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***Il futuro dell’Italia***
VENDOLA E DI PIETRO? ENTRINO NEL PD

luglio 20, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le elezioni si avvicinano. Nel centro-centrosinistra partono i veti incrociati: “mai con Casini”, dice Vendola; “siamo noi che non vogliamo”, risponde Casini. E i Democratici (o almeno Finocchiaro): “Con chi attacca il Quirinale (Di Pietro) il discorso-alleanze è chiuso”. Ma se la legge elettorale – com’è probabile – resterà la stessa (ma anche in caso contrario), verso altrettanto probabili (a questo punto) elezioni anticipate, e l’alleanza con l’Udc – per quanto mal digerita dalla base Pd – eviterebbe il rischio (che in effetti esiste) di un “ricompattamento” dell’area moderata, con ricadute (nella “ghettizzazione” della sinistra così interpretata da Giuliano Amato) di occhettiana memoria capaci di (ri)mettere in discussione una vittoria data per certa dai sondaggi, perché il primo partito italiano – nato per rappresentare tutta l’area progressista – non propone a Idv e Sel (a condizione di accettare naturalmente da subito il principio “una testa un voto”) di confluire dentro se stesso - attraverso proprio il “rito” delle (a questo punto, pure, eventuali) primarie – allargando tutto ciò anche ad associazioni e società civile, come già fatto da Bersani (nell’indicazione dei candidati Democratici al Cda Rai) nell’unico atto riuscito della sua segreteria? Si riunirebbero così finalmente elettori – quelli del centrosinistra “erede” dell’Unione – che la pensano allo stesso modo su tutto, e che da anni chiedono l’unità dei partiti che li rappresentano (e che se fosse raggiunta per una sincera adesione dei loro protagonisti, e non per mero calcolo elettoralistico, porterebbe un valore aggiunto capace di “compensare” l’eventuale “recupero” di un Berlusconi intenzionato a mettere in campo una creatura nuova – o (apparentemente) rinnovata), puntando a (superare – ?) quel 40% che costituisce la soglia di realizzazione del partito a vocazione maggioritaria tratteggiato da Veltroni (che è il Pd nella sua conformazione originale), e disinnescando ad un tempo – assorbendoli dentro di sé – leadership a (persistente) “rischio” di radicalismo e populismo come quelle di Vendola (ormai, da tempo, meno) e Di Pietro. Un Pd forte – che ha bisogno naturalmente di una guida altrettanto forte – bilancerebbe la (pur necessaria) alleanza con Casini (e magari con l’ala più innovativa e onesta e responsabile dei futuristi di Fini) senza rischiare (ovviamente tutto ciò andrebbe centrato sul programma del “partito dell’Italia” e non ridotto a mera operazione politicista) di subire emorragie a sinistra. Sul tema dell’innovazione, da perseguire con la cultura e con la formazione, più potenti (e finora mai utilizzate fino in fondo) leve di eguaglianza e insieme di crescita, sarebbe probabilmente motivato a confluire anche quell’(“altro” – ?) 40% di italiani che da molti anni non vota, e che non vedrebbe l’ora di aderire e sostenere un progetto di (vero) cambiamento. Unica condizione, la disponibilità-determinazione a votare riforme anti-conservatrici e di rottura (col passato; compreso quello clientelare: capito, Casini?), per accettare confluenze ed alleanze, alla quale il Pd non dovrebbe (mai) rinunciare. O tradirà se stesso (e soprattutto il nostro paese). Ecco come, ormai nel settembre 2011 (un anno fa!), nelle settimane dell’incontro di Vasto (foto), il nostro direttore “anticipava” questa stessa “sfida” lanciata ai leader di Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà.
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***L’ultimo rilevamento***
CROLLO PD, IL PDL LO AGGUANTA A (BASSA) QUOTA 25%
di LUIGI CRESPI

aprile 10, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Quando solo cinque mesi fa le due forze maggioritarie del nostro Paese erano distanziate da un abisso di 10 punti percentuali. E il Pd avrebbe vinto a man basse le elezioni. Potendo assolvere lui – come è suo compito – originale – e come avrebbe acquietato i famelici mercati sapere – alla funzione di salvare e rifare grande l’Italia. Come oggi non sta avvenendo. E ora gli italiani si sono lasciati alle spalle gli scandali che hanno caratterizzato l’ultima fase della carriera politica di Berlusconi (“travolti” da più impellenti esigenze non soddisfatte da una politica piuttosto impegnata a preservare se stessa, legate alla crisi, e dalle ricadute – sul paese – di nuovi scandali), e tornano in sintonia con la (sua) creatura. E se l’attuale esecutivo non riuscirà a tirare fuori l’Italia dalle secche (come ha già secondo noi dimostrato di non saper fare, come suggeriscono i nuovi picchi dello spread ma anche il vuoto pneumatico di spunti e piani per la crescita, con tanto di giornali “amici” costretti – per salvarlo – a paventare “salti nel buio” in caso di nuove elezioni – democratiche: “Monti – mai passato per il voto, ndr – non ha alternative”, ha scritto Dario Di Vico. Ovvero qualcosa che assomiglia molto all’ipotesi, ovviamente molto ipotetica, di sospensione del sistema), il Pdl passerà comunque all’incasso, tornando in corsa (essendo, meglio, appunto già tornato) e scongiurando una sconfitta già certa. A fronte della quale – e del proprio ritorno al potere – i Democratici avrebbero invece potuto compiere la propria vocazione di partito “del” futuro avviando subito il nostro paese nella prospettiva della innovazione, facendo ripartire immediatamente la – stessa – ? – crescita. ”Ma ora i nostri connazionali – scrive il grande sondaggista – si stanno dimenticando di Berlusconi”; mentre gli elettori Pd – tornati ad aumentare quando il Politico.it è intervenuto per preservare la vita di milioni di lavoratori e delle loro famiglie convertendo il segretario di se stesso a più savi consigli che a quelli di calare definitivamente le brache a 150 anni di conquiste dei diritti dei lavoratori e non solo – fuggono verso quella che Pigi chiama “antipolitica”, e che è invece il grido di disperazione di un’area di opinione e di sensibilità – “allargabile” a quel 40% di persone che oggi non votano – che dalla forza più onesta e responsabile di questo paese si aspetta di più: “Tocca solo a noi?”, si domandava retoricamente un Pigi dallo sguardo stanco sabato a Cortona. Se è vero, come noi pensiamo che sia vero, come sostiene il deputato del Pd, che “non tutti – in questa “melma” autoreferenziale: il vero “populismo”, caro Bersani, è questa “maggioranza” artificiosa che si regge solo sugli interessi – convergenti – della Casta – sono uguali”, è il momento di dimostrarlo. Se a questo si aggiunge che l’attuale governo, come intuito per primo da Dino Amenduni – e come ampiamente argomentato, spiegato e criticato da noi – è evidentemente di destra, e che Casini è (da sempre) naturale alleato di un Pdl post-Berlusconi (ma anche, come sappiamo, pre), Bersani rischia di compiere il capolavoro di (ri)consegnare – a conti fatti – il Paese per dieci anni consecutivi nelle mani delle forze conservatrici. Con quanto, specie nel momento di questa crisi, che richiede un completo cambiamento di prospettiva che non può essere assicurato da una destra – (post-)montiana – organica a poteri forti e mercati, ciò rischia di comportare per il paese.
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Post&pre. D’Alema rappresenta la vecchia politica Cristiana Alicata

luglio 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Radiocronaca esegetica del dale- mismo estivo. Ovvero, ciò che non va (politicamente) nel “pensiero” dalemiano. La scrittrice collaboratrice del giornale della politica italiana, tra i rinnovatori del Partito Democratico (ri)legge e commenta passo per passo il “discorso” dell’ex presidente del Consiglio ieri alla Festa de l’Unità di Roma. Portando così ai nostri lettori (e quindi al Paese) un contributo perché ciascuno possa farsi un’opinione sulle due “tradizioni” in campo. Resta l’”appello” del nostro giornale per un “disarmo personalistico” perché la nostra politica possa tornare, storicamente (in tutti i sensi), alla propria forma più alta e (quindi) più ”utile”: quella del puro servizio, confinando le ambizioni (personali-stiche, non politiche, per ciò che riguarda l’Italia, naturalmente) all’ambito privato, così da dare il meglio (di sé) alla nostra nazione. di CRISTIANA ALICATA
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Sondaggio Crespi, Pd-Idv-Sel sono a +5 Ma Democratici ancora inchiodati a 26.8% Centrosinistra avanti perché crolla Silvio Zero spostamento voti da destra/ sinistra Di Pietro: “E’ quello che sto dicendo…”

giugno 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Una “vittoria” (potenziale) di Pirro, per due ragioni. La prima è che non vince il centrosinistra, ma perde Berlusconi. E il contrario non è (appunto) la stessa cosa. La seconda è che gli elettori “persi” dal Cavaliere sono in realtà “semplici” delusi: e (anche) la solita operazione di rimobilitazione dei propri “tifosi” compiuta dal presidente del Consiglio nelle ultime settimane di ogni campagna elettorale sarebbe capace di riportarli alle urne, dalla stessa parte. E’ vero che né De Magistris né Pisapia al primo turno avevano superato il 50%; e si trovavano più o meno nella condizione del centrosinistra a livello nazionale, secondo il sondaggio. Ma è altrettanto vero che in un ipotetico (e non reale) “secondo turno” alle politiche è prevedibile come il deficit di novità e di cambiamento che si riscontra nell’attuale proposta (?) del Pd e degli alleati rispetto, appunto, alle candidature nuove dei neo-sindaci di Milano e Napoli (presi a paradigma di un intero nuovo movimento) impedirebbe di ripetere lo stesso exploit, e riaprirebbe una partita secondo questi dati, al momento, “chiusa”. Il Pd non può dunque crogiolarsi nell’illusione che il crollo di Berlusconi sia condizione sufficiente a mantenere in “vita” l’attuale classe dirigente: è necessario un cambio di passo, che non può che riguardare i nomi – i “volti” - e basarsi, contemporaneamente, sui contenuti. Il grande sondaggista ci presenta ora (brevemente) i dati in tabella. di LUIGI CRESPI
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E l’Udc ripropone l’immunità a Berlusconi “Non processabile fino a fine mandato” Lodo Mantini, varrà per tutti parlamentari Donadi: “No a salvacondotti per la Casta”

maggio 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

I centristi offrono al premier la possibilità di uscire dai suoi guai. Almeno finché resterà deputato. Attraverso una modifica all’articolo 68 della Costituzione. Una parte della politica e una parte della magistratura sono in guerra. Oltre a questo, esistono frange di magistrati che, al di là della politicizzazione, in mancanza della responsabilità civile del loro operato strumentalizzano le proprie inchieste per colpire una nostra politica comunque impresentabile creando effettivamente un vulnus democratico. Il provvedimento rischia però, in presenza di una nostra politica a sua volta non onesta e non responsabile di ridurre l’aula ad un porto franco di delinquenti. La (possibile) soluzione è – semmai – a monte, nella rifondazione di una politi- ca italiana onesta e responsabile che faccia il primo passo per una smilitarizzazione del rapporto con i magistrati, introducendone magari – ad un tempo - la responsabilità civile. Una politica che non candidi impresentabili è l’unica politica che può salvare e rifare grande l’Italia. Le regole non impediscono di infrangere le regole; ciò che può cambiare la politica italiana e il rapporto con la magistratura è la sola assunzione di responsabilità di una Politica che torni ad essere vera. E a questo fine è necessario il ricambio: i figli di questo tempo vivono l’esigenza di tale cambiamento. No comunque netto di Italia dei Valori alla proposta Udc. Ce ne parla il capogruppo alla Camera. di MASSIMO DONADI* Read more

Sondaggio. La fiducia nel premier crolla del 30% in un anno L. Crespi

marzo 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Berlusconi paga lo scotto dei propri errori e perde anche nelle intenzioni di voto, con il Pdl – al 27% – ormai ridotto al consenso della sola Forza Italia neanche dei giorni migliori. Dall’altra parte l’intera coalizione di centrosinistra (con dentro anche comunisti e Radicali, tolto il Movimento 5 Stelle) fa complessivamente il (possibile) risultato di un (solo) Pd che si facesse partito dell’Italia e assolvesse alla propria funzione storica di salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese: 41%. E che i Democratici siano tutt’oggi rinchiusi nella propria riserva indiana (al 24%) lo dimostra la quota degli indecisi, il vero bacino elettorale dal quale dovrebbe aspirare ad attrarre voti il partito di Bersani, convincendo di essere la forza post-ideologica capace di fare il (solo) bene di (tutto) il Paese: che rimane – gli indecisi – non solo il primo “partito”, ma anche la prima “coalizione”. Terzo polo fermo al 15% (poco più del consenso di An da sola prima della nascita del Pdl). Ci presenta i dati, il grande sondaggista. di LUIGI CRESPI Read more

“(Nostra) dignità dell’Italia is not for sale Gino Bucchino, gigante tra (anche) nani Ecco cosa mi ha raccontato oggi in aula
di ANDREA SARUBBI*

febbraio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il parlamentare del Pd che ha rifiutato 150mila euro e la rielezione garantita offertagli da (presunti) emissari di Verdini perché non si fa e per difendere, così, «l’immagine del Parlamento, cuore della democrazia fatto di persone onorabili». Un eroe di questo tempo, che un giorno, anche qui, tornerà ad essere la più assoluta (straordinaria) normalità. E’ una promessa che (ci) facciamo tutti insieme. E alla quale appunto, insieme, stiamo lavorando. Il nostro Sarubbi lo ha avvicinato stamattina alla Camera. Ce lo racconta così. di ANDREA SARUBBI* Read more

Ora schianta la fiducia in Berlusconi: – 4% Ma il Pdl (per il momento) regge il colpo Crespi: ‘E’ per la mancanza di alternative’

gennaio 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sondaggio Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana, oggi nel premier “crede” solo un terzo degli italiani. Questo non basta a rilanciare il centrosinistra: al di là della lotta cannibalica al proprio interno – Sel al massimo storico: 8,5% – il Pd resta inchiodato al 23% e il boom degli indecisi – 42% – segnala la mancanza di un approdo che non può essere rappresentato da un improbabile terzo polo e che solo i Democratici fattisi “partito dell’Italia” – quale la proposta di Veltroni in parte tornerebbe a renderli – potrebbero costituire. Non a caso sopra il 40% continua ad essere l’elettorato potenziale di un Pd che deve compiere se stesso per salvarsi, salvare il bipolarismo e salvare, (così,) anche l’Italia, rifacendola grande. Una prospettiva alla quale l’attuale segreteria si sta progressivamente convertendo, ma, non possedendola, è evidente che ha e avrà molte difficoltà ad interpretarla fino in fondo. Ma veniamo ai dati: all’interno le tabelle e la lettura del grande sondaggista. di LUIGI CRESPI Read more

Ma oggi Berlusconi vince ancora elezioni Sondaggio Crespi, destra 41; sinistra 36.8 Può batterlo solo un Pd ‘partito dell’Italia’ Effetto Scilipoti (FOTO), l’Idv crolla: -1.5%

dicembre 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Solo i Democratici capaci di rappresentare il bene del Paese sono in grado di vincere questa tornata elettorale (, di governare nell’interesse dell’Italia,) e di scongiurare, peraltro, il rischio (concreto) che dopo il voto – specie se si andrà alle urne con questa legge elettorale, e dunque se al Senato Pdl e Lega dovessero non riuscire ad avere la maggioranza – si verifichi una convergenza destra-centro per la formazione del nuovo polo dei moderati sotto le insegne del Ppe (battezzata da Berlusconi nel suo discorso alle Camere), con – magari – Casini premier e Silvio al Quirinale. E perché il Pd possa rappresentare efficacemente questa soluzione c’è una sola, concreta possibilità, lanciata da il Politico.it nei giorni delle dimissioni di Penati: che l’attuale dirigenza Democratica faccia un passo indietro e che Matteo Renzi scenda in campo alle primarie per la leadership del centrosinistra, batta Vendola e restituisca all’area di opinione e sensibilità maggiormente onesta e responsabile del Paese il suo ruolo di guida (del centrosinistra e dell’Italia). O, cari D’Alema e Bersani, preparatevi – oltre a perdere le primarie con Vendola: non è forse preferibile un Pd dei giovani, ma pur sempre un Pd, ad un “commissariamento” post-comunista? – ad una lunga traversata nel deserto (che toccherebbe, peraltro, a quel punto, agli stessi giovani fin’oggi tenuti fuori). Senza nemmeno la “fantasia” di avere fatto il Pd. Il grande sondaggista ci presenta ora – nel dettaglio – i dati di questa settimana. Pdl in crescita, Polo della Nazione 16%. di LUIGI CRESPI
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Le elezioni nella simulazione il Politico.it Sondaggio Crespi, oggi vince ancora Lui
Destra (Pdl+Lega+La Destra): 40,8%
Nuovo Centro (Fli+Udc+Api+Mpa): 17%
Sinistra (Pd+Idv+Sel): 36,9%
Altri (Radicali+Comunisti+Grillini): 5,1%

dicembre 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La sinistra radicale (in tutti i sensi?), salvo un’alleanza con la sinistra (più probabile per Comunisti, in caso di vittoria di Vendola alle primarie, e Radicali, meno per il Movimento 5 Stelle di Grillo), sarebbe ancora decisiva. Nel far vincere la destra. Sulla base dell’ultima rilevazione di Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana, non ancora realizzata ad hoc sui tre blocchi-coalizioni (che del resto sono ancora tutti di là dall’essere costituiti ufficialmente), toccherebbe ancora all’attuale maggioranza, meno Fini, di vincere la competizione elettorale, esattamente come avvenne nel 1994 (quando però il blocco ex Msi era tutto collocato nel berlusconiano Polo per il buongoverno). Le elezioni alle quali potremmo apprestarci vedrebbero infatti una situazione in tutto e per tutto similare a quella delle prime politiche della Seconda repubblica: la sinistra post(?)-comunista, allora rappresentata dalla gioiosa macchina da guerra di Occhetto, verrebbe sostanzialmente resuscitata nella sinistra dalemian-vendoliana della cui composizione si parla in queste ore. Il Pd, ormai svuotato della sua vocazione maggioritaria, condicio sine qua non per farne il primo partito italiano in grado di rappresentare quel “partito dell’Italia” capace di salvare e di rifare grande questo Paese (e probabilmente anche di qualche pezzo più moderato), andrebbe al voto alleato con Sel (quando non avendola inglobata in sé in una nuova formazione) e Idv, forse con l’aggiunta (appunto) dei voti comunisti e dei Radicali (ipotesi nella quale pure avrebbe qualche chance in più di farcela. Ma poi, di governare – per il bene del Paese?). Al centro si riproporrebbe un’alleanza liberale dello stampo di quella che nel ’94 fu presentata da Mariotto Segni. Oggi il terzo polo dei (neo)centristi. Infine, l’attuale centrodestra, che diventerebbe una destra tout court (come il centrosinistra perderebbe sostanzialmente l’anima centrista) formata da Pdl e Lega. Tutto questo naturalmente nell’ipotesi che si vada così alle elezioni e senza passare per un governo di varia natura che, in ragione proprio della varietà della sua natura, potrebbe cambiare anche il modo in cui l’attuale schieramento politico italiano si presenterebbe alle successive elezioni: un governo di salvezza nazionale potrebbe preludere ad un’alleanza pre o post voto tra sinistra e centro, così come un nuovo centrodestra allargato potrebbe riconsegnare definitivamente alla propria ininfluenza la sinistra, mettendo insieme Pdl, Lega e neocentristi già in una una nuova maggioranza a sostegno di un esecutivo a guida magari non (strettamente, personalmente) berlusconiana. In caso si vada invece proprio così al voto (anche con la stessa legge elettorale), e i dati (di oggi) di Crespi fossero confermati, il Paese tornerebbe (premio di maggioranza alla mano) saldamente a Berlusconi (almeno alla Camera, certo: ma ciò rafforzerebbe la possibilità di un incontro destra-centro, all’inglese, in cui sarebbe comunque – sia pure a costo di qualche compromesso e con qualche freno – Lui a dominare, da Palazzo Chigi o più probabilmente dal Quirinale), senza nemmeno (in caso invece di fuga solitaria) più l’ancora (di salvezza?) dei finiani. All’interno, la tabella con le intenzioni di voto (per partito).               Read more

***Diario politico***
IL PARLAMENTO VA IN VACANZA FINO AL 14
di GINEVRA BAFFIGO

dicembre 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Sì, avete capito bene: fino al giorno della (s)fiducia la Camera resterà chiusa. Motivo? Evitare agguati (era già pronta la mozione contro il ministro Bondi) e poter tessere tranquillamente la tela delle tattiche di palazzo per (non) far cadere il governo. La nostra politica (del tutto) autoreferenziale di oggi batte un altro colpo. Intanto il Paese va alla deriva. Ci siamo stancati. Se (non) vi importa (solo di voi), lasciate posto a qualcuno che abbia a cuore la nazione. Il racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice. Read more

La polemica. A Torino Fassino non è il candidato giusto di C. Alicata

dicembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Pd continua a perdere le elezioni. Eppure la stessa classe dirigente – ormai fuori dal tempo . si rigenera in candidature comunque (vadano) non entusiasmanti. La pervicacia con cui i vari D’Alema, Veltroni restano attaccati al loro posto di comando (?) è a tratti commovente. Così il Pd non ha più nulla da dire, e – come scrive Claudio Velardi, un altro, peraltro, di quella generazione – non ha più nemmeno passione (la quale, d’altra parte, genererebbe idee, e viceversa). Cristiana oggi affronta questo tema. il Politico.it prova a dare un futuro al Pd e, con lui, al Paese. Poi non lamentatevi se Vendola può dire – suscitando la rabbia dei vostri militanti – che il progetto Democratico è fallito (e, pure, dove sono le proposte concrete di Vendola per il Paese?). di CRISTIANA ALICATA Read more

Adesso Vendola cannibalizza il Pd: 7% Sel Sondaggio Crespi, Democratici fermi a 23

novembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il partito di Bersani ridotto a cifre da Democratici di sinistra (ovvero meno di due terzi del Pd originale). “Colpa” (anche) del vento in poppa del presidente della Puglia, che chiede «primarie subito» per capitalizzare. Pdl a sua volta in cattive acque al 26%, ma la causa non è il bipolarismo: colpa della nostra politica autoreferenziale di oggi (che non è l’effetto di tutto questo), priva di quella cultura maggioritaria che accompagna tutti i sistemi bipolari (o bipartitici) maturi. Cultura maggioritaria che non significa “andare da soli” o semplicemente “puntare” ad avere il 50 per cento più uno dei con- sensi, ma aspirare a fare il bene dell’Italia rappre- sentando – tutto – il Paese: e questa è, contempora- neamente, la nostra necessità storica e ciò che completerebbe la nostra modernità (intanto, di sistema) sulla base del bipolarismo ed insieme ad una legge elettorale che tenesse conto di tutto questo. Ne abbiamo parlato e ci torneremo su. Ora i numeri di Crespi, nella tabella presentata da Davide Nunziante che oggi sostituisce il grande sondaggista. Read more

Casini: “Udc è incompatibile con Vendola E il Pd scelga: o sta con lui o sta con noi” Ecco perché Pd deve star con se stesso
I Democratici hanno a cuore (solo) Paese E’ (poi) la tradizione di eroi risorgimentali

novembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mazzini, Garibaldi, con la sola eccezione (illuminata) di Cavour: l’Italia è stata fatta da chi, storicamente, in tutti i sensi, si definiva in un solo modo: democratico. Essere democratici è più di essere «figli della fusione tra Ds e Margherita». E’ più di essere «eredi delle tradizioni del Pci e della sinistra Dc». E’ qualcosa che va oltre la stretta contingenza della nostra storia recente, irrimediabilmente inficiata dalle ideologie. E’ qualcosa di più del provincialismo nostrano. Essere democratici significa essere coloro che si prendono sulle spalle questo Paese, al di là della rappresentanza di specifici interessi, e lo salvano e lo rifanno grande, in un solo tempo. Significa non avere paraocchi; e non essere schiavi di egoismi. Significa mettere a frutto le proprie (più spiccate) onestà e responsabilità per il bene di tutti: che cosa c’è di più alto e motivante? E’ quello che si aspettano il 40% di italiani che ogni volta non va a votare, perché vede nella nostra politica il retaggio del teatrino novecentesco; vede una rappresentazione che, come dice acutamente Debora Serracchiani, non è rappresentanza. Aspettano solo, quegli italiani, che un Partito Democratico che sia degno del nome che porta scenda in campo con l’autorevolezza che solo chi è nel giusto può avere. Quel partito sarebbe, sarà un fiume impetuoso che dovrà dire di convogliare tutti i voti di chi vuole vedere l’Italia risorgere su di sé, perché solo nel proprio seno si ha la garanzia che questo possa avvenire. La Storia vi chiama, cari Democratici. Lasciatevi alle spalle gli antichi (ma più recenti, più contingenti) retaggi, e rispondete a lei piuttosto che a Casini o a Vendola. Vedrete che, a quel punto, saranno loro a chiamare voi. Ma a voi importerà (e potrete) parlare solo con l’Italia. Read more

Sel (quasi) a 6%, Futuro e Libertà sopra 9 Pdl fermo al 26, ma guardate il Pd: 23% (!) La tabella con (tutte) le intenzioni di voto

novembre 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ed eccolo, il rilevamento che vi avevamo annunciato: le due ali volano a discapito dei due partiti maggiori (?) tra i quali paradossalmente a pagare di più è quello di Bersani (?), che sembra incapace di intercettare l’onda lunga di una crisi della maggioranza che, del resto, è tutta interna – nel senso che ad averla provocata sono forze della stessa maggioranza – quando non può essere ricondotta a situazioni esterne (ed estranee) alla nostra politica. L’opposizione, insomma, non vi ha giocato alcun ruolo. La stessa mozione di sfiducia del Pd potrà essere, a questo punto, decisiva ma risulta tardiva: come da bersanian-pensiero, i Democratici fanno (oggi) solo quello che sono sicuri possa loro riusci- re. Ma questa è la fine della politica, che per sua natura richiede scelte coraggiose (non avventate, Pi- gi, ma coraggiose sì). La rilevazione, ora, all’interno. di L. CRESPI Read more

Caduta libera di Berlusconi: fiducia a 37% Crespi: “Italiani fanno pagare caso Ruby” Basta empatia, la politica richiede decoro Un premier rappresenta l’Italia nel mondo

novembre 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La vita privata è un lusso che il presidente del Consiglio non si può concedere. Attenzione: ciò non significa che non debba avere privacy. E tanto meno che la politica, con delle regole, debba sancire cosa può o non può fare. Ma il capo del governo italiano ha il dovere, e la necessità, di essere d’esempio e di rappresentare degnamente il suo popolo. Anche nei comportamenti privati. Lo dicono, sostanzialmente, gli italiani attraverso il nuovo sondaggio di Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana: il premier attuale – il discorso di cui sopra vale a prescindere dalla figura di Berlusconi; è una regola generale – fa registrare un nuovo minimo storico per ciò che riguarda il «senso di affidamento e di sicurezza che deriva dalla speranza o dalla stima» nei suoi confronti: e che richiede, appunto, motivi di speranza e di stima, e viene naturalmente “ucciso” dal contrario. Non è moralismo, è politica. Secondo il 60% degli intervistati a questo punto il presidente del Consiglio dovrebbe dimettersi, per lasciare però il posto – è l’opinione prevalente del 42,6% degli italiani – ad un nuovo esecutivo possibilmente sostenuto (anche) dalla stessa maggioranza. Ma qui entriamo nei politicismi. A rischio di (loro) autoreferenzialità. Fermiamoci ai dati di fondo. Tra i quali c’è anche – ma è ormai consolidato e ci siamo concentrati su questo in tutte le più recenti precedenti occasioni di monitoraggio delle tendenze elettorali – l’evanescenza dell’opposizione, che cresce nelle sue ali – Vendola e Grillo – ma poiché il Pd scende ancora (sotto il 25%), e tutto passa (passerebbe, dovrebbe passare) attraverso il Pd, continua a non esistere. Ce ne parla nel dettaglio, come sempre, il grande sondaggista. di L. CRESPI Read more

Berlusconi, minimo storico di fiducia: 40% Sondaggio Crespi, e Pdl ‘crolla’ sotto 28% Ma Bersani: sogno dev’esser sostenibile Bella forza, ma è il momento del coraggio

ottobre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il paradosso continua: Silvio in caduta libera e, dunque, anche il suo partito, praterie elettorali non aperte ma spalancate eppure: silenzio (e vuoto) assoluto: nessun cavallo all’orizzonte. Cosa fa l’opposizione? Nel momento in cui è chiamata dalla Storia a venir fuori con il proprio profilo naturale – necessario – in questa fase, di partito degli italiani e con un conseguente progetto per il futuro dell’Italia, predica prudenza, misura, tatto. La cosa sbagliata nel momento sbagliato. Diciamocelo: a questo centrosinistra manca il pensiero; lo stesso Vendola prefigura immagini che però non sostanzia in un disegno concreto. Cosa aspetta? Ha certamente ragione Pigi, non è più il tempo di raccontare bugie agli italiani, ma l’opposto delle bugie non è il silenzio – il non raccontare nulla – l’opposto delle bugie è (raccontare) la verità: e la verità è che il nostro Paese è ad un passo dal baratro, ma se riparte subito non solo si salva, ma ritorna grande. Ma dobbiamo fare subito. E per poter far subito la prima cosa è non perdere tempo. E per non perdere tempo è ora di smettere di parlare per titoli, e di cominciare a tirare fuori proposte concrete. Ma attenzione: di sistema. Concreto e complessivo non sono in contraddizione. Il giornale della politica italiana mette in campo da settimane suggerimenti e proposte – parti di un progetto organico – per la costruzione del futuro. E la nostra politica lo ascolta (sempre di più). Ma poi permane nell’immobilismo (tranne che attorno al totem-Berlusconi, che però ormai è piantato fuori dallo stadio dove si sta giocando, per usare una metafora di bersaniana eco). E invece questo è il tempo dell’azione. I casi sono due: o trovate il modo di intervenire, o siete chiamati a favorire un ricambio (parziale ma) immediato ma di qualità, nella prospettiva di mettere in campo soluzioni ad un tempo alte e concrete per ripartire subito. L’Italia può tornare grande. Ma deve (cominciare a) farlo subito. E sentiamo Crespi, ora. Che rincara la dose.        Read more

Ma ecco sondaggio settimanale di Crespi Nel tracollo di Silvio (-3%) non risale il Pd Perché non offrite la narrazione al Paese

ottobre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Narrazione di vendoliano conio che, lo diciamo per chi ancora non lo avesse capito, consiste nell’offrire un racconto, un’idea dell’Italia di domani alla quale tendiamo e tenderemo facendo le scelte concrete del cui piano si tratta di rendere edotti gli elettori; un racconto, un’idea – pure realistici ma – capaci di far sognare, così che il Paese riabbia desiderio di vivere (assieme) e si proietti anima e corpo a contribuire a realizzare quel progetto, naturalmente – ecco lo snodo elettorale – dando consenso a chi quel sogno si propone, e si mostra in grado di guidare. In queste settimane si è assistito ad un rifiorire di proposte settoriali e concrete da parte di Bersani, a cui va riconosciuta, naturalmente, l’onestà e la responsabilità. Ma, Pigi, questo non basta. Per due ragioni. Perché il Paese ha bisogno “politico”, e non solo emotivo, di un completo ribaltamento di piano – e le specifiche proposte settoriali offrono invece solo dei rattoppi – o sarà difficile evitare il declino. E per la ragione che abbiamo indicato sopra: singole proposte settoriali, per quanto oneste e responsabili, non sfonderanno mai il velo dell’incomunicabilità tra voi Democratici e il Paese, e voi avete bisogno di questo, per quanto sia apprezzabile che cerchiate, intanto, di offrire qualche buona soluzione ai «problemi» concreti dell’Italia. Ecco, forse il punto sta proprio qui: si tratta per voi di smettere di proporre di risolvere «problemi», di lanciare piuttosto il cuore (e la mente) oltre l’ostacolo e, da quella parte, spiegare cosa c’è di bello là e come si fa a saltare l’ostacolo e ad arrivarci. A tutto il Paese. Insomma Pigi bisogna che vi armiate di coraggio (prima, per vedere le cose più lucidamente e così come possono essere affrontate) e di ambizione (poi, per saper indicare quel qualcosa in più che non inganna, ma alimenta il sogno, e motiva, e ci farà fare molto di più di quello che troppo “realisticamente” – in realtà si tratta di pura mancanza di lungimiranza – riusciremmo a fare) e incominciate a dire quello che, complessivamente, avete in mente. Se avete qualcosa da dire. Noi ogni giorno vi proponiamo una parte di un disegno organico. E voi raccogliete. Ma è ora di fare il passo in più. E’ ora – ecco tra l’altro le corrette modalità di comunicazione – che dimentichiate Berlusconi, e cominciate a dire quotidianamente e vostra sponte al Paese, attraverso i media, sì – e non nelle sole, tristi e chiuse riunioni con Cigl Cisl e Uil – quello che vole- te fare. Ora i dati di Crespi, nella tabella di oggi. Read more

La giustizia (?) di Berlusconi di GINEVRA BAFFIGO

ottobre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il premier torna a parlare dopo alcuni giorni di stop. E, anticipato dai fatti (premurosamente prodotti dai suoi), riprende ancora una volta la sua «narrazione». Dal lodo al fisco, passando per le intercettazioni (fino) all’informazione, ecco come l’uomo di Arcore «vede» la (nostra?) democrazia. Mentre in casa finiana scoppia il bubbone di una base che non ci sta a vedere i suoi di nuovo appiattiti sull’estrema autoreferenzialità, ai confini dell’impunità, del presidente del Consiglio. Niente di nuovo sotto il sole, e tante novità. (Un) Diario speciale che porta la firma della nostra vicedirettrice. Il racconto più autorevole, più completo, più approfondito degli ultimi colpi (di coda?) della nostra politica autorefe- renziale di oggi è solo sul “suo” giornale. Buon inizio di giornata con il giornale della politica italiana.          Read more

Diario politico. Di cosa stiamo parlando? Ammettiamo pure che sia ok tutto questo C’è Lodo Alfano costituzionale retroattivo Camera nega l’autorizzazione per Lunardi Un italiano: “Non risolve i miei problemi” Capiamo o no che così Paese va’ fondo?

ottobre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Un grande racconto della nostra vicedirettrice. Nell’introdurre il quale prendiamo – per un momento – per buono che tutto ciò di cui si è discusso oggi, nel modo in cui lo si è “discusso” e affrontato, sia legittimo. Prendiamo per buono che lo scudo per le alte cariche sia un provvedimento che ci equipara ad altre democrazie europee, e che la retroattività – lo scrive ad esempio Fabrizio Rondolino – sia un elemento «senza il quale il Lodo non è». Prendiamo per buono che l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro delle Infrastrutture – non importa, qui, spiegare di cosa è accusato Lunardi; non è giusto gridarlo perché Lunardi è innocente fino a prova contraria. All’interno, naturalmente, ne parliamo – sia stata negata perché – come sostiene la maggioranza – non c’erano gli elementi per giudicare (?). La chiosa di un nostro connazionale – quelli che «ho 700 euro di mutuo mensile da pagare» – a Ballarò risponde nel modo più centrato, e non veniteci a parlare di demagogia, mentre il Paese va a picco, insieme agli italiani, al vero “lodo” – che nella nostra lingua significa controversia posta da un’autorità (?): appunto – della giornata: di che cosa stiamo parlando? L’ha capito o no questa nostra politica autoreferenziale di oggi che il suo compito è un altro, e che oggi o vi assolve oppure muore (il Paese)? Questo è il punto. Questa è la mancanza. Al di là di ogni valutazione di merito. Che non è rilevante fare. Di rilevante c’è il nostro domani, il domani di tutti noi, del nostro Paese (non quello del premier, non quello, con tutto il rispetto, di Lunardi). Di cui – a parte noi – non si è occupato (ancora una volta) nessuno. Il racconto di ciò di cui si è parlato, ora, all’interno. Read more

Ma (a ‘sto giro) Guzz non (la) pensa così “Noi avanti con terzo polo, e vinceremo” E il Politico.it dà spazio a tutte le opinioni

ottobre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. E del pensiero intelligente. L’intelligenza richiede la libertà. Di pensiero. Far discendere le proprie valutazioni dalla conoscenza della realtà e non viceversa. Non forzare conclusioni a partire da proprie convinzioni (pregiudizi, ideologie) ma capire. E una volta capito dire la propria sulla base dei propri valori. I nostri sono appunto quelli. Che sono poi i valori del liberalismo. Non del liberismo. Ma al di là di qualsiasi etichettatura. Appunto. Tuttavia il Politico.it mostra di avere una particolare predilezione per il bipolarismo/bipartitismo. Rispetto al quale la nostra valutazione può, a volte, essere condotta e non solo rispondere alle “chiamate” della realtà. Ma, anche qui, con onestà e responsabilità. La stessa che ci porta a fare con voi, care lettrici, cari lettori, questo discorso trasparente. Perciò, per essere sicuri, comunque, alla fine, di realizzare le nostre onestà e responsabilità e di assolvere alla nostra funzione di strumento per rifare grande l’Italia – al solo servizio del bene del Paese, di tutto il Paese al di fuori di rappresentanze di specifiche interessi – e nel solco, come sempre, della tradizione liberale dei grandi quotidiani americani, dopo avere sostenuto la tesi della necessità del bipolarismo/bipartitismo diamo spazio, subito dopo, ad una voce rispetto a questo dissonante. E’ quella, forte e convincente, dell’ex vicedirettore de il Giornale, che interviene questa volta come rappresentante del Partito Liberale che lavora alla costruzione del terzo polo con Rutelli, Casini, Fini. (Ci) diamo così la possibilità di ascol- tare tutte le idee in campo, e offriamo alla nostra intelligenza la possibilità di formulare l’opinione più fondata e matura sul tema. Questo è giornalismo. Queste sono l’onestà e la responsabilità che posso- no rifare grande l’Italia. Buona lettura e, davvero, buona politica sul giornale della politica italiana. Read more

Ora il Pdl scende al minimo storico: 28.2% Silvio: colpa inefficacia, non “del partito” Ma 25 del Pd (in crescita) grida vendetta

ottobre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuova rileva- zione Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana, le due forze maggiori alle prese con il loro peggior momento. Ma se i Democratici guadagnano qualcosa rispetto ad una settimana fa, per il partito del premier il trend è (ancora più) negativo. Crisi del bipolarismo/bipartitismo? No, crisi di questa nostra politica autoreferenziale di oggi i cui protagonisti – il Pd e il Pdl appunto – sui quali grava la responsabilità del governo del Paese pagano il prezzo più alto, aprendo praterie a terze ipotesi che – attenzione – ad oggi non sfondano però – nonostante questo – un 8% punta massima finora toccata da Fini che non è esattamente un’opzione terzista. Si avverte una fortissima richiesta di onestà e responsabilità, questo sì, ma proprio per questo non è una terza forza nella stagnazione di un sistema proporzionale in stile Prima Repubblica che può rappresentare la soluzione ai problemi dell’Italia. E’, invece, un bipolarismo/bipartitismo fondato su una nuova politica italiana che, del resto, il sistema stesso “deve” contribuire a determinare, magari attraverso quel ritorno al Mattarellum soluzione originale italiana adatta alle nostre peculiarità che, garantendo un ideale equilibrio tra rappresentanza di tutti e soluzione maggioritaria – oltre a «restituire il diritto di scelta ai cittadini» – assicura un Parlamento democraticamente costituito e con gli attributi che può essere alla base di ciò a cui facevamo riferimento prima. Ma c’è solo una forza che ha in sé le risorse per garantire fino in fondo tutto questo. E quella forza si chiama Partito Democratico. Non questo Partito Democratico, ma un Pd che – adeguatamente rinnovato, ma senza «rottamazioni», che del resto possono essere evitate solo a condizione che i “vecchi” capiscano che la leadership del futuro deve essere attribuita a “figli di questo tempo” – si faccia partito del Paese in virtù e a compimento delle proprie maggiori onestà e responsabilità che gli attribuiscono il diritto-dovere di assumere la leadership del processo che porterà a rifare grande l’Italia. Ma il tempo, per il Paese e (quindi) per il Pd è adesso, non si può aspettare più. All’interno, la tabella con le intenzioni di voto di oggi. Read more

***Esclusivo***
NON SI ANDRA’ AD ELEZIONI ANTICIPATE
di PAOLO GUZZANTI

ottobre 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuove, esplosive rivelazioni dell’ex vicedirettore de il Giornale per il giornale della politica italiana. Berlusconi non vuole dimettersi, perché se si arrischia si forma il governo tecnico e se Silvio ne sarà fuori – come accadrebbe – verrà condannato per il processo Mills. Ecco come invece andranno le cose. di PAOLO GUZZANTI Read more

***I dati***
MA GLI INDECISI SONO IL PARTITO PIU’ GRANDE
di LUIGI CRESPI

ottobre 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Quattro elettori su dieci, e come abbiamo scritto la scorsa settimana sono il patrimonio di una nuova politica onesta e responsabile che si preoccupi solo di fare il bene del Paese. Il patrimonio, in particolare, di un Partito Democratico che si facesse partito dell’Italia, come le ancora maggiori (in tutti i sensi) onestà e responsabilità lo rendono in grado e in “dovere” di fare. Per il momento invece i Democratici calano (sotto il 25%), come anche il Pdl (28,5%), mentre si consolida (apparentemente) Futuro e Libertà e torna a crescere la Lega. Il quadro settimanale dell’ex spin doctor del presidente del Consiglio. Read more

***Diario politico***
E’ “UFFICIALE”: SI VOTA IN PRIMAVERA(?)
di GINEVRA BAFFIGO

settembre 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il giorno più lungo per il presidente del Consiglio si chiude con una certezza (amara): la maggioranza non c’è più e Futuro e Libertà ha in mano l’esecutivo. Si spalancano le porte delle elezioni anticipate. Ci sono addirittura già la date: 27 marzo o primi di aprile. Sembra non esserci via di fuga per il premier che pure ieri si è giocato tutte le (poche?) carte a disposizione. Ecco il racconto della giornata più difficile del Cavaliere. di G. BAFFIGO Read more

I dati. Ma ora anche Berlusconi sta perdendo consensi di Luigi Crespi

settembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il centrosinistra non guadagna, ma adesso il Pdl è “stabile” sotto il 30%, la Lega cede qualcosa e, soprattutto, sia la fiducia nel governo sia quella nel presidente del Consiglio sono in calo. Aumenta la quota di indecisi, un 40% pronto a convolare a nozze con un Partito (Democratico) che si facesse partito del Paese. di LUIGI CRESPI Read more

Pdl per le prime volte sotto 30 per cento Sondaggio Crespi, indecisi “volano”: 38% Bacino delle forze oneste e responsabili

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se il Partito Democratico, come abbiamo ipotizzato stamattina (e verificato come sia possibile) con l’Udc, e magari con Futuro e Libertà, in una ricomposizione strategica e non tattica degli schieramenti politicistici della politica italiana, si compirà come partito del Paese nel modo suggerito dal nostro direttore, e si farà carico della leadership del processo di costruzione del futuro dell’Italia all’insegna dell’onestà e della responsabilità, nessuno potrà contrastarlo elettoralmente – e non solo perché assommerà un consistente numero di voti di partenza – e il Paese conoscerà uno straordinario periodo di sviluppo che lo riporterà al posto che gli compete nel mondo, davanti a tutti, alla guida della civiltà. E’ la lettura (audace, ma le nostre lettrici e i nostri lettori conoscono l’acutezza del giornale della politica italiana) che traiamo dai dati dell’ultimo rilevamento di Crespi Ricerche, del quale vi proponiamo, per la prima volta anche in home, i risultati. I Democratici sono ancora al palo, ma solo perché oggi assomigliano effettivamente ad una (brutta) copia dei Ds e non assolvono alla loro funzione storica, quella di rappresentare – in modo onesto e responsabile – tutti gli italiani, per il bene dell’Italia, assumendo la leadership prima della transizione verso e poi del consolidamento del futuro. Nessuno pensi a scissioni: il futuro è vostro, sappiate guardare – possibilmente non con il pessimismo anche comunicativo di Enrico Letta… – lontano, vedete cosa c’è dietro l’angolo. Il giornale della politica italiana ha a cuore un solo partito: l’Italia, e crede in due soli valori (politici): l’onestà e la responsabilità. Non ci interessano le questioni politicistiche; tutto ciò che scriviamo serve a tendere verso quel risultato finale di rifare grande l’Italia. E’ in questa chiave che, con la stessa sincerità con la quale critichiamo la condotta miope dei suoi attuali dirigenti, vediamo, oggi, nel Partito Democratico – come abbiamo detto, per le naturali e più spiccate onestà e responsabilità della sua area di sensibilità ed opinione – l’unica forza in grado di assolvere fino in fondo, senza ombre e senza esitazioni a questa funzione decisiva nella storia del nostro Paese, in un momento in cui ci troviamo di fronte ad un bivio: vivere o morire. E noi, su questo giornale, sceglieremo sempre di arrivare in porto. E ce la faremo. il Politico.it è qui per fare la sua (grande) parte. La tabella di Crespi, all’interno, ingrandita. Read more

Buttiglione: “Sì, la pens(iam)o come voi” Ecco su cosa può ‘starci’ alleanza Pd-Udc Proprio sulla costruzione del futuro Italia

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri – nel corso della nostra narrazione seguita da un numero sempre più alto di lettrici e lettori che scelgono ogni giorno il Politico.it – abbiamo “sfiorato” l’Unione di Centro in almeno due occasioni, la prima esplicita la seconda implicita. Nel primo caso abbiamo citato il suo presidente che tornava ad usare – nel deserto di una nostra politica di oggi del tutto autoreferenziale – una delle espressioni a noi più care, quella che fa riferimento al «bene del Paese» (in linea peraltro con quanto l’Udc – anche se in altri termini – va propugnando da tempo, e a cui consegue la linea di ricercata responsabilità dei centristi). Grazie (anche) all’ascolto quotidiano da parte dei suoi massimi protagonisti (di oggi; quelli di domani svolgono direttamente qui le proprie riflessioni), di cui il Politico.it è oggi un consigliere autorevole e, appunto, seguito, il giornale della politica italiana è una delle guide (se non la principale) dell’evoluzione della nostra politica verso quella dimensione di onestà e responsabilità nella quale rifarà grande l’Italia. In secondo luogo abbiamo “parlato” (implicitamente) di Udc quando abbiamo scritto che, probabilmente, solo il Partito Democratico – la forza più onesta e responsabile della nostra politica: il Pd, naturalmente, come area di sensibilità e di opinione, al di là dei limiti politicistici di oggi che il Politico.it denuncia ogni giorno, insieme, naturalmente, alla proposta di un’«alternativa» – ma quella vera – può farsi carico della leadership di questo processo di trasformazione prima della politica italiana e poi, attraverso di essa, del Paese (o, meglio, delle due cose contemporaneamente, puntando ad ottenere il secondo risultato). Oggi Buttiglione (ci) risponde: e ci risponde che siamo d’accordo su tutto. Il che significa, tra l’altro, che i centristi potrebbero diventare una componente essenziale nella prosecuzione di quel processo, accompagnando la leadership Democratica. E che, naturalmente, ci sono dunque i margini tra loro per un’alleanza non più solo tattica ma strategica. Un’alleanza (che per come la vediamo noi potrebbe, ebbene sì, vedere coinvolti anche i finiani, ma di questo, e dei connotati politicistici di questa politica onesta e responsabile verso la quale tendiamo, riparleremo un’altra volta) fondata su quello che, del resto, noi indichiamo da tempo come la chiave di volta per rifare grande l’Italia, e dunque per fare grande il Pd (e che si conferma dunque anche come la sua unica via di “salvezza”): che quest’ultimo si faccia carico di proporre e di guidare un completo ribaltamento di piano, per la costruzione di un nuovo sistema-Paese fondato sull’innovazione, e dunque sull’università, la ricerca, la scuola. E la formazione permanente. Sentite un po’ cosa dice, a questo proposito, Rocco Buttiglione. Esattamente ciò che, proprio ieri, il Politico.it ha sostenuto ancora una volta. Sentite. Read more

Ora il Pdl lavora al Lodo salva-legislatura Mentre nel Pd è scontro Bersani-Veltroni E si rafforza l’asse Roma-Parigi sui rom… di GINEVRA BAFFIGO

settembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La più autorevole, la più completa, la più specializzata. La nota politica del giornale della politica italiana. A chiudere un’altra grande giornata, lo spettacolare racconto firmato dalla nostra vicedirettrice. Apriamo con lo scontro sull’immigrazione – che può preludere ad una presa di coscienza della necessità di affrontare la questione in sede continentale: su questo ha ragione il presidente del Consiglio che con tutto il centrodestra lo sostiene da tempo – esploso nel cuore dell’Europa. Poi i tentativi di riparare la falla apertasi nello scafo della maggioranza e la crisi del centrosinistra che in mancanza di un progetto forte continua ad essere preda della confusione e delle convulsioni interne. Una crisi, e un problema, quello della mancanza di un’idea, per risolvere la quale il Politico.it cerca da tempo di offrire strumenti ai Democratici: Bersani sembra avere intanto recepito la necessità di concepire «un progetto», che ora va annunciando anche se del contenuto – dovrebbe trattarsi, appunto, di un disegno organico del domani e non di una serie di provvedimenti-tappullo, per quanto seri e importanti – non si vede per il momento l’ombra. Da dove partire, lo ha spiegato al Partito Democratico il nostro direttore martedì. Ora attendiamo che il messaggio venga assimilato. Intanto le ultime ore di politica italiana, nel grande racconto, appunto, di Ginevra Baffigo. Read more

Sondaggio Crespi, Futuro e Libertà al 7% Ma solo il ‘nuovo Cln’ può battere Silvio Il Pd sconfortante (per loro): fermo al 24%

settembre 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Rilevazione Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana, la nuova formazione del presidente della Camera brucia le tappe e grazie anche al discorso di Mirabello – prima del quale si attestava al 5% – si propone come quarta forza della nostra politica. Il che coincide con un crollo verticale del Pdl: da gennaio 2010, complice la separazione finiana ma non solo per questa, il partito del premier lascia sul terreno ben 9 punti percentuali (trend in qualche modo confermato dai livelli minimi di fiducia in Berlusconi e nel governo). A tutto questo non corrisponde una crescita della tanto decantata «alternativa»: se si sommano le forze di centrodestra da un lato e quelle di centrosinistra dall’altro, al di là delle divisioni legate alla contingenza della politica italiana, il confronto è impietoso: le forze che, per intenderci, si ritrovano unite in Europa nel Ppe si avvicinano al 60%, con il centrosinistra fermo al 40. Ciò non significa che le elezioni verrebbero vinte ancora una volta da Pdl e Lega, proprio per l’esistenza delle dinamiche che conosciamo: in base alle quali, se si formasse l’Alleanza per la democrazia proposta da Bersani (oggi imprescindibile se i Democratici non vogliono consegnare definitivamente il Paese al presidente del Consiglio. Ma si noti, ancora una volta, che il Pd non avrebbe probabilmente bisogno di tutto questo qualora avesse un forte profilo proprio e si attestasse sui e oltre i suoi valori originali, ben diversi da quelli rilevati attualmente), questa vincerebbe largamente. Tutti i dati, all’interno.      Read more

***Partito Democratico*** Un nuovo Ulivo: il sogno di unico polo riformista o un tragico ritorno al passato senza contenuti, senza programmi e senza leader?

agosto 31, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

A pochi giorni dalla ripresa dei lavori parlamentari, con il nuovo grande enigma che pesa sul processo breve e dunque sulla tenuta del governo, in casa PD riprendono finalmente i lavori. Dopo mesi di abbandono ai flutti impetuosi generati dalle correnti secessioniste del Pdl, i Democratici tornano alla ribalta con un nuovo progetto…  Nuovo, ma non troppo. Il segretario del partito decide infatti di riprovare la strada dell’Ulivo, ed il plauso dei vecchi dirigenti è garantito. Meno entusiasta è la reazione delle giovani leve, che però devono prendere atto che attorno al progetto potrebbero stringersi nuovamente anche le ali della sinistra radicale, dando nuovamente al centrosinistra l’autorevolezza di tal denominazione. Tutto è ancora a livello embrionale, ma siamo certi che torneremo sul progetto in questo caldissimo autunno che bussa alle porte. Intanto una prima panoramica, del nostro Attilio Ievolella. Read more

***CRISI DI GOVERNO***
Vertice Lega-Pdl: no alle elezioni anticipate, no all’Udc in maggioranza

agosto 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il vertice di governo, mercoledì sera, ha definito la linea della maggioranza: no al voto anticipato, no all’Udc in maggioranza. Questo il verdetto di Villa Campari, scenario del meeting agostano, dove si sono riuniti i vertici del Pdl e della Lega. Un incontro importante, la cui conclusione non ha però sorpreso nessuno. Ecco il resoconto della serata e a seguire i commenti dei protagonisti della politica italiana. Sentiamo. Read more

DIARIO POLITICO
Bocchino: “allargare la coalizione, escludere la Lega”. Pioggia di no. E lo spettro delle elezioni è sempre più concreto

agosto 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ancora una giornata di ordinaria politica all’italiana. Sul tappeto, come oramai da qualche giorno, il balletto sull’ipotesi di un ritorno al voto. Nello stagno è arrivato il sasso lanciato da Italo Bocchino, capogruppo alla Camera per ‘Futuro e Libertà per l’Italia’: una proposta provocatoria rivolta a Berlusconi, ovvero allargare il fronte del governo, escludendo la Lega, per assicurarsi una maggioranza consolidata a settembre. Credibile o meno? Certo è che le reazioni sono state numerose, e tutte improntate, fatta eccezione per l’Udc, a una chiusura netta. Intanto, sempre nello stesso balletto, va segnalata l’attivismo della Lega: scontro verbale con l’Udc e richiesta chiara a Berlusconi di essere più deciso.

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ECCO IL PARTITO DELLA NAZIONE
Casini parte dal Meridione per contrastare l’avanzata di Bossi e della Lega

agosto 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Otranto come tappa di partenza, il Meridione come culla ideale e come valore da difendere (oltre che come bacino potenziale di voti nella battaglia contro la Lega di Umberto Bossi): così si è presentato il ‘Partito della Nazione’, un’evoluzione dell’Unione di Centro. A spiegarne le motivazioni e le ragioni sono stati Pierferdinando Casini e Rocco Buttiglione. La chiave di lettura è doppia: tenersi pronti per l’appuntamento elettorale autunnale, se davvero si dovesse concretizzare; approntare un movimento che punti sul dialogo come strumento di coesione nazionale. A presentarci il nuovo partito è Francesco Tempesta, con un ottimo pezzo che, per il giornale della politica italiana, prova a guardare con attenzione agli scenari che potrebbero concretizzarsi da qui alla fine dell’anno. In Parlamento e fuori dal Parlamento.

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QUANDO IL ‘TERZO POLO’ DIVIDE ANCHE A SINISTRA

agosto 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Lo scisma dei finiani ha portato due conseguenze facilmente riscontrabili nel panorama politico italiano, da una parte l’indebolimento delle file della maggioranza, dall’altra la formazione del codidetto ‘terzo polo’ che ora si contrappone all’ala del centrodestra parlamentare. E fin, qui nessuna nuova particolarmente rilevante. Ma che il ‘terzo polo’ abbia sfaldato anche il centrosinistra, è una notizia alla quale noi del giornale della politica italiana non possiamo non dare una certa rilevanza. Due posizioni, nuove con relative correnti, stanno agitando Via di Sant’Andrea delle Fratte: con o contro il terzo polo? Ce ne parla Attilio Ievolella. Read more

Diario. Giacomo Caliendo è salvo, ma si può dire lo stesso della maggioranza? Per Bossi: «Resistiamo, non si vota». Ma poi fuori dall’Aula i partiti si dividono già sul dopo dimissioni di Berlusconi: Governo tecnico o ritorno alle urne?

agosto 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Giornata caldissima per la politica italiana, che qui vi viene raccontata dalla nostra Ginevra Baffigo, in questo esclusivo Diario tutto sui numeri usciti oggi da Montecitorio. Il 316 è il numero mancato dal governo. Il 75 è quello che minaccia la legislatura. il 229 è il numero oltre il quale la sinistra non riesce ad andare. Numeri questi che determinano il nuovo assetto della politica italiana, di cui l’esclusiva intervista a Briguglio, offre illuminanti scorci. Ora però vi raccontiamo nel dettaglio la giornata, numeri, parole e risse sventate di una calda serata d’agosto. Buona lettura e buona politica, qui sul giornale della politica italiana. Read more

***INTERVISTA A CARMELO BRIGUGLIO*** “E’ prematuro parlare di fine del bipolarismo, ma nel centrodestra ci sono tre soggetti” di PIETRO SALVATORI

agosto 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

In Aula le opposizioni erano decise a portare avanti la propria battaglia: sfiduciare l’ennesimo esponente del governo finito sotto la lente accusatoria della magistratura italiana. Non hanno i numeri per farlo. La sfiducia non passa. Ma, come  abbiamo già sottolineato sulle nostre colonne in merito alla quesione Caliendo, bisogna guardare alla luna non al dito. Tutto ruota attorno ad un numero: il 316. ‘Tre cifre’ su cui gravitano le sorti dell’intera legislatura. ‘Tre cifre’ seriamente minacciate, più che dalla mozione di sfiducia delle opposizioni, dall’accordo, ancora embrionale ma non per questo meno incisivo, tra il neonato gruppo ‘Libertà e Futuro’, l’Udc, l’Api ed il Mpa. Sono loro ad avere ‘i numeri’ in mano per far andare avanti, o meno, il governo. Questo è il dato della giornata. In queste caldissime ore, il nostro Pietro Salvatori, e grande firma di ‘Liberal’, ha intervistato Carmelo Briguglio, “una delle pietre dello scandalo”, per seguire la sua dicitura. E quel che emerge dal loro colloquio è davvero ‘materiale scottante’. Lo stravolgimento degli equilibri, le analisi e le previsioni ve le abbiamo raccontate in questi giorni, ora lasciamo la parola a Salvatori, a Briguglio ed in ultima istanza, alla Politica italiana.  Read more

NUOVI SCENARI IN PARLAMENTO: COSA CI ASPETTA DOPO IL ‘TERZO POLO’?

agosto 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Si attende con ansia il voto di sfiducia sul sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, previsto per il tardo pomeriggio. Come dice il nostro Stefano Catone “il voto sarà palese, ma l’esito incerto”: molti sono gli scenari che si aprono in questa nuova fase della legislatura. Ed un nuovo assetto si impone nelle stanze del potere. Il giornale della politica italiana è qui per raccontarvelo. Iniziamo dunque con questo primo pezzo, in cui i protagonisti della nostra politica prendono parola in un susseguirsi frettoloso di dichiarazioni, che non fanno che palesare il fermento di queste ore. Prossimo appuntamento: l’esclusiva intervista del nostro Salvatori a Carmelo Briguglio. Per ora non vogliamo fare ulteriori anticipazioni, basti dire che nuovi orizzonti divengono possibili. Intanto Catone, sentiamo.

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FLI E UDC in ‘FUGA PER LA VITTORIA’: CHE IL BIPOLARISMO SIA A RISCHIO?

agosto 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

A Montecitorio dalle 13 Futuro e Libertà per L’italia e l’Udc di Casini sono in riunione. All’ordine del giorno: il voto di sfiducia al vice di Alfano, Giacomo Caliendo. Due le alternative vagliate: votare la mozione di sfiducia a fianco delle opposizioni, oppure astenersi dal voto. Al di là di quello che sarà il verdetto di domani e delle sorti del sottosegretario alla Giustizia, ciò che si sta realizzando è un ridelinearsi degli equilibri politici del nostro Paese: un massiccio confluire di forze al centro comporta il rischio di lasciare sguarnite le ali del bipolarismo italiano. L’analisi di Alessandro Meschino. Sentiamo. Read more

Osservatorio Campania. Crespi: “Mara Carfagna è il politico campano che ispira maggior fiducia” Il ministro per le Pari Opportunità si riconferma così in pole position

luglio 31, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crespi ricerche per il giornale della politica italiana, in seguito alla tempesta che ha scosso i vertici della Regione Campania, sonda gli umori degli elettori. In vetta alla ‘classifica’ troviamo nuovamente il ministro Mara Carfagna. Dopo essersi aggiudicata il primo posto per preferenze alle Regionali in Campania, nonché quello di membro dell’esecutivo più amato dagli italiani nel mese di giugno, conferma anche sul finire di Luglio il suo trend positivo. Il caso Cosentino fa perdere molti punti, non solo al Pdl ma all’intero centrodestra. Eppure l’unica illesa sembra essere proprio la bella Mara, che da oggi è il politico campano a godere della maggior fiducia. Parola del nostro grande sondaggista, Luigi Crespi, che qui ci presenta i suoi dati. Read more

Sondaggio Crespi, Vendola record: è 5% (Tema: ma è il candidato giusto per Csx?) Fiducia, nuovo minimo storico per Silvio

luglio 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuovi dati Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Sinistra Ecologia e Libertà, la sigla alla quale può essere associato, al momento, il governatore della Puglia (al quale il suo partito sembra però stare stretto: non passa giorno senza che Nichi non cerchi, con le Fabbriche, con gli abboccamenti con le fronde del Pd, di allargare la propria base. Dal punto di vista dell’organizzazione e della nomenklatura, naturalmente), fa segnare il proprio miglior risultato. E sono cifre di tutto rispetto anche in termini assoluti: basti pensare che – come vedrete – Udc e Italia dei Valori sono appaiate al 6,5%, appena un punto e mezzo percentuale in più. Basta questo per fare di Vendola il candidato ideale per una intera coalizione nel nostro Paese? Il capogruppo di Idv non la pensa così. Lo leggiamo. Come la pensiamo noi? Nichi ha una visione, e questo lascia ben sperare anche per la formulazione di quel programma che Donadi contesta a Vendola di mettere dopo la proposizione di se stesso come leader. E ha una sensibilità (politica) di tutto rispetto. Ma, forse, un po’ troppo radicale non solo per conquistare i voti di un Paese che può avere bisogno di una guida che dovrà senz’altro essere innovatrice, ma che non può permettersi abbia idee vetero-comuniste. Questo è un po’ il rischio con un Nichi che parla di frontiere aperte e cooperazione al posto della «competizione capitalistica» tout court. Vendola può vincere le primarie e il punto non è nemmeno solo se può vincere le elezioni, ma quanto possa essere l’opzione migliore per l’Italia. E’ anche vero, e in questo il nostro Donadi va un po’ “ridimensionato”, che al momento non c’è alternativa. Non solo in termini di leadership ma nemmeno, appunto, di “sguardo” verso il futuro: Nichi è l’unico ad averlo. Avremo modo di approfondire meglio nelle prossime settimane, non dimenticando – in chiave un po’ più leggera, ma non troppo – la previsione della nostra astrologa Tiziana Bianchi che vede una possibile acquisizione di ulteriore potere per Vendola già tra agosto e settembre. Di certo, ne ha perso il presi- dente del Consiglio, che la rilevazione di Crespi se- gnala ora sotto il 50 per cento, suo precedente re- cord negativo. I dati del sondaggio, dunque, e Donadi. Read more

E forse il 21 ci “libereremo” di Cosentino Dipietrismo? No, onestà e responsabilità Ed è prova del fuoco per la maggioranza

luglio 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mercoledì prossimo Gianfran- co Fini ha calendarizzato il voto sulla mozione di sfiducia al sottosegretario in odore di camorra. Sposiamo pienamente la considerazione di Casini: «Non anticipiamo sentenze – Cosentino non è ancora stato condannato per nulla, rispetto all’accusa di concorso in associazione camorristica, ndr – ma esiste un problema di opportunità politica». Ecco il punto: garantismo, sì, certo, che significa non condannare preventivamente nessuno. E quindi “rispetto” nei confronti di Cosentino fino al verdetto. Ma contemporaneamente garantismo, permetteteci, anche per il Paese e per le istituzioni. Garantismo nel senso di garantire loro (a tutti noi) che il governo non sia presidiato da personaggi che possono – sfruttando appieno il loro inserimento, quindi in qualche modo colpendoci alle spalle, o agendo da traditori – favorire l’anti-Stato, la criminalità organizzata, che non aspetta altro che di avere proprie “teste di ponte” nelle istituzioni per potere manovrarle nella lotta contro loro stessi e prendersi un po’ dei nostri soldi, per poi usarli contro di noi. C’è il problema di evitare che la giustizia si metta a fare politica, ovvero di assegnare ai magistrati il potere di incidere sulla politica italiana. Che si può configurare nel momento in cui ad una semplice accusa si fanno seguire automaticamente delle dimissioni. Ma, intanto, non c’è nessun automati- smo: si tratta di valutare la gravità dell’accusa e il possibile “conflitto di interessi” (si fa per dire) nell’assolvimento delle proprie funzioni. E poi le dimissioni sono solo, appunto, un atto di garanzia: non devono coincidere con nessun riconoscimento anticipato di colpevolezza (che non sarebbe giusto ci fosse; ed è sicuramente necessario fare uno sforzo, soprattutto da parte dei media, per “migliorare” da questo punto di vista). Ma, semplicemente, assicurano all’accusato di potersi difendere liberamente e al Paese di non essere a rischio (palese) di inquinamento e deviazione. Il servizio con tutte le reazioni, all’interno, è di Nicolò Bagnoli.             Read more

Diario. Ma alle 3.30 (non) piangevano (?) Prima gli aquilani usati per fare pubblicità Poi (subito?) abbandonati al loro destino Oltre al danno ora la beffa dei manganelli (Oggi) la rabbia e indignazione nel Paese

luglio 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Testa e cuore (rotto). Logica ed emotività (al contrario). Nelle ore degli scontri, la lucidità del giornale della politica italiana che indica la chiave di lettura “politica” delle manganellate della polizia: questo è un governo (o, meglio, un presidente del Consiglio) che non accetta il dissenso; e ha già cominciato ad usare (un po’) la forza per fermarlo. A fine giornata le valutazioni “politiche” lasciano il posto a quelle politiche: gli aquilani, già “feriti” (per usare un eufemismo) dal terremoto, illusi dal presidente Berlusconi, strumentalizzati nella loro tragedia, sia in funzione dell’immagine sia in chiave affaristica (le new town), lasciati poi a marcire (in molti casi) nelle loro roulotte, nelle tende, in case isolate dal mondo destinate ad un futuro degrado (della città), in case (o alberghi) lontani centinaia di km dalle loro radici, infine dimenticati, e ora anche percossi. Una “realtà” (?) che rappresenta una ferita al Paese tutto. Oggi siamo tutti aquilani, scrivono gli (altri) italiani su Fb. Il solo a non esserlo è (questo) Palazzo. Una (parte della) nostra politica italiana autoreferenziale e, inevitabilmente, da un certo momento in poi anche cinica. Non sappiamo dire se e chi alle 3.30 di quella notte del 6 aprile 2009 stesse ridendo. Di certo, da oggi sappiamo che c’era qualcuno che (non) piangeva. Il racconto (del resto) della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo.             Read more

Sondaggio Crespi, Berlusconi mai così male dal 2008. Tutte le tabelle

giugno 29, 2010 by Redazione · 3 Comments 

Il grande sondaggista fotografa tutti i momenti-chiave della nostra politica. Il caso del ministro nominato al solo scopo di consentirgli di sfuggire ai propri guai giudiziari determina, senza dubbio, il punto più basso – “qualitativamente” parlando – della parabola di questo governo. Valutazione degli “esperti” i quali, nondimeno, spesso in questi quindici anni – specie in relazione al cammino del presidente del Consiglio – sono stati smentiti dalla risposta dell’elettorato, che il Cavaliere sembra “conoscere” meglio di tutti. Ma ora i dati di Crespi lo confermano: per la prima volta dalle elezioni che lo hanno riportato a palazzo Chigi, Berlusconi scende sotto il 50% di apprezzamento. Una soglia ancora abbastanza alta, ma che messa in relazione al 67% dei primi mesi di legislatura dà il segno di un vero e proprio tracollo, che prelude ad un calo netto del consenso, che pure, ancora, non si registra (del tutto). Più che un campanello una (grande) sirena d’allarme per il presidente del Consiglio, che, del resto, come abbiamo già avuto modo di scrivere potrebbe avere davvero cominciato, questa volta, la propria parabola discendente. Tutti i dati, all’interno, nelle tabelle. Read more

Sondaggi, osservatorio Crespi di giugno Carfagna nuova “regina” dei ministri FOTO: Nel nostro Paese funziona così Berlusconi inverte il trend negativo

giugno 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Il ministro per le Pari opportunità, prima per preferenze alle Regionali in Campania (dove, come previsto, ha poi rinunciato al proprio scranno), da oggi è anche il membro dell’esecutivo più amato dagli italiani. Raggiunge Tremonti e Brunetta, e scalza Maroni, penalizzato dalla propria decisione di non partecipare alla parata del 2 giugno. La scelta della foto è (anche) il nostro commento. In compenso il Paese non cede alla demagogia: anche Calderoli, con il suo uno-due della proposta per la riduzione (molto simbolica) degli stipendi dei parlamentari e della richiesta agli azzurri in Sudafrica di rinunciare agli eventuali premi per la vittoria (che Cannavaro e compagni scelgono, di tutta risposta, di destinare – nel caso – alla Fondazione per il 150° anniversario della nostra Unità), perde due punti e scende. Tendenze opposte (si fa per dire) per il presidente del Consiglio (ma si attende il contraccolpo per l’approvazione del ddl intercettazioni) e per i due maggiori partiti: Pd e Pdl tornano a guadagnare. I Democratici sottraggono qualcosa ad Idv che crolla, probabilmente, scrive Crespi, come sempre ci illustra in prima persona i dati (con le tabelle, all’interno), per il caso sollevato dal Corriere intorno alla moralità dell’ex ministro. Read more

Diario politico. Festa alla Repubblica (?) Zingaretti: “La Lega vuole demolire Italia” 19 maggio, Crespi: “Prendeteli sul serio” Ma Napolitano: “Non fatemi vedere neroGoverno: stop intercettazioni sui servizi Dalla secessione allo “Stato di polizia”(?)

giugno 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. E’ stata una giornata a due facce (…), quella di oggi, per il nostro Paese. Da un lato si è rischiato di (vederla) fare davvero, la festa, alla Repubblica italiana. Dall’altra gli anticorpi sembrano ancora, nonostante le “cure” (debilitanti), molto forti. E questo “parla” di una democrazia ormai matura che rende gli sforzi di chi tenta di manipolarla ancora più vigliacchi e immorali per il nostro Paese. Il “senso” (di marcia: è proprio il caso di dirlo – ?) è duplice: da un lato c’è la Lega, come abbiamo detto con Laratta, che vuole «dividere e demolire l’Italia» (parola del presidente della Provincia di Roma e più “spesso” tra i candidati, o papabili, alla futura leadership del Pd). Il giornale della politica italiana ha denunciato la serietà del tentativo, ancora una volta, prima degli altri: prendiamoli sul serio, appunto, scrivevamo due settimane fa; anche perché il ddl intercettazioni, così com’era configurato, e come ora si può sperare che non venga approvato, rischiava di favorire questo tentativo, mettendo il silenziatore a tutte le manovre illecite alle nostre spalle e a nostre spese che potevano (possono) far implodere il sistema. Ma è proprio (ancora) il disegno di legge che mira a rendere molto più difficile l’ascolto delle telefonate da parte della nostra giustizia a (poter) rappresentare il vero piede di porco per far saltare il “banco” (leggi: la nostra democrazia), sul secondo livello sul quale si è insistito oggi e del quale il Politico.it, solo, vi rende (in questo modo) edotti: un vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli appronta imprevedibilmente un emendamento allo stesso ddl che prevede che i nostri servizi, nell’esercizio delle loro funzioni, non possano essere intercettati. Un modo, la definizione è di Di Pietro ma noi condividiamo il senso, per spalancare le porte delle stanze del potere ai servizi (deviati) e, in ogni caso, favorire (appunto) la (ri)fondazione di uno «Stato di polizia». Tutto questo ha un’unica matrice (anti)culturale, sulla quale torneremo nei prossimi giorni: si chiama (determinazione della) mancanza di senso critico, la favorisce l’azione di dispersione culturale del nostro Paese sviluppata da una parte della nostra destra. E prepara il terreno ad involuzioni (di nuovo: anti)culturali che possono andare nel senso della divisione o dell’(ultra)compattamento (illiberale) – che non esclude, comunque, forme di separazione – ma si possono definire in un solo modo: quello che Maurizio Crozza, nella foto, in qualche modo anticipa. Il presidente della Repubblica sia avvertito: meglio vedere (ora), che non poterlo più fare (poi). Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.                  Read more

Comunque sia manovra affossa governo Sondaggio Crespi, ora giù tutti indicatori -2 “lui”, minimo storico per esecutivo-Pdl Ma Paese ne riconosca la responsabilità

maggio 26, 2010 by Redazione · 2 Comments 

Il giornale della politica italiana vi racconta la finanziaria come non lo fa nessun altro. Dopo avere denunciato che i conti pubblici non erano in ordine quando ancora tutti elogiavano Tremonti per il modo in cui li aveva gestiti, oggi il Politico.it è in grado, ancora una volta per primo, di mostrarvi come – peraltro prevedibilmente – la manovra di correzione (di rotta) voluta dal ministro dell’Economia influisca sul consenso al governo. E per la prima volta in questa legislatura il bilancio (è proprio il caso di dirlo?) è in rosso per il centrodestra. Tutti gli “attori” della maggioranza – dal presidente del Consiglio in persona all’esecutivo nel suo complesso, al partito del premier – subiscono un calo di fiducia o direttamente di consenso. Ma con la solita massima libertà e responsabilità, noi registriamo tutto questo come un fatto positivo: al di là delle specifiche scelte nella predisposizione della finanziaria – che questo giornale ha criticato prima degli altri, lunedì sera, anche rilanciando Bagnasco sui giovani – il governo si assume finalmente le (proprie) responsabilità, e fa quello che serve al Paese. Dopo quindici anni in cui ci eravamo abituati a vedere esecutivi di centrodestra che disfacevano i conti che venivano poi rimessi in sicurezza dai governi di centrosinistra, anche i conservatori – come in tutta Europa – fanno la loro parte per portare in porto il nostro Paese. Contesterete, non c’era alternativa: vero, ma non era comunque (purtroppo) scontato. Dopo di che torneremo ad entrare nel merito: e ci sarà modo di criticare (ancora) le scelte del governo così come l’opposizione (come facciamo, peraltro, abitualmente). Ma intanto registriamo questo fatto positivo. Che venga accolto con favore dal Paese. Read more

Diario. L’europeismo della destra (- Lega) Barroso: “Euro, Berlusconi già decisivo” E lui: “L’Europa è la nostra patria futura” (Una) garanzia di apertura e democrazia Isolare le camicie verdi facendo(vi) leva

maggio 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. E se a questo punto della Storia, il ritorno dell’Udc nella coalizione di centrodestra – come puntello e futuro (ma non troppo) piede di porco per estromettere dall’alleanza il partito di Bossi, ed isolarlo – fosse auspicabile da parte di tutta la politica italiana (meno i nordisti)? Gli elettori Udc, lo abbiamo visto, sono per il 60% di orientamento conservatore, il che significa che in una coalizione che non fosse di “salvezza nazionale” con Democratici e loro alleati non seguirebbero i propri leader; il terzo polo non avrà spazio ed è in grado di restituire al nostro Paese solo una stagione di consociativismo. Per le stesse ragioni il ritorno dell’Udc a destra può accelerare il processo di maturazione del bipolarismo (verso anche l’approdo finale del bipartitismo, al quale i centristi dovranno arrendersi se non vorranno esserne schiacciati). E ciò determinerebbe un progressivo isolamento e ridimensionamento della Lega che, lo sappiamo, va forte solo quando è in coalizione con il Pdl. E’ una prospettiva che dovrebbe essere cara anche al centrosinistra, che avrebbe modo di recuperare le proprie schegge (impazzite) e accelerare a sua volta verso la nascita del grande Partito Democratico all’americana di cui abbiamo (ri)parlato (nell’era bersaniana) noi per primi, in grado di esercitare una vera vocazione maggioritaria e di aspirare ad essere compiutamente il partito del Paese.

Il giornale della politica italiana è il giornale della politica vera, fatta di visione e scelte concrete per il futuro dell’Italia; ma questa non è politique politicienne. Anche perché per arrivare a tutto questo può essere decisivo (appunto) il fattore-Europa: che è maldigerito dalla Lega, che potrebbe sfruttarne il traino per avere più carte da giocare per ottenere una sempre maggiore autonomia della «regione più ricca (o quasi)» del Vecchio continente, il nord del nostro Paese, come tessera (appunto) del puzzle europeo, ma è schiacciata dalla contraddizione tra la volontà di governare un’area a vocazione continentale e globale e il proprio estremismo regionalista, localista e identitario. E allora, anche alla luce della sensibilità del presidente del Consiglio che conferma le grandi doti di pontiere (almeno al di fuori dei nostri confini; per quanto non si possa ridurre la politica estera ad un gioco diplomatico individuale, questo è vero, e per quanto la diplomazia non possa reggere ad una estremizzazione (para)”servilistica”) e si dimostra, oggi, il capo di governo di destra più europeista dello scacchiere, ne si faccia la prospettiva che mette d’accordo tutti (gli altri) e isola definitivamente il radicalismo leghista. L’Udc, ma anche i finiani, stiano all’ascolto. Il racconto, a partire dalla giornata intorno al ddl intercettazioni, all’interno è di Baffigo. Read more

La fiducia in Tremonti schizza al 52%: +6% Signor ministro, ora onore al (suo) merito Sondaggio Crespi, su anche Berlusconi Partiti: male Pdl e Pd, in crescita Vendola

maggio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Osservatorio settimanale di Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana, il titolare del dicastero di via XX settembre, da noi ieri aspramente criticato, incontra però il favore degli italiani, balzando al terzo posto (dietro a Maroni e Brunetta) nella speciale classifica del gradimento dei ministri. Tremonti riesce evidentemente a dare l’idea di una guida salda della nostra economia, nel momento di massimo pericolo (reale o percepito). Nessun mea culpa, naturalmente, da parte nostra – nemmeno la fiducia, così come il consenso, dà alcuna garanzia rispetto al rendimento; semmai è sintomatico del rendimento percepito – anche qui – che però a volte non ha nulla a che vedere con quello reale – ma anzi rilanciamo la nostra domanda di ieri: come stanno davvero i nostri conti, signor ministro?, insieme alla presa d’atto del giudizio degli italiani (si tratta comunque solo di poco più una metà del Paese che gli dà un voto superiore alla sufficienza). Altrettanto rilevante (e ugualmente – non – indicativa) la ripresa del presidente del Consiglio, dopo mesi di caduta. Il “successo” di immagine di Tremonti e Berlusconi non garantisce però – a quanto pare – neppure il voto dei cittadini, che bocciano il partito del premier, anche se pure i Democratici non se la passano bene (nuovo minimo storico, al 25%). Interessante rilevare come Pd, più Idv più Sinistra Ecologia e Libertà (sostanzialmente, al momento, il travaso di voti rimane entro questi confini; che sono poi quelli – più Api – del possibile Partito Democratico all’americana del futuro con fondamento alla propria vocazione maggioritaria che costituirebbe uno dei due pilastri di un bipartitismo all’italiana, quello che questo giornale auspica si possa raggiungere. E, come ampiamente raccontato, potremmo essere sulla buona strada) formerebbero, insieme, il primo partito italiano. Ci presenta (tutti) i dati, come sempre, il nostro Luigi Crespi in persona. 

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Diario politico. Stanno dividendo il Paese E’ arrivato primo “sì” a ddl intercettazioni Presto l’Italia ignara in mano alle cricche Approvato anche federalismo demaniale In regalo alle Regioni territori e altri beni Profezia di Crespi: ‘Così sarà secessione’

maggio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il grande sondaggista sbaglia di rado. Dalle nostre colonne prevedette, a fine gennaio, la resa dei conti nel Pdl dopo le Regionali. Nel commento di ieri sulla crisi della classe dirigente una nuova previsione: «Continuiamo così, lasciamo il Paese nel caos, e la Lega avrà vita facile a portare a compimento il proprio disegno». Oggi, dopo la sbornia legata alla crisi della Grecia e alla corsa ai ripari (anche dall’assunzione pubblica delle proprie responsabilità, come abbiamo visto nel pomeriggio) del nostro ministro dell’Economia (come dei colleghi degli altri Paesi), in qualche modo riprende il corso “naturale” della legislatura e la maggioranza incassa due (per loro) importanti risultati nell’attuazione dei loro programmi (più che del programma). Che riletti alla luce del contesto nel quale si registrano e della profezia di Crespi sembrano preparare, e anticipare, quel finale. La tesi dell’ex spin doctor del presidente del Consiglio è chiara: un’Italia bloccata dalla corruzione, dagli interessi particolari, dalle divisioni (anche) nei partiti favorisce inevitabilmente la tentazione separatista. Il ddl intercettazioni è un grande mantello sotto il quale tutto questo vivrà un nuovo (nefasto) sviluppo: se è stato possibile assistere a quello a cui abbiamo assistito nonostante la consapevolezza di tutti della possibilità di essere intercettati e dunque scoperti, figuriamoci a cosa (non) potremo assistere quando potrà avvenire senza che nessuno di noi se ne possa accorgere. E naturalmente il sistema finirà per scoppiare: o imploderà per le manchevolezze e i guasti che tutto questo andrà a provocare, o esploderà perché prima o poi, anche senza intercettazioni, ciò verrà a galla. Al primo sì della commissione Giustizia della Camera al ddl salva-(o moltiplica-)cricche (per non parlare naturalmente dei criminali “comuni”: di questo abbiamo già scritto e scrivono ampiamente tutti i grandi quotidiani) si aggiunge l’approvazione del primo decreto attuativo del federalismo fiscale, quello che riguarda il demanio, ovvero le proprietà “territoriali” dello Stato. Che a partire da oggi (o comunque da quando arriverà il “sì” definitivo) saranno però delle Regioni, per una vera e propria divisione dei beni – tra marito e moglie che si stanno per separare (?). Il senso del provvedimento appare questo, e se a monte si lavora, appunto, a preparare il terreno, la profezia di Crespi potrebbe anche (ancora una volta) avverarsi molto presto. In tutto ciò l’opposizione oggi si è divisa, dando un proprio placet, tra l’altro, con l’Italia dei Valori, al federalismo demaniale. Anche per questo, naturalmente, sarà più facile per la Lega portare a termine il proprio progetto storico. Speriamo di no, ma non sarà presumibilmente possibile evitarlo senza un cambiamento radicale. Entrambi i provvedimenti (e altro) descritti nel dettaglio, affinché possiate farvi una vostra idea, all’interno, da Finelli. 

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