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Diario politico. La fiera dell’ipocrisia (?) Da il Politico.it quattro “sì” al referendum Ma poi guardate chi li sostiene (adesso) Fini e Casini (ora) tacciono contro Silvio Acqua, Bersani era pro-gestione privati Non hanno il coraggio di proprie idee (?) O le cambiano (ma) nella partita a scacchi Come potranno (perciò) salvare l’Italia? Ecco (qui) senso dell’affondo di Guzzanti

giugno 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’endorsement del giornale della politica italiana è “presto” (si fa veramente per dire) fatto: sì a tutti e quattro i quesiti, perché la cattiva gestione pubblica dell’acqua non è un motivo sufficiente a lavarsene le mani (in tutti i sensi?), avviandoci (con ogni probabilità) sulla strada della privatizzazione (del bene) tout court. Se così fosse (di nuovo, in tutti i sensi?), dovremmo forse privatizzare anche la nostra politica (?), inefficiente al pari degli attuali sistemi di distribuzione idrica. E invece lottiamo per cambiarli e renderli efficaci. Solo dopo avere compiuto questo sforzo si potrà pensare alla co-gestione da parte dei privati in modo che sia onesto e responsabile, e non viziato da interessi parziali o, peggio (appunto) privati. Il male nucleare consiste nel rischio, concreto, della fine dell’umanità, non è (evidentemente) equiparabile a nessun’altra cifra relativa ai danni e alle morti provocati dall’uso di altre fonti energetiche, quando (peraltro) le rinnovabili hanno un costo (da questo punto di vista) pari allo zero e possono rappresentare la (quasi) esclusiva opzione futura. E non c’è nessun beneficio economico (in tutti i sensi. E si parla del resto solo di convenienze, ancora una volta, private) che giustifichi la possibilità di correre quel rischio. Che poi lo si faccia “grazie” alla mancanza di responsabilità dei vicini (francesi), questo non è un buon motivo per accrescerlo con le nostre mani. Il legittimo impedimento è una norma che nega il principio della legge uguale per tutti e quindi dell’eguaglianza dei cittadini e dunque della loro (nostra) libertà. Il (nostro) “sì” a tutti e quattro i quesiti non ci impedisce d’altra parte di raccontarvi come il fronte (partitico) del “sì” rappresenti (anche) un’armata brancaleone (in)degna della nostra politica (che la esprime). I centristi trasbordano la teoria dei due forni ormai ad ogni scelta di politica (vera), ovvero non hanno (più) una linea politica bensì scelgono (come nel “silenzio” pre-ballottaggio) in base alla stretta convenienza politicistica, che (in questo caso) si traduce nella opportunità (per loro) di sferrare (attraverso la vittoria del “sì” al referendum) un ulteriore colpo al presidente del Consiglio. Il segretario del Pd è (o, forse, solo su questo, potremmo indicare che fosse) un convinto nuclearista; ma soprattutto sosteneva le ragioni di chi, a livello locale, da tempo cerca di ottenere l’affidamento ai privati della gestione della rete idrica. Oggi, per essere (ancora) segretario del Pd, nega le proprie convinzioni. Ma si tratta di un “aggiustamento di Pirro”: come può, un uomo politico che non crede (abbastanza) nelle proprie idee, o che non è capace di provare ragioni abbastanza forti da vincere la convenienza (politicistica), fare il bene del nostro Paese? Proprio perché non ci rappresentano (più), nondimeno, è giusto restare della convinzione che, nonostante loro, sia opportuno dire “sì” a tutti i quattro quesiti referendari. Il racconto, adesso, all’interno, è di Ginevra Baffigo.

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L’indifferenza verso gli italiani alla radice della debacle Luigi Crespi

maggio 31, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Berlusconi ha perso perché non ha saputo dare risposte al Paese, il che, pure in una democrazia (an- cora) immatura come la nostra, e sia pure con il controllo esercitato sui media, rappresenta un conto che alla fine tutti, quale che sia la natura del proprio potere, sono costretti a pagare. Ci torneremo su, ma l’unica politica che alla fine paga è quella onesta, responsabile, disinteressata, vissuta come un servizio, il cui protagonista sia la costruzione del futuro e non parzialità, personalismi, addirittura interessi privati. La lezione vale per tutti; ed è su questa base che i nostri connazionali hanno dato fiducia a De Magistris, Pisapia, Zedda. Sarà la pulizia del loro comportamento a decretare l’esito della loro esperienza. Ce ne parla l’ex spin doctor del presi- dente del Consiglio. di LUIGI CRESPI Read more

***Diario politico***
BUON COMPLEANNO, ITALIA
di GINEVRA BAFFIGO

marzo 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ma perché tutto questo non resti retorica è necessario ritrovare un senso della dignità che ci porti all’onestà e alla responsabilità (diffuse). E non sarà facile perché oggi i loro contrari sono iscritti nella nostra (in)cultura. Le chiavi, il giornale della politica italiana lo scrive ogni giorno, sono due: un ritrovato orgoglio nazionale e la rivoluzione culturale. Il centocinquantenario non sia un approdo (incompiuto), ma la leva per rimotivare quella passione civile e politica che può determinare il nuovo Risorgimento propedeutico al nostro nuovo Rinascimento. di GINEVRA BAFFIGO Read more

***Il commento***
ALLE AMMINISTRATIVE PREVEDO SORPRESE
di LUIGI CRESPI

marzo 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

A cominciare da Milano, che il grande sondaggista ci invita a tenere d’occhio. Gli stessi rilevamenti possono non fotografare ancora una situazione in via di maturazione in cui gli italiani hanno voglia di cambiamento. E il centrosinistra, piano piano, si sta attrezzando. Il profilo di Bersani appare più solido e sicuro, il progetto invocato dal giornale della politica italiana, e sul quale i Democratici hanno “risposto” alla chiamata de il Politico.it, non è ancora quel disegno organico e complessivo per un completo ribaltamento di piano che è ciò che può salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese, e viene comunicato ancora senza consapevolezza, ma comincia ad esserci. Con un po’ più di coraggio, l’alternativa ci sarà. E la brama di voltare pagina che il nostro Paese, ancora sottotraccia, ha, potrà essere espressa e trovare soddisfazione. di LUIGI CRESPI Read more

***L’editoriale***
E’ TEMPO DI TORNARE AL VOTO
di LUIGI CRESPI

febbraio 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché tutti sono nei guai: lo è Berlusconi, Fini fatica a trasformare la sua creatura in una vera macchina democratica (per non ripetere gli errori del Cavaliere), il terzo polo non decolla, il Pd – nonostante la buona volontà – non ha una linea (perché la strategia non è la linea politica, è la strategia), Vendola svolge narrazioni senza entrare nel merito. E così il governo fatica a governare, l’alternativa non si forma all’orizzonte. La soluzione non è, naturalmente (o forse sì, comunque), un grande (?) circo elettorale con gli stessi protagonisti di oggi. Ma una grande (!) elezione democratica (demilitarizzata) in cui i candidati siano scelti – ovunque, territorialmente e politicamente – con le primarie, e si creino le condizioni “di indirizzo” perché possa farcela una nuova leva di giovani (tra cui molte donne) che scendano in campo rompendo in nuce con la vecchia politica e occupandosi solo di contenuti, assumendosi la responsabilità della proposta. Vale per i collegi (ovviamente da ricreare, a livello legislativo o almeno nella proiezione delle organizzazioni dei partiti) come per le guide nazionali, che devono essere scelte liberamente tra proposte concrete per la costruzione del futuro dell’Italia. Utopia? Nell’immediato, forse. Ma è ciò che serve al nostro Paese. Ciascuna parte si assuma la responsabilità di muoversi in questa direzione. E l’Italia si salverà e potrà tornare grande. Ma non è più tempo di aspettare. Chi ce la fa, cominci a farsi avanti. Crespi, sulla settimana trascorsa passando in rassegna la quale non si può che giungere a questa conclusione: è ora di tornare alle urne. Ecco perché. di LUIGI CRESPI Read more

Diario politico. Toujours autoreferenziale – Non bastava una legislatura buttata via – Non bastava mese per il voto di fiducia Ora si discute di chi si alleerà con chi (?) Ma dove sono le proposte per il Paese? Non si concepiscono a tre giorni dal voto

novembre 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché i progetti per il futuro dell’Italia devono essere frutto (innanzitutto) dell’assunzione di responsabilità di leadership illuminate ma che (sono tali purches)siano libere dalla pressione della caccia al consenso, e maturare e verificarsi (in tutti i sensi) in una prospettiva di lungo corso nel tempo. Come si può affidare il nostro Paese a chi decide cosa fare a tre mesi dalle elezioni, seduto ad un tavolino, con non uno ma due occhi rivolti a cosa fa prendere un voto in più? Questa politica italiana deve cambiare completamente registro. Deve passare dalla discussione su di sé e sul cosa ad una discussione giorno per giorno sul come, in cui ciascuno propone un proprio piano (possibilmente complessivo) ed entra nel merito non solo delle questioni, ma di come affrontarle (nell’ambito del piano complessivo, in chiave generale: non si tratta di entrare nelle tecnicalità). E non basta, appunto, che ciò avvenga con la “pistola puntata” della scadenza elettorale perché ciò dimostra che non c’è nessun interesse per le idee e quindi per l’Italia. E quelle (poche) proposte che finiranno nella discussione non saranno le migliori possibili, perché figlie di una forzatura e non di una riflessione culturale. Se oggi la nostra politica si diletta di alchimie elettorali è solo perché è sempre quella politica italiana autorefe- renziale che da quindici anni – con le brevi parentesi dei governi di Romano Prodi – tiene in ostaggio un Paese che se continua così è avviato ad un declino inarrestabile che ci farà finire in fondo a quelle classifiche i cui bassifondi già cominciamo a frequentare. Il che si traduce in povertà: povertà economica, (quindi) sociale, (quindi) culturale, quindi di nuovo economica e nel circolo vizioso si sa quando si entra ma non quando (eventualmente) si uscirà. E’ necessario un colpo di reni, un cambio di passo, e il momento per cominciare a farlo era… ieri, ma siamo ancora (per poco) in tempo. Allora lanciamo un appello alla nostra politica autorefe- renziale di oggi: a partire da oggi, parlate di ciò che volete fare per il nostro Paese; non importa se ancora non si sa se si va al voto e quando. Il punto è proprio questo: non dipende da ciò. L’Italia aspetta questo da decenni. Cominci un grande dibattito di merito, e sarà stato fatto un piccolo passo verso il superamento dell’attuale condizione. Il nostro è un grido disperato: sappiamo che difficilmente questa nostra politica, incancrenita ormai da troppo tempo, potrà trovare (dove?) le risorse per questo colpo d’ala. E del resto non è un colpo d’ala in sé che serve ma questo come avvio di un impegno stabile e duraturo. A questo fine non tutti hanno una chance, ma il Pd e l’Italia ce l’hanno: Bersani ascolti il nostro suggerimento, invece di baloccarsi in ipotesi di alleanze con la sinistra o con il centro. Fate un passo indietro. E’ per il nostro Paese. Il racconto delle ultime ore, all’interno, è di Ginevra Baffigo.             Read more

***Diario politico***
L’INCUBO DEL PREMIER
di GINEVRA BAFFIGO

novembre 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Era la sua ossessione. «Non mi farò mettere sulla graticola come accaduto a Prodi». Nel giorno in cui altri due deputati Pdl passano a Futuro e Libertà, e in cui per la prima volta Bocchino parla esplicitamente di «incapacità del presidente del Consiglio a governare», la realtà si rivela ancora più amara: l’ultimo scandalo presenta il conto in termini di prese di distanza di vecchi alleati e di esposizione ai colpi degli avversari, e se la convocazione al Copasir per «conoscere lo stato della sua sicurezza personale» è un colpo basso che da D’Alema ci si poteva attendere, la richiesta del presidente della Conferenza nazionale della famiglia di un «chiarimento» sulla distinzione tra la «vita privata e l’impegno pubblico» ha il sapore del tradimento. L’uomo che ha costruito il suo impero sulla comunicazione si trova oggi al centro di un’opera (congiunta) di demolizione mediatica che non sembra lasciare scampo. La “chiamata” sui gay ha calmato le acque per qualche ora ma non ferma la deriva. Come spesso accade, la realtà è diversa da quella che ci si aspetta. Nel caso di Silvio, è peggiore del suo incubo peggiore. Il grande racconto, all’interno, della nostra vicedirettrice.             Read more

Il giorno del cordoglio per i nostri militari Ma su Afghanistan è necessaria strategia Mentre da noi si parla di dossier di Feltri Che sia inizio di una nuova narrazione(?)

ottobre 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Apriamo questa nuova settimana di nostra politica con il doveroso saluto ai quattro soldati italiani uccisi in guerra, nelle ore del funerale. Il momento del dolore – ricordiamo che, quale che sia il nostro punto di vista sui conflitti, e ora vi raccontiamo il nostro, che pure i nostri lettori più affezionati conoscono bene, i militari sono uomini che mettono in gioco la vita in nostro nome di solito per un ideale che in molti casi è lo stesso della pace; dobbiamo loro pathos e rispetto – il momento del dolore, si diceva, non impedisce e, anzi, impone di cominciare (?) una riflessione. Su un doppio livello. Quello di merito, perché, come scrive Gad nel pezzo che state per leggere, il nostro intervento – o meglio la nostra partecipazione – era probabilmente necessario, ma non si può «cronicizzare» quanto meno senza averlo riponderato, a distanza ormai di dieci anni dall’inizio della guerra, e dopo decine di nostri morti in un impegno che, ufficialmente, continua a non essere dichiarato bellico. Insomma, serve quella strategia, quelle valutazione e pianificazione d’insieme e di prospettiva, con un obiettivo e magari un termine, che la nostra politica, oltre forse all’intero contingente alleato in Afghanistan, sembra stentare a darsi. Ed è proprio qui che si apre il secondo fronte (è proprio il caso di chiamarlo così?) di riflessione: possibile che la nostra politica autoreferenziale di oggi debba porsi il problema di tutto questo solo dopo l’ulteriore morte di nostri soldati? E’ sbagliato, ovviamente, invocare il ritiro senza se e senza ma (specie se i se e i ma riguardano appunto la ponderazione da compiere) ma, per usare le parole del ministro La Russa (al quale diciamo: la guerra non è un fine ma un mezzo da utilizzare con un contagocce strettissimo e con il massimo dolore, non certo con compiacimento. Come scrivemmo in primavera, è una responsabilità che a volte va assunta ma per dovere, non certo per “passione”), finisce per essere vero «sciacallaggio» non occuparsene proprio o quasi, prediligendo il nostro teatrino interno, fatto di nulla e che impedisce, appunto, la politica vera. Sul tema di fondo del nostro discorso di questi mesi, l’autoreferenzialità della politica italiana di oggi che trascende in alcuni casi (come in questo) in mancanza di (grave) responsabilità o, lo vedremo dopo, in autolesionismo, comincia con questo pezzo di Lerner una breve narrazione nella giornata di oggi. Read more

Scrive un (altro) leader del futuro Sarubbi: “Difficile far Miliband qui”

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il rinnovamento, abbiamo detto, è necessario. Perché solo così si salva e, anzi, si può (oggi) rifare grande il Paese (domani potrà essere tardi). Ma vediamo allora cosa, al momento, frena questo tipo di cambiamento, per la nostra politica e per il Paese; quali sono, da questo punto di vista, le differenze tra la politica inglese e quella italiana. Perché, appunto, in Inghilterra tutto ciò non solo è possibile, ma appare naturale ed è già avvenuto (non è la prima volta). E lo facciamo, come anticipa- to, con uno dei “figli di questo tempo”, in grado secondo il Politico.it di aspirare ad essere non solo uno dei protagonisti, ma il protagonista della classe dirigente (del centrosinistra) del futuro. E’ il deputato del Pd, che analizza la competizione tra i due fratelli nella prospettiva italica (prima che italiana).        Read more

Nostro omaggio al caduto in Afghanistan Ecco ieri i funerali di Alessandro Romani

settembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana saluta il nostro parà rimasto ucciso il 17 settembre scorso. Alla cerimonia presente, in un modo o nell’altro, tutta una città, Roma, della quale Romani era un “figlio legittimo”. Alemanno decide di dedicargli i festeggiamenti per i 140 anni della Capitale. Il servizio è di Pietro Salvatori. Anche su Liberal.        Read more

***La riflessione***
CASO GRANATA: la battaglia di Fabio
di ANDREA SARUBBI*

luglio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Chieda scusa o lasci il partito». Ecco l’ultimatum lanciato proprio in queste ore dal ministro Ignazio La Russa, che replica così al J’accuse mosso da Fabio Granata ai vertici del suo Pdl. Un botta e risposta, il cui pathos riprova il crescendo della tensione nelle file della maggioranza… e non solo. Il commento che il giornale della politica italiana ora vi propone viene infatti dalle file dell’opposizione. Andrea Sarubbi guarda con empatica preoccupazione lo scontro fra le diversi correnti del Popolo della Libertà, la cui violenza, ora, sembra minacciare la sopravvivenza stessa del partito. Sentiamo.

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Manganelli, botte in aula, violenza in rete Ecco un volto “nero” della destra italiana Ripercorriamo una giornata di pura follia

luglio 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. Così come condanniamo le bandiere di Israele bruciate in piazza e le “Dieci, cento, mille Nassiriya”, o anche “solo” gli epiteti insultanti nei confronti del presidente del Consiglio (gli unici, veri “nani” – senza nessuna offesa nei confronti delle persone con questa caratteristica fisica – sono coloro che chiamano così Berlusconi) – tutte le bestialità compiute dalla militanza di sinistra in questi quindici anni – il Politico.it non può non rilevare come nella pancia della destra sopravvivano antichi riflessi, estranei naturalmente alla gloriosa tradizione parlamentare dello stesso Msi, da Almirante in poi, ma non a parte – parte – del suo popolo. Che, in un quadro di più generale scadimento della nostra politica – autoreferenziale di oggi – finiscono per contagiare anche la rappresentanza, che le esprime sia in termini di propaganda, sia in termini di indirizzi, sia, infine, negli stessi comportamenti. E ieri sono “emersi” in tutta la loro (pre)potenza. A livello di propaganda, è chiaro che i «coglioni» di Berlusconi, come un generale atteggiamento di disprezzo nei confronti dell’attuale opposizione, per non parlare del cattivo esempio del ministro La Russa, pizzicato (si fa per dire) a spintonare un pur evidente disturbatore – male quest’ultimo, ma molto peggio il ministro (!) La Russa – non favoriscono una tensione (culturale) al “disarmo”, verbale e fisico. Sul piano degli indirizzi, abbiamo già scritto ieri come le manganellate delle forze dell’ordine nei confronti dei terremotati de L’Aquila contenessero un chiaro marchio governativo, non essendo possibile imputare alle nostre oneste e responsabili forze di polizia la scelta della strategia di contenimento della piazza. Infine, il comportamento: il pugno sferrato a Barbato corona (in)degnamente una giornata all’insegna della violenza. E sentite come, a questo punto, alcuni militanti del Pdl si sentono autorizzati a rivolgersi ad altri italiani. Ce lo racconta Massimo Donadi.      Read more

«Ghe pensi mi» Diario politico. Dopo il Tg La7 di Mentana

luglio 2, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Da stasera, care lettrici, cari lettori, lo avrete letto per ora solo sul giornale della politica italiana, c’è anche il Tg La7 di Enrico Mentana. Fino a ieri solo da noi, e su nessun altro giornale e tantomeno in tivù potevate ascoltare ogni sera il racconto completo della giornata della nostra politica, senza censure, sfornato con onesta e responsabilità nel solo interesse di tutti noi. Da oggi molto di quello che leggerete qui alla sera potrete sentirlo anche dagli schermi de La7, perché di Enrico Mentana il Politico.it condivide l’impostazione super partes e la volontà di avvicinarsi quanto più è possibile alla verità, che poi è l’essenza del giornalismo. Certo «la verità è sfuggente, stiamo ai fatti», diceva il premio Pulitzer Walter Cronkite. Allora per noi, come per Mentana, la verità non può che essere raccontare tutti i fatti, dare tutte le notizie. Vi consigliamo dunque di seguire prima il Tg La7 di Mentana e ascoltare la prima infarinatura sui fatti della giornata e poi di cliccare qui per il vero racconto completo. Diario che, vedrete, vi dirà tutto ciò che il Tg La7 stasera non vi ha detto, sulle notizie che il Tg La7, però, a differenza di tutti gli altri telegiornali, ha dato: Berlusconi che annuncia «ghe pensi mi», sì, con cui hanno aperto Tg1 e Tg5. Ma soprattutto Fini che attacca sul fronte della legalità e (ri)apre un (nuovo?) fronte dentro il Pdl, al punto da spingere Cicchitto a parlare per la prima volta di possibile «separazione consensuale». E poi Tremonti che accusa le Regioni di avere sbarellato nella gestione dei fondi Ue. Un grande Diario firmato, stasera, Carmine Finelli. Read more

Brancher scuote gli italiani e Napolitano ‘No, non ha alcun legittimo impedimento’ Così (ora) anche la Lega prende distanze E i finiani: “Quella mossa, inopportuna”

giugno 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il neo- ministro «non ha portafo- glio» dunque non non ha nessun ministero da costruire e perciò neppure alcunché gli impedisca di presentarsi ai processi. Quando è troppo è troppo. Studiato a tavolino per esplodere nelle ore della partita della Nazionale, e passare, così, (quasi) inosservato, il caso Brancher al contrario fa breccia nei sentimenti (di indignazione) degli italiani e si rivolta contro il governo per raggiunto limite di sopportazione: l’Italia è Paese abituato al peggio, cui il presidente del Consiglio ha insegnato a non “patire” più per nulla, ma di fronte ad una presa in giro-provocazione, come l’ha definita il nostro Gad Lerner, tanto palese, anche i nostri concittadini sotto effetto dell’anestetico berlusconiano reagiscono, e mettono nelle mani del capo dello Stato la palla di una risposta. Che prontamente, in serata, arriva. Per la sorpresa di tutti, Napolitano raccoglie lo spirito del (breve) tempo e rispedisce al mittente la “giustificazione” di Brancher che ventiquattrore dopo avere giurato al Quirinale aveva già brandito lo scudo del legittimo impedimento, confermando i sospetti sulla strumentalità della nomina. Il giornale della politica italiana vi racconta come nessun altro questa storia (è proprio il caso di chiamarla così). Baffigo. Read more

Diario politico. Leadership e premiership Ora Berlusconi parla di Pdl su Forzasilvio E intanto Tremonti ci governa(?) il Paese Se il cambio della guardia c’è già stato (?)

giugno 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il giornale della politica italiana legge la nostra politica come nessun altro. Pietro Salvatori scriveva oggi che il futuro, per il centrodestra, è di Giulio Tremonti, nel senso che sarà lui, presumibilmente, a succedere al presidente del Consiglio. E abbiamo parlato di un «cambio della guardia» che sarebbe potuto avvenire «prima del previsto». La giornata di oggi ci dice che la nostra “previsione” non solo era giusta, ma che il cambio della guardia, almeno alla guida del governo, c’è già stato. Ed entra in gioco la distinzione che Giuliano Amato introdusse nella nostra politica nel 2000, quando il centrosinistra dovette scegliere tra lui e Rutelli per la sfida a Berlusconi alle politiche del 2001. «Chiedo alla maggioranza che mi sostiene di riconoscersi nella candidatura di Francesco Rutelli e contemporaneamente nel mio governo»: la distinzione tra leadership e premiership, appunto, che oggi si ripropone nell’altra metacampo. Il primo passo è stato desautorare gli altri ministri, di fatto commissariati da Tremonti che attraverso il controllo del cordone della borsa ha fatto il bello e il cattivo tempo con i loro settori di competenza. Poi, quando per la prima volta il governo nel suo complesso ha cominciato ad occuparsi del Paese e non più solo delle vicende del presidente del Consiglio (formale) – ovvero al momento di fronteggiare il rischio-default – non solo perché la competenza economica è (anche formalmente) di Tremonti è stato Giulio a dettare la linea. L’immagine di un Berlusconi “sconfitto” e costretto ad annunciare una manovra – e quindi, per le ragioni che abbiamo detto, un’azione complessiva del governo – non sua è la fotografia di un cambio della guardia ormai compiuto. Ma l’istantanea-simbolo ce la consegna, appunto, la giornata di oggi: Tremonti a discutere con le Regioni della finanziaria, del federalismo, insomma del futuro del Paese (nel merito, dopo la cronaca di stasera, torneremo in giornata); Berlusconi a rispondere alle domande dei militanti sul sito dei suoi sostenitori. Da leader Pdl, certo. Che non è più però (il vero) premier. Il cambio della guardia per quanto riguarda la premiership si compie oggi. E presto sarà la volta della leadership. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Ora la Lega festeggia al gol del Paraguay Ronchi su Zaia: ‘E’ oltraggio alla Nazione’ Il monito di Crespi: “Prendeteli sul serio”

giugno 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri l’Italia ha seguito l’esordio mondiale della propria Nazionale di calcio. Ma c’è qualcuno, pure italiano, che, pubblicamente, “ufficial- mente”, esultava quando segnavano gli avversari. Quando l’Italia perdeva, loro esultavano. E sono italiani. Il paradosso si spiega con la parola Lega, questo fenomeno di involuzione della nostra cultura politica regredita al Medioevo grazie ad una manciata di popolani che si sono erti a rappresentanti del popolo e ne hanno assecondato gli istinti più beceri. E tutto questo è il leghismo. E nessuno può mettere in discussione che si tratti di un’espressione arretrata del pensiero umano. E tuttavia è un’espressione che ha appeal, e che dunque può attecchire in tutta la propria estensione e potenzialità. Il grande sondaggista ha avvertito il resto della politica italiana dalle nostre colonne: «Non sottovalutateli, fermateli, prima che sia troppo tardi». il Politico.it dà ogni giorno il suo contributo affinché la regressione leghista rientri e si torni alla normalità. Elena Orlando ci racconta le polemiche del dopo-richiesta del governatore del Veneto affinché si suonasse il Va pensiero al posto dell’inno di Mameli. Read more

Sondaggi, osservatorio Crespi di giugno Carfagna nuova “regina” dei ministri FOTO: Nel nostro Paese funziona così Berlusconi inverte il trend negativo

giugno 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Il ministro per le Pari opportunità, prima per preferenze alle Regionali in Campania (dove, come previsto, ha poi rinunciato al proprio scranno), da oggi è anche il membro dell’esecutivo più amato dagli italiani. Raggiunge Tremonti e Brunetta, e scalza Maroni, penalizzato dalla propria decisione di non partecipare alla parata del 2 giugno. La scelta della foto è (anche) il nostro commento. In compenso il Paese non cede alla demagogia: anche Calderoli, con il suo uno-due della proposta per la riduzione (molto simbolica) degli stipendi dei parlamentari e della richiesta agli azzurri in Sudafrica di rinunciare agli eventuali premi per la vittoria (che Cannavaro e compagni scelgono, di tutta risposta, di destinare – nel caso – alla Fondazione per il 150° anniversario della nostra Unità), perde due punti e scende. Tendenze opposte (si fa per dire) per il presidente del Consiglio (ma si attende il contraccolpo per l’approvazione del ddl intercettazioni) e per i due maggiori partiti: Pd e Pdl tornano a guadagnare. I Democratici sottraggono qualcosa ad Idv che crolla, probabilmente, scrive Crespi, come sempre ci illustra in prima persona i dati (con le tabelle, all’interno), per il caso sollevato dal Corriere intorno alla moralità dell’ex ministro. Read more

Diario politico. Festa alla Repubblica (?) Zingaretti: “La Lega vuole demolire Italia” 19 maggio, Crespi: “Prendeteli sul serio” Ma Napolitano: “Non fatemi vedere neroGoverno: stop intercettazioni sui servizi Dalla secessione allo “Stato di polizia”(?)

giugno 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. E’ stata una giornata a due facce (…), quella di oggi, per il nostro Paese. Da un lato si è rischiato di (vederla) fare davvero, la festa, alla Repubblica italiana. Dall’altra gli anticorpi sembrano ancora, nonostante le “cure” (debilitanti), molto forti. E questo “parla” di una democrazia ormai matura che rende gli sforzi di chi tenta di manipolarla ancora più vigliacchi e immorali per il nostro Paese. Il “senso” (di marcia: è proprio il caso di dirlo – ?) è duplice: da un lato c’è la Lega, come abbiamo detto con Laratta, che vuole «dividere e demolire l’Italia» (parola del presidente della Provincia di Roma e più “spesso” tra i candidati, o papabili, alla futura leadership del Pd). Il giornale della politica italiana ha denunciato la serietà del tentativo, ancora una volta, prima degli altri: prendiamoli sul serio, appunto, scrivevamo due settimane fa; anche perché il ddl intercettazioni, così com’era configurato, e come ora si può sperare che non venga approvato, rischiava di favorire questo tentativo, mettendo il silenziatore a tutte le manovre illecite alle nostre spalle e a nostre spese che potevano (possono) far implodere il sistema. Ma è proprio (ancora) il disegno di legge che mira a rendere molto più difficile l’ascolto delle telefonate da parte della nostra giustizia a (poter) rappresentare il vero piede di porco per far saltare il “banco” (leggi: la nostra democrazia), sul secondo livello sul quale si è insistito oggi e del quale il Politico.it, solo, vi rende (in questo modo) edotti: un vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli appronta imprevedibilmente un emendamento allo stesso ddl che prevede che i nostri servizi, nell’esercizio delle loro funzioni, non possano essere intercettati. Un modo, la definizione è di Di Pietro ma noi condividiamo il senso, per spalancare le porte delle stanze del potere ai servizi (deviati) e, in ogni caso, favorire (appunto) la (ri)fondazione di uno «Stato di polizia». Tutto questo ha un’unica matrice (anti)culturale, sulla quale torneremo nei prossimi giorni: si chiama (determinazione della) mancanza di senso critico, la favorisce l’azione di dispersione culturale del nostro Paese sviluppata da una parte della nostra destra. E prepara il terreno ad involuzioni (di nuovo: anti)culturali che possono andare nel senso della divisione o dell’(ultra)compattamento (illiberale) – che non esclude, comunque, forme di separazione – ma si possono definire in un solo modo: quello che Maurizio Crozza, nella foto, in qualche modo anticipa. Il presidente della Repubblica sia avvertito: meglio vedere (ora), che non poterlo più fare (poi). Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.                  Read more

Diario politico. Festa dell’unità (d’intenti) “Ora facciamo insieme l’Italia moderna” Lo dice Berlusconi già pungolato da Fini Così il premier dà ascolto a il Politico.it Napolitano: “L’esempio dei nostri padri” (Ma stiamo dimenticando il Paese in crisi) Presidente, avanti nell’interesse di tutti

aprile 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La festa della Liberazione coincide – non a caso naturalmente – con un giorno di grande politica (italiana). Anche se per ora solo a parole. Il presidente del Consiglio raccoglie nei fatti il nostro appello (non sappiamo se e quanto direttamente, di certo il Politico.it è letto – e in qualche caso fatto – anche dalle persone vicine al Cavaliere, sta di fatto che recepisce in toto il nostro invito) e aprendo implicitamente ad un presidente della Camera che da un’altra tribuna televisiva rinnova la propria spinta di modernizzazione (anche) del Pdl con toni concilianti che favoriscono la dialettica interna, rilancia sulla strada della modernità che il giornale della politica italiana gli aveva indicato. Per capire meglio cos’è accaduto in questo 25 aprile che (non vorremmo essere ingiuriosi) evoca un’altra liberazione, quella dai «lacci e lacciuoli» imposti al Paese negli ultimi vent’anni, non è retorico fare riferimento alla carica morale dei nostri padri costituenti, evocata sabato dal presidente della Repubblica, figlia della Resistenza e della “necessità” di rifare (grande) il Paese dopo la distruzione seguita al ventennio e della guerra (civile e non). Parlano dunque Berlusconi e Fini. I loro discorsi sono caratterizzati da una grande assenza: la crisi economica e la situazione (e l’urgenza) di migliaia di (altri) italiani caduti (è proprio il caso di dirlo?) o che rischiano di cadere in povertà a seguito dello sconquasso di mercati (tutti, anche quello del lavoro) di questi mesi. Ma la maggioranza, lo sappiamo, è una maggioranza di destra, e per quanto non rinunciamo a sperare (e a lavorare per) delle risposte, rapide, può rientrare nell’ordine (non) naturale (politicamente parlando) delle cose che la priorità venga data ad altro, ad esempio alla riforma dello Stato inteso come spina dorsale della nazione (ed è già qualcosa, anzi, che si parli di riformarla). A venir meno alla propria responsabilità (relativa, in tutti i sensi) è – piuttosto – il centrosinistra, ancora una volta del tutto fuori dalla discussione di queste ore. La politica italiana la fa tutta il centrodestra. E, come dicevamo, a parte il “trascurabile dettaglio” di cui vi abbiamo appena riferito, lo fa con uno spirito in linea con l’importanza di questa giornata. Il premier parla in un messaggio video mandato in onda dai telegiornali (che a qualcuno è sembrato un’anticipazione di un possibile futuro da presidente della Repubblica) e fa ciò che il giornale della politica italiana aveva invitato a fare: rilancia rispetto alla dialettica interna al Pdl e quindi l’azione di governo (e del Parlamento); non cita direttamente i rapporti con Fini ma è chiaro che le mosse dell’ex leader di An influiscono su ciò e su come Berlusconi dice. Il capo dell’esecutivo torna a porre (appunto) il tema delle «riforme condivise» nella prospettiva di fare «l’Italia del futuro». il Politico.it da mesi offre idee e spunti per quello che potrebbe essere il Paese del domani (qui, ad esempio, e qui); non è ragionevole aspettarsi vengano recepite (pure queste) in toto perché sono riconducibili ad una sensibilità maggiormente moderata (e, insieme, radicale) ma che si ponga il tema complessivo è già qualcosa di importante. E, naturalmente, l’apporto di Fini è e sarà/è auspicabile che sia sempre più decisivo. E anche lo spirito dei Costituenti: visto che sembra ascoltarci, presidente, vada fino in fondo, lo faccia nel solo ed esclusivo interesse di tutti gli italiani. Coinciderà con il suo, di capo del governo che pas- serà alla Storia per avere (finalmente) modernizzato questo Paese. Il racconto, ora, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. Sono matti da Lega(re) (?) Test d’italiano per commercianti stranieri Oltre l’obbrobrio, ad Adro con i “nostri” Da Pd grande, giusto sdegno antirazzista Ma (solo così) i voti vanno al Carroccio Stare dalla parte anche dei poveri italiani

aprile 23, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Mentre Bossi recita il de profundis del federalismo e, con esso, della legislatura salvo poi farsi rassicurare dal premier (che però non può stare altrettanto tranquillo), i suoi uomini si sguanzagliano in Parlamento e sul territorio per promuovere l’avanzata (politica, perché culturale) leghista. Il caso, inaccettabile, dei bambini lasciati a pane e acqua nel (e dal) comune del bresciano (naturalmente guidato da una camicia verde) perché i loro genitori non avevano pagato la retta della mensa, si trasforma ben presto in una schermaglia (tra poveri) italiani-extracomunitari. Nel collegamento di ieri di Annozero è andato in onda uno “spettacolo” (si fa per dire) che dovrebbe però redarguire chi liquida il problema con facilità: da una parte c’erano gli stranieri, idealmente rappresentati dal Partito Democratico; dall’altra gli italiani, pressoché compatti, ad applaudire il sindaco leghista. Oggi poi una deputata della Lega, Silvana Comaroli, presenta alla Camera un emendamento che istituirebbe un test obbligatorio di italiano per le persone di provenienza extracomunitaria che vogliono aprire un’attività commerciale nel nostro Paese. Anche qui, un grande turbinio di dichiarazioni e attacchi e prese di distanza; ma in un ideale nuovo collegamento di Annozero con una strada qualsiasi del nostro Paese (soprattutto al nord, ma non solo), in cui convivono attività commerciali condotte da stranieri e attività commerciali condotte da italiani la scena sarebbe più o meno la stessa di ieri. Con, magari, l’aggiunta dei cittadini che si servono di quegli esercizi, naturalmente anche loro schierati con la deputata leghista. Il Pd, come tutte le altre forze sane della politica italiana, fa bene ad indignarsi di fronte alle “scelte” della Lega che, al di là di ciò che stiamo per dire, hanno un chiaro sfondo razzista. Ma l’indignazione non fa presa sull’italiano medio, che chiede risposte concrete alle proprie difficoltà economiche e sociali, difficoltà che ha, oggettivamente o meno – piaccia o meno – anche in rapporto ai flussi immigratori. E la politica del «si deve» non consente di tornare a vincere al Nord, né tanto meno di scongiurare il rischio-razzismo e favorire l’integrazione. Le forze oneste e responsabili di questo Paese devono saper coniugare la denuncia e l’indicazione della strada da percorrere con la conoscenza del disagio e l’offerta di vicinanza e risposte anche e forse anche prima agli italiani. Solo così potrete sperare, cari Democratici, che prima o poi anche loro vi seguano su quella strada – dell’accoglienza, della condivisione, della fratellanza – che gli avete indicato, abbandonando, a quel punto, quella leghista. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Il ritorno del Parlamento? Dice no alla caccia selvaggia tutto l’anno Pure ad arbitrato in caso di licenziamento E no alla causa civile per morti d’amianto Triplo stop ad errori (gravi) del governo C’è già lo zampino (della svolta) di Fini(?)

aprile 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Mentre tutti si occupano della partita a scacchi all’interno del Pdl – su cui ragionere- mo domani, giorno dell’attesa direzione nazionale – il giornale della politica italiana sceglie di sottolineare la ripresa della (piena, e libera) attività legislativa della Camera proprio nei giorni della ribellione del suo presidente. Il primo atto è la limitazione dei danni nell’estensione della stagione venatoria, che sarà accresciuta di una sola settimana a febbraio: un compromesso che trova il “no” della Lega ma incontra il favore di tutte le forze oneste e responsa- bili. Anche se su questo tema, lo abbiamo scritto nei giorni scorsi, le logiche trascendono dal solito in quanto coinvolgono il ruolo di lobbies e sollecitano sensibilità che prescindono dalle disposizioni politi- che pure. Ma si tratta comunque di una scelta libera e indipendente e, anzi, consentita dalla decisione del governo di rimettersi al volere del Parlamento dopo i primi no di trenta deputati del Pdl (va detto, traversali alle anime e, ora, alle correnti). Il secondo stop (indiretto, in questo caso: l’emendamento è stato presentato dal relatore di maggioranza in “accordo” con l’esecutivo) al governo nasce dall’indicazione delle parti sociali e dal rinvio alle Camere del provvedimento da parte del presidente della Repubblica: in caso di licenziamento senza giusta causa, non sarà possibile eludere il giudizio di magistrati e dunque saranno ancora garantite le prerogative dei lavoratori in base anche al loro statuto e all’articolo 18. Il terzo “no” (ancora della Commissione Lavoro della Camera sempre sul dl omnicomprensivo respinto da Napolitano) è all’emendamento del governo che voleva ridurre le responsabilità degli ammiragli per i casi di esposizione da amianto sulle navi di Stato al solo livello civile, escludendo il penale. Dunque un’altra scelta a garanzia di persone più deboli e vittime di un’ingiustizia. Tre “no”, dunque, che correggono scelte sbagliate da parte del governo. Manca ancora la proposta, la visione e la progettazione del futuro dell’Italia. Ma il compito della sintesi spetta ai partiti. Intanto ecco il grande ritorno del Parlamento. Che battendo un colpo restituisce, seppure per ora solo per un giorno – vedremo il prosieguo – la politica vera, fatta di scelte giuste e concrete, al nostro Pae- se. In tutto questo, quanto abbia pesato l’esempio e anche l’implicito “rompete le righe” dovuto alla liberazione (è proprio il caso di dirlo) da parte di Fini e alla prospettiva di una possibile fine anticipata della legislatura (peraltro ancora in campo), non è facile dirlo con precisione. Ma l’impressione è che abbia pesato. Eccome. La svolta del presidente della Camera, come il giornale della politica italiana ha scritto nei giorni scorsi, ha dunque già cominciato a dare i propri frutti. Sta ora a Fini, giostrando al meglio apertura alla cultura politica dell’anima berlusco- niana ed esercizio del proprio potere contrattuale proprio in Parlamento – nient’altro quindi che una sana opera di mediazione – dare loro un seguito, fare la propria parte per consolidare la (ri-trovata) democrazia nel Pdl. E anche nella nostra politica e quindi nel Paese. Il racconto, all’interno, di Finelli.

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Diario politico. Ora la (vera) svolta di Fini Grazie a lui il Pdl sta (già) cambiando (?) Se 30 deputati dicono no a ddl pro-caccia Resti dov’è ed eserciti sua golden share Dopo Berlusconi la “sua” destra europea

aprile 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Nicolò Bagnoli. Alcuni dei maggiori editorialisti del giornale della politica italiana (che, nel solco della tradizione liberale dei grandi quotidiani americani ospita anche opinioni che, naturalmente sulla base di una condivisione di fondo, possono non esprimere la linea del giornale) hanno scritto su queste stesse colonne, nei giorni scorsi, che la “rottura” (che noi non abbiamo mai chiamato in questo modo, in realtà, perché di questo ancora non si tratta) tra Berlusconi e Fini è definitiva, perché il processo è giunto ad un punto di non ritorno. E stamattina, accompagnando l’intervento di Stefano De Luca, abbiamo ribadito – e questo è un punto di vista ormai condiviso – che tra l’anima finiana e quella berlusconiana ci sono differenze culturali che non potranno essere cancellate. Ma. Ma la “sensibilità” (è proprio il caso di dirlo – ?) politica dei cosiddetti berluscones è figlia direttamente della leadership del presidente del Consiglio. Che polarizza queste stesse posizioni e quelle del centrosinistra. Anche per questo l’unica opposizione credibile riesce, come ha scritto oggi Luigi Crespi, proprio quella di Gianfranco Fini: perché è l’unica che guarda al Paese e prescinde, appunto, da questa contrapposizione sterile. Per questa stessa ragione, comunque, è presumibile che quando quella leadership verrà meno l’anima del Pdl che vi fa riferimento possa, magari nel tempo, aprirsi maggiormente all’esterno e amalgamarsi con maggiore facilità con altre contigue. Se tuttavia a quel punto il presidente della Camera avrà lasciato il Popolo della Libertà sarà molto più facile per un erede diretto di Berlusconi prenderne la guida e mantenerne – con più o meno successo, sarebbe tutto da verificare – l’impostazione. Se, al contrario, Gianfranco Fini sarà rimasto nel partito del premier magari svolgendo un’intelligente opera di mediazione tra la propria cultura politica e, appunto, quella della maggioranza interna di oggi – concedendo qualcosa su questo piano, come del resto ha fatto fin’oggi – e contemporaneamente spingendo sulla strada della democratizzazione attraverso, anche, il sano esercizio di far valere il proprio peso (anche) numerico in Parlamento per far passare/non far passare (o meglio per favorire o dissuadere) iniziative che rappresentano o contraddicono quella cultura politica, Fini potrebbe esserne il leader naturale – quel ruolo al quale aspira da sempre ma che per varie ragioni non è ancora riuscito a preparare efficacemente – e, a quel punto, portare tutta la destra italiana sulla strada intrapresa. Questa del resto non è un’ipotesi così innovativa, è quella alla quale Fini lavora da tempo. E potrebbe apparire paradossale che si ponga di nuovo nel momento di massima distanza dentro il Pdl. Ma segnali di crescente democrazia interna – come il voto di oggi sulla stagione venatoria, per quanto sia un tema che si lega a logiche lobbistiche che dividono trasversalmente la politica italiana, e superano la questione dell’appartenenza o meno a parti anche interne ai partiti anche perché, nello specifico, non interessa direttamente a Berlusconi; ma anche le riunioni, che continuano a tenersi, degli organismi dirigenti. Decisivo in questo senso sarà l’esito, anche formale, della direzione nazionale di giovedì – e la necessità per la nostra politica di avere, prima o poi, una destra normale suggeriscono e invocano almeno un’ultima verifica sulla possibilità di percorrere questa strada. Due sono gli interroga- tivi. Il primo riguarda la disponibilità di Berlusconi ad accettare almeno un po’ di questa dialettica interna, anche a livello e in funzione parlamentare. E conoscendo il presidente del Consiglio diremmo che i margini sono molto ristretti. Il secondo riguarda i reali confini della cultura politica a cui fa riferimento Gianfranco Fini: in molti casi le sue posizioni sono apparse davvero innovative, forse “troppo” persino per una moderna destra europea. E dunque irrimediabilmente lontane da quelle con le quali, superata la polarizzazione, dovrebbe amalgamarsi. Ma, a questo punto – e lo diciamo contro i nostri stessi principi – un po’ di pragmatismo politico si impone anche al presidente della Camera. Se il “pia- no” sarà predisposto con accortezza, può essere de- cisivo per il bene del Paese. Ora Bagnoli, all’interno. Read more

E’ in pagina la vignetta d’oggi di theHand Protagonista Ignazio La Russa. Scopritela

aprile 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Raccogliamo l’assist della puntata di Annozero di ieri sera per raccontare la contrapposizione ideologica sul tema della pace, che la pace, certamente, non aiuta. Il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. Le persone responsabili sono quelle incapaci di «non pensarci» e che devono fare qualcosa per contribuire alla risoluzione dei problemi. Quelle sulle cui spalle si reggono i sistemi in cui viviamo, che le persone responsabili fanno funzionare. Quando assumersi la responsabilità significa fare la guerra, e rischiare l’uccisione di altre persone, siano esse militari o civili, la responsabilità, abbiamo scritto, non può coincidere con alcuna forma di entusiasmo, bensì dev’essere, diciamo così, sommessa. Nella nostra politica si contrappongono due concezioni invece estreme che o non tengono conto della responsabilità, o la assumono (quasi) entusiasticamente. Una di queste è incarnata dal ministro della Difesa, la cui visione ci viene raccontata dal nostro Maurizio Di Bona. Così.           Read more

Berlusconi a Karzai: “Risposte concrete” Silenzi&indecisioni sui 3 italiani arrestati Ora senso di Stato e nessun pregiudizio

aprile 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Consiglio rompe gli indugi e scrive al capo dello Stato afghano per sollecitare comunicazioni sui nostri connazionali, accusati di detenere armi e di organizzare un attentato al governatore dell’area in cui si trova l’ospedale dell’organizzazione di Gino Strada. Un atteggiamento prudente, forse troppo – anche in questo caso – quello del nostro governo che sostiene di volersi muovere secondo due principi: tutelare i tre italiani “rapiti” ma anche aiutare l’Afghanistan verso la stabilizzazione. In realtà i distinguo del ministro degli Esteri Frattini – di cui ci racconta Massimo Donadi nel pezzo-intervento che trovate all’interno – fanno pensare che un ruolo fondamentale lo stia giocando (o abbia giocato) la sensibilità politica di Emergency. Ma se il nostro Paese comincia a far discendere dalle differenze di orientamento anche il modo in cui ci comportiamo quando ci confrontiamo-scontriamo al di fuori dei nostri confini, siamo alla fine del senso della nostra unità nazionale che proprio la destra ha più storicamente a cuore. Dando un’immagine di debolezza e mancanza di compattezza che certo non aiuta né il prestigio né la sicurezza dell’Italia. Oltre – naturalmente – ad essere inaccettabile nei confronti dei nostri tre connazionali: non è qui in discussione Emergency, che peraltro svolge – come altre orga- nizzazioni umanitarie del nostro Paese – un’attività fondamentale. Ma la sorte di tre italiani, né più né meno. Ed è di questo che ci dovremmo occupare. Read more

Diario politico. Nell’interesse? del Paese Il record negativo per rapporto deficit/Pil Migliaia di persone in più ora sulla strada Le “riforme” (?) già aspettano da decenni Mentre l’Italia oggi non può più aspettare

aprile 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Nel pieno della peggiore crisi economica e finanziaria dal dopoguerra (basta osservare le stazioni ferroviarie del nostro Paese, la sera: il numero delle persone costrette a passare la notte all’addiaccio è cresciuto visibilmente. E non si tratta – solo – di persone extracomunitarie – appena – immigrate), con la situazione dei conti pubblici che – nonostante l’attenzione, meritoria, riservata da Tremonti – precipita di nuovo a livelli spaventosi precedenti l’inizio dei cicli di risanamento operati dai governi di centrosinistra, nel momento in cui, cioè, più che in qualunque altro della propria storia recente l’Italia ha bisogno della propria politica, di risposte e concrete e urgenti per alleviare, almeno un po’, la sofferenza crescente ed evitare che prenda (ad affliggere) troppe altre persone, in questo momento cruciale per la vita di tutti noi la politica italiana (di oggi) che fa? Passate le elezioni, e dunque messasi al sicuro dal rischio che la propria autoreferenzialità generi nuova anti-politica che si traduca in ulteriore disaffezione e astensione e voto di protesta a movimenti alternativi, si mette silenziosamente (è proprio il caso di dirlo) alle spalle tutto questo per riprendere a trastullarsi con il tema, tradizionale in quanto irrisolto, autoreferenziale – a questo punto, e in questo momento – come non mai, delle cosiddette “riforme” (istituzionali). Che gli italiani non sanno esattamente cosa siano e a cosa servano, che di sicuro non risolveranno (oggi) i loro grandi problemi, e che è quanto meno paradossale che tornino al centro del dibattito politico quando il Paese ne è – suo malgrado – più lontano che mai. Anche perché il sistema ha certamente bisogno di riforme, arrugginito, semi-bloccato com’è divenuto, ma – fuor di ogni demagogia – solo in parte il suo malfunzionamento dipende dalla farraginosità del meccanismo; l’altra parte dipende dall’autoreferenzialità (appunto) di quella stessa classe dirigente che dovrebbe fare le riforme per superarla (sic). A questo proposito va ricordato che le ultime due riforme costituzionali che si sono fatte – quella del titolo V da parte del centrosinistra nel 2000, quella del centrodestra poi bocciata dal referendum della legislatura successiva, oltre alla riforma elettorale evocaticamente definita «porcata» dal suo stesso estensore – avevano tutt’altra funzione che perseguire il bene del Paese, e ci rendiamo conto che abbiamo (la nostra politica ha) perso il contatto con la realtà, e stupisce che solo il giornale della politica italiana si trovi oggi, qui, a denunciare il rischio (che non si risponda a questa) deriva. Il racconto, comunque, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. Modernità?, indietro tutta Alfano vuole cancellare le liberalizzazioni Torna costo minimo concordato avvocati Ma così vincono familismo e corporazioni Ecco un contrario dell’Italia che vogliamo

aprile 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana guarda al futuro. E pensa ad un Paese nel quale libertà e solidarietà-coesione sociale convivano in quella democrazia liberale dolce che abbiamo evocato. Un’Italia mobile, fluida, aperta – in una parola, moderna – che non perda però il senso della propria Storia e della propria uni(ci)tà. In questa chiave l’unico provvedimento(-simbolo) dell’ultimo governo Prodi degno di nota (insieme alla politica estera dalemiana, nonostante tutto), le lenzuolate di liberalizzazioni delle professioni volute dall’attuale segretario Democratico Bersani – allora ministro per lo Sviluppo economico – equivaleva (allora come – ancora di più – oggi) ad una ventata d’aria fresca in una stanza chiusa. Ebbene, oggi il ministro della Giustizia propone un indietro tutta su questo fronte. E in particolare nello specifico delle tariffe per le prestazioni degli avvocati, rispetto alle quali il governo pensa alla reintroduzione della soglia minima, che impedisce – in sostanza – la libera concorrenza (specie da parte dei giovani che non hanno il nome e il prestigio necessario a competere, a parità di tariffa, con i principi del foro, e dunque si trovano impossibilitati, di fatto, ad aprirsi una strada tra i grandi studi in cui ci si tramanda il lavoro di padre in figlio) – tra generazioni e strati sociali (di partenza). Il sigillo ad un Paese immobile, poco fluido, chiuso. Un Paese-casta nel quale il merito delle persone non viene, in ultima istanza, riconosciuto. A vantaggio delle rendite (ereditarie) di posizione. L’esatto contrario dello spirito (di quale tempo?) di una destra liberale. Alla quale evidentemente questo centrodestra non si può paragonare. Come non si può dire che il centrosinistra sia la forza della modernità. Ma quelle liberalizzazioni vanno difese. E, come sempre, il Partito Democratico tace. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Racconto (incrociato) del dopo-Regionali E’ in pagina la prima vignetta di theHand

marzo 31, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Vi avevamo promesso un grande racconto, per la giornata di oggi. Eccolo. Il nostro Maurizio Di Bona narrerà il dopo-voto in cinque episodi: le reazioni dei leader (o coordinatori, in questo caso) di Pd e Pdl (uno e due); D’Alema si occupa di Vendola dopo la vittoria; Bossi senior dà le ultime indicazioni al figlio Renzo eletto nelle liste della Lega a Brescia su come presentarsi in consiglio regionale; infine il programma di Silvio dopo il successo. A questo racconto per vignette si alternerà l’(ultima) analisi delle elezioni, in tre passaggi – complessiva, focus su Lazio e Piemonte, futuro – prima del grande Diario finale, che ricollegherà questo piano alla narrazione di theHand (e vedrete come). Ma cominciamo, allora, con il primo momento della graphic novel sul dopo-voto: il ministro della Difesa accoglie con entusiasmo l’esito delle elezioni. Read more

Lo scontro in tivù tra La Russa e Di Pietro Leader Idv se ne va (e stoppa il dibattito) Mancano i talk o l’informazione libera (?)

marzo 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La “rissa” – se ne sono verificate tre, in questi giorni, e il ministro della Difesa, estraneo o parte in causa, è stato sempre presente: pura coincidenza in questo caso, sia ben chiaro, ma è una curiosità che non potevamo non rilevare – di ieri sera ci parla del decadimento (del linguaggio) della politica italiana, della tecnica ormai risaputa dei protagonisti della destra di impedire le risposte e gli interventi dei loro competitori sovrapponendosi continuamente alla loro parlata, ma anche – meno direttamente – dell’autoreferenzialità (televisiva) della nostra politica a cui abbiamo dedicato il filone della scorsa settimana (più un piccolo seguito lunedì). Per tutto questo, viene da pensare – come ha scritto ieri Giovanni Fasanella firma di Panorama su Fb – che a questo Paese, a questa campagna elettorale (non) manchino (tanto) i Porta a porta e gli Annozero, (quanto piuttosto) l’informazione (appunto) pubblica veramente tale nella sua libertà, ovvero al servizio dei cittadini, che si preoccupi di raccontare tutti i fatti e lavori per il bene e il futuro del Paese. Un po’, ci permettiamo di dirlo, come fa il giornale della politica italiana. Al di là di noi, trasmissioni come Porta a porta o Annozero non mancano certo di libertà, ma – seppure in modi diversi: il programma di Santoro può essere giudicato fazioso ma certo non si può dire che non sia, anche, al servizio del Paese: vedi le puntate, fondamentali, e assolutamente (purtroppo) inimitate, dedicate a raccontare una (situazione di) crisi di nostri concittadini dovuta alla perdita del lavoro, alle controversie in questo campo e all’impoverimento più in generale. Di questo va dato atto con grande riconoscenza a Michele Santoro – forse non hanno tutti i cittadini, tutti insieme, come loro principale riferimento. il Politico.it, dalla rete, prova a riempire questo vuoto di (vera) libertà che neppure più il Tg1, il tg istituzionale per antonomasia, quello che dovrebbe rappresentare tutti gli italiani e rispondere solo a loro nella sua veste istituzionale, colma più. La libertà è veramente tale solo quando è esercitata nell’onestà e nella responsabilità, e Minzolini dovrebbe sapere che ogni guida di telegiornale ha pieno diritto di fare i propri editoriali, ma il direttore del Tg1 non deve esprimere se stesso ma una linea per il bene del Paese. Vi proponiamo – lo trovate nella colonna di destra, in attesa della nuova illustrazione di Pep Marchegiani – il video del battibecco tra La Russa e Di Pietro come esempio di tutto quello di cui abbiamo detto finora. Read more

Diario politico. E’ la resa dei conti nel Pdl Noi avevamo previsto tutto: 19/01, Crespi “E passato il voto il partito si spaccherà” Il caos liste a Roma. Fini prepara l’addio E ieri vera rissa tra ex Fi ed An a Milano Ma Berlusconi forse festeggia (per dopo)

marzo 17, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il giornale della politica italiana, i nostri lettori lo sanno bene, ha una caratteristica e un merito. La caratteristica è guardare avanti, sempre, sia che si parli del Paese sia che si parli della nostra politica in quanto tale (la politique politicienne, perché la politica tout court, quella vera, quella della quale noi lavoriamo per favorire il ritorno è invece tutt’uno con il Paese). Dunque pre-vedere. Il merito invece è saperlo fare bene. E spesso di prenderci. Era appunto la fine di gennaio, quando dalle nostre colonne il grande sondaggista anticipava (e qui e qui il seguito della nostra inchiesta – firmato Pietro Salvatori – che raccontava nel dettaglio cosa stesse accadendo) ciò che ora vediamo succedere (prima del tempo, a onor del vero) sotto i nostri occhi: «Passate le Regionali il Pdl vivrà un vero e proprio redde rationem, una resa dei conti che avrà come probabile conseguenza la fuoriuscita di Gianfranco Fini per formare un suo nuovo partito, anche se sempre alleato con Berlusconi». Fini ha battezzato nei giorni scorsi GenerazioneItalia, un’associazione – come lo era Red per D’Alema – che prelude a quello scenario, anche se il presidente della Camera, per il momento – e non potrebbe essere altrimenti, alla vigilia del voto – nega. Mentre nel partito del premier ormai se le danno di santa ragione (letteralmente): prima la lotta intestina (per la costruzione delle liste regionali) a Roma, che ha portato al “panino” di Milioni e all’esclusione, ormai ufficiale, del Pdl in città e nella provincia; poi – ed è la notizia di oggi, che corona e ci dà modo di offrirvi questo quadro – lo scontro verbale e fisico che si è avuto tra un ex dirigente di An e un ex Fi nel capoluogo lombardo. «Sarà stata una mezza sberla», minimizza il ministro La Russa, presente all’”incontro”. Ma fonti interne al Pdl riferiscono di un Berlusconi nero. Che avrebbe ordinato (a chi?) di non dare troppo spazio all’episodio. Perché quella resa dei conti che il Politico.it ha anticipato per primo è ormai davvero cominciata. All’interno il racconto della giornata di Finelli con il triangolo Napolitano-Csm-Berlusconi/Alfano che evita lo scontro solo grazie all’intervento, provvidenziale, del capo dello Stato, e il rendiconto della prolusione di oggi del presidente del Consiglio in campagna elettorale. Read more

Napolitano firma? E ora la destra con lui Cicchitto: “Ce ne ricorderemo in futuro” E presidente rilancia: “Diamo l’esempio”

marzo 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ed ecco che si dipana il secondo filo della narrazione di questa giornata sul giornale della politica italiana. Dopo aver affrontato il tema-ripercussioni del caos liste Pdl e della ritorsione (in tutti i sensi) su se stessa della nostra politica nel momento di più “alta” (si fa dire: diciamo meglio significativa) autoreferenzialità (con Luigi Crespi), con l’effetto della delusione e del disincanto (per il comportamento assunto da Pd e Pdl) della gente (per la penna di Torchiaro), il Politico.it – come annunciato – mostra ora ai propri lettori come quello spiraglio di speranza che indicavamo – attorno alla prospettiva del ritrovamento (di se stessi) sulla via della condivisione (e, scriveva Torchiaro, del disarmo bipolare della nostra politica) – illuminato al momento dal presidente della Repubblica, si sia allargato – almeno per il momento – dopo il “sì” del capo dello Stato al decreto salva-liste. Effetto politico – e non parliamo quindi di quello culturale-(co)[i]stituzionale, su cui torneremo probabilmente con una riflessione a parte – che si potrebbe sintetizzare in un rafforzamento di quella (capacità di) moral suasion (oltre alla legittimazione) che Napolitano, come tutti i suoi predecessori, porta con sé nella misura in cui è il «presidente di tutti gli italiani». Se a destra c’erano sospetti, ora ci sono meno – e ve lo raccontiamo – Se a sinistra c’era la speranza di una identificazione tra le proprie istanze e l’opera del presidente questa è stata destrutturata, ma rimane – ovviamente – la condivisione di fondo. Anche per questo è importante – come ha scritto il Politico.it – stare dalla parte di Napolitano. E anche per questo, poiché c’è qualcuno, Idv (e con lui milioni di elettori, e molti anche nostri lettori), che invece la pensa diversamente ecco che si inserisce perfettamente in questo solco – su questo filo – il nuovo intervento di Massimo Donadi che pubblicheremo tra poco, che invita Napolitano – per (ri)cominciare – a non firmare il legittimo impedimento. Intanto, Ginevra Baffigo ci porta a scoprire cosa pensano a destra, oggi, del capo dello Stato. E come risponde lui. Read more

Il centrodestra travolto dai propri ‘errori’ Formigoni e il Pdl romano fuori dai giochi Estremo La Russa: “Siamo pronti a tutto”

marzo 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente uscente, il cui listino era stato escluso perché tra le firme figuravano quelle di persone defunte, non potrà correre per la riconferma. Salvo una diversa decisione del Tar, al quale la maggioranza ricorrerà. Stessa sorte per il partito del premier in provincia di Roma. Appuntamento con il Diario di stasera per il racconto della giornata e tutti gli approfondimenti. Intanto stiamo sulle parole del ministro della Difesa, che ieri a Lineanotte è andato giù duro minacciando reazioni inconsulte (antidemocratiche?) nel caso in cui si fosse verificato proprio lo scenario che ora si materializza. Poi La Russa ha fatto marcia indietro, spiegando che si riferiva ad «ulteriori ricorsi». Il giornale della politica italiana aveva raccontato per primo la “tendenza” alla drammatizzazione del centrodestra segnalandovi i toni, simili, usati da Paolo Liguori nella stessa trasmissione della notte di Raitre. Il servizio di Dario Ballini. Read more

Diario politico. POPOLO? DELLE LIBERTA’ Liste, “Cambino le regole”. No di Maroni FOTO: Ma in pochi vanno a protestare Critica di Fini: “Così com’è non mi piace”

marzo 3, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Il primo partito italiano nella bufera ad un mese esatto dalle elezioni. E la causa sembra essere – paradossalmente – l’eccesso di libertà (interna). Primo, rispetto alle regole. C’è chi compila le liste senza curars(ene) troppo forse pensando di poter(le) poi cambiare. Il ministro dell’Interno li gela: «Non se ne parla». E con Polverini manifestano in pochi (foto). Poi, il presidente della Camera. «Non parla del caso», fa notare La Russa, e del resto quella è solo la punta di un iceberg fatto di “scelte” che all’ex leader di An non vanno giù. «Bisogna regolamentare giuridicamente i partiti (e dunque ridurre gli spazi di “libertà”, ndr)», sembra raccogliere (indirettamente) il solito Rotondi. Terzo, il coordinatore, Verdini. L’uomo che anticipò l’esito delle elezioni del 2006 con una sicumera che a qualcuno fece venire il sospetto di trame contro la regolarità del voto è invischiato nella vicenda degli appalti della Protezione civile, e verrà reinterrogato – insieme a Balducci e agli altri – nei prossimi giorni. In tutto questo qualcuno fa notare il silenzio (delle ore peggiori) di Berlusconi. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Bonino incoronata dal Pd Berlusconi: “Intollerabili due forni Casini”

gennaio 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. La leader Radicale ottiene il “sì” all’unanimità dell’assemblea regionale dei Democratici: da oggi è ufficialmente lei è la candidata del centrosinistra alla guida del Lazio. Nervosismo per il premier. Vi raccontiamo com’è andato davvero l’incontro con Fini, che dal canto suo si offre di mediare con l’Udc. Il racconto, appunto. Read more

Diario politico. Via a ‘concertazione’ Fini-Berlusconi. Pd: ‘Nucleare, annuncino siti’

gennaio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Incontro tra i due cofondatori del Popolo della Libertà, con il presidente della Camera che ottiene l’ok ad un maggior coinvolgimento nelle scelte del governo. Attacco alla “politica dei due forni” dell’Udc. Ma la notizia del giorno è il rinnovato attivismo del Partito Democratico, che sfida la maggioranza sul terreno della decisione di tornare al nucleare presa dall’esecutivo, che continua a rimandare però l’annuncio relativo ai luoghi nei quali verranno costruite le centrali. «Li rendano pubblici prima delle Regionali», incalza il redivivo partito di Bersani. Parliamo poi di giustizia: ieri il premier “sferzava” (duramente) i magistrati paragonandoli a Massimo Tartaglia; il Csm apre un fascicolo. Di Pietro durissimo: «Governo come mafiosi che volevano la criminalizzazione» degli stessi magistrati. Il racconto. Read more

Berlusconi: “Nessuna competizione con Fini”. Ma ieri : “Se potessi lo sfiducerei”

dicembre 3, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il premier a margine dell’incontro con Medvedev: «Non ho mai detto ciò che hanno scritto i giornali, non l’ho nemmeno mai pensato». Ma mentre il presidente della Camera torna a tuonare sulla giustizia («Un valore l’indipendenza dei magistrati») nel Pdl in primis gli ex colonnelli si muovono per isolarlo. Il racconto di Carosella. Read more

Diario. La furia di Berlusconi: ‘Magistrati eversivi contro governo. E’ guerra civile’

novembre 26, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. La giornata era stata segnata dalla notizia delle minacce di morte al presidente del Senato Schifani, di cui vi rendiamo conto, ma si era per il resto svolta nel segno di una certa tranquillità per la politica italiana. C’era stato il voto contrario di Pdl e Lega alla commercializzazione della Ru486 di cui vi abbiamo raccontato nel pomeriggio, e le conseguenti polemiche, ma tutto nel solco del normale confronto dialettico della nostra politica. Poi, l’ufficio di presidenza del Pdl, e il violento attacco del presidente del Consiglio alla magistratura. Vi lasciamo senz’altro al racconto di Finelli, che ci parla poi anche del sommovimento della base del Partito Democratico rispetto alla scelta di Bersani di non aderire al No B day del 5 dicembre. Con, prima, però, una chicca: nel solco della migliore tradizione dei maggiori quotidiani, oggi il Politico.it esce con il suo appuntamento con il racconto della giornata con una vignetta fresca fresca del suo theHand. Una confezione speciale per un grande Diario. Buona lettura sul giornale della politica italiana. Read more

L’intervento. Test antidroga post-Iene? No grazie di Franco Laratta

novembre 12, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il deputato del Partito Democratico commenta la proposta La Russa-Di Pietro-Casini-Giovanardi di un esame (volontario) per verificare se i parlamentari abbiano assunto sostanze stupefacenti. E annuncia che non vi si sottoporrà. L’accusa di “finzione” e la denuncia di modalità poco decorose per effettuare il test (l’obbligo, ad esempio, di fare la pipì davanti ad un commesso della Camera, così come accade per i test antidoping ad esempio nel ciclismo. Nella foto, Riccardo Riccò dopo un controllo al Tour de France: il corridore modenese è tutt’oggi squalificato per avere assunto la CERA, doping di ultima generazione). Solo su il Politico.it. Un pezzo destinato a far discutere. Sentiamo. Read more

Diario politico. Processo breve. Ma nella maggioranza si scontrano falchi-colombe

novembre 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Dovrebbe essere il giorno della presentazione al Senato del ddl che prevede la limitazione a sei anni dei procedimenti. Una proposta, concepita dall’avvocato di Berlusconi Ghedini (“presidente” della “consulta” interna al Pdl, di cui vi avevamo raccontato, e su cui magari torneremo), che non piace ad una parte del Popolo della Libertà e alla Lega, e che per questo, tra continui tagliaecuci, non è ancora arrivata a Palazzo Madama. Il Cavaliere ha già dovuto incassare il no di Fini alla prescrizione breve, ovvero la riduzione di un quarto dei tempi per la “scadenza” dei reati, che lo avrebbe definitivamente liberato del procedimento Mills; il processo breve non gli dà le stesse garanzie e, pure, nemmeno questo trova il consenso di tutto il centrodestra. «Salterebbero 100mila dibattimenti», dice l’Anm. La Lega vuole limitarlo ai soli cittadini italiani, escludendo gli immigrati, ma sarebbe incostituzionale. Vedremo oggi cosa partorirà la montagna, intanto ecco il confronto nella giornata di ieri. Il presidente della Camera a “Otto e mezzo”: «Comunque no a Cosentino candidato Governatore della Campania, anche Silvio lo considera inopportuno». Scoppia il caso della “satira” offensiva nei confronti della Meloni, di cui vi rendiamo conto. E torna il ministero della Sanità, scorporato da quello del Lavoro. Il racconto. Read more

La festa dell’Unità d’Italia e dell’esercito La Russa: “Dedicata a sacrificio militari”

novembre 4, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è un giornale libero, aperto, superpartes, e dopo avere dato spazio, nei giorni scorsi, al tema dei diritti delle persone omosessuali (considerato, a torto, di sinistra) oggi vi racconta diffusamente il 4 novembre delle Forze Armate (considerato, a torto, un giorno della destra). In realtà si tratta di due momenti sui quali la politica italiana si può ritrovare, in nome dell’unità (formale e sostanziale) del Paese. Spazio dunque a questo giorno la cui celebrazione è cominciata stamattina all’Altare della Patria (nella foto) e che dovrà rappresentare sempre di più, suggerisce il ministro della Difesa, il giorno in cui si ricorda l’onore e le perdite dell’esercito italiano nelle missioni internazionali. Il servizio è di Désirée Rosadi.            Read more

Indagine per omicidio preterintenzionale su Stefano. La Russa: ‘Carabinieri corretti’

ottobre 31, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Stefano Cucchi, 31 anni, è morto per un arresto. Un arresto da parte del nostro sistema di polizia e giudiziario. E’ entrato in carcere vivo, secondo i famigliari in buone condizioni, e ne è uscito martoriato e senza più vita. La politica italiana si interroga su questa vicenda orribile, portata all’attenzione del Paese dalla scelta dei genitori di mostrare le foto terribili del corpo del ragazzo in condizioni indicibili. L’ipotesi di reato non impedisce al ministro della Difesa di sostenere a priori le forze dell’ordine che hanno avuto in custodia Stefano, escludendo qualsiasi responsabilità. Una presa di posizione che non piace agli stessi sindacati di polizia, che chiedono sia fatta luce. FareFuturo, la fondazione di Gianfranco Fini che sempre più autorevolmente alza la propria voce auspica «verità e legalità per tutti». La scelta dell’immagine che facciamo è in parte dissacratoria, lieve, nello stile e nello spirito del giornale della politica italiana. Ma in realtà c’è davvero poco da ridere. Cerchiamo allora, seriamente, di capire cosa stia accadendo, ovviamente con uno sguardo particolare alle parole della politica. Il servizio, seconda parte di uno speciale Diario politico in tre tronconi per seguire con attenzione le vicende di oggi della nostra politica e non solo, come quello di apertura su D’Alema è di Ginevra Baffigo.
Omicidio camorra: “Segnalateci il responsabile” Read more

Diario politico. Telefonata di Berlusconi a Ballarò: “Condanna Mills? Pm comunisti”

ottobre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Un pomeriggio vissuto tra la conferma della sentenza di condanna nei confronti dell’avvocato inglese, che ha “dichiarato il falso pagato da Berlusconi”. Il vertice riappacificatore tra il premier e Tremonti, che guiderà una cabina di regia del Pdl sull’economia. Gli strascichi della vicenda-Marrazzo, con il Governatore che si dimette dalla presidenza della Regione Lazio. Poi, in serata, il fulmine a cielo (più o meno) sereno: il presidente del Consiglio interviene telefonicamente alla trasmissione di Giovanni Floris, dove Bindi e Casini stanno segnalando i risvolti delle vicende di oggi legati al premier: la conferma di “corruzione” da parte sua nel caso Mills, le analogie tra il caso Marrazzo e quello delle escort che lo ha visto protagonista, il viaggio in Russia (con Cdm saltato). Berlusconi prima sostiene che “In Italia la vera opposizione sono i giudici”, poi che la televisione è in mano ai “giornalisti di sinistra”. Annuncia il taglio dell’Irap ma la tempistica “dipenderà anche dalla crisi”, e spiega sull’ormai ex presidente della Regione Lazio: “L’ho avvertito del video del quale mi aveva riferito mia figlia da Mondadori e gli ho lasciato libertà di scegliere tra telefonare a chi lo aveva e denunciarlo”. Nel diario il racconto della giornata. Read more

Diario politico. Bossi: ‘Giulio vicepremier’ Bersani: ‘Si cominci ad affrontare la crisi’

ottobre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. La nota più autorevole, letta, approfondita. La nota politica del giornale della politica italiana. Cinque temi, due di maggioranza, due di opposizione, più il caso Marrazzo. Il leader della Lega spinge per la nomina del ministro dell’Economia, contro la quale si schiera però tutto il Pdl. Che – secondo punto – sostiene la linea “rigore più sviluppo” del premier, che dovrebbe prevedere la riduzione delle tasse, anche in chiave elettorale. Rutelli che settimane fa confida un’intenzione di andar via dal Partito Democratico che viene svelata oggi con una tempistica che non piace all’ex leader Dl da Bruno Vespa, che aveva raccolto la dichiarazione per il suo nuovo libro. Bersani, dal canto suo, fa la sua prima uscita a Prato, tra gli artigiani nel pieno della crisi economica, e invita il Governo «a venire in Parlamento a confrontarsi su questo, finalmente». Infine, il programma per le dimissioni del presidente della Regione Lazio, che dovrebbe lasciare a metà novembre. Il racconto. Read more

Il Times: “Mazzette italiane ai talebani”. Ai tempi di Prodi. Ma La Russa: ‘Spazzatura’

ottobre 15, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

I servizi avrebbero pagato per salvaguardare le nostre truppe impegnate nella missione Isaf. I fatti risalirebbero alla precedente legislatura. Palazzo Chigi smentisce. Il ministro della Difesa annuncia una denuncia del Governo nei confronti del quotidia- no britannico e accusa: «Opera con un sentimento di anti-italianità». Ce ne parla la nostra Désirée Rosadi. Sentiamo. Read more

Ipotesi voto, oggi vincerebbe Berlusconi Sondaggio Crespi, fiducia: su Napolitano

ottobre 6, 2009 by Redazione · 3 Comments 

Ultimo rilevamento di Crespi Ricerche sul giornale della politica italiana. Pdl e Pd crescono entrambi di 1% ma stando così le cose la differenza (+12% per il Popolo della Libertà) rimane invariata. Lega in lieve ribasso (-1) ma comunque sopra il 10%, crollo Idv (dall’8% al 6%) dopo gli attacchi di De Magistris e Di Pietro al presidente della Repubblica. Concorre al calo anche il debutto del movimento di Grillo che si attesta al 3%. Giù tutte le sinistre; stabili Mpa, La Destra e Radicali. Per ciò che riguarda il sentimento di fiducia degli elettori, detto del capo dello Stato (64%), bene anche Fini (58%, +1 come Napolitano); tra i ministri sempre primo Brunetta (58%). Bocchino raggiunge Gasparri in testa alla corsa (ben poco esaltante) dei capigruppo. Tutti i dati presentati, co- me sempre, da Luigi Crespi in persona. Sentiamo. Read more

***L’opinione delle grandi firme***
IL FEDERALISMO DI LADY MORATTI
di GAD LERNER

ottobre 6, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il richiamo è molto forte. Il Nord in particolare – ben rappresentato, in questo, dalla Lega - continua ad invocare una sempre più incisiva riforma dello Stato in senso federale. Ma, come ci racconta il conduttore de “L’Infedele”, può anche accadere che il sindaco di Milano e i maggiorenti Pdl nel capoluogo lombardo finiscano per rinunciare al diritto all’autodeterminazione per consegnare nelle mani del ministro Maroni (e quindi del Governo centrale) la patata bollente della decisione sull’ipotesi di costruzione della moschea milanese. Sentiamo. Read more

Diario politico. La linea di Fini: “Migranti, italiani in cinque anni”. E’ scontro nel Pdl

settembre 27, 2009 by Redazione · 2 Comments 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Carmine Finelli. Il presidente della Camera parla alla festa del suo partito a Milano, e rilancia la proposta sulla cittadinanza agli stranieri: “C’è chi ama il nostro Paese anche senza essere nato qui”. Cicchitto: “Prima dobbiamo discuterne. Dieci anni più esami”. La Russa: “Apprezzo la chiarezza di Fini, meno le proposte estreme avanzate da alcuni nostri peones insieme a deputati Pd (tra cui Andrea Sarubbi collaboratore del nostro giornale, ndr)“. Non scema intanto la verve polemica di Maroni sull’immi- grazione: dopo la magistratura tocca alla Commis- sione Europea finire nel tritacarne del ministro: ”La Ue non fa abbastanza”, dice Bobo. Notizia del giorno: il Governo dà seguito al duro attacco del ministro Scajola e apre un’istruttoria nei confronti di “Annozero”. Il Pd: “Una cosa mai vista”. Il racconto. Read more

Diario politico. Kabul, Bossi: ‘Via a Natale’ Insorge La Russa. Berlusconi: ‘Da soli no’

settembre 18, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Apertura dedicata doverosamente alle reazioni alla strage di Kabul, nella quale hanno perso la vita sei militari italiani, mentre altri quattro sono feriti (e il giornale della politica italiana vi ha raccontato nei dettagli lungo tutta la giornata, trovate gli articoli in home e all’interno). Il leader della Lega rilancia la sua vecchia proposta del ritiro delle truppe. Il ministro della Difesa: “Non si può fissare una data”. Ma il premier: “Non possiamo decidere noi, ma è meglio per tutti uscire quanto prima”. Tra gli altri temi, il Tar del Lazio ha riaffermato il diritto alla interruzione delle cure: tutti i dettagli all’interno. Il racconto. Read more

Diario politico. Frattini: ‘Rispettare l’Onu’ D’Alema: “E non si violino i diritti umani”

maggio 17, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Confronto vivace e interessante sul tema dei respingimenti e dell’immigrazione in generale, nonchè sui rapporti con i grandi organismi internazionali. Comincia Frattini chiosando le parole di La Russa di ieri: “Anche quando sbagliano, e in questo caso con il Governo sbagliano, vanno rispettati”. Il collega alla Difesa: “Dispiaciuto ma confermo nel merito”. L’ex ministro degli Esteri e dirigente del Pd: “E’ un fatto di diritto internazionale. Il centrosinistra contrastò l’immigrazione clandestina molto più efficacemente di questo Governo che produrrà altra immigrazione clandestina”. Sentiamo. Read more

Diario politico. Crisi, Berlusconi: “I media esagerano”. Il Pd: “Non prenda in giro”

maggio 16, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Laura Liucci. I dati negativi dell’economia al centro del confronto (a distanza) tra maggioranza e opposizione. In visita a Mosca, il presidente del Consiglio accusa la stampa di dipingere la crisi come “irreversibile e catastrofica”. “C’è stato il diluvio – dice Berlusconi – ma dopo tutto è tornato come prima”. Il G8 “sarà un’occasione davvero importante per cercare di dare una risposta alla crisi”, aggiunge il premier. Ironizza l’opposizio- ne: “Ieri la crisi era un problema psicologico, oggi il diluvio è passato”, contesta il leader del Pd che cita i dati del Fmi secondi i quali l’Italia avrebbe messo in campo, per rispondere al momento di difficoltà, lo 0,2% del Pil ovvero meno di un decimo della media mondiale. Sul fronte-respingimenti duro attacco del ministro della Difesa La Russa alla rappresentante in Italia dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, Laura Boldrini. Il racconto. Read more

Diario politico. La vicinanza di Berlusconi Election day, il centrodestra si divide

aprile 10, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Gabriele Canarini. Ieri il presidente del Consiglio si è intrattenuto a lungo con i famigliari delle vittime ai margini del funerale. Poi a tuttocampo sul sostegno e la ricostruzione. Lo sentiamo. L’altro tema del giorno è solo indirettamente legato alla tragedia abruzzese. Dopo la proposta del segretario Pd Franceschini (nella foto alle esequie di stamani con Fassino e la Bindi) di accorpare referendum e voto amministrativo ed europeo e di destinare i circa 500 milioni che si risparmierebbero proprio agli interventi post-sisma, tra Pdl e Lega si accende lo scontro, che sembra però coinvolgere solo luogote- nenti e cosiddetti peones. Il racconto. Read more

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