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***La sferzata***
NELLE AZIENDE PUBBLICHE D’ORA IN POI SOLO I MIGLIORI
di CRISTIANA ALICATA

agosto 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La sinistra smetta di considerarle a disposizione dei propri amici e delle proprie (più o meno “legittime”; ma politicamente, comunque, illegittime) clientele elettorali. Perché, intanto, se ciò non accadrà arriverà il momento in cui persino l’argine sull’acqua – e comunque, prima, per tutti gli altri servizi – verrà fatto saltare. E poi perché il pubblico è come se fosse la spina dorsale della nostra nazione: se ci abituiamo a tenerla piegata, non riusciremo più, a lungo andare, a “camminare dritti”. Il discorso vale naturalmente a maggior ragione con la scuola, l’università e la ricerca, motore della costruzione del futuro. La giovane scrittrice romana rompe un’ipocrisia trentennale sferzando, appunto, il Pd a compiere, finalmente, se stesso. di CRISTIANA ALICATA Read more

Diario politico. Se ognuno pensa per sé(? Rivolta degli studenti contro ddl Gelmini “Meno soldi, negato il diritto allo studio” Bersani sale sui tetti da leader socialista Ma dov’è tema del merito da introdurre? E il Cdx prosegue dritto per la sua strada Così chi lo fa(rà) (mai) il bene del Paese?

novembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Tutti al loro posto. Tutti contenti. La destra fa la destra, la sinistra fa la sinistra. E intanto l’Italia va allo scatafascio. Il governo si appresta a varare una riforma (?) dell’università in piena coerenza con l’impostazione dei precedenti interventi su istruzione e cultura: minore accessibilità, minore diffusione, la (ri)creazione di privilegi e dunque nessun contributo alla crescita del Paese. Anzi. L’opposizione si rintana nella propria dimensione (anti)storica e difende il sistema universitario così com’è, con i suoi (altri) privilegi e inefficenze. Come un vero sindacato. Ciò che il giornale della politica italiana scrive questa sinistra si assume la (ir)responsabilità di fare da tempo. Con Bersani. Ma non è ciò che serve all’Italia. Ciò che emerge nel dibattito pubblico della giornata di oggi è, così, ancora una volta, il contorno: le “violenze” degli studenti, ovviamente inaccettabili, ma che restano appunto (a)i margini del merito della discussione. Che non decolla proprio perché alla ricetta castale della destra non viene contrapposta la risposta onesta e responsabile e nell’interesse della nazione che sarebbe, invece, dovere del Partito Democratico avanzare. Il sindacalismo del Pd di Bersani è del tutto ininfluente e perfettamente in linea con il cliché, per cui (giustamente) non interessa a nessuno. E, semmai, offre al ministro Gelmini l’assist per parlare di «strumentalizzazione» degli studenti, che meriterebbero una difesa che fosse più in linea con i loro reali interessi. Perché il Paese in cui ciascuno tira la coperta dalla propria parte è un Paese che non può dormire sonni tranquilli – nemmeno nelle sue fasce più protette, sempre più sole (anche se) al “comando” (e senza “truppe”, lo diciamo assumendo – per un momento – il loro punto di vista di parte, non si vince alcuna battaglia) e in cui chi oggi è scoperto resta scoperto, e vedrà aumentare le proprie fila di qui agli anni a venire. L’Italia merita altro. I giovani meritano altro. Una nuova politica, che faccia finalmente il bene del Paese e non di una delle sue parti. All’interno, infine, il racconto della giornata politica-politicante firmato Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. Sviluppo economico (di?) Si comincia discutere mozione di sfiducia Allora Silvio nomina Romani neo-ministro Così il conflitto di interessi è una guerra La sensazione che non ci creda nessuno Se è così meglio presidente lasci subito

ottobre 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. 154 giorni di attesa, e la montagna partorisce il topolino. Il nuovo ministro per lo Sviluppo economico è l’ex sottosegretario con delega alle Comunicazioni, ex dirigente delle collegate Fininvest/Mediaset e uomo di fiducia del premier per la televisione. La scelta prediletta da Berlusconi, ma per assicurarsi che nessuno metta le mani (anzi) nel suo vaso di marmellata. Una scelta che da questo punto di vista è esplosiva: il conflitto di interessi prodotto dal (lungo) interim di Silvio è confermato per delega. Ma è assolutamente di basso profilo per ciò che riguarda il ruolo strategico del dicastero per il Paese. E la ragione per cui si è arrivati ad una conclusione di questo tipo è duplice: da un lato Berlusconi tenta da mesi di individuare un candidato di peso, salvo ricevere una serie di no (da Montezemolo a Marcegaglia passando per Luisa Todini). E questo dimostra che la responsabilità è una bandiera facile da declamare ma meno facile da impugnare ed agitare. Ma anche che la co-responsabilità in un’impresa a rischio chiusura è un fardello che nessuno si vuole caricare. Dall’altro la fragilità della maggioranza è quella che ormai conosciamo e di fronte alla prospettiva di un voto di sfiducia all’interim tenuto finora, per il quale era cominciata proprio ieri la discussione in aula, Berlusconi ha preferito non far rischiare il governo. Se la linea è questa, se non c’è – per ragioni interne e “ambientali” – la possibilità di rilanciare, come il giornale della politica italiana incalza il presidente del Consiglio a cercare di fare – anche proprio per risolvere i propri, problemi – allora la stabilità e la prosecuzione della legislatura diventano un disvalore ed è molto meglio che Silvio rassegni le dimissioni e si torni – magari dopo avere cambiato la legge elettorale – alle urne. Il racconto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Brancher, ok(?) Ma Sviluppo economico? Lungo interim di Silvio nonostante la crisi Tra chi si gioca ora la partita della nomina

luglio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’autoreferenzialità della nostra politica – e, dispiace rilevarlo, in particolare del governo e, quindi, del suo presidente del Consiglio – è dimostrata efficacemente (è proprio il caso di dirlo?) da questa storia. Lasciamo pure da parte le reali motivazioni dell’assegnazione dell’ufficiale di collegamento tra Berlusconi e la Lega all’Attuazione del federalismo. Si tratta comunque della scelta di un nuovo ministro. Perché (naturalmente la domanda è retorica) allora non procedere con la designazione, urgente, del successore di Scajola alla guida del discastero-chiave per uscire strutturalmente dalla crisi? La messa in sicurezza dei conti, certo. Ma, come abbiamo avuto modo di ripetere più volte, se alla rimessa in pari del bilancio non si accompagnano interventi strutturali per rimettere in moto la nostra economia tra qualche tempo saremo punto e accapo. E non solo appunto non si fa ma il ministero preposto viene lasciato, di fatto, senza guida. Per non parlare del conflitto di interessi del presidente del Consiglio. Autoreferenzialità della nostra politica, ma anche del resto della stampa: di tutto questo non parla più nessuno, lasciando Berlusconi dormire sul comodo (per lui) guanciale dello Sviluppo (?) economico. Ci pensa allora il giornale della politica italiana, almeno a rimettere in circolo questo tema, raccontando, con Francesco Tempesta, su quali nomi, comunque, si finirà per puntare al momento – quando la maggioranza si deciderà – di fare la nomina. Francesco Tempesta dunque. Sentiamo. Read more

Diario politico. Se Casini rompe gli indugi Cesa: ‘Oggi azzerati gli incarichi nell’Udc’ Pier: “Sì, nascerà il Partito della Nazione” Ecco spiegato il silenzio post-Regionali
E Fini ora su governo di salute pubblica?

maggio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ama la politica vera. E nella partita a scacchi che il leader centrista sta giocando da prima delle Regionali di tutto questo sembra esserci poco. Tuttavia la nascita di un partito (di cui peraltro abbiamo scritto noi per primi) che ha l’ambizione di scardinare il bipolarismo – che, al contrario, il nostro giornale considera necessario per la modernizzazione del Paese – merita l’attenzione che gli dedichiamo. Casini che dunque comincia a sciogliere l’Udc per dare vita, nei prossimi giorni/settimane, al Partito della Nazione. Che coinvolgerà presumibilmente i libdem all’amatriciana di Rutelli. E che originariamente – sin dal nome – era stato pensato per piacere al presidente della Camera. Alcuni osservatori si chiedevano a cosa preludesse l’assenza dal dibattito pubblico del leader Udc dopo il voto di marzo; ora lo sappiamo. Ora noi ci chiediamo che cosa possa significare il silenzio di Fini di fronte alla proposta, evidentemente combinata a questo nuovo passo, di Casini, di ieri, di un «governo di salute pubblica». Ovvero una grande ammucchiata che o preluda all’apertura di trattative a destra e a sinistra per le alleanze in vista del 2013, oppure favorisca proprio la nascita del Pdn, passo successivo al ritorno al centro del baricentro della politica italiana e alla partecipazione alla grosse koalition e magari all’esecutivo di chi poi ci dovrebbe stare. E Monteze- molo sarà in prima persona della partita? Sapremo nelle prossime ore. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

7giorni. Berlusconi, Montezemolo, Napolitano ed elezioni M. Adinolfi

ottobre 8, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione Franceschini al congresso, apre il day after la decisione della Consulta. Ed è, ovviamente, una puntata “monografica” dedicata a questo e, in particolare, alle reazioni e alle implicazioni della sentenza. Per Berlusconi è l’inizio del tramonto, scrive Adinolfi, e non potrà prendersela con Napolitano (che, punto tre, «ogni tanto può rinviare una legge alle Camere e rifiutare la firma»). Le elezioni anticipate sono le Regionali, possibile «25 luglio» del premier, a patto che il Pd si allei con l’Udc in Piemonte, Lazio e Puglia (anche a costo di «convincere qualche governatore a farsi da parte»). Cinque: Alfano e le sue dimissioni respinte da Berlusconi, sei, Casini e il ritorno di “Pier”, sette Montezemolo e le ambizioni di premiership. Buona lettura. Read more

Diario politico. Berlusconi: “Vado avanti” Attacco a Napolitano. Il Pd: ‘Inaccettabile’

ottobre 8, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Carmine Finelli. Dopo la sentenza della Corte, esplode il dibattito politico. Il premier: “Undici giudici di sinistra. E il capo dello Stato si sa da che parte sta”. Il Quirinale: “Con la Costituzione”. Di Pietro sulla sentenza: “Ora Berlusconi si dimetta”. I Democratici: “Si faccia giudicare”. Nel pomeriggio era stato Bossi ad infiammare la vigilia parlando di “trascinare il popolo” in caso di bocciatura della legge. In serata calca la mano: “Facciamo la guerra”. L’opposizione: “Irresponsabile”. Il racconto.            Read more

Esclusivo. Il piano Usa per fare cadere Berlusconi di P. Guzzanti

settembre 11, 2009 by Redazione · 9 Comments 

Clamoroso nuovo scoop dell’ex vicedirettore de “il Giornale” per il giornale della politica italiana. Il motivo? Il premier è diventato il maggior fornitore di denaro per la Russia. Le grandi manovre sono cominciate, il partito a tre punte Fini Casini Montezemolo affila le armi e Berlusconi minaccia elezioni anticipate e il ricorso al suo popolo, che è in crescita malgrado il martellamento mediatico. La più difficile crisi della seconda Repubblica è alle porte. Ecco gli elementi per capire. Read more

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