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Diario politico. Pd ci (ri)ascolta (di nuovo) Il futuro dell’Italia passa (soltanto) di qui Bindi a ottobre: ‘Siamo partito del Paese’ Ieri Bersani: “Solo Pd può (ri)costruirlo” (Vi) salvate se vi concentrate su un’idea Se l’avete sentiamola. Altrimenti, eccola

gennaio 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Era l’8 ottobre 2010. Ultima direzione nazionale Democratica prima di quella di ieri. Rosy Bindi raccoglie la sfida lanciata dal nostro direttore, e per la prima volta fa sua l’ipotesi di un Pd che si faccia «partito dell’Italia», superando la rappresentanza di specifici interessi e disponendosi a fare il bene di tutto il Paese. La sua missione storica, in un momento in cui l’Italia si trova di fronte ad un bivio: da un lato la strada che scende, quella del declino; dall’altra la possibile salvezza e – in unico tempo – la possibilità, in virtù delle proprie risorse intrinseche, di tornare grande. La «riscossa italiana», come la chiama, usando il proprio linguaggio, Pierluigi Bersani. Ma che nasce qui, su quel giornale della politica italiana che è il principale (nuovo) consigliere della nostra politica (autoreferenziale di oggi, che spinge a tornare ad occuparsi sempre più del Paese) e il principale laboratorio della politica italiana del futuro, quello nel quale si costruisce l’Italia del domani. Che, lo abbiamo scritto più volte, ha bisogno, per potersi realizzare, della sua forza più onesta e responsabile, proprio quel Pd erede della tradizione degli eroi del Risorgimento – Mazzini e Garibaldi che si definivano semplicemente Democratici – e che dopo il secolo del socialismo torna ad essere lo strumento attraverso cui interpretare, e costruire, la realtà. Per questo diciamo a Pigi: va bene raccogliere la sfida, ma le scelte devono essere conseguenti. Non solo sul piano tattico – il ritorno compiuto ad un Pd che proponga la propria idea di futuro nella consapevolezza di avere la responsabilità, appunto, di assumersi la guida della costruzione del domani – ma anche strategico: i Democratici smettano di pensare ed agire come se fossero il quarto sindacato confederale e scelgano la strada più durevole e strutturale di fare il bene di tutti (e quindi anche delle persone più deboli) facendo il bene dell’Italia. Cosa serve perché questo possa finalmente avvenire? Che il Pd smetta di arrovellarsi su se stesso e sogni, lui stesso, il sogno che proporrà agli italiani. Da settimane Bersani annuncia la proposta del progetto complessivo che lo abbiamo convinto sia necessario avanzare. Se sarà forte, i Democratici facciano pure. Altrimenti, ecco (riassunta più recentemente qui) la traccia – ma molto approfondita – del piano su cui costruire il nostro possibile, nuovo Rinascimento. Così si fa la politica italiana. Che si fa solo sul suo giornale. Unico ad avanzare una proposta di domani. Adesso si tratta soltanto di passare a realizzarlo. Torniamo ora per un momento al (solo – ?) presente con il racconto della giornata, all’interno, di Ginevra Baffigo. Con, non temete, tutte le reazioni al parere della Consulta sul legittimo impedimento. Ma a noi interessa il futuro dell’Italia. E quello non passa per le leggi ad personam (varate o – più o meno – respinte) ma (anche) per il Pd. Read more

***Diario politico***
NASCE L’ASSE BOSSI-FINI
di GINEVRA BAFFIGO

giugno 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono (tra loro) agli antipodi della politica italiana. La coperta corta della maggioranza governativa. Ma se il presidente della Camera è oggi l’avamposto moderno ed europeo della nostra destra, il leader della Lega è (tra i suoi) l’uomo del dialogo (e da qualche tempo è nata una simpatia personale e politica con Giorgio Napolitano). Ieri i due si sono incontrati. E hanno deciso di porre un argine alle tentazioni di fuga in avanti, (intanto) sul ddl intercettazioni, del presidente del Consiglio. Ci racconta tutto, in questo bel pezzo, la nostra vicedirettrice. Read more

Sondaggi, osservatorio Crespi di giugno Carfagna nuova “regina” dei ministri FOTO: Nel nostro Paese funziona così Berlusconi inverte il trend negativo

giugno 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Il ministro per le Pari opportunità, prima per preferenze alle Regionali in Campania (dove, come previsto, ha poi rinunciato al proprio scranno), da oggi è anche il membro dell’esecutivo più amato dagli italiani. Raggiunge Tremonti e Brunetta, e scalza Maroni, penalizzato dalla propria decisione di non partecipare alla parata del 2 giugno. La scelta della foto è (anche) il nostro commento. In compenso il Paese non cede alla demagogia: anche Calderoli, con il suo uno-due della proposta per la riduzione (molto simbolica) degli stipendi dei parlamentari e della richiesta agli azzurri in Sudafrica di rinunciare agli eventuali premi per la vittoria (che Cannavaro e compagni scelgono, di tutta risposta, di destinare – nel caso – alla Fondazione per il 150° anniversario della nostra Unità), perde due punti e scende. Tendenze opposte (si fa per dire) per il presidente del Consiglio (ma si attende il contraccolpo per l’approvazione del ddl intercettazioni) e per i due maggiori partiti: Pd e Pdl tornano a guadagnare. I Democratici sottraggono qualcosa ad Idv che crolla, probabilmente, scrive Crespi, come sempre ci illustra in prima persona i dati (con le tabelle, all’interno), per il caso sollevato dal Corriere intorno alla moralità dell’ex ministro. Read more

Corruzione, trame e mancanza di visione Adesso (?) l’Italia è un Paese in crisi (?) Crespi: ora nel palazzo è tutti contro tutti Urge (così) rinnovare la classe dirigente

maggio 18, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La seconda analisi è dedicata, come detto, agli uomini. «Tutto è fermo in attesa del prossimo scandalo», scrive l’ex spin doctor del presidente del Consiglio; perché tutti hanno qualcosa da farsi perdonare (dal Paese). Dopo la riflessione sui contenuti, su ciò che la nostra politica (non) offre, quella sui protagonisti (?) della stessa politica italiana. Un’«apocalisse» in vista, secondo il giudizio di Crespi, che si evita (evitandolo all’Italia) in un modo soltanto: mentre si cambia prospettiva nel senso che abbiamo indicato, (si fa anche) attraverso il cambiamento delle persone, che costituiscono una delle classi dirigenti (?) più vecchie d’Europa, si evita che tutto questo ritorni, e si creano le condizioni per un’implementazione che riesca del (nuovo) Paese modernizzato. E più tardi i fondamenti su cui basarsi nel farlo, per la penna (in una lettera – aperta) di uno dei massimi protagonisti della politica italiana. (Solo) sul suo giornale. Buona lettura e buona politica con il Politico.it.

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Diario politico. Ora la (vera) svolta di Fini Grazie a lui il Pdl sta (già) cambiando (?) Se 30 deputati dicono no a ddl pro-caccia Resti dov’è ed eserciti sua golden share Dopo Berlusconi la “sua” destra europea

aprile 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Nicolò Bagnoli. Alcuni dei maggiori editorialisti del giornale della politica italiana (che, nel solco della tradizione liberale dei grandi quotidiani americani ospita anche opinioni che, naturalmente sulla base di una condivisione di fondo, possono non esprimere la linea del giornale) hanno scritto su queste stesse colonne, nei giorni scorsi, che la “rottura” (che noi non abbiamo mai chiamato in questo modo, in realtà, perché di questo ancora non si tratta) tra Berlusconi e Fini è definitiva, perché il processo è giunto ad un punto di non ritorno. E stamattina, accompagnando l’intervento di Stefano De Luca, abbiamo ribadito – e questo è un punto di vista ormai condiviso – che tra l’anima finiana e quella berlusconiana ci sono differenze culturali che non potranno essere cancellate. Ma. Ma la “sensibilità” (è proprio il caso di dirlo – ?) politica dei cosiddetti berluscones è figlia direttamente della leadership del presidente del Consiglio. Che polarizza queste stesse posizioni e quelle del centrosinistra. Anche per questo l’unica opposizione credibile riesce, come ha scritto oggi Luigi Crespi, proprio quella di Gianfranco Fini: perché è l’unica che guarda al Paese e prescinde, appunto, da questa contrapposizione sterile. Per questa stessa ragione, comunque, è presumibile che quando quella leadership verrà meno l’anima del Pdl che vi fa riferimento possa, magari nel tempo, aprirsi maggiormente all’esterno e amalgamarsi con maggiore facilità con altre contigue. Se tuttavia a quel punto il presidente della Camera avrà lasciato il Popolo della Libertà sarà molto più facile per un erede diretto di Berlusconi prenderne la guida e mantenerne – con più o meno successo, sarebbe tutto da verificare – l’impostazione. Se, al contrario, Gianfranco Fini sarà rimasto nel partito del premier magari svolgendo un’intelligente opera di mediazione tra la propria cultura politica e, appunto, quella della maggioranza interna di oggi – concedendo qualcosa su questo piano, come del resto ha fatto fin’oggi – e contemporaneamente spingendo sulla strada della democratizzazione attraverso, anche, il sano esercizio di far valere il proprio peso (anche) numerico in Parlamento per far passare/non far passare (o meglio per favorire o dissuadere) iniziative che rappresentano o contraddicono quella cultura politica, Fini potrebbe esserne il leader naturale – quel ruolo al quale aspira da sempre ma che per varie ragioni non è ancora riuscito a preparare efficacemente – e, a quel punto, portare tutta la destra italiana sulla strada intrapresa. Questa del resto non è un’ipotesi così innovativa, è quella alla quale Fini lavora da tempo. E potrebbe apparire paradossale che si ponga di nuovo nel momento di massima distanza dentro il Pdl. Ma segnali di crescente democrazia interna – come il voto di oggi sulla stagione venatoria, per quanto sia un tema che si lega a logiche lobbistiche che dividono trasversalmente la politica italiana, e superano la questione dell’appartenenza o meno a parti anche interne ai partiti anche perché, nello specifico, non interessa direttamente a Berlusconi; ma anche le riunioni, che continuano a tenersi, degli organismi dirigenti. Decisivo in questo senso sarà l’esito, anche formale, della direzione nazionale di giovedì – e la necessità per la nostra politica di avere, prima o poi, una destra normale suggeriscono e invocano almeno un’ultima verifica sulla possibilità di percorrere questa strada. Due sono gli interroga- tivi. Il primo riguarda la disponibilità di Berlusconi ad accettare almeno un po’ di questa dialettica interna, anche a livello e in funzione parlamentare. E conoscendo il presidente del Consiglio diremmo che i margini sono molto ristretti. Il secondo riguarda i reali confini della cultura politica a cui fa riferimento Gianfranco Fini: in molti casi le sue posizioni sono apparse davvero innovative, forse “troppo” persino per una moderna destra europea. E dunque irrimediabilmente lontane da quelle con le quali, superata la polarizzazione, dovrebbe amalgamarsi. Ma, a questo punto – e lo diciamo contro i nostri stessi principi – un po’ di pragmatismo politico si impone anche al presidente della Camera. Se il “pia- no” sarà predisposto con accortezza, può essere de- cisivo per il bene del Paese. Ora Bagnoli, all’interno. Read more

Fini: quelli di oggi ‘più ladri’ di Craxi e co. “Rubano per sé”. Salta Protez. civile Spa

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Chi ruba resta un ladro, ma Tangentopoli fu diversa: si sostenevano i costi della politica». Il presidente della Camera annuncia poi il ritiro del dl che avrebbe trasformato il nostro “pronto intervento nazionale” in una società per azioni. In mattinata il no alla conversione da parte della Lega. Bossi: «Sbagliato rinunciare ai controlli». Ascoltato dai giudici, nell’ambito dell’inchiesta sulla Protezione civile, anche il coordinatore Pdl Verdini. Matteoli, che come lui compare in una intercettazione: «Sono estraneo». Il servizio di Francesco Carosella.         Read more

Diario politico. Berlusconi: “Io buono”. Il Governo vara la Banca del Mezzogiorno

ottobre 16, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. L’esecutivo rispolvera la vecchia idea del ministro dell’Economia. Tremonti: “Non sarà un carrozzone. Utile a piccolo e medio credito”. Critici Fitto e Prestigiacomo, poi il voto unanime del Cdm. Bankitalia boccia lo scudo fiscale: “Avrà ripercussioni sul pagamento delle tasse in futuro”, dice il direttore generale di Palazzo Koch Saccomanni. Ancora il responsabile dell’Economia: “Non c’è solo in Italia”. Il presidente del Consiglio a margine di un’altra visita a Sofia torna a parlare di media: “Vorrei che riconoscessero come sia giusto e faccia di tutto per essere amato. Le calunnie si ritorcono contro chi le muove e avvicinano al calunniato”. Annuncio del ministro per le Infrastruttu- re Matteoli dell’avvio dei lavori per la costruzione del Ponte sullo Stretto. Le critiche di Legambiente. Infine, Pd e Napolitano: i Democratici alle prese con la proposta di Eugenio Scalfari di far coincidere l’elezione del segretario con il voto delle primarie, anche qualora nessuno dei tre candidati superasse il 50% (in quel caso, lo Statuto prevede che l’elezione sia decisa in un ballottaggio tra i primi due alla Convenzione nazionale). Il capo dello Stato: “Potere di presidente della Repubblica è sopra le parti. Le provenienze? Ciascuno ha la propria storia, ma si trascende”. Il racconto. Read more

Disastro di Viareggio, “tracce di ruggine sull’asse”. Morti oggi altri due bambini

luglio 1, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Aggiornamento del giornale della politica italiana sulle conseguenze dell’esplosione del treno merci nella stazione del comune toscano. Sulla rottura dell’asse del carro l’ombra di una possibile cattiva manutenzione. Matteoli: “Sono in corso accertamen- ti”. Stamani intanto sono deceduti la bimba maroc- china ricoverata ieri a Roma e un altro bambino di 2 anni. Il servizio, di Laura Liucci. Read more

Diario politico. Contestati Berlusconi e Matteoli a Viareggio. ‘Stato d’emergenza’

giugno 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Diario dedicato oggi in larga parte alle conseguenze dell’esplosione del carro-cisterna carico di Gpl avvenuta nella tarda serata di ieri nella stazione del comune toscano, di cui vi abbiamo raccontato stamattina. 14 le vittime accertate alla fine di una lunga giornata di scavi e verifiche. Vi rendiamo conto delle reazioni della politica italiana. Oltre a questo c’è l’annuncio di Chiamparino che rinuncia a candidarsi alla segreteria Pd. Bersani presenta squadra e contenuti. Il racconto. Read more

La nuova Alitalia sceglie Fiumicino su Malpensa si ricompatta il nord

maggio 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La decisione, annunciata ufficial- mente ieri, di fare dell’aeroporto romano l’hub della compagnia riaccende le polemiche già esplose in campagna elettorale, quando dal Governo era giunta rassicurazione che Alitalia non avrebbe lasciato, invece, lo scalo varesino. Lo ricorda la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, mentre il presidente della Provincia di Milano Penati, ricandidato dai Democratici, si scaglia contro il sindaco di Milano Moratti. Tutti comunque protestano per la decisione. Formigoni: “Colaninno si tolga dalla testa di mantenere il monopolio su Malpensa”. Il ministro per i trasporti Matteoli: “Pensare che si voglia penalizzarla è una sciocchezza”. Il servizio, di Marco Fattorini. Read more

Diario politico. Testamento biologico non vincolante. Fini all’attacco di Berlusconi

marzo 26, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica de il Politico.it. La firma è di Gabriele Canarini. Altra giornata di fuoco per la politica italiana. Tregua sul fronte piano-casa, al centro del dibattito parlamentare è stata la dichiarazione anticipata di trattamento. Passa l’emendamento-Udc che la rende solo indicativa. Proteste dall’opposizio- ne: “Non conterà più nulla”. Nel pomeriggio, invece, torna ad infiammarsi il duello istituzionale tra Fini e Berlusconi. Il premier: “Parlamentari inconsapevoli”. “Rispetti il parlamento”, gli risponde il presidente della Camera. Il Cavaliere: “Cado dalle nuvole”. Le proposte del Ministro Matteoli per la sicurezza sulle strade. Riviviamo la giornata, nel racconto.            Read more

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