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Diario. Crisi Fli, e la maggioranza cresce di sette unità di G. Baffigo

febbraio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il “nostro” Guzzanti, Pontone, Menardi sicuri. Probabili Saia, Baldassarri, Rosso. Possibile (persino) Viespoli. In sei da Futuro e Libertà, che perde i numeri per mantenere il gruppo al Senato. Nascerà (probabilmente) un gruppo delle Autonomie con i i rientranti (nel centrodestra, e qui sta il punto, che ora vedremo) più gli autonomisti oggi uniti ai senatori Udc. Guzz, come abbiamo visto, raggiunge Scili. Ma perché accade questo? Secondo Fini ciò è dovuto al «potere finanziario del premier»; i fuoriuscenti accusano la presa del partito da parte dei “falchi” (che sarebbero i più antiberlusconiani) a cui Fini, al congresso fondativo di Milano, assegna la vicepresidenza (Bocchino) e il controverso ruolo di capogruppo al Senato a Benedetto Della Vedova, considerato (troppo) laicista dai moderati-cattolici. In generale i moderati in procinto di diventare ex Fli lamentano una linea troppo antiberlusconiana, incline a strizzare l’occhio alla sinistra e, così, del tutto fuori dall’alveo di un centrodestra del quale i finiani (?) continuano a sentirsi parte. Il racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice. Read more

***Diario politico***
L’INCUBO DEL PREMIER
di GINEVRA BAFFIGO

novembre 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Era la sua ossessione. «Non mi farò mettere sulla graticola come accaduto a Prodi». Nel giorno in cui altri due deputati Pdl passano a Futuro e Libertà, e in cui per la prima volta Bocchino parla esplicitamente di «incapacità del presidente del Consiglio a governare», la realtà si rivela ancora più amara: l’ultimo scandalo presenta il conto in termini di prese di distanza di vecchi alleati e di esposizione ai colpi degli avversari, e se la convocazione al Copasir per «conoscere lo stato della sua sicurezza personale» è un colpo basso che da D’Alema ci si poteva attendere, la richiesta del presidente della Conferenza nazionale della famiglia di un «chiarimento» sulla distinzione tra la «vita privata e l’impegno pubblico» ha il sapore del tradimento. L’uomo che ha costruito il suo impero sulla comunicazione si trova oggi al centro di un’opera (congiunta) di demolizione mediatica che non sembra lasciare scampo. La “chiamata” sui gay ha calmato le acque per qualche ora ma non ferma la deriva. Come spesso accade, la realtà è diversa da quella che ci si aspetta. Nel caso di Silvio, è peggiore del suo incubo peggiore. Il grande racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice.             Read more

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