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Diario politico. Il ritorno del Parlamento? Dice no alla caccia selvaggia tutto l’anno Pure ad arbitrato in caso di licenziamento E no alla causa civile per morti d’amianto Triplo stop ad errori (gravi) del governo C’è già lo zampino (della svolta) di Fini(?)

aprile 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Mentre tutti si occupano della partita a scacchi all’interno del Pdl – su cui ragionere- mo domani, giorno dell’attesa direzione nazionale – il giornale della politica italiana sceglie di sottolineare la ripresa della (piena, e libera) attività legislativa della Camera proprio nei giorni della ribellione del suo presidente. Il primo atto è la limitazione dei danni nell’estensione della stagione venatoria, che sarà accresciuta di una sola settimana a febbraio: un compromesso che trova il “no” della Lega ma incontra il favore di tutte le forze oneste e responsa- bili. Anche se su questo tema, lo abbiamo scritto nei giorni scorsi, le logiche trascendono dal solito in quanto coinvolgono il ruolo di lobbies e sollecitano sensibilità che prescindono dalle disposizioni politi- che pure. Ma si tratta comunque di una scelta libera e indipendente e, anzi, consentita dalla decisione del governo di rimettersi al volere del Parlamento dopo i primi no di trenta deputati del Pdl (va detto, traversali alle anime e, ora, alle correnti). Il secondo stop (indiretto, in questo caso: l’emendamento è stato presentato dal relatore di maggioranza in “accordo” con l’esecutivo) al governo nasce dall’indicazione delle parti sociali e dal rinvio alle Camere del provvedimento da parte del presidente della Repubblica: in caso di licenziamento senza giusta causa, non sarà possibile eludere il giudizio di magistrati e dunque saranno ancora garantite le prerogative dei lavoratori in base anche al loro statuto e all’articolo 18. Il terzo “no” (ancora della Commissione Lavoro della Camera sempre sul dl omnicomprensivo respinto da Napolitano) è all’emendamento del governo che voleva ridurre le responsabilità degli ammiragli per i casi di esposizione da amianto sulle navi di Stato al solo livello civile, escludendo il penale. Dunque un’altra scelta a garanzia di persone più deboli e vittime di un’ingiustizia. Tre “no”, dunque, che correggono scelte sbagliate da parte del governo. Manca ancora la proposta, la visione e la progettazione del futuro dell’Italia. Ma il compito della sintesi spetta ai partiti. Intanto ecco il grande ritorno del Parlamento. Che battendo un colpo restituisce, seppure per ora solo per un giorno – vedremo il prosieguo – la politica vera, fatta di scelte giuste e concrete, al nostro Pae- se. In tutto questo, quanto abbia pesato l’esempio e anche l’implicito “rompete le righe” dovuto alla liberazione (è proprio il caso di dirlo) da parte di Fini e alla prospettiva di una possibile fine anticipata della legislatura (peraltro ancora in campo), non è facile dirlo con precisione. Ma l’impressione è che abbia pesato. Eccome. La svolta del presidente della Camera, come il giornale della politica italiana ha scritto nei giorni scorsi, ha dunque già cominciato a dare i propri frutti. Sta ora a Fini, giostrando al meglio apertura alla cultura politica dell’anima berlusco- niana ed esercizio del proprio potere contrattuale proprio in Parlamento – nient’altro quindi che una sana opera di mediazione – dare loro un seguito, fare la propria parte per consolidare la (ri-trovata) democrazia nel Pdl. E anche nella nostra politica e quindi nel Paese. Il racconto, all’interno, di Finelli.

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Diario politico. Ritorno a (quale) futuro(?) Come nel ’02: assalto all’art. 18 (e giudici) Pd pensa sempre alle alleanze. L’Italia no 49 senatori provano a ‘svegliare’ Bersani Vero dibattito si è svolto (e continua) qui

aprile 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Stessi giorni di marzo del 2002: il Circo Massimo accoglie tre milioni di persone – «Siamo figli della solidarietà» – chiamate dalla Cgil e dal suo leader di allora, Sergio Cofferati, a respingere la tentazione del governo Berlusconi II di cancellare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che impedisce il licenziamento senza giusta causa. Otto anni dopo, altri tempi, un altro spirito del tempo – e anche un altro mercato del lavoro, d’accordo, ma certo non a maggiore garanzia dei lavoratori, anzi – il presidente della Repubblica rinvia alle Camere un ddl del governo che contiene, di fatto, il superamento dell’articolo 18: ovvero un dispositivo che permette che il lavoratore possa essere, in sostanza, obbligato dal datore di lavoro a firmare una clausola contrattuale che prevede, in caso di licenziamento senza giusta causa, che non possa ricorrere ai giudici bensì si debba “accontentare” di un semplice arbitrato, a scapito di (una – grossa – parte) delle proprie garanzie. Tutto questo nel silenzio (al di là dell’inevitabile impegno parlamentare) quasi totale dell’opposizione, che evoca con il suo segretario continuamente il tema del «lavoro» ma che, tra tentazioni liberiste, ragionevoli modernizzazioni e – soprattutto – una perdita del senso di sé, non pensa di promuovere una battaglia nel Paese su questo passaggio decisivo. Altri tempi, dicevamo, un altro spirito del tempo (nel Paese si è affermata una cultura liberista che ha fatto breccia appunto anche nell’opposizione che non sente forse più veramente come propria la battaglia in difesa di un istituto che, anche a causa della diversificazione del mercato del lavoro, non ha del resto più la stessa forza simbolica ed evocativa), ma anche la solita responsabilità di un’opposizione che non fa abbastanza il suo mestiere, forse anche a causa dell’idea bersaniana per cui, in buona sostanza, una battaglia che non si può vincere è meglio non combatterla per non perdere la capacità di farlo. Da usare quando, ammesso che ne sia rimasta ancora? Lo hanno capito un gruppo di parlamentari Democratici, trasversali a tutte le mozioni e le aree interne al partito, che oggi sferzano Bersani a superare la «gestione ordinaria» e a fare uno scatto «d’anima», tutti insieme. La risposta è sempre la stessa. E dopo l’articolo 18, in difesa del quale la prossima volta il capo dello Stato non potrà più nulla, toccherà alla magistratura passando preliminarmente per le intercettazioni, priorità assoluta – dichiarata – del presidente del Consiglio, come ci racconta theHand nella vignetta che chiude anche il racconto di oggi. Guardando al futuro, avevamo annunciato. Un futuro molto prossimo. Sì. Prossimo ad assomigliare a quello di otto anni fa. Un ritorno, appunto. Solo, con un’opposizione in meno. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. L’immagine (d)e(l)la realtà Berlusconi a Tg1, Tg2, Tg4, Tg5, Ita1, Sky Bersani alle 5 davanti a cancelli Mirafiori E theHand racconta così lo scontro finale

marzo 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Nell’ultimo giorno di campagna elettorale il giornale della politica italiana vi propone un lungo rendiconto del confronto a distanza tra il presidente del Consiglio e il segretario Democratico. Il capo dell’opposizione incontra gli operai Fiat per dimostrare che «siamo un partito popolare». Il Cavaliere, dal canto suo, ripete l’invasione delle tivù delle ultime ore delle ultime due campagne elettorali e impone la propria proiezione della realtà (?), come sempre a tuttocampo. Ora il silenzio. Da domani il grande racconto che il Politico.it farà di queste Regionali, a partire dall’andamento del Mondiale di Formula Uno per le Regioni in bilico. Buon viaggio nelle ultime ore di campagna elettorale, intanto, con Ginevra Baffigo.

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Diario politico. E’ qui la politica italiana(?) Bagnasco: “L’innovazione contro la crisi imprese non taglino nuovi posti di lavoro E gli immigrati vanno trattati come eguali No a egoismo nella nostra vita pubblica”

marzo 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. In una giornata in cui intervengono sia il presidente del Consiglio sia Gianfranco Fini, a parlare di «politica vera» è l’Arcivescovo di Genova. Se Berlusconi rilancia la strategia di attribuire le peggiori nefandezze in politica economica al centrosinistra, evidentemente «ribaltando la realtà», se persino il presidente della Camera indugia sulle pur importanti riforme istituzionali (ma si tratta pur sempre di un mezzo e non del fine, e il Paese ha bisogno, intanto, di sentire – ricominciare a – parlare del fine), ci pensa il capo dei vescovi italiani a fare politica (ma, a nostro modo di vedere, come abbiamo raccontato prima, senza ingerenze), e a dare un po’ di sostanza e di contenuto allo sterile dibattito pubblico nel nostro Paese. E così come per il pluralismo dell’informazione (in tivù), allo stesso modo nessuno si deve preoccupare se una voce è troppo forte (al di là di ogni potentato: qui non è questo il punto), troppo appassionata, troppo “vera”. Semmai tutti facciano uno sforzo per cercare di contrapporre, dal par loro, una voce altrettanto forte e autorevole, per restituirci, appunto, un dibattito. In tale quadro Bagnasco merita uno sguardo un po’ più complessivo. Abbiamo fatto il conto: il bilancio di presunte “indicazioni di voto” è almeno quattro a uno a favore dei candidati del centrosinistra. Non lo diciamo, beninteso, a vantaggio del Pd e dei suoi alleati – della cui sorte ci importa solo in quanto protagonisti – e quindi strumenti – speriamo sempre più virtuosi, per la nostra politica – ma per cogliere il senso complessivo, e quindi vero, delle parole del cardinale. Che difende i «valori non negoziabili», sì, e li mette al primo posto. Ma poi attacca parlando di lavoro («Dalla crisi non si esce tagliando posti ma sforzandosi di immaginare il nuovo»: meraviglia per le nostre orecchie, «e aumentino gli ammortizzatori sociali per non fare sentire abbandonate le persone che non ce la fanno»), di immigrazione («Sono nostri eguali»), di «rispetto della legalità e senso dello Stato», contro le persone che si fanno gioco della «cosa pubblica» per il loro «tornaconto personale». In confronto alle quali si tratta, invece, dice Bagnasco, di tornare, appunto, «alla politica vera». La sua. Se una colpa ha il povero Bagnasco, è di fare il capo dei vescovi in un Paese in cui non c’è, oggi, una politica italiana. In questo quadro, la voce della Chiesa risuona nel vuoto. Forte. Meno male che una voce, almeno, risuona. Il racconto di Baffigo. Read more

Lo squarcio di Paese reale in Parlamento Tremonti e Bersani a confronto sulla crisi Ma sul web ne parliamo (quasi) solo noi

marzo 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ve lo abbiamo anticipato introducendo il pezzo sulla comunicazione, poi a sera abbiamo parlato del tema che ci sembrava più rilevante e che solo il giornale della politica italiana ha saputo cogliere e proporre ai propri elettori: la resa dei conti nel Pdl, su cui trovate (in basso) ancora il grande Diario di ieri, che nella notte ha fatto segnare un ulteriore picco di accessi, nel mese che – approfittiamo per riferirvelo – è di gran lunga il migliore per utenti unici giornalieri dall’inizio della nostra storia: una crescita costante, che a marzo (come già in parte a febbraio) fa segnare però un passo in avanti in più. Ma torniamo al tema. Ieri non ne abbiamo parlato ma oggi – unici a farlo – torniamo ampiamente sull’unico momento che, duole dirlo, è stato dedicato ad affrontare temi politici reali e non autoreferenziali – nello specifico, appunto, la crisi economica – negli ultimi mesi in un nostro Parlamento appaltato alla risoluzione – spiace dover- lo rilevare – dei problemi giudiziari del presidente del Consiglio. L’autoreferenzialità (appunto) di cui abbiamo parlato e che cercheremo di dare il nostro contributo affinché venga lasciata progressivamente alle spalle (anche se tutto, se non molto, dipende dal superamento non tanto del «bipolarismo muscola- re» come viene definito da alcuni esponenti neocen- tristi ma dal blocco berlusconiano della nostra politica che si è progressivamente consolidato in questi quindici anni. Il problema non è, dunque, il bipolarismo, ma la mancanza di onestà e responsa- bilità da (una) parte dei protagonisti della nostra politica e attori di questo sistema. Che non dipende dal sistema). Il giornale della politica italiana parla di contenuti e cerca di avanzare proposte per il futuro dell’Italia; oggi, eccezionalmente, possiamo lasciarlo fare alla stessa politica italiana (attuale), che con il ministro dell’Economia e l’ex ministro per lo Sviluppo economico nell’ultimo governo Prodi e oggi leader dell’opposizione si è confrontata ai massimi livelli in campo economico. Ha selezionato per noi i brani salienti degli interventi di Tremonti e Bersani ieri alla Camera (in una seduta sempre più autorevolmente presieduta da Gianfranco Fini) e li ha messi a confronto Andrea Sarubbi. Read more

E’ cominciata la sfida a distanza tra B&B Berlusconi: “Nostri dirigenti senza colpe Fermati da gazzarra Radicale e giudici” Bersani: “Favole. Ora parliamo di lavoro”

marzo 10, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Si apre la campagna elettorale all’insegna delle due B della nostra politica: il presidente del Consiglio e il leader del centrosinistra. Maggioranza: come “letto” in anticipo ieri dal giornale della politica italiana ecco il refrain che ascolteremo di qui ai prossimi 28 e 29 marzo, almeno finché l’opinione pubblica continuerà a concentrarsi su questo e lo “spirito del tempo” sarà avverso al centrodestra. Il presidente del Consiglio racconta – per la prima volta leggendo un testo scritto – la sua verità. E c’è spazio anche per la “cacciata” di un giornalista “impertinente”. La risposta di Bersani. Ce ne danno conto Stefano Catone e Dario Ballini. Read more

L’intervento. Ora ridiamo priorità al lavoro di Marianna Madia

marzo 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ama la politica vera, quella fatta di scelte concrete per il futuro dell’Italia. Ci mette fuori dal tempo trovarci costretti a “ragionare” – per intere settimane, quando non sempre: noi comunque prescindiamo – di risvolti puramente autoreferenziali, che fanno il bene (forse) di chi oggi è protagonista di questa politica italiana ma certo non della politica stessa e del nostro Paese. Anzi. La giovane deputata Democratica solleva il problema citando il caso dell’odg che impegna il governo a «interpretare» in modo favorevole ai lavoratori la norma ammazza-precari, nel senso specifico di prevedere il cumulo, e non la sostituzione, delle «mensilità di risarcimento ai lavoratori che hanno subito violazioni del contratto a tempo determinato» con la dovuta assunzione a tempo indeterminato. Quando il governo se ne occuperà? Sentiamo. Read more

“I precari firmino: niente stabilizzazione” Norma-capestro, ora il governo ci riprova FOTO: il ministro “socialista” Sacconi

febbraio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il ddl è in discussione al Senato: prevede che il datore di lavoro possa richiedere la sottoscrizione di una clausola che nega al lavoratore il diritto a ricorrere al Giudice del lavoro per la conversione del contratto. Inoltre fissa un tetto alle indennità, una limitazione che non vale per nessun altro (più garantito) tipo di occupato. Lo stesso provvedimento era già stato tentato e poi giudicato incostituzionale dalla Consulta. E’ probabile che anche questo faccia la stessa fine ma intanto il governo ci riprova. Ed ecco il racconto di due anni di interventi-tagliola sul mercato del lavoro. La firma è di Dario Ballini.            Read more

Fiat prepara dislocazioni all’estero Vertici “dimenticano” gli incentivi

febbraio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Aldo Torchiaro ci racconta cosa si muove all’ombra del Lingotto. In questi giorni le uscite di Marchionne, che lasciano trasparire le reali intenzioni della casa torinese, e quelle di Montezemolo («Mai avuti aiuti dallo Stato») che scatenano la reazione del governo e la polemica della nostra politica. Sullo sfondo, il destino di migliaia di lavoratori, che rischiano di ritrovarsi a casa in nome di una ristrutturazione industriale che tiene poco conto dell’interesse generale. Fassino: «L’ad rimane comunque un socialdemocratico». Ma il problema, appunto, non è ideologico, bensì concretissimo. Il giornale della politica italiana vi svela il filo conduttore della vicenda Fiat. Sentiamo. Read more

Il ritratto del personaggio della settimana SERGIO MARCHIONNE di Luca Lena

gennaio 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana vi racconta ogni giro di boa settimanale il protagonista de, appunto, gli ultimi sette giorni. Il nostro vicedirettore individua le linee-forza che dalle origini del personaggio innervano tutto il suo percorso professionale. Le sue scelte. Scegliere è il mestiere, duro, dell’amministratore delegato della Fiat. Che questa settimana ha confermato che «Termini Imerese non farà più auto». Il che significa posti di lavoro in meno. Altre persone senza più un impiego. Un terremoto, a suo modo, che in altri momenti sarebbe rimasto per giorni al centro delle cronache e che un altro, terremoto, purtroppo, questa settimana ha mandato in secondo piano. Ma il nostro compito è stare sulla nostra, attualità. Raccontare il Paese. Se possibile fornire qualche chiave di lettura (anticipata) per il futuro. Vicini alle persone che rimarranno a casa per la “chiusura” dello stabilimento siciliano, vi portiamo nella real politik (aziendale) dell’italiano trapiantato (da ragazzo) in Canada, da dove ha cominciato il suo cammino verso il Lingotto. La firma, appunto, come sempre, è di Luca Lena. E qui Marchionne illustrato come ogni settimana da Pep Marchegiani.            Read more

Diario politico. Bersani: “Sì a riforme (ma si parta dal lavoro); no tsunami-giustizia”

gennaio 7, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Conferenza stampa del segretario del Partito Democratico dopo giorni di silenzio («Dovrete abituarvi»): «Berlusconi dimostri di volersi occupare dei problemi del Paese e non dei suoi». Ma Cicchitto: «Bersani non ponga pregiudiziali». Che non ci sono da parte del leader Democratico per ciò che riguarda la candidatura di Emma Bonino alla presidenza della Regione Lazio, della quale abbiamo parlato ampiamente nel corso della giornata. Ma sulla corsa del centrosinistra alle Regionali tuona Antonio Di Pietro: «Il Pd ci dica cosa vuole fare. E’ un ultimatum. Anche se rivolto col cuore». Vi rendiamo conto poi di un botta e risposta a distanza tra Schifani e Beppe Grillo sulla richiesta da parte del comico al presidente del Senato affinchè velocizzi l’iter del ddl di iniziativa popolare che prevede, tra l’altro, l’ineleggibilità delle persone che hanno subito una condanna e la reintroduzione delle preferenze. Il racconto. Read more

E’ in pagina la nuova vignetta di theHand Protagonista Renato Brunetta. Scopritela

ottobre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono le ore in cui la dialettica nella maggioranza è tra chi sostiene il ministro dell’Economia (pochi, in verità) e chi il presidente del Consiglio e la sua proposta «di rigore e sviluppo» dell’abolizione dell’Irap, sulla quale non si ritrova al contrario lo stesso Tremonti. Tra le persone che parlano di “irrinunciabilità” per l’ex commercialista da parte del Governo c’è il ministro per la Pubblica amministrazione, che tuttavia oggi si dice contrario all’ipotesi che il neo-Divo Giulio venga ora anche nominato vicepremier. «E’ il miglior ministro dell’Economia d’Europa e forse del mondo – dice Brunetta – ma non capisco se non su un piano psicologico perchè dovrebbe avere bisogno di una benedizione ulteriore per fare di più. Non sia nemico di se stesso…». Ne riparleremo nel Diario, ma intanto ecco come il nostro Maurizio Di Bona vede Brunetta in rapporto a Tremonti. O meglio, in particolare, alla posizione con la quale il ministro (il secondo) è balzato agli onori delle cronache (e delle forze di sinistra) negli ultimi giorni, ragion per cui, forse, Berlusconi ha sentito l’esigenza di intervenire sulla (sua) materia economica: ovvero, il sostegno al posto fisso nel mercato del lavoro. Vediamo.            Read more

Diario politico. La visione di Tremonti: ‘La flessibilità? Non è valore. Il posto fisso sì’

ottobre 20, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Diario di grande contenuto in una giornata ricca nella sua accezione più alta per la politica italiana. Non è dato sapere quanto ci sia di reale e indipendente convincimento, e quanto di cal- colo elettoralistico o nella corsa alla futura leader- ship del centrodestra, quella della successione a Silvio Berlusconi: sta di fatto che dopo averci proposto le sue teorie tutto sommato anticapitali- stiche e sul protezionismo, il ministro dell’Economia stupisce ancora una volta facendo propria una ricetta del lavoro che rompe con il modello dominante del presente al quale si è da tempo adeguata, molto passivamente – in mancanza di una visione, appunto, e di una capacità propulsiva-propositiva – la sinistra riformista italiana. Vi raccontiamo dunque la presa di posizione di Tremonti. Nella nostra gerarchia di stasera segue la proposta di legge bipartisan firmata da deputati di tutte le formazioni presenti in Parlamento, ad esclusione della sola Lega, che prevede la concessione del voto agli immigrati (ovviamente regolari) alle sole elezioni amministrative e a partire dal sesto anno di residenza in Italia. Chiudiamo infine con la prolusione di Benedetto XVI sull’Europa. Sì: la laicità come metodo sostenuta da Marino non esclude, anzi richiede l’ascolto della voce della Chiesa, specie quando ha l’autorevolezza e lo spessore di quella di papa Ratzinger. Il tema dell’identità europea e del futuro del Vecchio continente esige l’ascolto di tutti. Anche perchè lungi da ciascuno avere la soluzione in tasca. Il racconto. Il più autorevole, specializzato e approfondito. Il racconto della politica italiana è solo sul suo giornale. Buona lettura. Read more

Diario politico. La linea di Fini: “Migranti, italiani in cinque anni”. E’ scontro nel Pdl

settembre 27, 2009 by Redazione · 2 Comments 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Carmine Finelli. Il presidente della Camera parla alla festa del suo partito a Milano, e rilancia la proposta sulla cittadinanza agli stranieri: “C’è chi ama il nostro Paese anche senza essere nato qui”. Cicchitto: “Prima dobbiamo discuterne. Dieci anni più esami”. La Russa: “Apprezzo la chiarezza di Fini, meno le proposte estreme avanzate da alcuni nostri peones insieme a deputati Pd (tra cui Andrea Sarubbi collaboratore del nostro giornale, ndr)“. Non scema intanto la verve polemica di Maroni sull’immi- grazione: dopo la magistratura tocca alla Commis- sione Europea finire nel tritacarne del ministro: ”La Ue non fa abbastanza”, dice Bobo. Notizia del giorno: il Governo dà seguito al duro attacco del ministro Scajola e apre un’istruttoria nei confronti di “Annozero”. Il Pd: “Una cosa mai vista”. Il racconto. Read more

L’intervento. Il lavoro al centro del congresso di Marianna Madia

giugno 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Tra breve usciremo con la penultima puntata della inchiesta sui “piombini”, in vista della “Woodstock democratica” (come la definisce il suo principale organizzatore, Pippo Civati) di sabato al Lingotto: e sarà un’intervista a Sandro Gozi, parlamentare ed altro esponente della componente. Ma proprio al pre-congresso di sabato vogliamo fornire un contributo importante da parte di una delle persone che guardano con interesse al movimento. La deputata del Partito Democratico propone questa riflessione sul tema del lavoro, affrontato in una chiave che, in qualche modo, supera il punto di vista (di una parte) dei “piombini”. E, per questo, il pezzo rappresenta un documento di interesse che il giornale della politica italiana consegna alla discussione del Lingotto. Read more

L’opinione. Morti ‘bianche’, Moratti dall’Inter alla Saras di G. Lerner

maggio 27, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Contributo quotidiano del condut- tore de “L’Infedele” per il giornale della politica italiana. Intervento dell’ex direttore del Tg1 sulla triste vicenda dei tre operai morti ieri in Sardegna. Un commento che prende le mosse dalla profonda conoscenza della realtà milanese di Lerner che sollecita Gianmarco e Massimo Moratti a “renderle (le loro aziende) esemplari dal punto di vista della sicurezza e dell’ambiente”. Sentiamo. Read more

I dati Istat sulla crisi del lavoro. Dal 2007 +12,3 disoccupati. Sud, 62,8 delle donne

aprile 29, 2009 by Redazione · 1 Comment 

E’ uscito lunedì, il nuovo rapporto dell’Istituto di statistica relativo all’ultimo trimestre del 2008. Il giornale della politica italiana sceglie oggi di raccontarvi la crisi attraverso i dati concreti del lavoro. Il servizio è di Fabrizio Aurilia. Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi “Dopo una brutta giornata”

aprile 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuovo pezzo della giovane espo- nente Radicale nella sua rubrica sul nostro giornale. Giulia oggi si occupa del caso di un nuovo reality televisivo americano in cui si “gioca” sulla possibilità del licenziamento (reale) di alcuni lavoratori, il cui destino occupazionale viene messo nelle mani dei loro colleghi. Sentiamo.

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Diario politico. Berlusconi: “Sinistra non cambia”. Il decreto sicurezza sul lavoro

marzo 27, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma oggi è di Diego Ruggiano. Ampio spazio al congresso Pdl, ovviamente. Dal palco, il premier lancia la sua nuova creatura politica sferrando anche un duro attacco al Partito Democratico. Sentiamo cos’ha detto. Prima, in mattinata, il Cdm aveva licenziato il decreto che cambia le norme sulla sicurezza del lavoro, dopo il precedente intervento del Governo Prodi. Scopriamo in che modo.        Read more

Il punto di Fattorini. La crisi economica – del lavoro. E crisi quindi dei lavoratori

marzo 6, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La giovanissima firma de il Politico.it ci parla di economia mondiale mettendo l’accento sulla parte più debole e, insieme, più coinvolta e colpita dalla deriva del mercato: il capitale umano. Ascoltiamo. Read more

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