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(Oggi siamo ancora) la Repubblica della corruzione di Franco Laratta

febbraio 3, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ma torneremo ad essere la culla della civiltà. Giulio Tremonti, nel suo nuovo libro, attribuisce la (ir)responsabilità del declino del capitalismo – e delle istituzioni democratiche (?) su di esso, a dire il vero, (af)fondate – alla sua deriva ‘finanziarista’, al distacco della ‘macchina dei soldi’ dalla nostra realtà (comunque economica). Individuando peraltro nel tornare sui (nostri) passi compiuti in questo senso di stravolgimento della nostra economia (ma ad un livello ancora superficiale rispetto al recupero del suo concetto originale. Che è quello di un’economia al servizio di una ragione – di vita – più alta; non più fine (ma mezzo), e tanto meno fine a se stessa, ‘come’ la finanza), la possibile soluzione (“strutturale”) alla crisi. Ma il distacco al quale fa riferimento Tremonti rischia di essere ‘rintracciabile’ nella stessa natura di ‘macchina’ (finanziaria ma anche – quando ‘angustamente’ cessa di essere mezzo e diventa fine – ‘economica’) del capitalismo, che mette al centro delle nostre vite (? Appunto. Determinando un effetto di sterilità im-morale) l’esclusivo arricchimento (? Materiale). E a quale condizione è destinato, un Paese – non, un (‘semplice’) mercato – che si affida alle dinamiche economiche e finanziarie come unica ‘ragione’ (?) della propria esistenza, rinunciando non tanto ad una possibile ‘regolazione’ – che presuppone comunque una certa subalternità – ma alla necessaria primazia e leadership della Politica (cioè dei suoi cittadini con le loro esigenze più profonde)? Giulio Tremonti è anche l’ultimo ministro dell’Economia di una serie di governi (di una destra antitetica rispetto alla sua tradizione storica) anti-italiani. Una destra che nel (non) esercitare le proprie prerogative di guida del Paese, non ha mai davvero messo il bene della nazione in cima alla propria scala di priorità. Se a quella crisi di vocazione vista sopra si accompagna - o meglio se essa è, a sua volta, (con)causa di – questa perdita di spirito nazionale, come (di)mostra appunto il declino (non elettorale, certo, ma ‘solo’ per colpa della sinistra) della destra (il)liberale italiana, in che cosa può trasformarsi, quel Paese – privato di ogni “ragione più alta” – se non nell’imper(i)o, sì, ma della corruzione (dove come abbiamo detto – ma repetita iuvant – l’unico fine, anzi, valore – Monti dixit – è l’accumulo di ricchezza, e in quanto valore – “supremo” – giustifica qualsiasi mezzo)? Ecco allora che la soluzione a tutto questo non può che coincidere (non con un semplice reset che faccia ripartire poi lo stesso conto – alla rovescia, in tutti i sensi, ma) col (ri)darci una prospettiva non più solo economica (ovvero economica ma nel suo senso originale, oggi superato e dimenticato) ma (appunto) più alta; e a quale obiettivo – o vocazione – specifico può rivolgersi, la nazione che è già ripetutamente stata, nel corso della propria Storia, la terra in cui si sono decisi i destini del pianeta, se non a quello di tornare ad essere il luogo in cui si (ri)genera, attraverso il recupero di una dimensione etica e filosofica, la nostra (possibile, nuova) civilizzazione? L’imper(i)o della corruzione, ora, magistralmente descritto dal deputato del Pd. di FRANCO LARATTA*
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Gli impegni (?) con l’Europa. Silvio-Totò a vertice Ue di Franco Laratta

ottobre 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Consiglio (?) e il ministro (?) dell’Economia all’incontro in cui si decide come rispondere alla crisi. E al quale l’Italia (?) avrebbe dovuto presentarsi con un (proprio) piano (per la crescita!) da adottare nel nostro Paese. Il deputato del Pd ha avuto accesso alla trascrizione (segreta!) del colloquio tra i nostri (?) rappresentanti (?) e il Cancelliere tedesco. E lo ha passato al (“suo”) giornale della politica italiana, che è in grado di pubblicarlo in esclusiva. di FRANCO LARATTA* Read more

***Ecco dove si può “tagliare”***
LA CRISI E LA MANCANZA DI CORAGGIO
di FRANCO LARATTA*

agosto 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha già avuto modo di indicare nell’innovazione la stella polare da seguire per ritrovare la (retta) via della costruzione del futuro. E quel tipo di cambio di prospettiva sarebbe in grado, da subito, di placare i mercati e di derci respiro anche per ciò che riguarda il bilancio, perché sarebbe il primo, unico, vero e possibile passo verso una crescita duratura e anche consistente. Ma tutto questo, naturalmente, va accompagnato – come abbiamo scritto lunedì – con una riduzione drastica della spesa. O, comunque, con la chiusura di tutte quelle falle che, attivamente o passivamente, portano lo Stato a sperperare (talora non incassando come sarebbe dovuto) milioni di euro. Il deputato del Pd punta il dito contro l’opportunismo (a questo punto, però, abbastanza “suicida”, perché un Paese che continui ad avvicinarsi al baratro, quando non ci dovesse cadere, non è comunque un buon viatico per pretendere di rivincere le elezioni) di un governo che pensa, nell’ordine: a fare i propri interessi (quelli di Berlusconi), a difendere, come gli scellerati (in questa occasione) Repubblicani americani i privilegi insostenibili di classi altissime (ma solo per reddito) la cui disponibilità, che si legge “possibilità di contribuire alla salvezza e alla ripartenza comune senza modificare neanche lontanamente il proprio tenore di vita”, non viene minimamente ricercata o presa in considerazione; a rimanere a galla senza accorgersi, però, appunto, che la china imboccata non offre grandi prospettive nemmeno per un esecutivo che continui a non fare la propria parte (e, quindi, non si assuma la responsabilità di scontentare direttamente nessuno – di elettoralmente rilevante. Ma, appunto, il declino-rischio default, mantenuto in essere dalla passività, è di per sé un buon modo per “scontentare” – si fa veramente per dire – tutti. Anche perché, appunto, la via dei sacrifici non è l’unica percorribile o non andrebbe percorsa da sola senza motivare i nostri connazionali con l’implementazione di un piano non solo difensivo e in “perdita” ma anche offensivo e di crescita. E ogni governo, in questo Paese, in questa situazione, avrebbe margini enormi per operare – possibilmente, bene). E poi, Laratta, ci dice ciò che, ragionevolmente, possiamo fare per rimettere in sesto il bilancio. Sul fronte appunto (direttamente) delle entrate e delle uscite. E poi c’è la crescita, di cui abbiamo parlato lunedì. Sentiamo. di FRANCO LARATTA* Read more

***La denuncia***
LUNGHE VACANZE E LAUTE PENSIONI PER UNA VERGOGNOSA CASTA DI INTOCCABILI di MASSIMO DONADI

agosto 3, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mentre si attende con ansia l’intervento in Parlamento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, cautamente posticipato di due ore per poter parlare a Borsa chiusa, si apprende che la ripresa dei lavori della politica italiana quest’anno è stata fissata per il 12 settembre. Lunghe e serene vacanze per la Casta mentre il Paese va a rotoli, i mercati sono in preda al panico ed i listini più che mai volatili. Ma non si parla solo della lunga estate della politica italiana sulle nostre colonne. Martedì dai banchi delle opposizioni si rilanciava l’abolizione dei vitalizi per i parlamentari, segnale forte, ed ormai necessario, contro i privilegi della politica in quella che per molti italiani sarà una critica estate. Il risultato: la richiesta è stata “bypassata” per un vizio di metodo. Il capogruppo alla Camera de l’Italia dei Valori commenta, qui sul giornale della politica italiana, il “nascondere la testa sotto la sabbia” della classe politica italiana, di una frangia in particolare, piuttosto che lottare per una più equa distribuzione delle nostre scarse risorse. Sentiamo. Read more

TREMONTI VITTIMA DI SPIONAGGIO (?): «in caserma non mi sentivo più tranquillo». E dalla procura di Roma partono le indagini

luglio 30, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’autodifesa del titolare dell’Economia innesca un effetto domino. La procura di Roma intende aprire un fascicolo processuale sulle affermazioni del ministro, nelle quali dichiarava di sentirsi «spiato, pedinato, controllato». Tremonti vittima di spionaggio? Su questo interrogativo gli inquirenti inizieranno a lavorare dall’inizio della prossima settimana. Nel frattempo però il dibattito politico non si fa attendere. Continuano i cori di protesta di coloro che vorrebbero un po’ più di senso delle istituzioni anche qui nel Bel Paese. Andrea Sarubbi, ricordando alcuni esempi svedesi, analoghi per quanto assai meno gravi, ne descrive le conseguenze. Ed in un sillogismo che parte dalla Scandinavia sembra pretendere molto di più dell’autodifesa del titolare di Via XX settembre. Sentiamo. Read more

MA TREMONTI E’ DAVVERO COSI’ INTELLIGENTE?

luglio 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’inchiesta P4 fa tremare via XX Settembre ed il suo titolare, che stamani si sente costretto ad una seconda autodifesa: «Io prima di fare il ministro dichiaravo al fisco 5 milioni, 10 miliardi di vecchie lire all’anno. Devo dire che do in beneficenza più di quanto prendo come parlamentare. Non ho bisogno di avere illeciti favori, di fregare i soldi agli italiani. Non ho casa a Roma non me ne frega niente, non faccio vita di salotti». Ed ancora: «Forse avrei dovuto essere più attento, ma se devi lavorare in quento modo… Gestire il terzo debito ti impegna abbastanza. Ma se ci sono stati illeciti la magistratura procederà. Se ci sono stati appalti commissariamo tutto, abbiamo già commissariato una società e lo rifaremo se serve». Delle scuse vere e proprie però non arrivano: «Scusarsi? Per uno come me è una cosa…». La voce del ministro si interrompe, facendo alludere ad un gesto che difficilmente riuscirà a compiere. E c’è chi non ci sta. C’è chi non crede alla buona fede del ministro, alla sua candida innnocenza nel collaborare con Marco Milanese. E lo dice chiaramente, qui, sulle colonne del giornale della politica italiana. La parola a Gad Lerner. Read more

Manovra salva-Italia, governo “coniglio” Rinvia scelte dure a prossimo esecutivo Abbozza sviluppo ma senza poi coraggio Scarica peso sugli enti locali (i cittadini!) Il governo che ha a cuore solo se stesso E noi siam daccapo: così non ci salviamo

luglio 1, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le misure “positive”: forfait del 5% per i giovani imprenditori (sotto i 35 anni); un inizio di riforma del collocamento che prelude ad una ristrutturazione del mercato del lavoro (e del sistema-Italia nel suo complesso). Ma questo esecutivo si ferma a questo abbozzo. Che varrà peraltro solo a partire dalla prossima legislatura. Come tutti gli interventi impopolari: aumento per tutti dell’età di pensionamento, stop agli aumenti delle pensioni più alte (ma, come scrive Mario Adinolfi su Fb, sarebbe (stato) giusto cominciare a parlare anche di una possibile revisione dei loro valori assoluti), riduzione dei costi della politica: parificazione degli stipendi dei parlamentari alla media europea, auto blu non cancellate (come chiedeva, tra il resto, il giornale della politica italiana) ma semplicemente quelle che ci sono, una volta non più utilizzabili, non verranno sostituite (ma intanto continueranno a farci buttare milioni di euro!). Come dice Casini, “una manovra stupida. E sleale”. Ovvero: anche il governo capisce (più o meno) ciò che è necessario fare, ma non fino in fondo, e comunque, pensa, che lo faccia qualcun altro. Solo che la manovra si rendeva necessaria per mettere in sicurezza l’Italia, riducendo i costi e avviando lo sviluppo: concentrando il peso della riduzione su Comuni e Regioni, ovvero su tutti noi (invece di concepire un piano equo e complessivo di tagli agli sprechi e di riduzione dei costi, e subito), la coperta resta corta: ci sarà un po’ di risparmio, ma il Paese non reagirà (se non si deprimerà); e nel medio (e poi lungo) periodo ci ritroveremo daccapo. Posto che, in attesa di vedere entrare in vigore i (pochi! E vacui) provvedimenti utili, i mercati, come fa notare di nuovo il leader Udc, non decidano ugualmente di metterci sotto attacco capendo la mancanza di coraggio di questa manovra, e di questo governo. Provvedimento (?) per provvedi- mento la manovra Tremonti (e la legge delega sul fisco), all’interno, per la firma di Ginevra Baffigo. Read more

***L’editoriale***
IL CENTRODESTRA GUARDI OLTRE SILVIO, O AFFONDERA’ CON LUI
di LUIGI CRESPI

giugno 1, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ giunto il momento di ricostruire. L’opzione della nomina di Alfano segretario del Pdl è una prima risposta del presidente del Consiglio, che comprende la necessità di un rinnovamento, ma pensa forse di poter continuare ad esserne il king maker. Invece la destra italiana deve cominciare a camminare con le proprie gambe, o prolungherà la (propria) agonia, fino ad esiti (non favorevoli) imprevedibili. di LUIGI CRESPI Read more

L’indifferenza verso gli italiani alla radice della debacle Luigi Crespi

maggio 31, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Berlusconi ha perso perché non ha saputo dare risposte al Paese, il che, pure in una democrazia (an- cora) immatura come la nostra, e sia pure con il controllo esercitato sui media, rappresenta un conto che alla fine tutti, quale che sia la natura del proprio potere, sono costretti a pagare. Ci torneremo su, ma l’unica politica che alla fine paga è quella onesta, responsabile, disinteressata, vissuta come un servizio, il cui protagonista sia la costruzione del futuro e non parzialità, personalismi, addirittura interessi privati. La lezione vale per tutti; ed è su questa base che i nostri connazionali hanno dato fiducia a De Magistris, Pisapia, Zedda. Sarà la pulizia del loro comportamento a decretare l’esito della loro esperienza. Ce ne parla l’ex spin doctor del presi- dente del Consiglio. di LUIGI CRESPI Read more

Giovani, governo vuol differenza classe Tremonti: “Si riabituino a far lavori umili” E per Sacconi meglio (così) non laurearsi Sì, tutti mestieri hanno funzione e dignità E ora “onore” va spostato sulla persona Ma l’Italia vuole essere culla della civiltà E (ri)concorrere alla Nuova Civilizzazione Il diritto alla cultura rivà reso universale E serve sempre più “vostra intelligenza”

maggio 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

“Studiate. Perché abbiamo bisogno della vostra intelligenza”. Antonio Gramsci avrebbe potuto pronunciare questa frase nell’Italia di oggi, e avrebbe colto l’esigenza di una diffusione della cultura (popolare), per preparare, liberandone appunto le risorse intrinseche, il nostro Paese al proprio possibile Nuovo Rinascimento. Che, “tecnicamente”, passa anche attraverso un sistema economico che, come abbiamo detto prima, dovrà avere al proprio vertice l’innovazione. E a questo scopo non solo non possiamo permettere/ permetterci che lo studio torni ad essere una prerogativa di pochi, ma dobbiamo creare le condizioni – facendo della nostra istruzione la più avanzata al mondo, integrando e mettendo nella condizione il sistema delle imprese e del lavoro di favorire e raccogliere la spinta che verrà dall’istruzione rifondata – perché il lavoro intellettuale divenga una necessità sempre maggiore per tenere il passo di una nostra economia finalmente avviata ad uno sviluppo duraturo. Ciò non significa del resto abbandonare il filone degli altri mestieri, bensì l’esatto contrario: un’Italia che si riabbia della propria capacità di pensare è un’Italia (più) libera e capace di riassegnare alla Persona il proprio primato sociale, così che la “differenza” non sia più fatta dell’impiego che ciascuno svolge bensì dal proprio valore umano e dalla propria saggezza. Naturalmente tutto questo non piace al ministro del Welfare (?), che predilige un Paese bloccato e incatenato nella propria mancanza di consapevolezza. Come, con questa come sempre fulminea (appunto) istantanea, ci racconta Giulia. Read more

Tremonti: “E’ il sud a frenare l’economia” Prodi: “Convogliamoci traffici da oriente” Può (ri)diventare la piattaforma d’Europa La responsabilità (federale) dei comuni Scuola (cultura) per prepararci a ‘viverla’ Le infrastrutture col nord per collegarla E’ così che si vince (anche) la criminalità

maggio 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Come si può immaginare di far risorgere una comunità, senza offrirle uno scopo e, con essa, una motivazione? Così come l’Italia ha bisogno di un nazionalismo necessario per compiere (con efficacia) le scelte che servono a salvarla e a rifarla grande, allo stesso modo è inutile parlare di sud senza concepire una prospettiva nella quale il Mezzogiorno possa ritrovare una ragione d’essere, e così la forza per rialzarsi – sulle proprie gambe. Una ragione già (parzialmente) indicata dall’ex presidente del Consiglio, per il quale il nostro sud può diventare la porta del Vecchio Continente (e non solo) con Cindia, con il mondo arabo e, in futuro, con quel grande gigante addormentato che è l’Africa. Il sud come l’etrusca Spina, che conobbe uno sviluppo e una grande civilizzazione proprio per essersi caratterizzata come la porta dei traffici con l’oriente. Spina, beninteso, era collocata all’attuale foce del Po, ma diversa era la geografia – e i traffici - del mondo allora conosciuto. Calabria, Basilicata, Sicilia, oltre alla Puglia e alla Campania rappresentano geograficamente il punto di snodo ideale tra quei grandi punti cardinali: l’oriente, l’Africa, l’Europa. Modellare, ora che stanno nascendo, o si stanno comunque consolidando, i traffici di questa parte di occidente con Cindia e con il Medioriente cosìcché trovino un punto di approdo, per l’accesso all’Europa, nel nostro sud significa avviare il fiume inarrestabile dello sviluppo, che orientato su di un alveo ripulito adeguatamente da rami e rifiuti ridarà floridità alle rive del Mezzogiorno. La ripulitura dell’alveo? Consiste in un contestuale investimento nella scuola, che possa rappresentare (ancora di più) un punto di riferimento e la grande madre capace di accogliere i figli delle terre del mezzogiorno che, di fronte all’arrivo dell’acqua (in tutti i sensi?), vogliono imparare a navigare per non perdere l’opportunità di esserci. E in un altro, contestuale investimento in infrastrutture che, come negli anni del boom, offrano gli strumenti per trasportare i frutti delle rive tornate a fiorire grazie al bagno dell’acqua del fiume dello sviluppo, al nord e nel resto d’Europa, in modi e tempi competitivi con quelli di altri corridoi. Tutto questo è necessario farlo contestualmente, o il puzzle rimarrà incompleto e verrà aggredito dalle erbacce e dal degrado come le molte costruzioni abbandonate che siamo abituati a vedere al sud. Il fiume in piena nell’alveo ripulito è in grado di spezzare l’argine della criminalità, e di dirigersi, con le sue barche piene di frutti delle nostre terre, verso il nord e il resto d’Europa. Per questo come per tutta la nostra politica è necessario un completo ribaltamento di piano fondato su (questo) progetto organico e complessivo, le toppe ai pantaloni sdruciti non ridaranno mai floridità al nostro sud. Il modo per assicurarsi che il coordinamento nazionale trovi una risposta altrettanto efficace a livello locale? Ridare il controllo alle piccole comunità, ai cittadini, padroni del proprio futuro. Insomma ai comuni. Da cui possa (ri)sorgere un movimento capace di riprendersi anche i livelli intermedi delle istituzioni. Ma anche qui, bisogna fare presto; le vie dei traffici si decidono ora. Tutto questo deve partire immediatamente, o perderemo anche questa occa- sione. E non ce ne saranno più molte altre (M. Patr.). Read more

Diario politico. Dossier decreto sviluppo C’è la sburocratizzazione (per le imprese) (è primo impegno mantenuto da Silvio?) Sulla casa c’è rischio cemento selvaggio Un “riconoscimento” a scuola e ricerca Confindustria: ‘Ma (ciò) non è strutturale’ Perciò non basta e c’è il marchio destra Ma il governo finalmente batte un colpo E il Pd perde un’occasione di confronto

maggio 6, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Il giornale della politica italiana scrive da mesi che per salvarsi e tornare grande, l’Italia è chiamata a mettere in campo un progetto organico e complessivo che rifondi, sostanzialmente, da “zero” e strutturalmente il Paese. E – da ultimo ancora ieri, con il suo direttore - ha fatto seguito a questa dichiarazione teorica con la pratica di proposte, spunti e suggerimenti – portati a maturazione nel progetto organico e complessivo concepito da il Politico.it – tali da consentire di attuare quell’intendimento. Il decreto dell’esecutivo contiene invece una serie di piccoli interventi che probabilmente non basteranno ad aggiustare strutturalmente la nostra situazione, e tanto meno ci consentiranno di esplodere. Ma, colpi di testa a parte – come la “vendita”, in tempi “brevi”, delle nostre spiagge – si tratta comunque di un lodevole “inizio”, che pone fine a lunghi mesi di immobilismo a fronte della richiesta, non solo (evidentemente) da parte nostra di un cambio di direzione. E male ha fatto il Pd ad occuparsi di altro – la possibilità di una nuova manovra che si profilerebbe all’orizzonte – invece di dire la sua nel merito sulle specifiche iniziative. Dopo avere messo in campo le proprie, proposte, il Politico.it vi racconta il decreto sviluppo del governo. La firma è di Ginevra Baffigo. Read more

Futuro dell’Italia. Crescita e lavoro, il coraggio di innovare M. Patrone

maggio 5, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nelle ore in cui il governo batte un colpo e mette in campo alcune misure per far ripartire la nostra economia – ne parleremo approfonditamente nel Diario politico – il giornale della politica italiana ripropone l’editoriale del suo direttore uscito il 27 aprile scorso. Il decreto sviluppo dell’esecutivo è un apprezzabile inizio di ripresa – in tutti i sensi – ma rischia di essere insufficiente a fronte della persistenza di un debito che ci appesantisce, così come la mancanza di provvedimenti per il taglio della spesa consoliderà e manterrà la pericolosità di questa tendenza. E il problema della disoccupazione dei giovani resta affidato (solo) ad una speranzosa prospettiva di crescita (lieve). Una nuova politica figlia del nostro tempo vuole avere (invece) l’ambizione di guardare oltre l’ordinaria gestione (sempre meglio comunque dell’immobilismo). Nell’inserirsi sulla scia della proposta Amato per l’abbattimento del debito pubblico – rilanciata oggi su Facebook anche da Mario Adinolfi - Matteo Patrone scrive una nuova pagina del racconto del (possibile) futuro de il Politico.it. Proposte (concrete), il beneficio (è proprio il caso di dirlo) del dubbio. Il di- battito, come sempre, è aperto. di MATTEO PATRONE Read more

Diario politico. Pigi non è mio segretario Da ‘miliardario’ Silvio detto con disprezzo A iconografia su Lega che l’ha pendente (fronteggiando così solo i ‘nani’ leghisti) Il vuoto di stile esprime un vuoto di idee Con Bersani Pd resterà un mezzo partito Invece ora come mai serve (tutto) a Italia

maggio 5, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché i Democratici sono quella forza più onesta e responsabile della nostra politica chiamata ad assumersi la responsabilità - e l’onore - di salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese. E se il rischio, come vedremo magari più tardi, è che chi verrà dopo Berlusconi (e Tremonti può rappresentare solo uno specchietto per le allodole) porti a compimento quello sfondamento anti-democratico preparato da trent’anni di rivoluzione anti-culturale del presidente del Consiglio, rendendo l’Italia “positiva” (?) al virus del fascismo che, scrive Giorgio Bocca, è “tornato tra noi”, e nessuna certezza può essere legata alla reazione (è proprio il caso di chiamarla così?) delle altre frange della politica italiana, non in funzione difensiva, ma proprio per andare all’attacco e rifare grande l’Italia, (mai come) in questa fase storica la nostra nazione ha bisogno di un Pd che si faccia “partito dell’Italia” e rappresenti la possibile scelta ideale di quella maggioranza di nostri connazionali che non si riconoscono nell’estremismo berlusconiano, e agognano quella nuova politica che vada oltre la rappresentanza di specifici interessi costituita dai cartelli della destra e della sinistra che si occupasse di e facesse solo il bene del Paese. In questo contesto, un Pd vecchio, chiuso in se stesso (“ideologicamente”, nonostante l’apertura delle alleanze, in realtà compensativa di quella chiusura “programmatica”), nostalgico della lotta di classe e del socialismo, è esattamente ciò che può spalancare delle praterie alla soluzione non auspicata. Ed è naturalmente il segretario ad averne la principale (ir)responsabilità. Il racconto della giornata di ieri, con il Tuttoberlusconi da Vespa, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Senza riduzione debito non ripartiremo Ma senza lo sviluppo saremmo daccapo Via i privilegi della politica (e gli sprechi) Poi contributo di italiani al ripianamento Intanto il mercato del lavoro sia ‘liberato’ Sì ora alla possibilità di licenziare (tutti) Occupazione continua con la formazione Solo così (?) si salva e rifà grande l’Italia

aprile 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mentre il resto della stampa fa le pulci alla nostra politica autoreferenziale di oggi, a cui è collaterale, il giornale della politica italiana continua nel proprio impegno per gettare le basi della costruzione del futuro. Nel 1835 gli Stati Uniti azzerarono il loro debito, mettendosi nella condizione di prolungare una (eterna?) giovinezza. Oggi l’Italia è appesa al proprio (di debito). L’attuale ministro dell’Economia, che ci osserva stupito dall’immagine che accompagna questo articolo, ha trovato nella necessità di mantenere in ordine il bilancio l’unica stella polare della propria azione (?) economica. Ma stare fermi non risolve e, a lungo andare, nemmeno tampona (più). Con questo intervento del suo direttore, il Politico.it avanza allora una (ulteriore) proposta su come coniugare il necessario ripianamento del debito – a partire da una (altra) proposta di Giuliano Amato – e lo sviluppo, che, scrive Matteo Patrone, non può passare – durevolmente – che dalla costruzione di una prospettiva per i nostri (singoli) giovani e (quindi, e viceversa) per il Paese. di MATTEO PATRONE            Read more

TREMONTI,
IL GRANDE BLUFF

Economia, governo in preda al panico
Il ministro non sa che pesci pigliare
Il premier(?) lo fa attaccare dal Giornale

aprile 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Aggrappato al palo-stabilità. Di una nave in tempe- sta. Giulio Tremonti appare come un timoniere senza barra. La definizione del titolo è di Sandro Gozi. Il ministro più lodato della Storia della Repubblica non ha compiuto, in questi anni, una sola scelta di politica economica. La presunta abilità nel tenere in ordine i conti è in realtà frutto della non-azione. Che per un Paese in declino equivale ad una fine sicura. Tremonti è oggi (?) un non-ministro. Che sfugge al controllo del non-presidente del Consiglio. Il quale è costretto a scatenare Sallusti anche per “parlare” col titolare del dicastero-chiave del suo governo. Su cui chiosa il conduttore de L’Infedele. di GAD LERNER Read more

Ora Tremonti faccia il ministro e non (solo) l’analista di Luigi Crespi

marzo 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Da dieci anni il titolare del dicastero di via XX settembre prevede sciagure finanziarie che in qualche caso si verificano. L’ultima “anticipazione” è di giovedì sera, quando ad Annozero ha fatto capire che la cappa dei derivati dalla quale è “piovuta” la crisi economico-finanziaria i cui effetti molti di noi continuano a patire in questi mesi – e che ha colpito duramente alcuni italiani, e intere classi, quando non gli stessi Stati, in altri Paesi meno solidi economicamente – si trova ora di nuovo sopra le nostre teste, e con lo stesso contenuto potenzialmente tossico. La domanda che il grande sondaggista si fa allora è: considerato che Tremonti non è un economista “isolato” di passaggio, ma da (altrettanti) dieci anni guida la quinta economia del mondo, partecipa a vertici europei, G8, G20, perché lo stesso Tremonti non interviene con decisione – a parte rivendicare la primogenia dell’idea degli eurobond e continuare a chiedere la loro adozione, cosa a detta degli esperti non sufficiente per l’Europa e comunque non di certo per invertire la tendenza generale - per evitare che tali situazioni di crisi si verifichino? Non è demagogia se si tiene in conto che tutt’oggi lo stesso nostro Paese – quindi un livello sicuramente (?) alla portata (?) del Divo Giulio - non ha una strategia per costruire il proprio futuro, e prevenire i temporali. Basta tenere la ferma la macchina sul precipizio, perché prima o poi non vi caschi dentro (o peggio ancora si stacchi il costone)? di LUIGI CRESPI Read more

Ma dove sono le risposte del governo? Gozi: ‘Inflazione a 2.1% (+0.4 da dicembre) In media europea, ma cresciamo la metà” Numero dei laureati è più basso d’Europa Senza un presente, ed è peggio il futuro Il tempo è prezioso: e Berlusconi che fa? Decisioni subito o è meglio andare a voto

marzo 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ stato ancora una volta il giornale della politica italiana a lanciare per primo l’allarme, ormai mesi fa, e sempre da il Politico.it è partita la presa di consapevolezza dell’autoreferenzialità di una nostra politica alla quale andava data una sola risposta: ricominciare ad avanzare (e, per chi fosse al governo, a recepire e mettere in atto) proposte concrete, perché la politica è questo e non il chiacchiericcio che lo stesso presidente del Consiglio ha mirabilmente definito il «teatrino della politica», salvo diventarne il principale animatore. Read more

***Il commento***
ALLE AMMINISTRATIVE PREVEDO SORPRESE
di LUIGI CRESPI

marzo 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

A cominciare da Milano, che il grande sondaggista ci invita a tenere d’occhio. Gli stessi rilevamenti possono non fotografare ancora una situazione in via di maturazione in cui gli italiani hanno voglia di cambiamento. E il centrosinistra, piano piano, si sta attrezzando. Il profilo di Bersani appare più solido e sicuro, il progetto invocato dal giornale della politica italiana, e sul quale i Democratici hanno “risposto” alla chiamata de il Politico.it, non è ancora quel disegno organico e complessivo per un completo ribaltamento di piano che è ciò che può salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese, e viene comunicato ancora senza consapevolezza, ma comincia ad esserci. Con un po’ più di coraggio, l’alternativa ci sarà. E la brama di voltare pagina che il nostro Paese, ancora sottotraccia, ha, potrà essere espressa e trovare soddisfazione. di LUIGI CRESPI Read more

Diario politico. Legittimo (?) impedimento Berlusconi: non ho poteri per governare E così (ancora oggi) “decide” di non farlo In agenda di nuovo solo processo breve Mentre Tremonti sbriga ‘affari’ economici Preparandosi a (degna – ?) successione

febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Litigano spesso. Il primo vorrebbe un maggior coinvolgimento del secondo rispetto alla mission di salvare il salvabile e di produrre provvedimenti tali da solleticare la pancia del “popolo”. Giulio non ci pensa proprio, sia perché ha la responsabilità di tenere in ordine i conti per/sia per non “sporcarsi le mani” e rimanere il nome più spendibile per il dopo-Cavaliere. Prima o poi. Prima, in una ipotetica soluzione di transizione con lui stesso alla guida. Poi come leader di un Pdl deberlusconizzato. Vediamo come la dicotomia si stia sviluppando in queste ore, con il presidente del Consiglio in attesa di soluzioni per sé e il ministro dell’Economia impegnato (silenziosamente e da parte, per non compromettersi) a tenere in piedi la baracca (ma non troppo). di GINEVRA BAFFIGO Read more

Dal bunga bunga a Bada bambina! Le verità dell’”utilizzatore” Laratta

gennaio 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ce ne siamo occupati in funzione della concretezza delle scelte per la costruzione del domani, proponendo (anche) un punto di vista – critico nei confronti dello «strapotere» dei giudici, secondo Annalisa Chirico – non scontato e tutto da considerare. Ce ne siamo occupati compiendo quel completo ribaltamento di piano che dovrebbe riguardare (anche) la nostra politica, passando dal frugare (di altri) nella melma dello scandalo ad un esempio (al contrario) di bellezza, quello di un’eta classica dalla quale (invece) pescare a piene mani per preparare il nostro nuovo Rinascimento (o, appunto, classicismo). Il deputato del Pd è celebre, oltre che per le proposte e per le iniziative coraggiose (specie nel ruolo di ex componente della commissione Antimafia in prima fila nella lotta alla criminalità organizzata, in primo luogo nella “sua” Calabria), per la propria straordinaria verve satirica. E la penna del parlamentare da Fiore è in grado di “servire” (in tutti i sensi) anche così: perché c’è bisogno, nell’onestà e nella responsabilità, di guardare al caso Ruby con quel distacco che, abbiamo visto “già” nel teatro greco, è un’arma potentissima per “demolire” il potere. E cominciare a ricostruirlo. di FRANCO LARATTA* Read more

Tremonti: ‘Tornare a far pure lavori umili’ Ma destra pensa a ulteriori divaricazioni “No – dice, ad esempio – studio per tutti” Nel nuovo Rinascimento cultura è diffusa E rappresenta vera “cifra” della persona Si potrà (e vorrà) (ri)fare (tutti) i mestieri

dicembre 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi il mercato del lavoro è sproporzionato sul fronte dell’offerta. C’è una fila dietro a certi lavori, che non “bastano” per tutti. E si genera così (nuova) disoccupazione. Il Paese che sogniamo è un Paese che avrà bisogno di più forza lavoro a quei livelli, che sono i livelli dei mestieri intellettuali. Ma un’Italia che ritorni grande da un lato non può, e dall’altro non deve, immaginare che siano gli unici lavori possibili. Nel nostro nuovo Rinascimento le persone non vengono giudicate per il mestiere che fanno, ma per l’intelligenza, la cultura, la saggezza che sanno esprimere. La cultura deve tornare ad essere il nostro ossigeno. E tutti devono (potervi) accedere. La televisione è, in questo senso, un grande strumento di democrazia. E l’università deve continuare ad essere una possibilità per tutti. Ma deve cessare di essere una necessità sociale. Oggi chi sceglie di fare lavori cosiddetti “umili” (proprio per questo) è umiliato. E allora il percorso universitario cessa di essere una scelta e diventa un obbligo (sociale). Questo intasa il sistema, genera sprechi, disoccupazione e frustrazione. Il Paese è diviso in due non solo economicamente, ma anche socialmente, (entrambe le cose) perché culturalmente. Il nuovo Rinascimento italiano ha bisogno di artigiani, tecnici, impiegati, operai che facciano con cultura il loro lavoro, portando un valore aggiunto. Per questo è necessaria una (sotto)rivoluzione culturale (anche da questo punto di vista), che riduca lo spazio della cultura competitiva interna e proietti tutti verso l’obiettivo comune di rifare grande questo Paese. Tutti devono essere coinvolti. E da ciascuna postazione, qualunque essa sia, ciascuno di noi è decisivo per il nostro nuovo Rinascimento. Tutto questo genererà migliori condizioni economiche di settore e complessive, e ridurrà le differenze – grazie alla riduzione delle differenze culturali, che avranno non cancellato ma riconosciuto e valorizzato le differenze sociali (ma nel senso non delle diverse condizioni, ma della qualità nel senso della varietà del proprio ruolo). In sintesi: una nuova cultura sociale, che valorizzi la persona e il suo impegno a prescindere dal filone nel quale questo viene espresso. La rivoluzione culturale, che (ri)faccia della cultura il nostro ossigeno. Un riequilibrio del nostro mercato del lavoro. E il Paese è pronto a dispiegare le vele. (M. Patr.). Read more

Strauss-Kahn: “Certi Paesi vicini baratro” Gozi: ‘Per la tenuta conti serve sviluppo’ E’ necessario ora un progetto per futuro E il dibattito dovrebbe riguardare questo

dicembre 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Invece Vendola tiene «comizi d’amore» – ma non ha ancora spiegato in cosa consiste la sua «narrazione» (concreta), che va bene annunciarla ma va anche sostanziata, tanto più quanto più si chiede di tenere presto le primarie. Altrimenti il voto si ridurrà ad un plebiscito sull’emozione suscitata dal nome, un fenomeno puramente berlusconiano, che proprio perché effimero non promette nulla di buono per l’Italia. E non vorremmo trovarci a dover scegliere – in un’ipotetica elezione anticipata – tra tre opzioni che non hanno ancora espresso una sola posizione sul futuro del Paese. Perché il dibattito non si tiene su questo? Perché il confronto non è una – per quanto aspra – battaglia di idee? Perché D’Alema continua ad occuparsi solo di manipolare il Pd? Perché la nostra politica autoreferenziale di oggi è appunto tale, animata (?) da esponenti di un altro tempo che non hanno più una «connessione sentimentale» con questo, tempo, a cominciare da chi non ha (appunto) ancora detto una parola concreta sul domani del nostro Paese. L’Italia è ad un passo dal baratro, va bene la politica di mantenimento dello status quo condotta da Tremonti in questi mesi ma va bene per un periodo di tempo limitato, poi ci vuole anche qualche soluzione per migliorarlo, lo status quo, altrimenti il crash avviene per inerzia. Il giornale della politica italiana ha messo in campo proposte ed idee; il che vale tanto per le idee quanto per il metodo: la nostra politica è chiamata a darsi una scossa, o avrà sulla coscienza il nostro Paese. E il momento per farlo è adesso, non dopodomani, non dopo le elezioni, ma prima che vengano annunciate. Perché il futuro dell’Italia non è il futuro di D’Alema o di Vendola, bensì è il futuro del nostro Paese. Del quale appunto, nessuno – tranne il Politico.it – in questo momento, sembra occuparsi. Read more

***Diario politico***
IL PARLAMENTO VA IN VACANZA FINO AL 14
di GINEVRA BAFFIGO

dicembre 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Sì, avete capito bene: fino al giorno della (s)fiducia la Camera resterà chiusa. Motivo? Evitare agguati (era già pronta la mozione contro il ministro Bondi) e poter tessere tranquillamente la tela delle tattiche di palazzo per (non) far cadere il governo. La nostra politica (del tutto) autoreferenziale di oggi batte un altro colpo. Intanto il Paese va alla deriva. Ci siamo stancati. Se (non) vi importa (solo di voi), lasciate posto a qualcuno che abbia a cuore la nazione. Il racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice. Read more

***Il sondaggio***
BRUNETTA IL PIU’ AMATO TRA I MINISTRI (BONDI IL PIU’ OSTEGGIATO)
di LUIGI CRESPI

novembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il dato è rilevante soprattutto nella sua interpretazione: il ministro della Pubblica amministrazione è il membro dell’esecutivo che ha mostrato di avere le idee più chiare, e che ha dato la sensazione di incidere con maggior forza sullo status quo. Bene o male, in realtà, nella chiave di stabilire le ragioni di questa predilezione da parte degli italiani importa poco. Ciò che conta è che i nostri connazionali confermano di aspirare ad un ritorno ad una (nostra) politica lungimirante, che abbia un progetto, noi diciamo: organico e complessivo per il futuro dell’Italia. E che metta in atto senza tentennamenti. A costo anche di chiedere qualche sacrificio. Purché tutto questo – ovviamente – venga fatto nell’interesse del Paese. Un Paese che non può più aspettare – ha bisogno che gli sia data una rotta; e il Politico.it indica ogni giorno quella più alta e che, a nostro modo di vedere, può dare i frutti maggiori – o si condanna con le sue stesse mani. di LUIGI CRESPI Read more

***Diario politico***
DOPO LA FINANZIARIA IL GOVERNO CADRA’ (?)
di GINEVRA BAFFIGO

novembre 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. «Se Silvio non dà le dimissioni lo dimissioniamo noi», dice Casini, conclamando una crisi finora solo abbozzata dai finiani. Due settimane prima del voto finale sulla manovra: l’ultima spiaggia per il premier. Che non si fida delle «soluzioni pilotate», ma a questo punto dovrà tentare qualcosa. Perché è vero che chi, della maggioranza, pigia il pulsante della fine di questo governo «se ne assume la responsabilità di fronte agli elettori», ma la verità è che la crisi può portare a qualsiasi sbocco, e anche il verdetto delle urne è del tutto imprevedibile. Il presidente del Consiglio lo sa e non vuole, per quanto possibile, correre il rischio. Ci racconta gli ultimi sviluppi e ci spiega a che punto, oramai, ci troviamo la nostra vicedirettrice. di G. BAFFIGO Read more

Pigi-D’Alema, altro che ‘partito del lavoro’ Sentite Raimo: “Notre futuro conoscenza” Battaglia de il Politico.it per ‘rivoluzione’ La cultura (di) nuovo (il) motore dell’Italia

ottobre 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Facciamo (per una volta) prima le presentazioni. Pigi e Massimo: ex quadri del Pci spintisi troppo avanti in un’era che non è più la loro. Christian Raimo: scrittore e insegnante. Il giornale della politica italiana lo conoscete: è il laboratorio della (nostra, nuova) politica del futuro, perché è qui che i maggiori talenti della politica italiana si confrontano ed è qui che si anticipa la new-lingua, il linguaggio della nostra politica del domani. Linguaggio che, insegna il grande Gianrico Carofiglio (nella foto) in una bellissima puntata de L’Infedele del nostro Gad andata in onda ieri sera su La7, è la ramificazione del pensiero, il suo limite e la sua potenzialità: noi pensiamo ciò che possiamo dire, ovvero le parole definiscono le nostre idee. Quelle della politica italiana di oggi sono o del tutto autoreferenziali, quando non eversive (da parte di una parte della destra) o vecchie, terribilmente vecchie o (lo diciamo con grande sensibilità o meglio non coinvolgendo le persone colpite davvero) afasiche (quelle della sinistra). Come quella che dovrebbe definire, sintetizzare, simboleggiare la piattaforma, o ancora meglio la cultura, del Partito Democratico: lavoro. Ma la società moderna è una società delle idee, dei «contenuti», come ripete spesso Luca Barbareschi; e in una società del genere le “parole che contano” sono conoscenza, cultura, intelligenza. Che poi sono (infatti) le tag del Paese che sogniamo. Quello fondato su un completo ribaltamento di piano che faccia della cultura, appunto, il nostro ossigeno. Perché la cultura non si mangia, ma la cultura dà da mangiare, come abbiamo già detto a Giulio Tremonti. La cultura è la chiave dell’Italia del domani, un Paese che può conoscere un nuovo rinascimento, quando non un nuovo classicismo, se solo ha la lungimiranza e il coraggio di provarli. In questo Paese la televisione pubblica è un patrimonio irrinunciabile, strategico: non vendetela uomini politici autoreferenziali di oggi; non è il sistema che non va (anche se, ci insegna Sofia Ventura, è il sistema che fa la politica): siete (ormai) voi a non andare (più). La classe dirigente del futuro deve, può avere (dopo tutto questo – ?) l’ambizione di avere l’onestà e la responsabilità, e il respiro, per non avere bisogno di legarsi le mani per non mangiare la torta nel frigo. Le mani servono per costruire cose bellissime. E dobbiamo lasciarle libe- re. Libere di fare dell’Italia un nuovo, grande Paese. Read more

***Diario politico***
COMINCIA IL TEMPO DELLO SVILUPPO (?)
di GINEVRA BAFFIGO

ottobre 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Nel grande racconto della nostra vicedirettrice vediamo come il ministro dell’Economia sia pronto a passare alla “fase-2″: dopo avere tenuto in sicurezza (?) i conti, con la nuova Finanziaria licenziata giovedì dal Cdm si comincia a spingere il Paese alla crescita (?). Ma è difficile scindere i due momenti (Galan: «Questa finanziaria è un disastro: non ci sono soldi». Appunto), anche se l’Europa chiede prima stabilità e poi investimenti per lo sviluppo; del resto le brevi ripartenze avute negli ultimi quindici anni – spiace dirlo in nome della nostra equidistanza, ma i dati dicono che ciò sia avvenuto sempre e solo in coincidenza con gli anni di governo di Romano Prodi – sono sempre state caratterizzate da una politica economica che prevedeva un tempo solo (due per ciò che riguardava quella redistribuzione che le frange più estreme, a sinistra, della maggioranza che sosteneva Prodi chiedevano prioritariamente, e sulla cui mancata realizzazione nei primi mesi di esecutivo si è probabilmente giocata, davvero, l’esperienza del Prodi II). Tremonti appare come un apprendista, che dopo avere fatto lo stregone nelle tre precedenti occasioni in cui si è trovato alla guida della nostra economia si è deciso – anche impossibilitato a fare altro visto che c’era, e c’è tutt’ora, il rischio-default, oltre a quello di un’accelerazione definitiva nel declino, come abbiamo scritto ripetutamente in queste settimane – a fare le cose per il bene dell’Italia o quanto meno non (indirettamente) per il suo male, solo che questo richiede un’abilità – e impone anche delle difficoltà – che il ministro non era abituato a mettere in campo – a fronteggiare – Ma gli va riconosciuta una responsabilità che nel deserto di una parte della nostra politica autoreferenziale di oggi brilla come un’oasi in una notte di luna piena. Il giornale della politica italiana ha già indicato la strada per la ripresa. Le chiose di Tremonti a ciò che rappresenta il cuore della nostra “proposta” – la cultura. Giulio: «Non dà da mangiare» – lasciano dubitare che il ministro possa condividere e fare proprie le nostre istanze. Di certo c’è bisogno di rilanciare (come al ministro hanno fatto “capire” anche le sollecitazioni, da ultimo, di Montezemolo). Ora. O (quasi) mai più. Il racconto, come detto, all’interno, di Ginevra Baffigo. Read more

Scrive un (altro) leader del futuro Sarubbi: “Difficile far Miliband qui”

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il rinnovamento, abbiamo detto, è necessario. Perché solo così si salva e, anzi, si può (oggi) rifare grande il Paese (domani potrà essere tardi). Ma vediamo allora cosa, al momento, frena questo tipo di cambiamento, per la nostra politica e per il Paese; quali sono, da questo punto di vista, le differenze tra la politica inglese e quella italiana. Perché, appunto, in Inghilterra tutto ciò non solo è possibile, ma appare naturale ed è già avvenuto (non è la prima volta). E lo facciamo, come anticipa- to, con uno dei “figli di questo tempo”, in grado secondo il Politico.it di aspirare ad essere non solo uno dei protagonisti, ma il protagonista della classe dirigente (del centrosinistra) del futuro. E’ il deputato del Pd, che analizza la competizione tra i due fratelli nella prospettiva italica (prima che italiana).        Read more

No, non c’è il declino nel futuro dell’Italia Sì, abbiamo le risorse per tornare grandi Ma serve progetto organico di sviluppo Per intanto…

settembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono mesi, prima che se ne occupassero anche altri quotidiani, che il giornale della politica italiana richiama il governo e l’opinione pubblica sul tema della mancanza di un titolare al dicastero di via Veneto. Che Berlusconi si ostina a non nominare, nonostante le ripetute promesse. Il che è, come scrive Massimo Giannini oggi su Repubblica, il segno di mancanza di responsabilità. Che non è un altro peccato da attribuire al mostro-Berlusconi, ma il concreto voltare le spalle alle esigenze del Paese. Esigenze che hanno una duplice urgenza: cercare di alleviare la condizione di sofferenza di chi si trova, già oggi, travolto dalla crisi; costruire il futuro dell’Italia. Dal ministero per lo Sviluppo economico, che potrebbe essere il trampolino di lancio per un futuro presidente del Consiglio con delle idee chiare su cosa fare del domani, potrebbe partire la spinta per quel ribaltamento di piano che vedrebbe l’innovazione balzare al centro di un nuovo sistema-Paese, per dare luogo appunto allo sviluppo. Uno sviluppo sostenibile e che, in quella chiave, non dovrebbe temere la concorrenza di Cindia. Lo ha scritto per primo ancora una volta il Politico.it: qualsiasi soluzione-tampone alla crisi di competitività con i colossi dei Paesi emergenti in campo economico non ci darà modo di reggere, a lungo andare, una competizione con loro che è, su questo piano, impossibile. Se quella sarà la nostra scelta, allora sì il declino sarà inevitabile. Se invece l’Italia acquisirà il controllo del mercato che sta un gradino sopra quello nel quale sfondano, oggi, le economie emergenti, il nostro Paese può conoscere uno sviluppo imprevisto e duraturo. Quel “livello” è dato da una produzione delle merci sempre più avanzata, e soprattutto dalla produzione delle idee, ovvero i concept dei prodotti che poi verranno realizzati dalle nostre industrie a quel punto attrezzate per farlo o, anche, da industrie straniere alle quali avremo venduto le nostre idee. E’ questa l’economia alla quale deve dedicarsi l’Italia, per potere aspirare a decenni di sviluppo. Il declino, appunto, non è affatto ineluttabile. Anzi. E’ ineluttabile il contrario, se solo ci rimettiamo a pensare al domani. Per farlo, è necessario intanto dare un segno di pulizia morale nominando colui che appunto dovrebbe – sotto la regia del capo del governo – cominciare ad occuparsi di tutto questo. Nominate quel ministro. Della cui “vacanza” ci parla, all’interno, Attilio ievolella.          Read more

I giovani senza lavoro, padri sulla strada E invece la politica italiana d’oggi che fa? Se il centrodestra butta via la legislatura Il centrosinistra si rigira su se stesso (?) Dove sono le idee per futuro dell’Italia?

settembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Prendiamo due casi: per la maggioranza la mancata, ancora, nomina del ministro per lo Sviluppo economico, chiave di volta di quelle politiche per il rilancio del nostro Paese che così non viene nemmeno tentato (e che metterebbe d’accordo berluscones e finiani). Per il centrosinistra, le divisioni sulla riforma elettorale. A chi torni ad occuparsi della nostra politica dopo un mese di vacanza la prima cosa che appare è un dibattito surreale (e fortemente irresponsabile e autoreferenziale): mentre l’Italia va a rotoli, o si prepara ad andarci – perché le solide fondamenta fornite dai nostri padri costituenti non reggeranno il peso ancora a lungo – mentre nostri concittadini in carne ed ossa patiscono sulla loro pelle gli effetti di una crisi della quale non parla più nessuno, di che si (pre: è proprio il caso di dirlo) occupa la politica italiana? La maggioranza implode e butta all’aria anni di possibile stabilità e di opportunità per il rilancio dell’Italia. L’opposizione, invece di uscir fuori con un’idea spiazzante per il governo del nostro Paese, parla di composizioni (il Nuovo Ulivo di Bersani) e, soprattutto, de-composizioni (in senso stretto e non: D’Alema e il suo sistema elettorale tedesco), naturalmente, possibilmente, dividendosi (persino, appunto, su ciò che niente ha a che vedere con il Paese). Per il centrodestra il caso più eclatante è il nulla calato sulla necessaria sostituzione di Scajola. Ce ne parla Massimo Donadi. Read more

Confronto tra destra italiana e britannica Ecco una grande inchiesta in sei puntate 2 – Economics, tra carità e liber(al)ismo

luglio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Visione, carica morale, sollecitazioni continue alla politica italiana. Editoriali liberi e controcorrente, analisi oneste, e poi grandi momenti di approfondimento come questo. Vedete il Politico.it: il giornale dell’onestà e della responsabilità, ricco e vivace. Senza distinzioni tra centrodestra e centrosinistra, il giornale di tutta la politica italiana. Dove tutte le persone oneste e responsabili si possono trovare a casa. Un grande laboratorio della nostra politica e, quindi, dell’Italia del domani. Sul fronte della destra, seconda puntata del grande speciale a cura di Gabriele Federici. Dove va il Pdl, in rapporto agli altri grandi partiti della destra europea. A cominciare dai conservatori britannici. Dopo avere analizzato le radici comuni nel neoconservatorismo lanciato nel Vecchio continente da Margaret Thatcher, vediamo le analogie di politica economica: da un lato, la «società caritatevole» di Disraeli, che fa breccia anche nella thatcherianissima destra italiana a causa delle infiltrazioni sociali dovute alla derivazione dalle tradizioni socialista, democristiana, della destra sociale italiana. Dall’altra la ricetta americana. Che in tempo di crisi trovano però l’unica soluzione di un taglio cospicuo alla spesa pubblica. Da parte di Cameron come di Tremonti. Ops, volevamo dire: di Berlusconi. Seconda puntata dunque. Buona lettura e buona politica con il giornale della politica italiana. Read more

Tremonti pronto a sganciarsi da Silvio (?) “Sì, c’è una questione morale dentro Pdl”

luglio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dice no ad ipotesi di governi di transizione, «non c’è alternativa a Berlusconi», ma prende le distanze dalla «cassetta di mele marce» rappresentata dalla cricca. Della quale fa parte, evidentemente, anche Denis Verdini. Manifesta ancora fedeltà al “capo” (?), ma fa capire che non si lascerà affondare con il resto del barcone. Come a dire, per ora non mi muovo, ma resto alla finestra: una mina vagante per il governo, di cui già – lo ha scritto tra i primi il giornale della politica italiana, lo dice esplicitamente ora, ad esempio, Lorenzo Cesa – Tremonti è un primo ministro de facto. Giulio che, secondo alcuni, tra cui il nostro Crespi, fu l’orditore delle presunte trame ai danni del presidente del Consiglio nei giorni degli scandali sessuali e, in seguito, delle vicende di corruzione che hanno lam- bito l’esecutivo. Insomma, Silvio ha poco da stare tranquillo. Il commento, all’interno, di GAD LERNER Read more

***L’analisi***
IL LEGHISMO AL GOVERNO
di GAD LERNER

luglio 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Con lo smarca- mento di Fini e un presidente del Consiglio indebolito dagli scandali ora sono Bossi e compagni ad avere il pallino dell’azione di governo (fatti salvi, naturalmente, i provvedimenti necessari alla salvaguardia di Berlusconi). E tutto questo assume un carattere di sistema. La vicenda delle quote latte è emblematica. Molti allevatori hanno sforato il limite. La gran parte ha già pagato o sta pagando le multe. Una quota (è proprio il caso di dirlo?) minima, di furbi, si rifiuta. La Lega, spalleggiata da Tremonti, ottiene, attraverso l’approvazione di un emendamento in commissione Bilancio, una proroga del pagamento fino al 31 dicembre. Il che “salverà” i furbi a discapito, ovviamente, non solo degli onesti che hanno pagato, ma anche del Paese intero, che incorrerà – previsione del ministro Ronchi – in una procedura d’infrazione europea. La giustificazione degli allevatori multati è nel segno del protezionismo localistico: «Le quote ci fanno introdurre molto più latte in polvere e latte scadente proveniente da altri Paesi al posto del buon latte italiano». L’elevazione del leghismo (che qui si intreccia con il protezionismo tremontiano e con la “cultura” dello sfregio delle regole berlusconiana) a cultura del governo. Peccato che a rimetterci sarà, ancora una volta, il Paese. Il commento, all’interno, del conduttore de L’Infedele. Read more

Diario. Se ora governo getta la maschera Bossi: ‘Votare subito il ddl intercettazioni o verrà fuori tutto il resto degli scandali’ Appello a Fini: adesso legge è irricevibile Tremonti: manovra necessaria comunque E’ la conferma: i conti non erano a posto

luglio 16, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il ministro per le Riforme dice finalmente a chiare lettere ciò che per la gran parte di noi era evidente da tempo e che il giornale della politica italiana aveva denunciato per primo: la legge-bavaglio serve unicamente a nascondere gli affari, illeciti, e le trame, eversive, che la casta intesse alle nostre spalle e sottraendo i nostri soldi. «Gli italiani non vogliono essere ascoltati e sono dalla nostra parte»,  dice ancora Bossi, chiarendo così anche tutte la strumentalità della decantata “difesa” della privacy, la cui priorità viene dopo la difesa degli “affari” del presidente del Consiglio e dei suoi sodali. A fronte di questo outing, e considerato che appare evidente che ciò che a questo punto è emerso è solo una parte del tutto, risulterebbe democraticamente inconcepibile che, in questo contesto, venisse approvata una legge che, dichiaratamente, serve a nascondere ciò che ancora non conosciamo. Ci appelliamo dunque alla sensibilità del presidente della Camera, che non può consentire che sia compiuto questo ennesimo sfregio all’intelligenza e al diritto del nostro popolo (quello vero), a favore dell’impunità di un sistema che mette a repentaglio, e continuerà a farlo sempre di più se non verrà definitivamente scoperchiato, la credibilità della nostra politica. In questo quadro alzi la mano chi sa dov’è finita l’opposizione (quella “ufficiale”): ci si aspetterebbe che facesse notare tutto questo agli italiani, e che facesse la sua parte per restituire loro la capacità di indignarsi. E invece il suo segretario si occupa di specifici provvedimenti della manovra finanziaria (alla quale ora veniamo), come se non ci fosse un governo sull’orlo del baratro, come un qualunque responsabile del dipartimento economia di un qualunque partitino senza nessuna rilevanza e responsabilità. Al centrosinistra diciamo: svegliati; se siamo in questa situazione una grossa parte della colpa è tua. E rischi di caricarti sulle spalle la responsabilità di non avere fatto tutto ciò che dovevi per farla finire. Ma la calata di maschera della maggioranza non è limitata all’uscita di Bossi. Il ministro dell’Economia conferma quello che ancora una volta, e in questo caso da solo, il Politico.it aveva scritto (in tempi non sospetti) per primo: i conti non erano a posto, non lo erano prima della crisi della Grecia e dell’inizio della fibrillazione dei mercati e un provvedimento di aggiustamento si sarebbe comun- que reso necessario. L’esatto contrario di quanto Tremonti andava sostenendo. Una sola domanda: se non fosse intervenuto il pretesto della crisi del- l’euro, quanto avremmo dovuto ancora aspettare? E, soprattutto, avremmo ancora un’economia? Il rac- conto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. ‘Ribaltamento della realtà’ Scoperchiato il progetto eversivo “P3″? Silvio: ‘E’ clima giacobino e giustizialista’ Ok dei finiani alla sfiducia a Cosentino? “Chi la vota sarà fuori dalla maggioranza”
Sì alle intercettazioni contro crimine? “Attentato alla privacy dei cittadini”

luglio 14, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Ricordate? Era il primo dei due confronti televisivi tra i nostri candidati premier alle politiche del 2006. Il presidente del Consiglio (allora uscente) accusò ripetutamente Romano Prodi di compiere un «totale ribaltamento della verità». Lo stesso che Berlusconi mette costantemente in pratica per indurre il Paese a “vedere” un realtà diversa da quella che si vede con occhi democratici. Un gioco pericoloso per (appunto) la democrazia, per il quale tutto diventa possibile, purché sia Berlusconi a dirlo. Preoccupa che ci siano milioni di italiani priv(at)i di quella capacità critica necessaria a non farsi abbindolare dal «ribaltamento della realtà». Tre esempi. Le autorità giudiziarie portano alla luce il progetto eversivo della nuova P2? Gli arresti per fermare questo tentativo diventano un eccesso di giustizialismo, e la colpa non è di chi vuole stravolgere il sistema democratico ma della giustizia del nostro Paese. Bocchino e gli altri fedelissimi del presidente della Camera annunciano di essere disposti a votare con il centrosinistra una mozione di sfiducia nei confronti di Cosentino, un personaggio in forte odore di camorra l’inopportunità della cui presenza al governo viene confermata dalle trame della stessa “P3″ per farlo candidare alla guida della Regione Campania al posto di Caldoro? Per Berlusconi è chiedere la sfiducia di Cosentino motivo per essere espulsi dalla maggioranza, e non l’inopportunità del sottosegretario. Infine, il ddl intercettazioni al quale ci siamo dedicati nel corso della giornata di ieri: si difende la legalità nel nostro Paese e si vuole evitare che la criminalità possa dilagare questa volta per davvero «a nostra insaputa»? Il problema è la privacy dei cittadini, come se non fosse chiaro che gli unici a dover temere per la propria privacy sono i personaggi che fanno e disfanno alle nostre spalle con i nostri soldi. Tre esempi del «ribaltamento della realtà» di cui Berlusconi accusava Prodi, salvo essere lui a compierlo. Come chiamarlo? Un ulteriore, totale ribaltamento della realtà. Il racconto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario. Ma alle 3.30 (non) piangevano (?) Prima gli aquilani usati per fare pubblicità Poi (subito?) abbandonati al loro destino Oltre al danno ora la beffa dei manganelli (Oggi) la rabbia e indignazione nel Paese

luglio 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Testa e cuore (rotto). Logica ed emotività (al contrario). Nelle ore degli scontri, la lucidità del giornale della politica italiana che indica la chiave di lettura “politica” delle manganellate della polizia: questo è un governo (o, meglio, un presidente del Consiglio) che non accetta il dissenso; e ha già cominciato ad usare (un po’) la forza per fermarlo. A fine giornata le valutazioni “politiche” lasciano il posto a quelle politiche: gli aquilani, già “feriti” (per usare un eufemismo) dal terremoto, illusi dal presidente Berlusconi, strumentalizzati nella loro tragedia, sia in funzione dell’immagine sia in chiave affaristica (le new town), lasciati poi a marcire (in molti casi) nelle loro roulotte, nelle tende, in case isolate dal mondo destinate ad un futuro degrado (della città), in case (o alberghi) lontani centinaia di km dalle loro radici, infine dimenticati, e ora anche percossi. Una “realtà” (?) che rappresenta una ferita al Paese tutto. Oggi siamo tutti aquilani, scrivono gli (altri) italiani su Fb. Il solo a non esserlo è (questo) Palazzo. Una (parte della) nostra politica italiana autoreferenziale e, inevitabilmente, da un certo momento in poi anche cinica. Non sappiamo dire se e chi alle 3.30 di quella notte del 6 aprile 2009 stesse ridendo. Di certo, da oggi sappiamo che c’era qualcuno che (non) piangeva. Il racconto (del resto) della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo.             Read more

Tremonti: ‘Sui fondi Ue Regioni cialtrone’ Ma se il governo (li) spende meno di loro Ed ecco le prove della sua “cialtroneria”

luglio 4, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è in grado di dimo- strare che l’esecutivo è molto più in “ritardo” delle amministrazioni regionali nell’utilizzo delle risorse comunitarie. L’accusa del ministro dell’Economia torna dunque al mittente come un boomerang. Ecco tutte le cifre. di FRANCO LARATTA Read more

«Ghe pensi mi» Diario politico. Dopo il Tg La7 di Mentana

luglio 2, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Da stasera, care lettrici, cari lettori, lo avrete letto per ora solo sul giornale della politica italiana, c’è anche il Tg La7 di Enrico Mentana. Fino a ieri solo da noi, e su nessun altro giornale e tantomeno in tivù potevate ascoltare ogni sera il racconto completo della giornata della nostra politica, senza censure, sfornato con onesta e responsabilità nel solo interesse di tutti noi. Da oggi molto di quello che leggerete qui alla sera potrete sentirlo anche dagli schermi de La7, perché di Enrico Mentana il Politico.it condivide l’impostazione super partes e la volontà di avvicinarsi quanto più è possibile alla verità, che poi è l’essenza del giornalismo. Certo «la verità è sfuggente, stiamo ai fatti», diceva il premio Pulitzer Walter Cronkite. Allora per noi, come per Mentana, la verità non può che essere raccontare tutti i fatti, dare tutte le notizie. Vi consigliamo dunque di seguire prima il Tg La7 di Mentana e ascoltare la prima infarinatura sui fatti della giornata e poi di cliccare qui per il vero racconto completo. Diario che, vedrete, vi dirà tutto ciò che il Tg La7 stasera non vi ha detto, sulle notizie che il Tg La7, però, a differenza di tutti gli altri telegiornali, ha dato: Berlusconi che annuncia «ghe pensi mi», sì, con cui hanno aperto Tg1 e Tg5. Ma soprattutto Fini che attacca sul fronte della legalità e (ri)apre un (nuovo?) fronte dentro il Pdl, al punto da spingere Cicchitto a parlare per la prima volta di possibile «separazione consensuale». E poi Tremonti che accusa le Regioni di avere sbarellato nella gestione dei fondi Ue. Un grande Diario firmato, stasera, Carmine Finelli. Read more

Diario politico. Uno, dieci, mille Brancher Spazzati via processi a premier e ministri Nuovo lodo Alfano retroattivo-”allargato” Ma nel Pdl anche onestà e responsabilità Pisanu: “Anche per me gli eroi sono altri”

giugno 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Uscito dalla porta, lo scudo per Brancher rischia di rientrare dalla finestra. Di fronte alla reazione di sdegno per il caso del ministro nominato perché potesse sfuggire dai suoi guai giudiziari – a differenza di tutti noi cittadini – che – come ci ha rivelato ieri il nostro Crespi – trascina il presidente del Consiglio al punto più basso – in termini di fiducia – dal giorno del suo ritorno a Palazzo Chigi, Berlusconi non lascia, raddoppia. Accelera e si prepara a far approvare la versione costituzionale della norma che consente la sospensione (permanente) dei processi per… lui. E non solo. Stavolta anche le accuse “maturate” prima dell’inizio dell’attività di governo, nelle vesti di comuni cittadini, di fatto decadranno e – come già con la formula finale del legittimo impedimento – tutto ciò non varrà più solo per il capo del governo, ma anche per i suoi ministri. Silvio conta sull’effetto dispersivo e distensivo dell’estate ormai cominciata e su una memoria dell’opinione pubblica che si è già dimostrata corta. Ma questa volta la fretta (necessaria, dal suo punto di vista) potrebbe avergli giocato un brutto scherzo. Brancher ha segnato un punto di svolta e, forse, di non ritorno nel rapporto tra la maggioranza e il Paese. Che non sembra più disposto a farsi prendere in giro, a colpi di provvedimenti che sollevano i membri del governo dalle responsabilità per le quali un comune cittadino passa anni interi entrando e uscendo dai tribunali. In questo quadro il risveglio, per un Berlusconi che, come abbiamo avuto modo di scrivere, non appare più brillante come una volta, potrebbe essere bru- sco. Il racconto della giornata, all’interno, di Bagnoli. Read more

Diario politico. Leadership e premiership Ora Berlusconi parla di Pdl su Forzasilvio E intanto Tremonti ci governa(?) il Paese Se il cambio della guardia c’è già stato (?)

giugno 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il giornale della politica italiana legge la nostra politica come nessun altro. Pietro Salvatori scriveva oggi che il futuro, per il centrodestra, è di Giulio Tremonti, nel senso che sarà lui, presumibilmente, a succedere al presidente del Consiglio. E abbiamo parlato di un «cambio della guardia» che sarebbe potuto avvenire «prima del previsto». La giornata di oggi ci dice che la nostra “previsione” non solo era giusta, ma che il cambio della guardia, almeno alla guida del governo, c’è già stato. Ed entra in gioco la distinzione che Giuliano Amato introdusse nella nostra politica nel 2000, quando il centrosinistra dovette scegliere tra lui e Rutelli per la sfida a Berlusconi alle politiche del 2001. «Chiedo alla maggioranza che mi sostiene di riconoscersi nella candidatura di Francesco Rutelli e contemporaneamente nel mio governo»: la distinzione tra leadership e premiership, appunto, che oggi si ripropone nell’altra metacampo. Il primo passo è stato desautorare gli altri ministri, di fatto commissariati da Tremonti che attraverso il controllo del cordone della borsa ha fatto il bello e il cattivo tempo con i loro settori di competenza. Poi, quando per la prima volta il governo nel suo complesso ha cominciato ad occuparsi del Paese e non più solo delle vicende del presidente del Consiglio (formale) – ovvero al momento di fronteggiare il rischio-default – non solo perché la competenza economica è (anche formalmente) di Tremonti è stato Giulio a dettare la linea. L’immagine di un Berlusconi “sconfitto” e costretto ad annunciare una manovra – e quindi, per le ragioni che abbiamo detto, un’azione complessiva del governo – non sua è la fotografia di un cambio della guardia ormai compiuto. Ma l’istantanea-simbolo ce la consegna, appunto, la giornata di oggi: Tremonti a discutere con le Regioni della finanziaria, del federalismo, insomma del futuro del Paese (nel merito, dopo la cronaca di stasera, torneremo in giornata); Berlusconi a rispondere alle domande dei militanti sul sito dei suoi sostenitori. Da leader Pdl, certo. Che non è più però (il vero) premier. Il cambio della guardia per quanto riguarda la premiership si compie oggi. E presto sarà la volta della leadership. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Tremonti prepara la successione a Silvio E’ lui ‘il’ nome Pdl per il dopo-Berlusconi I retroscena della corsa nel centrodestra

giugno 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il cambio della guardia potrebbe arrivare prima del previsto. Le fughe in avanti del presidente del Consiglio vanno di pari passo con la fatica sempre maggiore che Silvio è costretto a fare per guidare la maggioranza e raggiungere i propri obiettivi. Abbiamo detto nei giorni scorsi di una tentazione, già presente, per un eventuale abbandono. E che l’unica molla che tiene Berlusconi ancora in piedi è, forse, la rivalità con Fini e la volontà di non dargliela vinta. E’ allora fantapolitica fino ad un certo punto ragionare dei possibili scenari del dopo. In un quadro, peraltro, che nel tempo si è molto semplificato. Al punto che oggi è possibile scorgere un solo profilo che si stagli nettamente all’orizzonte del Popolo della Libertà: quello del ministro dell’Eco- nomia. Che ha dalla sua il patto di ferro con la Lega. E ha già cominciato ad allargare la propria rete di consensi interna… Ci racconta tutto Pietro Salvatori. Read more

Diario politico. Le (nuove) strumentalità Brancher neo-ministro per il Federalismo E ora è coperto da legittimo impedimento Libertà d’impresa, mani su Costituzione Ma si può assicurare senza toccare Carta Quando al lavoro soltanto per il Paese?

giugno 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Ancora scelte controverse per il governo, che conferma di non “amare” onestà e responsabilità. Il trait d’union – con Tremonti – tra Berlusconi e la Lega nominato alla guida di un nuovo dicastero: moltiplicazione degli incarichi e più spese. Quando la riforma in senso federalista dello Stato è già ben presidiata da Bossi ministro, appunto, per le Riforme oltre che da Calderoli e dal ministro per gli Affari regionali Fitto. E Brancher ha problemi giudiziari, che il nuovo incarico gli consente di aggirare almeno finché rimarrà in carica. L’esecutivo poi tira dritto sulla concessione di maggiore libertà di intrapresa. Raccogliendo il plauso indiretto di Mario Draghi, che insiste sulla necessità. Ma per consentire l’autocertificazione è sufficiente una legge ordinaria, mentre il governo continua a non escludere una legge costituzionale. Un modo come un altro per (cominciare a) mettere le mani sulla Carta (?). Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Entrate in calo nei primi quattro mesi ’10 Meno soldi per tutti, evasione selvaggia Ma il Tg1 racconta di un Paese in crescita Lerner: ‘Così ci aspettano altre manovre’

giugno 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è stato il primo a denunciare (annusandolo nell’aria, senza potere avere accesso ai veri dati di bilancio, che oggi ha solo il ministro dell’Economia, come ebbe ad evidenziare Romano Prodi) che i conti pubblici erano ancora meno in ordine di quanto non lasciasse trapelare – sostenesse – Giulio Tremonti. E oggi, ancora una volta, prima degli altri guardiamo al futuro. E vi anticipiamo possibili (sicuri?) scenari. Secondo il conduttore de L’Infedele, che si basa su dati raccolti peraltro sul sito de il Giornale – non certo una gazzetta del disfattismo della sinistra – la situazione è tale per cui saranno inevitabili ulteriori interventi di aggiustamento. E ciò significa altri sacrifici per le classi medio-basse. Anche perché di vera lotta all’evasione fiscale non c’è traccia, anche se le misure adottate – la tracciabilità dei pagamenti sopra i 5000 euro – avranno effetti in tempi appena più morbidi, e qualche risultato ci sarà. E la lotta all’evasione è il primo strumento di equità. Dunque niente recupero, niente equità. E a pagare saranno i soliti noti (tutti noi). il Politico.it continua dunque la sua indagine sul bilancio dello Stato e sulla “gestio- ne” (è proprio il caso di dirlo?) Tremonti. Read more

Sondaggi, osservatorio Crespi di giugno Carfagna nuova “regina” dei ministri FOTO: Nel nostro Paese funziona così Berlusconi inverte il trend negativo

giugno 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Il ministro per le Pari opportunità, prima per preferenze alle Regionali in Campania (dove, come previsto, ha poi rinunciato al proprio scranno), da oggi è anche il membro dell’esecutivo più amato dagli italiani. Raggiunge Tremonti e Brunetta, e scalza Maroni, penalizzato dalla propria decisione di non partecipare alla parata del 2 giugno. La scelta della foto è (anche) il nostro commento. In compenso il Paese non cede alla demagogia: anche Calderoli, con il suo uno-due della proposta per la riduzione (molto simbolica) degli stipendi dei parlamentari e della richiesta agli azzurri in Sudafrica di rinunciare agli eventuali premi per la vittoria (che Cannavaro e compagni scelgono, di tutta risposta, di destinare – nel caso – alla Fondazione per il 150° anniversario della nostra Unità), perde due punti e scende. Tendenze opposte (si fa per dire) per il presidente del Consiglio (ma si attende il contraccolpo per l’approvazione del ddl intercettazioni) e per i due maggiori partiti: Pd e Pdl tornano a guadagnare. I Democratici sottraggono qualcosa ad Idv che crolla, probabilmente, scrive Crespi, come sempre ci illustra in prima persona i dati (con le tabelle, all’interno), per il caso sollevato dal Corriere intorno alla moralità dell’ex ministro. Read more

Un anno fa, Crespi: ‘Tremonti fa la fronda E’ il mandante degli scandali del premier’ Ora i sospetti sul suo ruolo in Appaltopoli E intanto il ministro si avvicina a FiniVerso un cambio d’equilibri dentro il Pdl?

giugno 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Lo hanno scritto e detto, oltre a noi, quasi tutti i grandi quotidiani. Maurizio Crozza fa la sintesi: «Complimenti Giovanni (Floris) per lo scoop di avere in studio il nuovo presidente del Consiglio». Provocazioni, boutade. Ma poi ci sono i fatti: da mesi il Parlamento è semibloccato per un cordone della borsa stretto da Tremonti; gli stessi altri ministri si lamentano perché il plenipotenziario di via XX Settembre (e, appunto, a quanto pare non solo) fa il bello e il cattivo tempo (anche, indiretta- mente, con le loro competenze). Appare insomma chiaro a tutti come il ministro dell’Economia sia oggi il perno della politica italiana (attuale): quale che sia il giudizio che si possa dare (…). In questo contesto assumono contorni diversi, quasi drammatici, e da un certo punto di vista spaventosi, i sospetti circa il ruolo di Tremonti nella (scorsa) estate calda di Berlusconi, quella degli scandali sessuali. E ora di una sua regia dietro le inchieste della magistratura. Il ministro avrebbe insomma in mano le redini del nostro Paese. A tutto ciò si aggiunge ora una tessera ulteriore: Giulio è uno strano animale politico; ex predicatore liberista, poi protezionista, oggi attua in politica economica una linea che si può ricondurre ai modelli di welfare State nord-europei, e dunque a modelli laburisti. Se qualcuno arriva ad azzardare che in un futuro rimescolamento delle carte Tremonti potrebbe addirittura trovarsi vicino o alleato con i Democratici, il giornale della politica italiana può anticipare un incontro (in senso figurato) che starebbe maturando con il presidente della Camera. Per un nuovo patto di ferro che determini un ribaltamento degli equilibri interni al Pdl e favorisca la fronda (appunto) contro il presidente del Consiglio. E prepari magari il terreno ad un confronto indolore per la successione. Ce ne parla, come sempre per il centrodestra, il nostro Pietro Salvatori. Read more

Diario politico. Il giornale della modernità Settis: ‘Solo noi tagli università e ricerca Si investa 1% del Pil e assunzioni giovani’ Il Pd: ‘Pensione prof. anticipata a 65 anni’ Noi andiamo oltre: cambiare prospettiva

giugno 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. L’ex direttore della Scuola Superiore Normale di Pisa, ospite di Otto e mezzo, rilancia in chiave propositiva le critiche per le riduzioni degli investimenti nella cultura da parte del governo. «C’è la crisi e si comincia a tagliare da qui – dice – ma gli altri Paesi fanno il contrario: è con l’università e la ricerca che si acquisisce competitività». Strutturalmente. E in progressione. Parole che i nostri lettori hanno ascoltato molte e molte volte – prima, o piuttosto che altrove – su queste pagine. Il giornale della politica italiana, lo abbiamo scritto più volte, è il giornale dell’università e della ricerca; non dei ricercatori, perché non è una difesa di categoria ad interessarci. Dell’università e della ricerca come punto di riferimento e motore per consentire al nostro Paese di non pagare lo scotto dell’esplosione economica di Cindia e, anzi, di rilanciare e di mettersi sulla strada per tornare ad essere grande e, nel tempo, ancora una volta nella Storia la culla della civiltà. Anche i Democratici sono dell’avviso di Settis, ma a loro in particolare, più che al professore, rimproveriamo mancanza di coraggio e di visione: le piccole misure, i singoli interventi, le “toppe” sono sacrosanti, ma per tornare a fare grande l’Italia – e per consentire al Pd di fare di questa che è una sua battaglia naturale un vero e proprio cavallo di battaglia, forse il cuore di quella «narrazione» di cui parla Vendola che consiste nell’offrire agli italiani un’idea di futuro – ci vuole un disegno complessivo, nel quale la cultura non sia una voce di bilancio ma IL bilancio. Il centrosinistra imposti una nuova, grande prospettiva nella quale la cultura (ai livelli più alti; e la formazione) sia di/il nuovo pane quotidiano. L’università e la ricerca vertice di un nuovo sistema economico fondato sull’innovazione e la produzione delle idee, la formazione permanente chiave per risolvere i problemi legati all’attuale precarietà del (e mancanza di) lavoro e per innestare una rivoluzione culturale che consista nel porre al centro della nostra vita lo studio, ai vari livelli (scolastico, universitario, scientifico ma anche preparatorio a – sempre – nuovi e più avanzati lavori), anche grazie ad una trasformazione del Grande Educatore – la televisione – di nuovo in un mezzo pedagogico e in grado di contribuire a fare tornare a pensare, a stimolare il senso critico, risuscitare fame di conoscenza. Il giornale della politica italiana offre tutto questo a chi, nella nostra politica, avrà la saggezza di farla propria. Il destinatario naturale sarebbe il centrosinistra, ma il coraggio per una rivoluzione del genere, al momento, non sembra essere nella disponibilità di Bersani e co.. E forse nemmeno dei suoi possibili successori. Potrebbe essere nella disponibilità invece della destra di Gianfranco Fini, che parla più di tutti – insieme a Marino – un linguaggio di modernità. Una cosa è certa: prima facciamo, più possibilità abbiamo di farcela. E di essere tutti qui insieme, tra qualche anno/decennio, a festeggiare un’Italia tornata al centro del mondo. Il racconto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario. E dopo Annozero il dibattito è qui Bersani: ‘Manovra figlia errori governo’ Guardate infatti il Pil con i vari esecutivi Tremonti riconosca le proprie ‘mancanze’ L’opposizione però sostenga l’impianto Nello specifico è una finanziaria di parte

giugno 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Su Raidue il confronto tra il leader Democratico e il ministro dell’Economia. Che nega qualsiasi responsabilità sua o del governo per il cattivo andamento dei conti, che ha imposto appunto la manovra correttiva. Noi denunciammo per primi che Tremonti non la raccontava giusta, quando ancora il Pd partecipava al coro di elogi. Ora Bersani si accorge: meglio tardi che mai. Il capo di via XX Settembre riconosca che si doveva e poteva fare di più e meglio, sia nella stessa azione di contenimento del deficit, sia per lo sviluppo (come detto completamente assente anche da questa finanziaria; ne abbiamo parlato martedì). I dati che ci mostra theHand, tributando un giusto riconoscimento a Romano Prodi, sono lì a dimostrarlo (anche se è vero che le ultime due legislature di centrodestra sono coincise con i momenti più acuti delle difficoltà dell’economia mondiale). Onestà, dunque. Contemporaneamente, il giornale della politica italiana chiede al centrosinistra di assumersi le proprie responsabilità in un momento delicatissimo per il nostro Paese: il segretario del Pd vuole che tutto questo sia subordinato all’ammissione da parte di Tremonti, ed è giusto, ma i Democratici hanno alzato le mani in segno di resa tante volte quando non era né necessario né opportuno (ed è per questo che oggi sono nella condizione – di subordinazione – in cui sono e il Paese non vede, come ha scritto oggi Crespi, alcuna alternativa); non è precisamente il confronto sulla finanziaria l’occasione in cui mettersi a fare la voce grossa (non su questo, mentre si riprende o continua a fare su tutto il resto). Responsabilità, insomma. Se le due cose – l’onestà di Tremonti; la responsabilità del centrosinistra, che peraltro, va detto, in questo caso non mancherebbe e non sarebbe mai mancata – vanno insieme, l’Italia ricomincia ad essere un Paese normale e fa un passo lunghissimo in avanti verso la risoluzione dei propri problemi prima e (quindi) una (forte) ripartenza poi. Ciò non impone un placet dell’opposizione per ciò che riguarda i contenuti della manovra: come dice anche la protesta di oggi dei magistrati, che minacciano uno sciopero nazionale, il modo in cui vengono ricavati i 25 miliardi necessari a vararla (leggi: i tagli e i contenimenti) risponde agli interessi della parte di Paese che il centrodestra, al momento, rappresenta. Questa finanziaria è dunque in primo luogo la finanziaria di una parte degli italiani, e peraltro quella più ricca, che meno avrebbe bisogno di questo livello di “attenzione” nei propri confronti; il tutto a discapito, naturalmente, di quella più povera che si dovrà invece sobbarcare – anche in termini di mancata ripartenza per l’assenza di risposte per lo sviluppo – il peso della correzione. Nella migliore delle ipotesi (e questo la dice lunga), e vale naturalmente soprattutto per ciò che riguarda i tagli alla giustizia, si può parlare di manovra ideologica. Non esattamente ciò che rimanda all’ideale di un Paese nel quale la (nostra) politica agisca nel solo interesse di tutti (gli italiani), superando i cartelli di rappresentanza di specifici interessi e lasciando alle spalle le motivazioni parziali e le lotte di classe, che ormai si perpetuano solo a livello di classe dirigente (che rischia però, così facendo, di riaccenderle nel Paese, come ancora una volta abbiamo denunciato noi per primi, con Lerner). Il racconto, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

***Il commento***
BERLUSCONI A BALLARO’, AVEVA RAGIONE LUI
di LUIGI CRESPI

giugno 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Più vicini alla realtà i dati di Euro- media Research (anche se il presidente del Consiglio è sicuramente in calo, come ci rivelavano proprio i numeri del grande sondaggista la scorsa settimana). E la “tesi” della trasmissione per cui Tremonti sia “meglio” di Berlusconi per il centrodestra è, (anche) popolarità alla mano, infondata. E contemporaneamente è vero che la strategia di comunicazione sulla manovra del governo è stata fallimentare: si è passati dalla rappresentazione di una realtà posticcia da sogno, alla tragedia del «rischio-Grecia». Nonostante questo, la maggioranza resta l’unica opzione considerata credibile dagli italiani: l’opposizione non esiste, e non offre nessuna «alternativa». In questo nuovo grande pezzo per il giornale della politica italiana, l’ex spin doctor del presidente del Consiglio prende le mosse dall’episodio della telefonata del premier, martedì sera, alla trasmissione condotta da Giovanni Floris per fare il punto della situazione.     Read more

L’intervento. Vinci il concorso, ma con i tagli non ti assumono Madia

giugno 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La manovra di Tremonti ha colpito, lo abbiamo visto, in primo luogo gli statali. Che non sono una categoria di persone fuori dal Tempo e dallo Spazio, ma donne e uomini in carne ed ossa che, anche se negli ultimi anni sono stati più garantiti, hanno, magari, una famiglia a carico e possono vivere delle difficoltà per le limitazioni imposte dalla finanziaria. Ma c’è un risvolto, se possibile, ancora più grave. Confindustria denuncia che si tratta di una manovra che non fa sviluppo, l’opposizione rileva la mancanza di interventi strutturali. In altre parole, non ci porta da nessuna parte anche perché fra qualche tempo, non avendo cambiato il modo in cui le cose vanno (ciclicamente), ci ritroveremo a punto e accapo. In questa chiave, non ci sono tuttavia solo meno opportunità di quelle che si sarebbero dovute creare, ma anche rispetto a quelle che c’erano già. Perché, e lo denuncia dalle nostre colonne la deputata del Partito Democratico, la manovra blocca il ricambio: lo Stato cerca nuove competenze, ne ha bisogno per evolvere, modernizzarsi, innovare; ma, quando le ha trovate (i vincitori di concorso, appunto), non le assume. E passa molto tempo prima che ciò possa accadere. Un blocco che va a colpire direttamente ciò che più sta a cuore a questo giornale: la modernizzazione, appunto, del nostro Paese (anch)e (attraverso) i giovani. Non solo dunque non viene dato un contributo per il futuro, ma viene tolto qualcosa rispetto a quello che, in termini di rinnovamento fisiologico, avevamo. Una manovra all’indietro, che non potremo che pagare ancora di più in futuro, in termini di mancata crescita sul piano della competitività, e dunque di mancata crescita economica che andrà ad aggravare ancora di più il ritorno dei problemi che questa manovra avrebbe dovuto risolvere, invece ha solo rattoppato, e togliendo (una parte del)la possibilità che si risolvessero da “soli” per come il nostro Paese già funzionava. L’intervento, dunque, di Madia.            Read more

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