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Puo’ partire dai migranti il nostro nuovo Risorgimento di M. Patrone

dicembre 26, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

A Rosarno i raccoglitori di arance nordafricani si ribellano al capora- lato. Nel casertano i lavoratori senegalesi fanno paura alla camorra. Al ritmo delle canzoni di Miriam Makeba. Come noi, e (nemmeno) i nostri giovani, non siamo più capaci di fare. Perché non avvertiamo più necessità, e non “crediamo” più in niente. Chi ‘viene’ da una vita di stenti e sofferen- ze, reiterata, come non si aspettava, al suo “sbarco” nell’Occidente ricco e “democratico” (? “Esattamen- te” com’era avvenuto ai nostri nonni, forgiati dalle guerre e dalla dittatura), invece, ”sa” ancora avere bisogno, e quindi volere. Chi, se non i migranti (e gli altri – “nostri” (!) - emarginati), può costituire il motore di una ripartenza che avvenga all’insegna dell’etica e di un (ritrovato) respiro filosofico, e non solo, più, delle banche e dei mercati? di MATTEO PATRONE
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Chi non vede le potenzialità di Europa e Africa “unite”? Laratta

dicembre 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato del Pd ci racconta una Rosarno nella quale non è cambia- to nulla. Due anni dopo, i migran- ti, costretti a raccogliere le arance, sfruttati, in condizioni disumane, sono pronti ad una nuova rivolta. Il giornale della politica italiana, (anche) per questo, non ha cambiato idea riguardo alla necessità che la nostra politica – e l’Italia – abbia ben chiara la priorità di rimettere in piedi prima di tutto se stessa, facendo in modo che il nostro Paese cessi di rappresentare una “palla al piede” piu’ o meno “pesante”, al momento (ma potenzialmente-prossimamente di nuovo devastante, come lo è stata per tutta l’estate), sugli equilibri europei e non solo. Ciò significa, in primo luogo, rinunciare ad ogni tentazione buonista e assumere una linea di rigore che non può che tradursi, anche, nel far dipendere la capacità di accoglienza di nuovi, possibili cittadini che decidiamo di offrire, dalle esigenze che l’impegno per salvare e rifare grande l’Italia impone. Anche e proprio perché, appunto, nelle condizioni attuali l’abbassamento senza regole e senza limiti delle frontiere non determina effetti positivi per nessuno: per i nostri connazionali e per i possibili immigrati, che come vediamo vivono oggi (in gran parte) in condizioni non molto migliori di quelle dalle quali erano scappati cercando una prospettiva nel Vecchio continente e in particolare da noi. Ed ecco il punto. L’Italia avrà chance di rialzarsi in piedi e di rioccupare la posizione che le compete nel mondo, e ad un tempo di dare risposta (proprio per questo!) alle richieste d’aiuto che vengono dai barconi che attraversano, quando ci riescono, il Mediterraneo, se darà a se stessa, e ai migranti, una prospettiva. Che non può consistere nell’illusorio e consolatorio affidamento in una “buona sorte” che si occupi di sistemare le cose dopo che – tra l’altro – avremo fatto “entrare” tutti indiscriminatamente, accrescendo il (nostro) disagio sociale, alimentando circuiti di insicurezza, non risolvendo i nostri problemi (come non li risolve crogiolarsi nell’idea che gli immigrati “ci servano” – quantitativamente -: come abbiamo già visto, ciò non risolve, almeno, di sicuro, il problema della mancanza di lavoro dei nostri giovani – è un eufemismo – e continua a rappresentare una soluzione-tampone e di sopravvivenza che non promette di consentirci di uscire definitivamente dalla “palude”), e senza offrire – appunto – quella “prospettiva” alle persone che vengono da sud. Ma se l’Egitto, la Libia, la Tunisia – dove la Primavera araba è iniziata – sono i nostri vicini – come la Francia, la Svizzera, l’Austria – dall’altra parte del Mediterraneo (che non è l’oceano Pacifico! Dove pure, a differenza nostra, una collaborazione tra le due sponde la cercano, eccome), e se la (nostra) collaborazione tra le (nostre) due sponde ha già fatto di quest’area, nel corso della Storia, il centro (culturale, commerciale) del mondo, perché non cogliere la straordinaria opportunità delle contestuali nostra “crisi d’identità” (che ci impone di ripensare il nostro modello di sviluppo) e apertura-anelito alla democrazia dei nostri fratelli nordafricani (tra l’altro popoli giovanissimi! Che possono costituire una forza propulsiva senza eguali, oggi, nel mondo), per impostare un possibile progetto di costruzione di un futuro comune, avendo la forza (Politica) di provare a scriverla, la Storia – andando oltre i nostri (attuali) schemi – piuttosto che subire, ancora (e “sempre”?), un ineluttabile declino? di FRANCO LARATTA*
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Inaudita ‘svolta’ medioevale del governo Da oggi gli immigrati nei Cie per 18 mesi(! E hanno già ‘nazionalizzato’ la nostra vita Goethe: “Maggioranze sono ripugnanti” Specie quando rendon schiave persone (E’) un balzo indietro nel tempo di secoli In quella che dovrà tornare la culla civiltà E i progressisti non fanno il loro dovere
(Ne)i due giorni più ‘bui’ della legislatura

luglio 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il grande poeta tedesco, cantore del Faust, metteva in luce, crediamo di poter interpretare, la violenza e la prevaricazione insita in qualsiasi decisione presa da qualcuno per qualcun altro, contro la sua volontà. Oggi è (anche) la democrazia, bellezza. Ma quando il principio democratico della conta “una testa un voto” viene ab-usato per imporre la violenza e la prevaricazione (anche su un piano fisico e materiale), la nostra civiltà è giunta ad un punto (di non ritorno! Anzi) per il quale è chiamata a reagire, pena il suo stesso aborto. Ben oltre il cliché berlusconiano delle leggi ad personam, che sono nate e moriranno con il presidente del Consiglio (con buona pace degli (anti – ?)berlusconiani): in due giorni il Parlamento ha stabilito che da un certo momento in poi la nostra vita non è più nostra, ma dello Stato (altro che di Dio!), avendo (già) deciso [la "maggioranza" - (ma) dei nominati da Berlusconi e Veltroni!] come dovrà andare a finire (?). I cosiddetti liberali! E oggi stabilisce il prolungamento (triplicata!) della permanenza nei centri di identificazione ed espulsione delle persone immigrate fino a un anno e mezzo (!): immaginate un anno e mezzo della vostra vita, chiusi kafkianamente in un “castello”, ufficialmente perché devono ricostruire la vostra provenienza, così da potervi rimandare indietro; ma non ne “uscirete” “più”. E in quei centri, viene oggi anche vietato l’accesso a parlamentari e giornalisti, così da suggerire il sospetto che si tratti di veri e propri centri “di tortura”. Persone rinchiuse al di là della legge, persone a cui viene “sottratta” la propria vita: è vero e proprio Medioevo. Ma la stampa e gli indignati, reagirebbero solo se li avesse voluti Berlusconi. Per sé. Andrea Sarubbi ci racconta ora lo sfregio del voto, di stamane, sul prolungamento dell’obbligo di permanenza nei Cie, al quale sono mancati ben 27 deputati dell’opposizione (che, loro no, non avrebbe- ro reagito nemmeno se si fosse trattata dell’en- nesima legge ad personam del capo del governo). Read more

Ora un’Europa razzista (con i migranti) (?) No, oggi l’Europa è soltanto (?) prudente Migrazione di massa (ri)genera razzismo E può far ‘saltare’ nazioni che accolgono Sinistra voglia più bene al nostro Paese Darà così proprio contributo a progresso

aprile 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

“Partito degli stranieri”, l’abbiamo definita più volte. Perché se è inaccettabile il razzismo leghista, la soluzione non è certo il suo opposto, che anzi rappresenta il vero humus nel quale è potuto maturare e nel quale prospera – e crescerà ancora – il fenomeno delle camicie verdi. La sinistra italiana (e non solo; e i risultati in linea di massima pessimi – anche quando si verifica qualche segnale di ripresa o addirittura di rilancio, ma proprio per questo (poco) nel momento della crisi del modello della destra e dunque in cui dovrebbero aprirsi praterie per una proposta diversa – lo confermano) è passata dall’idealismo della sua Storia novecentesca all’irrealismo demagogico (autoreferenziale) di oggi, per cui predica – senza viverlo – un buonismo che non fa il bene di nessuno, né delle persone che aspirano ad una vita migliore in altri Paesi e per questo muovono verso il nostro, né degli italiani. E siccome ci riferiamo alla sinistra italiana, è evidente che il torto maggiore viene fatto a quella parte verso la quale tale sinistra dovrebbe essere maggiormente responsabile: i suoi connazionali. Non fa il bene di nessuno perché l’apertura indiscriminata delle frontiere è generatrice di apprensione e di rabbia (comprensibili, e chi non le vuole comprendere lasci la politica) negli italiani-di-oggi, e dunque di sicura – in questo modo – discriminazione per quelli-(possibili)-di-domani; e a lungo andare - in mancanza di un piano e di un’organizzazione di tutto questo – determina un (ulteriore) degrado e una possibile “saturazione” dannosa per la nostra nazione e dunque anche per coloro che vi vedono una possibile via di fuga (in tutti i sensi). La democrazia universale, il mondo unica nazione, è anche (?) il sogno del giornale della politica italiana. La differenza con la sinistra italiana è che lo concepiamo (anche) come un obiettivo (reale), e per questo ci disponiamo a dedurre i passaggi necessari per raggiungerlo. La sinistra italiana, non avendo a cuore più nulla, non credendo più in (quasi) niente, cede al populismo sui generis dell’(auto)referenzialità nei confronti della propria parte. E in questo modo non (ri)vincerà mai, continuerà ad alimentare la destra e il razzismo, e il sogno della democrazia universale resterà un sogno. Tra loro, ormai più di nessuno. Read more

L’intervento. Gli immigrati aiutano gli italiani di Marco Pacciotti

gennaio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha più volte criticato un Pd che se da un lato, con il suo segretario, mostrava di comprendere la pericolosità del fenomeno leghista – tentando di contrastarlo polemicamente – dall’altro si limitava appunto a questo, ad un’invettiva nei confronti di una forza che, però, se cresceva, era perché sapeva contemporaneamente alimentare ma anche riconoscere istanze che provengono dal profondo della nostra gente. Il “partito degli stranieri”: così scrivevamo veniva visto il Pd da parte degli italiani che chiedevano invece una maggiore attenzione a loro. Perché se la politica (italiana) mostra di comprendere solo le ragioni di chi, in un primo momento, appare come estraneo – e lo è, in effetti, in un primo momento – finisce che lo scollamento aumenta; e se a farlo è la forza che, per la propria storia e le proprie maggiori onestà e responsabilità, è chiamata ad assumersi il compito di salvare e di rifare grande questo Paese, senza che nessun altro lo possa fare, finisce che ad affermarsi sono solo le dinamiche più oscure e retrive, e l’Italia non si salva. Per nessuno. E’ un dovere, dunque, quello del Pd di «mettere l’orecchio a terra», per usare – solo per questa volta – una tipica espressione bersaniana, per entrare in comunicazione, scriveva mesi fa il nostro direttore, con il Paese. Anche – ma non solo – spiegando che le persone che immigrano nel nostro Paese sono importanti per la nostra economia, in una tendenza generale all’invecchiamento della nostra popolazione che comunque dovrà, almeno in parte, essere invertita, favorendo – attraverso la ricostruzione del tessuto emotivo del nostro Paese, che non può che passare per una forte iniezione di stimoli – quella grande ripresa nazionale che il Politico.it ogni giorno racconta. E prepara. Sul giornale della politica italiana il responsabile del Forum Immigrazione dei Democratici compie questa operazione di comunicazione, anche se – appunto – puntando, per il momento, solo sulla “necessità”. di MARCO PACCIOTTI* Read more

In questa chiave non funziona snobismo Ma nemmeno quegli attacchi da Bersani Bisogna agire sull’humus degli interessi Se il Politico.it lo sostiene ormai da mesi Ora Veltroni: “Accogliamo solo chi serve”

ottobre 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La declinazione veltroniana rischia però di essere eccessivamente tranchant e un po’ razzista. E in quanto non “sentita” di suonare falsa e di non essere efficace. Il problema non è infatti assumere una sorta di utilitarismo della solidarietà. La solidarietà è un valore irrinunciabile. Ma non può prevalere sulla soddisfazione delle necessità del nostro popolo. La risposta da dare è allora più sottile e stratificata. Da un lato, naturalmente, c’è la conferma che l’immigrazione non può essere «un diritto» – e in questo senso fa accapponare la pelle, per le possibili conseguenze che ciò, se applicato, avrebbe sulla nostra economia e sulla nostra vita, la tesi di Vendola per la quale la circolazione sul globo terracqueo debba essere «libera», non solo nelle enunciazioni dei diritti ma anche nell’applicazione politica quotidiana. In altre parole: frontiere aperte, e tanti saluti alla tenuta del nostro sistema socio-economico: niente Bengodi per gli immigrati e nemmeno più una patria per noi. Bel risultato certamente – e gli afflussi vanno regolati e limitati; e la lotta contro l’immigrazione al di fuori di questa regolamentazione dev’essere tale da tendere a fermare questo fenomeno, per quanto possibile. … Read more

Ma se sui clandestini oggi si può sparare la colpa – sì – è (anche) del centrosinistra Amenduni: “Leader senta come la gente” E Pd oggi è (solo) partito degli “stranieri” Con un intervento su Gheddafi di De Luca

settembre 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se il popolo italiano teme per la propria incolumità, non ama il degrado che vede nella propria città, teme di perdere (o di non poter mai avere) il posto di lavoro, e riconduce tutto questo alla presenza, inizialmente indiscutibilmente “estranea”, di una persona che proviene da altri luoghi, ha un’altra cultura e anche caratteristiche psicosomatiche differenti, tutto questo configura un possibile caso di razzismo, ma la risposta non può essere gridare allo scandalo (da parte poi di una nostra politica che deve risolvere, non fare la claque) né prendere le parti solo delle persone che provengono da altri Paesi dando così la sensazione di essere loro (più) vicini. Anche perché questo significa non fare assolutamente nulla per rispondere alle paure degli italiani e far fare davvero, un passo l’uno verso l’altro i due “estranei”. Se oggi il “clandestino” è associato, nel nostro immaginario, al male assoluto è anche colpa di quella parte più onesta e responsabile della nostra politica che non si assume la propria responsabilità, appunto, di favorirla sul serio l’integrazione (che non è una parolina magica) e, di fatto, si pone da una delle due parti in causa senza svolgere il necessario ruolo di mediatore. La prima cosa da fare per favorire l’integrazione è sentire e pensare come un cittadino italiano impaurito, e pure un po’ razzista; porsi in quella prospettiva e capirne il bisogno di sentire la vicinanza delle istituzioni, che partano da lui, e non dall’”estraneo”; nel fare il lavoro necessario, che è un lavoro che richiede pazienza e non può essere sbrigato appunto pronunciando qualche parolina magica, per far sentire l’italiano a casa (così come dovrebbe essere naturale che fosse) e fargli provare l’orgoglio, e non la fatica, di accogliere lui, attivamente, altre persone nel proprio territorio, per vivere insieme, diventare una sola comunità e fare insieme grande questo loro – a quel punto, ma solo a quel punto, di entrambi – Paese. Il giornale della politica italiana lo ha scritto più volte e continuerà a farlo. Ora il segretario del Pli sulla risposta del governo alla mitragliata di Gheddafi. Read more

Maroni: ‘Ma pensavano fossero migranti’ E’ (dunque) lecito sparare ai clandestini? In un altro Paese ora si sarebbe dimesso

settembre 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana aveva deciso di dare poco spazio alla vicenda della motovedetta libica da cui si sono messi a mitragliare contro un nostro peschereccio. Di per sé, altro non è che la conseguenza dei rapporti che intercorrono tra uno dei primi sette Paesi industrializzati al mondo, quello che lavoreremo perché possa tornare al posto che gli compete al centro e al vertice della civiltà, e una delle poche dittature rimaste nel 2010 (perché in un mondo che va verso una sempre maggiore civilizzazione, la prima caratteristica di una dittatura è semplicemente l’anacronismo). Come fa notare Marco Travaglio, il paradosso (ovvero il dato inspiegabile in quanto fuori dalla logica politica) è questo mentre l’episodio della mitragliata è, appunto, una naturale conseguenza che ci dà modo di riconvogliare la nostra attenzione sulla questione di fondo. Dunque, il primo, un fatto che definiremmo psicologico (ancorché tragicamente reale) in quanto figlio della psicologia della politica italiana autoreferenziale e plebiscitaria di oggi, e nello specifico della politica estera personale e tendente a privilegiare i rapporti con capi di regime border line del presidente del Consiglio. Un fatto che il ritorno alla politica vera consentirà di lasciare alle spalle e di dimenticare (quasi) come un (brutto) sogno. Ma poi il ministro dell’Interno “spara” (a sua volta) la battuta che leggete nel titolo. Che significa sostanzialmente che, secondo Maroni, la mitragliata ad altezza d’uomo sarebbe stata legittima qualora sul peschereccio si fossero trovati dei migranti privi di permesso di soggiorno. Dunque che i migranti privi di permesso di soggiorno – i clandestini – possono essere colpiti. La parola-chiave, strumento del populismo leghista, è: clandestini. Nel nostro immaginario, sarebbe politicamente controproducente negarcelo, il clandestino è una persona fuori dalla legge, un poco di buono, una persona «sospetta», qualcuno che non è magari lecito colpire ma contrastare anche con forza sì. Da qui discende probabilmente parte della facilità con la quale il messaggio di Maroni è potuto passare nel Paese, senza che si accendesse la polemica feroce che, in realtà, tutto questo avrebbe meritato. Dunque è anche un fatto di comunicazione. Chi non può accettare prese di posizione come queste ne tenga conto. Donadi ci riporta ora nell’arena, dove Idv ha chiesto la revisione dei patti con la Libia.               Read more

***L’appello***
GLI IMMIGRATI NON VOTANO (TUTTI) A SINISTRA
di ANDREA SARUBBI*

maggio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato del Partito Democra- tico è da mesi in prima linea – insieme al pidiellino Fabio Granata – nella battaglia per dare alle persone immigrate nel nostro Paese che vivono qui da un certo numero di anni la cittadinanza (da riconoscere subito, invece, secondo Sarubbi ma non solo, ai loro figli nati e cresciuti in Italia). Una delle ragioni per cui alcune forze della nostra politica respingono questa ipotesi è l’idea che si tratti di un potenziale nuovo blocco elettorale del centrosinistra, e che dunque il riconoscimento del voto alle amministrative – perché la cittadinanza anche questo comporterebbe – favorirebbe una modificazione radicale degli equilibri politico-elettorali (naturalmente a loro discapito). A parte che ci sarebbe da discutere sulla (mancanza di) onestà e responsabilità di una simile considerazione-motivazione, una lettera firmata da due persone immigrate, già impegnate nella nostra politica e sui due fronti opposti dello scacchiere, spazza via questa “credenza” (si tratta di una vera e propria credenza) e il relativo alibi (laddove si configura come tale) e offre altri spunti di grande interesse: su tutti, la richiesta di coinvolgimento e responsabilizzazione che viene dalle comunità di migranti nel nostro Paese, che, assicurano, garantirebbero l’isolamento di quei singoli casi di non perfetta (capacità di) integrazione e consentirebbero alle persone immigrate, neo-cittadine italiane, di dare il loro contributo decisivo nel governo del fenomeno dell’immigrazione stessa e comunque alla “causa” (complessiva) del nostro (con loro) Paese. Un’idea, quella della responsabilizzazione (e, prima, in questo caso, dell’apertura), che sta molto a cuore al nostro giornale, della quale abbiamo parlato ancora ieri e che vale per le persone immigrate come per gli italiani tutti, che hanno in sé la qualità per essere la grande risorsa di questo Paese, che la nostra politica ancora non riconosce e non mobilita. Anche per capire meglio questo concetto, sentiamo, dunque, Klodiana Cuka (Pdl) e Ismail Ademi (Pd). Grazie alla generosità e all’impegno di Sarubbi.  Read more

Diario politico. Se Casini rompe gli indugi Cesa: ‘Oggi azzerati gli incarichi nell’Udc’ Pier: “Sì, nascerà il Partito della Nazione” Ecco spiegato il silenzio post-Regionali
E Fini ora su governo di salute pubblica?

maggio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ama la politica vera. E nella partita a scacchi che il leader centrista sta giocando da prima delle Regionali di tutto questo sembra esserci poco. Tuttavia la nascita di un partito (di cui peraltro abbiamo scritto noi per primi) che ha l’ambizione di scardinare il bipolarismo – che, al contrario, il nostro giornale considera necessario per la modernizzazione del Paese – merita l’attenzione che gli dedichiamo. Casini che dunque comincia a sciogliere l’Udc per dare vita, nei prossimi giorni/settimane, al Partito della Nazione. Che coinvolgerà presumibilmente i libdem all’amatriciana di Rutelli. E che originariamente – sin dal nome – era stato pensato per piacere al presidente della Camera. Alcuni osservatori si chiedevano a cosa preludesse l’assenza dal dibattito pubblico del leader Udc dopo il voto di marzo; ora lo sappiamo. Ora noi ci chiediamo che cosa possa significare il silenzio di Fini di fronte alla proposta, evidentemente combinata a questo nuovo passo, di Casini, di ieri, di un «governo di salute pubblica». Ovvero una grande ammucchiata che o preluda all’apertura di trattative a destra e a sinistra per le alleanze in vista del 2013, oppure favorisca proprio la nascita del Pdn, passo successivo al ritorno al centro del baricentro della politica italiana e alla partecipazione alla grosse koalition e magari all’esecutivo di chi poi ci dovrebbe stare. E Monteze- molo sarà in prima persona della partita? Sapremo nelle prossime ore. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

L’intervento. Primo maggio, la indifferenza di Rosarno(!) Laratta

maggio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La politica italiana autoreferenziale di oggi, nel pieno del momento più difficile per il nostro Paese degli ultimi cinquant’anni, sembra assente, intenta a giocare su sé stessa, completamente incapace di imporre nell’agenda degli italiani e, soprattutto, nella propria, un’azione, o anche solo un grande dibattito (preliminare) su temi di importanza assoluta, strategica per il futuro. Gianfranco Fini ci prova, perlomeno a creare le condizioni perché ciò sia possibile, e più tardi torneremo sul lancio “ufficiale” della propria corrente che fa oggi. Il giornale della politica italiana dal canto suo fa la propria parte perché temi reali, e insieme di grande respiro, in grado di rappresentare il crocevia del futuro del nostro Paese, restino invece al centro del confronto. Uno di questi è l’immigrazione, una realtà incontrovertibile (è proprio il caso di dirlo), destinata a crescere. Riguarda dunque, appunto, il domani. E quindi il (futuro) presente delle giovani generazioni di oggi, che è ciò che più sta a cuore a questo giornale. Così, dopo avere ospitato il commento di Gad, che segnalava come sabato, per il primo maggio, sia stato fatto un passo avanti nel confronto in corso tra persone nate qui e nuovi cittadini (?, chiedere al nostro Sarubbi) provenienti da altri Paesi, ecco la risposta in tempo reale del deputato del Partito Democratico, leader del Pd calabrese e dunque grande conoscitore della realtà rosarnese oltre che presente in prima persona sia nei giorni degli scontri tra italiani e immigrati nella cittadina calabrese, sia appunto alle celebrazioni di sabato. Laratta che svela la tragica realtà: sabato, a Rosarno, persino i pullman della Cgil non erano pieni come al solito, e coloro che c’erano erano costretti a sfilare tra l’indifferenza, quando non tra il fastidio, degli stessi rosarnesi che avevano avuto, e provocato quei problemi con le persone immigrate e per i quali, in fondo, loro come parte di tutto il nostro Paese, i sindacati hanno deciso di celebrare proprio lì la festa dei lavoratori. Sintomo, scrive il parlamen- tare Democratico, di un’Italia ormai indifferente alle grandi questioni di fondo che ci riguardano, preoccupata delle proprie specificità più che di sé stessa, come colta da un terribile eccesso di vanità. Ed è proprio per questo, e contro di questo, che il Politico.it dà spazio, in quest’apertura di settimana, al tema del primo maggio di Rosarno e del (nostro) futuro dell’immigrazione. Laratta dunque. Sentiamo. Read more

Il commento. Primo maggio, la solidarietà di Rosarno(?) G. Lerner

maggio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dopo due giorni di pausa per la festa del primo maggio, il giornale della politica italiana riprende le pubblicazioni e lo fa partendo proprio da un flash back sulla giornata di sabato. Il conduttore de L’Infedele affida alle colonne de il Politico.it le sue considerazioni sulla scelta dei sindacati italiani di celebrare la festa dei lavoratori nel luogo in cui alcuni di essi, nello specifico le persone immigrate nel nostro Paese, hanno vissuto il più tragico episodio di mercificazione del lavoro stesso e della (cosiddetta) risorsa umana, oltre che un – complementare – grave momento di razzismo, culminato con il loro allontanamento dalla cittadina: Rosarno. Questo giornale ha scritto più volte che per evitare l’esplosione, nel nostro Paese, di una lunga fila di focolai di razzismo, con il rischio che prenda fuoco – da questo punto di vista – l’intera nazione, è necessario che la parti maggiormente oneste e responsabili della nostra politica si facciano carico di rimuovere la leva più forte per la ripartenza di questo genere di meccanismo, ovvero la necessità individuale e sociale e la guerra tra poveri che coinvolge, insieme agli immigrati, le persone nate qui. Al centrosinistra, in particolare, il compito di capire che la politica del «si deve» non dà frutti quando in campo ci sono forze che, molto più indulgentemente, solleticano la pancia degli italiani. Per evitare la crescita ulteriore di queste forze, e con esse il proliferare del fenomeno, i Democratici devono cominciare ad ascoltare la pancia stessa del Paese, e a dare risposte. Solo a quel punto, quando non saranno più considerati il “partito dei (soli) stranieri”, avranno la credibilità e l’autorevolezza per indicare al nostro Paese la strada di una più saggia integrazione. Quella che, in ogni caso, hanno contri- buito a realizzare i sindacati sabato scorso. Di cui ci parla, brevemente, l’ex direttore del Tg1. Buona lettu- ra e buona politica sul giornale della politica italiana. Read more

La “prima” di Vendola a Che tempo che fa Ma a noi non ha convinto: ecco perché Centrosinistra parli (anche) ai moderati
Il comunismo già sconfitto dalla Storia…

aprile 26, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il presidente della Puglia è apparso per la prima volta in tivù come candidato leader in pectore del centrosinistra. Ha proposto un profilo molto radicale in linea con la propria storia. Non un progetto organico per il futuro dell’Italia (siamo in fase embrionale, ma le idee, quando sono presenti, di solito ci sono dall’inizio seppure contenute in nuce) ma l’enunciazione di principi che sono quelli della sinistra (quasi) estrema. Del resto lui non lo nasconde: «Sono un po’ comunista». Ed è in campo da oltre vent’anni. E’ di questo che ha bisogno l’opposizione per vincere e, poi, cambiare il Paese? Le nostre “pagelle” sull’apparizione di ieri.            Read more

***Pd sconfitto: e ora?***
RIPRENDERE A COMUNICARE
di MATTEO PATRONE

marzo 30, 2010 by Redazione · 2 Comments 

Comunicare che, scrive il nostro direttore, non significa semplicemente fare propaganda; significa capire il punto di vista degli italiani e modulare la propria proposta così da corrispondere alle loro esigenze, contemporaneamente contribuendo a rinnovarle. Con questo editoriale del capo del giornale della politica italiana, il Politico.it apre oggi, il giorno dopo la vittoria del centrodestra e la pesante sconfitta (anche se non la vuole vedere) dell’opposizione – ultima di una lunga serie: dopo la caduta del governo Prodi, siamo alla quinta consecutiva – una riflessione su cosa non va nel centrosinistra, e cosa dovrà necessariamente cambiare. Dopo Matteo Patrone si alterneranno sulle nostre colonne le nostre maggiori firme di orientamento progressista, per un grande dibattito dedicato per una volta alla sinistra, vero protagonista (anche se in negativo) di questa tornata elettorale. Come sempre per il giornale della politica italiana, un dibattito rivolto al futuro. Read more

Diario politico. Ora parliamo di migranti Fini: “Subito cittadinanza per i loro figli” No della Lega, spieghino il vero perché

marzo 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Mentre il presidente del Consiglio va avanti sulla sua (è proprio il caso di dirlo) strada – «Faremo la riforma della giustizia per superare questa situazione di democrazia violata anche senza il concorso dell’opposizione»; «I cittadini ai gazebo sceglieranno se eleggere direttamente il presidente della Repubblica o il presidente del Consiglio», ovvero tra il presidenzialismo e il presidenzialismo, una sorta di plebiscito che prepari quello sulla propria persona per la stessa poltronissima – il capo di Montecitorio torna su un proprio cavallo di battaglia dedicato, in questo caso, alla situazione dei bambini. Fini, favorevole ad una riduzione dei tempi necessari all’acquisizione della cittadinanza per chi sia venuto dall’estero a vivere nel nostro Paese, li chiede a maggior ragione per i figli di immigrati nati qui, culturalmente italiani (e non solo, naturalmente) a tutti gli effetti. Stasera in una delle poche trasmissioni televisive in cui si possa parlare di politica italiana (in modo serio) rimaste (in questo mese di campagna elettorale ma non solo) Casini e Castelli si ritrovavano sull’idea che l’Italia non debba comunque, però, cedere al multiculturalismo. Ovvero, spiegava Casini, chi viene qui deve sapere di dover riconoscere e rispettare la nostra cultura, che secondo il leader Udc è la cultura della tradizione «cristiana». E siccome, appunto, i figli di immigrati sono appunto da questo punto di vista perfettamente integrati come qualsiasi altra persona nata in Italia, sì – era il senso dell’intervento di Casini – alla proposta di Fini. Castelli non è d’accordo. Ma i problemi legittimamente e anche doverosamente posti dalla Lega sull’immigrazione hanno a che fare con la sicurezza (che non si lega in nessun modo a questo tema), il tema della “priorità agli italiani” (e il Politico.it condivide l’idea che la politica italiana debba occuparsi in primo luogo dell’Italia, a partire da quel tema della sostenibilità che deve essere ben coniugato con il privilegio della solidarietà e il riconoscimento che i processi storici non possono essere arrestati), che però vale ovviamente per chiunque sia italiano a tutti gli effetti e dunque per i bambini figli di immigrati come per i bambini italiani di seconda e più generazione, l’integrazione (naturale nel caso di questi bambini che crescono nel nostro Paese insieme agli altri bambini nelle nostre scuole). E dunque (appunto) non riguardano in nessun modo questi bambini. Rispetto ai quali la sola ragione per dire no al riconoscimento di una cittadinanza veloce si chiama razzismo. Non tutte le istanze della Lega sono razziste; il giornale della politica italiana non ama il modo di giudicare tranchant e preferisce cercare di comprendere, e spiegare i fenomeni. In questo caso, però, c’è poco (d’altro) da capire. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. E’ qui la politica italiana(?) Bagnasco: “L’innovazione contro la crisi imprese non taglino nuovi posti di lavoro E gli immigrati vanno trattati come eguali No a egoismo nella nostra vita pubblica”

marzo 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. In una giornata in cui intervengono sia il presidente del Consiglio sia Gianfranco Fini, a parlare di «politica vera» è l’Arcivescovo di Genova. Se Berlusconi rilancia la strategia di attribuire le peggiori nefandezze in politica economica al centrosinistra, evidentemente «ribaltando la realtà», se persino il presidente della Camera indugia sulle pur importanti riforme istituzionali (ma si tratta pur sempre di un mezzo e non del fine, e il Paese ha bisogno, intanto, di sentire – ricominciare a – parlare del fine), ci pensa il capo dei vescovi italiani a fare politica (ma, a nostro modo di vedere, come abbiamo raccontato prima, senza ingerenze), e a dare un po’ di sostanza e di contenuto allo sterile dibattito pubblico nel nostro Paese. E così come per il pluralismo dell’informazione (in tivù), allo stesso modo nessuno si deve preoccupare se una voce è troppo forte (al di là di ogni potentato: qui non è questo il punto), troppo appassionata, troppo “vera”. Semmai tutti facciano uno sforzo per cercare di contrapporre, dal par loro, una voce altrettanto forte e autorevole, per restituirci, appunto, un dibattito. In tale quadro Bagnasco merita uno sguardo un po’ più complessivo. Abbiamo fatto il conto: il bilancio di presunte “indicazioni di voto” è almeno quattro a uno a favore dei candidati del centrosinistra. Non lo diciamo, beninteso, a vantaggio del Pd e dei suoi alleati – della cui sorte ci importa solo in quanto protagonisti – e quindi strumenti – speriamo sempre più virtuosi, per la nostra politica – ma per cogliere il senso complessivo, e quindi vero, delle parole del cardinale. Che difende i «valori non negoziabili», sì, e li mette al primo posto. Ma poi attacca parlando di lavoro («Dalla crisi non si esce tagliando posti ma sforzandosi di immaginare il nuovo»: meraviglia per le nostre orecchie, «e aumentino gli ammortizzatori sociali per non fare sentire abbandonate le persone che non ce la fanno»), di immigrazione («Sono nostri eguali»), di «rispetto della legalità e senso dello Stato», contro le persone che si fanno gioco della «cosa pubblica» per il loro «tornaconto personale». In confronto alle quali si tratta, invece, dice Bagnasco, di tornare, appunto, «alla politica vera». La sua. Se una colpa ha il povero Bagnasco, è di fare il capo dei vescovi in un Paese in cui non c’è, oggi, una politica italiana. In questo quadro, la voce della Chiesa risuona nel vuoto. Forte. Meno male che una voce, almeno, risuona. Il racconto di Baffigo. Read more

Diario politico. Bertolaso: ‘Io vado avanti’ Immigrazione, Fini: ‘Ok Maroni. Mio ruolo’

febbraio 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Audizione del capo della Protezione civile alla Camera. Il sottosegretario “prende atto” che il governo gli respinge le dimissioni e resta al suo posto. Vi rendiamo conto delle parole di Bertolaso e delle reazioni della politica italiana. Il presidente della Camera si compiace del passo indietro della Lega di cui vi abbiamo raccontato ieri, di fronte alla proposta di Salvini di effettuare “rastrellamenti” ai danni degli immigrati a Milano, dopo i fatti di via Padova, rivendicando una parte del merito. Oggi è stato il giorno della presentazione delle tre candidature femminili alla guida di Regione da parte del centrodestra: Polverini nel Lazio, Faenza in Toscana, Modena in Emilia-Romagna (non è un gioco – di parole – geografico). Berlusconi: «Elezioni nazionali, necessaria una scelta di campo. Tra noi e la sinistra differenze antropologiche». Il racconto. Read more

Lega&immigrati, passo indietro (realista) Bossi (con Maroni): “No ai rastrellamenti”

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sabato sera via Padova, a Milano, si trasforma nel teatro di una guerriglia urbana tra stranieri ghettizzati. Ieri la Moratti invoca un intervento del governo attraverso un incremento delle forze dell’ordine. Stamattina Salvini va oltre: «Andiamo a prendere gli stranieri casa per casa». Un’”idea” che evoca brutti ricordi, ben definiti dalla parola scelta dal leader leghista per descrivere la proposta del consigliere milanese e rispedirla al mittente. E il ministro dell’Interno: «Cambiare modello di integrazione: in futuro mai più un quartiere un’etnia». La Lega del governo, dunque, si fa Lega di governo e con realismo appunto – non si pretenda, per ora, di più – cambia decisamente punto di vista sull’immigrazione. Tra una brutta giornata (quella di sabato nel capoluogo lombardo) e brutte parole (quelle di stamane), finalmente un raggio di sole. Ci racconta tutto, Stefano Catone. Read more

Diario. Berlusconi: “Su giustizia leggi ad libertatem”. Bersani: “Così dialogo salta”

gennaio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Natale è alle spalle, l’aggressione al presidente del Consiglio – che fa il suo rientro a palazzo Grazioli – sempre più lontana, e le curve di Pdl e Pd lentamente si disgiungono. La maggioranza accelera su processo breve e legittimo impedimento, i Democratici non ci stanno (più). Vi spieghiamo nel dettaglio i piani del centrodestra. Come anticipato oggi, in Lazio è sempre più vicina la scelta della leader Radicale come candidata di tutto il centrosinistra. Gli elogi del segretario («Emma è una fuoriclasse»), che lascia però l’ultima parola all’assemblea regionale fissata martedì. «Ma niente primarie dove la destra ha già un uomo (o una donna) in campo». Sulla vicenda di Rosarno interviene Giorgio Napolitano: «Tradite legalità e solidarietà». Sacconi: «Un grande Piano per l’integrazione, che coniughi repressione della clandestinità e politiche apposite». Il racconto.            Read more

***Il commento***
ROSARNO, PROIBITO AVERE LA PELLE NERA
di GAD LERNER

gennaio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il conduttore de L’Infedele la grande firma con la quale il giornale della politica italiana continua a commentare i tristi fatti della cittadina calabrese. il Politico.it che non pensa che gli italiani, e tanto meno quei calabresi che hanno invocato (ottenendolo) l’allontanamento (e poi forse l’espulsione) degli immigrati che si sono ribellati al ferimento di due di loro da parte, è presumibile, di persone mandate dall’ndrangheta, siano razzisti. Il giornale della politica italiana è convinto che gli italiani abbiano piuttosto bisogno di conoscere una nuova politica che gli sappia indicare una strada. E pensa che la grande, indiretta responsabilità (politica) di quanto accaduto a Rosarno sia di chi sarebbe chiamato, per migliore sensibilità, per maggiore capacità di trovare una via di condivisione, a dirimere la questione: ovvero il centrosinistra. Una ricerca ancora in corso, quella di una nuova identità e di una sintonia con la società italiana, che fa sì che oggi alle persone di Rosarno – come al resto del Paese – non siano date risposte rispetto a questo grande tema (nuovo) dell’immigrazione, così che la parola che vince è quella (questa sì, razzista) dei movimenti che predicano una improbabile società del futuro monocolore e monoculturale. E tuttavia non si può contemporaneamente non condannare il gesto, in sè, della gente di Rosarno. Ed è quello che fa l’ex direttore del Tg1, consegnandoci insieme una fosca previsione. In questo breve commento. Leggiamo. Read more

L’intervento. Quegli immigrati? La nostra Africa di Franco Laratta

gennaio 10, 2010 by Redazione · 3 Comments 

Appena rientrato da Rosarno, dove si è recato per seguire personal- mente l’evolversi della situazio- ne, il deputato del Partito Democratico consegna al giornale della politica italiana questa riflessione a caldo sui fatti di questi giorni. Un pezzo indignato, che lo scrittore calabrese rivolge ai propri corregionali dimentichi di una Storia che – scrive Laratta - li accomuna alle persone che ora pretendono di scacciare, in nome di una ”civiltà” che tradiscono ogni giorno. Un ritratto delle mille Rosarno che costituiscono il nostro Paese e che si coprono gli occhi di fronte al loro (Continente) nero quotidiano. Buona (per quanto possibile) lettura. Read more

L’intervento. Rosarno, le persone non sono braccia di R. Buttiglione

gennaio 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il vicepresidente della Camera e presidente dell’Unione di centro sceglie il giornale della politica italiana per dire la sua sui tragici scontri, che purtroppo continuano, in forme drammatiche di “caccia all’immigrato”, nella cittadina calabrese. L’ex segretario del Partito popolare invita ad evitare sia eccessi buonisti, sia «cattivisti», fornendo una ricetta di lungo periodo: «valutare i flussi, aprendo le porte all’immigrazione legale, combattere l’immigrazione clandestina, dare il permesso di soggiorno a chi già vive e lavora in Italia, favorire le iniziative per la comprensione e la condivisione della nostra cultura». Assolutamente da non perdere. Sentiamo. Read more

L’editoriale. Rosarno, ove inciviltà provoca inciviltà di Gad Lerner

gennaio 9, 2010 by Redazione · 3 Comments 

Il commento sugli scontri nella cit- tadina calabrese affidato al conduttore de L’Infedele. Che sottolinea il «trattamento bestiale» riservato agli immigrati dei quali pure l’economia locale non può fare a meno. Più tardi un intervento di un autorevole esponente dell’opposizione. Solo sul giornale della politica italiana. Buona lettura. Read more

***L’editoriale della direzione*** IMMIGRAZIONE, COME TOGLIERE ACQUA AL MULINO DELLA LEGA

gennaio 8, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Guerriglie tra italiani e immigrati dopo che alcuni di loro, lavoratori della terra a Rosarno, in Calabria, sono stati feriti da colpi di arma da fuoco. Il ministro dell’Interno ha campo libero: «Nel nostro Paese troppa tolleranza» nei confronti dell’immigrazione clandestina, certo, ma il ”messaggio” è chiaro. Tutto questo accade per un deficit di Politica della quale portano responsabilità il resto del centrodestra e il centrosinistra. I primi non hanno una linea univoca e nella quale credano e lasciano che la Lega eserciti la sua golden share nei loro confronti, dominando su questo temi la politica del Governo. I secondi continuano a predicare l’integrazione senza riuscire ad entrare in sintonia con il Paese, presentandosi come il “partito degli stranieri”. Il giornale della politica italiana offre la traccia di una possibile soluzione. Senz’altro interesse che cercare di contribuire a fare il bene dell’Italia. Read more

Bossi su Tettamanzi: “Vescovo o imam?” Fini: “Presepe pieno di extracomunitari”

dicembre 7, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Infuria la polemica per il fuoco di fila della Lega che attraverso la Padania, con Calderoli e con il suo leader va giù dura sull’Arcivescovo di Milano: «Dovrebbe essere più vicino al territorio». Lui: «Non so se ce ne sia un altro che lo è tanto». La politica italiana, in particolare con i cattolici centristi, si stringe intorno a Tettamanzi. Poi l’intervento del presidente della Camera: «Inammissibile che il processo breve non valga per i reati in materia di immigrazione». Il servizio di Francesco Carosella.

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La “neutrale” Svizzera dice no ai minareti Esultano Lega-Gasparri: ‘Stanchi d’Islam’

novembre 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale del dialogo. Politico-culturale e a maggior ragione, quindi, interreligioso e tra le culture e i popoli della Terra. C’è naturalmente un punto di equilibrio tra l’apertura, il riconoscimento dell’ineluttabilità e del valore della società multiculturale e la riaffermazione dei nostri, valori e anche di parte della nostra identità. Ma le parole-chiave da mettere in campo per raggiungerlo sono le stesse: apertura, dialogo, riconoscimento. Naturalmente a partire da un’idea chiara di sè e senza dimenticare il senso e il valore di tutto ciò che ci portiamo dietro da secoli. Questa è la via di un’integrazione virtuosa. Quella per la quale detta la linea, in queste settimane, Gianfranco Fini, che non avrebbe potuto mai essere così lontano dalle idee leghiste. Che sono in perfetta sintonia con il voto contrario da parte dei cittadini svizzeri (hanno detto no il 57,6% degli elettori) alla costruzione delle torri delle moschee dalle quali si affaccia il muezzin, colui che annuncia la preghiera islamica. Un esito inatteso, per il referendum promosso dalla destra nazionalista elvetica, che impone una riflessione su ciò che sentono e vogliono davvero i cittadini europei. Senza agitare paure, senza ipocrisie. Ci racconta tutto la nostra Désirée Rosadi. Read more

Diario politico. Il senso di Berlusconi per la mafia: ‘Strozzo chi ha scritto La Piovra’

novembre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Francesco Carosella. Sotto pressione per il temuto, possibile avviso di garanzia in arrivo (si diceva) dalla procura di Firenze che indaga sulle stragi mafiose del ’93, il presidente del Consiglio attacca «chi scrive libri» su Cosa nostra, che sempre secondo Berlusconi ci farebbero fare «brutta figura». Mondo della cultura in rivolta. Placido: «Un autogol». Remo Girone, protagonista della fiction Rai sulla mafia: «Molti presero coscienza grazie a quei film». Quanto alle accuse riferite da “Libero” che stamattina titolava di un premier già iscritto nel registro degli indagati sempre nell’ambito dell’inchiesta sulle stragi, sono «infondate e infamanti», dice Berlusconi. Dalla procura comunque arriva una completa smentita: le posizioni di «nè lui, nè Dell’Utri» sono al vaglio degli investigatori. C’è solo la maggioranza sul palcoscenico della politica italiana di oggi – è sempre più assordante, comunque, il silenzio dei Democratici pur ripartiti e rinnovati di Bersani, che faticano a tenere, anzi, a prendere in mano il pallino del gioco – perchè è anche il giorno in cui la Lega ritira frettolosamente l’emendamento che prevedeva un limite di tempo per la cassa integrazione per gli immigrati. E di Fini che indica la strada: «L’inserimento degli stranieri nella vita civile e politica dei Paesi europei – dice il presidente della Camera – si ottiene attraverso un’estensione dei diritti di cittadinanza sociale e politica» e non, ovviamente, con il contrario. Racconto. Read more

Migranti, Francia&Italia incalzano Barroso E sul terrorismo: “Sì a censura internet”

novembre 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Lo hanno deciso i ministri dell’Interno del Mediterraneo riuniti ieri a Venezia. Lotta al terrore, sì alla chiusura dei siti che fanno apologia. Poi Maroni e l’omologo francese Besson rilanciano l’impegno di Berlusconi e Sarkozy per sollecitare «azioni concrete» da parte della Commissione europea sul tema dei flussi. E a margine scontri tra la polizia e i manifestanti. Ci racconta tutto Désirée Rosadi.           Read more

‘White Christmas’, via gli irregolari. Dove la Lega vuol “far piazza pulita” per Natale

novembre 24, 2009 by Redazione · 2 Comments 

A Coccaglio, nel bresciano, la nuova amministrazione di destra (tre assessori leghisti e tre del Pdl) ha dato il via ad ispezioni a tappeto per “scovare” tutti gli immigrati senza permesso e cacciarli, togliendogli la residenza, entro il 25 dicembre. «Per me il Natale è la festa della tradizione cristiana, della nostra identità», spiega senza giri di parole l’assessore alla sicurezza. «Il ministro Maroni – dice il sindaco – ci ha indicato come farlo senza incorrere nei ricorsi dei giudici». Ma una parte della cittadina protesta. E gli extracomunitari scendono in piazza per prendere le distanze da un altro straniero accusato di un delitto efferato. Ci racconta tutto Francesco Carosella. Read more

Diario politico. La visione di Tremonti: ‘La flessibilità? Non è valore. Il posto fisso sì’

ottobre 20, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Diario di grande contenuto in una giornata ricca nella sua accezione più alta per la politica italiana. Non è dato sapere quanto ci sia di reale e indipendente convincimento, e quanto di cal- colo elettoralistico o nella corsa alla futura leader- ship del centrodestra, quella della successione a Silvio Berlusconi: sta di fatto che dopo averci proposto le sue teorie tutto sommato anticapitali- stiche e sul protezionismo, il ministro dell’Economia stupisce ancora una volta facendo propria una ricetta del lavoro che rompe con il modello dominante del presente al quale si è da tempo adeguata, molto passivamente – in mancanza di una visione, appunto, e di una capacità propulsiva-propositiva – la sinistra riformista italiana. Vi raccontiamo dunque la presa di posizione di Tremonti. Nella nostra gerarchia di stasera segue la proposta di legge bipartisan firmata da deputati di tutte le formazioni presenti in Parlamento, ad esclusione della sola Lega, che prevede la concessione del voto agli immigrati (ovviamente regolari) alle sole elezioni amministrative e a partire dal sesto anno di residenza in Italia. Chiudiamo infine con la prolusione di Benedetto XVI sull’Europa. Sì: la laicità come metodo sostenuta da Marino non esclude, anzi richiede l’ascolto della voce della Chiesa, specie quando ha l’autorevolezza e lo spessore di quella di papa Ratzinger. Il tema dell’identità europea e del futuro del Vecchio continente esige l’ascolto di tutti. Anche perchè lungi da ciascuno avere la soluzione in tasca. Il racconto. Il più autorevole, specializzato e approfondito. Il racconto della politica italiana è solo sul suo giornale. Buona lettura. Read more

Urso: ‘Ora d’Islam nelle scuole’. Sì di Fini, D’Alema. Parla Volpi: ‘Si baciano in bocca’

ottobre 19, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Intervista all’alto dirigente del Carroccio, membro del Comitato parlamentare di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, “colomba” del partito di Bossi. Che assicura: «La Lega non vuole andare contro chi è di un’altra religione» ma la proposta del sottosegretario «è uno dei tanti rilanci del fine settimana». «Chi propone l’insegnamento della religione islamica non aiuta (infatti) l’integrazione bensì fa crescere i ghetti culturali». Ed è sbagliata, secondo Volpi, anche la risposta-provocazione del ministro per l’Agricoltura Zaia (anch’esso esponente leghista) che suggeriva al contrario di imporre l’apprendimento della religione cattolica ai giovani islamici. Da Bocchino (che chiedeva di non fare della questione tema di “competizione politica”) per il delfino di Maroni «un’affermazione preoccupante». Sì al riconoscimento delle radici cristiano-cattoliche. Al nord il problema delle «cellule terroristiche». Lo ha sentito la nostra Désirée Rosadi. Ascoltiamo.            Read more

Risponde Mauro: “Respingimenti? Necessari per evitare conflitti”

settembre 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Intervista esclusiva del giornale della politica italiana al presidente dei deputati Pdl al Parlamento europeo. Che difende il Governo e le sue contestate politiche sull’immigrazione: «Solidarietà a chi vive situazioni di fame e di guerra. Ma se mancano le regole a rischio la sicurezza». «Ora i 27 Paesi dell’Unione condivideranno i flussi: merito del nostro esecutivo». E sull’Africa, vero nodo originale della nostra immigrazione, «gli europei hanno sbagliato a pensare di sostituire il colonialismo con gli aiuti – dice Mauro - Il continente nero è diventato un acces- sorio per serate di gala. E i soldi vanno a monocrazie corrotte». Sulla conferma di Barroso: «Schulz lo aveva messo contro Berlusconi ricattandolo. Ma alla fine ha vinto Silvio». Lo ha sentito Marco Fattorini. Read more

Diario politico. La linea di Fini: “Migranti, italiani in cinque anni”. E’ scontro nel Pdl

settembre 27, 2009 by Redazione · 2 Comments 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Carmine Finelli. Il presidente della Camera parla alla festa del suo partito a Milano, e rilancia la proposta sulla cittadinanza agli stranieri: “C’è chi ama il nostro Paese anche senza essere nato qui”. Cicchitto: “Prima dobbiamo discuterne. Dieci anni più esami”. La Russa: “Apprezzo la chiarezza di Fini, meno le proposte estreme avanzate da alcuni nostri peones insieme a deputati Pd (tra cui Andrea Sarubbi collaboratore del nostro giornale, ndr)“. Non scema intanto la verve polemica di Maroni sull’immi- grazione: dopo la magistratura tocca alla Commis- sione Europea finire nel tritacarne del ministro: ”La Ue non fa abbastanza”, dice Bobo. Notizia del giorno: il Governo dà seguito al duro attacco del ministro Scajola e apre un’istruttoria nei confronti di “Annozero”. Il Pd: “Una cosa mai vista”. Il racconto. Read more

Diario politico. Migranti, Maroni: ‘Legge va applicata’. Scajola: ‘Vergogna-Santoro’

settembre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La più autorevole, esauriente, approfondita. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Giornata di polemiche aspre per la politica italiana. Protagonisti i due ministri. Il titolare dell’Interno attacca: “Le norme sulla clandestinità sono chiare, le capisce anche un bambino di sei anni. Non possiamo accettare che un magistrato le interpreti in un modo o nell’altro”. E poi: “Il Csm deve intervenire: non applicarle è un reato”. Anm: “I giudici sono liberi di applicare e interpretare le leggi secondo Costituzione”. Segue l’intervento, durissimo, del ministro per lo Sviluppo economico su “Annozero”: “È ora di finirla con l`ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sull`infamia, sulle porcherie. Convocherò i vertici Rai”. Garimberti: “Opportuno che l’offerta televisiva sia ampia e varia”. Gentiloni (Pd): “Parole fuorilegge”. Infine, vi rendiamo conto del discorso di Napolitano sull’Europa all’incontro con i neoeletti eurodeputati italiani. Il racconto.

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Il “razzismo” della Lega cos’ha in comune con quelli del passato? Le nostre risposte

settembre 16, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è, d’accordo, un grande quotidiano di informazione specializzata, la tribuna che ospita ogni giorno il dibattito ai più alti livelli della nostra politica, ma, anche, un centro di analisi ed elaborazione politica e culturale. Cerchiamo di leggere il presente attraverso la lezione della storia: dove ci porta cosa in base a dove ci ha già portato (che cosa). Le politiche della Lega costituiscono – grazie alla presenza del Carroccio al Governo – il punto di estremo avanzamento di un’ondata di xenofobia e razzismo e di richiesta di chiusura delle frontiere che attraversa tutta Europa. Ma questo quanto ha a che fare, ad esempio, con i nazionalismi del ’900? Quanto hanno a che fare le leggi della Lega con le leggi razziali emenate dal fascismo in Italia? Ce lo siamo chiesti ed ecco, in questo bellissimo articolo, la risposta. La firma è del nostro vicedirettore, Luca Lena.            Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Reato di irrazionalità

agosto 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Agosto è agli sgoccioli. Il giornale della politica italiana si prepara alla grande ripartenza settembrina. Oggi è il giorno del ritorno della rubrica della giovane esponente Radicale, che affronta il tema del reato di clandestinità e delle sue prime applicazioni concrete. Sentiamo. Read more

Diario politico. Ddl sicurezza, è legge. Il Vaticano: “Porta dolore a chi già soffre”

luglio 2, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. E’ il giorno dell’approvazione definitiva del pacchetto sulla sicurezza: introdotto il reato di immigrazione clandestina, ok anche alle ronde. Ve lo illustriamo punto per punto. Berlusconi: “Garantiamo i cittadini. L’ho voluto fortemente”. I Democratici: “Un danno per il Paese”. Il confronto al Senato tra Gasparri e Finocchiaro. Ma è anche il giorno della relazione del garante della privacy Pizzetti: “No a sanzioni contro chi fa informazione. Difendere la libertà della rete da chi la vuole soffocare”. E ancora, vi aggiorniamo come ogni sera sulla tragedia di Viareggio (sale a 19 il numero delle vittime) e vi rendiamo conto degli sviluppi dello scontro di ieri sulla cena del premier con i giudici della Consulta. Il racconto. Read more

Europee, nuova intervista a Mario Mauro: “Più nascite e più giovani”

maggio 21, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Vicepresidente uscente del Parla- mento europeo, ricandidato dal Pdl per questa tornata del voto conti- nentale, è il prescelto del nostro Paese per lo scranno più alto dell’assemblea di Strasburgo qualora dovesse essere confermata la maggioranza conservatrice. Lo abbiamo risentito a meno di tre settimane dalle elezioni. L’intervista è di Marco Fattorini. Read more

La polemica. Lerner risponde a “Il Foglio” su caso Siegel di G. Lerner

maggio 21, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Leo Siegel, ex missino oggi leghi- sta, conduttore di Radio Padania, il giorno successivo ad una punta- ta de “L’Infedele” attaccò in diretta Lerner per la sua presa di posizione in favore dei rom, con espressioni molto dure (nei confronti suoi e degli stessi rom). L’ex direttore del Tg1 ha poi denunciato il leghista, “non per ottenere un risarcimento ma perchè sia stabilito un principio: certe parole non si possono usare”, perchè “istigano all’odio razziale” e possono costituire l’humus, o l’alimento di una successiva violenza. Il quotidiano di Giuliano Ferrara ha ripreso la storia. Ospitiamo la risposta di Lerner (e in coda l’articolo di Marianna Rizzini su “Il Foglio”). Sentiamo. Read more

DIARIO POLITICO. Caso Mills, la reazione di Berlusconi: “Sentenza scandalosa”

maggio 19, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Diario politico speciale, per una giornata di grande rilievo per la politica italiana. Vero e proprio dossier stilato dal nostro Gabriele Canarini sui cinque grandi temi della giornata: in apertura l’informazione sulla condanna dell’avvocato inglese che, secondo i giudici, è stato corrotto dal presidente del Consiglio, con le parole pronunciate da quest’ultimo poche ore dopo la diffusione della notizia. Poi immigrazione e Unione Europa, con il presidente della Commissione Barroso presente a L’Aquila dove ha incontrato Berlusconi, per discutere anche – terzo tema – di Abruzzo e ricostruzione. Infine, il G8 dell’Università con le reazioni della politica agli scontri di oggi e la vigilia delle nomine Rai, per la richiesta del presidente della Commissione di Vigilanza Zavoli di tenere conto maggiormente della “ricchezza culturale dell’azienda e del Paese”. Il racconto. Read more

Diario politico. Fini: “No a leggi su base religiosa”. Onu, Maroni: basta polemiche

maggio 19, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Il presidente della Camera lancia un nuovo monito per ciò che riguarda la laicità dello Stato. Critiche da destra. Lupi: “Sbaglia”. Il Vaticano: “No ai precetti, ma si parla dei diritti delle persone”. Intanto si accende il confronto nella maggioranza dopo le parole di La Russa contro l’Unhcr. Maroni: “Toni incomprensibili. Si rischia di pregiudicare il lavoro fatto in questi mesi”. Lo stesso Fini: “Salvaguardare il diritto alla vita. Nessun migrante è felice di lasciare il Paese d’origine”. Il racconto. Read more

Diario politico. Frattini: ‘Rispettare l’Onu’ D’Alema: “E non si violino i diritti umani”

maggio 17, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Confronto vivace e interessante sul tema dei respingimenti e dell’immigrazione in generale, nonchè sui rapporti con i grandi organismi internazionali. Comincia Frattini chiosando le parole di La Russa di ieri: “Anche quando sbagliano, e in questo caso con il Governo sbagliano, vanno rispettati”. Il collega alla Difesa: “Dispiaciuto ma confermo nel merito”. L’ex ministro degli Esteri e dirigente del Pd: “E’ un fatto di diritto internazionale. Il centrosinistra contrastò l’immigrazione clandestina molto più efficacemente di questo Governo che produrrà altra immigrazione clandestina”. Sentiamo. Read more

Diario politico. Crisi, Berlusconi: “I media esagerano”. Il Pd: “Non prenda in giro”

maggio 16, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Laura Liucci. I dati negativi dell’economia al centro del confronto (a distanza) tra maggioranza e opposizione. In visita a Mosca, il presidente del Consiglio accusa la stampa di dipingere la crisi come “irreversibile e catastrofica”. “C’è stato il diluvio – dice Berlusconi – ma dopo tutto è tornato come prima”. Il G8 “sarà un’occasione davvero importante per cercare di dare una risposta alla crisi”, aggiunge il premier. Ironizza l’opposizio- ne: “Ieri la crisi era un problema psicologico, oggi il diluvio è passato”, contesta il leader del Pd che cita i dati del Fmi secondi i quali l’Italia avrebbe messo in campo, per rispondere al momento di difficoltà, lo 0,2% del Pil ovvero meno di un decimo della media mondiale. Sul fronte-respingimenti duro attacco del ministro della Difesa La Russa alla rappresentante in Italia dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, Laura Boldrini. Il racconto. Read more

Diario politico. Monito di Napolitano sul rischio-xenofobia. Il premier: ‘Non a noi’

maggio 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Laura Liucci. La giornata si è aperta all’insegna delle parole del capo dello Stato, che ha parlato di «una retorica pubblica che non esita, anche in Italia, a incorporare accenti di intolleranza e xenofobia». Maroni intanto difendeva la sua linea invitando a leggere meglio il testo del decreto sicurezza e auspicando interventi “dell’Unione Europea a sostegno dei Paesi in prima fila nella lotta all’immigrazione clandestina”. Alla Camera, nel pomeriggio, è arrivato il sì definitivo al ddl che ora tornerà al Senato. Duro scontro tra maggioranza e opposizione con un botta e risposta durante le dichiarazioni di voto tra il ministro dell’Interno e Franceschini. Il racconto. Read more

“Sì” della Camera al ddl sicurezza E scatta l’accusa di “xenofobia”

maggio 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La prima ‘critica’ è venuta dal presi- dente della Repubblica, con un ri- chiamo indiretto ma con un preci- so riferimento agli ultimi giorni: “Anche in Italia si è diffusa una retorica che non esita ad incorporare accenti di razzismo e xenofobia”. Ha continuato l’opposizione, che in aula ha parlato, per bocca del segretario del Pd Franceschini, di “spot elettorale costruito sulla paura”. E proprio sulla reazione del Paese al ddl sicurezza e, in generale, alle scelte di politica di immigrazione del Governo si concentra la controffensiva dialettica della maggioranza, che, prima con Bossi, poi con lo stesso presidente del Consiglio, parla di ”ascolto del Paese” e fa riferimento al “consenso del 75% degli italiani”. Il punto su questo tema, con Attilio Ievolella. Read more

Diario politico. Fini: “Troppa propaganda” Il Pd: “Vogliono privatizzare la Sanità”

maggio 13, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Giornata intensa per la politica italiana. Sul fronte parlamentare è stata, come detto, votata la fiducia al decreto sicurezza sul quale continuano le polemiche, in particolare sulle possibili ripercussioni per i figli degli immigrati che rischierebbero di non poter essere riconosciuti e registrati all’anagrafe. Critiche dal presidente della Camera che, se da un lato va incontro all’idea di Maroni di chiedere all’Onu di organizzare centri di verifica dei requisiti per chiedere l’asilo nei paesi di provenienza dei migranti, dall’altro bacchetta la (sua) maggioranza. A questo proposito c’è stato un incontro tra Fini e Umberto Bossi, nel quale si è discusso dei “rapporti tra alleati”. Ma la giornata è proseguita poi con una importante conferenza stampa di Dario Franceschini, che ha lanciato l’allarme e annunciato che i Democratici sono pronti «a fare una dura battaglia contro l’intenzione del governo di smantellare il servizio pubblico sanitario e andare verso la sua privatizzazione». Il racconto. Read more

I tre “sì” della Camera al decreto sicurezza. Cei: “E l’integrazione?”

maggio 13, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

316 contro 258, poi due volte 315 contro 247 e 237. Sono finiti così i tre voti di fiducia sul ddl voluto dal Governo che segna una svolta decisiva per il Paese in tema di immigrazione ma non solo. Attilio Ievolella ci racconta com’è andata. E dopo, ulteriori aggiornamenti nel Diario politico. Read more

L’intervento. Decreto sicurezza, il tema-lotta alla mafia di F. Laratta

maggio 13, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ stato votato oggi, il ddl del Go- verno in tema di sicurezza e immigrazione. E proprio delle parti che riguardano i migranti si è parlato in questi giorni. Ma ci sono anche dei risvolti per il contrasto alla criminalità organizzata. Ed è su questo che il deputato del Partito Democratico, membro della Commissione Nazionale Antimafia, dice la sua. Sentiamo. Read more

Diario politico. L’Onu: “L’Italia riammetta i respinti”. Maroni: “Se ne facciano carico”

maggio 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Arriva in serata la reazione del ministro dell’Interno alle critiche dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni unite che aveva chiesto al Governo italiano di ripensarci, e di riaccogliere le persone rimandate in Libia, tra le quali poteva esserci chi avesse diritto all’asilo politico. “Non capisco qual e’ il problema. La Libia fa parte dell’Onu e in Libia c’e’ l’Unhcr. Facciano le verifiche lì”, ha detto Maroni, la cui presa di posizione fa seguito a quella di Berlusconi che in giornata aveva seguitato a difenderlo: “Il Viminale attua accordi presi da me. Quelli dei migranti sono traffici organizzati da criminali”. Franceschini: “La maggioranza usa i barconi per uno spot elettorale”. Torniamo sul tema del ddl sicurezza che sarà votato domani alla Camera, che approfondiamo. E a parlare di referendum, sul quale il segretario del Pd chiede unità al partito sulla scelta di sostenerlo. Il racconto. Read more

Domani è il giorno del decreto sicurezza Pronta la fiducia. E’ scontro politico duro

maggio 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giorno atteso in particolare dalla Lega, ma anche dalle opposizioni che hanno confidato fino alla fine di riuscire a scongiurare il voto di fiducia (con un ultimo tentativo con il presidente Fini, andato a vuoto), sta per arrivare: domani, infatti, alla Camera andrà in votazione il provvedimento del Governo che prevede, tra l’altro, l’introduzione del reato di immigrazione clandestina, l’aumento a sei mesi del periodo di permanenza degli immigrati clandestini nei Cie e l’istituzione delle ronde. Con Attilio Ievolella facciamo il punto delle ultime ore. Sentiamo. Read more

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