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(Anche) Egitto “sceglie” democrazia. E’ chance rilancio economia europea di Rosadi e Patrone

dicembre 26, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se (anche) Egitto “sceglie” la democrazia. Euro- pa meridionale guardi al Nordafrica. Immaginando possibile sviluppo comune. Può chiudere “falla” Grecia/ nostro Sud. Dando chance rilancio economia europea.

di DESIREE ROSADI e MATTEO PATRONE

L’Europa (e – l’Italia), alla ricerca di un modo per rigenerare la crescita, cessi di guardare (solo) al proprio interno, e prenda atto che i nostri fratelli della sponda sud del Mediterraneo hanno già fatto un passo verso di noi, dando luogo alla così detta Primavera araba proprio per potere accedere alla (nostra) democrazia, e che la loro voglia (di popoli giovanissimi) di fare propria anche la nostra (apparente, o in via di disfacimento) prosperità, offre un assist clamoroso (della Storia) per provare a ridare un ruolo a nostre regioni meridionali (del Vecchio Continente: dalla Grecia alla Spagna al nostro Sud) che rappresentano oggi il buco nero nel quale rischia di essere risucchiata l’Europa in crisi (a causa “loro”: è infatti per l’arretratezza e l’immobilità della – nostra – economia nel Mezzogiorno, che l’Italia fa tanta fatica a reggere il peso del proprio – comunque immane – debito. Se è vero, come abbiamo scritto più volte, che la nostra è una economia doppia – o dimezzata – che gira al Nord e non esiste, di fatto, al Sud), e che finché verranno concepite come la (semplice) periferia dell’Unione, fuori da ogni rotta (commerciale), non potranno che continuare a restare a guardare (da lontano) l’illusorio (per loro) sviluppo (?) mitteleuropeo, consolidando sempre più la propria marginalità e il conseguente declino (dell’intera “federazione”). Se l’Europa – invece di pretendere di esercitare un “controllo” su nazioni che hanno appena dimostrato – con il “sangue dei nostri martiri” – di volere davvero la pace e la democrazia – porge la mano alla Libia, ora (anche) all’Egitto, alla Tunisia, si darà la migliore garanzia di vedere portato a termine il processo, appena avviato, di piena democratizzazione (garantendo così la – propria – sicurezza e stabilità), e si assicurerà al contrario un’opportunità che non resterà però lì a lungo ad aspettare che gli attuali “amministratori” del Vecchio continente superino le proprie indecisioni (con il rischio che ne approfittino i molto più dinamici e lungimiranti giganti orientali): la possibilità (insperata) di vedere risorgere (nostre) terre che hanno conosciuto secoli fa un periodo di straordinaria ricchezza e vitalità (a cominciare dalle coste orientali e meridionali della Sicilia), e che grazie alla Primavera araba possono ora sperare di tornare ad avere una funzione, e una centralità, in un mondo che rischia di essere sempre meno a trazione “atlantica”, ma (invece di vedere sfilare ancora di più i – propri – traffici lontano dall’Europa) può confidare, puntando a rifare del Mediterraneo il proprio “centro”, di favorire l’incontro, e l’integrazione, tra Oriente ed occidente, aiutare la piena liberazione dell’Africa, e offrire una soluzione “definitiva” ai problemi (e alla crisi) delle economie europee. Désirée Rosadi, firma del giornale della politica italiana per lo (stesso) Mediterraneo e per il Medioriente e tra le maggiori conoscitrici di mondo arabo, ripercorre per gli addetti ai lavori la storia del movimento (nato dal basso) che esprime oggi il nuovo presidente dell’Egitto e traccia un ritratto obiettivo e scevro da influenze ideologiche di Morsi e delle “potenzialità” della sua leadership alla guida di uno dei paesi più importanti (e ricchi di Storia) dell’area mediterranea. di Désirée ROSADI

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Caro Monti, la riforma del lavoro non è univoca. Germania/Danimarca: formazione-cogestione

dicembre 26, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Caro Monti, riforma lavoro non è univoca Germania: ecco formazione-cogestione Danimarca ‘patria’ di formazione continua In Stati Uniti c’è ‘solo’(?) libertà licenziare Ma loro boom è fondato sull’innovazione Obama (e Hu Jintao) non te l’ha(n) detto? In Italia “vogliamo”(?) solo abolire art. 18 Tua riforma non è nell’interesse nazione

di MATTEO PATRONE

La questione del lavoro non si esaurisce nella dicotomia assunzione-licenziamento. In ultima analisi, sulle regole e sui contratti. Questa è la visione tecnocratica e liberista, che consiste nel mettere i paletti (meglio se nel toglierli) e poi nel lasciare andare (le aziende alle loro scelte e, in questo caso, i lavoratori al loro – cupo – destino). E’ la visione mercatista, quella propria della destra (americana), che la BcUe – col pretesto della crisi – battezza al suo sbarco nel Vecchio continente, con tanto di copertina di Time dedicata all’uomo che la sta importando: appunto, Mario Monti. Ma là dove i mercati del lavoro funzionano – per il bene dei loro paesi e non – solo – degli investitori di Wall Street – non funziona così. Danimarca e (anche) la Germania, i due modelli che una politica sterile incapace di immaginare un sistema adatto alla specifica, nostra situazione nazionale, ha analizzato, stanno lì a dimostrarlo. In Germania i lavoratori sono inclusi nelle decisioni (imprenditoriali) delle aziende (e quando vengono licenziati restano – contrattualmente – nella loro orbita, venendo reintegrati non appena il momento di difficoltà delle imprese viene superato); in entrambi i paesi c’è la formazione continua. E (comunque) il mercato del lavoro, come dovrebbe avvenire per ogni comparto della nostra vita pubblica, si ri-definisce sulla base di un’idea di fondo del paese che si vuole (ri)costruire; e non soltanto adeguandosi (tecnicamente) all’andazzo (peggio se deficitario) del mondo circostante. L’Italia può avere una alta ambizione, che si capisce bene come un governo dell’età media superiore a quello del precedente (già alta di suo, e guidato da un ultrasettantenne) – dunque composto di persone che hanno attraversato tutti i trenta anni del nostro declino, senza avere la capacità, evidentemente, di invertirlo – non possa avere le risorse (morali e culturali) per sostanziare in un’idea e in un progetto concreto. il Politico.it – ma non solo noi: in genere tutte le forze più dinamiche e avanzate del nostro paese, oggi ridotte dall’antipolitica al potere alla semi-clandestinità – invece pensa – da tempo – che la straordinaria qualità delle nostre risorse umane e la nostra tradizione storica – e l’esigenza stessa di questo tempo, non solo nella Penisola: se dalla crisi vogliamo imparare qualcosa, e non soltanto farla pagare ai lavoratori – ci diano la possibilità di puntare ad altro che ad una semplice annessione al mercato Usa – peraltro fondato su questa stessa innovazione: solo che Obama – anche Hu Jintao – quando fa i complimenti a Monti, si dimentica di suggerirglielo – come, ad “esempio”, a (ri)diventare (come siamo stati più volte nella nostra Storia, da Roma prima culla della civiltà al genio di Leonardo passando per la rivoluzione artistica di Michelangelo) la culla mondiale dell’innovazione (a 360°). E questo obiettivo – questa idea di futuro – si concreta efficacemente in una riforma del lavoro fondata sulla formazione continua, e (a cascata, per ottimizzare la valorizzazione dei frutti che questo rafforzamento, e non indebolimento all’insegna della paura, delle nostre risorse umane, produrrà) anche sulla cogestione. Politica, e non tecnica. Di tutto questo, nella semplice deregulation di Monti non c’è traccia. Prendere o lasciare. Ma lo spettro delle opzioni – e delle sfumature, e della ricchezza della Politica – è molto più ampio. E le esigenze del paese – e, permetteteci, del mondo intero – sono (ben) altre, dalla (semplice; e riduttiva) introduzione della libertà per le aziende di licenziare. Stupisce (ma non troppo) il cappello che il presidente Napolitano ha messo sulla riforma (di cui del resto è padre il suo alter ego – degenere? – esecutivo); meno quello della BcUe, formata da tecnocrati come il nostro presidente del Consiglio (che del resto “viene” da lì). Ma la tecnica basta a mantenere lo status quo (al “massimo”, ad accentuarne – come in questo caso – il segno). Lo status quo – che è il panmercatismo, e non, come i liberisti vorrebbero farci credere, uno statalismo che esiste solo in quel comparto pubblico – e soprattutto nei suoi rami morti – che Monti, fedele ai politicanti e alle loro clientele, non si azzarda nemmeno a nominare, vero blocco allo sviluppo – se ce n’è uno – da rimuovere costi quel che costi – ha mostrato tutti i propri limiti e la propria potenzialità (fallimentare) in tutto il mondo. E’ il caso – proprio in questo momento – di adeguarci anche noi, facendo una scelta vecchia, dolorosa, unilaterale e, in ultima analisi, antistorica e anti-italiana – ma tutt’altro che anticiclica? Matteo Patrone

(28 marzo 2012)

***66 anni dopo la nostra liberazione***
DOBBIAMO DIRE GRAZIE AGLI AMERICANI (ANCHE PER LA GUERRA IN IRAQ – ?)
Ma ora tocca a noi
di GIUSEPPE ROTONDO

dicembre 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Senza l’intervento che ha deposto e portato alla fine di Saddam Hussein e “restaurato” la democrazia in uno dei Paesi-chiave dello scacchiere mediorientale, non ci sarebbe stata la Primavera araba, non sarebbero (presumibilmente) cadute altre dittature, l’Occidente sarebbe meno sicuro ma soprattutto non vivrebbero in libertà e democrazia (sia pure under construction) milioni di nostri fratelli arabi. Anche se la destra (dei falchi) programmava la guerra da tempo e per ragioni avulse da uno spirito di generosità ed altruismo, senza un Paese disposto a morire per la libertà propria ma anche dei cittadini di ogni parte del mondo la nostra vita sarebbe certamente, comunque, più incerta e peggiore. Oggi che le (nostre) conquiste del secolo scorso vengono messe in discussione, e che l’accesso alla democrazia di popoli da “sempre” oppressi da una dittatura non conviene a nessuno possa avvenire (acriticamente) all’insegna di (soli) valori (?) d’un (nostro) mondo che vacilla, il tema è semmai verso quale (nuovo) orizzonte continuare-riprendere il cammino (comune). E se la leadership americana deve fare i conti con i tanti (comunque) nemici che ne hanno progressivamente consunto la brillantezza e l’affidabilità, chi, se non l’Italia – culla dell’attuale civiltà – è chiamata, attraverso la forza della propria storia e della propria cultura, a tornare ad indicare la strada? di GIUSEPPE ROTONDO Read more

Diario politico. I problemi del Paese (?) Berlusconi a Obama(!): “Dittatura giudici” Calderoli: ‘No ministeri no tasse da nordBersani: “Il governo si occupi dell’Italia” Perché se non cresciamo non salveremo

maggio 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Mentre la nostra economia affonda, in attesa che qualcuno intervenga con quel piano organico e complessivo in grado di risollevarla, a partire dalle nostre risorse (più o meno intrinseche), nemmeno con troppa fatica – basterebbe agire! – il presidente del Consiglio e i suoi principali ministri danno corso alle proprie ossessioni. Berlusconi al G8 nell’imbarazzo (e nello spazientimento) degli altri capi di Stato e di governo cerca di farsi fotografare insieme al presidente Usa, salvo venire “beccato” mentre gli racconta di un fantomatico regime guidato dai pm, un tema che peraltro in altri modi e in altre sedi potrebbe anche legittimamente essere affrontato. Il ministro per la Semplificazione - cioè un membro del nostro esecutivo – poi, minaccia lo sciopero fiscale delle regioni settentrionali (ma le camicie verdi hanno visto molto ridimensionato il proprio stradominio al nord, al primo turno) se Milano – anzi, la Lega – non avrà la bandierina del trasferimento di un paio di ministeri. Il segretario Democratico fa notare ciò che per mesi il giornale della politica italiana ha dovuto imporre all’attenzione della nostra politica autoreferenziale di oggi, che seguiva l’andazzo, senza nemmeno questi squarci di lucidità. Quando torniamo alla Politica? Il racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice. di GINEVRA BAFFIGO
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Il commento. Ma anche Bin Laden meritava un processo C. Alicata

maggio 3, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E Obama, che sostiene l’esistenza di un “mondo migliore” per la morte di Osama, manifesta tutta la sua debolezza. La propria omologazione all’America (di Bush – ?). Perché l’uccisione del leader di Al Qaeda, scrive la giovane scrittrice romana collaboratrice del giornale della politica italiana e de l’Unità, “non può essere vista allo stesso modo” in occidente e da un palestinese, ed è probabile siano “nati più terroristi ieri” che nell’ultimo decennio. Il rischio della “fine del Diritto” si cela dietro una soluzione sommaria ad una vicenda che, è la tesi di Alicata, richiedeva maggiore equilibrio. Il punto di vista della possibile leader del centrosinistra del futuro solo su il Politico.it. di CRISTIANA ALICATA

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Ed eccole le crepe dietro unanimismo (?) Obama non è convinto di attacco in Libia Berlusconi si sfoga: ‘Sarkozy ha insistito’ E siamo all’alba d’un’Odissea diplomatica
di Désirée ROSADI

marzo 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Abbiamo parlato con Riccardo Spezia del rischio di un ritorno nazionalistico. E del possibile detonatore rappresentato da recriminazioni, (nuovi) “schiaffi”, “interferenze” le une sulle altre (nazioni). Ebbene, tutto questo è già esploso sottotraccia. Ecco cosa non vi dicono della guerra in Libia. di Désirée ROSADI Read more

Libia/2. Ecco che cosa ho chiesto al pres. del Cons. Paolo Guzzanti

febbraio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato liberale, tornato nella maggioranza, offre in anteprima al “suo” giornale della politica italiana il testo dell’interrogazione che rivolgerà oggi al presidente del Consiglio sulla (mancata) reazione del governo alla «sanguinosa repressione» perpetrata dalla dittatura libica nei confronti del suo popolo in rivolta. Guzzanti, sia pure dall’interno del gruppo di Iniziativa responsabile, non fa sconti a nessuno. di PAOLO GUZZANTI Read more

C’è De Gasperi nel futuro centrosinistra Significa che Pd deve rifare grande Italia E’ questo compito che ora gli dà la Storia Una grande inchiesta in quattro puntate di GABRIELE FEDERICI

dicembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono passati pochi mesi dall’intuizione del nostro direttore. Il Partito Democratico, in crisi d’identità, si faccia “partito dell’Italia” e assolva al proprio compito storico (appunto) di salvare e rifare grande questo Paese – in un unico tempo. Una prima risposta, da parte del Pd. Poi di nuovo l’afflosciarsi nel dibattito sterile sulle alleanze. Oggi il giornale della politica italiana rilancia. E propone, con una delle sue firme più autorevoli, un grande viaggio nel domani dell’attuale opposizione. Vista in una logica (come sarà inevitabile, al netto di ogni “calata di brache” bersanian-dalemiana) bipolare. Adesso è (o può essere, se saprà ascoltare) il tempo del centrosinistra. Che, simbolicamente, può rifarsi al padre della nostra Repubblica, non uomo di sinistra ma in grado di unire il Paese all’insegna della responsabilità. Cosa che oggi, in mancanza di una destra figlia della nobile tradizione cavouriana (o dello stesso De Gasperi), può fare solo il Partito Democratico. Il partito dell’onestà e della responsabilità. Ma questa è solo la direzione, tracciata da Matteo Patrone. Gabriele Federici muove da qui per accompagnarci in un magico viaggio in quello che è – in fondo – il futuro dell’Italia. 1° puntata
di GABRIELE FEDERICI Read more

***Il commento***
MA, SILVIO, PURTROPPO NON C’E’ DA RIDERE
di LUIGI CRESPI

novembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E rischi di pagare lo scotto alle elezioni. Il tuo stile di vita ha «spianato la tua credibilità». Il giornale della politica italiana è il giornale della nostra politica. E dell’Italia. Il caso Wikileaks è planetario. E interroga questioni “assolute”: la libertà di stampa, le relazioni internazionali. il Politico.it è un giornale autorevole e ha un respiro amplissimo, al punto che se un’accusa ci è stata rivolta, in qualche circostanza, è di volare (persino) troppo alto (ma è ciò che serve oggi al Paese: ritrovare un senso, un’idea di fondo, una visione d’insieme e una prospettiva. E/) (Ma) il giornale della politica italiana ha il compito e la responsabilità di svoltare per l’Italia, e dunque è giusto, è (anzi) doveroso che approfittiamo di ogni occasione – anche del massimo rilievo mondiale – per trarre indicazioni per tutti noi, per la nostra nazione. Così, dopo avere affrontato il tema (di fondo) (di una delle accezioni della) responsabilità, architrave della nuova politica che può fare il Paese che sogniamo, è ancora di “noi” che parliamo, lasciando che l’ex spin doctor del presidente del Consiglio si rivolga (brevemente) al suo mentore per fargli notare che, se è vero che non emergono grosse novità (anche perché il presidente Obama aveva già avuto modo, in diverse occasioni, di esprimere i suoi giudizi su Berlusconi), è pur vero che un’Italia (attraverso una delle sue massime istituzioni) (bis)trattata in questo modo dal nostro principale alleato non si era mai visto. E anche se i casi legati alla tua vita privata pare ti possano fare guadagnare consenso, è chiaro – sostiene Crespi – che per tutto questo qualcosa lascerai sul campo. E dunque non è il caso che tu lo sottovaluti (anche se la reazione risponde ad una strategia della minimizzazione per non alimentare il fuoco e non rimpallare una reazione che confermi la percezione negativa che può essere emersa dalla lettura delle parole dell’amministrazione americana). di LUIGI CRESPI Read more

Bar Democratico. Rivendico diritto all’età adulta di Emidio Picariello

ottobre 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

C’è un’intera generazione che chiede il ricambio e il rinnovamento delle classi dirigenti da ormai molti anni. Il giornale della politica italiana, onesto e responsabile, ha atteso la nostra politica autoreferenziale di oggi alla prova dei fatti, per vedere se quella classe politica che ha pur gettato i semi della modernità nel nostro Paese fosse ancora abbastanza “presente” (in tutti i sensi) da poter guidare l’Italia per un altro tratto di strada. La giornata in cui l’Istat certificava che un giovane su tre è senza lavoro (appunto?) e questa politica italiana “rispondeva” (?) mandando in scena una Direzione nazionale in cui i Democratici parlavano di se stessi (o poco più) e a destra continuava la faida a colpi di schizzi di fango tra il presidente del Consiglio e il presidente della Camera è il simbolo-dimostrazione, anche per i più prudenti, che l’attuale classe dirigente ha ormai esaurito il proprio ciclo e che quel ricambio è necessario per il Paese. Come abbiamo scritto in quelle ore, il cambiamento che si richiede oggi – non più della politica italiana ma dell’Italia – può essere portato a compimento solo da “figli di questo tempo”, che portano con sé l’empatia di chi vive l’oggi e partecipa a sentire l’esigenza che sta alla base di ogni svolta. Il (non più) giovane dirigente del Pd rilancia allora il messaggio: il Paese venga affidato a dei “contemporanei”, e i contemporanei, naturalmente, dimostrino di meritarlo mettendo in campo le idee – e non le tattiche – necessarie ad ottenerlo. Lo fa partendo da una constatazione: da noi è stata cancellata l’età adulta. Ecco in che senso. Read more

Confronto fra destra italiana e britannica Ecco una grande inchiesta in sei puntate 5 – La politica estera: Berlusconi

luglio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana vi propone ora la penultima puntata del nostro Speciale sulla destra italiana e quella d’oltremanica. Il racconto di Gabriele Federici prosegue in questo nuovo capitolo con una dettagliata analisi della politica estera del partito di Silvio Berlusconi, che nel relazionarsi con Bruxelles, ma soprattutto con Washington, sembra decisamente vicina alle inclinazioni di Westminster. Euroscetticismo ed euroentusiasmo possono portare paradossalmente alle stesse conclusioni? Sentiamo. Read more

Contro bavaglio il silenzio e la riflessione Niente politica italiana ma (noi) pensiamo L’Iran ha diritto al programma nucleare(?)

luglio 9, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è un giornale unico, nel panorama dell’informazione nel nostro Paese e non solo. E’ unico perché è l’unico grande giornale specializzato di politica italiana. Ma, soprattutto, perché è un giornale libero, completamente, ovvero lo è a partire dalla propria onestà intellettuale. E quale miglior modo, per il Politico.it, di aderire allo sciopero dei giornalisti contro la legge che vuole mettere il bavaglio non solo all’informazione, ma anche, quindi, al pensiero dei cittadini, di coniugare una giornata di silenzio sulla nostra politica con una straordinaria riflessione di politica internazionale a firma di Gaspare Serra libera, eretica, che (si) spinge a pensare al di là di ogni “bavaglio”, quelli che ci vorrebbero imporre ma anche quello che ci hanno/ci siamo (già) (auto)imposti? E il tema è quanto di più importante e caro possiamo avere: il futuro, per una volta, del pianeta; della (nostra) umanità. Legato a stretto giro al tema del nucleare. Quello iraniano, certo. Ma sia- mo sicuri che il vero “nemico” sia l’Iran? Nel giorno della protesta e della lotta contro la repressione, il Politico.it ricorda idealmente quella del regime teocratico e antisionista degli ayatollah – chi si ricorda mai, oggi, dell’onda verde dei giovani studenti che si ribellano al regime? Ecco una forma di bavaglio, intellettuale, che la nostra società, e noi stessi, ci concediamo – ma lo fa, come sempre, spiazzando, dando ragione, per una volta, a Mahmoud. Ma, come sempre per il Politico.it, nell’o- nestà e nella responsabilità. Ovvero analizzando come non ha mai nessun altro la questione del nucleare (iraniano). La firma, come detto, è di Gaspare Serra. Read more

Presidente, accetti la dialettica con Fini E’ strada del “suo” bipartitismo (maturo) Per due grandi contenitori all’americana Socialisti- lib-dem, lib-con- conservatori La “concorrenza” bipolare libera energia Se lo farà lei avrà modernizzato l’Italia

aprile 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della politica vera, fatta di visione e scelte concrete per il futuro dell’Italia. E oggi torneremo a proporre idee e progetti per il domani del nostro Paese. Ma l’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire: lo scontro Berlusconi-Fini, sì, la rissa. Ma come avranno rilevato i commentatori più acuti e politicamente raffinati, così come avevamo già fatto noi di fronte alla vittoria di Vendola alle primarie in Puglia per il Pd,  «dai diamanti non nasce niente. Dalla merda nascono i fior». Il giorno più lungo per il centrodestra può essere – contro tutti i (pre)giudizi – il preludio per la nascita, anche in Italia, di un grande partito (del Popolo) repubblicano, che insieme ai Democratici vari la democrazia italiana del futuro. Perché la riforma del sistema, in senso moderno, prima ancora di ogni rivoluzione riformatrice affidata alla volubilità della politica italiana di oggi, inaspet- tatamente si sta realizzando in modo naturale.            Read more

Un esempio della narrazione del premier Vero o falso, gli italiani crederanno a lui Tutti i ‘messaggi’ dell’intervento di Parma Ecco svelati segreti di Berlusconi (FOTO)

aprile 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana conosce una sola Politica: quella vera, quella fatta di visione e scelte concrete per il futuro dell’Italia. Gli stessi discorsi dei protagonisti della nostra politica, questi, protagonisti, che hanno dimostrato di non conoscere automatismo tra intensità dell’eloquio e traduzione in fatti (chi per propaganda e mancanza di responsabilità, chi per (in)capacità o mancanza delle condizioni per esprimerla), lasciano il tempo che trovano, e rischiano loro stessi di allontanare – in qualche modo allentando la tensione, e appagando – dal rifacimento dell’Italia. Allontanare noi, oltre che direttamente loro in prima persona. il Politico.it svolge quindi la propria narrazione, fatta di informazione, naturalmente, che seleziona, però, come dovrebbe fare tutta una stampa responsabile che volesse dare il proprio contributo al rilancio del Paese attraverso la nostra politica, i passaggi alti da quelli di pura propaganda appunto; e poi di dibattito (ma serio, concentrato sulla soluzione dei problemi del Paese) e proposte per il futuro dell’Italia. E tuttavia esistono gli strumenti partiti che sono indispensabili alla politica italiana. E non è naturalmente autoreferenziale un discorso che, combinato con il ragionamento sul futuro del Paese, si dedichi a contribuire a migliorare questi strumenti anche nella loro differenziazione di parte. In questo senso, da qualche tempo stiamo offrendo al centrosinistra (altri) strumenti per rivedere la propria fallimentare strategia di comunicazione, come abbiamo già scritto vera e propria chiave di volta – perché dal posizionamento di quella può dipendere la rifioritura anche di tutte le altre parti dell’azione da mettere in campo – di una rinascita dei Democratici. Oggi lo facciamo analizzando l’eloquio di ieri del presidente del Consiglio, che altrimenti non avremmo raccontato così come non raccontiamo polemiche sterili che vengono dal centrosinistra. Perché si tratta di un discorso che contiene pochi elementi di concretezza, se non nel campo della comunicazione: Berlusconi entra in sintonia con gli italiani proponendo un’immagine vincente di sé e teorie, più o meno autentiche, più o meno funzionali alla propaganda di centrodestra, che attecchiscono nella percezione delle persone perché rispondono a schemi di pensiero che sono nel nostro senso comune. Oltre, naturalmente, alla banalità – che però per certa parte della nostra politica tale sembra non essere – del parlar chiaro. Sentiamo. Read more

Israeliani dicono ‘sì’ a mediazione Obama Sondaggio, 68% si fida di presidente Usa La carota di Barack: ok a 20 nuovi alloggi

marzo 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le forze democratiche (in senso ampio) del pianeta sono, ovviamente, tutte a favore della ripresa del processo di pace e per la soluzione di due popoli due Stati. Persino il nostro governo, pure nella sua sintonia con quello di Israele. Il quale, fortemente spostato a destra, chiude le porte ai palestinesi insistendo con gli insediamenti, ovvero la direzione opposta a quella che può portare ad una conclusio- ne positiva per tutti. A riguardo gli israeliani sono spaccati a metà: una lieve maggioranza (51%) è contro questa linea tenuta dal proprio esecutivo. Ma ad essere contrario – e a lavorare per la pace – è ovviamente il presidente Usa, che ha cominciato a dedicarsi alla questione. Vi abbiamo raccontato le settimane scorse della crisi diplomatica tra i due Paesi alleati, con il governo israeliano arroccato sulle proprie posizioni e l’irritazione americana. Ebbene, anche di fronte a questo la stragrande maggioranza del popolo di Israele – compresa la parte oggi favorevole agli insediamenti – considera «adatta» o addirittura «amichevole» la linea seguita da Barack. Una speranza per la pace che passa ancora una volta – senza retorica – attraverso il suo Premio Nobel, che (ecco perché senza retorica) dimostra come l’apertura, la ferma generosità – ragioni alla base del riconoscimento tutt’altro che preventivo ad Obama – siano chiavi in grado di spalancare le porte a qualsiasi soluzione diplomatica. In questo caso tutta da costruire, ma per la quale questo sondaggio mostra – forse per la prima volta – come, al di là dell’estremismo del governo in carica oggi in Israele, ci sia più di uno spiraglio. Il servizio sul confronto diplomatico.            Read more

Berlusconi strumentalizza(va) la malattia Barack cura (sul serio) 32 milioni in più FOTO: Obama applaude a sì della Camera

marzo 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha raccontato in questi mesi tutto l’iter che ha portato all’approvazione, ieri notte, di quella storica riforma della sanità che consente a milioni di americani di trovare, o di ritrovare quel sostegno medico che non avevano (più). Si tratta in concreto di persone malate che non potevano curarsi e ora potranno farlo. Il contrario della politica (italiana) autoreferenziale che agisce per i propri protagonisti e non per i cittadini. Anzi: sabato in piazza il presidente del Consiglio “annuncia” (evidentemente in chiave di propaganda) l’intenzione di trovare entro i prossimi tre anni una cura per il cancro. Mostrando indifferenza, quanto meno, nei confronti delle persone che hanno sofferto e soffrono per la malattia (tra cui, peraltro, va detto, c’è stato anche lui stesso). il Politico.it non ha mancato di sottolineare come piazza San Giovanni possa avere (avuto) comunque un effetto positivo per il Pdl. Non possiamo, oggi, contemporaneamente, non rilevare questa a-simmetria tra ciò che succede qui (dove le cure sono già garantite a tutti, e dove piuttosto c’è qualcuno che vorrebbe portarci – mentre loro se ne allontanano – nella condizione americana precedente la riforma di ieri) e quanto avvenuto in America. Ci racconta tutto Stefano Catone.            Read more

Falchi Israele non fermano insediamenti Cala il primo gelo diplomatico con Barack Ue con lui per riavviare processo di pace

marzo 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi è il Giorno della rabbia, per Hamas che (mal) sopporta l’occupazione israeliana dei Territori. La fine del restauro di una sinagoga vicino alla moschea-simbolo della resistenza palestinese alla (op)pressione del (solo) Stato “vicino” (o sarebbe meglio dire che si sovrappone e infrappone tra i palestinesi, appunto, e la nascita di uno tutto loro) è l’occasione per nuovi violenti scontri tra le due popolazioni. Ma il fronte, per Israele, non è solo “interno” (è proprio il caso di dirlo – ?): l’amministrazione Democratica non avvalla la politica di occupazione israeliana che contraddice e contrasta, appunto, il processo di pace. E tra i due alleati cala il gelo. Ce lo racconta la nostra Rosadi. Read more

Barack rilancia così la riforma della sanità “Copertura per 31 milioni cittadini in più”

febbraio 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Approvata in testi diversi nei due rami del Congres- so, la proposta originale rischiava di arenarsi anche in ragione del “colpaccio” repubblicano nel Massa- chusetts, dove i Democratici hanno perso lo storico seggio dei Kennedy e, con esso, la maggioranza qualificata al Senato. Di qui la necessità di accontentare l’ala più moderata dei progressisti e anche di avviare un dialogo con il Grand Old Party. Il risultato è questo nuovo piano che consentirà, tra l’altro – e qui Obama strizza l’occhiolino alla destra – di risparmiare 100 miliardi di dollari in dieci anni. Ci racconta tutto Stefano Catone. Read more

Obama nomina neo-ambasciatore in Siria E anche la Chiesa si mobilita per l’area FOTO: Barack prega (e lavora) per Pace

febbraio 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri l’udienza, storica, tra il premier libanese Hariri e Benedetto XVI. Sul dialogo interreligioso. Perché il Libano è contemporaneamente chiave, cuneo – per l’influenza siriana e il peso degli estremisti di Hezbollah – e fucina (in pectore) della pace, appunto, in Medioriente. Attraverso proprio la fusione, in sé – e i contrasti – tra cristiani maroniti, musulmani sciiti e sunniti. E’ per questo che la mossa del presidente americano – gli Stati Uniti avevano richiamato l’ultimo ambasciatore nei giorni dell’omicidio, di matrice siriana, dell’Hariri primo ministro del Libano di allora, padre di Saad – potrebbe spalancare prospettive insperate. La Siria è considerata da molti l’attore decisivo per la risoluzione dei conflitti e l’apertura di spiragli anche globali. Per la sua (attuale) “alleanza” con l’Iran, la sua influenza sul Libano, appunto, e i rapporti di quest’ultimo con Israele. E in quanto Paese arabo moderato (in ri-divenire). Il giornale della politica italiana, in prima fila nel racconto del Medioriente con le sue grandi firme specializzate, vi riferisce di queste giornate che potrebbero avere (avuto) un ruolo-chiave per sbloc- care. Ce le racconta Désirée Rosadi. Read more

Iran, Ahmadinejad: “Ho uranio arricchito” Spari e scontri in piazza per Rivoluzione

febbraio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel giorno dell’anniversario della “presa” islamica del Paese, il presidente annuncia il nuovo traguardo sulla strada della dotazione dell’atomica. Che pare sempre più vicina, anche se dovranno passare ancora «due o tre anni, quattro nella migliore – per l’Occidente – delle ipotesi», perché l’Iran la possa avere. A meno che qualcuno non intervenga per impedirglielo, e gli occhi sono tutti puntati su Israele, vero obiettivo iraniano e unica potenza sullo scacchiere mondiale, forse, a potersi permettere un attacco preventivo nei confronti dell’Iran. Oggi intanto piazze in rivolta, aggrediti gli oppositori al regime. Ci racconta tutto, di oggi e di ieri, Désirée Rosadi.            Read more

DIARIO. Guardateli, li rivedremo insieme Poi da noi: cosa prevede il ddl Valentino Parla Bersani: ‘Non mi dimetto comunque’

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Battesimo inusuale per il Diario politico che comincia con la decisione del presidente americano di incontrare il leader spirituale tibetano. Un omaggio dovuto al coraggio di Barack che accetta di sfidare la Cina alla quale non smette di tendere la mano in nome – entrambe le cose – della democrazia. Poi casa nostra. Torniamo sulla discussione sul legittimo impedimento a cui abbiamo dedicato gran parte della giornata di ieri, con i tre grandi contributi graduati: la notizia con la vignetta di theHand, il commento forte di Massimo Donadi e infine la solita cronaca firmata Andrea Sarubbi direttamente da Montecitorio. Vi raccontiamo del “no” alle pregiudiziali avanzate da Pd e Idv e poi entriamo nel dettaglio della cosiddetta legge antipentiti derubricata a proposta personale (del senatore Pdl) dal ministro Alfano. Infine, l’intervista a Giovanni Minoli del segretario Democratico, che si dice pronto a sfidare Berlusconi (o chi per lui) per la guida del Paese nel 2013. Ecco tutto. Read more

Americani non apprezzano “loro” riforma Nel seggio di Ted vince un repubblicano FOTO: Barack “a consiglio” da Kennedy

gennaio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non accadeva da cinquant’anni, da quando era stato eletto per la prima volta – per poi essere riconfermato ininterrottamente – il fratello del presidente assassinato, morto l’estate scorsa scorsa. Kennedy che è stato tra i principali ispiratori di quella copertura universale sul piano sanitario che Obama sembrava essere riuscito a strappare al Congresso. Ma manca il voto definitivo e la vittoria di Brown nel Massachusetts priva i Democratici della maggioranza qualificata di 60 senatori su 100 che avrebbe evitato l’ostruzionismo dell’opposizione. I tempi di approvazione del provvedimento si dilatano, e all’orizzonte ci sono delle elezioni di mid-term che potrebbero riconsegnare la maggioranza al Grand Old Party. Ci racconta tutto Stefano Catone.            Read more

Verso il sì alla riforma sanitaria di Obama No public option, ma con copertura totale di ANDREA MOLLICA

dicembre 19, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Dopo il grande successo dell’analisi di giovedì sul consenso vacillante del presidente americano, torna l’esperto di politica Usa del giornale della politica italiana, per aggiornarci sul corso di approvazione della tanto attesa rivoluzione della sanità in America. Che, alla fine, non ci sarà, perchè l’ala più conservatrice dei democratici, ben simboleggiata dal senatore Lieberman che qualcuno paragona a Palpatine di Guerre stellari (…), ha frenato. Ma un passo in avanti verrà comunque compiuto: per l’assicurazione di tutti i malati saranno previsti i sussidi e ci saranno più diritti e vincoli a loro tutela. Ci racconta tutto l’esperto di politica a stelle e strisce del giornale della politica italiana. Read more

Obama, finita luna di miele con americani Crisi (occupazionale) e calo di consenso

dicembre 17, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

I valori assoluti restano buoni (54% di approvazione secondo Ann Selzer per Bloomberg), ma nei rilevamenti per il congresso i Repubblicani sono appaiati quando non avanti ai Democratici. Verso un ribaltamento alle elezioni di midterm. Le cause? L’aumento (2%) della disoccupazione nel primo anno di presidenza e l’economia. Ma il confronto con altri grandi presidenti del passato – Reagan e Clinton – rieletti dopo quattro anni lascia buone speranze per il 2012. Ci parla di tutto questo il nostro esperto di politica americana, Andrea Mollica. Read more

Diario politico. Finanziaria, no tagli fisco Afghanistan, sì ad Obama: “Più truppe”

novembre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Vince la linea Tremonti: «Già molto che non aumento le tasse», dice il ministro dell’Economia. Fini: «No alla fiducia su un maxi-emendamento del Governo». Grande racconto in cinque capitoli della giornata. Il presidente americano chiama il nostro capo del Governo e gli chiede un rafforzamento dell’impegno a Kabul. Prosegue il dibattito sulla riforma della Giustizia mentre arriva, alla fine, la sostituzione di Ruffini alla direzione di Raitre: il nuovo “capo” della terza rete è l’ex direttore del Tg3 Antonio Di Bella. Buona lettura. Read more

Prosegue cammino del presidente buono Obama: “Una Cina forte è bene per tutti”

novembre 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il premio Nobel per la Pace in visita a Tokyo lancia segnali di amicizia al colosso emergente, parla di «valori condivisi» tra la democrazia americana e quella giapponese e della possibilità di un rapporto sempre più «paritario», apre al dialogo con la Birmania, a condizione che «migliori la situazione dei diritti umani». Il giornale della politica italiana non si stancherà di ripeterlo: il Nobel ad Obama non è stato affatto preventivo, chi lo sostiene non ne capisce il senso. Il presidente americano sta facendo e ha già fatto per la Pace più di quanto non avessero fatto tutti i suoi predecessori. Nello spiaccicato modo in cui la pace si ottiene davvero. Molto al di là del classico lavoro diplomatico. Il servizio sulla visita in Giappone di Francesco Carosella. Read more

Israele apre alla Siria, Assad non ci crede E si prepara braccio armato di Hezbollah

novembre 13, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il contenzioso è quello sulle alture del Golan, occupate da insediamenti israeliani. In due incontri successivi con Obama e Sarkozy Netanyahu annuncia la volontà del suo Governo di riavviare i colloqui di pace. Ma ai quotidiani arabi che “festeggiano” la notizia arriva la doccia fredda delle smentite di Israele. Non sono state necessarie comunque al presidente siriano per dubitare delle reali intenzioni del leader del Likud: Assad parla di «sostegno alla resistenza», che significa una cosa sola: stare pronti a mettere mano alle armi. Nasrallah, dal Libano, gli fa eco criticando Obama, le speranze nel quale definisce «un’illusione». Come sempre il giornale della politica italiana fa la differenza raccontandovi ciò che gli altri non vi hanno (ancora) detto. Lo fa con la sua Désirée Rosadi. Sentiamo. Read more

Ecco com’è arrivato sì a riforma sanitaria Liberal e moderati divisi. Il ruolo di Pelosi

novembre 9, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il momento, lo abbiamo detto tutti, è storico: grazie all’impegno di Barack Obama la Camera dei rappresentanti ha approvato ieri la riforma che dovrebbe garantire, se confermata al Senato, la copertura sanitaria universale agli americani, ovvero tutti avranno diritto alle cure sanitarie indipendentemente dalla loro condizione economica, oggi decisiva a causa del passaggio obbligato, per chi voglia servirsi della sanità, attraverso le assicurazioni private. E fin qui ve l’hanno raccontato tutti. Ciò che fa il giornale della politica italiana è svelarvi tutto ciò che sta dietro quel “sì” della Camera. Ovvero che i Democratici si sono spaccati tra “centro” e “sinistra”, per dirla col nostro linguaggio, che i compromessi a cui è dovuto scendere Obama sono tantissimi così che il risultato finale potrebbe anche non essere così soddisfacente come avrebbe potuto (ad esempio, oltre alle norme anti-aborto di cui vi hanno parlato anche gli altri, e di cui comunque torniamo a dirvi, è possibile che si preveda che l’assicurazione pubblica possa scattare solo quando quella privata è troppo onerosa; ma vi raccontiamo meglio all’interno), fermo restando, ci mancherebbe, il cambiamento storico. Lo facciamo, vi portiamo nel cuore della riforma sanitaria americana e di ciò che di politico si è verificato alla sua base, con questo bellissimo pezzo di uno dei maggiori esperti italiani di Usa, ovvero Andrea Mollica, che a partire da oggi ci proporrà nei prossimi mesi servizi e analisi che ci portino al fondo della politica americana. Assolutamente da non perdere. Sentiamo.           Read more

Diario politico. Berlusconi: ‘No al dialogo, fabbricano odio. Elezione diretta premier’

novembre 4, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il capo del Governo rivede in qualche modo le posizioni dei giorni scorsi e nega la possibilità di un confronto con l’opposizione, finchè «saranno in funzione le fabbriche del fango e dell’odio. E io non sono così ottimista da pensare che queste fabbriche verranno chiuse». Poi rilancia sulle riforme: «Sulla scelta del presidente del Consiglio è ora di adeguare la Costituzione formale a quella materiale: sia il popolo a decidere». Sì alla riduzione del numero dei Parlamentari, «l’avevamo già fatto (nella legislatura 2001-2006, ndr)», l’auspicio di una collaborazione leale tra Quirinale e Palazzo Chigi nel rispetto dei ruoli di ciascuno. E c’è il tempo anche per una risposta al nostro Paolo Guzzanti che ha più volte rivelato su questo giornale come la diplomazia americana guardi con fastidio i rapporti molto stretti tra l’Italia e Russia e Libia: «Obama ribadisce sempre l’apprezzamento per la mia strong leadership». Il secondo tema forte di oggi è la crepa che si apre tra Bossi e il suo delfino Maroni, dopo che quest’ultimo aveva minacciato un voto leghista contro il Governo e con l’opposizione se quest’ultima avesse sostenuto un aumento dei fondi destinati alla sicurezza. La “censura” del leader della Lega: «Il ministro dell’Interno farà ciò che dico io». Infine, vi aggiorniamo ampiamente sul caso Marrazzo, con tutto il racconto dell’ex Governatore dell’irruzione nell’appartamento di via Gradoli nella deposizione resa ai magistrati. Read more

Iran, il presente e la Storia si intrecciano Scontri, Ahmadinejad dirà ‘sì’ ad Obama?

novembre 4, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Molti dei nostri lettori conosceranno già questa storia. Per chi non lo sapesse, e ci rivolgiamo in particolare ai nostri cari lettori più giovani, oggi è il giorno della ricorrenza della Rivoluzione Islamica iraniana del ’79. Sostenitori del regime e oppositori moderati di Moussavi (ricordate? La rivolta dopo le ultime presidenziali) si ritrovano in piazza gli uni per festeggiare, gli altri per contestare e rovinare una “festa” che ha ben poco di democratico. Lo dimostra ciò che succede subito dopo: sangue e repressione, come nei giorni delle elezioni. Ma ciò che è ancora più significativo è che tutto questo avviene in un Iran che presenta almeno tre caratteristiche di quello di trent’anni fa: fragilità economica, squilibri sociali, rincorsa alle armi. La differenza è che stavolta al potere ci sono i propugnatori del radicalismo islamico che approfittarono di quella situazione per compiere la rivoluzione. Oggi Obama lancia il suo appello al presidente iraniano: volete rimanere ancorati a quel passato, oppure le porte della storia si possono aprire un’altra volta e portare Teheran verso un futuro di condivisione con il resto del mondo, a partire dagli Usa? Un pezzo di Storia e di attualità che ci viene raccontato da Désirée Rosadi. Read more

il Politico.it colma il vuoto mediatico sulla legge contro l’omofobia voluta da Obama

novembre 3, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Gli altri due grandi quotidiani on line, Repubblica.it e Corriere.it, non hanno dato la notizia. Il provvedimento equipara l’odio nei confronti delle persone omosessuali agli altri crimini razzisti, i cosiddetti “hate crimes”, i reati che consistono nella discriminazione etnica, razziale e religiosa. Una legge che nasce dall’impegno, iniziale, oltre un decennio fa, di Ted Kennedy, l’amato senatore Democratico scomparso la scorsa estate. Impossibile non fare il paragone con quanto accaduto qualche settimana fa da noi, quando la legge Concia anti-omofobia è stata bocciata alla Camera. Ci racconta tutto Francesco Carosella. Read more

Continua rivoluzione silenziosa di Barack Accoglie i caduti in Afghanistan. 1° dal ’91

ottobre 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana come sapete è un giornale libero, indipendente, sopra le parti ma, lo ammettiamo, con una passione ben precisa: il nuovo presidente degli Stati Uniti, per quelle stesse ragioni ben sintetizzate dal riconoscimento del Nobel per la Pace. Obama, ha scritto una volta Chiara Geloni di “Europa” su Facebook, ha cambiato l’umore del mondo. Ma lo ha fatto perchè di per se stesso rappresenta un cambio di piano e di passo rispetto a tutti i suoi predecessori. Non solo appunto per ciò che simboleggia ma perchè sostanzia tutto questo con la sua diversità. Di contenuto. Ce lo ha fatto vedere ancora una volta ieri, quando per la prima volta dai tempi della Guerra nel Golfo il presidente nero ha accolto alla base aerea di Dover l’arrivo dei feretri dei morti in Afghanistan, rompendo contemporaneamente il silenzio mediatico sui caduti. Una forma di trasparenza, lontana da ogni fanfara propagandistica, il cui senso vero tuttavia non sta tanto nel offrire agli americani la possibilità di percepire la situazione così com’è, tra luci ed ombre, ma nel disarmo che comporta nei confronti della verità, quale che essa sia, intellettuale o reale, che va dichiarata così com’è, per cominciare a costruire idee e relazioni solide. Ci racconta tutto Francesco Carosella. Read more

Sì Teheran, arriva l’accordo sul nucleare Ma Ahmadinejad: ‘Gli Usa mollino Israele’

ottobre 29, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ stata una giornata campale, per la trattativa sull’arricchimento dell’uranio iraniano voluta dall’occidente per evitare che l’Iran si doti di armi atomiche e, contemporaneamente, per non ricorrere alla forza. Una soluzione diplomatica che, ancora una volta, porta la firma di Barack Obama, che ha spinto per insistere nel momento in cui forse altri avrebbero lasciato. E’ l’ennesima, grande riprova del lavoro che il presidente americano sta svolgendo e che spiega il suo Nobel per la Pace, per il quale Obama non ha avuto bisogno di far scintillare (o meno) le armi o suonare la fanfara, bensì continua nel suo impegno sottile fatto di apertura e inclusione. Ma al di là di questo. Teheran accetta dunque la bozza Aiea sul nucleare che prevede che una parte del processo di trasformazione dell’uranio in combustibile (e quindi lo stesso uranio) avvenga in paesi terzi, Russia e Francia. E, tuttavia, stamattina in un intervento pubblico Mahmoud invita gli Stati Uniti a scegliere tra «il prestigio mondiale e il supporto al regime sionista», ovvero agli israeliani. Un nodo che rimane, dunque, l’inimicizia (per essere eufemistici) tra l’Iran e Israele, che rischia di rendere infine vano tutto questo utile lavoro (con effetto) diplomatico. Il giornale della politica italiana, il solo a raccontare ogni giorno le vicende mediorientali, vi porta a scoprire i dettagli dell’accordo e di questa giornata, campale, appunto, ma con qualche ombra. Ce ne parla la nostra Désirée Rosadi. Read more

Med&Medio Oriente. Attesa risposta Iran Ecco com’è nata la bozza sul nucleare

ottobre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono ore decisive per ciò che riguarda l’esito delle trattativa con Teheran per chiudere la querelle che minaccia di far saltare i già precari equilibri dei rapporti con l’occidente. Il filo conduttore principale che si intreccia alle varie altre notizie dal Medio Oriente nel giro d’orizzonte di questa settimana è proprio il tema-nucleare, con la predisposizione del testo che prevede il trasferimento in Russia e poi in Francia dell’uranio iraniano per il processo di trasformazione in combustibile. Un testo recepito con riserva da Teheran, che si è preso un altro po’ di tempo, che scade tra oggi e domani, per dire una parola definitiva. Kouchner, ministro degli Esteri francese: «Grazie ad Obama si è dialogato, ma la pazienza sta per finire». La rassegna stampa sul Mediterraneo e il Medio Oriente della nostra Luana Crisarà. Uno strumento anche di lavoro, per tutti coloro che amano e che vogliono approfondire le questioni politiche, culturali, mediorientali. Buona consultazione. Read more

Mentre Kabul si prepara al ballottaggio, è scontro Obama-Cheney su strategia Usa

ottobre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Secondo l’ex vicepresidente di Bush il “piano McChrystal” per l’Afghanistan, adottato dalla nuova amministrazione, assomiglia a quello della precedente presidenza repubblicana. «Rimarremo là finchè il Paese non sarà sicuro, anche ci volessero anni», ha detto lo stesso generale da cui l’operazione prende il nome. E tutto questo non fa che inimicare ulteriormente un’opinione pubblica ormai stanca della causa afghana. Anche per questo Obama non ha visto di buon occhio la rottura del tavolo per un governo di unità nazionale, e la scelta dello sfidante Abdullah di insistere per il rinvio della decisione agli elettori e al voto finale del 7 novembre. Ci racconta tutto la nostra Désirée Rosadi.             Read more

Settegiorni. Bersani, Franceschini, Marino e il nobel di Mario Adinolfi

ottobre 9, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Puntata clamorosa (e ricchissima) del giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione Franceschini al congresso. Le Regionali 2010, i tre candidati alla leadership Democratica, la convenzione di domenica, Obama, Cannavaro in un numero da non perdere del quale, per una volta, non anticipiamo altro. Oggi più che mai, buona lettura. Read more

Obama Premio Nobel per la Pace 2009 “Una speranza per un futuro migliore”

ottobre 9, 2009 by Redazione · 3 Comments 

Il presidente degli Stati Uniti è stato insignito del più ambito tra i premi assegnati a Stoccolma. Un premio al totale ribaltamento di impostazione dato da Obama alla diplomazia internazionale, fatta oggi – almeno per ciò che riguarda la “nuova” America – di apertura al dialogo con tutti e generosità nel momento del confronto. Un riconoscimento alla “speranza” che nasce dall’inizio effettivo della costruzione della Pace, che solo nel modo rivoluzionario messo in campo da Obama può davvero essere perseguita. Ci parla del Nobel al capo della Casa Bianca il nostro Attilio Ievolella. Read more

Esclusivo. Berlusconi “tradito” da Letta si affida al Kgb di P. Guzzanti

ottobre 6, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’ex vicedirettore de “il Giornale” e deputato del Partito Liberale Italiano ”rilegge” per il giornale della politica italiana un passaggio di un pezzo di Verderami sul “Corriere” di oggi in cui si racconta che il premier «si farebbe aiutare dai servizi segreti di una potenza amica (sua) ma non alleata nella Nato e dunque degli Usa. Obama è servito e Gianni Letta (con delega ai servizi segreti italiani) anche: è lui “il traditore” Gran Vizir di cui parlava ieri Calderoli? Dunque, saremmo nelle tenere mani del KGB a tre anni dall’assassinio di Anna Politkovskaya e di Sasha Litvinenko. Fantastico». E poi: «Anticipo i dati che mi ha fornito il presidente Carlo Scognamiglio Pasini: l’Italia a rotoli nella crisi, molto peggio di tutti gli altri Paesi, Usa compresi, malgrado l’assordante propaganda secondo cui tutto andrebbe bene. L’effetto devastante della crisi arriverà presto e saranno lacrime e sangue per tutti. Ma non per Berlusconi». Come sempre, e come i nostri lettori sanno bene, assolutamente da non perdere.            Read more

Prove di conflitto tra Israele e Iran Berlusconi: ‘Sarebbe un disastro per tutti’

settembre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi da parte di Teheran il lancio di una tipologia di missile a lunga gittata che “potrebbe raggiungere Israele e le basi americane nel Golfo”. Intanto Ahmadinejad rinfocola le polemiche (parlando di “complotto”) dopo la scoperta del secondo impianto in costruzione per l’arricchimento dell’uranio. Da parte israeliana l’indicazione del termine utile della riunione del 5+1 (entro cui dovranno arrivare risposte plausibili dall’Iran) del primo ottobre per decidere se abbandonare la via del dialogo e “seguire altre strade”. E gli americani già analizzano le possibili soluzioni militari. «I paesi del G8 appoggeranno la politica del presidente degli Stati Uniti Obama di dare all’Iran una chance – spiega Frattini per l’Italia – ma vogliamo anche riaffermare che il tempo sta scadendo». Il giornale della politica italiana, con i suoi esperti di Medio Oriente, vi racconta come nessun altro ha saputo fare oggi, cosa sta succe- dendo. Il servizio è di Désirée Rosadi. Read more

Med&Medio Oriente. L’Iran lancia missili Armi, Italia è primo esportatore in Turchia

settembre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Finmeccanica costruirà almeno 50 elicotteri da guerra. Telespazio ha siglato un contratto da 200 milioni di dollari per realizzare il primo satellite militare turco. Ma la notizia del giorno (sulla quale torneremo più tardi con ulteriori aggiornamenti) è la nuova provocazione iraniana, che oggi dovrebbe testare anche un primo missile a lungo raggio. E ora Usa e Israele prendono seriamente in considerazio- ne l’opzione militare. La rassegna stampa di Luana Crisarà che ci porta negli ultimi sette giorni di Medio Oriente. Ogni lunedì, solo sul giornale della politica italiana. Sentiamo. Buona lettura. Read more

Michelle Obama tiene a distanza premier First lady non si fa baciare da Berlusconi

settembre 26, 2009 by Redazione · 2 Comments 

Le foto stanno facendo il giro del mondo, e il giornale della politica italiana, che è un giornale libero, sopra le parti e innamorato dell’onestà, senza compiaci- mento dato che tutto questo lede (o rappresenta la lesione de) l’immagine del nostro Paese all’estero (perchè se il Governo non è lo Stato e il presidente del Consiglio non è il capo dello Stato o comunque la sua piena identificazione, è pur sempre il nostro rappresentante e il nostro volto, oggi, fuori dai nostri confini), ve le mostra. Ecco, tratto dalla versione on line dell’importante quotidiano inglese Daily Mail, il fotoracconto dell’incontro tra la moglie del presidente americano e Berlusconi. Anche nel confronto con le foto (che pure vi proponiamo) di abbracci e baci della first lady agli altri capi di Stato e di Governo incrociati al G20, appare evidente come Michelle abbia cercato di farsi vedere (e fotografare) il meno possibile insieme al nostro premier, dal quale non si è lasciata avvicinare. E guardate lo sguardo serio di Obama, e le occhiate che lancia al Cavaliere. Lasciamo ai lettori, ovviamente, l’assoluta libertà di interpretare e trarre conclusioni dai fatti, che vi mostriamo. Eccoli. Read more

G20, gli Usa: “L’Iran viola gli accordi sul nucleare”. Sarkozy e Brown con Obama

settembre 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’annuncio da parte di Teheran della costruzione di un nuovo impianto per l’arricchimento dell’uranio. Il monito dei Grandi. Che, a Pittsburgh, decidono di fare dell’organismo allargato il centro della governance mondiale sull’economia. L’Italia su Ahmadinejad: “Dimostri la sua disponibilità”. Ce ne parla, in questo dossier sulle prime ore di vertice, Ginevra Baffigo. Sentiamo. Read more

Onu, Ahmadinejad sempre contro Israele Ma sul nucleare “apre” agli esperti Usa

settembre 24, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana annovera tra le proprie firme, lo sapete, due tra i maggiori esperti, da noi, per ciò che riguarda il mondo arabo e il Medio Oriente. E con loro racconta dall’inizio con grande precisione, attenzione e rilievo ciò che accade al di là del Mediterraneo. Chi vuole sapere cosa accade davvero tra Iran e Israele, ad esempio, o sulla questione dell’arricchimento dell’uranio a Teheran, sceglie il Politico.it. Con la stessa perizia, oggi Désirée Rosadi ci racconta l’intervento del presidente iraniano all’Assemblea generale, le polemiche e le prese di posizione delle potenze del pianeta che ne sono seguite ma, anche, dello spiraglio che sembra essersi aperto nella trattativa sul nucleare. E che il presidente Obama, autore della prima apertura al dialogo nei confronti dell’Iran, potrà cogliere al meglio. Sentiamo. Read more

L’Assemblea generale dell’Onu. Obama: “Via a una nuova era”. Gheddafi attacca

settembre 23, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Prima volta del presidente Usa a Palazzo di Vetro: “Un vero cambiamento è possibile. Quattro obiettivi: riduzione armamenti nucleari; promozione della pace; salvaguardia del pianeta; economia globale che dia più opportunità per tutti i popoli”. E poi: “La democrazia non si impone dall’esterno”. “Show” del leader libico che parla per quasi un’ora (ma su Oba- ma: “Un raggio di luce”). Frattini lo applaude. Questo e altro, nel servizio di Attilio Ievolella. Sentiamo.            Read more

Med&Medio Oriente, i fatti della settimana Afghanistan, Nato: “Più truppe o falliamo”

settembre 21, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il comandante dell’Alleanza atlantica Stanley McChristal lo ha scritto in un rapporto al segretario della Difesa Usa. “Unico modo per vincere il sostegno locale”. Si prepara intanto il vertice di domani a New York convocato da Obama con Abu Mazen e Netanyahu per rilanciare il processo di pace. E poi, gli Usa chiudono il loro carcere più grande in Iraq, la Turchia si rende disponibile ad avere un ruolo nelle trattative sul nucleare iraniano. Tutto questo e molto altro, nella rassegna stampa settimanale curata da Luana Crisarà. Solo sul gior- nale della politica italiana. Sentiamo. Read more

Ahmadinejad-Obama, prove di dialogo. Ma l’Europa frena su nucleare. E Khamenei…

settembre 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

I due presidenti sembrano avere trovato il modo di comunicare, e si lanciano vicendevolmente segnali di distensione e di apertura. Fatto abbastanza consueto - nella sua straordinarietà - per il capo della Casa Bianca, molto più straordinario in assoluto se si parla di Ahmadinejad. A rompere le uova nel paniere (si fa per dire) ci pensano l’Unione Europa, che non si fida del programma iraniano sull’energia atomica, e la solita  guida suprema che parla di “nemico” e di volontà di “approfittarne per avanzare”… Ci parla di tutto la nostra Désirée Rosadi. Read more

Obama e la riforma sanitaria: “Pubblico e privato uniti per dare l’assistenza a tutti”

settembre 10, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il presidente lo sa, i sondaggi che lo danno in calo stanno lì a dimostrarlo: su questa partita Barack Obama si gioca tutto, vivere o morire. Ma il piglio con cui oggi si è rivolto al Congresso e alla nazione, in un discorso con il quale ha chiesto alla politica americana di fare un passo indietro e di ricordare che “può succedere ad ognuno di noi” di rimanere senza copertura assicurativa e quindi di non potere accedere alle cure, è quello di chi questa partita la vuole vincere, e allora l’affronta con la mente sgom- bra da retropensieri e il coraggio di chi crede che ciò che sta proponendo valga più di ogni altra cosa, e dunque anche (soprattutto) più di qualsiasi calcolo sul proprio futuro politico. Il discorso di Obama di oggi nel servizio di Attilio Ievolella. Non perdetelo. Read more

***L’opinione delle grandi firme***
L’ITALIA VISTA DAGLI USA
di PAOLO GUZZANTI

luglio 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Contributi e riflessioni, abbiamo detto. La seconda è dell’ex vicedirettore del “Giornale”, che si trova negli Stati Uniti dove è in visita con la Nato. Guzzanti ci racconta come si vede il nostro Paese da laggiù. Un altro pezzo da non perdere, solo sul giornale della politica italiana. Buona lettura. Read more

***I contributi della politica***
OBAMA HOMO LAICUS
di ANDREA SARUBBI*

luglio 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Domenica. Il giornale della politica italiana ospita contributi e riflessioni. Apriamo con questo pezzo come sempre interessantissimo e molto utile al dibattito del deputato del Partito Democratico ed ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine” sul tema dei diritti civili e in particolare delle persone di orientamento omosessuale. Sarubbi affronta la questione - a partire dal “pretesto” del presidente americano - con l’equilibrio e la saggezza tipica di un esponente laico del mondo del cattolico. Ovviamente propone opinioni, discutibili come tutte e che il Politico.it, tribuna aperta e libera, non fa proprie come nessun’altra. Ma vi invitiamo a leggerle con grande attenzione. Buona riflessione. Read more

Obama in Africa: “Il futuro del continente è vostro”

luglio 11, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Grande approfondimento del giornale della politica italiana sulle giornate del presidente americano in Ghana 52 anni dopo Martin Luther King: “Non siete separati dal mondo. Potete cambiare tutto. La storia sta voltando pagina: yes you can”. Un pezzo da non perdere, firmato Ginevra Baffigo. Read more

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