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Confronto tra destra italiana e britannica Ecco una grande inchiesta in sei puntate 3 – La gran debolezza dei poteri esecutivi

luglio 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Qualcuno obiettò che non era possibile far convivere su uno stesso giornale opinioni divergenti e a volte contraddittorie tra loro. Un’idea molto limitata e povera della politica (italiana). Siamo entrati in una nuova fase, le ideologie del secolo scorso ci hanno fatto il favore di dissolversi da sé. La nostra politica deve ora porsi l’obiettivo finale di una “soluzione” nel solo interesse di tutti gli italiani. In questa chiave il giornale della politica italiana, che è il giornale del futuro dell’Italia, rappresenta ogni giorno uno spazio di confronto e un laboratorio per le idee della nostra politica del domani. Al di là dei (vecchi) cartelli di rappresentanza della destra e della sinistra. E quindi, per il momento, a partire da entrambe. E quella di oggi è una giornata nella quale ascoltiamo voci un po’ più di destra su il Politico.it: da ascoltare con spirito critico ma anche nello spirito di chi vuole conoscere – se è di sinistra – le idee degli altri ed elaborarle nel confronto con le proprie. Dopo il pezzo di Marta Cini sulla destra alla destra del Pdl, e la prima zampata di Annalisa Chirico sulle nostre pagine sul tema della privatizzazione dell’acqua, è il momento dell’appuntamento con il grande speciale a cura di Gabriele Federici: il Pdl, riletto nel confronto con i conservatori inglesi. La terza puntata è dedicata all’instabilità sistemica (per l’Italia) e politico-contingente (per la Gran Bretagna) che determina comunque un effetto comune: i governi durano poco e sono poco capaci d’incidere sulla realtà. Sentiamo. Read more

La lotta sottotraccia del “compagno” Fini Sulla bavaglio porta a casa compromesso E adesso frenerà il premier sulle riforme Salvatori: ma gioca la partita dentro il Pdl

giugno 12, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Ieri il coro della destra italiana che non si riconosce nella leadership di Berlusconi – per come si traduce nei fatti – richiamava, dalle nostre colonne, il presidente della Camera ad un maggior impegno di contrasto a cominciare dal, per loro, non sufficiente risultato ottenuto nella riformulazione del ddl intercettazioni. Qua e là le critiche – anche molto aspre – di esponenti vicini all’ex leader di An. Ma, a cominciare dalla implicita richiesta di contropartita di Fini al presidente del Consiglio dopo il placet alla cosiddetta, appunto, legge-bavaglio – una maggiore attenzione alle proprie istanze sul tema della eventuale riforma della Costituzione – la “lotta” del capo di Montecitorio è, una volta di più, del tutto organica alla dialettica interna al partito. Il che esclude, tra l’altro, la possibilità di strappi (salvo, naturalmente, eventuali situazioni eccezionali). Ci racconta come stanno le cose la nostra grande firma per il centrodestra, Pietro Salvatori. Read more

Diario politico. (Brutta) fine legislatura (?) Ora il Pd si incunea tra Berlusconi e Fini: “Niente riforme, premier pensa a voto” Innocenzi: “Sì ma loro non sono pronti…” I finiani: “Federalismo non è una priorità” La Lega: “Senza però si torna alle urne” Sulle intercettazioni il possibile big-bang

aprile 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Dopo un 25 aprile di (apparenti) grandi speranze (è proprio il caso di dirlo), in cui il premier prova a rilanciare l’azione di governo aprendo implicitamente a Fini, un’intervista di Bersani a Repubblica sgonfia la bolla (speculativa: è di nuovo proprio il caso di dirlo) delle riforme e con essa avvia rapidamente il count-down verso possibili elezioni anticipate. E’ un mosaico (o, se preferite, un puzzle) in cui tutte le tessere vanno al proprio posto: il passo indietro dei Democratici, che, come dice Cicchitto, «pensano solo a fare sponda a Fini», nella speranza di coinvolgerlo in un «patto» che consenta almeno di fare la riforma della legge elettorale e magari di varare qualche provvedimento d’urto a fronte della crisi economica del Paese, rende praticamente impossibile il cammino del grande ammodernamento «condiviso» dell’architettura co-istituzionale. Contemporaneamente dalla neo-corrente del presidente della Camera nel Pdl arriva una dichiarazione di lealtà al governo ma anche – per bocca di Raisi ospite di Otto e mezzo – una frenata sul federalismo fiscale. In queste condizioni, Bossi aveva già annunciato che «è meglio andare al voto». E all’orizzonte c’è la discussione sul ddl intercettazioni, su cui la minoranza finiana vuole dire la sua e promette (o minaccia?) di mettere in pratica la “pretesa” di fare pesare democraticamente la propria «opinione differente», pure nella cornice della lealtà al governo. E’ un possibile punto di rottura di questo quadro fragile, che potrebbe del resto naufragare anche su altri provvedimenti-limite sempre in campo giudiziario come il processo breve. Non è detto si arrivi ad una fine anticipata della legislatura, se sarà così lo capiremo solo nei prossimi giorni/settimane, ma le pre-condizioni sembrano esserci tutte. E in questa situazione, come raccontato oggi da Giulia, il segretario del Pd annuncia che «l’alternativa» verrà “varata” solo nel 2011… Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Alla guida di (che) Paese? Ora a pane e acqua i bambini (più) poveri No alla sepoltura di una neonata islamica Parlamentari nominati e i doppi incarichi E Bossi: “A noi il controllo delle banche” Così un leghista (FOTO) a palazzo Chigi?

aprile 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il giornale della politica italiana lo ha scritto, sferzando il Pd: la Lega è diventata il partito del Paese. Ovvero quel partito che rappresenta – davvero – gli italiani. Ma – abbiamo aggiunto – con delle gravi devianze, responsabilità di un centrosinistra che venendo meno alla propria funzione storica lascia aperte delle praterie nelle quali scorrazzano le camicie verdi. Eccole, elencate in apertura del Diario di stasera nel quale si parla dell’ipotesi che – fatta la riforma in senso semi-presidenzialista – con Berlusconi eletto al Quirinale, il suo uomo alla guida del governo possa essere un leghista. Una possibilità rivendicata da Bossi, di fronte alla quale – non solo perché mancano tre anni – nessuno, neppure dal fronte finiano, sembra avere qualcosa da ridire: non tanto per il successo della Lega in sé – i numeri sono pressoché gli stessi delle Europee, anche se con una tenuta in controtendenza rispetto, ad esempio, a Pd e Pdl – quanto appunto perché oggi la Lega assurge all’autorevolezza del partito degli italiani, al punto, anche, che si comincia a parlare di un possibile uomo di Bossi pure per la corsa a sindaco di Napoli. Il partito del nord non è più una spina nel fianco del centrodestra, ma il suo più clamoroso puntello e collante. Il giornale della politica italiana ha colto nei giorni scorsi quello che gli altri grandi quotidiani non hanno saputo cogliere: appunto il tema della Lega partito del Paese. E tocca dunque ancora una volta a il Politico.it squarciare il velo di ipocrisia che copre – invece – queste vere e proprie nefandezze, che tutta la politica italiana onesta e responsabile deve stigmatizzare e respingere senza cedere al fascino (populistico) del nuovo partito degli italiani. E dal centrosinistra, naturalmente, ci si aspetterebbe un colpo di reni. Se non lo volete/sapete fare per voi, cari Democratici, fatelo almeno per l’Italia: che non si ritrovi, nel 2013, con – pure – un’ipotesi di secessione nordista in campo. Dal cuore pulsante di “Roma (e del Paese – una volta – unito) ladrona”. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Schifani: ‘Riforme, solo con opposizione’ Turno unico/doppio, centrodestra diviso Mentre Bossi rilancia: un leghista nel ’13 La mappa della maggioranza dopo il voto

aprile 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Senato rompe un (curioso) silenzio di mesi e fa pesare il proprio ruolo di garanzia super partes. Su un Pdl che sembra avere trovato la quadra su una forma di presidenzialismo temperato, ispirato al modello francese. Ma è sulla distinzione del momento dell’elezione del leader e di quella del Parlamento che ancora si dibatte, tra chi – come Berlusconi, ma anche lo stesso Schifani si era detto favorevole, ieri, per evitare una coabitazione tra eletto-maggioranza di diverso colore che ci potrebbe nondimeno essere lo stesso – propende per il voto in un solo giorno e chi invece chiede di importare anche l’istituto delle cosiddette elezioni di mid-term. Intanto il leader della Lega traduce il maggior peso sullo scacchiere nazionale (e di coalizione) nel rivendicare la possibilità che alla guida del governo – vedremo se, eventualmente, eletto direttamente dal popolo o come uomo del presidente della Repubblica eletto – vada uno dei suoi. Sintomo, paradossalmente, di una Lega sempre più “partito del Paese” come abbiamo scritto in questi giorni capace, oggi, di sintetizzare l’intera maggioranza. Pietro Salvatori ci racconta dunque cosa cambia, a(l) fondo, nel centrodestra dopo l’esito del voto.            Read more

Diario politico. Conflitto di interessi (…)
Il presidenzialismo? Legge ad personam
Premier: ‘A turno unico’. Per stravincere
Ma Fini: “Lo si faccia per (tutto) il Paese” E a Confindustria si parla (anche) di Italia

aprile 10, 2010 by Redazione · 3 Comments 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. I due scenari di cui vi abbiamo raccontato in questi giorni: il mondo a parte della politica italiana, che discute di se stessa e delle proprie riforme. E uno squarcio di realtà a Parma, al convegno annuale dell’associazione degli imprenditori, che chiedono invece risposte concrete per uscire dalla crisi e costruire il futuro. Sul palco del teatrino della nostra politica si sfidano i due cofondatori del Pdl, che rappresentano evidentemente interessi (appunto) opposti. A Parma interviene anche Tremonti, che parla di riforma fiscale e federalismo come prime chiavi di volta con cui incidere sulla realtà continuando a riconoscere – come ha cominciato a fare da qualche tempo – l’esistenza di una crisi che comporta ancora notevoli rischi. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

***(E’) il tempo delle riforme (?)***
STESSE POSIZIONI DI QUINDICI ANNI FA
di ANDREA SARUBBI*

aprile 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha criticato la scelta (ancora una volta – in parte – autoreferenziale) della nostra politica di occuparsi di sé stessa e non del Paese nel momento di crisi che una (grossa) parte di noi sta attraversando, e in maniera drammatica (il «tunnel esistenziale» evocato da Concita De Gregorio). Tuttavia abbiamo anche scritto che, a questo punto, c’è la speranza che le riforme finalmente si facciano e nell’interesse del Paese. E come sempre ci siamo messi a dare il nostro contributo, concreto, alto. Ma i dubbi restano molti. Sia perché la classe dirigente attuale è forse la più autoreferenziale della Storia della Repubblica, sia perché (/cosa che ha provocato che) gli ultimi tentativi sono tutti coincisi con riforme elettorali(stiche) ma nel senso che servivano a portare acqua al mulino della parte in quel momento al governo nell’imminenza delle elezioni, e non erano certo nell’interesse di tutti – ma gli italiani, e non i protagonisti della nostra politica. Insomma, la «legislatura costituente» di cui parlò Frattini mesi fa fa un po’ ridere, se associata all’attuale politica italiana. Tuttavia noi continueremo a dare il nostro contributo nella speranza che si riesca tutti quanti a portare “a casa” qualcosa di buono. Gela queste nostre subitanee speranze il deputato del Partito Democratico, che ci riporta ad (un’altra) realtà: quella per cui alla fine della Prima Repubblica eravamo esattamente al punto in cui ci troviamo oggi: il dibattito era lo stesso, sugli stessi modelli con divisioni sovrapponibili a quelle di oggi (fatta la tara dell’”aggiornamento” che c’è stato nella distribuzione delle sensibilità nei contenitori e delle persone, que- st’ultimo un po’ fermo specie a sinistra). Sentiamo.  Read more

Diario politico. Alla fine i conti tornano (?) Presto o dopo via altri 5 miliardi di spesa Tremonti dice e non dice su come vanno Mentre in molti precipitano in un tunnel Sì ad una “grande riforma”. Ma dell’Italia

aprile 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. E siccome il giornale della politica italiana non pone questioni a vuoto, non ci limitiamo a lanciare il sasso ma facciamo avanzare anche la mano, rilanciando ancora una volta l’idea di fondo che sta alla base della nostra “proposta” (che costituisce naturalmente un altro contributo offerto alla nostra politica): fare del Paese un grande “campus” (universitario) a cielo aperto, che coinvolga tutti (ora vediamo in che senso), in cui la stella polare sia l’innovazione in funzione della competitività e quindi anche (per) la soluzione della crisi di prospettiva che ci aspetta nel confronto con le potenze (economiche) emergenti; la cui chiave di volta è – ecco il punto – un sistema di formazione permanente retto dallo Stato e dalle aziende in stretto rapporto, naturalmente (tocca a loro di impostare e coordinare il “lavoro” – è proprio il caso di dirlo), con università profondamente rinnovate e “liberate”, per il quale chi non ha lavoro non è “disoccupato” bensì “studia” per formarsi a nuovi lavori – che sarà chiamato a fare – parte appunto dell’innovazione, sostenuto – solo se accetta l’impegno formativo – da uno stipendio che sostituisce la cassaintegrazione e anche l’eventuale sussidio di disoccupazione che si trasformano, così, in una sorta di “borsa di studio” (appunto) cessando quindi di essere un provvedimento-tampone a fondo perduto – anche se di grande utilità sociale – e trasformandosi invece in un investimento che produce ricchezza (progressiva). Tutto questo contribuisce a risolvere, in larga parte, il problema sociale del lavoro, ci consente di puntare adeguatamente sull’innovazione che balza al centro del nuovo sistema-Paese, coinvolgendo risorse altrimenti destinate al sociale e dunque ottimizzando la spesa in questo senso, producendo ricchezza sul medio e soprattutto sul lungo periodo, in un circolo virtuoso determinato dalla sempre maggiore competitività dovuta all’innovazione stessa, con l’effetto, peraltro, di far impennare il livello di alfabetizzazione (in senso ampio) del Paese, cosa che non può non contribuire a sua volta alla crescita e a rifare dell’Italia un grande Paese. Tutto questo per (riba)dire che in piena crisi economica è ora di occuparsi dell’Italia e non più (o non solo) della sua politica (autoreferenziale), le riforme istituzionali possono aspettare se non si riesce contestualmente (e prioritariamente) ad affrontare i problemi del Paese; perché, lo diciamo ad Europa, che critica oggi in un suo editoriale il nostro punto di vista condiviso anche da alcune parti della politica italiana, il problema non è elettorale ma sostanziale, diciamo tutto questo perché il Paese ha bisogno e non perché tutto questo debba portare un qualche ritorno in termini di consensi a chicchessia, di cui a noi non importa. Nostra politica che ha il dovere – invece – di occuparsi di ridare un futuro a questo Paese (contemporaneamente, così, risolvendo i problemi di oggi). Trastullarsi su se stessa non ci darà modo non solo di uscire dalla crisi economica di oggi, ma nemmeno da quella storica di un’Italia che perde ogni anno posizioni in tutte le classifiche, a fronte di un patrimonio, umano e culturale, che le potrebbe (le potrà) consentire di tornare ad essere quel grande Paese, culla della civiltà che è stato nella sua Storia. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Rispunta l’asse Veltroni-Fini sulle riforme “Sistema francese, con legge elettorale” Ceccanti a il Politico.it: “Uninominale necessario al bilanciamento dei poteri”

aprile 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’intervista. Il presidente della Camera interviene ad un convegno organizzato da FareFuturo, i veltroniani rispondono sul giornale della politica italiana. Fini: «No a dibattito superficiale, il semi-presidenzialismo va importato per intero». Il senatore del Pd e stretto collaboratore dell’ex sindaco di Roma: «Su quel sistema si può ragionare (anche se la nostra prima opzione restano forme neo-parlamentari) a patto che lo sia integralmente». Lo ha sentito Stefano Catone. Read more

Controcorrente. Una proposta di riforma costituzionale M. Adinolfi

aprile 8, 2010 by Redazione · 2 Comments 

Vedete il giornale della politica italiana: ieri abbiamo denunciato (trovate il Diario ancora qui sotto) la distrazione totale della nostra politica non dai «problemi reali del Paese», una formula stra-abusata e consumata che non evoca più nulla nel pensiero di chi l’ascolta, ma dal «tunnel esistenziale» (Concita De Gregorio) in cui migliaia, se non milioni di italiani sono crollati a causa della crisi economica. Una situazione grave alla quale si accompagna il cattivo (usiamo un eufemismo per non spaventarci) stato di salute dei conti pubblici, naturalmente (come vi abbiamo raccontato) peggiorato anche a causa della stessa crisi (e certo l’immobilismo anche precedente del governo non ha favorito un andamento migliore), che – lo capiamo benissimo tutti – potrebbe anche preludere – speriamo di no – ad una grave crisi nazionale. Insomma, è tutto fuorché il momento in cui rimettersi a “giocare” con le riforme istituzionali. O quanto meno non è ragionevole dare a questo la priorità, se ne può discutere a margine. Nondimeno, la nostra politica comincia ad affrontare il tema, e al netto della contestualizzazione c’è da sperare – ma non si può andare oltre questo, visti i precedenti che abbiamo richiamato e visto anche che il pallino è in mano non solo alla Lega ma specificamente a Roberto Calderoli, quello della «porcata», come definì lui stesso la legge elettorale (vigente) di cui fu estensore – a questo punto che almeno si possa risolvere quella parte di problemi legata al funzionamento della macchina dello Stato (poi, come abbiamo detto, c’è il problema dell’autoreferenzialità “congenita” a questa classe dirigente che la riforma costituzionale può contribuire a guarire ma fino ad un certo punto, e rispetto alla quale c’è bisogno di una svolta più profonda, che non può prescindere da un’assunzione di responsabilità della parte – traversale – più matura della nostra politica) e, insomma – per quanto la strada, con questi protagonisti, continui ad apparirci in salita, e di quelle con tratti al 20% – che si possa fare una buona riforma costituzionale. il Politico.it non si sottrae, dunque, al dibattito. E ospita stamattina la proposta di una delle sue firme più prestigiose. Mario Adinolfi e la sua bozza di riforma costituzionale (ispirata al sistema americano) in sette punti.            Read more

Diario politico. Nell’interesse? del Paese Il record negativo per rapporto deficit/Pil Migliaia di persone in più ora sulla strada Le “riforme” (?) già aspettano da decenni Mentre l’Italia oggi non può più aspettare

aprile 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Nel pieno della peggiore crisi economica e finanziaria dal dopoguerra (basta osservare le stazioni ferroviarie del nostro Paese, la sera: il numero delle persone costrette a passare la notte all’addiaccio è cresciuto visibilmente. E non si tratta – solo – di persone extracomunitarie – appena – immigrate), con la situazione dei conti pubblici che – nonostante l’attenzione, meritoria, riservata da Tremonti – precipita di nuovo a livelli spaventosi precedenti l’inizio dei cicli di risanamento operati dai governi di centrosinistra, nel momento in cui, cioè, più che in qualunque altro della propria storia recente l’Italia ha bisogno della propria politica, di risposte e concrete e urgenti per alleviare, almeno un po’, la sofferenza crescente ed evitare che prenda (ad affliggere) troppe altre persone, in questo momento cruciale per la vita di tutti noi la politica italiana (di oggi) che fa? Passate le elezioni, e dunque messasi al sicuro dal rischio che la propria autoreferenzialità generi nuova anti-politica che si traduca in ulteriore disaffezione e astensione e voto di protesta a movimenti alternativi, si mette silenziosamente (è proprio il caso di dirlo) alle spalle tutto questo per riprendere a trastullarsi con il tema, tradizionale in quanto irrisolto, autoreferenziale – a questo punto, e in questo momento – come non mai, delle cosiddette “riforme” (istituzionali). Che gli italiani non sanno esattamente cosa siano e a cosa servano, che di sicuro non risolveranno (oggi) i loro grandi problemi, e che è quanto meno paradossale che tornino al centro del dibattito politico quando il Paese ne è – suo malgrado – più lontano che mai. Anche perché il sistema ha certamente bisogno di riforme, arrugginito, semi-bloccato com’è divenuto, ma – fuor di ogni demagogia – solo in parte il suo malfunzionamento dipende dalla farraginosità del meccanismo; l’altra parte dipende dall’autoreferenzialità (appunto) di quella stessa classe dirigente che dovrebbe fare le riforme per superarla (sic). A questo proposito va ricordato che le ultime due riforme costituzionali che si sono fatte – quella del titolo V da parte del centrosinistra nel 2000, quella del centrodestra poi bocciata dal referendum della legislatura successiva, oltre alla riforma elettorale evocaticamente definita «porcata» dal suo stesso estensore – avevano tutt’altra funzione che perseguire il bene del Paese, e ci rendiamo conto che abbiamo (la nostra politica ha) perso il contatto con la realtà, e stupisce che solo il giornale della politica italiana si trovi oggi, qui, a denunciare il rischio (che non si risponda a questa) deriva. Il racconto, comunque, all’interno, di Finelli. Read more

L’editoriale. E si lavori a un’ampia condivisione di Aldo Torchiaro

aprile 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale dell’unità di questo Paese. L’unità di questo Paese richiede l’unità della nostra politica. Dunque il giornale della politica italiana è il giornale dell’unità nella nostra politica. Unità della nostra politica che significa condivisione di valori e regole fondamentali per poi contendersi il diritto di far pendere la bilancia del governo del Paese un po’ più da una parte o un po’ più dall’altra secondo uno schema che pure, nel suo penultimo editoriale, il nostro direttore suggeriva sia possibile anche superare, e vale pure come possibile chiave di volta per il futuro dello stesso Partito Democratico. Perché, scriveva Matteo Patrone, l’Italia merita di essere rifondata – come abbiamo scritto anche oggi – su onestà e responsabilità. Rispondendo alla sola domanda su cosa serva a questo Paese. E in questa prospettiva è ragionevole ipotizzare lo stesso superamento di destra e sinistra, e dei cartelli di interesse (più o meno funzionali al bene di tutti) che le due parti della nostra politica costituiscono. Si potrebbe anche dire che chi riuscirà ad assolvere a questa funzione anche senza tradire la propria impostazione originale è destinato a governare a lungo l’Italia, riuscendo contemporaneamente a farne il bene. Un po’ come successo al ciclo della guida di Blair in Inghilterra, che altro non era che questo. E il Pd dovrebbe probabilmente prendere nota. Ma al di là dei destini del principale partito di opposizione, a noi interessa quello del Paese. E dopo aver suggerito con Crespi al presidente del Consiglio di pensare a riforme nell’interesse di tutti, insistiamo con la grande firma di E Polis e del giornale della politica italiana nel chiedere, nell’invocare da parte della nostra politica un «segno di pace» che venga scambiato all’insegna dell’interesse nazionale. Non inciuci, dunque, ma un’anticipazione di quella condivisione di onestà e responsabilità nella quale confrontarsi liberamente ma trovando, inevitabilmente, tanti punti di convergenza che può essere il fondamento dell’Italia del domani. L’editoriale di Torchiaro, dunque. Ascoltiamo.             Read more

Diario politico. L’immagine (d)e(l)la realtà Berlusconi a Tg1, Tg2, Tg4, Tg5, Ita1, Sky Bersani alle 5 davanti a cancelli Mirafiori E theHand racconta così lo scontro finale

marzo 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Nell’ultimo giorno di campagna elettorale il giornale della politica italiana vi propone un lungo rendiconto del confronto a distanza tra il presidente del Consiglio e il segretario Democratico. Il capo dell’opposizione incontra gli operai Fiat per dimostrare che «siamo un partito popolare». Il Cavaliere, dal canto suo, ripete l’invasione delle tivù delle ultime ore delle ultime due campagne elettorali e impone la propria proiezione della realtà (?), come sempre a tuttocampo. Ora il silenzio. Da domani il grande racconto che il Politico.it farà di queste Regionali, a partire dall’andamento del Mondiale di Formula Uno per le Regioni in bilico. Buon viaggio nelle ultime ore di campagna elettorale, intanto, con Ginevra Baffigo.

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Diario politico. Siamo pure in buone mani Così Fini (redarguisce Berlusconi di ieri): “Fare le riforme nello spirito costituente” Segue Napolitano: “Per l’unità del Paese”

marzo 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Diario istituzionale (che non significa affatto neutro o poco incisivo, anzi, e ora ci veniamo) in cui per una (nostra) par condicio diamo spazio all’intervista di oggi di Mentana a Pierluigi Bersani così come ieri avevamo raccontato l’intervento di Berlusconi in Piemonte, senza però titolarvi su (come ieri) e dando priorità, ancora una volta, alla prospettiva di lungo periodo e al futuro del Paese. Per chi non dovesse averlo in mente, lo “spirito costituente” al quale fa riferimento il presidente della Camera si può descrivere come la disposizione (d’animo) di chi vuole davvero fare le cose nell’esclusivo interesse del proprio Paese e di tutti (quello invocato dal nostro direttore – da lui non solo per le riforme istituzionali – nell’editoriale di sabato scorso, che trovate nella rubrica e ancora anche nella vetrina Politica) figlia, questa disposizione, dell’esigenza e della grande voglia di avere o fare (bene) qualcosa di chi per troppo tempo ne è stato privato e, ora, ha  modo di esprimere tutta la propria intensità e il meglio di sé producendo (spesso) le opere migliori della vita (personale o di una comunità), come appunto nel caso della nostra Costituzione. Quella alla quale fa riferimento anche Giorgio Napolitano, che come proseguendo il discorso di Fini indica un possibile (benefico) effetto collaterale (o perseguito) di questo modo di agire (o più difficilmente una sua precondizione): appunto l’unità, il senso di appartenenza comune e di vicinanza e solidarietà tra gli italiani e tutte le parti del nostro Paese. E’ su questo che, portando le nostre idee anche sul modo specifico in cui tutto questo si possa realizzare, il Politico.it continuerà ad insistere. Per il bene del proprio Paese. Ora il racconto: Finelli. Read more

Berlusconi ci pensa: “Presidenzialismo” Su questo è “no” netto del centrosinistra Ma su riforma elettorale il Pd resta diviso

marzo 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’eloquio-fiume del presidente del Consiglio di ieri (che trovate in versione integrale nel Diario politico firmato Baffigo, qui sotto) si è snodato (o sarebbe meglio dire è scorso) lungo due direttrici (in due alvei): la prima, l’assalto alla giustizia che, lo abbia- mo capito – il Politico.it lo ha raccontato per primo – rappresenterà il senso di una linea post-Regionali volta a rimuovere gli ultimi ostacoli alla piena libertà di “manovra” sul piano della legalità. La seconda, il richiamo alla riforma istituzionale che vede l’elezione diretta del presidente della Repubblica come proprio cardine. L’intenzione storica, del Cavaliere – di cui abbiamo scritto nel lanciare il Diario di ieri -di costruire un capo dello Stato (e del governo) che abbia finalmente pieni poteri. La stessa intenzione di sempre di Gianfranco Fini e della destra storica italiana, che non è detto, però, la vedano allo stesso modo del presidente del Consiglio: e la differenza è quella che abbiamo segnalato passa tra la visione di una moderna destra europea (quella finiana) e la destra di Berlusconi, funzionale soprattutto all’esal- tazione politica della leadership del premier. A que- sta doppia chiarezza di idee si contrappongono, inve- ce, le divisioni in senso al maggior partito d’opposi- zione, la cui maggioranza bersaniandalemiana sembra tuttavia – da tempo – orientata a favorire una riforma elettorale in senso proporzionale alla tedesca nell’ambito di un più generale – come proposto da Bersani in più occasioni – rafforzamento del sistema parlamentare (non senza naturalmente concedere qualcosa al potenziamento della figura del presidente del Consiglio). La firma è di Salvatori. Read more

Diario politico. La “visione” del governo Una risposta a Pd: incentivi per la ripresa Ma se gli investimenti non hanno sbocco Dimenticati del tutto ricerca e così futuro

marzo 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ha saputo anticipare, ogni volta, ciò sarebbe accaduto di lì a poco (e non solo) nella nostra politica. L’altra notte abbiamo richiamato le nostre previsioni sulla resa nei conti nel Pdl che si è poi puntualmente verificata (anche se prima del tempo). Qualche Diario prima avevamo colto che la riforma della giustizia diventava (insieme allo specifico del blocco alle intercettazioni) la nuova priorità del presidente del Consiglio, in quanto era proprio la giustizia italiana l’ultimo vero baluardo di legalità nel nostro Paese, e andava – andrà; ovviamente dal punto di vista – fermata e smantellata. E avevamo scritto che i tre anni senza elezioni avrebbero favorito questo progetto del premier. Oggi arriva la conferma: «Ce ne occuperemo di qui al 2013. Perché questa giustizia minaccia la democrazia», ovvero la sua (totale, a dispetto delle regole) libertà. E domani riprenderemo il nostro filone su dove va la politica italiana dal punto di vista del sistema istituzionale e delle sue riforme per raccontarvi della posizione del Pd di fronte a quello che – come sostiene ormai da tempo Eugenio Scalfari – è l’obiettivo di fondo di Berlusconi, che è tornato a ribadirlo oggi: il presidenzialismo a fronte, per di più, di una riduzione dei poteri di controllo. Ovvero una vera e propria piccola svolta autoritaria per la via democratica (fino ad un certo punto) delle riforme. Pietro Salvatori ci racconterà come si pone rispetto a questo l’opposizione. Ma il tema che vi proponiamo stasera è quello di cui leggerete di meno su tutti gli altri grandi quotidiani, eppure è il vero tema centrale e decisivo per il futuro dell’Italia: il governo ha varato oggi un piano di incentivi che dà seguito al dibattito parlamentare sulla crisi e risponde alle sollecitazioni di Bersani, e soprattutto all’esigenza del Paese di interventi per contenere gli effetti della congiuntura negativa e favorire la ripresa (più veloce possibile). Dunque un fatto di per sé positivo. I problemi sono due; uno (relativamente) più piccolo e comunque legato (anche) a difficoltà “esterne” e uno capitale. Il primo è che i soldi sono pochi e l’esecutivo ha fatto poco per ricavarne degli altri; dunque quale che fosse stata la destinazione decisa da Tremonti e Scajola l’intervento avrebbe avuto un impatto molto limitato. Ma pure in questa chiave, era importante intervenire in modo tale che tutto questo costituisse l’inizio di un percorso e le risorse messe in campo cominciassero (o, per una parte, continuassero) ad alimentare, in buona sostanza, gli sforzi di innovazione delle nostre imprese attraverso la ricerca. Invece le risorse a disposizione in questo senso sono diminuite. «Il governo le ripristini al più presto per garantire quelle imprese che hanno già realizzato gli investimenti in innovazione necessari al superamento della difficile congiuntura economica», incalza Emma Marcega- glia. E anche il segretario del Pd spinge su questo tasto: «Gli incentivi del governo non sono ciò che serve al Paese. C’è bisogno di aiutare l’innovazione e l’internazionalizzazione». Il racconto, all’interno, di Ginevra Baffigo.

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Diario. Berlusconi: “Su giustizia leggi ad libertatem”. Bersani: “Così dialogo salta”

gennaio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Natale è alle spalle, l’aggressione al presidente del Consiglio – che fa il suo rientro a palazzo Grazioli – sempre più lontana, e le curve di Pdl e Pd lentamente si disgiungono. La maggioranza accelera su processo breve e legittimo impedimento, i Democratici non ci stanno (più). Vi spieghiamo nel dettaglio i piani del centrodestra. Come anticipato oggi, in Lazio è sempre più vicina la scelta della leader Radicale come candidata di tutto il centrosinistra. Gli elogi del segretario («Emma è una fuoriclasse»), che lascia però l’ultima parola all’assemblea regionale fissata martedì. «Ma niente primarie dove la destra ha già un uomo (o una donna) in campo». Sulla vicenda di Rosarno interviene Giorgio Napolitano: «Tradite legalità e solidarietà». Sacconi: «Un grande Piano per l’integrazione, che coniughi repressione della clandestinità e politiche apposite». Il racconto.            Read more

***Il retroscena***
ORA “REPUBBLICA” CAMBIA LINEA E AVVALLA IL DIALOGO?
di LUIGI CRESPI

gennaio 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale diretto da Ezio Mauro apriva oggi con una (imprevedibile) “conversazione”  - che in realtà era una vera e propria intervista, con domanda e risposta - niente meno che al presidente del Consiglio. Dopo le dieci domande e considerati gli attacchi e comunque la distanza che è sempre intercorsa tra il quotidiano e Berlusconi, un vero e proprio colpo di scena editoriale. Che non può che celare (e in ogni caso avere) dei risvolti e delle implicazioni di ordine politico più generale. Il giornale della politica italiana analizza la sorpresa che i lettori di “Repubblica” hanno trovato stamane in edicola con il suo editorialista numero uno. Sentiamo.            Read more

Diario politico. Regionali, ‘doni e carbone’ Udc: un po’ di qua, un po’ là, un po’ soli

dicembre 28, 2009 by Redazione · 2 Comments 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Riparte la politica italiana. Casini annuncia le alleanze in vista della tornata di marzo. Lo schema sostanzialmente è: alleati con chi vince, tranne laddove il sicuro vincitore può fare a meno di noi (Emilia, Toscana). Uniche eccezioni: la Puglia, dove i centristi avevano fatto un passo in più chiedendo la testa di Vendola e ora che l’hanno ottenuta (il candidato del centrosinistra sarà Michele Emiliano) non tornano indietro, e il Piemonte, dove la candidatura di Cota, da parte del centrodestra, riesce indigeribile ai moderati dello scudocrociato così che potrebbero fare buon viso a cattivo gioco con la Bresso ma anche andare da soli. Uno schema che sa molto di opportunismo che lascia probabilmente interdetti sia il centrodestra sia il centrosinistra. Riparte la politica italiana e noi facciamo il punto su queste prime ore dopo Natale: la (presunta) telefonata di Berlusconi a Bersani che il segretario Democratico smentisce; Franceschini che tronca il dialogo se sarà sulla base delle «leggi ad personam» (nello specifico, il legittimo impedimento) pur approvate dal centrodestra per conto proprio; il presidente del Consiglio che annuncia che il 2010 sarà l’anno delle riforme (istituzionali) al telefono con la Comunità Incontro di don Gelmini. Il racconto. Read more

***Lo scenario***
DIALOGO/INCIUCIO, PER D’ALEMA LA PRESIDENZA COPASIR?
di ALDO TORCHIARO

dicembre 21, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Alla ripresa dopo il week-end, in queste ultime ore di politica italiana prima della pausa natalizia, il volto di Red ed editorialista de il Politico.it e di E Polis fa il punto dopo il ritorno sulla piazza (è proprio il caso di dirlo) del presidente del Consiglio. Chi ha paura del dialogo? Certo non D’Alema, in cambio della cui disponibilità Berlusconi terrebbe pronta la poltrona oggi occupata da Francesco Rutelli. L’aggressione da parte di Tartaglia ha portato linfa nuova, al Cavaliere, che schizza in alto nei sondaggi e comunque si prepara ad una probabile vittoria alle Regonali. In questo quadro che farà Bersani? Prova ad anticiparcelo il nostro Aldo Torchiaro. Sentiamo. Read more

Il Pdl apre al centrosinistra sulla giustizia Ma Franceschini: no a nuova bicamerale

ottobre 23, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ha assicurato di voler fare più opposizione, il segreDario, anche per andare incontro alle istanze della base; e a due giorni dalle primarie non può certo recedere su questo piano. I dietrologi potrebbero vedere nella tempistica della proposta del Popolo della Libertà una chiave per incidere sull’esito del congresso Democratico. In realtà però una vittoria di Franceschini – potenzialmente favorita - andrebbe contro l’interesse della maggioranza, che può sicuramente prediligere una leadership più conciliante come quella Bersani-D’Alema. Spazzato il campo dalle dietrologie, dunque, resta il punto: Franceschini che, forse, risponde con un eccesso di automatismo ad una proposta che viene sì dalla parte ai Democratici opposta con la quale in passato tutti i tentativi di dialogo sono falliti, ma che riguarda un tema delicatissimo sul quale il rischio è di una forzatura. E, inoltre, chissà che in tutto questo non ci sia la firma di quella matrice finiana che, dialogando anche attraverso il presidente della Camera e la sua fondazione con D’Alema, da un lato spinge per una europeizzazione della destra italiana, dall’altro appunto getta i ponti del dialogo stesso. Ci racconta tutto il nostro Carmine Finelli. Read more

Lodo Alfano. Ora la riforma della giustizia. Per tutti di Luigi Crespi

ottobre 8, 2009 by Redazione · 2 Comments 

Prosegue il racconto (intrecciato) su due livelli (temporali) del fatto dell’anno per la politica italiana: da un lato le ore decisive e successive la decisione della Consulta, con le reazioni in casa Berlusconi, ricostruite satiricamente dalla  matita di theHand nelle tre vignette che vi stiamo proponendo (dopo il commento, in arrivo la terza e conclusiva); dall’altro il passato (che abbiamo visto con Sarubbi), il presente (che vediamo ora) e il futuro del Governo, della maggioranza e della politica italiana dopo la svolta di ieri. Il presente, dunque. A rappresentarlo è il nostro Luigi Crespi, che analizza le possibili soluzioni e conclude così: Berlusconi deve senz’altro rinunciare alla tentazione plebiscitaria (che perseguirebbe andando ad elezioni anticipate) e, piuttosto, cercare di utilizzare il consenso che continua ad avere per risolvere i veri problemi alla radice del Lodo: quelli della giustizia (per tutti) in Italia. Subito. Sentiamo. Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Serietà istituzionale

giugno 2, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuovo pezzo della giovane espo- nente Radicale nella sua rubrica sul nostro giornale. Dopo le criti- che al Partito Democratico e la dichiarazione di voto per Marco Cappato e la Lista Bonino-Pannella, Giulia affronta gli annunci recenti di Berlusconi e, in particolare, il tema, sollevato, delle riforme costituzionali. Sentiamo. Read more

Il contributo. La nostra proposta di riforma costituzionale A. Sarubbi

maggio 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato del Partito Democratico ed ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine” spiega ai lettori de il Politico.it il progetto del centrosinistra in tema di riduzione del numero dei parlamentari e superamento del bicameralismo perfetto. Sentiamo. Read more

Diario politico. Financial Times: “Premier pericoloso”. Frattini: “Stampa disonesta”

maggio 27, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Il prestigioso quotidiano britannico esce con un editoriale durissimo nei confronti del nostro presidente del Consiglio: “Non è fascista ma è ricco e spietato, e rappresenta un cattivo esempio per tutti”, e anche da parte di altri grandi giornali europei – tra cui The Indipendent ed El Pais – arrivano critiche. Momento nero, per Berlusconi, in difesa del quale interviene il ministro degli Esteri. Anche Franceschini va giù duro nei confronti del premier: “Gli fareste educare i vostri figli?”, chiede provocatoriamente. E per la prima volta da quando il Cavaliere è in politica, intervengono nel dibattito pubblico che lo riguarda i figli Pier Silvio, Marina e Luigi, che si dicono “orgogliosi dei valori ricevuti”. In questo contesto passano in secondo piano le polemiche sul tema della riduzione dei parlamentari e un’intervista a Massimo D’Alema, che dice di non volersi candidare alla segreteria Pd ma, diversamente da quanto accaduto in passato, torna ad esercitare la propria leadership. Il racconto.     Read more

Diario politico. Ecco le mozioni di Pd-Idv ’08, più nuovi disoccupati che assunzioni

maggio 26, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Dossier sulla giornata parlamentare con la presentazione delle due mozioni, la prima di sfiducia, la seconda per l’abrogazione del Lodo Alfano, rispettivamente del partito di Di Pietro e dei Democratici. Sul tema della riduzione del numero dei parlamentari, lanciato nei giorni scorsi da Berlusconi, il Pd chiede la calendarizzazione di un ddl Zanda già depositato, ma incassa il “no” della maggioranza. Finocchiaro: “Abbiamo scoperto il trucco di chi è d’accordo solo a parole”. Prove di unità nell’opposizione che al momento stenta a trovare una sintesi, probabilmente in ragione della vicinanza del voto che acuisce gli egoismi dei singoli partiti a caccia di un consenso in più. Ma il cuore della giornata è il rapporto Istat sull’anno trascorso: salgono al 22% le famiglie che hanno serie difficoltà economiche, il 6% non arriva alla fine del mese. Tremonti “risponde” a Marcegaglia: “Le pensioni vanno bene così”. Il racconto. Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi La paura (tanta) e la speranza (…)

aprile 29, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Nuovo pezzo di Giulia nella sua ru- brica sul nostro giornale. La giova- ne esponente Radicale intervie- ne sul tema della crisi e del modo in cui è affrontata dal Governo, sostenendo la necessità di riforme e di un maggiore realismo. Sentiamo. Read more

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