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“Italia” difende rappresaglia di Gheddafi Libia off limits a europei: ‘Colpa Svizzera’

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Rimandati a casa tre italiani, da oggi non sarà più possibile “sbarcare” a Tripoli. Motivo? Gli elvetici stilano una black list composta da 188 personalità libiche tra cui il colonnello. Ma tutto nasce con l’arresto del figlio di Gheddafi nel 2008 e il conseguente “blocco” in Libia di due uomini di affari svizzeri. Insomma, da parte della Libia una vera e propria ritorsione. E l’Italia che fa? Sta dalla parte del colonnello, naturalmente. Frattini: «L’Ue verifichi la correttezza della Svizzera». Il servizio di Carosella. Read more

Il commento. Dalla Svizzera un bruttissimo segnale di Gad Lerner

novembre 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è l’unico grande quotidiano in grado di proporvi i commenti delle sue grandi firme in tempo reale. E così, dopo avervi raccontato con Désirée Rosadi il referendum elvetico che ha sancito il no della maggioranza degli svizzeri alla costruzione di minareti, le torri dalle quali i muezzin richiamano alla preghiera islamica, esce con questo editoriale del conduttore de L’Infedele (in onda, tra l’altro, stasera alle 21.10 su La7: si parlerà di politica tout court, una puntata da non perdere per chiunque ami la politica) che allarga il campo della riflessione e ricorda uno dei principi fondativi di ogni democrazia: potere del popolo nel quale c’è però chi lo deve guidare e dargli strumenti per capire e saldi riferimenti politico-culturali. Nelle ore in cui tutta Europa teme l’onda lunga dell’esito del voto svizzero. Buona interpretazione. Read more

La “neutrale” Svizzera dice no ai minareti Esultano Lega-Gasparri: ‘Stanchi d’Islam’

novembre 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale del dialogo. Politico-culturale e a maggior ragione, quindi, interreligioso e tra le culture e i popoli della Terra. C’è naturalmente un punto di equilibrio tra l’apertura, il riconoscimento dell’ineluttabilità e del valore della società multiculturale e la riaffermazione dei nostri, valori e anche di parte della nostra identità. Ma le parole-chiave da mettere in campo per raggiungerlo sono le stesse: apertura, dialogo, riconoscimento. Naturalmente a partire da un’idea chiara di sè e senza dimenticare il senso e il valore di tutto ciò che ci portiamo dietro da secoli. Questa è la via di un’integrazione virtuosa. Quella per la quale detta la linea, in queste settimane, Gianfranco Fini, che non avrebbe potuto mai essere così lontano dalle idee leghiste. Che sono in perfetta sintonia con il voto contrario da parte dei cittadini svizzeri (hanno detto no il 57,6% degli elettori) alla costruzione delle torri delle moschee dalle quali si affaccia il muezzin, colui che annuncia la preghiera islamica. Un esito inatteso, per il referendum promosso dalla destra nazionalista elvetica, che impone una riflessione su ciò che sentono e vogliono davvero i cittadini europei. Senza agitare paure, senza ipocrisie. Ci racconta tutto la nostra Désirée Rosadi. Read more

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