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Reg. Lazio istituisce altre 4 commissioni Quattro milioni d’euro buttati o intascati Sì da tutti i gruppi compresi i vendoliani Così la nostra politica pensa (?) al Paese

dicembre 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha fatto propria la battaglia per il taglio della spesa pubblica e, in esso, dei costi della politica. E Annalisa Chirico ci regala questo racconto di come la nostra politica autoreferenziale di oggi sembri invece voler continuare nella direzione opposta. Ovvero quella dell’arricchimento dei propri protagoni- sti (?) a discapito del bene dell’Italia. La Regione Lazio era già la Regione con il più elevato numero di commissioni (16) e più sprecona del Paese. Con questo nuovo giro di giostra battezzato dalla giunta Polverini – che prometteva di ridurre gli sprechi – ma condiviso da tutte le forze politiche, ad eccezione dei Radicali e con una timida astensione dei due consiglieri Idv, la leadership (? al rovescio) diventa indiscussa. Istituita anche una commissione sui Giochi Olimpici che non si sa se verranno assegnati a Roma. E respinta (persino) la proposta di farla decadere nel caso in cui le Olimpiadi andassero ad altri (!). E intanto la Fiat lascia l’Italia. Anche per questo. E, vedremo dopo, facciamo la figura degli accattoni perché facciamo pagare la tassa ai turisti per «mantenere il (nostro) patrimonio storico». Con quattro milioni di euro buttati via, avremmo potuto fare questo (e altro). La Regione Lazio faccia marcia indietro. E le forze più oneste e responsabili della nostra politica si assumano la responsabilità di tagliare la spesa e, equamente, con essa, i costi della politica. O presto non ci sarà più alcuna spesa. Per nessuno. Il racconto della vicenda laziale, all’interno, firmato Annalisa Chirico. Read more

Parentopoli, Alemanno pensa lasciare (?) e (ri)lanciarsi (pulito) nel match nazionale
di PIETRO SALVATORI

dicembre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Retroscena. Ci prendiamo una pausa da Berlusconi e dalle vicende della crisi raccontandovi come non ha fatto nessun altro lo scandalo delle nomine. Il terremoto sotterraneo nella politica e nella destra romana. E il sindaco adesso non esclude più di fare un passo indietro. Prima che sia troppo tardi. Anche su Liberal. di PIETRO SALVATORI Read more

***Diario politico***
IL PARLAMENTO VA IN VACANZA FINO AL 14
di GINEVRA BAFFIGO

dicembre 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Sì, avete capito bene: fino al giorno della (s)fiducia la Camera resterà chiusa. Motivo? Evitare agguati (era già pronta la mozione contro il ministro Bondi) e poter tessere tranquillamente la tela delle tattiche di palazzo per (non) far cadere il governo. La nostra politica (del tutto) autoreferenziale di oggi batte un altro colpo. Intanto il Paese va alla deriva. Ci siamo stancati. Se (non) vi importa (solo di voi), lasciate posto a qualcuno che abbia a cuore la nazione. Il racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice. Read more

Diario politico. Adesso parliamoci chiaro Così Bossi: ‘Sono porci questi romani’ (?) E il Pd: “Mozione di sfiducia individuale” Ma Bagnasco: ‘Ora basta perdere tempo’ Italia o riparte ora (e può tornare grande) o supera punto di non ritorno del declino

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Ci vuole ancora una volta il presidente del- la Cei, per riportare la nostra politica autoreferenziale di oggi dentro i confini della realtà. Il ministro per le Riforme, invece di predisporre le riforme, insulta gli italiani. Il Pd, invece di preparare e lanciare i suoi progetti per il futuro dell’Italia, si preoccupa di rintuzzarlo. Una risposta era necessaria, ma può questo terreno folle («SPQR non significa “Senatus Populusque Romanus” ma “sono porci questi romani”», come alle elementari dice il Senatùr) essere il solo sul quale si muovono la maggioranza e l’opposizione della politica, la Politica del nostro Paese? Non può. E non tanto per ragioni di decenza (che pure si confanno alle nostre istituzioni) quanto perché non ce lo possiamo permettere. L’Italia, il giornale della politica italiana lo ha scritto ancora una volta per primo, si trova di fronte ad un bivio al quale non può più sfuggire tentennando in mezzo alla strada. Deve scegliere. Se continua così, imbocca la strada che scende verso il basso, ed è quella di un declino inarrestabile che renderebbe strutturali le attuali condizioni di crisi economica e, progressivamente, ci renderebbe tutti (molto) più poveri. Un declino dal quale non si potrebbe uscire – ammesso che i nostri conti possano reggere – se non con molta difficoltà e molto tempo. Una Grande (?) Depressione all’italiana, che durerebbe anni, decenni, e segnerebbe la fine – ma non nel senso auspicato dalla Lega – del nostro Paese. Ci dispiace essere così duri, ma la realtà è questa. E, d’altra parte, non è appunto questo il nostro domani. Se, infatti – al contrario – la politica italiana torna IMMEDIATAMENTE a lavorare, concependo un’idea di futuro e mettendola in campo con un’azione coraggiosa – la trasformazione della nostra economia in una economia della produzione d’eccellenza e delle idee, facendo dell’innovazione la nostra stella polare, con rivoluzione a cascata per università, ricerca e scuola, e possibili soluzioni per il problema della mancanza (di continuità) di lavoro attraverso il supporto della formazione permanente – non solo ci salveremo, ma torneremo tra i grandi e potremo conoscere – se continueremo poi su quella strada, non sedendoci più sugli allori come avvenuto al contrario nella parte finale dei cinquant’anni che ci lasciamo alle spalle – decenni di sviluppo. Per noi, oggi, non c’è via mediana. O tutto, o niente. Perché siamo ad un passo dal baratro, ma abbiamo le risorse, se lo evitiamo (e dobbiamo, appunto, farlo subito) per ritornare grandi. Ora o mai più. E’ proprio il caso di dirlo. E’ quello che dice, in buona sostanza, anche Angelo Bagnasco. Del quale il Politico.it sottolinea ancora una volta l’onestà e la responsa- bilità, e il grande amore per l’Italia. Oggi è lui, insieme alla leader degli Industriali, la più autorevole voce della politica italiana. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli. Read more

L’orrore della lapidazione (di una donna) Ora tutto il Paese si mobilita per Sakineh

settembre 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Un regime che uccide, che lascia uccidere a colpi di pietrate. Questo è, oggi, l’Iran degli Ayatollah e la comunità internazionale si muove per salvare la vittima designata dell’ultima atrocità. Ieri è stata la volta della nostra politica. Le gigantografie di Sakineh esposte sui palazzi della politica italiana ma anche l’impegno, diretto, del governo e la manifestazione davanti all’ambasciata iraniana. Ce la racconta il nostro Pietro Salvatori. Anche su Liberal. Read more

Diario politico. Uno, dieci, mille Brancher Spazzati via processi a premier e ministri Nuovo lodo Alfano retroattivo-”allargato” Ma nel Pdl anche onestà e responsabilità Pisanu: “Anche per me gli eroi sono altri”

giugno 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Uscito dalla porta, lo scudo per Brancher rischia di rientrare dalla finestra. Di fronte alla reazione di sdegno per il caso del ministro nominato perché potesse sfuggire dai suoi guai giudiziari – a differenza di tutti noi cittadini – che – come ci ha rivelato ieri il nostro Crespi – trascina il presidente del Consiglio al punto più basso – in termini di fiducia – dal giorno del suo ritorno a Palazzo Chigi, Berlusconi non lascia, raddoppia. Accelera e si prepara a far approvare la versione costituzionale della norma che consente la sospensione (permanente) dei processi per… lui. E non solo. Stavolta anche le accuse “maturate” prima dell’inizio dell’attività di governo, nelle vesti di comuni cittadini, di fatto decadranno e – come già con la formula finale del legittimo impedimento – tutto ciò non varrà più solo per il capo del governo, ma anche per i suoi ministri. Silvio conta sull’effetto dispersivo e distensivo dell’estate ormai cominciata e su una memoria dell’opinione pubblica che si è già dimostrata corta. Ma questa volta la fretta (necessaria, dal suo punto di vista) potrebbe avergli giocato un brutto scherzo. Brancher ha segnato un punto di svolta e, forse, di non ritorno nel rapporto tra la maggioranza e il Paese. Che non sembra più disposto a farsi prendere in giro, a colpi di provvedimenti che sollevano i membri del governo dalle responsabilità per le quali un comune cittadino passa anni interi entrando e uscendo dai tribunali. In questo quadro il risveglio, per un Berlusconi che, come abbiamo avuto modo di scrivere, non appare più brillante come una volta, potrebbe essere bru- sco. Il racconto della giornata, all’interno, di Bagnoli. Read more

Diario politico. Festa dell’unità (d’intenti) “Ora facciamo insieme l’Italia moderna” Lo dice Berlusconi già pungolato da Fini Così il premier dà ascolto a il Politico.it Napolitano: “L’esempio dei nostri padri” (Ma stiamo dimenticando il Paese in crisi) Presidente, avanti nell’interesse di tutti

aprile 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La festa della Liberazione coincide – non a caso naturalmente – con un giorno di grande politica (italiana). Anche se per ora solo a parole. Il presidente del Consiglio raccoglie nei fatti il nostro appello (non sappiamo se e quanto direttamente, di certo il Politico.it è letto – e in qualche caso fatto – anche dalle persone vicine al Cavaliere, sta di fatto che recepisce in toto il nostro invito) e aprendo implicitamente ad un presidente della Camera che da un’altra tribuna televisiva rinnova la propria spinta di modernizzazione (anche) del Pdl con toni concilianti che favoriscono la dialettica interna, rilancia sulla strada della modernità che il giornale della politica italiana gli aveva indicato. Per capire meglio cos’è accaduto in questo 25 aprile che (non vorremmo essere ingiuriosi) evoca un’altra liberazione, quella dai «lacci e lacciuoli» imposti al Paese negli ultimi vent’anni, non è retorico fare riferimento alla carica morale dei nostri padri costituenti, evocata sabato dal presidente della Repubblica, figlia della Resistenza e della “necessità” di rifare (grande) il Paese dopo la distruzione seguita al ventennio e della guerra (civile e non). Parlano dunque Berlusconi e Fini. I loro discorsi sono caratterizzati da una grande assenza: la crisi economica e la situazione (e l’urgenza) di migliaia di (altri) italiani caduti (è proprio il caso di dirlo?) o che rischiano di cadere in povertà a seguito dello sconquasso di mercati (tutti, anche quello del lavoro) di questi mesi. Ma la maggioranza, lo sappiamo, è una maggioranza di destra, e per quanto non rinunciamo a sperare (e a lavorare per) delle risposte, rapide, può rientrare nell’ordine (non) naturale (politicamente parlando) delle cose che la priorità venga data ad altro, ad esempio alla riforma dello Stato inteso come spina dorsale della nazione (ed è già qualcosa, anzi, che si parli di riformarla). A venir meno alla propria responsabilità (relativa, in tutti i sensi) è – piuttosto – il centrosinistra, ancora una volta del tutto fuori dalla discussione di queste ore. La politica italiana la fa tutta il centrodestra. E, come dicevamo, a parte il “trascurabile dettaglio” di cui vi abbiamo appena riferito, lo fa con uno spirito in linea con l’importanza di questa giornata. Il premier parla in un messaggio video mandato in onda dai telegiornali (che a qualcuno è sembrato un’anticipazione di un possibile futuro da presidente della Repubblica) e fa ciò che il giornale della politica italiana aveva invitato a fare: rilancia rispetto alla dialettica interna al Pdl e quindi l’azione di governo (e del Parlamento); non cita direttamente i rapporti con Fini ma è chiaro che le mosse dell’ex leader di An influiscono su ciò e su come Berlusconi dice. Il capo dell’esecutivo torna a porre (appunto) il tema delle «riforme condivise» nella prospettiva di fare «l’Italia del futuro». il Politico.it da mesi offre idee e spunti per quello che potrebbe essere il Paese del domani (qui, ad esempio, e qui); non è ragionevole aspettarsi vengano recepite (pure queste) in toto perché sono riconducibili ad una sensibilità maggiormente moderata (e, insieme, radicale) ma che si ponga il tema complessivo è già qualcosa di importante. E, naturalmente, l’apporto di Fini è e sarà/è auspicabile che sia sempre più decisivo. E anche lo spirito dei Costituenti: visto che sembra ascoltarci, presidente, vada fino in fondo, lo faccia nel solo ed esclusivo interesse di tutti gli italiani. Coinciderà con il suo, di capo del governo che pas- serà alla Storia per avere (finalmente) modernizzato questo Paese. Il racconto, ora, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. Ora la (vera) svolta di Fini Grazie a lui il Pdl sta (già) cambiando (?) Se 30 deputati dicono no a ddl pro-caccia Resti dov’è ed eserciti sua golden share Dopo Berlusconi la “sua” destra europea

aprile 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Nicolò Bagnoli. Alcuni dei maggiori editorialisti del giornale della politica italiana (che, nel solco della tradizione liberale dei grandi quotidiani americani ospita anche opinioni che, naturalmente sulla base di una condivisione di fondo, possono non esprimere la linea del giornale) hanno scritto su queste stesse colonne, nei giorni scorsi, che la “rottura” (che noi non abbiamo mai chiamato in questo modo, in realtà, perché di questo ancora non si tratta) tra Berlusconi e Fini è definitiva, perché il processo è giunto ad un punto di non ritorno. E stamattina, accompagnando l’intervento di Stefano De Luca, abbiamo ribadito – e questo è un punto di vista ormai condiviso – che tra l’anima finiana e quella berlusconiana ci sono differenze culturali che non potranno essere cancellate. Ma. Ma la “sensibilità” (è proprio il caso di dirlo – ?) politica dei cosiddetti berluscones è figlia direttamente della leadership del presidente del Consiglio. Che polarizza queste stesse posizioni e quelle del centrosinistra. Anche per questo l’unica opposizione credibile riesce, come ha scritto oggi Luigi Crespi, proprio quella di Gianfranco Fini: perché è l’unica che guarda al Paese e prescinde, appunto, da questa contrapposizione sterile. Per questa stessa ragione, comunque, è presumibile che quando quella leadership verrà meno l’anima del Pdl che vi fa riferimento possa, magari nel tempo, aprirsi maggiormente all’esterno e amalgamarsi con maggiore facilità con altre contigue. Se tuttavia a quel punto il presidente della Camera avrà lasciato il Popolo della Libertà sarà molto più facile per un erede diretto di Berlusconi prenderne la guida e mantenerne – con più o meno successo, sarebbe tutto da verificare – l’impostazione. Se, al contrario, Gianfranco Fini sarà rimasto nel partito del premier magari svolgendo un’intelligente opera di mediazione tra la propria cultura politica e, appunto, quella della maggioranza interna di oggi – concedendo qualcosa su questo piano, come del resto ha fatto fin’oggi – e contemporaneamente spingendo sulla strada della democratizzazione attraverso, anche, il sano esercizio di far valere il proprio peso (anche) numerico in Parlamento per far passare/non far passare (o meglio per favorire o dissuadere) iniziative che rappresentano o contraddicono quella cultura politica, Fini potrebbe esserne il leader naturale – quel ruolo al quale aspira da sempre ma che per varie ragioni non è ancora riuscito a preparare efficacemente – e, a quel punto, portare tutta la destra italiana sulla strada intrapresa. Questa del resto non è un’ipotesi così innovativa, è quella alla quale Fini lavora da tempo. E potrebbe apparire paradossale che si ponga di nuovo nel momento di massima distanza dentro il Pdl. Ma segnali di crescente democrazia interna – come il voto di oggi sulla stagione venatoria, per quanto sia un tema che si lega a logiche lobbistiche che dividono trasversalmente la politica italiana, e superano la questione dell’appartenenza o meno a parti anche interne ai partiti anche perché, nello specifico, non interessa direttamente a Berlusconi; ma anche le riunioni, che continuano a tenersi, degli organismi dirigenti. Decisivo in questo senso sarà l’esito, anche formale, della direzione nazionale di giovedì – e la necessità per la nostra politica di avere, prima o poi, una destra normale suggeriscono e invocano almeno un’ultima verifica sulla possibilità di percorrere questa strada. Due sono gli interroga- tivi. Il primo riguarda la disponibilità di Berlusconi ad accettare almeno un po’ di questa dialettica interna, anche a livello e in funzione parlamentare. E conoscendo il presidente del Consiglio diremmo che i margini sono molto ristretti. Il secondo riguarda i reali confini della cultura politica a cui fa riferimento Gianfranco Fini: in molti casi le sue posizioni sono apparse davvero innovative, forse “troppo” persino per una moderna destra europea. E dunque irrimediabilmente lontane da quelle con le quali, superata la polarizzazione, dovrebbe amalgamarsi. Ma, a questo punto – e lo diciamo contro i nostri stessi principi – un po’ di pragmatismo politico si impone anche al presidente della Camera. Se il “pia- no” sarà predisposto con accortezza, può essere de- cisivo per il bene del Paese. Ora Bagnoli, all’interno. Read more

Controcorrente. Sì, ora il Pd parli pure ai moderati di Mario Adinolfi

aprile 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il vicedirettore di Red e grande blogger torna a dire la sua nel di- battito sul (prossimo, si spera) futuro del Partito Democratico. Un attacco alla dirigenza ex-Pci che «non è interessata a vincere» ma solo a »gestire la sua quota di potere» che sfocia poi in una serie di proposte: a cominciare da quella, lanciata ieri dal nostro direttore, di un Pd che superi il radicalismo (in tutti i sensi) e, senza rinunciare (anzi) alla nettezza delle posizioni, sappia però ascoltare e rivolgersi a tutto il Paese, che nella parte ancora da “conquistare” e conquistabile è il Paese della «gente di mezzo (moderata e perbene, in gran maggioranza cattolica) perché – scrive Adinolfi – delle nostre stronzate fighette alla film di Ozpetek o Salvatores la gente se ne sbatte il cazzo». E un modo per mettersi nelle condizione di farlo, ribadisce Mario, è il rinnovamento della classe dirigente. Il dibattito vero, fatto di idee e proposte sul futuro dei Democratici - e (quindi) dell’Italia, oltre a quello sul domani del no- stro Paese tout court - è solo sul giornale della po- litica italiana. Buona lettura e buona politica con noi. Read more

Racconto (incrociato) del dopo-Regionali Lazio e Piemonte, dove si sono decise Oggi Cota: “Sì a nucleare, no Gay Pride” Polverini aveva percepito il recupero

marzo 31, 2010 by Redazione · 1 Comment 

E dopo un altro episodio del racconto di theHand, torniamo all’analisi. Prima con Gaspare Serra abbiamo fatto il punto nazionale, dicendo la nostra parola definitiva su come sono andate le elezioni. Ora con Pietro Salvatori scendiamo nel dettaglio delle regioni che a lungo, prima del voto, sono state considerate in bilico e che hanno alla fine deciso – andando in una direzione opposta a quella prevista – questa tornata. Piemonte dove è cominciata, oggi, sostanzialmente (anche se l’insediamento avverrà solo tra qualche tempo) l’era del capogruppo leghista alla Camera. Autore di due uscite molto forti (ma altrettanto chiare) che non mancheranno di fare discutere (e, specie per ciò che riguarda la presa di posizione sul nucleare, anche di suscitare, forse, qualche malcontento pure nella parte che lo ha eletto governatore). Ma per il momento cerchiamo di capire le dinamiche che hanno portato i due neo-presidenti di centrodestra alla guida delle loro Regioni. A Torino proprio queste caratteristiche di Cota – leghista a metà tra falchi e colombe, tra Borghezio, per dire, e lo stesso Umberto Bossi – sono state forse la chiave dell’affermazione su Mercedes Bresso; in Lazio si è assistito ad un continuo ribaltamento di fronte, dovuto prima alla vicenda Marrazzo, poi al caos liste Pdl. La nuova leader della politica laziale non seguì Berlusconi nella sua intenzione di rinviare le elezioni a partire dall’occasione-pretesto della riammissione della lista Sgarbi. Segno che aveva capito da che parte tirasse il vento. Ce ne parla Salvatori.                 Read more

Mondiale Formula Uno, le sfide decisive In Piemonte ora è perfetta parità (a 48.1) Nel Lazio la Ferrari sorpassa la McLaren

marzo 27, 2010 by Redazione · 3 Comments 

Ultimissimi rilevamenti Bidimedia per il giornale della politica italiana: a Torino la scuderia del gran patron recupera 600 metri e impatta sulla Testaros- sa. Mondiale completamente (ri)aperto e impossi- bile fare qualsiasi previsione. Si decide in queste ore. Altrettanto significativo il dato del Lazio, dove la Ferrari accelera (+0.6 km), riprende e stacca la McLaren, costretta ad inseguire (-0.2 km): sorpassi e controsorpassi che hanno caratterizzato l’ultima settimana. Tutto da (ri)fare. Ecco le due regioni. Read more

Diario politico. L’immagine (d)e(l)la realtà Berlusconi a Tg1, Tg2, Tg4, Tg5, Ita1, Sky Bersani alle 5 davanti a cancelli Mirafiori E theHand racconta così lo scontro finale

marzo 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Nell’ultimo giorno di campagna elettorale il giornale della politica italiana vi propone un lungo rendiconto del confronto a distanza tra il presidente del Consiglio e il segretario Democratico. Il capo dell’opposizione incontra gli operai Fiat per dimostrare che «siamo un partito popolare». Il Cavaliere, dal canto suo, ripete l’invasione delle tivù delle ultime ore delle ultime due campagne elettorali e impone la propria proiezione della realtà (?), come sempre a tuttocampo. Ora il silenzio. Da domani il grande racconto che il Politico.it farà di queste Regionali, a partire dall’andamento del Mondiale di Formula Uno per le Regioni in bilico. Buon viaggio nelle ultime ore di campagna elettorale, intanto, con Ginevra Baffigo.

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Bagnasco ha messo in campo più valori Ma tant’è passato solo il tema dell’aborto Quale sarà l’effetto su Polverini-Bonino? Speciale con analisi di Crespi e theHand

marzo 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sapete come il giornale della politica italiana la pensa sulla prolusione del cardinale. E la “richiesta di rettifica” diffusa ieri da Bagnasco conferma, a nostro modo di vedere, la bontà della lettura. Gli altri media hanno però scelto la strada più facile (e redditizia) di estrarre da un discorso di 19 pagine, coerenti e omogenee, il solo passaggio sull’inter- ruzione di gravidanza. Comunque la si veda ciò ha reso il messaggio di Bagnasco potenzialmente dirompente per la campagna elettorale. E in particolare per la sfida nel Lazio, nella quale è impegnata quella che è stata considerata l’obiettivo della (presunta) offensiva dei vescovi, ovvero Emma Bonino. il Politico.it non può allora fare a meno di chiedersi quanto e in che modo tutto questo avrà ripercussioni sull’esito delle Regionali a Roma. E lo fa, come sempre, con le firme e gli osservatori più autorevoli. Illustrata dal nostro Maurizio Di Bona, ecco la ricostruzione del grande sondaggista, che parte dalla crisi mondiale della Chiesa (a fronte della vicenda dei preti pedofili) per arrivare al particolare della situazione italiana e nel Lazio. Buona lettura e buona politica con il giornale della politica italiana. Read more

Avevamo ragione (ancora una volta) noi Bagnasco: “Quei valori su stesso pianoSarubbi: ‘Ecco come la penso sull’aborto’

marzo 23, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è stato tra i pochi, ieri (e oggi), a raccontare la prolusione del capo dei ve- scovi italiani nella sua interezza, così com’era stata concepita e proposta, uno splendido messaggio (anche) politico che prevedeva (conseguentemente) un colpo a destra e uno a sinistra (ma con la sola intenzione di proporre la propria visione, sincera, vera, e dunque perfettamente opinabile ma anche doverosamente rispettabile). Di più: il Politico.it aveva segnalato come in questa campagna elettorale, almeno a livello nazionale, la voce di Bagnasco fosse stata l’unica – politique compresa – a parlare di (e fare) «vera politica». Una risposta saggia da parte di chi si fosse sentito (e di chi ora, dopo la richiesta di rettifica – perché di questo si tratta, nessun passo indietro – di Bagnasco, si dovrà sentire) tirato in causa sarebbe dovuta essere, dovrà essere la riflessione, l’individuazione di valori, l’elaborazione di contenuti, e finalmente la proposizione che sarà possibile con quella stessa forza e autorevolezza che è venuta dal capo della Cei. Insomma, non è cancellando l’unica voce vera, politica, che si sia sentita (fino ad oggi) in questa campagna elettorale che si risolve il problema della politica italiana; è, invece, nell’esatto opposto, moltiplicando voci come questa (e, naturalmente, di segno variamente sovrapponibile, opposto, contrario, fiancheggiante, ma di contenuto) che si supererà la fase autoreferenziale della nostra politica e si potrà cominciare a tendere (di nuovo) verso un grande Paese. Oggi Bagnasco chiarisce (la condizione di) tutto questo (ovvero appunto la complessità del suo messaggio) e il nostro giornale è felice, ancora una volta, di avere visto giusto e di avere proposto quella che noi consideriamo la giusta lettura, nella giusta visione. Perché vale naturalmente a maggior ragione (o così noi lo sentiamo) per noi: onestà e responsabilità, per il bene del Paese. Il deputato del Partito Democratico riflette sulla specifica presa di posizione sull’aborto di Bagnasco e ci consegna questa ennesima, saggia riflessione. All’interno. Read more

***Il commento***
LA PIAZZA SPINGE IL PDL
di LUIGI CRESPI

marzo 21, 2010 by Redazione · 2 Comments 

Il centrosinistra le riempie, il centrodestra vince le elezioni. E’ successo molto spesso negli ultimi anni. Così come l’invito (quando viene lanciato) dei leader Democratici a conquistare porta a porta il consenso decisivo – inaugurato da Veltroni nella campagna elettorale per le Politiche del 2008 – è il sintomo che quella partita è probabilmente già persa. Ma al di là della disputa sui numeri, che tipo di effetto può avere (avuto) la manifestazione di sabato sull’esito finale di queste elezioni? Il grande sondaggista analizza il rendimento del premier a San Giovanni e confronta il centrodestra con la sua alternativa. «Un’altra Italia», quella evocata (dai manifesti) di Bersani, che sembra però, scrive Crespi, non esserci ancora. E dunque è possibile che in due regioni-chiave e in bilico come il Piemonte e il Lazio, Pdl possa anche capitalizzare l’onda lunga della piazza di sabato. Il giornale della politica italiana introduce i giorni decisivi per l’esito delle Regionali con questo editoriale dell’ex spin doctor del presidente del Consiglio, che fa il punto sulla partita.

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Diario politico. La “visione” del governo Una risposta a Pd: incentivi per la ripresa Ma se gli investimenti non hanno sbocco Dimenticati del tutto ricerca e così futuro

marzo 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ha saputo anticipare, ogni volta, ciò sarebbe accaduto di lì a poco (e non solo) nella nostra politica. L’altra notte abbiamo richiamato le nostre previsioni sulla resa nei conti nel Pdl che si è poi puntualmente verificata (anche se prima del tempo). Qualche Diario prima avevamo colto che la riforma della giustizia diventava (insieme allo specifico del blocco alle intercettazioni) la nuova priorità del presidente del Consiglio, in quanto era proprio la giustizia italiana l’ultimo vero baluardo di legalità nel nostro Paese, e andava – andrà; ovviamente dal punto di vista – fermata e smantellata. E avevamo scritto che i tre anni senza elezioni avrebbero favorito questo progetto del premier. Oggi arriva la conferma: «Ce ne occuperemo di qui al 2013. Perché questa giustizia minaccia la democrazia», ovvero la sua (totale, a dispetto delle regole) libertà. E domani riprenderemo il nostro filone su dove va la politica italiana dal punto di vista del sistema istituzionale e delle sue riforme per raccontarvi della posizione del Pd di fronte a quello che – come sostiene ormai da tempo Eugenio Scalfari – è l’obiettivo di fondo di Berlusconi, che è tornato a ribadirlo oggi: il presidenzialismo a fronte, per di più, di una riduzione dei poteri di controllo. Ovvero una vera e propria piccola svolta autoritaria per la via democratica (fino ad un certo punto) delle riforme. Pietro Salvatori ci racconterà come si pone rispetto a questo l’opposizione. Ma il tema che vi proponiamo stasera è quello di cui leggerete di meno su tutti gli altri grandi quotidiani, eppure è il vero tema centrale e decisivo per il futuro dell’Italia: il governo ha varato oggi un piano di incentivi che dà seguito al dibattito parlamentare sulla crisi e risponde alle sollecitazioni di Bersani, e soprattutto all’esigenza del Paese di interventi per contenere gli effetti della congiuntura negativa e favorire la ripresa (più veloce possibile). Dunque un fatto di per sé positivo. I problemi sono due; uno (relativamente) più piccolo e comunque legato (anche) a difficoltà “esterne” e uno capitale. Il primo è che i soldi sono pochi e l’esecutivo ha fatto poco per ricavarne degli altri; dunque quale che fosse stata la destinazione decisa da Tremonti e Scajola l’intervento avrebbe avuto un impatto molto limitato. Ma pure in questa chiave, era importante intervenire in modo tale che tutto questo costituisse l’inizio di un percorso e le risorse messe in campo cominciassero (o, per una parte, continuassero) ad alimentare, in buona sostanza, gli sforzi di innovazione delle nostre imprese attraverso la ricerca. Invece le risorse a disposizione in questo senso sono diminuite. «Il governo le ripristini al più presto per garantire quelle imprese che hanno già realizzato gli investimenti in innovazione necessari al superamento della difficile congiuntura economica», incalza Emma Marcega- glia. E anche il segretario del Pd spinge su questo tasto: «Gli incentivi del governo non sono ciò che serve al Paese. C’è bisogno di aiutare l’innovazione e l’internazionalizzazione». Il racconto, all’interno, di Ginevra Baffigo.

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Diario politico. Questa sera apriamo così ‘Rispetto della legalità, senso dello Stato’ (Cioè le ‘nostre’ onestà e responsabilità) A chiederle non è però il “solito” Marino Bagnasco: “Sono questi i valori cristiani”

marzo 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, per un grande Diario, è di Ginevra Baffigo. Nel giorno dell’arresto dell’ex vicepresidente Democratico della Regione Puglia Sandro Frisullo, a dieci giorni dalle elezioni, che può configurarsi come un caso di “giustizia (magari fondata ma) ad orologeria” come altri precedenti nel verso (politico) opposto, e pone comunque il tema del rapporto tra politica& magistratura e del rischio di una politicizzazione e di un eccesso di protagonismo da parte di alcuni magistrati; nel giorno in cui il presidente del Consiglio torna ad attaccare la magistratura «amica (al contrario, ndr) della sinistra» e ribadisce l’intenzione – che avevamo sottolineato in un Diario di qualche giorno fa – di una “riforma” della giustizia (che ha del minaccioso), il giornale della politica italiana sceglie il “disarmo” (anche se da parte nostra non ce n’era bisogno), di dare un seguito al proprio invito alla nostra politica ad assumersi la responsabilità di fare un passo indietro e di stemperare per prima i toni del confronto con la Giustizia, e si sforza di cominciare (continuare) a fare ciò che è necessario perché tutto questo sia, nel tempo, possibile: ovvero guardare (come sempre) al futuro, producendo una cesura e lasciandosi alle spalle le scorie di questi quindici anni di politica italiana (autoreferenziale: il male è tutto qui, come abbiamo denunciato nelle ultime due settimane). Lo fa, il Politico.it, assumendo il punto di vista del capo dei vescovi italiani, a dimostrazione di come il fronte dell’onestà e della responsabilità abbia dalla sua forze di grande spessore e assolutamente trasversali (politicamente, socialmente e culturalmente), anche per ribadire che la tradizione cristiana, i suoi valori non si esauriscono e non sono rappresentati (solo) da chi oggi si fa portatore della loro bandiera in politica. Lo provano queste parole, sagge, di Angelo Bagnasco, con cui abbiamo scelto di aprire e che costituiscono il manifesto ideale di ciò che pensa il giornale della politica italiana. Il racconto della giornata, firmato Ginevra Baffigo. Read more

Napolitano firma? E ora la destra con lui Cicchitto: “Ce ne ricorderemo in futuro” E presidente rilancia: “Diamo l’esempio”

marzo 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ed ecco che si dipana il secondo filo della narrazione di questa giornata sul giornale della politica italiana. Dopo aver affrontato il tema-ripercussioni del caos liste Pdl e della ritorsione (in tutti i sensi) su se stessa della nostra politica nel momento di più “alta” (si fa dire: diciamo meglio significativa) autoreferenzialità (con Luigi Crespi), con l’effetto della delusione e del disincanto (per il comportamento assunto da Pd e Pdl) della gente (per la penna di Torchiaro), il Politico.it – come annunciato – mostra ora ai propri lettori come quello spiraglio di speranza che indicavamo – attorno alla prospettiva del ritrovamento (di se stessi) sulla via della condivisione (e, scriveva Torchiaro, del disarmo bipolare della nostra politica) – illuminato al momento dal presidente della Repubblica, si sia allargato – almeno per il momento – dopo il “sì” del capo dello Stato al decreto salva-liste. Effetto politico – e non parliamo quindi di quello culturale-(co)[i]stituzionale, su cui torneremo probabilmente con una riflessione a parte – che si potrebbe sintetizzare in un rafforzamento di quella (capacità di) moral suasion (oltre alla legittimazione) che Napolitano, come tutti i suoi predecessori, porta con sé nella misura in cui è il «presidente di tutti gli italiani». Se a destra c’erano sospetti, ora ci sono meno – e ve lo raccontiamo – Se a sinistra c’era la speranza di una identificazione tra le proprie istanze e l’opera del presidente questa è stata destrutturata, ma rimane – ovviamente – la condivisione di fondo. Anche per questo è importante – come ha scritto il Politico.it – stare dalla parte di Napolitano. E anche per questo, poiché c’è qualcuno, Idv (e con lui milioni di elettori, e molti anche nostri lettori), che invece la pensa diversamente ecco che si inserisce perfettamente in questo solco – su questo filo – il nuovo intervento di Massimo Donadi che pubblicheremo tra poco, che invita Napolitano – per (ri)cominciare – a non firmare il legittimo impedimento. Intanto, Ginevra Baffigo ci porta a scoprire cosa pensano a destra, oggi, del capo dello Stato. E come risponde lui. Read more

Diario politico. Lista Pdl, ancora respinta Berlusconi: “Sopruso violento. In piazza”

marzo 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Anche l’Ufficio elettorale dice no alla documentazione presentata ieri dal centrodestra. Due le motivazioni dei magistrati: mancano le prove che il 27 febbraio, giorno della chiusura dei termini per la presentazione delle liste, Milioni fosse in tribunale prima di mezzogiorno (condizione prevista anche dal decreto salva-liste); la documentazione presentata (sempre dall’incaricato Pdl il 27) non è completa: non ci sono, appunto, le liste. Viene dunque ancora una volta vanificato (o meglio si rivela insufficiente, ai fini della risoluzione del problema dell’esclusione della lista) il decreto interpretativo che tanto è costato, politicamente, al governo e anche al presidente della Repubblica. Il presidente del Consiglio lancia allora la sua campagna di comunicazione: «Ci è stato impedito di presentare le liste – è il refrain che ascolteremo di qui alle elezioni, almeno finché il ricordo e lo “spirito del tempo” legato alla vicenda delle liste non saranno esperiti – Il Tar ha respinto anche l’invito del presidente della Repubblica (e torna, qui, l’idea tutta berlusconiana che i magistrati possano essere “consigliati” da parte del capo dello Stato, ndr). La sinistra scende in piazza antidemocraticamente seminando menzogne e odio. Ma noi – è la sostanza del programma del premier – facciamo lo stesso». Berlusconi che viene oggi duramente criticato dal Csm – che peraltro auspica la ripresa di rapporti di leale collaborazione tra istituzioni – che contesta come i continui attacchi sferrati dal presidente del Consiglio finiscano per delegittimare la magistratura, accreditando l’idea che abbia altri obiettivi dall’assolvere alla propria funzione. Sul legittimo impedimento la maggioranza pone la fiducia che verrà votata presumibilmente in giornata. Infine vi rendiamo conto della legge sulle cure palliative approvata oggi alla Camera e dei fischi – dai banchi del centrodestra – che hanno accolto l’insediamento del nuovo sottosegretario all’Attuazione del programma Daniela Santanchè. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Pdl, ora il mantra è: ‘Rinviamo le elezioni’ E pure Pannella (FOTO) si unisce al coro Ma Bersani: “Sarebbe un altro pasticcio”

marzo 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Fatto l’inganno trovata la legge, si potrebbe dire rivisitando un vecchio proverbio popolare. Il (partito del) premier punta sullo spostamento di un mese del voto. Rotondi: «Alla fine della favola il Consiglio di stato riammetterà la lista e a quel punto sarà la conseguenza naturale». E dall’assemblea nazionale dei Radicali arriva il placet del vecchio Marco, per «ristabilire la legalità garantendo pari condizioni di partecipazione a tutti». Il servizio di Carosella.             Read more

Il Tar conferma (per ora) il no al Pdl Lazio “Decreto? Non può trovare applicazione” Diario politico all’interno: tutte le reazioni

marzo 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il partito di Berlusconi è di nuovo (virtualmente) fuori dalle Regionali a Roma. Lo ha deciso il tribunale amministrativo che, nel valutare la richiesta di sospensione della sentenza della Corte d’appello, non ha tenuto conto del dl salva-liste approvato venerdì dal governo perché «la Regione Lazio ha dettato le proprie disposizioni in tema elettorale esercitando le competenze date dalla Costituzione». Ma la decisione di merito è rimandata al 6 maggio quando il Tar deciderà se rinviare alla Corte costituzionale il decreto per il giudizio di legittimità. Resta (oltre a questo ex post) comunque un (duplice) spiraglio per il centrodestra: oggi il Pdl ha ripresentato le liste che potrebbero essere accettate dall’ufficio elettorale, contando, in questo caso sì, sugli effetti del decreto (che apriva una finestra di 48 ore – ad hoc, solo per questo giro conteggiate dal momento dell’approvazione – per ripresentare la documentazione quando fossero state, com’è avvenuto riscontrate delle irregolarità) anche se il Pd è pronto a ricorrere e – dicono i (legali) Democratici – «il Tar non potrà smentirsi nel giro di ventiquattrore»; e poi c’è il ricorso al Consiglio di stato, che ovviamente potrebbe contraddire la sentenza di ora. Il racconto di Carosella e Baffigo. Read more

Diario politico. Cdm vara dl interpretativo Sì NAPOLITANO: ‘NEI LIMITI DELLA LEGGE’ 1] ‘Si è nel tribunale quando (lo) si vuole’ 2] ‘Certe irregolarità non sono irregolari’ Pd: “Un trucco ridicolo“. Idv: “In piazza”

marzo 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il Consiglio dei ministri, riunito straordinariamente stasera (sulle ragioni della “fretta”, vedi la nostra esclusiva), partorisce il tanto atteso decreto che «precisa il significato» delle norme sulla presentazione delle liste elettorali imbeccando così il Tar che dovrà decidere sulla riammissione del Pdl nel Lazio e di Formigoni in Lombardia. Tre articoli, (questa volta) dichiaratamen- te ad listam, che dicono che la presentazione della lista avviene nel momento in cui si entra in Tribunale con l’intenzione di presentarla (…) anche se poi si esce e si rientra dopo il termine previsto (risolve il problema-Lazio); e che le irregolarità formali non inficiano la regolarità complessiva (Lombardia). Po- co prima della mezzanotte arriva il sì del presidente della Repubblica, che emana il provvedimento che già domani sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. L’opposizione insorge. Di Pietro: «Andrebbe bloccato con le forze armate». Bersani: «Un pasticcio tutto loro». I dettagli del dl e il racconto di Cdm e giornata per la penna di Finelli, all’interno. Read more

DIARIO. Caos liste, un’ora da Napolitano Che non gradisce il decreto. Slitta il Cdm FOTO: Polverini saluta (la folla) romana

marzo 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il capo dello Stato frena sul dl che avrebbe dovuto riscrivere i termini per la presentazione delle liste e riaprire le porte agli esclusi. Stante anche il no deciso dell’opposizione che con Bersani chiude a qualsiasi ipotesi di condivisione: «Si prendano tutta la (loro) responsabilità». Berlusconi rinvia («Forse a domani») la riunione dei ministri per la decisione definitiva. In tarda serata mini-vertice a palazzo Chigi con Letta, Maroni, Calderoli, Scajola, Brunetta, La Russa, Matteoli, Alfano e il consigliere giuridico della presidenza del Consiglio Claudio Zucchelli. Si è conclusa così la lunga giornata di passione del Pdl, sceso in piazza con Renata Polverini (un migliaio di persone, stavolta, a piazza Farnese), e della nostra politica in attesa di conoscere l’esito di questa vicenda di cui il giornale della politica italiana vi sta raccontando momento per momento. La giornata dunque, per la penna di Finelli.
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Bossi: “Soluzione politica”. E Berlusconi chiede “collaborazione”. Sì a buonsenso Ma poi Alemanno: “Rinviare le elezioni”

marzo 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il leader della Lega prima “cede” all’ipotesi-decreto d’urgenza/legge ad hoc, poi frena. Segno di un cambio d’umore nella maggioranza? Lo dimostre- rebbe anche la volontà del presidente del Consiglio di cercare un’intesa. Frutto anche dell’appello del giornale della politica italiana e dell’apertura di Adinolfi, che contribuiscono a stemperare il clima. Appello che, naturalmente, in questo quadro trova una ancora maggiore necessità e che il Politico.it rilancia con forza: il centrosinistra dica sì al reintegro delle liste – per lo meno quelle dei candidati governatori – lasciando poi che siano i magistrati a decidere. C’è tuttavia anche chi, nel centrodestra, propone soluzioni impensabili: come il rinvio della consultazione in Lazio e in Lombardia. Si può fare slittare un’elezione ai massimi livelli regionali per l’errore, o le mancanze di pochi dirigenti di un singolo partito? Naturalmente no. Diciamo no ad un uso proprietario delle istituzioni che tradisce ancora una volta quella mancanza di rispetto per la democrazia e i cittadini che, proprio attraverso il dia- logo, si può contribuire a disinnescare. Ci racconta le ultimissime, Francesco Carosella. Read more

Diario politico. Il Pdl ha sbagliato (troppo) Il Pd dia il proprio placet a farli correre

marzo 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana crede che il centrodestra abbia commesso un grave errore in tutta questa vicenda. Assentarsi nel momento della presentazione della lista del Pdl nel Lazio? No, anche perché – com’è probabile – non si è trattato di un errore. Non apporre tutti i timbri necessari nel produrre la documentazione per la presentazione delle liste? E’ un errore ma formale. No. Il punto è che il centrodestra ha sbagliato a considerare le regole, e la democrazia, e con la democrazia i cittadini del nostro Paese – e nello specifico, ora ci veniamo, della Lombardia – qualcosa che non meritasse un rispetto profondo. Le firme delle persone morte con cui il Pdl lombardo ha raggiunto la soglia necessaria a consentire a Roberto Formigoni di presentare la propria lista, scoperte e smascherate, sono un profondo insulto nei confronti dell’intelligenza e dell’onestà dei cittadini italiani in Lombardia. A questo si aggiunge che le minacce, avanzate con tutta evidenza a scopo “estorsivo” – per ottenere da chicchessia la disponibilità a concorrere affinché il Pdl, e Formigoni, potessero rientrare in corsa nei rispettivi territori – di ritorsioni anti-democratiche nel caso in cui le regole vengano fatte rispettare, così come è dovuto e necessario, costituiscono un’offesa bruciante al bene condiviso da tutti noi: dal centrodestra per primo, che è al governo e sta usufruendo come nessun’altra parte politica nel nostro Paese della libertà e della “reciprocità” del gioco democratico, del sistema democratico nel quale viviamo, e che ci consente quella porzione di benessere – materiale e immateriale – di cui ancora godiamo. Dunque il centrodestra ha sbagliato profondamente. Ed è necessario un cambio di direzione. A cominciare ovviamente dai vertici assoluti (o attraverso il loro naturale, ormai prossimo avvicendamento). E lo dobbiamo auspicare tutti – tutti – E tuttavia per quanto e per come Formigoni da un lato, e il Pdl nella provincia di Roma dall’altro rappresentano una parte importante del Paese (ma non certo in questo modo insultante: gli stessi elettori pidiellini, molti di loro si sono ribellati in queste ore di fronte al comportamento dei loro dirigenti), il giornale della politica italiana chiede al Pd, all’idv e al resto dell’altra metà della nostra politica un atto di generosità e di estrema responsabilità a stretto sistema con la richiesta, per nulla polemica, di quel cambio di direzione (futuro) a cui il centrodestra deve dedicarsi. Per il bene di tutti. Chiediamo cioè al centrosinistra di riconoscere – per quello che può dipendere dalla nostra politica – la possibilità che, nell’assoluto rispetto delle regole e anzi in nome di un ritorno ad una condivisione assoluta nel loro rispetto, e senza ricorrere a quel pasticciaccio brutto di leggi ad hoc a cui abbiamo troppe volte assistito in questi mesi, che degradano totalmente la politica italiana, Formigoni da una parte e la lista del Pdl nel Lazio possano essere riammesse in corsa. Non perché sia giusto per le “scelte” che hanno fatto, non per le minacce inaccettabili che sono venute da alcuni (isolati) esponenti di quella parte, non in nome di una sovranità assoluta (del consenso), ma per un (miglior) futuro del nostro – comune e unico, e se vorremo straordinario – Paese. Ora il racconto di Finelli. Read more

Il centrodestra travolto dai propri ‘errori’ Formigoni e il Pdl romano fuori dai giochi Estremo La Russa: “Siamo pronti a tutto”

marzo 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente uscente, il cui listino era stato escluso perché tra le firme figuravano quelle di persone defunte, non potrà correre per la riconferma. Salvo una diversa decisione del Tar, al quale la maggioranza ricorrerà. Stessa sorte per il partito del premier in provincia di Roma. Appuntamento con il Diario di stasera per il racconto della giornata e tutti gli approfondimenti. Intanto stiamo sulle parole del ministro della Difesa, che ieri a Lineanotte è andato giù duro minacciando reazioni inconsulte (antidemocratiche?) nel caso in cui si fosse verificato proprio lo scenario che ora si materializza. Poi La Russa ha fatto marcia indietro, spiegando che si riferiva ad «ulteriori ricorsi». Il giornale della politica italiana aveva raccontato per primo la “tendenza” alla drammatizzazione del centrodestra segnalandovi i toni, simili, usati da Paolo Liguori nella stessa trasmissione della notte di Raitre. Il servizio di Dario Ballini. Read more

Il sondaggio. Ecco cosa succede se salta il Pdl a Roma di L. Crespi

marzo 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

-3% centrodestra e Bonino verso la vittoria. Il giornale della politica italiana è in grado di anticiparvi ciò che potrà accadere se sulle schede gli elettori non troveranno il simbolo del partito del premier. Il sondaggio è stato compiuto negli ultimi due giorni e segnala un’emorragia che lancia inevitabilmente la candidata del centrosinistra, già avanti in molti dei rilevamenti di queste settima- ne. Ma sentiamo, come sempre, dal grande sondag- gista in persona. Con la tabella delle intenzioni di voto. Read more

Diario politico. POPOLO? DELLE LIBERTA’ Liste, “Cambino le regole”. No di Maroni FOTO: Ma in pochi vanno a protestare Critica di Fini: “Così com’è non mi piace”

marzo 3, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Il primo partito italiano nella bufera ad un mese esatto dalle elezioni. E la causa sembra essere – paradossalmente – l’eccesso di libertà (interna). Primo, rispetto alle regole. C’è chi compila le liste senza curars(ene) troppo forse pensando di poter(le) poi cambiare. Il ministro dell’Interno li gela: «Non se ne parla». E con Polverini manifestano in pochi (foto). Poi, il presidente della Camera. «Non parla del caso», fa notare La Russa, e del resto quella è solo la punta di un iceberg fatto di “scelte” che all’ex leader di An non vanno giù. «Bisogna regolamentare giuridicamente i partiti (e dunque ridurre gli spazi di “libertà”, ndr)», sembra raccogliere (indirettamente) il solito Rotondi. Terzo, il coordinatore, Verdini. L’uomo che anticipò l’esito delle elezioni del 2006 con una sicumera che a qualcuno fece venire il sospetto di trame contro la regolarità del voto è invischiato nella vicenda degli appalti della Protezione civile, e verrà reinterrogato – insieme a Balducci e agli altri – nei prossimi giorni. In tutto questo qualcuno fa notare il silenzio (delle ore peggiori) di Berlusconi. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Regionali, Polverini rischia l’esclusione Bocciati lista e listino. Trovare soluzione FOTO: C’è chi minaccia effetti dirompenti

marzo 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è un giornale libero, aperto e sopra le parti. E i nostri lettori lo sanno bene. Come scrisse, però, uno dei nostri più affezionati, Mario, in un commento ad un pezzo di qualche mese fa ciò non significa non prendere posizione, ma solo non averne una precostituita. Ieri il Politico.it ha ospitato l’editoriale di Adinolfi che trovate sotto, con cui il dirigente Democratico invitava la sua parte a dare il proprio contributo affinché la lista del Pdl venisse accolta. E tutt’ora auspichiamo che (specie) al rischio che possano saltare le candidature di Polverini, appunto, e Formigoni venga data una risposta, seria, rispettosa delle regole, condivisa. Ma proprio per la stessa ragione – il rispetto profondo e anche sostanziale, come dice il presidente del Senato Schifani, della democrazia – il giornale della politica italiana non può non stigmatizzare i toni usati in queste ore da alcuni esponenti del centrodestra: ieri sera a Lineanotte Paolo Liguori arrivava addirittura a prefigurare, paventare (e minacciare?) rischi per la tenuta stessa della democrazia, non per il fatto in sé dell’eventuale esclusione di candidati del centrodestra ma per le reazioni che una parte del Paese, evidentemente guidata dalla sua rappresentanza politica, avrebbe potuto avere. Cicchitto parla, un gradino sotto, di complotto da parte delle istituzioni di garanzia. Nel 1994, scriveva Giovanni Fasanella su il Politico.it, la destra italiana era pronta ad un colpo di Stato qualora le elezioni politiche fossero state vinte dai post-comunisti di Occhetto. Per quanto ovviamente qualsiasi soluzione di questo tipo sia completamente deprecabile, in quel periodo storico e di fronte ad una prospettiva che poteva non dare, per alcuni, garanzie assolute a sua volta di democraticità una preoccupazione era comprensibile e magari anche condivisibile. Ma oggi non c’è nulla di tutto questo: dei dirigenti del Pdl, dunque non di un altro partito, hanno commesso (una serie di) errori oppure hanno voluto affossare una candidata non amata dalla parte non di rito finiano del centrodestra. Vogliamo – ci e vi chiediamo – mettere in discussione tutto, il bene – di tutti – della democrazia e per di più per una mancanza non di altri ma, addirittura, propria? Stefano Catone ci rac- conta cosa sta avvenendo intorno alle liste del Pdl. Read more

Errore Pdl, salta lista (e simbolo) a Roma Esulta Bonino: Polverini (tra)balla da sola FOTO: Rotondi ‘stanco di questi incapaci’

febbraio 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Documentazione presentata in ritardo, sulle schede gli elettori non troveranno il partito di Berlusconi. La candidata del centrodestra alla presidenza del Lazio perde così un supporto e un traino fondamentali nella provincia decisiva – se non altro per abitanti – per la vittoria finale. Il ministro per l’Attuazione del programma: «Così Emma vince a tavolino». Lei: «Ora niente leggi “ad listam”». Ci racconta tutto Dario Ballini. Read more

Sondaggio Crespi, Bonino batte Polverini Voto alle coalizioni, centrodestra al 53% FOTO: Emma consulta dati su il Politico.it

febbraio 10, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La candidata del centrosinistra al 39,5% contro il 38% della leader Ugl che rosicchia però un punto rispetto al precedente rilevamento. Erano arrivate tantissime richieste, da parte dei nostri lettori, affinché vi aggiornassimo sulla sfida più bella e più importante delle prossime Regionali, quella per la guida del Lazio. Il giornale della politica italiana oggi è in grado di dirvi chi sta vincendo tra Emma Bonino e Renata Polverini. A più di un mese dal voto, natu- ralmente. Tutti i dati. Ce li presenta, come sempre, il nostro Luigi Crespi in persona. Solo su il Politico.it. Read more

Polverini, nuovo campione finiano Destra teme l’emorragia cattolica

febbraio 5, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è stato tra i primi a rimarcare come gli elettori laziali avrebbero potuto affrontare con tranquillità il voto del 28 e 29 marzo, in quanto entrambe le candidate, forse anche in virtù del loro specifico femminile, assicuravano – e assicurano – un profilo di responsabilità e modernità indipendente dai colabrodi, i nostri lettori ce lo concederanno, delle coalizioni che le sostengono. A condizione, dicevamo, che queste poi le lasciassero lavorare. Ebbene, con Renata Polverini il problema si sta ponendo già in campagna elettorale, perché la sua identità (in)fedele alla nuova corrente (post)ideologica che fa riferimento al presidente della Camera stride con le esigenze e le sensibilità del suo campo – e anche del suo elettorato – di riferimento. Un bene per il Lazio, a nostro modo di vedere, ma non certo una garanzia di una tranquilla vita elettorale (e amministrativa). E mentre da ambo le parti ci si preoccupa del possibile “scarto” da parte del voto più legato alla visione della Chiesa, noi, con il nostro Pietro Salvatori vi raccontiamo della candi- data e della sua lunga marcia (anzi no) su Roma. Read more

Diario politico. Tremonti: “Banche inerti” Polverini: sì unioni di fatto. Destra critica

febbraio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il ministro dell’Economia accusa gli istituti di non fare «il loro mestiere» a fronte della crisi. Polemiche in Lazio per le parole del candidato del centrodestra alla guida della regione, che conferma il suo profilo indipendente. Sul fronte del centrosinistra continua la “fronda” anti-De Luca in Campania: probabile un candidato della sinistra “estrema” da Di Pietro ai comunisti. Infine, è comin- ciata la discussione sul legittimo impedimento, che si dovrebbe concludere giovedì con l’approvazione del testo che prevede, al momento, la sospensione anche per i ministri. Il racconto. Read more

Pdl, verso redde rationem post Regionali Il ruolo de Il Secolo d’Italia e de il Tempo

gennaio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel centrodestra si prepara la resa dei conti. Fini è pronto a lasciare il partito del premier per fondarne uno suo, scriveva Luigi Crespi su il Politico.it. Tutto avverrà dopo il voto. Ma attraverso le scelte e le triangolazioni dei quotidiani vicini alla maggioranza è possibile sin da ora ricostruire la mappa dei rapporti e delle dinamiche dentro e fuori il partito del premier, e capire cosa potrà accadere. Oltre a Libero e il Giornale, che come abbiamo visto nella prima puntata di questa inchiesta si muovono ormai in indipendenza da Berlusconi e fanno la fronda al presidente della Camera, ci sono l’ex organo di Alleanza Nazionale, rimasto fedele al suo leader, e quello diretto da Roberto Arditti. Quest’ultimo risente della sua romanità ed è altrettanto vicino a Fini – ma senza l’ortodossia del Secolo – e spinge per l’alleanza con l’Udc. Ecco cosa accade nel Pdl. Ce lo racconta, come sempre, Pietro Salvatori.                 Read more

***L’editoriale della direzione***
BONINO-POLVERINI, COMUNQUE VADA SARA’ UN SUCCESSO

gennaio 7, 2010 by Redazione · 1 Comment 

E’ la prima e unica corsa (di sempre) tra due donne per la presidenza di una Regione italiana. Fuor di (ogni) retorica femminista, in una politica italiana ancora fortemente maschilista, basta ascoltare (o avere ascoltato) le due candidate in queste prime ore di campagna elettorale (anticipata) per capire che è tutta un’altra storia. Il deterioramento della nostra politica nella sua versione al maschile e le opportunità (per il Lazio, ma non solo) di queste due donne in corsa. Il programma della Bonino: necessità di chiarimenti sull’ipotesi-nucleare a Montalto di Castro; riaffermazione del principio di trasparenza nelle nomine della pubblica amministrazione e in particolare per la sanità; no al quoziente famigliare e sì ad altre forme di sostegno sociale perchè il primo penalizza le aspirazioni femminili. Il primo editoriale del 2010 del giornale della politica italiana. Read more

Il sondaggio. Bonino candidata Pd vince su Polverini di Luigi Crespi

gennaio 7, 2010 by Redazione · 3 Comments 

Torna il direttore e tornano anche le fotografie sulle intenzioni di voto dell’ex spin doctor di Silvio Berlusconi. Alle Regionali una partita su tutte è decisiva, quale che sarà il bilancio complessivo del voto: se il centrosinistra perde nella capitale il probabile tracollo sarà stato definitivo. E la situazione appariva fino a qualche giorno fa disperata, dopo l’esplosione del caso Marrazzo, le dimissioni dell’ex governatore e l’incertezza nella definizione della nuova candidatura. Fin quando la leader Radicale ha rotto gli indugi e annunciato la propria discesa in campo. Per la propria lista. Ma con una disponibilità a correre per tutto il centrosinistra. Che con Zingaretti ci pensa su. Non c’è più molto tempo. Ma secondo il grande sondaggista la vicepresidente del Senato avrebbe buone probabilità di farcela. Ce ne parla, tracciando un quadro anche sulle altre due candidature donne alla prossima tornata di marzo (la segreteria Ugl e Adriana Poli Bortone in Puglia), il nostro Luigi Crespi in persona. Read more

Diario politico. Regionali, ‘doni e carbone’ Udc: un po’ di qua, un po’ là, un po’ soli

dicembre 28, 2009 by Redazione · 2 Comments 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Riparte la politica italiana. Casini annuncia le alleanze in vista della tornata di marzo. Lo schema sostanzialmente è: alleati con chi vince, tranne laddove il sicuro vincitore può fare a meno di noi (Emilia, Toscana). Uniche eccezioni: la Puglia, dove i centristi avevano fatto un passo in più chiedendo la testa di Vendola e ora che l’hanno ottenuta (il candidato del centrosinistra sarà Michele Emiliano) non tornano indietro, e il Piemonte, dove la candidatura di Cota, da parte del centrodestra, riesce indigeribile ai moderati dello scudocrociato così che potrebbero fare buon viso a cattivo gioco con la Bresso ma anche andare da soli. Uno schema che sa molto di opportunismo che lascia probabilmente interdetti sia il centrodestra sia il centrosinistra. Riparte la politica italiana e noi facciamo il punto su queste prime ore dopo Natale: la (presunta) telefonata di Berlusconi a Bersani che il segretario Democratico smentisce; Franceschini che tronca il dialogo se sarà sulla base delle «leggi ad personam» (nello specifico, il legittimo impedimento) pur approvate dal centrodestra per conto proprio; il presidente del Consiglio che annuncia che il 2010 sarà l’anno delle riforme (istituzionali) al telefono con la Comunità Incontro di don Gelmini. Il racconto. Read more

Regionali 2010, analisi Crespi Ricerche /5 Nel Lazio Melandri può battere Polverini

dicembre 22, 2009 by Redazione · 1 Comment 

L’ex ministro è la papabile più forte per il centrosinistra, ma sconta le resistenze interne, tra le quali quella del reggente della Regione dopo le dimissioni di Marrazzo, Esterino Montino, convinto di potercela fare. Polverini intanto incassa l’appoggio di Storace (a cui avrebbe promesso la presidenza del consiglio regionale in caso di vittoria) e tenta si sedurre la Cisl, radicatissima tra gli statali che nella Regione la fanno da padrone. di LUIGI CRESPI Read more

***Lo scenario***
DIALOGO/INCIUCIO, PER D’ALEMA LA PRESIDENZA COPASIR?
di ALDO TORCHIARO

dicembre 21, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Alla ripresa dopo il week-end, in queste ultime ore di politica italiana prima della pausa natalizia, il volto di Red ed editorialista de il Politico.it e di E Polis fa il punto dopo il ritorno sulla piazza (è proprio il caso di dirlo) del presidente del Consiglio. Chi ha paura del dialogo? Certo non D’Alema, in cambio della cui disponibilità Berlusconi terrebbe pronta la poltrona oggi occupata da Francesco Rutelli. L’aggressione da parte di Tartaglia ha portato linfa nuova, al Cavaliere, che schizza in alto nei sondaggi e comunque si prepara ad una probabile vittoria alle Regonali. In questo quadro che farà Bersani? Prova ad anticiparcelo il nostro Aldo Torchiaro. Sentiamo. Read more

La lettera. Per battere Polverini, Gasbarra o Gentiloni di M. Adinolfi

dicembre 17, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il luogo privilegiato del dibattito pubblico della nostra politica. E così, dopo la scelta da parte del centrodestra del segretario Ugl per la candidatura alla presidenza della Regione Lazio, il vicedirettore di Red e grande blogger, ma oggi nelle vesti di dirigente del Partito Democratico, sceglie ancora una volta il “suo” giornale per dire a Bersani e ai leader Democratici locali: diamoci una mossa. Mancano cento giorni alle Regionali, scrive Adinolfi, ed è ora di uscire dal “lutto” post-caso Marrazzo e conseguenti dimissioni, e proporre «anche noi» un nome forte per la guida di una delle Regioni-chiave della prossima tornata elettorale. Che avrà, fu proprio Mario a segnalarlo per primo da queste colonne, una fortissima valenza nazionale. Ma l’ex sostenitore della mozione Franceschini al congresso non si limita a tirare per la giacca il segretario e gli altri; avanza delle proposte: l’ex presidente della Provincia di Roma e il responsabile del forum Comunicazione del Pd sono i nomi di Adinolfi. Che ci spiega perchè. Sentiamo. Read more

Diario politico. Processo breve. Ma nella maggioranza si scontrano falchi-colombe

novembre 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Dovrebbe essere il giorno della presentazione al Senato del ddl che prevede la limitazione a sei anni dei procedimenti. Una proposta, concepita dall’avvocato di Berlusconi Ghedini (“presidente” della “consulta” interna al Pdl, di cui vi avevamo raccontato, e su cui magari torneremo), che non piace ad una parte del Popolo della Libertà e alla Lega, e che per questo, tra continui tagliaecuci, non è ancora arrivata a Palazzo Madama. Il Cavaliere ha già dovuto incassare il no di Fini alla prescrizione breve, ovvero la riduzione di un quarto dei tempi per la “scadenza” dei reati, che lo avrebbe definitivamente liberato del procedimento Mills; il processo breve non gli dà le stesse garanzie e, pure, nemmeno questo trova il consenso di tutto il centrodestra. «Salterebbero 100mila dibattimenti», dice l’Anm. La Lega vuole limitarlo ai soli cittadini italiani, escludendo gli immigrati, ma sarebbe incostituzionale. Vedremo oggi cosa partorirà la montagna, intanto ecco il confronto nella giornata di ieri. Il presidente della Camera a “Otto e mezzo”: «Comunque no a Cosentino candidato Governatore della Campania, anche Silvio lo considera inopportuno». Scoppia il caso della “satira” offensiva nei confronti della Meloni, di cui vi rendiamo conto. E torna il ministero della Sanità, scorporato da quello del Lavoro. Il racconto. Read more

Diario politico. ‘No a taglio dell’Irap’. Anm: “Inaccettabili accuse sulle ‘toghe rosse’”

ottobre 29, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Carmine Finelli. Insiste il Pdl per la riduzione della tassa sulle imprese. Ma dal Tesoro arriva netta la replica del viceministro Vegas: «Non ci sono risorse». I magistrati rispondono al presidente del Consiglio che, come vi abbiamo raccontato ieri, nel corso di una telefonata a “Ballarò” aveva parlato di «pm comunisti». Robledo: «Rosse, sì, per il sangue versato da alcuni dei nostri come Falcone e Borsellino». Nasce l’associazione «democratica, liberale, popolare e per il buongoverno» (si fa notare che ci sono riferimenti e scopiazzature sia del linguaggio di Bersani sia di quello, antico, di Berlusconi) di Rutelli che raccoglie, tra le altre, l’adesione di Cacciari e Tabacci. Infine, ancora il premier sul caso Marrazzo: «Io corretto con lui, non come sarebbe stato qualche leader di sinistra». Ieri anche proteste dei poliziotti scesi in piazza contro le ronde. E la discussione sul testamento biologico che riparte, contro ogni dialogo tra maggioranza e opposizione, dal testo originale, quello che tante divisioni e polemiche aveva suscitato. Il racconto. Read more

Verso le Regionali. Sondaggi di Crespi/2 Lazio, Polverini a +10 su Veltroni/Marino

ottobre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il grande sondaggista ci spiega come il caso Marrazzo nella regione abbia fatto perdere al Pd ben cinque punti percentuali, riportandolo sotto il 30 per cento. E se prima era il centrodestra a dover lanciare la sfida, ora sono i Democratici e i loro alleati a dovere inseguire. Le due possibili candidate del Pdl (oggi Berlusconi ha promosso decisamente la sindacalista, bocciando contemporaneamente l’ipotesi di far votare il Lazio in un momento diverso dal resto del Paese) entrambe sopra il 40 per cento; l’ex sindaco di Roma e il senatore-chirurgo accreditati contro di loro di una decina di punti percentuali in meno, qualcosa meno per Veltroni dato leggermente più competitivo. Capiamo dunque come può andare la sfida in una delle regioni-chiave della prossima tornata elettorale in questa seconda puntata del viaggio nelle Regionali di marzo di Crespi Ricerche per il Politico.it. E a margine, la Calabria: Scopelliti verso la vittoria di L. CRESPI Read more

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