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Diario politico. La fiera dell’ipocrisia (?) Da il Politico.it quattro “sì” al referendum Ma poi guardate chi li sostiene (adesso) Fini e Casini (ora) tacciono contro Silvio Acqua, Bersani era pro-gestione privati Non hanno il coraggio di proprie idee (?) O le cambiano (ma) nella partita a scacchi Come potranno (perciò) salvare l’Italia? Ecco (qui) senso dell’affondo di Guzzanti

giugno 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’endorsement del giornale della politica italiana è “presto” (si fa veramente per dire) fatto: sì a tutti e quattro i quesiti, perché la cattiva gestione pubblica dell’acqua non è un motivo sufficiente a lavarsene le mani (in tutti i sensi?), avviandoci (con ogni probabilità) sulla strada della privatizzazione (del bene) tout court. Se così fosse (di nuovo, in tutti i sensi?), dovremmo forse privatizzare anche la nostra politica (?), inefficiente al pari degli attuali sistemi di distribuzione idrica. E invece lottiamo per cambiarli e renderli efficaci. Solo dopo avere compiuto questo sforzo si potrà pensare alla co-gestione da parte dei privati in modo che sia onesto e responsabile, e non viziato da interessi parziali o, peggio (appunto) privati. Il male nucleare consiste nel rischio, concreto, della fine dell’umanità, non è (evidentemente) equiparabile a nessun’altra cifra relativa ai danni e alle morti provocati dall’uso di altre fonti energetiche, quando (peraltro) le rinnovabili hanno un costo (da questo punto di vista) pari allo zero e possono rappresentare la (quasi) esclusiva opzione futura. E non c’è nessun beneficio economico (in tutti i sensi. E si parla del resto solo di convenienze, ancora una volta, private) che giustifichi la possibilità di correre quel rischio. Che poi lo si faccia “grazie” alla mancanza di responsabilità dei vicini (francesi), questo non è un buon motivo per accrescerlo con le nostre mani. Il legittimo impedimento è una norma che nega il principio della legge uguale per tutti e quindi dell’eguaglianza dei cittadini e dunque della loro (nostra) libertà. Il (nostro) “sì” a tutti e quattro i quesiti non ci impedisce d’altra parte di raccontarvi come il fronte (partitico) del “sì” rappresenti (anche) un’armata brancaleone (in)degna della nostra politica (che la esprime). I centristi trasbordano la teoria dei due forni ormai ad ogni scelta di politica (vera), ovvero non hanno (più) una linea politica bensì scelgono (come nel “silenzio” pre-ballottaggio) in base alla stretta convenienza politicistica, che (in questo caso) si traduce nella opportunità (per loro) di sferrare (attraverso la vittoria del “sì” al referendum) un ulteriore colpo al presidente del Consiglio. Il segretario del Pd è (o, forse, solo su questo, potremmo indicare che fosse) un convinto nuclearista; ma soprattutto sosteneva le ragioni di chi, a livello locale, da tempo cerca di ottenere l’affidamento ai privati della gestione della rete idrica. Oggi, per essere (ancora) segretario del Pd, nega le proprie convinzioni. Ma si tratta di un “aggiustamento di Pirro”: come può, un uomo politico che non crede (abbastanza) nelle proprie idee, o che non è capace di provare ragioni abbastanza forti da vincere la convenienza (politicistica), fare il bene del nostro Paese? Proprio perché non ci rappresentano (più), nondimeno, è giusto restare della convinzione che, nonostante loro, sia opportuno dire “sì” a tutti i quattro quesiti referendari. Il racconto, adesso, all’interno, è di Ginevra Baffigo.

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Election day mancato per un voto Decide il radicale Beltrandi Chirico

marzo 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Che si esprime a favore dei giorni separati per amministrative e refe- rendum (quelli che ci costeranno 300 milioni in più) il che lo fa piombare (inevitabilmente) in un turbinio di polemiche. Dalle quali lo “difende” (o meglio difende la libertà di scelta) la giovane esponente Radicale. Non si può non ricordare d’altronde come Beltrandi sia lo stesso che ispirò il provvedimento della commissione di Vigilanza Rai per la sospensione dei talk show durante l’ultima campagna elettorale. Read more

Le istituzioni sono un patrimonio di tutti Non si brandiscano Costituzione/giustizia per ‘colpire’ -inimicandola- alcuna (parte) Consulta ‘giusta’, il premier non ‘picchia’

gennaio 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana non sa se ci troviamo di fronte ad una “persecuzione giudiziaria” nei confronti del presidente del Consiglio. Perché si configuri una persecuzione ci deve essere anche la (totale) innocenza (in senso stretto, e ampio) e non sappiamo – ancora – se questo sia il caso, viste le leggi ad personam. Innocente fino a prova contraria, ma lungi dall’essere “innocente”. Tuttavia pare – l’indagine sul presunto favoreggiamento di prostituzione minorile e per concussione avviata il 21 dicembre scorso (ancora una volta) da Ilda Boccassini – che il Cavaliere sia stato “attenzionato” da una parte della nostra giustizia in maniera speciale. Immaginiamo la tesi di qualcuno tra i protagonisti di tutto questo: Silvio è il diavolo, noi abbiamo un (qualche) potere, è dunque nostro dovere usarlo per abbatterlo. Ma il potere giudiziario e il potere politico sono due poteri indipendenti. E tali devono restare. E non è dato modificare (ancorché legalmente: e ora vediamo quanto sia vera questa negazione) l’azione di un magistero per influire, artatamente, su quello di un altro. Nemmeno se questo ha – a sua volta – fatto qualcosa in questo senso (appunto). E poi, nasce prima la “persecuzione” o prima la legiferazione ad personam? Non abbiamo certezze. Fuorché una: le istituzioni sono di tutti. La legge vale per tutti nella misura in cui permane l’auctoritas che la fa rispettare (più o meno). Così come la Costituzione ha tanta più forza quanto più resta condivisa. Avere usato l’una – la legge: da parte dei magistrati e da parte di Silvio – e l’altra – la Costituzione: come quando il Popolo Viola scende in piazza e la brandisce come un’arma contro qualcuno – (appunto) come strumenti di parte non è buona cosa. La Consulta ha, di fatto, smontato l’apparato del legittimo impedimento. Eppure il presidente del Consiglio – dichiarazioni scomposte di Bondi a parte – non le si è rivoltato contro. Soprattutto perché la decisione della Consulta era scevra da qualsiasi politicizzazione. Ovvero, parzialità. Vale anche per il discorso sulla laicità: le regole sono di tutti, e non possono – non devono – diventare il vessillo di una parte. Chiunque abbia favorito ciò. Altrimenti finisce che non le rispetta più (nessuno). Da una parte. E dall’altra. Appunto. E ora il commento di Lerner sulle possibili, ma improbabili conseguenze politiche della decisione della Consulta di ieri. Read more

Diario politico mattina. Il “grande” (?) talk Silvio: Fiat avrebbe ragione d’andarsene Nichi: “E’ alto tradimento di Berlusconi” Ma operai: “Il comunismo non esiste più” Marchionne neo (candidato) premier (?)

gennaio 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

In questo senso ha ragione Matteo Renzi: come abbiamo detto più volte la nostra politica è (tragicamente) spettatrice di fronte alle vicende di Mirafiori, perché non si è mossa prima (perché/)e non ha idea (in tutti i sensi) di come muoversi (ora), e l’ad del Lingotto (?) è l’unico vero modernizzatore del Paese. A modo suo, naturalmente. Casini: «Non è un santo». E (anche per questo?) nel fronte conservatore (?) sarebbero in molti a volerlo leader di un nuovo centrodestra in grado di portare a compimento, finalmente, la «rivo- luzione liberale». di GINEVRA BAFFIGO Read more

Diario politico. Le (nuove) strumentalità Brancher neo-ministro per il Federalismo E ora è coperto da legittimo impedimento Libertà d’impresa, mani su Costituzione Ma si può assicurare senza toccare Carta Quando al lavoro soltanto per il Paese?

giugno 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Ancora scelte controverse per il governo, che conferma di non “amare” onestà e responsabilità. Il trait d’union – con Tremonti – tra Berlusconi e la Lega nominato alla guida di un nuovo dicastero: moltiplicazione degli incarichi e più spese. Quando la riforma in senso federalista dello Stato è già ben presidiata da Bossi ministro, appunto, per le Riforme oltre che da Calderoli e dal ministro per gli Affari regionali Fitto. E Brancher ha problemi giudiziari, che il nuovo incarico gli consente di aggirare almeno finché rimarrà in carica. L’esecutivo poi tira dritto sulla concessione di maggiore libertà di intrapresa. Raccogliendo il plauso indiretto di Mario Draghi, che insiste sulla necessità. Ma per consentire l’autocertificazione è sufficiente una legge ordinaria, mentre il governo continua a non escludere una legge costituzionale. Un modo come un altro per (cominciare a) mettere le mani sulla Carta (?). Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. E’ decaduto dl salva-liste Maggioranza sotto (per 8 voti) a Camera

aprile 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Diario “minore”, in una giornata che non offre altri spunti di rilievo – che non siano di pura politica politicante – oltre a quelli che abbiamo sviluppato nel corso del pomeriggio. La notizia è che il provvedimento varato alla vigilia delle elezioni dal governo per consentire la riammissione della lista Pdl nel Lazio incontra una nuova bocciatura: quella finale, quella politica. Nonostante la sproporzione di forze centrodestra battuto. Pesano anche le assenze “illustri” di Cicchitto, Lupi, Ghedini e Verdini. E riesplode la polemica. Il racconto.            Read more

Diario politico. La Lega partito del Paese Ballottaggi, avanza il centrodestra Carroccio boom (e vince anche da solo) “Riforme condivise” (per farle davvero) Così sostituisce (a modo suo) il Pd

aprile 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. La Lega è oggi l’unico partito italiano che non (tanto) risponde alla “chiamata” delle esigenze del Paese, ma lo rappresenta naturalmente, identificandosi nei suoi interessi (più o meno legittimi). Al Nord il buongoverno delle amministrazioni e la rappresentanza “naturale” (appunto) delle istanze del territorio la portano ad essere decisiva per il centrodestra che conquista la “rossa” Mantova (al centro dell’area di confine con l’Emilia terreno di avanzata leghista) e a vincere da sola (contro anche il candidato Pdl), col 72%, a Vigevano. Intanto Maroni scavalca al centro tutta la coalizione (Fini compreso, che oggi si lascia scappare un placet a fare le riforme anche senza il centrosinistra, salvo poi tornare sui propri passi) predicando il dialogo con l’opposizione. Perché è questo di cui ha bisogno e che chiede il Paese (anche per non vedersi poi cancellare il lavoro di mesi da un referendum abrogativo). Identità, dunque, ma nel senso di coincidenza con il popolo, alla quale la Lega appartiene, ascolto (di sé) e risposte (senz’altre mediazioni): così il Carroccio è diventato ciò che i Democratici aspiravano ad essere per loro stessa costituzione: il partito che rappresenta il Paese al di là di ogni steccato sociale e (precedentemente) politico-ideologico. Che poi Bossi e compagni (è proprio il caso di dirlo?) lo facciano con una vena di populismo e proponendo ricette in qualche caso inaccettabili come nel caso dell’immigrazione e del tema della (non) integrazione, è responsabilità di un centrosinistra che viene meno alla sua funzione storica di identità e di guida (sana) aprendo lo spazio ad una (auto)rappresentanza del popolo (così nasce infatti la Lega) con tutto quello che di deleterio questo porta con sé: Comunicazione intensa, ricostruzione di una percezione di immediatezza e di vicinanza, nella non negoziabile responsabilità: o potrebbero volerci anni prima che l’opposizione torni a governare questo Paese. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Nell’interesse? del Paese Il record negativo per rapporto deficit/Pil Migliaia di persone in più ora sulla strada Le “riforme” (?) già aspettano da decenni Mentre l’Italia oggi non può più aspettare

aprile 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Nel pieno della peggiore crisi economica e finanziaria dal dopoguerra (basta osservare le stazioni ferroviarie del nostro Paese, la sera: il numero delle persone costrette a passare la notte all’addiaccio è cresciuto visibilmente. E non si tratta – solo – di persone extracomunitarie – appena – immigrate), con la situazione dei conti pubblici che – nonostante l’attenzione, meritoria, riservata da Tremonti – precipita di nuovo a livelli spaventosi precedenti l’inizio dei cicli di risanamento operati dai governi di centrosinistra, nel momento in cui, cioè, più che in qualunque altro della propria storia recente l’Italia ha bisogno della propria politica, di risposte e concrete e urgenti per alleviare, almeno un po’, la sofferenza crescente ed evitare che prenda (ad affliggere) troppe altre persone, in questo momento cruciale per la vita di tutti noi la politica italiana (di oggi) che fa? Passate le elezioni, e dunque messasi al sicuro dal rischio che la propria autoreferenzialità generi nuova anti-politica che si traduca in ulteriore disaffezione e astensione e voto di protesta a movimenti alternativi, si mette silenziosamente (è proprio il caso di dirlo) alle spalle tutto questo per riprendere a trastullarsi con il tema, tradizionale in quanto irrisolto, autoreferenziale – a questo punto, e in questo momento – come non mai, delle cosiddette “riforme” (istituzionali). Che gli italiani non sanno esattamente cosa siano e a cosa servano, che di sicuro non risolveranno (oggi) i loro grandi problemi, e che è quanto meno paradossale che tornino al centro del dibattito politico quando il Paese ne è – suo malgrado – più lontano che mai. Anche perché il sistema ha certamente bisogno di riforme, arrugginito, semi-bloccato com’è divenuto, ma – fuor di ogni demagogia – solo in parte il suo malfunzionamento dipende dalla farraginosità del meccanismo; l’altra parte dipende dall’autoreferenzialità (appunto) di quella stessa classe dirigente che dovrebbe fare le riforme per superarla (sic). A questo proposito va ricordato che le ultime due riforme costituzionali che si sono fatte – quella del titolo V da parte del centrosinistra nel 2000, quella del centrodestra poi bocciata dal referendum della legislatura successiva, oltre alla riforma elettorale evocaticamente definita «porcata» dal suo stesso estensore – avevano tutt’altra funzione che perseguire il bene del Paese, e ci rendiamo conto che abbiamo (la nostra politica ha) perso il contatto con la realtà, e stupisce che solo il giornale della politica italiana si trovi oggi, qui, a denunciare il rischio (che non si risponda a questa) deriva. Il racconto, comunque, all’interno, di Finelli. Read more

In 590 in aula per il legittimo impedimento Solo 350 per la confisca dei beni mafiosi Ecco i due mondi che confrontavamo ieri

marzo 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana continua a srotolare il filo della sua narrazione, legando quella odierna al nostro discorso di ieri. Avevamo chiuso raccontando le due visioni (…) del mondo (o dei due mondi) che fanno capo a Gianfranco Fini e al presidente del Consiglio. Ebbene, ieri in aula si votava per l’istituzione dell’Agenzia nazionale per la confisca del patrimonio mafioso. Una soluzione fondamentale voluta fortemente da Maroni e che quindi – anche in questo caso – intreccia e coinvolge (positivamente) parti della maggioranza. il Politico.it, lo sanno bene i nostri (cari) lettori, non ha riferimenti (di parte) a cui rispondere, non ha pregiudizi e “dipende” (ma in modo intellettualmente libero) dai suoi valori, onestà e responsabilità, quelli con cui i quali è possibile (ri)fondare la politica italiana, e quindi il Paese, del futuro. Al voto erano tuttavia presenti poco più della metà degli eletti alla Camera, con grandi assenze nel centrodestra. Il giorno prima fiducia sulla soluzione, di fatto (anche se temporanea) ai problemi giudiziari di Berlusconi: in aula una ressa mai vista, compresa la presenza del ministro Gelmini con il pancione, scrive Franco Laratta che ci propone questo “specchietto” (per le allodole?) sui due mondi che si contrappongono oggi nella nostra politica: quello reale (che guarda anche al virtuale di internet), ben simboleggiato dal presidente della Camera; quello autoreferenziale e fine a se stesso, che contraddice il primo e il Paese reale. Sentiamo. Read more

Diario politico. Visioni (?) dei (due) mondi Fini: “Internet un antidoto alla violenza” Premier: ‘Giù magistrati, sinistra, stampa’

marzo 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Mentre il presidente della Camera fa (Finalmente) politica e guarda al futuro, il presidente del Consiglio (come buona parte del resto della nostra politica) attacca (per la prima volta tutti e tre insieme?) i fondamenti di un sistema democratico (se a parlare è il capo del governo): potere giudiziario, opposizione, libera informazione, continuando a rigirarsi sul presente (che è, poi, il nostro passato). Il futuro (invece) della destra italiana – e quindi (anche) della nostra politica – si snoda tra queste due visioni (di diversa accezione) di due mondi (quello reale – e virtuale – da un lato; quello autoreferenziale – e “finto” – della politica italiana di oggi, dall’altro) in totale contrapposizione tra loro (perché il secondo è l’esatta negazione  - e contraddizione – del primo). Gianfranco Fini offre al giornale della politica italiana uno splendido assist perché il Politico.it possa dedicargli la copertina principale (quella di fine giornata, quella del Diario politico) il giorno dopo la smentita che contem- poraneamente scuote e onora profondamente il nostro giornale. Ci piace “giocare” – nell’ora dello “scontro” – con una (falsa) accondiscendenza che è in realtà una totale adesione al modello (nei fatti, o almeno ad oggi nelle – univoche – parole) della nostra politica proposto da Fini: la sincerità di questa (nostra) visione è tutt’uno con la linea del nostro giornale, che del resto – come i nostri lettori più attenti sanno bene – non ha mai mancato di far arrivare il proprio sostegno alla piattaforma (è proprio il caso di parlarne in questi termini) del presidente della Camera. Di cui contempora- neamente – quando ne abbiamo avuto motivo, poi smentito dal capo di Montecitorio – abbiamo raccontato (in termini di ipotesi) indiscrezioni (non supportate da prove) meno positive per lui. il Politico.it è un giornale libero, onesto e responsabile – da cui la pronta “ricezione” della smentita di Fini – senza parti da rappresentare (in tutti i sensi). Nel solo interesse dei lettori. Ora il racconto della giornata, firmato Finelli. Read more

***L’intervento***
PRESIDENTE, NON FIRMARE IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO
di MASSIMO DONADI*

marzo 11, 2010 by Redazione · 1 Comment 

E dopo avere (ri)scoperto un centrodestra che, grazie alla firma del decreto interpretativo da parte di Napolitano (si) riconosce ora (più che mai) (ne)[i]l suo ruolo di garanzia, con tutto ciò che di buono, anche per la stessa, comune a tutti noi priorità di difendere il bene prezioso della democrazia e della libertà (insita inscindibilmente, la Storia ce lo ha insegnato, nella prima), questo può comportare, ascoltiamo, come promesso, la voce di chi invece, in questa lettura, non si ritrova. Quell’Idv a cui già il giornale della politica italiana aveva dato voce nelle ore immediatamente successive alla promulgazione del decreto, e di cui Donadi ci anticipa la linea – conseguente a quella tenuta sul salva-liste – invitare Napolitano a non firmare il provvedimento che sospende i processi del premier e dei ministri per i prossimi diciotto mesi. Sentiamo. Read more

Legittimo impedimento, c’è sì alla fiducia La 31esima della legislatura del governo FOTO: E Idv protesta con la Costituzione

marzo 10, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il Senato approva in via definitiva il provvedimento che stabilisce la sospensione dei processi a carico del presidente del Consiglio e dei ministri. Ostruzionismo dell’opposizione che presenta millesettecento emendamenti. L’Udc alla fine vota no. Il servizio sulla giornata di Carmine Finelli.       Read more

Diario politico. Lista Pdl, ancora respinta Berlusconi: “Sopruso violento. In piazza”

marzo 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Anche l’Ufficio elettorale dice no alla documentazione presentata ieri dal centrodestra. Due le motivazioni dei magistrati: mancano le prove che il 27 febbraio, giorno della chiusura dei termini per la presentazione delle liste, Milioni fosse in tribunale prima di mezzogiorno (condizione prevista anche dal decreto salva-liste); la documentazione presentata (sempre dall’incaricato Pdl il 27) non è completa: non ci sono, appunto, le liste. Viene dunque ancora una volta vanificato (o meglio si rivela insufficiente, ai fini della risoluzione del problema dell’esclusione della lista) il decreto interpretativo che tanto è costato, politicamente, al governo e anche al presidente della Repubblica. Il presidente del Consiglio lancia allora la sua campagna di comunicazione: «Ci è stato impedito di presentare le liste – è il refrain che ascolteremo di qui alle elezioni, almeno finché il ricordo e lo “spirito del tempo” legato alla vicenda delle liste non saranno esperiti – Il Tar ha respinto anche l’invito del presidente della Repubblica (e torna, qui, l’idea tutta berlusconiana che i magistrati possano essere “consigliati” da parte del capo dello Stato, ndr). La sinistra scende in piazza antidemocraticamente seminando menzogne e odio. Ma noi – è la sostanza del programma del premier – facciamo lo stesso». Berlusconi che viene oggi duramente criticato dal Csm – che peraltro auspica la ripresa di rapporti di leale collaborazione tra istituzioni – che contesta come i continui attacchi sferrati dal presidente del Consiglio finiscano per delegittimare la magistratura, accreditando l’idea che abbia altri obiettivi dall’assolvere alla propria funzione. Sul legittimo impedimento la maggioranza pone la fiducia che verrà votata presumibilmente in giornata. Infine vi rendiamo conto della legge sulle cure palliative approvata oggi alla Camera e dei fischi – dai banchi del centrodestra – che hanno accolto l’insediamento del nuovo sottosegretario all’Attuazione del programma Daniela Santanchè. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario. Antimafia: “Arrestate senatore Pdl Eletto con aiuto decisivo ‘ndrangheta” FOTO: ecco Nicola Di Girolamo, classe ’60

febbraio 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Le firme, stasera, sono di Carmine Finelli e Francesco Carosella. Nicola Di Girolamo è nelle mani della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato. Sulla testa del parlamentare eletto per Berlusconi nella circoscrizione estero, in Europa, pende una richiesta di arresto da parte della Procura di Roma. Il provvedimento nell’ambito dell’inchiesta che ha portato alla luce l’operazione di riciclaggio condotta dai vertici di Fastweb e Telecom, una frode da 400 milioni nei confronti dello Stato, «una delle più colossali della storia». «Esponenti della ‘ndrangheta si sono recati in Germania, nel collegio di Stoccarda, ed hanno raccolto i certificati elettorali dei nostri immigrati. In questo modo hanno poi espresso i voti in favore di Di Girolamo», spiega il procuratore nazionale contro la mafia Piero Grasso. Ma tutto ora – almeno per ciò che riguarda il senatore – dipende dal voto della giunta, nelle ore in cui il governo rinvia l’approvazione del ddl anticorruzione e, anzi, accelera sul dispositivo che eviterà al presidente del Consiglio i processi a carico per almeno 18 mesi. E di recente c’è il precedente-Cosentino, per il quale il Parlamento disse no all’arresto. Il racconto.            Read more

Il (secondo) anno di governo Berlusconi Ecco tutti i provvedimenti dell’esecutivo FOTO: il premier si “rilegge” su il Politico.it (stampato)

febbraio 20, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. Com’è nei suoi doveri, il Politico.it non manca di svolgere il proprio ruolo di “sentinella” (incalzante) del potere, ma lo fa con la massima limpidezza e, soprattutto, sulla base dei fatti. I nostri lettori lo sanno bene: si può leggere questo giornale con la (relativa) tranquillità di chi sa di potersi aspettare una trasparente, sincera ricerca della verità. In questo quadro il giornale della politica italiana torna a proporvi uno dei suoi must: il racconto dell’azione di governo attraverso il racconto dei fatti, appunto. Il pezzo di Luca Lena che state per leggere riproduce tutte le decisioni prese dell’esecutivo negli ultimi dodici mesi, descrivendole nel dettaglio e portando le contestazioni che ne sono venute, dall’opposizione e non solo. Uno strumento di lavoro imperdibile per chi vuole orientarsi nel giudizio sul Berlusconi IV, finalmente trovando un quadro chiaro e non la successione disordinata e decontestualizzata del racconto (pure, ovviamente, fondamentale) giorno per giorno. il Politico.it assolve al proprio ruolo di punto di riferimento della nostra politica e offre agli addetti ai lavori questo documento – che si aggiunge a quello su primi dodici mesi – sul- l’azione di governo. Buona consultazione. E lettura. E buona politica sul giornale della politica italiana. Read more

Diario politico. Alfano risponde a Bersani: “Non è un privilegio”. Brunetta vs art. 18

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La più completa, la più autorevole, la più seguita. La nota del giornale della politica italiana. Si parte con il legittimo impedimento, dunque, approvato, come detto, alla Camera con i voti di Pdl e Lega e l’astensione dell’Udc. Il ministro della Giustizia risponde all’intervento del leader del Partito Democratico – di cui trovate il testo qui – che riceve una lunga ovazione dalla sua metà dell’emiciclo. Vi raccontiamo il confronto in aula e fuori. Poi, la pubblicazione delle foto che ritraggono Antonio Di Pietro a cena con Bruno Contrada e ad alcuni esponenti dell’Arma dei carabinieri ai tempi di Mani pulite: oggi al leader Idv è scappata una parolaccia nei confronti dell’inviata del Tg1, ma vi rendiamo conto anche delle reazioni degli alleati. Infine, il ministro della Funzione pubblica torna a parlare, proprio in questo momento a Porta a porta, dei ragazzi che lasciano tardi la casa dei genitori. Rintuzzato dall’ex segretario della Cgil Sergio Cofferati: «Si tratta (l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori) di una garanzia contro il licenziamento senza giusta causa. Cosa c’entri con il presunto ipergarantismo nei confronti dei genitori (dal quale il ministro faceva discendere la permanenza, anzi, la persistenza a casa dei giovani) lo sa solo Brunetta». Il racconto. Read more

La cronaca. Il giorno del legittimo impedimento di Andrea Sarubbi

febbraio 3, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La Camera ha appena approvato il ddl che consente a presidente del Consiglio e ministri di rinviare fi- no alla fine del mandato i processi a loro carico. Il deputato del Partito Democratico consegna al suo giornale il solito racconto, segnato dalla stanchezza e dall’amarezza per una lunga giornata conclusasi, come del resto era inevitabile, visti i rapporti di forza numerici, specie a Montecitorio, tra maggioranza e opposizione, con la vittoria del centrodestra. Sarubbi ci fornisce la sua solita cronaca da grande firma qual è, oltre che da autorevole esponente Democratico. E ripercorriamo con lui il filo e i momenti salienti di questa giornata. Due alla fine i motivi di consola- zione per il centrosinistra: il grande discorso del segretario in diretta televisiva, applaudito a lungo dalla metà di sinistra dell’emiciclo. E… l’ironia: «Siccome è il governo ad autocertificare le ragioni istituzionali del proprio legittimo impedimento – scrive Sarubbi – abbiamo presentato un centinaio di ordini del giorno in cui impegnavamo Berlusconi ed i suoi ministri a non avanzare le scuse di convegni, eventi mondani e sagre paesane. Non è legittimo impedimento, abbiamo scritto testualmente, la partecipazione del presidente del Consiglio e dei suoi ministri» agli eventi di cui trovate, per una nota più lieve, l’elenco integrale in coda al pezzo. Buona lettura. E buona politica sul giornale della politica italiana. Read more

***L’editoriale***
LEGITTIMO IMPEDIMENTO, NON SIA UN COLPO DI SPUGNA
di ALDO TORCHIARO

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri il grande racconto in tre parti, la notizia con la vignetta di theHand, il commento forte di Massimo Donadi e la solita cronaca di Andrea Sarubbi diretta- mente dall’aula della Camera. Oggi il giornale della politica italiana torna sul tema-cardine di queste ore della nostra politica, e a poco meno di venti minuti dall’inizio della votazione finale a Montecitorio dà spazio ad un altro punto di vista, questa volta favorevole al provvedimento della maggioranza. Che, scrive Il volto di Red ed opnion maker di E Polis e de il Politico.it, «non cancella i processi». Sentiamo Torchiaro, dunque. Read more

DIARIO. Guardateli, li rivedremo insieme Poi da noi: cosa prevede il ddl Valentino Parla Bersani: ‘Non mi dimetto comunque’

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Battesimo inusuale per il Diario politico che comincia con la decisione del presidente americano di incontrare il leader spirituale tibetano. Un omaggio dovuto al coraggio di Barack che accetta di sfidare la Cina alla quale non smette di tendere la mano in nome – entrambe le cose – della democrazia. Poi casa nostra. Torniamo sulla discussione sul legittimo impedimento a cui abbiamo dedicato gran parte della giornata di ieri, con i tre grandi contributi graduati: la notizia con la vignetta di theHand, il commento forte di Massimo Donadi e infine la solita cronaca firmata Andrea Sarubbi direttamente da Montecitorio. Vi raccontiamo del “no” alle pregiudiziali avanzate da Pd e Idv e poi entriamo nel dettaglio della cosiddetta legge antipentiti derubricata a proposta personale (del senatore Pdl) dal ministro Alfano. Infine, l’intervista a Giovanni Minoli del segretario Democratico, che si dice pronto a sfidare Berlusconi (o chi per lui) per la guida del Paese nel 2013. Ecco tutto. Read more

La cronaca. La discussione sul legittimo impedimento A. Sarubbi

febbraio 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Vedete il giornale della politica ita- liana: in grado come nessun altro di costruire il filo di una narrazione nel corso della giornata. Dopo la vignetta di theHand e il commento di Donadi, il racconto vero e proprio. Il deputato del Partito Democratico ci porta nel cuore della discussione di oggi, alla Camera, sul legittimo impedimento. Sentiamo. Read more

La previsione. Il ddl sul processo breve non si farà di M. Donadi

febbraio 2, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è il solo in grado di proporvi in tempo reale i commenti delle sue grandi firme e dei protagonisti stessi della nostra politica. Dopo avervi raccontato e già interpretato, in realtà, con theHand la puntata di oggi del corto circuito con la giustizia, il Politico.it dipana il filo del suo ragionamento con questo nuovo contributo del presidente dei deputati Idv alla Camera. Donadi segue la pista tracciata dal nostro giornale e mette a sistema i fatti di oggi, per poi svelare il (presunto) vero stato dell’arte: secondo Carlo Taormina, predecessore di Nicolo Ghedini alla guida della macchina sulla giustizia di Berlusconi, il vero obiettivo della “proposta” della maggioranza e del governo che limita la durata dei procedimenti è creare il “male minore” del legittimo impedimento al quale siano “costrette” ad aderire – per evitare la «bomba atomica» del troncamento dei processi – anche parti dell’opposizione, come l’Udc, attribuendogli una legittimazione (appunto) che altrimenti non avrebbe. E’ la tesi di Taormina che viene ripresa ora da Donadi per il giornale della politica italiana. Sentiamo. Read more

Diario politico. Tremonti: “Banche inerti” Polverini: sì unioni di fatto. Destra critica

febbraio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il ministro dell’Economia accusa gli istituti di non fare «il loro mestiere» a fronte della crisi. Polemiche in Lazio per le parole del candidato del centrodestra alla guida della regione, che conferma il suo profilo indipendente. Sul fronte del centrosinistra continua la “fronda” anti-De Luca in Campania: probabile un candidato della sinistra “estrema” da Di Pietro ai comunisti. Infine, è comin- ciata la discussione sul legittimo impedimento, che si dovrebbe concludere giovedì con l’approvazione del testo che prevede, al momento, la sospensione anche per i ministri. Il racconto. Read more

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