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Confronto tra destra italiana e britannica Ecco una grande inchiesta in sei puntate 3 – La gran debolezza dei poteri esecutivi

luglio 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Qualcuno obiettò che non era possibile far convivere su uno stesso giornale opinioni divergenti e a volte contraddittorie tra loro. Un’idea molto limitata e povera della politica (italiana). Siamo entrati in una nuova fase, le ideologie del secolo scorso ci hanno fatto il favore di dissolversi da sé. La nostra politica deve ora porsi l’obiettivo finale di una “soluzione” nel solo interesse di tutti gli italiani. In questa chiave il giornale della politica italiana, che è il giornale del futuro dell’Italia, rappresenta ogni giorno uno spazio di confronto e un laboratorio per le idee della nostra politica del domani. Al di là dei (vecchi) cartelli di rappresentanza della destra e della sinistra. E quindi, per il momento, a partire da entrambe. E quella di oggi è una giornata nella quale ascoltiamo voci un po’ più di destra su il Politico.it: da ascoltare con spirito critico ma anche nello spirito di chi vuole conoscere – se è di sinistra – le idee degli altri ed elaborarle nel confronto con le proprie. Dopo il pezzo di Marta Cini sulla destra alla destra del Pdl, e la prima zampata di Annalisa Chirico sulle nostre pagine sul tema della privatizzazione dell’acqua, è il momento dell’appuntamento con il grande speciale a cura di Gabriele Federici: il Pdl, riletto nel confronto con i conservatori inglesi. La terza puntata è dedicata all’instabilità sistemica (per l’Italia) e politico-contingente (per la Gran Bretagna) che determina comunque un effetto comune: i governi durano poco e sono poco capaci d’incidere sulla realtà. Sentiamo. Read more

Il commento. Ora vi spiego perché Nick Clegg ha fallito di Luigi Crespi

maggio 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Una giornata, com’è doveroso, tutta dedicata alle elezioni inglesi – rilette come da nessun altro anche nella chiave della nostra politica – sul giornale della politica italiana.

E la vera questione irrisolta di questa tornata è lo sgonfiamento della «bolla» del leader Liberaldemocratico, «vincitore di tutti e tre i confronti televisivi» e annunciato in pompa magna anche nelle urne, che alla fine non solo non riesce a sorpassare i laburisti ma porta a casa meno seggi del 2005. E siccome Clegg era (a quanto pare) soprattutto un fenomeno mediatico, chi meglio del maggiore esperto di comunicazione politica del nostro Paese può indicarcene le ragioni? Lo fa, come sempre, sul “suo” giornale. Read more

Gb, Berlusconi: ‘Sconfitti signori sinistra’ Vendola: “Serve una narrazione nuova” Politica italiana commenta il voto (o no?) Tutte (nostre) dichiarazioni (inventate?) Una grande “raccolta” firmata Sarubbi

maggio 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della serietà. E proprio per questo sa (non) prendersi sul serio. E ama l’(auto)ironia. Se dopo le nostre considerazioni sulle elezioni inglesi, da cui abbiamo tratto una lezione italiana, il deputato del Partito Democratico ci propone questo florilegio (semiserio) di (possibili) esternazioni sul tema da parte dei protagonisti della nostra politica, anche per scherzare sul «passatempo di giornata, un gioco di ruolo in cui si commentano come se Londra fosse Roma, Manchester Milano« il Politico.it è contento. E ve le offre, per il vostro divertissement. Buona lettura. Read more

Chi ha vinto le elezioni Gb? Il nostro Pd
Perché le terze forze non trovano spazio E pure impediscono una sana alternanza
Da noi c’è la soluzione: Labour + Libdem Ora tendere al bipartitismo all’americana

maggio 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Primo partito i Tories che non hanno però la maggioranza dei seggi. Flop di Clegg a fronte di sondaggi che lo davano almeno avanti ai laburisti e prova vivente che la politica mondiale chiedesse una terza forza, da non confondersi con la terza via. Ma il bipolarismo, sostanzialmente, ha retto. Solo che così è bloccato. Negli anni i libdem avranno sicuramente modo di crescere, ma – qui sta il punto – è questo di cui ha bisogno la Gran Bretagna? Una (nuova, in Gb, solita, da noi) stagione di consociativismo? Noi crediamo di no; anche perché tutte le democrazie del mondo che funzionano si basano su un bipolarismo compiuto, che non prevede terze opzioni. Quelli più efficaci hanno invece già dato risposta alla richiesta, questa sì, di un rinnovamento delle due proposte in campo. Obama in America rappresenta prima di tutto la modernità. Non a caso Clegg era stato paragonato a lui. E Obama è saldamente Democratico, non pensa di rappresentare una terza opzione che non c’è. Nel nostro Paese, in realtà, ci troviamo già ad un buon punto di cottura: come questo giornale ha già avuto modo di scrivere (per primo), la strada tracciata da Berlusconi nel ’94, dalla nascita del bipolarismo (pure malfunzionante, ma non per ragioni intrinseche, bensì contingenti e dovute ad uno scarso livello di maturità – del bipolarismo, e non solo) e del suo ri-lancio in avanti con la nascita prima del Pd e la perfetta risposta del Pdl, a sua volta rafforzata – e non minata – dalla nuova dialettica interna inaugurata da Gianfranco Fini, porta dritti al bipartitismo all’americana. Obietterete: ma in Italia ci sono anche altre sensibilità. No, sono rappresentanze di interessi (spesso della politica italiana autoreferenziale, più che di parti di Paese) che bloccano la (sua) modernizzazione. E’ necessario assumersi la responsabilità delle sintesi in nome della governabilità. E questa responsabilità si traduce nel bipartitismo. Il Pd compia (dunque) il proprio percorso – era nato per essere il corrispettivo italiano del Partito Democratico americano – aprendo ai socialisti radicali di Vendola, ai Radicali tout court, al ritorno – in questa chiave, può avvenire, anche alla luce della “lezione” inglese – di Rutelli e dei libdem all’italiana, approdi ad una reale, e libera, democrazia interna libera dai blocchi e dagli schemi del passato, e diventi il partito della modernità progressista. Fini sta già facendo la sua parte per modernizzare la destra. Il futuro della politica italiana è questo qui. Solo così si potrà procedere, in una democrazia dell’alternanza sana (le parole in quest’ordine), ad una modernizzazione del Paese alla quale tenderanno sia i Democratici, sia i Repubblicani. Il servizio invece sulle elezioni inglese-e-basta, all’interno, è di Nicolò Bagnoli.                       Read more

L’analisi. Chi ha vinto il confronto televisivo in Inghilterra di L. Crespi

aprile 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Si è svolto ieri tra il laburista e pre- mier uscente Gordon Brown, il con- servatore Cameron (in vantaggio secondo i sondaggi) e il terzo incomodo lib-dem Nick Clegg. La vittoria nelle elezioni che si terranno tra poche settimane a Londra se la giocano – presumibilmente – Brown e Cameron, ma il successo nel primo “triello” – come lo definisce Crespi – di questa campagna elettorale è andato a Clegg, che propone agli inglesi una prospettiva di «change» radicale rispetto alle due opzioni storiche, che si trascinano un po’ stancamente dopo il quindicennio glorioso di Blair. Il maggiore esperto di comunicazione politica del nostro Paese giudica sul giornale della politica italiana il rendimento dei tre contendenti, che ci interessa non solo perché in gioco c’è la premiership di un Paese-guida del Vecchio continente e dello scacchiere internazionale, non solo come fatto di rilievo e non solo perché ci parla di una consuetudine delle grandi democrazie occidentali – il confronto televisivo tra i candidati – che in Italia non vediamo dal 2006, a causa delle resistenze di Berlusconi, che è disposto ad affrontarlo solo quando deve recuperare e non rischia di perdere ma solo di conquistarsi la possibilità di vincere, ma anche perché nel merito del confronto della politica inglese possiamo trarre qualche spunto anche per ciò che riguarda il futuro della nostra politica e del nostro Paese, che chiede il ritorno ad una politica italiana fatta di visione e scelte concrete per il futuro dell’Italia, una prospettiva di cui, forse, solo – oggi, anche vista la situazione dopo i quindici anni berlusconiani, ben diversi da quelli di Blair ma che hanno avuto lo stesso effetto di impedire-”congelare” per troppo tempo un cambiamento di cui ora i nostri due Paesi hanno più bisogno - una soluzione onesta e responsabile ed equidistante proprio come quella che propone il vincitore di ieri Clegg – che è schizzato nei sondaggi addirittura sopra il 35% dopo la performance televi- siva – può farsi carico. Il pezzo di Crespi. Sentiamo. Read more

D’Alema: “Frenato da Zapatero e dal Pse” Ecco com’è stato scalzato da Mister Pesc

novembre 20, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana, lo sapete, è stato sin dal primo momento favorevole alla nomina dell’ex premier a capo della diplomazia europea. Una scelta che ieri è sfumata a causa delle pretese della Gran Bretagna, che ha ottenuto l’indicazione della Ashton (senza alcuna esperienza agli esteri) dopo il no alla candidatura di Blair alla presidenza del Consiglio di Europa, e all’asse tra Brown e il premier spagnolo, il cui Partito socialista iberico sembra non gradisse che l’italiano fosse espressione di un partito, naturalmente il Pd, non iscritto al Pse. La rabbia di D’Alema per il “tradimento” dei compagni socialisti accentuata dalle parole di Schulz che prima aveva sostenuto l’ex leader del Pds, salvo poi dare la colpa della mancata nomina al Governo italiano. E invece fino all’ultimo Berlusconi ha cercato di ottenere il “sì” per l’esponente Democratico. Il racconto. Read more

Diario politico. Il Gip: arrestare Cosentino Berlusconi e Pse per D’Alema Mister Pesc

novembre 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Eccezionalmente al mattino come la prima edizione dei telegiornali. Per il sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale campano del Pdl l’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. Dal magistrato la richiesta alla Camera di autorizzazione ad eseguire la misura. E’ sempre più forte intanto il sostegno alla candidatura dell’ex presidente del Consiglio a ministro degli Esteri d’Europa. Ieri Schulz annuncia il ritiro di Miliband e il sostegno dei socialisti europei all’italiano, poi il giallo: da Berlino, dove a margine dei festeggiamenti per il ventennale della caduta del Muro si è tenuta una cena offerta da Angela Merkel con i 27 capi di Stato e di Governo dell’Unione, Gordon Brown rilancia il suo capo della diplomazia che, dal par suo, si definisce soltanto «in stand-by». Un tira e molla legato da un lato al tentativo da parte britannica di trovare l’assenso sulla nomina di Blair come presidente, dall’altro all’alternativa, per Miliband, di guidare i laburisti nel dopo-Brown. Il racconto degli ultimi sviluppi.           Read more

***L’editoriale***
DALLA CRISI NON SI ESCE CON LE VECCHIE ABITUDINI
di GAD LERNER

novembre 8, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Commento della domenica affidato al conduttore de “L’Infedele”, che critica il ritorno alla (anzi, la prosecuzione sulla) strada dell’«economia di carta», quella puramente finanziaria, dei profitti senza costrutto. Così, scrive Lerner, non torneremo alla ripresa e il rischio è di un ulteriore aggravamento della situazione, in futuro. Il pezzo dell’ex direttore del Tg1. Solo sul giornale della politica italiana.           Read more

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