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Sì, il ministro Meloni lo ha (già) capito (?) Le “politiche giovanili” (come le culturali) hanno senso come costruzione di futuro Dell’intero Paese e quindi di suoi giovani (Vero) ministro ad hoc(?) è pres.del Cons.

marzo 8, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Quando Pippo Civati, riprendendo uno spunto del giornale della politica italiana, al veltroniano Lingotto-2 del mese scorso fece notare che i protagonisti del Risorgimento – al quale tutti, in occasione della ricorrenza della nostra (?) Unità, fanno riferimento – erano giovani, si sentì rispondere che, sì, però nell’800 morivano anche prima. Come a dire che, avendo più tempo davanti, oggi si può cominciare ad essere protagonisti anche un po’ più tardi. Al di là della possibile (da un certo punto di vista, è sperabile) pretestuosità della risposta, vi si legge la concezione personalistica della nostra politica che ha questa politica autoreferenziale di oggi per cui lo scopo non è fare il bene del Paese, costruire il suo futuro, ma decidere – personalisticamente, appunto – a chi va il potere, che ne è il fine. La stessa concezione personalistica che richiamavamo stamane parlando delle donne: per cui molti uomini (ché loro, oggi, sono al potere e poiché le donne hanno il polso del valore decisivo della propria “metà” di contributo) concepiscono la questione femminile meramente come una questione di potere, ovvero quanti posti dai a me e quanti te ne tieni per te, quando invece è in gioco la maturità e la completezza (di sensibilità e di visione) di una politica che sia così in grado di preparare degnamente il domani. Perché il fine è, appunto, questo e non il potere, “semplice” strumento. Per la stessa ragione è impolitico considerare i giovani una categoria, così come i beni culturali. Nel secondo caso il giornale della politica italiana ha modo di raccontare ogni giorno la propria concezione: la cultura è la chiave per salvare e rifare grande questo Paese, e non ha alcun senso relegarla a comparto (nemmeno tanto rilevante) dell’azione di governo, quando è la chiave di volta di qualsiasi azione di governo che voglia restituire alla nostra nazione il posto che le compete nel mondo. E, appunto, nella (ri)generazione di cultura (stessa), e non (più) tanto nella conservazione dell’eredità del passato (che ci fu lasciata da altri italiani! Perché non dovremmo poterla (ri)generare oggi? Su questo, un punto comunque non piano e scontato, torneremo). Di più facile comprensione è il valore “generale” dei giovani: se la politica è la costruzione del futuro – quale è - e i giovani sono ad un tempo una parte di coloro che lo vivranno e quelli che vi sono più “vicini”, e che dunque meglio lo possono immaginare e realizzare in un modo che sia tanto più efficace e, appunto, “futuribile” – lungimirante – oltre ad avere quella marcia in più rappresentata dalla freschezza della gioventù che è la vera ragione per cui il Risorgimento non l’hanno fatto degli ottantenni (quali coloro che oggi ci governano), quanto sarebbe miope concepire le cosiddette “politiche giovanili” come se non fossero la politica nel suo complesso, come se lavorare per i giovani non significasse, in realtà, lavorare alla costruzione dell’(Intero) futuro - possibilmente attraverso l’impegno dei giovani stessi – e dunque fare politica tout court? L’invenzio- ne delle “politiche giovanili”, così come quella delle “politiche culturali”, è l’invenzione di una (classe) politica che non è più tale, che non ha più nulla da dire. E infatti coincide con l’inizio del declino dell’Ita- lia. Mettiamo da parte le “politiche”, e ricominciamo a fare politica. Ovvero a costruire il futuro del Paese. Read more

***L’intervento***
SI’, LA VERA EMERGENZA E’ LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE (NON RUBY E FINI)
di MARIANNA MADIA*

febbraio 3, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Come abbiamo visto ieri, «quasi un terzo dei giovani non studia e non lavora». E dai giovani dipende l’Italia del futuro, che sarà sulle loro spalle. Se, oltre a non lavorare e a non costruirsi una pensione – non è il solo problema – molti di loro non gettano basi per il loro domani “attivo”, anche il domani del nostro Paese è in pericolo. Continua la narrazione del giornale della politica italiana sui giovani. Giovani dai quali, soli, può partire la scossa per la salvezza e il rilancio dell’Italia, così come l’Egitto rinasce grazie ad una popolazione dall’età media imbarazzante (per noi) – 24 anni! – mentre noi rimaniamo appesi al presidente del Consiglio e alle nostre amenità – mentre il Paese va a picco – a causa della nostra gerontocrazia, dell’eccessivo squilibrio di potere tra giovani e vecchi. Mentre molti altri grandi quotidiani si occupano della politica politicante, il Politico.it è il giornale della politica vera, quella fatta di scelte concrete per il futuro dell’Italia. Dopo il grido d’allarme del nostro direttore, che evidenzia come le politiche giovanili, oggi, altro non debbano essere che politiche per la costruzione del futuro dell’Italia, tocca alla deputata Democratica rilanciare il tema. Lo fa annunciando un’interro- gazione parlamentare per chiedere al governo se intende fare qualcosa. di MARIANNA MADIA* Read more

***L’appello***
LE DONNE DEL PDL ROMPANO IL SILENZIO
di MARIANNA MADIA*

gennaio 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le “feste” a casa di Berlusconi sono riconducibili ad un sistema che, sulla base della “reazione” (anti)culturale prodotta dalla televisione del presidente del Consiglio in questi trent’anni si fonda sull’adesione (involontaria, in quanto inconsapevole) a tutto questo di una parte delle stesse donne (e di padri e fratelli come fiancheggiatori dei suoi fautori). Si rafforza, in questa chiave, la certezza che questo Paese ha bisogno di conoscere quella rivoluzione culturale che – in tempi nemmeno troppo lunghi, grazie (anche) alla televisione e ad una politica italiana che faccia di questo il perno, la chiave, le fondamenta del proprio progetto per la costruzione del futuro – liberi l’Italia, non, da Berlusconi, ma (appunto) dalle proprie (auto)limitazioni (storiche e più recenti). In vista di tutto ciò, la giovane deputata del Pd prova comunque a suscitare una (prima) reazione in donne (ma vale anche per gli uomini: non si tratta di una battaglia femminista, ma di civiltà) che definisce «complici», se questa non avverrà, di chi ha ordito e sfrutta tutto questo. di MARIANNA MADIA* Read more

Diario politico. Se ognuno pensa per sé(? Rivolta degli studenti contro ddl Gelmini “Meno soldi, negato il diritto allo studio” Bersani sale sui tetti da leader socialista Ma dov’è tema del merito da introdurre? E il Cdx prosegue dritto per la sua strada Così chi lo fa(rà) (mai) il bene del Paese?

novembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Tutti al loro posto. Tutti contenti. La destra fa la destra, la sinistra fa la sinistra. E intanto l’Italia va allo scatafascio. Il governo si appresta a varare una riforma (?) dell’università in piena coerenza con l’impostazione dei precedenti interventi su istruzione e cultura: minore accessibilità, minore diffusione, la (ri)creazione di privilegi e dunque nessun contributo alla crescita del Paese. Anzi. L’opposizione si rintana nella propria dimensione (anti)storica e difende il sistema universitario così com’è, con i suoi (altri) privilegi e inefficenze. Come un vero sindacato. Ciò che il giornale della politica italiana scrive questa sinistra si assume la (ir)responsabilità di fare da tempo. Con Bersani. Ma non è ciò che serve all’Italia. Ciò che emerge nel dibattito pubblico della giornata di oggi è, così, ancora una volta, il contorno: le “violenze” degli studenti, ovviamente inaccettabili, ma che restano appunto (a)i margini del merito della discussione. Che non decolla proprio perché alla ricetta castale della destra non viene contrapposta la risposta onesta e responsabile e nell’interesse della nazione che sarebbe, invece, dovere del Partito Democratico avanzare. Il sindacalismo del Pd di Bersani è del tutto ininfluente e perfettamente in linea con il cliché, per cui (giustamente) non interessa a nessuno. E, semmai, offre al ministro Gelmini l’assist per parlare di «strumentalizzazione» degli studenti, che meriterebbero una difesa che fosse più in linea con i loro reali interessi. Perché il Paese in cui ciascuno tira la coperta dalla propria parte è un Paese che non può dormire sonni tranquilli – nemmeno nelle sue fasce più protette, sempre più sole (anche se) al “comando” (e senza “truppe”, lo diciamo assumendo – per un momento – il loro punto di vista di parte, non si vince alcuna battaglia) e in cui chi oggi è scoperto resta scoperto, e vedrà aumentare le proprie fila di qui agli anni a venire. L’Italia merita altro. I giovani meritano altro. Una nuova politica, che faccia finalmente il bene del Paese e non di una delle sue parti. All’interno, infine, il racconto della giornata politica-politicante firmato Ginevra Baffigo. Read more

***Il sondaggio***
BRUNETTA IL PIU’ AMATO TRA I MINISTRI (BONDI IL PIU’ OSTEGGIATO)
di LUIGI CRESPI

novembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il dato è rilevante soprattutto nella sua interpretazione: il ministro della Pubblica amministrazione è il membro dell’esecutivo che ha mostrato di avere le idee più chiare, e che ha dato la sensazione di incidere con maggior forza sullo status quo. Bene o male, in realtà, nella chiave di stabilire le ragioni di questa predilezione da parte degli italiani importa poco. Ciò che conta è che i nostri connazionali confermano di aspirare ad un ritorno ad una (nostra) politica lungimirante, che abbia un progetto, noi diciamo: organico e complessivo per il futuro dell’Italia. E che metta in atto senza tentennamenti. A costo anche di chiedere qualche sacrificio. Purché tutto questo – ovviamente – venga fatto nell’interesse del Paese. Un Paese che non può più aspettare – ha bisogno che gli sia data una rotta; e il Politico.it indica ogni giorno quella più alta e che, a nostro modo di vedere, può dare i frutti maggiori – o si condanna con le sue stesse mani. di LUIGI CRESPI Read more

Diario politico. Adesso parliamoci chiaro Così Bossi: ‘Sono porci questi romani’ (?) E il Pd: “Mozione di sfiducia individuale” Ma Bagnasco: ‘Ora basta perdere tempo’ Italia o riparte ora (e può tornare grande) o supera punto di non ritorno del declino

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Ci vuole ancora una volta il presidente del- la Cei, per riportare la nostra politica autoreferenziale di oggi dentro i confini della realtà. Il ministro per le Riforme, invece di predisporre le riforme, insulta gli italiani. Il Pd, invece di preparare e lanciare i suoi progetti per il futuro dell’Italia, si preoccupa di rintuzzarlo. Una risposta era necessaria, ma può questo terreno folle («SPQR non significa “Senatus Populusque Romanus” ma “sono porci questi romani”», come alle elementari dice il Senatùr) essere il solo sul quale si muovono la maggioranza e l’opposizione della politica, la Politica del nostro Paese? Non può. E non tanto per ragioni di decenza (che pure si confanno alle nostre istituzioni) quanto perché non ce lo possiamo permettere. L’Italia, il giornale della politica italiana lo ha scritto ancora una volta per primo, si trova di fronte ad un bivio al quale non può più sfuggire tentennando in mezzo alla strada. Deve scegliere. Se continua così, imbocca la strada che scende verso il basso, ed è quella di un declino inarrestabile che renderebbe strutturali le attuali condizioni di crisi economica e, progressivamente, ci renderebbe tutti (molto) più poveri. Un declino dal quale non si potrebbe uscire – ammesso che i nostri conti possano reggere – se non con molta difficoltà e molto tempo. Una Grande (?) Depressione all’italiana, che durerebbe anni, decenni, e segnerebbe la fine – ma non nel senso auspicato dalla Lega – del nostro Paese. Ci dispiace essere così duri, ma la realtà è questa. E, d’altra parte, non è appunto questo il nostro domani. Se, infatti – al contrario – la politica italiana torna IMMEDIATAMENTE a lavorare, concependo un’idea di futuro e mettendola in campo con un’azione coraggiosa – la trasformazione della nostra economia in una economia della produzione d’eccellenza e delle idee, facendo dell’innovazione la nostra stella polare, con rivoluzione a cascata per università, ricerca e scuola, e possibili soluzioni per il problema della mancanza (di continuità) di lavoro attraverso il supporto della formazione permanente – non solo ci salveremo, ma torneremo tra i grandi e potremo conoscere – se continueremo poi su quella strada, non sedendoci più sugli allori come avvenuto al contrario nella parte finale dei cinquant’anni che ci lasciamo alle spalle – decenni di sviluppo. Per noi, oggi, non c’è via mediana. O tutto, o niente. Perché siamo ad un passo dal baratro, ma abbiamo le risorse, se lo evitiamo (e dobbiamo, appunto, farlo subito) per ritornare grandi. Ora o mai più. E’ proprio il caso di dirlo. E’ quello che dice, in buona sostanza, anche Angelo Bagnasco. Del quale il Politico.it sottolinea ancora una volta l’onestà e la responsa- bilità, e il grande amore per l’Italia. Oggi è lui, insieme alla leader degli Industriali, la più autorevole voce della politica italiana. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli. Read more

Ministro, faccia ora presentar questo ddl per far incidere i giovani nelle decisioni Nascerà così il ‘sindacato’ degli under 35 Intervista a De Napoli: “Serve il/al Paese”

luglio 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale dei giovani. In quanto persone a cui – cicli- camente – le generazioni precedenti consegneranno il nostro Paese. Onestà e responsabilità significa agire perché ogni successiva “ondata” di giovani possa stare sempre meglio. E dunque (far) stare meglio l’Italia. Un principio condiviso dal “nostro” presidente del Forum Nazionale dei Giovani, attualmente la principale piattaforma di rappresentanza dei giovani nel nostro Paese. «I giovani sono il presente, oltre che il futuro. Perché è attraverso il loro impegno e l’impegno per loro che (ci) si impegna per il Paese». In questa chiave De Napoli e gli oltre 4 milioni di italiani con meno di 35 anni che il Fng oggi rappresenta avanzano una proposta: istituire il Consiglio Nazionale dei Giovani, ovvero un organo ufficialmente riconosciuto di rappresentanza giovanile nel nostro Paese. Un interlocutore istituzionale per il governo e non solo. Un attore, in realtà, più che un interlocutore, che porti l’esperienza e la competenza – e la responsabilità – giovanile nelle decisioni sul futuro dell’Italia (attraverso il presente). Come un sindacato, appunto. O come Confindustria. Solo, fatto dai giovani. Tutti. Di qualunque colore. E dunque in grado di agire, per una volta, nel solo interesse del Paese. Il giornale della politica italiana dà spazio, attraverso questo colloquio con il suo portavoce, al progetto dell’attuale Forum. E lancia un appello a Giorgia Meloni: lasci perdere le “comunità giovanili”, e cominciamo ad occuparci dei giovani. Sul serio. L’intervista, all’interno, è di Carmine Finelli.           Read more

Ma per cos’è scoppiata la rissa in aula (?) (Ora) scopriamo contenuti del ddl Meloni Mussolini: ‘Milioni alle ‘sue’ associazioni’

luglio 8, 2010 by Redazione · 5 Comments 

12 milioni di euro destinati a fantomatiche “comunità giovanili”. Ma le vere finalità sono «politiche». Parola non di Barbato ma della deputata Pdl. Secondo il j’accuse della Mussolini i fondi andrebbero a gruppi di destra. L’intento, non dichiarato, sarebbe di favorire propaganda e proselitismo. Un altro tassello della strategia della maggioranza per imporre o, a questo punto, consolidare e radicare la propria egemonia culturale. Dunque soldi pubblici usati per finalità, più che “politiche”, di parte. Fin qui il dibattito pubblico. Ma il giornale della politica italiana è un giornale onesto e responsabile. E come sapete non ama limitarsi a registrare il ronzio di fondo della nostra politica autoreferenziale. Siamo allora andati a vedere cosa prevede nel dettaglio il ddl Meloni. E, adesso, ve lo raccontiamo. di GIULIA INNOCENZI Read more

Sondaggi, osservatorio Crespi di giugno Carfagna nuova “regina” dei ministri FOTO: Nel nostro Paese funziona così Berlusconi inverte il trend negativo

giugno 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Il ministro per le Pari opportunità, prima per preferenze alle Regionali in Campania (dove, come previsto, ha poi rinunciato al proprio scranno), da oggi è anche il membro dell’esecutivo più amato dagli italiani. Raggiunge Tremonti e Brunetta, e scalza Maroni, penalizzato dalla propria decisione di non partecipare alla parata del 2 giugno. La scelta della foto è (anche) il nostro commento. In compenso il Paese non cede alla demagogia: anche Calderoli, con il suo uno-due della proposta per la riduzione (molto simbolica) degli stipendi dei parlamentari e della richiesta agli azzurri in Sudafrica di rinunciare agli eventuali premi per la vittoria (che Cannavaro e compagni scelgono, di tutta risposta, di destinare – nel caso – alla Fondazione per il 150° anniversario della nostra Unità), perde due punti e scende. Tendenze opposte (si fa per dire) per il presidente del Consiglio (ma si attende il contraccolpo per l’approvazione del ddl intercettazioni) e per i due maggiori partiti: Pd e Pdl tornano a guadagnare. I Democratici sottraggono qualcosa ad Idv che crolla, probabilmente, scrive Crespi, come sempre ci illustra in prima persona i dati (con le tabelle, all’interno), per il caso sollevato dal Corriere intorno alla moralità dell’ex ministro. Read more

Diario politico. Sono matti da Lega(re) (?) Test d’italiano per commercianti stranieri Oltre l’obbrobrio, ad Adro con i “nostri” Da Pd grande, giusto sdegno antirazzista Ma (solo così) i voti vanno al Carroccio Stare dalla parte anche dei poveri italiani

aprile 23, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Mentre Bossi recita il de profundis del federalismo e, con esso, della legislatura salvo poi farsi rassicurare dal premier (che però non può stare altrettanto tranquillo), i suoi uomini si sguanzagliano in Parlamento e sul territorio per promuovere l’avanzata (politica, perché culturale) leghista. Il caso, inaccettabile, dei bambini lasciati a pane e acqua nel (e dal) comune del bresciano (naturalmente guidato da una camicia verde) perché i loro genitori non avevano pagato la retta della mensa, si trasforma ben presto in una schermaglia (tra poveri) italiani-extracomunitari. Nel collegamento di ieri di Annozero è andato in onda uno “spettacolo” (si fa per dire) che dovrebbe però redarguire chi liquida il problema con facilità: da una parte c’erano gli stranieri, idealmente rappresentati dal Partito Democratico; dall’altra gli italiani, pressoché compatti, ad applaudire il sindaco leghista. Oggi poi una deputata della Lega, Silvana Comaroli, presenta alla Camera un emendamento che istituirebbe un test obbligatorio di italiano per le persone di provenienza extracomunitaria che vogliono aprire un’attività commerciale nel nostro Paese. Anche qui, un grande turbinio di dichiarazioni e attacchi e prese di distanza; ma in un ideale nuovo collegamento di Annozero con una strada qualsiasi del nostro Paese (soprattutto al nord, ma non solo), in cui convivono attività commerciali condotte da stranieri e attività commerciali condotte da italiani la scena sarebbe più o meno la stessa di ieri. Con, magari, l’aggiunta dei cittadini che si servono di quegli esercizi, naturalmente anche loro schierati con la deputata leghista. Il Pd, come tutte le altre forze sane della politica italiana, fa bene ad indignarsi di fronte alle “scelte” della Lega che, al di là di ciò che stiamo per dire, hanno un chiaro sfondo razzista. Ma l’indignazione non fa presa sull’italiano medio, che chiede risposte concrete alle proprie difficoltà economiche e sociali, difficoltà che ha, oggettivamente o meno – piaccia o meno – anche in rapporto ai flussi immigratori. E la politica del «si deve» non consente di tornare a vincere al Nord, né tanto meno di scongiurare il rischio-razzismo e favorire l’integrazione. Le forze oneste e responsabili di questo Paese devono saper coniugare la denuncia e l’indicazione della strada da percorrere con la conoscenza del disagio e l’offerta di vicinanza e risposte anche e forse anche prima agli italiani. Solo così potrete sperare, cari Democratici, che prima o poi anche loro vi seguano su quella strada – dell’accoglienza, della condivisione, della fratellanza – che gli avete indicato, abbandonando, a quel punto, quella leghista. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Il ritorno del Parlamento? Dice no alla caccia selvaggia tutto l’anno Pure ad arbitrato in caso di licenziamento E no alla causa civile per morti d’amianto Triplo stop ad errori (gravi) del governo C’è già lo zampino (della svolta) di Fini(?)

aprile 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Mentre tutti si occupano della partita a scacchi all’interno del Pdl – su cui ragionere- mo domani, giorno dell’attesa direzione nazionale – il giornale della politica italiana sceglie di sottolineare la ripresa della (piena, e libera) attività legislativa della Camera proprio nei giorni della ribellione del suo presidente. Il primo atto è la limitazione dei danni nell’estensione della stagione venatoria, che sarà accresciuta di una sola settimana a febbraio: un compromesso che trova il “no” della Lega ma incontra il favore di tutte le forze oneste e responsa- bili. Anche se su questo tema, lo abbiamo scritto nei giorni scorsi, le logiche trascendono dal solito in quanto coinvolgono il ruolo di lobbies e sollecitano sensibilità che prescindono dalle disposizioni politi- che pure. Ma si tratta comunque di una scelta libera e indipendente e, anzi, consentita dalla decisione del governo di rimettersi al volere del Parlamento dopo i primi no di trenta deputati del Pdl (va detto, traversali alle anime e, ora, alle correnti). Il secondo stop (indiretto, in questo caso: l’emendamento è stato presentato dal relatore di maggioranza in “accordo” con l’esecutivo) al governo nasce dall’indicazione delle parti sociali e dal rinvio alle Camere del provvedimento da parte del presidente della Repubblica: in caso di licenziamento senza giusta causa, non sarà possibile eludere il giudizio di magistrati e dunque saranno ancora garantite le prerogative dei lavoratori in base anche al loro statuto e all’articolo 18. Il terzo “no” (ancora della Commissione Lavoro della Camera sempre sul dl omnicomprensivo respinto da Napolitano) è all’emendamento del governo che voleva ridurre le responsabilità degli ammiragli per i casi di esposizione da amianto sulle navi di Stato al solo livello civile, escludendo il penale. Dunque un’altra scelta a garanzia di persone più deboli e vittime di un’ingiustizia. Tre “no”, dunque, che correggono scelte sbagliate da parte del governo. Manca ancora la proposta, la visione e la progettazione del futuro dell’Italia. Ma il compito della sintesi spetta ai partiti. Intanto ecco il grande ritorno del Parlamento. Che battendo un colpo restituisce, seppure per ora solo per un giorno – vedremo il prosieguo – la politica vera, fatta di scelte giuste e concrete, al nostro Pae- se. In tutto questo, quanto abbia pesato l’esempio e anche l’implicito “rompete le righe” dovuto alla liberazione (è proprio il caso di dirlo) da parte di Fini e alla prospettiva di una possibile fine anticipata della legislatura (peraltro ancora in campo), non è facile dirlo con precisione. Ma l’impressione è che abbia pesato. Eccome. La svolta del presidente della Camera, come il giornale della politica italiana ha scritto nei giorni scorsi, ha dunque già cominciato a dare i propri frutti. Sta ora a Fini, giostrando al meglio apertura alla cultura politica dell’anima berlusco- niana ed esercizio del proprio potere contrattuale proprio in Parlamento – nient’altro quindi che una sana opera di mediazione – dare loro un seguito, fare la propria parte per consolidare la (ri-trovata) democrazia nel Pdl. E anche nella nostra politica e quindi nel Paese. Il racconto, all’interno, di Finelli.

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Diario. Pd pensa come noi (no viceversa) “Protezione civile, immunità ai processi” Berlusconi: “I programmi Rai? Solo pollai”

febbraio 10, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. La notizia è quella che vi abbiamo dato nel pomeriggio. Là dove i giudizi si intersecano è nel sospetto che la norma che prevede l’improcessabilità per i commissari ai rifiuti della Campania – di per sé un vulnus ulteriore alla “legge uguale per tutti” – possa essere il primo passo verso l’introduzione di una più generale immunità per i responsabili della Protezione civile, compresi quelli coinvolti nello scandalo emerso oggi. E’ il tema centrale – su cui sentiamo le parole di Franceschini – di una giornata che è cominciata appunto con il “caso Bertolaso”, rispetto al quale vi diamo conto di tutte le reazioni della nostra politica. Ma che è proseguita con il presidente del Consiglio “a cuore aperto” su pentiti («Inaccettabile che dipendenti dello Stato mi impediscano di governare») e stop all’informazione del servizio pubblico negli ultimi trenta giorni di campagna elettorale per le Regionali, ovvero i due temi caldi, invece, degli ultimi giorni. Ultimo spunto, il Giorno del Ricordo, la giornata voluta da Napolitano per ricor- dare le vittime delle foibe. Il racconto. Read more

Diario politico. Processo breve. Ma nella maggioranza si scontrano falchi-colombe

novembre 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Dovrebbe essere il giorno della presentazione al Senato del ddl che prevede la limitazione a sei anni dei procedimenti. Una proposta, concepita dall’avvocato di Berlusconi Ghedini (“presidente” della “consulta” interna al Pdl, di cui vi avevamo raccontato, e su cui magari torneremo), che non piace ad una parte del Popolo della Libertà e alla Lega, e che per questo, tra continui tagliaecuci, non è ancora arrivata a Palazzo Madama. Il Cavaliere ha già dovuto incassare il no di Fini alla prescrizione breve, ovvero la riduzione di un quarto dei tempi per la “scadenza” dei reati, che lo avrebbe definitivamente liberato del procedimento Mills; il processo breve non gli dà le stesse garanzie e, pure, nemmeno questo trova il consenso di tutto il centrodestra. «Salterebbero 100mila dibattimenti», dice l’Anm. La Lega vuole limitarlo ai soli cittadini italiani, escludendo gli immigrati, ma sarebbe incostituzionale. Vedremo oggi cosa partorirà la montagna, intanto ecco il confronto nella giornata di ieri. Il presidente della Camera a “Otto e mezzo”: «Comunque no a Cosentino candidato Governatore della Campania, anche Silvio lo considera inopportuno». Scoppia il caso della “satira” offensiva nei confronti della Meloni, di cui vi rendiamo conto. E torna il ministero della Sanità, scorporato da quello del Lavoro. Il racconto. Read more

Verso le Regionali. Sondaggi di Crespi/2 Lazio, Polverini a +10 su Veltroni/Marino

ottobre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il grande sondaggista ci spiega come il caso Marrazzo nella regione abbia fatto perdere al Pd ben cinque punti percentuali, riportandolo sotto il 30 per cento. E se prima era il centrodestra a dover lanciare la sfida, ora sono i Democratici e i loro alleati a dovere inseguire. Le due possibili candidate del Pdl (oggi Berlusconi ha promosso decisamente la sindacalista, bocciando contemporaneamente l’ipotesi di far votare il Lazio in un momento diverso dal resto del Paese) entrambe sopra il 40 per cento; l’ex sindaco di Roma e il senatore-chirurgo accreditati contro di loro di una decina di punti percentuali in meno, qualcosa meno per Veltroni dato leggermente più competitivo. Capiamo dunque come può andare la sfida in una delle regioni-chiave della prossima tornata elettorale in questa seconda puntata del viaggio nelle Regionali di marzo di Crespi Ricerche per il Politico.it. E a margine, la Calabria: Scopelliti verso la vittoria di L. CRESPI Read more

Diario politico. Berlusconi: “Sono io il più perseguitato. E giudici sovvertono voto”

ottobre 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Carmine Finelli. La più completa, la più approfondita. Lasciato spazio all’editorialino di Torchiaro sul possibile divorzio del Pd da Di Pietro e alla rivelazione dei maldipancia degli ex An dentro la maggioranza, apriamo con il consueto racconto della giornata molto amato dai nostri lettori che ne fanno uno strumento per vivere di più ogni giorno la politica italiana oltre che di lavoro. Berlusconi contro tutti, la proposta da ambienti del centrodestra di reintrodurre l’immunità parlamentare, l’offesa del presidente del Consiglio a Rosy Bindi (con la reazione del ministro Meloni), la risposta di Mancino alle rivelazioni di Martelli giovedì sera ad “Annozero”, i temi che affrontiamo e sviluppiamo in questo pezzo come sempre da non perdere. Sentiamo. Read more

Ipotesi voto, oggi vincerebbe Berlusconi Sondaggio Crespi, fiducia: su Napolitano

ottobre 6, 2009 by Redazione · 3 Comments 

Ultimo rilevamento di Crespi Ricerche sul giornale della politica italiana. Pdl e Pd crescono entrambi di 1% ma stando così le cose la differenza (+12% per il Popolo della Libertà) rimane invariata. Lega in lieve ribasso (-1) ma comunque sopra il 10%, crollo Idv (dall’8% al 6%) dopo gli attacchi di De Magistris e Di Pietro al presidente della Repubblica. Concorre al calo anche il debutto del movimento di Grillo che si attesta al 3%. Giù tutte le sinistre; stabili Mpa, La Destra e Radicali. Per ciò che riguarda il sentimento di fiducia degli elettori, detto del capo dello Stato (64%), bene anche Fini (58%, +1 come Napolitano); tra i ministri sempre primo Brunetta (58%). Bocchino raggiunge Gasparri in testa alla corsa (ben poco esaltante) dei capigruppo. Tutti i dati presentati, co- me sempre, da Luigi Crespi in persona. Sentiamo. Read more

L’opinione della politica. Silvio’s version di Andrea Sarubbi

settembre 10, 2009 by Redazione · 6 Comments 

Terzo pezzo dedicato al presidente del Consiglio. Vedete il pluralismo, la pluralità, l’onestà del giornale della politica italiana: abbiamo aperto con una vignetta non certo tenera e anche forse un po’ ingenerosa nei confronti di Berlusconi; poi abbiamo sparato a tuttapagina la notizia che, secondo Crespi, il premier continua a mantenere la fiducia degli italiani, vicina oggi alle punte massime. Ora la parola all’opposizione: un’opposizione che non si riconosce, non almeno nella parte a cui appartiene Andrea Sarubbi, nei contenuti e nei modi delle critiche (anche) più personali. E le cui idee costituiscono quindi un ulteriore punto di vista rispetto a quello di theHand. Un’opposizione che, tuttavia, si pone in radicale alternativa ai valori, alla piattaforma e anche alle scelte di comunicazione di Berlusconi. Nel bene (a seconda di come la si vede). E nel male. E’ di quest’ultimo risvolto che ci parla il deputato del Pd, raccontandoci dell’ora trascorsa alla radio ascoltando il premier intervenire alla festa dei giovani del Pdl… Ieri. Sentiamo. Read more

Diario politico. Bossi e Feltri contro Fini Berlusconi: “Libertà stampa, barzellette”

settembre 7, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Riecco i grandi autori del Diario politico, a cominciare da Gabriele Canarini, nel giorno dei rientri del direttore e di Luana Crisarà. La prima firma della nota politica quotidiana de il Politico.it apre stasera raccontandoci del leader della Lega e del direttore de “il Giornale” che da fronti diversi criticano il presidente della Camera: “Matto se vuole dare il voto agli immigrati”, dice il primo dal palco della festa leghista a Torino. “Punti al Quirinale e non sei più di destra”, lo incalza il secondo in un editoriale nel quale si rivolge direttamente all’ex leader di An. La giornata politica è stata segnata anche dalle esternazioni del presidente del Consiglio sulla questione informazione. Franceschini: “Ricorda il fascismo”. Il racconto.            Read more

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