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***Lo scambio epistolare tra governo e BcUe***
“BENE” I TECNICISMI, MA POLITICA E’ INDICARE LA STRADA
di MATTEO PATRONE

ottobre 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La lettera (per nulla impegnativa – ?, in tutti i sensi?) con cui l’esecutivo risponde alle sollecitazioni dei commissari dell’Italia, contiene elementi di indirizzo – come il (sia pure solo abbozzato, anche qui, in tutti i sensi) impegno per un rilancio (anche) culturale della funzione scolastica, e l’ingresso (finalmente!) del concetto di innovazione (tout court) in un documento ufficiale partorito dalla nostra politica autoreferenziale (anche – perché anziana: basta leggere il riferimento ai “giovani” come una categoria-compartimento stagno a parte con cui si conclude proprio la lettera alla Commissione) di oggi. Ma – per usare una metafora – non si può “vedere” l’orizzonte guardandoci le scarpe (leggi: i – tanto, retoricamente, branditi - ”problemi” dell’Italia). Perché un Paese che abbia (appunto) dei problemi (e nel caso specifico – vale sicuramente per - il nostro) rischia di essere un Paese che deve (completamente) (ri)pensare il proprio futuro. E non troverà le risposte nelle sue (attuali) difficoltà. Il punto è che l’Italia non deve “porre un argine” alla crisi, altrimenti ne verrà (prima o dopo) travolta; bensì immaginare – prescindendo, anche (soprattutto!) psicologicamente da essa (e dal percorso che ci ha portati a cadervi dentro) – (dunque) ex novo (rispetto appunto ai – deficitari – ultimi trent’anni. La nostra Storia è invece un patrimonio imprescindibile da (coin)volgere nella nostra elaborazione) il proprio domani. il Politico.it – ne trovate due esempi nella colonna centrale – ha già, e più volte, e ormai da – molto – tempo, avuto modo di indicare una possibile prospettiva. Nel giorno della discussione – ormai filologica! E raramente Politica – sulla lettera del governo seguita/ preceduta da quella della BcUe, il nostro direttore pone (invece) una questione meto- dologica, indicando (comunque, ancora una volta) le (possibili) linee-guida della costruzione del futuro.
di MATTEO PATRONE
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***Ecco dove si può “tagliare”***
LA CRISI E LA MANCANZA DI CORAGGIO
di FRANCO LARATTA*

agosto 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha già avuto modo di indicare nell’innovazione la stella polare da seguire per ritrovare la (retta) via della costruzione del futuro. E quel tipo di cambio di prospettiva sarebbe in grado, da subito, di placare i mercati e di derci respiro anche per ciò che riguarda il bilancio, perché sarebbe il primo, unico, vero e possibile passo verso una crescita duratura e anche consistente. Ma tutto questo, naturalmente, va accompagnato – come abbiamo scritto lunedì – con una riduzione drastica della spesa. O, comunque, con la chiusura di tutte quelle falle che, attivamente o passivamente, portano lo Stato a sperperare (talora non incassando come sarebbe dovuto) milioni di euro. Il deputato del Pd punta il dito contro l’opportunismo (a questo punto, però, abbastanza “suicida”, perché un Paese che continui ad avvicinarsi al baratro, quando non ci dovesse cadere, non è comunque un buon viatico per pretendere di rivincere le elezioni) di un governo che pensa, nell’ordine: a fare i propri interessi (quelli di Berlusconi), a difendere, come gli scellerati (in questa occasione) Repubblicani americani i privilegi insostenibili di classi altissime (ma solo per reddito) la cui disponibilità, che si legge “possibilità di contribuire alla salvezza e alla ripartenza comune senza modificare neanche lontanamente il proprio tenore di vita”, non viene minimamente ricercata o presa in considerazione; a rimanere a galla senza accorgersi, però, appunto, che la china imboccata non offre grandi prospettive nemmeno per un esecutivo che continui a non fare la propria parte (e, quindi, non si assuma la responsabilità di scontentare direttamente nessuno – di elettoralmente rilevante. Ma, appunto, il declino-rischio default, mantenuto in essere dalla passività, è di per sé un buon modo per “scontentare” – si fa veramente per dire – tutti. Anche perché, appunto, la via dei sacrifici non è l’unica percorribile o non andrebbe percorsa da sola senza motivare i nostri connazionali con l’implementazione di un piano non solo difensivo e in “perdita” ma anche offensivo e di crescita. E ogni governo, in questo Paese, in questa situazione, avrebbe margini enormi per operare – possibilmente, bene). E poi, Laratta, ci dice ciò che, ragionevolmente, possiamo fare per rimettere in sesto il bilancio. Sul fronte appunto (direttamente) delle entrate e delle uscite. E poi c’è la crescita, di cui abbiamo parlato lunedì. Sentiamo. di FRANCO LARATTA* Read more

La polemica. Verdini interrogato, Feltri non dà la notizia di G. Lerner

ottobre 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E nemmeno Libero (?). Il coordi- natore Pdl torna sotto il torchio degli inquirenti perché secondo i carabinieri «avrebbe mentito. Sarebbe stato lui, con l’aiuto di Gianni Letta, a procurare quattro appalti da 21 milioni di euro a Fusi, dopo il terremoto in Abruzzo». E il Giornale (e il quotidiano di Belpietro) “dimentica” di darne conto. Tutto questo a fronte dell’accanimento nei confronti del presidente della Camera e dei “suoi” (è proprio il caso di dirlo?) 55 metri a Montecarlo. Il che fa pandan con le richieste di dimissioni a Fini – la pagliuzza – a fronte di responsabilità, politiche o peggio, ben più grandi da parte di altri che non solo restano al loro posto ma ai quali nessuno chiede o, peggio – di nuovo – fa notare niente. Anzi. Un neo-minzolinismo (d’accatto?) che stride con la “promessa” di non guardare «in faccia a nessuno». Ce ne parla il conduttore de L’Infedele. Read more

Scrive un (altro) leader del futuro Sarubbi: “Difficile far Miliband qui”

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il rinnovamento, abbiamo detto, è necessario. Perché solo così si salva e, anzi, si può (oggi) rifare grande il Paese (domani potrà essere tardi). Ma vediamo allora cosa, al momento, frena questo tipo di cambiamento, per la nostra politica e per il Paese; quali sono, da questo punto di vista, le differenze tra la politica inglese e quella italiana. Perché, appunto, in Inghilterra tutto ciò non solo è possibile, ma appare naturale ed è già avvenuto (non è la prima volta). E lo facciamo, come anticipa- to, con uno dei “figli di questo tempo”, in grado secondo il Politico.it di aspirare ad essere non solo uno dei protagonisti, ma il protagonista della classe dirigente (del centrosinistra) del futuro. E’ il deputato del Pd, che analizza la competizione tra i due fratelli nella prospettiva italica (prima che italiana).        Read more

Bar Democratico. Quel che manca è il progetto di Emidio Picariello

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Straordinaria puntata della rubrica Democratica (in tutti i sensi, e ora scoprirete perché – ?) del giovane dirigente del Pd e de iMille, che disegna con leggerezza gli scenari raccapriccianti dell’attuale loro dialettica interna. Dialettica nella quale Picariello – dal di dentro, come il suo giornale della politica italiana, dal di fuori – non si ritrova. Per due ragioni (non ci ritroviamo neanche noi). La prima è che tutto questo non è che un prolungamento in salsa para-democratica della solita autoreferenzialità della nostra politica, denunciata da il Politico.it. La seconda è che, in questa dialettica interna, emerge alla fine una linea che contraddice quella nella quale questo giornale crede, non perché abbia una specifica parzialità Democratica bensì perché è la linea necessaria a fare del Pd quel partito del Paese che, come abbiamo visto oggi magari con Udc e anche Fli, può, deve rifare grande l’Italia. Ma sentiamo tutto questo, dalla penna di Picariello. Read more

Diario. Se avevamo (ancora) ragione noi Berlusconi: “No a elezioni anticipate ora Continuare a governare per bene Paese”

settembre 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il pressing di Bossi, la tentazione di «sferrare per primi il colpo al nemico (Fini)». La strada verso il voto, già addirittura a novembre o a dicembre, era in discesa. Eppure alla fine il presidente del Consiglio segue la via della saggezza e, per una volta, della responsabilità. Così come il giornale della politica italiana sostiene (per primo) da mesi, come ribadito martedì da queste stesse pagine da Luigi Crespi, come il Politico.it è tornato ad incalzare nella mattinata di ieri, l’Italia non può permettersi la terza elezione politica in quattro anni: nemmeno nella Prima Repubblica, quando pure i governi cambiavano con una frequenza ben superiore all’attuale (ma attraverso crisi e ricomposizioni parlamentari, e non eravamo ancora entrati nell’era del bipolarismo né, tranne per la parentesi della cosiddetta “legge-truffa”, le maggioranze erano schiaccianti come quelle di oggi, prima fra tutte, almeno fino ad oggi, questa berlusconiana), si sarebbe mai ipotizzato un simile scempio della governabilità, della continuità legislativa, del diritto-dovere dei cittadini, in democrazia, di scegliere i propri rappresentanti, sì, ma perché poi li rappresentino, e per un numero di anni da non sindacare più (possibilmente) fino al loro esaurimento. In un momento di crisi acuta come l’attuale, scrivevamo ieri mattina, a maggior ragione tutto questo avrebbe rappresentato un atto di estrema irresponsabilità. A distanza di poche ore, arriva il placet del capo del governo: si va avanti, doverosamente, con questa legislatura e con questo esecutivo (salvo rimaneggiamenti per una pretesa incompatibilità dei finiani con il Pdl), per fare «il bene del Paese»: è la prima volta che sentiamo la formula a noi tanto cara in bocca a Berlusconi; il premier fa spesso riferimento alla «volontà degli italiani» ma mai alla stella polare del loro interesse, prescindente dagli umori elettorali. E’ chiaro a il Politico.it più che a qualunque altro osservatore della nostra politica che dietro la presa di posizione del Cavaliere ci sia evidentemente anche un calcolo di opportunità (naturalmente per sé; o di inopportunità di qualsiasi altra scelta alternativa: lo scontro, inevitabile in caso di adozione dell’opzione del voto, con il Colle, era fortemente sconsigliato da molti dei consiglieri di Berlusconi, a cominciare da Gianni Letta), e tuttavia accogliamo con soddisfazione questa «frenata» e auspichiamo a questo punto che anche i finiani facciano la loro parte di (ulteriore) onestà e responsabilità, sostenendo (e magari contribuendo a rilanciare) l’esecutivo nella misura in cui lavorerà, appunto, nel solo interesse e per il bene finale del Paese. Il racconto dell’ufficio di presidenza del Pdl da cui è scaturito questo riposizionamento, oltre che del resto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Racconti d’estate. Svelati i misteri della cena a casa Vespa F. Laratta

luglio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Che cosa ci facevano il presidente del Consiglio, Casini (è proprio il caso di scriverlo così?), il governatore di Bankitalia Draghi e il cardinal Bertone (più Letta) a casa del conduttore di Porta a porta una sera di due settimane fa? Festeggiavano il 50esimo anniversario del primo articolo di Vespa sul Tempo, naturalmente. Smentite dunque le indiscrezioni che volevano Silvio impegna- to in un tentativo di riannettersi il leader Udc (a com- pensare lo smarcamento di Fini), abbiamo seguito la pista giusta. Ecco che cosa ne è scaturito…        Read more

In settimana lo scontro di Bondi con Fini Ora E. Letta: ‘Berlusconi dia le dimissioni’ E’ ormai prossima una crisi di governo(?)

luglio 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La prima ad accor- gersene è la nostra Eloisa Covelli: «Il presidente della Camera pone esplicitamente la questione della legalità dentro il Pdl. Non finirà lì». Poi ci ha pensato Enrico Mentana: giunto alla guida di Tg La7 manda in onda – un giorno dopo ma per primo – il passaggio-chiave dell’intervento di Fini, quello in cui l’ex leader di An cita il sottosegretario Cosentino. «E poi ci sono il caso Brancher, il caso Scajola, il caso Verdini, il caso Bertolaso». Le prime dichiarazioni dei falchi berlusconiani – che suggerivano una possibile «separazione consensuale» – lasciano presagire ciò che oggi, per la prima volta nel corso di questa legislatura, viene chiamato per nome. «Se la maggioranza non riesce a governare – dice il vicesegretario del Pd – il presidente del Consiglio rimetta il mandato nelle mani di Napolitano». Tutto questo dopo che il Cavaliere aveva annunciato – a reti unificate – che «da lunedì» ci avrebbe pensato lui. Se a questo si aggiunge che da mesi si indica nell’estate il possibile punto di rottura definitiva degli equilibri della maggioranza, si capisce che il momento può essere di quelli decisivi. E’ una settimana nella quale sappiamo come stiamo entrando, ma dalla quale non sappiamo come usciremo. Alla vigilia di una possibile, troppe volte rimandata resa dei conti, il giornale della politica italiana fa il punto della situazione. di GAD LERNER Read more

Diario politico. Uno, dieci, mille Brancher Spazzati via processi a premier e ministri Nuovo lodo Alfano retroattivo-”allargato” Ma nel Pdl anche onestà e responsabilità Pisanu: “Anche per me gli eroi sono altri”

giugno 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Uscito dalla porta, lo scudo per Brancher rischia di rientrare dalla finestra. Di fronte alla reazione di sdegno per il caso del ministro nominato perché potesse sfuggire dai suoi guai giudiziari – a differenza di tutti noi cittadini – che – come ci ha rivelato ieri il nostro Crespi – trascina il presidente del Consiglio al punto più basso – in termini di fiducia – dal giorno del suo ritorno a Palazzo Chigi, Berlusconi non lascia, raddoppia. Accelera e si prepara a far approvare la versione costituzionale della norma che consente la sospensione (permanente) dei processi per… lui. E non solo. Stavolta anche le accuse “maturate” prima dell’inizio dell’attività di governo, nelle vesti di comuni cittadini, di fatto decadranno e – come già con la formula finale del legittimo impedimento – tutto ciò non varrà più solo per il capo del governo, ma anche per i suoi ministri. Silvio conta sull’effetto dispersivo e distensivo dell’estate ormai cominciata e su una memoria dell’opinione pubblica che si è già dimostrata corta. Ma questa volta la fretta (necessaria, dal suo punto di vista) potrebbe avergli giocato un brutto scherzo. Brancher ha segnato un punto di svolta e, forse, di non ritorno nel rapporto tra la maggioranza e il Paese. Che non sembra più disposto a farsi prendere in giro, a colpi di provvedimenti che sollevano i membri del governo dalle responsabilità per le quali un comune cittadino passa anni interi entrando e uscendo dai tribunali. In questo quadro il risveglio, per un Berlusconi che, come abbiamo avuto modo di scrivere, non appare più brillante come una volta, potrebbe essere bru- sco. Il racconto della giornata, all’interno, di Bagnoli. Read more

***Brancher e gli altri***
BERLUSCONI E’ AGLI SGOCCIOLI (?)
di ALDO TORCHIARO

giugno 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Stiamo facendo fatica ad accorgercene, ammaliati dall’arte berlusconiana. Il sorriso del presidente del Consiglio, la sua “cantilena rassicurante”, l’inerzia che mantiene in vita tutto questo fanno sembrare a tutti noi, ancora non del tutto capaciti del fenomeno-Berlusconi (quindici anni dopo), che la “costruzione” del presidente del Consiglio sia ancora integra e salda in controllo del Paese. E in parte è così, perché non è ancora emerso l’uomo, o la parte (il Pd è ancora lontano dal diventarlo, ma in fondo è un gigante in età immatura, o addormentato, che potrebbe crescere o svegliarsi all’improvviso) che può tirare le fila di ciò che ora stiamo per indicare. Ma il caso, fantozziano, del ministro nominato perché potesse sfuggire ai propri guai giudiziari grazie al legittimo impedimento è il segno che la fine è iniziata, e non da oggi, e coincide – come sempre – con il momento di massima sicurezza dei protagonisti. In questo editoriale per il giornale della politica italiana, la grande firma di E Polis e de il Politico.it invita Berlusconi a riprendere in mano la situazione, ad aggiustare quel motore che, scrive Torchiaro, si è probabilmente spento nella sala macchine del Pdl; ma è probabile che la macchina (nel suo complesso) sia ormai sfuggita di mano: vuoi per l’età ormai abbastanza avanzata del premier, vuoi perché quando la misura è colma il tappo finisce per saltare, per usare le parole di Paolo Mieli, che primo fra tutti ha visto questo che noi – comunque primi tra gli altri – segnaliamo ora, vuoi perché (ed è in parte una conseguenza delle prime cause) intorno a Berlusconi è stata bruciata molta erba (in tutti i sensi?) in questi anni, la macchina, appunto, non è più quella di una volta, e non risponde più, come prima, ai comandi. Per questo in casa-centrodestra, dove ovviamente hanno ancora più forte il polso della situazione, è già cominciata la lotta (per ora sommersa) per la successione. Noi abbiamo scritto di Tremonti e del suo tessere le fila del dopo-Berlusconi; ma anche Alfano sarebbe in movimento. E se anche Ernesto Galli della Loggia, oggi, sul Corriere, parla di rischi per il governo, così come titoliamo noi, vuol dire che, davvero, siamo ad un passo dalla fine. Di cosa? Avremo modo di ragionarne nei prossimi giorni. Intanto, Torchiaro. Read more

Brancher scuote gli italiani e Napolitano ‘No, non ha alcun legittimo impedimento’ Così (ora) anche la Lega prende distanze E i finiani: “Quella mossa, inopportuna”

giugno 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il neo- ministro «non ha portafo- glio» dunque non non ha nessun ministero da costruire e perciò neppure alcunché gli impedisca di presentarsi ai processi. Quando è troppo è troppo. Studiato a tavolino per esplodere nelle ore della partita della Nazionale, e passare, così, (quasi) inosservato, il caso Brancher al contrario fa breccia nei sentimenti (di indignazione) degli italiani e si rivolta contro il governo per raggiunto limite di sopportazione: l’Italia è Paese abituato al peggio, cui il presidente del Consiglio ha insegnato a non “patire” più per nulla, ma di fronte ad una presa in giro-provocazione, come l’ha definita il nostro Gad Lerner, tanto palese, anche i nostri concittadini sotto effetto dell’anestetico berlusconiano reagiscono, e mettono nelle mani del capo dello Stato la palla di una risposta. Che prontamente, in serata, arriva. Per la sorpresa di tutti, Napolitano raccoglie lo spirito del (breve) tempo e rispedisce al mittente la “giustificazione” di Brancher che ventiquattrore dopo avere giurato al Quirinale aveva già brandito lo scudo del legittimo impedimento, confermando i sospetti sulla strumentalità della nomina. Il giornale della politica italiana vi racconta come nessun altro questa storia (è proprio il caso di chiamarla così). Baffigo. Read more

Tremonti prepara la successione a Silvio E’ lui ‘il’ nome Pdl per il dopo-Berlusconi I retroscena della corsa nel centrodestra

giugno 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il cambio della guardia potrebbe arrivare prima del previsto. Le fughe in avanti del presidente del Consiglio vanno di pari passo con la fatica sempre maggiore che Silvio è costretto a fare per guidare la maggioranza e raggiungere i propri obiettivi. Abbiamo detto nei giorni scorsi di una tentazione, già presente, per un eventuale abbandono. E che l’unica molla che tiene Berlusconi ancora in piedi è, forse, la rivalità con Fini e la volontà di non dargliela vinta. E’ allora fantapolitica fino ad un certo punto ragionare dei possibili scenari del dopo. In un quadro, peraltro, che nel tempo si è molto semplificato. Al punto che oggi è possibile scorgere un solo profilo che si stagli nettamente all’orizzonte del Popolo della Libertà: quello del ministro dell’Eco- nomia. Che ha dalla sua il patto di ferro con la Lega. E ha già cominciato ad allargare la propria rete di consensi interna… Ci racconta tutto Pietro Salvatori. Read more

Diario politico. Festa alla Repubblica (?) Zingaretti: “La Lega vuole demolire Italia” 19 maggio, Crespi: “Prendeteli sul serio” Ma Napolitano: “Non fatemi vedere neroGoverno: stop intercettazioni sui servizi Dalla secessione allo “Stato di polizia”(?)

giugno 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. E’ stata una giornata a due facce (…), quella di oggi, per il nostro Paese. Da un lato si è rischiato di (vederla) fare davvero, la festa, alla Repubblica italiana. Dall’altra gli anticorpi sembrano ancora, nonostante le “cure” (debilitanti), molto forti. E questo “parla” di una democrazia ormai matura che rende gli sforzi di chi tenta di manipolarla ancora più vigliacchi e immorali per il nostro Paese. Il “senso” (di marcia: è proprio il caso di dirlo – ?) è duplice: da un lato c’è la Lega, come abbiamo detto con Laratta, che vuole «dividere e demolire l’Italia» (parola del presidente della Provincia di Roma e più “spesso” tra i candidati, o papabili, alla futura leadership del Pd). Il giornale della politica italiana ha denunciato la serietà del tentativo, ancora una volta, prima degli altri: prendiamoli sul serio, appunto, scrivevamo due settimane fa; anche perché il ddl intercettazioni, così com’era configurato, e come ora si può sperare che non venga approvato, rischiava di favorire questo tentativo, mettendo il silenziatore a tutte le manovre illecite alle nostre spalle e a nostre spese che potevano (possono) far implodere il sistema. Ma è proprio (ancora) il disegno di legge che mira a rendere molto più difficile l’ascolto delle telefonate da parte della nostra giustizia a (poter) rappresentare il vero piede di porco per far saltare il “banco” (leggi: la nostra democrazia), sul secondo livello sul quale si è insistito oggi e del quale il Politico.it, solo, vi rende (in questo modo) edotti: un vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli appronta imprevedibilmente un emendamento allo stesso ddl che prevede che i nostri servizi, nell’esercizio delle loro funzioni, non possano essere intercettati. Un modo, la definizione è di Di Pietro ma noi condividiamo il senso, per spalancare le porte delle stanze del potere ai servizi (deviati) e, in ogni caso, favorire (appunto) la (ri)fondazione di uno «Stato di polizia». Tutto questo ha un’unica matrice (anti)culturale, sulla quale torneremo nei prossimi giorni: si chiama (determinazione della) mancanza di senso critico, la favorisce l’azione di dispersione culturale del nostro Paese sviluppata da una parte della nostra destra. E prepara il terreno ad involuzioni (di nuovo: anti)culturali che possono andare nel senso della divisione o dell’(ultra)compattamento (illiberale) – che non esclude, comunque, forme di separazione – ma si possono definire in un solo modo: quello che Maurizio Crozza, nella foto, in qualche modo anticipa. Il presidente della Repubblica sia avvertito: meglio vedere (ora), che non poterlo più fare (poi). Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.                  Read more

***L’editoriale***
UNA MANOVRA CONDIVISA
di ALDO TORCHIARO

maggio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è un grande giornale libero e sopra le parti. E nel solco dei grandi quotidiani americani può ospitare opinioni che non esprimono la propria linea, così come questa non rappresenta (necessariamente) l’opinione delle sue grandi firme. Della Finanziaria di correzione dei conti abbiamo scritto e torneremo a parlare più tardi cercando di cogliere anche le indica- zioni che (attraverso la presentazione del presidente del Consiglio) essa dà rispetto alle future politiche economiche (e non solo) del governo. Ora è la volta del commento della grande firma di E Polis e de il Politico.it, che sottolinea quelli che considera gli aspetti positivi della manovra. Read more

***Diario politico***
LE MANOVRE DEL GOVERNO
di GINEVRA BAFFIGO

maggio 25, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Tutta dedicata, oggi, alla finanziaria da 24 miliardi in due anni varata dal governo per evitare il «rischio-Grecia», secondo le parole di Gianni Letta, e agli sviluppi del confronto sul ddl intercettazioni. Della prima vi raccontiamo in cosa consiste e le reazioni della nostra politica e delle parti sociali. Per ciò che riguarda la cosiddetta «legge-bavaglio» ecco le aperture di Alfano (sul testo licenziato dalla Camera) e di Schifani che chiede che non si configuri nel modo descritto dal “titolo”. Infine, Santoro che annuncia che non firmerà l’accordo con la Rai e resterà, come dipendente, alle condizioni attuali (e dunque per una probabile ripartenza, l’anno prossimo, di Annozero). Anche grazie all’appello a rimanere giunto da Paolo Garimberti. La firma è della nostra vicedirettrice.

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Diario politico. Sull’altare (del sacrificio?) Letta e Bonaiuti: ‘Sarà una manovra dura’ Ma corregge anche gli errori di Tremonti A pagare/la saranno (mica) “soliti noti”(?) Bagnasco: ‘Pensare a futuro (di giovani)’ Non penalizzare (così) famiglie “povere”

maggio 24, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Il giornale della politica italiana lo aveva rilevato per primo, nei giorni in cui da sinistra si faceva fuoco e fiamme sui vescovi italiani per la loro presa di posizione – alla vigilia delle Regionali – contro l’aborto – che conteneva però anche sollecitazioni a rispettare le persone immigrate e ad occuparsi del lavoro. Quella di Angelo Bagnasco era una presa di posizione onesta e responsabile, naturalmente dal punto di vista della Chiesa cattolica, ma senza cedimenti alla partigianeria politica. E in un momento in cui, pure nell’imminenza del voto, si parlava di tutto tranne che di politica vera, fu una boccata di aria fresca, tanto che noi titolammo su come potesse essere questa – quella dei vescovi – la (vera) politica italiana. Nelle ore in cui il governo annuncia una manovra di sacrifici, senza aggiungere per chi, e dunque sottintendendo che a doverli sopportare saranno coloro che già pagano per intero le tasse (perché vengono loro trattenute nella busta paga) e che sono (più o meno) sul fronte della crisi per la propria non eccezionale situazione economica già da molti mesi, ovvero i «soliti noti» secondo la definizione di Pier Ferdinando Casini, dal capo della Conferenza episcopale italiana giunge, non casualmente, un richiamo alla nostra politica a pensare al futuro dell’Italia, e ai giovani. In particolare, dice Bagnasco, «bisogna restituire loro il lavoro», che oggi non c’è e, con esso, viene meno la stessa possibilità di un’esistenza dignitosa. La manovra di correzione dei conti – annunciata ben prima della crisi della Grecia e dell’euro che giungono come angeli della provvidenza per il ministro dell’Economia che non sapeva più come giustificare una richiesta di sacrifici che serviva ad aggiustare una gestione del bilancio che non era stata, contrariamente a quanto si diceva, lineare e priva di sbavature – non è in grado di rispondere direttamente a questo richiamo dei vescovi, del quale si dovrà occupare la nostra politica subito dopo. Tuttavia, a seconda di come sarà modulata, può dare o non dare un po’ di respiro a quelle famiglie che costituiscono, oggi, anche l’unica rete di protezione dei giovani che si ritrovano, al momento, disoccupati o sottopagati e non in grado di sostenere da soli la propria (eventuale) condizione familiare. Il nostro giornale ha fatto con Marianna Madia la propria proposta, il cui accoglimento da parte del governo ci metterebbe peraltro nel solco degli altri esecutivi (di destra) europei. Evitato di colpire (con ancora maggiore durezza) i giovani senza lavoro, un minuto dopo la nostra politica si metta a costruire il futuro dell’Italia. Una sollecitazione che – lo sappiamo meglio di qualunque altro – difficilmente potrà essere raccolta da questo governo e da questa (attuale) nostra politica autoreferenziale, ma noi continuiamo ad avanzare le nostre proposte. In piena sintonia con il presidente della Cei. Il racconto invece di Finelli della giornata, con anche tutto il dibattito sul ddl intercettazioni, all’interno.

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Corruzione, trame e mancanza di visione Adesso (?) l’Italia è un Paese in crisi (?) Crespi: ora nel palazzo è tutti contro tutti Urge (così) rinnovare la classe dirigente

maggio 18, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La seconda analisi è dedicata, come detto, agli uomini. «Tutto è fermo in attesa del prossimo scandalo», scrive l’ex spin doctor del presidente del Consiglio; perché tutti hanno qualcosa da farsi perdonare (dal Paese). Dopo la riflessione sui contenuti, su ciò che la nostra politica (non) offre, quella sui protagonisti (?) della stessa politica italiana. Un’«apocalisse» in vista, secondo il giudizio di Crespi, che si evita (evitandolo all’Italia) in un modo soltanto: mentre si cambia prospettiva nel senso che abbiamo indicato, (si fa anche) attraverso il cambiamento delle persone, che costituiscono una delle classi dirigenti (?) più vecchie d’Europa, si evita che tutto questo ritorni, e si creano le condizioni per un’implementazione che riesca del (nuovo) Paese modernizzato. E più tardi i fondamenti su cui basarsi nel farlo, per la penna (in una lettera – aperta) di uno dei massimi protagonisti della politica italiana. (Solo) sul suo giornale. Buona lettura e buona politica con il Politico.it.

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Bertolaso, se Silvio sente odore del voto “Duri su corruzione. Chi sbaglia va fuori”

febbraio 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Consiglio, lo sappiamo bene, è il più grande comunicatore del nostro Paese. Avvertito il pericolo che lo scandalo potesse danneggiare il centrodestra in vista delle Regionali, dopo avere respinto le dimissioni di Bertolaso – e oggi difeso Letta, su cui calano ombre: vi raccontiamo – si fa ora carico di una visione “morale” della politica per cui «chi viene “beccato” non può pretendere di restare in nessun movimento politico». Ovvero, anche, deve dimettersi dai propri incarichi. (Dicevamo di) Letta, dunque. Intanto vengono smentite le sue assicurazioni su come gli “sciacalli” non avessero avuto ruoli nella ricostruzione de L’Aquila: ci sono, purtroppo, eccome. E poi un paio di intercettazioni lo coinvolgono a sua volta nel caso. Ci pensa ancora una volta il premier a rilanciare: «Piena fiducia in lui. Sia (il prossimo) presidente della Repubblica. Io senatore a vita». Ci racconta tutto Stefano Catone. Read more

Quelle agghiaccianti “risate nella notte” Letta: “Nessuno speculatore a L’Aquila”

febbraio 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con il suo carico di autorevolezza, interviene sul caso Bertolaso e sulle intercettazioni che hanno portato alla luce il (tentato) sciacallaggio sul terremoto. «Nessuno di loro ha avuto e avrà mai un solo euro», assicura Letta. Poi il più spendibile tra i nomi del centrodestra per la successione a Giorgio Napolita- no nel 2013 dice la sua sul capo della Protezione civile: «Si tratta di una persona straordinaria. Per lui un pensiero di solidarietà e affetto». Stefano Catone. Read more

Diario. Pd pensa come noi (no viceversa) “Protezione civile, immunità ai processi” Berlusconi: “I programmi Rai? Solo pollai”

febbraio 10, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. La notizia è quella che vi abbiamo dato nel pomeriggio. Là dove i giudizi si intersecano è nel sospetto che la norma che prevede l’improcessabilità per i commissari ai rifiuti della Campania – di per sé un vulnus ulteriore alla “legge uguale per tutti” – possa essere il primo passo verso l’introduzione di una più generale immunità per i responsabili della Protezione civile, compresi quelli coinvolti nello scandalo emerso oggi. E’ il tema centrale – su cui sentiamo le parole di Franceschini – di una giornata che è cominciata appunto con il “caso Bertolaso”, rispetto al quale vi diamo conto di tutte le reazioni della nostra politica. Ma che è proseguita con il presidente del Consiglio “a cuore aperto” su pentiti («Inaccettabile che dipendenti dello Stato mi impediscano di governare») e stop all’informazione del servizio pubblico negli ultimi trenta giorni di campagna elettorale per le Regionali, ovvero i due temi caldi, invece, degli ultimi giorni. Ultimo spunto, il Giorno del Ricordo, la giornata voluta da Napolitano per ricor- dare le vittime delle foibe. Il racconto. Read more

Destra&dimissioni, rien à faire. Bertolaso è indagato, le dà. Berlusconi le respinge

febbraio 10, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il capo della Protezione civile accusato di corruzione nell’ambito della realizzazione delle opere per il G8 de la Maddalena. Cifre da capogiro: 327 milioni di euro per strutture mai utilizzate. Bertolaso decide di lasciare, ma il presidente del Consiglio gli rinnova la fiducia: il contrario di quanto avviene sul fronte opposto, dove al primo sentore di illegalità – seria, in questo caso – responsabilità vuole che si lascino gli incarichi. Gentiloni, su Facebook: «Un gesto che fa onore al sottosegretario». Poi lo stop di Berlusconi. Ma ora la vicenda, che ci racconta Stefano Catone. Read more

***L’editoriale***
REGIONALI, LA CONFUSIONE DEL PD
di ALDO TORCHIARO

gennaio 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dopo lo scontro quasi fisico al quale si è arrivati in Puglia con le truppe cammellate di Vendola (suo malgrado), lo psicodramma nel Lazio. La (auto)candidatura Bonino divide ulteriormente i Democratici, con il rischio di scissioni sul fronte cattolico nel caso in cui alla fine l’opzione della leader Radicale dovesse prevalere. La soluzione, in questo quadro, potrebbe chiamarsi Enrico Letta. Un nome che potrebbe rinsaldare anche il rapporto con l’Udc, in vista della (ricercatissima, da parte della nuova maggioranza dalemiana) alleanza alle politiche. Ci fa il punto il volto di Red e grande firma di E Polis e del giornale della politica italiana.           Read more

Il patto segreto tra Berlusconi e il centrosinistra di Paolo Guzzanti

dicembre 4, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’immunità in cambio del “commissariamento” del Governo. Ovvero tu ti salvi dai processi ma l’agenda della legislatura di qui in poi la dettiamo noi. E’ l’incredibile scenario che l’ex vicedirettore de “il Giornale” e deputato del Partito Liberale Italiano svela al giornale della politica italiana nelle ore in cui il premier trema per le possibili rivelazioni sui suoi presunti rapporti con la mafia da parte del pentito Spatuzza, all’udienza che si è aperta da poco a Torino. L’intervista in cui Letta allunga la mano alla maggioranza sulla giustizia, l’apertura alla bozza Violante per la riforma delle istitituzioni da parte di Cicchitto, sono tutti tasselli di questo accordo sottotraccia che, tuttavia, Berlusconi, recalcitrante rispetto ad ogni forma di “controllo” (vedi la sua idiosincrasia per alcune regole democratiche), è ancora restio ad accettare. Ma questo potrebbe essere il giorno in cui ogni muro crolla, sotto la “bomba atomica” delle rivelazioni di Spatuzza. Intanto scopriamo cosa si starebbe preparando. Assolutamente da non perdere. Solo sul giornale della politica italiana. Read more

7giorni. Berlusconi, Lukashenko, Letta e Pokerweek di M. Adinolfi

dicembre 1, 2009 by Redazione · 2 Comments 

Torna, in una puntata (quasi) monografica, il giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger. La rubrica più amata del giornale della politica italiana. Dedicata, oggi, alla visita del premier ieri in Bielorussia, dove Berlusconi si è lasciato andare ad affermazioni piuttosto discutibili nei confronti del suo omologo e ospite: “Si vede che il popolo bielorusso lo ama”, sono state le parole del nostro presidente del Consiglio: quando è noto come Lukashenko sia a capo, appunto, di una forma moderna di dittatura, in cui si tengono elezioni (non libere) che lui vince ogni volta con l’80-90% dei consensi. Parole, quelle del Cavaliere, che in realtà non hanno suscitato molte polemiche. E su questo, e in particolare sull’atteggiamento del Pd, pone il dito (nella ferita) la grande firma de il Politico.it. Sentiamo. Buona lettura. Read more

“No, non ti avvicinare o ti prendo a calci” E’ lite tra Tremonti e Brunetta ieri in Cdm

novembre 13, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il ministro dell’Economia boccia la riforma della pubblica amministrazione del collega: «Non si semplifica introducendo nuove regole». Brunetta sbotta, poi si avvicina a Tremonti per porgergli la mano, al che esplode il titolare del Tesoro. Che poi litiga anche con Prestigiacomo. Nervosismi in seno al Governo che il giornale della politica italiana ha comunque il compito di raccontare. Il servizio è di Francesco Carosella. Read more

Diario politico. Bossi: “Alla Lega Veneto e Piemonte”. Raitre, la sostituzione Ruffini

novembre 7, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il Senatùr rivendica la presidenza delle due regioni, mentre in Lombardia sì alla conferma di Formigoni «con un vice leghista». Gasparri: «A loro al massimo un Governatore». E’ il giorno dell’assemblea nazionale del Partito Democratico, e Bersani viene ufficialmente proclamato nuovo segretario: «Si riparta dal lavoro». Letta vice, Bindi presidente. Ma il fatto che più di tutti scuote la politica italiana è il passaggio dalle intenzioni ai fatti da parte della maggioranza riguardo all’avvicendamento sulla poltrona di direttore della terza rete: «Ruffini ha lavorato troppo bene», dicono in coro Floris, Dandini e Lucarelli, tre dei volti-simbolo della stagione del direttore uscente, dopo che si diffonde la notizia che il dg Masi ha avvertito Ruffini che verrà sostituito al prossimo Cda Rai, mercoledì. Il racconto. Read more

Settegiorni. Berlusconi, D’Alema, Sposetti e la cena di M. Adinolfi

ottobre 15, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ancora grande successo per il giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione Franceschini al congresso. La rubrica più amata dai nostri lettori. E che oggi si apre con la notizia dell’incontro tra D’Alema e Berlusconi: ebbene sì; i due si sono incrociati a margine della presentazione dell’alleanza tra Malpensa e Fiumicino, complice l’intermediazione, per così dire, di Gianni Letta. Che preso l’ex leader del Pds sotto braccio l’ha portato dal Cavaliere. Il primo commento di Mario è per questo, ed è un commento che lascia parlare i fatti (e i due). Due (il punto) dedicato agli endorsement della destra – e delle televisioni di Berlusconi – nei confronti di Bersani. Seguono ”Libero” (e Belpietro) che lancia una campagna per l’abolizione del reato di vilipendio («firmo», dice la grande firma de il Politico.it) e poi la proposta di Scalfari di far decretare il vincitore del congresso Pd alle sole primarie, quale che sia la percentuale presa dal più votato, senza ritorni alla Convenzione: Bersani e Franceschini la accolgono, Marino no: «Punta a fare il gioco classico di Clemente Mastella: prendere un consenso marginale e scippare al popolo delle primarie il potere di decidere il segretario» scrive Adinolfi, che poi riconduce la probabile paternità a Goffredo Bettini. Infine, sondaggi che danno il Pd in crescita «grazie alla cura Franceschini», e Generazione U. Buona lettura. Read more

Esclusivo. Berlusconi “tradito” da Letta si affida al Kgb di P. Guzzanti

ottobre 6, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’ex vicedirettore de “il Giornale” e deputato del Partito Liberale Italiano ”rilegge” per il giornale della politica italiana un passaggio di un pezzo di Verderami sul “Corriere” di oggi in cui si racconta che il premier «si farebbe aiutare dai servizi segreti di una potenza amica (sua) ma non alleata nella Nato e dunque degli Usa. Obama è servito e Gianni Letta (con delega ai servizi segreti italiani) anche: è lui “il traditore” Gran Vizir di cui parlava ieri Calderoli? Dunque, saremmo nelle tenere mani del KGB a tre anni dall’assassinio di Anna Politkovskaya e di Sasha Litvinenko. Fantastico». E poi: «Anticipo i dati che mi ha fornito il presidente Carlo Scognamiglio Pasini: l’Italia a rotoli nella crisi, molto peggio di tutti gli altri Paesi, Usa compresi, malgrado l’assordante propaganda secondo cui tutto andrebbe bene. L’effetto devastante della crisi arriverà presto e saranno lacrime e sangue per tutti. Ma non per Berlusconi». Come sempre, e come i nostri lettori sanno bene, assolutamente da non perdere.            Read more

Diario politico. Bossi: “Non votai per la guerra”. La Russa: “Ci difende da essa” D’Alema a Rutelli: “Pd anche di sinistra”

settembre 22, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Ieri è stato il giorno dei funerali di Stato per i nostri sei militari morti a Kabul. La politica italiana si stringe compatta intorno ai feretri dei soldati italiani. Vi raccontiamo la mattinata del lutto. Il leader della Lega: “Se a Natale potessimo cominciare a riportarne a casa un po’…”. Ma ieri è stato anche il giorno dell’atteso (nelle file del centrodestra) incontro tra Berlusconi e Fini, a casa di Letta. Un incontro interlocutorio, a sentire i commenti dei colonnelli Pdl; sul tavolo la necessità di “combinare insieme una concezione leaderistica del partito-movimento con quella che richiede sedi permanenti di dibattito e un serio lavoro sul territorio”, spiega Cicchitto. Infine la relazione di Bagnasco ai vescovi: “Chi fa politica deve avere sobrietà. Lo dice la nostra Costituzione”. Il racconto. Read more

Diario politico. Scontro su cena premier- giudici. Bersani: “L’innovazione nei fatti”

luglio 1, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Vi aggiorniamo sulle ultime dal disastro di Viareggio, con il numero delle vittime fermo a 16 e 27 feriti tra i quali alcuni molto gravi. Matteoli riferisce in Parlamento. Ma al centro del confronto politico di oggi c’è l’interrogazione presentata da Antonio Di Pietro per fare luce sull’in- contro a casa del giudice della Corte costituzionale Mazzella al quale parteciparono Berlusconi, Letta, Alfano e un altro giudice della Consulta, Paolo Maria Napolitano. Il leader Idv: “Cena carbonara e piduista”. Vito: “Non si è parlato del Lodo Alfano”, sulla cui costituzionalità i due giudici dovranno decidere. E c’è dell’altro, che vi raccontiamo. Ma in Parlamento oggi si è discusso e votato anche sul ddl sicurezza. Infine, la presentazione della candidatura dell’ex ministro dello Sviluppo economico alla segreteria Democratica. Il racconto. Read more

Diario politico. Il segreDario si ricandida Il Gruppo L’Espresso querela Berlusconi

giugno 24, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. E’ stato il giorno in cui il segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini, ha annunciato la propria ricandidatura alla guida del partito in vista del congresso di ottobre. Dopo l’anticipo di oggi in tempo reale, ve la raccontiamo con le prime reazioni. Mentre il presidente del Consiglio si è mosso su tre fronti: l’inchiesta di Bari, che prosegue con una nuova pista – per altri incontri e feste alle quali avrebbe partecipato Berlusconi – che conduce a Cortina. L’assemblea della Confcommercio, alla quale per la prima volta dopo molti anni non riesce a partecipare per un “torcicollo”. E ciò di cui vi riferiamo nel titolo, che nasce dalle dichiarazioni del Cavaliere a Santa Margherita, quando aveva invitato gli industriali a non comprare pubblicità ai “giornali disfattisti”. Il racconto. Read more

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