***La proposta***
UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE VOTATA (ORA!) DA CHI HA A CUORE LA DEMOCRAZIA
di FRANCO LARATTA*
ottobre 30, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati
Ovvero le forze (o le singole personalità) maggiormente oneste e responsabili su cui ancora possiamo contare nel nostro depauperato Parlamento di oggi. Il cammino delle riforme costituzionali, con (il Pdl e cioè con) Berlusconi, appare improbabile. E al Cavaliere la legge elettorale va bene così com’è. Gli consente di eleggere chi vuole lui. E di esercitare sui singoli parlamentari un controllo diretto – utile quando serve votare leggi indigeribili per qualsiasi vero rappresentante del popolo – che il ritorno ai collegi uninominali ridurrebbe drasticamente. Ma perché le donne e gli uomini onesti e responsabili “ancora” presenti nella nostra assemblea legislativa, dovrebbero farsi portar via un altro pezzetto di democrazia sottostando agli umori dell’ex presidente del Consiglio in attesa del momento giusto per staccare la spina al governo Monti, quando possono approvare loro – a larga, se “contiamo” bene, maggioranza – una legge elettorale nel senso della restituzione della sovranità al suo legittimo depositario: il popolo – e, ovviamente, nel suo più Alto ed esclusivo interesse, senza calcoli ‘di parte’ – approfittando ad un tempo di questa occasione per verificare chi abbia veramente a cuore la nostra democrazia, tanto da porre – eventualmente – le basi di un (ulteriore) accordo (di governo) in vista delle prossime (e, possibilmente, ravvicinate) elezioni? Dal governo Monti il giornale della politica italiana è diviso da alcune valutazioni, ma non nel riconoscimento della legalità (Costituzionale) come valore supremo dal quale far discendere ogni altra scelta. E quando le basi da cui partire sono le stesse – quando si condividono gli stessi principi di fondo – è difficile non potersi ritrovare in una ‘prospettiva’ comune (come dimostrano le – sia pure solo ‘abbozzate – “mosse” di Monti nel senso dell’innovazione). Pd, terzopolisti davvero convinti della necessità di un cambiamento (altra ideale cartina di tornasole è la “disponibilità” – ? – a votare la cancellazione di tutti quegli organismi nei quali sono annidati figli e figliocci della politica politicante, vero punto di definizione del – la volontà di – Cambiamento), gli uomini onesti e responsabili che non ce la fanno più a stare in questo Pdl (personalità come Nunzia De Girolamo, ad esempio, che cosa possono condividere con chi accondiscende ad infrangere la legge?), e persino quella sinistra radicale che la leadership moderata e dialogante di Vendola – va riconosciuto – ha spuriato delle sue pulsioni più scomposte, raccolgano l’appello lanciato loro, mesi fa, da Massimo Cacciari e Beppe Pisanu, e – a partire dalla riforma della legge elettorale, ora, in Parlamento: che notoriamente scegliendo come possibile ‘nuova’ via da seguire il Mattarellum, può essere fatta votando una norma semplicissima che faccia decadere la Calderoli riportando in vigore in quello stesso momento la precedente – convergano nel (ri)creare le condizioni (democratiche!) per (ri)dare all’Italia una rappresentanza fatta di sole persone che abbiano a cuore il suo esclusivo (e non negoziabile) interesse. Perché cambiamento non è necessariamente sinonimo di estremismo di sinistra. Nel nostro paese significa prima di tutto tornare – ? – ad una (alta, e decisamente proiettata al futuro) normalità. Una vera democrazia liberale, senza più ombre, dopo aver finalmente estirpato la pianta del clientelismo e della corruzione, in mancanza della quale nessuna ripresa economica potrà mai durare a lungo. di FRANCO LARATTA* Read more
Il futuro dell’Italia. E’ una questione di tempo! di Franco Laratta
luglio 11, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati
Il tempo che la Politica (vera, secondo la definizione data – anche – da Giorgio Squinzi e in cui ci ritroviamo in pieno, e che non coincide affatto con quella pre-montiana) impiegherà a tornare (alla guida dell’Italia). E che passerà prima che la rivoluzione gentile che attende questo paese – o non si salverà – venga avviata e compiuta. Una rivoluzione culturale che si muoverà lungo tre direttrici: quella del rigore (morale prima e perché sia – anche – “finanziario”, perché l’impegno di chi fa Politica torni ad essere un – puro – “servizio civile” – con tanto di relativi sacrifici – e dia l’esempio affinché tutti – specie se lavorano alle dirette dipendenze dello Stato – migliorino il – loro – rapporto tra il privilegio, anche economico, di cui godono nel lavorare per l’Italia e le loro efficienza ed efficacia, e quindi anche la – sua – lealtà); quella della sobrietà (che discende dal rigore e attiene alla nostra vita quotidiana, che sarà tanto più ricca quanto sarà “povera”, ovvero sfrondata degli eccessi, che portano alla miseria, secondo la distinzione di Pasolini: dove povertà è sinonimo di essenzialità, di verità; mentre “miseria” riguarda la nostra (in)felicità. Anche legata all’insostenibilità del nostro attuale livello di consumi – delle risorse (della Terra) – per la sopravvivenza del pianeta e – dunque – dell’umanità); quella della (ri)generazione (data dal riconoscimento, tardivo ma imprescindibile, che la risposta ai guasti dell’economia non è nella riproposizione dello stesso errore – di insistere in una chiave puramente economicista – bensì nella rielevazione degli animi dei nostri connazionali, che non è un’espressione retorica ma la chiave del possibile aumento della nostra produttività e quindi della crescita, e anche del loro riorientamento nel senso, etico in quanto non ideologico ma essenziale non più agli interessi di pochi ma alla qualità delle nostre vite, del concepimento di nuovi modelli “morali” e filosofici sui cui fondare la società del domani). Tre direttrici che pongono il problema dell’altro concetto di tempo da cui “dipende” il futuro dell’Italia: e su cui consegna al suo giornale della politica italiana la riflessione che state per leggere il deputato del Pd. di FRANCO LARATTA* Read more
Tagli da soli non bastano. Crescita non si fa con gli annunci F. Laratta
luglio 4, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati
Il presidente del Consiglio assomi- glia sempre più ad un liquidatore: come conferma, plasticamente, anche la nomina di un liquidatore di professione – Bondi – alla guida della revisione della spesa. Ma i liquidatori agiscono senza altra ratio che non sia quella di tagliare: tagliare la spesa, ma, a questo fine, anche il personale e i rami produttivi dell’azienda. Che poi dovrà (magari) essere rimessa sul mercato affinché qualcuno si preoccupi “anche” di fare sì che ricominci a produrre: altrimenti i capitoli di spesa ancora attivi, e i successivi investimenti non inquadrati in una pianificazione, faranno ripiombare l’azienda in rosso, e gli stessi tagli – costosi sul piano umano e produttivo; i così detti “sacrifici” – si riveleranno inutili. Un accanimento. Ecco: Monti, ancora una volta, dimentica che il bilancio è fatto di contenimento di spesa, sì, ma anche di una strategia di crescita – specie se si ha un debito enorme da ripagare – e lascia che il nostro paese prosegua sulla strada di una decrescita che il taglio alla spesa – come lo scudo anti-spread, ammesso che venga mai effettivamente varato – potrà limare di qualche decimale, ma non invertirà, condannando il nostro paese ad una persistenza sull’orlo del default che l’alleggerimento “liquidatorio” – e non in funzione di una ristrutturazione nel senso di un recupero di efficienza – della macchina dello Stato rischia, semmai, di aggravare. Perché, come scrive il deputato del Pd, anche i tagli alla spesa – fatti (comunque) male in un primo momento da Monti, costretto a nominare un altro tecnico perché facesse quello che alla prima ondata di tecnici non era riuscito – vengono messi in campo senza nessuna rispondenza ad un disegno complessivo e di rimodellamento del sistema delle nostre istituzioni e dei nostri servizi (sanitario, scolastico), e quindi “rischiano” (?) di andare a colpire “alla cieca” e in modo tale da penalizzare, alla fine, il funzionamento e (quindi) la stessa resa di bilancio del nostro comparto pubblico. E’ davvero la delocalizzazione (interna), l’accentramento (nelle città) dei nostri ospedali e dei nostri plessi scolastici – e quindi il loro allontanamento dai cittadini, sia in senso geografico sia in termini di capacità di ascolto e di interazione – il modello che vogliamo adottare nell’organizzare lo Stato e quindi l’Italia di domani? Il problema è che a questa domanda il governo Monti ha scelto di non dare una risposta, continuando a tagliare indiscriminatamente o reiterando il modello liberista che già lo aveva guidato nella non riforma (?) del lavoro – dopo la quale lo stesso ministro Fornero auspica (ex novo) un “mercato” capace di ridare occupazione ai giovani: senza rendersi conto che era evidentemente nella sua riforma, la leva attraverso la quale, avendo le idee chiare, avrebbe potuto/ dovuto perseguire quell’obiettivo ora solo sterilmente rilanciato in una dichiarazione – da (inevitabilmente) governo tecnico (quale è) e non Politico. Lo spread che permane sopra quota 400 (due anni fa, lo ricordiamo, era a 200) dimostra che tutto questo non basta al paese ma nemmeno ai mercati: e che la fase-1 e la fase-2 non possono esistere, per la semplice ragione che la fase-1 (cioè quella dei tagli) senza una contestuale fase-2 (quella della crescita) è privata della bussola della prospettiva nella quale ci si muove e finisce per rischiare di essere condotta in modo sbagliato quando non deleterio e compromissorio della possibilità di scelte strategiche future; e comunque non basta, non basterà mai a tirare l’Italia fuori dal pantano. L’accanimento (quasi ossessivo) di Monti nel ridurre la spesa, senza “completare l’opera” con misure per la crescita (che continua furbescamente ad invocare da parte dell’Europa: ma l’Europa siamo, appunto, noi! E l’Europa non crescerà, nemmeno con le più straordinarie misure assunte a livello comunitario, se il nostro paese non penserà intanto ad alleggerire la sua parte di responsabilità nella frenata del Pil continentale) maschera, come lo spettacolo pirotecnico del suo marcamento a uomo della Merkel a Bruxelles, la mancanza di visione e il conseguente vuoto di iniziativa. L’immagine (riflessa nello Specchio: ricordate?) è sufficiente ad illuderci (ancora una volta, come, per alcuni di noi, con il primo Berlusconi) che “grazie a nostre speciali risorse, possiamo cavarcela anche tirando a campare”: e invece no, presidente Monti. Come dice lei stesso, è giunto il momento di fare sul serio; il momento della sostanza. Il momento del (ritorno al)la Politica (vera). di FRANCO LARATTA*
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(Oggi siamo ancora) la Repubblica della corruzione di Franco Laratta
febbraio 3, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati
Ma torneremo ad essere la culla della civiltà. Giulio Tremonti, nel suo nuovo libro, attribuisce la (ir)responsabilità del declino del capitalismo – e delle istituzioni democratiche (?) su di esso, a dire il vero, (af)fondate – alla sua deriva ‘finanziarista’, al distacco della ‘macchina dei soldi’ dalla nostra realtà (comunque economica). Individuando peraltro nel tornare sui (nostri) passi compiuti in questo senso di stravolgimento della nostra economia (ma ad un livello ancora superficiale rispetto al recupero del suo concetto originale. Che è quello di un’economia al servizio di una ragione – di vita – più alta; non più fine (ma mezzo), e tanto meno fine a se stessa, ‘come’ la finanza), la possibile soluzione (“strutturale”) alla crisi. Ma il distacco al quale fa riferimento Tremonti rischia di essere ‘rintracciabile’ nella stessa natura di ‘macchina’ (finanziaria ma anche – quando ‘angustamente’ cessa di essere mezzo e diventa fine – ‘economica’) del capitalismo, che mette al centro delle nostre vite (? Appunto. Determinando un effetto di sterilità im-morale) l’esclusivo arricchimento (? Materiale). E a quale condizione è destinato, un Paese – non, un (‘semplice’) mercato – che si affida alle dinamiche economiche e finanziarie come unica ‘ragione’ (?) della propria esistenza, rinunciando non tanto ad una possibile ‘regolazione’ – che presuppone comunque una certa subalternità – ma alla necessaria primazia e leadership della Politica (cioè dei suoi cittadini con le loro esigenze più profonde)? Giulio Tremonti è anche l’ultimo ministro dell’Economia di una serie di governi (di una destra antitetica rispetto alla sua tradizione storica) anti-italiani. Una destra che nel (non) esercitare le proprie prerogative di guida del Paese, non ha mai davvero messo il bene della nazione in cima alla propria scala di priorità. Se a quella crisi di vocazione vista sopra si accompagna - o meglio se essa è, a sua volta, (con)causa di – questa perdita di spirito nazionale, come (di)mostra appunto il declino (non elettorale, certo, ma ‘solo’ per colpa della sinistra) della destra (il)liberale italiana, in che cosa può trasformarsi, quel Paese – privato di ogni “ragione più alta” – se non nell’imper(i)o, sì, ma della corruzione (dove come abbiamo detto – ma repetita iuvant – l’unico fine, anzi, valore – Monti dixit – è l’accumulo di ricchezza, e in quanto valore – “supremo” – giustifica qualsiasi mezzo)? Ecco allora che la soluzione a tutto questo non può che coincidere (non con un semplice reset che faccia ripartire poi lo stesso conto – alla rovescia, in tutti i sensi, ma) col (ri)darci una prospettiva non più solo economica (ovvero economica ma nel suo senso originale, oggi superato e dimenticato) ma (appunto) più alta; e a quale obiettivo – o vocazione – specifico può rivolgersi, la nazione che è già ripetutamente stata, nel corso della propria Storia, la terra in cui si sono decisi i destini del pianeta, se non a quello di tornare ad essere il luogo in cui si (ri)genera, attraverso il recupero di una dimensione etica e filosofica, la nostra (possibile, nuova) civilizzazione? L’imper(i)o della corruzione, ora, magistralmente descritto dal deputato del Pd. di FRANCO LARATTA*
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Futuro dell’Italia. Caro Pd, è tempo di una rivoluzione gentile F. Laratta
gennaio 13, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati
La sinistra perde, o quando vince e’ per brevi esperienze di governo, “occasionali”. Oppure – come in America – mette in scena, volente o nolente, solo la versione soft della destra (repubblicana). Ma soprattutto (ed e’ per questo che oggi e’ perdente) la sinistra ha perso la sua battaglia storica: quella ingaggiata, nel secolo scorso, sotto le insegne del comunismo marxista. Battaglia – e opzione – rispetto alla quale (alle quali) va chiarito un equivoco di fondo: la sinistra non ha mai davvero puntato a cambiare il mondo; ma solo (a cambiare) il capitalismo. Come riconosce, nella sordita’ (ideologica) dei suoi “continuatori”, lo stesso Carlo Marx. Che definisce la sua ideologia altro da un’utopia: pragmatica ipotesi di aggiustamento dei difetti del capitalismo. Altro che rivoluzione. Ed e’ giocando nel campo, con le regole e con la casacca dell’avversario che la sinistra si e’, da sola, infilata nel vicolo chiuso della sconfitta, trovandosi oggi a non avere (apparentemente) piu’ ragione d’essere (e spazio) in un sistema che non mette, perche’ non ha mai messo, realmente in discussione, e – com’e’ uso dire, superficialmente, per uno specifico fenomeno della nostra teatralita’ politicista interna – in cui le persone, se devono scegliere, scelgono l’”originale”. Il vero. Che e’ tale perche’ crede realmente nel sistema che non propone di cambiare perche’ non sente di doverlo fare, trovandocisi perfettamente a suo agio, e che percio’ – contrariamente a quanto si creda – non deve mentire (alla radice). La sinistra e’ onesta con i suoi elettori, ma (solo fino ad un certo punto, perche’) non (lo) e’ onesta con se stessa: se e’ vero, come noi crediamo che sia vero, che la sinistra - donne e uomini di quell’area di opinione e sensibilita’ - si possa trovare (realmente) a suo agio in un mondo il cui unico valore – Monti, per l’appunto, dixit – e’ l’accumulo di ricchezza; un mondo nel quale il principale scopo della vita e’ “consumare” (con quell’orribile definizione-deformazione dell’umanita’ che e’ il nostro rimodellamento sotto l’etichetta di “consumatori”), priorita’ assoluta alla quale piegare ogni altra istanza e potenzialita’: da cui la devastazione del pianeta, fino alla “promessa” della fine della Terra (altro che 2012…) e (conseguentemente) della Storia; un mondo “falso”, “di cartone”, per usare la poetica (quanto lo e’ il suo Villaggio) metafora olmiana, in cui capita che - per dire - le persone per strada si sorridano, pronte, al primo colpo di vento, ad azzannarsi reciprocamente – “fino” alla guerra – sfogando la rabbia e il dolore – la disperazione – nascosti, in profondita’, sotto il velo della nostra apparente felicita’ (materiale). Nell’anno della crisi piu’ grave del capitalismo, in cui anche queste nostre “certezze” sono messe in discussione, la sinistra deve capire che il momento e’ ora: e’ ora perche’ il livello di saturazione collettivo ha raggiunto la soglia di guardia; e se non siamo piu’ sicuri che l’appiglio al quale ci tenevamo stretti fino ad oggi per non cadere nel baratro su cui barcolliamo – l’”abbandonanza”, narcotico di ogni passione umana – possa ancora reggere il peso delle nostre sempre piu’ pressanti necessita’, abbiamo bisogno di cambiare. Non ci rendiamo conto, e non ci ribelliamo, perche’ nessuno (a cui spetti la responsabilita’ di farlo) ci ha detto che questa possibilita’ esiste davvero (se e’ vero che l’umanita’, come le sue organizzazioni democratiche, non dimentichiamolo, siamo noi); ma se – “ideale” termometro – gli ascolti di programmi televisivi organici alla sterilizzazione (di pensiero e, quindi, morale) come i reality show crollano, e’ perche’ gli italiani, finita la scorta di anestetizzante, hanno ripreso ad avvertire il dolore; e sentono il bisogno di lenirlo, possibilmente (se la Politica glielo consente) ricominciando a coltivare lo spirito. Il mondo puo’ cambiare – senza bisogno di spargimenti di sangue (al contrario, per la loro auspicabilmente ”definitiva” cessazione) e nemmeno della fine dei (pur) legittimi interessi attuali, messi in discussione, invece, dal comunismo; l’abbiamo chiamata rivoluzione culturale, potrebbe benissimo essere ribattezzata la rivoluzione gentile – per una ragione molto semplice: noi lo vogliamo. Ne abbiamo la necessita’ (morale), pena, se non l’ascoltassimo, la nostra (“definitiva”) (auto)distruzione. Se la sinistra se ne accorge – e questo pezzo serve a dare un contributo in questo senso – e recupera la profondita’ di respiro che aveva prima del default (…) di fine ottocento, rifacendo proprio l’anelito mazziniano per la ricerca di una “ragione piu’ alta”, tornera’ a vincere, ma, quel che e’ meglio, con lei, finalmente, vincera’ (definitivamente) l’(intera!) umanita’. Il deputato del Pd fotografa una classica fenomenologia dell’umanita’ alienata: i turisti – e persino, quel che e’ peggio, i nostri giovani – “arrivano” (fisicamente) a Roma, culla della cultura umana e della civilta’, e cio’ che si attardano a fotografare sono – a Montecitorio – i sosia (televisivi) di Vespa e Maroni. Un falso. La copia di loro stessi. Perche’, parafrasando Flaiano, c’e’ chi si muove senza viaggiare, e chi, senza muoversi, arriva lontano. di FRANCO LARATTA* Read more
***Quanto ‘costa’ un deputato al Paese***
PARLAMENTARI ONESTI E GENTE COMUNE, ORA UNIAMO LE FORZE
di FRANCO LARATTA*
gennaio 11, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati
Il nostro principale limite culturale e psicologico attuale e’ la mancanza di responsabilita’. E il concetto di responsabilita e’ strettamente connesso – quando non coincidente – con quello di senso dello Stato, ovvero dell’Unità (in senso morale e non soltanto geo-amministrativo) nazionale. Il nostro modo di affrontare gli impegni che (non) ci assumiamo (fino in fondo) è – tanto piu’, o quasi esclusivamente, se questi hanno a che fare con il settore “pubblico”, nelle sue varie declinazioni – sempre meno determinato, risolutivo, conclusivo. In una parola: responsabile. Ed e’ questa la radice prima del nostro progressivo (si fa per dire) disfacimento. Perche’ assistiamo a tutto questo? Trent’anni di autoreferenzialità della nostra politica ci hanno impedito di esercitare, e quindi a “lungo” andare portato a perdere il senso della nostra (possibile) forza nazionale. Classe dirigente che – trattando se stessa con la leggerezza che avrebbe potuto avere un “qualsiasi” ceto popolare, adagiandosi sui risultati raggiunti nei quarant’anni precedenti della nostra storia – a partire dagli anni ottanta ha cominciato a (s)governare allegramente a nostre spese: “tecnicamente” a nostre spese, attraverso (anche) le ruberie (vere e proprie) che abbiamo dovuto nostro malgrado registrare; ma soprattutto a spese (“immateriali”, ma solo in un primo momento) della nostra fiducia in noi stessi. E della nostra, conseguente, responsabilita’ (che – non – potremmo definire) collettiva, o nazionale. Un circolo vizioso nel quale abbiamo percorso i gironi danteschi (oggi) dell’accumulo del debito pubblico piu’ grande del mondo, di un progressivo lasciarci andare che, nondimeno, non è riuscito ad intaccare la solidità dei nostri fondamentali: il dato del (basso) indebitamento delle famiglie italiane – per usare un concreto, e comprensibile a tutti, parametro esclusivamente economico – e’ indice da un lato di quanto sia stato grande il capolavoro fatto dai nostri nonni nel dopoguerra – a cominciare dal loro leader, Alcide De Gasperi – della cui rendita viviamo ancora oggi; ma anche della capacità della culla della civiltà occidentale di restare tre le prime dieci potenze del mondo nonostante un trentennio, appunto, di anarchia interna (senza valori). Ma se la resistenza – e, ora, reazione – delle italiane e degli italiani rappresenta il segnale della necessita’ di un cambio di direzione, la responsabilita’ – appunto – di realizzarlo e’ della stessa classe dirigente che ha dato il la’ a questa involuzione, e a cui tocca (ri)generare (tirandone le somme e, soprattutto, offrendole una prospettiva) la tensione opposta. E’ in questa chiave che il deputato del Pd offre oggi al “suo” giornale della politica italiana un rendiconto del proprio stato economico legato all’incarico di parlamentare, chiedendo (a sua volta) a coloro che si sono ribellati a questa nostra politica autoreferenziale di oggi – le cui (ir)responsabilità, appunto, Laratta per primo torna a ribadire – di comprendere che al suo interno ci sono molte “mele” sane e che possono rappresentare – se coinvolte e se l’unico intento di salvare e rifare grande l’Italia spinge ad unirsi le persone oneste e responsabili nel nostro Paese – il punto d’appoggio ideale, “dentro il palazzo”, per dare ancora piu’ forza ed efficacia alla possibile rivoluzione (silenziosa). Da cui puo’ iniziare il nostro nuovo Risorgimento. di FRANCO LARATTA*
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Chi non vede le potenzialità di Europa e Africa “unite”? Laratta
dicembre 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il deputato del Pd ci racconta una Rosarno nella quale non è cambia- to nulla. Due anni dopo, i migran- ti, costretti a raccogliere le arance, sfruttati, in condizioni disumane, sono pronti ad una nuova rivolta. Il giornale della politica italiana, (anche) per questo, non ha cambiato idea riguardo alla necessità che la nostra politica – e l’Italia – abbia ben chiara la priorità di rimettere in piedi prima di tutto se stessa, facendo in modo che il nostro Paese cessi di rappresentare una “palla al piede” piu’ o meno “pesante”, al momento (ma potenzialmente-prossimamente di nuovo devastante, come lo è stata per tutta l’estate), sugli equilibri europei e non solo. Ciò significa, in primo luogo, rinunciare ad ogni tentazione buonista e assumere una linea di rigore che non può che tradursi, anche, nel far dipendere la capacità di accoglienza di nuovi, possibili cittadini che decidiamo di offrire, dalle esigenze che l’impegno per salvare e rifare grande l’Italia impone. Anche e proprio perché, appunto, nelle condizioni attuali l’abbassamento senza regole e senza limiti delle frontiere non determina effetti positivi per nessuno: per i nostri connazionali e per i possibili immigrati, che come vediamo vivono oggi (in gran parte) in condizioni non molto migliori di quelle dalle quali erano scappati cercando una prospettiva nel Vecchio continente e in particolare da noi. Ed ecco il punto. L’Italia avrà chance di rialzarsi in piedi e di rioccupare la posizione che le compete nel mondo, e ad un tempo di dare risposta (proprio per questo!) alle richieste d’aiuto che vengono dai barconi che attraversano, quando ci riescono, il Mediterraneo, se darà a se stessa, e ai migranti, una prospettiva. Che non può consistere nell’illusorio e consolatorio affidamento in una “buona sorte” che si occupi di sistemare le cose dopo che – tra l’altro – avremo fatto “entrare” tutti indiscriminatamente, accrescendo il (nostro) disagio sociale, alimentando circuiti di insicurezza, non risolvendo i nostri problemi (come non li risolve crogiolarsi nell’idea che gli immigrati “ci servano” – quantitativamente -: come abbiamo già visto, ciò non risolve, almeno, di sicuro, il problema della mancanza di lavoro dei nostri giovani – è un eufemismo – e continua a rappresentare una soluzione-tampone e di sopravvivenza che non promette di consentirci di uscire definitivamente dalla “palude”), e senza offrire – appunto – quella “prospettiva” alle persone che vengono da sud. Ma se l’Egitto, la Libia, la Tunisia – dove la Primavera araba è iniziata – sono i nostri vicini – come la Francia, la Svizzera, l’Austria – dall’altra parte del Mediterraneo (che non è l’oceano Pacifico! Dove pure, a differenza nostra, una collaborazione tra le due sponde la cercano, eccome), e se la (nostra) collaborazione tra le (nostre) due sponde ha già fatto di quest’area, nel corso della Storia, il centro (culturale, commerciale) del mondo, perché non cogliere la straordinaria opportunità delle contestuali nostra “crisi d’identità” (che ci impone di ripensare il nostro modello di sviluppo) e apertura-anelito alla democrazia dei nostri fratelli nordafricani (tra l’altro popoli giovanissimi! Che possono costituire una forza propulsiva senza eguali, oggi, nel mondo), per impostare un possibile progetto di costruzione di un futuro comune, avendo la forza (Politica) di provare a scriverla, la Storia – andando oltre i nostri (attuali) schemi – piuttosto che subire, ancora (e “sempre”?), un ineluttabile declino? di FRANCO LARATTA*
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Stati Uniti d’Europa per rifare del Mediterraneo il centro del mondo
dicembre 7, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
di Franco Laratta Il momento è ora. Adesso che la crisi scopre le nostre debolezze, ci denuda delle nostre certezze (materiali), ci impone un cambiamento non più per migliorare condizioni di vita che essendo attraversate dal benessere, fin’oggi ci avevano appagato - avviandoci sulla strada di questo nostro declino - ma – ora – come unica chance per mantenerle (almeno), quelle condizioni. E - magari - arricchirle di una dimensione “culturale”, tale da dare una consistenza alle nostre esistenze (comuni) a prescindere dall’andamento dei titoli sul mercato, dai capricci delle Borse, e, anzi, consentendoci di governare più serenamente – e sobriamente, evitando di continuare a scaricare su coloro che verranno dopo di noi il “prezzo” della nostra futile, e ora scopriamo illusoria, abbondante “disponibilità” – tutto questo. Che resta, comunque, non dimentichiamolo, una delle chiavi che hanno consentito di giungere a quella che è, forse (?), l’era di maggior benessere, non solo materiale, se vediamo le cose nella prospettiva del bisogno, preliminare, di pace tra i popoli, della Storia del mondo. Ed ecco come il nostro “vicinato” con quel continente che è “come se” dimenticassimo, perché pensiamo non ci riguardi in nessun modo – tanto meno quelle disperazioni che giungono, quando ci riescono, fino alle nostre coste, che facciamo di tutto per scacciare e “cancellare” dal nostro immaginario il prima possibile – può diventare – a patto che il cuore della Storia e della filosofia – e quindi della cultura – dell’intero occidente, ovvero l’Europa, si ponga – magari ispirata e “guidata”, nel nuovo impianto federale, da un’Italia che abbia ritrovato la forza della propria leadership (Politica), della propria saggezza e lungimiranza – come “lume” di questo processo e, attraverso di esso, per il cambiamento delle sorti – che non sono, oggi, prevedibilmente rosee – dell’intera umanità – il cuore che batte di una nuova Civilizzazione. Attraverso lo sviluppo, ma – “costretti” dalla necessità-opportunità di rifondare, insieme ai nostri fratelli africani, che partono da “zero”, un sistema che non funziona più – anche restituendo – mediante la sostituzione dei (dis)”valori” materiali con gli stimoli, la ricchezza, la fertilità di una rieducazione – culturale – alla Bellezza – la centralità della nostra vita a… noi stessi, e a quelli come noi che amiamo, che conosciamo, che incontriamo ogni giorno – e che dovremmo ricordare hanno la nostra stessa capacità di sentire, di provare piacere ma anche dolore, e, anzi, in molti casi hanno avuto la possibilità di conservarla meglio di noi. Il deputato del Pd, ora, con la sua proposta – quindi – di una federazione europea che compia, finalmente, quel processo di unificazione che, come per chi abbia già – appunto – ciò che lo appaga e perciò se la prenda comoda – salvo scoprire, ad un certo punto, che quella sua “stabilità” era illusoria, e che senza avere fatto ciò che doveva tutto questo non potrà continuare – si trascina – ci trasciniamo – (ir)responsabilmente, da troppo tempo. di FRANCO LARATTA* Read more
Lo Stato siamo noi. Chi può compri il debito. Insieme a me di F. Laratta
novembre 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Le uniche soluzioni (possibili) sono “di sistema”. Quel “completo ribaltamento di piano” che – a partire da una (rinnovata) concezione etica e filosofica – ci porti a costruire un nuovo sistema-Paese al centro (o, meglio, al vertice; allo “sbocco”) del quale sia l’innovazione (a 360°). Ma la proposta del deputato del Pd ci interessa per un altro motivo. Perché tutto questo – o meglio l’avvio di un percorso che conduca, attraverso la (stessa) innovazione, “a 360°” perché “dovrà” riguardare anche (prima di tutto!) la (nostra) cultura, intesa – anche – come “psicologia” di una nazione, a (ri)fare dell’Italia la culla della civiltà - non può che passare per la “presa di coscienza” (in tutti i sensi) ispirata dal nostro direttore: che consiste, oltre che nella scelta della sobrietà – alla quale comunque la decisione di comprare un pezzo di debito non è, nemmeno, estranea – nell’adesione ad un modello (sociale, condiviso) di collaborazione e/ anche perché riscopriamo il senso (e il respiro) di un impegno individuale che vada oltre – appunto - la (ricerca della) (nostra) materialità. E dunque sì ad un impegno che – mentre la Politica si occupa, appunto, di ristrutturare il sistema – ci metta nella condizione di puntellare la nostra nazione (attraverso, in tutti i modi, noi stessi). Di “appropriarcene” (collettivamente – ulteriormente). Realizzando di nuovo, o sempre di più, l’idea(le di Stato) del presidente. E di gettare le basi per il successivo “tratto” di cammino (comune). Sentiamola, dunque, la proposta del parlamentare calabrese. di FRANCO LARATTA* Read more
***L’addio (?) a/ di Silvio***
E LA FOLLA URLA: “BUFFONE, BUFFONE! DIMISSIONI, DIMISSIONI!”
di FRANCO LARATTA*
novembre 12, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Al passaggio del “corteo” di auto dell’ormai ex presidente del Consiglio. Una vera e propria via crucis. Da Palazzo Chigi a Palazzo Grazioli, al Quirinale. Migliaia di nostri connazionali ai bordi delle strade per dire addio al mattatore (in chiaro – ? – scuro) della “nostra” (?) ”politica” (?) degli ultimi vent’anni. Il governo Monti, possibile – a meno di non esporre la stessa presidenza della Repubblica a “tirate per la giacca” (leggi: accuse di collateralismo) nei confronti di (presunti) tentativi ribaltonistici – solo con il sostegno (di una larga parte, almeno) del Pdl, non avrà vita facile. E lo spauracchio (ma soprattutto, ora, per la tenuta dell’Italia) del voto anticipato resta dietro l’angolo. Ma in quelle elezioni – qualunque sarà il momento in cui diverranno ineludibili – Berlusconi non sarà più, con tutta (!) probabilità, il candidato del centrodestra. “E’ una giornata storica - scrive il deputato del Pd – E’ finita la Seconda Repubblica. E’ finita la ‘discesa in campo’ dell’uomo che diceva ‘io amo l’Italia’!”. Ora, a suo dire, non la ama più. Ma, soprattutto, non lo ama più l’Italia (?).
di FRANCO LARATTA* Read more
***La “visita” ad Auschwitz-Birkenau***
MA NEL MONDO I GENOCIDI CONTINUANO
di FRANCO LARATTA*
novembre 8, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Non solo nella ex-Jugoslavia di Slobodan Milosevic. In Ruanda. E altre e meno “visibili” tragedie si consumano – tutt’oggi! – nel continente nero e non solo. E “noi” “sembriamo” non accorgercene. “Conserva in me il timore della sofferenza, così che io possa essere vicino a chi soffre”. L’orrore perpetrato nei confronti degli “altri” ci riguarda (?) solo quando riguarda noi (?). Come nel caso di quello che resta il momento più buio della storia – recente – dell’umanità. E, certo, l’orrore più “grande” a cui l’uomo si sia spinto nel “nostro” – civile (?) – occidente. In Europa! E solo sessant’anni fa. Il viaggio di alcuni parlamentari – tra cui il deputato del Pd - nel Campo-”simbolo” (?) dell’olocausto nazista offre a tutti noi la possibilità di una riflessione (Politica!) sui rischi della “scelta” (?) del populismo e dello (stesso, “semplice”) (ricorso alla) piazza (peraltro rievocati dallo stesso deputato calabrese alcune settimane fa). Un Paese civile non prevede fischi. Quelli (non) ascoltati (fino in fondo: o avremmo “capito”) nei giorni degli arresti di Avetrana. Ma anche quelli di piazze apparentemente Democratiche, “apparentemente” – magari! – “giustificati” e “razionali”. Il “tumulto” (che è il contrario del moto dell’anima) - elevato (?) a sistema da parte di governi irresponsabili - mantiene in atto il rischio che ciò che è stato – nonostante i “Mai più!” degli stessi (?) leader (?) democratici (?) - si ripeta (nelle “stesse” forme). “Non penso a tutto il male, ma a ciò che di bello rimane ancora”, scrive Anna Frank nel suo Diario negli ultimi giorni di “prigionia”. Noi, proprio per onorarne la grandezza, faremmo “bene” a tenerlo a mente. Sapendo che “tutto questo” può (ri)accadere – se non rimaniamo “vigili” (in tutti i sensi) – a ciascuno di noi. di FRANCO LARATTA*
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Gli impegni (?) con l’Europa. Silvio-Totò a vertice Ue di Franco Laratta
ottobre 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il presidente del Consiglio (?) e il ministro (?) dell’Economia all’incontro in cui si decide come rispondere alla crisi. E al quale l’Italia (?) avrebbe dovuto presentarsi con un (proprio) piano (per la crescita!) da adottare nel nostro Paese. Il deputato del Pd ha avuto accesso alla trascrizione (segreta!) del colloquio tra i nostri (?) rappresentanti (?) e il Cancelliere tedesco. E lo ha passato al (“suo”) giornale della politica italiana, che è in grado di pubblicarlo in esclusiva. di FRANCO LARATTA* Read more
***Il richiamo della folla***
L’(ANTI)POLITICA (RI)GENERA IL RISCHIO TOTALITARIO
di FRANCO LARATTA*
ottobre 6, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Dove l’antipolitica è, però, questa politica italiana autoreferenziale di oggi. Che con la sua mancanza di volontà, e (conseguente – ?) incapacità di concepire prospettive e di prendere decisioni (concrete), ingigantisce il vuoto di Politica e, quindi, di risposte. La bramosia, attizzata dalla (successiva) rabbia e dalla (possibile) disperazione, rischia non soltanto di creare le condizioni per una (crescente) conflittualità sociale, ma anche per/la quale può essere canalizzata (in senso deleterio) in due modi: attraverso la riaccensione di focolai di estremismo nello stesso corpo sociale, che possono (?) riportarci all’incubo del terrorismo (interno, e non senza la possibilità di pericolosi collegamenti alle forme “globali” che assume attualmente); evitando tutto questo ma attraverso quell’autorità(rismo) che, mediante il populismo – e contando su un materialismo (crescente) condizione di tutto ciò – può strumentalizzare la sofferenza che pervade la nostra comunità trasformandola in consenso nei confronti di una soluzione, appunto, antidemocratica. Ma la “medicina” non è, in un qualche richiamo all’ordine e alla disciplina rivolto non si sa bene a chi; bensì nell’assunzione di responsabilità di una politica che, abbiamo visto, costituisce il “tappo” (per usare le parole di Mieli) che ha impedito al vapore (dei bisogni della gente!) di uscire e ha trasformato il nostro Paese in una pentola a pressione pronta ad esplodere. Assunzione di responsabilità che non può che consistere in una sola scelta (dopo tanti richiami all’”azione” spentisi nel silenzio): lasciare. Ma non, soltanto questo governo. Anche coloro che, nel teatrino che (questa) politica ha messo in scena negli ultimi quindici anni, hanno fatto da spalla all’attore protagonista. E che non riescono più ad uscire dallo (sterile) cliché. Il deputato del Pd interviene evidenziando i possibili, primi sintomi di un ritorno alla foll(i)a. di FRANCO LARATTA* Read more
19 agosto, 57 anni fa: moriva De Gasperi Giovani, leggete qui: questa è la Politica Cosa fece lui per ‘estrarci’ dalla povertà Oggi Italia abbisogna di politiche crescita Che si ‘genera’ puntando su innovazione Ma ‘questi’ pensano soltanto ‘loro stessi
di FRANCO LARATTA*
agosto 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il giornale della politica italiana scrive della necessità di un completo ribaltamento di prospettiva che faccia dell’innovazione (a 360°) la stella polare di un nuovo sistema-Paese ormai dal febbraio 2010. In (ormai, quasi) due anni né il governo né il “Pd” (?) hanno offerto traccia di provvedimenti non diciamo in questa chiave – che rappresenta, anche, la via per la costruzione del futuro tout court – ma comunque per rilanciare la nostra economia. I tagli, oggi, sono condizione necessaria, ma non sufficiente per allontanarci dal baratro e – soprattutto, contestualmente – riprendere il cammino e prepararci a tornare sulla corsia di sorpasso del mondo (per promuovere, poi, magari, un completo “mondialismo”. Che richiede però, prima, responsabilmente, di “rialzarci in piedi” per non rappresentare, per gli altri, la palla al piede che – come si vede bene in questi giorni – significhiamo oggi). Oggi più che mai (dunque) quell’esigenza che il Paese reale conosce e di cui discute, nei propri consessi “segreti” – invisibile, almeno, allo sguardo di questa nostra politica autoreferenziale di oggi, che preferisce “stare” su Berlusconi o su se stessa - ormai da tempo, diventa “vitale”, per, appunto, (intanto) salvarci e ripartire. Che questa (e non altro) sia la Politica, ce lo dice la “memoria” dell’uomo che già una volta salvò l’Italia, estraendola dalle macerie sotto le quali l’avevano lasciata il fascismo e la guerra. Il deputato del Pd ci racconta, dunque, De Gasperi: più di un ritratto, più di un ricordo. Qui, a volerlo “vedere”, sta scritto come si esce dalla crisi (e non solo). di FRANCO LARATTA* Read more
***Ecco dove si può “tagliare”***
LA CRISI E LA MANCANZA DI CORAGGIO
di FRANCO LARATTA*
agosto 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il giornale della politica italiana ha già avuto modo di indicare nell’innovazione la stella polare da seguire per ritrovare la (retta) via della costruzione del futuro. E quel tipo di cambio di prospettiva sarebbe in grado, da subito, di placare i mercati e di derci respiro anche per ciò che riguarda il bilancio, perché sarebbe il primo, unico, vero e possibile passo verso una crescita duratura e anche consistente. Ma tutto questo, naturalmente, va accompagnato – come abbiamo scritto lunedì – con una riduzione drastica della spesa. O, comunque, con la chiusura di tutte quelle falle che, attivamente o passivamente, portano lo Stato a sperperare (talora non incassando come sarebbe dovuto) milioni di euro. Il deputato del Pd punta il dito contro l’opportunismo (a questo punto, però, abbastanza “suicida”, perché un Paese che continui ad avvicinarsi al baratro, quando non ci dovesse cadere, non è comunque un buon viatico per pretendere di rivincere le elezioni) di un governo che pensa, nell’ordine: a fare i propri interessi (quelli di Berlusconi), a difendere, come gli scellerati (in questa occasione) Repubblicani americani i privilegi insostenibili di classi altissime (ma solo per reddito) la cui disponibilità, che si legge “possibilità di contribuire alla salvezza e alla ripartenza comune senza modificare neanche lontanamente il proprio tenore di vita”, non viene minimamente ricercata o presa in considerazione; a rimanere a galla senza accorgersi, però, appunto, che la china imboccata non offre grandi prospettive nemmeno per un esecutivo che continui a non fare la propria parte (e, quindi, non si assuma la responsabilità di scontentare direttamente nessuno – di elettoralmente rilevante. Ma, appunto, il declino-rischio default, mantenuto in essere dalla passività, è di per sé un buon modo per “scontentare” – si fa veramente per dire – tutti. Anche perché, appunto, la via dei sacrifici non è l’unica percorribile o non andrebbe percorsa da sola senza motivare i nostri connazionali con l’implementazione di un piano non solo difensivo e in “perdita” ma anche offensivo e di crescita. E ogni governo, in questo Paese, in questa situazione, avrebbe margini enormi per operare – possibilmente, bene). E poi, Laratta, ci dice ciò che, ragionevolmente, possiamo fare per rimettere in sesto il bilancio. Sul fronte appunto (direttamente) delle entrate e delle uscite. E poi c’è la crescita, di cui abbiamo parlato lunedì. Sentiamo. di FRANCO LARATTA* Read more
Fantapolitica (?). 25/7, il presidente venne deposto di Franco Laratta
luglio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Paese in fiamme, come nel Cai- mano. Un Paese ridotto a nave che affonda (è proprio il caso di dir- lo) da una politica fine a se stessa, da ormai trent’anni. Un popolo che perso tutto si ribella. Il deputato del Pd ha il gusto (e l’abilità) del racconto e dell’”estremo”: attraverso una sorta di apologo (ma “reale”) ricostruisce i fatti di queste ore, il passo indietro della Casta sui tagli ai costi della politica, la reazione della nazione, e cerca di coglierne il senso (ammonendoci sui pericoli annessi) preconizzando (a sua volta) un possibile Finale. Sconsigliato a chi ha a cuore l’Italia. Ma, d’altra parte, ogni guarigione passa per il riconoscimento (anche doloroso) del male. di FRANCO LARATTA* Read more
L’editoriale. Se noi fossimo un Paese serio…! di Franco Laratta
luglio 6, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Ma in realtà lo siamo. Un Paese se- rio capace di risorgere dall’azze- ramento totale della guerra e di arrivare ad essere la quinta economia del mondo. Un Paese che negli anni sessanta era alla testa dell’umanità nel settore su cui oggi si (ri)costruisce la (nuova) civiltà: l’informatica. Il Paese di Adriano Olivetti – ma non solo – è un Paese serio. Talmente serio da arrivare così lontano da potersi permettere, a quel punto, di banchettare. Ma… no. (Invece) chi si ferma è perduto. Vale per le persone ma anche per le nazioni. (Ma) fu un peccato di gioventù, un passo falso dovuto all’immaturità (ma ampiamente “giustificata”, appunto, dalla giovane età: avevamo fatto tutto ciò in trent’anni!), quello di pensare di avercela fatta e di cominciare a prendercela comoda – in tutti i sensi. Quando l’Italia, e non ci vorrà molto, sarà di nuovo sulla corsia di sorpasso del mondo, dovrà ricordarsene: e non fermarsi più. quando riavremo tutto quello, e molto altro – insieme al resto dell’umanità - dovremo guardare con distacco ai nostri successi e continuare, sulla strada di uno sviluppo (in senso ampio) duraturo. Intanto paghiamo lo scotto dell’errore di gioventù dei nostri “padri(gni)”: anzi, ormai, quasi, i nostri nonni. La generazione dei “nipoti”, di Bettino Craxi – a cominciare dalla generazione dei nati dopo il 1980. Tra l’altro, appunto - farà quello che i figli, diseducati dai padri, non hanno saputo fare. I punti di partenza sono tutti nel sentito editoriale del deputato del Pd, che commuove con questo atto d’amore nei confronti dell’Italia, “regalato” al giornale della politica italiana. di FRANCO LARATTA* Read more
L’intervento. Perché cambiare la legge elettorale di Franco Laratta
giugno 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
E’ partita la raccolta firme per una nuova consultazione, che si potrebbe tenere nella primavera del 2012, per il superamento delle liste bloccate (ma Stefano Ceccanti fa notare come la “proposta” referendaria sia monca: manca infatti della pars costruens, ovvero l’abbattimento delle liste lascerebbe il vuoto, senza alternativa. E potrebbe essere giudicata illegittima) e per la cancellazione del premio di maggioranza (che porterebbe però ad un ritorno al proporzionale puro). Ma anche in aula il Pd ha già depositato diverse proposte di legge. Mosse che portano alla luce ciò che sta sullo sfondo di tutto questo, ovvero la priorità, oggi, dell’uccisione del Porcellum perché in qualunque momento si potrebbe tornare al voto, e regalare un altro Parlamento alla discrezionalità dei capipartito (di partiti autoreferenziali e avulsi dalla realtà) sarebbe un peccato politico mortale. E andrebbe in controtendenza con il ritorno alla partecipazione e il reimpossessamento delle chiavi della politica da parte dei nostri connazionali, che stanchi di vedere questi uomini politici politicanti di oggi assumere decisioni utili soltanto alla prosecuzione della propria carriera (?) politica (?) hanno prima decretato la vittoria di chi, tra i possibili sostituti, sembrava più vicino al sentire comune (ma profondo) e poi hanno raggiunto il quorum referendario dopo oltre un decennio di fallimenti. Il deputato del Pd fa il punto della situazione, analizza i limiti dell’attuale legge e ragiona sulle alternative. di FRANCO LARATTA* Read more
Nostro patrimonio deturpato(?). Gli sbronzi di Riace di Franco Laratta
giugno 8, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
La Regione Calabria spende 2,5 milioni di euro per uno spot in cui i Bronzi, animati (?), parlano con accento calabrese e si contendono la meta delle vacanze: “Pari montagna, dispari mare”. E’ il modo in cui la regione a più alto tasso di costruzioni abusive che annientano la Bellezza delle sue coste, decide - coerentemente – di promuovere (?) il turismo: banalizzando e deturpando, appunto, il resto del proprio patrimonio. E’ un’Italia, quella calabrese, in mano a persone che non la hanno a cuore; e che non ne comprendono l’identità. La nostra nazione, il giornale della politica italiana lo scrive ogni giorno, può avere l’ambizione di tornare ad essere la culla della civiltà, ma, per farlo, deve ridarsi valore. Il contrario della provincializzazione spinta (in tutti i sensi) da Scopelliti in Calabria. Ce ne parla il deputato del Pd. di FRANCO LARATTA* Read more
Scopelliti, l’uomo che sussurrava ai Gasparri! di Franco Laratta
maggio 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Storia di un presidente da ‘favola’. Mentre la Calabria affonda tra debiti, spazzatura e dilagare della malavita organizzata. La firma è del deputato del Pd. di FRANCO LARATTA* Read more
Editoriale il Politico.it. Tornare alla Politica (vera) di Franco Laratta
maggio 3, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Pensate ai nostri uomini politici po- liticanti di oggi. Pensate ad esem- pio a Gianfranco Fini, allo stesso furbetto Casini. Pensate a D’Alema. Berlusconi fa storia a sé. Sono “in campo” da venti, trenta, quarant’anni. Vivono (di rendita) sulla Notorietà, che in una società della comunicazione ma molto poco democratica, poco fluida, poco mobile, una volta conquistata non ti lascia più. E non lascia spazio ad altri. Il loro impegno (?) è ormai sclerotizzato, senza più niente da dire. Un servizio? Ha cessato di essere molto tempo fa. Quando hanno smesso di “esistere” (in funzione della Politica) e la politica ha cominciato a (d)esistere in funzione loro. Il giornale della politica italiana non ama personalizzare e preferisce occuparsi di contenuti. Ma l’eternità senza più alcun senso della presenza in politica di costoro raffigura efficacemente la fine – ecco - della Politica. Quando la Politica ha smesso – appunto – di essere Servizio e ha cominciato ad essere servizio (a se stessi). Dalla Politica alla (nostra – ?) politica autoreferenziale di oggi. E mancando la guida, anche il sistema che dovrebbe generare quella “testa” – la nostra democrazia – si è a sua volta incancrenito, accentuando la separazione, allargando il solco – il fossato – del castello in cui questi signori perseguono affari propri, ma in nome della nostra nazione e quindi di tutti noi, senza più alcuna (reale) legittimazione (democratica) – che non può essere confusa con quella ruggine della Notorietà (appunto) che impedisce al meccanismo (della democrazia) di funzionare liberamente. La Politica è servizio, o non è, e per essere tale non deve prevedere scadenze precostituite, bensì – a monte – una democrazia (reale) che coinvolga tutti i cittadini e la cui espressione nella Politica sia costituita, di volta in volta, dal meglio (di sé), in funzione delle esigenze della nazione e non (più) viceversa. Per realizzare tutto questo è necessaria quella rivoluzione culturale al centro della narrazione de il Politico.it. E naturalmente è la Politica ad essere chiamata a compierla. Senza l’assunzione di responsabilità dei leader (figli di questo tempo), la Politica non ha capo. E finisce per esaurirsi nell’infinito colpo di coda di Fini, Casini, D’Alema. Berlusconi, come detto, fa Storia (?) a sé. Il deputato del Pd sceglie il giornale della politica italiana per lanciare l’allarme sull’assenza (oggi) della Politica, e fare un appello, in buona sostanza, a quella assun- zione di responsabilità. di FRANCO LARATTA* Read more
Camera con svista. L’adrenalina schizza a mille di Franco Laratta
aprile 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Uscito dagli archivi (postumi) dell’Istituto Luce, servizio di (cine) giornale (della politica italiana) su come il premier trascorre le ore dell’approvazione del processo breve alla Camera. La firma è del deputato del Pd. di FRANCO LARATTA* Read more
L’editoriale. Napolitano simbolo della nostra nazione di F. Laratta
marzo 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
L’intervento. Federalismo in salsa leghista, il sud reagisca F. Laratta
marzo 3, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Milleproroghe, ecco cosa prevede Più tasse dagli enti locali Laratta
febbraio 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
L’intervento. Se Silvio cadrà non sarà per “merito” nostro Laratta
febbraio 16, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il Pd al sud (?) è (ufficialmente) nel caos L’ex Udeur Loiero ora lascia Democratici Caso Napoli dovuto pure ad ‘infiltrazioni’ In generale i Dem siano (più) “autarchici”
gennaio 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Dal bunga bunga a Bada bambina! Le verità dell’”utilizzatore” Laratta
gennaio 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Proposta. Autogoverno (federale) dei (nostri) comuni Franco Laratta
dicembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il commento. Ma attenti, il Paese è ad un passo dal baratro F. Laratta
dicembre 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
***Il commento***
IL MERCATO DEI DEPUTATI
di FRANCO LARATTA*
dicembre 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
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***L’intervento***
APRIAMO LE PORTE DELLA CAMERA AGLI STUDENTI
di FRANCO LARATTA*
novembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
***Il quindicennio berlusconiano***
QUANDO UN DOMANI SI CHIEDERANNO: MA COM’E’ POTUTO ACCADERE?
di FRANCO LARATTA*
novembre 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
di FRANCO LARATTA
Ma la giustizia nel nostro Paese va rifatta Sono 3 i (più) grandi nodi da sciogliere(?) a) – La famigerata lentezza della macchina b) – La politicizzazione/ personalizzazione c) – Drammatiche condizioni dei detenuti Laratta: ‘Vi racconto il fallimento Why not’
ottobre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Preso pure boss degli attentati a Reggio Laratta: “Consolidiamo il cambio di clima” Ma ieri a Montecitorio fiera dell’impunità
ottobre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
***L’intervento***
UN GOVERNO OMERTOSO SULLA MAFIA
di FRANCO LARATTA e ANGELA NAPOLI*
ottobre 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
L’onestà e responsabilità di Marcegaglia E Sallusti la minacciava con un dossier(?) Silvio, ‘mostra non hai bisogno di questo
ottobre 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La satira preventiva. Il discorso di Silvio (in anteprima) di F. Laratta
settembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
E mentre nel Palazzo si aiuta Cosentino la Calabria si mobilita contro ‘ndrangheta Laratta: ‘Finirà tutto con la piazza del 25?’ Serve una politica onesta e responsabile
settembre 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
E mentre Vassallo veniva ucciso a Pollica Scopelliti ‘scherzava’ con minacce morte
settembre 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
(Anche) in Calabria emergenza criminalità E il governo si occupa di processo breve
settembre 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Corruzione, Giorgio: “Abbiamo anticorpi” M’è del tutto vero che sia (sempre) così? Laratta: ‘Se il marcio è (già) dentro di noi’ Urge una grande rivoluzione culturale
luglio 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Racconti d’estate. Svelati i misteri della cena a casa Vespa F. Laratta
luglio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
***Il commissario antimafia***
‘NDRANGHETA D’ITALIA
di FRANCO LARATTA*
luglio 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Tremonti: ‘Sui fondi Ue Regioni cialtrone’ Ma se il governo (li) spende meno di loro Ed ecco le prove della sua “cialtroneria”
Il giornale della politica italiana è in grado di dimo- strare che l’esecutivo è molto più in “ritardo” delle amministrazioni regionali nell’utilizzo delle risorse comunitarie. L’accusa del ministro dell’Economia torna dunque al mittente come un boomerang. Ecco tutte le cifre. di FRANCO LARATTA Read more
La delegittimazione di nostro Parlamento Già parte della strategia di Berlusconi (?) Laratta: “No, non abbiamo vista la partita” Nazionalismo strumentale della destra (?)
luglio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
***La ballata***
con una canzone di BOB DYLAN
I TEMPI STANNO CAMBIANDO
di FRANCO LARATTA*
giugno 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La proposta. Ora di Costituzione e inno nelle scuole di Franco Laratta
Guardate che cosa sta facendo governo ‘Tagli del 19%(!) all’università di Calabria’ (C’è) la denuncia di Laratta su il Politico.it E’ la strategia (anti)culturale della destra
giugno 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il giornale della politica italiana lo ha denunciato per primo e con più forza, perché è ciò che più sta a cuore a questo giornale. Il centrodestra sta sviluppando la linea opposta a quella che può rifare grande l’Italia: sta cioè drasticamente tagliando gli investimenti in cultura, negando così non solo la prospettiva indicata da il Politico.it di fare della cultura IL bilancio di questo Paese, per rilanciarne la competitività e ritrasformarlo in una grande culla di civiltà; ma anche il mantenimento dello status quo. Tagli all’università, tagli alle scuole. Il problema è che tutto questo fa parte di una vera e propria scelta strategica della maggioranza, che non solo non crede nel ruolo della cultura, ma crede nell’utilità della soluzione opposta: un Paese “ignorante” è un Paese che si controlla meglio. Così, dopo avere per trent’anni plasmato l’italiano medio in questo senso attraverso le televisioni, il presidente del Consiglio toglie ora loro il nutrimento che li ha tenuti “in vita” (culturalmente parlando, sempre, s’intende, ma forse non solo) fin’oggi. Il caso più clamoroso è quello dell’ateneo di Arcavacata, che subirà una riduzione di un quinto dei finanziamenti, e di fatto non potrà continuare ad assolvere alla propria funzione. Il tutto in una situazione, quello del nostro Mezzogiorno, che presenta già un grave deficit proprio nel senso nel quale la cultura, e in particolare l’università della Calabria, svolgevano il loro ruolo di contenimento dei danni e di rilancio, ovvero la predisposizione di un futuro migliore (e nelle proprie terre) per i nostri giovani. Il deputato del Partito Democratico rende con parole illuminate il senso di ciò che stanno disgregando. Sentiamo. Read more
***Il bilancio***
SE L’ITALIA CREDE NELLA PATRIA
di FRANCO LARATTA*
giugno 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati

