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Intanto maggioranza si rafforza (ancora) Berlusconi: “Alla Camera puntiamo a 330″ Di certo passa Cosenza, moglie di Ronchi E a Senato gruppo di Coesione nazionale Intervista al capogruppo (ex Fli) Viespoli: ‘Per costruire destra (in sé) democratica’

marzo 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Fini è troppo “avanti” rispetto ai suoi (ex). Che decidono così (in – sempre di più) di lasciarlo. Il presidente della Camera è (già) un alfiere della nuova politica, quella post-ideologica – e dunque oltre anche la destra e la sinistra – da condurre nel solo interesse di (tutto) il Paese. E ciò rende inevitabili convergenze anche con i suoi corrispettivi nell’altra (vecchia) metà del campo. Tutto ciò non porrebbe (grossi) problemi se al posto di Fini e di Bersani ci fossero due nati dopo la caduta del Muro. Se la nostra politica novecentesca e autoreferenziale di oggi non cercherà l’elisir di lunga vita – che toglie contemporaneamente linfa al Paese – ci arriveremo. Intanto, i più “vecchi” (ideologicamente e culturalmente) della (già) compagine finiana non ci stanno. E tornano con il Cavaliere. Pur mantenendo la richiesta – che attiene però all’organizzazione interna – di una maggiore democraticità. Nasce così il correlativo dei Responsabili a palazzo Madama: la loro responsabilità (senza virgolette – ?) è l’unità. «Territoriale, civile – tra cittadini e politica – e generazionale», spiega Pasquale Viespoli al giornale della politica italiana. Un progetto da nuova politica. Al di là della destra e la sinistra. Ma loro, ancora, non lo sanno. E preferiscono la rassicurante collocazione. «Convergenti, ma anche diversi» rispetto a Berlusconi. Che, in ogni caso, probabilmente tenderanno a sostenere. E siamo così al punto di partenza (in tutti i sensi). Nella lunga intervista che state per leggere, Viespoli si sente in dovere anche di giustificarsi per la scelta di appoggiare, alle amministrative, la candidatura di un ex Pci-Pds-Ds-Pd, sia pure «in alternativa al centrosinistra». Ma anche al centrodestra. La nuova politica, appunto. Quella pragmatica ma fondata sui valori universali dell’onestà e della responsabilità. In attesa dei post-’89, facciamolo - senza dirlo. In questa intervista di Ievolella. di ATTILIO IEVOLELLA Read more

***Il sondaggio***
BRUNETTA IL PIU’ AMATO TRA I MINISTRI (BONDI IL PIU’ OSTEGGIATO)
di LUIGI CRESPI

novembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il dato è rilevante soprattutto nella sua interpretazione: il ministro della Pubblica amministrazione è il membro dell’esecutivo che ha mostrato di avere le idee più chiare, e che ha dato la sensazione di incidere con maggior forza sullo status quo. Bene o male, in realtà, nella chiave di stabilire le ragioni di questa predilezione da parte degli italiani importa poco. Ciò che conta è che i nostri connazionali confermano di aspirare ad un ritorno ad una (nostra) politica lungimirante, che abbia un progetto, noi diciamo: organico e complessivo per il futuro dell’Italia. E che metta in atto senza tentennamenti. A costo anche di chiedere qualche sacrificio. Purché tutto questo – ovviamente – venga fatto nell’interesse del Paese. Un Paese che non può più aspettare – ha bisogno che gli sia data una rotta; e il Politico.it indica ogni giorno quella più alta e che, a nostro modo di vedere, può dare i frutti maggiori – o si condanna con le sue stesse mani. di LUIGI CRESPI Read more

Pd e Idv: “Premier è distante dal Paese” E Fli: “Le buone intenzioni da verificare” Ma poi in “testa” (…) restano Pdl e Lega

settembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’opposizione fa (in questo caso) il suo dovere, tentando di mostrare i limiti del presidente del Consiglio (fa il suo dovere che – come insegna il neo leader laburista inglese Miliband – è sempre quello di tendere a tornare a governare quanto prima, se davvero crede nelle proprie idee). E, come abbiamo titolato, indubbiamente Silvio si è lasciato un po’ andare quando, nel definire programmaticamente l’idea di fondo che abbiamo sottolineato – quella, duplice, della necessità della responsabilità e di un disegno organico per il domani – ha preso ad annunciare una serie di realizzazioni che stridono con il poco, oggettivamente, messo in campo in chiave propositiva dal governo fino a questo punto (e tanto più in questa fase, a cominciare dalla perdurante assenza di un ministro per lo Sviluppo economico per finire nell’apparente mancanza di qualsiasi azione esecutiva che non consista nello “smantellamento”, come nel caso della scuola). Tanto che lo stesso Bocchino, dalla sua posizione critica di esponente di un gruppo che fa sapere voterà però pur sempre la fiducia al governo, si chiede quanto di tutto questo potrà trovare concreta realizzazione nei fatti. Ed è vero, come scrive il nostro Laratta, che, se le cose stanno così, si profila un accenno di «insulto» nei confronti di un Paese (e in particolare di un Sud) che faticano a vivere (al)la giornata (in tutti i sensi). Ma davvero si può tradurre nell’idea di una maggiore «distanza» di Berlusconi dal Paese? I dati dicono che, ad essere distante, al momento è soprattutto il Partito Democratico, che a differenza del premier fatica, ancora, ad enunciare – sia pure in forma di principio come nel caso di Berlusconi – un cambio di passo che, per l’attuale opposizione, dovrebbe consistere – abbiamo scritto – nella cessazione di ogni velleità antiberlusconiana e nell’inizio di una «narrazione», come dice Nichi, completamente avulsa e, ad un tempo, ben presente perché proiettata nel futuro. La realtà (almeno apparente) è che il premier sembra avere nuovamente colto il filo del discorso (da fare al Paese), (in) un Paese che chiede proprio questo, ora, alla politica italiana: il ritorno alla politica vera, fatta, in questo caso, di responsabilità e di un progetto per il domani. Quello di Berlusconi è «solo fumo»? Probabile. Ma di certo, per ora, in casa Democratica non si vede l’arrosto. E nemmeno il fumo. Tanto che gli occhi degli italiani continuano a regalare uno sguardo impietoso. La breve ricogni- zione delle reazioni del centrosinistra al discorso del premier, all’interno, è di Stefano Catone. Read more

Tremonti: ‘Sui fondi Ue Regioni cialtrone’ Ma se il governo (li) spende meno di loro Ed ecco le prove della sua “cialtroneria”

luglio 4, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è in grado di dimo- strare che l’esecutivo è molto più in “ritardo” delle amministrazioni regionali nell’utilizzo delle risorse comunitarie. L’accusa del ministro dell’Economia torna dunque al mittente come un boomerang. Ecco tutte le cifre. di FRANCO LARATTA Read more

Ora la Lega festeggia al gol del Paraguay Ronchi su Zaia: ‘E’ oltraggio alla Nazione’ Il monito di Crespi: “Prendeteli sul serio”

giugno 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri l’Italia ha seguito l’esordio mondiale della propria Nazionale di calcio. Ma c’è qualcuno, pure italiano, che, pubblicamente, “ufficial- mente”, esultava quando segnavano gli avversari. Quando l’Italia perdeva, loro esultavano. E sono italiani. Il paradosso si spiega con la parola Lega, questo fenomeno di involuzione della nostra cultura politica regredita al Medioevo grazie ad una manciata di popolani che si sono erti a rappresentanti del popolo e ne hanno assecondato gli istinti più beceri. E tutto questo è il leghismo. E nessuno può mettere in discussione che si tratti di un’espressione arretrata del pensiero umano. E tuttavia è un’espressione che ha appeal, e che dunque può attecchire in tutta la propria estensione e potenzialità. Il grande sondaggista ha avvertito il resto della politica italiana dalle nostre colonne: «Non sottovalutateli, fermateli, prima che sia troppo tardi». il Politico.it dà ogni giorno il suo contributo affinché la regressione leghista rientri e si torni alla normalità. Elena Orlando ci racconta le polemiche del dopo-richiesta del governatore del Veneto affinché si suonasse il Va pensiero al posto dell’inno di Mameli. Read more

Sondaggi, osservatorio Crespi di giugno Carfagna nuova “regina” dei ministri FOTO: Nel nostro Paese funziona così Berlusconi inverte il trend negativo

giugno 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Il ministro per le Pari opportunità, prima per preferenze alle Regionali in Campania (dove, come previsto, ha poi rinunciato al proprio scranno), da oggi è anche il membro dell’esecutivo più amato dagli italiani. Raggiunge Tremonti e Brunetta, e scalza Maroni, penalizzato dalla propria decisione di non partecipare alla parata del 2 giugno. La scelta della foto è (anche) il nostro commento. In compenso il Paese non cede alla demagogia: anche Calderoli, con il suo uno-due della proposta per la riduzione (molto simbolica) degli stipendi dei parlamentari e della richiesta agli azzurri in Sudafrica di rinunciare agli eventuali premi per la vittoria (che Cannavaro e compagni scelgono, di tutta risposta, di destinare – nel caso – alla Fondazione per il 150° anniversario della nostra Unità), perde due punti e scende. Tendenze opposte (si fa per dire) per il presidente del Consiglio (ma si attende il contraccolpo per l’approvazione del ddl intercettazioni) e per i due maggiori partiti: Pd e Pdl tornano a guadagnare. I Democratici sottraggono qualcosa ad Idv che crolla, probabilmente, scrive Crespi, come sempre ci illustra in prima persona i dati (con le tabelle, all’interno), per il caso sollevato dal Corriere intorno alla moralità dell’ex ministro. Read more

Sondaggio di Crespi, ora giù Berlusconi Partito Democratico (più Pannella) al 30%

novembre 5, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Rilevamento di novembre sul giornale della politica italiana. Per la prima volta dopo cinque mesi il presidente del Consiglio e l’esecutivo perdono consensi: pochi punti di fiducia, ma il trend è invertito. Ci presenta i dati come sempre il grande sondaggista in persona, che individua tre ragioni: le liti dentro il Governo intorno alla figura di Tremonti; le voci di riforma della giustizia legata alle vicende personali del premier; l’assenza di strategia per fronteggiare l’onda lunga della crisi economica, ovvero gli effetti sull’occupazione e sulla situazione delle famiglie. Accanto a questo, il nuovo Pd di Bersani torna per la prima volta sopra il 28, che sommato (artificiosamente, certo, ma alle politiche del 2008 andavano insieme) ai consensi Radicali porta i Democratici vicini al loro massimo risultato di sempre. Tutti i dati, dunque. Vediamo. Read more

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