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L’indifferenza verso gli italiani alla radice della debacle Luigi Crespi

maggio 31, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Berlusconi ha perso perché non ha saputo dare risposte al Paese, il che, pure in una democrazia (an- cora) immatura come la nostra, e sia pure con il controllo esercitato sui media, rappresenta un conto che alla fine tutti, quale che sia la natura del proprio potere, sono costretti a pagare. Ci torneremo su, ma l’unica politica che alla fine paga è quella onesta, responsabile, disinteressata, vissuta come un servizio, il cui protagonista sia la costruzione del futuro e non parzialità, personalismi, addirittura interessi privati. La lezione vale per tutti; ed è su questa base che i nostri connazionali hanno dato fiducia a De Magistris, Pisapia, Zedda. Sarà la pulizia del loro comportamento a decretare l’esito della loro esperienza. Ce ne parla l’ex spin doctor del presi- dente del Consiglio. di LUIGI CRESPI Read more

No, Scajola non prese i soldi da Anemone Stralciata sua posizione dall’inchiesta G8 Casa sul Colosseo, vicenda ora è chiusa Anzi no: chi lo ripaga di condanna media? il Politico.it dà grande risalto alla notizia E anche guardate come trattammo il caso Sarebbe giusto potesse avere suo posto

maggio 6, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Claudio Scajola era sincero, quando diceva che qualcuno poteva avere pagato 900mila euro “a mia insaputa” per l’acquisto del mezzanino con vista sull’arena dei gladiatori. Tra i rinviati a giudizio nell’inchiesta sugli appalti per il G8 c’è Guido Bertolaso, al quale viene contestato un “asservimento della propria funzione”, ma non l’ex ministro per lo Sviluppo economico. Che dice: “Dimostrata la mia estraneità”. Lo abbiamo tutti attaccato per settimane, per quell’espressione apparentemente ingenua: “A mia insaputa”, che oggi scopriamo era ingenua davvero, ma perché Scajola era innocente. E, facendo un passo ulteriore, c’è – naturalmente - chi lo aveva preventivamente condannato a mezzo stampa. Non il giornale della politica italiana, che sostenne la necessità delle sue dimissioni da ministro ma per difendere una integrità già minacciata (dell’immagine) della nostra politica che non poteva, e non potrebbe oggi, permettersi di essere trascinata in un fango sia pure alla fine sciacquato, rimarcando contemporaneamente – quante più volte ci fu possibile – che tutto ciò atteneva ad una ipotesi di reato, e non ancora ad un reato. Che non ci fu. A Claudio Scajola rivolgiamo ugualmente le nostre scuse. Per avere ironizzato. Per averlo, sia pure non esplicitandolo – e anzi assicurando tutte le garanzie del caso, per quanto nella nostra responsabilità – preventivamente condannato nonostante potesse essere, e oggi sia dimostrato che è, innocente. E’ un sistema che non va, questo della nostra stampa collaterale alla nostra politica autoreferenziale di oggi che, proprio in relazione al proprio collateralismo all’autoreferenzialità, si disinteressa alla verità, agendo in funzione dei propri interessi (? A brevissima gittata, e termine). Ed è un sistema basato del resto – e a sua volta concausa – di una nostra incultura, figlia (appunto) della società dei media. La rivoluzione culturale dovrà intervenire anche in questo senso. A Scajola chiediamo scusa, dunque, e diciamo contemporaneamente che sarebbe giusto restituirgli il suo posto di ministro. Le dimissioni erano (comunque) necessarie, ribadiam0, così come è necessario che, a questo punto, a Scajola sia restituito – per quanto possibile – tutto quanto gli sia stato tolto in questi mesi. E quanto sia stato tolto alla nostra nazione, che, fino a prova contraria, aveva alla guida del dicastero per lo Sviluppo economico una persona onesta. Luigi Crespi, ora, a confermare e rafforzare la voce del giornale della politica italiana. di LUIGI CRESPI Read more

Così Berlusconi deciderà su contratti Rai Perché Silvio mantiene interim Sviluppo Tutte le occasioni perse in quattro mesi

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Contratto di servizio è una camicia di forza indossata la quale ci si può muovere solo per quanto ti è stato concesso: ecco come a dicembre il conflitto di interessi del presidente del Consiglio, aggravato dalla sua permanenza alla guida anche del ministero che fu di Scajola – che avrebbe dovuto occupare per il tempo necessario a trovare un sostituito: a questo serve l’interim, che significa appunto “a tempo” – potrebbe esplodere in tutta la sua (pre)potenza, favorendo – magari irrimediabilmente – la concorrenza di Mediaset (già gratificata dalla concessione, data proprio dal ministro per lo Sviluppo economico in mano a Berlusconi, di frequenze fondamentali per la trasmissione dei programmi e per il momento in via esclusiva). Ma ecco anche come, per il resto, il dicastero-chiave – come abbiamo detto in queste ore – per rifare grande l’Italia sia stato non solo “occupato” da uno dei maggiori imprenditori italiani, non solo lasciato – appunto per il resto – senza guida, ma anche smantellato e depotenziato, visto che molte delle sue competenze (anche strategiche come il varo del piano per il Sud, che, anche qui, deve essere parte organica del progetto, complessivo e unitario, per rifare grande l’Italia: condizioni imprescindibili perché poi la “macchina” funzioni) sono state trasferite ad altri ministeri. Ecco la galleria degli orrori di queste settimane di interim del presidente del Consiglio allo Sviluppo economico Read more

No, non c’è il declino nel futuro dell’Italia Sì, abbiamo le risorse per tornare grandi Ma serve progetto organico di sviluppo Per intanto…

settembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono mesi, prima che se ne occupassero anche altri quotidiani, che il giornale della politica italiana richiama il governo e l’opinione pubblica sul tema della mancanza di un titolare al dicastero di via Veneto. Che Berlusconi si ostina a non nominare, nonostante le ripetute promesse. Il che è, come scrive Massimo Giannini oggi su Repubblica, il segno di mancanza di responsabilità. Che non è un altro peccato da attribuire al mostro-Berlusconi, ma il concreto voltare le spalle alle esigenze del Paese. Esigenze che hanno una duplice urgenza: cercare di alleviare la condizione di sofferenza di chi si trova, già oggi, travolto dalla crisi; costruire il futuro dell’Italia. Dal ministero per lo Sviluppo economico, che potrebbe essere il trampolino di lancio per un futuro presidente del Consiglio con delle idee chiare su cosa fare del domani, potrebbe partire la spinta per quel ribaltamento di piano che vedrebbe l’innovazione balzare al centro di un nuovo sistema-Paese, per dare luogo appunto allo sviluppo. Uno sviluppo sostenibile e che, in quella chiave, non dovrebbe temere la concorrenza di Cindia. Lo ha scritto per primo ancora una volta il Politico.it: qualsiasi soluzione-tampone alla crisi di competitività con i colossi dei Paesi emergenti in campo economico non ci darà modo di reggere, a lungo andare, una competizione con loro che è, su questo piano, impossibile. Se quella sarà la nostra scelta, allora sì il declino sarà inevitabile. Se invece l’Italia acquisirà il controllo del mercato che sta un gradino sopra quello nel quale sfondano, oggi, le economie emergenti, il nostro Paese può conoscere uno sviluppo imprevisto e duraturo. Quel “livello” è dato da una produzione delle merci sempre più avanzata, e soprattutto dalla produzione delle idee, ovvero i concept dei prodotti che poi verranno realizzati dalle nostre industrie a quel punto attrezzate per farlo o, anche, da industrie straniere alle quali avremo venduto le nostre idee. E’ questa l’economia alla quale deve dedicarsi l’Italia, per potere aspirare a decenni di sviluppo. Il declino, appunto, non è affatto ineluttabile. Anzi. E’ ineluttabile il contrario, se solo ci rimettiamo a pensare al domani. Per farlo, è necessario intanto dare un segno di pulizia morale nominando colui che appunto dovrebbe – sotto la regia del capo del governo – cominciare ad occuparsi di tutto questo. Nominate quel ministro. Della cui “vacanza” ci parla, all’interno, Attilio ievolella.          Read more

I giovani senza lavoro, padri sulla strada E invece la politica italiana d’oggi che fa? Se il centrodestra butta via la legislatura Il centrosinistra si rigira su se stesso (?) Dove sono le idee per futuro dell’Italia?

settembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Prendiamo due casi: per la maggioranza la mancata, ancora, nomina del ministro per lo Sviluppo economico, chiave di volta di quelle politiche per il rilancio del nostro Paese che così non viene nemmeno tentato (e che metterebbe d’accordo berluscones e finiani). Per il centrosinistra, le divisioni sulla riforma elettorale. A chi torni ad occuparsi della nostra politica dopo un mese di vacanza la prima cosa che appare è un dibattito surreale (e fortemente irresponsabile e autoreferenziale): mentre l’Italia va a rotoli, o si prepara ad andarci – perché le solide fondamenta fornite dai nostri padri costituenti non reggeranno il peso ancora a lungo – mentre nostri concittadini in carne ed ossa patiscono sulla loro pelle gli effetti di una crisi della quale non parla più nessuno, di che si (pre: è proprio il caso di dirlo) occupa la politica italiana? La maggioranza implode e butta all’aria anni di possibile stabilità e di opportunità per il rilancio dell’Italia. L’opposizione, invece di uscir fuori con un’idea spiazzante per il governo del nostro Paese, parla di composizioni (il Nuovo Ulivo di Bersani) e, soprattutto, de-composizioni (in senso stretto e non: D’Alema e il suo sistema elettorale tedesco), naturalmente, possibilmente, dividendosi (persino, appunto, su ciò che niente ha a che vedere con il Paese). Per il centrodestra il caso più eclatante è il nulla calato sulla necessaria sostituzione di Scajola. Ce ne parla Massimo Donadi. Read more

POSTO VACANTE AL MINISTERO PER LO SVILUPPO ECONOMICO… ANCORA PER MOLTO?

agosto 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

4 maggio 2010: lo scandalo sul caso Anemone costringe l’allora ministro allo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, a rassegnare le dimissioni dalla carica governativa. A quasi tre mesi di distanza lo scranno più alto del dicastero è ancora vacante. E, nei giorni in cui ‘Futuro e Libertà’ monopolizza l’arena politica, sembra ormai dimenticata l’urgenza della questione. Noi del giornale della politica italiana non perdiamo però di vista l’agenda politica, ed in vista del Cdm del prossimo mercoledì, fendiamo ora la cortina di fumo dietro cui si è tentato di nascondere il primo, e tuttora più probabile nome, candidato al ministero di via Molise. Sempre che le ironiche allusioni di Paolo Guzzanti non si dimostrino profetiche. Sentiamo.

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***Il Commento***
ORA CI PENSA BOSSI A DISARCIONARLO
di GAD LERNER

luglio 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana, dopo aver trattato la notizia del definitivo ‘divorzio’ di casa Pdl, vi propone ora questo primo commento del grande giornalista Gad Lerner. Deferire ai probiviri della corrente finiana no sarà stata la cura del male minore per il ‘Napoleone declinante’? Secondo il conduttore de ‘l’Infedele’ la vera minaccia alla leadership di Berlusconi è rappresentata dall’alleato leghista. Che l’attacco finale gli venga sferrato dal Senatùr?   Read more

***Il Commento***
PDL, CHE ERRORE L’ATTACCO A GRANATA
di GAD LERNER

luglio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana apre questa settimana con l’intervento di una delle nostre grandi firme. Dopo Sarubbi, anche Gad Lerner si esprime sul caso Granata sollevando degli interrogativi categorici: come si può attaccare un deputato integerrimo, che si batte per la difesa della legalità dalle file di un partito che oltre che essere al Governo, di un così alto valore aspira a farne il principio costitutivo della nuova destra italiana? Lerner dà qui la sua risposta. Sentiamo. Read more

La fine di un impero (?)/2. Silvio e la responsabilità politica Donadi

luglio 15, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Abbiamo scritto che in qualunque altro Paese democratico a questo punto si starebbe discutendo di dimissioni del presidente del Consiglio. E’ davvero difficile ritenere che “Cesare” – questo il nomignolo affettuoso che i «quattro sfigati» che volevano sovvertire l’ordine costituzionale avevano affibbiato al Cavaliere – non sapesse. E d’altra parte si tratta di accertarlo. La certezza è che un governo la cui maggioranza è fondata su un partito il cui coordinatore tramava ai danni del Paese, ed ora viene disconosciuto da una componente di quello stesso partito che pone esplicitamente una «questione morale», in un’Italia a più alto tasso di democraticità e di senso della legalità avrebbe già lasciato, non foss’altro per sensibilità istituzionale. Ma a questo punto, ha scritto Gad prima, poco manca affinché ciò accada per forza, ovvero grazie al respingimento (è proprio il caso di dirlo?) da parte degli italiani di fronte ad un ulteriore susseguirsi di scandali. Scandali che, probabilmente, non del tutto a caso emergono alla vigilia della discussione sul ddl intercettazioni: la parte sana del Paese batte un colpo e dice, “Attenzione perché le cose stanno così, e fra poco tutto questo potrebbe venire nascosto per sempre”. Bossi che – ne parleremo nel Diario – invita a «fare presto» con l’approvazione del ddl proprio per evitare che il resto della marmellata – perché è certo che ci sia un “resto” di tutto questo – venga alla luce,  da un lato conferma ciò che il giornale della politica italiana ha scritto per primo – ben prima che cominciassero le campagne della restante parte della stampa nazionale – ovvero che il ddl intercettazioni serve ad uso e consumo del presidente del Consiglio e della cricca per nasconderci le malefatte: riflettano coloro che ancora non ne sono convinti; e dall’altro rende a questo punto democraticamente inconcepibile che, in questo contesto, una simile legge venga approvata. Per questo, il Politico.it fa appello alla sensibilità del presidente della Camera e dei finiani, affinché affossino definitivamente il velo di omertà in cui consiste, in realtà, la legge-bavaglio, perché noi possiamo, vogliamo e abbiamo diritto di sapere, cos’altro sia avvenuto alle nostre spalle e contro di noi in questo Paese. Donadi sulla responsabilità politica del capo del governo. Read more

E invece guardate come ci trattano ‘loro’ Presi per ‘sciocchi’ con Scajola-Brancher Se populismo genera autoreferenzialità

luglio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

C’è un aspetto che non è ancora stato sottolineato, della vicenda del ministro dimissionario perché scoperto «con le mani nella marmellata» della strumentalità della propria nomina per difendersi (? Sfuggire) ai propri guai giudiziari. Si tratta del totale disinteresse dei nostri governanti nei confronti di tutti noi. Sì: perché se si cerca di far credere che un (altro) ministro abbia ricevuto in regalo una casa con vista sul Colosseo «a sua insaputa», primo si considera l’audience dotata di scarsa capacità critica, mettiamola così; e poi ci si è disposti a prenderla per i fondelli, dimostrando, appunto, di non avere nessun «legame sentimentale» con lei (e cioè con tutti noi). E se a distanza di poche settimane si ripete il cliché con un ministro che viene nominato, in nome nostro e con i nostri soldi, soltanto perché possa avvalersi dello scudo del legittimo impedimento, pensando che tutti noi non ci accorgiamo della relazione tra le due cose e, dunque, della strumentalità, la tentazione si è fatta, è evidente, sistema. Ed è quel sistema a due facce del quale abbiamo scritto tempo fa: tutto questo è reso possibile dalla disponibilità di tutti noi (o di una parte di noi) ad accettare, per un altro verso, di lasciarci falsamente carezzare dalle proposte allettanti, ma evidentemente mendaci, del presidente del Consiglio (populismo); per la quale, poi, è possibile la chiusura in casta della nostra politica, e la conseguente (ma non esaurente) autoreferenzialità. I nostri governanti, insomma, possono alimentare i propri privilegi in ragione della nostra disponibilità ad andare loro dietro quando ci allettano con proposte gradevoli ma mendaci. In un’ultima analisi siamo nella condizione di fare finire tutto questo. Dobbiamo solo indignarci. E a quanto pare abbiamo cominciato a farlo. Quando è troppo è troppo. Ma adesso dobbiamo smettere di accettare anche le circonvenzioni più sottili. Passa di qui l’abbattimento della casta, ed evitare in futuro altri casi Scajola e Brancher. Dei quali scrive, ora, Andrea Sarubbi. Read more

***Il commento***
PROSSIMO PASSO INDIETRO SUL DDL?
di GAD LERNER

luglio 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è l’unico grande quotidiano in grado di proporre in tempo reale i commenti ai fatti appena accaduti delle proprie grandi firme. Dopo avere fatto per noi il punto, ieri, sulla possibile crisi imminente, il conduttore de L’Infedele interpreta la mossa (di Berlusconi) delle dimissioni del ministro, leggendovi una strategia difensivista di un presidente del Consiglio che pecca, con la sua aura di collaboratori, di «impresentabilità. La più grave delle colpe in cui possa incorrere un uomo politico». E, entrando in dialogo con la nostra metà di lettori di centrodestra (sono tantissimi, così come i loro amici, davvero – ovviamente -di centrosinistra), si chiede e chiede loro se non sia il caso di vedere ciò che, come la trave nel proprio occhio, non va in questa classe al potere. Gad dunque. Sentiamo. Read more

Brancher, ok(?) Ma Sviluppo economico? Lungo interim di Silvio nonostante la crisi Tra chi si gioca ora la partita della nomina

luglio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’autoreferenzialità della nostra politica – e, dispiace rilevarlo, in particolare del governo e, quindi, del suo presidente del Consiglio – è dimostrata efficacemente (è proprio il caso di dirlo?) da questa storia. Lasciamo pure da parte le reali motivazioni dell’assegnazione dell’ufficiale di collegamento tra Berlusconi e la Lega all’Attuazione del federalismo. Si tratta comunque della scelta di un nuovo ministro. Perché (naturalmente la domanda è retorica) allora non procedere con la designazione, urgente, del successore di Scajola alla guida del discastero-chiave per uscire strutturalmente dalla crisi? La messa in sicurezza dei conti, certo. Ma, come abbiamo avuto modo di ripetere più volte, se alla rimessa in pari del bilancio non si accompagnano interventi strutturali per rimettere in moto la nostra economia tra qualche tempo saremo punto e accapo. E non solo appunto non si fa ma il ministero preposto viene lasciato, di fatto, senza guida. Per non parlare del conflitto di interessi del presidente del Consiglio. Autoreferenzialità della nostra politica, ma anche del resto della stampa: di tutto questo non parla più nessuno, lasciando Berlusconi dormire sul comodo (per lui) guanciale dello Sviluppo (?) economico. Ci pensa allora il giornale della politica italiana, almeno a rimettere in circolo questo tema, raccontando, con Francesco Tempesta, su quali nomi, comunque, si finirà per puntare al momento – quando la maggioranza si deciderà – di fare la nomina. Francesco Tempesta dunque. Sentiamo. Read more

***L’editoriale***
SILVIO, ORA LA GENTE SI STA STANCANDO
di LUIGI CRESPI

luglio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il centro- sinistra sta dando il meglio di sé (per tenerlo ancora una volta in piedi) ma stavolta potrebbe non bastare. Quello del presidente del Consiglio, il giornale della politica italiana lo ha scritto per primo, potrebbe essere l’inizio della fine. Il dato della fiducia, il peggiore dall’insediamento del 2008, è più di un campanello d’allarme; è la conferma – della percezione che si ha ascoltandola attraverso i giornali, registrando lo spirito del tempo (del momento) – che il rapporto con l’opinione pubblica si sta sfaldando. «Come tra il 2003 e il 2005», scrive il grande sondaggista, ma Berlusconi non è più quello di cinque anni fa e stavolta la crepa potrebbe preludere al crollo della struttura. Anche se, avverte Crespi, non è la prima volta che qualcuno “vede” il tramonto del premier, che però è ancora al suo posto. Merito soprattutto dei suoi avversari, che, scrive il capo di Crespi Ricerche, al fondo «lo amano e lo rendono immortale». Tuttavia, i segnali, numerosi, e il quadro nel quale ci si muove fanno pensare che stavolta il tramonto potrebbe essere davvero alle porte. Intanto cerchiamo di capire me- glio perché. Il più acuto osservatore delle dinami- che della nostra politica sul (suo) giornale numero uno. Buona lettura e buona politica con il Politico.it. Read more

***Il commento***
BERLUSCONI A BALLARO’, AVEVA RAGIONE LUI
di LUIGI CRESPI

giugno 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Più vicini alla realtà i dati di Euro- media Research (anche se il presidente del Consiglio è sicuramente in calo, come ci rivelavano proprio i numeri del grande sondaggista la scorsa settimana). E la “tesi” della trasmissione per cui Tremonti sia “meglio” di Berlusconi per il centrodestra è, (anche) popolarità alla mano, infondata. E contemporaneamente è vero che la strategia di comunicazione sulla manovra del governo è stata fallimentare: si è passati dalla rappresentazione di una realtà posticcia da sogno, alla tragedia del «rischio-Grecia». Nonostante questo, la maggioranza resta l’unica opzione considerata credibile dagli italiani: l’opposizione non esiste, e non offre nessuna «alternativa». In questo nuovo grande pezzo per il giornale della politica italiana, l’ex spin doctor del presidente del Consiglio prende le mosse dall’episodio della telefonata del premier, martedì sera, alla trasmissione condotta da Giovanni Floris per fare il punto della situazione.     Read more

Diario politico. E riprendiamo il racconto Bossi: “Ora il federalismo fiscale, poi…” Ddl intercettazioni, vince la protesta (?) Adesso anche Sky ricorre contro la legge Bersani, le battaglie si possono vincere

maggio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Ce ne occupiamo, naturalmente, ma la nostra apertura è un’altra. Sì, il presidente del Consiglio ha smentito di avere fatto riferimento a Scajola e Verdini nell’intervista rilasciata a Bruno Vespa per il suo nuovo libro, e di avere sostanzialmente preso le distanze da loro. Vespa, inevitabilmente (in tutti i sensi), conferma. Ma questo è teatrino. Ciò che interessa veramente il Paese è altro. La deriva secessionista che, quatta quatta, la Lega sta siringando nello spirito del tempo. Lo ha denunciato Luigi Crespi per il giornale della politica italiana, ma al momento sembriamo essercene accorti soltanto noi. «Dopo il federalismo fiscale inizieremo a parlare d’altro», dice il ministro per le Riforme, senza nemmeno dovere nascondere che per le camicie verdi tutto questo è solo la prima tappa di un percorso. E sarà meglio che si cominci a prenderli sul serio. Anche perché il modo per fermare tutto questo c’è. Segretario del Partito Democratico, che sostieni che quando una battaglia non si può vincere (ma chi lo dice?) è meglio non combatterla per non rischiare di perderla: queste sono cose sulle quali invece la battaglia va fatta, (anche) perché può essere vinta. Lo dimostra il primo effetto della grande mobilitazione contro la legge-bavaglio sulle intercettazioni, che ha prodotto, intanto, il possibile ripensamento del governo sulla norma che prevede un terribile inasprimento di pene (fino a 60 giorni di galera) per i cronisti che pubblicano i testi puri delle intercettazioni (e non solo). E ora un gigante come la televisione di Murdoch, che ha già dimostrato in passato di non avere paura della maggioranza e del suo leader, sta per scendere in campo. Lo spirito del tempo si costruisce sporcandosi le mani. Lo insegna Walter Veltroni, che dalle colonne di questo giornale ha portato un proprio (nuovo) mattone per alzare il muro contro ogni rischio di deriva antidemocratica nel nostro Paese, attraverso la memoria. Walter aveva a sua volta peccato di eccessivo bon ton, ai tempi della segreteria. Ma se si eccettua questo, quanto manca al Partito Democratico e al Paese. Il racconto, all’interno, di Finelli.

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Ma oggi il convento passa (solo?) questo Scajola? Altri 400 nella “rete” d’Anemone Mancino: ‘Non ho avuto nessuna regalia’ Serve rapido cambio di classe dirigente

maggio 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Una lista di quasi 500 nomi, estratta dal computer dell’imprenditore coinvolto nell’inchiesta sugli appalti per il G8 della Maddalena e sospettato di avere corrotto politici, funzionari, giornalisti per ottenere appalti e chissà che altro. Nuova Tangentopoli? E’ una definizione stantia, l’unica certezza – come dimostrano anche i casi che hanno riguardato esponenti della un tempo intoccabile sinistra italiana – è che da troppo tempo le stesse persone hanno in mano le leve del potere nel nostro Paese; ciò costituisce un humus fertilissimo nel quale anche le società più sane – figuriamoci la nostra – possono vedere nascere le erbacce della corruzione.

E’ dunque necessario, al di là di ogni accertamento (a sua volta, ovviamente, imprescindibile) procedere ad un rapido rinnovamento della nostra politica e non solo, un’opera di smobilitazione e di immissione di energie nuove nel sistema, così da recidere la (comune) radice non solo della eventuale corruzione ma anche dell’immobilismo e dell’autoreferenzialità della politica italiana.
«Il tappo sta per saltare», profetizzava alcune settimane fa Paolo Mieli. Ma forse c’è bisogno di un altro po’ di “sofferenza istituzionale” perché anche i nuovi ingressi possano avvenire in un campo completamente libero dai signorotti del passato, e dunque senza il rischio di contagi e contaminazioni. Ai giovani diciamo: tenetevi pronti. Il servizio, all’interno, è di Stefano Catone. Read more

Berlusconi: ‘Accordo su euro merito mio’ Ma nella crisi si dimentica dell’Italia (?) Dov’è il nuovo il ministro dello Sviluppo? Lerner: altro segno di autoreferenzialità

maggio 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il piano Ue prevede 600 miliardi di fondi anti-crisi, appunto, e come spesso accade il presidente del Consiglio rivendica di avere giocato un ruolo decisivo: «Ho sbloccato la situazione». E Napolitano: «L’Italia ha fatto bene la sua parte». Benissimo. E ci si obietterà che la questione era appunto europea e a quel livello andava affrontata. E questo vale sicuramente per l’euro e anche, in parte, per la tenuta dei Paesi. Ma le persone reali? Gli italiani? Il piano risolve (se lo fa) il problema dei bilanci, non quello dell’impatto della crisi sull’economia reale. In questo senso la responsabilità è (quasi) tutta dei governi nazionali. E nello specifico dei ministri deputati. Qual è da noi il ministero che ha questo compito? Il ministro per lo Sviluppo economico. Per il quale Berlusconi continua a mantenere l’interim, non avendo ancora previsto (e pare che la cosa possa andare avanti un altro po’) una sostituzione di Scajola. Tutto questo è evidentemente il segno del male di fondo della nostra politica che il giornale della politica italiana denuncia – argomentando, e lanciando proposte – ogni giorno, in questo caso ancora più grave perché non solo non offre una prospettiva al nostro Paese; non risolve i problemi contingenti, che richiederebbero invece interventi urgenti, dei cittadini di oggi. Per i quali, lo ricordiamo, c’è il dramma, o il rischio fortissimo, della caduta in povertà, per non parlare ovviamente di chi già ci si trovava (ma non è questo, ora, tanto, il punto). A fronte di questo il governo dovrebbe intervenire. E l’opposizione fare ogni giorno cagnarra fino ad ottenere risposte, o a provocare il doveroso (e necessario) calo di consenso (che invece non si verifica, o quasi) di chi non si assume la propria responsabilità. E invece Berlusconi che fa? Cura la propria immagine internazionale con riflessi intestini. Ma per le famiglie in difficoltà altro non è che un’offesa e la conferma che per un po’, probabilmente, non vedranno la luce. Di «tunnel esistenziale» ha parlato Concita De Gregorio e noi l’abbiamo spesso citata. E’ ora di ricordarcelo tutti. Ci dice di questo e dell’autoreferenzialità della nostra politica, il grande Gad che stasera va in onda con il suo Infedele (La7, 21.10). Read more

Diario politico. Crisi di/del (nel?) governo Verdini indagato per corruzione (6° caso) Berlusconi: ‘Una congiura (contro di me)’ Fini: “No, è un dovere tutelare la legalità” Bossi: “E i magistrati fanno il loro lavoro” Ma nel palazzo c’è chi fa nomi e cognomi

maggio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il presidente del Consiglio risfodera la teoria del complotto, rispedita però al mittente da presidente della Camera e leader della Lega. Come abbiamo rilevato ieri, l’unica “congiura” (apparente) è, in realtà, una crisi di legalità che coinvolge il partito di maggioranza relativa, ora al sesto caso di indagine aperta, (non solo) per le vicende legate agli appalti per il G8 della Maddalena. Anche se nei corridoi della politica italiana c’è chi accredita (anche) la tesi del premier, indicando peraltro in un membro dello stesso governo – come già era avvenuto per l’esplosione degli scandali sessuali – il possibile regista di un’operazione volta ad “eliminare” (politicamente) tutti gli “avversari” (interni). Al momento, illazioni e poco altro. Che tuttavia completano il quadro. Del quale ci racconta, come sempre, Carmine Finelli. Read more

Un nuovo grande racconto de il Politico.it Italia è un Paese a democrazia limitata (?) Tra populismo e (meno) libertà di stampa Lerner sulla sicumera di potente-Scajola

maggio 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana vi propone oggi un percorso tematico, che si alternerà ad (almeno) due notizie-commento fresche ed inedite di strettissima attualità, che riguarda la nostra libertà (?) e dunque la democrazia. Ieri il presidente del Consiglio ha detto che da noi c’è «troppa libertà di stampa». Ma sappiamo che non è così. E che, anzi, è l’esatto contrario. E la libertà di stampa è la conditio sine qua non ci può essere una piena democrazia. Ieri vi abbiamo anche proposto un punto di vista diverso sul caso dell’ex ministro dello Sviluppo economico: come il populismo, ovvero la tendenza di (parte della) politica italiana a “viziare” il “popolo” sollecitando la sua pancia e soddisfacendo i suoi bisogni più superficiali senza badare a quelli profondi e senza indicare una strada al Paese, sia l’altra faccia della casta e della corruzione: il potente che si prende gioco populisticamente della sua gente è lo stesso che, proprio per questo, può poi permettersi di fare e disfare a piacimento con il potere e i suoi (eventuali) privilegi. Dunque l’abbattimento della casta, lo diciamo agli italiani, passa attraverso la rinuncia al vizio delle soddisfazioni superficiali del populismo: se volete la fine dei privilegi, dovete cominciare voi a rinunciare ai piccoli “premi”, che del resto non cambiano la vostra vita (anzi, se non lo fanno in peggio). il Politico.it è il giornale dell’onestà e della responsabilità. E il giorno dopo le dimissioni di Scajola (che segnano comunque un punto a favore in questa partita: ma quanto durerà quel briciolo di capacità di indigna- zione rimasta se continueremo a crogiolarci nel vizio e lasceremo che i potenti addormentino ulteriormen- te le nostre coscienze, alimentando così il loro pote- re?) e la dichiarazione del presidente del Consiglio insiste su questo filone, in una maniera – come sem- pre – creativa e di grande interesse, tutta da seguire. Fatelo, dunque, se vi va. Cominciamo con un commento di Lerner proprio a questo aspetto della vicenda Scajola: la sicumera dei potenti; la casta. Read more

Un’ondata di corruzione scuote c.destra Cinque casi (accertati o in fieri) nel 2010 Da Scajola e Ciarrapico (ora) a Prosperini Tutto il “marcio” (finora emerso) nel Pdl

maggio 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel 1992 bastò un arresto per scatenare il putiferio (con anche molti tragici eccessi) passato alla storia (rigorosamente minuscola) con il nome di Tangentopoli. Diciotto anni più tardi è un susseguirsi di focolai, che si accendono (quasi) tutti in casa del partito del premier. E l’impressione è che la differenza la facciano “solo” l’(in)capacità del Paese di indignarsi e, forse, la mancanza (o la debolezza) di un disegno (anche) politico (ed è un bene, ovviamente, che non ci sia) dietro a tutto questo. E’ un vero e proprio caso tangenti, quello che sta attraversando la politica italiana e il suo partito di maggioranza relativa; anche se sembriamo non accorgercene e il Paese addormentato. Ma da un certo punto di vista ciò rende il tutto ancora più grave: (perché) senza anticorpi si è destinati ad ammalarsi anche di più (anche se in casi come quello del ministro dello Sviluppo economico, abbiamo visto, la forza evocativa della «casa che è un bene che colpisce molto l’immaginazione della gente», lo ha detto il presidente del Consiglio, e dunque la ricaduta diretta, seppure a livello psicologico, sulle vite reali delle persone sanno suscitare ancora, vivaddio, una certa reazione); e se non c’è un disegno politico (dietro) cinque casi in pochi mesi assumono un grande rilievo (sono un’infinità e la loro scoperta è avvenuta in modo naturale, senza forzature, segno che chi ne è “protagonista” non ha probabilmente più neppure il timore di essere scoperto. Del resto basta vedere come è stato provato il caso dell’ex assessore al Comune di Milano, arrestato mentre prendeva la bustarella proprio sotto Palazzo Marino). Il giornale della politica italiana, ancora una volta, legge per primo (a parte qualche grido di Idv nei giorni di Bertolaso) il filo conduttore tra questi cinque casi e la loro portata complessiva. La (grande) firma è di Franco Laratta. Read more

Berlusconi rinviava dimissioni di Scajola No, alla casta non interessa degli italiani Il caso è l’altro volto del loro populismo Fare solo ciò che porta loro il consenso Al Paese diciamo: comincia a svegliarti

maggio 4, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Ha ragione “Giulio Cesare”, il nostro lettore (si firma così) che in coda al precedente commento di Massimo Donadi con il quale abbiamo raccontato (con grande successo) come anche a destra nessuno credeva (più) al ministro per lo Sviluppo economico, in una lunga, ideale lettera aperta a Scajola (prima delle dimissioni) sostiene che questa – quella dei privilegi e, forse, della corruzione – è la politica di questo governo, e di questa (parte di) politica italiana, e non una sua devianza. Il senso è che questa è (appunto) l’altra faccia del populismo, ovvero quella disposizione a prendere solo provvedimenti graditi alle persone, non – come potrebbe supporre un lettore più giovane, che non fosse ancora avvezzo al degrado della nostra politica – per accontentarle meglio, ma per avere il loro consenso, senza fare il bene loro e del Paese (che ha bisogno di una guida e non di una risposta a tutte le chiamate della pancia degli italiani) e utilizzarlo bensì per alimentare il proprio potere. Un po’ come un genitore che vizia il proprio figlio. Sulla base del quale (potere, come direbbe Emilio Fede), con lo stesso disprezzo con il quale si dà al “popolo” (è proprio il caso di dirlo) ciò che chiede immediatamente senza curarsi di fare ciò che al popolo serve veramente, dunque ingannandolo, irretendolo, prendendosi gioco di lui, si può poi procedere ad ottenere quei “premi” (illegittimi) dalle sole persone delle quali (anche) veramente si persegue l’interesse (privato), ovvero, in buona sostanza, i corruttori. O anche – ma questo è un tema delicato che va affrontato su un altro versante – i membri della famiglia dei potenti. Di fronte a questo è necessario una sveglia da parte del cosiddetto popolo. Al quale è necessario spiegare che si tratta – il populismo e la casta, con annesse, eventualmente, corruzione e privilegi – di due facce della stessa medaglia, accettando una delle quali (il vizio) non si ha la possibilità di sconfiggere l’altra (la casta). Questo è ciò che dovrebbe spiegare una politica italiana onesta e responsabile. Ed è quello che, nell’attesa, spieghiamo noi. Con, all’interno, un nuovo commento del capogruppo di Idv alla Camera. Read more

Scajola si è dimesso. Quattro giorni dopo “Qualcuno può avermi pagato la casa” Un gesto tardivo necessario al Paese

maggio 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il ministro per lo Sviluppo economico, alla fine (è proprio il caso di dirlo), lascia il proprio incarico. Ma lo fa «per difendermi», anche se ammette che qualcuno, a sua insaputa (…), potrebbe avere versato 900mila euro per l’acquisto dell’abitazione «con vista sul Colosseo». Come già nel caso di Bertolaso, nell’era berlusconiana (non si parla della destra tout court o nel suo complesso, la destra italiana è anche i suoi giornali, il Giornale e Libero, che in questi giorni lo invitavano a lasciare, anche se con motivazioni diverse: Belpietro più per una precoce presa di consapevolezza della necessità per il bene del governo) le dimissioni non sono contemplate per quello che sono, la (a volte) doverosa assunzione di responsabilità di uomini al servizio del Paese che non possono rimanere al loro posto, rischiando di “inquinare” (effettivamente o sul piano dell’immagine) le istituzioni, quando esistano gravi indizi di colpevolezza a loro carico. Esiste la presunzione di innocenza e c’è il rischio che qualcuno possa lasciare il proprio posto senza essere effettivamente responsabile dei fatti che gli vengono imputati, ed è necessario assicurarsi che la magistratura faccia con grande responsabilità il proprio lavoro e i media offrano una visione corretta, e prudente, del quadro indiziario; e tuttavia, in una fase di crisi autoreferenziale della nostra politica, s’intende sempre in un sistema di equilibri per cui non avvenga nessuna – preliminare – condanna pubblica di nessuno, un passo indietro anche precoce da parte di singoli protagonisti della politica italiana può essere auspicabile. Per il bene della politica stessa. E quindi del Paese. Il servizio all’interno è di Nicolò Bagnoli. Read more

Nuovo record assoluto di accessi per noi ‘Merito’ del caso Scajola e nostro ‘taglio’ E riapriamo con il commento di Innocenzi Intanto il ministro va verso le dimissioni Ma poi riprendiamo a pensare al Paese

maggio 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sì, alla fine il titolare per lo Sviluppo economico potrebbe cedere e lasciare. Berlusconi avrebbe saputo che le prove in mano agli inquirenti sono schiaccianti, e sarebbe propenso a “consigliare” a Scajola di dimettersi prima che la situazione precipiti ulteriormente e trascini con sé il governo. Il giornale della politica italiana lo ha raccontato come nessun altro, e siamo stati premiati: ieri il miglior risultato – di sempre – per il nostro giornale. Oggi apriamo con un commento, sul caso, della giovane esponente Radicale e conduttrice di Annozero per rispondere a questa richiesta dei nostri lettori. Che tuttavia inviteremo, a partire dal momento in cui Scajola dovesse rassegnare le proprie dimissioni – fino ad allora naturalmente continueremo a seguire con grande attenzione la vicenda – a tornare insieme, subito dopo, a pensare – com’è necessario – solo al futuro dell’Italia. Il commento di Giulia. Eccolo.            Read more

Ma a Scajola non credono neanche i suoi Il ministro: ‘Comprato a costo di mercato’ il Giornale: “E’ un insulto all’intelligenza” Così mozione di sfiducia firmata Donadi

maggio 3, 2010 by Redazione · 31 Comments 

Il caso dell’ex coordinatore di Forza Italia, se verrà provato che Scajola ha ricevuto soldi in nero da Anemone per l’acquisto della casa «con vista sul Colosseo», è un fatto grave che conferma che le trame della corruzione emerse intorno agli appalti per il G8 della Maddalena lambiscono la nostra politica, e il governo, come già intravisto con il tentato coinvolgimento di Bertolaso, oltre che per il ruolo di Balducci. E dunque è qualcosa che va raccontato e con onestà e responsabilità affinché possa costituire la molla di un’indignazione da ritrovare e, poi, la chiave di volta della ricostituzione di una nuova cultura. E oggi è il giorno della possibile svolta: la messa al muro (delle proprie responsabilità) del ministro da parte di Idv, con cui ora anche un Pd tra il responsabile e il titubante sembra tendere a convenire: «Parli o si dimetta», dicono i Democratici. Ed è il co-firmatario con Antonio Di Pietro della mozione in prima persona a parlarcene. Eccolo. Read more

Diario politico. (Non) una tragedia (greca) Sì, l’Italia a rischio-contagio (e non solo) Ma Berlusconi: “Mercati si fidano di noi” Tremonti (stavolta) sui conti ha tenuto (?) Ma ora servono le riforme (quelle vere) Risparmiare prima. E (insieme) rilanciare

maggio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Sin dai giorni della crisi di Argentina, il nostro Paese è stato considerato (altrettanto) a rischio per il suo debito pubblico che è tra i più grandi del mondo. Negli ultimi quindici anni si è assistito a “risposte” contraddittorie da parte della politica italiana: con il centrosinistra al governo il debito cresceva meno (in assoluto cresce sempre) e diminuiva in rapporto al Pil; con il centrodestra, ogni volta, tornava ad aumentare. A questo giro il ministro dell’Economia di tutti i governi Berlusconi (se si eccettua la breve parentesi Siniscalco) ha (a sua volta) invertito la (propria) tendenza: a costo di attirarsi gli strali dei colleghi di governo e anche le accuse dell’opposizione per un’eccessiva passività nella gestione della crisi, Tremonti ha stretto i cordoni della borsa, garantendo una maggior tenuta (rispetto ai proprio standard) dei conti. Il prezzo è stato fatto pagare soprattutto alle classi più deboli, per le quali a tutt’oggi (ma non solo per questo) non si registrano interventi perché possano meglio sopportare gli effetti della crisi, e si tenda a tornare al livello di partenza prima possibile, e questo ovviamente non è comprensibile e accettabile; ma almeno si è evitato di riprendere la deriva verso il possibile tracollo. Che non è scongiurato, ma così reso più difficile (o non facilitato). Oggi il presidente del Consiglio dice due cose che dovrebbero andare a stretto braccetto: i mercati finanziari hanno fiducia nell’Italia, il che significa anche che hanno fiducia nella stabilità della guida del nostro Paese, ovvero che non ci saranno crisi di governo che tolgano continuità e linearità alla gestione delle cose; «Faremo le riforme», che saranno anche quelle che interessano direttamente gli italiani: della giustizia (per la prima volta il premier parla di risvolti che riguardano la vita dei cittadini e non, piuttosto, i suoi processi) e socio-economiche. E’ difficile pensare che – dopo quindici anni, appunto, in cui ciò non si è visto – il presidente del Consiglio abbia in mente una chiave, e una ricetta, per modernizzare e rilanciare l’Italia, facendola così progressivamente uscire – proseguendo contemporaneamente con una sempre attenta gestione del bilancio – dalla palude dell’arretratezza e, quindi, della “lentezza” strutturale. E tuttavia la strada da seguire è questa. Quindi, lo faccia presidente Berlusconi. Dia priorità a questo. Non le toglierà nulla e, se ci riuscirà, entro tre anni potrà molto più facilmente raccogliere il necessario consenso attorno a quella (eventuale) riforma in senso presidenzialista dello Stato, avendo contemporaneamente salvato – e modernizzato – il Paese. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Il commento. Le dimissioni(?) di Scajola di Gad Lerner

aprile 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il primo dato politico della vicenda che vede coinvolto il ministro per lo Sviluppo economico, accusato di avere ricevuto soldi in nero da Anemone, l’imprenditore coinvolto nell’inchiesta sugli appalti per il G8 de la Maddalena, è l’invito da parte del presidente del Consiglio affinché resti al suo posto. Come già con Bertolaso, Berlusconi predica prudenza. Ma c’è di più. La sensazione è che a destra l’istituto delle dimissioni come assunzione di responsabilità non sia contemplato, se non quando conviene (come nel caso di Bocchino). Il conduttore de L’Infedele, però, si spinge oltre. Sentiamo.            Read more

Diario politico. Scoppia bufera su Scajola Soldi in nero da imprenditore Anemone? Di Pietro: “Il ministro si deve dimettere”

aprile 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. L’ex coordinatore di Forza Italia sotto accusa per un presunto “regalo” del costruttore al centro dell’inchiesta sugli appalti per il G8, con cui avrebbe comprato la casa romana. «Non sono nemmeno indagato, sono arrivati a coinvolgere i miei figli». Il Pd: «Vengano a riferire in Parlamento». Berlusconi, come sempre, come già con Bertolaso, lo invita ad andare avanti. Dimissioni invece (da vicecapogruppo Pdl) per Bocchino rimasto sul fronte dello scontro con il presidente del Consiglio quando, come hanno sottolineato soprattutto autori satirici della nostra politica, come Francesca Fornario su l’Unità, il conflitto era già rientrato. Tutto questo impegna la maggioranza e le impedisce di dare risposte al Paese nel pieno della crisi: la questione posta dal presidente della Camera avrebbe potuto favorire quell’evoluzione della politica italiana per la quale, presumibilmente, non arriveranno riforme istituzionali. Ma a questo punto, anche proprio per questo, il rischio è di un ritorno a bomba a (o di persistenza in) quell’autoreferenzialità che il giornale della politica italiana ha denunciato per primo. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. La “visione” del governo Una risposta a Pd: incentivi per la ripresa Ma se gli investimenti non hanno sbocco Dimenticati del tutto ricerca e così futuro

marzo 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ha saputo anticipare, ogni volta, ciò sarebbe accaduto di lì a poco (e non solo) nella nostra politica. L’altra notte abbiamo richiamato le nostre previsioni sulla resa nei conti nel Pdl che si è poi puntualmente verificata (anche se prima del tempo). Qualche Diario prima avevamo colto che la riforma della giustizia diventava (insieme allo specifico del blocco alle intercettazioni) la nuova priorità del presidente del Consiglio, in quanto era proprio la giustizia italiana l’ultimo vero baluardo di legalità nel nostro Paese, e andava – andrà; ovviamente dal punto di vista – fermata e smantellata. E avevamo scritto che i tre anni senza elezioni avrebbero favorito questo progetto del premier. Oggi arriva la conferma: «Ce ne occuperemo di qui al 2013. Perché questa giustizia minaccia la democrazia», ovvero la sua (totale, a dispetto delle regole) libertà. E domani riprenderemo il nostro filone su dove va la politica italiana dal punto di vista del sistema istituzionale e delle sue riforme per raccontarvi della posizione del Pd di fronte a quello che – come sostiene ormai da tempo Eugenio Scalfari – è l’obiettivo di fondo di Berlusconi, che è tornato a ribadirlo oggi: il presidenzialismo a fronte, per di più, di una riduzione dei poteri di controllo. Ovvero una vera e propria piccola svolta autoritaria per la via democratica (fino ad un certo punto) delle riforme. Pietro Salvatori ci racconterà come si pone rispetto a questo l’opposizione. Ma il tema che vi proponiamo stasera è quello di cui leggerete di meno su tutti gli altri grandi quotidiani, eppure è il vero tema centrale e decisivo per il futuro dell’Italia: il governo ha varato oggi un piano di incentivi che dà seguito al dibattito parlamentare sulla crisi e risponde alle sollecitazioni di Bersani, e soprattutto all’esigenza del Paese di interventi per contenere gli effetti della congiuntura negativa e favorire la ripresa (più veloce possibile). Dunque un fatto di per sé positivo. I problemi sono due; uno (relativamente) più piccolo e comunque legato (anche) a difficoltà “esterne” e uno capitale. Il primo è che i soldi sono pochi e l’esecutivo ha fatto poco per ricavarne degli altri; dunque quale che fosse stata la destinazione decisa da Tremonti e Scajola l’intervento avrebbe avuto un impatto molto limitato. Ma pure in questa chiave, era importante intervenire in modo tale che tutto questo costituisse l’inizio di un percorso e le risorse messe in campo cominciassero (o, per una parte, continuassero) ad alimentare, in buona sostanza, gli sforzi di innovazione delle nostre imprese attraverso la ricerca. Invece le risorse a disposizione in questo senso sono diminuite. «Il governo le ripristini al più presto per garantire quelle imprese che hanno già realizzato gli investimenti in innovazione necessari al superamento della difficile congiuntura economica», incalza Emma Marcega- glia. E anche il segretario del Pd spinge su questo tasto: «Gli incentivi del governo non sono ciò che serve al Paese. C’è bisogno di aiutare l’innovazione e l’internazionalizzazione». Il racconto, all’interno, di Ginevra Baffigo.

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Diario politico. Il popolo (non) è sovrano Di Girolamo, Schifani: ‘Ora può decadere’ La Consulta: ‘Nei limiti della Costituzione’

febbraio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Tre notizie a sfondo giudiziario quelle di cui vi rendiamo conto nel Diario di stasera. Ma il filo conduttore è un altro. La prima è la sollecitazione da parte del presidente del Senato affinché la Giunta per le immunità riveda la propria (precedente) posizione sul senatore Pdl eletto, è la tesi dei giudici, grazie all’aiuto decisivo dell’ndrangheta. La politica italiana, dunque, di fronte al baratro (e, certo, all’evidenza della gravissima compromissione di Di Girolamo) di un rigetto “finale” da parte del Paese (oggi D’Alema invita a «prendere le distanze dai mascalzoni», così da non essere tutti trascinati nel fango) cambia atteggiamento e, sia pure attraverso un espediente – Schifani invita a far decadere Di Girolamo per l’illegittimità della sua nomina e non per consentire direttamente il procedimento giudiziario su di lui, che si rende possibile solo conseguentemente – si restituisce al giudizio della magistratura e attraverso di essa al popolo (sovrano, appunto) in nome del quale i magistrati agiscono. La seconda notizia di questo nostro filo (la terza non c’entra ed è la prescrizione sopraggiunta per MIlls, di cui pure vi riferiamo) è l’(auto)difesa a cui si trova costretta, oggi, la Corte Costituzionale, il cui presidente, Amirante, ricorda – di fronte alla strumentalità con cui lo brandisce la politica – che il popolo (non) è sovrano (al punto da poter cambiare i principi su cui si basa quella sovranità. Che è, in un ultima analisi) della Costituzione. Il racconto di Finelli, all’interno.            Read more

Diario. Eluana, Berlusconi si “rammarica” Duro Fini: “Meglio tacere”. Faida-Chiesa

febbraio 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La più completa, la più autorevole. La nota del giornale della politica italiana. La prima firma è Carmine Finelli. Il premier: «Dolore per non averle salvato la vita». Il presidente della Camera: «Avrei preferito che tutti tacessero». L’apertura è per questo ma poi passiamo ad altro, in ossequio alla serietà di questo giornale, che oggi ha preferito tornare sulla vicenda Englaro con le due importanti – e più serie, appunto – riflessioni di Cristiana Alicata e Andrea Sarubbi che trovate in pagina. Punti di vista diversi offerti alla vostra valutazione, ché gli unici “giudici” di ciò di cui trattiamo siete voi, cari lettori. Ma torniamo al Diario. Fuoco di fila del centrodestra nei confronti di Massimo Ciancimino, il giorno dopo il “macigno”, come abbiamo titolato noi ieri, delle accuse di legami con la mafia a Forza Italia e Berlusconi. Bersani: «Lasciamo lavorare i magistrati». Vi rendiamo conto del dibattito di oggi. Ma il tema più succoso è forse l’(auto)difesa alla quale è stata costretta la Santa Sede, dopo le rivelazioni dei giorni scorsi circa un coinvolgimento di esponenti vaticani anche di alto rango nella vicenda che ha portato all’ingiuria, e poi alle dimissioni dell’ex direttore di Avvenire Guido Boffo. E’ costretto ad intervenire il Papa, con un comunicato: «Si diffama anche la mia figura». Ma vi raccontiamo nel dettaglio. Read more

Diario. “Ciancimino scrisse a Berlusconi” Ecco la lettera (FOTO). Alfano: “Agguato”

febbraio 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. A sorpresa, il figlio dell’ex sindaco di Palermo legato ai Corleonesi di Riina e Provenzano mostra una missiva del padre al premier, in cui Vito Ciancimino avverte Berlusconi: potrei parlare (sul modo in cui è nata Forza Italia: come vi abbiamo anticipato oggi, Ciancimino jr. riferisce che il padre l’aveva definita «un frutto – avvelenato, ndr – della trattativa tra Stato e mafia», della quale Vito era stato uno dei fautori sostituito poi, sempre secondo la testimonianza, da Marcello Dell’Utri). Vi diciamo tutto della deposizione e vi rendiamo conto delle reazioni degli uomini vicini (e non solo, naturalmente) al presidente del Consiglio, a cominciare dal ministro della Giustizia, all’epoca, peraltro, dirigente di Forza Italia nella terra di confine (tra Stato e – questa – illegalità, tra verso e falso) siciliana. Poi, le opzioni sul tavolo di Scajola per riampiazzare lo stabilimento Fiat di Termini che chiuderà («Abbiamo tempo un anno e mezzo», dice il ministro per le Attività produttive) e la deplorazione di Benedetto XVI nei confronti dei preti pedofili, ma la giornata della nostra politica è – comprensibilmente – monopolizzata dal processo di Palermo. Il racconto. Read more

Fiat prepara dislocazioni all’estero Vertici “dimenticano” gli incentivi

febbraio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Aldo Torchiaro ci racconta cosa si muove all’ombra del Lingotto. In questi giorni le uscite di Marchionne, che lasciano trasparire le reali intenzioni della casa torinese, e quelle di Montezemolo («Mai avuti aiuti dallo Stato») che scatenano la reazione del governo e la polemica della nostra politica. Sullo sfondo, il destino di migliaia di lavoratori, che rischiano di ritrovarsi a casa in nome di una ristrutturazione industriale che tiene poco conto dell’interesse generale. Fassino: «L’ad rimane comunque un socialdemocratico». Ma il problema, appunto, non è ideologico, bensì concretissimo. Il giornale della politica italiana vi svela il filo conduttore della vicenda Fiat. Sentiamo. Read more

Diario. Il governo vs. tutti (gli enti locali) Il nucleare imposto. Bologna, rinvio voto

febbraio 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Giornata caratterizzata dal Cdm. Che (non) assume due decisioni su tutte: impugna le leggi regionali di Campania, Puglia e Basilicata contro la costruzione di centrali sul loro territorio, portandole alla Corte costituzionale (insorgono le associazioni ambientaliste e i governatori promettono battaglia); non (e da qui il non) accorpa le elezioni comunali anticipate nel capoluogo emiliano alle Regionali di fine marzo, “minacciando” addirittura un rinvio al 2011. Bersani: «Vergogna». Ma è stato anche il giorno dell’approvazione definitiva della riforma della scuola. Sentiamo cos’ha detto Berlusconi e richiamiamo di cosa si tratta. Infine, la Cir di De Benedetti chiede un risarcimento anche per la corruzione del giudice Metta alla base, secondo la tesi degli avvocati, della sentenza sfavorevole sul lodo Mondadori, oltre a quello per la perdita di chance ovviamente da Fininvest. Il racconto.               Read more

Berlusconi alla Knesset: “Nostri fratelli” Oggi Abu Mazen. Bombardamenti, però…

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Giusta reazione ai missili di Hamas». E tra gli accordi siglati ce n’è, ovviamente, anche uno di coo- perazione militare. «Che un giorno – scrive Désirée Rosadi – siano proprio i nostri aerei a sorvolare Gaza e, magari, la Persia?». Ieri il presidente del Consiglio aveva attaccato l’Iran, che oggi parla di «ingerenze». La diplomazia italo-israeliana fondata – of course – anche sul rapporto personale tra il premier e Netanyahu. Il giornale della politica italiana vi porta nel cuore della visita in Israele con la sua grande firma per il Medioriente, Désirée Rosadi. Buona lettura.

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***La riflessione***
QUANDO LA DESTRA VA CONTRO I PADRONI
di GAD LERNER

gennaio 30, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il conduttore de L’Infedele osserva, tra gli altri, il presidente Sarkozy prendersela con i banchieri, il nostro ministro per lo Sviluppo economico alzare la voce con la Fiat. E si chiede quanto atteggiamenti di questo tipo da parte di esponenti del ceto politico conservatore possano essere considerati sinceri, e portati fino alle estreme conseguenze. Uno spunto breve, dal respiro classico, nello stile dell’ex direttore del Tg1. Solo sul giornale della politica italiana. Sentiamo. Read more

Regionali 2010, analisi Crespi Ricerche /2 Liguria, Burlando avanti di 2% su Biasotti

dicembre 22, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Lo sfidante del Pdl è in campagna elettorale da mesi ma non riesce ad impattare sul governatore uscente, già ministro dei Trasporti nella prima stagione del centrosinistra, lo ricorderete, e dalemiano di ferro. Pesa anche la scelta di campo de Il Secolo XIX, il quotidiano più letto nella regione, che con il cambio di direzione – il posto di Lanfranco Vaccari è ora occupato da Umberto La Rocca - ha svoltato decisamente in senso progressista. di L. CRESPI Read more

E’ il nuovo centrosinistra. Casini: “Fronte anti-Berlusconi”. Bersani: ‘Un’alternativa’

dicembre 13, 2009 by Redazione · 3 Comments 

Il cantiere è aperto. Dopo i prodromi di Trento, dove Pd e Udc vincono insieme le provinciali, il leader centrista apre per la prima volta anche a livello nazionale e dice di essere pronto ad una alleanza «repubblicana di tutti i democratici contro la deriva monarchica» del Cavaliere in caso di elezioni anticipate. Una soluzione d’emergenza, dunque, ma la disponibilità dei centristi, che si sono sempre dichiarati «alternativi alla sinistra», insieme al paziente lavoro di cucitura di D’Alema, lasciano intravedere la prospettiva di una vera e propria alleanza di governo. Il segretario Democratico, che con il leader Maximo ci lavora sin dalla sua discesa in campo per la leadership, lo spera. Il servizio di Ginevra Baffigo. Read more

Berlusconi reagisce a Napolitano: “Veda i giudici politicizzati”. Ma Fini: “Rispettare”

dicembre 11, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Prosegue lo scontro istituzionale cominciato ieri con l’attacco del presidente del Consiglio a giudici e Consulta. Oggi il Cavaliere se la prende con il capo dello Stato che aveva difeso il potere giudiziario: «La violenza è nei miei confronti». Poi interviene il presidente della Camera: «In Napolitano si riconoscono tutti gli italiani. L’arbitro e le regole si rispettano». «Necessario riequilibrio dei poteri», insiste sull’ipotesi di riforma costituzionale Scajola. E Bondi «Precisioni di Fini provinciali». Il sefvizio di Francesco Carosella. Read more

Diario politico. Marrazzo si autosospende Caso Tremonti, Bossi: “Con me al sicuro”

ottobre 25, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Alla fine il Governatore della Regione Lazio, ricattato da quattro carabinieri con un video che lo ritrae con una trans, decide di lasciare avviando un percorso che lo porterà alle dimissioni a ridosso delle regionali del prossimo marzo. Maroni: «Fatti privati, per me non si deve dimettere». Berlusconi riunisce ad Arcore il ministro dell’Economia, con il quale c’erano stati screzi nei giorni scorsi, dopo l’annuncio da parte del presidente del Consiglio dell’intenzione di abolire l’Irap, il leader della Lega e qualche luogotenente. Il senatùr: “Nel Pdl troppi pasticcioni. Accordo fatto, il Veneto è nostro». Casini: «Ecco, Governo ostaggio leghista». Ma Scajola: «La maggioranza è coesa». Fini sulla politica economica: «No a spesa indiscriminata, sì a tagli selettivi». Infine, vi raccontiamo la querelle del rinnovo del contratto tra Bruno Vespa e la Rai, con il conduttore che non recede dalla propria richiesta di un cospicuo aumento, «considerata l’inflazione». Il racconto. Read more

Ipotesi voto, oggi vincerebbe Berlusconi Sondaggio Crespi, fiducia: su Napolitano

ottobre 6, 2009 by Redazione · 3 Comments 

Ultimo rilevamento di Crespi Ricerche sul giornale della politica italiana. Pdl e Pd crescono entrambi di 1% ma stando così le cose la differenza (+12% per il Popolo della Libertà) rimane invariata. Lega in lieve ribasso (-1) ma comunque sopra il 10%, crollo Idv (dall’8% al 6%) dopo gli attacchi di De Magistris e Di Pietro al presidente della Repubblica. Concorre al calo anche il debutto del movimento di Grillo che si attesta al 3%. Giù tutte le sinistre; stabili Mpa, La Destra e Radicali. Per ciò che riguarda il sentimento di fiducia degli elettori, detto del capo dello Stato (64%), bene anche Fini (58%, +1 come Napolitano); tra i ministri sempre primo Brunetta (58%). Bocchino raggiunge Gasparri in testa alla corsa (ben poco esaltante) dei capigruppo. Tutti i dati presentati, co- me sempre, da Luigi Crespi in persona. Sentiamo. Read more

L’editoriale. Male “Annozero”, ma Scajola lo rilancia di Luigi Crespi

settembre 27, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Commento della domenica affidato al grande Luigi Crespi, re dei son- daggisti nel nostro Paese ma, soprattutto, maggiore esperto di comunicazione politica in circolazione e, come i nostri lettori ormai sanno bene, brillante commentatore della politica italiana. Ed è sul giornale di quest’ultima, sul nostro giornale che, solo, potete trovare la firma di Crespi tra i grandi quotidiani in edicola e non. Ebbene, per questo fine settimana l’ex consigliere di Silvio Berlusconi (ai tempi in cui il Cavaliere non sbagliava una mossa) stende per noi questo “fondo” dedicato, scelta di Crespi, alla ripartenza del programma di Raidue e al duro attacco sferrato il giorno dopo a Santoro da parte del ministro per lo Sviluppo economico. “Annozero” non aveva spostato una sola opinione, spiega il capo di Crespi Ricerche, ed era “scaduto” molto. Salvo che la reazione fuori misura di Scajola ha finito per riportare Santoro nella sua condizione regale: quella della vittima. Per questo, «Santoro giovedì tornerà in onda e guai se così non fosse». Un pezzo bellissimo, assolutamente da non perdere. Per chi ama la politica. Solo su il Politico.it. E preparatevi a nuove, grandi sorprese. Da domani. Read more

Diario politico. La linea di Fini: “Migranti, italiani in cinque anni”. E’ scontro nel Pdl

settembre 27, 2009 by Redazione · 2 Comments 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Carmine Finelli. Il presidente della Camera parla alla festa del suo partito a Milano, e rilancia la proposta sulla cittadinanza agli stranieri: “C’è chi ama il nostro Paese anche senza essere nato qui”. Cicchitto: “Prima dobbiamo discuterne. Dieci anni più esami”. La Russa: “Apprezzo la chiarezza di Fini, meno le proposte estreme avanzate da alcuni nostri peones insieme a deputati Pd (tra cui Andrea Sarubbi collaboratore del nostro giornale, ndr)“. Non scema intanto la verve polemica di Maroni sull’immi- grazione: dopo la magistratura tocca alla Commis- sione Europea finire nel tritacarne del ministro: ”La Ue non fa abbastanza”, dice Bobo. Notizia del giorno: il Governo dà seguito al duro attacco del ministro Scajola e apre un’istruttoria nei confronti di “Annozero”. Il Pd: “Una cosa mai vista”. Il racconto. Read more

Diario politico. Migranti, Maroni: ‘Legge va applicata’. Scajola: ‘Vergogna-Santoro’

settembre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La più autorevole, esauriente, approfondita. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Giornata di polemiche aspre per la politica italiana. Protagonisti i due ministri. Il titolare dell’Interno attacca: “Le norme sulla clandestinità sono chiare, le capisce anche un bambino di sei anni. Non possiamo accettare che un magistrato le interpreti in un modo o nell’altro”. E poi: “Il Csm deve intervenire: non applicarle è un reato”. Anm: “I giudici sono liberi di applicare e interpretare le leggi secondo Costituzione”. Segue l’intervento, durissimo, del ministro per lo Sviluppo economico su “Annozero”: “È ora di finirla con l`ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sull`infamia, sulle porcherie. Convocherò i vertici Rai”. Garimberti: “Opportuno che l’offerta televisiva sia ampia e varia”. Gentiloni (Pd): “Parole fuorilegge”. Infine, vi rendiamo conto del discorso di Napolitano sull’Europa all’incontro con i neoeletti eurodeputati italiani. Il racconto.

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Diario politico. L’Italia ritorna al nucleare Scajola: “Comuni hanno chiesto centrali”

luglio 9, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Mediaticamente assorbito dal G8, il nostro Paese ha tuttavia vissuto una giornata molto rilevante anche per la definitiva approvazione del ddl per lo sviluppo, avviato alle Camere ormai un anno fa. E la soluzione principale contenuta nel disegno di legge è il via libera al ritorno all’energia atomica, che pure tanti dubbi e contestazioni continua a suscitare da noi. Scopriamo il ddl nel dettaglio (non si parla solo di nucleare) e sentiamo le dichiarazioni del ministro per lo Sviluppo economico, padre della legge. Ma è stato anche il giorno di una nuova presentazione della ricandidatura alla segreteria del Pd di Dario Franceschini, simbolicamente inaugurata da Piero Fassino. “Vinceremo perchè vincerà il partito che abbiamo aspettato da una vita”, ha detto tra l’altro il segreDario, non senza forse un ulteriore riferimento alla polemica con la quale aveva avviato la sua campagna congressuale, quella su chi rappresenta il Pd e chi no. Infine, si apre una crepa in seno al Partito socialista: il segretario Nencini propone l’ingresso in Sinistra e Libertà, Bobo Craxi è contrario e annuncia la richiesta di un congresso nel caso in cui l’attuale leader dovesse insistere su questa strada. Il racconto. Read more

Diario politico. Berlusconi attacca Anm e Camere. Fini: “Parlamento non è inutile”

maggio 21, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Una nuova puntata-dossier del diario politico, dedicata questa volta all’assemblea di Confindustria, al centro della giornata politica. Gli interventi della presidente Marcegaglia, del ministro Scajola e del presidente del Consiglio che va giù duro contro i magistrati “estremisti di sinistra” e le assemblee di deputati e senatori, “pletoriche e dannose”. La reazione del presidente della Camera. Anche l’opposizione risponde con durezza. Franceschini: “Si sente al di sopra della legge e della morale”. I magistrati: “Metodo distruttivo del confronto democratico”. Il racconto, di Gabriele Canarini. Read more

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