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Classe politica (?) che non sa e non decide Come già negli anni venti “dopo” la guerra Creò le condizioni per l’avvento dei regimi Fatevi da parte prima che sia troppo tardi

dicembre 12, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La Germania ha paura del fantasma di Weimar. E “decide”, così, di non decidere. Sarkozy non teme confronti. Ma non ha contenuti da mettere in campo, e così si limita a fare il maestrino-giudice universale, minacciando fuoco e fiamme e, soprattutto, ricordando a tutti che la fine è vicina. Da noi, D’Alema propone la riunione delle forze progressiste europee, così che poi, a quel punto, possano stilare e proporre un programma comune. Altri, propongono di riformare prima l’architettura istituzionale: così che poi, a quel punto, qualcuno possa decidere cosa fare. Ecco. E’ esattamente in questo clima di sterilità ed attendismo, che all’inizio del Novecento le piantine fino ad allora deboli e da molti ridicolizzate dei futuri regimi totalitari, ebbero modo di germogliare e poi di rafforzarsi, fino a diventare, dopo il passaggio della guerra, i tentacoli che strinsero nella morsa mortale (purtroppo, in tutti i sensi) l’Europa di allora. Mussolini e Hitler? Considerati, dai più, alla stregua di “sfigati” estremisti, un po’ pazzi, capaci al più di raccogliere attorno a sé minoranze di personaggi del loro calibro. Già. Finché la condizione dei cittadini europei non divenne tale da non consentire più, a persone abituate – e ieri meno di oggi – a valutare e a quantificare il proprio livello di benessere sulla base, in buona sostanza, del solo potere d’acquisto, di sopportare che al proprio disagio e alle proprie, in qualche caso, sofferenze, si contrapponesse, in modo stridente, una politica parruccona e inconcludente, nonostante (per di più!) un grado di dignità ben superiore a quella dei “poltronisti” di oggi. Immaginate Giolitti e uno Schifani, o un Casini: paragone impossibile. E, certo, rispetto ad oggi questa differenza di spessore e di dignità si articolava-traduceva anche in un livello di partecipazione (diffusa, popolare) e “mobilitazione” nazionali-nazionalistiche – le nazioni sono appunto frutto degli anni immediatamente precedenti – ben più grande, che costituisce componente essenziale perché quelle piantine di cui abbiamo parlato abbiano potuto ingrossarsi, di uno scontento che trovava nello “spirito forte” di quelle fazioni ancora minoritarie un elemento di non contraddizione (anzi), o di non estraneità rispetto a possibili soluzioni-prospettive “politiche” da imboccare purché li/ ci portassero fuori dalla “crisi”. E, tuttavia, avere una classe politica “giolittiana” – ci perdoni lo statista – nel senso più deteriore dell’aggettivo, ovvero che il suo unico obiettivo appare, oggi, reiterare se stessa, e così – ancora – il leader del partito che potrebbe/ dovrebbe fornire una “risposta” a questo punto di rottura, Pigi, rimanda a sua volta alla costruzione di una coalizione di salvezza nazionale la definizione di quelle idee, di quei piani, di quel progetto, di quelle soluzioni - non può lasciarci dormire sonni tranquilli. Lo abbiamo già scritto: non decidere – e non, per colpa di una “falla” nei meccanismi decisionali: la falla c’è, ma riguarda la capacità di attivare quei meccanismi sulla base di sogni, idee, proposte concrete – è di per sé antipolitica e, semmai, minaccia di sostituire la “piazza” – e le voci critiche, ma sempre in chiave costruttiva!, come la nostra - onesta e responsabile che chiede soltanto uno scatto di reni, con un’antipolitica vera, quella che coincide con la negazione (“finale” – ?) della democrazia. Se non “ne” avete più, fatevi da parte. Essere giovani non è tutto – e lo può dire con forza e credibilmente il Politico.it che non ha mai strumentalizzato questo ipotetico “vantaggio”, parlando sempre e solo di contenuti – ma, ad un certo punto dei cicli e della Storia, può essere la “sola” cosa che serve. Ad evitare, al”meno”, il rischio di una dittatura. Read more

Diario della crisi. Marchionne detta linea: ‘Adesso è in corso, è aperta oppure no? Mancanza di chiarezza è cosa poco seria’ E fiducia (solo) fra 1 mese: perché (mai)?

novembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it, trasformata nella riserva della nostra politica autoreferenziale di oggi che si fa rito da vecchia politica macchiato (in tutti i sensi) di tentazioni mercatistiche (e non è una scelta liberale). Si può “stare” con Berlusconi o (solo in questo caso) contro il suo governo, pensare che questa legislatura sia stata vuota di contenuti e che il Paese abbia diritto ad essere governato come credere (come fa ad esempio l’ex finiano Angeli che, da deputato, torna nelle file del Pdl pronto a votare la fiducia) che siano stati fatti dei passi in avanti: la sola cosa che non si può fare è accettare che il Paese si fermi per altri 27 giorni, tra Montecitorii vuoti e deputati che intervengono in aula ascoltati da nessuno, e l’Italia che va – in declino. Il giornale della politica italiana ha fatto (fino ad ora) tutto quello che doveva fare: ha lanciato per primo l’allarme: o cambiamo subito completamente direzione e passo o il Paese muore; ha fornito strumenti, spunti, contenuti, persino strategie per uscire da tutto questo (peraltro ascoltato dalla nostra politica di cui è, oggi, ormai, il consigliere più autorevole e, appunto, ascoltato). Se la nostra politica autoreferenziale di oggi, nonostante le dichiarazioni d’intenti, vuole continuare a non occuparsi del nostro Paese, se ne assumerà la responsabilità (storica). Noi siamo pronti a cambiare direzione. Il racconto delle ultime ore, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

***Diario politico***
COMINCIA IL TEMPO DELLO SVILUPPO (?)
di GINEVRA BAFFIGO

ottobre 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Nel grande racconto della nostra vicedirettrice vediamo come il ministro dell’Economia sia pronto a passare alla “fase-2″: dopo avere tenuto in sicurezza (?) i conti, con la nuova Finanziaria licenziata giovedì dal Cdm si comincia a spingere il Paese alla crescita (?). Ma è difficile scindere i due momenti (Galan: «Questa finanziaria è un disastro: non ci sono soldi». Appunto), anche se l’Europa chiede prima stabilità e poi investimenti per lo sviluppo; del resto le brevi ripartenze avute negli ultimi quindici anni – spiace dirlo in nome della nostra equidistanza, ma i dati dicono che ciò sia avvenuto sempre e solo in coincidenza con gli anni di governo di Romano Prodi – sono sempre state caratterizzate da una politica economica che prevedeva un tempo solo (due per ciò che riguardava quella redistribuzione che le frange più estreme, a sinistra, della maggioranza che sosteneva Prodi chiedevano prioritariamente, e sulla cui mancata realizzazione nei primi mesi di esecutivo si è probabilmente giocata, davvero, l’esperienza del Prodi II). Tremonti appare come un apprendista, che dopo avere fatto lo stregone nelle tre precedenti occasioni in cui si è trovato alla guida della nostra economia si è deciso – anche impossibilitato a fare altro visto che c’era, e c’è tutt’ora, il rischio-default, oltre a quello di un’accelerazione definitiva nel declino, come abbiamo scritto ripetutamente in queste settimane – a fare le cose per il bene dell’Italia o quanto meno non (indirettamente) per il suo male, solo che questo richiede un’abilità – e impone anche delle difficoltà – che il ministro non era abituato a mettere in campo – a fronteggiare – Ma gli va riconosciuta una responsabilità che nel deserto di una parte della nostra politica autoreferenziale di oggi brilla come un’oasi in una notte di luna piena. Il giornale della politica italiana ha già indicato la strada per la ripresa. Le chiose di Tremonti a ciò che rappresenta il cuore della nostra “proposta” – la cultura. Giulio: «Non dà da mangiare» – lasciano dubitare che il ministro possa condividere e fare proprie le nostre istanze. Di certo c’è bisogno di rilanciare (come al ministro hanno fatto “capire” anche le sollecitazioni, da ultimo, di Montezemolo). Ora. O (quasi) mai più. Il racconto, come detto, all’interno, di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. Silvio, riascoltaci (ancora) Bocchino: “Al Senato ti stai sgretolando” D’Alema-Casini-Fini, se nasce nuovo Cln Se forzi in tutti i casi situazione precipita E allora rilancia modernizzando(la) l’Italia Avrai salvacondotto e passerai alla Storia

ottobre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Ripartiamo da dove c’eravamo lasciati: «Presidente, noi abbiamo fiducia nel suo senso per la modernità». Lei è sceso in campo aprendo la strada al bipolarismo e sbloccando così una nostra politica da troppo tempo – ce lo si ricorda poco – più cicala che formica. La prima Repubblica fu un’era di straordinarie onestà e responsabilità, che fecero grande una prima volta l’Italia. Ma tutto questo all’inizio. Negli ultimi decenni si trattava già di una versione deteriorata e, quel che era peggio, priva del dinamismo della seconda. Lei, come riconosce a Massimo Donadi, ha portato anche elementi di divisione, ma nessuno può negare che sia stato lei, insieme ai dirigenti che a sinistra hanno dato vita al Partito Democratico, a gettare i semi della modernità nel nostro Paese. Anche nel vituperato discorso di mercoledì, come il solo giornale della politica italiana è stato in grado di riconoscere, è stato di nuovo capace – almeno nel preambolo – di entrare in sintonia con i bisogni più profondi della nazione, che oggi sono sintetizzabili nel principio – a noi tanto caro – della responsabilità, che come abbiamo scritto si declina nel prendere di petto la situazione per evitare con un colpo di reni di imboccare la discesa (leggi: declino) e riprendere a salire verso il posto che ci spetta nel mondo. E, magari, iniziando a far germogliare quella politica del futuro che il Politico.it ha annunciato ancora una volta per primo, e che consiste nell’agire nel solo interesse dell’Italia facendo il bene di tutti gli italiani superando la vecchia divisione tra le rappresentanze dei cartelli di interesse (specifico) della destra e della sinistra. Parliamoci chiaro, presidente Berlusconi: oggi lei rischia di essere all’angolo – per le ragioni duplici che ricordiamo ai nostri lettori nel titolo, e che del resto lei ha ben chiare – se non ne esce con uno dei suoi colpi di reni (appunto), che oggi però non può più consistere in un virtuosismo – non sarebbe sufficiente – bensì deve consistere in reale virtù. Virtù oggi significa dimenticare, per un momento, le motivazioni personali, e provare a fare esattamente ciò che ci ha insegnato, ovvero puntare al massimo per avere, anche nella peggiore delle ipotesi, comunque tantissimo. Lo faccia, signor presidente: metta in campo quella «strategia-Paese» della quale ha parlato e che lei, con il suo spirito e la sua capacità di imprenditore, con l’ausilio di qualche consigliere giovane e non usurato da questi anni di lotta “politica”, saprà senz’altro declinare in un piano concreto per rifare grande l’Italia. La rivoluzione liberale che i suoi aspettano da tempo. E che anche per chi non si trova completamente d’accordo appare come un modo possibile per uscire dalla situazione di stallo. Ma, al di là del merito specifico – che però oggi è imprescindibile sia affrontato con serietà e concretezza – ci provi, signor presidente, provi a compiere la missione per la quale è entrato in politica riportando il nostro Paese ai livelli che gli sono propri. Così facendo, uscirà dall’angolo e avrà anche il salvacondotto che cerca, che anche l’Udc, in questo caso – e forse non solo i centristi – sarà pronto a contribuire a darle. Ci provi e potrà passare alla Storia non più come la «specie di demonio» (parole sue) che qualcuno vede in lei, ma come l’uomo che, dopo aver scritto pagine importanti del nostro Paese da imprenditore, ha prima modernizzato la nostra politica e poi anche l’Italia. Rifacendola grande. Lo faccia per noi, presidente Berlusconi, ma prima ancora per sé: è, oggi, la cosa migliore che le possa capitare di fare. Il racconto della giornata, all’interno, è di Carmine Finelli.

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Nostro omaggio al caduto in Afghanistan Ecco ieri i funerali di Alessandro Romani

settembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana saluta il nostro parà rimasto ucciso il 17 settembre scorso. Alla cerimonia presente, in un modo o nell’altro, tutta una città, Roma, della quale Romani era un “figlio legittimo”. Alemanno decide di dedicargli i festeggiamenti per i 140 anni della Capitale. Il servizio è di Pietro Salvatori. Anche su Liberal.        Read more

Anche Ichino contestato dai centri sociali Oggi la nostra politica è autoreferenziale Ma solo la democrazia è la risposta a mali A Grillo diciamo: no, scegli solo la politica

settembre 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giusla- vorista e senatore del Pd “aggredito” (verbalmente) alla Festa Democratica di Milano, ancora una volta dai giovani estremisti di sinistra. Succede dopo che a Torino un altro dei protagonisti della nostra politica sul lavoro, il segretario della Cisl Bonanni, aveva subito uno stesso trattamento. Di altra matrice è la contestazione a Schifani. Nei primi due casi si registra una pericolosa sovrapposizione tra i fatti di oggi e quelli di una stagione che è la negazione stessa della libertà e che non vogliamo rivivere nel nostro Paese: la matrice (movimenti border line che fanno riferimento ideologicamente alla sinistra estrema, della quale pure non fanno parte), le persone oggetto degli attacchi (uomini impegnati per la riforma, più o meno condivisibile, non è questo il punto, della legislazione sul lavoro), le modalità (violente o prossime ad essere tali, ben oltre la semplice e democratica contestazione), sono, grosso modo, le stesse. Nel caso di Schifani si è trattato di una contestazione, ancorché poco civile, da parte di altri giovani (e non) che fanno riferimento al movimento di Grillo, e che prescindono dal confronto sul tema specifico del lavoro e non hanno usato né intendono usare violenza nell’esprimere le loro riprovazioni. E tuttavia, come ha scritto in tempi non sospetti Gad Lerner sul nostro giornale, l’humus nel quale tutto questo emerge è costituito da due insiemi che si intersecano: da un lato una deriva della legislazione sul lavoro in un senso marcatamente liberista che ha tolto umanità, va detto senza reticenze, al mercato del lavoro, quando questo mercato esiste (e quando non è letteralmente tale). E ha buttato sul lastrico del futuro tutti i nati dopo la fine degli anni ’70. Dall’altro la nostra politica autoreferenziale che, nell’intersezione, priva di soggettività si piega all’economia e al liberismo senza guidare più il mercato del lavoro, visto che la deregulation (più o meno) selvaggia non può essere considerata una linea strategica, e per il resto non risponde più a nessuna delle esigenze del Paese. La risposta a tutto questo si chiama democrazia. Non le semplici contestazioni, mai, ovviamente, la violenza, che provoca solo altri danni a discapito di altre persone. La democrazia è invece l’impegno per cambiare le cose, quello al quale, saggiamente, lo stesso Grillo è giunto alla conclusione di doversi dedicare. A Grillo in particolare ora diciamo: non indulgere all’utilità della cassa di risonanza delle contestazioni, perché favorisce anche la risollevazione delle frange che, a differenza di voi, praticano pure la violenza. Scegli decisamente la politica, come in parte appunto stai facendo, e contribuisci a cambiare questo Paese. Massimo Donadi, all’interno, ristruttura questo invito del giornale della politica italiana in una forma più parziale e politicistica, ma comunque funzionale a raggiungere lo stesso obiettivo. A tutti coloro che non si accontentano, perché non possono, di questa nostra politica autoreferenziale di oggi, diciamo: il giornale della politica italiana c’è; e continuerà a fare la sua parte, con onestà e responsabilità, per cambiare lo status quo. Donadi ora. Buona lettura e buona politica con il Politico.it.

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Diario. La grande rivoluzione liberale (?) Fini: “Nulla può interrompere legislatura” Berlusconi: “Le tasse giuste se del 30%” Su giustizia/Costituzione ‘po’ border line Ma adesso il governo modernizzi l’Italia

settembre 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il presidente del Consiglio è come uno scolaro distratto. I suoi processi (d’accordo), le pretese plebiscitarie gli impediscono di vedere il potenziale con il quale è “sceso in campo” e che metà del nostro Paese gli vorrebbe vedere finalmente realizzare, e che l’altra metà preferirebbe vedere messo in pratica piuttosto che essere costretto ad inseguirlo nelle sue divagazioni. Con Fini nei panni del compagno di banco che dà di gomito al proprio amico (lo possono essere ancora), il giornale della politica italiana si mette, per una volta, nei panni del maestro o del bidello: e prova a dare un consiglio al possibile primo della classe distratto da un ego eccessivamente prorompente. Silvio, hai detto a Mosca che l’aliquota al 30 è l’unica accettabile per un cittadino onesto, e che lo Stato (del quale, però, attenzione Silvio, il cittadino fa e deve sentirsi parte attiva) deve rendergli comunque servizi adeguati a giustificare (ulteriormente) questa richiesta di contributo. Sulla scorta anche della spinta di Fini, che su questo terreno ti verrebbe dietro di corsa, rendendosi disponibile a portarti anche lo zaino come uno scolaretto timido al compagno secchione, mettiti al lavoro per raggiungere questo tuo obiettivo – l’aliquota – unica? – del 30% e uno Stato finalmente efficiente e adeguato alle richieste che muove ai cittadini – nei prossimi tre anni di legislatura che nessuno ti potrà sfilare se lavorerai così. Rilancia l’azione del tuo governo sostenuto dalla maggioranza granitica che Futuro e Libertà e forse anche l’Udc (lascia progressivamente perdere la Lega: potrai permettertelo) ti garantirebbero in questo caso, e chiudi portando a compimento il tuo percorso nella politica italiana: sei entrato in politica per questo e con questo risultato potresti lasciare, passando alla Storia non per le magagne ma per avere modernizzato l’Italia. P.S.: Naturalmente, Silvio, lo diciamo ai nostri lettori: per fare bene questo devi dimenticare ciò che ti distrae. Lascia perdere la Costituzione e la giustizia – o riforma l’architettura costituzionale e il sistema giudiziario nel nostro Paese, ma ispirandoti, come ti chiede Fini, a principi di opportunità generale; ai tuoi processi ci penserà il lodo che i finiani si sono già detti disposti a votare – e rifai grande il Paese. Noi, se sceglierai questa strada, mantenendo la nostra equidistanza saremo pronti a continuare a spingerti, come facciamo con tutta la politica italiana onesta e responsabile. Come ti dicemmo già una volta, fallo per te, oltre che per il Paese: mai come in questo caso il tuo interesse e quello degli italiani – naturalmente, di coloro che credono in questi obiettivi: ma su questo terreno ogni posizione è legittima – coinciderebbero perfettamente. E non è impensabile che, allora, il tuo sogno (per la verità malcelato) di vedere schizzare la fiducia degli italiani all’80% si possa avverare. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.                Read more

Bocchino: ‘Sì al neo-scudo salva-cariche’ Schifani: “Pres. Camera non sfiduciabile” Prove di ricucitura tra Silvio e Gianfranco E se alla fine i due tornassero ‘assieme’?

settembre 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non sarebbe la prima volta – anche se mai si era arrivati a questo punto – che i due ex cofondatori del Popolo della Libertà rompono e poi ricuciono. Le condizioni, contro ogni apparenza, ci sono. Perché è sincera l’ambizione di Fini di fondare una moderna destra europea. E a Berlusconi, in fondo, importa evitare le proprie condanne giudiziarie e perseguire un’altra serie di interessi particolari contro i quali il capo di Montecitorio potrebbe anche non essere disposto a mettere in gioco tutto (nonostante la svolta). Ecco perché dai rispettivi fedelissimi arrivano i primi segnali di apertura. Scopriamo insieme i possibili scenari. Read more

«Ghe pensi mi» Diario politico. Dopo il Tg La7 di Mentana

luglio 2, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Da stasera, care lettrici, cari lettori, lo avrete letto per ora solo sul giornale della politica italiana, c’è anche il Tg La7 di Enrico Mentana. Fino a ieri solo da noi, e su nessun altro giornale e tantomeno in tivù potevate ascoltare ogni sera il racconto completo della giornata della nostra politica, senza censure, sfornato con onesta e responsabilità nel solo interesse di tutti noi. Da oggi molto di quello che leggerete qui alla sera potrete sentirlo anche dagli schermi de La7, perché di Enrico Mentana il Politico.it condivide l’impostazione super partes e la volontà di avvicinarsi quanto più è possibile alla verità, che poi è l’essenza del giornalismo. Certo «la verità è sfuggente, stiamo ai fatti», diceva il premio Pulitzer Walter Cronkite. Allora per noi, come per Mentana, la verità non può che essere raccontare tutti i fatti, dare tutte le notizie. Vi consigliamo dunque di seguire prima il Tg La7 di Mentana e ascoltare la prima infarinatura sui fatti della giornata e poi di cliccare qui per il vero racconto completo. Diario che, vedrete, vi dirà tutto ciò che il Tg La7 stasera non vi ha detto, sulle notizie che il Tg La7, però, a differenza di tutti gli altri telegiornali, ha dato: Berlusconi che annuncia «ghe pensi mi», sì, con cui hanno aperto Tg1 e Tg5. Ma soprattutto Fini che attacca sul fronte della legalità e (ri)apre un (nuovo?) fronte dentro il Pdl, al punto da spingere Cicchitto a parlare per la prima volta di possibile «separazione consensuale». E poi Tremonti che accusa le Regioni di avere sbarellato nella gestione dei fondi Ue. Un grande Diario firmato, stasera, Carmine Finelli. Read more

Diario politico. Presidente, (ora) non firmi Se ddl può pure essere cambiato (prima) Ma se passa (così) resta una sola strada Prodi: “Sì, vogliono controllare il Paese” Le derive vanno fermate (finché si può)

giugno 11, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. C’è il passaggio alla Camera, e tutto può ancora accadere. Un barlume di speranza (della quale tuttavia abbiamo imparato a diffidare, e per questo diremo ciò che stiamo per dire) lo offre ancora Gianfranco Fini, sia come presidente di garanzia del ramo del Parlamento che ha il compito di vagliare per ultimo e di approvare, eventualmente, definitivamente il provvedimento, sia come leader della destra matura, europea, che vive sottotraccia a questa maggioranza, minoranza nei gruppi parlamentari, non si sa quanto (davvero) nel Paese, perché ad essa possono essere iscritte ragionevolmente personalità come Beppe Pisanu e Marcello Pera e questa destra non coincide affatto con i (più o meno angusti) confini dell’ex An. E dunque stiamo a vedere. Ma se il provvedimento dovesse passare così come è stato definito al Senato, ci sarebbe una sola cosa da fare: Giorgio Napolitano dovrebbe rimandarlo alle Camere. Assumendosi la responsabilità di tutto ciò che questo potrebbe comportare. E, anzi, (anche) proprio per questo. Il provvedimento non «ci mette alla pari alle grandi democrazie europee», contrariamente a quanto sostiene il ministro Bondi, e non è quanto di necessario si poteva (ulteriormente, perché esistono già norme in materia) e forse doveva fare «a tutela della privacy», come dice il ministro Alfano, ma qualcosa di molto più grande e di cui conosciamo le sicure conseguenze: mani libere alla criminalità, di qualunque rango essa sia. E un provvedimento del genere non può che tradire la Costituzione materialmente, perché nega la sicurezza, la giustizia e la libertà, ma la tradisce probabilmente – non siamo nelle condizioni di esprimere certezze in questo senso – anche formalmente, laddove la Carta parla di diritto alla privacy ma garantendo alla giustizia il pieno diritto-dovere di fare il proprio corso. Dunque ci sono tutte le ragioni per cui il capo dello Stato possa (diciamo possa perché, naturalmente, non ci permettiamo di sindacare sulle sue possibili decisioni) dire di no. E fin qui ciò che è stato sostenuto finora (da Di Pietro) o pensato ma non detto, per non mettere in difficoltà Napolitano (dal resto dell’arco costituzionale che non si riconosce in una legge del genere). Il giornale della politica italiana si assume la responsabilità di fare un passo ulteriore e di dire una cosa in più. Secondo l’ex presidente del Consiglio la strategia di Berlusconi è chiara. E sono gli stessi concetti che abbiamo espressi nei giorni scorsi e nelle scorse settimane. Di fronte a questo, anche alla luce di ciò che ci insegna la Storia, ciò che di peggio un Paese può fare è stare a guardare finché la situazione non sia irrecuperabile. Se dunque dal passaggio alla Camera non dovessero giungere segnali almeno confortanti da parte di Fini, Napolitano dovrebbe non firmare. Non firmare e costringere così la maggioranza o a fare un passo indietro – a cui ne potrebbero seguire altri, in occasioni successive, di fronte alla stessa fermezza del capo dello Stato – oppure a scoprire le proprie carte, determinando a quel punto un bivio: o le parti sane della destra italiana emergono – anche nelle sedi in cui hanno il potere di incidere sul decorso al quale stiamo assistendo – anche grazie al coraggio infuso da Napolitano e allora la situazione può rientrare anche attraverso successive elezioni; oppure ci sarà uno strappo. Ma quando le condizioni sono ancora tali da garantire una reazione. Dopo, potrà essere troppo tardi. E’ una situazione delicata, ma quale sia la strada che abbiamo imboccato pare fin troppo chiaro. Attendere che la situazione si aggiusti da sé – magari per ragioni “naturali” – è un modo per assumersi la responsabilità di non avere fatto tutto quanto fosse nelle nostre possibilità. Il momento, a nostro modo di vedere, è adesso. Ci pensi la politica italiana. Il racconto, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. ‘Vissuto sopra possibilità’ Ma poi Berlusconi ‘premia’ la rete sociale Legare l’assistenza a nuova produttività

maggio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it, eccezionalmente al mattino per lasciare spazio, ieri, ai commenti di Giulia e Rosadi e all’intervento di Pina Picierno. Il tema è la manovra economica, che facciamo presentare al presidente del Consiglio in tutti i suoi aspetti. Sullo sfondo ciò che Berlusconi aveva già sostenuto nei giorni dell’accordo europeo per salvare l’euro: «Spendiamo troppo per il sociale, che oggi è diventato assistenziale». Poi però il premier sottolinea come a fronte della crisi il nostro sistema abbia retto meglio l’impatto sulle persone. E allora per il futuro la risposta sarà necessariamente un taglio della spesa, ma facendo in modo di non rinunciare al nostro paracadute sociale, fatto anche, come abbiamo scritto più volte, delle famiglie. La chiave, per noi, è legare l’assistenza ad una (nuova) produttività: per il lavoro c’è la formazione permanente, che cancella la disoccupazione e alimenta l’innovazione, producendo ricchezza in modo progressivo e futuribile; per i guasti sociali c’è, ad esempio, il ruolo delle persone anziane, la cui pensione può essere legata ad un loro impegno a sostegno dei giovani (ad esempio nelle famiglie) o ad altri interventi di supporto sociale. Avremo modo di riparlarne. Intanto il racconto della presentazione del premier e di Tremonti, firmato Carmine Finelli. Read more

***Diario politico***
LE MANOVRE DEL GOVERNO
di GINEVRA BAFFIGO

maggio 25, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Tutta dedicata, oggi, alla finanziaria da 24 miliardi in due anni varata dal governo per evitare il «rischio-Grecia», secondo le parole di Gianni Letta, e agli sviluppi del confronto sul ddl intercettazioni. Della prima vi raccontiamo in cosa consiste e le reazioni della nostra politica e delle parti sociali. Per ciò che riguarda la cosiddetta «legge-bavaglio» ecco le aperture di Alfano (sul testo licenziato dalla Camera) e di Schifani che chiede che non si configuri nel modo descritto dal “titolo”. Infine, Santoro che annuncia che non firmerà l’accordo con la Rai e resterà, come dipendente, alle condizioni attuali (e dunque per una probabile ripartenza, l’anno prossimo, di Annozero). Anche grazie all’appello a rimanere giunto da Paolo Garimberti. La firma è della nostra vicedirettrice.

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Diario politico. Stanno dividendo il Paese E’ arrivato primo “sì” a ddl intercettazioni Presto l’Italia ignara in mano alle cricche Approvato anche federalismo demaniale In regalo alle Regioni territori e altri beni Profezia di Crespi: ‘Così sarà secessione’

maggio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il grande sondaggista sbaglia di rado. Dalle nostre colonne prevedette, a fine gennaio, la resa dei conti nel Pdl dopo le Regionali. Nel commento di ieri sulla crisi della classe dirigente una nuova previsione: «Continuiamo così, lasciamo il Paese nel caos, e la Lega avrà vita facile a portare a compimento il proprio disegno». Oggi, dopo la sbornia legata alla crisi della Grecia e alla corsa ai ripari (anche dall’assunzione pubblica delle proprie responsabilità, come abbiamo visto nel pomeriggio) del nostro ministro dell’Economia (come dei colleghi degli altri Paesi), in qualche modo riprende il corso “naturale” della legislatura e la maggioranza incassa due (per loro) importanti risultati nell’attuazione dei loro programmi (più che del programma). Che riletti alla luce del contesto nel quale si registrano e della profezia di Crespi sembrano preparare, e anticipare, quel finale. La tesi dell’ex spin doctor del presidente del Consiglio è chiara: un’Italia bloccata dalla corruzione, dagli interessi particolari, dalle divisioni (anche) nei partiti favorisce inevitabilmente la tentazione separatista. Il ddl intercettazioni è un grande mantello sotto il quale tutto questo vivrà un nuovo (nefasto) sviluppo: se è stato possibile assistere a quello a cui abbiamo assistito nonostante la consapevolezza di tutti della possibilità di essere intercettati e dunque scoperti, figuriamoci a cosa (non) potremo assistere quando potrà avvenire senza che nessuno di noi se ne possa accorgere. E naturalmente il sistema finirà per scoppiare: o imploderà per le manchevolezze e i guasti che tutto questo andrà a provocare, o esploderà perché prima o poi, anche senza intercettazioni, ciò verrà a galla. Al primo sì della commissione Giustizia della Camera al ddl salva-(o moltiplica-)cricche (per non parlare naturalmente dei criminali “comuni”: di questo abbiamo già scritto e scrivono ampiamente tutti i grandi quotidiani) si aggiunge l’approvazione del primo decreto attuativo del federalismo fiscale, quello che riguarda il demanio, ovvero le proprietà “territoriali” dello Stato. Che a partire da oggi (o comunque da quando arriverà il “sì” definitivo) saranno però delle Regioni, per una vera e propria divisione dei beni – tra marito e moglie che si stanno per separare (?). Il senso del provvedimento appare questo, e se a monte si lavora, appunto, a preparare il terreno, la profezia di Crespi potrebbe anche (ancora una volta) avverarsi molto presto. In tutto ciò l’opposizione oggi si è divisa, dando un proprio placet, tra l’altro, con l’Italia dei Valori, al federalismo demaniale. Anche per questo, naturalmente, sarà più facile per la Lega portare a termine il proprio progetto storico. Speriamo di no, ma non sarà presumibilmente possibile evitarlo senza un cambiamento radicale. Entrambi i provvedimenti (e altro) descritti nel dettaglio, affinché possiate farvi una vostra idea, all’interno, da Finelli. 

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Diario politico. (Brutta) fine legislatura (?) Ora il Pd si incunea tra Berlusconi e Fini: “Niente riforme, premier pensa a voto” Innocenzi: “Sì ma loro non sono pronti…” I finiani: “Federalismo non è una priorità” La Lega: “Senza però si torna alle urne” Sulle intercettazioni il possibile big-bang

aprile 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Dopo un 25 aprile di (apparenti) grandi speranze (è proprio il caso di dirlo), in cui il premier prova a rilanciare l’azione di governo aprendo implicitamente a Fini, un’intervista di Bersani a Repubblica sgonfia la bolla (speculativa: è di nuovo proprio il caso di dirlo) delle riforme e con essa avvia rapidamente il count-down verso possibili elezioni anticipate. E’ un mosaico (o, se preferite, un puzzle) in cui tutte le tessere vanno al proprio posto: il passo indietro dei Democratici, che, come dice Cicchitto, «pensano solo a fare sponda a Fini», nella speranza di coinvolgerlo in un «patto» che consenta almeno di fare la riforma della legge elettorale e magari di varare qualche provvedimento d’urto a fronte della crisi economica del Paese, rende praticamente impossibile il cammino del grande ammodernamento «condiviso» dell’architettura co-istituzionale. Contemporaneamente dalla neo-corrente del presidente della Camera nel Pdl arriva una dichiarazione di lealtà al governo ma anche – per bocca di Raisi ospite di Otto e mezzo – una frenata sul federalismo fiscale. In queste condizioni, Bossi aveva già annunciato che «è meglio andare al voto». E all’orizzonte c’è la discussione sul ddl intercettazioni, su cui la minoranza finiana vuole dire la sua e promette (o minaccia?) di mettere in pratica la “pretesa” di fare pesare democraticamente la propria «opinione differente», pure nella cornice della lealtà al governo. E’ un possibile punto di rottura di questo quadro fragile, che potrebbe del resto naufragare anche su altri provvedimenti-limite sempre in campo giudiziario come il processo breve. Non è detto si arrivi ad una fine anticipata della legislatura, se sarà così lo capiremo solo nei prossimi giorni/settimane, ma le pre-condizioni sembrano esserci tutte. E in questa situazione, come raccontato oggi da Giulia, il segretario del Pd annuncia che «l’alternativa» verrà “varata” solo nel 2011… Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Sono matti da Lega(re) (?) Test d’italiano per commercianti stranieri Oltre l’obbrobrio, ad Adro con i “nostri” Da Pd grande, giusto sdegno antirazzista Ma (solo così) i voti vanno al Carroccio Stare dalla parte anche dei poveri italiani

aprile 23, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Mentre Bossi recita il de profundis del federalismo e, con esso, della legislatura salvo poi farsi rassicurare dal premier (che però non può stare altrettanto tranquillo), i suoi uomini si sguanzagliano in Parlamento e sul territorio per promuovere l’avanzata (politica, perché culturale) leghista. Il caso, inaccettabile, dei bambini lasciati a pane e acqua nel (e dal) comune del bresciano (naturalmente guidato da una camicia verde) perché i loro genitori non avevano pagato la retta della mensa, si trasforma ben presto in una schermaglia (tra poveri) italiani-extracomunitari. Nel collegamento di ieri di Annozero è andato in onda uno “spettacolo” (si fa per dire) che dovrebbe però redarguire chi liquida il problema con facilità: da una parte c’erano gli stranieri, idealmente rappresentati dal Partito Democratico; dall’altra gli italiani, pressoché compatti, ad applaudire il sindaco leghista. Oggi poi una deputata della Lega, Silvana Comaroli, presenta alla Camera un emendamento che istituirebbe un test obbligatorio di italiano per le persone di provenienza extracomunitaria che vogliono aprire un’attività commerciale nel nostro Paese. Anche qui, un grande turbinio di dichiarazioni e attacchi e prese di distanza; ma in un ideale nuovo collegamento di Annozero con una strada qualsiasi del nostro Paese (soprattutto al nord, ma non solo), in cui convivono attività commerciali condotte da stranieri e attività commerciali condotte da italiani la scena sarebbe più o meno la stessa di ieri. Con, magari, l’aggiunta dei cittadini che si servono di quegli esercizi, naturalmente anche loro schierati con la deputata leghista. Il Pd, come tutte le altre forze sane della politica italiana, fa bene ad indignarsi di fronte alle “scelte” della Lega che, al di là di ciò che stiamo per dire, hanno un chiaro sfondo razzista. Ma l’indignazione non fa presa sull’italiano medio, che chiede risposte concrete alle proprie difficoltà economiche e sociali, difficoltà che ha, oggettivamente o meno – piaccia o meno – anche in rapporto ai flussi immigratori. E la politica del «si deve» non consente di tornare a vincere al Nord, né tanto meno di scongiurare il rischio-razzismo e favorire l’integrazione. Le forze oneste e responsabili di questo Paese devono saper coniugare la denuncia e l’indicazione della strada da percorrere con la conoscenza del disagio e l’offerta di vicinanza e risposte anche e forse anche prima agli italiani. Solo così potrete sperare, cari Democratici, che prima o poi anche loro vi seguano su quella strada – dell’accoglienza, della condivisione, della fratellanza – che gli avete indicato, abbandonando, a quel punto, quella leghista. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. E’ il redde rationem nel Pdl Fini: “Ora pronto a fare gruppi autonomi” La coperta corta del governo Berlusconi Se “tira” la Lega, scopre più responsabili Schifani: ‘Se ci si divide si torna a votare’

aprile 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il presidente della Camera “minaccia” la rottura dal premier qualora la maggioranza continui a rimanere «schiacciata» sulle posizioni delle camicie verdi. Salvo poi, in serata, gettare acqua sul fuoco: «Berlusconi deve governare fino alla fine della legislatura». Ma dai colonnelli del presidente del Consiglio sembra venire, al contrario, un’accelerata, al punto che oltre al presidente del Senato anche Cicchitto parla della possibilità di un ritorno anticipato alle urne. L’esito delle Regionali – positivo per il centrodestra – aveva posto il silenziatore su quella resa dei conti dentro il Pdl che il giornale della politica italiana aveva annunciato. Ma anche quella vittoria conteneva il seme di una possibile divisione: a differenza della coalizione (trainata dalla Lega) il partito di Berlusconi perde consensi e – effettivamente – vede ridursi il margine sul Pd nella contesa tra i primi due partiti, appunto, italiani. E tutto questo accresce decisamente il peso di Bossi e dei suoi. Finora i finiani erano rimasti in silenzio ma la rivendicazione di una possibile candidatura leghista alla guida del governo nel 2013 da parte del leader della Lega deve avere edotto Fini sulla reale entità del patto con Berlusconi. Che, appunto, schiaccia il Pdl. E in particolare la sua anima più europeista e responsabile. Quella di Fini. Che, a questo punto, mette sul tavolo tutto il peso della propria leadership arrivando a minacciare la tenuta stessa della maggioranza e forse la legislatura. E una mossa finiana in questo senso potrebbe sparigliare le carte elettorali, rendendo molto meno scontata un’eventuale affermazione di Berlusconi. Che si è preso 48 ore per tirare le fila. Ed è probabile che alla fine si arrivi (per il momento) ad una soluzione. Ma la coperta della maggioranza è corta. E la sproporzione di forze alla Camera – che peraltro, abbiamo visto oggi, non è poi, comunque, così salda e costante – potrebbe non bastare ad assicurare un decorso tranquillo e soprattutto la possibilità di fare le riforme. Ma proprio il presidenzialismo – desiderato da Fini – potrebbe rappresentare la chiave di volta di un nuovo accordo. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Alla guida di (che) Paese? Ora a pane e acqua i bambini (più) poveri No alla sepoltura di una neonata islamica Parlamentari nominati e i doppi incarichi E Bossi: “A noi il controllo delle banche” Così un leghista (FOTO) a palazzo Chigi?

aprile 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il giornale della politica italiana lo ha scritto, sferzando il Pd: la Lega è diventata il partito del Paese. Ovvero quel partito che rappresenta – davvero – gli italiani. Ma – abbiamo aggiunto – con delle gravi devianze, responsabilità di un centrosinistra che venendo meno alla propria funzione storica lascia aperte delle praterie nelle quali scorrazzano le camicie verdi. Eccole, elencate in apertura del Diario di stasera nel quale si parla dell’ipotesi che – fatta la riforma in senso semi-presidenzialista – con Berlusconi eletto al Quirinale, il suo uomo alla guida del governo possa essere un leghista. Una possibilità rivendicata da Bossi, di fronte alla quale – non solo perché mancano tre anni – nessuno, neppure dal fronte finiano, sembra avere qualcosa da ridire: non tanto per il successo della Lega in sé – i numeri sono pressoché gli stessi delle Europee, anche se con una tenuta in controtendenza rispetto, ad esempio, a Pd e Pdl – quanto appunto perché oggi la Lega assurge all’autorevolezza del partito degli italiani, al punto, anche, che si comincia a parlare di un possibile uomo di Bossi pure per la corsa a sindaco di Napoli. Il partito del nord non è più una spina nel fianco del centrodestra, ma il suo più clamoroso puntello e collante. Il giornale della politica italiana ha colto nei giorni scorsi quello che gli altri grandi quotidiani non hanno saputo cogliere: appunto il tema della Lega partito del Paese. E tocca dunque ancora una volta a il Politico.it squarciare il velo di ipocrisia che copre – invece – queste vere e proprie nefandezze, che tutta la politica italiana onesta e responsabile deve stigmatizzare e respingere senza cedere al fascino (populistico) del nuovo partito degli italiani. E dal centrosinistra, naturalmente, ci si aspetterebbe un colpo di reni. Se non lo volete/sapete fare per voi, cari Democratici, fatelo almeno per l’Italia: che non si ritrovi, nel 2013, con – pure – un’ipotesi di secessione nordista in campo. Dal cuore pulsante di “Roma (e del Paese – una volta – unito) ladrona”. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Schifani: ‘Riforme, solo con opposizione’ Turno unico/doppio, centrodestra diviso Mentre Bossi rilancia: un leghista nel ’13 La mappa della maggioranza dopo il voto

aprile 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Senato rompe un (curioso) silenzio di mesi e fa pesare il proprio ruolo di garanzia super partes. Su un Pdl che sembra avere trovato la quadra su una forma di presidenzialismo temperato, ispirato al modello francese. Ma è sulla distinzione del momento dell’elezione del leader e di quella del Parlamento che ancora si dibatte, tra chi – come Berlusconi, ma anche lo stesso Schifani si era detto favorevole, ieri, per evitare una coabitazione tra eletto-maggioranza di diverso colore che ci potrebbe nondimeno essere lo stesso – propende per il voto in un solo giorno e chi invece chiede di importare anche l’istituto delle cosiddette elezioni di mid-term. Intanto il leader della Lega traduce il maggior peso sullo scacchiere nazionale (e di coalizione) nel rivendicare la possibilità che alla guida del governo – vedremo se, eventualmente, eletto direttamente dal popolo o come uomo del presidente della Repubblica eletto – vada uno dei suoi. Sintomo, paradossalmente, di una Lega sempre più “partito del Paese” come abbiamo scritto in questi giorni capace, oggi, di sintetizzare l’intera maggioranza. Pietro Salvatori ci racconta dunque cosa cambia, a(l) fondo, nel centrodestra dopo l’esito del voto.            Read more

Diario politico. Lista Pdl, ancora respinta Berlusconi: “Sopruso violento. In piazza”

marzo 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Anche l’Ufficio elettorale dice no alla documentazione presentata ieri dal centrodestra. Due le motivazioni dei magistrati: mancano le prove che il 27 febbraio, giorno della chiusura dei termini per la presentazione delle liste, Milioni fosse in tribunale prima di mezzogiorno (condizione prevista anche dal decreto salva-liste); la documentazione presentata (sempre dall’incaricato Pdl il 27) non è completa: non ci sono, appunto, le liste. Viene dunque ancora una volta vanificato (o meglio si rivela insufficiente, ai fini della risoluzione del problema dell’esclusione della lista) il decreto interpretativo che tanto è costato, politicamente, al governo e anche al presidente della Repubblica. Il presidente del Consiglio lancia allora la sua campagna di comunicazione: «Ci è stato impedito di presentare le liste – è il refrain che ascolteremo di qui alle elezioni, almeno finché il ricordo e lo “spirito del tempo” legato alla vicenda delle liste non saranno esperiti – Il Tar ha respinto anche l’invito del presidente della Repubblica (e torna, qui, l’idea tutta berlusconiana che i magistrati possano essere “consigliati” da parte del capo dello Stato, ndr). La sinistra scende in piazza antidemocraticamente seminando menzogne e odio. Ma noi – è la sostanza del programma del premier – facciamo lo stesso». Berlusconi che viene oggi duramente criticato dal Csm – che peraltro auspica la ripresa di rapporti di leale collaborazione tra istituzioni – che contesta come i continui attacchi sferrati dal presidente del Consiglio finiscano per delegittimare la magistratura, accreditando l’idea che abbia altri obiettivi dall’assolvere alla propria funzione. Sul legittimo impedimento la maggioranza pone la fiducia che verrà votata presumibilmente in giornata. Infine vi rendiamo conto della legge sulle cure palliative approvata oggi alla Camera e dei fischi – dai banchi del centrodestra – che hanno accolto l’insediamento del nuovo sottosegretario all’Attuazione del programma Daniela Santanchè. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Il popolo (non) è sovrano Di Girolamo, Schifani: ‘Ora può decadere’ La Consulta: ‘Nei limiti della Costituzione’

febbraio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Tre notizie a sfondo giudiziario quelle di cui vi rendiamo conto nel Diario di stasera. Ma il filo conduttore è un altro. La prima è la sollecitazione da parte del presidente del Senato affinché la Giunta per le immunità riveda la propria (precedente) posizione sul senatore Pdl eletto, è la tesi dei giudici, grazie all’aiuto decisivo dell’ndrangheta. La politica italiana, dunque, di fronte al baratro (e, certo, all’evidenza della gravissima compromissione di Di Girolamo) di un rigetto “finale” da parte del Paese (oggi D’Alema invita a «prendere le distanze dai mascalzoni», così da non essere tutti trascinati nel fango) cambia atteggiamento e, sia pure attraverso un espediente – Schifani invita a far decadere Di Girolamo per l’illegittimità della sua nomina e non per consentire direttamente il procedimento giudiziario su di lui, che si rende possibile solo conseguentemente – si restituisce al giudizio della magistratura e attraverso di essa al popolo (sovrano, appunto) in nome del quale i magistrati agiscono. La seconda notizia di questo nostro filo (la terza non c’entra ed è la prescrizione sopraggiunta per MIlls, di cui pure vi riferiamo) è l’(auto)difesa a cui si trova costretta, oggi, la Corte Costituzionale, il cui presidente, Amirante, ricorda – di fronte alla strumentalità con cui lo brandisce la politica – che il popolo (non) è sovrano (al punto da poter cambiare i principi su cui si basa quella sovranità. Che è, in un ultima analisi) della Costituzione. Il racconto di Finelli, all’interno.            Read more

Diario. In Puglia prove d’alleanza Udc-Pdl Wiesel: ‘Shoah, indifferenza peggio odio’

gennaio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Giornata della memoria, vi raccontiamo come l’ha vissuta la politica italiana. Alla Camera è stato il giorno del discorso del sopravvissuto ad Auschwitz e Premio Nobel per la Pace del quale risuonano soprattutto queste parole: «Fu (appunto) l’indifferenza, oltre che i nostri nemici, a determinare quello che accadde». Nella rubrica Politica il racconto di Andrea Sarubbi. Ma quella di oggi è anche una giornata che potrebbe avere cominciato a cambiare la geografia della nostra politica. Perché dopo il gran rifiuto (a suo giudizio) della base Democratica all’accordo con lui alle primarie di domenica, Pierferdinando Casini, piuttosto che consegnare la regione a Vendola, apre al centrodestra invitandolo a convergere sulla Poli Bortone. Berlusconi: «Facciano un passo indietro lei e Rocco Palese, e troviamo un terzo candidato». Tutto questo potrebbe cambiare la geografia della politica italiana perché intanto fa saltare anche l’accordo tra Udc e Pd in Liguria, dove i centristi ritirano il loro appoggio a Claudio Burlando, e accelera il sì a Scopelliti candidato del Pdl in Calabria. E potrebbe preludere al tramonto dell’ipotesi di alleanza a livello nazionale tra Democratici e centristi – Bersani: «L’eventuale patto tra Casini e Berlusconi in Puglia porrebbe una seria pregiudiziale» alla prospettiva cercata finora – e ad un “ritorno a casa” dell’Unione di centro, che del resto non ha mai smesso di evidenziare una mag- giore affinità elettiva con la destra, con la quale con- divide la casa comune europea del Ppe. Il racconto. Read more

Diario politico. Ufficiale: si sta svegliando il Pd. «Il processo breve? Uno scempio»

gennaio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Al Senato si discute del provvedimento che limita i tempi dei processi, compresi quelli passati, mandando di fatto al “macero” decine di procedimenti. I Democratici non solo non tentennano nell’opporre il loro “no”, ma danno vita ad una forma di protesta che dal singolare assume i caratteri di una rinascita. Come un mantra, ogni senatore che risponde ad Anna Finocchiaro legge prima il testo del pronunciamento della Corte europea dei diritti umani che respinge il ricordo presentato da Cesare Previti sulle presunte (e ora negate) violazioni subite nel corso del processo Imi-Sir; poi una dichiarazione con il “messaggio” da cui il titolo. Una reazione imprevista, un colpo di reni del Partito Democratico che già le scorse settimane aveva dato segni di risveglio. Un ritorno sugli scudi confermato dalla performance di Bersani a “Ballarò”. Nel diario, poi, le celebrazioni a Palazzo Madama per Craxi e di Napolitano per Borsellino (avrebbe compiuto settant’anni) e il messaggio del capo dello Stato ai magistrati impegnati nella lotta contro l’ndrangheta. Il racconto. Read more

Diario politico. Berlusconi: “Niente taglio tasse”. Pd: ‘Sbagli’. Minzo: ‘Craxi statista’

gennaio 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Al termine del Consiglio dei ministri di oggi il presidente del Consiglio smentisce i propri stessi annunci sulla riduzione delle imposte. Bersani: «Una retromarcia. E ci sarebbe bisogno, invece, di dare stimoli all’economia, a partire dal fisco dei lavoratori». Sulla giustizia il premier rilancia l’inappellabilità dopo l’assoluzione in primo grado e attacca i magistrati: «Aggressioni giudiziarie peggio di piazza Duomo». Salta, per il momento, invece, il decreto blocca-processi, che avrebbe previsto un tempo di sospensione per consentire agli imputati, in caso di nuove contestazioni, di svoltare sul rito abbreviato. «Basta la sentenza della Corte costituzionale», spiega Elio Vito. Il centrosinistra: «Propositi ondivaghi, ma sempre nell’interesse di Berlusconi». In serata poi arriva un nuovo editoriale del direttore del Tg1, che attacca Mani pulite («Fu alterato il rapporto tra politica e giustizia. Magistrati fecero cadere governi scendendo poi in campo»), paragonando l’ex presidente del Consiglio (segnaliamo, a proposito della figura di Craxi, lunedì 18 gennaio alle ore 18, nella sede del Centro Pannunzio in via Maria Vittoria, 35H, a Torino, la presentazione del libro di Ugo Finetti “STORIA DI CRAXI. Miti e realtà della sinistra italiana”, edito da Boroli, introdotta da Pier Franco Quaglieni) a papa Wojtyla e a Reagan. Di Pietro: «Pagato per dire tutta la verità. Lo denuncerò». Il racconto. Read more

Diario politico. Bersani: “Sì a riforme (ma si parta dal lavoro); no tsunami-giustizia”

gennaio 7, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Conferenza stampa del segretario del Partito Democratico dopo giorni di silenzio («Dovrete abituarvi»): «Berlusconi dimostri di volersi occupare dei problemi del Paese e non dei suoi». Ma Cicchitto: «Bersani non ponga pregiudiziali». Che non ci sono da parte del leader Democratico per ciò che riguarda la candidatura di Emma Bonino alla presidenza della Regione Lazio, della quale abbiamo parlato ampiamente nel corso della giornata. Ma sulla corsa del centrosinistra alle Regionali tuona Antonio Di Pietro: «Il Pd ci dica cosa vuole fare. E’ un ultimatum. Anche se rivolto col cuore». Vi rendiamo conto poi di un botta e risposta a distanza tra Schifani e Beppe Grillo sulla richiesta da parte del comico al presidente del Senato affinchè velocizzi l’iter del ddl di iniziativa popolare che prevede, tra l’altro, l’ineleggibilità delle persone che hanno subito una condanna e la reintroduzione delle preferenze. Il racconto. Read more

Diario. Schifani: ‘Facebook peggio gruppi violenti anni ’70′. Donadi: ‘Come in Iran’

dicembre 18, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it, eccezionalmente al mattino per lasciare spazio, ieri, al caso dei regali sfarzosi ai deputati Pdl sollevato da Franco Laratta sul giornale della politica italiana. Maroni fa un passo indietro rispetto all’intenzione-tentazione di una stretta sulla rete ma l’idea di fondo resta, e lo dimostra l’uscita del presidente del Senato. Insorge il popolo democratico, trasversale rispetto agli schieramenti. Della Vedova (Pdl) rincara la dose del capogruppo Idv: «La pensano così i regimi totalitari». Ma ieri è stato anche il giorno del rientro a casa del presidente Berlusconi, al quale i medici hanno “prescritto” dieci giorni lontani dalla politica italiana, ma che di fatto compie il suo ritorno sulla scena proprio ieri: «Se cambia il clima il mio dolore non sarà stato inutile – dice il premier – pronti al dialogo (ma anche a fare le riforme da soli, ce le chiede la gente) con l’opposizione responsabile se isola i fomentatori (Di Pietro, ndr)». Ma Bersani: «Sì al dialogo in Parlamento, no a leggi ad personam». Il racconto, oggi, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario. Napolitano: ‘Meno esasperazione’ Scuse Tartaglia. Csm, no processo breve

dicembre 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il capo dello Stato invita a «misurare le parole nelle piazze e in tv». Ma ciò che più di tutto può forse contribuire a placare gli animi è la lettera al premier dell’aggressore di piazza Duomo: «Il mio un atto vigliacco». Il giorno dopo l’aggressione al presidente del Consiglio, con Berlusconi ancora in ospedale – ci resterà fino a dopodomani mattina – trascorre tra le visite al Cavaliere delle più alte cariche dello Stato, di Bersani, degli alleati. Ma è verso sera che arrivano i primi veri segnali di distensione, con l’intervento di Napolitano e il messaggio di scuse di Tartaglia. Prima, Alfano e Maroni avevano avuto parole di preoccupazione. Il ministro della Giustizia: «Non si è trattato di un gesto isolato». Il capo del Viminale: «Berlusconi ha rischiato di morire». In serata arriva anche il parere dell’organo di autogoverno della magistratura sul ddl che prevede la limitazione della durata dei procedimenti. Il racconto. Read more

La politica italiana si stringe. Ma Di Pietro: “E’ stato Silvio ad istigare”

dicembre 13, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ed esplode la polemica. Fini: «Di- chiarazioni inaccettabili». Il richiamo di Napolitano: «Mettere fine alla spirale d’odio». Bossi: «Atto di terrorismo». La condanna del Pd. Il Vaticano: «Facile passare dalle parole violente ai fatti». La lunga carrellata, ancora di Carmine Finelli. Read more

Diario politico. Il senso di Berlusconi per la mafia: ‘Strozzo chi ha scritto La Piovra’

novembre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Francesco Carosella. Sotto pressione per il temuto, possibile avviso di garanzia in arrivo (si diceva) dalla procura di Firenze che indaga sulle stragi mafiose del ’93, il presidente del Consiglio attacca «chi scrive libri» su Cosa nostra, che sempre secondo Berlusconi ci farebbero fare «brutta figura». Mondo della cultura in rivolta. Placido: «Un autogol». Remo Girone, protagonista della fiction Rai sulla mafia: «Molti presero coscienza grazie a quei film». Quanto alle accuse riferite da “Libero” che stamattina titolava di un premier già iscritto nel registro degli indagati sempre nell’ambito dell’inchiesta sulle stragi, sono «infondate e infamanti», dice Berlusconi. Dalla procura comunque arriva una completa smentita: le posizioni di «nè lui, nè Dell’Utri» sono al vaglio degli investigatori. C’è solo la maggioranza sul palcoscenico della politica italiana di oggi – è sempre più assordante, comunque, il silenzio dei Democratici pur ripartiti e rinnovati di Bersani, che faticano a tenere, anzi, a prendere in mano il pallino del gioco – perchè è anche il giorno in cui la Lega ritira frettolosamente l’emendamento che prevedeva un limite di tempo per la cassa integrazione per gli immigrati. E di Fini che indica la strada: «L’inserimento degli stranieri nella vita civile e politica dei Paesi europei – dice il presidente della Camera – si ottiene attraverso un’estensione dei diritti di cittadinanza sociale e politica» e non, ovviamente, con il contrario. Racconto. Read more

L’editoriale. Minacce a Schifani da mafia di Reggio E. di A. Torchiaro

novembre 27, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il volto di Red e grande firma del giornale della politica italiana ana- lizza il caso della lettera minatoria giunta al presidente del Senato dalla cittadina emiliana. Mafia che dunque ha messo le radici anche nella bassa, scrive Torchiaro. Un fenomeno dovuto forse alla destinazione nelle carceri di alcuni boss, ipotesi che resta tale in quanto la collocazione dei mafiosi è segreta. Fenomeno che comunque comincia ad intrecciare e a contaminare, inevitabilmente, il tessuto economico locale. Un pezzo da non perdere. Read more

Diario. La furia di Berlusconi: ‘Magistrati eversivi contro governo. E’ guerra civile’

novembre 26, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. La giornata era stata segnata dalla notizia delle minacce di morte al presidente del Senato Schifani, di cui vi rendiamo conto, ma si era per il resto svolta nel segno di una certa tranquillità per la politica italiana. C’era stato il voto contrario di Pdl e Lega alla commercializzazione della Ru486 di cui vi abbiamo raccontato nel pomeriggio, e le conseguenti polemiche, ma tutto nel solco del normale confronto dialettico della nostra politica. Poi, l’ufficio di presidenza del Pdl, e il violento attacco del presidente del Consiglio alla magistratura. Vi lasciamo senz’altro al racconto di Finelli, che ci parla poi anche del sommovimento della base del Partito Democratico rispetto alla scelta di Bersani di non aderire al No B day del 5 dicembre. Con, prima, però, una chicca: nel solco della migliore tradizione dei maggiori quotidiani, oggi il Politico.it esce con il suo appuntamento con il racconto della giornata con una vignetta fresca fresca del suo theHand. Una confezione speciale per un grande Diario. Buona lettura sul giornale della politica italiana. Read more

Diario politico. Fini: “Processo breve non è riforma Giustizia”. Tremonti: ’10, Pil +1%

novembre 24, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Il ddl sulla limitazione dei tempi dei procedimenti è stato dunque incardinato al Senato. E prosegue il confronto. Il presidente della Camera fa da sponda a Bersani, che dalla direzione Democratica aveva annunciato la disponibilità del Pd a discutere complessivamente di giustizia se il centrodestra avesse abbandonato, se abbandonerà la strada intrapresa. Sulla quale calano le ombre delle previsioni del Csm, per il quale sarebbe a rischio, nel caso la riforma passasse, fino al 40 per cento dei processi. Da Fini anche un nuovo invito a «riforme (appunto) condivise», a partire magari, per ciò che riguarda le modifiche all’architettura istituzionale, a cominciare dal Parlamento, dalla bozza Violante (che fa il suo ritorno alla politica attiva come neoresponsabile Riforme, ancora, del Pd). Infine, l’annuncio (per il 2010) del ministro dell’Economia che risponde indirettamente a Brunetta (e a quant’altri lo avevano attaccato per i cordoni chiusi della borsa, che «bloccano tutto», secondo altri ministri tra cui Bondi): «I vincoli di bilancio vanno rispettati». Il racconto. Read more

Il ritratto del personaggio della settimana ECCO IL SERVITORE SCHIFANI di L. Lena

novembre 21, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il personaggio della settimana per essere stato al centro dell’agone della politica italiana parlando di elezioni anticipate. Ma l’affresco del nostro vicedirettore è come sempre l’occasione per approfondire a tuttotondo i caratteri del presidente del Senato. Sentiamo. Read more

Il commento. Ecco chi vincerebbe le elezioni anticipate di L. Crespi

novembre 20, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il grande sondaggista interviene sull’ipotesi tornata al centro del confronto della nostra politica dopo che Schifani aveva sostenuto che se non c’è più la maggioranza la strada è il ritorno al voto. Un’eventualità che Crespi, il più acuto osservatore delle dinamiche politico-elettorali nel nostro Paese, considera «una mossa disperata», per un centrodestra che potrebbe anche riuscirne vincitore ma, certo, ne sarebbe fortemente indebolito. Sentiamo. Read more

Diario politico. Colpo mortale alla ricerca Processo breve, Casini: “Vera porcheria”

novembre 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Sì del Senato alla legge Finanziaria del Governo, ma salta l’emendamento che doveva preservare fondi per il capitolo-chiave per il futuro del nostro Paese. Il giornale della politica italiana sostiene non solo un investimento forte, ma un totale ribaltamento di prospettiva per il quale l’università e la ricerca diventino il fulcro dell’Italia di domani. Ci torneremo. Intanto registriamo questo nuovo passo indietro, insieme alla cancellazione (preventiva) della Banca del Mezzogiorno. A ventiquattrore dalla presentazione in Senato del ddl per la limitazione della durata dei processi il confronto sembra arrivato ad un livello di maturazione: la proposta del leader Udc di tornare sulla strada di un Lodo Alfano questa volta presentato come legge costituzionale trova ampi consensi anche nella maggioranza, nella quale in molti sembrano preoccupati per i possibili effetti di cancellazione di massa di processi del provvedimento di ieri. Finocchiaro: «Ci dica Alfano che impatto avrebbe». Lui: «Lo valuteremo». Il racconto. Read more

Diario politico. Il Gip: arrestare Cosentino Berlusconi e Pse per D’Alema Mister Pesc

novembre 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Eccezionalmente al mattino come la prima edizione dei telegiornali. Per il sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale campano del Pdl l’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. Dal magistrato la richiesta alla Camera di autorizzazione ad eseguire la misura. E’ sempre più forte intanto il sostegno alla candidatura dell’ex presidente del Consiglio a ministro degli Esteri d’Europa. Ieri Schulz annuncia il ritiro di Miliband e il sostegno dei socialisti europei all’italiano, poi il giallo: da Berlino, dove a margine dei festeggiamenti per il ventennale della caduta del Muro si è tenuta una cena offerta da Angela Merkel con i 27 capi di Stato e di Governo dell’Unione, Gordon Brown rilancia il suo capo della diplomazia che, dal par suo, si definisce soltanto «in stand-by». Un tira e molla legato da un lato al tentativo da parte britannica di trovare l’assenso sulla nomina di Blair come presidente, dall’altro all’alternativa, per Miliband, di guidare i laburisti nel dopo-Brown. Il racconto degli ultimi sviluppi.           Read more

Sondaggio di Crespi, ora giù Berlusconi Partito Democratico (più Pannella) al 30%

novembre 5, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Rilevamento di novembre sul giornale della politica italiana. Per la prima volta dopo cinque mesi il presidente del Consiglio e l’esecutivo perdono consensi: pochi punti di fiducia, ma il trend è invertito. Ci presenta i dati come sempre il grande sondaggista in persona, che individua tre ragioni: le liti dentro il Governo intorno alla figura di Tremonti; le voci di riforma della giustizia legata alle vicende personali del premier; l’assenza di strategia per fronteggiare l’onda lunga della crisi economica, ovvero gli effetti sull’occupazione e sulla situazione delle famiglie. Accanto a questo, il nuovo Pd di Bersani torna per la prima volta sopra il 28, che sommato (artificiosamente, certo, ma alle politiche del 2008 andavano insieme) ai consensi Radicali porta i Democratici vicini al loro massimo risultato di sempre. Tutti i dati, dunque. Vediamo. Read more

Esclusivo. Dopo bocciatura lodo premier pronto a far saltare banco

ottobre 17, 2009 by Redazione · 5 Comments 

di Matteo Patrone – Nelle ore in cui Berlusconi annuncia l’intenzione di mettere mano ad una riforma della Costituzione, anche da soli, anche senza l’opposizione, il giornale della politica italiana è in grado di svelare a quale tipo di svolta pensasse il presidente del Consi- glio subito dopo il verdetto della Consulta. Un’idea riconducibile al progetto organico che per la prima volta il capo del Governo esplicita nel suo nuovo “Editto di Sofia”. Assolutamente da non perdere. Sentiamo. Read more

Ipotesi voto, oggi vincerebbe Berlusconi Sondaggio Crespi, fiducia: su Napolitano

ottobre 6, 2009 by Redazione · 3 Comments 

Ultimo rilevamento di Crespi Ricerche sul giornale della politica italiana. Pdl e Pd crescono entrambi di 1% ma stando così le cose la differenza (+12% per il Popolo della Libertà) rimane invariata. Lega in lieve ribasso (-1) ma comunque sopra il 10%, crollo Idv (dall’8% al 6%) dopo gli attacchi di De Magistris e Di Pietro al presidente della Repubblica. Concorre al calo anche il debutto del movimento di Grillo che si attesta al 3%. Giù tutte le sinistre; stabili Mpa, La Destra e Radicali. Per ciò che riguarda il sentimento di fiducia degli elettori, detto del capo dello Stato (64%), bene anche Fini (58%, +1 come Napolitano); tra i ministri sempre primo Brunetta (58%). Bocchino raggiunge Gasparri in testa alla corsa (ben poco esaltante) dei capigruppo. Tutti i dati presentati, co- me sempre, da Luigi Crespi in persona. Sentiamo. Read more

***Diario, si accende il dibattito politico*** Bossi: “Escort? La mafia… Suicidio Fini” Stragi, Alfano: “Magistrati cercano solo la verità” Ma Schifani: ‘No, teoremi politici’

settembre 11, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Il leader della Lega parla da Pian del Re, sorgenti del Po, dove rinnova la cerimonia dell’ampolla: “Le prostitute sono in mano alle cosche, sono quest’ultime ad aver organizzato questa cosa qui”, dice riferendosi alla vicenda che ha coinvolto il presidente del Consiglio. Sull’ex capo di An: “Ma sugli immigrati rispetterà i patti”. Botta e risposta indiretto tra il ministro della Giustizia e il presidente del Senato sul tema della riapertura delle indagini sui delitti di Cosa nostra. Alfano: ”Nessuno ha obiettivi politici”. Lo contraddice l’ex capogruppo di Forza Italia, che invita anche la stampa a “smetterla con le calunnie”. In serata poi irrompono le dichiarazioni di Josè Luis Zapatero, che torna sulle esternazioni di Berlusconi di ieri durante la conferenza stampa congiunta: “Taccio per rispetto istituzionale”, dice il primo ministro spagnolo. Vi aggiorniamo infine sull’inchiesta di Bari e su Napolitano che parla di emergenza-povertà. Ancora una volta al sud. Il racconto. Read more

Sondaggio Crespi Ricerche: Pdl 37,5%, Pd 26. Cresce fiducia Berlusconi dopo crollo

luglio 2, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Giorni di sondaggi sul giornale della politica italiana. Ed è ancora una volta il grande Luigi Crespi a raccontarci in prima persona che aria tira nel Paese, per le formazioni in campo ma anche per le nostre tre cariche istituzionali e, poi, per le singole personalità di Governo e in Parlamento. Read more

Diario politico. Napolitano al Governo: no ai decreti omnibus. Sassoli capolista Pd

aprile 17, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Una lettera datata 9 aprile è stata recapitata dal presidente della Repubblica al premier Berlusconi, al ministro Tremonti e ai presidenti di Camera e Senato. Nella missiva Napolitano invita a non stravolgere in Parlamento i decreti già sottoposti al suo vaglio per poi ripresentarli al Quirinale in prossimità di scadenza. “E’ mia prerogativa valutare i requisiti di urgenza dei singoli provvedimenti”, ha ricordato il capo dello Stato. Referendum: la maggioranza incarica Maroni di sondare il parere dell’opposizione sulle due ipotesi, 21 giugno o rinvio al prossimo anno. E ancora, si parla di candidature del Partito Democratico per le Europee e della scelta del ministro Frattini di non partecipare alla conferenza internazionale sul razzismo. Il racconto. Read more

Diario politico. La maggioranza discute di election day. Schifani in visita a L’Aquila

aprile 11, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Gabriele Canarini. E’ stata pubblicata oggi, sulla Gazzetta Ufficiale, l’ordinanza della presidenza del Consiglio che dispone, al momento, il contributo di 100 euro per ogni sfollato. Ecco il testo nel dettaglio. Intanto, nelle zone colpite è stato il giorno del presidente del Senato che si è preso il rimprovero di una volontaria: “Basta con le strette di mano”. E mentre il centrodestra si divide sul referendum, Giuliano Amato, intervistato dal “Corriere della Sera”, suggerisce un “aumento limitato e temporaneo della pressione fiscale per le vittime del terremoto”. I temi di oggi, nel racconto.
Gli aggiornamenti riprenderanno martedì 14 aprile. Dalla redazione de il Politico.it una felice Pasqua a tutti i nostri lettori. Read more

Diario politico. Abruzzo, poli uniti Berlusconi: “Sì al sostegno Usa”

aprile 7, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Torna la nota politica quotidiana dedicata tutta, per una volta, al ter- remoto abruzzese. Come il Go- verno e la politica italiana reagiscono alla tragedia. Dopo il “no” iniziale il presidente del Consiglio si dice disposto ad accettare aiuti dagli Stati Uniti “se si vorranno prendere la responsabilità di ricostruire gli edifici artistici e le chiese”. La presenza (“tornerò tutti i giorni”) tempestiva del Cavaliere sul territorio aquilano è stata accolta positivamente da Franceschini. Unica voce contro, quella dell’Italia dei Valori che parla di “tragedia evitabile”. Schifani propone ai senatori di devolvere mille euro testa, sì della Finocchiaro. Ma sentiamo tutti i dettagli, di questi due giorni, nel racconto di Gabriele Canarini. Read more

Diario politico. Franceschini: “In piazza con la Cgil”. Berlusconi al congresso Udc

aprile 3, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it, firmata da Gabriele Canarini, si apre ancora una volta con la politica estera, e in particolare con il vertice Nato e la presenza di Obama a Strasburgo. “Un attacco di Al Qaeda è più probabile in Europa che negli Stati Uniti”, ha detto tra l’altro il presidente Usa. Per la politica italiana ha tenuto banco la discussione sulla decisione della Corte di “bocciare” parte della legge 40. Scontro tra la seconda e la terza carica dello Stato: Schifani risponde a Fini, “E’ una buona legge”, dice, “e non c’è Stato etico”. Il segretario del Pd annuncia che sabato, domani, sarà alla grande manifestazione del maggior sindacato confederale. Mentre dal palco del congresso dei centristi il presidente del Consiglio lancia a Casini un altro invito a riunire le forze: “Siamo insieme nel Ppe, abbiamo governato bene per cinque anni. Non vedo ragioni per non farlo”. Il racconto. Read more

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