Top

***L’errore capitale di Bersani***
CARA SINISTRA, SAPPILO: MONTI E’ UN SUPER BERLUSCONI
di PAOLO GUZZANTI

marzo 10, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché fa tutto ciò che il suo predecessore aveva promesso nel ’94, ma non aveva avuto la forza di realizzare. E si tratta di scelte “di destra”, non la destra storica (italiana ed europea) – puramente – conservatrice, ma la destra liberista e “americana”. La destra – per intenderci – di Marchionne. Destra è, per definizione, fare gli interessi – dei (più) forti. E oggi, nel mondo (dominato dal) mercato, fare gli interessi dei forti non coincide più, direttamente, con la difesa dello status quo; o meglio questo è lo scopo finale e l’effetto (auspicato), ma viene perseguito attraverso un (falso) riformismo che porta alla progressiva riduzione delle regole, così che la legge del più forte possa imperare (ancora meglio) e quella conservazione – delle distanze tra chi ha e chi non ha – possa…rinnovarsi. Altro che lotta ai (veri) privilegi… Inutile poi chiedere – come Bersani fa, non rendendosi conto di essere alla guida dello strumento per eccellenza per determinarla, senza passare per la benevolenza di chi non la può, costitutivamente, offrire – perequazione. Non avverrà mai (come non è mai avvenuta – storicamente). Su questo (stesso) terreno (su cui, in tutti i sensi, i ‘forti’ hanno i loro interessi). L’unica chance che la Sinistra ha di tornare a svolgere la propria funzione, che è fare il bene (non – solo – dei lavoratori ma) di tutti (insieme), è offrire – scriveva Mazzini – una ragione più alta. Quell’(alto) obiettivo comune per l’Italia dandoci il quale risaremo motivati a (ri)dare valore anche ad altro, dal (solo) denaro, riaprendo gli occhi (sulle persone) e riscoprendo (così) il piacere di collaborare, di fare sistema, e/ per in questo modo ricominciare a restituire il nostro Paese alla posizione che gli compete nel mondo. C’è stata una sola occasione in cui l’unico governo di centrosinistra capace di convincere la maggioranza degli italiani – al punto che, nonostante gli elettori “attivi” siano oggi in maggioranza di destra, il Paese gli offerse anche una seconda possibilità – sfondò il velo di incomunicabilità (elettorale) tra le aree di opinione e di sensibilità della destra e della sinistra, attraendo consensi anche da chi tradizionalmente – e per convinzione! – votava Berlusconi: quando l’Italia è tornata – sia pure solo per un momento – ad esercitare la propria leadership (mondiale) grazie alla guida di Romano Prodi e Massimo D’Alema nei giorni dell’(ultima) crisi in Libano. In quelle ore ascoltammo elettori di destra dire che quel governo piaceva loro, e molto. Che era il “loro” governo. Perché dopo trent’anni di tafazzismo, gli italiani hanno voglia di rialzare la testa; non, in forma vetero-aggressiva, ma competitiva, sì; ma non – ancora una volta, in un modo (ancora) più (meno) libero (?) e foriero di inimicizie e di avversione – tra di loro. Ma nella con-petizione – da rilanciare, in questi termini, e non più in chiave solo economica – per (ri)costruire – anche attraverso il recupero di una dimensione etica e filosofica – il futuro del mondo. E questo concretamente si fa dandoci l’obiettivo di ridiventare la culla mondiale dell’innovazione (a 360°, come evidenzia anche Ermete Realacci) attraverso la cultura e la formazione. Vedrete che, quando il nostro Paese apparirà di nuovo in grado – grazie alla Sinistra – di tornare (in maniera positiva e costruttiva; rigenerativa) a contribuire a scrivere pezzi di Storia – e non soltanto, più, il Paese – il (pezzo di) mercato – qualunque (anche se molto vezzeggiato. Da chi ha interessi – a che ri-diventiamo sempre più “affidabili”) a cui lo riduce la teoria mercatista della destra – i rapporti di forza, “anche” (o prima) da noi, saranno diversi da quelli a cui – stante l’attuale strategia-kamikaze di Pigi, di cui ci parla ora (di tutto questo) il deputato liberale – siamo di nuovo destinati se l’esperienza del governo Monti durerà fino al 2013, quando Berlusconi si prepara a raccogliere i dividendi della propria (ultima) semina (capolavoro). di PAOLO GUZZANTI Read more

Ogni settimana al cinema con il Politico.it Oggi è la volta di politica internazionale Italia vale più di “amico Putin” e + truppe La nostra civiltà sarà al servizio di tutti

novembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La politica delle relazioni interpersonali del presidente del Consiglio. Il gioco di prestigio dell’invio di un contingente numeroso in Libano del governo Prodi. Di cui pure l’allora segretario generale dell’Onu Kofi Annan riconobbe la leadership. E che era tornato a mettere in campo una vera diplomazia. Del resto la colpa non è nemmeno dei protagonisti della nostra politica autoreferenziale di oggi (non direttamente almeno). Se non abbiamo un peso rilevante sullo scacchiere internazionale non è tanto per il valore più o meno assoluto delle nostre attuali scelte di politica estera (che pure fanno la differenza, in tutti i sensi), bensì perché – sia ben chiaro, così che possiamo superare tutto questo - non contiamo più nulla. E non, perché i nostri militari non si facciano valere (anzi). Ma perché la nostra è una potenza (economica, culturale) (appunto) decaduta e in declino. Quando, nell’estate del 2006, l’allora presidente del Consiglio Prodi decise di inviare il più vasto contingente a presidiare i confini tra Libano e Israele dopo la pioggia di razzi di Hezbollah e la dura risposta militare israeliana, guadagnandosi il diritto del comando della coalizione internazionale nel Paese dei cedri, il nostro Paese – tutti noi – ebbe per un momento l’illusione di essere tornato quello di cui, come scriveva Berchet, una volta tutti avevano rispetto e persino timore (reverenziale, non certo per una disposizione bellicosa che, deviazioni mussoliniane a parte, non è nel nostro DNA: noi siamo la nazione della civilità, della cultura, della competizione, sì, ma all’insegna del progresso e per il bene di tutti). Ma era solo un’illusione. Come racconta il prof. Parsi a Pietro Salvatori sul giornale della politica italiana, inviare più soldati è un modo per sopperire alla mancanza di peso politico e diplomatico, un modo di trovare a valle ciò che non si riesce a costruire a monte – ma così arriviamo solo laddove i processi vengono finalizzati; siamo degli esecutori. Mentre il nostro ruolo è una leadership illuminata. Come recuperiamo peso? Tornando grandi. Recuperando (anzi, scoprendo, per la prima volta nella nostra Storia) il senso della nazione e gettandoci a capofitto nel nostro nuovo Risorgimento di cui il Politico.it è il principale avamposto per la costruzione del possibile, nuovo Rinascimento. E credendo, puntando nell’Europa come – potremmo dire – nostra proiezione – proiezione della nostra civiltà, insieme a quella di tutti i nostri (futuri) connazionali europei – nel confronto con le altre nazioni. L’Italia può tornare ad essere la culla della civiltà. E, con essa, del mondo. Ulivieri ora, con un’anteprima e un film nelle sale in queste ore. Terrorismo e regime di Hussein. il Politico.it è anche il giornale del cinema, che torna a svolgere il proprio ruolo civile e (in senso lato, e quindi stretto) politico. Il giornale di Attilio Palmieri, tra i più brillanti giovani studiosi italiani. E del nostro critico. Buona domenica, buon cinema e – soprattutto – buona politica con il giornale della politica italiana. Read more

Obama nomina neo-ambasciatore in Siria E anche la Chiesa si mobilita per l’area FOTO: Barack prega (e lavora) per Pace

febbraio 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri l’udienza, storica, tra il premier libanese Hariri e Benedetto XVI. Sul dialogo interreligioso. Perché il Libano è contemporaneamente chiave, cuneo – per l’influenza siriana e il peso degli estremisti di Hezbollah – e fucina (in pectore) della pace, appunto, in Medioriente. Attraverso proprio la fusione, in sé – e i contrasti – tra cristiani maroniti, musulmani sciiti e sunniti. E’ per questo che la mossa del presidente americano – gli Stati Uniti avevano richiamato l’ultimo ambasciatore nei giorni dell’omicidio, di matrice siriana, dell’Hariri primo ministro del Libano di allora, padre di Saad – potrebbe spalancare prospettive insperate. La Siria è considerata da molti l’attore decisivo per la risoluzione dei conflitti e l’apertura di spiragli anche globali. Per la sua (attuale) “alleanza” con l’Iran, la sua influenza sul Libano, appunto, e i rapporti di quest’ultimo con Israele. E in quanto Paese arabo moderato (in ri-divenire). Il giornale della politica italiana, in prima fila nel racconto del Medioriente con le sue grandi firme specializzate, vi riferisce di queste giornate che potrebbero avere (avuto) un ruolo-chiave per sbloc- care. Ce le racconta Désirée Rosadi. Read more

Med&Medio Oriente. L’attacco ai Pasdaran Iran: “Terrorismo Usa”. Kelly: “No, falso”

ottobre 19, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Appuntamento del lunedì con la rassegna stampa di Luana Crisarà, che ci porta a (ri)vivere gli ultimi sette giorni in MO attraverso la rilettura dei principali quotidiani internazionali. Uno strumento imperdibile per tutte le persone che si occupano, per lavoro o per passione, di Medio Oriente. L’apertura è per l’attentato che ha provocato la morte di 49 tra le Guardie della Rivoluzione iraniane, che giurano vendetta ai “nemici” accusati di avere sostenuto l’azione terroristica. Ma dagli Usa arriva, netta, la smentita del portavoce del Dipartimento di Stato. Buon giro d’orizzonte (è proprio il caso di dirlo). Read more

Med&Medio Oriente. Turchia, no ad Israele Il petrolio non sarà più prezzato in dollari

ottobre 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Entro nove anni i Paesi del Golfo, con il sostegno di Russia, Cina, Francia, Giappone puntano a spezzare il dominio della valuta americana nel commercio del greggio, passando ad un gruppo di altre monete, tra cui l’euro. Sul quale saranno basate d’ora in poi le riserve “estere” dell’Iran: l’ultimo Paese a compiere questo passo, l’Iraq, fu presto colpito dall’offensiva anglo-americana. E poi, alcuni ufficiali del Paese della mezzaluna avrebbero chiesto alle forze israeliane di astenersi dall’invio di propri jet a causa dell’attività militare di Tel Aviv nella Striscia. Contemporaneamente, la Turchia avvia le relazioni diplomatiche con i vicini armeni. Si prepara un vertice siriano-saudita per l’indipendenza del Libano. L’Iraq firma un contratto per l’incremento della produzione del giacimento petrolifero di Rumaila con britannici e cinesi. Spira anche un vento di apertura e distensione, dunque, dal Medio Oriente. Gli ultimi sette giorni nell’appuntamento classico del giornale della politica italiana con la rassegna stampa del lunedì di Luana Crisarà. Da non perdere.            Read more

Il racconto. In pellegrinaggio sulla via di Damasco di Maurizio Lupi

settembre 22, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

In esclusiva per il giornale della po- litica italiana, il vicepresidente della Camera dei deputati racconta il viaggio compiuto con altri cinquanta parlamentari (di tutti gli schieramenti) «nei luoghi paolini da Damasco a Aleppo, passando per Maalula e Crac de Chevalier». «Un vero e proprio pellegrinaggio che assume un significato particolare perché compiuto da persone che hanno una responsabilità politica. Sono infatti convinto – scrive Lupi - che non può esistere impegno politico senza la testimonianza di ciò in cui si crede». Un contributo prestigioso, che è anche una riflessione sul rapporto tra fede e politica, da parte di una delle maggiori personalità della politica italiana, che si inserisce nella serie di inter- venti e commenti ai massimi livelli che ogni giorno animano il dibattito su il Politico.it. Assolutamente da non perdere. Testo raccolto da Marco Fattorini.            Read more

Med&Medio Oriente, i fatti della settimana Afghanistan, Nato: “Più truppe o falliamo”

settembre 21, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il comandante dell’Alleanza atlantica Stanley McChristal lo ha scritto in un rapporto al segretario della Difesa Usa. “Unico modo per vincere il sostegno locale”. Si prepara intanto il vertice di domani a New York convocato da Obama con Abu Mazen e Netanyahu per rilanciare il processo di pace. E poi, gli Usa chiudono il loro carcere più grande in Iraq, la Turchia si rende disponibile ad avere un ruolo nelle trattative sul nucleare iraniano. Tutto questo e molto altro, nella rassegna stampa settimanale curata da Luana Crisarà. Solo sul gior- nale della politica italiana. Sentiamo. Read more

Med&Medio Oriente, i fatti della settimana Libano, nuovo stop di Hezbollah ad Hariri

settembre 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana si differenzia, nel panorama dell’informazione in Italia, anche per questa finestra di informazione, appunto, e analisi sempre aperta sulle vicende mediorientali. E’ qui, che le persone che si interessano di Medio Oriente accedono nei giorni di maggior “tensione” dell’area. Settimanalmente ecco la rassegna stampa, con cui offriamo una panoramica su quanto avvenuto negli ultimi sette giorni. Uno strumento imperdibile, per chiunque voglia seguire da vicino la vita pubblica di quei Paesi, curata dalla nostra esperta di mondo arabo Luana Crisarà. Ecco l’edizione di questa settimana. Sentiamo. Read more

Ma ieri si è votato anche in Libano. E contro le previsioni Hezbollah sconfitto

giugno 8, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Europee, amministrative. Era inevitabile che passasse sotto silenzio. Non sul giornale della politica italiana, che con Désirée Rosadi vi racconta l’esito delle elezioni nel Paese dei Cedri, dove il partito sciita filo iraniano protagonista di vari tentativi di presa (meno) democratica del potere che ricorderete, dato per favorito, è stato invece battuto dalla coalizione anti-siriana di Hariri. Read more

Il 7 giugno si vota anche in Libano. Si va verso una vittoria “siriana” di Hezbollah

maggio 18, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Désirée Rosadi ci racconta di un Paese attraversato da profonde divisioni, stretto tra l’influenza della Siria e il “nemico” Israele (con il quale ricorderete il conflitto del 2006, per la cui risoluzione si mosse il Governo italiano allora presieduto da Romano Prodi), in cui l’attuale opposizione del Partito di Dio si appresta probabilmente a diventare maggioranza. Un profondo spaccato del Libano, in questo servizio da non perdere. Read more

Bottom