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***L’ultimo rilevamento***
CROLLO PD, IL PDL LO AGGUANTA A (BASSA) QUOTA 25%
di LUIGI CRESPI

aprile 10, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Quando solo cinque mesi fa le due forze maggioritarie del nostro Paese erano distanziate da un abisso di 10 punti percentuali. E il Pd avrebbe vinto a man basse le elezioni. Potendo assolvere lui – come è suo compito – originale – e come avrebbe acquietato i famelici mercati sapere – alla funzione di salvare e rifare grande l’Italia. Come oggi non sta avvenendo. E ora gli italiani si sono lasciati alle spalle gli scandali che hanno caratterizzato l’ultima fase della carriera politica di Berlusconi (“travolti” da più impellenti esigenze non soddisfatte da una politica piuttosto impegnata a preservare se stessa, legate alla crisi, e dalle ricadute – sul paese – di nuovi scandali), e tornano in sintonia con la (sua) creatura. E se l’attuale esecutivo non riuscirà a tirare fuori l’Italia dalle secche (come ha già secondo noi dimostrato di non saper fare, come suggeriscono i nuovi picchi dello spread ma anche il vuoto pneumatico di spunti e piani per la crescita, con tanto di giornali “amici” costretti – per salvarlo – a paventare “salti nel buio” in caso di nuove elezioni – democratiche: “Monti – mai passato per il voto, ndr – non ha alternative”, ha scritto Dario Di Vico. Ovvero qualcosa che assomiglia molto all’ipotesi, ovviamente molto ipotetica, di sospensione del sistema), il Pdl passerà comunque all’incasso, tornando in corsa (essendo, meglio, appunto già tornato) e scongiurando una sconfitta già certa. A fronte della quale – e del proprio ritorno al potere – i Democratici avrebbero invece potuto compiere la propria vocazione di partito “del” futuro avviando subito il nostro paese nella prospettiva della innovazione, facendo ripartire immediatamente la – stessa – ? – crescita. ”Ma ora i nostri connazionali – scrive il grande sondaggista – si stanno dimenticando di Berlusconi”; mentre gli elettori Pd – tornati ad aumentare quando il Politico.it è intervenuto per preservare la vita di milioni di lavoratori e delle loro famiglie convertendo il segretario di se stesso a più savi consigli che a quelli di calare definitivamente le brache a 150 anni di conquiste dei diritti dei lavoratori e non solo – fuggono verso quella che Pigi chiama “antipolitica”, e che è invece il grido di disperazione di un’area di opinione e di sensibilità – “allargabile” a quel 40% di persone che oggi non votano – che dalla forza più onesta e responsabile di questo paese si aspetta di più: “Tocca solo a noi?”, si domandava retoricamente un Pigi dallo sguardo stanco sabato a Cortona. Se è vero, come noi pensiamo che sia vero, come sostiene il deputato del Pd, che “non tutti – in questa “melma” autoreferenziale: il vero “populismo”, caro Bersani, è questa “maggioranza” artificiosa che si regge solo sugli interessi – convergenti – della Casta – sono uguali”, è il momento di dimostrarlo. Se a questo si aggiunge che l’attuale governo, come intuito per primo da Dino Amenduni – e come ampiamente argomentato, spiegato e criticato da noi – è evidentemente di destra, e che Casini è (da sempre) naturale alleato di un Pdl post-Berlusconi (ma anche, come sappiamo, pre), Bersani rischia di compiere il capolavoro di (ri)consegnare – a conti fatti – il Paese per dieci anni consecutivi nelle mani delle forze conservatrici. Con quanto, specie nel momento di questa crisi, che richiede un completo cambiamento di prospettiva che non può essere assicurato da una destra – (post-)montiana – organica a poteri forti e mercati, ciò rischia di comportare per il paese.
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“Schiaffo” mercati a Monti: spread a 380 “Non ci hai ‘offerto’ art. 18, ci rivaliamo” Ma gov. non dev’esser affidabile co’ loro Ma agire nell’esclusivo interesse italiani E oggi ciò significa (ri)generare crescita Anche per (ri)mettere in sicurezza debito Ma questo Monti (proprio) non lo sa fare Esecutivo proff. è ancora utile al Paese? Crespi: “Maggioranza di noi pensa di no”
di GAD LERNER

aprile 9, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

La creatività, cita Giulio Giorello domenica sul Corriere, è riordinare elementi al cui uso siamo abituati quotidianamente, ma che nell’ordine attuale non danno la resa che possono dare in un ordine nuovo. Il giornale della politica italiana ha già indicato nella formazione continua – tassello per ciò che riguarda il lavoro di un completo ribaltamento di prospettiva in cui torniamo a fare della cultura il nostro ossigeno, (ri)sostituendo i contenuti al gossip, riavendoci della nostra capacità di pensare, recuperando il gusto per lo studio – la chiave per fare del lavoro (e della forza lavoro) il principale motore del rinnovamento delle aziende nel senso dell’innovazione. E – quindi – per rigenerare (una) crescita (che può arrivare “fino” alla doppia cifra). Il governo, invece, spiega il conduttore de L’Infedele, usa “gli strumenti tradizionali della scuola economica neoliberista”. Che è come infierire sul malato iniettando altro vaccino della stessa malattia che l’ha portato nelle condizioni in cui si trova oggi. Perché Monti ‘pretende’ di ascoltare i mercati. Ma i mercati, abbiamo già avuto modo di dirlo, non perseguono il bene dell’Italia, ma il loro. E quando nel nostro paese (la Politica) (si) torna a discutere per stabilire di non prendere una decisione – l’abolizione dell’art. 18 – che non è nell’interesse generale, ma solo di una parte e, al limite, degli investitori di Wall Street, ecco che loro si ribellano, come anticipato dal loro giornale, e come vediamo in queste ore. Perché è evidente che il nostro spread non sale (peraltro, da almeno dieci giorni) solo per la crisi occupazionale negli Stati Uniti – come tentano di accreditare, fuorviandoci, stamane i commentatori – ma anche perché non abbiamo sacrificato la libertà dei nostri lavoratori sull’altare della (loro) convenienza. Il compito di un governo dell’Italia, però, non è fare la loro convenienza; ma quella del paese (e non – di – un mercato). Quell’”affidabilità” nei confronti degli italiani, e non nei confronti di Wall Street, che abbiamo già rivendicato come condicio sine qua non per fare Politica nel nostro paese. E il bene dell’Italia, oggi, sarebbe (ri)generare la crescita; (ri)producendo la quale si metterebbe peraltro il nostro debito in sicurezza al di là di ogni tentazione famelica degli investitori. Ma Monti, lo abbiamo già scritto, questo non lo sa fare. E perciò cincischia intorno a provvedimenti preliminari – quale sarebbe stata, comunque, anche l’abolizione dell’art. 18 – che girano intorno al punto, senza mai centrarlo. Perché il suo “referente” (Etico) non siamo tutti noi, ma i mercati. Ed è anche per questo che, come ci rivela Luigi Crespi, i professori hanno sperperato in poche settimane il patrimonio di fiducia che avevano accumulato presso gli italiani, scendendo oggi al di sotto del 50%. Perché i nostri connazionali sono disposti ad accettare ogni sacrificio – per il bene, di tutti – ma non (ulteriore) sofferenza “spesa” sull’altare della salvezza di (solo) una parte di loro (o, peggio, dei “dominatori” stranieri: una tendenza, quella a “calare le brache” nei confronti dei conquistatori, che attraversa tutta la nostra storia – “recente”). Una riforma unilaterale e – in ultima analisi – anti-italiana – senza essere, come abbiamo già scritto, anticiclica – che infatti l’esecutivo è stato costretto a rimangiarsi. Ma ora Catricalà: “In Parlamento sarà possibile re-introdurre maggiore flessibilità”, gli fa eco anche il presidente del Consiglio da Israele. Il Pd è chiamato a tenere ferma la barra, o contraddirà la propria funzione (di “partito dell’Italia”, e non – tanto - dei – soli – lavoratori). Che è, semmai, quella di approfittare del passaggio parlamentare per introdurre la formazione (continua) nei momenti di transizione da un lavoro all’altro come chiave per mantenere i nostri lavoratori “sempre” occupati, dare quindi un senso ad ammortizzatori sociali che cesserebbero così di essere tali e diventerebbero una indennità di (dis)occupazione finalizzata a dare più forza, competenza, specializzazione, libertà alle nostre risorse umane, e infine per attivare un circolo virtuoso nel quale aziende e lavoratori sarebbero entrambi impegnati per (far) crescere (loro stessi e le proprie aziende), e quindi capace, in questo caso per davvero, di (ri)generare la crescita. Altrimenti, scrive Gad nel pezzetto che stiamo per leggere, “la recessione rischia di mangiarsi anche un governo impegnato solo a pagare il debito”. Ovvero incapace, “aggiungiamo” noi, di offrire (al paese, e non ai mer- cati) alcuna soluzione per ripartire. di GAD LERNER Read more

M (ri)prende (in giro) politicanti (e Paese) “Gli italiani vogliono quella (mia) riforma” Quando sondaggi dicono esatto opposto Ma loro hanno paura di perdere poltrona E sacrificano coerenza su (proprio) altare
di LUIGI CRESPI

marzo 28, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Monti lo sa, che con Pigi ce la può fare. Perché il segretario di se stesso (riscattato dalla reazione degli ultimi giorni, ma solo se terrà la barra. Andare dietro a Monti – “Il Paese è, pronto” – non è un buon inizio) è debole, in mancanza di (nostre) idee, e perché il suo unico punto fermo è essere solidale – con i “colleghi” – nel difendere il (proprio) posto. Così, nonostante le rivolte nel paese – debitamente taciute dalla maggioranza dei quotidiani, ai quali, pure, degli italiani non importa nulla – il presidente del Consiglio, incassato il (nostro) colpo, (si) riprende (a circuire l’abc). Agitando il peggiore spauracchio (per l’”attuale” classe “dirigente” – ? – autoreferenziale di oggi): quello delle (sue) dimissioni. Che vorrebbe dire fine delle (in)certezze dei politicanti. Oggi uniti (purchessia) nel sostenere un governo che ha (per loro) l’unica (?) funzione di far proseguire la legislatura. E salvare (non l’Italia ma) la (loro) posizione. Lo dimostra l’ultimo vertice, in cui sulla riforma del lavoro si decide di non decidere (ma che possono decidere, poi, tre leader di partiti che, al netto dell’”attuale” sterilità, hanno identità opposte su tutto?), rimandando (irresponsabilmente) ogni intervento (ma la riforma del lavoro – sia pure non questa – è, urgente: su questo Monti – del resto imbeccato da noi – ha perfettamente ragione; ci torneremo auspicabilmente su nei prossimi giorni) ad “agosto” o addirittura al 2013, e in cui si rispolvera il passatempo (sempre buono) della discussione sulla legge elettorale (sic). Mentre l’Italia declina (perché abbiamo messo una pezza sul – l’immediato – rischio default, ma il “dottore” non ha saputo finora offrire alcuna “cura” definitiva. Leggi: ricette – organiche – per la crescita. E magari un adeguato taglio – strutturale – alla spesa, anche a costo di scontentare le clientele. E/ o “presto” rischiamo di tornare nella bufera), e un governo tecnico si assume la responsabilità di fare la riforma più politica (in grado di determinare un vero “cambiamento” – ? – di “prospettiva” – ? – ma contro gli interessi del paese) degli ultimi vent’anni, la “politica” (?) che fa? Si gingilla (ancora una volta) con se stessa. E sì che negli ultimi dieci giorni, da quando abbiamo “cominciato” ad offrirgli un punto di riferimento, il Pd ha guadagnato quasi un punto percentuale, come non era mai accaduto nell’era Pigi (figuriamoci in dieci giorni). E non, perché ci sia qualcuno più capace degli altri a fare tattica (politicismo): ma perché la difesa dell’art. 18 è, nell’interesse del paese, e la piu’ grande arma (vincente) della Politica è la (sua) verità, che è l’opposto sia dell’autoreferenzialità sia del populismo (che del resto è la “stessa” cosa – dell’autoreferenzialità). E’ quello che sostiene (anche) il grande sondaggista, che rileva (al contrario di quanto, autoreferenzialmente, millantato – per loro – stessi – dai politicanti) la grande voglia di (vera) Politica che si registra nel nostro Paese.
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***Il ritorno del grande sondaggista***
CARI PIGI, VENDOLA, DI PIETRO: LA VOSTRA STAGIONE E’ FINITA
di LUIGI CRESPI

marzo 6, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

E comincia il tempo in cui le persone tornano a scegliere in base all’”offerta politica”, ai contenuti; perché nell’Italia in cui finisce (anche, “così”), oggi, ciò che era cominciato nel dopoguerra, gli italiani chiedono alla Politica di tornare ad indicare loro un orizzonte, e il modo in cui, concretamente, lo si possa perseguire. Per ritrovare la motivazione che consentì ai nostri nonni – forgiati dalle guerre e dalla dittatura – di compiere il boom e di lasciarci un’eredità tale da vivere di rendita fino, appunto, ad oggi. Quando però quell’esplosione di capacità, di genio, di creatività ha terminato la propria spinta propulsiva, la propria onda lunga, ed è necessaria – ora! – una classe dirigente che sappia – perché ne sente l’esigenza (morale) avviarne una nuova. Ora, prima che sia troppo tardi. Tutto questo è perfetta- mente (?) “certificato” (speriamo non sia proprio il caso di dirlo), scrive l’ex spin doctor di Berlusconi, dal volto (al contrario) e dalla vittoria (sia pure ora rimessa in discussione), nelle primarie del centrosinistra a Palermo, di Ferrandelli – ma anche dal buon risultato di Davide Faraone – 31enne ex Idv che proponeva – perché aveva, da dire – qualcosa per la città. E, comunque, una visione, una – in tutti i sensi – prospettiva. quella che l’attuale classe dirigente autoreferenziale non è più in grado di offrire. Perché non (ne) sente più (la) necessità. E quindi sì, caro Pigi, è ora di “toglierci dai c…”. Ma non tutti (noi), ma voi che siete al potere da (ben più di) vent’anni, i trenta del nostro declino, e di certo – è ormai comprovato – non avete le risorse (morali, e – quindi – Politiche) per farci rialzare in piedi e ripartire. Come – sia pure in modo diverso – non le ha il presidente del Consiglio e il suo governo, Politico nel momento in cui sarebbe meglio si limitasse ad essere tecnico (quando minaccia di – non – riformare il lavoro abolendo l’art. 18, configurando una concezione – Politica – liberista e legata – in tutti i sensi? – al mondo dei mercati), e tecnico quando dovrebbe essere Politico (se è vero che sia necessario offrire un punto di riferimento al Paese non solo nei termini, meritori, di un buon esempio – di sobrietà, direbbe Papaleo – ma anche come leadership e capacità di indicare un orizzonte e suscitare il necessario entusiasmo. Necessario ad un Paese che ha bisogno di rialzarsi, e ritrovare se stesso, e non solo di vedersi cambiare regole che non ha la forza – di fare – per “rispettare” – in senso – anche – alto). Il commento del capo di Crespi Ricerche. di LUIGI CRESPI Read more

Berlusconi e ‘maxi-multa’ pro-Espresso Murdoch e chiusura di News of the world Paradigma di capitalismo fine a se stesso Passerà a Storia per (suoi) danni arrecati Quando potrebbe costruire gran futuro

luglio 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Questo è il principio della responsabilità “mondiale” del quale parliamo per la prima volta nel pezzo che apre la narrazione di oggi sul rapporto tra politica ed economia, con la seconda indebitamente al “comando” (della prima), e sul ruolo (decisivo) dell’etica pubblica: la capacità – da stimolare con regole, o comunque incentivi/ disincentivi appositi – del capitalismo umano di fermarsi un passo prima della distruzione della nostra società globale, e semmai di offrire il proprio contributo al progresso della nostra civiltà. E’ veramente minimo, povero, inutile un capitalismo puramente materiale, incapace di alzare gli occhi dalle proprie scarpe da 200 dollari e di guardare alla Bellezza che possiamo costruire insieme anche senza rinunciare alla “giusta” (?) ricompensa (appunto) materiale e individuale. Pensate a quanta strada farebbe nella Storia dell’Umanità un capitalismo che forte della propria pregnanza (comunque, appunto, da regolare), desse il proprio contributo decisivo alla costruzione del futuro del mondo (piuttosto che alla sua distruzione). E’ questione di sensibilità. La sensibilità di avere interesse a “valere” “ancora” di più. E il potere, se non serve a questo (a “valere”, nel senso di “portare un valore”, di più), è veramente poca cosa. Il nostro Luigi Crespi ci racconta come (infatti) questo capitalismo oggi perda i pezzi. E chi lo interpreta nel modo più ortodosso, passa alla Storia – sì – ma per avere fatto danni all’umanità. Non un grande viatico per chi – come il nostro presidente del Consiglio – avrebbe voluto paragonarsi ai grandi del nostro Paese e della Storia. Chi ha, più di voi, i mezzi per arrivare a tutto questo? Ma forse il denaro, e la “capacità” di accumularlo, non sono esattamente ciò che fa la (vera) differenza (di classe: in tutti i sensi) di LUIGI CRESPI
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La previsione. Non sarà Alfano l’erede di Berlusconi di L. Crespi

luglio 4, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il compitino (appena appena emo- zionato) con il quale il segretario e- letto-ma-nominato si è presen- tato alla platea del Pdl non deve indurre ad una (erronea) sottovalutazione dell’ex ministro della Giustizia ma rivela contemporaneamente tutti i limiti del delfino scelto (?) dal Cavaliere. Alfano saprà svolgere con grande “professionalità” il ruolo che gli è stato affidato, come ha fatto (sia pure in una chiave autoreferenziale quando non privatistica, per Berlusconi) nelle vesti di Guardasigilli, ma la politica non deve e non può essere (interpretata come fosse) una professione: e la mancanza della capacità di “vasti pensieri” e di suscitare (negli altri) un’emozione dell’ex coordinatore siciliano di Forza Italia rappresenteranno la pietra che rallenterà – e farà perdere – la corsa di Angelino alla successione del leader dopo il suo addio. di LUIGI CRESPI
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Sondaggio Crespi, Pd-Idv-Sel sono a +5 Ma Democratici ancora inchiodati a 26.8% Centrosinistra avanti perché crolla Silvio Zero spostamento voti da destra/ sinistra Di Pietro: “E’ quello che sto dicendo…”

giugno 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Una “vittoria” (potenziale) di Pirro, per due ragioni. La prima è che non vince il centrosinistra, ma perde Berlusconi. E il contrario non è (appunto) la stessa cosa. La seconda è che gli elettori “persi” dal Cavaliere sono in realtà “semplici” delusi: e (anche) la solita operazione di rimobilitazione dei propri “tifosi” compiuta dal presidente del Consiglio nelle ultime settimane di ogni campagna elettorale sarebbe capace di riportarli alle urne, dalla stessa parte. E’ vero che né De Magistris né Pisapia al primo turno avevano superato il 50%; e si trovavano più o meno nella condizione del centrosinistra a livello nazionale, secondo il sondaggio. Ma è altrettanto vero che in un ipotetico (e non reale) “secondo turno” alle politiche è prevedibile come il deficit di novità e di cambiamento che si riscontra nell’attuale proposta (?) del Pd e degli alleati rispetto, appunto, alle candidature nuove dei neo-sindaci di Milano e Napoli (presi a paradigma di un intero nuovo movimento) impedirebbe di ripetere lo stesso exploit, e riaprirebbe una partita secondo questi dati, al momento, “chiusa”. Il Pd non può dunque crogiolarsi nell’illusione che il crollo di Berlusconi sia condizione sufficiente a mantenere in “vita” l’attuale classe dirigente: è necessario un cambio di passo, che non può che riguardare i nomi – i “volti” - e basarsi, contemporaneamente, sui contenuti. Il grande sondaggista ci presenta ora (brevemente) i dati in tabella. di LUIGI CRESPI
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E ora anche a destra vogliono le primarie Tassello di una società che sia la politica Ma è necessaria la rivoluzione culturale

giugno 7, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi concepiamo (?) la politica come un settore, come un ordine professionale. Animato (? Si fa veramente per dire) da una una (non a caso) “classe” i cui membri “imparano” a svolgere il “mestiere”. Ma per far funzionare tecnicamente un sistema ci sono i tecnici e i funzionari (già oggi). La politica richiede in realtà altre qualità come l’onestà e la responsabilità, la lungimiranza, la capacità progettuale, la leadership. Tutte caratteristiche che si possono ritrovare a prescindere dall’esperienza (politica) e dalla preparazione (“professionale”). La politica poi è il governo della NOSTRA comunità. Che è doveroso (responsabile) e opportuno che sia la stessa comunità nella propria espressione più sincera e libera a produrre, piuttosto che un nucleo di “professionisti” che, ad un certo punto, smettono di rispondere alla comunità e cominciano a farlo a loro stessi. La democrazia rappresentativa ha già, in sé, anticorpi contro questa “deformazione”. Il voto – quando è libero e, ancora una volta, responsabile, ovvero quando riguarda e incide davvero nel governo della nostra nazione: non, per intenderci – ad esempio - quando i parlamentari sono scelti da altri politicanti – di per sé favorisce la rappresentatività. E dunque un (semplice) ”ritorno” ad una democrazia rappresentativa che ”assomigli” maggiormente al proprio modello originale sarebbe sufficiente a garantire una maggiore rappresentatività e dunque un governo espressione della società. Ma c’è, nella Storia e soprattutto nel nostro (possibile) futuro, anche un altro modello, più avanzato e “maturo”. E’ la “società politica”, in cui non esistono “sacche” di professionisti (più o meno ricambiati, in tutti i sensi) della politica, che ha raggiunto un livello di maturità (e di diffusione) culturale (e politica) tale per cui la preparazione (culturale, appunto) alla politica sia diffusa; e in cui dunque “tutti” coloro che hanno quelle qualità fondamentali hanno i numeri per potere assurgere al ruolo di guida politica. E in cui questa alternanza continua della (non più) “classe” dirigente può avvenire e avviene davvero. Una società che sia (esprima) la (propria) politica. Le primarie, di cui ci parla tra poco il conduttore de L’Infedele, sono il possibile avvio di tale puzzle. Ma è necessaria anche quella rivoluzione culturale che metta la società stessa nella condizione di sfruttare questa propria (maggiore) libertà. Gad ci parla intanto della “rottura del ghiaccio” rappresentata, appunto, dalle primarie stesse. di GAD LERNER Read more

***L’editoriale***
IL CENTRODESTRA GUARDI OLTRE SILVIO, O AFFONDERA’ CON LUI
di LUIGI CRESPI

giugno 1, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ giunto il momento di ricostruire. L’opzione della nomina di Alfano segretario del Pdl è una prima risposta del presidente del Consiglio, che comprende la necessità di un rinnovamento, ma pensa forse di poter continuare ad esserne il king maker. Invece la destra italiana deve cominciare a camminare con le proprie gambe, o prolungherà la (propria) agonia, fino ad esiti (non favorevoli) imprevedibili. di LUIGI CRESPI Read more

L’indifferenza verso gli italiani alla radice della debacle Luigi Crespi

maggio 31, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Berlusconi ha perso perché non ha saputo dare risposte al Paese, il che, pure in una democrazia (an- cora) immatura come la nostra, e sia pure con il controllo esercitato sui media, rappresenta un conto che alla fine tutti, quale che sia la natura del proprio potere, sono costretti a pagare. Ci torneremo su, ma l’unica politica che alla fine paga è quella onesta, responsabile, disinteressata, vissuta come un servizio, il cui protagonista sia la costruzione del futuro e non parzialità, personalismi, addirittura interessi privati. La lezione vale per tutti; ed è su questa base che i nostri connazionali hanno dato fiducia a De Magistris, Pisapia, Zedda. Sarà la pulizia del loro comportamento a decretare l’esito della loro esperienza. Ce ne parla l’ex spin doctor del presi- dente del Consiglio. di LUIGI CRESPI Read more

L’editoriale. Ora Berlusconi e Fini ritornino assieme di Luigi Crespi

maggio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Un centrodestra diviso non ha alcu- na chance elettorale in questo Pae- se. Così come un centrosinistra che non si faccia “partito dell’Italia” può vincere solo grazie alle divisioni degli avversari. Il grande sondaggista ed ex spin doctor del presidente del Consiglio dalle colonne del “suo” giornale della politica italiana invita i leader della nostra destra a pensare al domani e a fare un passo indietro per favorire una ricomposizione della maggioranza. Ipotesi difficile, ma che Crespi prova ad accreditare. Così. di LUIGI CRESPI Read more

L’editoriale. Pisapia e Moratti, due candidati inadeguati di L. Crespi

maggio 12, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Donna Letizia ha cercato ieri di ri- petere il colpo di Berlusconi contro Prodi nel 2006, quando il Cava- liere tirò fuori dal cilindro dell’appello finale (senza replica) il coniglio dell’abolizione dell’Ici, che gli fece guadagnare due milioni di voti. Ma quella della Moratti è un’accusa, non una proposta, e alle accuse si deve dare la possibilità di replicare. L’unica chance della candidata del centrodestra di farcela già al primo turno, o comunque di ”trionfare” al ballottaggio, è rappresentata dall’ancor maggiore inadeguatezza del candidato del centrosinistra, vincitore alle primarie contro Stefano Boeri per una ragione di puro maggior “radicamento” (nella conoscenza e nell’affetto dei milanesi), che è poi anche il suo unico punto di forza nella sfida con Moratti. Il candidato del Terzo Polo, Manfredi Palmeri, ha sicuramente migliori caratteristiche di entrambi (è giovane, è un possibile esponente della nuova politica, appare personalità molto seria) se non fosse per l’ipoteca di un’opzione terzopolista che non ha le gambe per reggere l’ambizione di una proposta onesta e responsabile di (appunto) nuova politica, terzo polo dell’autoreferenzialità della nostra politica attuale che non va oltre i limiti (in tutti i sensi) delle (attuali) destra e sinistra. Tra i candidati, nondimeno, può essere giudicato sicuramente come il migliore. I milanesi scelgano sulla base di questo e della concretezza dei programmi. L’analisi di Crespi, ora, sulla partita (che si giocherà, e di cui abbiamo avuto ieri una drammatica anticipazione) tra Moratti e Pisapia. di LUIGI CRESPI Read more

Sondaggio Crespi, così le Amministrative Milano, la Moratti costretta a ballottaggio A Napoli divisioni fanno rischiare Lettieri E a 2° turno potrebbe avere De Magistris Fassino può già passare col 51% a Torino

aprile 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Primi dati del principale istituto di rilevazioni per il giornale della politica italiana. Nel capoluogo lombardo il centrosinistra può farcela (a strappare il ballottaggio). Molto dipenderà dal risultato del terzo polo: con Manfredi Palmeri sopra il 5% se ne riparla quindici giorni dopo, restando comunque favorita la Brichetto. Più facile – anche se non in discesa – il percorso dell’ex segretario Ds all’ombra della Mole. Ma potrebbe non sbancare. A Napoli la moltitudine di candidati e la confusione che regna nell’area politica della maggioranza mettono in discussione una vittoria altrimenti molto probabile. Sfida aperta anche tra i due candidati di centrosinistra, con Morcone in- sidiato dall’ex pm. Ci presenta i dati, come sempre, il grande sondaggista in persona. di LUIGI CRESPI Read more

Il commento. Alfano successore? Solo tattica (di Silvio) di L. Crespi

aprile 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Cavaliere non avrebbe infatti al- cuna intenzione di lasciare. A chic- chessia. Anche perché se Ber- lusconi è (ormai) finito e il berlusconismo può continuare, di certo, scrive l’ex spin doctor del presidente del Consiglio, gli elettori rimarrebbero “suoi”. E l’attuale ministro della Giustizia (o chi per lui, a meno di non portare lo stesso cognome del premier) non potrebbe mai (?) essere un candidato vincente. Il maggior esperto di comunicazione politica in circo- lazione sul giornale numero uno. di LUIGI CRESPI Read more

***Il commento***
GUERRA E NUCLEARE FAVORISCONO LA SINISTRA
di LUIGI CRESPI

marzo 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il meno cinico tra i giornali italiani – il Politico.it – non si metterà a fare i conti delle (semplici) ricadute interne proprio di fronte all’emergere di fenomeni che vanno oltre le nostre (ancora) provinciali questioni “nazionali”  (o meglio autoreferenziali) e ci interrogano – anche se in modo imprevisto, impattante e duro – sul nostro futuro, promettendo di favorire cambiamenti radicali, vedremo se e quanto “positivi” (il che si potrà giudicare solo storicamente). E tuttavia, così come in Francia Sarko crolla (non solo naturalmente per il Giappone e la Libia, “venuta” nelle stesse ore del voto) e in Germania i Verdi tornano a volare, le vicende di queste ore hanno un effetto anche sulla nostra politica (politicante di oggi; ma non solo). E, in particolare, con un esecutivo legato a doppio filo al nucleare e in queste ore titubante di fronte alla crisi libica, possono aprire delle praterie ad un centrosinistra, e ad un Pd in particolare, che sappia- no rappresentare l’altra opzione per il governo e per la costruzione del futuro dell’Italia. Vedremo meglio in successivi rilevamenti, ma intanto è chiaro come Berlusconi stia (ulteriormente) perdendo consenso e come un Pd di Bersani peraltro di nuovo combattivo – ma non abbastanza, possano “prenderne il posto”. di LUIGI CRESPI Read more

Nucleare/1. Oggi il referendum avrebbe il quorum di Luigi Crespi

marzo 16, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sette italiani su dieci sono ora contrari al ritorno all’energia atomica. Frutto della reazione emotiva all’incidente in Giappone, ma non solo. Il dato più interessante è infatti quello che riguarda le motivazioni del rinnovato impegno dei nostri connazionali contro l’opzione nucleare: ciò che motiverebbe soprattutto la loro determinazione è l’atteggiamento del governo, che minimizza dando l’impressione di essere indifferente a quanto accade in Oriente. Un vulnus all’immagine dell’esecutivo che potrebbe avere ripercussioni “gravi” (?) sulla tenuta (elettorale) del presidente del Consiglio, che fino a pochi giorni fa avrebbe potuto utilizzare il nucleare per attrarre consenso, e che ora proprio sull’atomo rischia di conoscere la svolta negativa che potrebbe porre fine alla propria esperienza politica. Anche perché, scossi dalla tragedia, gli italiani hanno capito che “il gioco non vale la candela” – perché comincerebbe a fornirci energia troppo tardi e a costi elevati rispetto alla copertura del fabbisogno garantita, intorno al 4% – e troverebbero ancora più paradossale (ingiustificata) la persistenza della maggioranza. Ci spiega tutto, il grande sondaggista. di LUIGI CRESPI Read more

L’Italia (la politica) indifferente a tragedia Giappone: migliaia morti, ‘guaio’ nucleare Ma Berlusconi: ‘Sono un eroe guascone’ Ben visibile l’abulia della nostra nazione Quando bisorrebbe correre (più di tutti!) E poi economia non aspetta, svegliamoci

marzo 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’Italia può tornare al centro del mondo. Siamo stati e possiamo tornare ad essere la culla della civiltà, non solo gozzovigliando con le ricchezze che ci sono state lasciate dai nostri avi ma generandone di nuove, noi, ora, perché il nostro valore intrinseco – che quella stessa eredità testimonia – ce lo consente, tant’è che abbiamo fatto così tanta strada, quando ne abbiamo avuto – l’ultima volta – la necessità e quindi la motivazione, che dopo trent’anni di sperpero siamo ancora la quinta economia mondiale, e uno dei più grandi Paesi del mondo. Ma il nostro posto è quello di guida. Nella generazione di futuro, nella cultura. Ma anche nell’economia. La geografia non è (poi molto) cambiata, nonostante le “scoperte”. Il Mediterraneo è ancora il cuore del pianeta. Geograficamente. Ora guardate l’immagine satellitare: che cosa vedete proprio al centro di questo mare al centro del mondo? L’Italia. E in particolare il suo sud. La Sicilia. La Calabria. Che può diventare la nuova porta tra l’oriente e l’Europa, e in futuro la terrazza del Vecchio Continente e dell’Occidente intero su quel grande potenziale inesploso, su quel gigante anestetizzato che è l’Africa, che conoscerà il suo tempo. E’ un traguardo di più lunga gittata, ma il primo – nei rapporti con Cindia – no, il futuro è adesso, abbiamo la chance storica di trasformare il nostro sud nella “grande piattaforma” di comunicazione (commerciale!) con l’Asia. Perché ci vuole un’anima, ci vuole un motore per muoversi. E la nostra – quella del Meridione – è lì, a portata di mano. Che cosa stiamo aspettando? L’occasione è ora, o la prendiamo noi o la faranno altri. E il nostro sud – e con esso l’Italia, perché siamo una cosa sola evidentemente, legati inscindibilmente – diventerà – invece del cuore – la periferia del mondo. Non è sufficiente che lo sia del nostro Paese? Vogliamo conoscere il declino, forse il default, l’arretratezza, quando allungando la mano abbiamo a portata… di mano, appunto, tutti i beni del mondo? Tutto questo, evidentemente, con questa classe dirigente autoreferenziale di oggi non sarà mai possibile. Ma anche per chi viene dopo, il momento è adesso. Nessuno può aspettare. Non troverà nulla nemme- no, solo, per sé. O tutto o niente. E al momento, co- me ci dimostra adesso Crespi, abbiamo (hanno!) op- tato per il niente. Sveglia. Prima che sia troppo tardi. Read more

Ora Tremonti faccia il ministro e non (solo) l’analista di Luigi Crespi

marzo 11, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Da dieci anni il titolare del dicastero di via XX settembre prevede sciagure finanziarie che in qualche caso si verificano. L’ultima “anticipazione” è di giovedì sera, quando ad Annozero ha fatto capire che la cappa dei derivati dalla quale è “piovuta” la crisi economico-finanziaria i cui effetti molti di noi continuano a patire in questi mesi – e che ha colpito duramente alcuni italiani, e intere classi, quando non gli stessi Stati, in altri Paesi meno solidi economicamente – si trova ora di nuovo sopra le nostre teste, e con lo stesso contenuto potenzialmente tossico. La domanda che il grande sondaggista si fa allora è: considerato che Tremonti non è un economista “isolato” di passaggio, ma da (altrettanti) dieci anni guida la quinta economia del mondo, partecipa a vertici europei, G8, G20, perché lo stesso Tremonti non interviene con decisione – a parte rivendicare la primogenia dell’idea degli eurobond e continuare a chiedere la loro adozione, cosa a detta degli esperti non sufficiente per l’Europa e comunque non di certo per invertire la tendenza generale - per evitare che tali situazioni di crisi si verifichino? Non è demagogia se si tiene in conto che tutt’oggi lo stesso nostro Paese – quindi un livello sicuramente (?) alla portata (?) del Divo Giulio - non ha una strategia per costruire il proprio futuro, e prevenire i temporali. Basta tenere la ferma la macchina sul precipizio, perché prima o poi non vi caschi dentro (o peggio ancora si stacchi il costone)? di LUIGI CRESPI Read more

***Il commento***
ALLE AMMINISTRATIVE PREVEDO SORPRESE
di LUIGI CRESPI

marzo 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

A cominciare da Milano, che il grande sondaggista ci invita a tenere d’occhio. Gli stessi rilevamenti possono non fotografare ancora una situazione in via di maturazione in cui gli italiani hanno voglia di cambiamento. E il centrosinistra, piano piano, si sta attrezzando. Il profilo di Bersani appare più solido e sicuro, il progetto invocato dal giornale della politica italiana, e sul quale i Democratici hanno “risposto” alla chiamata de il Politico.it, non è ancora quel disegno organico e complessivo per un completo ribaltamento di piano che è ciò che può salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese, e viene comunicato ancora senza consapevolezza, ma comincia ad esserci. Con un po’ più di coraggio, l’alternativa ci sarà. E la brama di voltare pagina che il nostro Paese, ancora sottotraccia, ha, potrà essere espressa e trovare soddisfazione. di LUIGI CRESPI Read more

***L’editoriale***
MA IL FUTURO SARA’ MIGLIORE DEL PRESENTE
di LUIGI CRESPI

marzo 3, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il governo rifiuta di accorpare amministrative (il 15 e 16 maggio) e referendum (probabile il 12 giugno) per non favorire il raggiungimento del quorum in quesiti che sono avversi ad alcune sue decisioni/scelte “strategiche” (?; privatizzazione dell’acqua, ritorno al nucleare, legittimo impedimento) e butta, così, 300 dei nostri milioni (di euro) per i costi maggiormente elevati dell’organizzazione di due consultazioni separate. Stiamo toccando il fondo; ma la vitalità che si registra su queste pagine, le sole sulle quali si ragioni – in modo insieme alto e concreto – di futuro dell’Italia, e altri segnali più generali – come il successo dell’intervento di Benigni al festival di Sanremo e il contemporaneo crollo d’ascolti di uno dei programmi-simbolo del nostro decadimento culturale, l’Isola dei Famosi – dimostrano che non solo ce la si può fare, ma abbiamo già cominciato a farcela. L’importante è sapere che, responsabilmen- te, il futuro dipende da ciascuno di noi. Ora.
di LUIGI CRESPI Read more

Sondaggio. La fiducia nel premier crolla del 30% in un anno L. Crespi

marzo 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Berlusconi paga lo scotto dei propri errori e perde anche nelle intenzioni di voto, con il Pdl – al 27% – ormai ridotto al consenso della sola Forza Italia neanche dei giorni migliori. Dall’altra parte l’intera coalizione di centrosinistra (con dentro anche comunisti e Radicali, tolto il Movimento 5 Stelle) fa complessivamente il (possibile) risultato di un (solo) Pd che si facesse partito dell’Italia e assolvesse alla propria funzione storica di salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese: 41%. E che i Democratici siano tutt’oggi rinchiusi nella propria riserva indiana (al 24%) lo dimostra la quota degli indecisi, il vero bacino elettorale dal quale dovrebbe aspirare ad attrarre voti il partito di Bersani, convincendo di essere la forza post-ideologica capace di fare il (solo) bene di (tutto) il Paese: che rimane – gli indecisi – non solo il primo “partito”, ma anche la prima “coalizione”. Terzo polo fermo al 15% (poco più del consenso di An da sola prima della nascita del Pdl). Ci presenta i dati, il grande sondaggista. di LUIGI CRESPI Read more

Commento. Per Berlusconi la vita privata è tale solo per sé L. Crespi

febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Consiglio è libero di fare il bunga bunga, ma – sempre per il Cavaliere – i single non possono adottare un figlio e le coppie gay non si possono unire sulla base di un patto riconosciuto dalla società. Naturalmente tutto questo al (solito) scopo di (ri)trovare la sponda della Chiesa – che prontamente, con l’intervista di Bagnasco al Giornale, risponde – e in nome della propaganda. Peccato che, in questo caso più che quando i temi sono di carattere (più) generale, sia visibile come l’ipocrisia autoreferenziale berlusconiana vada a ricadere sulla vita reale delle persone, devastandola. E rendendo il tutto ancora più odioso. Perché si capisce appunto che sono persone in carne ed ossa, con la loro sensibilità, a pagare il prezzo della codardia politica del Cavaliere. Oggi il giornale della politica italiana si dedica (soprattutto) a questo: a cercare di riparare ai danni arrecati alla nostra vita civile (colpita naturalmente anche dall’attacco alla scuola pubblica, ma di fronte ad un tema appunto più generale, il Politico.it ha preferito (non) “rispondere”, ieri, rilanciando piuttosto la propria piattaforma che vede (proprio) nella scuola, nell’università e nella cultura la chiave per la costruzione del futuro dell’Italia) da Berlusconi, raccontando in modo più onesto la realtà dei cosiddetti diritti civili e dello stato del loro (mancato) riconoscimento nel nostro Paese. Perché – avremo modo di tornarci – fu proprio Napoleone, tra i padri (in fondo) della nostra nazione, ad introdurre il matrimonio civile nel (futuro) nostro ordinamento. Benché all’imperatore non si potesse attribuire un difetto di visione e lungimiranza, ciò non significa che ogni sua scelta sia da condividere. Ma il principio della laicità di (ogni) Paese è consustanziale alla possibilità stessa di quel Paese di essere libero; e in generale il riconoscimento di un diritto aggiunge e non toglie a (nessuna) persona. Anzi: un Paese (veramente) libero (di essere felice) è un Paese i cui cittadini sono (appunto) più felici, e il cui “rendimen- to” (più generale) migliora considerevolmente. Per una volta muoviamo dunque da Berlusconi, che pa- lesa tutta la propria inadeguatezza, per sviluppare la nostra narrazione di oggi. di L. CRESPI Read more

***Il commento***
TROPPI BARBARESCHI NELLA NOSTRA POLITICA
di LUIGI CRESPI

febbraio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dopo aver ascoltato da Andrea Sarubbi la bella storia di Gino Bucchino, vediamo l’esatto contrario. E’ un gioco di specchi, la narrazione di oggi del giornale della politica italiana. L’emorragia Fli raccontata da Chiara Moroni ad inizio giornata è simmetrica a quella dei fioroniani del Pd di cui ci ha reso edotti Ciuenlai a metà mattinata. E ora la dignità a confronto con la (sua) mancanza di. Ovvero (con) quei personaggi in grado di cambiare fronte repentinamente e sostenere tutto e il contrario di tutto senza fare una piega. L’Italia può essere salvata e rifatta grande solo sulle fondamenta dell’onestà e della responsabilità. Non è questione di morale (privata) ma di etica (pubblica). E’ per questo che il Politico.it continuerà, come fa ora con il grande sondaggista, a valorizzare le forze (e le personalità) più oneste e responsabili e a mettere in luce le contraddizioni di chi non la dignità necessaria a rappresentare degnamente (appunto) la nostra nazione. di LUIGI CRESPI Read more

Previsione. Oggi Berlusconi non rivincerebbe le elezioni L. Crespi

febbraio 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ma se gli avversari del presidente del Consiglio vogliono batterlo devono abbandonare (o non fare propria) la “via” giudiziaria all’affermazione sul Cavaliere, che porta ad una sua martirizzazione che è la garanzia di una possibile rinascita (sempre, in tutti i sensi, sua). E preoccuparsi piuttosto di preparare una buona campagna elettorale. Che nel linguaggio del giornale della politica italiana significa: mettersi nelle condizioni, di leadership (per il suo ruolo nella definizione dell’orizzonte e del progetto conseguente, non per mero personalismo, da cui anche un “no” a tutti i galli autoreferenziali e che non dicono una parola, che sia insieme alta e concreta, sulla costruzione del futuro dell’Italia), di progetto, di fare il bene del Paese. Solo l’onestà e la responsabilità di una posizione sincera e funzionale a perseguire gli interessi della nostra nazione – e solo quelli – sono in grado di fare non il “male” del presidente del Consiglio – del quale interessa, e non è legittimo, solo agli antiberlusconiani – e nemmeno il “bene” dei suoi contendenti – che sono in politica e non in affari, e dunque devono assolvere alla loro funzione pubblica e non fare i propri interessi – ma solo il Bene, l’unico Bene ammesso in politica (italiana): quello dell’Italia. L’analisi di Crespi per cominciare (nel migliore dei modi) questa nuova giornata di nostra politica sul (suo, della politica) giornale. di LUIGI CRESPI Read more

***L’editoriale***
E’ TEMPO DI TORNARE AL VOTO
di LUIGI CRESPI

febbraio 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché tutti sono nei guai: lo è Berlusconi, Fini fatica a trasformare la sua creatura in una vera macchina democratica (per non ripetere gli errori del Cavaliere), il terzo polo non decolla, il Pd – nonostante la buona volontà – non ha una linea (perché la strategia non è la linea politica, è la strategia), Vendola svolge narrazioni senza entrare nel merito. E così il governo fatica a governare, l’alternativa non si forma all’orizzonte. La soluzione non è, naturalmente (o forse sì, comunque), un grande (?) circo elettorale con gli stessi protagonisti di oggi. Ma una grande (!) elezione democratica (demilitarizzata) in cui i candidati siano scelti – ovunque, territorialmente e politicamente – con le primarie, e si creino le condizioni “di indirizzo” perché possa farcela una nuova leva di giovani (tra cui molte donne) che scendano in campo rompendo in nuce con la vecchia politica e occupandosi solo di contenuti, assumendosi la responsabilità della proposta. Vale per i collegi (ovviamente da ricreare, a livello legislativo o almeno nella proiezione delle organizzazioni dei partiti) come per le guide nazionali, che devono essere scelte liberamente tra proposte concrete per la costruzione del futuro dell’Italia. Utopia? Nell’immediato, forse. Ma è ciò che serve al nostro Paese. Ciascuna parte si assuma la responsabilità di muoversi in questa direzione. E l’Italia si salverà e potrà tornare grande. Ma non è più tempo di aspettare. Chi ce la fa, cominci a farsi avanti. Crespi, sulla settimana trascorsa passando in rassegna la quale non si può che giungere a questa conclusione: è ora di tornare alle urne. Ecco perché. di LUIGI CRESPI Read more

60% degli italiani non sta con Berlusconi Ma non ha il (primo) partito a cui riferirsi Questo è compito di Partito Democratico Che ha un potenziale (almeno…) del 40% Crespi: ‘Le sante alleanze sono perdenti’

febbraio 1, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il compito storico dei Democratici e salvare e rifare grande questo Paese. Chi lo può fare, i finiani dell’incoerenza di Fini o del mercenariato di Barbareschi? Casini che continua a difendere Cuffaro ed è vicino ad interessi privati? Lo stesso, attuale, presidente del Consiglio? Appunto. La forza chiamata a caricarsi sulle spalle la nostra nazione è quella che raccoglie l’eredità del Risorgimento italiano, di Mazzini, di Garibaldi (che amavano definirsi Democratici) e che, in virtù della propria (maggiore) onestà e responsabilità, è sola che possa farsi “partito dell’Italia” superando la rappresentanza di specifici interessi e pensando a fare solo il bene del Paese. La scorciatoia di mettere assieme la sinistra, e il centro, e la destra, scrive oggi il grande sondaggista dopo che lo ha fatto ieri Giulia porta ad un dirupo in fondo al quale c’è una possibile, nuova sconfitta, sia essa elettorale o nella missione di regalare all’Italia un nuovo Risorgimento, prima, attraverso il quale preparare il nostro nuovo Rinascimento. Sulla scorta (di forza e credibilità) del quale portare a compimento la missione dei nostri padri costituenti, anch’essi riconducibili se non (tutti) al Pantheon del Pd a quello di un partito degli italiani, quale appunto il Politico.it sollecita i Democratici a diventare, compiendo se stessi: unire (politicamente) l’Europa e costruire, sulla base delle nostre democrazie e del nostro liberalismo sociale, un futuro migliore per tutti. Crespi ora, sui temi sul tappeto. di L. CRESPI Read more

Ora schianta la fiducia in Berlusconi: – 4% Ma il Pdl (per il momento) regge il colpo Crespi: ‘E’ per la mancanza di alternative’

gennaio 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sondaggio Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana, oggi nel premier “crede” solo un terzo degli italiani. Questo non basta a rilanciare il centrosinistra: al di là della lotta cannibalica al proprio interno – Sel al massimo storico: 8,5% – il Pd resta inchiodato al 23% e il boom degli indecisi – 42% – segnala la mancanza di un approdo che non può essere rappresentato da un improbabile terzo polo e che solo i Democratici fattisi “partito dell’Italia” – quale la proposta di Veltroni in parte tornerebbe a renderli – potrebbero costituire. Non a caso sopra il 40% continua ad essere l’elettorato potenziale di un Pd che deve compiere se stesso per salvarsi, salvare il bipolarismo e salvare, (così,) anche l’Italia, rifacendola grande. Una prospettiva alla quale l’attuale segreteria si sta progressivamente convertendo, ma, non possedendola, è evidente che ha e avrà molte difficoltà ad interpretarla fino in fondo. Ma veniamo ai dati: all’interno le tabelle e la lettura del grande sondaggista. di LUIGI CRESPI Read more

La previsione. E ora Silvio rischia una slavina elettorale Luigi Crespi

gennaio 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Tutti i sondaggi lo danno in perdita e indicano un forte aumento degli indecisi. Ciò accade sempre subito prima che si verifichi uno spostamento elettorale». E il principale beneficiario potrebbe non essere il Polo della Nazione, tanto meno un Pd che non sia ancora stato in grado di presentarsi credibilmente come “partito dell’Italia“. La vera cannibalizzazione di Berlusconi potrebbe avvenire, com’è facile immaginare, proprio da parte della Lega. Che non è detto sarà ancora alleata del premier nel momento in cui si andrà alle elezioni. E quand’anche l’alleanza reggesse, il computo complessivo rischia di tradursi in una doppia sconfitta: della coalizione, che lascerà sul campo comunque molti voti, e dello stesso Pdl, che al nord potrebbe essere sorpassato/surclassato dalle camicie verdi. di LUIGI CRESPI Read more

L’analisi. No, Ruby non toglie voti a Berlusconi. Per ora di Luigi Crespi

gennaio 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’elettorato di Silvio si divide tra chi non crede ai racconti dei fatti di Arcore e chi pensa che il premier abbia fatto persino “bene”. Dunque la vicenda non lo smuoverà. Almeno non subito. In seguito, la perdita di credibilità che tutto questo comunque comporta – ma più di Karima, “possono” le pessime figure (in tutti i sensi) di Nicole Minetti, Fede e Lele Mora – potrebbe rendergli più difficile (ri)conquistare consenso. Un problema. Anche perché una volta ottenuto il federalismo, la Lega potrebbe mandare tutti ad elezioni. «A partire da giugno ogni momento è buono»… di LUIGI CRESPI Read more

L’analisi. No, Silvio, “Italia” non è un (tuo) buon nome di Luigi Crespi

gennaio 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Al dibattito sulla possibile evoluzione (nominale) di Popolo della Libertà (?) mancava la voce più autorevole. L’ex spin doctor e principale consigliere del presidente del Consiglio dice la sua sulla scelta (?) di Berlusconi. Lo fa sul suo giornale. di LUIGI CRESPI Read more

***Il commento***
UN PLAUSO AGLI STUDENTI
di LUIGI CRESPI

dicembre 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché hanno trovato «la via dell’evoluzione, hanno canalizzato la loro rabbia nella pacifica manifestazione del dissenso». Il grande sondaggista, nostro primo editorialista, accoglie con favore le scelte di ieri del movimento dei giovani che fanno dimenticare la brutta giornata del 14 dicembre.
di LUIGI CRESPI Read more

Ma oggi Berlusconi vince ancora elezioni Sondaggio Crespi, destra 41; sinistra 36.8 Può batterlo solo un Pd ‘partito dell’Italia’ Effetto Scilipoti (FOTO), l’Idv crolla: -1.5%

dicembre 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Solo i Democratici capaci di rappresentare il bene del Paese sono in grado di vincere questa tornata elettorale (, di governare nell’interesse dell’Italia,) e di scongiurare, peraltro, il rischio (concreto) che dopo il voto – specie se si andrà alle urne con questa legge elettorale, e dunque se al Senato Pdl e Lega dovessero non riuscire ad avere la maggioranza – si verifichi una convergenza destra-centro per la formazione del nuovo polo dei moderati sotto le insegne del Ppe (battezzata da Berlusconi nel suo discorso alle Camere), con – magari – Casini premier e Silvio al Quirinale. E perché il Pd possa rappresentare efficacemente questa soluzione c’è una sola, concreta possibilità, lanciata da il Politico.it nei giorni delle dimissioni di Penati: che l’attuale dirigenza Democratica faccia un passo indietro e che Matteo Renzi scenda in campo alle primarie per la leadership del centrosinistra, batta Vendola e restituisca all’area di opinione e sensibilità maggiormente onesta e responsabile del Paese il suo ruolo di guida (del centrosinistra e dell’Italia). O, cari D’Alema e Bersani, preparatevi – oltre a perdere le primarie con Vendola: non è forse preferibile un Pd dei giovani, ma pur sempre un Pd, ad un “commissariamento” post-comunista? – ad una lunga traversata nel deserto (che toccherebbe, peraltro, a quel punto, agli stessi giovani fin’oggi tenuti fuori). Senza nemmeno la “fantasia” di avere fatto il Pd. Il grande sondaggista ci presenta ora – nel dettaglio – i dati di questa settimana. Pdl in crescita, Polo della Nazione 16%. di LUIGI CRESPI
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Il commento. Perché Di Pietro è il miglior alleato di Silvio di L. Crespi

dicembre 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il paradosso è che, ora, il vantaggio offerto da Idv – o meglio da alcuni antiberlusconiani dipietristi – al presidente del Consiglio non è più solo indiretto, ma addirittura diretto, nella misura in cui (alcuni di loro) gli voteranno la fiducia. L’antiberlusconismo ha tenuto, e continuare a tenere, in vita (politicamente parlando – ?) Berlusconi. Ecco come. di L. CRESPI Read more

L’editoriale. Rai, Mazzetti sospeso per troppo successo? di L. Crespi

dicembre 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La televisione, il giornale della politica italiana lo scrive ogni giorno, è la chiave della cultura (popolare). E cioè della nostra identità (di popolo). Come viene detto con un’espressione molto efficace da Carlo Freccero, il presidente del Consiglio ha trasformato l’Italia più nei vent’anni precedenti la sua discesa in campo – appunto con le sue reti tivù – che negli ultimi quindici, nei quali ha raccolto i frutti di quella semina (?). Per questo il Politico.it indica nella televisione – che pure, rete alla mano, è, per il futuro, a rischio scomparsa, almeno così come la conosciamo oggi, vista attraverso il televisore e senza interazione da parte dello spettatore, che cesserà di essere tale e diventerà sempre più attore anche delle proprie esperienze culturali (più) passive, come appunto quella televisiva – lo strumento principe attraverso cui operare la rivoluzione culturale della quale si parla anche nel programma – di fatto si tratta di questo – associato al gioco sul governo che abbiamo letto stamattina, e che trovate qui sotto. La linea di demarcazione tra queste due televisioni – quella di oggi, e quella che può contribuire a fare l’Italia che sogniamo – è la qualità; un tema che intreccia strettamente quello degli ascolti. Si può fare qualità facendo anche ascolti? Il programma di Fazio e Saviano ha dimostrato di sì. Ed è questo, nell’assoluto pluralismo della libertà (onesta e responsabile), il modello della Rai – che non va privatizzata – del domani. Uno degli artefici di tutto questo è, appunto, Loris Mazzetti, capostruttura di Raitre e del programma. Che ora viene punito. Perché ha fatto troppi ascolti? Se lo chiede sul suo giornale della politica italiana il principale esperto di comunicazione politica in circolazione. di LUIGI CRESPI Read more

***Il commento***
MA, SILVIO, PURTROPPO NON C’E’ DA RIDERE
di LUIGI CRESPI

novembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E rischi di pagare lo scotto alle elezioni. Il tuo stile di vita ha «spianato la tua credibilità». Il giornale della politica italiana è il giornale della nostra politica. E dell’Italia. Il caso Wikileaks è planetario. E interroga questioni “assolute”: la libertà di stampa, le relazioni internazionali. il Politico.it è un giornale autorevole e ha un respiro amplissimo, al punto che se un’accusa ci è stata rivolta, in qualche circostanza, è di volare (persino) troppo alto (ma è ciò che serve oggi al Paese: ritrovare un senso, un’idea di fondo, una visione d’insieme e una prospettiva. E/) (Ma) il giornale della politica italiana ha il compito e la responsabilità di svoltare per l’Italia, e dunque è giusto, è (anzi) doveroso che approfittiamo di ogni occasione – anche del massimo rilievo mondiale – per trarre indicazioni per tutti noi, per la nostra nazione. Così, dopo avere affrontato il tema (di fondo) (di una delle accezioni della) responsabilità, architrave della nuova politica che può fare il Paese che sogniamo, è ancora di “noi” che parliamo, lasciando che l’ex spin doctor del presidente del Consiglio si rivolga (brevemente) al suo mentore per fargli notare che, se è vero che non emergono grosse novità (anche perché il presidente Obama aveva già avuto modo, in diverse occasioni, di esprimere i suoi giudizi su Berlusconi), è pur vero che un’Italia (attraverso una delle sue massime istituzioni) (bis)trattata in questo modo dal nostro principale alleato non si era mai visto. E anche se i casi legati alla tua vita privata pare ti possano fare guadagnare consenso, è chiaro – sostiene Crespi – che per tutto questo qualcosa lascerai sul campo. E dunque non è il caso che tu lo sottovaluti (anche se la reazione risponde ad una strategia della minimizzazione per non alimentare il fuoco e non rimpallare una reazione che confermi la percezione negativa che può essere emersa dalla lettura delle parole dell’amministrazione americana). di LUIGI CRESPI Read more

Adesso Vendola cannibalizza il Pd: 7% Sel Sondaggio Crespi, Democratici fermi a 23

novembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il partito di Bersani ridotto a cifre da Democratici di sinistra (ovvero meno di due terzi del Pd originale). “Colpa” (anche) del vento in poppa del presidente della Puglia, che chiede «primarie subito» per capitalizzare. Pdl a sua volta in cattive acque al 26%, ma la causa non è il bipolarismo: colpa della nostra politica autoreferenziale di oggi (che non è l’effetto di tutto questo), priva di quella cultura maggioritaria che accompagna tutti i sistemi bipolari (o bipartitici) maturi. Cultura maggioritaria che non significa “andare da soli” o semplicemente “puntare” ad avere il 50 per cento più uno dei con- sensi, ma aspirare a fare il bene dell’Italia rappre- sentando – tutto – il Paese: e questa è, contempora- neamente, la nostra necessità storica e ciò che completerebbe la nostra modernità (intanto, di sistema) sulla base del bipolarismo ed insieme ad una legge elettorale che tenesse conto di tutto questo. Ne abbiamo parlato e ci torneremo su. Ora i numeri di Crespi, nella tabella presentata da Davide Nunziante che oggi sostituisce il grande sondaggista. Read more

Ma oggi Mara è (la +?) amata dagli italiani Sondaggio di Crespi, il 60% ora ha fiducia E per il 76,3% Cosentino deve dimettersi THEHAND fa il contraltare a tale ‘apertura’

novembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il “peccato originale” (di cui, peraltro, Carfagna diventa, inevitabilmente, anche vittima – ?) nega ogni pretesa di purezza. E la linea di demarcazione con la politica italiana onesta e responsabile che può fare il Paese che sogniamo rimane e rimarrà sempre. Di questa nuova politica, l’attuale ministro delle Pari opportunità non potrà mai essere alfiere, o non sarebbe. E tuttavia c’è del bene nel percorso che la donna che il presidente del Consiglio avrebbe «voluto sposare» ha compiuto dal momento – e dalle modalità – del suo ingresso in politica fino al suo impegno attuale. E sarebbe altrettanto (ir)responsabile, nel momento in cui il suo smarcamento – apparentemente di fondo, politico, ideale e non personalistico, dunque degno di rispetto e che non si può (apparentemente) tacciare di “tradimento” ot similia – la pone al centro dell’attenzione per ciò che riguarda la politica politicante (ma, come abbiamo visto, fino ad un certo punto: se Cosentino sarà dimissionato il merito, tra l’altro, sarà in gran parte suo. Si tratta, come dice il nostro Paolo Guzzanti, di vedere d’altra parte fino a che punto conta davvero la politica e in che modo, e fino a che punto la questione è personale: da cui l’«apparentemente» con cui abbiamo inquadrato la chiosa sul possibile idealismo del suo comportamento) sarebbe altrettanto irresponsabile, dicevamo, non riconoscerle, in questo quadro, ciò che oggi le riconosciamo. E lo facciamo peraltro lasciando parlare gli italiani: che, dopo averle tributato una pioggia di preferenze alle Regionali, scelgono inequivocabilmente lei nella faida con Mussolini e lo stesso Cosentino. C’entra la politica dell’apparenza (in tutti i sensi) nella quale siamo calati? Certo. Ma non solo. di DAVIDE NUNZIANTE Read more

E nella (sua) sconfitta di Bersani a Milano emerge (tutta) una voglia di rottamazione

novembre 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi parliamo di questo: di come il Pd continui ad andare a sbattere il che, invece di indurlo a più savi consigli, lo rende ancora più “duro” inducendolo piuttosto a perseverare sulla strada – pidiessina – intrapresa dopo le primarie di un anno fa. Una via oggettivamente – lo dicono i fatti – deficitaria e perdente (oltre che, come abbiamo scritto, antistorica) alla quale sono contrari i rottamatori renziani. E che la batosta milanese segnali anche che Civ e compagni stanno facendo breccia nell’elettorato Democratico? Beninteso: la sintonia è naturale: l’andazzo attuale non va e comunque, anche al di là di ogni riflessione di merito, un ricambio è fisiologicamente necessario. Ed è (appunto) agognato dalla loro gente. Ed è così che può accadere che persino alle feste de l’Unità, simulacro della continuità del Pci-Pds-Ds, un “compagno” che gira le salsicce alla domanda del cronista su se preferisca D’Alema o Renzi, (si) compia il tradimento. Il giornale della politica italiana tutto questo comunque lo racconta – lo facciamo ora con Crespi – ma ci interessa relativamente, perché si tratta di politique politicienne. A noi interessa il Pd in quanto strumento (indispensabile) per la costruzione del futuro dell’Italia. E le idee. Che continuiamo a suggerire (a quanto pare con successo, anche se la macchina fatica ad assorbire il colpo e per ora mantiene, appunto, la rotta verso il baratro) ai Democratici. di LUIGI CRESPI Read more

Sel (quasi) a 6%, Futuro e Libertà sopra 9 Pdl fermo al 26, ma guardate il Pd: 23% (!) La tabella con (tutte) le intenzioni di voto

novembre 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ed eccolo, il rilevamento che vi avevamo annunciato: le due ali volano a discapito dei due partiti maggiori (?) tra i quali paradossalmente a pagare di più è quello di Bersani (?), che sembra incapace di intercettare l’onda lunga di una crisi della maggioranza che, del resto, è tutta interna – nel senso che ad averla provocata sono forze della stessa maggioranza – quando non può essere ricondotta a situazioni esterne (ed estranee) alla nostra politica. L’opposizione, insomma, non vi ha giocato alcun ruolo. La stessa mozione di sfiducia del Pd potrà essere, a questo punto, decisiva ma risulta tardiva: come da bersanian-pensiero, i Democratici fanno (oggi) solo quello che sono sicuri possa loro riusci- re. Ma questa è la fine della politica, che per sua natura richiede scelte coraggiose (non avventate, Pi- gi, ma coraggiose sì). La rilevazione, ora, all’interno. di L. CRESPI Read more

***Politica&morale/1***
MEGLIO BERLUSCONI CHE GIOVANARDI
di LUIGI CRESPI

novembre 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana sembra essere il solo consigliere della nostra politica – per non parlare di essa stessa – ad avere compreso lo snodo fondamentale per il Paese: all’Italia serve un intervento di sistema, organico, complessivo; serve che la politica italiana si decida a mettere mano alla macchina-Paese (oltre che a quella-Stato) concependo un completo ribaltamento di piano, ché sennò l’Italia declina, e rischia di non salvarsi. Per questo il Politico.it, in special modo con la narrazione del suo direttore, tiene come filo conduttore la predisposizione del futuro a partire, proprio, dal progetto generale, dall’intervento di sistema. E contemporaneamente il giornale della politica italiana è il luogo privilegiato del dibattito pubblico della nostra politica. Quella di oggi. Che, non avendo ancora chiaro questo punto, si esercita solo sulle – pur fondamentali – questioni settoriali. Due momenti che nessun soggetto, politico o mediatico, onesto e responsabile, dovrebbe in realtà in questa fase tenere scissi. Come (non) fa il giornale della politica italiana. Dopo aver affrontato il tema-nazionalismo con Matteo Patrone (che ricostruisce anche gli altri momenti della proposta complessiva de il Politico.it), ci dedichiamo in due passaggi successivi alla morale applicata alla politica, che nel nostro Paese non si traduce, spesso, nell’etica pubblica che Annalisa Chirico ha indicato come frontiera da non superare – e pure da ricostruire con grande meticolosità, attraverso un’operazione culturale – bensì diventa la radice di una sorta di Stato etico in nuce che lambisce spazi della nostra vita privata come il sesso o la morte. O – è il nostro caso di ora – la famiglia, alla cui Conferenza nazionale non va un Berlusconi «libertino ma onesto» che manda, in sua vece, un Giovanardi che «pretende di imporre all’universo mondo la sua morale medievale, la sua arretratezza culturale, il suo linguaggio bigotto e bacia pile». Un’i- pocrisia sulla quale insiste il grande sondaggista, in questo pezzo da non perdere. Solo su il Politico.it. Read more

***Il commento***
MA FUTURO E LIBERTA’ E’ IN SINTONIA CON IL PAESE
di LUIGI CRESPI

novembre 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Secondo il grande sondaggista la convention del nuovo partito del presidente della Camera ha dimostrato che il progetto e i valori finiani – e non, naturalmente, le tattiche più o meno aggressive nei confronti del presidente del Consiglio – rispondono alla richiesta di una parte dell’Italia, quella che, proveniendo da storie diverse, ha trovato ieri una «sintesi emotiva». E questa è la cartina di tornasole dell’onestà e della responsabilità con le quali Fini ha intrapreso – dal giorno della salita sullo scranno più alto di Montecitorio – la nuova fase del suo percorso politico. E che discendono dalla nobiltà della tradizione della destra storica italiana, da Almirante in poi. Segnali di una riscossa e di una novità che non sono ancora nuova politica, e non corrispondono (del tutto) al patriottismo di chi agisce solo ed esclusivamente per il bene dell’Italia. Ma rappresentano il buono della svolta di ieri. Dopo avere evidenziato la distan- za, ancora, dall’idealità – che si può perseguire – vediamo, come promesso, il bicchiere mezzo pieno. di LUIGI CRESPI Read more

Il commento. Gay è meglio (anche, sempre) che Silvio di Luigi Crespi

novembre 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Consiglio: «Meglio essere appassionato alle belle ragazze che omosessuale». Il suo ex spin doctor, nostro primo editorialista, gli offre dalle colonne del giornale della politica italiana una lezione di libertà. di LUIGI CRESPI Read more

Berlusconi, minimo storico di fiducia: 40% Sondaggio Crespi, e Pdl ‘crolla’ sotto 28% Ma Bersani: sogno dev’esser sostenibile Bella forza, ma è il momento del coraggio

ottobre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il paradosso continua: Silvio in caduta libera e, dunque, anche il suo partito, praterie elettorali non aperte ma spalancate eppure: silenzio (e vuoto) assoluto: nessun cavallo all’orizzonte. Cosa fa l’opposizione? Nel momento in cui è chiamata dalla Storia a venir fuori con il proprio profilo naturale – necessario – in questa fase, di partito degli italiani e con un conseguente progetto per il futuro dell’Italia, predica prudenza, misura, tatto. La cosa sbagliata nel momento sbagliato. Diciamocelo: a questo centrosinistra manca il pensiero; lo stesso Vendola prefigura immagini che però non sostanzia in un disegno concreto. Cosa aspetta? Ha certamente ragione Pigi, non è più il tempo di raccontare bugie agli italiani, ma l’opposto delle bugie non è il silenzio – il non raccontare nulla – l’opposto delle bugie è (raccontare) la verità: e la verità è che il nostro Paese è ad un passo dal baratro, ma se riparte subito non solo si salva, ma ritorna grande. Ma dobbiamo fare subito. E per poter far subito la prima cosa è non perdere tempo. E per non perdere tempo è ora di smettere di parlare per titoli, e di cominciare a tirare fuori proposte concrete. Ma attenzione: di sistema. Concreto e complessivo non sono in contraddizione. Il giornale della politica italiana mette in campo da settimane suggerimenti e proposte – parti di un progetto organico – per la costruzione del futuro. E la nostra politica lo ascolta (sempre di più). Ma poi permane nell’immobilismo (tranne che attorno al totem-Berlusconi, che però ormai è piantato fuori dallo stadio dove si sta giocando, per usare una metafora di bersaniana eco). E invece questo è il tempo dell’azione. I casi sono due: o trovate il modo di intervenire, o siete chiamati a favorire un ricambio (parziale ma) immediato ma di qualità, nella prospettiva di mettere in campo soluzioni ad un tempo alte e concrete per ripartire subito. L’Italia può tornare grande. Ma deve (cominciare a) farlo subito. E sentiamo Crespi, ora. Che rincara la dose.        Read more

Ora ci becchiamo un po’ di nostra politica (Ma restando – sempre – rivolti al futuro) Lodo Alfano è di nuovo (?) la loro priorità Si inserisce critica di Crespi a Napolitano “Presidente, vada fin in fondo nel dir no”

ottobre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Silvio lo ributta nell’arena. Perché non può farne a meno. Anche se aveva detto: «A questo punto non si fa più». Questo punto era dopo i dubbi espressi da Napolitano. Che però, dopo aver preso le distanze in una lettera, ha fatto retromarcia: «Io resto imparziale». Il giornale della politica italiana è un giornale istituzionale. E’, appunto, il giornale della politica italiana. Ma è libero, totalmente libero. Abbiamo più volte preso le difese del capo dello Stato. Che resta l’unico punto di riferimento assoluto di tutti. Il nostro editorialista numero uno ha però da muovergli una critica. Non senza una punta di – rispettosa – polemica. E il Politi- co.it, ribadendo la propria fiducia nei confronti del presidente, liberamente le dà spazio. di L. CRESPI Read more

Ma ecco sondaggio settimanale di Crespi Nel tracollo di Silvio (-3%) non risale il Pd Perché non offrite la narrazione al Paese

ottobre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Narrazione di vendoliano conio che, lo diciamo per chi ancora non lo avesse capito, consiste nell’offrire un racconto, un’idea dell’Italia di domani alla quale tendiamo e tenderemo facendo le scelte concrete del cui piano si tratta di rendere edotti gli elettori; un racconto, un’idea – pure realistici ma – capaci di far sognare, così che il Paese riabbia desiderio di vivere (assieme) e si proietti anima e corpo a contribuire a realizzare quel progetto, naturalmente – ecco lo snodo elettorale – dando consenso a chi quel sogno si propone, e si mostra in grado di guidare. In queste settimane si è assistito ad un rifiorire di proposte settoriali e concrete da parte di Bersani, a cui va riconosciuta, naturalmente, l’onestà e la responsabilità. Ma, Pigi, questo non basta. Per due ragioni. Perché il Paese ha bisogno “politico”, e non solo emotivo, di un completo ribaltamento di piano – e le specifiche proposte settoriali offrono invece solo dei rattoppi – o sarà difficile evitare il declino. E per la ragione che abbiamo indicato sopra: singole proposte settoriali, per quanto oneste e responsabili, non sfonderanno mai il velo dell’incomunicabilità tra voi Democratici e il Paese, e voi avete bisogno di questo, per quanto sia apprezzabile che cerchiate, intanto, di offrire qualche buona soluzione ai «problemi» concreti dell’Italia. Ecco, forse il punto sta proprio qui: si tratta per voi di smettere di proporre di risolvere «problemi», di lanciare piuttosto il cuore (e la mente) oltre l’ostacolo e, da quella parte, spiegare cosa c’è di bello là e come si fa a saltare l’ostacolo e ad arrivarci. A tutto il Paese. Insomma Pigi bisogna che vi armiate di coraggio (prima, per vedere le cose più lucidamente e così come possono essere affrontate) e di ambizione (poi, per saper indicare quel qualcosa in più che non inganna, ma alimenta il sogno, e motiva, e ci farà fare molto di più di quello che troppo “realisticamente” – in realtà si tratta di pura mancanza di lungimiranza – riusciremmo a fare) e incominciate a dire quello che, complessivamente, avete in mente. Se avete qualcosa da dire. Noi ogni giorno vi proponiamo una parte di un disegno organico. E voi raccogliete. Ma è ora di fare il passo in più. E’ ora – ecco tra l’altro le corrette modalità di comunicazione – che dimentichiate Berlusconi, e cominciate a dire quotidianamente e vostra sponte al Paese, attraverso i media, sì – e non nelle sole, tristi e chiuse riunioni con Cigl Cisl e Uil – quello che vole- te fare. Ora i dati di Crespi, nella tabella di oggi. Read more

Santoro/1. Cvd giovedì Annozero sarà regolarmente in onda Crespi

ottobre 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’arbitro invocato dal conduttore per fermare la sospensione di dieci giorni decisa da Masi ha stabilito che Michele potrà essere regolarmente su Raidue giovedì prossimo e quello dopo. Il giornale della politica italiana è l’unico grande quotidiano in grado di offrire il commento in tempo reale delle proprie grandi firme. Le valutazioni a caldo sulla vittoria di Santoro (e sulla conseguente sconfitta del direttore generale e, quindi, del premier) sono affidate al nostro editorialista numero uno, che nei giorni scorsi aveva previsto sempre qui un epilogo di questo tipo. di LUIGI CRESPI Read more

***Il caso Santoro/1***
MASI STA FACENDO IL GIOCO DI MICHELE
di LUIGI CRESPI

ottobre 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E più in generale del centrosinistra, tanto che al suo dante causa – il presidente del Consiglio – la gestione del direttore generale, fatta di tanti (in)successi – la rimessa in onda di Parla con me, il reintegro di Ruffini, per non parlare della stessa resistenza (è proprio il caso di chiamarla così?) di Annozero – non deve andare troppo giù, come peraltro aveva avuto modo di farci sapere tramite intercettazioni parlando con l’ex membro dell’Authority – a sua volta suo subordinato – Innocenzi. E, anzi, proprio questa tensione che si accumula intorno alla figura del conduttore di Raidue è alla base di una scelta, quella di Masi, di sospendere Michele per due puntate – insieme al suo stipendio – che appare pretestuosa e forzata, ma a quanto pare è andata a segno, se è vero il nervosismo che traspare dall’entourage di Santoro in queste ore: «Saltare due puntate ci metterà nella condizione di dover ricominciare da zero». Notare peraltro come Masi abbia fissato la sospensione per le due puntate successive a quella di stasera: così da offrire a Santoro la palla-(auto)gol necessaria per rendere definitiva la sospensione: «Se mi attacca – dice il direttore generale – lo licenzio». Ed è evidente che per Michele la tentazione, stasera, sarà fortissima. Il giornale della politica italiana dedica un ampio specialino al caso Santoro nonostante non amiamo, come sapete, care lettrici, cari lettori, parlare del circo (della nostra politica e del suo “mastino di guardia”, il giornalismo) e non dello “spettacolo” (la politica vera, le scelte concrete per il futuro dell’Italia) in un momento che richiede tanto spettacolo e poco circo. Lo facciamo per tre ragioni: la prima è che, occupandoci ogni giorno di politica vera, siamo nella condizione, di tanto in tanto, di fare qualche breve excursus di politica politicante; la seconda è che Santoro non sarà un martire ma il suo diritto di andare in tivù – e il nostro diritto di vederlo/ascoltarlo – attiene alla libertà (di informazione); la terza è che la Rai, non come viene gestita oggi naturalmente, è uno strumento imprescindibile di una politica vera che voglia rifare grande l’Italia, attraverso quella rivoluzione culturale della quale parliamo e di cui la tivù pubblica può essere, appunto, uno strumento imprescindibile. Parliamone dunque: cominciamo con il grande sondaggista, che analizza il rendimento del direttore generale fino al punto da maturare il sospetto che possa essere «amico del giaguaro». Read more

Ora il Pdl scende al minimo storico: 28.2% Silvio: colpa inefficacia, non “del partito” Ma 25 del Pd (in crescita) grida vendetta

ottobre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuova rileva- zione Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana, le due forze maggiori alle prese con il loro peggior momento. Ma se i Democratici guadagnano qualcosa rispetto ad una settimana fa, per il partito del premier il trend è (ancora più) negativo. Crisi del bipolarismo/bipartitismo? No, crisi di questa nostra politica autoreferenziale di oggi i cui protagonisti – il Pd e il Pdl appunto – sui quali grava la responsabilità del governo del Paese pagano il prezzo più alto, aprendo praterie a terze ipotesi che – attenzione – ad oggi non sfondano però – nonostante questo – un 8% punta massima finora toccata da Fini che non è esattamente un’opzione terzista. Si avverte una fortissima richiesta di onestà e responsabilità, questo sì, ma proprio per questo non è una terza forza nella stagnazione di un sistema proporzionale in stile Prima Repubblica che può rappresentare la soluzione ai problemi dell’Italia. E’, invece, un bipolarismo/bipartitismo fondato su una nuova politica italiana che, del resto, il sistema stesso “deve” contribuire a determinare, magari attraverso quel ritorno al Mattarellum soluzione originale italiana adatta alle nostre peculiarità che, garantendo un ideale equilibrio tra rappresentanza di tutti e soluzione maggioritaria – oltre a «restituire il diritto di scelta ai cittadini» – assicura un Parlamento democraticamente costituito e con gli attributi che può essere alla base di ciò a cui facevamo riferimento prima. Ma c’è solo una forza che ha in sé le risorse per garantire fino in fondo tutto questo. E quella forza si chiama Partito Democratico. Non questo Partito Democratico, ma un Pd che – adeguatamente rinnovato, ma senza «rottamazioni», che del resto possono essere evitate solo a condizione che i “vecchi” capiscano che la leadership del futuro deve essere attribuita a “figli di questo tempo” – si faccia partito del Paese in virtù e a compimento delle proprie maggiori onestà e responsabilità che gli attribuiscono il diritto-dovere di assumere la leadership del processo che porterà a rifare grande l’Italia. Ma il tempo, per il Paese e (quindi) per il Pd è adesso, non si può aspettare più. All’interno, la tabella con le intenzioni di voto di oggi. Read more

Commento. A Feltri dico: vogliamo vivere in Paese civile di L. Crespi

ottobre 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Un’ultima parola sul caso Porro/ Marcegaglia e poi riprendiamo a parlare di futuro (finalmente) offrendo al presidente del Consiglio la prima parte di un grande dossier sulla «rivoluzione liberale» promessa e finora mancata. Ultima parola che non può che essere affidata al nostro editorialista numero uno. Dopo aver analizzato i risvolti di autoreferenzialità non solo della nostra politica ma anche del suo «mastino di guardia», il nostro giornalismo, affrontiamo la questione dei limiti (in tutti i sensi) della nostra convivenza, quelli che separano la libertà da, appunto, l’assenza (o la fine) della civiltà. Una società è veramente libera solo se vi è assicurata la libertà di tutti. A costo – civile – di limitare le libertà. Perché la Libertà è un diritto assoluto. Le libertà vengono dopo. di LUIGI CRESPI Read more

***I dati***
MA GLI INDECISI SONO IL PARTITO PIU’ GRANDE
di LUIGI CRESPI

ottobre 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Quattro elettori su dieci, e come abbiamo scritto la scorsa settimana sono il patrimonio di una nuova politica onesta e responsabile che si preoccupi solo di fare il bene del Paese. Il patrimonio, in particolare, di un Partito Democratico che si facesse partito dell’Italia, come le ancora maggiori (in tutti i sensi) onestà e responsabilità lo rendono in grado e in “dovere” di fare. Per il momento invece i Democratici calano (sotto il 25%), come anche il Pdl (28,5%), mentre si consolida (apparentemente) Futuro e Libertà e torna a crescere la Lega. Il quadro settimanale dell’ex spin doctor del presidente del Consiglio. Read more

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