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***L’errore capitale di Bersani***
CARA SINISTRA, SAPPILO: MONTI E’ UN SUPER BERLUSCONI
di PAOLO GUZZANTI

marzo 10, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché fa tutto ciò che il suo predecessore aveva promesso nel ’94, ma non aveva avuto la forza di realizzare. E si tratta di scelte “di destra”, non la destra storica (italiana ed europea) – puramente – conservatrice, ma la destra liberista e “americana”. La destra – per intenderci – di Marchionne. Destra è, per definizione, fare gli interessi – dei (più) forti. E oggi, nel mondo (dominato dal) mercato, fare gli interessi dei forti non coincide più, direttamente, con la difesa dello status quo; o meglio questo è lo scopo finale e l’effetto (auspicato), ma viene perseguito attraverso un (falso) riformismo che porta alla progressiva riduzione delle regole, così che la legge del più forte possa imperare (ancora meglio) e quella conservazione – delle distanze tra chi ha e chi non ha – possa…rinnovarsi. Altro che lotta ai (veri) privilegi… Inutile poi chiedere – come Bersani fa, non rendendosi conto di essere alla guida dello strumento per eccellenza per determinarla, senza passare per la benevolenza di chi non la può, costitutivamente, offrire – perequazione. Non avverrà mai (come non è mai avvenuta – storicamente). Su questo (stesso) terreno (su cui, in tutti i sensi, i ‘forti’ hanno i loro interessi). L’unica chance che la Sinistra ha di tornare a svolgere la propria funzione, che è fare il bene (non – solo – dei lavoratori ma) di tutti (insieme), è offrire – scriveva Mazzini – una ragione più alta. Quell’(alto) obiettivo comune per l’Italia dandoci il quale risaremo motivati a (ri)dare valore anche ad altro, dal (solo) denaro, riaprendo gli occhi (sulle persone) e riscoprendo (così) il piacere di collaborare, di fare sistema, e/ per in questo modo ricominciare a restituire il nostro Paese alla posizione che gli compete nel mondo. C’è stata una sola occasione in cui l’unico governo di centrosinistra capace di convincere la maggioranza degli italiani – al punto che, nonostante gli elettori “attivi” siano oggi in maggioranza di destra, il Paese gli offerse anche una seconda possibilità – sfondò il velo di incomunicabilità (elettorale) tra le aree di opinione e di sensibilità della destra e della sinistra, attraendo consensi anche da chi tradizionalmente – e per convinzione! – votava Berlusconi: quando l’Italia è tornata – sia pure solo per un momento – ad esercitare la propria leadership (mondiale) grazie alla guida di Romano Prodi e Massimo D’Alema nei giorni dell’(ultima) crisi in Libano. In quelle ore ascoltammo elettori di destra dire che quel governo piaceva loro, e molto. Che era il “loro” governo. Perché dopo trent’anni di tafazzismo, gli italiani hanno voglia di rialzare la testa; non, in forma vetero-aggressiva, ma competitiva, sì; ma non – ancora una volta, in un modo (ancora) più (meno) libero (?) e foriero di inimicizie e di avversione – tra di loro. Ma nella con-petizione – da rilanciare, in questi termini, e non più in chiave solo economica – per (ri)costruire – anche attraverso il recupero di una dimensione etica e filosofica – il futuro del mondo. E questo concretamente si fa dandoci l’obiettivo di ridiventare la culla mondiale dell’innovazione (a 360°, come evidenzia anche Ermete Realacci) attraverso la cultura e la formazione. Vedrete che, quando il nostro Paese apparirà di nuovo in grado – grazie alla Sinistra – di tornare (in maniera positiva e costruttiva; rigenerativa) a contribuire a scrivere pezzi di Storia – e non soltanto, più, il Paese – il (pezzo di) mercato – qualunque (anche se molto vezzeggiato. Da chi ha interessi – a che ri-diventiamo sempre più “affidabili”) a cui lo riduce la teoria mercatista della destra – i rapporti di forza, “anche” (o prima) da noi, saranno diversi da quelli a cui – stante l’attuale strategia-kamikaze di Pigi, di cui ci parla ora (di tutto questo) il deputato liberale – siamo di nuovo destinati se l’esperienza del governo Monti durerà fino al 2013, quando Berlusconi si prepara a raccogliere i dividendi della propria (ultima) semina (capolavoro). di PAOLO GUZZANTI Read more

Rigore e formazione continua per la (piena) occupazione M. Patrone

ottobre 16, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La sinistra berlusconiana e “parlamentare” ha tacciato, fin’oggi, il movimento di “reazione rivoluzionaria” alla (vera) antipolitica – rappresentata da lei stessa e, ovviamente, dall’attuale destra al potere – di essere lui, l’antipolitica. Oggi la piazza – al netto dei black bloc – confermava invece di agognare, semplicemente, un ritorno (istituzionale) alla Politica vera (e non di aderire ad una qualche forma di sogno anarchico e, magari, insurrezionale). E cioè risposte. Vere, cioè sincere, e quindi utili, perché reali. Coerentemente con il proprio ribaltamento della realtà – quello appena visto, per cui la Politica diventa (per loro!) antipolitica e viceversa – anche le poche occasioni in cui gli altri signori affrontano nodi (realmente) politici accade all’insegna dell’ipocrisia. Come nel caso del lavoro, dove il mantra – ideologico e propagandistico – è per un ritorno al posto fisso per tutta la vita per tutti. I Paesi moderni, invece, sono già allo stadio successivo: formazione permanente come chiave per l’(immediata) occupazione di chi (non) perde il lavoro e si (deve) prepara(re. Più e organicamente come mai in passato) ad averne uno “nuovo” (ma per davvero, in tutti i sensi). La nostra stella polare è l’innovazione. Un nostro sistema produttivo che la Politica coordini in uno “sforzo” – che non sarebbe tale – per cambiare (completamene) la propria pelle in questo senso, sarebbe in grado – con il supporto appunto di istituzioni che avessero intanto restituito all’Italia la migliore scuola e la migliore università del pianeta – di caricarsi sulle spalle un Paese che viaggi verso lidi prossimi alla “piena” occupazione e/anche perché l’Italia avrebbe, a quel punto, ripreso a volare. di MATTEO PATRONE
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Questione di linguaggio. Pd, basta retorica: ecco la realtà Montorro

settembre 8, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ retorica retrodatare di (solo) ”lavoro” in un mondo il cui futuro (altrove già “presente”) ha come proprie parole-chiave conoscenza – cultura – e creatività. E’ retorica difendere “gli insegnanti (e i ricercatori)” quando ciò di cui ha bisogno l’Italia è di sfidare (anche) loro, rifacendo della scuola (e della ricerca) il motore propulsivo della costruzione del domani. E’ retorica “difendere” (tout court), quando oggi difesa significa perdita progressiva di posizioni, se non cadere a picco, tutti insieme. E’ retorica vaneggiare di frontiere aperte, in un mondo ancora attraversato da squilibri e per un’Italia che oggi ha piuttosto da pensare a rimettere in piedi se stessa, smettendo di essere la palla al piede dell’Europa (e dell’Occidente intero). E’ retorica, insomma, la sinistra (così come lo è la destra). Camicie di forza “ideologiche” (? Magari!) che impongono di (non) vedere le cose (in un certo modo). Pacchetti all-inclusive che male si adattano alle esigenze della Storia (che non si è – sarebbe, in presenza della Politica – fermata al ’900). Pensieri (?) (di altri) messi in bocca ad una nuova generazione che così non ha più la capacità di “leggere” (e scrivere) il (suo) Tempo. L’Italia oggi ha bisogno di verità, di (ideale, in tutti i sensi) pragma- tismo, di soluzioni insieme alte e concrete. Ma prima bisogna smettere di giocare a fare il verso ai compa- gni del secolo scorso. di FRANCO MONTORRO Read more

***Politica(non)&antiberlusconismo***
IL PD MI DIA MODO DI NON VOTARE PIU’ ‘CONTRO’ (DI ‘LUI’ – ?)
di FRANCO MONTORRO

agosto 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Berlusconi. Sì. Lo abbiamo capito. E l’”alternativa”. Sì. (Non siamo) d’accordo (perché “alternativa” suona sinistramente - … –  come “subordinata”. – Sempre - a Berlusconi). Ma, come direbbe (?) Pigi, “quand’è che la sinistra italiana ci fa innamorare un po’ di lei?”, invece di essere – appunto – la (sola) “alternativa” (“ripiego”. A qualcosa che non ci piace)? Bindi: “Nessuno pensi di costruire l’alternativa senza il Pd”. Ma perché? Cos’è, oggi, il Pd? Un (pre)sentimento (ancora). Un ricordo (?). Una speranza (ferita). Il (vero) Pd sì che sarebbe – al di là delle rivendicazioni d’orgoglio – politicamente imprescindibile. Sapendo porsi – unico in grado (?) di farlo - a “disposizione” del Paese. Per portarlo fuori dalle secche. E rimetterlo sulla corsia di sorpasso. Facendo semplicemente ciò che è necessario. Il resto – lo abbiamo già detto - è fuffa. E (ci) fa chiedere se verrà mai data la possibilità a quel 40% di italiani che oggi non vanno a votare - e che costituirebbero la (sola) base (!) del “partito dell’Italia” - di riconoscersi in una forza politica. Nella, (“nostra” – ?) Politica. di FRANCO MONTORRO Read more

Destra, sinistra, centro non esistono più La Politica è rispondere a chiamate Storia E ora ci ‘chiama’ a salvarci- rifarci grandi Sola risposta sono onestà/ responsabilità La (sola) divisione è tra chi ci sta e chi no

aprile 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana aveva ancora una volta anticipato un fenomeno che, assistiamo in queste ore, sta più o meno (in)visibilmente maturando nella nostra politica. E’ la nuova politica. Quella politica fatta nel solo interesse di (tutto) il Paese al di là della rappresentanza di specifici interessi. Oggi il nostro interesse è, primo: evitare il declino. E il declino si evita in primo luogo con la rivoluzione culturale, fondamento del nostro possibile Nuovo Risorgimento in grado di preparare il nostro Nuovo Rinascimento. In secondo luogo, si tratta di tornare grandi. E la strada è la stessa. Solo, in un cammino prolungato. Che non “si” sieda ai primi allori. Quello che hanno fatto (ai secondi, ai terzi) i nostri “padri”, a cui i nostri nonni avrebbero detto di non farlo. Bensì insista nel cercare e consolidare lo sviluppo, rendendolo duraturo e sempre più consistente. La nostra politica autoreferenziale di oggi, nel suo politicismo, è l’esatto opposto della nuova politica. In mezzo c’è il gioco delle parti del centro, della destra e della sinistra. Figlie di un tempo in cui c’erano interessi (“nazionali” – ?) divaricanti e contrapposti. Oggi l’interesse, come detto, è uno solo. E dunque non dovrebbero esistere più (ragionevolmente) la destra, il centro e la sinistra. E politicamente non esistono più. Esistono in quanto stazione intermedia tra la nuova politica e la nostra politica autoreferenziale di oggi, come crogiolo – di passaggio alla politica vera – di uomini politici che non hanno ancora trovato l’orizzonte. Piano piano prendono coscienza, ed è così che i futuristi di Fli e il Pd – e va riconosciuta la lungimiranza, sia pure in una versione politicistica, di Pigi Bersani – cominciano a rendersi conto che non ha più senso l’attuale divisione. Ai “figli di questo tempo”, che non siano vittime della cooptazione e dell’unzione dei vecchi uomini politici politicanti (oggi) autoreferenziali, questo è chiaro istintivamente. Perché il loro tempo “esige” da loro questo nuovo atteggiamento. Ci stanno arrivando anche i vecchi, comunque. Molti di loro lo hanno già capito compiutamente. Hanno il problema di spiegarlo ad un popolo ormai sclerotizzato in questa (sud)divisione, e che evidentemente la politica deve guidare e non inseguire (in tutti i sensi?). Il giornale della politica italiana, libero, il coraggio di dire ai propri lettori (la gran parte dei quali condivide – da tempo – questa impostazione) che la destra, la sinistra e il centro non esistono più lo ha avuto. Facciano lo stesso i nostri uomini politici, a cominciare magari da quegli altri giovani non cooptati dalla vecchia politica – che del resto hanno tutti scelto il Politico.it come luogo della propria espressione e del proprio confronto – che con la destra, la sinistra e il centro non hanno, se vogliono fare politica vera, e fare il bene dell’Italia, proprio niente a che spartire. Il giornale della politica italiana è il laboratorio nel quale si costruisce l’Italia del futuro. A “partire” (in realtà dai contenuti) da questa presa di consapevolezza: sinistra, destra e centro non esistono più; sono categorie del secolo scorso. Quelle di questo tempo sono gli onesti e i responsa- bili, da una parte, e coloro che non ci stanno dall’al- tra. Per questo non c’è bisogno di nessun “cartello” “antiberlusconiano”; c’è bisogno di chi si metta a costruire il futuro dell’Italia, e per farlo cominci a fare semplicemente quello che è necessario fare (M. Patr.). Read more

Ma (se) Berlusconi ha (anche) ragione(?) De Magistris; più l’”insistenza” con Silvio Magistratura è libera da mali del Paese? La nostra cultura è figlia della Resistenza Ed è una cultura “di sinistra”. Di parte (?) Destra becera, ma un dibattito va aperto

aprile 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Consiglio, lo abbiamo già scritto, è il più grande, e unico, innovatore della nostra attuale (?) classe dirigente. Al di là dell’opportunità (o meno) di un riferimento del genere di questi tempi, ha rappresentato, per la cultura politica del nostro Paese, un vero e proprio tsunami. Nel male: con le sue scarse (?) onestà e responsabilità. Ma se in molti, tra i nostri connazionali, hanno creduto nella sua capacità di compiere una rivoluzione liberale, nel ’94, è anche perché in quella carica innovativa ci sono elementi che non possono essere giudicati – in assoluto – né positivi né negativi, almeno da un punto di vista obiettivo; perché rappresentano il portato di una (altra) cultura politica. Legittima. Quella liberale (?). Lasciamo da parte che, poi, Berlusconi non abbia tradotto in concreto nulla di tutto ciò. E che quando è intervenuto, e quando lo fa, accade per motivazioni legate alla propria vita individuale. Nel nostro Paese una cultura maggiormente liberale sarebbe non solo necessaria, ma soprattutto legittima. E questo vale (anche) per i settori, da Silvio additati, della giustizia e della nostra istruzione. Il modo in cui lo fa è becero e irresponsabile, perché genera un conflitto, indebolisce le istituzioni (e l’eventuale limite non è nelle istituzioni in sé, “spina dorsale” per (quasi) tutte le stagioni, ma nella nostra cultura politica), avviene (anche) strumentalmente per scopi (illegittima- mente) di parte. Ed è lui stesso la principale causa del fallimento della (sua) “rivoluzione”. Non solo per la propria evanescenza politica (nel momento di passare ai fatti), ma anche in quanto generatore di (questa) polarizzazione e (di questo) conflitto. Ed è – ovviamente - inaccettabile che un presidente del Consiglio attacchi i magistrati e la scuola pubblica. E che la (possibile) liberalizzazione culturale avvenga attraverso una manovra subdola che passa per il proposito di modificare i libri di storia e per la ridu- zione forzosa delle capacità della scuola di Stato (fornendo aiuti di Stato a quella privata) è indegno. E tuttavia un dibattito, più sereno, aperto, potrebbe legittimamente essere avviato. Anzi: andrebbe avviato. Perché il rigore – tra il resto – di un maggiore liberalismo è qualcosa di cui la nostra nazione avrebbe bisogno. Read more

Ora un’Europa razzista (con i migranti) (?) No, oggi l’Europa è soltanto (?) prudente Migrazione di massa (ri)genera razzismo E può far ‘saltare’ nazioni che accolgono Sinistra voglia più bene al nostro Paese Darà così proprio contributo a progresso

aprile 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

“Partito degli stranieri”, l’abbiamo definita più volte. Perché se è inaccettabile il razzismo leghista, la soluzione non è certo il suo opposto, che anzi rappresenta il vero humus nel quale è potuto maturare e nel quale prospera – e crescerà ancora – il fenomeno delle camicie verdi. La sinistra italiana (e non solo; e i risultati in linea di massima pessimi – anche quando si verifica qualche segnale di ripresa o addirittura di rilancio, ma proprio per questo (poco) nel momento della crisi del modello della destra e dunque in cui dovrebbero aprirsi praterie per una proposta diversa – lo confermano) è passata dall’idealismo della sua Storia novecentesca all’irrealismo demagogico (autoreferenziale) di oggi, per cui predica – senza viverlo – un buonismo che non fa il bene di nessuno, né delle persone che aspirano ad una vita migliore in altri Paesi e per questo muovono verso il nostro, né degli italiani. E siccome ci riferiamo alla sinistra italiana, è evidente che il torto maggiore viene fatto a quella parte verso la quale tale sinistra dovrebbe essere maggiormente responsabile: i suoi connazionali. Non fa il bene di nessuno perché l’apertura indiscriminata delle frontiere è generatrice di apprensione e di rabbia (comprensibili, e chi non le vuole comprendere lasci la politica) negli italiani-di-oggi, e dunque di sicura – in questo modo – discriminazione per quelli-(possibili)-di-domani; e a lungo andare - in mancanza di un piano e di un’organizzazione di tutto questo – determina un (ulteriore) degrado e una possibile “saturazione” dannosa per la nostra nazione e dunque anche per coloro che vi vedono una possibile via di fuga (in tutti i sensi). La democrazia universale, il mondo unica nazione, è anche (?) il sogno del giornale della politica italiana. La differenza con la sinistra italiana è che lo concepiamo (anche) come un obiettivo (reale), e per questo ci disponiamo a dedurre i passaggi necessari per raggiungerlo. La sinistra italiana, non avendo a cuore più nulla, non credendo più in (quasi) niente, cede al populismo sui generis dell’(auto)referenzialità nei confronti della propria parte. E in questo modo non (ri)vincerà mai, continuerà ad alimentare la destra e il razzismo, e il sogno della democrazia universale resterà un sogno. Tra loro, ormai più di nessuno. Read more

Ritorno di Ferrara in tv è una buona cosa Purché faccia Ferrara e non il neo-Minzo Silvio ha il merito d’aver rotto egemonia Solo che l’ha sostituita con l’incultura… Sì a un confronto più libero (purché tale)

marzo 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se la sinistra italiana ha smesso di pensare solo alla protezione e alla conservazione – anche se rimangono sacche di resistenza – il merito è del presidente del Consiglio. Che l’ha costretta a fare i conti con l’impopolarità delle proprie tesi ormai vetuste – sarebbe un errore pensare che il predominio di Berlusconi sia figlio solo dello strapotere televisivo; è comunicazione, ma nel senso di «connessione sentimentale» con un popolo di cui, pure, il Cavaliere ha cambiato anche qualche sinapsi “affettiva”, per usare/”proseguire” una/la metafora – e, di fatto, ha gettato i semi per la (ri)nascita di un centrosinistra che, come all’alba del boom economico, sia in grado – perché finalmente liberato dalle proprie ipoteche culturali – di assumersi la responsabilità di salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese. Ma deve andare fino in fondo. Che non significa fare la destra. Ma comprendere che oggi non c’è più nulla da conservare e “difendere” bensì bisogna ricreare ricchezza – economica, sociale, culturale – possibilmente non per redistribuirla, ma “distribuendo” il coinvolgimento in/di tutto il Paese. E’ bene che sia finita l’egemonia culturale di una sinistra “ricottara”, per dirla con (la «ricotta» di) Pasolini, l’importante è che questa sia ora (ri)sostituita da un dibattito pubblico e culturale libero, ma, come insegnava Monicelli, all’insegna dell’onestà e della responsabilità (lui diceva: «dell’uguaglianza») o la libertà sarà (è, oggi) solo una chimera, e costituisce in realtà un’altra forma di egemonia o di schiavitù. Un dibattito al quale, con (appunto) onestà e responsabilità – o anche “solo” con la forza della sua intelligenza e della sua cultura – può dare un contributo fondamentale il direttore del Foglio, a patto che scelga di aderire alla (nuova) causa (Risorgimentale) della costruzione del futuro dell’Italia e non soltanto a quella propagandistica del Cavaliere. Ferrara è uno dei maggiori intellettuali italiani. Ed è un riflesso condizionato della sinistra conservatrice indignarsi per il suo ritorno in tivù. Tutte le persone libere lo aspettano con entusiasmo. A condizione che lui, come (quasi) sempre, si confermi uno di loro. Read more

Talenti. Il coraggio di saper capire una battuta di Marianna Bartolazzi

febbraio 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ovvero come la sinistra italiana si prenda troppo sul serio e, così facendo, perda di vista la realtà. In tutti i sensi. La “propria”. E (quindi) quella del Paese. Messaggio alla dirigenza “diffusa”, di “base,” del centrosinistra che usa la rete per confrontarsi: re-impariamo a ridere delle battute. O (presto) non ci sarà più niente da ridere. (Proprio) per noi (di nuovo, in tutti i sensi). Con questo pezzo sulla “satira politica (non più) a senso unico” che ha trovato spazio (ad esempio, da ultimo) sul palco del Festival di Sanremo, comincia la sua collaborazione con il Politico.it Marianna Bartolazzi. Il giornale della politica italiana è il laboratorio della nostra politica del futuro. E (quindi) il luogo nel quale si confrontano i suoi protagonisti. In particolare quella generazione dei nati dopo il 1980 che, a differenza dei propri “fratelli maggiori”, non è (ancora?) stata “colpita” dalla cooptazione dell’attuale classe dirigente autoreferenziale (del centrosinistra e del centrodestra), e ha la freschezza e la libertà necessarie per fare quello che i loro stessi fratelli maggiori non hanno (ancora?) saputo fare: mettere in campo responsabilmente idee e proposte concrete per la costruzione del futuro dell’Italia, per la quale proprio la generazione degli “’80″ potrebbe giocare il ruolo decisivo. Dopo Giulia Innocenzi e Antonio De Napoli, dopo Dino Amenduni e Riccardo Maraga, per non parlare del nostro direttore e dell’intera redazione del giornale composta da (loro) coetanei, il Politico.it apre (spalanca) ulteriormente le porte (e le finestre) per intensificare il proprio impegno per restituire – al più presto – all’Italia la politica vera, e con essa la possibilità, concreta, di salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese. di MARIANNA BARTOLAZZI Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Sei di destra? Te la fai sotto!

gennaio 5, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nuova puntata della rubrica della giovane esponente Radicale e co-conduttrice di Santoro ad Annozero. Oggi Giulia analizza la nostra politica attraverso lo “spettro” (in tutti i sensi) di una scoperta scientifica che attribuisce alle persone conservatrici una tendenza ad una maggiore prudenza e refrattarietà ai cambiamenti, a quelle di sinistra maggiore “coraggio”. Posizioni che, c. v. d., vengono ribaltate (leggi: sconvolte, anche qui, in tutti i sensi) nella politica italiana di oggi.
di GIULIA INNOCENZI Read more

Pg: ‘Sinistra è prendere le parti di deboli’ No, quello è (più) compito di un sindacato Sinistra è (oggi) salvare/rifar grande Italia a) – dando così un futuro (degno) a tutti b) – coinvolgendo pure deboli dimenticati

novembre 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Pd ha appena preso una scoppola gigantesca a Milano, dove aveva il miglior candidato possibile – al punto che avevamo indicato avrebbe potuto essere anche un ottimo “Papa straniero” per le elezioni nazionali – (anche se forse, come abbiamo scritto, un po’ troppo algido ed “estraneo” al cuore pulsante di una politica vera che, peraltro, oggi si ha da noi solo in apparenza), mai come a questo giro aveva (ha) la possibilità di riconquistare la città, e ciò nonostante è riuscito a far affluire (sempre) meno elettori (suoi). Read more

***Il futuro dell’Italia***
IL PAESE CHE SOGNIAMO
di MATTEO PATRONE

marzo 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

All’inizio, ormai, dell’ultima settima- na di campagna elettorale, il giornale della politica italiana fa il proprio dovere di riferimento numero uno (per l’informazione) della nostra politica tenendo un occhio (ben aperto) sulle Regionali, proponendo peraltro come nessun altro può fare un osservatorio sempre aperto sull’andamento dei flussi elettorali. Ma l’altro occhio, permettetecelo, e anzi, vi chiediamo di condividere – se ritenete – questa nostra scelta, resta incollato al domani del nostro Paese. Perché fra dieci giorni ci saranno un vincitore e un vinto in questa tornata elettorale, ma resteranno i problemi dell’Italia. A cui l’unica risposta plausibile è una risposta complessiva, e corale, che faccia parte di un progetto organico per il futuro del nostro Paese. Per la firma del suo direttore, il Politico.it lancia ulteriori spunti/proposte – che rispondono sempre allo stesso disegno unitario – su quale direzione imboccare tutti insieme. Buona lettura. Read more

Il rigore (a sinistra) invocato da Guzzanti De Luca simbolo del Pd che può imporsi? Con ritratto dello Sceriffo firmato Sarubbi

febbraio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

C’è una differenza tra bontà e buonismo, tra rispetto e passività. C’è una differenza tra la sinistra di oggi e quella di un tempo, scrive l’ex vicedirettore de “il Giornale” sul giornale della politica italiana. E questa differenza è data dalla mancanza, oggi – è l’opinione di Guzzanti – di rigore. Rigore personale, delle nuove generazioni di sinistra cresciute con riferimenti troppo deboli, a partire, scrive Guzzanti, dalla «ricotta pasoliniana». Ma anche rigore politico, quello che manca perché si possano coniugare le idee del centrosinistra e il bene del Paese, e anche perché tutto questo sia possibile in quanto quelle idee, appunto, attecchiscano nella società, siano premianti elettoralmente. C’è un candidato che emerge in questa campagna elettorale per le Regionali. Un candidato governatore – della Campania – che non mette d’accordo nessuno, a sinistra. Ma sembra mettere d’accordo gli elettori. E la ragione, dietro l’immagine (e i modi) dello Sceriffo, è una capacità amministrativa indiscussa, che ne ha fatto uno dei sindaci più popolari d’Italia. Una capacità che si ricollega a quei modi, che ne sono poi la proiezione, attraverso il rigore. Appunto. Rigore nel fare sicurezza sul territorio, ad esempio. Rigore nel portare fino in fondo le istanze – di sinistra – con cui si parte. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, parte svantaggiato in una regione in cui proprio quella mancanza di rigore ha toccato l’apice dei propri effetti negativi producendo (i ritardi nello smaltimento) dei rifiuti a Napoli e la melassa della sanità. Ma qualcuno comincia a pensare che lo Sceriffo ce la possa fare. E chissà che dall’eventuale rimonta di Napoli non possa cominciare anche una nuova stagione per il centrosinistra. All’insegna del rigore. Nell’interesse del Paese. Ci racconta la figura di De Luca il deputato del Partito Democratico.            Read more

L’editoriale. Lettera-provocazione ai lettori di sinistra di P. Guzzanti

febbraio 16, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Che cos’è la sinistra (e cosa, inve- ce, il sinistrese). Perché è di sini- stra un rigore che manca totalmente alla cultura della sinistra del nostro Paese. Con questo nuovo grande articolo per il giornale della politica italiana, l’ex vicedirettore de “il Giornale” e deputato del Partito liberale italiano si rivolge ai nostri lettori progressisti, sferzandoli. «Siete voi la vera causa del successo, non ancora esaurito, di Berlusconi», scrive Guzzanti, che parla di meritocrazia e progresso, invitando tutti ad una riflessione. Che facciamo ora, insieme, leggendo questo nuovo pezzo del grande intellettuale liberale. Buona politica sul giornale della politica italiana. Read more

Bersani accolto così. Da sinistra: “Ora la nuova coalizione”. E da destra: “Dialogo”

ottobre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le reazioni di avversari e possibili alleati all’avvento dell’era dell’ex ministro per lo Sviluppo economico. C’è chi chiede la ricostituzione del centrosinistra, chi invoca un’opposizione più pacata e dialogante. Tutti, comunque, riconoscono il valore del nuovo segreta- rio Democratico. Il servizio di Francesco Carosella. Read more

Esclusivo. Nel ’94 Berlusconi evitò un colpo di Stato di G. Fasanella

ottobre 21, 2009 by Redazione · 3 Comments 

Nel ’92-’93 la destra italiana, travolta da Tangento- poli e rimasta solo con la (flebile) rappresentanza dell’Msi, temeva l’avvento di un regime guidato dal Pds di Occhetto e D’Alema. E si preparava ad evitarlo con ogni mezzo. Il Cavaliere diede una forma demo- cratica all’espressione delle ansie di quell’area rimasta orfana dei partiti tradizionali. Ed evitò così una svolta drammatica. Ce lo racconta la grande firma di “Panorama” - testimone diretto di quegli anni proprio come cronista del settimanale di opinione conservatore - che mette in guardia dai rischi della demonizzazione dell’avversario, qualunque esso sia, e invita la sinistra italiana a prendere atto di questo merito storico del suo avversario più radicale. Un pezzo scritto per Facebook e pubblicato in esclusiva dal giornale della politica italiana che va oltre ogni schema precostituito, libero, intelligente. Assolutamente da non perdere. Read more

Sette motivi per non eleggere Bersani segretario di M. Adinolfi

ottobre 19, 2009 by Redazione · 4 Comments 

Mancano sei giorni all’elezione (aperta, partecipata, più o meno diretta) del nuovo segretario nazionale del Partito Democratico. Un passaggio importantissimo non solo per una metà del campo ma per tutto il Paese, dal quale dipenderà una fetta dell’esito di questa legislatura e della Storia ventura della nostra politica. Il vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale Democratica e candidato nelle liste di Franceschini in Calabria, dedica questa e le prossime due puntate della rubrica più amata del giornale della politica italiana a tre appelli in sette punti perchè gli elettori che il 25 ottobre si recheranno ai gazebo e nei circoli non contribuiscano all’elezione dell’ex ministro per lo Sviluppo economico (oggi), a quella di Marino (domani) e, invece, perchè sostengano e diano il loro voto a Dario Franceschini (mercoledì). Tre clamorosi “appelli finali” a puntate con colpo di scena al punto sette (non vi anticipiamo nulla, entrate e leggete, vale la pena) nella struttura del giro d’orizzonte della grande firma de il Politico.it, assolutamente da non perdere, che ci consentono di entrare nel clima dell’ultima settimana e contribuiscono a darci gli strumenti per farci una nostra, libera e più consapevole opinione su chi, per chi si riconosce nel campo Democratico, votare questa domenica. Si comincia, dunque, con Bersani. Sentiamo. Read more

Diario politico. Omofobia, il no alla legge Ex An per approvarla. Binetti vota contro

ottobre 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Come il giornale della politica italiana vi ha ampiamente raccontato nel corso del pomeriggio, con l’aggiornamento a margine dell’intervista a Cristiana Alicata e poi con il pezzo di Andrea Sarubbi, la Camera boccia il ddl a tutela delle persone omosessuali. Sit-in di protesta, in serata, davanti a Montecitorio (nella foto). Il Pdl diviso, con nove finiani che assumono una posizione distinta, e Udc votano la pregiudiziale di costituzionalità posta dai centristi per le differenze che la legge avrebbe introdotto nei confronti di altre categorie, quali gli anziani e le persone disabili. Carfagna: «Mi farò carico di un ddl che preveda le aggravanti per tutti i fattori discriminanti indicati dal Trattato di Lisbona». Concia, prima firmataria della legge: «Mi vergogno di fare parte di questo Parlamento». Ma il dato che fa più rumore è il voto favorevole alla pregiudiziale del centrodestra espresso dalla parlamentare Democratica. Franceschini: «La sua permanenza nel Pd è un problema». E poi vi rendiamo conto della sollecitazione del Governatore di Bankitalia Draghi per l’aumento dell’età pensionabile (e reazioni); dell’iscrizione nel registro degli indagati di Di Pietro e Belpietro direttore di “Libero” per vilipendio nei confronti del presidente della Repubblica. Il racconto. Read more

L’intervento. Franceschini, il terzo flaccido imbroglione F. Rondolino

ottobre 13, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Si fa duro lo scontro dentro il Partito Democratico. E in particolare tra il segretario uscente e Massimo D’Alema. L’ex portavoce del presidente del Consiglio tra il 1998 e il 2000 e grande firma de “la Stampa” attacca duramente Franceschini, rispondendo ancora una volta anche alle critiche rivolte dal nostro Adinolfi nel “Settegiorni” di oggi all’ex segretario del Pds. Il giornale della politica italiana, libero, indipendente, sopra le parti, dopo avere ospitato questa e numerose altre prese di posizione a favore del segreDario, dà spazio ora anche a questo intervento molto aspro nei suoi confronti. Il dibattito ai massimi livelli del congresso del Pd è solo su il Politico.it. Sentiamo. Read more

***Il commento***
IN EUROPA E IN ITALIA LA SINISTRA PERDE PERCHE’ NON HA UN’IDENTITA’
di LUIGI CRESPI

settembre 29, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il grande sondaggista e apprezzatissimo commentatore politico del giornale della politica italiana - i suoi pezzi sono tra i più seguiti e apprezzati, appunto, dai nostri lettori; ma Crespi sarà tra breve in edicola anche con un nuovo quotidiano cartaceo tutto suo: si chiamerà “Il Clandestino” - affronta il tema del ridimensionamento dei partiti socialisti nel Vecchio continente cominciato alle Europee dello scorso giugno e ribadito dagli esiti delle politiche in Germania e in Portogallo (dove Socrates si conferma alla guida del Paese ma perde la maggioranza assoluta). E lo fa con la solita lucidità e profondità, attribuendo all’esperienza di Governo nella quale dieci anni fa la stragrande maggioranza dei socialisti europei si trovava impegnata nei rispettivi Paesi parte della successiva omologazione politica e culturale alla destra, vera causa, secondo l’ex primo consigliere del presidente del Consiglio, del tracollo di oggi. Assolutamente da non perdere. Solo su il Politico.it. Sentiamo.           Read more

Il commento. Mills, Berlusconi e l’orologio della sinistra di G. Gallo

maggio 20, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana non ha altra linea se non quella di riconoscere e valorizzare le parti maggiormente responsabili di entrambi gli schieramenti. Come i nostri lettori sanno bene il Politico.it è un giornale superpartes e rappresenta una tribuna sulla quale si alternano uomini politici e firme e voci di spessore e di diverso orientamento politico e culturale. Il presidente del Consiglio regge di fronte agli attacchi più duri, alle vicende più controverse, regge e mantiene inalterato il proprio consenso, anzi, come abbiamo visto ieri, in qualche momento lo accresce. E’ una prova di forza indiscutibile che impone alla sinistra italiana una riflessione e un mea culpa sulla propria incapacità di costituire un’alternativa. Sulle ragioni della tenuta della maggioranza e sulla difficoltà della sinistra, interviene oggi, dalla tribuna dell’opposizione, sul nostro giornale Giuseppe Gallo, giornalista, sociologo, intellettuale. Sentiamo. Read more

Il dibattito. Dove sono finiti gli intellettuali di sinistra? di G. Gallo

maggio 5, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana si è arricchito, negli ultimi giorni, di nuovi contributi di grande prestigio. Oggi è la volta di quello di Giuseppe Gallo, giornalista e sociologo della comunicazione, a lungo firma de «l’Unità». Gallo interviene nel dibattito sulla sparizione (o, meglio, sul mancato “afflusso”) degli intellettuali dalle liste del Partito Democratico, lanciato dal vicedirettore del «Giornale» Michele Brambilla sul quotidiano di domenica. Una volta, scrive Gallo, nelle liste per le Europee del Pci gli intellettuali non mancavano mai. Quali sono i motivi di questo divorzio? L’ex direttore di «Mediante» e «Yanez» prova a rispondere. Sentiamo. Read more

Europee ’09, parla Giulietto Chiesa ‘Da noi la sinistra non funziona più’

aprile 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Eletto nel 2004 a Strasburgo con la lista Di Pietro-Occhetto, ha presto rotto con il leader dell’Italia dei Valori iscrivendosi al gruppo Pse. Oggi corre con il partito “Per la Difesa dei Diritti Umani in una Lettonia unita”, che non potrà eleggerlo. L’ex corrispondente da Mosca de l’Unità e de la Stampa nonchè di alcuni tra i principali telegiornali italiani spiega a il Politico.it le ragioni della sua scelta. L’intervista è di Marco Fattorini. Read more

Le liste della sinistra alla sinistra del Pd Fava: “Franceschini è un interlocutore”

aprile 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è, come sapete, aperto, libero e plurale, e dopo avervi raccontato le candidature dei due partiti maggiori dà oggi spazio anche alle formazioni per le Europee della cosiddetta “sinistra radicale”, Lista Anticapitalista (Prc, Pdc più Salvi) e Sinistra e Libertà (Vendola, Sinistra dem, Verdi). Pochi professionisti della politica: è il leit motiv delle dichiarazioni di ieri e di oggi che accomuna Pdl e i socialisti-comunisti, un tormentone che punta a fare leva sui rigurgiti di anti-politica e di stanchezza per le attuali classi dirigenti. Spazio quindi anche ad operai e immigrati, intellettuali e uomini di cultura. Ci racconta le liste Laura Liucci. Read more

Partito Democratico e referendum, Dio acceca chi vuole perdere di F. Mussi

aprile 22, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Intervento per il Politico.it dell’ex leader della minoranza Ds, non entrato nel Partito Democratico e oggi dirigente di Sinistra democratica e della lista per le Europee Sinistra e Libertà, che raccoglie le anime socialiste rimaste fuori dal Pd e quelle ex Prc guidate da Nichi Vendola. Mussi reagisce alla scelta dei Democratici di sostenere il “sì” al referendum accusandoli di fare il gioco di Berlusconi e, comun- que, di minare gli alleati e, con essi, le possibilità di rimettere in piedi un’alleanza di centrosinistra - con rischio di ripercussioni anche sulle amministrazioni locali e sulle elezioni amministrative. Sentiamo. Read more

Cultura politica italiana. Visioni di destra e sinistra: il neocentrismo

aprile 20, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Accanto all’informazione e all’approfondimento informativo, il nostro giornale ha abituato i suoi lettori – sin dai primi mesi di “vita” - a periodiche riflessioni sull’identità e sul senso della nostra politica. Al nostro vicedirettore abbiamo questa volta affidato il compito di tracciare un “profilo” dell’attuale cultura politica degli schieramenti, cioè su quale sia il fondamento culturale, ideale e quale il senso delle attuali proposte. Ne esce un ritratto piuttosto impietoso. Sentiamo. Read more

Intervista a Nichi Vendola: “L’unità della sinistra risposta alla crisi”

marzo 2, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Colloquio con il presidente della Regione Puglia e leader del Movi- mento per la Sinistra: ”Cartel- lo non dei partiti ma della società civile. Riuniamo la sinistra diffusa”.  Sentiamo. Read more

Il punto di Fattorini. Le scelte di Vendola e della ex “minoranza” di Rifondazione

marzo 2, 2009 by Redazione · 1 Comment 

A breve intervista al leader della sinistra critica. La prepariamo ricostruendo i passaggi della nascita di MpS. Verso quale approdo si muovono i vendoliani. La firma come sempre è di Marco Fattorini.

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