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Formarci per crescere. Una (vera) rivoluzione (di libertà) M. Patrone

dicembre 26, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se i nostri lavoratori, invece di essere minacciati di vedersi gettati nella povertà – alimentando una spirale di scelte estreme – loro e degli (stessi) imprenditori – che continua a stupire, e a inorridirci, nessuno degli attuali politicanti abbia la forza, e l’onestà, per contribuire almeno con una parola a fermare – vengono forniti degli strumenti per poter godere (al contrario) di una libertà più profonda di quella di sottrarsi il posto l’un l’altro nel “mercato” (“consolidato” – ? – in senso liberista) del lavoro (mossi solo da un disperato, e lacerante – la coesione e il senso di unità – istinto di sopravvivenza), formandoli (a 360°) a svolgere nuove mansioni in aziende (ri)lanciate nel senso dell’innovazione, e valorizzando poi appieno quel (“ritrovato” – ?) spessore (umano) facendoli partecipare – come accade in Germania! – alle scelte delle imprese, si otterrà il triplice effetto di non lasciare più soli (in tutti i sensi) i nostri imprenditori, di consentire agli “operai” di emanciparsi (loro, e le – proprie – famiglie – sempre di più: se è vero che i figli di genitori “istruiti” hanno – ancora – più possibilità di costruirsi un futuro all’altezza delle – nostre – aspettative) dalla loro (insostenibile) condizione (“puramente” materiale), e di determinare (attraverso la – loro – crescita. Culturale e, quindi, umana, e a “cascata” tecnica e professionale) la crescita (della – nostra – economia). E’ questa la (vera) rivoluzione (di libertà)! Ed è in questa chiave che la Sinistra (del – nuovo – ? – millennio) può (e deve) trovare la propria ragione d’esistere.

MATTEO PATRONE

***Il futuro dell’Italia***
LA CRESCITA? SI OTTIENE FORMANDO GLI ITALIANI
di MATTEO PATRONE

giugno 10, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il governo continua ad annunciare misure per la crescita che però, puntualmente, non vengono assunte. E ha voglia il ministro per lo Sviluppo (?) (a puntare – ancora – sulle – sole – infrastrutture – e sul relativo consumo – al di fuori di qualsiasi programmazione – di territorio, e) a dire che – per rilanciare il Pil – non esistono “ideone”. Non le avrà chi ha passato la sua vita a far quadrare i conti di istituti (che – in questi anni: ma non stiamo parlando – proprio – di questo? – hanno agito) spesso a discapito di quegli stessi cittadini comuni nella cui crescita (che non passa per il loro – ulteriore – impoverimento) sta – invece – la chiave per rilanciare la nostra economia. “Non c’è Politica senza partecipazione ai destini delle persone”, diceva Gramsci. E non basta ripetere ogni giorno che “la crisi è grave, i disoccupati sono tanti”, per rifarsi un’innocenza alla quale gli italiani – e non i poteri – forti – oggi non credono più. Read more

***66 anni dopo la nostra liberazione***
DOBBIAMO DIRE GRAZIE AGLI AMERICANI (ANCHE PER LA GUERRA IN IRAQ – ?)
Ma ora tocca a noi
di GIUSEPPE ROTONDO

dicembre 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Senza l’intervento che ha deposto e portato alla fine di Saddam Hussein e “restaurato” la democrazia in uno dei Paesi-chiave dello scacchiere mediorientale, non ci sarebbe stata la Primavera araba, non sarebbero (presumibilmente) cadute altre dittature, l’Occidente sarebbe meno sicuro ma soprattutto non vivrebbero in libertà e democrazia (sia pure under construction) milioni di nostri fratelli arabi. Anche se la destra (dei falchi) programmava la guerra da tempo e per ragioni avulse da uno spirito di generosità ed altruismo, senza un Paese disposto a morire per la libertà propria ma anche dei cittadini di ogni parte del mondo la nostra vita sarebbe certamente, comunque, più incerta e peggiore. Oggi che le (nostre) conquiste del secolo scorso vengono messe in discussione, e che l’accesso alla democrazia di popoli da “sempre” oppressi da una dittatura non conviene a nessuno possa avvenire (acriticamente) all’insegna di (soli) valori (?) d’un (nostro) mondo che vacilla, il tema è semmai verso quale (nuovo) orizzonte continuare-riprendere il cammino (comune). E se la leadership americana deve fare i conti con i tanti (comunque) nemici che ne hanno progressivamente consunto la brillantezza e l’affidabilità, chi, se non l’Italia – culla dell’attuale civiltà – è chiamata, attraverso la forza della propria storia e della propria cultura, a tornare ad indicare la strada? di GIUSEPPE ROTONDO Read more

***Temi etici. Cioè del/il (nostro) futuro***
CHI CI “OBBLIGA” A (NON) ABORTIRE
di ANNALISA CHIRICO

novembre 23, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non è necessario essere cattolici, o credere in (“un” – ?) Dio, per non considerare l’aborto come “acqua di rose”; così come sarebbe – forse – necessario essere (davvero) credenti (in Dio, incarnato – nel “nostro” “caso” - in Gesù, e non in una delle forme, deviate, di interpretazione “strettamente” (in tutti i sensi) (dis)umana e strumentale del messaggio di Cristo) per comprendere il possibile dramma di una donna che si trovi costretta a (non) abortire. Allo stesso modo il tema dei matrimoni tra persone omosessuali – e, conseguentemente (perché è ipocrita dividere le due questioni; come se il punto non fosse come e se consideriamo davvero “normali” – o meglio ugualmente diversi a ciascun altro – coloro che hanno, appunto, questa caratteristica – sessuale e, quindi, non solo) delle adozioni da parte delle coppie composte da persone dello stesso sesso – (proprio per questo) va affrontato e sviluppato nell’ambito di una più compless(iv)a riflessione su dove vogliamo andare. Sapendo che la propria libertà – anche quella di decidere (della vita. Degli altri) finisce dove comincia la loro (quella, appunto, degli altri. Si tratti di una persona LGBT o di un bambino al quale possa essere impedito di vivere un’esistenza che era stata preparata – da “chi”, nel dubitare e nel porsi con grande serietà e senso di responsabilità la questione, “non” (?) ha “alcuna” importanza. Perché riguarda la NOSTRA vita, la NOSTRA società, della quale siamo i soli detentori e, appunto, “responsabili”. Ma dobbiamo esserlo, purtuttavia, davvero – per lui. E che stava per cominciare). Quindi, mettiamo da parte il risiko dei “nostri” (in senso stretto, affatto – ?; nel senso di “nazional-popolari”, purtroppo, effettivamente) interessi (privati e politicistici); sapendo che la nostra proiezione collettiva – pubblica – nasce (naturalmente) dentro di noi. Ma nella misura in cui sappiamo porci, però, in relazione con gli altri. Con la vita. Con l’”assoluto”. O si tratta nient’altro che di un, sia pure non (necessariamente) economico, ma (altrettanto) materiale, conflitto. Di interessi. La giovane esponente di Radicali italiani ci presenta, ora, come la guerra dei carrarmatini di plastica – con tanto di bandierina (post-)”ideologica” - sulla vita nostra e degli altri continui. In questo caso – ma esistono, appunto, “versioni” opposte (in tutti i sensi. E qui, sta il problema) – da parte di quei medici (di quei ginecologi) che, di fatto, oggi – sia pure in un clima attraversato da (contrapposti) estremismi e che va, in tutti i sensi, ripensato – impediscono quella libertà di (non, anche) abortire che la loro “scelta” (che nega quella di altri, travalicando con la propria libertà la Libertà - degli altri – ?) rende obbligata. In un senso o -/e contemporaneamente, quindi, - nell’altro. di ANNALISA CHIRICO Read more

Libertà dipende (strettamente) da cultura Così come pure ‘merito’ è legato ad essa (Che è) la (vera) facitrice di ‘uguaglianza’ Democratici/ liberali ‘per forza’ d’accordo Ora serve (pure) la rivoluzione culturale

aprile 16, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ogni individuo non è veramente libero se non ha la libertà (appunto) di saper stabilire cosa può (veramente) fare, e se non è nella condizione di non avere bisogno (quasi) di nulla, perché “ha” se stesso. E la pre-condizione perché queste due condizioni vengano rispettate è, appunto, la cultura. Cultura intesa come consapevolezza (di sé), come educazione alla bellezza. La bellezza, scrive Dostoevskij, salverà il mondo. E’ davvero la sintesi (o il titolo) del nostro manifesto. Nessun vero liberale, perciò, può prescindere dal riconoscimento della necessità della cultura. E infatti così avviene. Ma quando un Paese è ridotto ad una condizione di incultura, a causa di una (precedente) rivoluzione anti-culturale perpretrata proprio per avere un maggior controllo su di esso, attraverso la riduzione della libertà (mediante la riduzione della cultura)? La rivoluzione liberale è sufficiente a creare le condizioni per una diffusione della cultura, e quindi per la libertà? Sì; ma è anche una (parziale) resa della politica, che ha la possibilità di accelerare – e di molto – quel processo, e dunque può dirsi veramente liberale solo se lo fa. Le modalità sono quelle indicate ieri su queste colonne da Enrico Musso, ma anche quelle usate (all’opposto, in tutti i sensi) dal fautore della rivoluzione anti-culturale. La chiave della rivoluzione liberale è (appunto) la libertà delle regole, che crea circoli virtuosi per cui si tende all’eccellenza (in senso stretto). Ma si tende all’eccellenza, nella libertà delle regole, (anche) a “causa” del “motore” rappresentato dai modelli. I modelli virtuosi sono assicurati dalla socialità, ma cosa succede se la socialità è limitata, o (sud)divisa, o se accanto ad essa avviene la trasmissione di modelli fuorvianti? Posto che in questo caso non sarebbe rispettata la condizione della rivoluzione liberale – ma non è, per così dire, impossibile, in una società che non ha una tradizione in questo senso - la libertà si trasforma in un vuoto pneumatico che va a riempirsi dei contenuti imposti (in tutti i sensi) dal più forte. Per evitare ciò, la politica deve assolvere fino in fondo alla propria funzione, accompagnando la rivoluzione liberale con una rivoluzione culturale, che – anche garantendo il rispetto delle condizioni della rivoluzione liberale stessa – assicuri la diffusione della cultura e con essa la libertà. Accanto alla liberalizzazione della cultura proposta da queste colonne dal senatore Musso, si afferma l’indirizzo di fondo di una politica che, appunto, assolva compiutamente alla propria funzione di gestione della società. Un indirizzo rap- presentato dall’affermazione dei modelli dell’onestà e della responsabilità, e della cultura stessa. Modelli messi in campo attraverso (anche) la televisione.

I popoli del Nordafrica scrivono la Storia E’ (ri)cominciato il tempo delle rivoluzioni In Italia sarà (finalmente!) quella culturale Ora il nemico da battere è l’integralismo Nel mondo arabo come (pure) nel nostro di FABRIZIO ULIVIERI

marzo 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’integralismo è quell’assolutismo delle proprie posizioni – “giustificato”, o solo preteso – per cui non si accettano la critica, la dialettica, il dialogo, così che vengono meno la democrazia e (con essa) la libertà. E’ tipico dei regimi teocratici che persistono ad oriente ma, scrive Ulivieri nel pezzo che state per leggere, anche di certo occidente culturalmente ed ideologicamente debole che, proprio in ragione di tale debolezza, tende a ridurre gli spazi di confronto (interni, o nel rapporto con il resto del mondo). E’ il caso, viene in mente ad esempio, dell’America di Bush (imperialismo), o di altre realtà molto più vicine (?) a noi. Ma questo è il tempo della democrazia. E se sul piano politico-istituzionale noi non abbiamo bisogno (?) di accedere ad un sistema di cui già disponiamo (e che, semmai, proprio per questo va rilanciato e magari “aggiornato”, con uno sguardo alla Storia) è sul piano culturale che potremo – e dovremo – conoscere una rivoluzione. Se in oriente si tratta di fare il primo passo, noi possiamo tendere al perfezionamento, al miglioramento costante, alla crescita della libertà (ma la libertà “è partecipazione”, e potrà esserlo sempre di più nella chiave tramandata dalle prime, antiche democrazie). Tutto ciò nasce, anche, grazie alla decisione Onu di appoggiare i ribelli libici, una battaglia che, nel solco – crediamo di potere dire – della Costituzione, che prevede possibili nostri interventi sotto l’egida delle Nazioni Unite per creare le condizioni di una convivenza pacifica – abituiamoci a richiamarla, concretamente, e a rispettarla sempre, la Carta; il giornale della politica italiana darà il suo contributo in questo senso – può dare respiro e “diffusione” a questo anelito che, appunto, dobbiamo però anche (ri)fare nostro, e portarlo nei nostri confini. Per essere sempre più – di nuovo – la culla della civiltà. Parola ora al professore. di FABRIZIO ULIVIERI

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Wikileaks (non) rivela (nulla di nuovo – ?) Ma Frattini: vogliono distruggere mondo Libertà non esiste senza responsabilità Vale anche per la (nostra – ?) politica

novembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Pensate al Partito Democratico: non, un partito (oggi), bensì un crogiolo non di sensibilità diverse, ma di egoismi (politici) che tradiscono la missione comune per assecondare le proprie tentazioni. E’ il concetto di corrente, quella componente interna in cui si organizzano tutti coloro i quali (non) la pensano allo stesso modo. E’ il riflesso di una (mancanza di) responsabilità che attraversa tutto il Paese. La teoria dello “specchio rotto” per cui la società, e la nostra politica, sono divise in mille schegge tutte intente a riflettere la propria specifica frazioncina (di Paese – ?). Accade così – ad esempio – che in un momento di crisi economica ciascuno (settore) chieda, ugualmente, più risorse, senza assumersi la responsabilità di pensare al bene comune. La nuova politica è invece quella politica (italiana) in cui ciascuno si fa carico dell’interesse generale, e dunque assolve al proprio ruolo (di parte), ma nell’ambito di una tensione più alta nella direzione comune del bene dell’Italia. Allo stesso modo il Partito (Democratico) è un partito nel quale ciascuno ha diritto di fare pesare la propria sensibilità, a condizione, però, che tenga conto dell’interesse generale, del Paese e (quindi) della propria formazione (nel suo complesso). Un Pd nato per rappresentare l’unione dei democratici non può trasformarsi, per puro egoismo (politico, e non solo) in una riedizione del Pci-Pds-Ds. Anche perché (appunto) non fa (così) il bene del Paese. Perché tutto questo sia possibile è necessaria (tra l’altro) quella riscoperta dell’orgoglio nazionale, quel nazionalismo necessario per cui la passione politica torni a prevalere sugli interessi particolari, che il giornale della politica italiana ha già indicato come una condicio sine qua non per tornare grandi.      Read more

***Il caso Santoro/1***
MASI STA FACENDO IL GIOCO DI MICHELE
di LUIGI CRESPI

ottobre 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E più in generale del centrosinistra, tanto che al suo dante causa – il presidente del Consiglio – la gestione del direttore generale, fatta di tanti (in)successi – la rimessa in onda di Parla con me, il reintegro di Ruffini, per non parlare della stessa resistenza (è proprio il caso di chiamarla così?) di Annozero – non deve andare troppo giù, come peraltro aveva avuto modo di farci sapere tramite intercettazioni parlando con l’ex membro dell’Authority – a sua volta suo subordinato – Innocenzi. E, anzi, proprio questa tensione che si accumula intorno alla figura del conduttore di Raidue è alla base di una scelta, quella di Masi, di sospendere Michele per due puntate – insieme al suo stipendio – che appare pretestuosa e forzata, ma a quanto pare è andata a segno, se è vero il nervosismo che traspare dall’entourage di Santoro in queste ore: «Saltare due puntate ci metterà nella condizione di dover ricominciare da zero». Notare peraltro come Masi abbia fissato la sospensione per le due puntate successive a quella di stasera: così da offrire a Santoro la palla-(auto)gol necessaria per rendere definitiva la sospensione: «Se mi attacca – dice il direttore generale – lo licenzio». Ed è evidente che per Michele la tentazione, stasera, sarà fortissima. Il giornale della politica italiana dedica un ampio specialino al caso Santoro nonostante non amiamo, come sapete, care lettrici, cari lettori, parlare del circo (della nostra politica e del suo “mastino di guardia”, il giornalismo) e non dello “spettacolo” (la politica vera, le scelte concrete per il futuro dell’Italia) in un momento che richiede tanto spettacolo e poco circo. Lo facciamo per tre ragioni: la prima è che, occupandoci ogni giorno di politica vera, siamo nella condizione, di tanto in tanto, di fare qualche breve excursus di politica politicante; la seconda è che Santoro non sarà un martire ma il suo diritto di andare in tivù – e il nostro diritto di vederlo/ascoltarlo – attiene alla libertà (di informazione); la terza è che la Rai, non come viene gestita oggi naturalmente, è uno strumento imprescindibile di una politica vera che voglia rifare grande l’Italia, attraverso quella rivoluzione culturale della quale parliamo e di cui la tivù pubblica può essere, appunto, uno strumento imprescindibile. Parliamone dunque: cominciamo con il grande sondaggista, che analizza il rendimento del direttore generale fino al punto da maturare il sospetto che possa essere «amico del giaguaro». Read more

Commento. A Feltri dico: vogliamo vivere in Paese civile di L. Crespi

ottobre 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Un’ultima parola sul caso Porro/ Marcegaglia e poi riprendiamo a parlare di futuro (finalmente) offrendo al presidente del Consiglio la prima parte di un grande dossier sulla «rivoluzione liberale» promessa e finora mancata. Ultima parola che non può che essere affidata al nostro editorialista numero uno. Dopo aver analizzato i risvolti di autoreferenzialità non solo della nostra politica ma anche del suo «mastino di guardia», il nostro giornalismo, affrontiamo la questione dei limiti (in tutti i sensi) della nostra convivenza, quelli che separano la libertà da, appunto, l’assenza (o la fine) della civiltà. Una società è veramente libera solo se vi è assicurata la libertà di tutti. A costo – civile – di limitare le libertà. Perché la Libertà è un diritto assoluto. Le libertà vengono dopo. di LUIGI CRESPI Read more

***La riflessione***
IL DONO PER IL DONO

di ANNALISA CHIRICO

luglio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Donare un organo ad uno sconosciuto è ora possibile. Il Consiglio Superiore di Sanità ed il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, hanno reso legale la cosiddetta ‘donazione samaritana’, ovvero quella in cui il donatore è vivente e dunque ‘libero’ di fare una simile scelta.

Ovviamente un rigido protocollo verificherà che l’atto di generosità ed altruismo non celi piuttosto un traffico d’organi a pagamento. Ma aprire la donazione fra viventi, ad ogni modo, rappresenta chiaramente la caduta di un tabù di grandissima rilevanza: molti sono gli interrogativi, e talvolta i dubbi, che ora si impongono alle coscienze della collettività. E la ‘nostra’ Annalisa Chirico, con questa splendida riflessione, ci porta così a varcare questa nuova frontiera dell’Etica. Sentiamo. Read more

***Il commento***
VUOLE RIDURRE LE NOSTRE LIBERTA’
di GAD LERNER

giugno 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Da tre giorni il condut- tore de L’Infedele dispiega il filo di una narrazione e di una valutazione sul giornale della politica italiana. Qual è il senso profondo delle scelte e dei gesti del presidente del Consiglio. Martedì e mercoledì le offensive nei confronti della Costituzione, oggi l’approvazione al Senato al ddl intercettazioni. Una legge che Ezio Mauro per primo ha definito «contro la libertà: la libertà per i giudici di perseguire i criminali, e per i giornali di fare il proprio mestiere di informare». Anche se, in questo caso, basata sulla necessità particolare (uno) di diminuire un controllo che raggiunge, grazie alle intercettazioni, un livello mai avuto nella Storia (due), e dunque figlia di una situazione eccezionale, la legge che limita l’uso dello strumento e la conseguente informazione può apparire a tutti gli effetti come un primo momento di riduzione della libertà, alla quale, anche in virtù di questo “precedente”, sia possibile far seguire ulteriori smottamenti. Come nel caso della riduzione delle libertà civili attraverso il meccanismo della dichiarazione dello stato di emergenza: lo racconta, e ve ne abbiamo riferito con suo… padre, Sabina Guzzanti nel suo Draquila; la dichiarazione dello stato è lasciata alla totale discrezione del governo, che dunque può, per estensione, limitare le libertà civili in qualunque momento e per qualsiasi pretesto. Un “inizio” dello stesso tipo può essere rappresentato (anche se non offre un meccanismo-automatismo come nel caso dell’emergenza) dal precedente del ddl intercettazioni. In tutto questo non si può non osservare come la motivazione di chi ci governa sia la preservazione di se stesso e, semmai, favorire i propri affari e quelli dei propri sodali: una motivazione anti-ideologica che da un lato dimostra la pochezza e la farsa, appunto, della nostra situazione attuale; dall’altra offre una speranza per il presente (della quale con Marco Rosadi abbiamo imparato a diffidare) ma, contemporaneamente, getta una ulteriore, inquietan- te luce di plausibilità sulla profezia di Veronica Lario: «Non mi preoccupa tanto mio marito, ma chi verrà poi». Il commento di Lerner dunque. Sentiamo. Read more

Due grandi editoriali chiudono settimana Il filo d’una narrazione su Popolo Libertà Bondi: “Non vado a Cannes per Draquila” Guzzanti: Berlusconi la può sospendere?

maggio 9, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Secondo e (per oggi) conclusivo momento della nostra (breve) narrazione (di oggi) sul (Popolo del)la libertà. Sì, secondo l’ex vicedirettore de il Giornale e papà di Sabina, autrice del film, la pellicola su L’Aquila per la cui proiezione il ministro della Cultura diserterà il festival (una, di per sé, non straordinaria dimostrazione di – senso per la – libertà, ma andiamo oltre e il punto è che) siamo già nella condizione di poterci vedere sospese le nostre libertà (civili) in base al principio dell’emergenza: è già successo, appunto, per il dopo-terremoto, ma anche per i mondiali di nuoto (!). Lo racconta proprio “Draquila”, e Guzzanti si e ci chiede se, a questo punto, ci sia ancora qualcosa che impedisce a Berlusconi di sospendere le nostre libertà tout court, brandendo una sfuggente motivazione di comodo (un pretesto) legato a questo principio. Il secondo editoriale sulla libertà, per la penna della grande firma del giornale della politica italiana. (Davvero una) buona domenica (ma è proprio il caso di dirlo?) su il Politico.it.            Read more

Due grandi editoriali chiudono settimana Il filo d’una narrazione su Popolo Libertà Quagliariello: “Nostri in tv uno alla volta” Ma Lerner: si nega quella d’informazione

maggio 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è l’unico grande quotidiano in grado di proporre nel corso di una giornata (o di un periodo) il filo di una narrazione. In questa domenica di inizio maggio, il Politico.it associa due prese di posizione che esprimono una (non) cultura (politica) venute da due autorevoli esponenti del centrodestra e del governo e vi propone una riflessione sulla Libertà, quella(?) del Popolo (in tutti i sensi), che sembra forse progressivamente – per «smottamenti progressivi», direbbe Walter Veltroni – venir meno nella concezione di chi oggi ci governa e dunque, inevitabilmente, nel Paese. La presa di posizione del vicepresidente dei senatori del Pdl, che chiede ai suoi di evitare di presentarsi in due – evidentemente il riferimento è alla frequente, in questo periodo, partecipazione di esponenti finiani alle stesse trasmissioni a cui prendono parte rappresentanti della maggioranza berlusconiana del partito – ai talk show politici. E quella del ministro Bondi che annuncia non andrà a Cannes, a quello che forse è il più prestigioso tra gli appuntamenti con il cinema e quindi con la cultura internazionale, ovviamente a rappresentare l’Italia, perché Cannes accoglie (fuori concorso) il docufilm di Sabina Guzzanti che racconta tutte le criticità della gestione del dopo-terremoto a L’Aquila, in quanto infangherebbe, è in buona sostanza il senso della motivazione addotta dal ministro dei Beni culturali (?), l’immagine del nostro Paese. La prima (parte del- la) riflessione è affidata al conduttore de L’Infedele. Seguiteci; più tardi il secondo momento di questa narrazione di oggi del giornale della politica italiana. Read more

***Il commento***
RAIPERUNANOTTE, IL SALTO DI QUALITA’ C’E’ STATO
di GAD LERNER

marzo 26, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana parla da diversi giorni di fatto storico per ciò che riguarda l’evento-Raiperunanotte di ieri. Non tanto per e al di là dei suoi protagonisti (del momento), quanto per ciò che può significare per il rapporto tra nostra politica e informazione: la censura, grazie al web, d’ora in poi farà molta più fatica a passare. Il conduttore de L’Infedele, che firma il secondo commento de il Politico.it sulla trasmissione-manifestazione di ieri, dopo Adinolfi, segue questa traccia.                             Read more

25 marzo è una giornata storica (per tutti) Ben al di là dei suoi (attuali) protagonisti Ora grazie al web censura non passa più FOTO: l’inventore www, Tim Berners-Lee

marzo 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana vede lontano. Che non significa solo guardare direttamente al futuro, ma anche saper percepire il valore assoluto di ciò che succede nel presente. E, naturalmente, di ciò che potrebbe succedere. Ovvero saperlo progettare, il futuro. Giovedì prossimo Michele Santoro condurrà una sorta di speciale Annozero dal PalaDozza di Bologna, cuore pulsante della capitale della pallacanestro italiana. Ma per le note ragioni non andrà in onda sulla Rai. Si è cercato – fuor di ogni eufemismo – di fare in modo che non andasse in onda proprio. Contando sul monopolio de facto delle reti televisive. Un vero e proprio atto di censura, a fini elettoralistici (o, peggio, politici di lungo periodo: ma, per il momento, non spingiamoci troppo in là). Il piccolo problema è che nel 2010, e nell’era della comunicazione, persino nell’Italia che si lascia scivolare volentieri – non è questo il caso, beninteso: si tratta di un discorso generale, storico, teorico – nel totalitarismo fascista, purché la deresponsabilizzi, purché ci pensi lui, la censura comincia ad essere un “lusso” che non si può (più), forse, permettere nemmeno un ipotetico presidente del Consiglio che controlli anche il resto dei mezzi di informazione (televisivi) e non solo nel Paese. Come mai? Perché come dice Gianfranco Fini oggi il mondo ha una seconda dimensione, che consente la libertà che nella prima viene negata. Si chiama internet. Questa svolta epocale nella storia dell’umanità, vive giorno dopo giorno ulteriori sviluppi e uno di questi si sta verificando proprio in Italia: di fronte al tentativo della censura, il web sostituisce il canale televisivo e consente a ciò che doveva essere censurato, eliminato, di arrivare comunque a milioni di italiani. “Rai per una notte” andrà in onda – diamo una notizia – anche su SkyTg24, dunque uno sfondamento in piena regola di (tutta la) censura, ma se l’iniziativa ci sarà è solo grazie della rete. Comunque la si pensi sul conduttore, comunque la si pensi – non è que- stione di destra o di sinistra; o forse è proprio una questione di destra, e in Italia non (tutta la destra) se ne accorge – il 25 marzo sarà un bel giorno per la libertà. Read more

I trecentomila di piazza del Popolo per la libertà d’una democrazia che vale x tutti

ottobre 4, 2009 by Redazione · 5 Comments 

Ieri il giornale della politica italiana era in piazza, con una rappresentanza delle proprie direzione e redazione. Ovviamente in piazza contro nessuno. Non era quello il senso della manifestazione. E il Politico.it non parteggia, del resto, per nessuno. Non potevamo non esserci però perchè la libertà di espressione e informazione è un bene di tutti. Nei termini in cui può essere messa in discussione oggi, è la precondizione per potere continuare a dire quello che si pensa e farlo pesare in un sistema democratico, che è a sua volta la condizione della dignità individuale. E, più direttamente, è la condizione per sapere, conoscere, farsi un’idea fondata, in ragione della propria sensibilità e della propria cultura, ed essere liberi – ecco il punto – di scegliere davvero la strada che si considera più adatta. In questo senso la libertà di stampa è la conditio sine qua non esiste la Libertà tout court: si è liberi solo se davvero si è a conoscenza, si sa: e allora si può scegliere. Altrimenti hanno già scelto gli altri per te. E questo nessuno di noi lo può veramente accettare. L’omaggio dunque del giornale della politica italiana alla manifestazione per la libertà di stampa, in questo breve ritratto.                   Read more

Libertà di stampa è davvero in pericolo? E, se sì, in che modo? Le nostre risposte

settembre 29, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana, lo sapete, è un giornale libero e superpartes che ama il confronto aperto e scevro da pregiudizi, che è poi quello che si svolge quotidianamente sulle nostre pagine. E’ per questo che il Politico.it annovera tra le proprie firme solo personalità autorevoli e, insieme, palesemente libere, capaci di andare oltre qualsiasi schema preventivo di appartenenza e di dire – onestamente e responsabilmente – ciò che pensano, menando fendenti, se necessario, da una parte e dall’altra indistintamente. E’ il caso di Paolo Guzzanti, battitore libero per antonomasia, o di Luigi Crespi, quasi un “tecnico” della politica per la sua assoluta onestà intellettuale ed equidistanza nel momento dell’analisi se non fosse per la ricchezza del suo background umano e culturale. O di Gad Lerner, costretto dalla propria straordinaria lucidità a colpire spesso anche il “suo” centrosinistra. E potremmo proseguire. Ed è proprio in questa chiave che, mentre altri quotidiani gridano oggi al regime, il giornale della politica italiana cerca invece di capire di più. Come e quanto la libertà di stampa nel nostro Paese sia veramente in pericolo, e perchè. In un confronto con un passato che non ritorna, ma che, come tutta la Storia, ci aiuta a comprendere i passaggi del presente. La firma è del nostro vicedirettore, Luca Lena, che svolge così questo tema delicatissimo, che vi invitiamo a seguire, con noi, in questo sforzo di riflessione e di comprensione. Per integrare, anche, a modo nostro, e per una parte – tutte sono utili e necessarie - il modo di fare giornalismo politico da noi. Sentiamo. Read more

Giornalista oppositore liberato in Siria Primo passo verso la democratizzazione?

maggio 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Michel Kilo era stato imprigionato nel 2006 con l’accusa di “indebolimento del sentimento nazionale” per avere chiesto la distensione dei rapporti con il Libano. Nel 2007 una nuova imputazione prevista per “chi pubblica un articolo di natura politica o pronuncia un discorso dello stesso tipo con l’intenzione di pubblicizzare e diffondere un partito, un gruppo o un’organizzazione politica”. E’ il segno della situazione dei diritti umani, civili e politici che regna a Damasco, fatta anche di molti casi di torture fisiche e psicologiche. Ce ne parla Désirée Rosadi. Read more

Cosa vuol dire essere liberali. Non c’è libertà senza verità P. Guzzanti

maggio 15, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuovo contributo della grande firma de “il Giornale” e di “Panorama”. Dopo lo stesso “Giornale”, anche il Politico.it ha la possibilità di proporvelo. Buona lettura. Read more

“Mi candido ad anti-Santoro (che non va censurato)” di P. Guzzanti

aprile 16, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Nuovo pezzo dell’ex vicedirettore del “Giornale”. Guzzanti interviene sul caso-”Annozero” lanciando un appello-provocazione: “Mi candido ad essere l’anti Santoro. Non vedo mai la televisione, e dunque non ho visto neanche Anno Zero, trasmissione che mi ha assassinato usando contro di me le menzogne di Travaglio. Ma sono un liberale e voglio che non sia censurata. Vorrei però che dessero a me un’altra trasmissione e gliela faccio vedere io a Santoro. Appello a Garimberti, a Zavoli e anche alla Sette”. All’interno. Read more

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