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Schifani: ‘Riforme, solo con opposizione’ Turno unico/doppio, centrodestra diviso Mentre Bossi rilancia: un leghista nel ’13 La mappa della maggioranza dopo il voto

aprile 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Senato rompe un (curioso) silenzio di mesi e fa pesare il proprio ruolo di garanzia super partes. Su un Pdl che sembra avere trovato la quadra su una forma di presidenzialismo temperato, ispirato al modello francese. Ma è sulla distinzione del momento dell’elezione del leader e di quella del Parlamento che ancora si dibatte, tra chi – come Berlusconi, ma anche lo stesso Schifani si era detto favorevole, ieri, per evitare una coabitazione tra eletto-maggioranza di diverso colore che ci potrebbe nondimeno essere lo stesso – propende per il voto in un solo giorno e chi invece chiede di importare anche l’istituto delle cosiddette elezioni di mid-term. Intanto il leader della Lega traduce il maggior peso sullo scacchiere nazionale (e di coalizione) nel rivendicare la possibilità che alla guida del governo – vedremo se, eventualmente, eletto direttamente dal popolo o come uomo del presidente della Repubblica eletto – vada uno dei suoi. Sintomo, paradossalmente, di una Lega sempre più “partito del Paese” come abbiamo scritto in questi giorni capace, oggi, di sintetizzare l’intera maggioranza. Pietro Salvatori ci racconta dunque cosa cambia, a(l) fondo, nel centrodestra dopo l’esito del voto.            Read more

Diario politico. Conflitto di interessi (…)
Il presidenzialismo? Legge ad personam
Premier: ‘A turno unico’. Per stravincere
Ma Fini: “Lo si faccia per (tutto) il Paese” E a Confindustria si parla (anche) di Italia

aprile 10, 2010 by Redazione · 3 Comments 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. I due scenari di cui vi abbiamo raccontato in questi giorni: il mondo a parte della politica italiana, che discute di se stessa e delle proprie riforme. E uno squarcio di realtà a Parma, al convegno annuale dell’associazione degli imprenditori, che chiedono invece risposte concrete per uscire dalla crisi e costruire il futuro. Sul palco del teatrino della nostra politica si sfidano i due cofondatori del Pdl, che rappresentano evidentemente interessi (appunto) opposti. A Parma interviene anche Tremonti, che parla di riforma fiscale e federalismo come prime chiavi di volta con cui incidere sulla realtà continuando a riconoscere – come ha cominciato a fare da qualche tempo – l’esistenza di una crisi che comporta ancora notevoli rischi. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

***(E’) il tempo delle riforme (?)***
STESSE POSIZIONI DI QUINDICI ANNI FA
di ANDREA SARUBBI*

aprile 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha criticato la scelta (ancora una volta – in parte – autoreferenziale) della nostra politica di occuparsi di sé stessa e non del Paese nel momento di crisi che una (grossa) parte di noi sta attraversando, e in maniera drammatica (il «tunnel esistenziale» evocato da Concita De Gregorio). Tuttavia abbiamo anche scritto che, a questo punto, c’è la speranza che le riforme finalmente si facciano e nell’interesse del Paese. E come sempre ci siamo messi a dare il nostro contributo, concreto, alto. Ma i dubbi restano molti. Sia perché la classe dirigente attuale è forse la più autoreferenziale della Storia della Repubblica, sia perché (/cosa che ha provocato che) gli ultimi tentativi sono tutti coincisi con riforme elettorali(stiche) ma nel senso che servivano a portare acqua al mulino della parte in quel momento al governo nell’imminenza delle elezioni, e non erano certo nell’interesse di tutti – ma gli italiani, e non i protagonisti della nostra politica. Insomma, la «legislatura costituente» di cui parlò Frattini mesi fa fa un po’ ridere, se associata all’attuale politica italiana. Tuttavia noi continueremo a dare il nostro contributo nella speranza che si riesca tutti quanti a portare “a casa” qualcosa di buono. Gela queste nostre subitanee speranze il deputato del Partito Democratico, che ci riporta ad (un’altra) realtà: quella per cui alla fine della Prima Repubblica eravamo esattamente al punto in cui ci troviamo oggi: il dibattito era lo stesso, sugli stessi modelli con divisioni sovrapponibili a quelle di oggi (fatta la tara dell’”aggiornamento” che c’è stato nella distribuzione delle sensibilità nei contenitori e delle persone, que- st’ultimo un po’ fermo specie a sinistra). Sentiamo.  Read more

Rispunta l’asse Veltroni-Fini sulle riforme “Sistema francese, con legge elettorale” Ceccanti a il Politico.it: “Uninominale necessario al bilanciamento dei poteri”

aprile 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’intervista. Il presidente della Camera interviene ad un convegno organizzato da FareFuturo, i veltroniani rispondono sul giornale della politica italiana. Fini: «No a dibattito superficiale, il semi-presidenzialismo va importato per intero». Il senatore del Pd e stretto collaboratore dell’ex sindaco di Roma: «Su quel sistema si può ragionare (anche se la nostra prima opzione restano forme neo-parlamentari) a patto che lo sia integralmente». Lo ha sentito Stefano Catone. Read more

Controcorrente. Una proposta di riforma costituzionale M. Adinolfi

aprile 8, 2010 by Redazione · 2 Comments 

Vedete il giornale della politica italiana: ieri abbiamo denunciato (trovate il Diario ancora qui sotto) la distrazione totale della nostra politica non dai «problemi reali del Paese», una formula stra-abusata e consumata che non evoca più nulla nel pensiero di chi l’ascolta, ma dal «tunnel esistenziale» (Concita De Gregorio) in cui migliaia, se non milioni di italiani sono crollati a causa della crisi economica. Una situazione grave alla quale si accompagna il cattivo (usiamo un eufemismo per non spaventarci) stato di salute dei conti pubblici, naturalmente (come vi abbiamo raccontato) peggiorato anche a causa della stessa crisi (e certo l’immobilismo anche precedente del governo non ha favorito un andamento migliore), che – lo capiamo benissimo tutti – potrebbe anche preludere – speriamo di no – ad una grave crisi nazionale. Insomma, è tutto fuorché il momento in cui rimettersi a “giocare” con le riforme istituzionali. O quanto meno non è ragionevole dare a questo la priorità, se ne può discutere a margine. Nondimeno, la nostra politica comincia ad affrontare il tema, e al netto della contestualizzazione c’è da sperare – ma non si può andare oltre questo, visti i precedenti che abbiamo richiamato e visto anche che il pallino è in mano non solo alla Lega ma specificamente a Roberto Calderoli, quello della «porcata», come definì lui stesso la legge elettorale (vigente) di cui fu estensore – a questo punto che almeno si possa risolvere quella parte di problemi legata al funzionamento della macchina dello Stato (poi, come abbiamo detto, c’è il problema dell’autoreferenzialità “congenita” a questa classe dirigente che la riforma costituzionale può contribuire a guarire ma fino ad un certo punto, e rispetto alla quale c’è bisogno di una svolta più profonda, che non può prescindere da un’assunzione di responsabilità della parte – traversale – più matura della nostra politica) e, insomma – per quanto la strada, con questi protagonisti, continui ad apparirci in salita, e di quelle con tratti al 20% – che si possa fare una buona riforma costituzionale. il Politico.it non si sottrae, dunque, al dibattito. E ospita stamattina la proposta di una delle sue firme più prestigiose. Mario Adinolfi e la sua bozza di riforma costituzionale (ispirata al sistema americano) in sette punti.            Read more

L’editoriale. E si lavori a un’ampia condivisione di Aldo Torchiaro

aprile 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale dell’unità di questo Paese. L’unità di questo Paese richiede l’unità della nostra politica. Dunque il giornale della politica italiana è il giornale dell’unità nella nostra politica. Unità della nostra politica che significa condivisione di valori e regole fondamentali per poi contendersi il diritto di far pendere la bilancia del governo del Paese un po’ più da una parte o un po’ più dall’altra secondo uno schema che pure, nel suo penultimo editoriale, il nostro direttore suggeriva sia possibile anche superare, e vale pure come possibile chiave di volta per il futuro dello stesso Partito Democratico. Perché, scriveva Matteo Patrone, l’Italia merita di essere rifondata – come abbiamo scritto anche oggi – su onestà e responsabilità. Rispondendo alla sola domanda su cosa serva a questo Paese. E in questa prospettiva è ragionevole ipotizzare lo stesso superamento di destra e sinistra, e dei cartelli di interesse (più o meno funzionali al bene di tutti) che le due parti della nostra politica costituiscono. Si potrebbe anche dire che chi riuscirà ad assolvere a questa funzione anche senza tradire la propria impostazione originale è destinato a governare a lungo l’Italia, riuscendo contemporaneamente a farne il bene. Un po’ come successo al ciclo della guida di Blair in Inghilterra, che altro non era che questo. E il Pd dovrebbe probabilmente prendere nota. Ma al di là dei destini del principale partito di opposizione, a noi interessa quello del Paese. E dopo aver suggerito con Crespi al presidente del Consiglio di pensare a riforme nell’interesse di tutti, insistiamo con la grande firma di E Polis e del giornale della politica italiana nel chiedere, nell’invocare da parte della nostra politica un «segno di pace» che venga scambiato all’insegna dell’interesse nazionale. Non inciuci, dunque, ma un’anticipazione di quella condivisione di onestà e responsabilità nella quale confrontarsi liberamente ma trovando, inevitabilmente, tanti punti di convergenza che può essere il fondamento dell’Italia del domani. L’editoriale di Torchiaro, dunque. Ascoltiamo.             Read more

L’editoriale. Riforme nell’interesse di tutti (gli italiani) di Luigi Crespi

aprile 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana cre- de nell’onestà e nella responsabi- lità. Su queste colonne avete sempre trovato e troverete sempre e solo idee, opinioni, punti di vista ispirati a quei due valori irrinunciabili. Per il bene del Paese. E’ su questi due pilastri che si può infatti rifondare la politica italiana del futuro. In questa chiave il grande sondaggista legge il peso sempre maggiore che la Lega va acquisendo nella nostra politica, «un peso superiore a quello elettorale», che tende a non funzionare per l’interesse di tutti. Come nel caso della riforma elettorale, sulla quale, dalla «legge-porcata» di Calderoli al dibattito che si sta sviluppando nella maggioranza, le camicie verdi insistono per una soluzione che, invece di essere utile a tutti, serve ad «esaltare il peso (ancora) elettorale della Lega». Oggi il presidente del Consiglio incontra Bossi. il Politico.it, per la firma proprio dell’ex spin doctor del Cavaliere, lancia al premier un appello: presidente superi gli egoismi e pensi – a partire dalla legge elettorale – a soluzioni per il bene del Paese.            Read more

Diario politico. Ora parliamo di migranti Fini: “Subito cittadinanza per i loro figli” No della Lega, spieghino il vero perché

marzo 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Mentre il presidente del Consiglio va avanti sulla sua (è proprio il caso di dirlo) strada – «Faremo la riforma della giustizia per superare questa situazione di democrazia violata anche senza il concorso dell’opposizione»; «I cittadini ai gazebo sceglieranno se eleggere direttamente il presidente della Repubblica o il presidente del Consiglio», ovvero tra il presidenzialismo e il presidenzialismo, una sorta di plebiscito che prepari quello sulla propria persona per la stessa poltronissima – il capo di Montecitorio torna su un proprio cavallo di battaglia dedicato, in questo caso, alla situazione dei bambini. Fini, favorevole ad una riduzione dei tempi necessari all’acquisizione della cittadinanza per chi sia venuto dall’estero a vivere nel nostro Paese, li chiede a maggior ragione per i figli di immigrati nati qui, culturalmente italiani (e non solo, naturalmente) a tutti gli effetti. Stasera in una delle poche trasmissioni televisive in cui si possa parlare di politica italiana (in modo serio) rimaste (in questo mese di campagna elettorale ma non solo) Casini e Castelli si ritrovavano sull’idea che l’Italia non debba comunque, però, cedere al multiculturalismo. Ovvero, spiegava Casini, chi viene qui deve sapere di dover riconoscere e rispettare la nostra cultura, che secondo il leader Udc è la cultura della tradizione «cristiana». E siccome, appunto, i figli di immigrati sono appunto da questo punto di vista perfettamente integrati come qualsiasi altra persona nata in Italia, sì – era il senso dell’intervento di Casini – alla proposta di Fini. Castelli non è d’accordo. Ma i problemi legittimamente e anche doverosamente posti dalla Lega sull’immigrazione hanno a che fare con la sicurezza (che non si lega in nessun modo a questo tema), il tema della “priorità agli italiani” (e il Politico.it condivide l’idea che la politica italiana debba occuparsi in primo luogo dell’Italia, a partire da quel tema della sostenibilità che deve essere ben coniugato con il privilegio della solidarietà e il riconoscimento che i processi storici non possono essere arrestati), che però vale ovviamente per chiunque sia italiano a tutti gli effetti e dunque per i bambini figli di immigrati come per i bambini italiani di seconda e più generazione, l’integrazione (naturale nel caso di questi bambini che crescono nel nostro Paese insieme agli altri bambini nelle nostre scuole). E dunque (appunto) non riguardano in nessun modo questi bambini. Rispetto ai quali la sola ragione per dire no al riconoscimento di una cittadinanza veloce si chiama razzismo. Non tutte le istanze della Lega sono razziste; il giornale della politica italiana non ama il modo di giudicare tranchant e preferisce cercare di comprendere, e spiegare i fenomeni. In questo caso, però, c’è poco (d’altro) da capire. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. E’ qui la politica italiana(?) Bagnasco: “L’innovazione contro la crisi imprese non taglino nuovi posti di lavoro E gli immigrati vanno trattati come eguali No a egoismo nella nostra vita pubblica”

marzo 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. In una giornata in cui intervengono sia il presidente del Consiglio sia Gianfranco Fini, a parlare di «politica vera» è l’Arcivescovo di Genova. Se Berlusconi rilancia la strategia di attribuire le peggiori nefandezze in politica economica al centrosinistra, evidentemente «ribaltando la realtà», se persino il presidente della Camera indugia sulle pur importanti riforme istituzionali (ma si tratta pur sempre di un mezzo e non del fine, e il Paese ha bisogno, intanto, di sentire – ricominciare a – parlare del fine), ci pensa il capo dei vescovi italiani a fare politica (ma, a nostro modo di vedere, come abbiamo raccontato prima, senza ingerenze), e a dare un po’ di sostanza e di contenuto allo sterile dibattito pubblico nel nostro Paese. E così come per il pluralismo dell’informazione (in tivù), allo stesso modo nessuno si deve preoccupare se una voce è troppo forte (al di là di ogni potentato: qui non è questo il punto), troppo appassionata, troppo “vera”. Semmai tutti facciano uno sforzo per cercare di contrapporre, dal par loro, una voce altrettanto forte e autorevole, per restituirci, appunto, un dibattito. In tale quadro Bagnasco merita uno sguardo un po’ più complessivo. Abbiamo fatto il conto: il bilancio di presunte “indicazioni di voto” è almeno quattro a uno a favore dei candidati del centrosinistra. Non lo diciamo, beninteso, a vantaggio del Pd e dei suoi alleati – della cui sorte ci importa solo in quanto protagonisti – e quindi strumenti – speriamo sempre più virtuosi, per la nostra politica – ma per cogliere il senso complessivo, e quindi vero, delle parole del cardinale. Che difende i «valori non negoziabili», sì, e li mette al primo posto. Ma poi attacca parlando di lavoro («Dalla crisi non si esce tagliando posti ma sforzandosi di immaginare il nuovo»: meraviglia per le nostre orecchie, «e aumentino gli ammortizzatori sociali per non fare sentire abbandonate le persone che non ce la fanno»), di immigrazione («Sono nostri eguali»), di «rispetto della legalità e senso dello Stato», contro le persone che si fanno gioco della «cosa pubblica» per il loro «tornaconto personale». In confronto alle quali si tratta, invece, dice Bagnasco, di tornare, appunto, «alla politica vera». La sua. Se una colpa ha il povero Bagnasco, è di fare il capo dei vescovi in un Paese in cui non c’è, oggi, una politica italiana. In questo quadro, la voce della Chiesa risuona nel vuoto. Forte. Meno male che una voce, almeno, risuona. Il racconto di Baffigo. Read more

Berlusconi ci pensa: “Presidenzialismo” Su questo è “no” netto del centrosinistra Ma su riforma elettorale il Pd resta diviso

marzo 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’eloquio-fiume del presidente del Consiglio di ieri (che trovate in versione integrale nel Diario politico firmato Baffigo, qui sotto) si è snodato (o sarebbe meglio dire è scorso) lungo due direttrici (in due alvei): la prima, l’assalto alla giustizia che, lo abbia- mo capito – il Politico.it lo ha raccontato per primo – rappresenterà il senso di una linea post-Regionali volta a rimuovere gli ultimi ostacoli alla piena libertà di “manovra” sul piano della legalità. La seconda, il richiamo alla riforma istituzionale che vede l’elezione diretta del presidente della Repubblica come proprio cardine. L’intenzione storica, del Cavaliere – di cui abbiamo scritto nel lanciare il Diario di ieri -di costruire un capo dello Stato (e del governo) che abbia finalmente pieni poteri. La stessa intenzione di sempre di Gianfranco Fini e della destra storica italiana, che non è detto, però, la vedano allo stesso modo del presidente del Consiglio: e la differenza è quella che abbiamo segnalato passa tra la visione di una moderna destra europea (quella finiana) e la destra di Berlusconi, funzionale soprattutto all’esal- tazione politica della leadership del premier. A que- sta doppia chiarezza di idee si contrappongono, inve- ce, le divisioni in senso al maggior partito d’opposi- zione, la cui maggioranza bersaniandalemiana sembra tuttavia – da tempo – orientata a favorire una riforma elettorale in senso proporzionale alla tedesca nell’ambito di un più generale – come proposto da Bersani in più occasioni – rafforzamento del sistema parlamentare (non senza naturalmente concedere qualcosa al potenziamento della figura del presidente del Consiglio). La firma è di Salvatori. Read more

Diario politico. La “visione” del governo Una risposta a Pd: incentivi per la ripresa Ma se gli investimenti non hanno sbocco Dimenticati del tutto ricerca e così futuro

marzo 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ha saputo anticipare, ogni volta, ciò sarebbe accaduto di lì a poco (e non solo) nella nostra politica. L’altra notte abbiamo richiamato le nostre previsioni sulla resa nei conti nel Pdl che si è poi puntualmente verificata (anche se prima del tempo). Qualche Diario prima avevamo colto che la riforma della giustizia diventava (insieme allo specifico del blocco alle intercettazioni) la nuova priorità del presidente del Consiglio, in quanto era proprio la giustizia italiana l’ultimo vero baluardo di legalità nel nostro Paese, e andava – andrà; ovviamente dal punto di vista – fermata e smantellata. E avevamo scritto che i tre anni senza elezioni avrebbero favorito questo progetto del premier. Oggi arriva la conferma: «Ce ne occuperemo di qui al 2013. Perché questa giustizia minaccia la democrazia», ovvero la sua (totale, a dispetto delle regole) libertà. E domani riprenderemo il nostro filone su dove va la politica italiana dal punto di vista del sistema istituzionale e delle sue riforme per raccontarvi della posizione del Pd di fronte a quello che – come sostiene ormai da tempo Eugenio Scalfari – è l’obiettivo di fondo di Berlusconi, che è tornato a ribadirlo oggi: il presidenzialismo a fronte, per di più, di una riduzione dei poteri di controllo. Ovvero una vera e propria piccola svolta autoritaria per la via democratica (fino ad un certo punto) delle riforme. Pietro Salvatori ci racconterà come si pone rispetto a questo l’opposizione. Ma il tema che vi proponiamo stasera è quello di cui leggerete di meno su tutti gli altri grandi quotidiani, eppure è il vero tema centrale e decisivo per il futuro dell’Italia: il governo ha varato oggi un piano di incentivi che dà seguito al dibattito parlamentare sulla crisi e risponde alle sollecitazioni di Bersani, e soprattutto all’esigenza del Paese di interventi per contenere gli effetti della congiuntura negativa e favorire la ripresa (più veloce possibile). Dunque un fatto di per sé positivo. I problemi sono due; uno (relativamente) più piccolo e comunque legato (anche) a difficoltà “esterne” e uno capitale. Il primo è che i soldi sono pochi e l’esecutivo ha fatto poco per ricavarne degli altri; dunque quale che fosse stata la destinazione decisa da Tremonti e Scajola l’intervento avrebbe avuto un impatto molto limitato. Ma pure in questa chiave, era importante intervenire in modo tale che tutto questo costituisse l’inizio di un percorso e le risorse messe in campo cominciassero (o, per una parte, continuassero) ad alimentare, in buona sostanza, gli sforzi di innovazione delle nostre imprese attraverso la ricerca. Invece le risorse a disposizione in questo senso sono diminuite. «Il governo le ripristini al più presto per garantire quelle imprese che hanno già realizzato gli investimenti in innovazione necessari al superamento della difficile congiuntura economica», incalza Emma Marcega- glia. E anche il segretario del Pd spinge su questo tasto: «Gli incentivi del governo non sono ciò che serve al Paese. C’è bisogno di aiutare l’innovazione e l’internazionalizzazione». Il racconto, all’interno, di Ginevra Baffigo.

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