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***La polemica***
SAVIANO, VIENI VIA CON SCIASCIA
di ANNALISA CHIRICO

novembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Terza puntata di Vieni via con me. Il filo conduttore è il discorso sulla criminalità organizzata. Ma c’è una questione, rimasta sullo sfondo, inevasa, della quale (“solo”) si occupò, a fine anni Ottanta, lo scrittore di Racalmuto: quella dei «professionisti dell’antimafia», ovvero coloro che sul (presunto) impegno – culturale, giornalistico e/o giudiziario – contro le mafie costruiscono una carriera. Sciascia fu oggetto di duri attacchi e di un vero e proprio ostracismo da parte dell’allora sinistra (post?-)comunista, che non aveva mosso un dito (anzi) per difendere Giovanni Falcone dalla cosiddetta «macchina del fango», secondo alcuni osservatori “messa in moto”, tra gli altri, dall’allora sindaco di Palermo e oggi portavoce di Italia dei Valori Leoluca Orlando. Oltre destra e sinistra. Onestà e responsabilità. Per essere liberi – di vedere, e di dire e sostenere solo ciò che è vero e giusto. E’ la lezione (implicita) dell’autore di Todo modo, ripresa oggi dalla giovane esponente Radicale sul giornale della politica italiana, che ne è il propugnatore attuale. di ANNALISA CHIRICO Read more

Dia: ‘Sì, a nord infiltrazioni d’ndrangheta’ Saviano ha politicizzato, ma problema c’è Non ci importa della Lega, ma del Paese Maroni, il tuo ruolo è prevenire su Expo

novembre 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La torta per l’esposizione universale di Milano 2015 equivale (simbolicamente) quella per la costruzione del Ponte sullo Stretto, nella quale la mafia ha già messo le mani. Tu, da ministro dell’Interno, sei chiamato a difendere le camicie verdi o ad assicurarti che i finanziamenti non finiscano nelle tasche dei boss? E dunque, è giusto negare – per difendere, impropria- mente anche se in parte comprensibilmente, e ora ci veniamo, la Lega – o riconoscere il problema – rigettando ogni strumentalizzazione, compresa (ecco) quella da parte di Vieni via con me – per salvaguardare il nostro Paese? Ed è così che la nostra narrazione di oggi riguarda, (in)direttamente, il principio della responsabilità. Responsabilità che significa, innanzitutto, agire, da uomini politici (ma non solo), nel solo interesse della nazione. Responsabilità che significa, per un leader, avanzare proposte compiute e “definitive” su come costruire il futuro. Responsabilità che significa superare i propri (più o meno “grandi” – ?) egoismi per fare solo il bene del Paese. Responsabilità come invito a Maroni (soprattutto!, visto il ruolo che ricopre) e a Saviano. E in generale a ciascuno di noi. Smettiamo di rappresentare i nostri piccoli interessi. Torniamo a muoverci in una direzione alta, per rifare grande l’Italia e, con lei, noi stessi molto più di quanto agendo ciascuno per la salvaguardia di sé potremmo mai fare. Pietro Salvatori, per il Politico.it e per Liberal, ci racconta ora come la Direzione nazionale antimafia, nelle ore della polemica tra il ministro e il co-conduttore di Vieni via con me, nelle ore dell’arresto del boss Iovine (anche questo, indebitamente tirato per la giacca), denunci che sì, al nord l’ndrangheta fa affari. E anche con un ruolo attivo di una parte della nostra (?) politica (deviata). Read more

Diario politico. Toujours autoreferenziale – Non bastava una legislatura buttata via – Non bastava mese per il voto di fiducia Ora si discute di chi si alleerà con chi (?) Ma dove sono le proposte per il Paese? Non si concepiscono a tre giorni dal voto

novembre 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché i progetti per il futuro dell’Italia devono essere frutto (innanzitutto) dell’assunzione di responsabilità di leadership illuminate ma che (sono tali purches)siano libere dalla pressione della caccia al consenso, e maturare e verificarsi (in tutti i sensi) in una prospettiva di lungo corso nel tempo. Come si può affidare il nostro Paese a chi decide cosa fare a tre mesi dalle elezioni, seduto ad un tavolino, con non uno ma due occhi rivolti a cosa fa prendere un voto in più? Questa politica italiana deve cambiare completamente registro. Deve passare dalla discussione su di sé e sul cosa ad una discussione giorno per giorno sul come, in cui ciascuno propone un proprio piano (possibilmente complessivo) ed entra nel merito non solo delle questioni, ma di come affrontarle (nell’ambito del piano complessivo, in chiave generale: non si tratta di entrare nelle tecnicalità). E non basta, appunto, che ciò avvenga con la “pistola puntata” della scadenza elettorale perché ciò dimostra che non c’è nessun interesse per le idee e quindi per l’Italia. E quelle (poche) proposte che finiranno nella discussione non saranno le migliori possibili, perché figlie di una forzatura e non di una riflessione culturale. Se oggi la nostra politica si diletta di alchimie elettorali è solo perché è sempre quella politica italiana autorefe- renziale che da quindici anni – con le brevi parentesi dei governi di Romano Prodi – tiene in ostaggio un Paese che se continua così è avviato ad un declino inarrestabile che ci farà finire in fondo a quelle classifiche i cui bassifondi già cominciamo a frequentare. Il che si traduce in povertà: povertà economica, (quindi) sociale, (quindi) culturale, quindi di nuovo economica e nel circolo vizioso si sa quando si entra ma non quando (eventualmente) si uscirà. E’ necessario un colpo di reni, un cambio di passo, e il momento per cominciare a farlo era… ieri, ma siamo ancora (per poco) in tempo. Allora lanciamo un appello alla nostra politica autorefe- renziale di oggi: a partire da oggi, parlate di ciò che volete fare per il nostro Paese; non importa se ancora non si sa se si va al voto e quando. Il punto è proprio questo: non dipende da ciò. L’Italia aspetta questo da decenni. Cominci un grande dibattito di merito, e sarà stato fatto un piccolo passo verso il superamento dell’attuale condizione. Il nostro è un grido disperato: sappiamo che difficilmente questa nostra politica, incancrenita ormai da troppo tempo, potrà trovare (dove?) le risorse per questo colpo d’ala. E del resto non è un colpo d’ala in sé che serve ma questo come avvio di un impegno stabile e duraturo. A questo fine non tutti hanno una chance, ma il Pd e l’Italia ce l’hanno: Bersani ascolti il nostro suggerimento, invece di baloccarsi in ipotesi di alleanze con la sinistra o con il centro. Fate un passo indietro. E’ per il nostro Paese. Il racconto delle ultime ore, all’interno, è di Ginevra Baffigo.             Read more

Diario della crisi. Marchionne detta linea: ‘Adesso è in corso, è aperta oppure no? Mancanza di chiarezza è cosa poco seria’ E fiducia (solo) fra 1 mese: perché (mai)?

novembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it, trasformata nella riserva della nostra politica autoreferenziale di oggi che si fa rito da vecchia politica macchiato (in tutti i sensi) di tentazioni mercatistiche (e non è una scelta liberale). Si può “stare” con Berlusconi o (solo in questo caso) contro il suo governo, pensare che questa legislatura sia stata vuota di contenuti e che il Paese abbia diritto ad essere governato come credere (come fa ad esempio l’ex finiano Angeli che, da deputato, torna nelle file del Pdl pronto a votare la fiducia) che siano stati fatti dei passi in avanti: la sola cosa che non si può fare è accettare che il Paese si fermi per altri 27 giorni, tra Montecitorii vuoti e deputati che intervengono in aula ascoltati da nessuno, e l’Italia che va – in declino. Il giornale della politica italiana ha fatto (fino ad ora) tutto quello che doveva fare: ha lanciato per primo l’allarme: o cambiamo subito completamente direzione e passo o il Paese muore; ha fornito strumenti, spunti, contenuti, persino strategie per uscire da tutto questo (peraltro ascoltato dalla nostra politica di cui è, oggi, ormai, il consigliere più autorevole e, appunto, ascoltato). Se la nostra politica autoreferenziale di oggi, nonostante le dichiarazioni d’intenti, vuole continuare a non occuparsi del nostro Paese, se ne assumerà la responsabilità (storica). Noi siamo pronti a cambiare direzione. Il racconto delle ultime ore, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

La giustizia (?) di Berlusconi di GINEVRA BAFFIGO

ottobre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il premier torna a parlare dopo alcuni giorni di stop. E, anticipato dai fatti (premurosamente prodotti dai suoi), riprende ancora una volta la sua «narrazione». Dal lodo al fisco, passando per le intercettazioni (fino) all’informazione, ecco come l’uomo di Arcore «vede» la (nostra?) democrazia. Mentre in casa finiana scoppia il bubbone di una base che non ci sta a vedere i suoi di nuovo appiattiti sull’estrema autoreferenzialità, ai confini dell’impunità, del presidente del Consiglio. Niente di nuovo sotto il sole, e tante novità. (Un) Diario speciale che porta la firma della nostra vicedirettrice. Il racconto più autorevole, più completo, più approfondito degli ultimi colpi (di coda?) della nostra politica autorefe- renziale di oggi è solo sul “suo” giornale. Buon inizio di giornata con il giornale della politica italiana.          Read more

Diario politico. Di cosa stiamo parlando? Ammettiamo pure che sia ok tutto questo C’è Lodo Alfano costituzionale retroattivo Camera nega l’autorizzazione per Lunardi Un italiano: “Non risolve i miei problemi” Capiamo o no che così Paese va’ fondo?

ottobre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Un grande racconto della nostra vicedirettrice. Nell’introdurre il quale prendiamo – per un momento – per buono che tutto ciò di cui si è discusso oggi, nel modo in cui lo si è “discusso” e affrontato, sia legittimo. Prendiamo per buono che lo scudo per le alte cariche sia un provvedimento che ci equipara ad altre democrazie europee, e che la retroattività – lo scrive ad esempio Fabrizio Rondolino – sia un elemento «senza il quale il Lodo non è». Prendiamo per buono che l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro delle Infrastrutture – non importa, qui, spiegare di cosa è accusato Lunardi; non è giusto gridarlo perché Lunardi è innocente fino a prova contraria. All’interno, naturalmente, ne parliamo – sia stata negata perché – come sostiene la maggioranza – non c’erano gli elementi per giudicare (?). La chiosa di un nostro connazionale – quelli che «ho 700 euro di mutuo mensile da pagare» – a Ballarò risponde nel modo più centrato, e non veniteci a parlare di demagogia, mentre il Paese va a picco, insieme agli italiani, al vero “lodo” – che nella nostra lingua significa controversia posta da un’autorità (?): appunto – della giornata: di che cosa stiamo parlando? L’ha capito o no questa nostra politica autoreferenziale di oggi che il suo compito è un altro, e che oggi o vi assolve oppure muore (il Paese)? Questo è il punto. Questa è la mancanza. Al di là di ogni valutazione di merito. Che non è rilevante fare. Di rilevante c’è il nostro domani, il domani di tutti noi, del nostro Paese (non quello del premier, non quello, con tutto il rispetto, di Lunardi). Di cui – a parte noi – non si è occupato (ancora una volta) nessuno. Il racconto di ciò di cui si è parlato, ora, all’interno. Read more

Diario politico. Onestà e responsabilità-2 Se Fini riceve Saviano (per sostenerlo)
E gli intellettuali di destra: ‘Difendiamolo’ Mentre Napolitano celebra unità nazione Si (ri)costruisce a partire proprio da qui

maggio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Il giornale della politica italiana, i nostri lettori lo sanno bene, è un giornale libero e sopra le parti. O, se volete, dentro (entrambe) le parti. Tale da fare, tra l’altro, un proprio endorsement per Marino alla viglia delle primarie Democratiche, e contemporaneamente per il presidente della Camera in un’altra occasione dentro la maggioranza. Da dare “consigli” al centrosinistra su come uscire dall’impasse e al presidente del Consiglio per girare a vantaggio proprio e del Paese la dialettica con Fini. il Politico.it non “sta” insomma né con il centrodestra né con il centrosinistra, ma promuove, oltre al resto, quelle forze dentro l’uno e l’altro polo che promettono la modernizzazione dell’Italia all’insegna dei (nostri) valori condivisi, condizione irrinunciabile per rifare grande il nostro Paese. In questa chiave la giornata di oggi ci propone un altro esempio del “bene e del male”, se vogliamo utilizzare (ma per gioco) queste categorie berlusconiane della politica (o no?). Come vi abbiamo raccontato nel Diario di ieri, Emilio Fede aveva insultato Saviano sostenendo, in buona sostanza, che non se ne può più di lui. In precedenza era stato il premier a dire che lo scrittore napoletano contribuiva alla popolarità della mafia, piuttosto che combatterla, con il proprio Gomorra come tutti gli altri che la raccontano. Oggi Gianfranco Fini – che già durante la direzione dello scontro con Berlusconi aveva stigmatizzato quelle prime parole del Cavaliere – ha voluto rimarcare le differenze, accogliendo Saviano a Montecitorio e palesandogli la «vicinanza delle istituzioni», oltre alla «stima». Ma anche due battitori liberi di centrodestra come Filippo Facci e Antonio Socci oggi, dalle colonne di Libero, lanciano un appello al proprio establishment affinché «non regaliamo Saviano alla sinistra». A dimostrazione di come le posizioni oneste e responsabili (moderne ed europee) del presidente della Camera sono magari oggi minoritarie nella classe dirigente (o meglio, tra i parlamentari) della maggioranza ma sono condivise da molte parti del ceto intellettuale e anche della società che fa riferimento alla destra. Nello stesso giorno, il capo dello Stato prosegue le celebrazioni per il nostro 150° anniversario, giudicando «penose» le parole di chi getta fango sull’unità del nostro Paese. Che non è né di destra né di sinistra; è ciò che rende l’Italia, l’Italia. Se vogliamo tutti insieme rifare grande questo Paese, dobbiamo partire di qui. E dall’onestà e dalla responsabilità. A destra come a sinistra. Una grande alleanza non elettorale ma culturale, per modernizzare la politica italiana, e costruire così il futuro. Il racconto, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. Se Casini rompe gli indugi Cesa: ‘Oggi azzerati gli incarichi nell’Udc’ Pier: “Sì, nascerà il Partito della Nazione” Ecco spiegato il silenzio post-Regionali
E Fini ora su governo di salute pubblica?

maggio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ama la politica vera. E nella partita a scacchi che il leader centrista sta giocando da prima delle Regionali di tutto questo sembra esserci poco. Tuttavia la nascita di un partito (di cui peraltro abbiamo scritto noi per primi) che ha l’ambizione di scardinare il bipolarismo – che, al contrario, il nostro giornale considera necessario per la modernizzazione del Paese – merita l’attenzione che gli dedichiamo. Casini che dunque comincia a sciogliere l’Udc per dare vita, nei prossimi giorni/settimane, al Partito della Nazione. Che coinvolgerà presumibilmente i libdem all’amatriciana di Rutelli. E che originariamente – sin dal nome – era stato pensato per piacere al presidente della Camera. Alcuni osservatori si chiedevano a cosa preludesse l’assenza dal dibattito pubblico del leader Udc dopo il voto di marzo; ora lo sappiamo. Ora noi ci chiediamo che cosa possa significare il silenzio di Fini di fronte alla proposta, evidentemente combinata a questo nuovo passo, di Casini, di ieri, di un «governo di salute pubblica». Ovvero una grande ammucchiata che o preluda all’apertura di trattative a destra e a sinistra per le alleanze in vista del 2013, oppure favorisca proprio la nascita del Pdn, passo successivo al ritorno al centro del baricentro della politica italiana e alla partecipazione alla grosse koalition e magari all’esecutivo di chi poi ci dovrebbe stare. E Monteze- molo sarà in prima persona della partita? Sapremo nelle prossime ore. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

L’intervento. La mia impopolare opinione su Saviano di C. Alicata

aprile 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Gianfranco Fini ha anche detto che non si può essere d’accordo con il premier che parla dell’autore di Gomorra come di qualcuno che «aiuta la camorra». Dopo le affermazioni di Berlusconi e la risposta dello scrittore napoletano su Repubblica, che ribadisce che continuerà a parlare e «a voce alta», si è sviluppato un dibattito – sempre sulle pagine del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari – a cui hanno preso parte Marina Berlusconi presidente di Mondadori e il direttore generale della casa editrice, Ricky Cavallero. Alla giovane scrittrice collaboratrice del giornale della politica italiana e de l’Unità tutto questo puzza. Puzza come (e di) quell’operazione di (web)marketing che Repubblica starebbe facendo sul nome di Saviano, secondo l’opinione di un altro grande autore italiano citato da Cristiana che, nondimeno, non ci rivela il nome. Gli intellettuali tornano ad avere un ruolo attivo nella politica italiana e, in particolare, nel confronto sulla criminalità organizzata (e, appunto, sulle sue forme). Lo fanno sulle colonne di Repubblica e di questo giornale, dal quale Alicata sceglie di “rispondere” a Saviano. Read more

Diario politico. Crisi tra Berlusconi e Fini FareFuturo: ‘C’è una differenza culturale‘ “Legalità, noi pensiamo Paolo Borsellino Loro prima tempistica di processo Mills” Premier: “Saviano propaganda la mafia”

aprile 16, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. I giornali della destra finiana vanno all’attacco del presidente del Consiglio che, involontariamente, nel giorno in cui peraltro il governo – va detto – comunica i buoni risultati nella lotta alla criminalità organizzata, sembra dare loro ragione, rispolverando un punto di vista già espresso sul tema della lotta alla mafia: ovvero quello per cui parlarne sia un modo non per contribuire a sconfiggerla ma, più che altro, per macchiare l’immagine dell’Italia all’estero. Una concezione strettamente connessa con la sua abilità di comunicatore e, per estensione, con il tentativo di chiudere le trasmissioni che “macchiano”, a loro volta, la sua immagine, costruita con, appunto, tanta capacità e nel tempo e rispetto alla quale quindi ogni intervento esterno che la può colpire è un vero e proprio atto di lesa maestà. In ogni caso una presa di posizione inaccettabile, quella del premier nei confronti dell’autore di Gomorra, che conferma ciò che, appunto, FareFuturo e Flavia Perina sul Secolo d’Italia scrivono oggi: tra Fini e Berlusconi c’è una differenza culturale, che si manifesta anche, tra il resto, nella diversa concezione della legalità. Tutto questo per spiegare quello scontro, tra i due cofondatori del Pdl, che dopo lo strappo di ieri prosegue e che Baffigo ci racconta, all’interno.

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Processo breve, dialogo toghe-governo L’Anm: “Resa dello Stato alla criminalità” Alfano: ‘Mistificano. Cadono le braccia…’

gennaio 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Lo ha detto Pierluigi Bersani: nel passaggio tra il Senato e la Camera ci sono le condizioni perché «si prenda coscienza degli effetti» che l’approvazione definitiva del ddl che limita la durata dei processi avrebbe sulla giustizia e sul Paese. E si cambi direzione. Perché, dice il segretario Democratico, si tratta di una vera e propria «macchia. Il Pdl ci ripensi». Presa di coscienza che, oltre che con le parole di Bersani, comincia con le dure critiche dei magistrati al provvedimento. Il ministro della Giustizia, che in mattinata aveva aperto alle toghe rassicurando circa la volontà del governo di rispettare l’indipendenza della magistratura, torna sui suoi passi. E lo scontro tra politica e giustizia va avanti. La necessità di un passo indietro, da parte di tutti, non sarà certamente soddisfatta in sede di discussione su un ddl come quello sul processo breve del cui “giorno dopo” ci racconta Stefano Catone. Read more

L’editoriale. Se gli intellettuali tornano a tuonare di C. Alicata

novembre 15, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Ieri dalle pagine di “Repubblica” Roberto Saviano si è rivolto al presidente del Consiglio per chiedergli di rinunciare al ddl sui processi brevi, che rischia di trasformare il diritto in uno «strumento per i potenti», secondo l’autore di “Gomorra”. Oggi la scrittrice collaboratrice del giornale della politica italiana e de l’Unità commenta per il Politico.it la scelta di Saviano interpretandola come - o augurandosi che sia - il primo segnale di un ritorno degli intellettuali all’impegno politico. E l’editoriale della domenica è il pretesto per un excursus storico sul rapporto tra la figura e la politica italiana, e sulla sostituzione dell’intellettuale, negli ultimi anni, da parte di «nani e ballerine». Uno spunto polemico, come in tutti i pezzi di Alicata, che non mancherà ancora una volta di fare discutere. E riflettere. Buona lettura. Read more

7giorni. Rutelli, Rotondi, Minzolini e il Governo battuto di Mario Adinolfi

novembre 11, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il momento del giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger. La rubrica più amata del giornale della politica italiana. Tutta, ovviamente, dedicata ai fatti di oggi. Solo il Politico.it, tra i grandi quotidiani, è in grado di commentare in tempo reale con le proprie grandi firme i fatti del giorno. Adinolfi parte da Rutelli e dalla sua Alleanza per l’Italia, su cui torneremo più tardi: «Un grande futuro dietro di noi», commenta sarcasticamente la grande firma del giornale della politica italiana, citando il nome del libro di Giuliano Da Empoli scelto come titolo della presentazione. Poi Cosentino, con una proposta di unità… regionale lanciata da Gianfranco Rotondi durante l’intervista a Mario questa mattina a Red: «Facciamo un governo della Campania formato e sostenuto da Pdl, Udc e Pd e ripuliamo le liste dalle persone in odore di camorra», dice il ministro, che riconosce il ruolo fondamentale di Roberto Saviano, ma non lo candiderebbe a Governatore («Per non immiserirlo»). Un invito-provocazione a Bersani, che il Politico.it rilancia dalle sue pagine: vedremo se il neoleader Democratico risponderà. Poi Minzolini, che Adinolfi critica ma a cui riconosce la libertà di guidare il Tg1 nel modo che crede. «Una rondine non fa primavera», commenta l’ex sostenitore della mozione Franceschini al congresso riguardo alle cadute di oggi del Governo sulla Finanziaria. E infine punto sette, come sempre, su calcio e scommesse. Buona lettura. Read more

Camorra, omicidio in diretta. La Procura: “Segnalateci il responsabile”

ottobre 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

di Ginevra BAFFIGO

Ultimissimo aggiornamento sull’esecuzione che ha scioccato l’Italia intera. Ieri a Napoli in pieno giorno e nella quasi totale non curanza dei passanti, un conto di camorra è stato saldato mentre una telecamera trascurata dal killer riprendeva la scena. Roberto Saviano ha lanciato un’appello quest’oggi, un’appello rivolto ai napoletani, agli abitanti del rione Sanità che hanno assistito all’eccidio, a chiunque sia in grado di riconoscere quel volto e restituirlo alla giustizia. La speranza del giovane scrittore è che vi sia un moto di indignazione seguito dalla volontà di ridare dignità a Napoli, una dignità che la Camorra sistematicamente infanga nel nostro Paese. “Abbiamo ricevuto i contatti di tre persone che ci hanno comunicato di voler identificare il sicario. Ovviamente verificheremo la loro attendibilita’ tramite la procura”. A diffondere la notizia è l’ex assessore provinciale all’Ambiente e commissario regionale campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, che ieri aveva promesso 2.000 euro a chi riconoscera’ il killer di Mariano Bacioterracino, protagonista inconsapevole ed involontario del video diffuso dalla procura. Lui si dice sorpreso: “Non pensavamo che la nostra iniziativa, sostenuta inizialmente da un gruppo di imprenditori, potesse trovare subito una risposta cosi’ forte. In particolare ci ha colpito un persona che ci ha detto di non volere i soldi perche’ fara’ il suo dovere da semplice cittadino dopo tanti anni che aveva perso la fiducia nello Stato”. “Ma la cosa piu’ clamorosa – aggiunge Borrelli – e’ che sia telefonicamente che tramite Facebook abbiamo ricevuto decine di adesioni e disponibilita’ di altri imprenditori ma anche di professionisti e semplici cittadini a voler dare un contributo in denaro per spingere i testimoni di delitti o altre attivita’ della criminalita’ organizzata a denunciare e identificare i colpevoli. Sta nascendo un movimento di ribellione civile che potrebbe sostenere concretamente le forze dell’ordine. Potremmo realizzare, se arriveranno ancora altri contributi, un fondo anticamorra”.Ginevra Baffigo

Diario politico. Fini: “Troppa propaganda” Il Pd: “Vogliono privatizzare la Sanità”

maggio 13, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Giornata intensa per la politica italiana. Sul fronte parlamentare è stata, come detto, votata la fiducia al decreto sicurezza sul quale continuano le polemiche, in particolare sulle possibili ripercussioni per i figli degli immigrati che rischierebbero di non poter essere riconosciuti e registrati all’anagrafe. Critiche dal presidente della Camera che, se da un lato va incontro all’idea di Maroni di chiedere all’Onu di organizzare centri di verifica dei requisiti per chiedere l’asilo nei paesi di provenienza dei migranti, dall’altro bacchetta la (sua) maggioranza. A questo proposito c’è stato un incontro tra Fini e Umberto Bossi, nel quale si è discusso dei “rapporti tra alleati”. Ma la giornata è proseguita poi con una importante conferenza stampa di Dario Franceschini, che ha lanciato l’allarme e annunciato che i Democratici sono pronti «a fare una dura battaglia contro l’intenzione del governo di smantellare il servizio pubblico sanitario e andare verso la sua privatizzazione». Il racconto. Read more

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