piattaforma” o “le riforme” (anche) Ma sogno dell’Italia che (così, poi) verrà
dicembre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Diretta dalla Camera. Vi racconto il giorno della verità di A. Sarubbi
dicembre 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il commento. Ora la Lega otterrà le elezioni anticipate di G. Lerner
dicembre 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
‘Il marcio su Roma’: la nuova parentopoli Poi Fini litiga con Casini per la leadership (E) non è più tanto sicuro di volerci stare Nichi: primarie per me, non per i deputati E’ perché solo Pd può rifare grande Italia
dicembre 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
In questa chiave non funziona snobismo Ma nemmeno quegli attacchi da Bersani Bisogna agire sull’humus degli interessi Se il Politico.it lo sostiene ormai da mesi Ora Veltroni: “Accogliamo solo chi serve”
ottobre 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Questa classe dirigente ha finito un ciclo Silvio: “Da settimane in atto un teatrino” Fini: “Sta dando un pessimo spettacolo” La nostra politica autoreferenziale d’oggi Si può superare solo con il rinnovamento
settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Scrive un (altro) leader del futuro Sarubbi: “Difficile far Miliband qui”
settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Questa classe dirigente ha finito un ciclo Guida del Labour il quarantenne Miliband Ora anche l’Italia chiede il rinnovamento Crespi: ‘I giovani connessi con il domani’
settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Parla il possibile leader del futuro Orlando: “Ora aiutiamo Bersani”
settembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Diario politico. La politica (?) italiana (?) Istat: ora disoccupazione record dal 2003 Se un giovane su tre oggi è senza lavoro Intanto Bersani/Veltroni discutono di Pd Fini/Berlusconi litigano sui “dossieraggi” Quando tornerete a occuparvi dell’Italia?
settembre 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Bar Democratico. Quel che manca è il progetto di Emidio Picariello
settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Ora il Pdl lavora al Lodo salva-legislatura Mentre nel Pd è scontro Bersani-Veltroni E si rafforza l’asse Roma-Parigi sui rom… di GINEVRA BAFFIGO
settembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Diario politico. Fare di necessità (?) virtù Marcegaglia: ‘Se il governo non governa’ Napolitano: “Ritroviamole le motivazioni” Perché o si riparte ora o (ci) sarà declino
settembre 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
***L’editoriale***
SILVIO, ORA LA GENTE SI STA STANCANDO
di LUIGI CRESPI
luglio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Quando sinistra era a favore del bavaglio 08, Veltroni: ‘Divieto assoluto pubblicare’ Oggi invece tutti all’attacco del governo Liberali, sì. Ma solo a corrente alternata?
giugno 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Diario. L’europeismo della destra (- Lega) Barroso: “Euro, Berlusconi già decisivo” E lui: “L’Europa è la nostra patria futura” (Una) garanzia di apertura e democrazia Isolare le camicie verdi facendo(vi) leva
maggio 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. E se a questo punto della Storia, il ritorno dell’Udc nella coalizione di centrodestra – come puntello e futuro (ma non troppo) piede di porco per estromettere dall’alleanza il partito di Bossi, ed isolarlo – fosse auspicabile da parte di tutta la politica italiana (meno i nordisti)? Gli elettori Udc, lo abbiamo visto, sono per il 60% di orientamento conservatore, il che significa che in una coalizione che non fosse di “salvezza nazionale” con Democratici e loro alleati non seguirebbero i propri leader; il terzo polo non avrà spazio ed è in grado di restituire al nostro Paese solo una stagione di consociativismo. Per le stesse ragioni il ritorno dell’Udc a destra può accelerare il processo di maturazione del bipolarismo (verso anche l’approdo finale del bipartitismo, al quale i centristi dovranno arrendersi se non vorranno esserne schiacciati). E ciò determinerebbe un progressivo isolamento e ridimensionamento della Lega che, lo sappiamo, va forte solo quando è in coalizione con il Pdl. E’ una prospettiva che dovrebbe essere cara anche al centrosinistra, che avrebbe modo di recuperare le proprie schegge (impazzite) e accelerare a sua volta verso la nascita del grande Partito Democratico all’americana di cui abbiamo (ri)parlato (nell’era bersaniana) noi per primi, in grado di esercitare una vera vocazione maggioritaria e di aspirare ad essere compiutamente il partito del Paese.
Pd all’attacco di Vespa: ‘Fa informazione? Televisione ancora un mezzo necessario Per la nuova alfabetizzazione (culturale) Mentre spingiamo la diffusione della rete A Walter diciamo: insegna a tuoi a usarla
Il rapporto tra la vecchia classe dirigente Democratica («Quelli provenienti dal Pci», direbbe Adinolfi) e il mezzo televisivo è lo stesso che passa tra la volpe e l’uva nella favola di Fedro: non ci interessa perché non la possiamo avere. Un vulnus che ha colpito, inaspettatamente, anche quel Veltroni legato storicamente alla tv e maggior esperto del suo campo. La campagna elettorale del 2008 segnò un disarmo rispetto al piccolo schermo: andarci poco perché genera autoreferenzialità. Vero, ma solo se la si usa come salotto (e come fine) e non come strumento. Come strumento è il più potente ed efficace per comunicare. Che si può declinare in chiave di politica politicista, o se volete di propaganda (ed è comunque importante), ma anche in funzione della politica vera: quella che fa da guida al Paese e traccia le linee-guida della sua “educazione” (in senso ampio). Attraverso le politiche culturali tout court, o se volete all’antica, certo. Attraverso la scuola e l’università, certissimo. Ma oggi il mezzo più pervadente (e invadente) è la televisione. E la rifondazione culturale di questo Paese non può (probabilmente) prescindere da essa. Per questo, mentre si investe su internet come dimensione (oltre che mezzo) del futuro, a Veltroni diciamo: insegna al tuo partito come si fa. Oggi non è possibile, perché a causa del conflitto di interessi che voi non avete risolto – questo giornale guarda al domani e non ama rimestare nel passato, ma il passaggio è decisivo anche per definire l’idiosincrasia Democratica e la sua responsabilità nello stato di cose attuale, e dunque è utile compierlo e richiamarlo – ma quando sarà possibile diventerà necessario. Fare buona televisione significa contribuire a rifare grande questo Paese. Dalla prima alfabetizzazione e all’unificazione del(la) lingua(ggio) ad un input decisivo ad una nuova alfabetizzazione culturale. Un Paese-campus a cielo aperto che abbia al vertice del proprio sistema economico l’innovazione e quindi la ricerca, che sia però solo la punta di un iceberg che preveda anche una rete di formazione permanente nella chiave di risolvere il problema del lavoro e insieme di modernizzarci, certo, ma anche in funzione di quella rivoluzione culturale. Che la tivù può dare un contributo decisivo a realizzare. La tivù pubblica dev’essere un grande centro, plurale, di elaborazione (insieme ai cittadini) della cultura di questo Paese fatta dell’offerta, vivace, delle sue migliori sensibilità. Naturalmente con il minimo comun denominatore dell’onestà e della responsabilità. Altrimenti finisce come ieri sera: quando Porta a porta ha dato uno schiaffo alle varie crisi in corso in queste ore occupandosi di altro. Una scelta contro la quale si “scatena” l’invettiva (ironica) di Franco Laratta. Buona lettura e buona politica con il giornale della politica italiana.
La lettera. Caro presidente Fini, ricordiamo Matteotti di W. Veltroni
maggio 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
L’ex segretario del Partito Democratico torna nell’agone e si prepara ad una possibile corsa alla leadership del centrosinistra nel 2013. Ma lo fa continuando la sua battaglia di lungo periodo. Che oggi si declina, anche, in uno “sforzo” per difendere la libertà e la democrazia. Veltroni scrive al presidente della Camera per proporgli di dedicare al parlamentare socialista una targa, una targa da apporre sullo scranno dal quale Matteotti pronunciò il discorso in difesa della libertà dopo il quale fu rapito e barbaramente ucciso dai fascisti. Scrive a Fini personalmente e dalle colonne del giornale della politica italiana, che l’ex leader di An e i suoi più stretti collaboratori leggono ogni giorno. Una mossa, quella di Walter, che va oltre il gesto di grande sensibilità di ricordare uno dei nostri padri (della nostra Libertà). L’ex sindaco di Roma si preoccupa di contribuire a porre nel luogo principe della democrazia, il nostro Parlamento, un “vincolo”, a ricordare e (così) a non compiere mai una pericolosa inversione a U. Lo fa, anche, dopo le polemiche (che purtroppo non hanno avuto grande eco) per uno spot televisivo che raccontava Matteotti senza in nessun modo fare riferimento al modo in cui morì: appunto assassinato dal regime (nascente) di Mussolini. La memoria, un filo e uno strumento-”obiettivo” che caratterizzò tutto il periodo in cui Veltroni fu alla guida della Capitale, strettamente connessa ad un’altra parola-chiave, “conciliazione”, che non può però mai venire a discapito della prima. Il leader naturale del Partito Democratico per la prima volta sul giornale della politica italiana. Che si fa, come sempre, su queste pagine. Buona lettura e buona politica su il Politico.it.
Civati a il Politico.it: “Ora anche il Pd trovi il suo Fini” di A. Ievolella
aprile 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
«Una personalità che aggiunga, e non pensi solo a togliere. E invece di discutere sui giornali comin- ciamo a farle, le cose. Assieme. Individuiamo – incalza il consigliere regionale della Lombardia – qualche parola-chiave, non slogan, forte, nostra, e cominciamo a proporla con costanza al Paese. Il ricambio? E’ necessario, ma non è il nostro fine». Il possibile leader del domani consegna al dibattito interno al Partito Democratico la sua ricetta per uscire dall’impasse. Lo fa dalle colonne del giornale della politica italiana. L’intervista è di Attilio Ievolella. Read more
Rispunta l’asse Veltroni-Fini sulle riforme “Sistema francese, con legge elettorale” Ceccanti a il Politico.it: “Uninominale necessario al bilanciamento dei poteri”
aprile 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
L’intervista. Il presidente della Camera interviene ad un convegno organizzato da FareFuturo, i veltroniani rispondono sul giornale della politica italiana. Fini: «No a dibattito superficiale, il semi-presidenzialismo va importato per intero». Il senatore del Pd e stretto collaboratore dell’ex sindaco di Roma: «Su quel sistema si può ragionare (anche se la nostra prima opzione restano forme neo-parlamentari) a patto che lo sia integralmente». Lo ha sentito Stefano Catone. Read more
Privatizzazione dell’acqua è (già) iniziata Il ddl Berlusconi approvato da Veltroni Ecco che succede dove non è più nostra
marzo 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il giornale della politica italiana affronta il tema (che più politico non si può) di cosa sta succedendo intorno al bene forse più prezioso per l’uomo, nella giornata mondiale a lui dedicata: l’acqua. La legge 133 del 2008 stabilisce che già quest’anno i Comuni dovranno mettere sul mercato i servizi pubblici locali e dunque anche la gestione del servizio idrico. Il rischio è che sia il passo verso quella totale priva(tizza)zione che, ad esempio, in Bolivia ha scatenato una vera e propria rivolta popolare. Il precedente di Aprilia. La prospettiva a livello mondiale dove secondo le stime nel 2025 oltre il 40% della popolazione si troverà in crisi idrica, non avrà cioè a disposizione i livelli essenziali di acqua. La firma è di Luca Lena. Read more
Futuro centrosinistra/1. Ceccanti: “Sì al partito unico” di G. Baffigo
febbraio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il plebiscito per Vendola in Puglia, l’adesione incondizionata alla candidatura della Bonino nel Lazio. Leader del centrosinistra non “iscritti” al Partito Democratico incoronati dagli elettori del Pd di cui divengono in qualche modo parte de facto. Lo ha scritto per primo il Politico.it, seguito da Europa e dal Foglio: il “Laboratorio Puglia” – concepito da D’Alema per rifondare il centro-sinistra col trattino – si rivolta contro i suoi fautori trasformandosi nel possibile, primo vero atto di nascita del Partito Democratico nella sua versione originale, quel corrispettivo italiano del Partito Democratico americano che contenga in sé tutti i riformismi. Il giornale della politica italiana ospita a partire da oggi un grande confronto tra le diverse anime progressiste. Sentiremo esponenti di tutte le forze che vanno da Rutelli a Vendola, appunto. Per capire. Se questo comune sentire del «popolo del centrosinistra» possa dare luogo davvero all’unità. La prima intervista, di Ginevra Baffigo, è con il senatore veltroniano del Pd. Buona lettura. E buona politica con il giornale della politica italiana. Read more
DIARIO. Guardateli, li rivedremo insieme Poi da noi: cosa prevede il ddl Valentino Parla Bersani: ‘Non mi dimetto comunque’
febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Battesimo inusuale per il Diario politico che comincia con la decisione del presidente americano di incontrare il leader spirituale tibetano. Un omaggio dovuto al coraggio di Barack che accetta di sfidare la Cina alla quale non smette di tendere la mano in nome – entrambe le cose – della democrazia. Poi casa nostra. Torniamo sulla discussione sul legittimo impedimento a cui abbiamo dedicato gran parte della giornata di ieri, con i tre grandi contributi graduati: la notizia con la vignetta di theHand, il commento forte di Massimo Donadi e infine la solita cronaca firmata Andrea Sarubbi direttamente da Montecitorio. Vi raccontiamo del “no” alle pregiudiziali avanzate da Pd e Idv e poi entriamo nel dettaglio della cosiddetta legge antipentiti derubricata a proposta personale (del senatore Pdl) dal ministro Alfano. Infine, l’intervista a Giovanni Minoli del segretario Democratico, che si dice pronto a sfidare Berlusconi (o chi per lui) per la guida del Paese nel 2013. Ecco tutto. Read more
***L’editoriale***
NON SARA’ CHE IL (VERO) PD STA NASCENDO PROPRIO ORA?
gennaio 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La partita di oggi delle primarie in Puglia ha accelerato quel processo di ricomposizione interna al centrosinistra – da Sinistra e Libertà ad Alleanza per l’Italia – che favorisce il superamento delle vecchie appartenenze e ne ripropone di completamente nuove, rimescolate, sulla base dei comuni valori Democratici. Oggi l’immagine è quella di uno schieramento in prenda al caos, in cui non mancano le (più o meno grandi) separazioni. Ma se tutto questo preludesse al compimento vero e proprio del progetto del grande partito liberale e progressista – all’americana – che riunisce tutti i riformisti finalmente liberi dai lacci delle vecchie appartenenze? Proviamo a capirlo insieme. Read more
Esclusiva. Del Turco a il Politico.it: ‘Veltroni capo dei vili’ A. Torchiaro
gennaio 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Parla l’ex Governatore dell’Abruzzo, dimissionato e finito in carcere con l’accusa di avere favorito una clinica privata e che un rapporto dei Nas scagionerebbe. L’ex ministro delle Finanze duro col Pd: «Chi non proviene dalla cultura diessina o cattolica, come un socialista, viene scaricato. Non abbandono la politica. E in Lazio e in Puglia voterei Bonino e Vendola». Lo ha sentito il volto di Red e grande firma di E Polis e del giornale della politica italiana. Assolutamente da non perdere. Ascoltiamo. Read more
La lettera. Per battere Polverini, Gasbarra o Gentiloni di M. Adinolfi
dicembre 17, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati
Il giornale della politica italiana è il luogo privilegiato del dibattito pubblico della nostra politica. E così, dopo la scelta da parte del centrodestra del segretario Ugl per la candidatura alla presidenza della Regione Lazio, il vicedirettore di Red e grande blogger, ma oggi nelle vesti di dirigente del Partito Democratico, sceglie ancora una volta il “suo” giornale per dire a Bersani e ai leader Democratici locali: diamoci una mossa. Mancano cento giorni alle Regionali, scrive Adinolfi, ed è ora di uscire dal “lutto” post-caso Marrazzo e conseguenti dimissioni, e proporre «anche noi» un nome forte per la guida di una delle Regioni-chiave della prossima tornata elettorale. Che avrà, fu proprio Mario a segnalarlo per primo da queste colonne, una fortissima valenza nazionale. Ma l’ex sostenitore della mozione Franceschini al congresso non si limita a tirare per la giacca il segretario e gli altri; avanza delle proposte: l’ex presidente della Provincia di Roma e il responsabile del forum Comunicazione del Pd sono i nomi di Adinolfi. Che ci spiega perchè. Sentiamo. Read more
Verso le Regionali. Sondaggi di Crespi/2 Lazio, Polverini a +10 su Veltroni/Marino
ottobre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati
Il grande sondaggista ci spiega come il caso Marrazzo nella regione abbia fatto perdere al Pd ben cinque punti percentuali, riportandolo sotto il 30 per cento. E se prima era il centrodestra a dover lanciare la sfida, ora sono i Democratici e i loro alleati a dovere inseguire. Le due possibili candidate del Pdl (oggi Berlusconi ha promosso decisamente la sindacalista, bocciando contemporaneamente l’ipotesi di far votare il Lazio in un momento diverso dal resto del Paese) entrambe sopra il 40 per cento; l’ex sindaco di Roma e il senatore-chirurgo accreditati contro di loro di una decina di punti percentuali in meno, qualcosa meno per Veltroni dato leggermente più competitivo. Capiamo dunque come può andare la sfida in una delle regioni-chiave della prossima tornata elettorale in questa seconda puntata del viaggio nelle Regionali di marzo di Crespi Ricerche per il Politico.it. E a margine, la Calabria: Scopelliti verso la vittoria di L. CRESPI Read more
Diario politico. La visione di Tremonti: ‘La flessibilità? Non è valore. Il posto fisso sì’
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Diario di grande contenuto in una giornata ricca nella sua accezione più alta per la politica italiana. Non è dato sapere quanto ci sia di reale e indipendente convincimento, e quanto di cal- colo elettoralistico o nella corsa alla futura leader- ship del centrodestra, quella della successione a Silvio Berlusconi: sta di fatto che dopo averci proposto le sue teorie tutto sommato anticapitali- stiche e sul protezionismo, il ministro dell’Economia stupisce ancora una volta facendo propria una ricetta del lavoro che rompe con il modello dominante del presente al quale si è da tempo adeguata, molto passivamente – in mancanza di una visione, appunto, e di una capacità propulsiva-propositiva – la sinistra riformista italiana. Vi raccontiamo dunque la presa di posizione di Tremonti. Nella nostra gerarchia di stasera segue la proposta di legge bipartisan firmata da deputati di tutte le formazioni presenti in Parlamento, ad esclusione della sola Lega, che prevede la concessione del voto agli immigrati (ovviamente regolari) alle sole elezioni amministrative e a partire dal sesto anno di residenza in Italia. Chiudiamo infine con la prolusione di Benedetto XVI sull’Europa. Sì: la laicità come metodo sostenuta da Marino non esclude, anzi richiede l’ascolto della voce della Chiesa, specie quando ha l’autorevolezza e lo spessore di quella di papa Ratzinger. Il tema dell’identità europea e del futuro del Vecchio continente esige l’ascolto di tutti. Anche perchè lungi da ciascuno avere la soluzione in tasca. Il racconto. Il più autorevole, specializzato e approfondito. Il racconto della politica italiana è solo sul suo giornale. Buona lettura. Read more
L’intervento. Partito Democratico, primarie? No, grazie F. Rondolino
Il dibattito congressuale del Partito Democratico oggi è solo sul giornale della politica italiana. L”editorialista de “la Stampa” “risponde” al nostro Adinolfi che su queste pagine (vedi “Settegiorni” di stamane) nel difendere l’istituto del voto partecipato allargato a tutti gli elettori Democratici lo aveva criticato per aver «speso buona parte del suo tempo (nel corso della puntata di oggi di “Omnibus”, ndr) a provare a smontare la figura di Dario Franceschini». Ma la contrapposizione è infine proprio tra le due visioni in campo (in tema di democrazia interna) in questo congresso del Pd: quella all’americana, del segretario uscente e di Veltroni, che vuole un partito strutturato e radicato ma in grado di aprirsi e di interagire con la società; quella tradizionale all’italiana, per così dire, che l’ex portavoce di Massimo D’Alema ai tempi di Palazzo Chigi ben spiega in questa nota. Sentiamo. Read more
***Il commento***
PD, CON BERSANI VINCE IL REALISMO
di GIUSEPPE GALLO
ottobre 1, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati
Si chiudono in queste ore gli ultimi congressi di circolo del Partito Democratico. Comincia così la seconda fase, quella che passerà per la convenzione nazionale – l’assemblea dei delegati eletti in queste assise locali, l’11 ottobre - e, il 25, per le primarie per l’elezione diretta del segretario (che sarà valida, però, solo se uno dei candidati supererà il 50%. Altrimenti si tornerà alla convenzione nazionale a cui spetterà di scegliere la leadership). Il notista politico del giornale della politica italiana osserva e analizza gli esiti del “primo turno” del congresso Democratico dopo essere stato “in campo” e aver presentato la mozione, finora vincente, dell’ex ministro per lo Sviluppo economico nel sud-ovest di Milano. Una posizione “dentro le parti”, di un intellettuale impegnato e attivo, che non impedisce (e anzi aiuta) a Gallo di produrre la solita lucida riflessione: non tanto la voglia di “ritorno al passato” animerebbe i militanti che hanno scelto l’opzione Bersani-D’Alema, quanto l’aspirazione-esigenza di un partito solido, organizzato, con un’identità definita (che non significa di per sè ricorso alla Cosa 4). L’analisi, dunque. Da non perdere. Sentiamo.
E domani la seconda puntata del confronto su il Politico.it tra i leader delle tre mozioni. Sarà la volta della parte di Ignazio Marino, che con il suo rappresentante – scoprirete di chi si tratta – risponde agli attacchi di Orlando. Non perdetela.
Infiltrazioni mafiose nel comune laziale di Fondi. Veltroni: Non sciogliere il Comune sarebbe “un’anomalia”
agosto 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati
Associazione mafiosa, abuso d’ufficio, corruzione e falso, hanno portato il comune di Fondi (provincia di Latina) all’attenzione della stampa nazionale. L’ex segretario del Pd, Walter Veltroni, che da poco ha manifestato l’intenzione di entrare nella commissione parlamentare dell’anti-mafia, è intervenuto sul tema indicando come soluzione lo scioglimento del comune. Ma delle ombre ben più cupe minacciano il Lazio intero, ancora una volta, per fin troppo attese Regionali 2010. Ce ne parla nel dettaglio, la nostra Laura Liucci. Read more
Retroscena. Veltroni a novembre lascia il Pd? di Fabrizio Rondolino
luglio 8, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati
La grande firma de “la Stampa” ci svela quelli che sarebbero i piani segreti dell’ex segretario. Secondo Rondolino Veltroni - ormai isolato e detronizzato nel dibattito pre-congressuale – starebbe preparando una clamorosa presa di distanza dal suo vecchio partito per ritagliarsi un ruolo indipendente da padre nobile, da intellettuale di riferimento dell’intero centrosinistra. E farsi trovare pronto per la nuova corsa alla guida del Governo… Read more
Pd a congresso. Toni e Iaquinta, D’Alema e Veltroni di M. Adinolfi
giugno 23, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati
I ballottaggi sono alle spalle. Non ci sono più appuntamenti elettorali in mezzo. La partita può cominciare. Il dibattito congressuale del Partito Democratico, il confronto tra i candidati e le diverse piattaforme parte ufficialmente oggi. Il giornale della politica italiana lo ha anticipato lanciando la sua inchiesta sui “piombini”, la componente giovane del Pd che vuole il rinnovamento radicale. L’intervista a Civati e, soprattutto, quella a Ivan Scalfarotto, che teorizzava un possibile apparentamento con Franceschini e la sua mozione, hanno fatto molto rumore. Ed è proprio a loro che il grande blogger, giornalista (fresco stamattina di un faccia a faccia con Eugenio Scalfari nel suo programma “Finimondo” su Redtv), e ora anche candidato alla segreteria ad ottobre, si rivolge attraverso questo intervento molto duro scritto ieri nel post-disfatta (di cui risente) della Nazionale in Sudafrica, e che il giornale della politica italiana sceglie di proporvi oggi ad urne chiuse, dopo avere dedicato tutto lo spazio della seconda metà di lunedì alle elezioni. Sentiamo. Read more
Torna duello tra Walter il Peluche e Massimo il Gormito P. Guzzanti
giugno 18, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati
Congresso del Partito Democrati- co. Veltroni ridiscende in campo e sostiene Franceschini. D’Alema con Bersani a meno che l’”emergenza” non richieda un suo ritorno (e dopo avere tentato di mettersi d’accordo con l’attuale segretario). La grande firma de “il Giornale e di “Panorama” traccia uno splendido (ironico) ritratto dei due contendenti, assolutamente da non perdere. Buona lettura. Read more
Diario politico. Berlusconi vede Obama Veltroni: “Tornare a spirito del Lingotto”
giugno 15, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Tra poche ore conosceremo l’esito del primo colloquio del premier con il presidente Usa. La giornata scorre per il resto tranquilla con un solo sussulto del quale vi abbiamo anticipato nel pomeriggio: l’ex segretario del Pd annuncia un incontro il 2 luglio al Teatro Capranica a Roma dal quale, tra l’altro, verrà lanciato il sostegno alla ricandidatura di Franceschini. “Deciderò dopo i ballottaggi”, dice l’attuale segretario. E apriamo una serie di finestre sul referendum del 21 e 22 giugno, del quale continueremo a parlarvi fino a domenica. Il racconto. Read more
Pd, l’intervista a Scalfarotto: ‘Sì a Franceschini leader-traghettatore’
giugno 15, 2009 by Redazione · 2 Comments
Nelle ore in cui Walter Veltroni scende in campo per sostenere la ricandidatura dell’attuale segre- tario (ne parleremo ampiamente nel Diario di stasera), il giornale della politica italiana “raccoglie” la disponibilità della componente del rinnovamento del Pd a “seguire con attenzione” questa ipotesi. Ivan Scalfarotto è uno dei leader – con Giuseppe Civati e Debora Serracchiani – dei cosiddetti “piombini”, il gruppo di giovani personalità Democratiche che punta alla sostituzione dell’attuale dirigenza per varare un “cambiamento” radicale. il Politico.it darà spazio in queste settimane ad alcuni dei suoi esponenti sulla strada verso l’assise di ottobre. Non potevamo che cominciare con l’ex candidato alle primarie dell’Unione, con il quale partiamo dalla sua mancata elezione a Strasburgo. Sentiamo. Read more
Un altro pezzo di cultura politica. Ecco che direzione prende la politica italiana
maggio 29, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati
Il giornale della politica italiana è un grande giornale che racconta la realtà politica in tempo reale, ma anche un osservatorio e un laboratorio della cultura della politica del nostro Paese. Lo è attraverso i grandi editoriali delle sue firme principali, ma anche attraverso una serie di approfondimenti tematici che di tanto in tanto vi proponiamo, spesso affidati alla penna sapiente del nostro vicedirettore. E’ quello che facciamo anche oggi, per aprire questa giornata di politica italiana, proponendoci questa riflessione o, meglio, fotografia (anticipata) di quello che (probabilmente) ci aspetta. Sentiamo. Read more
Le mappe dei partiti. Identità e correnti/4 La difficile sintesi di Partito Democratico
maggio 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati
Quarto e ultimo capitolo della serie di ritratti dedicati ai quattro maggiori partiti italiani e affidati alla penna lucida ed efficace del nostro vicedirettore. Dopo Pdl, Lega e Idv è la volta dei Democratici, forse la più complessa tra le quattro “composizioni” di anime e correnti, che, tra l’altro, dopo il passaggio delicato del voto è attesa dal congresso in ottobre. Sentiamo. Read more
Conferenza sulla criminalità organizzata con Raffaele Cantone, Pisanu e Veltroni
marzo 3, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati
Alla presentazione romana di “Solo per giustizia”, il libro dell’ex pm della procura di Napoli, c’erano anche il presidente della Commissione Antimafia e l’ex segretario del Pd. E’ stata l’occasione per una riflessione comune in particolare sulla camorra, e sul ruolo della politica. Sentiamo. Read more

