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***Il futuro dell’Italia***
L’INNOVAZIONE PUO’ CAMBIARE LE NOSTRE VITE
di CRISTIANA ALICATA

gennaio 9, 2013 by Redazione · Commenti disabilitati 

(M. Patr.) Franco Laratta si è chiesto se il progressivo accentramento – nelle grandi città – e relativo allontanamento in termini geografici e “di ascolto” delle istituzioni e dei (loro) servizi (scolastico, sanitario) dai cittadini, sia la strada (alla quale ci ha avviati la globalizzazione) da (continuare a) seguire (senza porci in nessun modo la questione) per il futuro del nostro paese.

Accanto a questo si assiste, nel vuoto pneumatico di idee che fa un tutt’uno con l’autoreferenzialità (e anche con l’anacronismo) della nostra politica (attuale), ad un ciclico ritorno del tema dell’”infrastrutturazione” del nostro territorio come leva per la crescita. Quello che coloro che parlano di infrastrutture non sanno, è che nel 2012 il concetto di logistica e comunicazione è stato rivoluzionato dall’avvento delle nuove tecnologie. E anche da un’era della comunicazione che ha teso a “smaterializzare” la nostra (?) società e ad attribuire maggior “peso” (culturale e quindi sociale e politico) alla produzione e quindi allo scambio di beni immateriali: idee, servizi, comunicazione.

Questo combinato disposto ci offre la possibilità – e impone, anche, l’obbligo – di (r)innovare la nostra attuale concezione di “sistema dei trasporti”, anche tenendo conto dell’esigenza di non perpetuare un consumo spesso irrazionale – e che toglie spazi, in senso stretto – in tutti i sensi – ad una possibile ripresa dell’agricoltura che rappresenta una via imprescindibile in una prospettiva anche di salvezza non solo dei mercati ma del nostro stesso mondo – del nostro territorio.

Questo “sforzo” di analisi e di visione futura ci consentirà di affrontare anche due nodi più “materialistici” legati ancora alla nostra attuale concezione del trasporto: quello della crisi di un’industria automobilistica – a cominciare da una Fiat che smetta di scaricare sui lavoratori il peso delle proprie responsabilità – che nel cominciare ad immaginare possibili alternative ai mezzi di trasporto di (, ormai,) due secoli fa, può trovare la leva attraverso la quale avviare il proprio, possibile rilancio; che può essere avvantaggiato da una ricerca che – come ci spiegherà ora Carlo Ratti, ingegnere italiano con cattedra al MIT, nella prima Lezione di Impolitica tenuta sul giornale della politica italiana e de IMille dalla giovane scrittrice romana – può aiutarci a risolvere – proprio grazie a quelle nuove tecnologie – il nodo della “congestione” delle nostre città, determinando così il triplice effetto di favorire un “recupero” della domanda nello stesso mercato dell’auto (oggi inibita anche dalle sempre maggiori difficoltà di muoversi nei nostri capoluoghi – e non solo), porre le basi di quella possibile “rivoluzione” innovativa e migliorare (subito e in prospettiva) la vivibilità dei nostri centri.

Ma soprattutto ci consentirà di ripensare il modo nel quale istituzioni, servizi (scuole, ospedali), ma anche il nostro sistema produttivo (e tutti noi) “usufruiamo” del nostro territorio – il modo nel quale vi sono dislocati; anche, “virtualmente” – all’insegna di una sorta di “federalismo” – o decentramento, e capillarizzazione e ritorno anche nelle nostre campagne e lontano dalle grandi città – dei centri (che cesseranno di essere tali) nevralgici della nostra vita comune, abbattendo ad un tempo in maniera radicale i costi grazie appunto all’uso delle tecnologie e alla “smaterializzazione” delle nostre esigenze “di produzione”.

Superando la concezione liberista e “aziendalistica” di Monti nella (ri)costruzione dell’Italia di domani, puntando a riappropriarci – ritrovando una dimensione più umana, usando e non facendoci usare da mezzi di comunicazione da piegare, e dai quali non farci piegare, alle nostre esigenze di miglioramento della qualità delle nostre vite – di quella (appunto) vita bella che costituisce forse il segreto della nostra creatività – e di sicuro è una potente leva di crescita economica, molto più della depressività di un rigorismo (che è l’esatto contrario del rigore, visto che non porta alcun beneficio – anzi – sul lungo periodo, alla tenuta dei nostri conti) fatto di (soli) tagli, fine a se stesso.

Cristiana ora, su come “rivoluzionare” (in positivo) la vita (“soffocata” dal traffico) delle nostre città.
di CRISTIANA ALICATA

(12 luglio 2012)
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Il futuro dell’Italia. Riprendiamoci il nostro domani di Giulia Innocenzi

luglio 6, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le neo-lingua è quella inversione dell’ordine naturale delle cose (nella loro rappresentazione) che i potenti, a volte, mettono in atto per farci credere che una situazione in cui la nostra libertà non è fino in fondo garantita (magari grazie anche al fatto che il nostro spirito critico è stato “corrotto” da un certo tipo di televisione – il cui proprietario-ispiratore, non a caso, è poi riuscito a rimanere al potere per la gran parte degli ultimi vent’anni), sia in realtà nel nostro interesse. Così che nessuno di noi sia portato a (ri)alzare la testa e a “ribellarsi”, e quello stato di cose possa essere prolungato. In questo testo scritto (proprio) per la tv, la co-conduttrice di Santoro a ServizioPubblico affronta il tema del “ribaltamento della verità”. Nel tentativo di dare un (ulteriore) contributo a far capire che se ciascuno pensa al suo tornaconto, e magari lo fa in modo non del tutto legittimo, alla fine i conti non tornano (per nessuno). E magari per gettare i semi di un tempo (nuovo) in cui non lasciarci (neppure) più raccontare che siamo tutti uguali, e che non c’è speranza, che se non ce l’hanno fatta coloro che si sono avvicendati fino ad oggi, non sarà possibile – neanche per noi – determinare un cambiamento; perché - come dimostra il passo indietro del governo sull’art. 18, come dimostra la progressiva presa di coscienza che l’unico modo per far ripartire la nostra economia è puntare a rifare del nostro paese la culla mondiale dell’innovazione – pensare di cambiare davvero le cose non è “troppo ambizioso”, e lasciarci convince- re del contrario significa semplicemente farci portare via un pezzo delle nostre vite. di GIULIA INNOCENZI Read more

Inno alla gioia di Beethoven Inno Europa (Ri)suoni(amolo) insieme a canti nazionali Viaggio in Italia atto d’amore per “noi” (!) Facciamo leggere Goethe (nuovi) italiani Europa tornerà ad essere culla (di) civiltà

febbraio 10, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

(E noi siamo la Politica, quelli che tirano le fila, quelli che vanno in gol, che fanno la Sintesi – come abbiamo fatto noi oggi, ora, qui). Ecco che cosa intendiamo quando parliamo del Vecchio continente come culla dell’umanesimo. Sappiamo tutti, ovviamente, che le nostre terre sono i luoghi in cui è nato e si è sviluppato il (libero) pensiero (illuministico), innervato e traendo origine (e non contrapponendosi! Quale tremendo equivoco) dal cristianesimo. Entrambi ‘figli’ anche della concezione filosofica (cioè della – ricerca della – verità!) dell’antichità greca della conoscenza come chiave per (ri)dare dignità alle nostre vite. Ebbene, ciò è vero in quanto tutto ciò non è limitato (ovviamente) ad un piano formale e simbolico, bensì affonda le proprie radici nell’etica. Ovvero nel modo di pensare (la nostra vita). La nona sinfonia di Beethoven si chiama Inno alla gioia non per caso: ed è ad una civiltà della gioia (così ri-definita da Fabrizio Ulivieri), appunto, positiva, che miri a costruire il futuro e non a salvarsi (semplicemente) dalle insidie del Tempo che sta la ragione fondante dello spirito europeo. Ed è per questo che sentirlo (ri)suonare accanto al nostro splendido – ma chi è che dice che si tratta solo di un motivetto? L’avvertite la carica, sincera, di generoso patriottismo? Qualcuno che non conosce, in tutti i sensi, la Storia - Inno di Mameli, fonte di ispirazione per ogni italiano che voglia tornare a dare tutto ‘per’ la propria nazione (e cioè, ‘attraverso di essa’, per se stesso e per tutti gli altri nostri fratelli del mondo), favorirà l’Europa (unita) più di qualsiasi mercato (interno). Ma ancora più patriottico è, ed in apparenza – ma solo in apparenza – si tratta di un paradosso, il diario dell’agognato, e finalmente compiuto, viaggio nel nostro paese del padre della cultura tedesca (e non solo). Goethe desiderava sin da bambino visitare l’Italia e in particolare Roma, ‘capitale del mondo’ (come la ri-chiamava lui e come intendiamo tornare presto a richiamarla, non solo per rievocarla e ‘prepararla’, anche noi). Quando la vide percepì subito la grandezza che il patrimonio che ci era (già) stato lasciato dai nostri avi infondeva in ogni spirito che l’ammirasse con la sensibiità – data dalla cultura – per poterlo Ascoltare. E, ad un tempo, il grande poeta tedesco già si accorgeva dei primi (? In realtà il nostro direttore ha già ricostruito in modo diverso – rispetto a questa definizione di ‘inizio’, non da Goethe, naturalmente – da questo punto di vista, la nostra Storia) segni del nostro decadimento, ‘piangendo’ per la Bellezza (di Roma) progressivamente rovinata (con le nostre mani). Ebbene, leggere Viaggio in Italia – scritto, appunto, da un cittadino – allora – di un altro (?) Paese – consente (proprio per questo!) di riprendere coscienza, e di riallacciare un rapporto, con i fili della nostra storia e della nostra identità. E, senza imposizioni, ma proprio per la bellezza di (ri)scoprir(lo/)ci, andrebbe fatto leggere a tutti. A cominciare dai nostri giovani (nelle scuole! Ma, di nuovo, senza tedianti imposizioni. Al contrario!), e da quei migranti che Matteo Patrone ha già indicato come i possibili co-fautori, e innervatori decisi, del nostro possibile Risorgimento, che da Goethe, prima ancora che da ‘noi’, possono cogliere il respiro della nostra anima (nazionale ma in un senso, appunto, aperto). Il che non deve (più in generale) in nessun modo sorprenderci: perché quella di cui parliamo non è la cultura (italiana), ma la Cultura (occidentale, ma non solo). E la cultura (occidentale) è la cultura europea. Il pensiero greco, abbiamo detto, fino all’illuminismo (passando per i valori della rivoluzione francese e di Napoleone) sulla traccia sicura del Cristianesimo. Fino all’avvento dell’inglese (con gli Stati Uniti) e dell’impero dell’economia. Ecco: far (ri)suonare l’Inno alla gioia di Ludwig e leggere Viaggio in Italia di Wolfgang, può ridarci il senso di un cammino da (re/)intraprendere. e quindi “facciamolo”. Subito. Per salvare l’Europa (così, sì, davvero…) ed evitare di (dis)imparare – soltanto, s’intende – a ‘competere e a concorrere’, mentre il mondo muore di una competizione sfrenata di chi ha a cuore (?) soltanto il proprio arricchimento (? Sì, ma materiale).
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Roma, la nostra idea di città (oltre le ronde di Alemanno) di C. Alicata

luglio 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’insicurezza, il degrado. La solitudine, persino (certa) malattia. L’Italia (e non solo) si è chiusa (in se stessa) nelle proprie abitazioni private, abbandonando le Città. Un modello di sviluppo urbano prone agli interessi dei costruttori-cementificatori-ladri di territorio e centrato sull’auto (quando ci sono le strade), con-causato da ciò, ha spinto il processo fino alle nostre attuali periferie, che come si dice ormai banalmente sono diventati dei dormitori. Una questione che si lega, a doppio filo, al nostro declino: un’Italia la cui qualità della vita risente di questo, sfilacciata, che mantiene ciò nonostante una immeritata coesione sociale (consentita però da una comune – mancanza di – “tensione” – civile, culturale, sociale ed economica – verso il basso), è un’Italia che, come abbiamo visto prima, in tutto ciò ha, come minimo, meno motivazioni di prima. Una sola parte della nostra società si salva e, anzi, comincerebbe ad invertire la tendenza: i giovani, la cui propensione comunitaria – favorita e non inibita dalla rete; diverso il discorso di lungo periodo sugli effetti che una mancata, appunto, inversione di tendenza rispetto a ciò con cui abbiamo iniziato e la capillarizzazione profonda di internet, potrebbero determinare – vince questa resistenze e contribuisce al ribaltamento della situazione. O quanto meno indica (o meglio ricorda) la via. La via di cui ci parla, in questo pezzo dedicato alla Capitale (ma che può valere, più o meno, riadattato alle loro – non tutte – diverse peculiarità) per gli altri nostri grandi centri urbani, la scrittrice romana (è appena uscito in libreria il suo ultimo romanzo, che sta avendo un significativo successo di critica e pubblico – in tutti i sensi – “Verrai a trovarmi d’inverno”, edizioni Hoepli) collaboratrice del giornale della politica italiana e, almeno finché c’è stata Concita, de l’Unità. La via già percorsa (in parte) a Torino e che ora Stefano Boeri propone per Milano; ovvero quella della ”restituzione” (a chi vive lì, e non solo) dei quartieri, prendendo (persino “semplicemente”!) le decisioni opposte a quelle (non) prese (dalle amministrazioni Alemanno e Moratti) a Roma e nella city: no all’inibizione della frequentazione (anche e soprattutto notturna!) nelle strade, anzi, l’impegno a stimolare tutto questo e soprattutto con un criterio: quello di (non solo) non “chiudere” la nostra ricchezza sociale in scrigni che nascondono tutta la Bellezza sottraendola alla Città (come l’auditorium, pur importante, ma più in chiave di “grande cultura” e di “grande immagine”, ovvero un livello al quale non (ci) sta, in tutti i sensi, la gente comune, la gran parte di noi), (ma più di tutto) di capillarizzare la “diffusione” delle occasioni, e quindi delle motivazioni, di incontro e di riappropriazione delle città. Non solo il centro, ma tutti i quartieri; attraverso anche quel supporto e quella stimolazione dell’associazionismo e dell’imprenditoria giovanile che favoriscono la “presenza sul territorio”. Prima di ritrovarci chiusi (come) sottoterrra per un disastro (di proporzioni) nucleari (che non c’è stato), anche – diciamocelo pure – a causa del possibile volano (di lungo periodo, naturalmente) della rete, riabbelliamo (in tutti i sensi) le nostre città. E torniamo a viver(l)e. Risolveremo (o quasi) in un colpo solo anche tutti i problemi di integrazione, e (legati a questa e non) di sicurezza. Read more

L’intervento. Roma, il fallimento del sindaco Alemanno di M. Madia

marzo 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Oggi, dopo tre anni di centrodestra, la Capitale è una città più insicura, impaurita e impoverita rispetto al 2008. E le proposte del sindaco, o si rivelano dei boomerang o, quando funzionano, sono copiate da iniziative delle precedenti amministrazioni di centrosinistra che lui stesso aveva bloccato». Durissimo il giudizio della deputata del Pd sulla giunta dell’ex leader della destra sociale che, senza strumentalizzare, invita poi ad impegnarsi per garantire maggiore sicurezza alle donne colpite in questi giorni da una serie di gravi atti di violenza. di MARIANNA MADIA* Read more

Populismo è un altro sintomo del declino Storia insegna: fu così per la Roma antica (Anche) allora poi “venne” il “principato” Necessaria (ora) la rivoluzione culturale E con essa i valori: onestà/responsabilità

gennaio 1, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La repubblica romana, parallelamente alla democrazia ateniese, fu il prodromo delle moderne (?) democrazie. E’ a loro, e non al modello americano, che la politica italiana deve guardare per rifare grande l’Italia. Partire dai fondamentali. Anche perché la Storia (che si ripete) conferma: siamo (?) nella situazione di allora. L’«inurbamento» – ovvero l’afflusso delle popolazioni dalle campagne alla Città, insieme all’allargamento dell’”impero” e all’inglobamento di popoli meno o diversamente civilizzati – favorì lo stesso fenomeno che i trent’anni di “reazione” (anti)culturale del presidente del Consiglio (attraverso le sue televisioni) hanno accelerato nell’Italia di oggi: uno sfilacciamento del senso civico, una sorta di “abbandono” – preludio della fine della civiltà – che portò i romani a cominciare a scegliere i propri rappresentanti non più in ragione della loro sapientia, ma sulla base di altre virtù (?): l’affabilità, la disponibilità, la simpatia, diremmo oggi. Una personalizzazione della politica che preparò (appunto) il principato, l’involuzione della repubblica in una sorta (lo diciamo con il vocabolario di oggi) di regime. Le due cose – l’impoverimento culturale, e il decadimento della politica con la crisi della democrazia e l’accentramento dei poteri – portarono – certo, in qualche tempo, ma le basi erano più solide di quelle di oggi – alla fine di Roma. La parabola è la stessa. L’economia il detonatore della crisi di oggi. Il giornale della politica italiana lo ha denunciato per primo, con la lungimiranza e la responsabilità (lo diciamo senza polemica, ma come stimolo) che gli altri quotidiani non hanno avuto e non hanno. Oggi conviene lo stesso Berlusconi: «Possiamo salvarci», dice, prendendo improvvisamente coscienza della crisi della nostra (in)civiltà. E promette soluzioni. Ma conosciamo le promesse del presidente del Consiglio. E, anzi, la stessa scelta di parlarne ci assicura che nessuna soluzione verrà data. Anche perché LA, soluzione, è quella rivoluzione culturale (da perseguire in primo luogo attraverso proprio le televisioni) che il Politico.it invoca e della cui necessità solo su queste colonne sembra essersi presa coscienza. Riproporre un esempio, e uno stimolo, di virtù. La chiave è la cultura popolare; restituire all’Italia la propria capacità di pensare, la propria intelligenza, e con essa la voglia di impe- gnarsi. Ce lo insegna proprio la Storia di Roma: quella civiltà fu possibile grazie al collante dei valori, oltre che per una religiosità che oggi non è più pos- sibile, e che possiamo sostituire proprio con la cul- tura. Solo così si salva l’Italia. Anzi, la si rifà grande. Ma non c’è più tempo da perdere: imboccata la strada del declino, diventerà a quel punto molto più difficile riuscirci. (M. Patr.) Read more

Parentopoli, Alemanno pensa lasciare (?) e (ri)lanciarsi (pulito) nel match nazionale
di PIETRO SALVATORI

dicembre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Retroscena. Ci prendiamo una pausa da Berlusconi e dalle vicende della crisi raccontandovi come non ha fatto nessun altro lo scandalo delle nomine. Il terremoto sotterraneo nella politica e nella destra romana. E il sindaco adesso non esclude più di fare un passo indietro. Prima che sia troppo tardi. Anche su Liberal. di PIETRO SALVATORI Read more

Nostro omaggio al caduto in Afghanistan Ecco ieri i funerali di Alessandro Romani

settembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana saluta il nostro parà rimasto ucciso il 17 settembre scorso. Alla cerimonia presente, in un modo o nell’altro, tutta una città, Roma, della quale Romani era un “figlio legittimo”. Alemanno decide di dedicargli i festeggiamenti per i 140 anni della Capitale. Il servizio è di Pietro Salvatori. Anche su Liberal.        Read more

***L’intervento***
BOSSI, SE LE SCATOLE SE LE ROMPONO GLI ITALIANI
di FRANCO LARATTA

agosto 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Un’analisi su quella che è la politica di oggi (e su ciò che è stata nelle ultime settimane), prendendo spunto, per un’osservazione ampia, dal lungo elenco di prese di posizione del leader leghista Umberto Bossi, che attacca il Sud e Roma ladrona, ma grazie al Sud e a Roma ladrona può portare avanti un partito clientelare e familiare. Così, Franco Laratta, deputato del Partito Democratico, sul giornale della politica italiana, affronta quella realtà che pochi vogliono guardare ad occhi aperti: l’esigenza di una politica diversa, di partiti (e di uomini) diversi, di una svolta di qualità e, perché no?, di educazione. Un ragionamento controcorrente, certo, ma solo perché fondato sul buon senso… Leggiamo l’intervento di Laratta. Solo sul giornale della politica italiana.

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Diario politico. Uno, dieci, mille Brancher Spazzati via processi a premier e ministri Nuovo lodo Alfano retroattivo-”allargato” Ma nel Pdl anche onestà e responsabilità Pisanu: “Anche per me gli eroi sono altri”

giugno 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Uscito dalla porta, lo scudo per Brancher rischia di rientrare dalla finestra. Di fronte alla reazione di sdegno per il caso del ministro nominato perché potesse sfuggire dai suoi guai giudiziari – a differenza di tutti noi cittadini – che – come ci ha rivelato ieri il nostro Crespi – trascina il presidente del Consiglio al punto più basso – in termini di fiducia – dal giorno del suo ritorno a Palazzo Chigi, Berlusconi non lascia, raddoppia. Accelera e si prepara a far approvare la versione costituzionale della norma che consente la sospensione (permanente) dei processi per… lui. E non solo. Stavolta anche le accuse “maturate” prima dell’inizio dell’attività di governo, nelle vesti di comuni cittadini, di fatto decadranno e – come già con la formula finale del legittimo impedimento – tutto ciò non varrà più solo per il capo del governo, ma anche per i suoi ministri. Silvio conta sull’effetto dispersivo e distensivo dell’estate ormai cominciata e su una memoria dell’opinione pubblica che si è già dimostrata corta. Ma questa volta la fretta (necessaria, dal suo punto di vista) potrebbe avergli giocato un brutto scherzo. Brancher ha segnato un punto di svolta e, forse, di non ritorno nel rapporto tra la maggioranza e il Paese. Che non sembra più disposto a farsi prendere in giro, a colpi di provvedimenti che sollevano i membri del governo dalle responsabilità per le quali un comune cittadino passa anni interi entrando e uscendo dai tribunali. In questo quadro il risveglio, per un Berlusconi che, come abbiamo avuto modo di scrivere, non appare più brillante come una volta, potrebbe essere bru- sco. Il racconto della giornata, all’interno, di Bagnoli. Read more

Una telefonata di Fini per far fuori Piccolo: ecco il “panino” di Milioni

marzo 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Esclusiva. Il giornale della politica italiana è in grado di svelare ciò che ha determinato il caos delle liste Pdl nel Lazio. Ecco cosa è accaduto nei minuti a ridosso di mezzogiorno di sabato 27 febbraio, quando il rappresentante del partito di Berlusconi (ma come scopriremo “suo” solo per metà, soprattutto a Roma) si è allontanato dal tribunale per «mangiare un panino», o più realisticamente per sostituire dei nomi nella lista predisposta per la Capitale. Una necessità che – e questo è ormai di dominio pubblico – è riconducibile alle lotte intestine al Pdl romano (e non solo). Ma secondo le fonti de il Politico.it, una delle tante telefonate ricevute da Milioni in quei minuti concitati avrebbe avuto come mittente il presidente della Camera in persona, che avrebbe imposto in extremis di togliere dall’elenco dei candidati pidiellini il recordman di preferenze alle ultime amministrative. La nostra firma per il centrodestra ci racconta cos’è successo quella mattina del 27. Read more

***La storia***
STEFANO OKAKA, UN ITALIANO
di ANDREA SARUBBI*

febbraio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Avevamo pronte una vignetta di theHand e un’analisi sulla nostra Chiesa, spunti di grande interesse che vi proporremo nei prossimi giorni. Per stasera, e prima di tornare naturalmente sui fatti di oggi con la “chiusura” del Diario politico, il giornale della politica italiana sceglie di rivoluzionare la gerarchia e di raccontarvi, invece, questa bella storia, scritta dal deputato del Partito Democratico per il Politico.it. La storia, per chi non lo conoscesse, del calciatore della Roma andato in gol ieri contro il Siena. Okaka che, come tradisce il cognome, ha origini nigeriane: dal Paese centr’africano provengono i suoi genitori. Ma lui, nato e cresciuto qui e che, come ci racconta Sarubbi, non conosce una parola della lingua di mamma e papà e parla solo la nostra, la sua, è italiano a tutti gli effetti. Nelle settimane in cui si discute di diritto alla cittadinanza, una battaglia della quale il parlamentare Democratico è tra gli alfieri, insieme ad esponenti della maggioranza come l’inseparabile Fabio Granata, il tema ha una sua particolare attualità. Ma la vera ragione della sua attualità, e del suo enorme spessore politico, è il clima (anti)culturale che si respira nel nostro Paese, un clima che fa da anticamera al razzismo – se già non ne è pervaso. Un clima al quale il vostro giornale “risponde”, in qualche modo, così. Buona lettura. Read more

Consigliere Pdl: intitolare strada di Roma a mamma Rosa A. Sarubbi

dicembre 2, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Motivazione: ha messo al mondo e cresciuto il Cavaliere, sostenendo- lo nella sua scelta di “scendere in campo”, e così facendo ha segnato (in positivo) gli ultimi sedici anni della storia del nostro Paese. La proposta è subito diventata oggetto/soggetto di gruppi e altre iniziative (ironiche) su Facebook. Il giornale della politica italiana vi racconta, e analizza, una vicenda che al di là del folklore parla del modo in cui una parte degli «augustales» (più o meno vicini) del presidente del Consiglio concepisce la sua figura e le stesse nostre istituzioni. Lo fa con il deputato del Partito Democratico come sempre fedele alla sua vocazione originale. il Politico.it è l’unico grande quotidiano a poter contare sulle collabotazioni e sui contributi quotidiani degli stessi protagonisti della nostra politica. Da non perdere. Sentiamo. Read more

Dodici scatti sulle primarie Democratiche Ecco a Roma il popolo del centrosinistra

ottobre 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Daniela Silvestri immortala il giorno del Partito Democratico: file ai seggi, volti, pose ed espressioni della «nostra gente», come ama chiamarla Piero Fassino. Il voto aperto, partecipato, diretto di milioni, a questo punto, di elettori in queste dodici immagini griffate. Solo su il Politico.it. Buona osservazione. Read more

il Politico.it contro ogni discriminazione 11 scatti esclusivi su corteo antirazzismo

ottobre 23, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

E riprende, con questo mini-reportage, la sua collaborazione con il nostro giornale Daniela Silvestri, giovane e abile fotografa romana. Il giornale della politica italiana, lo sapete, è un giornale libero, indipendente, sopra le parti ma che si riconosce in alcuni valori fondamentali: l’onestà, la responsabilità su cui potere rifondare tutti insieme, al di là di ogni colore o sensibilità politica, un’Italia che possa tornare al centro dell’occidente nel futuro, grazie anche al ribaltamento della prospettiva e ad un investimento massiccio nell’università, nella ricerca e nella cultura. E poi - come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi occupandoci della campagna omo- foba in cui i gay venivano paragonati alle scimmie - il riconoscimento e quindi il rispetto profondo della dignità di ogni persona, indipendentemente dalle sue caratteristiche di fondo. In questa luce ecco que- ste undici fotografie sulla manifestazione di sabato scorso contro il razzismo. Buona osservazione. Read more

Manifesti, è il portavoce del XX municipio «Non vedo discriminazione verso i gay»

ottobre 22, 2009 by Redazione · 2 Comments 

Diego Righini è il portavoce del movimento che ha commissionato i manifesti apparsi i giorni scorsi nella capitale in cui gli omosessuali vengono accostati alle scimmie. Ma ricopre lo stesso incarico anche per Gianni Giacomini, presidente in quota Pdl del municipio. Un ruolo a metà tra politico e istituzionale. Per il Comune di Roma. Lo abbiamo rintracciato grazie all’aiuto dei nostri lettori: un bellissimo esempio, per quanto non pianificato, di giornalismo partecipativo. Lui nega che la campagna del Popolo della vita, così si chiama il movimento, avesse uno sfondo omofobo. Il giornale della politica italiana dà ovviamente spazio alla sua replica, nella quale Righini commenta anche l’ondata di violenza contro i gay che sta attraverso Roma: «Non credo ci sia questo fenomeno, il dato me lo state fornendo voi». L’intervista è di Ginevra Baffigo. Read more

Nostra denuncia muove la politica Concia: ‘Alemanno togli manifesti’

ottobre 20, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha raccontato per primo l’apparizione in tutta la capitale di manifesti discriminatori in cui i gay venivano accostati alla scimmia. Oggi la deputata del Partito Democratico, in prima fila nella lotta contro l’omofobia e autrice del ddl a difesa degli omosessuali poi bocciato dal voto contrario del centrodestra e di Paola Binetti, “rispon- de” alla sollecitazione de il Politico.it e dalle colonne del nostro giornale chiede di poter rivolgere un appello al sindaco di Roma. L’omosessualità non è di parte ma taglia traversalmente tutta la società. Nel resto d’Europa e del mondo ci sono leggi molto dure contro l’omofobia. Non è questione di politica o di ideologia ma di diritti sociali, quando non umani. Senza citare nemmeno una volta la questione, invece, dei più divisivi diritti civili la deputata del Pd in questa intervista apre decisamente al centrodestra rinunciando ad ogni scudo velleitario o ideologico, al solo scopo di arrivare insieme ad interrompere questa deriva di violenza nei confronti di una parte della popolazione. il Politico.it cambia la politica italiana. Onestà, responsabilità, rispetto della dignità della persona. Su questi capisaldi si può ritrovare l’Italia unita domani. L’ha intervistata Ginevra Baffigo. Buona lettura. Read more

Guardate quest’immagine: in piena Roma manifesti paragonano i gay alle scimmie

ottobre 19, 2009 by Redazione · 6 Comments 

Non è la locandina di un remake de “Il pianeta delle scimmie” di Schaffner, purtroppo, ma dura realtà. Il riferimento diretto è alla legge del Governo spagnolo che dà diritti ai primati (e a quelle sull’aborto), ma il vero obiettivo, come ben si capisce, è un altro. Autore, un fantomatico movimento politico di estrema destra (che sostiene Alemanno) il cui simbolo ricorda quello della Lega e sul cui sito ufficiale non compare nemmeno un nome o il volto di un dirigente. Dicono di essere nati il giorno del Family Day (e si fanno chiamare pure Popolo della Vita) e di ispirarsi a San Tommaso d’Aquino (la legge naturale). Ma il deputato (cattolico) del Partito Democratico Bachelet: «Chi c’è dietro tutto questo?». E prepara una interrogazione parlamentare. Il giornale della politica italiana, come sempre, vi racconta prima degli altri e meglio questa storia. Sentiamo. Read more

***Settegiorni***
BINETTI, BORDIN, ALEMANNO E IL MIDWEEK
di MARIO ADINOLFI

settembre 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ancora grande successo per la rubrica del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione Franceschini al congresso, sul giornale della politica italiana. E proprio con il giro d’orizzonte in sette punti di Adinolfi di oggi, appena “sfornato”, apriamo questa nuova grande giornata su il Politico.it. L’apertura di rubrica, invece, è dedicata alla dialettica partito chiuso-aperto, voto degli iscritti-primarie, affrontata dal maggior sostenitore della democrazia diretta nel nostro Paese, un po’ anche filo conduttore (la democrazia diretta) degli altri punti del pezzo di oggi. Ieri intanto Franceschini ha “scaricato” Paola Binetti che aveva spiegato di non poter votare per lui viste le posizioni assunte sul tema della laicità. “Sorry ma non cambio idea”, le ha risposto il segreDario su Twitter. Quindi Mario ci parla di primarie per i giovani e per… il direttore di RadioRadicale Massimo Bordin; e ci racconta un episodio molto grave e triste avvenuto a Roma, dove un consigliere comunale della destra che sostiene Alemanno ha mostrato quale livello di rispetto abbia per i cittadini e per il proprio elettorato. Si chiude, come sempre, con scommessa del giorno e pallone. Sentiamo. Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Parc/heggio

agosto 31, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuovo pezzo di Giulia nella sua ru- brica sul nostro giornale. La giova- ne esponente Radicale parte da un episodio di vita quotidiana capitato a Roma per denunciare, una volta di più, la mancanza di legalità imperante da noi. Sentiamo. Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi “Caso Racz, tasse ben spese”

marzo 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuovo pezzo della giovane e bril- lante esponente Radicale dedicato a Karol Racz, il rumeno accusato dello stupro della Caffarella e poi scagionato, finito da subito nel tritacarne mediatico e ieri, ancora, a “Porta a porta” per, scrive Giulia, subire “un simil-interrogatorio nella terza camera”. Sentiamo.

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Proposta Pdl a Roma: cimitero per feti. In Lombardia già c’è. La storia

marzo 16, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Un consigliere del XX municipio, Petrelli, ha presentato un ordine del giorno (approvato) con cui chiede al Comune di riservare un’area dei cimiteri ai “bambini non nati”. Ad Agrigento il primo “caso”.  La Giunta Formigoni ha invece stabilito che i feti (e gli embrioni) devono necessariamente essere sepolti. Questa è la storia di come una parte della politica italiana ha scelto di “dire la sua” su questo delicatis- simo tema. di Luna DE BARTOLO Read more

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