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Ora Silvio sta solo p(r)en(/r)dendo tempo Se riforme istituzionali devono essere(?) che rispondano a (reali) esigenze Paese (Vero) tema non è bipolarismo(?) sì o no L’Italia ritrovi sua vocazione (nazionale) E Camera sia l’assemblea che la esprime Mentre il Senato diviene “delle Regioni” Deputati eletti su base (‘solo’) nazionale E campagna sia ‘incalzata’ da/su Internet Così si cancellano lobbies e clientelismo E si restituisce a Politica proprio respiro

febbraio 9, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Un tema, quello delle “riforme” (?), su cui la nostra politica autoreferenziale di oggi é ferratissima (?). Ma qual è, oggi, la piu’ grande esigenza del Paese, in rapporto alla sua (classe) Politica? “Solo” riavere l’elezione diretta dei (propri) rappresentanti? O anche assicurare che ciò avvenga al di là di ogni rapporto elettorale (o, meglio, elettoralistico) opaco e anti-politico? E restituire alla classe dirigente la capacità di (ri)generare il futuro (della nazione), e non solo di curare gli interessi (particolari) di un (singolo) territorio? Questa, peraltro, è la Politica: partire da un’idea di fondo, basata su di una ricognizione efficace delle reali necessità del Paese (e, quindi, della – sua – Politica, e dei suoi “sistemi”), e da essa – e non il contrario – far discendere le specifiche ricette. Nell’ambito di un’organizzazione e di un progetto complessivo e organico, quale il giornale della politica italiana sferza la politca politicante a ricercare da tempo. E vale anche (se non appare palesemente chiaro che valga soprattutto in questo caso, in cui si parla in origine di intervenire su di un “sistema”, già in essere, costitutivamente, come tale) per le riforme istituzionali. Il resto si chiama tecnica (quando è comunque morale e onesta e responsabile), oppure semplice “pastrocchio”. Spesso, concepito per mantenere in essere propri interessi (parziali, quando non personalistici o addirittura privati). Parliamo di quelli di un’intera classe “dirigente” (?), che punta alle riforme per restituire (?) linfa (?) a se stessa, ma in questo modo senza, appunto, avere nemmeno lontanamente (?) idea di ciò che serva all’Italia. E dell’ex presidente del Consiglio, che – a sua volta – (ci) sembra pensare semplicemente (come fa ogni volta che propone un ‘tavolo’) a guadagnare tempo e/ per recuperare consensi (lo fece anche con Veltroni a governo Prodi in carica. “Sia pure” – in quel caso – su proposta di Walter. Prodi, puntualmente, cadde…), in vista di un’auspicata vittoria (oggi teoricamente difficile, ma solo allo stato attuale delle cose) alle prossime elezioni. Ma di questo abbiamo già parlato ieri. Affrontiamo ora comunque – come se non fosse questa la platea di addetti ai lavori “interessati” (ahinoi, in tutti i sensi. E per questa stessa ragione lo proponiamo!) – il merito delle riforme. E lo facciamo, come sempre, Politicamente; a partire da una concezione complessiva e scendendo poi ad indicare, in dettaglio, le possibili “ricette” ‘attuative’. Avvertenza: ad una classe politica del secolo scorso, quale quella oggi al potere, alcune formule – come quella di una campagna elettorale immaginata “solo” (o in larghissima parte) su internet, in un confronto diretto e molto più onesto (e stringente) con i cittadini; o di un sorteggio per definire i confronti a due tra i candidati solo nazionali – potrà risultare astrusa e dura da digerire; ma questo – per chi non l’ha compreso – è il (possibile, e secondo noi auspicabile) futuro. E’ anche in questo modo che il giornale della politica italiana, ancora una volta, vuole inverare la propria promessa – il proprio impegno – di contribuire (in modo decisivo) a ri-fare del nostro Paese la culla della civiltà. Read more

***Quanto ‘costa’ un deputato al Paese***
PARLAMENTARI ONESTI E GENTE COMUNE, ORA UNIAMO LE FORZE
di FRANCO LARATTA*

gennaio 11, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il nostro principale limite culturale e psicologico attuale e’ la mancanza di responsabilita’. E il concetto di responsabilita e’ strettamente connesso – quando non coincidente – con quello di senso dello Stato, ovvero dell’Unità (in senso morale e non soltanto geo-amministrativo) nazionale. Il nostro modo di affrontare gli impegni che (non) ci assumiamo (fino in fondo) è – tanto piu’, o quasi esclusivamente, se questi hanno a che fare con il settore “pubblico”, nelle sue varie declinazioni – sempre meno determinato, risolutivo, conclusivo. In una parola: responsabile. Ed e’ questa la radice prima del nostro progressivo (si fa per dire) disfacimento. Perche’ assistiamo a tutto questo? Trent’anni di autoreferenzialità della nostra politica ci hanno impedito di esercitare, e quindi a “lungo” andare portato a perdere il senso della nostra (possibile) forza nazionale. Classe dirigente che – trattando se stessa con la leggerezza che avrebbe potuto avere un “qualsiasi” ceto popolare, adagiandosi sui risultati raggiunti nei quarant’anni precedenti della nostra storia – a partire dagli anni ottanta ha cominciato a (s)governare allegramente a nostre spese: “tecnicamente” a nostre spese, attraverso (anche) le ruberie (vere e proprie) che abbiamo dovuto nostro malgrado registrare; ma soprattutto a spese (“immateriali”, ma solo in un primo momento) della nostra fiducia in noi stessi. E della nostra, conseguente, responsabilita’ (che – non – potremmo definire) collettiva, o nazionale. Un circolo vizioso nel quale abbiamo percorso i gironi danteschi (oggi) dell’accumulo del debito pubblico piu’ grande del mondo, di un progressivo lasciarci andare che, nondimeno, non è riuscito ad intaccare la solidità dei nostri fondamentali: il dato del (basso) indebitamento delle famiglie italiane – per usare un concreto, e comprensibile a tutti, parametro esclusivamente economico – e’ indice da un lato di quanto sia stato grande il capolavoro fatto dai nostri nonni nel dopoguerra – a cominciare dal loro leader, Alcide De Gasperi – della cui rendita viviamo ancora oggi; ma anche della capacità della culla della civiltà occidentale di restare tre le prime dieci potenze del mondo nonostante un trentennio, appunto, di anarchia interna (senza valori). Ma se la resistenza – e, ora, reazione – delle italiane e degli italiani rappresenta il segnale della necessita’ di un cambio di direzione, la responsabilita’ – appunto – di realizzarlo e’ della stessa classe dirigente che ha dato il la’ a questa involuzione, e a cui tocca (ri)generare (tirandone le somme e, soprattutto, offrendole una prospettiva) la tensione opposta. E’ in questa chiave che il deputato del Pd offre oggi al “suo” giornale della politica italiana un rendiconto del proprio stato economico legato all’incarico di parlamentare, chiedendo (a sua volta) a coloro che si sono ribellati a questa nostra politica autoreferenziale di oggi – le cui (ir)responsabilità, appunto, Laratta per primo torna a ribadire – di comprendere che al suo interno ci sono molte “mele” sane e che possono rappresentare – se coinvolte e se l’unico intento di salvare e rifare grande l’Italia spinge ad unirsi le persone oneste e responsabili nel nostro Paese – il punto d’appoggio ideale, “dentro il palazzo”, per dare ancora piu’ forza ed efficacia alla possibile rivoluzione (silenziosa). Da cui puo’ iniziare il nostro nuovo Risorgimento. di FRANCO LARATTA*
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E, certo, pensiamo anche alle “riforme” Ma rispondendo a (reali) esigenze Paese Giusta é l’idea del ‘Senato delle Regioni’ Ma perche’ Camera deve restare ibrido? Sia complessiva, ‘prospettica’, strategica Vi si eserciti (ora) la leadership legislativa I deputati eletti su base (solo) nazionale Senza piu’ le liste, lobbies e clientelismo E campagna si svolga (‘tutta’) su internet L’Italia sara’ di nuovo la culla della civiltà

gennaio 2, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Un tema su cui la nostra politica autoreferenziale di oggi é ferratissima. Sara’ perché, in fondo, è decisivo per la propria vita (o sopravvivenza) politica (e, in qualche caso, come ricordava Giovanni Sartori nel suo ultimo editoriale sul quotidiano di via Solferino, non solo) e, comunque, concerne loro – e li lusinga – in un modo che anche i meno Politici sono in grado – diversamente che sulle questioni, appunto, Politiche – di “afferrare”. E, purtuttavia, cio’ e’ vero solo se si considera tutto cio’ nella “prospettiva” in cui, appunto, vi guardano – e “aspirano” – loro. Cioé in funzione – in definitiva – di loro medesimi. E, invece, la forma é sostanza solo quando discende da quest’ultima; quando ne costituisce il naturale raggiungimento della “maturità”. E la tecnica non é fine a se stessa, e persino deleteria per la Politica, solo se messa strettamente al servizio di - subordinata a - quest’ultima. Cosi’ le regole devono rispondere ad una reale necessità, e non essere inventate pour le plaisir de le faire. E qual è, oggi, la piu’ grande necessità del Paese, in rapporto alla sua (classe) Politica? E, in particolare, a quella parte che è direttamente chiamata a fare le leggi? Che questa classe avverta, fino in fondo, la responsabilità del proprio mandato. Ovvero di essere non tanto “rappresentante” – ché la (pur elevata) rappresentanza implica una qualche forma di deresponsabilizzazione e di “rimando” ad altri, dei quali si rischia di potersi sentire soltanto, e senza (profondere troppo) impegno, dei portavoce – bensi’, finalmente, “guida” e riferimento. Read more

***Le (promesse/)dimissioni di Silvio***
QUESTA VOLTA E’ (DAVVERO) FINITA (?)
di GAD LERNER

novembre 8, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ma un Pd che avesse assolto (dall’inizio!) alla propria funzione originale (di partito chiamato a caricarsi sulle spalle l’Italia nel momento di massima difficoltà – storica, in tutti i sensi – dal tempo della guerra e della fine del fascismo, riprendendo il filo della – propria! – tradizione risorgimentale), mettendo in campo una proposta forte – sostanziata nel progetto organico e complessivo indicato da il Politico.it di cui Pigi ha colto la necessità (facendo proprio, e prendendo a sventolare, il concetto, ma) senza riuscire a concretizzarlo - per la costruzione del futuro del Paese, avrebbe accelerato-anticipato tutto questo di diversi mesi. Ora ci siamo, comunque, ma la domanda è: il presidente del Consiglio – che nonostante non abbia più (i) numeri diceva, fino a poche ore fa, di non avere (nemmeno, a – quel - momento – ?) intenzione di dimettersi – accetterà (fino in fondo) il “verdetto” senza tentare quel “colpo di coda” (da Caimano) che molti, a cominciare da D’Alema, profetizzano da tempo? di GAD LERNER Read more

Non capiscono o fan finta di non capire “La reazione di queste ore è antipolitica” Ma voi non siete (mai stati) ‘LA Politica’ Così come Berlusconi non è (mai) ‘l’Italia’ La reazione di queste ore è contro di voi Che governate da 20-30 anni inutilmente E’ proprio la Politica che Italia ora rivuole Signori, in quest’era antipolitica siete voi Con una “risposta” del “nostro” Guzzanti

luglio 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Maestro, Franco Battiato, aveva, come il giornale della politica italiana – che scrive da ormai oltre un anno di questa “nostra politica autoreferenziale di oggi”, diffondendo i primi semi della consapevolezza diffusa di adesso – anticipato la presa di coscienza che il Paese sta vivendo in queste ore circa l’inadeguatezza dell’attuale classe “dirigente” (?). “Non ci siamo capiti – canta Battiato in Inneres Auge – e perché dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?”. Il punto, infatti, non è (tanto, o solo) i costi “spropositati” (in sé) della politica italiana odierna. Sì, vanno ridotti perché non possiamo più economicamente permetterceli, e, abbiamo scritto lunedì, vanno ridotti anche come unica (possibile, ma improbabile) alternativa al rinnovamento radicale della classe politica per ritrovare quella sobrietà che non è fine a se stessa, e nemmeno rappresenta la “brioche” da servire al popolo per farlo stare buono (oppure sì, proprio l’insulto dell’ostentazione della sicumera rispetto alla subordinazione della gente), bensì serve a tendere a ricreare le condizioni perché la nostra politica smetta di servire (a) se stessa, e si metta a fare ciò che serve al Paese. Ma il problema dei costi si pone (soprattutto) perché rappresentano una spesa eccessiva, INCONGRUA rispetto ad una offerta, quella dell’attuale classe politica – che non è LA Politica!, ma solo questo insieme – questo sistema – di donne e di uomini “politici” (?), i quali passano (passeranno) mentre la Politica, magari, ritorna – che è del tutto insoddisfacente rispetto alle esigenze della nazione. Per questo fanno un po’ tenerezza, ancora una volta, i tentativi di irretirci dei vari Bersani, Fassino (che, diciamocelo, avrebbe anche potuto evitare l’arringa autoreferenziale con cui ha salutato la Camera) - tutti drammaticamente Democratici: anzi, No, e lo (ri)scopriremo presto – che tentano l’ultima spiaggia di far passare la nostra reazione come antipolitica: antipolitico è ciò che pretende di sostituire la Politica – nel nostro caso, il governo democratico del Paese – con altre forme semplificate (e, comunque, meno democratiche) di “governo” (non “necessariamente” nell’interesse dell’Italia) della nostra comunità, o che comunque sostiene l’impossibilità della messa in pratica della stessa idea di politica; ciò che vuole invece oggi l’Italia è ESATTAMENTE L’OPPOSTO, è ritrovare il governo democratico sostituendo non la Politica – che non c’è – ma gli attuali occupanti, il cui tempo è scaduto e che, semmai, proprio loro sono forieri di antipolitica, direttamente - avendo annichilito la Politica nel (mancato) esercizio delle proprie funzioni – e indirettamente – perché se resistono all’attuale reazione DEMOCRATICA allora sì che nei fianchi del popolo possono nascere fenomeni antipolitici (o peggio), e magari anche pericolosi; e chissà che, almeno per qualcuno, non sia esattamente lo scopo, così da richiedere una saldezza che consentirebbe (potrebbe consentire) la perpetuazione della loro permanenza nel Palazzo – Diciamoglielo (tutti), facciamoglielo capire. E per essere ancora più credibili, e più liberi, il Politico.it lo fa offrendo contestualmente la propria tribuna a chi – in questo unico e specifico contesto – si trova dalla parte opposta del teatro, a sostenere tesi diverse. Contestualmente a questo stesso ennesimo richiamo alla ragionevolezza (e all’onestà e alla responsabilità) all’attuale classe dirigente. Il nostro Paolo Guzzanti ci spiega perché, dal proprio punto di vista, la reazione abbia invece i crismi della reazione (unicamente) emotiva, e come tale, ovviamente, vada trattata. All’interno. Read more

Casta parlamentare ritira tagli a politica Lo stipendio, al massimo, se lo alzeranno “Prendetevela però con chi lo ha voluto” Ma l’Italia da oggi smette di ‘prendersela’ E ‘chiede’ che Pd rinunci ora a sua ‘fetta’ ‘Rifiuti’ parte di stipendio sopra la media O facciano (adesso) singoli parlamentari Vi spieghiamo perché non è demagogia

luglio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’atto con cui questa classe “dirigente” (?), appena gli italiani si sono voltati un momento, ha “prontamente” ritirato i provvedimenti per la riduzione dei costi della politica toglie dal campo delle interpretazioni quello che oggi, con questa scelta, si fa palese: l’attuale classe politica italiana ha a cuore il proprio benessere e non il bene dell’Italia. Le due cose non vanno d’accordo. E ora (appunto) vi spieghiamo perché. Se il giornale della politica italiana, il giornale della proposta e non (certo) dell’invettiva, giornale comunque DELLA e nella politica e non certo antipolitico (?), considera rilevante, una domenica di luglio, col caldo torrido e le piogge moonsoniche che investono le nostre città e le nostre campagne, non lasciare cadere il discorso sul taglio delle spese per il mantenimento del governo del Paese, a cominciare dagli stipendi dei parlamentari (che sono ciò di cui i parlamentari stessi dispongono subito e completamente), il motivo è che da questo non dipende soltanto (argomento ipocrita) la capacità della politica di “dare l’esempio” e, comunque, di “accompagnare i nostri connazionali nei sacrifici” che stanno - sulla base di una scelta, obbligata, ma anche della COLPA di questa politica autoreferenziale degli ultimi trent’anni – per affrontare, ma la qualità stessa del governo dell’Italia. Perché questa classe “dirigente” (?) si è fin’oggi rivelata assolutamente incapace – perché non è quello che ha nella testa e nel cuore! – di (ri)dare (, dopo averglielo tolto LEI,) un domani alla nostra nazione, e l’andazzo non può continuare ad essere questo. I modi per modificare l’andazzo, cari uomini politici politicanti di oggi, sono solo due: ve ne andate, e lasciate democraticamente il posto ad una nuova nidiata di uomini politici (ai quali ribadiamo l’invito, che comunque è passato, di (ri))partire solo dalle proposte, avendo in mente il solo proposito di realizzarle!), oppure cominciate a fare qualcosa per l’Italia. Ma come può fare qualcosa per l’Italia qualcuno che, in quello stesso momento, sta nuovamente facendo qualcosa per sé? E’ un fatto di sanità pubblica e morale: portate subito il vostro stipendio (individuale) al livello di quello dei vostri colleghi europei (veramente tali). Vi scrollerete di dosso (almeno in parte) quel senso di appagamento che vi portate dietro dai giorni delle spese folli del craxismo, delle (“prime”) tangenti e del “ritorno” della corruzione. E, forse, potrete ricominciare ad agire per il bene del Paese. Perché questa non è una condizione che si decide a tavolino: “Toh, oggi mi metto ad agire nell’interesse della nazione”. No. E’ una condizione che si costruisce quotidianamente attraverso rinunce e “sacrifici” (ma non lo sono mai per chi ”ama” contribuire a rifare grande l’Italia!), e attraverso la sobrietà. Quella che voi non avete (mai) avuto, e che se non recupererete ora – subito, compiendo un atto di umiltà nei confronti del Paese – resteranno due sole parole da rivolgervi (anche dal più istituzionale e onesto e responsabile – proprio per questo! – dei giornali politici): “A casa!”.
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Perché no alla separazione delle carriere Oltre a ciò si altera l’equilibrio tra i poteri Doppio Csm di fatto subordinato all’Aula E obbligatorietà ‘regolata’ da legislatore Colpa di conflitto di “sentimenti” di Silvio

marzo 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

C’è una questione preliminare e una di merito, nel giudizio che si può dare della riforma della giustizia licenziata dal Consiglio dei ministri. La questione preliminare attiene all’opportunità – e non alla legittimità – che un disegno di riforma dell’ordine giudiziario sia proposto e varato da forze che sono da quindici anni in guerra con il settore che dovrebbero riformare. Poco importa che le decisioni non riguardino i processi nei quali è imputato il presidente del Consiglio: sconcerta anzi che sia diventata necessaria questa specificazione, ovvero che la legge non sia ad personam, come se la normalità fosse (è) l’opposta. Questo governo non ha la terzietà e la serenità necessarie a varare una riforma che sia nell’interesse della giustizia, quindi dei cittadini. Ma il Politico.it non si sottrae anche ad un giudizio di merito, perché il “conflitto di interessi” (o di “sentimenti”; ammesso che un conflitto, con una parte “sana”, ci sia) dell’esecutivo e del suo presidente non significano automaticamente che le scelte siano poi prive di correttezza. E il punto della separazione delle carriere tra magistrature giudicante e inquirente, presente nella legislazione di altri Paesi, può essere discusso. Il resto delle norme, tuttavia, va tutta nel senso di una (maggiore) subordinazione del potere giudiziario al potere legislativo, riducendo la pur legittima capacità organizzativa delle toghe (ad esempio impedendo, di fatto, la creazione ex ante di liste di togati che possano accedere all’elezione al Csm: fatto peraltro di per sé più democratico e “garantista”) e accentuando (però, contemporaneamente) il potere di incisione del Parlamento (la percentuale di membri “laici” del Csm aumenta dal 30 al 50%, peraltro in un Consiglio superiore della magistratura che, sia pure ancora presieduto dal capo dello Stato, viene sdoppiato tra magistratura giudicante e inquirente, per segui(ta)re (al)la separazione delle carriere). L’obbligatorietà dell’azione penale, poi, verrà a sua volta subordinata ad una decisione legislativa su quali reati siano da perseguire “obbligatoriamente” e quali, al contrario, possano – anzi, debbano – essere tirati in causa solo dopo che sia stata realizzata una scala di altre priorità (in termini di reati da perseguire) anch’essa decisa dalla politica. Insomma, non riguarderà i processi (attuali) del premier, la riforma della giustizia varata dal governo, ma sembra concepita in modo tale che, come dice Berlusconi stesso, «Tangentopoli non ci sarebbe stata». Ovvero viene meno quella (maggiore) indipendenza del potere giudiziario che assicurava che la nostra politica, magari debitamente rafforzata nella sua, di indipendenza, attraverso la reintroduzione dell’immunità parlamentare – in un clima depolarizzato e libero da faziosità – non avesse troppo potere d’”influenza” sul- la magistratura. Potere che ora, se il Parlamento ap- proverà il testo licenziato dal Cdm, avrà. E che rende- rà un po’ meno giusta e libera la nostra democrazia. Read more

Non è qui questione di bassa demagogia Ma di equità e vera riduzione della spesa Ora parlamentari rinuncino alla pensione E si armonizzino gli stipendi (di tutti noi)

dicembre 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana pensa che un governo che faccia il bene dell’Italia sia chiamato ad operare tagli netti alla spesa pubblica, sul fronte degli sprechi naturalmente e senza penalizzare la spesa sociale, che pure va ristrutturata nell’ambito del piano complessivo per rifare grande l’Italia, adottando (anche) il principio che tutto quanto può essere trasformato da spesa a fondo perduto in investimento (indennità di disoccupazione solo per chi partecipa alla formazione permanente, pensioni rimodulate e introduzione di bonus per chi può mettersi al servizio della società anche nella vecchiaia, possibilità di un alloggio per le persone che oggi sono costrette a vivere sulla strada se si rendono disponibili – a loro volta – a dare il proprio contributo a rifare grande questo Paese) va, appunto, reso tale. Ma i tagli sono onesti e responsabili solo se, ad essi, si accompagna una cancellazione degli sprechi anche sul fronte dei costi della politica. Diminuzione del numero dei parlamentari, sì (ma senza penalizzare la democrazia), ma soprattutto via le pensioni – presenti, passate e future – di deputati e senatori, via i benefit (è doveroso che, come ogni lavoratore, anche i parlamentari contribuiscano alla nostra economia), via le auto di rappresentanza (le cosiddette auto blu) per tutti tranne nei (limitatissimi) casi in cui siano necessarie (per le prime quattro cariche dello Stato e i ministri, ad esempio), revisione della concessione delle scorte per limitarla ai soli casi di reale necessità. E stipendi che, complessivamente – e ci riferiamo a quelli dei nostri rappresentanti nelle varie istituzioni ma anche al resto degli stipendi nel nostro Paese, da quelli dei manager, a cui va fissato un tetto, a, ovviamente, quelli delle star e ai gettoni della televisione pubblica fino a quelli dei comuni lavoratori – siano armonizzati secondo principi di proporzione ed equità, anche qui favorendo un’ulteriore riduzione della spesa e un’idea di sobrietà (prevenendo così l’austerità) sulla quale rifondare un Paese leggero, e nella condizione di muoversi veloce e di arrivare prima al traguardo – che per noi rappresenta la salvezza e, ad un tempo, il rilancio – della modernità. Ecco (anche) perché servono un governo e una maggioranza monocolore Democratici. Solo un Pd che sia completamente libero di esprimere se stesso può andare fino in fondo (anche) da questo punto di vista. Read more

***Il commento***
IL MERCATO DEI DEPUTATI
di FRANCO LARATTA*

dicembre 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Una “categoria”, quella dei nostri rappresentanti, infangata dallo spettacolo (?) al quale assistiamo (ancora una volta) in queste ore, ma che non comprende solo personaggi come quelli balzati al (dis)onore delle cronache (ma il giornale della politi- ca italiana, come avete visto, si occupa – appunto – di politica, continuando a lavorare per la costruzione del futuro dell’Italia). Il deputato del Pd appartiene alla maggioranza (?) sana dei parlamentari. E di fronte a tutto questo decide di dire la sua. Scegliendo come sempre il suo giornale. di FRANCO LARATTA*
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L’intervento. No allo stop ai lavori, (ri)occupiamo la Camera S. Gozi

dicembre 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato del Partito Democratico, ministro per l’Europa nel «governo dei giovani» ipotizzato stamattina dal nostro direttore, sceglie il giornale della politica italiana per rilanciare – con forza – l’appello rivolto venerdì a Bersani: il segretario inviti i parlamentari Democratici a riprendere subito il loro posto senza attendere il 13 dicembre. «Come gli operai occupano le aziende per impedirne la chiusura così i deputati del Pd – scrive Gozi su il Politico.it – dovrebbero occupare la Camera. Per salvare la dignità dell’Aula e della sua funzione fondamentale nella democrazia italiana. E per presentare le nostre proposte sui temi più urgenti ed importanti». Un «ControAventino» che ha subito trovato il consenso della base. E a cui ora il leader Democratico è chiamato a dare una (ulteriore) risposta. di SANDRO GOZI
Insieme, l’associazione del deputato di S. CATONE Read more

Ma guardate Montecitorio martedì alle 17 Il Paese rischia davvero d’andare a picco E nostro Parlamento è dilaniato/ bloccato Ora ripartiamo subito o non ce la faremo

ottobre 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana lo sta denunciando da settimane: la situazione non è più tale da consentirci attendismo. Attendere oggi vuol dire morire. Ancora un po’ di tempo con questa inerzia e imboccheremo senza via di scampo la discesa verso un declino dal quale non ci potremo rialzare, se non fra molti decenni. E ciò significherebbe più povertà non solo per le fasce a rischio ma per tutti. E in generale il fallimento (finanziario o comunque politico) del Paese. Se ci muoviamo subito, invece, non solo possiamo “salvarci” ma siamo nella condizione, nel giro di qualche anno, di tornare grandi. E di avviare un periodo di benessere duraturo – specie se sapremo apprendere la lezione della (nostra) Storia e non ci siederemo sui primi allori, continuando a lavorare per lo sviluppo – per (gli stessi) decenni e decenni. Dei quali potremo essere orgogliosi e di cui ci saranno grate le generazioni di italiani che raccoglieranno la nostra eredità. Che sarà in quel caso un’eredità di tutto rispetto. L’eredità, appunto, di un grande Paese. Ma guardate com’è l’andazzo là dove – insieme a Palazzo Chigi – la svolta dovrebbe avvenire: la foto è stata scattata da Massimo Donadi, che la offre al suo giornale della politica italiana, nel pomeriggio di un giorno del tutto infrasettimanale (e compreso peraltro nei soli tre giorni nei quali i nostri deputati erano abituati a lavorare, prima della “scossa” data del presidente della Camera i cui effetti a quanto pare non sono però durati a lungo; e ora il capogruppo di Idv alla Camera ci spiega anche perché). Il Transatlantico, la grande sala-”corridoio” che accoglie i deputati tra un impegno e l’altro, è completamente vuoto. E non perché i parlamentari siano tutti al loro posto ai banchi… e nemmeno negli uffici. Del resto il Transatlantico è, un luogo di lavoro. E la disperante solitudine che accoglie Donadi all’ingresso è una cartina di tornasole di ciò che (non) sta accadendo nel Paese: non è (ancora) partita quella scossa necessaria a salvarsi. Dobbiamo fare presto. Presidente, o ripartiamo davvero o è meglio accelerare il percorso verso le elezioni. Noi continuiamo a confidare in lei. Ma ci dia modo di crederci davvero. Il quadro della situazione, da questo punto di vista, all’interno. di M. DONADI Read more

Alla Camera il (nuovo) voto del disonore Quel freno a indagini su politica&camorra Se l’autoreferenzialità diventa complicità

settembre 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel ripartire in questa nuova giornata di politica italiana e, quindi, per noi, di Paese, mettiamo prima di ogni altra cosa il punto su quanto accaduto ieri. Qualcuno, in serata, si è chiesto se fosse stato più importante, per la nostra (?) politica, il “no” di Montecitorio all’uso delle intercettazioni telefoniche nell’indagine sui presunti rapporti tra il sottosegretario Nicola Cosentino e, appunto, la camorra, o la riapertura della ferita, sanguinante, tra il presidente della Camera e il presidente del Consiglio ora che emerge l’ipotesi di un possibile dossieraggio – di cui Fini accusa Berlusconi di essere il mandante – da parte dei servizi (oggi smentito come «diffamatorio» da palazzo Chigi) nei confronti degli esponenti di Futuro e Libertà. Il giornale della politica italiana non ha dubbi: al di là della possibile, ulteriore degradazione della politica italiana – almeno da una parte del centrodestra – a lotta condotta con tutti i mezzi (il)leciti (per non parlare della gravità di un coinvolgimento dei nostri servizi che, per il momento, è doveroso escludere) e al di là del possibile de profundis cominciato a risuonare ieri su questa legislatura, è molto più significativo che il nostro Parlamento, «l’istituzione che per delega rappresenta la volontà dei cittadini», abbia di fatto posto un limite all’azione della magistratura volta a stabilire se «un uomo politico potente come Nicola Cosentino», oggi peraltro ancora membro del governo (!), abbia o meno (avuto) rapporti con l’anti-Stato. Ovvero a stabilire se lo Stato abbia (avuto) una quinta colonna della mafia (tra le altre) al proprio interno capace di influenzare la sua azione a vantaggio della criminalità, oltre a consentire (nostre) regalie a quest’ultima (che le usa poi contro di noi). La nostra politica che, come fosse connivente, dice “no” a vedersi garantita la condizione essenziale, forse, della propria legittimità: la propria onestà anche rispetto ad ipotesi di fatti, come detto, gravissimi. Quando l’autoreferenzialità, appunto, diventa autoreferenzialità sulla base di mancanza di onestà o, comunque, di responsabilità, quando non di connivenza. E getta un’ombra di disonore sulla nostra politica (del resto autoreferenziale e da rottamare di oggi), come ci dice ora Gad Lerner in questo editoriale. E dopo vedremo come, al contrario, l’Italia è un Paese sano, pronto a tornare grande non appena avrà modo di riavere nella propria cabina di comando persone oneste e responsabili come la gran parte dei cittadini di questo Paese. Lerner ora. Sentiamo. Read more

In diretta dal Parlamento. Come si è salvato Cosentino di A. Sarubbi

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato del Partito Democratico racconta in tempo reale sul giornale della politica italiana i segreti del voto di pochi minuti fa sull’autorizzazione (o meno: e il segno della giornata è negativo) all’utilizzo delle intercettazioni nell’indagine sul sottosegretario. Le cui telefonate, dunque, non potranno essere utilizzate. Al di là degli (interessanti) politicismi che ora vediamo, è chiaro come anche il nostro Parlamento – nel senso dei suoi eletti – naturale espressione della nostra politica autoreferenziale di oggi, manchi – per larghe fette – di onestà e responsabilità. Ma questa è una nostra opinione. Sentiamo invece il deputato del Pd. Read more

***Costituzione sotto i riflettori***
OLTRE LA POLEMICA POLITICA: A CONFRONTO SUL TESTO DEL 1948 E SULLA SUA ATTUALITÀ

agosto 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il dibattito-scontro politico di quest’ultima settimana è stato tutto centrato sulla Costituzione, tirata da una parte e dall’altra, pur di giustificare ad hoc determinate richieste. Ad esempio, quella del ritorno al voto come unica soluzione in caso di crisi. Sul giornale della politca italiana proviamo ad approfondire l’argomento, dando spazio a un confronto di alto livello sulla querelle Costituzione formale-Costituzione sostanziale. Leggiamo con attenzione l’ottimo pezzo di Pietro Salvatori, grande firma anche di ‘Liberal’, che ha sentito per noi il costituzionalista Michele Ainis e il docente di Scienza politica a Firenze, Roberto D’Alimonte.

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La delegittimazione di nostro Parlamento Già parte della strategia di Berlusconi (?) Laratta: “No, non abbiamo vista la partita” Nazionalismo strumentale della destra (?)

luglio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Due questioni si sono intrecciate a Montecitorio il giorno dell’ultima, sfortunata (?) prova Mondiale della nostra Nazionale. La prima riguarda il piano (eversivo?) del presidente del Consiglio che prevede l’accentramento/avocazione dei poteri a sé (attraverso le riforme). Ma (per fare le riforme) è necessario (prima) creare il clima nel Paese. E parte di questa operazione è ridurre la popolarità delle altre istituzioni, oltre che degli organi di controllo. Tra queste ci sono le Camere. E’ figlia di questa azione (anti)culturale del centrodestra, secondo il deputato del Partito Democratico, il “tiro al parlamentare” che si è arricchito, proprio in rapporto alla partita dell’Italia, di un nuovo episodio: nonostante la seduta fiume abbia impedito ai deputati di vedere l’incontro con la Slovacchia alcuni cittadini hanno scritto una lettera con la quale si lamentano, appunto, del tempo che sarebbe stato “rubato” per assistere al match. Match che, appunto, come abbiamo detto, i nostri rappresentanti non hanno potuto vedere. Perché dovevano essere approvati in tempi stretti (e contingentati) provvedimenti importanti per la maggioranza. Dunque, in secondo luogo, il nazionalismo di cui si fregia una parte della destra, già messo in dubbio dal nostro Rosadi nel primo momento della narra- zione sul patriottismo che si conclude con questo pezzo di Laratta, “cede” di fronte agli interessi parti- colari del presidente del Consiglio o di propri, altri esponenti. Patriottardi? Il “j’accuse”, all’interno.      Read more

Vito: “Sarà fiducia sul ddl intercettazioni” E Silvio: “Facciamo votare i capigruppo” Appello a Fini: difendi ruolo delle Camere

maggio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dalle colonne del giornale della politica italiana, un gruppo di parlamentari Democratici capitanati da Franco Laratta si rivolgono al presidente della Camera affinché ponga fine alle «continue offese e denigrazioni» nei confronti del Parlamento. Senza di esso non saremmo più in democrazia. O forse qualcuno vuole arrivare a questo?». Mentre il governo annuncia il voto blindato sul contestato provvedimento che dovrebbe essere proposto nella versione già licenziata dalla Camera, su indicazione del ministro Alfano. Ma Berlusconi: «Così non mi serve». La fiducia sarà tanto più “necessaria” (dal punto di vista del presidente del Consiglio) quanto più il ddl si discosterà dal compromesso raggiunto a Montecitorio e limiterà quella che Ezio Mauro indica come il vero “bene” in gioco: la libertà. «Per i magistrati di intercettare nello svolgimento delle indagini. Per noi di assolvere al nostro diritto-dovere di informare». In questo clima l’appello di Laratta.

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Se oggi siamo tutti nelle mani di Tremonti Il Parlamento è quasi fermo da settimane Approva solo decreti “girati” dal governo E il ministro dell’Economia detta l’agenda Troppo potere (sostanziale) per pochi (2)

maggio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Secondo momento della (breve) narrazione sul capo del dicastero di via XX settembre. Dopo avere visto come Tremonti abbia il controllo (in senso ampio) esclusivo dei nostri conti, e avere ancora una volta rivolto al ministro la stessa domanda: come sono veramente?, scopriamo come – oltre all’economia – Giulio abbia in mano anche il potere legislativo. Sì, perché stringendo i cordoni della borsa al punto di bloccare qualsiasi iniziativa che abbia un costo rilevante Tremonti è diventato un «superpresidente della Camera», scrive Andrea Sarubbi nel report dall’aula per il giornale della politica italiana che state per leggere, che decide se e quando si discute di cosa. Tremonti che dunque è, oggi, più di un – come qualcuno lo ha definito – (vero) presidente del Consiglio; è il plenipotenziario del governo e del Paese. Tutto questo naturalmente deve avere dei limiti, che possono essere imposti (e tolti, al Parlamento) dal vero capo del governo, e da un’opposizione che però sembra completamente avulsa dal gioco, sia in fase propositiva sia di interdizione (che pure va fatta, e comunicata, anche se è resa difficile dai rapporti di forza). E tutto questo deve avvenire sotto uno sguardo vigile e consapevole degli italiani, che il Politico.it spera di contribuire ad attivare: la “disoccupazione” attuale di deputati e senatori non è il segno dell’inutilità della democrazia parlamentare, e, con essa, della necessità di soluzioni che favoriscano un maggior decisionismo in una revisione in senso leaderistico e plebiscitario del sistema; è, appunto, l’esatto contrario, il segno di come troppo potere (formale o sostanziale) concentrato nelle mani di pochi possa produrre delle devianze alla democrazia stessa. Il deputato del Pd, dunque, che ci porta a conoscere dal di dentro, e sulla base della sua esperienza (quotidiana) diretta l’attuale modo di gestione dei lavori (?) parlamentari. 

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La lettera. Caro presidente Fini, ricordiamo Matteotti di W. Veltroni

maggio 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’ex segretario del Partito Democratico torna nell’agone e si prepara ad una possibile corsa alla leadership del centrosinistra nel 2013. Ma lo fa continuando la sua battaglia di lungo periodo. Che oggi si declina, anche, in uno “sforzo” per difendere la libertà e la democrazia. Veltroni scrive al presidente della Camera per proporgli di dedicare al parlamentare socialista una targa, una targa da apporre sullo scranno dal quale Matteotti pronunciò il discorso in difesa della libertà dopo il quale fu rapito e barbaramente ucciso dai fascisti. Scrive a Fini personalmente e dalle colonne del giornale della politica italiana, che l’ex leader di An e i suoi più stretti collaboratori leggono ogni giorno. Una mossa, quella di Walter, che va oltre il gesto di grande sensibilità di ricordare uno dei nostri padri (della nostra Libertà). L’ex sindaco di Roma si preoccupa di contribuire a porre nel luogo principe della democrazia, il nostro Parlamento, un “vincolo”, a ricordare e (così) a non compiere mai una pericolosa inversione a U. Lo fa, anche, dopo le polemiche (che purtroppo non hanno avuto grande eco) per uno spot televisivo che raccontava Matteotti senza in nessun modo fare riferimento al modo in cui morì: appunto assassinato dal regime (nascente) di Mussolini. La memoria, un filo e uno strumento-”obiettivo” che caratterizzò tutto il periodo in cui Veltroni fu alla guida della Capitale, strettamente connessa ad un’altra parola-chiave, “conciliazione”, che non può però mai venire a discapito della prima. Il leader naturale del Partito Democratico per la prima volta sul giornale della politica italiana. Che si fa, come sempre, su queste pagine. Buona lettura e buona politica su il Politico.it. 

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Quando storia (tragica) si ripete in farsa Il tg di “regime” di Minzo crolla in ascolti Tentativo di censura aggirato su internet Decade il dl cambia-regole pluribocciato Maggioranza sotto 38 volte alla Camera Eppure vince sempre lui… Pd, dove sei?

aprile 15, 2010 by Redazione · 1 Comment 

«La storia si ripete sempre due volte: la prima volta in tragedia la seconda in farsa»: Marx va per la maggiore da quando la democrazia italiana si è trasformata, definizione di un autorevole studioso, in democrazioide, ovvero una democrazia un po’ deformata e non più tale in tutti i suoi aspetti. A questo concorrono il conflitto di interessi e il controllo delle tivù da parte di Berlusconi, i tentativi (comprese le telefonate di sollecito al membro dell’Authority affinché l’arbitro intervenisse a fischiare un rigore inesistente alla squadra “avversaria”) di fermare l’informazione ancora libera che si fa sulle reti pubbliche, lo stravolgimento delle regole per favorire la maggioranza, tutto questo consentito da una legge elettorale che impedisce agli elettori di leggere parlamentari sottoposti al controllo diretto del presidente del Consiglio, in un Parlamento svuotato del proprio potere e poi della propria funzione. Ma… La censura di Santoro si traduce in una straordinaria pubblicità per lui che riesce ad andare in onda anche nei giorni delle elezioni, nonostante il blitz, riuscito, della sospensione dei talk show, grazie alla rete che squarcia il velo (anzi, oggi, il sacchetto di plastica), appunto, della censura. Il Minculpop del primo telegiornale italiano (ora il primato è a rischio) non piace agli italiani che ne fanno crollare lo share, consentendo al Tg5 di avvicinarsi pericolosamente: «Nel momento in cui gli ascolti non mi dovessero premiare io o altri ne trarremo le conseguenze», disse una volta Minzo; vedremo se tradurrà le parole in fatti. E intanto da qualche parte si comincia a parlare di una sua possibile sostituzione. «Non si è mai visto un golpe fermato dal Tar del Lazio», fu il commento sarcastico di Massimo D’Alema (in questo lancio, va detto, vengono citati soprattutto comunisti) allo stop del decreto salva-liste da parte del tribunale amministrativo, una bocciatura poi ripetuta altre enne volte da (altri) organi giudiziari. E poi anche dal Parlamento, dove, alla Camera, nonostante una maggioranza schiacciante, il centrodestra va sotto ancora una volta (è, appunto, la 38esima). Un assenteismo che, scrive oggi il Giornale (di famiglia), mette a rischio lo stesso iter delle riforme istituzionali. Insomma, il “regime” fa acqua da tutte le parti. E nondimeno il presidente del Consiglio continua a vincere tranquillamente. Alla domanda che si faceva una trasmissione televisiva – «Le Regionali sono state vinte da Berlusconi o perse dal centrosinistra?» – ci sembra, a questo punto, di poter dare una risposta (certa). E ora i “casi” del crollo dello share del Tg1 e dell’affondamento politico-parlamentare del decreto salva-liste raccontati da Donadi e Sarubbi. Read more

Diario politico. E’ decaduto dl salva-liste Maggioranza sotto (per 8 voti) a Camera

aprile 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Diario “minore”, in una giornata che non offre altri spunti di rilievo – che non siano di pura politica politicante – oltre a quelli che abbiamo sviluppato nel corso del pomeriggio. La notizia è che il provvedimento varato alla vigilia delle elezioni dal governo per consentire la riammissione della lista Pdl nel Lazio incontra una nuova bocciatura: quella finale, quella politica. Nonostante la sproporzione di forze centrodestra battuto. Pesano anche le assenze “illustri” di Cicchitto, Lupi, Ghedini e Verdini. E riesplode la polemica. Il racconto.            Read more

Lo squarcio di Paese reale in Parlamento Tremonti e Bersani a confronto sulla crisi Ma sul web ne parliamo (quasi) solo noi

marzo 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ve lo abbiamo anticipato introducendo il pezzo sulla comunicazione, poi a sera abbiamo parlato del tema che ci sembrava più rilevante e che solo il giornale della politica italiana ha saputo cogliere e proporre ai propri elettori: la resa dei conti nel Pdl, su cui trovate (in basso) ancora il grande Diario di ieri, che nella notte ha fatto segnare un ulteriore picco di accessi, nel mese che – approfittiamo per riferirvelo – è di gran lunga il migliore per utenti unici giornalieri dall’inizio della nostra storia: una crescita costante, che a marzo (come già in parte a febbraio) fa segnare però un passo in avanti in più. Ma torniamo al tema. Ieri non ne abbiamo parlato ma oggi – unici a farlo – torniamo ampiamente sull’unico momento che, duole dirlo, è stato dedicato ad affrontare temi politici reali e non autoreferenziali – nello specifico, appunto, la crisi economica – negli ultimi mesi in un nostro Parlamento appaltato alla risoluzione – spiace dover- lo rilevare – dei problemi giudiziari del presidente del Consiglio. L’autoreferenzialità (appunto) di cui abbiamo parlato e che cercheremo di dare il nostro contributo affinché venga lasciata progressivamente alle spalle (anche se tutto, se non molto, dipende dal superamento non tanto del «bipolarismo muscola- re» come viene definito da alcuni esponenti neocen- tristi ma dal blocco berlusconiano della nostra politica che si è progressivamente consolidato in questi quindici anni. Il problema non è, dunque, il bipolarismo, ma la mancanza di onestà e responsa- bilità da (una) parte dei protagonisti della nostra politica e attori di questo sistema. Che non dipende dal sistema). Il giornale della politica italiana parla di contenuti e cerca di avanzare proposte per il futuro dell’Italia; oggi, eccezionalmente, possiamo lasciarlo fare alla stessa politica italiana (attuale), che con il ministro dell’Economia e l’ex ministro per lo Sviluppo economico nell’ultimo governo Prodi e oggi leader dell’opposizione si è confrontata ai massimi livelli in campo economico. Ha selezionato per noi i brani salienti degli interventi di Tremonti e Bersani ieri alla Camera (in una seduta sempre più autorevolmente presieduta da Gianfranco Fini) e li ha messi a confronto Andrea Sarubbi. Read more

Decreto salva-liste avanti grazie all’Udc Ecco tutti i nomi dei 17 deputati assenti Un nuovo intervento di Massimo Donadi

marzo 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Voto sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate dal centrosinistra, il gruppo di Casini (che non c’era) seduto in aula solo per metà: quanto basta a permettere alla maggioranza (anch’essa ridotta ai minimi termini) di salvarsi e respingere il primo (e decisivo) assalto al decreto interpretativo. «Una brutta giornata per la nostra democrazia», aveva stigmatizzato il leader centrista quando il Cdm aveva licenziato il provvedimento. E il capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori fa notare il precedente del legittimo impedimento – «ispirato (effettivamente, ndr) dall’Udc» – e, sostiene, la tendenza dei deputati del piccolo Scudocrociato a «squagliarsi come la neve al sole» ad eccezione di uno sparuto gruppo di parlamentari di fronte a tutte le leggi ad personam del Cavaliere. Il giornale della politica italiana vi dà conto di un passaggio di grande significato politico (anche se il dl finirà per servire a poco) e simbolico legato alla vicenda centrale di queste ultime settima- ne di nostra politica (autoreferenziale). Read more

In 590 in aula per il legittimo impedimento Solo 350 per la confisca dei beni mafiosi Ecco i due mondi che confrontavamo ieri

marzo 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana continua a srotolare il filo della sua narrazione, legando quella odierna al nostro discorso di ieri. Avevamo chiuso raccontando le due visioni (…) del mondo (o dei due mondi) che fanno capo a Gianfranco Fini e al presidente del Consiglio. Ebbene, ieri in aula si votava per l’istituzione dell’Agenzia nazionale per la confisca del patrimonio mafioso. Una soluzione fondamentale voluta fortemente da Maroni e che quindi – anche in questo caso – intreccia e coinvolge (positivamente) parti della maggioranza. il Politico.it, lo sanno bene i nostri (cari) lettori, non ha riferimenti (di parte) a cui rispondere, non ha pregiudizi e “dipende” (ma in modo intellettualmente libero) dai suoi valori, onestà e responsabilità, quelli con cui i quali è possibile (ri)fondare la politica italiana, e quindi il Paese, del futuro. Al voto erano tuttavia presenti poco più della metà degli eletti alla Camera, con grandi assenze nel centrodestra. Il giorno prima fiducia sulla soluzione, di fatto (anche se temporanea) ai problemi giudiziari di Berlusconi: in aula una ressa mai vista, compresa la presenza del ministro Gelmini con il pancione, scrive Franco Laratta che ci propone questo “specchietto” (per le allodole?) sui due mondi che si contrappongono oggi nella nostra politica: quello reale (che guarda anche al virtuale di internet), ben simboleggiato dal presidente della Camera; quello autoreferenziale e fine a se stesso, che contraddice il primo e il Paese reale. Sentiamo. Read more

Mafia&politica, forse giocattolo si è rotto Ecco decadenza (e ineleggibilità) “eletti” FOTO: non vedremo più obbrobri così (?)

febbraio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non solo: ai mafiosi, che già erano (ovviamente) ineleggibili, sarà d’ora in poi vietato anche di fare campagna elettorale. Si chiama legge Lazzati e porta la firma, tra gli altri, di due parlamentari – dei due opposti schieramenti – che al giornale della politica italiana stanno molto a cuore: Franco Laratta e Angela Napoli. Ed è proprio il deputato del Pd che ci racconta come, con molta fatica, si è arrivati a questo traguardo storico (alla Camera; bisognerà comunque attendere il “sì” definitivo del Senato) per la lotta, appunto, alle infiltrazioni mafiose e all’intreccio tra la nostra politica e la criminalità organizzata. Sentiamo, dunque, Laratta. Solo sul giornale della politica italiana. Read more

***Cronaca parlamentare***
SE GLI SCIACALLI SIAMO NOI
di ANDREA SARUBBI*

febbraio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E dopo le parole di Fini, entriamo nella discussione di oggi a Montecitorio con il nostro deputato del Partito Democratico. Il titolo è “dedicato” a Cicchitto, che epiteta il centrosinistra per essersi «accanito» su Bertolaso. Poi Sarubbi analizza la vicenda citando Donadi e Tabacci. Due dati su tutti: nell’era dell’attuale capo della Protezione civile lo stato di emergenza nazionale è stato dichiarato 587 volte contro le 10 volte del decennio – decennio – precedente; le casette sostitutive de L’Aquila (in tutti i sensi) sono state pagate 2800 euro a metro quadro, come dei veri e proprio appartamenti: un altro segno di come non si sia badato a spese, tutto da verificare a vantaggio di chi. Ma sentiamo, dalla bella penna dell’ex giornalista Rai, per il giornale della politica italiana, com’è andata la discussione alla Camera. Read more

Diario politico. Bertolaso: ‘Io vado avanti’ Immigrazione, Fini: ‘Ok Maroni. Mio ruolo’

febbraio 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Audizione del capo della Protezione civile alla Camera. Il sottosegretario “prende atto” che il governo gli respinge le dimissioni e resta al suo posto. Vi rendiamo conto delle parole di Bertolaso e delle reazioni della politica italiana. Il presidente della Camera si compiace del passo indietro della Lega di cui vi abbiamo raccontato ieri, di fronte alla proposta di Salvini di effettuare “rastrellamenti” ai danni degli immigrati a Milano, dopo i fatti di via Padova, rivendicando una parte del merito. Oggi è stato il giorno della presentazione delle tre candidature femminili alla guida di Regione da parte del centrodestra: Polverini nel Lazio, Faenza in Toscana, Modena in Emilia-Romagna (non è un gioco – di parole – geografico). Berlusconi: «Elezioni nazionali, necessaria una scelta di campo. Tra noi e la sinistra differenze antropologiche». Il racconto. Read more

Diario politico. Alfano risponde a Bersani: “Non è un privilegio”. Brunetta vs art. 18

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La più completa, la più autorevole, la più seguita. La nota del giornale della politica italiana. Si parte con il legittimo impedimento, dunque, approvato, come detto, alla Camera con i voti di Pdl e Lega e l’astensione dell’Udc. Il ministro della Giustizia risponde all’intervento del leader del Partito Democratico – di cui trovate il testo qui – che riceve una lunga ovazione dalla sua metà dell’emiciclo. Vi raccontiamo il confronto in aula e fuori. Poi, la pubblicazione delle foto che ritraggono Antonio Di Pietro a cena con Bruno Contrada e ad alcuni esponenti dell’Arma dei carabinieri ai tempi di Mani pulite: oggi al leader Idv è scappata una parolaccia nei confronti dell’inviata del Tg1, ma vi rendiamo conto anche delle reazioni degli alleati. Infine, il ministro della Funzione pubblica torna a parlare, proprio in questo momento a Porta a porta, dei ragazzi che lasciano tardi la casa dei genitori. Rintuzzato dall’ex segretario della Cgil Sergio Cofferati: «Si tratta (l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori) di una garanzia contro il licenziamento senza giusta causa. Cosa c’entri con il presunto ipergarantismo nei confronti dei genitori (dal quale il ministro faceva discendere la permanenza, anzi, la persistenza a casa dei giovani) lo sa solo Brunetta». Il racconto. Read more

La cronaca. Il giorno del legittimo impedimento di Andrea Sarubbi

febbraio 3, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La Camera ha appena approvato il ddl che consente a presidente del Consiglio e ministri di rinviare fi- no alla fine del mandato i processi a loro carico. Il deputato del Partito Democratico consegna al suo giornale il solito racconto, segnato dalla stanchezza e dall’amarezza per una lunga giornata conclusasi, come del resto era inevitabile, visti i rapporti di forza numerici, specie a Montecitorio, tra maggioranza e opposizione, con la vittoria del centrodestra. Sarubbi ci fornisce la sua solita cronaca da grande firma qual è, oltre che da autorevole esponente Democratico. E ripercorriamo con lui il filo e i momenti salienti di questa giornata. Due alla fine i motivi di consola- zione per il centrosinistra: il grande discorso del segretario in diretta televisiva, applaudito a lungo dalla metà di sinistra dell’emiciclo. E… l’ironia: «Siccome è il governo ad autocertificare le ragioni istituzionali del proprio legittimo impedimento – scrive Sarubbi – abbiamo presentato un centinaio di ordini del giorno in cui impegnavamo Berlusconi ed i suoi ministri a non avanzare le scuse di convegni, eventi mondani e sagre paesane. Non è legittimo impedimento, abbiamo scritto testualmente, la partecipazione del presidente del Consiglio e dei suoi ministri» agli eventi di cui trovate, per una nota più lieve, l’elenco integrale in coda al pezzo. Buona lettura. E buona politica sul giornale della politica italiana. Read more

DIARIO. Guardateli, li rivedremo insieme Poi da noi: cosa prevede il ddl Valentino Parla Bersani: ‘Non mi dimetto comunque’

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Battesimo inusuale per il Diario politico che comincia con la decisione del presidente americano di incontrare il leader spirituale tibetano. Un omaggio dovuto al coraggio di Barack che accetta di sfidare la Cina alla quale non smette di tendere la mano in nome – entrambe le cose – della democrazia. Poi casa nostra. Torniamo sulla discussione sul legittimo impedimento a cui abbiamo dedicato gran parte della giornata di ieri, con i tre grandi contributi graduati: la notizia con la vignetta di theHand, il commento forte di Massimo Donadi e infine la solita cronaca firmata Andrea Sarubbi direttamente da Montecitorio. Vi raccontiamo del “no” alle pregiudiziali avanzate da Pd e Idv e poi entriamo nel dettaglio della cosiddetta legge antipentiti derubricata a proposta personale (del senatore Pdl) dal ministro Alfano. Infine, l’intervista a Giovanni Minoli del segretario Democratico, che si dice pronto a sfidare Berlusconi (o chi per lui) per la guida del Paese nel 2013. Ecco tutto. Read more

La cronaca. Shoah, la Camera ricorda. Con Wiesel di A. Sarubbi

gennaio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato del Partito Democratico racconta per il giornale della politi- ca italiana l’incontro con il premio Nobel Eli Wiesel nella Giornata della memoria per le vittime della Shoah.

Nella foto, Andrea Sarubbi

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di ANDREA SARUBBI*

Adolescenti brufolosi nei banchi dell’Udc, Bruno Vespa in quelli del Pd, Brunetta al posto di Berlusconi, Berlusconi abbronzatissimo che parlotta amabilmente con Napolitano: a volersi divertire, la cerimonia di stamattina alla Camera offriva parecchi spunti da cabaret. Ma non era il momento, davvero: Eli Wiesel, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti, è venuto in Aula per la Giornata della memoria. Prima di lui ha preso la parola Fini, che di Wiesel ha citato una frase straordinaria: “Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza”. Ed è proprio un calcio all’indifferenza quello che questo giorno vuole rappresentare, dai tempi in cui – era il 2000 – il nostro Furio Colombo chiese al Parlamento di istituirlo. La testimonianza dello scrittore, ormai 82.enne, è stata una rasoiata alla schiena: in alcuni passaggi – come quello della deportazione nel campo di sterminio, durante la quale molti morirono sul treno ed altri urlarono al proprio Dio con tutta la forza rimasta – ho avuto difficoltà a trattenere le lacrime. Oltre al racconto, poi, c’era il monito per il nostro tempo, che Wiesel non ha mancato di sottolineare: “il silenzio non aiuta mai la vittima, ma aiuta sempre l’aggressore”, ha ricordato, aggiungendo che “chiunque ascolta un testimone diventa un testimone”. Ma c’è un ma, e non sarei onesto se facessi finta di nulla. A rischio di non essere politically correct, perché certe cose – come mi ha detto un mio collega – si possono pensare ma non dire. Pur avendo apprezzato buona parte del discorso di Wiesel, ho qualcosa da obiettare sulla sua valutazione del presente. Ha detto, è vero, che la pace tra Israele e Palestina si farà (“Se hanno fatto pace Israele e la Germania, accadrà anche questo”), ma nel complesso non ha saputo resistere alla tentazione di fornirci una lettura unilaterale del conflitto in Medio Oriente: il presidente iraniano Ahmadinejad dovrebbe essere arrestato, gli attentati kamikaze vanno considerati crimini contro l’umanità, i rapitori del soldato israeliano devono liberarlo. Tutto giusto, per carità, ma mi pare che manchi l’altra faccia della medaglia: dove è il riferimento alle colonie? Dove quello alle condizioni di vita nei Territori? E quello alle rappresaglie sproporzionate dell’esercito israeliano, più volte condannate anche in sede internazionale? Avrei potuto capire un discorso del genere in bocca al presidente della Knesset, ma da un premio Nobel per la Pace – lo dico con grande sincerità – mi attendevo un approccio più alto, più equidistante. Se no, a forza di mettere sullo stesso piano la follia nazista e l’intifada palestinese, si rischia di ridurre un conflitto così complesso come quello mediorientale, con radici profonde e soluzioni difficili, alla categoria di antisemitismo.

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

Processo breve, Fini: “Da me tutto può cambiare”. Pd: “Al lavoro su deputati Pdl”

gennaio 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente della Camera conferma, indirettamente, il malumore per i cambiamenti apportati al testo nel passaggio dalla Commissione Giustizia all’aula di palazzo Madama. E apre uno spiraglio. Poi difende il “silenzio” di Napolitano: «Assurdo pensare che inter- venga sul dibattito parlamentare, è al di fuori delle prerogative. Rispetto». Infine, messaggio al governo sulla “dittatura della maggioranza”: «Democrazia è riconoscimento delle ragioni degli altri. Si pratica nel- la responsabilità politica e nell’impegno allo scam- bio di argomentazioni». Il servizio di Dario Ballini. Read more

Diario politico. Processo breve, primo ‘sì’ Berlusconi: “I miei? Plotone esecuzione”

gennaio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Con 163 voti favorevoli, 130 no e 2 astensioni passa al Senato il ddl che limita la durata dei procedimenti. Ecco cosa prevede. In aula è bagarre, con i senatori dell’Italia dei Valori che alzano cartelli in cui evocano un “governo criminale”, mentre il Partito Democratico conferma lo sdegno di cui vi abbiamo raccontato ieri: «Non ci sarà giustizia per migliaia di cittadini». Ma anche nel centrodestra i malumori sono molti. I finiani lamentano di essersi trovati a votare un testo diverso da quello concordato, dopo un “passaggio” del ddl a villa San Martino ad Arcore. Fini: «Guarda che è incostituzionale». Ma il premier, che attacca i giudici, è sicuro: «Napolitano me lo firma». Intanto Alfano parlava di riforme condivise… senza rinunciare però all’idea del governo di una riforma anche del Consiglio superiore della magistratura, non solo nei suoi meccanismi di elezione. Un grande racconto, in un grande diario, con tutto quanto c’è da sapere su questa giornata di politica italiana sulla giustizia. E sui processi del Cavaliere, vero cuore di queste prime settimane di nuovo anno. Buona politica (se possibile) e buona lettura. Solo con il Politico.it. Read more

Diario politico. Ufficiale: si sta svegliando il Pd. «Il processo breve? Uno scempio»

gennaio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Al Senato si discute del provvedimento che limita i tempi dei processi, compresi quelli passati, mandando di fatto al “macero” decine di procedimenti. I Democratici non solo non tentennano nell’opporre il loro “no”, ma danno vita ad una forma di protesta che dal singolare assume i caratteri di una rinascita. Come un mantra, ogni senatore che risponde ad Anna Finocchiaro legge prima il testo del pronunciamento della Corte europea dei diritti umani che respinge il ricordo presentato da Cesare Previti sulle presunte (e ora negate) violazioni subite nel corso del processo Imi-Sir; poi una dichiarazione con il “messaggio” da cui il titolo. Una reazione imprevista, un colpo di reni del Partito Democratico che già le scorse settimane aveva dato segni di risveglio. Un ritorno sugli scudi confermato dalla performance di Bersani a “Ballarò”. Nel diario, poi, le celebrazioni a Palazzo Madama per Craxi e di Napolitano per Borsellino (avrebbe compiuto settant’anni) e il messaggio del capo dello Stato ai magistrati impegnati nella lotta contro l’ndrangheta. Il racconto. Read more

***Cronaca parlamentare***
ECCO COME IL GOVERNO E’ ANDATO SOTTO SUL SUD
di ANDREA SARUBBI*

gennaio 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mozione del Partito Democratico sul Mezzogiorno, parere contrario del relatore: 269 a 257, la Camera approva. Non è frequente che la maggioranza vada sotto a Montecitorio. La superiorità numerica di Pdl e Lega, schiacciante, mette al riparo da sorprese un esecutivo che preferisce nondimeno ricorrere spesso, ugualmente, alla fiducia, per non correre rischi. Come quello, evidentemente imprevisto, di oggi. Ci torneremo su in serata, nel Diario politico; intanto ecco la cronaca del deputato Democratico, che come spesso accade ci porta direttamente nella discussione di oggi. Il giornale della politica italiana è il solo tra i grandi quotidiani a potervi proporre direttamente il racconto in prima persona degli stessi protagonisti della nostra politica. Sentiamo. Read more

Diario. Napolitano: “Camere, compresso ruolo”. Bersani: “No leggi ad personam”

dicembre 22, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il presidente della Repubblica: «Mentre il governo ha svolto un’intensa attività legislativa, limitata anche la qualità dell’esercizio delle funzioni del Parlamento». E poi: «Riforme condivise, serve un nuovo clima». La risposta (indiretta) del segretario Democratico: «Disponibili al confronto». Il racconto. Read more

Il caso. Ai deputati Pdl tv a plasma: con quali soldi? di Franco Laratta

dicembre 17, 2009 by Redazione · 5 Comments 

Alla vigilia di Natale è tradizione dei gruppi parlamentari offrire doni ad ogni deputato o senatore. In tempi di crisi, poichè il “finanziatore” generalmente è lo Stato, anche questa tradizione ha subito una contrazione, nel senso che i regali che sono stati fatti sono meno ricchi. Il Pd, ad esempio, ci racconta il deputato Democratico, ha “cancellato” la soluzione del regalo e previsto solo un brindisi, lunedì, tra i parlamentari rimasti a Roma. Il Popolo della Libertà, è il j’accuse di Laratta, ha invece speso molto anche quest’anno. I soldi di chi? Read more

Fantapolitica. Di Pietro arrestato come mandante di Franco Laratta

dicembre 16, 2009 by Redazione · 5 Comments 

L’on. Di Pietro è stato arrestato. E’ lui il mandante dell’aggressione a Berlusconi. Arrestati anche, per associazione a delinquere di stampo mafioso, E. Mauro, Scalfari, Santoro, Travaglio, le redazioni di Annozero, Repubblica, Unità, il Fatto. Ridotto l’utilizzo di Internet alle sole banche ed uffici pubblici. Spento Facebook e i giornali on line. Inoltre, per disposizione del Presidente del Consiglio e solo “per ragioni di sicurezza, al fine di garantire l’incolumità della sua persona, Il presidente della Repubblica non potrà lasciare il Quirinale per nessuna ragione”. Sempre per motivi di sicurezza, anche per evitare attentati, Camera e Senato della Repubblica non saranno convocati fino al 30 giugno 2012. [...]  *L’autore è deputato del Pd Read more

***Cronaca parlamentare***
La strigliata di Fini alla maggioranza
Ora non escludo elezioni anticipate
di ANDREA SARUBBI*

dicembre 15, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Vedete il giornale della politica italiana: apre con un editoriale di Gad Lerner; ospita un intervento di Rocco Buttiglione. Ora vi racconta la caldissima mattinata in aula per la firma del deputato del Partito Democratico (Tre titoli “rossi”, nel nostro codice). il Politico.it è l’unico grande quotidiano a poter ospitare ogni giorno articoli, commenti, interventi degli stessi protagonisti della nostra politica, oltre che delle sue grandi firme. Ma passiamo a stamattina. L’ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine” ci racconta di come – e quanto – il presidente della Camera se la sia presa con il Governo per la decisione, «deprecabile», a suo dire, di porre la fiducia sulla Finanziaria, su cui già siamo usciti con l’intervento appunto di Buttiglione. Uscite dall’aula di deputati Pdl. E tutto adesso fa pensare – il richiamo di Fini, la reazione della maggioranza, che a posteriori lo critica duramente con Calderoli e Bondi – che la fine anticipata della legislatura non sia poi così lontana. Il racconto, dunque, di Andrea Sarubbi. Read more

Il no a autorizzazione a procedere per Cosentino di Andrea Sarubbi

dicembre 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è l’unico grande quotidiano che vi può raccontare una giornata parlamentare anche con i pezzi dei protagonisti della nostra politica. il Politico.it è sempre più il centro privilegiato del confronto pubblico e il luogo di espressione di deputati, grandi firme del giornalismo politico italiano, altri addetti ai lavori. Quando tutti i quotidiani raccontano il «respingimento» da parte di Montecitorio delle mozioni di sfiducia e della richiesta di arresto nei confronti del sottosegretario all’Economia, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, il vostro giornale si può permettere di farlo con questo pezzo firmato dal deputato del Partito Democratico ed ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine”, che come sempre è prima fedele cronista e poi commentatore, i cui articoli si basano su una separazione accurata tra fatti e opinioni come nel miglior tradizione del giornalismo d’oltreceano, e il cui racconto non solo, dunque, ha la fedeltà delle cronache firmate da un osservatore sopra le parti ma anche il pregio di essere stato scritto dall’aula stessa di Montecitorio, dal cuore della discussione sulla mozione e sulla richiesta per Cosentino. Il giornale della politica italiana è il giornale della politica, l’unico in grado di portarvi all’interno con le firme stesse della politica italiana. Buona lettura. Read more

Diario politico. Finanziaria, no tagli fisco Afghanistan, sì ad Obama: “Più truppe”

novembre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Vince la linea Tremonti: «Già molto che non aumento le tasse», dice il ministro dell’Economia. Fini: «No alla fiducia su un maxi-emendamento del Governo». Grande racconto in cinque capitoli della giornata. Il presidente americano chiama il nostro capo del Governo e gli chiede un rafforzamento dell’impegno a Kabul. Prosegue il dibattito sulla riforma della Giustizia mentre arriva, alla fine, la sostituzione di Ruffini alla direzione di Raitre: il nuovo “capo” della terza rete è l’ex direttore del Tg3 Antonio Di Bella. Buona lettura. Read more

Cosentino, respinte le mozioni di sfiducia Oggi no all’arresto. Di Pietro: “Vergogna”

novembre 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il sottosegretario all’Economia, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, resterà al suo posto. Lo hanno deciso prima la Giunta per le autorizzazioni, negandola, poi Palazzo Madama che ha bocciato le istanze di Pd e Idv. Quagliariello: «Bene così, o si perde il primato della politica». Il servizio di Francesco Carosella. Read more

L’iniziativa. Didorè, perchè il Pd non li fa propri? di Andrea Sarubbi

novembre 23, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Sono la versione edulcorata dei Di- co. Ovvero della legge che ricono- sce alcuni diritti alle coppie conviventi, indipendentemente, ovviamente, dalla sessualità di chi le compone. Il giornale della politica italiana è il centro del dibattito ai massimi livelli della nostra politica, ed un laboratorio di idee e di proposte, che in molti casi partono, qui, direttamente dai protagonisti della politica stessa. Oggi il deputato del Partito Democratico sceglie il Politico.it per lanciare questa proposta, appunto, al suo stesso partito: perchè, scrive Sarubbi, non ci facciamo carico noi di promuovere la calendarizzazione dei didorè, che non comportano oneri per lo Stato, e dunque potrebbero venire votati anche a fronte del blocco legislativo imposto da Tremonti per ragioni di mancanza di fondi con i quali finanziare le leggi? Sono troppo poco, dice ancora l’ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine”, ma sarebbero anche un primo passo. Read more

Diario politico. Colpo mortale alla ricerca Processo breve, Casini: “Vera porcheria”

novembre 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Sì del Senato alla legge Finanziaria del Governo, ma salta l’emendamento che doveva preservare fondi per il capitolo-chiave per il futuro del nostro Paese. Il giornale della politica italiana sostiene non solo un investimento forte, ma un totale ribaltamento di prospettiva per il quale l’università e la ricerca diventino il fulcro dell’Italia di domani. Ci torneremo. Intanto registriamo questo nuovo passo indietro, insieme alla cancellazione (preventiva) della Banca del Mezzogiorno. A ventiquattrore dalla presentazione in Senato del ddl per la limitazione della durata dei processi il confronto sembra arrivato ad un livello di maturazione: la proposta del leader Udc di tornare sulla strada di un Lodo Alfano questa volta presentato come legge costituzionale trova ampi consensi anche nella maggioranza, nella quale in molti sembrano preoccupati per i possibili effetti di cancellazione di massa di processi del provvedimento di ieri. Finocchiaro: «Ci dica Alfano che impatto avrebbe». Lui: «Lo valuteremo». Il racconto. Read more

Diario politico. Ecco il processo breve. E’ rivolta: “Incostituzionale e imbarazzante”

novembre 12, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. E’ stato dunque presentato al Senato il ddl che introduce dei limiti di tempo per lo svolgimento dei processi. «Così i magistrati inizieranno a lavorare di più», attacca il presidente dei senatori Pdl Gasparri. Ma da parte del centrosinistra, dal fronte della magistratura e anche da qualche fronda individuale nella maggioranza scatta una vera e propria sollevazione. «Non discutiamo provvedimenti fatti per il premier», dice Bersani, che annuncia un’opposizione durissima. L’Anm: «Legge devastante». E mentre Giulia Bongiorno – che ha seguito la “pratica” per Gianfranco Fini – si dice «stupita» per l’esclusione dei reati sull’immigrazione voluta dalla Lega, c’è anche l’intervento del presidente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre, notoriamente vicino alla destra, per la quale è stato anche presidente Rai, che vi riferiamo nel titolo. Un grande dossier del giornale della politica italiana sulla giornata intorno alla proposta della maggioranza, nel quale vi spieghiamo nei dettagli la riforma e vi raccontiamo tutte le reazioni. C’è spazio poi per l’annuncio delle dimissioni da presidente del Comitato dei servizi da parte di Francesco Rutelli. Il racconto. Read more

Diario politico. Processo breve. Ma nella maggioranza si scontrano falchi-colombe

novembre 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Dovrebbe essere il giorno della presentazione al Senato del ddl che prevede la limitazione a sei anni dei procedimenti. Una proposta, concepita dall’avvocato di Berlusconi Ghedini (“presidente” della “consulta” interna al Pdl, di cui vi avevamo raccontato, e su cui magari torneremo), che non piace ad una parte del Popolo della Libertà e alla Lega, e che per questo, tra continui tagliaecuci, non è ancora arrivata a Palazzo Madama. Il Cavaliere ha già dovuto incassare il no di Fini alla prescrizione breve, ovvero la riduzione di un quarto dei tempi per la “scadenza” dei reati, che lo avrebbe definitivamente liberato del procedimento Mills; il processo breve non gli dà le stesse garanzie e, pure, nemmeno questo trova il consenso di tutto il centrodestra. «Salterebbero 100mila dibattimenti», dice l’Anm. La Lega vuole limitarlo ai soli cittadini italiani, escludendo gli immigrati, ma sarebbe incostituzionale. Vedremo oggi cosa partorirà la montagna, intanto ecco il confronto nella giornata di ieri. Il presidente della Camera a “Otto e mezzo”: «Comunque no a Cosentino candidato Governatore della Campania, anche Silvio lo considera inopportuno». Scoppia il caso della “satira” offensiva nei confronti della Meloni, di cui vi rendiamo conto. E torna il ministero della Sanità, scorporato da quello del Lavoro. Il racconto. Read more

Governo battuto a Camera su Finanziaria Ma l’assenza di Rutelli evita altre cadute

novembre 11, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Passano tre emendamenti dell’opposizione: i primi due 256 a 254, il terzo, presentato da Lanzillotta, per un voto finito in parità. Già martedì il centrodestra si era ritrovato in minoranza. A Montecitorio mancavano peraltro i voti dei deputati che seguono l’ex leader della Margherita nel suo nuovo movimento Alleanza per l’Italia: stamattina era prevista la presentazione, e così Rutelli e gli altri si sono assentati. La loro presenza avrebbe mandato sotto il Governo anche su altri emendamenti. Il servizio di Carosella.           Read more

Diario politico. Il Gip: arrestare Cosentino Berlusconi e Pse per D’Alema Mister Pesc

novembre 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Eccezionalmente al mattino come la prima edizione dei telegiornali. Per il sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale campano del Pdl l’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. Dal magistrato la richiesta alla Camera di autorizzazione ad eseguire la misura. E’ sempre più forte intanto il sostegno alla candidatura dell’ex presidente del Consiglio a ministro degli Esteri d’Europa. Ieri Schulz annuncia il ritiro di Miliband e il sostegno dei socialisti europei all’italiano, poi il giallo: da Berlino, dove a margine dei festeggiamenti per il ventennale della caduta del Muro si è tenuta una cena offerta da Angela Merkel con i 27 capi di Stato e di Governo dell’Unione, Gordon Brown rilancia il suo capo della diplomazia che, dal par suo, si definisce soltanto «in stand-by». Un tira e molla legato da un lato al tentativo da parte britannica di trovare l’assenso sulla nomina di Blair come presidente, dall’altro all’alternativa, per Miliband, di guidare i laburisti nel dopo-Brown. Il racconto degli ultimi sviluppi.           Read more

Il retroscena. Via la Par condicio, il vero obiettivo di Silvio di G. Lerner

ottobre 31, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Come sapete, è la legge che rego- la le presenze in televisione negli ultimi giorni di campagna eletto- rale. Alla Camera c’è già una proposta di modifica del responsabile elettorale del Pdl, Ignazio Abrignani. Il premier ha ricevuto il beneplacito di Fini mentre Bossi, che più di tutti verrebbe penalizzato – la Lega in quanto formazione più piccola avrebbe perciò meno spazio televisivo dei due partiti maggiori - riceverà in cambio le presidenze di Regione che chiede al Nord. In questo modo nulla dovrebbe impedire il superamento della par condicio entro le Regionali del prossimo marzo. Che verrebbero affrontate dunque nel nuovo regime (televisivo). Ce lo racconta il conduttore de ”L’Infedele”. Read more

***La riflessione***
LA VACANZA (FORZATA) DI UNA SETTIMANA (DEI PARLAMENTARI)
di ANDREA SARUBBI*

ottobre 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il nostro inviato alla Camera. Fedele alla propria vocazione di cronista, il deputato del Partito Democratico è la più efficace fonte parlamentare del giornale della politica italiana per il quale racconta in prima persona, spesso in tempo reale, ciò che avviene tra le mura di Montecitorio. Solo il Politico.it può permettersi di annoverare tra le proprie firme deputati e altri grandi protagonisti della nostra politica, scelti tuttavia per la loro onestà (intellettuale) e la responsabilità, i due valori condivisi su cui potrà essere fondata la politica italiana, e quindi il nostro Paese, del futuro. Oggi l’ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine” ci racconta dei prossimi sette giorni in cui in aula non ci si andrà. Motivo? Tremonti ha stretto i cordoni della borsa e non ci sono le coperture finanziarie alle leggi, che dunque non possono essere votate. Ma ci spiega meglio tutto il nostro Andrea Sarubbi.           Read more

Diario politico. Mancino: ‘Clima invivibile’ Lo scandalo appalti, 665 raccomandazioni

ottobre 21, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Caso Mesiano, il vicepresidente del Csm: «No a intimidazioni nei confronti della magistratura. Per Napolitano vicenda inquietante». In Campania un file con i nomi di presunti raccomandati con accanto l’indicazione degli uomini politici che li avrebbero segnalati porta alla luce un «ramificato sistema di potere» intorno all’Azienda regionale per la tutela del territorio. Coinvolta anche Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, già arrestata nel 2008 con l’accusa di concussione, cui viene oggi intimato il divieto di dimora nella regione. Minacce al presidente del Consiglio da un gruppo Facebook. Infine, in serata primo sì alla Camera all’emendamento salva precari della scuola. Il racconto, imperdibile, del giornale della politica italiana. Read more

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