***(In)giustizia&democrazia(?)***
STRAUSS-KAHN, (NON) IMPARIAMO DAGLI USA
di ANNALISA CHIRICO
agosto 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Era un giorno di luglio del 2011. In Aula si discute se concedere o no l’autorizzazione alla carcerazione (preventiva) nei confronti di Papa, il deputato Pdl accusato di avere fornito, da magistrato, informazioni riservate “alla” P4. Montecitorio sembra tornata ai fasti della politica vera. Si susseguono interventi che, oltre a mettere nel “mirino” il caso specifico su cui la Camera è chiamata a pronunciarsi, riportano al centro del dibattito pubblico un tema che riguarda la qualità stessa di una società (in)civile perché incide direttamente sulla vita (e a volte, basti pensare al caso Tortora, anche la morte) delle persone: è giusto o no, e in che termini, (non ab)usare dell’istituto dell’arresto prima che l’indagato – innocente fino a prova contraria – sia stato (eventualmente) riconosciuto colpevole e passibile di quella pena? L’autorizzazione viene concessa. La seduta è tolta. E anche l’ennesima chance, per la “nostra” (?) “politica” (?) politicante autoreferenziale di oggi, di occuparsi non solo di se stessa ma, addirittura!, del Paese. Di quei discorsi alti, ispirati e moralmente tesi, non si vede, da allora, traccia. Il caso dell’ex direttore del Fondo Monetario Internazionale sputtanato attraverso un’accusa di stupro che – al di là di come possano essere andate effettivamente le cose – è stata demolita per l’inconsistenza della credibilità della testimonianza della presunta vittima, riporta però (almeno nel circolo, ancora un po’ sommerso, della politica vera, che non è antipolitica!, ma appunto al/il contrario) la questione al centro della discussione. E, con essa, quella, intrecciata, della “democrazia (e in-giustizia) mediatica” che “sbatte il mostro in prima pagina” senza pre-occuparsi di prendere tutte le precauzioni necessarie ad evitare di distruggere la vita di una persona, nobile scopo per il quale esiste, appunto – in Occidente – il principio della presunzione di innocenza, in presenza di una giustizia che, come tutti gli esercizi umani, è fallibile. La giovane esponente di Radicali Italiani e segretaria degli Studenti Luca Coscioni dice la sua. di A. CHIRICO Read more
***Il commento***
MONDADORI, NON POLITICIZZIAMO (OLTRE) LA GIUSTIZIA
di GAD LERNER
luglio 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il giornale della politica italiana ritiene che in questo caso giustizia sia stata fatta, ma senza avere la conoscenza necessaria delle “carte” per esprimere certezza. E comunque parliamo di giustizia, e non di vendetta. E la giustizia – proprio per non avere colore, né politico, né civile, né altro – non è una pratica agonistica; è comprensibile e persino giusto provare soddisfazione per una sentenza giusta (quando lo sia e si abbia la “certezza” fondata che sia così), proprio perché la giustizia è la condicio sine qua non è possibile il nostro vivere civile. Ma la giustizia non è (nemmeno, solo) la pratica forense, la giustizia parte da ciascuno di noi e diventa una qualità, più o meno intensa, di un vivere comune. Non la fanno i giudici bensì tutti noi. rispettando le leggi. Ma non solo. Rispettando. Rispetto per gli altri. Rispetto della Giustizia. Che non vuole e non deve essere tirata per la giacca; così che possa continuare il proprio incedere retto. Se lo ha abbandonato tocca alla politica non strattornarla ma riaccompagnarla sulla via. Una volta che questo (se è il caso) sia avvenuto, è necessario recuperare quel distacco – l’altra faccia della cui medaglia è l’autorevolezza del sistema giudiziario – per il quale possiamo fare il “tifo” per la sentenza giusta, ma non per o contro una delle parti. Anche quando questa parte si chiama Silvio Berlusconi. Perché questa è la condizione per la quale nessun Berlusconi, in seguito, potrà (facilmente) sostenere (in tutti i sensi) la politicizzazione dei giudici; né i giudici avranno voglia di politicizzarsi (se mai è avvenuto, e qualche sospetto che ciò sia possibile è ragionevole). Abbiamo tutti un compito alto, che è quello di tornare grandi, e dare il nostro contributo (decisivo) alla nuova civilizzazione. Cominciando da noi. Gad, ora, nel merito del caso. di GAD LERNER Read more
***Guzz***
BERLUSCONI? C’E’ ANCHE DI PEGGIO
di PAOLO GUZZANTI
aprile 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
L’indignazione, ad esempio. Categoria né politica né morale, bensì pigra scorciatoia di chi non sa assumersi le proprie responsabilità. ”L’indignazione – scrive Guzz – è il linciaggio ed è parente dell’approssimazione, dell’assalto al Parlamento, del lancio di monetine, di piazzale Loreto, del cattocomunismo e cattofascismo italici, è la palestra dei luoghi comuni, la fossa comune della ragione”. E peggio di Berlusconi sarebbe dunque una maggioranza (?) che si fondasse su tutto questo. Ma peggio di Berlusconi è anche un sistema giudiziario non da democrazia liberale, e non solo nella deformazione imposta dal presidente del Consiglio. Vogliamo ad esempio ritenere che il premier, al netto delle proprie colpe, non sia comunque molto “atten- zionato” da certa magistratura? Guzz a tuttocampo, sul “suo” giornale della politica italiana, il solo sul quale si dicono, liberamente (in senso assoluto), le cose come stanno. di PAOLO GUZZANTI Read more
Perché no alla separazione delle carriere Oltre a ciò si altera l’equilibrio tra i poteri Doppio Csm di fatto subordinato all’Aula E obbligatorietà ‘regolata’ da legislatore Colpa di conflitto di “sentimenti” di Silvio
marzo 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
E rischia di saltare vero processo breve Mediaconciliazione, la giustizia è veloce Doveva entrar in vigore prossimo marzo Ma gli avvocati si son (rin)chiusi in casta Mobilitiamo per reale riforma giudiziaria
febbraio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Il commento. Ma i pm hanno (oggi) troppo potere di Annalisa Chirico
gennaio 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
Le istituzioni sono un patrimonio di tutti Non si brandiscano Costituzione/giustizia per ‘colpire’ -inimicandola- alcuna (parte) Consulta ‘giusta’, il premier non ‘picchia’
gennaio 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
il Politico.it ha ‘cuore persone più deboli Ma modo per aiutarle non è sindacalismo Il modo per aiutarle è rifare grande l’Italia Nel 2010 9 detenuti under 30 morti suicidi Giulia: ‘Non vedono via uscita da inferno’
novembre 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Fini: “No a subordinare pm all’esecutivo” Emiliano: “E’ decisivo per la democrazia” Ma Silvio: “No, senza riforma non ce n’è”
ottobre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Ma la giustizia nel nostro Paese va rifatta Sono 3 i (più) grandi nodi da sciogliere(?) a) – La famigerata lentezza della macchina b) – La politicizzazione/ personalizzazione c) – Drammatiche condizioni dei detenuti Laratta: ‘Vi racconto il fallimento Why not’
ottobre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La giustizia (?) di Berlusconi di GINEVRA BAFFIGO
ottobre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
‘Una commissione d’inchiesta sui giudici’ I costituzionalisti rispondono qui da noi “Mai sentita prima una cosa così grave”
ottobre 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Diario politico. Silvio, riascoltaci (ancora) Bocchino: “Al Senato ti stai sgretolando” D’Alema-Casini-Fini, se nasce nuovo Cln Se forzi in tutti i casi situazione precipita E allora rilancia modernizzando(la) l’Italia Avrai salvacondotto e passerai alla Storia
ottobre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Ora il Pdl lavora al Lodo salva-legislatura Mentre nel Pd è scontro Bersani-Veltroni E si rafforza l’asse Roma-Parigi sui rom… di GINEVRA BAFFIGO
settembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Diario. La grande rivoluzione liberale (?) Fini: “Nulla può interrompere legislatura” Berlusconi: “Le tasse giuste se del 30%” Su giustizia/Costituzione ‘po’ border line Ma adesso il governo modernizzi l’Italia
settembre 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Ecco dunque rispuntare processo breve O dovremmo ora chiamarlo – più – lungo? A cosa stanno lavorando oggi i falchi Pdl
settembre 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Diario. Governo onesti e responsabili (?) E’ certo: alla fine Silvio si libererà di Fini Ma Follini: “Ora Pd guardi a Gianfranco” E’ la linea della loro maggioranza interna Soltanto se serve a modernizzare l’Italia
luglio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Diario politico. Il giornale della modernità Settis: ‘Solo noi tagli università e ricerca Si investa 1% del Pil e assunzioni giovani’ Il Pd: ‘Pensione prof. anticipata a 65 anni’ Noi andiamo oltre: cambiare prospettiva
giugno 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Diario. E dopo Annozero il dibattito è qui Bersani: ‘Manovra figlia errori governo’ Guardate infatti il Pil con i vari esecutivi Tremonti riconosca le proprie ‘mancanze’ L’opposizione però sostenga l’impianto Nello specifico è una finanziaria di parte
giugno 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Diario politico. Dove giustizia(?) è politica Bocchino: “Io mi candido a capogruppo” E ora Berlusconi non può rischiare voto Se governo cade ritorna processabile Napolitano: “Magistrati, fare autocritica” E in Calabria cittadini applaudono boss
aprile 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. La chiave di lettura che vi proponiamo stasera è il rapporto tra nostra politica e giustizia. Il presidente della Camera continua a rassicurare: «Esecutivo durerà». Ma la sua minoranza va all’attacco. E stringe in una morsa il premier. Che a sua volta frena e non fa saltare il banco perché non può. Lui. Perché se si va alle elezioni anticipate cade il legittimo impedimento. E – qui sta il punto – anche in caso di vittoria non farebbe più in tempo, nella nuova legislatura, ad approvare la legge costituzionale. Quella che gli garantirebbe l’imm(p)unità anche oltre i 18 mesi della sospensione. E naturalmente potrebbe anche non vincere le elezioni. E qualora il processo riprendesse il rischio di una condanna è elevatissimo. Per questo Berlusconi è giunto a più miti consigli. Il capo dello Stato intanto si rivolge alle toghe e invita i magistrati a lavorare per recuperare «la fiducia dei cittadini». L’Anm: «Difficile farlo (autocritica) quando ci si trova sotto attacco». Alfano: «Intervengono su tutto considerando il Parlamento un’istituzione di serie B». Fin qui la (ir)regolare amministrazione. A Reggio Calabria viene arrestato Giovanni Tegano, uno dei trenta latitanti più pericolosi secondo la “graduatoria” del ministero dell’Interno. Ma di fronte alla polizia che si allontana con il capomafia centinaia di persone salutano quest’ultimo. Politica e (mancanza di) senso della legalità. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more
Diario politico. L’immagine (d)e(l)la realtà Berlusconi a Tg1, Tg2, Tg4, Tg5, Ita1, Sky Bersani alle 5 davanti a cancelli Mirafiori E theHand racconta così lo scontro finale
marzo 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Nell’ultimo giorno di campagna elettorale il giornale della politica italiana vi propone un lungo rendiconto del confronto a distanza tra il presidente del Consiglio e il segretario Democratico. Il capo dell’opposizione incontra gli operai Fiat per dimostrare che «siamo un partito popolare». Il Cavaliere, dal canto suo, ripete l’invasione delle tivù delle ultime ore delle ultime due campagne elettorali e impone la propria proiezione della realtà (?), come sempre a tuttocampo. Ora il silenzio. Da domani il grande racconto che il Politico.it farà di queste Regionali, a partire dall’andamento del Mondiale di Formula Uno per le Regioni in bilico. Buon viaggio nelle ultime ore di campagna elettorale, intanto, con Ginevra Baffigo.
Diario politico. Ora parliamo di migranti Fini: “Subito cittadinanza per i loro figli” No della Lega, spieghino il vero perché
marzo 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Mentre il presidente del Consiglio va avanti sulla sua (è proprio il caso di dirlo) strada – «Faremo la riforma della giustizia per superare questa situazione di democrazia violata anche senza il concorso dell’opposizione»; «I cittadini ai gazebo sceglieranno se eleggere direttamente il presidente della Repubblica o il presidente del Consiglio», ovvero tra il presidenzialismo e il presidenzialismo, una sorta di plebiscito che prepari quello sulla propria persona per la stessa poltronissima – il capo di Montecitorio torna su un proprio cavallo di battaglia dedicato, in questo caso, alla situazione dei bambini. Fini, favorevole ad una riduzione dei tempi necessari all’acquisizione della cittadinanza per chi sia venuto dall’estero a vivere nel nostro Paese, li chiede a maggior ragione per i figli di immigrati nati qui, culturalmente italiani (e non solo, naturalmente) a tutti gli effetti. Stasera in una delle poche trasmissioni televisive in cui si possa parlare di politica italiana (in modo serio) rimaste (in questo mese di campagna elettorale ma non solo) Casini e Castelli si ritrovavano sull’idea che l’Italia non debba comunque, però, cedere al multiculturalismo. Ovvero, spiegava Casini, chi viene qui deve sapere di dover riconoscere e rispettare la nostra cultura, che secondo il leader Udc è la cultura della tradizione «cristiana». E siccome, appunto, i figli di immigrati sono appunto da questo punto di vista perfettamente integrati come qualsiasi altra persona nata in Italia, sì – era il senso dell’intervento di Casini – alla proposta di Fini. Castelli non è d’accordo. Ma i problemi legittimamente e anche doverosamente posti dalla Lega sull’immigrazione hanno a che fare con la sicurezza (che non si lega in nessun modo a questo tema), il tema della “priorità agli italiani” (e il Politico.it condivide l’idea che la politica italiana debba occuparsi in primo luogo dell’Italia, a partire da quel tema della sostenibilità che deve essere ben coniugato con il privilegio della solidarietà e il riconoscimento che i processi storici non possono essere arrestati), che però vale ovviamente per chiunque sia italiano a tutti gli effetti e dunque per i bambini figli di immigrati come per i bambini italiani di seconda e più generazione, l’integrazione (naturale nel caso di questi bambini che crescono nel nostro Paese insieme agli altri bambini nelle nostre scuole). E dunque (appunto) non riguardano in nessun modo questi bambini. Rispetto ai quali la sola ragione per dire no al riconoscimento di una cittadinanza veloce si chiama razzismo. Non tutte le istanze della Lega sono razziste; il giornale della politica italiana non ama il modo di giudicare tranchant e preferisce cercare di comprendere, e spiegare i fenomeni. In questo caso, però, c’è poco (d’altro) da capire. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more
Diario politico. La “visione” del governo Una risposta a Pd: incentivi per la ripresa Ma se gli investimenti non hanno sbocco Dimenticati del tutto ricerca e così futuro
marzo 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ha saputo anticipare, ogni volta, ciò sarebbe accaduto di lì a poco (e non solo) nella nostra politica. L’altra notte abbiamo richiamato le nostre previsioni sulla resa nei conti nel Pdl che si è poi puntualmente verificata (anche se prima del tempo). Qualche Diario prima avevamo colto che la riforma della giustizia diventava (insieme allo specifico del blocco alle intercettazioni) la nuova priorità del presidente del Consiglio, in quanto era proprio la giustizia italiana l’ultimo vero baluardo di legalità nel nostro Paese, e andava – andrà; ovviamente dal punto di vista – fermata e smantellata. E avevamo scritto che i tre anni senza elezioni avrebbero favorito questo progetto del premier. Oggi arriva la conferma: «Ce ne occuperemo di qui al 2013. Perché questa giustizia minaccia la democrazia», ovvero la sua (totale, a dispetto delle regole) libertà. E domani riprenderemo il nostro filone su dove va la politica italiana dal punto di vista del sistema istituzionale e delle sue riforme per raccontarvi della posizione del Pd di fronte a quello che – come sostiene ormai da tempo Eugenio Scalfari – è l’obiettivo di fondo di Berlusconi, che è tornato a ribadirlo oggi: il presidenzialismo a fronte, per di più, di una riduzione dei poteri di controllo. Ovvero una vera e propria piccola svolta autoritaria per la via democratica (fino ad un certo punto) delle riforme. Pietro Salvatori ci racconterà come si pone rispetto a questo l’opposizione. Ma il tema che vi proponiamo stasera è quello di cui leggerete di meno su tutti gli altri grandi quotidiani, eppure è il vero tema centrale e decisivo per il futuro dell’Italia: il governo ha varato oggi un piano di incentivi che dà seguito al dibattito parlamentare sulla crisi e risponde alle sollecitazioni di Bersani, e soprattutto all’esigenza del Paese di interventi per contenere gli effetti della congiuntura negativa e favorire la ripresa (più veloce possibile). Dunque un fatto di per sé positivo. I problemi sono due; uno (relativamente) più piccolo e comunque legato (anche) a difficoltà “esterne” e uno capitale. Il primo è che i soldi sono pochi e l’esecutivo ha fatto poco per ricavarne degli altri; dunque quale che fosse stata la destinazione decisa da Tremonti e Scajola l’intervento avrebbe avuto un impatto molto limitato. Ma pure in questa chiave, era importante intervenire in modo tale che tutto questo costituisse l’inizio di un percorso e le risorse messe in campo cominciassero (o, per una parte, continuassero) ad alimentare, in buona sostanza, gli sforzi di innovazione delle nostre imprese attraverso la ricerca. Invece le risorse a disposizione in questo senso sono diminuite. «Il governo le ripristini al più presto per garantire quelle imprese che hanno già realizzato gli investimenti in innovazione necessari al superamento della difficile congiuntura economica», incalza Emma Marcega- glia. E anche il segretario del Pd spinge su questo tasto: «Gli incentivi del governo non sono ciò che serve al Paese. C’è bisogno di aiutare l’innovazione e l’internazionalizzazione». Il racconto, all’interno, di Ginevra Baffigo.
Diario politico. Questa sera apriamo così ‘Rispetto della legalità, senso dello Stato’ (Cioè le ‘nostre’ onestà e responsabilità) A chiederle non è però il “solito” Marino Bagnasco: “Sono questi i valori cristiani”
marzo 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, per un grande Diario, è di Ginevra Baffigo. Nel giorno dell’arresto dell’ex vicepresidente Democratico della Regione Puglia Sandro Frisullo, a dieci giorni dalle elezioni, che può configurarsi come un caso di “giustizia (magari fondata ma) ad orologeria” come altri precedenti nel verso (politico) opposto, e pone comunque il tema del rapporto tra politica& magistratura e del rischio di una politicizzazione e di un eccesso di protagonismo da parte di alcuni magistrati; nel giorno in cui il presidente del Consiglio torna ad attaccare la magistratura «amica (al contrario, ndr) della sinistra» e ribadisce l’intenzione – che avevamo sottolineato in un Diario di qualche giorno fa – di una “riforma” della giustizia (che ha del minaccioso), il giornale della politica italiana sceglie il “disarmo” (anche se da parte nostra non ce n’era bisogno), di dare un seguito al proprio invito alla nostra politica ad assumersi la responsabilità di fare un passo indietro e di stemperare per prima i toni del confronto con la Giustizia, e si sforza di cominciare (continuare) a fare ciò che è necessario perché tutto questo sia, nel tempo, possibile: ovvero guardare (come sempre) al futuro, producendo una cesura e lasciandosi alle spalle le scorie di questi quindici anni di politica italiana (autoreferenziale: il male è tutto qui, come abbiamo denunciato nelle ultime due settimane). Lo fa, il Politico.it, assumendo il punto di vista del capo dei vescovi italiani, a dimostrazione di come il fronte dell’onestà e della responsabilità abbia dalla sua forze di grande spessore e assolutamente trasversali (politicamente, socialmente e culturalmente), anche per ribadire che la tradizione cristiana, i suoi valori non si esauriscono e non sono rappresentati (solo) da chi oggi si fa portatore della loro bandiera in politica. Lo provano queste parole, sagge, di Angelo Bagnasco, con cui abbiamo scelto di aprire e che costituiscono il manifesto ideale di ciò che pensa il giornale della politica italiana. Il racconto della giornata, firmato Ginevra Baffigo. Read more
Diario politico. è (La) giustizia ultimo atto Lo stop definitivo (?) ai talk show politici La chiamata (no, che pensate?) di Silvio: “In piazza per difendere (nostra) privacy” E annuncia riforma (finale?) del sistema
marzo 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Rivisitazione del titolo del film di Lizzani (Mussolini ultimo atto) in cui però è la democrazia e non il (qui presunto) “dittatore”, a rischiare di più. Il 28 e il 29 marzo si vota, poi tre anni di silenzio (in tutti i sensi? Speriamo (di) – che l’opposizione faccia ciò che è necessario per – tornare a seguire l’informazione di Santoro e Vespa fuori, intanto, dalla campagna elettorale) per la mancanza di elezioni di qui fino alle politiche del 2013. Un periodo in cui il governo potrà fare e disfare a proprio piacimento, senza rischiare (elettoralmente) e col rischio che nessuno (a parte se stesso, e lo vedremo alla fine di questo nostro racconto anticipatore) lo possa fermare. In queste ore il presidente del Consiglio torna a ribadire con la pacatezza di chi sa di averne l’occasione, e dunque di non dover temere, la necessità di una «riforma della giustizia». Che, ridotta l’informazione, con l’opposizione (ancora) ridotta in questo Stato, e comunque non avendo accesso alle sale del potere (anche a causa dell’esautoramento di fatto del Parlamento), rimane l’ultimo baluardo di legalità. Perché è vero che la politica non si può fare a colpi di giustizia, e sarà sicuramente vero che singoli magistrati (e non diremmo «una parte della magistratura», che dà l’idea di un “blocco” che non c’è) sono prevenuti, o politicizzati nei confronti del premier. Ma è anche vero che mai come in questi anni abbiamo assistito ad un attacco sistematico del potere esecutivo al principio della legge uguale per tutti (le due cose si mordono la coda) e, ora, anche alle basi della democrazia. Come abbiamo sostenuto in un altro momento, è la politica, in quanto responsabile della guida del Paese, a cui tocca fare un passo indietro favorendo così una distensione anche sul fronte-giustizia. Invece il centrodestra (o almeno il presidente del Consiglio) si prepara a fare un doppio passo in avanti (naturalmente, ed ecco il pericolo interno, in mezzo c’è l’esito delle Regionali e anche la tenuta di una maggioranza che, sempre sottoposta alla golden share della Lega e ora anche a quella della montante corrente di Gianfranco Fini, potrebbe non avere più, politicamente, le stesse mani libere). Sperando che non sia un ultimo atto (di giustizia?). All’interno il racconto della giornata di Finelli.
“Garantismo” senza limiti di centrodestra Di Girolamo lascia, (ma) il Pdl lo applaude Gasparri: “Colpa di magistrati bolscevici”
marzo 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il garantismo è la propensione ad anteporre i diritti degli imputati alla tentazione giustizialista. Altra cosa è difendere aprioristicamente persone alle quali si è per qualche ragioni legati (per quanto a volte, nei casi più o meno strettamente familiari – ai quali è e deve essere estranea la politica, che risponde non a logiche affettive e sentimentali, per quanto non possa prescindere da una certa umanità, ma all’interesse del Paese – possa essere comprensibile e anche doveroso); altra cosa è riconoscere l’intoccabilità di alcuni (magari dei parlamentari, o dei protagonisti della nostra politica) e quindi prevedere la loro imm(p)unità. Tutto questo si intreccia, naturalmente, con la “convinzione” che la magistratura sia politicizzata e che sia dunque non solo possibile, ma addirittura doveroso, e in nome del principio dell’indipendenza della politica italiana, preservare gli appartenenti – è proprio il caso di dirlo – alla “casta”. Dello stato della giustizia abbiamo già detto ieri (e non siamo certo stati – all’opposto – (anti)ideologici). Ma l’applauso che oggi i senatori del Popolo della Libertà hanno tributato al collega accusato (e molto di più, le intercettazioni per una volta non lasciano spazio a – molte – interpretazioni) di avere rapporti con (e di essere stato eletto con l’aiuto de) l’ndrangheta è sicuramente una degenerazione (nel caso) speculare, che, peraltro – soprattutto – getta ombre terribili sull’indipendenza (questa sì) della nostra politica e in particolare di quella parte del centrodestra – va detto, al di là di ogni equidistanza – che ha avuto più casi di continguità (pensiamo a Cosentino, ma anche – per l’Udc – a Cuffaro) con la criminalità organizzata. Ci racconta cos’è accaduto in aula, Andrea Sarubbi. Read more
Why Not di De Magistris finisce in un flop Lui eletto alle Europee: oltre 400mila voti Esiste un/il problema-giustizia in Italia (?)
marzo 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il giornale della politica italiana sta dalla parte delle istituzioni. E pensa che la nostra politica abbia la responsabilità di fare un passo indietro nel confronto con gli altri poteri tra cui la magistratura. Perché è alla politica italiana che spetta di guidare il Paese e dunque di assumersi la responsabilità ultima di fare il (suo) bene. Il passo indietro della politica, inoltre, favorirà quella distensione degli animi che consentirà anche alla magistratura di tornare a fare serenamente il proprio mestiere. Tutto. E tutta. Perché è vero come dice Pier Camillo Davigo che la prima cosa da fare per superare lo scontro tra la nostra politica e i magistrati, appunto, è «smettere di rubare», una formula che sintetizza in sé anche tutti gli altri reati possibili dei colletti bianchi e non solo. E tuttavia è indiscutibile che in qualche caso ci possa essere il ragionevole dubbio che alcune scelte di alcuni magistrati siano motivate da altro rispetto al pubblico interesse di perseguire la giustizia. Può essere il caso di alcuni procedimenti intentati contro la politica per ragioni, appunto, politiche (ma si tenga bene a mente la nostra premessa); ed è il caso del protagonismo di alcuni magistrati che, magari per scendere successivamente (con successo) nell’agone, montano inchieste che, a volte, non sono del tutto giustificate, o che non giustificano un così ampio dispiegamento di mezzi. E’ notizia di oggi, ad esempio, che il procedimento che vedeva imputati, tra gli altri, Romano Prodi e Clemente Mastella, il presidente della Regione Calabria Loiero e il suo predecessore Chiaravallotti si è concluso con un nulla di fatto (o, meglio, con un’assoluzione piena) per il 90% delle persone accusate, tutte – tutte – quelle che avevano un incarico di rilievo e che avrebbero potuto – hanno potuto – consentire al magistrato di assurgere alla pubblicità e alla notorietà nazionale. La stessa che gli avrebbe poi consentito, appunto, di fare il salto nella politica italiana. Franco Laratta, che ha seguito sin dall’inizio con attenzione la vicenda (che conosce bene anche per le sue, dell’inchiesta, radici calabresi), torna ad intervenire sul caso. Solo sul giornale della politica italiana. Read more
Napoli, finiana, una vita contro le mafie “Pdl frena protocollo candidature pulite” E su Gasparri: “Difende le collusioni”
febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Proposto da Pisanu in Antimafia, sostenuto dalla deputata ex An e dall’altro finiano Fabio Granata, dal centrosinistra e dalla Lega, ha trovato l’opposizione del partito del premier. E del governo. Cruciale a poche settimane dalla chiusura delle liste per le Regionali, prevede che non si possano mettere in campo candidati anche solo rinviati a giudizio e non necessariamente già condannati. La Commissione si riunisce in queste ore a Reggio Calabria e Angela Napoli spera ancora che il “suo” centrodestra possa fare un passo indietro e non tradire più la (sua) battaglia di tutta una vita. In questa intervista al giornale della politica italiana, la deputata Pdl spiega perché è importante approvare quel codice e ci racconta a che punto è la nostra battaglia contro la criminalità organizzata. E sulla giustizia chiarisce: «No al processo breve». L’ha sentita Ginevra Baffigo.
Crolla il mito del capo Protezione civile. I festini di Bertolaso: “Darei ripassatina…” Appalti, così lo sciacallaggio sul terremoto
febbraio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La corruzione per il G8 della Maddalena accompagnata da favori sessuali. Lo sostiene l’ordinanza del gip di Firenze sull’arresto di Balducci. «Sto organizzando per Bertolaso un festino megagalattico», dice l’imprenditore romano Anemone. Lui: «Se Francesca oggi potesse… verrei volentieri». I Democratici: «Si dimetta». Attenzione, a questo punto, ora che la verità emerge e che si cominciano ad accertare le responsabilità, a non gettare la croce sulla persona: il capo della Protezione civile ha – si presume – sbagliato gravemente, e la giustizia se ne occuperà. Non si passi dalla costruzione del mito, appunto, alla distruzione di Bertolaso. E’ un tentazione che, ahinoi, corre sottotraccia nella sensibilità di una parte del Paese. Il giornale della politica italiana condivide con i suoi lettori un giudizio critico, duro, di condanna totale, ma che tenga conto dei necessari contrappesi umani. Lo diciamo, come sempre, prima che qualsiasi cosa accada. Il servizio di Carosella. Read more
Arriva l’immunità per la Protezione civile Bertolaso ministro. Così evita processo?
febbraio 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, dice il decano della nostra politica. E il giornale della politica italiana, che non pensa male, ci azzecca comunque molto spesso. E’ accaduto quando Rutelli fondò Api, e il nostro direttore “lesse” il messaggio che l’ex presidente della Comitato sui servizi mandava, semanticamente, a Gianfranco Fini. E’ accaduto ancora di recente sul Partito Democratico e sulla possibilità che recuperasse la sua vocazione originale. Ebbene, stasera Andrea Sarubbi ci racconta di come la maggioranza abbia predisposto una norma, nel pacchetto che prevede la trasformazione in s.p.a. della nostra Protezione civile, che assicura la non processabilità, passata, presente e futura dei membri della Protezione. Viene in mente poi, e lo scrive Sarubbi a conclusione del suo pezzo, dell’intenzione del premier di nominare Bertolaso ministro, veste nella quale usufruirebbe del legittimo impedimento. Oggi la notizia delle indagini su di lui. Qualcuno dice, «Berlusconi non poteva non sapere, essendo, come capo del governo, anche a capo dei servizi». E allora non si può non pensare che tutto questo – la norma anti-processabilità dei membri della Protezione civile, la disponibilità del presidente del Consiglio a nominare Bertolaso ministro – non si ricolleghi ai fatti di oggi, all’indagine su Bertolaso e a quanto sta accadendo nel Paese. Ma ci fermiamo qui, con le ipotesi. Stiamo ai fatti, diceva Walter Cronkite. E i fatti sono che anche la Protezione civile, presto, nono- stante i fatti di oggi, godrà di una sorta di immunità. Ce ne parla il deputato del Pd. Read more
Destra&dimissioni, rien à faire. Bertolaso è indagato, le dà. Berlusconi le respinge
Il capo della Protezione civile accusato di corruzione nell’ambito della realizzazione delle opere per il G8 de la Maddalena. Cifre da capogiro: 327 milioni di euro per strutture mai utilizzate. Bertolaso decide di lasciare, ma il presidente del Consiglio gli rinnova la fiducia: il contrario di quanto avviene sul fronte opposto, dove al primo sentore di illegalità – seria, in questo caso – responsabilità vuole che si lascino gli incarichi. Gentiloni, su Facebook: «Un gesto che fa onore al sottosegretario». Poi lo stop di Berlusconi. Ma ora la vicenda, che ci racconta Stefano Catone. Read more
Diario. Congresso Idv, Di Pietro: “Sogno? Fusione col Pd”. Mafia, processi a rischio
febbraio 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. E’ cominciata l’assise del partito dell’ex magistrato che si concluderà domenica. Lui parlerà sabato, ma in conferenza stampa anticipa – e ribadisce – il suo progetto. De Magistris: «Sostengo Tonino, tra noi nessun dualismo». Anche se «non dimentichi che ho vent’anni in meno…». Candidatura sul lungo periodo dell’ex pm della procura di Catanzaro rigettata, però, da una parte di Idv che spinge Barbato alla segreteria: «Luigi vuole farci sciogliere per aprirci alla sinistra radicale e ai no global», dicono i dissidenti, evocando un disegno di ri-fondazione dell’area lanciato settimane fa da Paolo Flores d’Arcais. Ci penserà Di Pietro, come ci racconta il nostro theHand nella vignetta di copertina, a rimettere le cose – in un senso o nell’altro – nel giusto ordine. Ma oggi è stato anche il giorno, potenzialmente drammatico, in cui una sentenza della Consulta stabilisce che alcuni procedimenti antimafia – a causa di alcune norme, che prevedono aggravanti. introdotte con il pacchetto sicurezza approvato dal Cdm a Reggio Calabria – sono di competenza della Corte d’assise. Il che, se confermato, comporterebbe un intasamento e un conseguente blocco dei processi e, peggio ancora, l’azzeramento di alcuni in corso. Alfano: «Aggiusteremo il meccanismo, non ci sarà l’effetto-paradosso» che l’inasprimento delle pene produca un beneficio per i boss. Infine, Papa Benedetto XVI torna a parlare di fine vita: «Eutanasia contro dignità umana». Il racconto. Read more
Diario politico. Alfano risponde a Bersani: “Non è un privilegio”. Brunetta vs art. 18
febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La più completa, la più autorevole, la più seguita. La nota del giornale della politica italiana. Si parte con il legittimo impedimento, dunque, approvato, come detto, alla Camera con i voti di Pdl e Lega e l’astensione dell’Udc. Il ministro della Giustizia risponde all’intervento del leader del Partito Democratico – di cui trovate il testo qui – che riceve una lunga ovazione dalla sua metà dell’emiciclo. Vi raccontiamo il confronto in aula e fuori. Poi, la pubblicazione delle foto che ritraggono Antonio Di Pietro a cena con Bruno Contrada e ad alcuni esponenti dell’Arma dei carabinieri ai tempi di Mani pulite: oggi al leader Idv è scappata una parolaccia nei confronti dell’inviata del Tg1, ma vi rendiamo conto anche delle reazioni degli alleati. Infine, il ministro della Funzione pubblica torna a parlare, proprio in questo momento a Porta a porta, dei ragazzi che lasciano tardi la casa dei genitori. Rintuzzato dall’ex segretario della Cgil Sergio Cofferati: «Si tratta (l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori) di una garanzia contro il licenziamento senza giusta causa. Cosa c’entri con il presunto ipergarantismo nei confronti dei genitori (dal quale il ministro faceva discendere la permanenza, anzi, la persistenza a casa dei giovani) lo sa solo Brunetta». Il racconto. Read more
La cronaca. Il giorno del legittimo impedimento di Andrea Sarubbi
La Camera ha appena approvato il ddl che consente a presidente del Consiglio e ministri di rinviare fi- no alla fine del mandato i processi a loro carico. Il deputato del Partito Democratico consegna al suo giornale il solito racconto, segnato dalla stanchezza e dall’amarezza per una lunga giornata conclusasi, come del resto era inevitabile, visti i rapporti di forza numerici, specie a Montecitorio, tra maggioranza e opposizione, con la vittoria del centrodestra. Sarubbi ci fornisce la sua solita cronaca da grande firma qual è, oltre che da autorevole esponente Democratico. E ripercorriamo con lui il filo e i momenti salienti di questa giornata. Due alla fine i motivi di consola- zione per il centrosinistra: il grande discorso del segretario in diretta televisiva, applaudito a lungo dalla metà di sinistra dell’emiciclo. E… l’ironia: «Siccome è il governo ad autocertificare le ragioni istituzionali del proprio legittimo impedimento – scrive Sarubbi – abbiamo presentato un centinaio di ordini del giorno in cui impegnavamo Berlusconi ed i suoi ministri a non avanzare le scuse di convegni, eventi mondani e sagre paesane. Non è legittimo impedimento, abbiamo scritto testualmente, la partecipazione del presidente del Consiglio e dei suoi ministri» agli eventi di cui trovate, per una nota più lieve, l’elenco integrale in coda al pezzo. Buona lettura. E buona politica sul giornale della politica italiana. Read more
***L’editoriale***
LEGITTIMO IMPEDIMENTO, NON SIA UN COLPO DI SPUGNA
di ALDO TORCHIARO
febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Ieri il grande racconto in tre parti, la notizia con la vignetta di theHand, il commento forte di Massimo Donadi e la solita cronaca di Andrea Sarubbi diretta- mente dall’aula della Camera. Oggi il giornale della politica italiana torna sul tema-cardine di queste ore della nostra politica, e a poco meno di venti minuti dall’inizio della votazione finale a Montecitorio dà spazio ad un altro punto di vista, questa volta favorevole al provvedimento della maggioranza. Che, scrive Il volto di Red ed opnion maker di E Polis e de il Politico.it, «non cancella i processi». Sentiamo Torchiaro, dunque. Read more
DIARIO. Guardateli, li rivedremo insieme Poi da noi: cosa prevede il ddl Valentino Parla Bersani: ‘Non mi dimetto comunque’
febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Battesimo inusuale per il Diario politico che comincia con la decisione del presidente americano di incontrare il leader spirituale tibetano. Un omaggio dovuto al coraggio di Barack che accetta di sfidare la Cina alla quale non smette di tendere la mano in nome – entrambe le cose – della democrazia. Poi casa nostra. Torniamo sulla discussione sul legittimo impedimento a cui abbiamo dedicato gran parte della giornata di ieri, con i tre grandi contributi graduati: la notizia con la vignetta di theHand, il commento forte di Massimo Donadi e infine la solita cronaca firmata Andrea Sarubbi direttamente da Montecitorio. Vi raccontiamo del “no” alle pregiudiziali avanzate da Pd e Idv e poi entriamo nel dettaglio della cosiddetta legge antipentiti derubricata a proposta personale (del senatore Pdl) dal ministro Alfano. Infine, l’intervista a Giovanni Minoli del segretario Democratico, che si dice pronto a sfidare Berlusconi (o chi per lui) per la guida del Paese nel 2013. Ecco tutto. Read more
La cronaca. La discussione sul legittimo impedimento A. Sarubbi
febbraio 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Vedete il giornale della politica ita- liana: in grado come nessun altro di costruire il filo di una narrazione nel corso della giornata. Dopo la vignetta di theHand e il commento di Donadi, il racconto vero e proprio. Il deputato del Partito Democratico ci porta nel cuore della discussione di oggi, alla Camera, sul legittimo impedimento. Sentiamo. Read more
La previsione. Il ddl sul processo breve non si farà di M. Donadi
Il giornale della politica italiana è il solo in grado di proporvi in tempo reale i commenti delle sue grandi firme e dei protagonisti stessi della nostra politica. Dopo avervi raccontato e già interpretato, in realtà, con theHand la puntata di oggi del corto circuito con la giustizia, il Politico.it dipana il filo del suo ragionamento con questo nuovo contributo del presidente dei deputati Idv alla Camera. Donadi segue la pista tracciata dal nostro giornale e mette a sistema i fatti di oggi, per poi svelare il (presunto) vero stato dell’arte: secondo Carlo Taormina, predecessore di Nicolo Ghedini alla guida della macchina sulla giustizia di Berlusconi, il vero obiettivo della “proposta” della maggioranza e del governo che limita la durata dei procedimenti è creare il “male minore” del legittimo impedimento al quale siano “costrette” ad aderire – per evitare la «bomba atomica» del troncamento dei processi – anche parti dell’opposizione, come l’Udc, attribuendogli una legittimazione (appunto) che altrimenti non avrebbe. E’ la tesi di Taormina che viene ripresa ora da Donadi per il giornale della politica italiana. Sentiamo. Read more
Corto circuito con la giustizia, i tre casi di oggi. E allora theHand ci racconta Alfano
febbraio 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Come nei giorni della bocciatura da parte della Consulta del Lodo Alfano, che – lo ricorderete, cari lettori – venne raccontata dal giornale della politica italiana anche con una serie di vignette del nostro Maurizio Di Bona, affrontiamo il tema della giustizia, in attesa di tornarci con le nostre firme, con la sagacia del vignettista de il Politico.it e de Il Fatto Quotidiano. Dopo le tensioni dei giorni scorsi e la protesta delle toghe durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, oggi è stato un altro giorno (tre volte) infuocato sul fronte politica italiana-sistema giudiziario. Primo, Massimo Ciancimino denuncia rapporti «diretti» tra Marcello Dell’Utri e Provenzano, con il quale il senatore e braccio destro del presidente del Consiglio avrebbe proseguito la trattativa con la mafia al posto del padre del deponente già sindaco di Palermo. Poi, è continuata in mattinata la discussione sul legittimo impedimento, che domani verrà votato alla Camera, e di cui vi renderemo ampiamente conto. Infine, in relazione al ruolo dei pentiti, arriva la proposta del vice di Ghedini Valentini di rendere, sostanzialmente, inefficaci le deposizioni che non abbiano il riscontro di prove certe, un’ipotesi di fronte alla quale insorge il centrosinistra che denuncia il rischio di far fallire i processi per mafia. Nel pomeriggio, presa di posizione del ministro della Giustizia che liquida il ddl come una «iniziativa personale» del senatore Pdl. Alfano che già in altre occasioni aveva avuto modo di rintuzzare, per quanto possibile, la stessa smania di Berlusconi in tema di riforma del sistema. Un Alfano che, tuttavia, il nostro theHand ci racconta così. Sentiamo.
L’intervento. Cosentino, la casta che si autoassolve di M. Donadi
gennaio 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il tema, non nascondiamocelo, non è giustizialismo sì giustizialismo no, garantismo sì garantismo no. Il tema è la responsabilità della politica italiana nei confronti del Paese. E anche la sua credibilità e affidabilità per i cittadini. Quando un membro del governo finisce sotto accusa – la cui legittimità è stata ieri confermata in Cassazione – per concorso esterno in associazione camorristica (nel caso specifico, per rapporti con il clan dei Casalesi) prima ancora della difesa di un principio di garanzia dell’indipendenza di ogni potere rispetto agli altri (problema per il quale è legittimo porsi alla ricerca di soluzioni) viene l’opportunità, se non la necessità – per uno Stato che voglia essere dalla parte dei suoi cittadini e credibile nella lotta alle mafie – di separare le possibili responsabilità dell’accusato da quelle dell’esecutivo, e comunque delle istituzioni di questo Paese. Dimissioni dunque, e comunque concessione di quell’autorizzazione all’arresto che la «casta», come la definisce il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera in questo pezzo per il giornale della politica italiana, ha invece negato nei confronti di Cosentino. Ascoltiamo. Buona lettura. Read more
Diario. In Puglia prove d’alleanza Udc-Pdl Wiesel: ‘Shoah, indifferenza peggio odio’
gennaio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Giornata della memoria, vi raccontiamo come l’ha vissuta la politica italiana. Alla Camera è stato il giorno del discorso del sopravvissuto ad Auschwitz e Premio Nobel per la Pace del quale risuonano soprattutto queste parole: «Fu (appunto) l’indifferenza, oltre che i nostri nemici, a determinare quello che accadde». Nella rubrica Politica il racconto di Andrea Sarubbi. Ma quella di oggi è anche una giornata che potrebbe avere cominciato a cambiare la geografia della nostra politica. Perché dopo il gran rifiuto (a suo giudizio) della base Democratica all’accordo con lui alle primarie di domenica, Pierferdinando Casini, piuttosto che consegnare la regione a Vendola, apre al centrodestra invitandolo a convergere sulla Poli Bortone. Berlusconi: «Facciano un passo indietro lei e Rocco Palese, e troviamo un terzo candidato». Tutto questo potrebbe cambiare la geografia della politica italiana perché intanto fa saltare anche l’accordo tra Udc e Pd in Liguria, dove i centristi ritirano il loro appoggio a Claudio Burlando, e accelera il sì a Scopelliti candidato del Pdl in Calabria. E potrebbe preludere al tramonto dell’ipotesi di alleanza a livello nazionale tra Democratici e centristi – Bersani: «L’eventuale patto tra Casini e Berlusconi in Puglia porrebbe una seria pregiudiziale» alla prospettiva cercata finora – e ad un “ritorno a casa” dell’Unione di centro, che del resto non ha mai smesso di evidenziare una mag- giore affinità elettiva con la destra, con la quale con- divide la casa comune europea del Ppe. Il racconto. Read more
Si dimette primo sindaco Bologna non ex Pci. Delbono, indagato: “Rispetto storia” FOTO: Cinzia, protagonista del sexgate
gennaio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Sarà sicuramente un caso. In altre parti del nostro Paese la giustizia raggiunge anche esponenti di quella storia politica, suo malgrado. E nella stessa “rossa” Emilia ci sono le vicende legate ad Unipol e a Consorte, a fare da triste spartiacque. E tuttavia che un primo cittadino della “capitale” della “riserva indiana” in cui, a detta di Bersani, il centrodestra starebbe cercando di confinare oggi il Pd e con lui la tradizione della sinistra post-comunista italiana, oggi riunita con le altre, fosse costretto a dimettersi per consentire alla magistratura di «fare chiarezza» senza «coinvolgere la città», non era mai capitato. Capita oggi appunto con l’ex Margherita e vicino a Romano Prodi ex vicepresidente della Regione, sussurrato già nella campagna elettorale che risale solo alla primavera-estate scorsa, quando il suo competitor Cazzola fece provocatoriamente e polemicamente il nome di «Cinzia». Ma chi è Cinzia? Ce lo racconta Stefano Catone. Read more
Diario politico. Berlusconi indagato con Pier Silvio. Sulle tasse: “Non le ho alzate”
gennaio 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Inchiesta Mediatrade sulla compravendita di diritti tv, per il presidente del Consiglio ipotesi appropriazione indebita. Ghedini: «Incredibile, proprio alla vigilia delle Regionali». In giornata il Cavaliere era tornato sulla crisi: «Nonostante la gravità non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani». Ma Bersani: «Non è così». La Cgil: «Maggiore redistribuzione o sarà sciopero generale». Vi aggiorniamo sulle candidature per le Regionali: in attesa di conoscere l’esito delle primarie pugliesi di domenica, sembra fatta per Magdi Cristiano Allam paracadutato dal centrodestra in Basilicata. In Campania, Mara Carfagna capolista a Napoli. Il racconto. Read more
Processo breve, Fini: “Da me tutto può cambiare”. Pd: “Al lavoro su deputati Pdl”
gennaio 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il presidente della Camera conferma, indirettamente, il malumore per i cambiamenti apportati al testo nel passaggio dalla Commissione Giustizia all’aula di palazzo Madama. E apre uno spiraglio. Poi difende il “silenzio” di Napolitano: «Assurdo pensare che inter- venga sul dibattito parlamentare, è al di fuori delle prerogative. Rispetto». Infine, messaggio al governo sulla “dittatura della maggioranza”: «Democrazia è riconoscimento delle ragioni degli altri. Si pratica nel- la responsabilità politica e nell’impegno allo scam- bio di argomentazioni». Il servizio di Dario Ballini. Read more
Processo breve, dialogo toghe-governo L’Anm: “Resa dello Stato alla criminalità” Alfano: ‘Mistificano. Cadono le braccia…’
gennaio 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Lo ha detto Pierluigi Bersani: nel passaggio tra il Senato e la Camera ci sono le condizioni perché «si prenda coscienza degli effetti» che l’approvazione definitiva del ddl che limita la durata dei processi avrebbe sulla giustizia e sul Paese. E si cambi direzione. Perché, dice il segretario Democratico, si tratta di una vera e propria «macchia. Il Pdl ci ripensi». Presa di coscienza che, oltre che con le parole di Bersani, comincia con le dure critiche dei magistrati al provvedimento. Il ministro della Giustizia, che in mattinata aveva aperto alle toghe rassicurando circa la volontà del governo di rispettare l’indipendenza della magistratura, torna sui suoi passi. E lo scontro tra politica e giustizia va avanti. La necessità di un passo indietro, da parte di tutti, non sarà certamente soddisfatta in sede di discussione su un ddl come quello sul processo breve del cui “giorno dopo” ci racconta Stefano Catone. Read more
Diario politico. Processo breve, primo ‘sì’ Berlusconi: “I miei? Plotone esecuzione”
gennaio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Con 163 voti favorevoli, 130 no e 2 astensioni passa al Senato il ddl che limita la durata dei procedimenti. Ecco cosa prevede. In aula è bagarre, con i senatori dell’Italia dei Valori che alzano cartelli in cui evocano un “governo criminale”, mentre il Partito Democratico conferma lo sdegno di cui vi abbiamo raccontato ieri: «Non ci sarà giustizia per migliaia di cittadini». Ma anche nel centrodestra i malumori sono molti. I finiani lamentano di essersi trovati a votare un testo diverso da quello concordato, dopo un “passaggio” del ddl a villa San Martino ad Arcore. Fini: «Guarda che è incostituzionale». Ma il premier, che attacca i giudici, è sicuro: «Napolitano me lo firma». Intanto Alfano parlava di riforme condivise… senza rinunciare però all’idea del governo di una riforma anche del Consiglio superiore della magistratura, non solo nei suoi meccanismi di elezione. Un grande racconto, in un grande diario, con tutto quanto c’è da sapere su questa giornata di politica italiana sulla giustizia. E sui processi del Cavaliere, vero cuore di queste prime settimane di nuovo anno. Buona politica (se possibile) e buona lettura. Solo con il Politico.it. Read more
Diario politico. Ufficiale: si sta svegliando il Pd. «Il processo breve? Uno scempio»
gennaio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Al Senato si discute del provvedimento che limita i tempi dei processi, compresi quelli passati, mandando di fatto al “macero” decine di procedimenti. I Democratici non solo non tentennano nell’opporre il loro “no”, ma danno vita ad una forma di protesta che dal singolare assume i caratteri di una rinascita. Come un mantra, ogni senatore che risponde ad Anna Finocchiaro legge prima il testo del pronunciamento della Corte europea dei diritti umani che respinge il ricordo presentato da Cesare Previti sulle presunte (e ora negate) violazioni subite nel corso del processo Imi-Sir; poi una dichiarazione con il “messaggio” da cui il titolo. Una reazione imprevista, un colpo di reni del Partito Democratico che già le scorse settimane aveva dato segni di risveglio. Un ritorno sugli scudi confermato dalla performance di Bersani a “Ballarò”. Nel diario, poi, le celebrazioni a Palazzo Madama per Craxi e di Napolitano per Borsellino (avrebbe compiuto settant’anni) e il messaggio del capo dello Stato ai magistrati impegnati nella lotta contro l’ndrangheta. Il racconto. Read more
Ecco: “stampa ad orologeria” su Vendola ‘Riportò qui un luminare’. Lui: ‘Che colpa’
gennaio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Nella politica italiana di oggi possono accadere cose strane. La prima: che una vicenda vecchia di mesi torni alla ribalta proprio nella settimana in cui il suo protagonista, il presidente della Puglia, affronta la consultazione del centrosinistra per la scelta del candidato alle Regionali di marzo. Contro Francesco Boccia, l’uomo di D’Alema. La seconda: che questa vicenda consista in presunti favori utili a far sì che uno scienziato di fama mondiale potesse tornare ad operare nel nostro Paese. Una storia che puzza di bruciato comunque la si guardi, e che del resto viene subito stigmatizzata da Vendola: «Non mi risulta di essere indagato per questo e sarebbe una vergo- gna». Ci racconta tutto Dario Ballini. Read more
Diario politico. Craxi, Napolitano scrive alla famiglia: “Subì durezza senza eguali”
gennaio 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il presidente della Repubblica nel decennale della morte: «Lasciò un’impronta incancellabile, tra luci ed ombre». La figlia Stefania: «Verso una riconciliazione che auspico». Oggi è anche il giorno in cui riparte il processo Mediaset nei confronti del presidente del Consiglio. Ghedini chiede il rinvio sulla base della sentenza della Consulta per la quale la maggioranza scelse di soprassedere, giorni fa, sul decreto blocca-processi; i giudici di Milano lo negano. Arriva intanto l’ufficializzazione della candidatura Pdl alla presidenza della Regione Campania: e Stefano Caldoro, ex ministro per l’Attuazione del programma nel Berlusconi ter, se la vedrà presumibilmente col Democratico De Luca. In pista, come anticipato dal nostro giornale, anche Marco Pannella per Radicali e socialisti riuniti in una nuova lista. Il racconto. Read more
Braccio di ferro nel Pdl sulla giustizia. Ma anche l’opposizione è divisa. Retroscena
I processi di Berlusconi. E’ questo il tema dominante di queste prime settimane di nuovo anno per la politica italiana. Le Regionali promettono una tregua fino ad un certo punto, specie se nel Pdl dovesse prevalere la linea dei falchi, che spingono per trovare soluzioni subito. Il “no” dei giudici di Milano alla richiesta di rinvio del dibattimento su Mediaset, arrivato stamane, potrebbe riportare sul tavolo anche il per ora abortito “blocca processi”. Falchi e colombe nel partito del premier, dunque, trattativisti e oltranzisti tra i Democratici. Il giornale della politica italiana vi racconta gli scontri e le divisioni sotterra- nee nei due partiti maggiori, intorno al tema giustizia (ad personam). La firma è di Pietro Salvatori. Read more

