Ecco come integrare economie europee Stringendo sinergie (fusioni) tra aziende E rifacendo imprese campioni (mondiali) Rilanciando “insieme” (nostra) economia Così – Politicamente – si fa(rà) la crescita E non agendo su (vuote) sovrastrutture
giugno 19, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati
Il predominio nelle commissioni. Il blitz di ieri su semipresidenzialismo-federalismo. E la minaccia di una riforma approvata a (vecchia) maggioranza. Che – dopo la porcata di Calderoli nel 2006 – modifica il nostro sistema istituzionale senza prevedere contrappesi e senza la partecipazione delle forze che, oggi, rappresentano la maggioranza (relativa) degli italiani. In nessun altro paese d’Europa (e non solo), il partito di maggioranza relativa (di destra o sinistra non importa), costitutivamente vocato ad assumersi lui – in un sistema bipolare – la responsabilità di caricarsi sulle spalle la propria nazione, potendo andare alle elezioni e vincerle, accetterebbe di regalare alla ex maggioranza – di colore opposto – uscita sconfitta da tutti gli ultimi appuntamenti elettorali, di continuare ad esercitare la propria golden share sul Parlamento. Mentre il governo che costituisce il motivo del sacrificio – fatto in nome della sola “responsabilità nei confronti del paese”!, naturalmente - vende per decisiva per la salvezza dell’Italia e dell’euro una non-riforma del lavoro che il presidente degli industriali definisce “una boiata” – con tanto di condivisione del giudizio da parte di quei partiti che, se con una mano tolgono (ipocritamente e strumentalmente) “consenso” a questo esecutivo, dall’altro (proprio per potere continuare a farlo!) lo tengono in vita – e per il resto è immobile da mesi: se si eccettua un dl sviluppo di fronte al quale le stesse forze politiche stanno cercando ancora oggi di capire quale sia la funzione – districandosi tra le mille e nessuna opzione di questo provvedimento “omnibus e niente” - e la possibile – ? – utilità, e che di certo non sposterà più di uno zero virgola per un paese che ha le potenzialità per crescere in doppia cifra e la necessità, a questo fine, di una svolta – e non più di continuare a vivacchiare (finché ci riesce). Perché in questi sei mesi Monti ha puntato a salvare l’Italia (?) assumendo provvedimenti che, di fatto, l’hanno mandata (o hanno accentuato questa tendenza) in recessione, e questo significa che la nostra economia è “pronta” a generare altro debito, e che ogni sforzo compiuto per risistemare (in questo modo, male) un bilancio che, così, è già tornato a non essere in ordine, verrà vanificato. E tutto questo con l’aggravante di guidare una nazione che ha le potenzialità per essere una delle maggiori economie del mondo, e le cui possibili soluzioni per rigenerare la crescita sono sotto gli occhi di tutti, già praticate – di fatto – da quella parte di paese che la politica, interessata – solo – a se stessa, nemmeno conosce, ma che le altre nazioni ci invidiano e cercano di strappare per farne gli assi portanti delle loro imprese, dei loro centri di ricerca, delle loro università. Noi, motivando (attraverso tutto ciò) al rientro questi nostri ambasciatori (come sta facendo, ad esempio, la Germania! Mentre con un orecchio – non – sente le nostre lagnanze circa un “rigorismo” praticato soltanto da Monti e che la Merkel, nel suo paese, “accompagna” con misure per la crescita) – e consentendo alle migliaia “come” loro che restano invischiate nella ragnatela di interessi particolari che soffoca ogni tentativo di ripartenza del nostro paese di occupare i posti oggi usurpati da vari figli e fratelli dei politicanti e dei loro amici - avvieremmo un sistema produttivo oggi fermo agli anni Settanta, sulla strada, finalmente, della modernità, esercitando un potenziale di crescita da, appunto, doppia cifra. Come Stati Uniti e Cina, abbiamo già scritto, e lo ripetiamo. Tecnicamente, questo si pratica (ri)orientando il nostro sistema – la nostra mentalità – nel senso (non più della conservazione – di noi stessi ma) dell’innovazione (a 360°), rifacendo della terra che ha generato, nel corso della sua Storia, le anticipazioni di futuro di Leonardo, il genio di Dante, la rivoluzione artistica di Michelangelo, il luogo nel quale – superando il provincialismo e il complesso di inferiorità che le umiliazioni a cui ci hanno costretto i politicanti negli ultimi trent’anni ci hanno affibbiato - si torna ad avere – e a praticare – un respiro assoluto, e ad avere l’ambizione di scrivere pezzi della Storia del mondo – e non più, solo – gossipparamente - dei vari scandali a cui ci siamo condannati negli ultimi vent’anni - e del (nostro) futuro. Per preparare tutto questo si tratta di costruire un sistema integrato tra una scuola rinnovata e in cui siano stati iniettati nuovi stimoli (puntando a rifarne il punto più avanzato dell’istruzione nel mondo: attraverso i modelli di insegnamento, attraverso i contenuti, lo studio, e non la regressione – in senso aziendalistico, “poco” importa che avvenga a livello primario o universitario - dell’istituzione del premio dello studente dell’anno), l’università e (una) formazione continua (da introdurre: da parte dello Stato! E non più abbandonata all’iniziativa – non sostenuta e non estesa alle altre – di (poche) virtuose imprese, che a causa dell’arretratezza del sistema – ovvero della Politica – si trovano, invece che a riesplodere, a dover pagare – più del dovuto - questo sforzo compiuto, in ultima analisi, in funzione della crescita di – tutto – il paese), la ricerca e il nostro tessuto imprenditoriale. Un sistema, finalizzato a generare le migliori nuove idee e i migliori (e più avanzati) prodotti (sul mercato), valorizzando risorse umane che, grazie all’educazione, all’istruzione, diventeranno loro stesse motore di una crescita che consisterà, in primo luogo, in una possibile ripresa delle nostre esportazioni, laddove oggi stiamo perdendo – proprio perché gli altri si rinnovano, si modernizzano, si specializzano, e noi, ostacolati e non spinti - in questo senso – da un governo che preferisce disperdere le proprie risorse in mille rivoli, non avendo chiaro il punto attraverso cui è possibile avviare uno sviluppo consistente e duraturo, rimaniamo fermi alla condizione – deficitaria – di…ieri. Perché la domanda cala, in tempo di crisi, ma le esportazioni dell’Italia, “chissà perché”, calano - o non recuperano – più di quelle di altri paesi a noi vicini - quote di mercato. Dove le risorse di ciascuno siano valorizzate in funzione di quelle degli altri. Anche inducendo le nostre imprese a stringere sinergie (quando non direttamente fusioni) tra loro e a livello comunitario, determinando così – e non attraverso inutili organismi e sovrastrutture calati dall’alto – una (reale!) integrazione delle economie europee. In cui il merito è assicurato dalla tensione (comune) verso lo stesso obiettivo, se è vero che è la motivazione a rifare grande (insieme) il proprio paese, così che lo scopo dell’impegno di ciascuno debba essere crescere in funzione (anche) delle esigenze della comunità di appartenenza, acquisendo e praticando quella “responsabilità generale” (o collettiva) che fa la differenza tra mille individualità che agiscono ciascuna per il proprio tornaconto, e facendo solo ciò che è necessario a loro stesse, e un collettivo, in cui ciascuno è decisivo ad un tempo nel colmare le mancanze degli altri e nell’integrare i loro punti di forza, e in cui tutti fanno anche quella parte di lavoro che non servirebbe strettamente a loro, ma serve a mandare in porto l’operazione complessiva: se è vero che è così che le migliori risorse vengono alla luce, e si “ottiene” (veramente) il merito, e non soltanto la (sterile) applicazione della legge del più forte. E, ovviamente, potremmo andare avanti (quasi) all’infinito, nello specificare e nell’arricchire la descrizione di come si esce (Politicamente) dall’attuale situazione, invece di provare ad uscire (tecnicamente. E con l’ausilio di qualche giornale – di nuovo – amico) dall’angolo, di immagine, in cui ci si era – col proprio vuoto di iniziativa durato, fino al flop del dl sviluppo, per ben sei mesi – ficcati. A questo governo, e soprattutto alle sue (mancate) politiche, esiste eccome un’alternativa. Come non potrebbe essere altrimenti, visto che non è possibile immaginare che un grande paese come l’Italia, e la sua democrazia, siano in grado di offrire solo una classe dirigente autoreferenziale e interessata al mantenimento del proprio potere, e un governo privo di alcuna partecipazione alla vita dei cittadini, e incapace, perciò, di generare alcunché. Un’alternativa al fallimento, che consiste nel vedere il nostro paese risorgere e conoscere il proprio nuovo Rinascimento.
Se il Corriere (MTM) liscia il pelo a Pigi/Pd E destra (con Monti) continua governare Interessi (particolari) tengono unito il Pdl A sinistra si punta (solo-propria) salvezza Renzi: ‘Per me (così) nessuna solidarietà’ Ma Pd è nato per essere partito dell’Italia E per salvare (sì, ma) nostri connazionali Formazione per innovazione per ripartire
maggio 18, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati
Matteo Renzi, accusato – in modo comunque ambiguo e opportunistico; davanti alla giunta del Senato e non dai magistrati – di avere ricevuto 70 delle migliaia di euro che l’ex tesoriere della Margherita Renzo Lusi distribuiva – a suo dire – ad alcuni esponenti del partito, lamenta di non avere ricevuto “la solidarietà di alcun esponente del Pd”. Fatta salva la necessaria prudenza – e premessa, da parte nostra, la totale fiducia nell’estraneità di Matteo – quello che Renzi pone è un problema che va oltre – ovviamente – il singolo caso, e ha una valenza Politica prima ancora che umana e di stile. Oggi, per chi non se ne fosse accorto, il Pd (più Idv, più Sel) è maggioranza schiacciante nel paese. Di fronte alla stessa situazione, ma a parti invertite, i pidiellini avrebbero già staccato la spina al governo e sarebbero corsi ad incassare la cambiale. I Democratici aspettano che Berlusconi risalga nei sondaggi. Per, ancora una volta tafazzianamente, incassare – piuttosto – l’ennesima sconfitta (autoimposta). “Ma Bersani continua a sostrenere Monti per responsabilità nei confronti del paese ancora sottoposto alle turbolenze finanziarie”, dirà qualcuno. Ma perché quello che è nato per essere il “partito dell’Italia”, non dovrebbe considerare più responsabile – anche alla luce della dimostrata inefficacia dell’esecutivo dei tecnici – caricarsi sulle spalle lui, questa nazione, senza dividere l’(ir)responsabilità con chi fino a…ieri, fa ostruzionismo in Parlamento per favorire un singolo cittadino di fronte alla legge? La risposta è la stessa al problema posto da Renzi: il Pd (ovvero la classe dirigente derivata da Ds e Margherita; ma non solo), annichilito dal Cavaliere, ha perso fiducia in se stesso, e in particolare il senso della propria funzione e della propria “missione”. Mentre il Pdl – sia pure per (il)legittimi interessi (particolari) – è compatto intorno ad “un” obiettivo. E’ questo – oltre alla leadership, ora sulla via del tramonto, dell’ex presidente del Consiglio – che spinge i pidiellini a superare ogni veto, ogni tentazione di contrapposizione, ogni divisione (interna e reciproca), per lanciarsi come un sol uomo verso il traguardo. Nel pd, accade esattamente il contrario: privato – allo stesso modo degli italiani! – di una “ragione più alta”, ciascuno è – invece – lanciato nella difesa del suo strapuntino, nella chiave della quale, evidentemente, le disavventure di Renzi – come quelle di “chiunque” – non rappresentano un motivo di sofferenza (Politico), ma un’occasione per avvantaggiarsi su un pericoloso avversario (interno). Ma mentre “noi” ci diamo la zappa (reciprocamente) sui piedi, la destra, sotterraneamente (ma neanche troppo), continua ad esercitare la sua golden share sul potere (Politico) in Italia: in attesa di vedere la luce (di sondaggi favorevoli) e staccare lei – o comunque favorire – la spina al (il superamento del) governo Monti, per consolidarsi in una nuova maggioranza e in una nuova legislatura. Senza l’ingombro del Pd. E soprattutto della sua (possibile, prossima) vittoria. Ma ora il giornale della politica italiana ha indicato la strada che per troppo tempo è mancata all’orizzonte dei Democratici: Sinistra, nell’era dei mercati e tanto più della crisi, è essere affidabili con gli italiani, e non più con le banche e gli altri potentati. E’ mettere il proprio gigantesco e generoso corpo (intermedio) – quello del più grande, oggi e, auspicabilmente, sempre più domani – partito italiano, tra gli interessi (particolari) dei poteri (forti) e l’interesse (generale) dei cittadini. Il modo di farlo, coniugando – come si dice, inefficacemente perché poco lucidamente, oggi – “equità e rigore”, è darci l’obiettivo dell’innovazione che si persegue attraverso la cultura e la formazione. Come abbiamo scritto più volte, la crescita (culturale, quindi umana, quindi tecnica e professionale) degli italiani come motore della nostra crescita (economica). Solo la Sinistra, oggi, può salvare l’Italia. Perché senza (o, peggio, a discapito dei) suoi connazionali il paese non si salverà. Read more
***L’ultimo rilevamento***
CROLLO PD, IL PDL LO AGGUANTA A (BASSA) QUOTA 25%
di LUIGI CRESPI
aprile 10, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati

Quando solo cinque mesi fa le due forze maggioritarie del nostro Paese erano distanziate da un abisso di 10 punti percentuali. E il Pd avrebbe vinto a man basse le elezioni. Potendo assolvere lui – come è suo compito – originale – e come avrebbe acquietato i famelici mercati sapere – alla funzione di salvare e rifare grande l’Italia. Come oggi non sta avvenendo. E ora gli italiani si sono lasciati alle spalle gli scandali che hanno caratterizzato l’ultima fase della carriera politica di Berlusconi (“travolti” da più impellenti esigenze non soddisfatte da una politica piuttosto impegnata a preservare se stessa, legate alla crisi, e dalle ricadute – sul paese – di nuovi scandali), e tornano in sintonia con la (sua) creatura. E se l’attuale esecutivo non riuscirà a tirare fuori l’Italia dalle secche (come ha già secondo noi dimostrato di non saper fare, come suggeriscono i nuovi picchi dello spread ma anche il vuoto pneumatico di spunti e piani per la crescita, con tanto di giornali “amici” costretti – per salvarlo – a paventare “salti nel buio” in caso di nuove elezioni – democratiche: “Monti – mai passato per il voto, ndr – non ha alternative”, ha scritto Dario Di Vico. Ovvero qualcosa che assomiglia molto all’ipotesi, ovviamente molto ipotetica, di sospensione del sistema), il Pdl passerà comunque all’incasso, tornando in corsa (essendo, meglio, appunto già tornato) e scongiurando una sconfitta già certa. A fronte della quale – e del proprio ritorno al potere – i Democratici avrebbero invece potuto compiere la propria vocazione di partito “del” futuro avviando subito il nostro paese nella prospettiva della innovazione, facendo ripartire immediatamente la – stessa – ? – crescita. ”Ma ora i nostri connazionali – scrive il grande sondaggista – si stanno dimenticando di Berlusconi”; mentre gli elettori Pd – tornati ad aumentare quando il Politico.it è intervenuto per preservare la vita di milioni di lavoratori e delle loro famiglie convertendo il segretario di se stesso a più savi consigli che a quelli di calare definitivamente le brache a 150 anni di conquiste dei diritti dei lavoratori e non solo – fuggono verso quella che Pigi chiama “antipolitica”, e che è invece il grido di disperazione di un’area di opinione e di sensibilità – “allargabile” a quel 40% di persone che oggi non votano – che dalla forza più onesta e responsabile di questo paese si aspetta di più: “Tocca solo a noi?”, si domandava retoricamente un Pigi dallo sguardo stanco sabato a Cortona. Se è vero, come noi pensiamo che sia vero, come sostiene il deputato del Pd, che “non tutti – in questa “melma” autoreferenziale: il vero “populismo”, caro Bersani, è questa “maggioranza” artificiosa che si regge solo sugli interessi – convergenti – della Casta – sono uguali”, è il momento di dimostrarlo. Se a questo si aggiunge che l’attuale governo, come intuito per primo da Dino Amenduni – e come ampiamente argomentato, spiegato e criticato da noi – è evidentemente di destra, e che Casini è (da sempre) naturale alleato di un Pdl post-Berlusconi (ma anche, come sappiamo, pre), Bersani rischia di compiere il capolavoro di (ri)consegnare – a conti fatti – il Paese per dieci anni consecutivi nelle mani delle forze conservatrici. Con quanto, specie nel momento di questa crisi, che richiede un completo cambiamento di prospettiva che non può essere assicurato da una destra – (post-)montiana – organica a poteri forti e mercati, ciò rischia di comportare per il paese.
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E (così) alla fine Monti ha dovuto cedere Con noi la Sinistra è (già) tornata vincere (Adesso) Bersani è segretario (più) forte E Camusso ci “restituisce” Cgil Cofferati Peraltro 10 anni esatti dal Circo Massimo Ma ora serve completo cambio orizzonte Una economia rifondata sull’innovazione Formazione continua a ‘integrare’ lavoro Cultura ‘chiave’ del nostro Rinascimento Torneremo ad essere la culla della civiltà
aprile 5, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati
Solo quindici giorni or sono la Sinistra aveva sfiorato il punto più basso della propria parabola storica. Il vertice dell’abc della politica politicante, battezzato da Monti, in cui il segretario Democratico aveva accettato di concedere l’abolizione dell’art. 18, rischiava di segnare un passo indietro di centocinquant’anni nelle conquiste dei lavoratori e non solo. La sconfitta, (che sarebbe stata) “definitiva”, di tutta la tradizione progressista europea, dal Risorgimento ad oggi. Aveva vinto il Marchionne che, in queste ore, vediamo arrancare, con la sua Fiat – sia pure in un momento di crisi per tutto il settore auto – dimostrando di essere il guru solo di se stesso (visto che il suo stipendio, al contrario, è aumentato del 42%). Ciò nonostante, lo stesso principale sindacato confederale, aveva ormai alzato bandiera bianca. Poi il giornale della politica italiana ha cominciato a giocare la (sua) partita: dalla sferzata nei confronti del segretario del Pigi, alla reazione di Camusso, fino alla definizione di un possibile orizzonte nuovo per la Sinistra, che non fosse più quello, della destra, mercatista, e alla specificazione delle modalità concrete attraverso cui realizzare tutto ciò. E in poche ore la situazione si è completamente ribaltata. Se, prima, Alfano gongolava, potendo sostenere che, dieci anni dopo, il Pdl aveva centrato il proprio obiettivo – dopo il fallimento, proprio dei primi mesi del 2002, per l’”invasione” del Circo Massimo da parte di tre milioni di cittadini, del primo tentativo di Berlusconi di cassare l’art. 18 -; se Confindustria fingeva soltanto, di non essere pienamente soddisfatta (oggi vediamo come si mostra quando lo è davvero, arrivando a minacciare di licenziare migliaia di persone per pura ripicca), giocando, con Monti, ad accreditare che la riforma era nell’interesse di tutti e costringeva ciascuno a cedere qualcosa; a distanza di pochi giorni – dopo l’inizio del nostro fuoco di fila di editoriali e commenti con cui risvegliavamo, a suon di contenuti, l’orgoglio delle forze più oneste e responsabili del nostro paese – le tecnocrazie finanziarie (e con loro il presidente del Consiglio) erano costrette, dopo l’offensiva, ad arretrare (fino al cedimento di oggi) difensivamente; Marcegaglia tradiva segni di nervosismo (assumendo toni che non le avevamo mai ascoltato usare: “Ridicolo”), il Pdl subiva palesando “finalmente” il profilo basso a cui la leadership (?) di Alfano lo ha ridotto, e che solo la forza di inerzia di un ventennio in cui Berlusconi aveva annichilito il centrosinistra (preparando però, oggi, con il suo annichilimento, il possibile risveglio “storico”), aveva continuato – per poco, illusoriamente – a mascherare. In buona sostanza il vento era completamente cambiato. E oggi la Sinistra può festeggiare l’inizio del possibile ritorno (?) alla sua egemonia. L’egemonia (naturale, quando esprime compiutamente se stessa) dell’area di opinione e di sensibilità più onesta e responsabile della nostra nazione, che in quanto tale sta (anche) dalla parte delle persone che soffrono, che hanno una maggiore urgenza di essere sostenute, ma lo fa, proprio per la sua onestà e responsabilità, assumendosi la responsabilità di caricarsi sulle spalle l’(intero) paese, puntando a salvarlo e a rifarlo grande (tutto), e quindi a creare le condizioni strutturali affinché anche le persone deboli – ma non solo loro – possano stare (sempre) meglio, essere incluse, e, in ultima analisi, cessare di essere ai margini. Perché questo si compia effettivamente, è necessario – dopo aver salvato, grazie a noi, milioni di lavoratori e le loro famiglie – però, mettere ora in campo un piano per la costruzione del futuro. Ecco progetto e programma che il Pd ha l’opportunità di cominciare ad attuare dalle modifiche (in Parlamento) alla riforma del lavoro – che serva a rielevare – attraverso la formazione – la vita di milioni di operai (dando così un senso ad ammortizzatori altrimenti “buttati” a fondo perduto, e che possono invece rappresentare un investimento, che ci ritroveremo in termini di maggiore crescita e produttività, nel nostro futuro), e con essi a far crescere le nostre aziende, e quindi a ricreare le (prime) condizioni – a cui far seguire l’attuazione dell’intero progetto, dal ripotenziamento della scuola alla costruzione di un nuovo centro (geopolitico) intorno al nostro Sud – per riportare l’Italia, dopo trent’anni di isolamento, al centro del mondo.
Ma tema non è (solo) libertà di licenziare Cicchitto: “In crisi sarebbe problematico” Ora una riforma ‘organica e complessiva’ Un nuovo sistema orientato innovazione Lavoro (ri)generato da formaz. continua Italia tornerà ad essere culla della civiltà
dicembre 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Ma non (solo), nel senso materialistico e un po’ castigato con cui la concezione post(?)-comunista di una certa sinistra bersaniana vorrebbe frenare la nostra possibile modernizzazione. La quale non coincide, del resto, nemmeno con un modello “ameri- cano” in cui da un giorno all’altro si può ascendere nella scala sociale, sì, ma quello successivo cadere nel senso esattamente opposto, senza garanzie di sorta. E tali garanzie non possono esaurirsi in una rete di ammortizzazione sociale che pesa – comunque – infruttuosamente sul bilancio (e sappiamo, ora, di cosa parliamo) dello Stato, non consentendo condizioni di vita adeguate ai disoccupati-cassintegrati sia per lo scarso livello di “redditività” economica, ma anche perché – appunto – il lavoro non è soltanto “questo”. Read more
***Verso la Terza Repubblica (?)***
IL PDL FARA’ LA FINE DELLA DC (?)
di ALDO TORCHIARO
novembre 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Nonostante gli sforzi di Berlusconi – che comunque, neppure nella sua “versione” di “padre nobile” (?), è eterno – la creatura del predellino è destinata a non sopravvivere alla fine (“politica”) del suo leader. E se un sondaggio riservato (lo “sono” tutti, ormai, anche se poi veniamo a conoscenza degli esiti di ciascuno) in una cittadina del nord riduce quello che alle ultime elezioni è stato (ancora) il primo partito italiano ad un incredibile 10%, è “impossibile” non pensare al Ppi di Martinazzoli e all’estinzione che, in una sola tornata elettorale, portò la forza che nei precedenti cinquant’anni aveva retto le sorti del nostro Paese dalla maggioranza relativa (assoluta se si considera il grappolo di partiti alleati-satelliti) a cifre dello stesso ordine. Ed ecco che l’ipotesi di Berlusconi di restituire alla forma della sua presenza in politica il nome originale – ovviamente, Forza Italia – appare – alla luce di quel sondaggio e dell’evoluzione della situazione alla quale abbiamo assistito nelle ultime settimane – non (più – ?) una scelta per rilanciare, ma la necessità di chiamare le cose col loro nome. Anche se la (“futura” – ?) formazione guidata da Alfano rischia di non poter contare nemmeno su tutte le “anime” dell’allora Fi: liberalsocialisti e destra cattolica sarebbero già pronti a dividersi, mentre, come appare evidente almeno da quando è cominciato il declino di Berlusconi, i (veri e propri) moderati magnetizzati, negli ultimi quindici anni, dalla leadership dell’ex presidente del Consiglio, sembrano attratti da un’altra forza. Centripeta. Ce ne parla l’ex volto di Red Tv e spin doctor dell’istituto Spinning Politics. di ALDO TORCHIARO Read more
Ultimi paradossi populismo berlusconiano Pdl addita antidemocraticità (poteri forti) ‘Pd’ vi ri(n)corre (da sempre) per salvarsi Blair: ‘Destra/sinistra non han più senso’ Da berlusconismo esce solo con Politica Che è (“anche”) “ciò” che serve all’Italia
di GINEVRA BAFFIGO
novembre 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Politica che non è – naturalmente – né la strizzata d’occhio di Cicchitto alla base popolare; né coincide con la concezione bersaniana di un gioco di squadra che altro non è che l’àncora di salvataggio di leadership inconsistenti. Che sono costrette, perciò, a farsi sostituire. Nell’assunzione di responsabilità. Della guida. Che si declina - in primo luogo – nell’indicazione della strada. E nel sostanziamento del progetto. Oggi l’Italia non ha (?) né l’una né l’altro. E “deve” affidarsi alla dettatura della Bce. Rispetto alla quale comunque il profilo “tecnico” – e la stessa affinità culturale – di Monti è la garanzia, semmai, di una indipendenza che la nostra politica politicante autoreferenziale di oggi non è – appunto – in grado di assicurare. Ma così il Paese vivacchia. E non (se) ne esce. L’attuale classe dirigente non può sopravvivere a questo viatico concepito da Napolitano per salvarci dall’onda lunga della passività berlusconiana. Ovvero il momento in cui alzare gli occhi dallo Specchio – superare l’autoreferenzialità, che è un tutt’uno con il formalismo – non può essere calendarizzato oltre le (future) dimissioni del governo Monti – per mandato esaurito – o la fine della legislatura. E comincia con un profondo rinnovamento della classe dirigente. Rinnovamento – in questo Bersani ha ragione - aperto. A chi non (si) guarda allo specchi(ett)o (retrovisore). E alza, piuttosto, lo sguardo (all’orizzonte). La nostra vicedirettrice ci racconta ora l’ultimo giorno di Berlusconi premier.
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***Le (promesse/)dimissioni di Silvio***
QUESTA VOLTA E’ (DAVVERO) FINITA (?)
di GAD LERNER
novembre 8, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Ma un Pd che avesse assolto (dall’inizio!) alla propria funzione originale (di partito chiamato a caricarsi sulle spalle l’Italia nel momento di massima difficoltà – storica, in tutti i sensi – dal tempo della guerra e della fine del fascismo, riprendendo il filo della – propria! – tradizione risorgimentale), mettendo in campo una proposta forte – sostanziata nel progetto organico e complessivo indicato da il Politico.it di cui Pigi ha colto la necessità (facendo proprio, e prendendo a sventolare, il concetto, ma) senza riuscire a concretizzarlo - per la costruzione del futuro del Paese, avrebbe accelerato-anticipato tutto questo di diversi mesi. Ora ci siamo, comunque, ma la domanda è: il presidente del Consiglio – che nonostante non abbia più (i) numeri diceva, fino a poche ore fa, di non avere (nemmeno, a – quel - momento – ?) intenzione di dimettersi – accetterà (fino in fondo) il “verdetto” senza tentare quel “colpo di coda” (da Caimano) che molti, a cominciare da D’Alema, profetizzano da tempo? di GAD LERNER Read more
***DL ANTICRISI*** E SULLA MANOVRA PIU’ EQUA(?) OPPOSIZIONI, SINDACATI E MAGISTRATURA PROMETTONO BATTAGLIA
agosto 30, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
La manovra più equa, partorita ad Arcore, desta una tempesta di critiche. I sindacati, in attesa dello sciopero generale Cgil indetto per il 6 settembre, sono inferociti. Per la Camusso questo è «un golpe». Mentre il comitato intermagistrature, che coordina l’Associazione nazionale magistrati e le principali sigle rappresentative della magistratura contabile e amministrativa, tra cui l’Avvocatura dello Stato, entra nel merito del provvedimento additando propria nella mancata “equità”, di cui invece Berlusconi si era vantato stamani, ragioni sufficienti a sbarrare la strada al disegno di legge per incostituzionalità. «È del tutto evidente l’incostituzionalità di una disposizione con la quale si opera una decurtazione secca del trattamento economico solo dei dipendenti pubblici, in violazione dei principi di eguaglianza e di progressivià del sistema fiscale» chiosa il Comitato. Ora, in attesa di conoscere nel dettaglio il testo definitivo delle modifiche alla manovra, le toghe si riservano «l’adozione di iniziative di protesta, nessuna esclusa», ovvero una minaccia velata di possibili scioperi. Quanto alle parti politiche il dibattito si sposta sull’asse Pd-Pdl. Il partito dei Democratici, prima ancora che il testo approdi in Parlamento, si dice fortemente contrario alle misure. «La giustizia di Arcore e di Bellerio è dunque la seguente: non si può rompere il patto con gli evasori fiscali e gli esportatori illeciti di capitali, ma lo si può rompere con chi è stato tanto fesso da servire il paese facendo il militare o da studiare e poi riscattare di tasca propria la laurea. Dopo il patto di Arcore, i conti della manovra del governo tornano ancora di meno e le ingiustizie pesano ancora di più». La chiosa al vetriolo è di Pierluigi Bersani che dunque promette battaglia in sede di discussione. Alla replica troviamo il neo numero uno del PDL, Angelino Alfano, che prova a smorzare i toni nella speranza (vacua?) di ottenere larghe intese: «ci auguriamo che la parte più responsabile delle opposizioni faccia prevalere l’interesse del Paese rispetto a divisioni e polemiche che gli italiani, giustamente, non comprenderebbero. Tra luglio e l’incontro di ieri – spiega Alfano – il governo e la maggioranza hanno proposto riforme coraggiose (dal collocamento alla contrattazione, dalle province al numero dei parlamentari, per limitarci a pochi esempi) che hanno un valore particolare perchè adottate in tempi di crisi mondiale». Al di là del gioco delle parti, e del sensato interesse di ciascuno a portar acqua al proprio mulino, il problema della manovra è intrinseco alla stessa. Attendiamo il testo per ulteriori specificazioni, ma stando alle dichiarazioni del governo, alla sua opera di pubblicizzazione della propria creatura, è evidente che il concetto di equità sia difficilmente applicabile al frutto di questo lavoro estivo. All’interno, di MASSIMO DONADI*. Read more
Nunzia De Girolamo sferza Alfano: “Iscrizioni online” Matteo Patrone
luglio 5, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
La deputata campana PdL lancia la proposta dalle colonne del giornale della politica italiana: il “partito nuovo” annunciato dal neo-segretario sia all’insegna della democraticità e della meritocrazia. E quale migliore strumento per assicurarlo della registrazione web? “Cominciamo così – dice De Girolamo a il Politico.it – Internet è la rivoluzione democratica. Tentare di mettere il bavaglio alla rete - dice a Matteo Patrone che le chiede conto del possibile provvedimento dell’Autorità per le comunicazioni che si attribuirebbe la facoltà di chiudere interi siti senza nemmeno il pronunciamento di un giudice: su Avaaz.com la possibilità di mobilitarsi per evitare la decisione prevista mercoledì - è come provare a fermare il vento con le mani”. di MATTEO PATRONE
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La previsione. Non sarà Alfano l’erede di Berlusconi di L. Crespi
luglio 4, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il compitino (appena appena emo- zionato) con il quale il segretario e- letto-ma-nominato si è presen- tato alla platea del Pdl non deve indurre ad una (erronea) sottovalutazione dell’ex ministro della Giustizia ma rivela contemporaneamente tutti i limiti del delfino scelto (?) dal Cavaliere. Alfano saprà svolgere con grande “professionalità” il ruolo che gli è stato affidato, come ha fatto (sia pure in una chiave autoreferenziale quando non privatistica, per Berlusconi) nelle vesti di Guardasigilli, ma la politica non deve e non può essere (interpretata come fosse) una professione: e la mancanza della capacità di “vasti pensieri” e di suscitare (negli altri) un’emozione dell’ex coordinatore siciliano di Forza Italia rappresenteranno la pietra che rallenterà – e farà perdere – la corsa di Angelino alla successione del leader dopo il suo addio. di LUIGI CRESPI
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Sondaggio Crespi, Pd-Idv-Sel sono a +5 Ma Democratici ancora inchiodati a 26.8% Centrosinistra avanti perché crolla Silvio Zero spostamento voti da destra/ sinistra Di Pietro: “E’ quello che sto dicendo…”
giugno 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Una “vittoria” (potenziale) di Pirro, per due ragioni. La prima è che non vince il centrosinistra, ma perde Berlusconi. E il contrario non è (appunto) la stessa cosa. La seconda è che gli elettori “persi” dal Cavaliere sono in realtà “semplici” delusi: e (anche) la solita operazione di rimobilitazione dei propri “tifosi” compiuta dal presidente del Consiglio nelle ultime settimane di ogni campagna elettorale sarebbe capace di riportarli alle urne, dalla stessa parte. E’ vero che né De Magistris né Pisapia al primo turno avevano superato il 50%; e si trovavano più o meno nella condizione del centrosinistra a livello nazionale, secondo il sondaggio. Ma è altrettanto vero che in un ipotetico (e non reale) “secondo turno” alle politiche è prevedibile come il deficit di novità e di cambiamento che si riscontra nell’attuale proposta (?) del Pd e degli alleati rispetto, appunto, alle candidature nuove dei neo-sindaci di Milano e Napoli (presi a paradigma di un intero nuovo movimento) impedirebbe di ripetere lo stesso exploit, e riaprirebbe una partita secondo questi dati, al momento, “chiusa”. Il Pd non può dunque crogiolarsi nell’illusione che il crollo di Berlusconi sia condizione sufficiente a mantenere in “vita” l’attuale classe dirigente: è necessario un cambio di passo, che non può che riguardare i nomi – i “volti” - e basarsi, contemporaneamente, sui contenuti. Il grande sondaggista ci presenta ora (brevemente) i dati in tabella. di LUIGI CRESPI
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***L’analisi***
VOTO DI LISTA, IL CROLLO DI PDL E LEGA
di LUIGI CRESPI
maggio 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
La débacle del presidente del Consiglio è testimoniata anche dalla ulteriore riduzione di consenso al partito del premier, accompagnata da una Lega che, rispetto al passato, non sfonda più. Il grande sondaggista ci ricorda che questa tendenza è in atto ormai da diverse tornate elettorali, mascherata – come oggi è negata una vittoria alternativa piena – dalla difficoltà del centrosinistra a farsi protagonista e non soltanto a raccogliere i pezzi dei delusi da Pdl e Lega. E avverte Berlusconi: se non vuoi trascinare le tue creature politiche (?) con te nell’abisso, è il momento di consentire quella “normalizzazione” che consenta al centrodestra di risplendere, se possibile, anche di luce propria. E soprattutto della luce della gente e delle scelte concrete. Della democrazia e della politica vera. di LUIGI CRESPI Read more
Energie rinnovabili non sono ‘di sinistra’ Sono ciò che serve al (futuro del) Paese Onu: possono coprire 80% fabbisogno ’50 E (infatti) tra la gente Pdl cresce “fame” Politica stili road map per bene dell’Italia FOTO: E (vero) piano casa (ri)parta di qui
maggio 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il giornale della politica italiana è il giornale della politica vera, quella fatta di idee e scelte concrete per il futuro dell’Italia. E dunque anche della nuova politica, la politica vera condotta nel (solo) interesse di (tutto) il Paese al di là della rappresentanza di specifici interessi. Perché a questo punto della nostra Storia siamo chiamati a salvarci, o imboccheremo una strada del declino sulla quale sarebbe molto difficile – ammesso che il nostro Paese non fosse saltato – tornare indietro, e l’unico modo possibile per salvarci è fare semplicemente ciò che è necessario. E contemporaneamente, salvandoci possiamo ad un tempo tornare grandi, e dunque oltre che una necessità l’impegno onesto e responsabile per perseguire il nostro bene – quello di tutti, insieme – ci offre una straordinaria occasione – l’ultima – che è anche una grande motivazione. Il giornale della politica italiana ha più volte avuto modo di indicare – e continueremo a farlo – il modo in cui riuscirci. Nello specifico, nel campo delle politiche energetiche, le rinnovabili rappresentano la soluzione economicamente più vantaggiosa, sostenibile dal punto di vista umano e, tutto sommato (, quindi), anche ambientale. L’Organizzazione delle nazioni unite indica nella copertura di quella quota enorme di fabbisogno energetico mondiale il possibile traguardo del 2050. A condizione, naturalmente, che i governi facciano gli interessi delle loro nazioni e del mondo predisponendo dei piani di “implementazione” e di organizzazione dello “sfruttamento” di questa risorsa, in chiave futuribile. L’Italia ha l’incredibile occasione di decidere come approvigionarsi senza avere costi di smantellamento di vecchie centrali, e scorie da smaltire; l’attuale nostra dipendenza da altri Paesi, insieme alla nostra straordinariua esposizione al sole e al vento, ci mettono nella condizione di ottimizzare più di molti altri l’opzione rinnovabili. Può essere uno straordinario punto di partenza. Le nostre forze più oneste e responsabili partano da qui, da dove è urgente assumere le decisioni giuste, nella costruzione del futuro dell’Italia. Il governo si occupi di questo e dimentichi gli interessi particolari di poche aziende e dei signori degli affari. Dimostrate qui, ora, nel concreto, di non essere (più, o di non voler essere più) la cricca. Ce ne parla il deputato del Pd. di ANDREA SARUBBI* Read more
Diario politico. Pigi non è mio segretario Da ‘miliardario’ Silvio detto con disprezzo A iconografia su Lega che l’ha pendente (fronteggiando così solo i ‘nani’ leghisti) Il vuoto di stile esprime un vuoto di idee Con Bersani Pd resterà un mezzo partito Invece ora come mai serve (tutto) a Italia
maggio 5, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Perché i Democratici sono quella forza più onesta e responsabile della nostra politica chiamata ad assumersi la responsabilità - e l’onore - di salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese. E se il rischio, come vedremo magari più tardi, è che chi verrà dopo Berlusconi (e Tremonti può rappresentare solo uno specchietto per le allodole) porti a compimento quello sfondamento anti-democratico preparato da trent’anni di rivoluzione anti-culturale del presidente del Consiglio, rendendo l’Italia “positiva” (?) al virus del fascismo che, scrive Giorgio Bocca, è “tornato tra noi”, e nessuna certezza può essere legata alla reazione (è proprio il caso di chiamarla così?) delle altre frange della politica italiana, non in funzione difensiva, ma proprio per andare all’attacco e rifare grande l’Italia, (mai come) in questa fase storica la nostra nazione ha bisogno di un Pd che si faccia “partito dell’Italia” e rappresenti la possibile scelta ideale di quella maggioranza di nostri connazionali che non si riconoscono nell’estremismo berlusconiano, e agognano quella nuova politica che vada oltre la rappresentanza di specifici interessi costituita dai cartelli della destra e della sinistra che si occupasse di e facesse solo il bene del Paese. In questo contesto, un Pd vecchio, chiuso in se stesso (“ideologicamente”, nonostante l’apertura delle alleanze, in realtà compensativa di quella chiusura “programmatica”), nostalgico della lotta di classe e del socialismo, è esattamente ciò che può spalancare delle praterie alla soluzione non auspicata. Ed è naturalmente il segretario ad averne la principale (ir)responsabilità. Il racconto della giornata di ieri, con il Tuttoberlusconi da Vespa, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more
Ora Pdl vuole modificare la Costituzione Per accrescere potere del (suo) premier Altri (a sinistra) propongono Costituente Non riuscite in ordinaria amministrazione Lasciate da parte le (nostre) fondamenta Rinnovamento. I giovani partano da idee
aprile 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
La mossa assomiglia a quelle messe in atto per controllare l’informazione in Rai. In questo caso andrebbe però a toccare – e a stravolgere – direttamente l’equilibrio tra i (maggiori) poteri dello Stato. Al di là dell’emergenza (? di oggi), ls nostra politica autoreferenziale accelera irrimediabilmente – se non cambieremo direzione al più presto – il declino della nostra nazione con un semplice “lavor(i)o” di superficie, e ora vorrebbe mettersi ad armeggiare con il suo sofisticatissimo meccanismo – il cuore – frutto della grande necessità e quindi della grande ispirazione dei nostri nonni costituenti. Così che se ai figli di questo tempo fosse ancora data una possibilità di salvare e rifare grande il nostro Paese – ammesso di avere ancora una democrazia e di non ridoverla conquistare - si facesse in modo di togliergliela al più presto. Non sia mai che questa generazione, quella dei nostri “padri” (?), lasci qualcosa che non sia terra bruciata intorno a noi. L’ultima, “brillante” iniziativa è di un parlamentare pidiellino, ma anche tra gli onesti e i responsabili – che evidentemente non lo sono, questi in particolare, fino in fondo – in queste settimane abbiamo ascoltato diverse voci suggerire la strada di un’assemblea costituente. Sarebbe come affidare i lavori di ristrutturazione di un edificio all’impresa costruttice di un altro palazzo crollato il giorno prima. Il problema è proprio questo: a tali signori dell’Italia non importa assolutamente nulla; per questo vengono definiti “autoreferenziali”: perché rispondono – e fanno - solo (a)i loro interessi, più o meno materiali. Ovviamente indire un’assemblea costituente con costoro sarebbe un vero e proprio suicidio, per cui dal primato della migliore Costituzione del mondo potremmo facilmente passare al peggior pastrocchio della Storia, quali del resto, in altre “categorie”, gli uomini (?) politici (?) autoreferenziali di oggi ci hanno già regalato. Nessuna assemblea costituente finché la maggioranza della nostra classe politica non sarà composta da persone oneste e responsabili. E questo potrà avvenire – se potrà avvenire – solo quando ci sarà stato un (profondo) ricambio. Ma un ricambio non fine a se stesso - o saremmo daccapo – bensì affidato ai canoni (appunto) dell’onestà e della responsabilità. Come si misurano, intanto? I giovani di oggi devono lavorare per quelli di domani e il modo per farlo è mettere in campo delle idee oneste e responsabili, ovvero tali che siano in grado di fare il bene del Paese senza la necessità di ulteriori interventi. Il dibattito pubblico deve essere riportato a questa dimensione. Una dimensione che sarà, inevitabilmente, tanto più fertile ed efficace, quanto maggiore sarà il respiro etico e filosofico di tutto questo. Il giornale della politica italiana mette in campo ogni giorno il proprio esempio. E, speriamo, qualcosa di più. Come (ad esempio, appunto) qui e qui. Read more
Intanto maggioranza si rafforza (ancora) Berlusconi: “Alla Camera puntiamo a 330″ Di certo passa Cosenza, moglie di Ronchi E a Senato gruppo di Coesione nazionale Intervista al capogruppo (ex Fli) Viespoli: ‘Per costruire destra (in sé) democratica’
marzo 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Sondaggio. La fiducia nel premier crolla del 30% in un anno L. Crespi
marzo 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
L’intervento. Roma, il fallimento del sindaco Alemanno di M. Madia
marzo 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Qualcuno che si “ribella” comunque c’è Sono (più) giovani protagonisti del futuro Giulia: “Speranza per la classe dirigente”
febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Talenti. Sinistra Ecologia e Libertà, questioni di coerenza Bartolazzi
febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Esclusivo. Ritorno con Berlusconi (ma per batterlo) di Paolo Guzzanti
febbraio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Nichi ad Annozero non sa dire come fare Riccardi: “Hanno avuto 2° Repubblica…” Politica attuale non può rilanciare l’Italia Se ha già dimostrato cosa (non) può dare Ora apertura democratica/ rinnovamento Ma giovani si concentrino (solo) su idee
febbraio 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Ora schianta la fiducia in Berlusconi: – 4% Ma il Pdl (per il momento) regge il colpo Crespi: ‘E’ per la mancanza di alternative’
gennaio 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
***Diario politico***
LA CONTROFFENSIVA DI SILVIO
di GINEVRA BAFFIGO
gennaio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
La previsione. E ora Silvio rischia una slavina elettorale Luigi Crespi
gennaio 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Gli antipartitocratici di G. Innocenzi (Non) lasciano (solo) Silvio
gennaio 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
***La polemica***
I GIOVANI DEL PDL MORALISTI E GIUSTIZIALISTI
di ANNALISA CHIRICO
gennaio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
L’analisi. No, Silvio, “Italia” non è un (tuo) buon nome di Luigi Crespi
gennaio 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
No, un partito non si può chiamare ‘Italia’ Italia è “marchio”-patrimonio di tutti (noi) Gli altri (?) in totale distonia con il Paese
gennaio 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
L’indiscrezione. Il nuovo nome del Pdl è “I Popolari” (?) di Gad Lerner
gennaio 4, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Ma oggi Berlusconi vince ancora elezioni Sondaggio Crespi, destra 41; sinistra 36.8 Può batterlo solo un Pd ‘partito dell’Italia’ Effetto Scilipoti (FOTO), l’Idv crolla: -1.5%
dicembre 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
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Le elezioni nella simulazione il Politico.it Sondaggio Crespi, oggi vince ancora Lui
Destra (Pdl+Lega+La Destra): 40,8%
Nuovo Centro (Fli+Udc+Api+Mpa): 17%
Sinistra (Pd+Idv+Sel): 36,9%
Altri (Radicali+Comunisti+Grillini): 5,1%
dicembre 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
***Diario politico***
IL PARLAMENTO VA IN VACANZA FINO AL 14
di GINEVRA BAFFIGO
dicembre 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Come critichiamo Pd lo facciamo a destra Renzi: “Sì, va ritrovato senso di nazione” Il futuro dell’Italia (passa) soltanto di qui Per farlo Csx faccia ora il bene del Paese E il Pdl (ri)conosca la rivoluzione liberale 2 esempi: eccoli con Innocenzi e Lerner
novembre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Adesso Vendola cannibalizza il Pd: 7% Sel Sondaggio Crespi, Democratici fermi a 23
novembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Diario della crisi. Marchionne detta linea: ‘Adesso è in corso, è aperta oppure no? Mancanza di chiarezza è cosa poco seria’ E fiducia (solo) fra 1 mese: perché (mai)?
novembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Sel (quasi) a 6%, Futuro e Libertà sopra 9 Pdl fermo al 26, ma guardate il Pd: 23% (!) La tabella con (tutte) le intenzioni di voto
novembre 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Caduta libera di Berlusconi: fiducia a 37% Crespi: “Italiani fanno pagare caso Ruby” Basta empatia, la politica richiede decoro Un premier rappresenta l’Italia nel mondo
novembre 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Diario politico. Legislatura è terminata (?) E Silvio pensa solo ad aggiustarsi il Lodo Tanto che la testa di Masi ora può cadere Intanto al Senato ecco i riposizionamenti Musso: ‘Pdl può stare a governo tecnico’ Prova? Tremonti che fa eco ai dissidenti E’ (già) cominciato il dopo-Berlusconi (?)
ottobre 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Berlusconi, minimo storico di fiducia: 40% Sondaggio Crespi, e Pdl ‘crolla’ sotto 28% Ma Bersani: sogno dev’esser sostenibile Bella forza, ma è il momento del coraggio
ottobre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Ma ecco sondaggio settimanale di Crespi Nel tracollo di Silvio (-3%) non risale il Pd Perché non offrite la narrazione al Paese
ottobre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Diario politico. Di cosa stiamo parlando? Ammettiamo pure che sia ok tutto questo C’è Lodo Alfano costituzionale retroattivo Camera nega l’autorizzazione per Lunardi Un italiano: “Non risolve i miei problemi” Capiamo o no che così Paese va’ fondo?
ottobre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Ora il Pdl scende al minimo storico: 28.2% Silvio: colpa inefficacia, non “del partito” Ma 25 del Pd (in crescita) grida vendetta
ottobre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
***Esclusivo***
NON SI ANDRA’ AD ELEZIONI ANTICIPATE
di PAOLO GUZZANTI
ottobre 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
***I dati***
MA GLI INDECISI SONO IL PARTITO PIU’ GRANDE
di LUIGI CRESPI
ottobre 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Diario politico. Il presidente ci dà ascolto Cruciani: ‘Ora Fli è divisa su (quasi) tutto’ Infatti sull’agroalimentare si spacca metà Allora Silvio: “Cdm settimanali sui punti” Così, è la cosa migliore per lei e per Italia
ottobre 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
I sondaggisti fanno carte al centrodestra ‘Prende campo la nuova opzione finiana ma (come detto) se si vota ora rivince lui‘
settembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
I dati. Ma ora anche Berlusconi sta perdendo consensi di Luigi Crespi
settembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Pdl per le prime volte sotto 30 per cento Sondaggio Crespi, indecisi “volano”: 38% Bacino delle forze oneste e responsabili
settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati

