Top

Caro Monti, la riforma del lavoro non è univoca. Germania/Danimarca: formazione-cogestione

dicembre 26, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Caro Monti, riforma lavoro non è univoca Germania: ecco formazione-cogestione Danimarca ‘patria’ di formazione continua In Stati Uniti c’è ‘solo’(?) libertà licenziare Ma loro boom è fondato sull’innovazione Obama (e Hu Jintao) non te l’ha(n) detto? In Italia “vogliamo”(?) solo abolire art. 18 Tua riforma non è nell’interesse nazione

di MATTEO PATRONE

La questione del lavoro non si esaurisce nella dicotomia assunzione-licenziamento. In ultima analisi, sulle regole e sui contratti. Questa è la visione tecnocratica e liberista, che consiste nel mettere i paletti (meglio se nel toglierli) e poi nel lasciare andare (le aziende alle loro scelte e, in questo caso, i lavoratori al loro – cupo – destino). E’ la visione mercatista, quella propria della destra (americana), che la BcUe – col pretesto della crisi – battezza al suo sbarco nel Vecchio continente, con tanto di copertina di Time dedicata all’uomo che la sta importando: appunto, Mario Monti. Ma là dove i mercati del lavoro funzionano – per il bene dei loro paesi e non – solo – degli investitori di Wall Street – non funziona così. Danimarca e (anche) la Germania, i due modelli che una politica sterile incapace di immaginare un sistema adatto alla specifica, nostra situazione nazionale, ha analizzato, stanno lì a dimostrarlo. In Germania i lavoratori sono inclusi nelle decisioni (imprenditoriali) delle aziende (e quando vengono licenziati restano – contrattualmente – nella loro orbita, venendo reintegrati non appena il momento di difficoltà delle imprese viene superato); in entrambi i paesi c’è la formazione continua. E (comunque) il mercato del lavoro, come dovrebbe avvenire per ogni comparto della nostra vita pubblica, si ri-definisce sulla base di un’idea di fondo del paese che si vuole (ri)costruire; e non soltanto adeguandosi (tecnicamente) all’andazzo (peggio se deficitario) del mondo circostante. L’Italia può avere una alta ambizione, che si capisce bene come un governo dell’età media superiore a quello del precedente (già alta di suo, e guidato da un ultrasettantenne) – dunque composto di persone che hanno attraversato tutti i trenta anni del nostro declino, senza avere la capacità, evidentemente, di invertirlo – non possa avere le risorse (morali e culturali) per sostanziare in un’idea e in un progetto concreto. il Politico.it – ma non solo noi: in genere tutte le forze più dinamiche e avanzate del nostro paese, oggi ridotte dall’antipolitica al potere alla semi-clandestinità – invece pensa – da tempo – che la straordinaria qualità delle nostre risorse umane e la nostra tradizione storica – e l’esigenza stessa di questo tempo, non solo nella Penisola: se dalla crisi vogliamo imparare qualcosa, e non soltanto farla pagare ai lavoratori – ci diano la possibilità di puntare ad altro che ad una semplice annessione al mercato Usa – peraltro fondato su questa stessa innovazione: solo che Obama – anche Hu Jintao – quando fa i complimenti a Monti, si dimentica di suggerirglielo – come, ad “esempio”, a (ri)diventare (come siamo stati più volte nella nostra Storia, da Roma prima culla della civiltà al genio di Leonardo passando per la rivoluzione artistica di Michelangelo) la culla mondiale dell’innovazione (a 360°). E questo obiettivo – questa idea di futuro – si concreta efficacemente in una riforma del lavoro fondata sulla formazione continua, e (a cascata, per ottimizzare la valorizzazione dei frutti che questo rafforzamento, e non indebolimento all’insegna della paura, delle nostre risorse umane, produrrà) anche sulla cogestione. Politica, e non tecnica. Di tutto questo, nella semplice deregulation di Monti non c’è traccia. Prendere o lasciare. Ma lo spettro delle opzioni – e delle sfumature, e della ricchezza della Politica – è molto più ampio. E le esigenze del paese – e, permetteteci, del mondo intero – sono (ben) altre, dalla (semplice; e riduttiva) introduzione della libertà per le aziende di licenziare. Stupisce (ma non troppo) il cappello che il presidente Napolitano ha messo sulla riforma (di cui del resto è padre il suo alter ego – degenere? – esecutivo); meno quello della BcUe, formata da tecnocrati come il nostro presidente del Consiglio (che del resto “viene” da lì). Ma la tecnica basta a mantenere lo status quo (al “massimo”, ad accentuarne – come in questo caso – il segno). Lo status quo – che è il panmercatismo, e non, come i liberisti vorrebbero farci credere, uno statalismo che esiste solo in quel comparto pubblico – e soprattutto nei suoi rami morti – che Monti, fedele ai politicanti e alle loro clientele, non si azzarda nemmeno a nominare, vero blocco allo sviluppo – se ce n’è uno – da rimuovere costi quel che costi – ha mostrato tutti i propri limiti e la propria potenzialità (fallimentare) in tutto il mondo. E’ il caso – proprio in questo momento – di adeguarci anche noi, facendo una scelta vecchia, dolorosa, unilaterale e, in ultima analisi, antistorica e anti-italiana – ma tutt’altro che anticiclica? Matteo Patrone

(28 marzo 2012)

***66 anni dopo la nostra liberazione***
DOBBIAMO DIRE GRAZIE AGLI AMERICANI (ANCHE PER LA GUERRA IN IRAQ – ?)
Ma ora tocca a noi
di GIUSEPPE ROTONDO

dicembre 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Senza l’intervento che ha deposto e portato alla fine di Saddam Hussein e “restaurato” la democrazia in uno dei Paesi-chiave dello scacchiere mediorientale, non ci sarebbe stata la Primavera araba, non sarebbero (presumibilmente) cadute altre dittature, l’Occidente sarebbe meno sicuro ma soprattutto non vivrebbero in libertà e democrazia (sia pure under construction) milioni di nostri fratelli arabi. Anche se la destra (dei falchi) programmava la guerra da tempo e per ragioni avulse da uno spirito di generosità ed altruismo, senza un Paese disposto a morire per la libertà propria ma anche dei cittadini di ogni parte del mondo la nostra vita sarebbe certamente, comunque, più incerta e peggiore. Oggi che le (nostre) conquiste del secolo scorso vengono messe in discussione, e che l’accesso alla democrazia di popoli da “sempre” oppressi da una dittatura non conviene a nessuno possa avvenire (acriticamente) all’insegna di (soli) valori (?) d’un (nostro) mondo che vacilla, il tema è semmai verso quale (nuovo) orizzonte continuare-riprendere il cammino (comune). E se la leadership americana deve fare i conti con i tanti (comunque) nemici che ne hanno progressivamente consunto la brillantezza e l’affidabilità, chi, se non l’Italia – culla dell’attuale civiltà – è chiamata, attraverso la forza della propria storia e della propria cultura, a tornare ad indicare la strada? di GIUSEPPE ROTONDO Read more

Talenti. Libia, Odissea all’alba: un affaire francaise di Virgilio Falco

marzo 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sarkozy ha assunto la leadership della missione. Un’occasione per “avere mano libera per condurre il mondo e, nello stesso momento, lanciare una OPA sulle attività economiche e di partnership del futuro governo libico”. Una partita internazionale che, alla vigilia delle presidenziali in Francia, ha anche risvolti interni. Ma qual è, invece, il ruolo delle altre nazioni, a cominciare dal nostro? Ce ne parla il giovane, ex Pdl, balzato agli onori delle cronache per la sua presa di distanza dalla “guida” autoreferenziale del presidente del Consiglio. di VIRGILIO FALCO Read more

No ad un’Italia multiculturale (tout court) E’ l’opposto di integrazione e non ‘vince’ Sì (invece) ad Italia che si lasci arricchire ma a partire dalla propria identità storica Remiamo insieme in un’(unica) direzione

marzo 1, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Naturalmente bisogna intendersi sul significato di “multiculturalismo”. Se per multiculturalismo si intende un crocicchio di comunità e identità diverse, confermiamo la nostra risposta. Alla quale del resto sono giunti Paesi che si confrontano da molto più tempo con il tema-immigrazione. L’Inghilterra di Cameron, che si accorge che così l’integrazione è impossibile, anzi, non inizia nemmeno. La stessa Francia, un modello intermedio tra quello multiculturale tout court e quello di cui parleremo tra poco, che laddove accetta passivamente il multiculturalismo (?) tout court, conosce fenomeni di disgregazione, povertà, criminalità (banlieu, la situazione nella zona più interessata – storicamente – dai fenomeni immigratori, il sud del Paese). La stessa Roma antica ha cominciato a decadere nel momento in cui ha (eccessivamente) aperto i propri confini, e ha visto disgregarsi (ancora) la propria identità. Gli Stati Uniti sono invece un esempio di Paese che, sia pure a costo di grandi sofferenze (soprattutto, va detto, per le sue – allora – minoranze), ha trovato un modello vincente: quello di un multiculturalismo, sì, ma innestato su una forte identità nazionale. Quello che gli americani non sono probabilmente riusciti a fare è di arricchirsi di questa estrazione multiculturale. Quello che invece può e deve fare la nostra nazione. Ora che comincia il fenomeno immigratorio di massa, siamo nelle condizioni di impostarlo come vogliamo avvenga. Noi diciamo sì allora all’apertura e al (necessario) dialogo; ma a partire da una forte consapevolezza della nostra identità storica, da riscoprire attraverso la rivoluzione culturale. Una rivoluzione culturale che coinvolga, e non emargini, le persone provenienti da altri Paesi e si faccia arricchire, appunto, dai loro contributi, indicando la traccia di fondo – la democrazia occidentale figlia del cristianesimo e dell’illuminismo, il solidarismo, la cultura appunto – e la nostra tradizione culturale in particolare – come veicolo della nostra «liberazione» – e lasciando che su di essa le altre culture mettano la propria conoscenza, la propria sensibilità, la propria tradizione (nella misura, come detto, in cui sono compatibili) per un’esplosione di (rinnovata) cultura e intelligenza. Come si fa concretamente? Ritrovando innanzitutto un orgoglio nazionale ben incardinato nello stemperante sbocco europeista; rifacendo della cultura – la nostra – il nostro ossigeno; aprendosi a quel punto da una condizione di forza ai contributi degli “altri”, a cui va lasciata la libertà di professare il proprio credo (religioso), ma che debbono attenersi alle nostre leggi e riconoscere le nostre tradizioni (e soprattutto i nostri nuovi obiettivi), e progressivamente – solo in questo modo – integrarsi nella nostra società. Come del resto già avviene – grazie ai flussi “controllati” – nel nostro Paese. Che può accentuare la propria spinta all’integrazione – e prepararsi ad un’immigrazione più consistente che va comunque governata, anche nella chiave europea – dandosi quell’obiettivo di ritornare grande per il raggiungimento del quale gli “stranieri” possono offrire – diventando a quel punto nostri connazionali – un contributo decisivo. E’ chiaro che tutto questo funziona meglio in chiave europea, dato che la questione si pone nello stesso modo (sia pure con qualche differenza dovuta alla geografia), data la comune radice – sennò non staremmo assieme – e la comune esposizione al fenomeno, a livello continentale. L’Italia lavori – senza la violenza delle rivendicazioni inutilmente autarchiche leghiste – ad un’Europa (sempre più) politica e, in questa chiave, ad un governo europeo del fenomeno. Portando quest’idea sostenibile – e probabilmente vincente – per il futuro. Read more

Libia, l’Italia è (del tutto) senza una guida Silvio: “Non è che ci sparano addosso?” Dini: “Per me meglio tenerci Gheddafi…” Lega chiede aiuto a Ue (da lei) rinnegata Ipotesi intervento militare franco-italiano Gozi: ‘Che cosa pensa il governo di ciò?’

febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il segretario alla Difesa americano Gates propone un intervento umanitario di italiani e francesi per fermare il genocidio dei libici da parte di un altro libico. Il Pd chiede una risposta del governo. Ma a palazzo Chigi regna il caos. Di fronte alla prima vera crisi diplomatico-internazionale che coinvolge il nostro Paese, il governo del miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni va in crisi (lui). Colpa del pasticcio dell’amicizia col dittatore, di un ministro degli Esteri inadeguato e del- la mancanza di una piattaforma (geo)politica “reale” (e non solo autoreferenziale). di ANDREA SARUBBI* Read more

Contro bavaglio il silenzio e la riflessione Niente politica italiana ma (noi) pensiamo L’Iran ha diritto al programma nucleare(?)

luglio 9, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è un giornale unico, nel panorama dell’informazione nel nostro Paese e non solo. E’ unico perché è l’unico grande giornale specializzato di politica italiana. Ma, soprattutto, perché è un giornale libero, completamente, ovvero lo è a partire dalla propria onestà intellettuale. E quale miglior modo, per il Politico.it, di aderire allo sciopero dei giornalisti contro la legge che vuole mettere il bavaglio non solo all’informazione, ma anche, quindi, al pensiero dei cittadini, di coniugare una giornata di silenzio sulla nostra politica con una straordinaria riflessione di politica internazionale a firma di Gaspare Serra libera, eretica, che (si) spinge a pensare al di là di ogni “bavaglio”, quelli che ci vorrebbero imporre ma anche quello che ci hanno/ci siamo (già) (auto)imposti? E il tema è quanto di più importante e caro possiamo avere: il futuro, per una volta, del pianeta; della (nostra) umanità. Legato a stretto giro al tema del nucleare. Quello iraniano, certo. Ma sia- mo sicuri che il vero “nemico” sia l’Iran? Nel giorno della protesta e della lotta contro la repressione, il Politico.it ricorda idealmente quella del regime teocratico e antisionista degli ayatollah – chi si ricorda mai, oggi, dell’onda verde dei giovani studenti che si ribellano al regime? Ecco una forma di bavaglio, intellettuale, che la nostra società, e noi stessi, ci concediamo – ma lo fa, come sempre, spiazzando, dando ragione, per una volta, a Mahmoud. Ma, come sempre per il Politico.it, nell’o- nestà e nella responsabilità. Ovvero analizzando come non ha mai nessun altro la questione del nucleare (iraniano). La firma, come detto, è di Gaspare Serra. Read more

***Lo spaccato***
UN NUOVO MEDIOEVO (?)
di PAOLO GUZZANTI

giugno 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Cento anni fa l’Europa viveva la Belle Epoque, l’epoca delle ciantose e dei caffè, del cancan, di Freud, Einstein, Picasso. Mussolini e Hitler erano due agitatori sfigati, il primo guidava la rivoluzione rossa il secondo non sapeva ancora come organizzare la sua rabbia distruttiva. Nessuno ancora immaginava cosa sarebbe successo di lì a quattro anni». E’ il passaggio con il quale il grande intellettuale liberale introduce la sua Previsione: cosa accadrà oggi – di nuovo? – nel Vecchio continente e non solo (?). Tira una brutta aria. E Guzzanti, così come Luigi Crespi, le maggiori (grandi) firme con Gad Lerner del nostro giornale, sanno annusarla. E spesso e volentieri ci prendono. In questo caso, poi, gli indicatori sono sotto gli occhi di tutti: la crisi economica, le spinte antiunitarie nel nostro Paese, il degrado della nostra politica. E non solo. L’ex vicedirettore de il Giornale affida al giornale della politica italiana questa nota nera di pessimismo sul nostro futuro, carica però di quella voglia di fare la propria parte affinché tutto questo non accada che ci contagia. il Politico.it lavora per il domani del nostro Paese (e, ancora, non solo). Anche per evitare di lasciare che cada in mano ai nuovi «barbari». Il giro d’orizzonte di Guzzanti.            Read more

Israeliani dicono ‘sì’ a mediazione Obama Sondaggio, 68% si fida di presidente Usa La carota di Barack: ok a 20 nuovi alloggi

marzo 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le forze democratiche (in senso ampio) del pianeta sono, ovviamente, tutte a favore della ripresa del processo di pace e per la soluzione di due popoli due Stati. Persino il nostro governo, pure nella sua sintonia con quello di Israele. Il quale, fortemente spostato a destra, chiude le porte ai palestinesi insistendo con gli insediamenti, ovvero la direzione opposta a quella che può portare ad una conclusio- ne positiva per tutti. A riguardo gli israeliani sono spaccati a metà: una lieve maggioranza (51%) è contro questa linea tenuta dal proprio esecutivo. Ma ad essere contrario – e a lavorare per la pace – è ovviamente il presidente Usa, che ha cominciato a dedicarsi alla questione. Vi abbiamo raccontato le settimane scorse della crisi diplomatica tra i due Paesi alleati, con il governo israeliano arroccato sulle proprie posizioni e l’irritazione americana. Ebbene, anche di fronte a questo la stragrande maggioranza del popolo di Israele – compresa la parte oggi favorevole agli insediamenti – considera «adatta» o addirittura «amichevole» la linea seguita da Barack. Una speranza per la pace che passa ancora una volta – senza retorica – attraverso il suo Premio Nobel, che (ecco perché senza retorica) dimostra come l’apertura, la ferma generosità – ragioni alla base del riconoscimento tutt’altro che preventivo ad Obama – siano chiavi in grado di spalancare le porte a qualsiasi soluzione diplomatica. In questo caso tutta da costruire, ma per la quale questo sondaggio mostra – forse per la prima volta – come, al di là dell’estremismo del governo in carica oggi in Israele, ci sia più di uno spiraglio. Il servizio sul confronto diplomatico.            Read more

Berlusconi strumentalizza(va) la malattia Barack cura (sul serio) 32 milioni in più FOTO: Obama applaude a sì della Camera

marzo 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha raccontato in questi mesi tutto l’iter che ha portato all’approvazione, ieri notte, di quella storica riforma della sanità che consente a milioni di americani di trovare, o di ritrovare quel sostegno medico che non avevano (più). Si tratta in concreto di persone malate che non potevano curarsi e ora potranno farlo. Il contrario della politica (italiana) autoreferenziale che agisce per i propri protagonisti e non per i cittadini. Anzi: sabato in piazza il presidente del Consiglio “annuncia” (evidentemente in chiave di propaganda) l’intenzione di trovare entro i prossimi tre anni una cura per il cancro. Mostrando indifferenza, quanto meno, nei confronti delle persone che hanno sofferto e soffrono per la malattia (tra cui, peraltro, va detto, c’è stato anche lui stesso). il Politico.it non ha mancato di sottolineare come piazza San Giovanni possa avere (avuto) comunque un effetto positivo per il Pdl. Non possiamo, oggi, contemporaneamente, non rilevare questa a-simmetria tra ciò che succede qui (dove le cure sono già garantite a tutti, e dove piuttosto c’è qualcuno che vorrebbe portarci – mentre loro se ne allontanano – nella condizione americana precedente la riforma di ieri) e quanto avvenuto in America. Ci racconta tutto Stefano Catone.            Read more

Falchi Israele non fermano insediamenti Cala il primo gelo diplomatico con Barack Ue con lui per riavviare processo di pace

marzo 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi è il Giorno della rabbia, per Hamas che (mal) sopporta l’occupazione israeliana dei Territori. La fine del restauro di una sinagoga vicino alla moschea-simbolo della resistenza palestinese alla (op)pressione del (solo) Stato “vicino” (o sarebbe meglio dire che si sovrappone e infrappone tra i palestinesi, appunto, e la nascita di uno tutto loro) è l’occasione per nuovi violenti scontri tra le due popolazioni. Ma il fronte, per Israele, non è solo “interno” (è proprio il caso di dirlo – ?): l’amministrazione Democratica non avvalla la politica di occupazione israeliana che contraddice e contrasta, appunto, il processo di pace. E tra i due alleati cala il gelo. Ce lo racconta la nostra Rosadi. Read more

Il successo delle (prime) elezioni in Iraq Non le hanno fermate attentati d’al-Qaida E contro questo (FOTO) 1/4 eletti donne

marzo 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se questi giorni possono essere considerati come un momento di (lieve) recessione per il nostro Paese, sono stati invece una vera e propria primavera democratica nel Paese orfano (per sua fortuna) di Saddam Hussein. La cui destituzione (e successiva uccisione), insieme a quella che gli iracheni hanno vissuto come una colonizzazione da parte degli Stati Uniti, ha tuttavia favorito il reimpiantarsi delle radici del terrorismo islamico. Che proprio nelle ore immediatamente prima del voto è tornato a farsi sentire, provocando più di quaranta morti tra i civili. Ciò non è bastato ad inibire la voglia di democrazia e di autodeterminazione dell’Iraq, che ieri si è riversato in massa – anche se dovremo attendere ancora un paio di giorni per conoscere i dati ufficiali; ma la partecipazione è stata molto elevata – alle urne. Il probabile vincitore (anche per la sua proclamazione si dovranno attendere ulteriori verifiche, per la necessità di assicurare la piena democraticità del conteggio) è il premier uscente Nuri al-Maliki, la cui piattaforma è la stabilizzazione politico-democratica del Paese. Ci racconta tutto, Désirée Rosadi. Read more

Barack rilancia così la riforma della sanità “Copertura per 31 milioni cittadini in più”

febbraio 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Approvata in testi diversi nei due rami del Congres- so, la proposta originale rischiava di arenarsi anche in ragione del “colpaccio” repubblicano nel Massa- chusetts, dove i Democratici hanno perso lo storico seggio dei Kennedy e, con esso, la maggioranza qualificata al Senato. Di qui la necessità di accontentare l’ala più moderata dei progressisti e anche di avviare un dialogo con il Grand Old Party. Il risultato è questo nuovo piano che consentirà, tra l’altro – e qui Obama strizza l’occhiolino alla destra – di risparmiare 100 miliardi di dollari in dieci anni. Ci racconta tutto Stefano Catone. Read more

Diario politico. L’affaire Bertolaso, Hillary: “Ferita da critiche”. Accordo Pd-Di Pietro

gennaio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. E’ bufera sul capo della Protezione civile per le critiche rivolte all’America sugli aiuti alla popolazione di Haiti colpita dal terremoto. Ieri Désirée Rosadi ci riferiva della presa di distanza di Frattini – «Bertolaso non può coordinare il mondo» – alla quale fa seguito quella di Berlusconi, che parla di Usa «generosi». Ma la Clinton in serata rincara la dose. E’ stata una giornata febbrile per il Partito Democratico quella di martedì. In mattinata il fulmine a ciel sereno, inaspettato appunto, di un Romano Prodi che in un colloquio con Massimo Giannini per Repubblica ci andava giù duro: «Ma chi comanda nel Pd?». Il j’accuse muoveva dall’apparente mancanza di linea che avrebbe caratterizzato e favorito le vicende pugliese e bolognese. Ma Bersani, che nel corso della giornata avrebbe confermato («In 11 regioni su 13») l’alleanza con l’Italia dei Valori in vista delle elezioni di marzo, rispediva gentilmente al mittente le critiche. Quanto a Bologna, dopo le dimissioni di Delbono si lavora ad una velocizzazione dei tempi per la risoluzione della “crisi”: Maroni propone un decreto perché si possa votare lo stesso giorno delle Regionali: «Ma solo se tutte le forze politiche sono d’accordo». Il racconto.  Read more

***Haiti e l’America***
ALLA CLINTON DICO: QUESTI SONO I FATTI
di GIOVANNA MULAS*

gennaio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Come nei periodi di maggior vitalità della nostra cultura (e della nostra letteratura), in cui gli intellettuali avevano un rapporto che si poteva caratterizzare in vario modo, ma comunque esisteva ed era forte e di impatto con il potere e con la nostra politica, il giornale della politica italiana ospita ora questo scritto-denuncia firmato dalla grande poetessa e scrittrice sarda, che ribadisce le critiche che Guido Bertolaso, il nostro capito della Protezione Civile in missione sull’isola distrutta dal terremoto, ha rivolto nei giorni scorsi agli Stati Uniti. Mulas risponde all’ironia di oggi del segretario di Stato americano, che liquida le accuse di Bertolaso come «chiacchiere da bar», con una serie di fatti estratti da racconti di testimoni e dalle cronache che siti web non governativi riportano da Haiti. Un pezzo da non perdere, solo sul giornale della politica italiana. Read more

Americani non apprezzano “loro” riforma Nel seggio di Ted vince un repubblicano FOTO: Barack “a consiglio” da Kennedy

gennaio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non accadeva da cinquant’anni, da quando era stato eletto per la prima volta – per poi essere riconfermato ininterrottamente – il fratello del presidente assassinato, morto l’estate scorsa scorsa. Kennedy che è stato tra i principali ispiratori di quella copertura universale sul piano sanitario che Obama sembrava essere riuscito a strappare al Congresso. Ma manca il voto definitivo e la vittoria di Brown nel Massachusetts priva i Democratici della maggioranza qualificata di 60 senatori su 100 che avrebbe evitato l’ostruzionismo dell’opposizione. I tempi di approvazione del provvedimento si dilatano, e all’orizzonte ci sono delle elezioni di mid-term che potrebbero riconsegnare la maggioranza al Grand Old Party. Ci racconta tutto Stefano Catone.            Read more

Verso il sì alla riforma sanitaria di Obama No public option, ma con copertura totale di ANDREA MOLLICA

dicembre 19, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Dopo il grande successo dell’analisi di giovedì sul consenso vacillante del presidente americano, torna l’esperto di politica Usa del giornale della politica italiana, per aggiornarci sul corso di approvazione della tanto attesa rivoluzione della sanità in America. Che, alla fine, non ci sarà, perchè l’ala più conservatrice dei democratici, ben simboleggiata dal senatore Lieberman che qualcuno paragona a Palpatine di Guerre stellari (…), ha frenato. Ma un passo in avanti verrà comunque compiuto: per l’assicurazione di tutti i malati saranno previsti i sussidi e ci saranno più diritti e vincoli a loro tutela. Ci racconta tutto l’esperto di politica a stelle e strisce del giornale della politica italiana. Read more

Obama, finita luna di miele con americani Crisi (occupazionale) e calo di consenso

dicembre 17, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

I valori assoluti restano buoni (54% di approvazione secondo Ann Selzer per Bloomberg), ma nei rilevamenti per il congresso i Repubblicani sono appaiati quando non avanti ai Democratici. Verso un ribaltamento alle elezioni di midterm. Le cause? L’aumento (2%) della disoccupazione nel primo anno di presidenza e l’economia. Ma il confronto con altri grandi presidenti del passato – Reagan e Clinton – rieletti dopo quattro anni lascia buone speranze per il 2012. Ci parla di tutto questo il nostro esperto di politica americana, Andrea Mollica. Read more

E la Turchia bandisce il partito filo-curdo “Legato al Pkk”. Preoccupazione Ue-Usa

dicembre 15, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La Corte costituzionale turca stabilisce un collega- mento tra il Partito per una società democratica (Dtp) e la formazione di Ocalan che fa della lotta armata la sua ragione d’essere. Critiche dalla stessa stampa nazionale, mentre Washington e la Ue temono per il processo di pacificazione con la minoranza. Ci racconta tutto la nostra Désirée Rosadi. Read more

Ecco com’è arrivato sì a riforma sanitaria Liberal e moderati divisi. Il ruolo di Pelosi

novembre 9, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il momento, lo abbiamo detto tutti, è storico: grazie all’impegno di Barack Obama la Camera dei rappresentanti ha approvato ieri la riforma che dovrebbe garantire, se confermata al Senato, la copertura sanitaria universale agli americani, ovvero tutti avranno diritto alle cure sanitarie indipendentemente dalla loro condizione economica, oggi decisiva a causa del passaggio obbligato, per chi voglia servirsi della sanità, attraverso le assicurazioni private. E fin qui ve l’hanno raccontato tutti. Ciò che fa il giornale della politica italiana è svelarvi tutto ciò che sta dietro quel “sì” della Camera. Ovvero che i Democratici si sono spaccati tra “centro” e “sinistra”, per dirla col nostro linguaggio, che i compromessi a cui è dovuto scendere Obama sono tantissimi così che il risultato finale potrebbe anche non essere così soddisfacente come avrebbe potuto (ad esempio, oltre alle norme anti-aborto di cui vi hanno parlato anche gli altri, e di cui comunque torniamo a dirvi, è possibile che si preveda che l’assicurazione pubblica possa scattare solo quando quella privata è troppo onerosa; ma vi raccontiamo meglio all’interno), fermo restando, ci mancherebbe, il cambiamento storico. Lo facciamo, vi portiamo nel cuore della riforma sanitaria americana e di ciò che di politico si è verificato alla sua base, con questo bellissimo pezzo di uno dei maggiori esperti italiani di Usa, ovvero Andrea Mollica, che a partire da oggi ci proporrà nei prossimi mesi servizi e analisi che ci portino al fondo della politica americana. Assolutamente da non perdere. Sentiamo.           Read more

Diario politico. Berlusconi: ‘No al dialogo, fabbricano odio. Elezione diretta premier’

novembre 4, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il capo del Governo rivede in qualche modo le posizioni dei giorni scorsi e nega la possibilità di un confronto con l’opposizione, finchè «saranno in funzione le fabbriche del fango e dell’odio. E io non sono così ottimista da pensare che queste fabbriche verranno chiuse». Poi rilancia sulle riforme: «Sulla scelta del presidente del Consiglio è ora di adeguare la Costituzione formale a quella materiale: sia il popolo a decidere». Sì alla riduzione del numero dei Parlamentari, «l’avevamo già fatto (nella legislatura 2001-2006, ndr)», l’auspicio di una collaborazione leale tra Quirinale e Palazzo Chigi nel rispetto dei ruoli di ciascuno. E c’è il tempo anche per una risposta al nostro Paolo Guzzanti che ha più volte rivelato su questo giornale come la diplomazia americana guardi con fastidio i rapporti molto stretti tra l’Italia e Russia e Libia: «Obama ribadisce sempre l’apprezzamento per la mia strong leadership». Il secondo tema forte di oggi è la crepa che si apre tra Bossi e il suo delfino Maroni, dopo che quest’ultimo aveva minacciato un voto leghista contro il Governo e con l’opposizione se quest’ultima avesse sostenuto un aumento dei fondi destinati alla sicurezza. La “censura” del leader della Lega: «Il ministro dell’Interno farà ciò che dico io». Infine, vi aggiorniamo ampiamente sul caso Marrazzo, con tutto il racconto dell’ex Governatore dell’irruzione nell’appartamento di via Gradoli nella deposizione resa ai magistrati. Read more

il Politico.it colma il vuoto mediatico sulla legge contro l’omofobia voluta da Obama

novembre 3, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Gli altri due grandi quotidiani on line, Repubblica.it e Corriere.it, non hanno dato la notizia. Il provvedimento equipara l’odio nei confronti delle persone omosessuali agli altri crimini razzisti, i cosiddetti “hate crimes”, i reati che consistono nella discriminazione etnica, razziale e religiosa. Una legge che nasce dall’impegno, iniziale, oltre un decennio fa, di Ted Kennedy, l’amato senatore Democratico scomparso la scorsa estate. Impossibile non fare il paragone con quanto accaduto qualche settimana fa da noi, quando la legge Concia anti-omofobia è stata bocciata alla Camera. Ci racconta tutto Francesco Carosella. Read more

Continua rivoluzione silenziosa di Barack Accoglie i caduti in Afghanistan. 1° dal ’91

ottobre 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana come sapete è un giornale libero, indipendente, sopra le parti ma, lo ammettiamo, con una passione ben precisa: il nuovo presidente degli Stati Uniti, per quelle stesse ragioni ben sintetizzate dal riconoscimento del Nobel per la Pace. Obama, ha scritto una volta Chiara Geloni di “Europa” su Facebook, ha cambiato l’umore del mondo. Ma lo ha fatto perchè di per se stesso rappresenta un cambio di piano e di passo rispetto a tutti i suoi predecessori. Non solo appunto per ciò che simboleggia ma perchè sostanzia tutto questo con la sua diversità. Di contenuto. Ce lo ha fatto vedere ancora una volta ieri, quando per la prima volta dai tempi della Guerra nel Golfo il presidente nero ha accolto alla base aerea di Dover l’arrivo dei feretri dei morti in Afghanistan, rompendo contemporaneamente il silenzio mediatico sui caduti. Una forma di trasparenza, lontana da ogni fanfara propagandistica, il cui senso vero tuttavia non sta tanto nel offrire agli americani la possibilità di percepire la situazione così com’è, tra luci ed ombre, ma nel disarmo che comporta nei confronti della verità, quale che essa sia, intellettuale o reale, che va dichiarata così com’è, per cominciare a costruire idee e relazioni solide. Ci racconta tutto Francesco Carosella. Read more

Sì Teheran, arriva l’accordo sul nucleare Ma Ahmadinejad: ‘Gli Usa mollino Israele’

ottobre 29, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ stata una giornata campale, per la trattativa sull’arricchimento dell’uranio iraniano voluta dall’occidente per evitare che l’Iran si doti di armi atomiche e, contemporaneamente, per non ricorrere alla forza. Una soluzione diplomatica che, ancora una volta, porta la firma di Barack Obama, che ha spinto per insistere nel momento in cui forse altri avrebbero lasciato. E’ l’ennesima, grande riprova del lavoro che il presidente americano sta svolgendo e che spiega il suo Nobel per la Pace, per il quale Obama non ha avuto bisogno di far scintillare (o meno) le armi o suonare la fanfara, bensì continua nel suo impegno sottile fatto di apertura e inclusione. Ma al di là di questo. Teheran accetta dunque la bozza Aiea sul nucleare che prevede che una parte del processo di trasformazione dell’uranio in combustibile (e quindi lo stesso uranio) avvenga in paesi terzi, Russia e Francia. E, tuttavia, stamattina in un intervento pubblico Mahmoud invita gli Stati Uniti a scegliere tra «il prestigio mondiale e il supporto al regime sionista», ovvero agli israeliani. Un nodo che rimane, dunque, l’inimicizia (per essere eufemistici) tra l’Iran e Israele, che rischia di rendere infine vano tutto questo utile lavoro (con effetto) diplomatico. Il giornale della politica italiana, il solo a raccontare ogni giorno le vicende mediorientali, vi porta a scoprire i dettagli dell’accordo e di questa giornata, campale, appunto, ma con qualche ombra. Ce ne parla la nostra Désirée Rosadi. Read more

Med&Medio Oriente. Attesa risposta Iran Ecco com’è nata la bozza sul nucleare

ottobre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono ore decisive per ciò che riguarda l’esito delle trattativa con Teheran per chiudere la querelle che minaccia di far saltare i già precari equilibri dei rapporti con l’occidente. Il filo conduttore principale che si intreccia alle varie altre notizie dal Medio Oriente nel giro d’orizzonte di questa settimana è proprio il tema-nucleare, con la predisposizione del testo che prevede il trasferimento in Russia e poi in Francia dell’uranio iraniano per il processo di trasformazione in combustibile. Un testo recepito con riserva da Teheran, che si è preso un altro po’ di tempo, che scade tra oggi e domani, per dire una parola definitiva. Kouchner, ministro degli Esteri francese: «Grazie ad Obama si è dialogato, ma la pazienza sta per finire». La rassegna stampa sul Mediterraneo e il Medio Oriente della nostra Luana Crisarà. Uno strumento anche di lavoro, per tutti coloro che amano e che vogliono approfondire le questioni politiche, culturali, mediorientali. Buona consultazione. Read more

Mentre Kabul si prepara al ballottaggio, è scontro Obama-Cheney su strategia Usa

ottobre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Secondo l’ex vicepresidente di Bush il “piano McChrystal” per l’Afghanistan, adottato dalla nuova amministrazione, assomiglia a quello della precedente presidenza repubblicana. «Rimarremo là finchè il Paese non sarà sicuro, anche ci volessero anni», ha detto lo stesso generale da cui l’operazione prende il nome. E tutto questo non fa che inimicare ulteriormente un’opinione pubblica ormai stanca della causa afghana. Anche per questo Obama non ha visto di buon occhio la rottura del tavolo per un governo di unità nazionale, e la scelta dello sfidante Abdullah di insistere per il rinvio della decisione agli elettori e al voto finale del 7 novembre. Ci racconta tutto la nostra Désirée Rosadi.             Read more

Med&Medio Oriente. L’attacco ai Pasdaran Iran: “Terrorismo Usa”. Kelly: “No, falso”

ottobre 19, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Appuntamento del lunedì con la rassegna stampa di Luana Crisarà, che ci porta a (ri)vivere gli ultimi sette giorni in MO attraverso la rilettura dei principali quotidiani internazionali. Uno strumento imperdibile per tutte le persone che si occupano, per lavoro o per passione, di Medio Oriente. L’apertura è per l’attentato che ha provocato la morte di 49 tra le Guardie della Rivoluzione iraniane, che giurano vendetta ai “nemici” accusati di avere sostenuto l’azione terroristica. Ma dagli Usa arriva, netta, la smentita del portavoce del Dipartimento di Stato. Buon giro d’orizzonte (è proprio il caso di dirlo). Read more

L’intervento. Partito Democratico, primarie? No, grazie F. Rondolino

ottobre 12, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il dibattito congressuale del Partito Democratico oggi è solo sul giornale della politica italiana. L”editorialista de “la Stampa” “risponde” al nostro Adinolfi che su queste pagine (vedi “Settegiorni” di stamane) nel difendere l’istituto del voto partecipato allargato a tutti gli elettori Democratici lo aveva criticato per aver «speso buona parte del suo tempo (nel corso della puntata di oggi di “Omnibus”, ndr) a provare a smontare la figura di Dario Franceschini». Ma la contrapposizione è infine proprio tra le due visioni in campo (in tema di democrazia interna) in questo congresso del Pd: quella all’americana, del segretario uscente e di Veltroni, che vuole un partito strutturato e radicato ma in grado di aprirsi e di interagire con la società; quella tradizionale all’italiana, per così dire, che l’ex portavoce di Massimo D’Alema ai tempi di Palazzo Chigi ben spiega in questa nota. Sentiamo. Read more

Med&Medioriente. Israele chiude Spianata Il 25 ottobre ispezione a centrale iraniana

ottobre 5, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

A Gerusalemme le forze di occupazione hanno bloccato le entrate alle Moschee e chiuso quella di al Aqsa, impedendo la preghiera dei fedeli. Scontri e nove feriti. L’annuncio di el Baradei sul programma dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica rispetto alla struttura per l’arricchimento dell’uranio scoperta da poco. E ancora, un deputato Democrati- co tunisino denuncia la demagogia del Governo nel “contrasto” della crisi economica e le divisioni nell’opposizione. Nel suo Paese, certo. Gli ultimi sette giorni di Mediterraneo e Medio Oriente nell’appuntamento classico del giornale della politica italiana con la rassegna stampa del lunedì di Luana Crisarà. Da non perdere. Read more

Prove di conflitto tra Israele e Iran Berlusconi: ‘Sarebbe un disastro per tutti’

settembre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi da parte di Teheran il lancio di una tipologia di missile a lunga gittata che “potrebbe raggiungere Israele e le basi americane nel Golfo”. Intanto Ahmadinejad rinfocola le polemiche (parlando di “complotto”) dopo la scoperta del secondo impianto in costruzione per l’arricchimento dell’uranio. Da parte israeliana l’indicazione del termine utile della riunione del 5+1 (entro cui dovranno arrivare risposte plausibili dall’Iran) del primo ottobre per decidere se abbandonare la via del dialogo e “seguire altre strade”. E gli americani già analizzano le possibili soluzioni militari. «I paesi del G8 appoggeranno la politica del presidente degli Stati Uniti Obama di dare all’Iran una chance – spiega Frattini per l’Italia – ma vogliamo anche riaffermare che il tempo sta scadendo». Il giornale della politica italiana, con i suoi esperti di Medio Oriente, vi racconta come nessun altro ha saputo fare oggi, cosa sta succe- dendo. Il servizio è di Désirée Rosadi. Read more

Med&Medio Oriente. L’Iran lancia missili Armi, Italia è primo esportatore in Turchia

settembre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Finmeccanica costruirà almeno 50 elicotteri da guerra. Telespazio ha siglato un contratto da 200 milioni di dollari per realizzare il primo satellite militare turco. Ma la notizia del giorno (sulla quale torneremo più tardi con ulteriori aggiornamenti) è la nuova provocazione iraniana, che oggi dovrebbe testare anche un primo missile a lungo raggio. E ora Usa e Israele prendono seriamente in considerazio- ne l’opzione militare. La rassegna stampa di Luana Crisarà che ci porta negli ultimi sette giorni di Medio Oriente. Ogni lunedì, solo sul giornale della politica italiana. Sentiamo. Buona lettura. Read more

Onu, Ahmadinejad sempre contro Israele Ma sul nucleare “apre” agli esperti Usa

settembre 24, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana annovera tra le proprie firme, lo sapete, due tra i maggiori esperti, da noi, per ciò che riguarda il mondo arabo e il Medio Oriente. E con loro racconta dall’inizio con grande precisione, attenzione e rilievo ciò che accade al di là del Mediterraneo. Chi vuole sapere cosa accade davvero tra Iran e Israele, ad esempio, o sulla questione dell’arricchimento dell’uranio a Teheran, sceglie il Politico.it. Con la stessa perizia, oggi Désirée Rosadi ci racconta l’intervento del presidente iraniano all’Assemblea generale, le polemiche e le prese di posizione delle potenze del pianeta che ne sono seguite ma, anche, dello spiraglio che sembra essersi aperto nella trattativa sul nucleare. E che il presidente Obama, autore della prima apertura al dialogo nei confronti dell’Iran, potrà cogliere al meglio. Sentiamo. Read more

Attacco Kabul. Guerra o missione di pace? Tutti i nei (e i morti) della presenza laggiù

settembre 17, 2009 by Redazione · 2 Comments 

La politica italiana - ve ne renderemo conto tra poco nel Diario politico - già torna a discutere di una possibile, e veloce, exit strategy. Ma da cosa? Le tragiche morti dei nostri soldati, quelle civili, il clima da guerriglia fanno pensare ad un vero e proprio conflitto. Il mandato della missione ISAF (significa Forza Internazionale di Assistenza alla Sicurezza) è, o era, però, un altro: supportare il Governo afghano appena ricostituito. Il tutto nella prospettiva più generale di far uscire il Paese dalla morsa del terrorismo, delle lotte tribali e della dittatura. A distanza di cinque anni, il primo obiettivo è costato tante vite umane (anche civili) e gli altri restano lontani. Ecco tutto ciò che non è andato, e non va, intorno alla presenza internazionale (e italiana) a Kabul. La firma è della nostra Désirée Rosadi.           Read more

***La risposta ai lettori***
GLI USA E BERLUSCONI, POLITICA E NON COMPLOTTO
di PAOLO GUZZANTI

settembre 13, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Letteralmente sommersi. Di accessi, ovviamente, schizzati a mille come non mai, ieri l’altro e soprattutto ieri. E di messaggi. In tanti, infatti, dopo l’uscita del pezzo “Esclusivo. Il piano Usa per fare cadere Berlusconi” firmato dall’ex vicedirettore de “il Giornale”, che trovate ancora qui a lato, ci hanno scritto per chiederci di saperne di più e per esprimere indignazione, sconcerto, dubbi per la presunta “ingerenza” americana nei nostri affari interni, per di più se messa in campo attraverso forme oscure. Abbiamo deciso che risponde Guzzanti direttamente qui, a tutti, a beneficio anche degli altri lettori. E coglie l’occasione, la grande firma anche di “Panorama”, per un altro, straordinario saggio sul tema: antiamericanismo. Sentiamo. Read more

Esclusivo. Il piano Usa per fare cadere Berlusconi di P. Guzzanti

settembre 11, 2009 by Redazione · 9 Comments 

Clamoroso nuovo scoop dell’ex vicedirettore de “il Giornale” per il giornale della politica italiana. Il motivo? Il premier è diventato il maggior fornitore di denaro per la Russia. Le grandi manovre sono cominciate, il partito a tre punte Fini Casini Montezemolo affila le armi e Berlusconi minaccia elezioni anticipate e il ricorso al suo popolo, che è in crescita malgrado il martellamento mediatico. La più difficile crisi della seconda Repubblica è alle porte. Ecco gli elementi per capire. Read more

Obama e la riforma sanitaria: “Pubblico e privato uniti per dare l’assistenza a tutti”

settembre 10, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il presidente lo sa, i sondaggi che lo danno in calo stanno lì a dimostrarlo: su questa partita Barack Obama si gioca tutto, vivere o morire. Ma il piglio con cui oggi si è rivolto al Congresso e alla nazione, in un discorso con il quale ha chiesto alla politica americana di fare un passo indietro e di ricordare che “può succedere ad ognuno di noi” di rimanere senza copertura assicurativa e quindi di non potere accedere alle cure, è quello di chi questa partita la vuole vincere, e allora l’affronta con la mente sgom- bra da retropensieri e il coraggio di chi crede che ciò che sta proponendo valga più di ogni altra cosa, e dunque anche (soprattutto) più di qualsiasi calcolo sul proprio futuro politico. Il discorso di Obama di oggi nel servizio di Attilio Ievolella. Non perdetelo. Read more

***L’opinione delle grandi firme***
L’ITALIA VISTA DAGLI USA
di PAOLO GUZZANTI

luglio 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Contributi e riflessioni, abbiamo detto. La seconda è dell’ex vicedirettore del “Giornale”, che si trova negli Stati Uniti dove è in visita con la Nato. Guzzanti ci racconta come si vede il nostro Paese da laggiù. Un altro pezzo da non perdere, solo sul giornale della politica italiana. Buona lettura. Read more

***Diario di deputato***
VI SVELO COME SI MUOVE OBAMA CON L’IRAN
di ANDREA SARUBBI*

giugno 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuovo contributo del parlamentare del Partito Democratico. Sarubbi ci racconta oggi di un incontro avuto con un diplomatico Usa che conosce bene la situazione a Teheran. Sentiamo. Read more

Obama ritenta laddove Hillary fallì. Ecco in cantiere la riforma sanitaria americana

giugno 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Una sanità non pubblica ma accessibile ai più. Sapete che negli Stati Uniti le cure si pagano. E molti americani, i meno abbienti, ne sono al momento esclusi. Il presidente del cambiamento si gioca molto in questa partita per allargare la platea. Un tentativo che aveva già fatto l’allora first lady ai tempi della presidenza Clinton. Risultato: nessuna riforma e alle elezioni di mid-term vittoria dei Repubblicani che conquistarono il Congresso. Anche il presidente nero ha molti avversari, tra i quali diversi nelle stesse file del suo partito. Per questo ha approntato una soluzione più soft. Ce ne parla Antonio Bruno.            Read more

Iran, diplomazia internazionale al lavoro Ma da Teheran giungono soltanto rifiuti

giugno 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le dichiarazioni dei capi di Stato europei e di Obama che denunciano gli atti di violenza. La volontà espressa dal ministro degli Esteri Mottaki di ridimensionare i rapporti con la Gran Bretagna, accusata di fomentare la massa in rivolta insieme ad Usa ed Israele. Infine, il rifiuto dell’invito alla partecipazione al G8 di Trieste rivolto da Frattini. Il rischio è, anche, di una destabilizzazione della situazione in Medioriente. Ce ne parla la nostra Désirée Rosadi. Read more

***L’opinione delle grandi firme***
LE “OTHER OPTIONS” MILITARI DI OBAMA di PAOLO GUZZANTI

giugno 16, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Interessantissima analisi geopolitica della grande firma de “il Giornale” e di “Panorama”. Guzzanti affronta lo scacchiere americano dopo le elezioni in Iran e gli ultimi “esperimenti” della Corea del Nord. Ora «Obama dice e autorizza a dire che il dialogo non basta e che con i due paesi occorre anche preparare “other options”, vale a dire prepararsi anche in un futuro non lontanissimo all’opzione militare». Un grande pezzo dell’ex vicedirettore del quotidiano della famiglia Berlusconi sul giornale numero uno. Da non perdere. Buona lettura. Read more

Discorso di Obama al Cairo, due grandi commenti per il Politico.it

giugno 5, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana “apre” come nessun altro giornale ha potuto stamane. Paolo Guzzanti e Gad Lerner dicono la loro sullo storico discorso di ieri del presidente degli Stati Uniti all’Islam. Due punti di vista differenti – potremmo dire, all’americana, uno repubblicano e uno democratico - che offrono ai nostri lettori chiavi di lettura “globali” e non rinchiuse nel recinto ideologico di casa nostra. Due grandi interventi, che trovate a seguire qui sotto. Buona lettura, con il giornale della politica italiana. E nel pomeriggio, ancora grandi servizi sulle Europee: poche ore all’apertura delle urne, sale la febbre pre-elettorale. Read more

Il discorso di Obama: ‘America e Islam insieme. Dobbiamo provarci’

giugno 4, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana vi racconta i quarantacinque minuti in cui il presidente degli Stati Uniti si è rivolto, oggi, all’altra metà del mondo prendendo la parola all’Università islamica Al-Azhar, davanti ad una platea composta in larga parte da persone di fede musulmana. Doppio binario de il Politico.it che vi propone la cronaca del discorso di Obama e il blog della nostra prima firma per il mondo arabo e il Mediterraneo, che ci racconta il punto di vista degli interlocutori del presidente americano. di C. FINELLI e D. ROSADI Read more

***L’opinione delle grandi firme***
SE ISRAELE ROMPE CON GLI USA DI OBAMA
di GAD LERNER

maggio 29, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuovo contributo del conduttore de “L’Infedele” per il giornale della politica italiana. Intervento dell’ex direttore del Tg1 sull’invito del presidente americano a “sospendere le costruzioni dei coloni israeliani nei territori palestinesi occupati”. Lerner fornisce almeno due buone ragioni per le quali al nuovo governo di Netanyahu non convenga “tirare la corda”. Sentiamo. Read more

Mediazione di Obama non va a buon fine Israele ritorna al passato con Netanyahu

maggio 19, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La visita di ieri del neo-presidente israeliano alla Casa Bianca ha messo in chiaro la determinazione del nuovo Governo di destra a non agevolare la nascita di uno stato palestinese, contrariamente alla direzione intrapresa – grazie anche alla mediazione di Europa, degli stessi Stati Uniti e dei Paesi arabi moderati – negli ultimi anni. “Noi non vogliamo governare la Palestina, ma vogliamo che si governino da soli”, ha precisato Netanyahu senza fare riferimento ad una entità statuale. Ci racconta com’è andata Dèsirée Rosadi. Read more

Il dossier mediorientale sulla scrivania di Obama. Ecco le strategie del presidente

maggio 2, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono trascorsi dunque cento giorni, dall’insediamento del primo afroamericano alla Casa Bianca. Un periodo nel quale l’ex senatore dell’Illinois ha potuto dispiegare il nuovo corso Usa anche sul fronte diplomatico e in particolare per ciò che riguarda il Medioriente. In questo senso due sono, ovviamente, i fronti caldi per l’amministrazione americana: la pratica iraniana e il “dossier” israelo-palestinese. La nostra Désirée Rosadi ci racconta come Obama stia affrontando e si prepari a muoversi in questa duplice chiave. Read more

La situazione della diplomazia mondiale dopo gli incontri europei. Ecco il quadro

aprile 11, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La vigilia dell’esplosione della tragedia del terremoto in Abruzzo era stata caratterizzata dalla serie di incontri ai vertici del pianeta (G20, Nato, Europa-Usa, Forum dell’Alleanza tra le Civiltà) per definire le risposte alla crisi economica e affrontare gli altri temi dell’agenda mondiale. Con Attilio Ievolella cerchiamo di capire quali novità ne sono derivate. Read more

I primi sessanta giorni di Obama Come cambia l’America. Eccoli

marzo 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Cos’ha fatto, e cosa si è ripromes- so di fare, il presidente Usa a or- mai due mesi dall’insediamento. In vista del prossimo traguardo dei cento giorni, in cui saranno possibili primi bilanci compiuti, scopria- mo tema per tema le scelte di Barack. Read more

Testamento biologico, così le leggi nel resto d’Europa e negli Stati Uniti. Schede

marzo 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non vale quanto il giudizio che gli altri abitanti del pianeta danno della nostra situazione interna (che il Politico.it ha raccontato in un pezzo di Luna De Bartolo), perchè nel caso di oggi entrano in gioco differenze storiche e culturali che vanno ovviamente tenute in conto con grande sensibilità. Tuttavia pensiamo sia di grande interesse, mentre alla Camera si vota sul testamento biologico, scoprire come gli altri paesi europei e gli americani si sono comportati sullo stesso tema, cioè se e come hanno legiferato, e dopo che tipo di discussione. Il bravissimo Andrea Onori ci porta a conoscere le legislazioni in materia nel resto dell’Occidente, stato per stato. Read more

Internazionale, segni di disgelo tra Cuba e Stati Uniti. Verso la fine dell’embargo?

marzo 17, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’ormai “lontana” (nel tempo) successione di Raul Castro al fratello Fidel e l’elezione del presidente Democratico aprono prospettive nuove nel rapporto tra lo stato socialista e l’America. Prospettive che si stanno concretizzando in una serie di misure “convergenti” da parte di entrambi i governi: disegno di legge per consentire ai cittadini cubani che vivono negli Stati Uniti di fare visita ai propri cari sull’isola senza limiti di tempo; sostituzione del potente ministro degli Esteri di Fidel, con Raul che prosegue nella rottura col passato. Ce ne parla Andrea Onori. Read more

Crisi in Georgia ed elezioni americane. I retroscena sulla vera “relazione”

novembre 25, 2008 by Redazione · Commenti disabilitati 

I repubblicani speravano che la questione georgiana potesse rappresentare il cavallo di battaglia della rimonta di McCain, ma la crisi economica ha distolto l’attenzione. Ci porta dentro i (veri) fatti il nostro Marcello Brecciaroli, con questa analisi.

Read more

Pagina successiva »

Bottom