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Futuro dell’Italia. Caro Pd, è tempo di una rivoluzione gentile F. Laratta

gennaio 13, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

La sinistra perde, o quando vince e’ per brevi esperienze di governo, “occasionali”. Oppure – come in America – mette in scena, volente o nolente, solo la versione soft della destra (repubblicana). Ma soprattutto (ed e’ per questo che oggi e’ perdente) la sinistra ha perso la sua battaglia storica: quella ingaggiata, nel secolo scorso, sotto le insegne del comunismo marxista. Battaglia – e opzione – rispetto alla quale (alle quali) va chiarito un equivoco di fondo: la sinistra non ha mai davvero puntato a cambiare il mondo; ma solo (a cambiare) il capitalismo. Come riconosce, nella sordita’ (ideologica) dei suoi “continuatori”, lo stesso Carlo Marx. Che definisce la sua ideologia altro da un’utopia: pragmatica ipotesi di aggiustamento dei difetti del capitalismo. Altro che rivoluzione. Ed e’ giocando nel campo, con le regole e con la casacca dell’avversario che la sinistra si e’, da sola, infilata nel vicolo chiuso della sconfitta, trovandosi oggi a non avere (apparentemente) piu’ ragione d’essere (e spazio) in un sistema che non mette, perche’ non ha mai messo, realmente in discussione, e – com’e’ uso dire, superficialmente, per uno specifico fenomeno della nostra teatralita’ politicista interna – in cui le persone, se devono scegliere, scelgono l’”originale”. Il vero. Che e’ tale perche’ crede realmente nel sistema che non propone di cambiare perche’ non sente di doverlo fare, trovandocisi perfettamente a suo agio, e che percio’ – contrariamente a quanto si creda – non deve mentire (alla radice). La sinistra e’ onesta con i suoi elettori, ma (solo fino ad un certo punto, perche’) non (lo) e’ onesta con se stessa: se e’ vero, come noi crediamo che sia vero, che la sinistra - donne e uomini di quell’area di opinione e sensibilita’ - si possa trovare (realmente) a suo agio in un mondo il cui unico valore – Monti, per l’appunto, dixit – e’ l’accumulo di ricchezza; un mondo nel quale il principale scopo della vita e’ “consumare” (con quell’orribile definizione-deformazione dell’umanita’ che e’ il nostro rimodellamento sotto l’etichetta di “consumatori”), priorita’ assoluta alla quale piegare ogni altra istanza e potenzialita’: da cui la devastazione del pianeta, fino alla “promessa” della fine della Terra (altro che 2012…) e (conseguentemente) della Storia; un mondo “falso”, “di cartone”, per usare la poetica (quanto lo e’ il suo Villaggio) metafora olmiana, in cui capita che - per dire - le persone per strada si sorridano, pronte, al primo colpo di vento, ad azzannarsi reciprocamente – “fino” alla guerra – sfogando la rabbia e il dolore – la disperazione – nascosti, in profondita’, sotto il velo della nostra apparente felicita’ (materiale). Nell’anno della crisi piu’ grave del capitalismo, in cui anche queste nostre “certezze” sono messe in discussione, la sinistra deve capire che il momento e’ ora: e’ ora perche’ il livello di saturazione collettivo ha raggiunto la soglia di guardia; e se non siamo piu’ sicuri che l’appiglio al quale ci tenevamo stretti fino ad oggi per non cadere nel baratro su cui barcolliamo – l’”abbandonanza”, narcotico di ogni passione umana – possa ancora reggere il peso delle nostre sempre piu’ pressanti necessita’, abbiamo bisogno di cambiare. Non ci rendiamo conto, e non ci ribelliamo, perche’ nessuno (a cui spetti la responsabilita’ di farlo) ci ha detto che questa possibilita’ esiste davvero (se e’ vero che l’umanita’, come le sue organizzazioni democratiche, non dimentichiamolo, siamo noi); ma se – “ideale” termometro – gli ascolti di programmi televisivi organici alla sterilizzazione (di pensiero e, quindi, morale) come i reality show crollano, e’ perche’ gli italiani, finita la scorta di anestetizzante, hanno ripreso ad avvertire il dolore; e sentono il bisogno di lenirlo, possibilmente (se la Politica glielo consente) ricominciando a coltivare lo spirito. Il mondo puo’ cambiare – senza bisogno di spargimenti di sangue (al contrario, per la loro auspicabilmente ”definitiva” cessazione) e nemmeno della fine dei (pur) legittimi interessi attuali, messi in discussione, invece, dal comunismo; l’abbiamo chiamata rivoluzione culturale, potrebbe benissimo essere ribattezzata la rivoluzione gentile – per una ragione molto semplice: noi lo vogliamo. Ne abbiamo la necessita’ (morale), pena, se non l’ascoltassimo, la nostra (“definitiva”) (auto)distruzione. Se la sinistra se ne accorge – e questo pezzo serve a dare un contributo in questo senso – e recupera la profondita’ di respiro che aveva prima del default (…) di fine ottocento, rifacendo proprio l’anelito mazziniano per la ricerca di una “ragione piu’ alta”, tornera’ a vincere, ma, quel che e’ meglio, con lei, finalmente, vincera’ (definitivamente) l’(intera!) umanita’. Il deputato del Pd fotografa una classica fenomenologia dell’umanita’ alienata: i turisti – e persino, quel che e’ peggio, i nostri giovani – “arrivano” (fisicamente) a Roma, culla della cultura umana e della civilta’, e cio’ che si attardano a fotografare sono – a Montecitorio – i sosia (televisivi) di Vespa e Maroni. Un falso. La copia di loro stessi. Perche’, parafrasando Flaiano, c’e’ chi si muove senza viaggiare, e chi, senza muoversi, arriva lontano. di FRANCO LARATTA* Read more

***L’editoriale***
IL CENTRODESTRA GUARDI OLTRE SILVIO, O AFFONDERA’ CON LUI
di LUIGI CRESPI

giugno 1, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ giunto il momento di ricostruire. L’opzione della nomina di Alfano segretario del Pdl è una prima risposta del presidente del Consiglio, che comprende la necessità di un rinnovamento, ma pensa forse di poter continuare ad esserne il king maker. Invece la destra italiana deve cominciare a camminare con le proprie gambe, o prolungherà la (propria) agonia, fino ad esiti (non favorevoli) imprevedibili. di LUIGI CRESPI Read more

***Diario politico***
SI VOTA IL 27 MARZO (?)
di GINEVRA BAFFIGO

dicembre 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della politica vera, fatta di idee e scelte concrete per il futuro dell’Italia. E anche in queste ore ha continuato a segnalare che quello a cui stavamo assistendo era un’autocelebrazione della nostra politica autoreferenziale di oggi. E sia nelle ore del voto, sia oggi – con il pezzo incisivo di Giuseppe Rotondo sul Pd e, quindi, sull’Italia – abbiamo continuato a proporre la nostra narrazione sul domani del nostro Paese (alternata, naturalmente, agli aggiornamenti su quanto stava accadendo). A distanza di ventiquattrore, è il momento di rivivere il «giorno della verità» (?) per capire, anche – e lo faremo meglio domani con una grande analisi di Franco Laratta – se e dove va questa nostra politica, e quali spiragli si aprono (eventualmente) per quel cambio di passo – che presuppone la nuova politica – che può consentire al nostro Paese di salvarsi e di tornare grande, in un unico tempo. Il più grande racconto del giorno della fiducia e delle ore successive firmato, come sempre, dalla nostra vicedirettrice. di GINEVRA BAFFIGO Read more

Diario politico. Si leva urlo in tutto Paese Adesso il governo ha preso a governare Sì della Camera alla riforma di Università Studenti in piazza, ma la giusta direzione Poi sanzioni agli enti locali inadempienti ‘Mossa unilaterale, antifederale’: ma ‘c’è’ E allora i finiani: forse il 14 ci asteniamo Ma dopo, Silvio, bisogna continuare così

dicembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it, un altro grande Diario firmato Ginevra Baffigo. Scelte discutibili, quelle dell’esecutivo. La riforma Gelmini è imperfetta e tende ad una certa qual “privatizzazione” dell’università che non è necessaria – e nemmeno auspicabile – nello sforzo, che però va fatto, di garantire efficienza e merito nei nostri Atenei, che come scrive ItaliaFutura non possono rappresentare l’ennesimo “postificio” pubblico e tanto meno un parcheggio per chi non riesce a farsi strada altrove; l’Italia, ritrovando l’orgoglio di sé, deve puntare all’eccellenza in primo luogo per ciò che riguarda lo Stato, e tanto più nella sua ramificazione decisiva, più delle altre, per la costruzione del futuro, quella appunto dell’università, da un lato, e della ricerca, dall’altro. Qui, dove si decidono le sorti del Paese, la priorità dev’essere data al rendimento del sistema e non a ragioni di ordine sociale; anche perché rifare grande l’Italia significa mettersi nella condizione di rispondere anche a queste esigenze, anche se non (più) in una chiave assistenziale. La bozza della Lega con le “punizioni” agli enti locali è unilaterale in un doppio (anzi triplo) senso (e scusate il gioco di direzioni): è unilaterale nel metodo, perché gli enti locali non sono stati coinvolti nella sua formulazione, e i comuni e le regioni non sono certo, per così dire, la ruota sgonfia del carro-Italia per cui si tratta di decidere senza di loro o non si decide. E’ unilaterale (perciò) nel “fare giustizia” della spesa pubblica e dell’amministrazione dello Stato, perché colpisce solo la parte non meno virtuosa della “macchina”. Ed è unilaterale (quindi) dal punto di vista concettuale, nel senso che le punizioni sono una parte ma non possono esaurire gli sforzi per far quadrare i conti e rendere efficiente il sistema statale. E tuttavia è un atto di governo, come (appunto) la riforma dell’uni- versità. In tutta Italia si leva un grido (silenzioso): l’esecutivo ha (ri)cominciato a lavorare. L’appello, ora, è a che tutto questo non serva solo a superare il 14 dicembre o a vincere (?) le elezioni. Anche perché, facendo così, si supera il 14 e si arriva alla fine del mandato. Facendo il bene del Paese. Il racconto, ora, all’interno, della nostra vicedirettrice. Read more

***Il sondaggio***
BRUNETTA IL PIU’ AMATO TRA I MINISTRI (BONDI IL PIU’ OSTEGGIATO)
di LUIGI CRESPI

novembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il dato è rilevante soprattutto nella sua interpretazione: il ministro della Pubblica amministrazione è il membro dell’esecutivo che ha mostrato di avere le idee più chiare, e che ha dato la sensazione di incidere con maggior forza sullo status quo. Bene o male, in realtà, nella chiave di stabilire le ragioni di questa predilezione da parte degli italiani importa poco. Ciò che conta è che i nostri connazionali confermano di aspirare ad un ritorno ad una (nostra) politica lungimirante, che abbia un progetto, noi diciamo: organico e complessivo per il futuro dell’Italia. E che metta in atto senza tentennamenti. A costo anche di chiedere qualche sacrificio. Purché tutto questo – ovviamente – venga fatto nell’interesse del Paese. Un Paese che non può più aspettare – ha bisogno che gli sia data una rotta; e il Politico.it indica ogni giorno quella più alta e che, a nostro modo di vedere, può dare i frutti maggiori – o si condanna con le sue stesse mani. di LUIGI CRESPI Read more

Dia: ‘Sì, a nord infiltrazioni d’ndrangheta’ Saviano ha politicizzato, ma problema c’è Non ci importa della Lega, ma del Paese Maroni, il tuo ruolo è prevenire su Expo

novembre 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La torta per l’esposizione universale di Milano 2015 equivale (simbolicamente) quella per la costruzione del Ponte sullo Stretto, nella quale la mafia ha già messo le mani. Tu, da ministro dell’Interno, sei chiamato a difendere le camicie verdi o ad assicurarti che i finanziamenti non finiscano nelle tasche dei boss? E dunque, è giusto negare – per difendere, impropria- mente anche se in parte comprensibilmente, e ora ci veniamo, la Lega – o riconoscere il problema – rigettando ogni strumentalizzazione, compresa (ecco) quella da parte di Vieni via con me – per salvaguardare il nostro Paese? Ed è così che la nostra narrazione di oggi riguarda, (in)direttamente, il principio della responsabilità. Responsabilità che significa, innanzitutto, agire, da uomini politici (ma non solo), nel solo interesse della nazione. Responsabilità che significa, per un leader, avanzare proposte compiute e “definitive” su come costruire il futuro. Responsabilità che significa superare i propri (più o meno “grandi” – ?) egoismi per fare solo il bene del Paese. Responsabilità come invito a Maroni (soprattutto!, visto il ruolo che ricopre) e a Saviano. E in generale a ciascuno di noi. Smettiamo di rappresentare i nostri piccoli interessi. Torniamo a muoverci in una direzione alta, per rifare grande l’Italia e, con lei, noi stessi molto più di quanto agendo ciascuno per la salvaguardia di sé potremmo mai fare. Pietro Salvatori, per il Politico.it e per Liberal, ci racconta ora come la Direzione nazionale antimafia, nelle ore della polemica tra il ministro e il co-conduttore di Vieni via con me, nelle ore dell’arresto del boss Iovine (anche questo, indebitamente tirato per la giacca), denunci che sì, al nord l’ndrangheta fa affari. E anche con un ruolo attivo di una parte della nostra (?) politica (deviata). Read more

Diario politico. Toujours autoreferenziale – Non bastava una legislatura buttata via – Non bastava mese per il voto di fiducia Ora si discute di chi si alleerà con chi (?) Ma dove sono le proposte per il Paese? Non si concepiscono a tre giorni dal voto

novembre 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché i progetti per il futuro dell’Italia devono essere frutto (innanzitutto) dell’assunzione di responsabilità di leadership illuminate ma che (sono tali purches)siano libere dalla pressione della caccia al consenso, e maturare e verificarsi (in tutti i sensi) in una prospettiva di lungo corso nel tempo. Come si può affidare il nostro Paese a chi decide cosa fare a tre mesi dalle elezioni, seduto ad un tavolino, con non uno ma due occhi rivolti a cosa fa prendere un voto in più? Questa politica italiana deve cambiare completamente registro. Deve passare dalla discussione su di sé e sul cosa ad una discussione giorno per giorno sul come, in cui ciascuno propone un proprio piano (possibilmente complessivo) ed entra nel merito non solo delle questioni, ma di come affrontarle (nell’ambito del piano complessivo, in chiave generale: non si tratta di entrare nelle tecnicalità). E non basta, appunto, che ciò avvenga con la “pistola puntata” della scadenza elettorale perché ciò dimostra che non c’è nessun interesse per le idee e quindi per l’Italia. E quelle (poche) proposte che finiranno nella discussione non saranno le migliori possibili, perché figlie di una forzatura e non di una riflessione culturale. Se oggi la nostra politica si diletta di alchimie elettorali è solo perché è sempre quella politica italiana autorefe- renziale che da quindici anni – con le brevi parentesi dei governi di Romano Prodi – tiene in ostaggio un Paese che se continua così è avviato ad un declino inarrestabile che ci farà finire in fondo a quelle classifiche i cui bassifondi già cominciamo a frequentare. Il che si traduce in povertà: povertà economica, (quindi) sociale, (quindi) culturale, quindi di nuovo economica e nel circolo vizioso si sa quando si entra ma non quando (eventualmente) si uscirà. E’ necessario un colpo di reni, un cambio di passo, e il momento per cominciare a farlo era… ieri, ma siamo ancora (per poco) in tempo. Allora lanciamo un appello alla nostra politica autorefe- renziale di oggi: a partire da oggi, parlate di ciò che volete fare per il nostro Paese; non importa se ancora non si sa se si va al voto e quando. Il punto è proprio questo: non dipende da ciò. L’Italia aspetta questo da decenni. Cominci un grande dibattito di merito, e sarà stato fatto un piccolo passo verso il superamento dell’attuale condizione. Il nostro è un grido disperato: sappiamo che difficilmente questa nostra politica, incancrenita ormai da troppo tempo, potrà trovare (dove?) le risorse per questo colpo d’ala. E del resto non è un colpo d’ala in sé che serve ma questo come avvio di un impegno stabile e duraturo. A questo fine non tutti hanno una chance, ma il Pd e l’Italia ce l’hanno: Bersani ascolti il nostro suggerimento, invece di baloccarsi in ipotesi di alleanze con la sinistra o con il centro. Fate un passo indietro. E’ per il nostro Paese. Il racconto delle ultime ore, all’interno, è di Ginevra Baffigo.             Read more

***L’intervento***
UN GOVERNO OMERTOSO SULLA MAFIA
di FRANCO LARATTA e ANGELA NAPOLI*

ottobre 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il nostro deputato del Pd e la parlamentare di Futuro e Libertà in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata. Ieri un’interpellanza al governo. Che però (non) risponde (vagamente). Laratta e Napoli scelgono il giornale della politica italiana per criticare la scelta del ministro Maroni di non comparire in aula (è proprio il caso di dirlo?) e per raccontare la situazione calabrese, dove migliaia di cittadini onesti che «hanno tanta paura ma anche tanta voglia di dire basta» sono scesi in piazza e attendono, ora, la sponda dell’esecutivo. di FRANCO LARATTA e ANGELA NAPOLI Read more

Maroni: ‘Ma pensavano fossero migranti’ E’ (dunque) lecito sparare ai clandestini? In un altro Paese ora si sarebbe dimesso

settembre 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana aveva deciso di dare poco spazio alla vicenda della motovedetta libica da cui si sono messi a mitragliare contro un nostro peschereccio. Di per sé, altro non è che la conseguenza dei rapporti che intercorrono tra uno dei primi sette Paesi industrializzati al mondo, quello che lavoreremo perché possa tornare al posto che gli compete al centro e al vertice della civiltà, e una delle poche dittature rimaste nel 2010 (perché in un mondo che va verso una sempre maggiore civilizzazione, la prima caratteristica di una dittatura è semplicemente l’anacronismo). Come fa notare Marco Travaglio, il paradosso (ovvero il dato inspiegabile in quanto fuori dalla logica politica) è questo mentre l’episodio della mitragliata è, appunto, una naturale conseguenza che ci dà modo di riconvogliare la nostra attenzione sulla questione di fondo. Dunque, il primo, un fatto che definiremmo psicologico (ancorché tragicamente reale) in quanto figlio della psicologia della politica italiana autoreferenziale e plebiscitaria di oggi, e nello specifico della politica estera personale e tendente a privilegiare i rapporti con capi di regime border line del presidente del Consiglio. Un fatto che il ritorno alla politica vera consentirà di lasciare alle spalle e di dimenticare (quasi) come un (brutto) sogno. Ma poi il ministro dell’Interno “spara” (a sua volta) la battuta che leggete nel titolo. Che significa sostanzialmente che, secondo Maroni, la mitragliata ad altezza d’uomo sarebbe stata legittima qualora sul peschereccio si fossero trovati dei migranti privi di permesso di soggiorno. Dunque che i migranti privi di permesso di soggiorno – i clandestini – possono essere colpiti. La parola-chiave, strumento del populismo leghista, è: clandestini. Nel nostro immaginario, sarebbe politicamente controproducente negarcelo, il clandestino è una persona fuori dalla legge, un poco di buono, una persona «sospetta», qualcuno che non è magari lecito colpire ma contrastare anche con forza sì. Da qui discende probabilmente parte della facilità con la quale il messaggio di Maroni è potuto passare nel Paese, senza che si accendesse la polemica feroce che, in realtà, tutto questo avrebbe meritato. Dunque è anche un fatto di comunicazione. Chi non può accettare prese di posizione come queste ne tenga conto. Donadi ci riporta ora nell’arena, dove Idv ha chiesto la revisione dei patti con la Libia.               Read more

Ma perché di fronte alla morte di Vassallo governo sceglie di non dire una parola?

settembre 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Domenica notte l’assassinio del primo cittadino di Pollica, un uomo onesto che non andava giù (e non avrebbe potuto) agli infami della camorra. Oggi la solidarietà di Napolitano, che esprime «la vicinanza delle istituzioni». Già, ma l’esecutivo? Ieri il ministro Maroni, invece di reagire o di recarsi addirittura sul posto, polemizzava con Fini. Eppure proprio Maroni reca da mesi vanto per i risultati (della magistratura e delle forze dell’ordine, per la verità) ottenuti nella lotta alla criminalità organizzata, e fa di questa un (doveroso) pallino della sua azione. Che il problema stia nel colore politico (che, come qualcuno di voi avrà notato, il giornale della politica italiana non ha mai nemmeno lontanamente citato nei diversi servizi legati alla vicenza: perché l’onestà e la responsa- bilità sono un patrimonio di tutti, che non è lecito strumentalizzare politicamente) e negli «ideali molto diversi dai suoi»? di GAD LERNER Read more

LA NOTTE DELLA COSTITUZIONE
Se prevale l’interesse elettoralistico rispetto al bene del Paese. E l’Italia si ritrova senza punti cardinali

agosto 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La lunga notte della Costituzione è quella appena trascorsa, o, forse, quella che deve ancora affrontare. Perché l’impressione, dopo la polemica sollevata da Bianconi (Pdl) contro il Quirinale, è che la Carta costituzionale sia sempre più nel mirino, assieme a un sistema di equilibrio dei poteri che ha retto sin dalla nascita della Repubblica. Di eventuali aggiornamenti si può e si deve discutere, ma pensare di utilizzare la Costituzione come un intralcio o un valore a seconda dei casi è fuori da ogni senso sociale, politico e istituzionale. E trasmette l’idea di un Paese senza più punti cardinali… Leggiamo il pezzo di Attilio Ievolella.

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NUOVI SCENARI IN PARLAMENTO: COSA CI ASPETTA DOPO IL ‘TERZO POLO’?

agosto 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Si attende con ansia il voto di sfiducia sul sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, previsto per il tardo pomeriggio. Come dice il nostro Stefano Catone “il voto sarà palese, ma l’esito incerto”: molti sono gli scenari che si aprono in questa nuova fase della legislatura. Ed un nuovo assetto si impone nelle stanze del potere. Il giornale della politica italiana è qui per raccontarvelo. Iniziamo dunque con questo primo pezzo, in cui i protagonisti della nostra politica prendono parola in un susseguirsi frettoloso di dichiarazioni, che non fanno che palesare il fermento di queste ore. Prossimo appuntamento: l’esclusiva intervista del nostro Salvatori a Carmelo Briguglio. Per ora non vogliamo fare ulteriori anticipazioni, basti dire che nuovi orizzonti divengono possibili. Intanto Catone, sentiamo.

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***L’editoriale***
ELEZIONI ANTICIPATE? NON PER LA LEGA
di PIETRO SALVATORI

luglio 31, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le “beghe” di casa Pdl inevitabilmente infliggono le loro conseguenze sull’intera maggioranza e minacciano le sorti della legislatura. La Lega, l’alleato più forte della coalizione di governo, in questi giorni di dure schermaglie fra i due cofondatori del partito di maggioranza relativa, ha mantenuto un religioso silenzio. Ma a via Bellerio, ora che la scomunica di Fini è stata infine pronunciata, quali sono gli umori delle camicie verdi? Ci aspetta una prematura tornata elettorale? Bossi risponde con la solita eloquenza non verbale. Ma quali sono le ragioni che si celano dietro il ‘silenzio’ leghista? La risposta ce la dà il nostro Pietro Salvatori, che da oggi trovate anche su Liberal. Sentiamo. Read more

Fini:”Non darò le dimissioni” NASCE NUOVO GRUPPO PARLAMENTARE: ‘FUTURO E LIBERTA’
Berlusconi: “Non ho ragione di cambiare la squadra di governo”

luglio 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana continua con il racconto della vicenda Pdl. ‘Alia iacta est’: il presidente della Camera e la componente dei finiani sono fuori dal partito di maggioranza relativa. “Sono stato buttato fuori dal Pdl. Berlusconi è illiberale” denuncia di Gianfranco Fini, ma, come fa sapere nella conferenza stampa di oggi, non intende abdicare. Non rassegnerà le dimissioni e continuerà a garantire “il rispetto del regolamento e l’imparziale conduzione dell’attività della Camera”. I suoi fedelissimi intanto non hanno perso tempo e da oggi danno ufficialmente vita ad un nuovo gruppo parlamentare: “Futuro e Libertà”. Ce ne parla Stefano Catone. Read more

Sondaggi, osservatorio Crespi di giugno Carfagna nuova “regina” dei ministri FOTO: Nel nostro Paese funziona così Berlusconi inverte il trend negativo

giugno 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Il ministro per le Pari opportunità, prima per preferenze alle Regionali in Campania (dove, come previsto, ha poi rinunciato al proprio scranno), da oggi è anche il membro dell’esecutivo più amato dagli italiani. Raggiunge Tremonti e Brunetta, e scalza Maroni, penalizzato dalla propria decisione di non partecipare alla parata del 2 giugno. La scelta della foto è (anche) il nostro commento. In compenso il Paese non cede alla demagogia: anche Calderoli, con il suo uno-due della proposta per la riduzione (molto simbolica) degli stipendi dei parlamentari e della richiesta agli azzurri in Sudafrica di rinunciare agli eventuali premi per la vittoria (che Cannavaro e compagni scelgono, di tutta risposta, di destinare – nel caso – alla Fondazione per il 150° anniversario della nostra Unità), perde due punti e scende. Tendenze opposte (si fa per dire) per il presidente del Consiglio (ma si attende il contraccolpo per l’approvazione del ddl intercettazioni) e per i due maggiori partiti: Pd e Pdl tornano a guadagnare. I Democratici sottraggono qualcosa ad Idv che crolla, probabilmente, scrive Crespi, come sempre ci illustra in prima persona i dati (con le tabelle, all’interno), per il caso sollevato dal Corriere intorno alla moralità dell’ex ministro. Read more

Diario politico. Festa alla Repubblica (?) Zingaretti: “La Lega vuole demolire Italia” 19 maggio, Crespi: “Prendeteli sul serio” Ma Napolitano: “Non fatemi vedere neroGoverno: stop intercettazioni sui servizi Dalla secessione allo “Stato di polizia”(?)

giugno 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. E’ stata una giornata a due facce (…), quella di oggi, per il nostro Paese. Da un lato si è rischiato di (vederla) fare davvero, la festa, alla Repubblica italiana. Dall’altra gli anticorpi sembrano ancora, nonostante le “cure” (debilitanti), molto forti. E questo “parla” di una democrazia ormai matura che rende gli sforzi di chi tenta di manipolarla ancora più vigliacchi e immorali per il nostro Paese. Il “senso” (di marcia: è proprio il caso di dirlo – ?) è duplice: da un lato c’è la Lega, come abbiamo detto con Laratta, che vuole «dividere e demolire l’Italia» (parola del presidente della Provincia di Roma e più “spesso” tra i candidati, o papabili, alla futura leadership del Pd). Il giornale della politica italiana ha denunciato la serietà del tentativo, ancora una volta, prima degli altri: prendiamoli sul serio, appunto, scrivevamo due settimane fa; anche perché il ddl intercettazioni, così com’era configurato, e come ora si può sperare che non venga approvato, rischiava di favorire questo tentativo, mettendo il silenziatore a tutte le manovre illecite alle nostre spalle e a nostre spese che potevano (possono) far implodere il sistema. Ma è proprio (ancora) il disegno di legge che mira a rendere molto più difficile l’ascolto delle telefonate da parte della nostra giustizia a (poter) rappresentare il vero piede di porco per far saltare il “banco” (leggi: la nostra democrazia), sul secondo livello sul quale si è insistito oggi e del quale il Politico.it, solo, vi rende (in questo modo) edotti: un vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli appronta imprevedibilmente un emendamento allo stesso ddl che prevede che i nostri servizi, nell’esercizio delle loro funzioni, non possano essere intercettati. Un modo, la definizione è di Di Pietro ma noi condividiamo il senso, per spalancare le porte delle stanze del potere ai servizi (deviati) e, in ogni caso, favorire (appunto) la (ri)fondazione di uno «Stato di polizia». Tutto questo ha un’unica matrice (anti)culturale, sulla quale torneremo nei prossimi giorni: si chiama (determinazione della) mancanza di senso critico, la favorisce l’azione di dispersione culturale del nostro Paese sviluppata da una parte della nostra destra. E prepara il terreno ad involuzioni (di nuovo: anti)culturali che possono andare nel senso della divisione o dell’(ultra)compattamento (illiberale) – che non esclude, comunque, forme di separazione – ma si possono definire in un solo modo: quello che Maurizio Crozza, nella foto, in qualche modo anticipa. Il presidente della Repubblica sia avvertito: meglio vedere (ora), che non poterlo più fare (poi). Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.                  Read more

Diario politico. Onestà e responsabilità-2 Se Fini riceve Saviano (per sostenerlo)
E gli intellettuali di destra: ‘Difendiamolo’ Mentre Napolitano celebra unità nazione Si (ri)costruisce a partire proprio da qui

maggio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Il giornale della politica italiana, i nostri lettori lo sanno bene, è un giornale libero e sopra le parti. O, se volete, dentro (entrambe) le parti. Tale da fare, tra l’altro, un proprio endorsement per Marino alla viglia delle primarie Democratiche, e contemporaneamente per il presidente della Camera in un’altra occasione dentro la maggioranza. Da dare “consigli” al centrosinistra su come uscire dall’impasse e al presidente del Consiglio per girare a vantaggio proprio e del Paese la dialettica con Fini. il Politico.it non “sta” insomma né con il centrodestra né con il centrosinistra, ma promuove, oltre al resto, quelle forze dentro l’uno e l’altro polo che promettono la modernizzazione dell’Italia all’insegna dei (nostri) valori condivisi, condizione irrinunciabile per rifare grande il nostro Paese. In questa chiave la giornata di oggi ci propone un altro esempio del “bene e del male”, se vogliamo utilizzare (ma per gioco) queste categorie berlusconiane della politica (o no?). Come vi abbiamo raccontato nel Diario di ieri, Emilio Fede aveva insultato Saviano sostenendo, in buona sostanza, che non se ne può più di lui. In precedenza era stato il premier a dire che lo scrittore napoletano contribuiva alla popolarità della mafia, piuttosto che combatterla, con il proprio Gomorra come tutti gli altri che la raccontano. Oggi Gianfranco Fini – che già durante la direzione dello scontro con Berlusconi aveva stigmatizzato quelle prime parole del Cavaliere – ha voluto rimarcare le differenze, accogliendo Saviano a Montecitorio e palesandogli la «vicinanza delle istituzioni», oltre alla «stima». Ma anche due battitori liberi di centrodestra come Filippo Facci e Antonio Socci oggi, dalle colonne di Libero, lanciano un appello al proprio establishment affinché «non regaliamo Saviano alla sinistra». A dimostrazione di come le posizioni oneste e responsabili (moderne ed europee) del presidente della Camera sono magari oggi minoritarie nella classe dirigente (o meglio, tra i parlamentari) della maggioranza ma sono condivise da molte parti del ceto intellettuale e anche della società che fa riferimento alla destra. Nello stesso giorno, il capo dello Stato prosegue le celebrazioni per il nostro 150° anniversario, giudicando «penose» le parole di chi getta fango sull’unità del nostro Paese. Che non è né di destra né di sinistra; è ciò che rende l’Italia, l’Italia. Se vogliamo tutti insieme rifare grande questo Paese, dobbiamo partire di qui. E dall’onestà e dalla responsabilità. A destra come a sinistra. Una grande alleanza non elettorale ma culturale, per modernizzare la politica italiana, e costruire così il futuro. Il racconto, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. Se Casini rompe gli indugi Cesa: ‘Oggi azzerati gli incarichi nell’Udc’ Pier: “Sì, nascerà il Partito della Nazione” Ecco spiegato il silenzio post-Regionali
E Fini ora su governo di salute pubblica?

maggio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ama la politica vera. E nella partita a scacchi che il leader centrista sta giocando da prima delle Regionali di tutto questo sembra esserci poco. Tuttavia la nascita di un partito (di cui peraltro abbiamo scritto noi per primi) che ha l’ambizione di scardinare il bipolarismo – che, al contrario, il nostro giornale considera necessario per la modernizzazione del Paese – merita l’attenzione che gli dedichiamo. Casini che dunque comincia a sciogliere l’Udc per dare vita, nei prossimi giorni/settimane, al Partito della Nazione. Che coinvolgerà presumibilmente i libdem all’amatriciana di Rutelli. E che originariamente – sin dal nome – era stato pensato per piacere al presidente della Camera. Alcuni osservatori si chiedevano a cosa preludesse l’assenza dal dibattito pubblico del leader Udc dopo il voto di marzo; ora lo sappiamo. Ora noi ci chiediamo che cosa possa significare il silenzio di Fini di fronte alla proposta, evidentemente combinata a questo nuovo passo, di Casini, di ieri, di un «governo di salute pubblica». Ovvero una grande ammucchiata che o preluda all’apertura di trattative a destra e a sinistra per le alleanze in vista del 2013, oppure favorisca proprio la nascita del Pdn, passo successivo al ritorno al centro del baricentro della politica italiana e alla partecipazione alla grosse koalition e magari all’esecutivo di chi poi ci dovrebbe stare. E Monteze- molo sarà in prima persona della partita? Sapremo nelle prossime ore. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Crisi di/del (nel?) governo Verdini indagato per corruzione (6° caso) Berlusconi: ‘Una congiura (contro di me)’ Fini: “No, è un dovere tutelare la legalità” Bossi: “E i magistrati fanno il loro lavoro” Ma nel palazzo c’è chi fa nomi e cognomi

maggio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il presidente del Consiglio risfodera la teoria del complotto, rispedita però al mittente da presidente della Camera e leader della Lega. Come abbiamo rilevato ieri, l’unica “congiura” (apparente) è, in realtà, una crisi di legalità che coinvolge il partito di maggioranza relativa, ora al sesto caso di indagine aperta, (non solo) per le vicende legate agli appalti per il G8 della Maddalena. Anche se nei corridoi della politica italiana c’è chi accredita (anche) la tesi del premier, indicando peraltro in un membro dello stesso governo – come già era avvenuto per l’esplosione degli scandali sessuali – il possibile regista di un’operazione volta ad “eliminare” (politicamente) tutti gli “avversari” (interni). Al momento, illazioni e poco altro. Che tuttavia completano il quadro. Del quale ci racconta, come sempre, Carmine Finelli. Read more

Oggi è il ministro più amato dagli italiani Equilibrio e rigore: Maroni al 55% fiducia Osservatorio settimanale firmato Crespi Pdl al 34%, Pd al 26%: su Lega, Idv e Udc

aprile 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Rilevamento di aprile nel pieno dello scontro Berlusconi-Fini: il capo del Viminale ottiene il più alto tasso di apprezzamento tra i membri del governo (Berlusconi, per dire, è al 54%). Frutto di un’immagine (e di una sostanza) fatta di risultati (ad esempio nella lotta alla criminalità organizzata) che smorza gli eccessi della Lega (i giorni dei respingimenti sono lontani, anche se restano come una ferita) e ne elevano il pragmatismo (e contatto con il sentire – e il sentore – degli italiani) a modello. Questo almeno è quanto emerge dall’indagine del grande sondaggista dopo il silenzio pre (e post) elettorale. E sul giornale della politica italiana è lui in persona, come sempre, a presentarci i dati.           Read more

Diario politico. Crisi tra Berlusconi e Fini FareFuturo: ‘C’è una differenza culturale‘ “Legalità, noi pensiamo Paolo Borsellino Loro prima tempistica di processo Mills” Premier: “Saviano propaganda la mafia”

aprile 16, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. I giornali della destra finiana vanno all’attacco del presidente del Consiglio che, involontariamente, nel giorno in cui peraltro il governo – va detto – comunica i buoni risultati nella lotta alla criminalità organizzata, sembra dare loro ragione, rispolverando un punto di vista già espresso sul tema della lotta alla mafia: ovvero quello per cui parlarne sia un modo non per contribuire a sconfiggerla ma, più che altro, per macchiare l’immagine dell’Italia all’estero. Una concezione strettamente connessa con la sua abilità di comunicatore e, per estensione, con il tentativo di chiudere le trasmissioni che “macchiano”, a loro volta, la sua immagine, costruita con, appunto, tanta capacità e nel tempo e rispetto alla quale quindi ogni intervento esterno che la può colpire è un vero e proprio atto di lesa maestà. In ogni caso una presa di posizione inaccettabile, quella del premier nei confronti dell’autore di Gomorra, che conferma ciò che, appunto, FareFuturo e Flavia Perina sul Secolo d’Italia scrivono oggi: tra Fini e Berlusconi c’è una differenza culturale, che si manifesta anche, tra il resto, nella diversa concezione della legalità. Tutto questo per spiegare quello scontro, tra i due cofondatori del Pdl, che dopo lo strappo di ieri prosegue e che Baffigo ci racconta, all’interno.

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Diario politico. La Lega partito del Paese Ballottaggi, avanza il centrodestra Carroccio boom (e vince anche da solo) “Riforme condivise” (per farle davvero) Così sostituisce (a modo suo) il Pd

aprile 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. La Lega è oggi l’unico partito italiano che non (tanto) risponde alla “chiamata” delle esigenze del Paese, ma lo rappresenta naturalmente, identificandosi nei suoi interessi (più o meno legittimi). Al Nord il buongoverno delle amministrazioni e la rappresentanza “naturale” (appunto) delle istanze del territorio la portano ad essere decisiva per il centrodestra che conquista la “rossa” Mantova (al centro dell’area di confine con l’Emilia terreno di avanzata leghista) e a vincere da sola (contro anche il candidato Pdl), col 72%, a Vigevano. Intanto Maroni scavalca al centro tutta la coalizione (Fini compreso, che oggi si lascia scappare un placet a fare le riforme anche senza il centrosinistra, salvo poi tornare sui propri passi) predicando il dialogo con l’opposizione. Perché è questo di cui ha bisogno e che chiede il Paese (anche per non vedersi poi cancellare il lavoro di mesi da un referendum abrogativo). Identità, dunque, ma nel senso di coincidenza con il popolo, alla quale la Lega appartiene, ascolto (di sé) e risposte (senz’altre mediazioni): così il Carroccio è diventato ciò che i Democratici aspiravano ad essere per loro stessa costituzione: il partito che rappresenta il Paese al di là di ogni steccato sociale e (precedentemente) politico-ideologico. Che poi Bossi e compagni (è proprio il caso di dirlo?) lo facciano con una vena di populismo e proponendo ricette in qualche caso inaccettabili come nel caso dell’immigrazione e del tema della (non) integrazione, è responsabilità di un centrosinistra che viene meno alla sua funzione storica di identità e di guida (sana) aprendo lo spazio ad una (auto)rappresentanza del popolo (così nasce infatti la Lega) con tutto quello che di deleterio questo porta con sé: Comunicazione intensa, ricostruzione di una percezione di immediatezza e di vicinanza, nella non negoziabile responsabilità: o potrebbero volerci anni prima che l’opposizione torni a governare questo Paese. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

L’editoriale. Riforme nell’interesse di tutti (gli italiani) di Luigi Crespi

aprile 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana cre- de nell’onestà e nella responsabi- lità. Su queste colonne avete sempre trovato e troverete sempre e solo idee, opinioni, punti di vista ispirati a quei due valori irrinunciabili. Per il bene del Paese. E’ su questi due pilastri che si può infatti rifondare la politica italiana del futuro. In questa chiave il grande sondaggista legge il peso sempre maggiore che la Lega va acquisendo nella nostra politica, «un peso superiore a quello elettorale», che tende a non funzionare per l’interesse di tutti. Come nel caso della riforma elettorale, sulla quale, dalla «legge-porcata» di Calderoli al dibattito che si sta sviluppando nella maggioranza, le camicie verdi insistono per una soluzione che, invece di essere utile a tutti, serve ad «esaltare il peso (ancora) elettorale della Lega». Oggi il presidente del Consiglio incontra Bossi. il Politico.it, per la firma proprio dell’ex spin doctor del Cavaliere, lancia al premier un appello: presidente superi gli egoismi e pensi – a partire dalla legge elettorale – a soluzioni per il bene del Paese.            Read more

Napolitano il presidente di tutti gli italiani Ieri no all’esclusione del Pdl da Regionali Oggi no alla norma anti-lavoratori del Pdl

marzo 31, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il capo dello Stato rinvia alle Camere il disegno di legge del governo che consentiva ai datori di lavoro di “imporre” ai propri dipendenti la rinuncia ad andare dal giudice – sostituito da un arbitrato – in caso di licenziamento senza giusta causa. Una sorta di aggiramento/cassazione de facto dell’articolo 18. Lo spirito del tempo, che “consente” al centrosinistra di non dire una parola su questo provvedimento che avrebbe minato/minerebbe gli equilibri tra proprietario e lavoratore, e ridurrebbe ulteriormente le garanzie sul lavoro, è ininfluente per Napolitano così come lo era stato il “richiamo della foresta” (della sua parte di provenienza) al momento di decidere se firmare il decreto interpretativo salva-liste. Ovvero come interpretare con grande equilibrio e saggezza il proprio ruolo di garante della Costituzione e di presidente di tutti gli italiani. Da una posizione uscita rafforzata proprio dal “sì” a quel dl: ora nessuno potrà contestare a Napolitano di non agire in nome del Paese, di tutti i cittadini. E’ per questo, e a questo fine, che il giornale della politica italiana sostenne la scelta del presidente della Repubblica. Ci racconta tutto Stefano Catone.            Read more

Diario politico. Cdm vara dl interpretativo Sì NAPOLITANO: ‘NEI LIMITI DELLA LEGGE’ 1] ‘Si è nel tribunale quando (lo) si vuole’ 2] ‘Certe irregolarità non sono irregolari’ Pd: “Un trucco ridicolo“. Idv: “In piazza”

marzo 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il Consiglio dei ministri, riunito straordinariamente stasera (sulle ragioni della “fretta”, vedi la nostra esclusiva), partorisce il tanto atteso decreto che «precisa il significato» delle norme sulla presentazione delle liste elettorali imbeccando così il Tar che dovrà decidere sulla riammissione del Pdl nel Lazio e di Formigoni in Lombardia. Tre articoli, (questa volta) dichiaratamen- te ad listam, che dicono che la presentazione della lista avviene nel momento in cui si entra in Tribunale con l’intenzione di presentarla (…) anche se poi si esce e si rientra dopo il termine previsto (risolve il problema-Lazio); e che le irregolarità formali non inficiano la regolarità complessiva (Lombardia). Po- co prima della mezzanotte arriva il sì del presidente della Repubblica, che emana il provvedimento che già domani sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. L’opposizione insorge. Di Pietro: «Andrebbe bloccato con le forze armate». Bersani: «Un pasticcio tutto loro». I dettagli del dl e il racconto di Cdm e giornata per la penna di Finelli, all’interno. Read more

Corsa “matta” Pdl per approvare decreto Domani Formigoni sarà riammesso da Tar Ceccanti: “E Lega non lo voterebbe più”

marzo 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Esclusivo. Il giornale della politica italiana è in grado di svelare il motivo per cui il centrodestra ha fretta di approvare, stasera stessa, il decreto cosiddetto salva-liste, quello che riscriverà i termini per la presentazione e consentirà la riammissione del Pdl a Roma e del listino per Formigoni (e quindi del suo candidato presidente e di tutta la coalizione che da lui discende) in Lombardia. E proprio Firmigoni, come lo chiama ironicamente Pippo Civati sul suo blog, è la chiave di questa soluzione cercata in fretta e furia un venerdì sera, senza aspettare i verdetti del Tar lombardo (domani) e quello romano lunedì. Berlusconi teme infatti, paradossalmente, che domani il tribunale riamministrativo riammetta il presidente uscente, risolvendo così – fuor di decreto – il problema per la Lombardia. Della quale, solo, interessa alla Lega. Che dopo l’eventuale pronun- ciamento favorevole per Formigoni – anche alla luce della prudenza espressa in questi giorni sia da Ma- roni sia da Bossi rispetto all’ipotesi dell’interven- to legislativo – negherebbe presumibilmente il proprio appoggio ad un decreto che servisse solo a far rien- trare in corsa la lista del Pdl nel Lazio. E’ il senatore Democratico Stefano Ceccanti a rivelare (il Politico.it) Read more

Diario politico. POPOLO? DELLE LIBERTA’ Liste, “Cambino le regole”. No di Maroni FOTO: Ma in pochi vanno a protestare Critica di Fini: “Così com’è non mi piace”

marzo 3, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Il primo partito italiano nella bufera ad un mese esatto dalle elezioni. E la causa sembra essere – paradossalmente – l’eccesso di libertà (interna). Primo, rispetto alle regole. C’è chi compila le liste senza curars(ene) troppo forse pensando di poter(le) poi cambiare. Il ministro dell’Interno li gela: «Non se ne parla». E con Polverini manifestano in pochi (foto). Poi, il presidente della Camera. «Non parla del caso», fa notare La Russa, e del resto quella è solo la punta di un iceberg fatto di “scelte” che all’ex leader di An non vanno giù. «Bisogna regolamentare giuridicamente i partiti (e dunque ridurre gli spazi di “libertà”, ndr)», sembra raccogliere (indirettamente) il solito Rotondi. Terzo, il coordinatore, Verdini. L’uomo che anticipò l’esito delle elezioni del 2006 con una sicumera che a qualcuno fece venire il sospetto di trame contro la regolarità del voto è invischiato nella vicenda degli appalti della Protezione civile, e verrà reinterrogato – insieme a Balducci e agli altri – nei prossimi giorni. In tutto questo qualcuno fa notare il silenzio (delle ore peggiori) di Berlusconi. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Bertolaso: ‘Io vado avanti’ Immigrazione, Fini: ‘Ok Maroni. Mio ruolo’

febbraio 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Audizione del capo della Protezione civile alla Camera. Il sottosegretario “prende atto” che il governo gli respinge le dimissioni e resta al suo posto. Vi rendiamo conto delle parole di Bertolaso e delle reazioni della politica italiana. Il presidente della Camera si compiace del passo indietro della Lega di cui vi abbiamo raccontato ieri, di fronte alla proposta di Salvini di effettuare “rastrellamenti” ai danni degli immigrati a Milano, dopo i fatti di via Padova, rivendicando una parte del merito. Oggi è stato il giorno della presentazione delle tre candidature femminili alla guida di Regione da parte del centrodestra: Polverini nel Lazio, Faenza in Toscana, Modena in Emilia-Romagna (non è un gioco – di parole – geografico). Berlusconi: «Elezioni nazionali, necessaria una scelta di campo. Tra noi e la sinistra differenze antropologiche». Il racconto. Read more

Lega&immigrati, passo indietro (realista) Bossi (con Maroni): “No ai rastrellamenti”

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sabato sera via Padova, a Milano, si trasforma nel teatro di una guerriglia urbana tra stranieri ghettizzati. Ieri la Moratti invoca un intervento del governo attraverso un incremento delle forze dell’ordine. Stamattina Salvini va oltre: «Andiamo a prendere gli stranieri casa per casa». Un’”idea” che evoca brutti ricordi, ben definiti dalla parola scelta dal leader leghista per descrivere la proposta del consigliere milanese e rispedirla al mittente. E il ministro dell’Interno: «Cambiare modello di integrazione: in futuro mai più un quartiere un’etnia». La Lega del governo, dunque, si fa Lega di governo e con realismo appunto – non si pretenda, per ora, di più – cambia decisamente punto di vista sull’immigrazione. Tra una brutta giornata (quella di sabato nel capoluogo lombardo) e brutte parole (quelle di stamane), finalmente un raggio di sole. Ci racconta tutto, Stefano Catone. Read more

Diario. Pd pensa come noi (no viceversa) “Protezione civile, immunità ai processi” Berlusconi: “I programmi Rai? Solo pollai”

febbraio 10, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. La notizia è quella che vi abbiamo dato nel pomeriggio. Là dove i giudizi si intersecano è nel sospetto che la norma che prevede l’improcessabilità per i commissari ai rifiuti della Campania – di per sé un vulnus ulteriore alla “legge uguale per tutti” – possa essere il primo passo verso l’introduzione di una più generale immunità per i responsabili della Protezione civile, compresi quelli coinvolti nello scandalo emerso oggi. E’ il tema centrale – su cui sentiamo le parole di Franceschini – di una giornata che è cominciata appunto con il “caso Bertolaso”, rispetto al quale vi diamo conto di tutte le reazioni della nostra politica. Ma che è proseguita con il presidente del Consiglio “a cuore aperto” su pentiti («Inaccettabile che dipendenti dello Stato mi impediscano di governare») e stop all’informazione del servizio pubblico negli ultimi trenta giorni di campagna elettorale per le Regionali, ovvero i due temi caldi, invece, degli ultimi giorni. Ultimo spunto, il Giorno del Ricordo, la giornata voluta da Napolitano per ricor- dare le vittime delle foibe. Il racconto. Read more

Diario. Ecco piano antimafia del governo Premier: ‘Meno immigrati meno criminali’

gennaio 28, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Consiglio dei ministri a Reggio Calabria per dare una segnale nella lotta contro la criminalità organizzata. Per la quale, tra l’altro, l’esecutivo istituisce l’Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati alle mafie annunciata da Maroni. Vi spieghiamo nel dettaglio le misure del Cdm. Ma Berlusconi dice almeno tre cose che suscitano un vespaio. La prima è quella da cui il titolo. Poi ribadisce che non devono più essere fatte trasmissioni sulla mafia, che ci mettono in cattiva luce. E infine risolve la questione del rischio che i beni confiscati messi all’asta possano essere riacquistati dalla mafia con una battuta: «E noi li sequestriamo di nuovo». Presidente del Consiglio protagonista anche di uno stop-and-go sulla scelta del candidato del Pdl in Puglia in vista delle Regionali. Ieri, come raccontato nel Diario, rilancia la possibilità di un accordo con l’Udc sulla base di un «terzo candidato condiviso, da mettere in campo dopo un passo indietro di Palese e Poli Bortone». Dopo il no della leader di Io Sud e di Casini rivendica la capacità di vincere da soli anche nella terra di Vendola. Infine la Cassazione dichiara legittima l’ordinanza d’arresto per Cosentino: ordinanza che potrà essere eseguita, però, solo dopo la fine del mandato, visto il no delle Camere alla sua esecuzione immediata. Il racconto. Read more

Diario politico. L’affaire Bertolaso, Hillary: “Ferita da critiche”. Accordo Pd-Di Pietro

gennaio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. E’ bufera sul capo della Protezione civile per le critiche rivolte all’America sugli aiuti alla popolazione di Haiti colpita dal terremoto. Ieri Désirée Rosadi ci riferiva della presa di distanza di Frattini – «Bertolaso non può coordinare il mondo» – alla quale fa seguito quella di Berlusconi, che parla di Usa «generosi». Ma la Clinton in serata rincara la dose. E’ stata una giornata febbrile per il Partito Democratico quella di martedì. In mattinata il fulmine a ciel sereno, inaspettato appunto, di un Romano Prodi che in un colloquio con Massimo Giannini per Repubblica ci andava giù duro: «Ma chi comanda nel Pd?». Il j’accuse muoveva dall’apparente mancanza di linea che avrebbe caratterizzato e favorito le vicende pugliese e bolognese. Ma Bersani, che nel corso della giornata avrebbe confermato («In 11 regioni su 13») l’alleanza con l’Italia dei Valori in vista delle elezioni di marzo, rispediva gentilmente al mittente le critiche. Quanto a Bologna, dopo le dimissioni di Delbono si lavora ad una velocizzazione dei tempi per la risoluzione della “crisi”: Maroni propone un decreto perché si possa votare lo stesso giorno delle Regionali: «Ma solo se tutte le forze politiche sono d’accordo». Il racconto.  Read more

Sondaggio Crespi, ancora su Napolitano E tra i ministri il più amato resta Brunetta

gennaio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Fiducia nelle istituzioni e negli esponenti del governo. Il capo dello Stato cresce, ora è al 65% di chi lo giudica positivamente. Stabili Fini e Schifani. Per ciò che riguarda l’esecutivo balzo in avanti di Tremonti (+3% nell’ultimo mese) ma in testa alla classifica rimane il responsabile della Pubblica amministrazione (58%) tallonato da Maroni, anch’esso col segno più (1) a gennaio. Le tabelle. Read more

Diario. Berlusconi: “Su giustizia leggi ad libertatem”. Bersani: “Così dialogo salta”

gennaio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Natale è alle spalle, l’aggressione al presidente del Consiglio – che fa il suo rientro a palazzo Grazioli – sempre più lontana, e le curve di Pdl e Pd lentamente si disgiungono. La maggioranza accelera su processo breve e legittimo impedimento, i Democratici non ci stanno (più). Vi spieghiamo nel dettaglio i piani del centrodestra. Come anticipato oggi, in Lazio è sempre più vicina la scelta della leader Radicale come candidata di tutto il centrosinistra. Gli elogi del segretario («Emma è una fuoriclasse»), che lascia però l’ultima parola all’assemblea regionale fissata martedì. «Ma niente primarie dove la destra ha già un uomo (o una donna) in campo». Sulla vicenda di Rosarno interviene Giorgio Napolitano: «Tradite legalità e solidarietà». Sacconi: «Un grande Piano per l’integrazione, che coniughi repressione della clandestinità e politiche apposite». Il racconto.            Read more

L’editoriale. Rosarno, ove inciviltà provoca inciviltà di Gad Lerner

gennaio 9, 2010 by Redazione · 3 Comments 

Il commento sugli scontri nella cit- tadina calabrese affidato al conduttore de L’Infedele. Che sottolinea il «trattamento bestiale» riservato agli immigrati dei quali pure l’economia locale non può fare a meno. Più tardi un intervento di un autorevole esponente dell’opposizione. Solo sul giornale della politica italiana. Buona lettura. Read more

***L’editoriale della direzione*** IMMIGRAZIONE, COME TOGLIERE ACQUA AL MULINO DELLA LEGA

gennaio 8, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Guerriglie tra italiani e immigrati dopo che alcuni di loro, lavoratori della terra a Rosarno, in Calabria, sono stati feriti da colpi di arma da fuoco. Il ministro dell’Interno ha campo libero: «Nel nostro Paese troppa tolleranza» nei confronti dell’immigrazione clandestina, certo, ma il ”messaggio” è chiaro. Tutto questo accade per un deficit di Politica della quale portano responsabilità il resto del centrodestra e il centrosinistra. I primi non hanno una linea univoca e nella quale credano e lasciano che la Lega eserciti la sua golden share nei loro confronti, dominando su questo temi la politica del Governo. I secondi continuano a predicare l’integrazione senza riuscire ad entrare in sintonia con il Paese, presentandosi come il “partito degli stranieri”. Il giornale della politica italiana offre la traccia di una possibile soluzione. Senz’altro interesse che cercare di contribuire a fare il bene dell’Italia. Read more

Diario politico. Da premier lettera al Papa: “Valori cristiani”. Ma Di Pietro: “Diavolo”

dicembre 23, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Ultimi scampoli di politica italiana prima della pausa natalizia. Corrispondenza (a senso unico) tra la nostra politica e la Chiesa. Oltre a Berlusconi che scrive a Benedetto XVI, c’è da registrare la “lettera” del leader Idv a Gesù bambino, al quale Di Pietro sembra rivolgersi parlando in realtà al Pd: «Come si fa a dialogare con il lupo cattivo?», altra metafora che rafforza quella di Belzebù (quello vero). Al di là di questa (più o meno folkloristica) parentesi epistolare, le api della politica italiana (o, meglio, della maggioranza) ronzano tutte (fuori stagione) attorno al miele del (possibile?) dialogo. Ma sembra tra sordi: dal centrodestra la disponibilità a fare le riforme partendo però dalla giustizia (e Bersani, ieri a Porta a porta, sospetta che si dica giustizia per dire Berlusconi e leggi ad personam), dal centrosinistra la disponibilità a fare le riforme ma ragionando «astrattamente del sistema», dice (sempre) il segretario Democratico, e non di un caso particolare. Il presidente del Consiglio spera che ci pensi la moral suasion di Napolitano (nella vignetta di theHand con cui chiudiamo questa settimana pre-natalizia) a convincere i riformisti di Bersani. Ecco il (bel) racconto di Baffigo. Gli aggiornamenti del giornale della politica italiana riprenderanno nel week-end dopo Natale. Auguri di cuore a tutti voi, cari lettori. Buone festività dal vostro giornale. Read more

Diario politico. Premier perdona Tartaglia ‘Ma giudici diano segnale’. Sì Finanziaria

dicembre 23, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Berlusconi: «Non si possono aggredire così le istituzioni». In mattinata aveva telefonato a Napolitano per gli auguri. Il presidente della Repubblica: «Tra noi rapporti personali buoni, ha apprezzato il mio discorso» del quale vi abbiamo reso conto ieri. Fiat verso la chiusura di Termini Imerese, la protesta dei lavoratori davanti a palazzo Chigi. Ai quali si aggiunge Barbato, Idv, che usa parole di pietra, poi smentite: «Per ogni disoccupato gliela tiro io una statuetta in faccia». Il racconto. Read more

Diario. Schifani: ‘Facebook peggio gruppi violenti anni ’70′. Donadi: ‘Come in Iran’

dicembre 18, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it, eccezionalmente al mattino per lasciare spazio, ieri, al caso dei regali sfarzosi ai deputati Pdl sollevato da Franco Laratta sul giornale della politica italiana. Maroni fa un passo indietro rispetto all’intenzione-tentazione di una stretta sulla rete ma l’idea di fondo resta, e lo dimostra l’uscita del presidente del Senato. Insorge il popolo democratico, trasversale rispetto agli schieramenti. Della Vedova (Pdl) rincara la dose del capogruppo Idv: «La pensano così i regimi totalitari». Ma ieri è stato anche il giorno del rientro a casa del presidente Berlusconi, al quale i medici hanno “prescritto” dieci giorni lontani dalla politica italiana, ma che di fatto compie il suo ritorno sulla scena proprio ieri: «Se cambia il clima il mio dolore non sarà stato inutile – dice il premier – pronti al dialogo (ma anche a fare le riforme da soli, ce le chiede la gente) con l’opposizione responsabile se isola i fomentatori (Di Pietro, ndr)». Ma Bersani: «Sì al dialogo in Parlamento, no a leggi ad personam». Il racconto, oggi, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. Fini: “Superato il livello di guardia”. Pdl: “Ora un patto democratico”

dicembre 16, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. La risposta di Bersani: «No a leggi ad personam. Per noi le regole democratiche ci sono già». Il presidente della Camera: «Che si debba auspicare confronto civile dimostra che si è andati oltre. Stella polare sia Napolitano». In serata l’ufficio di presidenza del partito di maggioranza: «Stop a scorciatoie giudiziarie». Vengono rimandate intanto le dimissioni di Berlusconi dall’ospedale, dove rimarrà ancora fino a giovedì dopo aver trascorso una notte più travagliata della precedente. Vi raccontiamo nel dettaglio come sta. Oggi è stato anche il giorno del sì alla fiducia sulla Finanziaria, approvata così com’era stata presentata come da richiesta di Tremonti. Infine, la notizia del pacco bomba lasciato in uno sgabuzzino sotterraneo della Bocconi. Maroni: «Serie di azioni in varie città. Non vanno sottovalutate». Il racconto. Read more

DIARIO. Premier: ‘L’amore vince sull’odio’ Per oggi alla Camera trionfa ancora l’odio

dicembre 15, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana, i nostri lettori lo sanno bene, è il giornale del dialogo. Inteso come forma alta di ascolto reciproco e, quindi, di conseguente disponibilità a capirsi e, magari, a fare un tratto di strada insieme, nelle differenze, per il bene del Paese. Nella realtà, mentre il premier spargeva dalla home del sito del Pdl parole d’amore nei confronti della sua metà del Paese, in aula Cicchitto e Di Pietro si lanciavano parole come pietre nel segno dell’odio (politico). Rafforzando, se possibile, la divisione già profonda tra gli italiani. Questo è il racconto di una giornata di alta tensione nella politica italiana, culminata nello scontro (politico) tra Fini e Tremonti sulla fiducia alla Finanziaria, e cominciata con lo scontro (verbale) tra il capogruppo Pdl e il resto del mondo, tra cui il leader dell’Italia dei Valori. Un racconto perfetto, da leggere tutto d’un fiato, assolutamente da non perdere. Solo sul giornale della politica italiana. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Read more

L’editoriale. Dico a Maroni: no alla censura di internet di G. Lerner

dicembre 15, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

In questa legislatura sono stati molti i tentativi, più o meno abortiti o fermati, di mettere mano alla libertà in rete. L’episodio dell’aggressione al presidente del Consiglio ha posto al centro della riflessione pubblica della politica italiana il tema del “clima” d’odio che, in un senso o nell’altro, in un modo o nell’altro, si starebbe respirando nella nostra politica. E, dall’altro lato, come si sa Facebook si è scatenata – ancora una volta in un senso e nell’altro: anche nell’esprimere sostegno, però, a Massimo Tartaglia – in reazioni di ogni tipo rispetto alla vicenda di piazza Duomo. In questa situazione è stato facile, per il ministro dell’Interno, riproporre la questione dei controlli sulla rete. Ed è di oggi l’annuncio che giovedì verrà portato in Consiglio dei ministri un pacchetto di norme per intervenire sui siti che incitano alla violenza e anche sulle manifestazioni di piazza. Un “programma” subiro stigmatizzato anche da Pier Ferdinando Casini: «No a norme illiberali». Il giornale della politica italiana dice la sua in questo breve editoriale del conduttore de “L’Infedele”. Read more

Diario. Napolitano: ‘Meno esasperazione’ Scuse Tartaglia. Csm, no processo breve

dicembre 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il capo dello Stato invita a «misurare le parole nelle piazze e in tv». Ma ciò che più di tutto può forse contribuire a placare gli animi è la lettera al premier dell’aggressore di piazza Duomo: «Il mio un atto vigliacco». Il giorno dopo l’aggressione al presidente del Consiglio, con Berlusconi ancora in ospedale – ci resterà fino a dopodomani mattina – trascorre tra le visite al Cavaliere delle più alte cariche dello Stato, di Bersani, degli alleati. Ma è verso sera che arrivano i primi veri segnali di distensione, con l’intervento di Napolitano e il messaggio di scuse di Tartaglia. Prima, Alfano e Maroni avevano avuto parole di preoccupazione. Il ministro della Giustizia: «Non si è trattato di un gesto isolato». Il capo del Viminale: «Berlusconi ha rischiato di morire». In serata arriva anche il parere dell’organo di autogoverno della magistratura sul ddl che prevede la limitazione della durata dei procedimenti. Il racconto. Read more

Polemiche, scontri. Ma per il dopo Silvio elettori Pdl preferiscono comunque Fini

novembre 29, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sondaggio di Crespi Ricerche sul giornale della politica italiana. Il 59% con il presidente della Camera. L’aspra dialettica interna, gli attacchi del Giornale e di Libero sembrano non avere avuto peso: per gli oltre 10 milioni di italiani che scelgono abitualmente Popolo della Libertà resta l’ex leader di An il naturale successore del Cavaliere. Stessa domanda ai leghisti per il dopo Bossi: e a prevalere, a sorpresa, è Tremonti (52%) che lascia Maroni al 18%. Ci spiega i dati come sempre il nostro Luigi Crespi in persona. Read more

Migranti, Francia&Italia incalzano Barroso E sul terrorismo: “Sì a censura internet”

novembre 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Lo hanno deciso i ministri dell’Interno del Mediterraneo riuniti ieri a Venezia. Lotta al terrore, sì alla chiusura dei siti che fanno apologia. Poi Maroni e l’omologo francese Besson rilanciano l’impegno di Berlusconi e Sarkozy per sollecitare «azioni concrete» da parte della Commissione europea sul tema dei flussi. E a margine scontri tra la polizia e i manifestanti. Ci racconta tutto Désirée Rosadi.           Read more

‘White Christmas’, via gli irregolari. Dove la Lega vuol “far piazza pulita” per Natale

novembre 24, 2009 by Redazione · 2 Comments 

A Coccaglio, nel bresciano, la nuova amministrazione di destra (tre assessori leghisti e tre del Pdl) ha dato il via ad ispezioni a tappeto per “scovare” tutti gli immigrati senza permesso e cacciarli, togliendogli la residenza, entro il 25 dicembre. «Per me il Natale è la festa della tradizione cristiana, della nostra identità», spiega senza giri di parole l’assessore alla sicurezza. «Il ministro Maroni – dice il sindaco – ci ha indicato come farlo senza incorrere nei ricorsi dei giudici». Ma una parte della cittadina protesta. E gli extracomunitari scendono in piazza per prendere le distanze da un altro straniero accusato di un delitto efferato. Ci racconta tutto Francesco Carosella. Read more

‘Superpoliziotti costretti a pagarsi spese’ Qui in esclusiva interpellanza urgente Pd

novembre 20, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Hanno catturato Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Proprio oggi il ministro Maroni è da loro per congratularsi per l’ennesimo arresto, quello di Mimmo Raccuglia. Ma intanto i membri della squadra catturandi di Palermo lamentano di doversi autosovvenzionare per poterlo continuare a fare. Oltre al problema etico, il rischio, evidente, è che a lungo andare a risentirne siano il controllo del territorio e le indagini contro la mafia. Primo firmatario Franco Laratta, ecco in anteprima assoluta il testo dell’interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro Maroni con cui i Democratici lanciano l’allarme. Un problema grave, che sta a cuore a tutti e a maggior ragione, ovviamente, è giusto venga tenuto in conto da una maggioranza che fa del tema della sicurezza uno dei suoi cavalli di battaglia. Eccola. Solo sul giornale della politica italiana. Read more

Sondaggio di Crespi, ora giù Berlusconi Partito Democratico (più Pannella) al 30%

novembre 5, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Rilevamento di novembre sul giornale della politica italiana. Per la prima volta dopo cinque mesi il presidente del Consiglio e l’esecutivo perdono consensi: pochi punti di fiducia, ma il trend è invertito. Ci presenta i dati come sempre il grande sondaggista in persona, che individua tre ragioni: le liti dentro il Governo intorno alla figura di Tremonti; le voci di riforma della giustizia legata alle vicende personali del premier; l’assenza di strategia per fronteggiare l’onda lunga della crisi economica, ovvero gli effetti sull’occupazione e sulla situazione delle famiglie. Accanto a questo, il nuovo Pd di Bersani torna per la prima volta sopra il 28, che sommato (artificiosamente, certo, ma alle politiche del 2008 andavano insieme) ai consensi Radicali porta i Democratici vicini al loro massimo risultato di sempre. Tutti i dati, dunque. Vediamo. Read more

Diario politico. Berlusconi: ‘No al dialogo, fabbricano odio. Elezione diretta premier’

novembre 4, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il capo del Governo rivede in qualche modo le posizioni dei giorni scorsi e nega la possibilità di un confronto con l’opposizione, finchè «saranno in funzione le fabbriche del fango e dell’odio. E io non sono così ottimista da pensare che queste fabbriche verranno chiuse». Poi rilancia sulle riforme: «Sulla scelta del presidente del Consiglio è ora di adeguare la Costituzione formale a quella materiale: sia il popolo a decidere». Sì alla riduzione del numero dei Parlamentari, «l’avevamo già fatto (nella legislatura 2001-2006, ndr)», l’auspicio di una collaborazione leale tra Quirinale e Palazzo Chigi nel rispetto dei ruoli di ciascuno. E c’è il tempo anche per una risposta al nostro Paolo Guzzanti che ha più volte rivelato su questo giornale come la diplomazia americana guardi con fastidio i rapporti molto stretti tra l’Italia e Russia e Libia: «Obama ribadisce sempre l’apprezzamento per la mia strong leadership». Il secondo tema forte di oggi è la crepa che si apre tra Bossi e il suo delfino Maroni, dopo che quest’ultimo aveva minacciato un voto leghista contro il Governo e con l’opposizione se quest’ultima avesse sostenuto un aumento dei fondi destinati alla sicurezza. La “censura” del leader della Lega: «Il ministro dell’Interno farà ciò che dico io». Infine, vi aggiorniamo ampiamente sul caso Marrazzo, con tutto il racconto dell’ex Governatore dell’irruzione nell’appartamento di via Gradoli nella deposizione resa ai magistrati. Read more

I PROGRESSISTI D’EUROPA: «D’ALEMA MINISTRO DEGLI ESTERI DELL’UNIONE»

ottobre 31, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana ha sempre criticato il modo in cui l’ex segretario del Pds ha concepito il suo ruolo dentro il Partito Democratico. E sono sotto gli occhi di tutti errori strategici compiuti nel corso degli anni in cui è stato leader del centrosinistra. Ma ci sono almeno tre buone ragioni per vedere di buon occhio, e anzi per sostenere la candidatura dell’ex presidente del Consiglio che il Partito socialista europeo e i progressisti democratici hanno avanzato – insieme, è bene chiarirlo, a quelle di altri – per il ruolo di capo della diplomazia europea. Primo, D’Alema è stato un grande ministro degli Esteri italiano, come gli riconoscono tutti. Secondo, è stato grande per la sua leadership ma anche per una concezione che non prevede barriere tra oriente e occidente, che nasce dal sostegno alla causa dei palestinesi in un perfetto equilibrio con l’amicizia nei confronti di Israele, che addirittura si basa su una rivendicazione di personali origini arabe. Immaginate l’impatto sullo scenario mondiale di una sponda europea guidata da D’Alema alla politica per la Pace di Obama. Infine, D’Alema è riconosciuto sia a destra sia a sinistra come uno statista, e come uno in grado, nel bene e nel male, di dividere magari sciaguratamente dentro la sua parte ma di tendere ad unire gli schieramenti (appunto, nel bene e nel male) e comunque la politica italiana. Questa sua disposizione-ambizione è anche una delle ragioni per cui aspirò prima alla presidenza della Camera e poi fu candidato capo dello Stato, per cui il Governo non dice di no e Casini e Maroni lo sostengono. Il racconto di Ginevra Baffigo in questo speciale Diario.

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