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***Il futuro dell’Italia***
VENDOLA E DI PIETRO? ENTRINO NEL PD

luglio 20, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le elezioni si avvicinano. Nel centro-centrosinistra partono i veti incrociati: “mai con Casini”, dice Vendola; “siamo noi che non vogliamo”, risponde Casini. E i Democratici (o almeno Finocchiaro): “Con chi attacca il Quirinale (Di Pietro) il discorso-alleanze è chiuso”. Ma se la legge elettorale – com’è probabile – resterà la stessa (ma anche in caso contrario), verso altrettanto probabili (a questo punto) elezioni anticipate, e l’alleanza con l’Udc – per quanto mal digerita dalla base Pd – eviterebbe il rischio (che in effetti esiste) di un “ricompattamento” dell’area moderata, con ricadute (nella “ghettizzazione” della sinistra così interpretata da Giuliano Amato) di occhettiana memoria capaci di (ri)mettere in discussione una vittoria data per certa dai sondaggi, perché il primo partito italiano – nato per rappresentare tutta l’area progressista – non propone a Idv e Sel (a condizione di accettare naturalmente da subito il principio “una testa un voto”) di confluire dentro se stesso - attraverso proprio il “rito” delle (a questo punto, pure, eventuali) primarie – allargando tutto ciò anche ad associazioni e società civile, come già fatto da Bersani (nell’indicazione dei candidati Democratici al Cda Rai) nell’unico atto riuscito della sua segreteria? Si riunirebbero così finalmente elettori – quelli del centrosinistra “erede” dell’Unione – che la pensano allo stesso modo su tutto, e che da anni chiedono l’unità dei partiti che li rappresentano (e che se fosse raggiunta per una sincera adesione dei loro protagonisti, e non per mero calcolo elettoralistico, porterebbe un valore aggiunto capace di “compensare” l’eventuale “recupero” di un Berlusconi intenzionato a mettere in campo una creatura nuova – o (apparentemente) rinnovata), puntando a (superare – ?) quel 40% che costituisce la soglia di realizzazione del partito a vocazione maggioritaria tratteggiato da Veltroni (che è il Pd nella sua conformazione originale), e disinnescando ad un tempo – assorbendoli dentro di sé – leadership a (persistente) “rischio” di radicalismo e populismo come quelle di Vendola (ormai, da tempo, meno) e Di Pietro. Un Pd forte – che ha bisogno naturalmente di una guida altrettanto forte – bilancerebbe la (pur necessaria) alleanza con Casini (e magari con l’ala più innovativa e onesta e responsabile dei futuristi di Fini) senza rischiare (ovviamente tutto ciò andrebbe centrato sul programma del “partito dell’Italia” e non ridotto a mera operazione politicista) di subire emorragie a sinistra. Sul tema dell’innovazione, da perseguire con la cultura e con la formazione, più potenti (e finora mai utilizzate fino in fondo) leve di eguaglianza e insieme di crescita, sarebbe probabilmente motivato a confluire anche quell’(“altro” – ?) 40% di italiani che da molti anni non vota, e che non vedrebbe l’ora di aderire e sostenere un progetto di (vero) cambiamento. Unica condizione, la disponibilità-determinazione a votare riforme anti-conservatrici e di rottura (col passato; compreso quello clientelare: capito, Casini?), per accettare confluenze ed alleanze, alla quale il Pd non dovrebbe (mai) rinunciare. O tradirà se stesso (e soprattutto il nostro paese). Ecco come, ormai nel settembre 2011 (un anno fa!), nelle settimane dell’incontro di Vasto (foto), il nostro direttore “anticipava” questa stessa “sfida” lanciata ai leader di Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà.
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***Il ritorno del grande sondaggista***
CARI PIGI, VENDOLA, DI PIETRO: LA VOSTRA STAGIONE E’ FINITA
di LUIGI CRESPI

marzo 6, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

E comincia il tempo in cui le persone tornano a scegliere in base all’”offerta politica”, ai contenuti; perché nell’Italia in cui finisce (anche, “così”), oggi, ciò che era cominciato nel dopoguerra, gli italiani chiedono alla Politica di tornare ad indicare loro un orizzonte, e il modo in cui, concretamente, lo si possa perseguire. Per ritrovare la motivazione che consentì ai nostri nonni – forgiati dalle guerre e dalla dittatura – di compiere il boom e di lasciarci un’eredità tale da vivere di rendita fino, appunto, ad oggi. Quando però quell’esplosione di capacità, di genio, di creatività ha terminato la propria spinta propulsiva, la propria onda lunga, ed è necessaria – ora! – una classe dirigente che sappia – perché ne sente l’esigenza (morale) avviarne una nuova. Ora, prima che sia troppo tardi. Tutto questo è perfetta- mente (?) “certificato” (speriamo non sia proprio il caso di dirlo), scrive l’ex spin doctor di Berlusconi, dal volto (al contrario) e dalla vittoria (sia pure ora rimessa in discussione), nelle primarie del centrosinistra a Palermo, di Ferrandelli – ma anche dal buon risultato di Davide Faraone – 31enne ex Idv che proponeva – perché aveva, da dire – qualcosa per la città. E, comunque, una visione, una – in tutti i sensi – prospettiva. quella che l’attuale classe dirigente autoreferenziale non è più in grado di offrire. Perché non (ne) sente più (la) necessità. E quindi sì, caro Pigi, è ora di “toglierci dai c…”. Ma non tutti (noi), ma voi che siete al potere da (ben più di) vent’anni, i trenta del nostro declino, e di certo – è ormai comprovato – non avete le risorse (morali, e – quindi – Politiche) per farci rialzare in piedi e ripartire. Come – sia pure in modo diverso – non le ha il presidente del Consiglio e il suo governo, Politico nel momento in cui sarebbe meglio si limitasse ad essere tecnico (quando minaccia di – non – riformare il lavoro abolendo l’art. 18, configurando una concezione – Politica – liberista e legata – in tutti i sensi? – al mondo dei mercati), e tecnico quando dovrebbe essere Politico (se è vero che sia necessario offrire un punto di riferimento al Paese non solo nei termini, meritori, di un buon esempio – di sobrietà, direbbe Papaleo – ma anche come leadership e capacità di indicare un orizzonte e suscitare il necessario entusiasmo. Necessario ad un Paese che ha bisogno di rialzarsi, e ritrovare se stesso, e non solo di vedersi cambiare regole che non ha la forza – di fare – per “rispettare” – in senso – anche – alto). Il commento del capo di Crespi Ricerche. di LUIGI CRESPI Read more

***Il futuro dell’Italia***
VENDOLA E DI PIETRO? ENTRINO NEL PD
di MATTEO PATRONE

gennaio 26, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

I capi della sinistra radicale propongono a Bersani un’alleanza elettorale (?). Ma perché quello che dovrà essere – di gran lunga e stabilmente – il primo partito italiano, dovrebbe regalare la (propria) golden share – assicurando loro voti che altrimenti non raccoglierebbero mai – a due movimenti minoritari, populistici e personali come Idv e Sel?
di MATTEO PATRONE Read more

Ultimi paradossi populismo berlusconiano Pdl addita antidemocraticità (poteri forti) ‘Pd’ vi ri(n)corre (da sempre) per salvarsi Blair: ‘Destra/sinistra non han più senso’ Da berlusconismo esce solo con Politica Che è (“anche”) “ciò” che serve all’Italia
di GINEVRA BAFFIGO

novembre 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Politica che non è – naturalmente – né la strizzata d’occhio di Cicchitto alla base popolare; né coincide con la concezione bersaniana di un gioco di squadra che altro non è che l’àncora di salvataggio di leadership inconsistenti. Che sono costrette, perciò, a farsi sostituire. Nell’assunzione di responsabilità. Della guida. Che si declina - in primo luogo – nell’indicazione della strada. E nel sostanziamento del progetto. Oggi l’Italia non ha (?) né l’una né l’altro. E “deve” affidarsi alla dettatura della Bce. Rispetto alla quale comunque il profilo “tecnico” – e la stessa affinità culturale – di Monti è la garanzia, semmai, di una indipendenza che la nostra politica politicante autoreferenziale di oggi non è – appunto – in grado di assicurare. Ma così il Paese vivacchia. E non (se) ne esce. L’attuale classe dirigente non può sopravvivere a questo viatico concepito da Napolitano per salvarci dall’onda lunga della passività berlusconiana. Ovvero il momento in cui alzare gli occhi dallo Specchio – superare l’autoreferenzialità, che è un tutt’uno con il formalismo – non può essere calendarizzato oltre le (future) dimissioni del governo Monti – per mandato esaurito – o la fine della legislatura. E comincia con un profondo rinnovamento della classe dirigente. Rinnovamento – in questo Bersani ha ragione - aperto. A chi non (si) guarda allo specchi(ett)o (retrovisore). E alza, piuttosto, lo sguardo (all’orizzonte). La nostra vicedirettrice ci racconta ora l’ultimo giorno di Berlusconi premier.
di GINEVRA BAFFIGO Read more

Sta dunque per nascere I governo Monti “Scelta” dichiara inadeguatezza ‘politica’ A Mario diciamo: comincia ad/da innovare Nuova classe dirigente ri/costruirà futuro
di GAD LERNER

novembre 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mario Monti è un economista apprezzato in tutto il mondo, che ci assicura un pronto “recupero” di credibilità. Ma anche una gestione capace, probabilmente, di “salvare” – momentaneamente – l’Italia dal tracollo. E dunque, in mancanza (ancora) di un Pd in grado - mesi fa – di assumere la leadership del Paese, va bene così. E, come ragioneremo in seguito con Gigi Crespi, la recalcitranza di Lega e Italia dei valori conferma la loro (più spiccata) autoreferenzialità – nella diffusa autoreferenzialità della generazione alla quale appartengono i loro “capi” – e il populismo di questi due movimenti – non a caso, nonostante la progressiva (ri)organizzazione dei separatisti – che prima verranno “riassorbiti” in due forze maggioritarie, di centrodestra e di centrosinistra, capaci di rappresentare – dandosi il solo scopo di fare il bene del Paese! Sia pure, eventualmente, a partire da sensibilità e punti di vista non del tutto collimanti – e di “rieducare” anche le istanze dei loro “popoli”, meglio sarà – in primo luogo – per la nostra democrazia, e dunque per l’Italia. Ma – premesso che ora va bene così, e il giornale della politica italiana fornirà tutto il proprio (possibile) apporto in termini di proposte e “suggerimenti” al futuro presidente del Consiglio e al suo governo – in questo stesso momento stiamo celebrando (? Anche. In tutti i sensi) il funerale di una classe “dirigente” (?) e – se di ciò non prenderanno atto i suoi “protagonisti” – della stessa possibilità (almeno in tempi brevi) di una Politica nella nostra nazione. Perché se una generazione porta il Paese alle condizioni attuali, non è (naturalmente) in grado di fornire gli anticorpi alla malattia che lei stessa ha provocato, e non ha la responsabilità di prendere coscienza di tutto ciò e di farsi – prontamente – da parte, è evidente che quella generazione ha fatto il suo tempo, e non può – onestamente e responsabilmente – avere la “pretesa” di reiterare tutto questo. Dunque con Monti, adesso. Ma un minuto dopo – dopo che il suo mandato (in senso tecnico. In tutti i sensi – ?) sarà esaurito - tornino (?) in campo le idee - e coloro che le pro/pre-pongono - su dove vogliamo (ri)portare – per il futuro! – l’Italia. Evitando di cedere alla tentazione di ricandidare senz’altro - ci rivolgiamo, naturalmente, al Partito Democratico, giustamente rintuzzato su questo punto da Goffredo de Marchis in un’intervista di qualche giorno fa a Veltroni – un tecnico che tutti confidiamo possa fornire un’ottima risposta in termini di “gestione” – e scioglimento dei nodi – dell’esistente, ma dal quale non “possiamo” (ragionevolmente) attenderci le (vere) risposte – Politiche! – a partire dalle quali cominciare a (ri)definire e costruire, appunto, il nostro futuro. Prima di passare la palla a Gad, che commenta la nomina, di fatto, del presidente della Bocconi, alla celebrazione, ancora una volta, che non entra nel merito delle questioni – dove sono i contenuti nel dibattito sulla salvezza dell’Italia? Appunto, come rilevavamo nei giorni scorsi, tutto è ridotto ad un “plebiscito” – sì o no – sulle indicazioni della Bce – portiamo l’elemento, utile, che Mario Monti ha dovuto scrivere una significativa serie di editoriali da presidente del Consiglio “in pectore”, prima di arrivare anche alla sola presa di coscienza che, oltre al rigore, era necessario agire perché il nostro Paese riprendesse a crescere (“Fare” un po’ di “archivio” per credere). Dunque, oggi l’Italia, forse, comincerà a salvarsi. Per un altro po’. Ma poi verrà il momento, finalmente, in cui torna la Politica. E, oltre a cercare di sbarcare il lunario, proveremo a lasciare un’eredità – un Paese - un po’ più significativa – e duratura! - alle generazioni che verranno dopo di noi. di GAD LERNER Read more

Il futuro dell’Italia. Vendola e Di Pietro? Entrino nel Pd M. Patrone

ottobre 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ma perché quello che dovrà essere – di gran lunga e stabilmente – il primo partito italiano, dovrebbe regalare la (propria) golden share – assicurando loro voti che altrimenti non raccoglierebbero mai – a due movimenti minoritari, populistici e personali come Idv e Sel? di MATTEO PATRONE Read more

LOTTA ALLA LEGALITA’: SAVERIO ROMANO E LA NUOVA POLITICA DEL CARROCCIO di MASSIMO DONADI

settembre 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Respinta la mozione di sfiducia per Saverio Romano, titolare del dicastero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Bastano 315 “sì” per sospendere le indagini per concorso esterno in associazione mafiosa che lo riguardano. I “no” non superano la quota 294. I radicali nelle file del PD fanno perdere 6 voti all’opposizione. Il governo invece si ritiene soddisfatto: Berlusconi osanna la compattezza della Lega e della sua maggioranza, che malgrado la guerra intestina non vede minata la sua efficienza al governo. Il ministro è “salvo”. Almeno nell’aula di Montecitorio. Ma varcata la soglia, una folla in protesta rivendica quella lotta alla legalità, che il Pdl e la Lega (tra cui il ministro Maroni) sciorinano da tanti mesi quale fiore all’occhiello di un “governo del fare”. Una sola realtà ma due pesi per misurarla? Ciò che è valido nel mezzogiorno, nelle grandi città del centro e del nord d’Italia, lo è ancora in Parlamento? di MASSIMO DONADI. Read more

***DL ANTICRISI*** E SULLA MANOVRA PIU’ EQUA(?) OPPOSIZIONI, SINDACATI E MAGISTRATURA PROMETTONO BATTAGLIA

agosto 30, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La manovra più equa, partorita ad Arcore, desta una tempesta di critiche. I sindacati, in attesa dello sciopero generale Cgil indetto per il 6 settembre, sono inferociti. Per la Camusso questo è «un golpe». Mentre il comitato intermagistrature, che coordina l’Associazione nazionale magistrati e le principali sigle rappresentative della magistratura contabile e amministrativa, tra cui l’Avvocatura dello Stato, entra nel merito del provvedimento additando propria nella mancata “equità”, di cui invece Berlusconi si era vantato stamani, ragioni sufficienti a sbarrare la strada al disegno di legge per incostituzionalità. «È del tutto evidente l’incostituzionalità di una disposizione con la quale si opera una decurtazione secca del trattamento economico solo dei dipendenti pubblici, in violazione dei principi di eguaglianza e di progressivià del sistema fiscale» chiosa il Comitato. Ora, in attesa di conoscere nel dettaglio il testo definitivo delle modifiche alla manovra, le toghe si riservano «l’adozione di iniziative di protesta, nessuna esclusa», ovvero una minaccia velata di possibili scioperi. Quanto alle parti politiche il dibattito si sposta sull’asse Pd-Pdl. Il partito dei Democratici, prima ancora che il testo approdi in Parlamento, si dice fortemente contrario alle misure. «La giustizia di Arcore e di Bellerio è dunque la seguente: non si può rompere il patto con gli evasori fiscali e gli esportatori illeciti di capitali, ma lo si può rompere con chi è stato tanto fesso da servire il paese facendo il militare o da studiare e poi riscattare di tasca propria la laurea. Dopo il patto di Arcore, i conti della manovra del governo tornano ancora di meno e le ingiustizie pesano ancora di più». La chiosa al vetriolo è di Pierluigi Bersani che dunque promette battaglia in sede di discussione. Alla replica troviamo il neo numero uno del PDL, Angelino Alfano, che prova a smorzare i toni nella speranza (vacua?) di ottenere larghe intese: «ci auguriamo che la parte più responsabile delle opposizioni faccia prevalere l’interesse del Paese rispetto a divisioni e polemiche che gli italiani, giustamente, non comprenderebbero. Tra luglio e l’incontro di ieri – spiega Alfano – il governo e la maggioranza hanno proposto riforme coraggiose (dal collocamento alla contrattazione, dalle province al numero dei parlamentari, per limitarci a pochi esempi) che hanno un valore particolare perchè adottate in tempi di crisi mondiale». Al di là del gioco delle parti, e del sensato interesse di ciascuno a portar acqua al proprio mulino, il problema della manovra è intrinseco alla stessa. Attendiamo il testo per ulteriori specificazioni, ma stando alle dichiarazioni del governo, alla sua opera di pubblicizzazione della propria creatura, è evidente che il concetto di equità sia difficilmente applicabile al frutto di questo lavoro estivo. All’interno, di MASSIMO DONADI*. Read more

Sondaggio Crespi, Pd-Idv-Sel sono a +5 Ma Democratici ancora inchiodati a 26.8% Centrosinistra avanti perché crolla Silvio Zero spostamento voti da destra/ sinistra Di Pietro: “E’ quello che sto dicendo…”

giugno 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Una “vittoria” (potenziale) di Pirro, per due ragioni. La prima è che non vince il centrosinistra, ma perde Berlusconi. E il contrario non è (appunto) la stessa cosa. La seconda è che gli elettori “persi” dal Cavaliere sono in realtà “semplici” delusi: e (anche) la solita operazione di rimobilitazione dei propri “tifosi” compiuta dal presidente del Consiglio nelle ultime settimane di ogni campagna elettorale sarebbe capace di riportarli alle urne, dalla stessa parte. E’ vero che né De Magistris né Pisapia al primo turno avevano superato il 50%; e si trovavano più o meno nella condizione del centrosinistra a livello nazionale, secondo il sondaggio. Ma è altrettanto vero che in un ipotetico (e non reale) “secondo turno” alle politiche è prevedibile come il deficit di novità e di cambiamento che si riscontra nell’attuale proposta (?) del Pd e degli alleati rispetto, appunto, alle candidature nuove dei neo-sindaci di Milano e Napoli (presi a paradigma di un intero nuovo movimento) impedirebbe di ripetere lo stesso exploit, e riaprirebbe una partita secondo questi dati, al momento, “chiusa”. Il Pd non può dunque crogiolarsi nell’illusione che il crollo di Berlusconi sia condizione sufficiente a mantenere in “vita” l’attuale classe dirigente: è necessario un cambio di passo, che non può che riguardare i nomi – i “volti” - e basarsi, contemporaneamente, sui contenuti. Il grande sondaggista ci presenta ora (brevemente) i dati in tabella. di LUIGI CRESPI
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***L’intervento***
ORA BERLUSCONI SI DIMETTA
di MASSIMO DONADI*

maggio 31, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il centrosinistra chiede che il presidente del Consiglio lasci prima della verifica (sui sottosegretari, quella pretesa dal capo dello Stato) programmata il 20 giugno. Lo ha fatto Franceschini in Aula, lo ha ribadito Bersani; rilancia ora, dalle colonne del giornale della politica italiana, anche il capogruppo alla Camera di Idv. “E si vada subito al voto”, scrive Donadi; perché da oggi “un’al- ternativa di centrosinistra a questo governo, fondata sull’alleanza tra Pd, Italia dei Valori e Sel, c’è e vin- ce”. Sentiamo. di MASSIMO DONADI* Read more

Sondaggio. La fiducia nel premier crolla del 30% in un anno L. Crespi

marzo 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Berlusconi paga lo scotto dei propri errori e perde anche nelle intenzioni di voto, con il Pdl – al 27% – ormai ridotto al consenso della sola Forza Italia neanche dei giorni migliori. Dall’altra parte l’intera coalizione di centrosinistra (con dentro anche comunisti e Radicali, tolto il Movimento 5 Stelle) fa complessivamente il (possibile) risultato di un (solo) Pd che si facesse partito dell’Italia e assolvesse alla propria funzione storica di salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese: 41%. E che i Democratici siano tutt’oggi rinchiusi nella propria riserva indiana (al 24%) lo dimostra la quota degli indecisi, il vero bacino elettorale dal quale dovrebbe aspirare ad attrarre voti il partito di Bersani, convincendo di essere la forza post-ideologica capace di fare il (solo) bene di (tutto) il Paese: che rimane – gli indecisi – non solo il primo “partito”, ma anche la prima “coalizione”. Terzo polo fermo al 15% (poco più del consenso di An da sola prima della nascita del Pdl). Ci presenta i dati, il grande sondaggista. di LUIGI CRESPI Read more

“(Nostra) dignità dell’Italia is not for sale Gino Bucchino, gigante tra (anche) nani Ecco cosa mi ha raccontato oggi in aula
di ANDREA SARUBBI*

febbraio 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il parlamentare del Pd che ha rifiutato 150mila euro e la rielezione garantita offertagli da (presunti) emissari di Verdini perché non si fa e per difendere, così, «l’immagine del Parlamento, cuore della democrazia fatto di persone onorabili». Un eroe di questo tempo, che un giorno, anche qui, tornerà ad essere la più assoluta (straordinaria) normalità. E’ una promessa che (ci) facciamo tutti insieme. E alla quale appunto, insieme, stiamo lavorando. Il nostro Sarubbi lo ha avvicinato stamattina alla Camera. Ce lo racconta così. di ANDREA SARUBBI* Read more

Ora schianta la fiducia in Berlusconi: – 4% Ma il Pdl (per il momento) regge il colpo Crespi: ‘E’ per la mancanza di alternative’

gennaio 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sondaggio Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana, oggi nel premier “crede” solo un terzo degli italiani. Questo non basta a rilanciare il centrosinistra: al di là della lotta cannibalica al proprio interno – Sel al massimo storico: 8,5% – il Pd resta inchiodato al 23% e il boom degli indecisi – 42% – segnala la mancanza di un approdo che non può essere rappresentato da un improbabile terzo polo e che solo i Democratici fattisi “partito dell’Italia” – quale la proposta di Veltroni in parte tornerebbe a renderli – potrebbero costituire. Non a caso sopra il 40% continua ad essere l’elettorato potenziale di un Pd che deve compiere se stesso per salvarsi, salvare il bipolarismo e salvare, (così,) anche l’Italia, rifacendola grande. Una prospettiva alla quale l’attuale segreteria si sta progressivamente convertendo, ma, non possedendola, è evidente che ha e avrà molte difficoltà ad interpretarla fino in fondo. Ma veniamo ai dati: all’interno le tabelle e la lettura del grande sondaggista. di LUIGI CRESPI Read more

Ora Bar Democratico, di Emidio Picariello Perché Renzi non è (più, con) Berlusconi

dicembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La «narrazione» con cui il giornale della politica italiana apre questa settimana sospesa tra Natale e Capodanno, ma che il Politico.it utilizzerà per portare ancora elementi, mettere in campo idee, “festeggiare” nell’accezione più alta e arricchente che si possa attribuire al termine, è dedicata ad un altro risvolto della nostra politica autoreferenziale di oggi, quella che, come riprende stamattina Alessandro Gilioli dal nostro discorso quotidiano, è «fine a se stessa, priva di idee, orientata alla sola propria perpetuazione». Il potere per il potere. Quello che, in una serie di sfumature che vanno dalla politica del «tutto e subito» ma ancora (un po’) per il Paese dei governi del pentapartito degli anni ottanta fino all’autoreferenzialità pura, totale, estrema della Seconda Res publica (?) odierna, ha accompagnato mano nella mano l’Italia sulla strada del declino, inebriandola di promesse vacue ed inutili e abbandonandola poi sotto il cielo plumbeo, minacciante pioggia, nelle raffiche di vento che annunciano temporali sul dirupo che porta alla fine del nostro Paese, in un modo che potrebbe non essere tanto sgradito alla Lega. Ma che noi – ovviamente – respingiamo, e che eviteremo possa realizzarsi, tutti insieme, e lo faremo anche grazie a questo nostro racconto di oggi, che parla del doppiopesismo della nostra classe politica (?) attuale. Ovvero quel variare la propria posizione rispetto ad una specifica questione a seconda che questa abbia riverberi su di sé o sugli altri, così da assicurare (ancora) la propria sopravvivenza. E’ il caso, per cominciare, di quel Bersani che vince le primarie e promette che «mai saranno toccate», ma che oggi le rimette – invece – in discussione, in nome di un progetto (?) di alleanza o, forse, più propriamente, per fermare Vendola o – meno legittimamente – Renzi. Come riflette il nostro Pica- riello da cui facciamo oggi colazione. Read more

L’intervento. Ora stop agli egoismi di Idv e Vendola Massimo Donadi

dicembre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Che impediscono di costruire un nuovo centrosinistra più di quanto non facciano i tentativi (sia pure fra mille errori) di trovare una quadra del Partito Democratico. Il capogruppo alla Camera di Italia dei Valori interviene sul “suo” giornale della politica italiana nel confronto in corso nell’opposizione per cercare una via per costruire l’«alternativa», un’alternativa che sia in grado di vincere le elezioni. di MASSIMO DONADI* Read more

Pigi: ‘Entro gennaio la nostra piattaforma’ D’Alema: “Non in generale ma le riforme” Va meglio, ma serve più un’idea di futuro Non “piattaforma” o “le riforme” (anche) Ma sogno dell’Italia che (così, poi) verrà

dicembre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non ci prendete per puntigliosi: il giornale della politica italiana è il principale fautore della presa di coscienza che vede ora i Democratici impegnati a darsi un progetto. Il problema è che «piattaforma», e «le riforme», non esprimono ciò che il Politico.it ha indicato per primo – a partire, va detto, dal concetto di «narrazione» di Vendola – servisse al centrosinistra e ha ottenuto entrasse nel vocabolario di Bersani. Non serve (tanto, o prima) un «programma» – cioè una serie di intenzioni – perché tutto questo è riduttivo (anche se, in seconda battuta, va prodotto). Serve una prospettiva, una direzione finale nella quale muovere il Paese, un «sogno» appunto, in grado di coinvolgere anche emotivamente gli italiani. Altrimenti, l’Italia vivacchia e rischia di non farcela, e il Pd non è in grado di mobilitare la maggioranza (relativa?) del Paese. Pigi raccoglie, a riguardo, anche la sfida del nostro giornale rispetto al «nazionalismo necessario», parlando di «risveglio italiano»; tutto questo deve essere messo a sintesi in un disegno per la costruzione del futuro dell’Italia, che sia prima ideale e poi programmatico. I Democratici ascoltano il Politico.it e allora diciamo loro: (ri)ecco il nostro progetto nel suo complesso. E’ a disposizione. Perché a noi importa solo di vedere tornare grande questo Paese. Ora Luca Paccusse ci racconta il travaglio (è proprio il caso di dirlo?) di queste settimane del Pd. Sballottato tra le buone intenzioni di fondo – come non si possono non riconoscere, come sempre, ai Democratici: per questo il giornale della politica italiana vede nel Pd la forza (maggiormente onesta e responsabile) chiamata dalla Storia a caricarsi sulle spalle questo Paese, salvandolo e rifacendolo grande, in un unico tempo – e i limiti della anzianità (politica, e a volte non solo, dei suoi dirigenti), portato generosamente a sacrificare sempre qualcosa pur di fare il bene dell’Italia. Ma la generosità, oggi, il coraggio, oggi, cari Democratici, è assumere la leadership del Paese; venire fuori, con la vostra forza ideale e (appunto) la vostra generosità. Non abbiate paura, verrebbe da dire. Liberatevi; e, così, liberate l’Italia. Non, da Berlusconi. Ma dai lacci e lacciuoli che ci siamo autoimposti, e che frenano la nostra espres- sione. Paccusse, ora, sul travaglio del centrosinistra. Read more

Ma oggi Berlusconi vince ancora elezioni Sondaggio Crespi, destra 41; sinistra 36.8 Può batterlo solo un Pd ‘partito dell’Italia’ Effetto Scilipoti (FOTO), l’Idv crolla: -1.5%

dicembre 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Solo i Democratici capaci di rappresentare il bene del Paese sono in grado di vincere questa tornata elettorale (, di governare nell’interesse dell’Italia,) e di scongiurare, peraltro, il rischio (concreto) che dopo il voto – specie se si andrà alle urne con questa legge elettorale, e dunque se al Senato Pdl e Lega dovessero non riuscire ad avere la maggioranza – si verifichi una convergenza destra-centro per la formazione del nuovo polo dei moderati sotto le insegne del Ppe (battezzata da Berlusconi nel suo discorso alle Camere), con – magari – Casini premier e Silvio al Quirinale. E perché il Pd possa rappresentare efficacemente questa soluzione c’è una sola, concreta possibilità, lanciata da il Politico.it nei giorni delle dimissioni di Penati: che l’attuale dirigenza Democratica faccia un passo indietro e che Matteo Renzi scenda in campo alle primarie per la leadership del centrosinistra, batta Vendola e restituisca all’area di opinione e sensibilità maggiormente onesta e responsabile del Paese il suo ruolo di guida (del centrosinistra e dell’Italia). O, cari D’Alema e Bersani, preparatevi – oltre a perdere le primarie con Vendola: non è forse preferibile un Pd dei giovani, ma pur sempre un Pd, ad un “commissariamento” post-comunista? – ad una lunga traversata nel deserto (che toccherebbe, peraltro, a quel punto, agli stessi giovani fin’oggi tenuti fuori). Senza nemmeno la “fantasia” di avere fatto il Pd. Il grande sondaggista ci presenta ora – nel dettaglio – i dati di questa settimana. Pdl in crescita, Polo della Nazione 16%. di LUIGI CRESPI
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Il commento. Ora la Lega otterrà le elezioni anticipate di G. Lerner

dicembre 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Molto più vicine, perché «il risultato di ieri esclude la possibilità per Napolitano di dare un incarico» ad una personalità diversa «da Berlusconi». E il presidente del Consiglio potrebbe rivincerle. Il giornale della politica italiana ha già avuto modo (più volte) di indicare ciò che sarebbe utile al Paese e, contemporaneamente, farebbe il (possibile) successo del centrosinistra. Il conduttore de L’Infedele rilancia la proposta di una lista civica nazionale (all’insegna dell’onestà e della responsabilità) che, pur raccogliendo tutte le forze (moderate) antiberlusconiane, vada però oltre in chiave costruttiva l’antiberlusconismo perdente della sinistra di oggi. di GAD LERNER Read more

Ora Bar Democratico, di Emidio Picariello Se con l’antiberlusconismo Silvio rivince

dicembre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Agli elettori del centrosinistra che si riconoscono nell’opposizione dipietrista diciamo: l’Italia dei Valori ha forse ottenuto l’effetto di far cadere il governo e/o è data nei sondaggi in una condizione tale da poter battere, (quasi) da sola la destra alle prossime (più vicine) elezioni? Abbiamo visto con il nostro Crespi che è esattamente il contrario, proprio da Idv arrivano (una parte delle) stampelle all’esecutivo. Perché l’antiberlusconismo è l’altra faccia della medaglia berlusconiana, ed essere antiberlusconiani significa partecipare alla stessa narrazione che ha per protagonista il presidente del Consiglio. Ed è, nella misura in cui Berlusconi non ha rappresentato la soluzione per l’Italia, appunto, politica autoreferenziale. Dunque da questo – come abbiamo scritto più volte – (non) deve muovere un centrosinistra che voglia, invece, proporre una propria narrazione in positivo al Paese. Può farlo una classe dirigente che ha rappresentato il contraltare (?) a Silvio in tutti questi quindici anni? Si parla di questo, oggi, nel giorno del dibattito in aula dopo le dichiarazioni del capo del governo, nella rubrica del e sul Partito Democratico. di EMIDIO PICARIELLO Read more

Il commento. Perché Di Pietro è il miglior alleato di Silvio di L. Crespi

dicembre 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il paradosso è che, ora, il vantaggio offerto da Idv – o meglio da alcuni antiberlusconiani dipietristi – al presidente del Consiglio non è più solo indiretto, ma addirittura diretto, nella misura in cui (alcuni di loro) gli voteranno la fiducia. L’antiberlusconismo ha tenuto, e continuare a tenere, in vita (politicamente parlando – ?) Berlusconi. Ecco come. di L. CRESPI Read more

Le elezioni nella simulazione il Politico.it Sondaggio Crespi, oggi vince ancora Lui
Destra (Pdl+Lega+La Destra): 40,8%
Nuovo Centro (Fli+Udc+Api+Mpa): 17%
Sinistra (Pd+Idv+Sel): 36,9%
Altri (Radicali+Comunisti+Grillini): 5,1%

dicembre 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La sinistra radicale (in tutti i sensi?), salvo un’alleanza con la sinistra (più probabile per Comunisti, in caso di vittoria di Vendola alle primarie, e Radicali, meno per il Movimento 5 Stelle di Grillo), sarebbe ancora decisiva. Nel far vincere la destra. Sulla base dell’ultima rilevazione di Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana, non ancora realizzata ad hoc sui tre blocchi-coalizioni (che del resto sono ancora tutti di là dall’essere costituiti ufficialmente), toccherebbe ancora all’attuale maggioranza, meno Fini, di vincere la competizione elettorale, esattamente come avvenne nel 1994 (quando però il blocco ex Msi era tutto collocato nel berlusconiano Polo per il buongoverno). Le elezioni alle quali potremmo apprestarci vedrebbero infatti una situazione in tutto e per tutto similare a quella delle prime politiche della Seconda repubblica: la sinistra post(?)-comunista, allora rappresentata dalla gioiosa macchina da guerra di Occhetto, verrebbe sostanzialmente resuscitata nella sinistra dalemian-vendoliana della cui composizione si parla in queste ore. Il Pd, ormai svuotato della sua vocazione maggioritaria, condicio sine qua non per farne il primo partito italiano in grado di rappresentare quel “partito dell’Italia” capace di salvare e di rifare grande questo Paese (e probabilmente anche di qualche pezzo più moderato), andrebbe al voto alleato con Sel (quando non avendola inglobata in sé in una nuova formazione) e Idv, forse con l’aggiunta (appunto) dei voti comunisti e dei Radicali (ipotesi nella quale pure avrebbe qualche chance in più di farcela. Ma poi, di governare – per il bene del Paese?). Al centro si riproporrebbe un’alleanza liberale dello stampo di quella che nel ’94 fu presentata da Mariotto Segni. Oggi il terzo polo dei (neo)centristi. Infine, l’attuale centrodestra, che diventerebbe una destra tout court (come il centrosinistra perderebbe sostanzialmente l’anima centrista) formata da Pdl e Lega. Tutto questo naturalmente nell’ipotesi che si vada così alle elezioni e senza passare per un governo di varia natura che, in ragione proprio della varietà della sua natura, potrebbe cambiare anche il modo in cui l’attuale schieramento politico italiano si presenterebbe alle successive elezioni: un governo di salvezza nazionale potrebbe preludere ad un’alleanza pre o post voto tra sinistra e centro, così come un nuovo centrodestra allargato potrebbe riconsegnare definitivamente alla propria ininfluenza la sinistra, mettendo insieme Pdl, Lega e neocentristi già in una una nuova maggioranza a sostegno di un esecutivo a guida magari non (strettamente, personalmente) berlusconiana. In caso si vada invece proprio così al voto (anche con la stessa legge elettorale), e i dati (di oggi) di Crespi fossero confermati, il Paese tornerebbe (premio di maggioranza alla mano) saldamente a Berlusconi (almeno alla Camera, certo: ma ciò rafforzerebbe la possibilità di un incontro destra-centro, all’inglese, in cui sarebbe comunque – sia pure a costo di qualche compromesso e con qualche freno – Lui a dominare, da Palazzo Chigi o più probabilmente dal Quirinale), senza nemmeno (in caso invece di fuga solitaria) più l’ancora (di salvezza?) dei finiani. All’interno, la tabella con le intenzioni di voto (per partito).               Read more

Adesso Vendola cannibalizza il Pd: 7% Sel Sondaggio Crespi, Democratici fermi a 23

novembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il partito di Bersani ridotto a cifre da Democratici di sinistra (ovvero meno di due terzi del Pd originale). “Colpa” (anche) del vento in poppa del presidente della Puglia, che chiede «primarie subito» per capitalizzare. Pdl a sua volta in cattive acque al 26%, ma la causa non è il bipolarismo: colpa della nostra politica autoreferenziale di oggi (che non è l’effetto di tutto questo), priva di quella cultura maggioritaria che accompagna tutti i sistemi bipolari (o bipartitici) maturi. Cultura maggioritaria che non significa “andare da soli” o semplicemente “puntare” ad avere il 50 per cento più uno dei con- sensi, ma aspirare a fare il bene dell’Italia rappre- sentando – tutto – il Paese: e questa è, contempora- neamente, la nostra necessità storica e ciò che completerebbe la nostra modernità (intanto, di sistema) sulla base del bipolarismo ed insieme ad una legge elettorale che tenesse conto di tutto questo. Ne abbiamo parlato e ci torneremo su. Ora i numeri di Crespi, nella tabella presentata da Davide Nunziante che oggi sostituisce il grande sondaggista. Read more

Sel (quasi) a 6%, Futuro e Libertà sopra 9 Pdl fermo al 26, ma guardate il Pd: 23% (!) La tabella con (tutte) le intenzioni di voto

novembre 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ed eccolo, il rilevamento che vi avevamo annunciato: le due ali volano a discapito dei due partiti maggiori (?) tra i quali paradossalmente a pagare di più è quello di Bersani (?), che sembra incapace di intercettare l’onda lunga di una crisi della maggioranza che, del resto, è tutta interna – nel senso che ad averla provocata sono forze della stessa maggioranza – quando non può essere ricondotta a situazioni esterne (ed estranee) alla nostra politica. L’opposizione, insomma, non vi ha giocato alcun ruolo. La stessa mozione di sfiducia del Pd potrà essere, a questo punto, decisiva ma risulta tardiva: come da bersanian-pensiero, i Democratici fanno (oggi) solo quello che sono sicuri possa loro riusci- re. Ma questa è la fine della politica, che per sua natura richiede scelte coraggiose (non avventate, Pi- gi, ma coraggiose sì). La rilevazione, ora, all’interno. di L. CRESPI Read more

Caduta libera di Berlusconi: fiducia a 37% Crespi: “Italiani fanno pagare caso Ruby” Basta empatia, la politica richiede decoro Un premier rappresenta l’Italia nel mondo

novembre 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La vita privata è un lusso che il presidente del Consiglio non si può concedere. Attenzione: ciò non significa che non debba avere privacy. E tanto meno che la politica, con delle regole, debba sancire cosa può o non può fare. Ma il capo del governo italiano ha il dovere, e la necessità, di essere d’esempio e di rappresentare degnamente il suo popolo. Anche nei comportamenti privati. Lo dicono, sostanzialmente, gli italiani attraverso il nuovo sondaggio di Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana: il premier attuale – il discorso di cui sopra vale a prescindere dalla figura di Berlusconi; è una regola generale – fa registrare un nuovo minimo storico per ciò che riguarda il «senso di affidamento e di sicurezza che deriva dalla speranza o dalla stima» nei suoi confronti: e che richiede, appunto, motivi di speranza e di stima, e viene naturalmente “ucciso” dal contrario. Non è moralismo, è politica. Secondo il 60% degli intervistati a questo punto il presidente del Consiglio dovrebbe dimettersi, per lasciare però il posto – è l’opinione prevalente del 42,6% degli italiani – ad un nuovo esecutivo possibilmente sostenuto (anche) dalla stessa maggioranza. Ma qui entriamo nei politicismi. A rischio di (loro) autoreferenzialità. Fermiamoci ai dati di fondo. Tra i quali c’è anche – ma è ormai consolidato e ci siamo concentrati su questo in tutte le più recenti precedenti occasioni di monitoraggio delle tendenze elettorali – l’evanescenza dell’opposizione, che cresce nelle sue ali – Vendola e Grillo – ma poiché il Pd scende ancora (sotto il 25%), e tutto passa (passerebbe, dovrebbe passare) attraverso il Pd, continua a non esistere. Ce ne parla nel dettaglio, come sempre, il grande sondaggista. di L. CRESPI Read more

Berlusconi, minimo storico di fiducia: 40% Sondaggio Crespi, e Pdl ‘crolla’ sotto 28% Ma Bersani: sogno dev’esser sostenibile Bella forza, ma è il momento del coraggio

ottobre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il paradosso continua: Silvio in caduta libera e, dunque, anche il suo partito, praterie elettorali non aperte ma spalancate eppure: silenzio (e vuoto) assoluto: nessun cavallo all’orizzonte. Cosa fa l’opposizione? Nel momento in cui è chiamata dalla Storia a venir fuori con il proprio profilo naturale – necessario – in questa fase, di partito degli italiani e con un conseguente progetto per il futuro dell’Italia, predica prudenza, misura, tatto. La cosa sbagliata nel momento sbagliato. Diciamocelo: a questo centrosinistra manca il pensiero; lo stesso Vendola prefigura immagini che però non sostanzia in un disegno concreto. Cosa aspetta? Ha certamente ragione Pigi, non è più il tempo di raccontare bugie agli italiani, ma l’opposto delle bugie non è il silenzio – il non raccontare nulla – l’opposto delle bugie è (raccontare) la verità: e la verità è che il nostro Paese è ad un passo dal baratro, ma se riparte subito non solo si salva, ma ritorna grande. Ma dobbiamo fare subito. E per poter far subito la prima cosa è non perdere tempo. E per non perdere tempo è ora di smettere di parlare per titoli, e di cominciare a tirare fuori proposte concrete. Ma attenzione: di sistema. Concreto e complessivo non sono in contraddizione. Il giornale della politica italiana mette in campo da settimane suggerimenti e proposte – parti di un progetto organico – per la costruzione del futuro. E la nostra politica lo ascolta (sempre di più). Ma poi permane nell’immobilismo (tranne che attorno al totem-Berlusconi, che però ormai è piantato fuori dallo stadio dove si sta giocando, per usare una metafora di bersaniana eco). E invece questo è il tempo dell’azione. I casi sono due: o trovate il modo di intervenire, o siete chiamati a favorire un ricambio (parziale ma) immediato ma di qualità, nella prospettiva di mettere in campo soluzioni ad un tempo alte e concrete per ripartire subito. L’Italia può tornare grande. Ma deve (cominciare a) farlo subito. E sentiamo Crespi, ora. Che rincara la dose.        Read more

Ma ecco sondaggio settimanale di Crespi Nel tracollo di Silvio (-3%) non risale il Pd Perché non offrite la narrazione al Paese

ottobre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Narrazione di vendoliano conio che, lo diciamo per chi ancora non lo avesse capito, consiste nell’offrire un racconto, un’idea dell’Italia di domani alla quale tendiamo e tenderemo facendo le scelte concrete del cui piano si tratta di rendere edotti gli elettori; un racconto, un’idea – pure realistici ma – capaci di far sognare, così che il Paese riabbia desiderio di vivere (assieme) e si proietti anima e corpo a contribuire a realizzare quel progetto, naturalmente – ecco lo snodo elettorale – dando consenso a chi quel sogno si propone, e si mostra in grado di guidare. In queste settimane si è assistito ad un rifiorire di proposte settoriali e concrete da parte di Bersani, a cui va riconosciuta, naturalmente, l’onestà e la responsabilità. Ma, Pigi, questo non basta. Per due ragioni. Perché il Paese ha bisogno “politico”, e non solo emotivo, di un completo ribaltamento di piano – e le specifiche proposte settoriali offrono invece solo dei rattoppi – o sarà difficile evitare il declino. E per la ragione che abbiamo indicato sopra: singole proposte settoriali, per quanto oneste e responsabili, non sfonderanno mai il velo dell’incomunicabilità tra voi Democratici e il Paese, e voi avete bisogno di questo, per quanto sia apprezzabile che cerchiate, intanto, di offrire qualche buona soluzione ai «problemi» concreti dell’Italia. Ecco, forse il punto sta proprio qui: si tratta per voi di smettere di proporre di risolvere «problemi», di lanciare piuttosto il cuore (e la mente) oltre l’ostacolo e, da quella parte, spiegare cosa c’è di bello là e come si fa a saltare l’ostacolo e ad arrivarci. A tutto il Paese. Insomma Pigi bisogna che vi armiate di coraggio (prima, per vedere le cose più lucidamente e così come possono essere affrontate) e di ambizione (poi, per saper indicare quel qualcosa in più che non inganna, ma alimenta il sogno, e motiva, e ci farà fare molto di più di quello che troppo “realisticamente” – in realtà si tratta di pura mancanza di lungimiranza – riusciremmo a fare) e incominciate a dire quello che, complessivamente, avete in mente. Se avete qualcosa da dire. Noi ogni giorno vi proponiamo una parte di un disegno organico. E voi raccogliete. Ma è ora di fare il passo in più. E’ ora – ecco tra l’altro le corrette modalità di comunicazione – che dimentichiate Berlusconi, e cominciate a dire quotidianamente e vostra sponte al Paese, attraverso i media, sì – e non nelle sole, tristi e chiuse riunioni con Cigl Cisl e Uil – quello che vole- te fare. Ora i dati di Crespi, nella tabella di oggi. Read more

Diario politico. Di cosa stiamo parlando? Ammettiamo pure che sia ok tutto questo C’è Lodo Alfano costituzionale retroattivo Camera nega l’autorizzazione per Lunardi Un italiano: “Non risolve i miei problemi” Capiamo o no che così Paese va’ fondo?

ottobre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Un grande racconto della nostra vicedirettrice. Nell’introdurre il quale prendiamo – per un momento – per buono che tutto ciò di cui si è discusso oggi, nel modo in cui lo si è “discusso” e affrontato, sia legittimo. Prendiamo per buono che lo scudo per le alte cariche sia un provvedimento che ci equipara ad altre democrazie europee, e che la retroattività – lo scrive ad esempio Fabrizio Rondolino – sia un elemento «senza il quale il Lodo non è». Prendiamo per buono che l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro delle Infrastrutture – non importa, qui, spiegare di cosa è accusato Lunardi; non è giusto gridarlo perché Lunardi è innocente fino a prova contraria. All’interno, naturalmente, ne parliamo – sia stata negata perché – come sostiene la maggioranza – non c’erano gli elementi per giudicare (?). La chiosa di un nostro connazionale – quelli che «ho 700 euro di mutuo mensile da pagare» – a Ballarò risponde nel modo più centrato, e non veniteci a parlare di demagogia, mentre il Paese va a picco, insieme agli italiani, al vero “lodo” – che nella nostra lingua significa controversia posta da un’autorità (?): appunto – della giornata: di che cosa stiamo parlando? L’ha capito o no questa nostra politica autoreferenziale di oggi che il suo compito è un altro, e che oggi o vi assolve oppure muore (il Paese)? Questo è il punto. Questa è la mancanza. Al di là di ogni valutazione di merito. Che non è rilevante fare. Di rilevante c’è il nostro domani, il domani di tutti noi, del nostro Paese (non quello del premier, non quello, con tutto il rispetto, di Lunardi). Di cui – a parte noi – non si è occupato (ancora una volta) nessuno. Il racconto di ciò di cui si è parlato, ora, all’interno. Read more

Ora il Pdl scende al minimo storico: 28.2% Silvio: colpa inefficacia, non “del partito” Ma 25 del Pd (in crescita) grida vendetta

ottobre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuova rileva- zione Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana, le due forze maggiori alle prese con il loro peggior momento. Ma se i Democratici guadagnano qualcosa rispetto ad una settimana fa, per il partito del premier il trend è (ancora più) negativo. Crisi del bipolarismo/bipartitismo? No, crisi di questa nostra politica autoreferenziale di oggi i cui protagonisti – il Pd e il Pdl appunto – sui quali grava la responsabilità del governo del Paese pagano il prezzo più alto, aprendo praterie a terze ipotesi che – attenzione – ad oggi non sfondano però – nonostante questo – un 8% punta massima finora toccata da Fini che non è esattamente un’opzione terzista. Si avverte una fortissima richiesta di onestà e responsabilità, questo sì, ma proprio per questo non è una terza forza nella stagnazione di un sistema proporzionale in stile Prima Repubblica che può rappresentare la soluzione ai problemi dell’Italia. E’, invece, un bipolarismo/bipartitismo fondato su una nuova politica italiana che, del resto, il sistema stesso “deve” contribuire a determinare, magari attraverso quel ritorno al Mattarellum soluzione originale italiana adatta alle nostre peculiarità che, garantendo un ideale equilibrio tra rappresentanza di tutti e soluzione maggioritaria – oltre a «restituire il diritto di scelta ai cittadini» – assicura un Parlamento democraticamente costituito e con gli attributi che può essere alla base di ciò a cui facevamo riferimento prima. Ma c’è solo una forza che ha in sé le risorse per garantire fino in fondo tutto questo. E quella forza si chiama Partito Democratico. Non questo Partito Democratico, ma un Pd che – adeguatamente rinnovato, ma senza «rottamazioni», che del resto possono essere evitate solo a condizione che i “vecchi” capiscano che la leadership del futuro deve essere attribuita a “figli di questo tempo” – si faccia partito del Paese in virtù e a compimento delle proprie maggiori onestà e responsabilità che gli attribuiscono il diritto-dovere di assumere la leadership del processo che porterà a rifare grande l’Italia. Ma il tempo, per il Paese e (quindi) per il Pd è adesso, non si può aspettare più. All’interno, la tabella con le intenzioni di voto di oggi. Read more

I dati. Ma ora anche Berlusconi sta perdendo consensi di Luigi Crespi

settembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il centrosinistra non guadagna, ma adesso il Pdl è “stabile” sotto il 30%, la Lega cede qualcosa e, soprattutto, sia la fiducia nel governo sia quella nel presidente del Consiglio sono in calo. Aumenta la quota di indecisi, un 40% pronto a convolare a nozze con un Partito (Democratico) che si facesse partito del Paese. di LUIGI CRESPI Read more

Pdl per le prime volte sotto 30 per cento Sondaggio Crespi, indecisi “volano”: 38% Bacino delle forze oneste e responsabili

settembre 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se il Partito Democratico, come abbiamo ipotizzato stamattina (e verificato come sia possibile) con l’Udc, e magari con Futuro e Libertà, in una ricomposizione strategica e non tattica degli schieramenti politicistici della politica italiana, si compirà come partito del Paese nel modo suggerito dal nostro direttore, e si farà carico della leadership del processo di costruzione del futuro dell’Italia all’insegna dell’onestà e della responsabilità, nessuno potrà contrastarlo elettoralmente – e non solo perché assommerà un consistente numero di voti di partenza – e il Paese conoscerà uno straordinario periodo di sviluppo che lo riporterà al posto che gli compete nel mondo, davanti a tutti, alla guida della civiltà. E’ la lettura (audace, ma le nostre lettrici e i nostri lettori conoscono l’acutezza del giornale della politica italiana) che traiamo dai dati dell’ultimo rilevamento di Crespi Ricerche, del quale vi proponiamo, per la prima volta anche in home, i risultati. I Democratici sono ancora al palo, ma solo perché oggi assomigliano effettivamente ad una (brutta) copia dei Ds e non assolvono alla loro funzione storica, quella di rappresentare – in modo onesto e responsabile – tutti gli italiani, per il bene dell’Italia, assumendo la leadership prima della transizione verso e poi del consolidamento del futuro. Nessuno pensi a scissioni: il futuro è vostro, sappiate guardare – possibilmente non con il pessimismo anche comunicativo di Enrico Letta… – lontano, vedete cosa c’è dietro l’angolo. Il giornale della politica italiana ha a cuore un solo partito: l’Italia, e crede in due soli valori (politici): l’onestà e la responsabilità. Non ci interessano le questioni politicistiche; tutto ciò che scriviamo serve a tendere verso quel risultato finale di rifare grande l’Italia. E’ in questa chiave che, con la stessa sincerità con la quale critichiamo la condotta miope dei suoi attuali dirigenti, vediamo, oggi, nel Partito Democratico – come abbiamo detto, per le naturali e più spiccate onestà e responsabilità della sua area di sensibilità ed opinione – l’unica forza in grado di assolvere fino in fondo, senza ombre e senza esitazioni a questa funzione decisiva nella storia del nostro Paese, in un momento in cui ci troviamo di fronte ad un bivio: vivere o morire. E noi, su questo giornale, sceglieremo sempre di arrivare in porto. E ce la faremo. il Politico.it è qui per fare la sua (grande) parte. La tabella di Crespi, all’interno, ingrandita. Read more

Anche Ichino contestato dai centri sociali Oggi la nostra politica è autoreferenziale Ma solo la democrazia è la risposta a mali A Grillo diciamo: no, scegli solo la politica

settembre 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giusla- vorista e senatore del Pd “aggredito” (verbalmente) alla Festa Democratica di Milano, ancora una volta dai giovani estremisti di sinistra. Succede dopo che a Torino un altro dei protagonisti della nostra politica sul lavoro, il segretario della Cisl Bonanni, aveva subito uno stesso trattamento. Di altra matrice è la contestazione a Schifani. Nei primi due casi si registra una pericolosa sovrapposizione tra i fatti di oggi e quelli di una stagione che è la negazione stessa della libertà e che non vogliamo rivivere nel nostro Paese: la matrice (movimenti border line che fanno riferimento ideologicamente alla sinistra estrema, della quale pure non fanno parte), le persone oggetto degli attacchi (uomini impegnati per la riforma, più o meno condivisibile, non è questo il punto, della legislazione sul lavoro), le modalità (violente o prossime ad essere tali, ben oltre la semplice e democratica contestazione), sono, grosso modo, le stesse. Nel caso di Schifani si è trattato di una contestazione, ancorché poco civile, da parte di altri giovani (e non) che fanno riferimento al movimento di Grillo, e che prescindono dal confronto sul tema specifico del lavoro e non hanno usato né intendono usare violenza nell’esprimere le loro riprovazioni. E tuttavia, come ha scritto in tempi non sospetti Gad Lerner sul nostro giornale, l’humus nel quale tutto questo emerge è costituito da due insiemi che si intersecano: da un lato una deriva della legislazione sul lavoro in un senso marcatamente liberista che ha tolto umanità, va detto senza reticenze, al mercato del lavoro, quando questo mercato esiste (e quando non è letteralmente tale). E ha buttato sul lastrico del futuro tutti i nati dopo la fine degli anni ’70. Dall’altro la nostra politica autoreferenziale che, nell’intersezione, priva di soggettività si piega all’economia e al liberismo senza guidare più il mercato del lavoro, visto che la deregulation (più o meno) selvaggia non può essere considerata una linea strategica, e per il resto non risponde più a nessuna delle esigenze del Paese. La risposta a tutto questo si chiama democrazia. Non le semplici contestazioni, mai, ovviamente, la violenza, che provoca solo altri danni a discapito di altre persone. La democrazia è invece l’impegno per cambiare le cose, quello al quale, saggiamente, lo stesso Grillo è giunto alla conclusione di doversi dedicare. A Grillo in particolare ora diciamo: non indulgere all’utilità della cassa di risonanza delle contestazioni, perché favorisce anche la risollevazione delle frange che, a differenza di voi, praticano pure la violenza. Scegli decisamente la politica, come in parte appunto stai facendo, e contribuisci a cambiare questo Paese. Massimo Donadi, all’interno, ristruttura questo invito del giornale della politica italiana in una forma più parziale e politicistica, ma comunque funzionale a raggiungere lo stesso obiettivo. A tutti coloro che non si accontentano, perché non possono, di questa nostra politica autoreferenziale di oggi, diciamo: il giornale della politica italiana c’è; e continuerà a fare la sua parte, con onestà e responsabilità, per cambiare lo status quo. Donadi ora. Buona lettura e buona politica con il Politico.it.

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Sondaggio Crespi, Futuro e Libertà al 7% Ma solo il ‘nuovo Cln’ può battere Silvio Il Pd sconfortante (per loro): fermo al 24%

settembre 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Rilevazione Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana, la nuova formazione del presidente della Camera brucia le tappe e grazie anche al discorso di Mirabello – prima del quale si attestava al 5% – si propone come quarta forza della nostra politica. Il che coincide con un crollo verticale del Pdl: da gennaio 2010, complice la separazione finiana ma non solo per questa, il partito del premier lascia sul terreno ben 9 punti percentuali (trend in qualche modo confermato dai livelli minimi di fiducia in Berlusconi e nel governo). A tutto questo non corrisponde una crescita della tanto decantata «alternativa»: se si sommano le forze di centrodestra da un lato e quelle di centrosinistra dall’altro, al di là delle divisioni legate alla contingenza della politica italiana, il confronto è impietoso: le forze che, per intenderci, si ritrovano unite in Europa nel Ppe si avvicinano al 60%, con il centrosinistra fermo al 40. Ciò non significa che le elezioni verrebbero vinte ancora una volta da Pdl e Lega, proprio per l’esistenza delle dinamiche che conosciamo: in base alle quali, se si formasse l’Alleanza per la democrazia proposta da Bersani (oggi imprescindibile se i Democratici non vogliono consegnare definitivamente il Paese al presidente del Consiglio. Ma si noti, ancora una volta, che il Pd non avrebbe probabilmente bisogno di tutto questo qualora avesse un forte profilo proprio e si attestasse sui e oltre i suoi valori originali, ben diversi da quelli rilevati attualmente), questa vincerebbe largamente. Tutti i dati, all’interno.      Read more

***Diario Politico*** Cicchitto: “Di qui al mese di settembre i finiani ci devono dire sì o no sui 5 punti proposti da Berlusconi” Bocchino: “Noi non accettiamo un aut-aut”

agosto 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota quotidiana del Politico.it, stasera è di Carmine Finelli. Nuove tensioni agitano la maggioranza dove una nuova e  potenzialmente drammatica pagina sulla querelle interna fra finiani e berlusconiani viene scritta al termine della valutazione della compatibilità degli uomini del presidente della Camera con gli incarichi nel partito. Sul piatto le scommesse settembrine: dunque, il programma in 5 punti su cui Berlusconi chiederà la fiducia e quindi l’appoggio degli allora epurati dal partito, ora traditori scismatici del Fli. Le risposte caustiche di Bocchino e Granata promettono delle belle per i prossimi giorni e per il caldissimo settembre che bussa ormai prepotente alle porte. Intanto a ‘sinistra’ è il mondo alla rovescia: si elogia Farefuturo, fondazione di Gianfranco Fini, ed il Pd, promessa progressista italiana, sembra alle prese con un triste deja vu, su cui pesa l’eredità dell’Ulivo, di nome e di fatto. Il racconto all’interno. Read more

DIARIO POLITICO
Famiglia Cristiana attacca Berlusconi. Il Pdl si sente accerchiato. E anche con Bossi i rapporti si fanno tesi

agosto 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La riflessione sulla situazione politica italiana riceve oggi anche lo spunto di Famiglia Cristiana. Il settimanale dei paolini attacca duramente Berlusconi, il berlusconismo e il Popolo della Libertà. Durissime le parole utilizzate dal direttore don Sciortino nell’editoriale del prossimo numero, parole che hanno provocato una reazione assai scomposta di diversi esponenti del Pdl. La sensazione è che il gruppo dei berlusconiani si senta accerchiato. E ciò anche a causa dei rapporti complicati con l’alleato più fedele, almeno all’apparenza: la Lega. Oggi è previsto un vertice tra Berlusconi e Bossi, in ballo le elezioni eventuali e le alleanze da definire, e, forse, anche la valutazione del ‘fortino’ pidiellino-leghista.

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L’AGENDA POLITICA E IL PAESE REALE
Tiene banco solo l’ipotesi elettorale. Berlusconi si scontra ancora coi finiani, e apre a Casini. Ma Bossi detta la linea sul voto e sulle alleanze

agosto 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’agenda politica lontana dai temi più rilevanti per il Paese. Anche in questi ultimi giorni di agosto. E questo week end è servito solo a confermare questa impressione. Perché neanche la presentazione del ‘mini programma’ approntato dal Pdl è servito a calmare le acque. La querelle tra berlusconiani e finiani prosegue, l’ipotesi delle elezioni rischia di farsi sempre più concreta, e anche in questo caso Berlusconi avrà il suo da fare. Soprattutto perché Bossi ha già chiuso le porte, almeno a parole, all’ipotesi di un ingresso dell’Udc (o Partito della Nazione) nella coalizione di centrodestra. Tutto ciò mentre le opposizioni viaggiano su binari separati, e, addirittura, come nel caso del Pd, il leader è costretto a ricomporre beghe anche per l’organizzazione della festa nazionale. In sintesi, una politica sempre più distaccata rispetto ai problemi reali.

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BERLUSCONI RILANCIA: O FIDUCIA O ELEZIONI
Documento programmatico: centrale la giustizia. E i finiani aprono al voto per il governo

agosto 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’atteso vertice di Palazzo Grazioli è servito a confermare la linea adottata dal Popolo della Libertà: fiducia all’attuale governo o nuove elezioni. Il concetto è stato ribadito dal leader, Silvio Berlusconi, che ha anche delineato i contenuti del documento programmatico approvato dai vertici del partito, una sorta di ‘mini programma’ per i prossimi tre anni di legislatura. Su questo documento Berlusconi ha annunciato che a settembre verrà presentata una mozione alle Camere: obiettivo è ottenere la fiducia e una maggioranza consistente. In caso contrario, la strada, sempre secondo Berlusconi, è solo quella delle elezioni. Ma ad ascoltare le reazioni di alcuni fedelissimi di Fini, esponenti di spicco di Futuro e Libertà per l’Italia, l’impressione è che a settembre il governo Berlusconi possa reggere. Unico nodo, pare, quello del processo breve. Dall’opposizione, comunque, arrivano considerazioni durissime: sia Bersani che Di Pietro attaccano in maniera diretta l’attuale presidente del Consiglio.

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Diario Politico. Berlusconi: “unità o scelte dolorose” Bossi: “i governi tecnici non sono mai una buona soluzione per le democrazie”, ma Di Pietro, Bersani ed i finiani ribadiscono il ‘no alle urne’

agosto 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Si conclude anche questo intenso mercoledì di politica italiana. Dopo la schermaglia fra gli esponenti di ‘Futuro e Libertà’ e quelli del Pdl, finalmente in serata sembra che l’aria del centrodestra si faccia più respirabile. Silvio Berlusconi, dopo giorni di difficile gestione degli scismatici finiani, apre all’unità dell’Esecutivo. Un piccolo passo per il Cavaliere, un grande passo per la longevità della legislatura. Mentre fra gli ex compagni di partito sembrano riaprirsi possibilità di far resuscitare il mandato elettorale e portarlo così ad una fine naturale, i restanti partiti si dividono ‘in voto subito’ e ‘governo di garanzia’. Nella nota quotidiana del Politico.it troverete le posizioni di Lega, Pd, Idv ed anche il totonomi estivo, che registra una new entry. Questo e molto altro nel racconto della giornata, curato stasera dalla nostra Ginevra Baffigo. Buona lettura! Read more

Osservatorio Campania. Crespi: “Mara Carfagna è il politico campano che ispira maggior fiducia” Il ministro per le Pari Opportunità si riconferma così in pole position

luglio 31, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crespi ricerche per il giornale della politica italiana, in seguito alla tempesta che ha scosso i vertici della Regione Campania, sonda gli umori degli elettori. In vetta alla ‘classifica’ troviamo nuovamente il ministro Mara Carfagna. Dopo essersi aggiudicata il primo posto per preferenze alle Regionali in Campania, nonché quello di membro dell’esecutivo più amato dagli italiani nel mese di giugno, conferma anche sul finire di Luglio il suo trend positivo. Il caso Cosentino fa perdere molti punti, non solo al Pdl ma all’intero centrodestra. Eppure l’unica illesa sembra essere proprio la bella Mara, che da oggi è il politico campano a godere della maggior fiducia. Parola del nostro grande sondaggista, Luigi Crespi, che qui ci presenta i suoi dati. Read more

Sondaggio Crespi, Vendola record: è 5% (Tema: ma è il candidato giusto per Csx?) Fiducia, nuovo minimo storico per Silvio

luglio 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuovi dati Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Sinistra Ecologia e Libertà, la sigla alla quale può essere associato, al momento, il governatore della Puglia (al quale il suo partito sembra però stare stretto: non passa giorno senza che Nichi non cerchi, con le Fabbriche, con gli abboccamenti con le fronde del Pd, di allargare la propria base. Dal punto di vista dell’organizzazione e della nomenklatura, naturalmente), fa segnare il proprio miglior risultato. E sono cifre di tutto rispetto anche in termini assoluti: basti pensare che – come vedrete – Udc e Italia dei Valori sono appaiate al 6,5%, appena un punto e mezzo percentuale in più. Basta questo per fare di Vendola il candidato ideale per una intera coalizione nel nostro Paese? Il capogruppo di Idv non la pensa così. Lo leggiamo. Come la pensiamo noi? Nichi ha una visione, e questo lascia ben sperare anche per la formulazione di quel programma che Donadi contesta a Vendola di mettere dopo la proposizione di se stesso come leader. E ha una sensibilità (politica) di tutto rispetto. Ma, forse, un po’ troppo radicale non solo per conquistare i voti di un Paese che può avere bisogno di una guida che dovrà senz’altro essere innovatrice, ma che non può permettersi abbia idee vetero-comuniste. Questo è un po’ il rischio con un Nichi che parla di frontiere aperte e cooperazione al posto della «competizione capitalistica» tout court. Vendola può vincere le primarie e il punto non è nemmeno solo se può vincere le elezioni, ma quanto possa essere l’opzione migliore per l’Italia. E’ anche vero, e in questo il nostro Donadi va un po’ “ridimensionato”, che al momento non c’è alternativa. Non solo in termini di leadership ma nemmeno, appunto, di “sguardo” verso il futuro: Nichi è l’unico ad averlo. Avremo modo di approfondire meglio nelle prossime settimane, non dimenticando – in chiave un po’ più leggera, ma non troppo – la previsione della nostra astrologa Tiziana Bianchi che vede una possibile acquisizione di ulteriore potere per Vendola già tra agosto e settembre. Di certo, ne ha perso il presi- dente del Consiglio, che la rilevazione di Crespi se- gnala ora sotto il 50 per cento, suo precedente re- cord negativo. I dati del sondaggio, dunque, e Donadi. Read more

Diario. Ma alle 3.30 (non) piangevano (?) Prima gli aquilani usati per fare pubblicità Poi (subito?) abbandonati al loro destino Oltre al danno ora la beffa dei manganelli (Oggi) la rabbia e indignazione nel Paese

luglio 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Testa e cuore (rotto). Logica ed emotività (al contrario). Nelle ore degli scontri, la lucidità del giornale della politica italiana che indica la chiave di lettura “politica” delle manganellate della polizia: questo è un governo (o, meglio, un presidente del Consiglio) che non accetta il dissenso; e ha già cominciato ad usare (un po’) la forza per fermarlo. A fine giornata le valutazioni “politiche” lasciano il posto a quelle politiche: gli aquilani, già “feriti” (per usare un eufemismo) dal terremoto, illusi dal presidente Berlusconi, strumentalizzati nella loro tragedia, sia in funzione dell’immagine sia in chiave affaristica (le new town), lasciati poi a marcire (in molti casi) nelle loro roulotte, nelle tende, in case isolate dal mondo destinate ad un futuro degrado (della città), in case (o alberghi) lontani centinaia di km dalle loro radici, infine dimenticati, e ora anche percossi. Una “realtà” (?) che rappresenta una ferita al Paese tutto. Oggi siamo tutti aquilani, scrivono gli (altri) italiani su Fb. Il solo a non esserlo è (questo) Palazzo. Una (parte della) nostra politica italiana autoreferenziale e, inevitabilmente, da un certo momento in poi anche cinica. Non sappiamo dire se e chi alle 3.30 di quella notte del 6 aprile 2009 stesse ridendo. Di certo, da oggi sappiamo che c’era qualcuno che (non) piangeva. Il racconto (del resto) della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo.             Read more

Ma tutto passa attraverso la Rai (e altre) Sia oggi la tenuta della notre democratie Sia domani nostra rifondazione culturale Intervista a Formisano: “Una tivù plurale”

luglio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La tele- visione, come la comuni- cazione, lo abbiamo scritto più volte, sono strumenti. Come tali non hanno segno: né positivo né negativo. E’ l’uso che se ne fa che definisce la loro incidenza. Lasciarli in mano (solo) a chi li ha usati, negli ultimi sedici anni, per lobotomizzare il Paese è un modo come un altro per dare il via libera alla completa decerebrazione e sbianchettatura degli italiani. Il giornale della politica italiana come sempre si sdoppia: in prima, la linea di fondo del giornale, che riprende ciò che abbiamo scritto nel primo e nel secondo pezzo di oggi. Nelle pagine interne, l’informazione tout court, libera e, in quanto tale, senza arte né parte. Che in questo caso è un colloquio di Attilio Ievolella con il capo della delegazione di Italia dei Valori in Commissione parlamentare di Vigilanza sulla tivù pubblica: uno che se ne intende, e che è nella posizione per intervenire in prima persona. E tuttavia il Politico.it, come per tutta questa giornata, e come del resto accade sempre, non si limita a registrare il ronzio di fondo della nostra politica un po’ tutta autoreferenziale (e priva di orizzonti: anche se Formisano esprime un punto di vista che non si discosta molto dal nostro) ma lancia le sue proposte. Nello specifico, come già abbiamo scritto, è ragionevole pensare di fare della Rai, che (con, appunto, il resto delle reti televisive) è il Grande Educatore del secolo scorso, con propaggini (ancora per molto) di sovranità nel nuovo millennio, lo strumento-principe con cui trasformare un’Italia oggi ignorante e, quindi, poco libera, in un Paese ricco e consapevole, che possa così (contribuire a) rilanciare anche la propria economia. La rifondazione culturale della quale parlavamo prima, e della quale, appunto, la televisione (pubblica? Ma non solo: persino Mediaset, un giorno, si lascerà alle spalle l’imprimatur del suo fondatore e cesserà di avere una funzione “politica” – si fa vera- mente per dire – e dunque sarà libera di rispondere sensibilmente alle sollecitazioni di una concorrenza di qualità) sarà un volano fondamentale. Intanto sentiamo qual è lo stato dell’arte, con Formisano. Read more

***L’editoriale***
SILVIO, ORA LA GENTE SI STA STANCANDO
di LUIGI CRESPI

luglio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il centro- sinistra sta dando il meglio di sé (per tenerlo ancora una volta in piedi) ma stavolta potrebbe non bastare. Quello del presidente del Consiglio, il giornale della politica italiana lo ha scritto per primo, potrebbe essere l’inizio della fine. Il dato della fiducia, il peggiore dall’insediamento del 2008, è più di un campanello d’allarme; è la conferma – della percezione che si ha ascoltandola attraverso i giornali, registrando lo spirito del tempo (del momento) – che il rapporto con l’opinione pubblica si sta sfaldando. «Come tra il 2003 e il 2005», scrive il grande sondaggista, ma Berlusconi non è più quello di cinque anni fa e stavolta la crepa potrebbe preludere al crollo della struttura. Anche se, avverte Crespi, non è la prima volta che qualcuno “vede” il tramonto del premier, che però è ancora al suo posto. Merito soprattutto dei suoi avversari, che, scrive il capo di Crespi Ricerche, al fondo «lo amano e lo rendono immortale». Tuttavia, i segnali, numerosi, e il quadro nel quale ci si muove fanno pensare che stavolta il tramonto potrebbe essere davvero alle porte. Intanto cerchiamo di capire me- glio perché. Il più acuto osservatore delle dinami- che della nostra politica sul (suo) giornale numero uno. Buona lettura e buona politica con il Politico.it. Read more

Sondaggio Crespi, Berlusconi mai così male dal 2008. Tutte le tabelle

giugno 29, 2010 by Redazione · 3 Comments 

Il grande sondaggista fotografa tutti i momenti-chiave della nostra politica. Il caso del ministro nominato al solo scopo di consentirgli di sfuggire ai propri guai giudiziari determina, senza dubbio, il punto più basso – “qualitativamente” parlando – della parabola di questo governo. Valutazione degli “esperti” i quali, nondimeno, spesso in questi quindici anni – specie in relazione al cammino del presidente del Consiglio – sono stati smentiti dalla risposta dell’elettorato, che il Cavaliere sembra “conoscere” meglio di tutti. Ma ora i dati di Crespi lo confermano: per la prima volta dalle elezioni che lo hanno riportato a palazzo Chigi, Berlusconi scende sotto il 50% di apprezzamento. Una soglia ancora abbastanza alta, ma che messa in relazione al 67% dei primi mesi di legislatura dà il segno di un vero e proprio tracollo, che prelude ad un calo netto del consenso, che pure, ancora, non si registra (del tutto). Più che un campanello una (grande) sirena d’allarme per il presidente del Consiglio, che, del resto, come abbiamo già avuto modo di scrivere potrebbe avere davvero cominciato, questa volta, la propria parabola discendente. Tutti i dati, all’interno, nelle tabelle. Read more

***La risposta***
DI PIETRO, ASSORDANTE IL SILENZIO DEL PD
di MASSIMO DONADI*

giugno 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha posto con Giulia Innocenzi una questione politica all’Italia dei Valori: quando cesserete di essere il partito di (proprietà di) una persona, come assicura il vostro statuto, con tutto ciò che questo comporta sul piano della (scarsa) democrazia? Il capogruppo di Idv alla Camera, collaboratore del nostro giornale, sceglie il Politico.it per rispondere a questa e alle altre accuse rivolte a Di Pietro dopo l’esplosione del caso dovuto all’apertura di un fascicolo nei suoi confronti. Donadi adotta il low profile ribaltando il tema politico dalla parte delle motivazioni (opportuni- stiche, quando non «mafiose») degli attacchi mossi al suo leader. Ma lo strale più grosso, anche se dai toni pacati, è nei confronti del Partito Democratico: alleati, dove siete? Un vuoto che tradisce tutta la freddezza Democratica nei confronti di un alleato scomodo ma necessario. Parola alla difesa, dunque. Donadi sul giornale della politica italiana. Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Il partito è mio e me lo gestisco io

giugno 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Di Pietro dunque indagato per, è l’accusa, avere intascato – attraverso l’associazione Italia dei Valori, da non confondersi con il partito – i rimborsi elettorali per le Europee 2004. Il giornale della politica italiana è, ovviamente, garantista, e attende gli esiti degli accertamenti della procura. E d’altra parte la questione giudiziaria interessa fino ad un certo punto. Nel senso che, se si va a vedere, come ha fatto Giulia, cosa prevedono le «norme transitorie» dello statuto del partito-Idv si scopre (o meglio, si ha la tragica conferma) che l’Italia dei Valori è, di fatto, un partito di “proprietà” di Di Pietro, nel senso che – secondo ciò che prevede la carta fondamentale – l’ex pm può, anzi “deve” disporne a proprio piacimento. Il che, scrive la co-conduttrice di Annozero con Michele Santoro, rende inevitabili delle degenerazioni. Che possono essere legali o illegali. Ma ciò non cambia la sostanza: Idv è un partito personale a democrazia limitata, altro esempio di quella concezione proprietaria della politica figlia dell’involuzione della nostra (cultura) politica (appun- to) che impoverisce la democrazia e, certo, non costituisce un toccasana contro l’autoreferenzialità e una gestione sana della cosa pubblica.  Read more

Che fine ha fatto il testamento biologico? Messo in soffitta per non dividere Pdl (!) Ma ora l’Italia aspetta una legge dal 1984

giugno 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Tirato fuori dal cassetto due volte, in entrambi i casi purtroppo strumentalmente – “per” Eluana e dopo l’esplosione dell’affaire sessuale che ha visto coinvolto il presidente del Consiglio – giace ora abbandonato in commissione Affari Sociali della Camera. Il centrodestra ha già abbastanza gatte da pelare: su questo la linea di frattura con i finiani è ancora più marcata. E si rischia di implodere. Ma onestà e responsabilità vorrebbero che finalmente il nostro Paese, e quindi la nostra politica, si dessero una normativa. Il giornale della politica italiana vi racconta a che punto siamo arrivati (è proprio il caso di dirlo?) con la sua nuova firma per i temi etici, Simone Luciani. Read more

Sondaggi, osservatorio Crespi di giugno Carfagna nuova “regina” dei ministri FOTO: Nel nostro Paese funziona così Berlusconi inverte il trend negativo

giugno 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Il ministro per le Pari opportunità, prima per preferenze alle Regionali in Campania (dove, come previsto, ha poi rinunciato al proprio scranno), da oggi è anche il membro dell’esecutivo più amato dagli italiani. Raggiunge Tremonti e Brunetta, e scalza Maroni, penalizzato dalla propria decisione di non partecipare alla parata del 2 giugno. La scelta della foto è (anche) il nostro commento. In compenso il Paese non cede alla demagogia: anche Calderoli, con il suo uno-due della proposta per la riduzione (molto simbolica) degli stipendi dei parlamentari e della richiesta agli azzurri in Sudafrica di rinunciare agli eventuali premi per la vittoria (che Cannavaro e compagni scelgono, di tutta risposta, di destinare – nel caso – alla Fondazione per il 150° anniversario della nostra Unità), perde due punti e scende. Tendenze opposte (si fa per dire) per il presidente del Consiglio (ma si attende il contraccolpo per l’approvazione del ddl intercettazioni) e per i due maggiori partiti: Pd e Pdl tornano a guadagnare. I Democratici sottraggono qualcosa ad Idv che crolla, probabilmente, scrive Crespi, come sempre ci illustra in prima persona i dati (con le tabelle, all’interno), per il caso sollevato dal Corriere intorno alla moralità dell’ex ministro. Read more

Comunque sia manovra affossa governo Sondaggio Crespi, ora giù tutti indicatori -2 “lui”, minimo storico per esecutivo-Pdl Ma Paese ne riconosca la responsabilità

maggio 26, 2010 by Redazione · 2 Comments 

Il giornale della politica italiana vi racconta la finanziaria come non lo fa nessun altro. Dopo avere denunciato che i conti pubblici non erano in ordine quando ancora tutti elogiavano Tremonti per il modo in cui li aveva gestiti, oggi il Politico.it è in grado, ancora una volta per primo, di mostrarvi come – peraltro prevedibilmente – la manovra di correzione (di rotta) voluta dal ministro dell’Economia influisca sul consenso al governo. E per la prima volta in questa legislatura il bilancio (è proprio il caso di dirlo?) è in rosso per il centrodestra. Tutti gli “attori” della maggioranza – dal presidente del Consiglio in persona all’esecutivo nel suo complesso, al partito del premier – subiscono un calo di fiducia o direttamente di consenso. Ma con la solita massima libertà e responsabilità, noi registriamo tutto questo come un fatto positivo: al di là delle specifiche scelte nella predisposizione della finanziaria – che questo giornale ha criticato prima degli altri, lunedì sera, anche rilanciando Bagnasco sui giovani – il governo si assume finalmente le (proprie) responsabilità, e fa quello che serve al Paese. Dopo quindici anni in cui ci eravamo abituati a vedere esecutivi di centrodestra che disfacevano i conti che venivano poi rimessi in sicurezza dai governi di centrosinistra, anche i conservatori – come in tutta Europa – fanno la loro parte per portare in porto il nostro Paese. Contesterete, non c’era alternativa: vero, ma non era comunque (purtroppo) scontato. Dopo di che torneremo ad entrare nel merito: e ci sarà modo di criticare (ancora) le scelte del governo così come l’opposizione (come facciamo, peraltro, abitualmente). Ma intanto registriamo questo fatto positivo. Che venga accolto con favore dal Paese. Read more

La fiducia in Tremonti schizza al 52%: +6% Signor ministro, ora onore al (suo) merito Sondaggio Crespi, su anche Berlusconi Partiti: male Pdl e Pd, in crescita Vendola

maggio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Osservatorio settimanale di Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana, il titolare del dicastero di via XX settembre, da noi ieri aspramente criticato, incontra però il favore degli italiani, balzando al terzo posto (dietro a Maroni e Brunetta) nella speciale classifica del gradimento dei ministri. Tremonti riesce evidentemente a dare l’idea di una guida salda della nostra economia, nel momento di massimo pericolo (reale o percepito). Nessun mea culpa, naturalmente, da parte nostra – nemmeno la fiducia, così come il consenso, dà alcuna garanzia rispetto al rendimento; semmai è sintomatico del rendimento percepito – anche qui – che però a volte non ha nulla a che vedere con quello reale – ma anzi rilanciamo la nostra domanda di ieri: come stanno davvero i nostri conti, signor ministro?, insieme alla presa d’atto del giudizio degli italiani (si tratta comunque solo di poco più una metà del Paese che gli dà un voto superiore alla sufficienza). Altrettanto rilevante (e ugualmente – non – indicativa) la ripresa del presidente del Consiglio, dopo mesi di caduta. Il “successo” di immagine di Tremonti e Berlusconi non garantisce però – a quanto pare – neppure il voto dei cittadini, che bocciano il partito del premier, anche se pure i Democratici non se la passano bene (nuovo minimo storico, al 25%). Interessante rilevare come Pd, più Idv più Sinistra Ecologia e Libertà (sostanzialmente, al momento, il travaso di voti rimane entro questi confini; che sono poi quelli – più Api – del possibile Partito Democratico all’americana del futuro con fondamento alla propria vocazione maggioritaria che costituirebbe uno dei due pilastri di un bipartitismo all’italiana, quello che questo giornale auspica si possa raggiungere. E, come ampiamente raccontato, potremmo essere sulla buona strada) formerebbero, insieme, il primo partito italiano. Ci presenta (tutti) i dati, come sempre, il nostro Luigi Crespi in persona. 

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Diario politico. Stanno dividendo il Paese E’ arrivato primo “sì” a ddl intercettazioni Presto l’Italia ignara in mano alle cricche Approvato anche federalismo demaniale In regalo alle Regioni territori e altri beni Profezia di Crespi: ‘Così sarà secessione’

maggio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il grande sondaggista sbaglia di rado. Dalle nostre colonne prevedette, a fine gennaio, la resa dei conti nel Pdl dopo le Regionali. Nel commento di ieri sulla crisi della classe dirigente una nuova previsione: «Continuiamo così, lasciamo il Paese nel caos, e la Lega avrà vita facile a portare a compimento il proprio disegno». Oggi, dopo la sbornia legata alla crisi della Grecia e alla corsa ai ripari (anche dall’assunzione pubblica delle proprie responsabilità, come abbiamo visto nel pomeriggio) del nostro ministro dell’Economia (come dei colleghi degli altri Paesi), in qualche modo riprende il corso “naturale” della legislatura e la maggioranza incassa due (per loro) importanti risultati nell’attuazione dei loro programmi (più che del programma). Che riletti alla luce del contesto nel quale si registrano e della profezia di Crespi sembrano preparare, e anticipare, quel finale. La tesi dell’ex spin doctor del presidente del Consiglio è chiara: un’Italia bloccata dalla corruzione, dagli interessi particolari, dalle divisioni (anche) nei partiti favorisce inevitabilmente la tentazione separatista. Il ddl intercettazioni è un grande mantello sotto il quale tutto questo vivrà un nuovo (nefasto) sviluppo: se è stato possibile assistere a quello a cui abbiamo assistito nonostante la consapevolezza di tutti della possibilità di essere intercettati e dunque scoperti, figuriamoci a cosa (non) potremo assistere quando potrà avvenire senza che nessuno di noi se ne possa accorgere. E naturalmente il sistema finirà per scoppiare: o imploderà per le manchevolezze e i guasti che tutto questo andrà a provocare, o esploderà perché prima o poi, anche senza intercettazioni, ciò verrà a galla. Al primo sì della commissione Giustizia della Camera al ddl salva-(o moltiplica-)cricche (per non parlare naturalmente dei criminali “comuni”: di questo abbiamo già scritto e scrivono ampiamente tutti i grandi quotidiani) si aggiunge l’approvazione del primo decreto attuativo del federalismo fiscale, quello che riguarda il demanio, ovvero le proprietà “territoriali” dello Stato. Che a partire da oggi (o comunque da quando arriverà il “sì” definitivo) saranno però delle Regioni, per una vera e propria divisione dei beni – tra marito e moglie che si stanno per separare (?). Il senso del provvedimento appare questo, e se a monte si lavora, appunto, a preparare il terreno, la profezia di Crespi potrebbe anche (ancora una volta) avverarsi molto presto. In tutto ciò l’opposizione oggi si è divisa, dando un proprio placet, tra l’altro, con l’Italia dei Valori, al federalismo demaniale. Anche per questo, naturalmente, sarà più facile per la Lega portare a termine il proprio progetto storico. Speriamo di no, ma non sarà presumibilmente possibile evitarlo senza un cambiamento radicale. Entrambi i provvedimenti (e altro) descritti nel dettaglio, affinché possiate farvi una vostra idea, all’interno, da Finelli. 

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