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***(In)giustizia&democrazia(?)***
STRAUSS-KAHN, (NON) IMPARIAMO DAGLI USA
di ANNALISA CHIRICO

agosto 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Era un giorno di luglio del 2011. In Aula si discute se concedere o no l’autorizzazione alla carcerazione (preventiva) nei confronti di Papa, il deputato Pdl accusato di avere fornito, da magistrato, informazioni riservate “alla” P4. Montecitorio sembra tornata ai fasti della politica vera. Si susseguono interventi che, oltre a mettere nel “mirino” il caso specifico su cui la Camera è chiamata a pronunciarsi, riportano al centro del dibattito pubblico un tema che riguarda la qualità stessa di una società (in)civile perché incide direttamente sulla vita (e a volte, basti pensare al caso Tortora, anche la morte) delle persone: è giusto o no, e in che termini, (non ab)usare dell’istituto dell’arresto prima che l’indagato – innocente fino a prova contraria – sia stato (eventualmente) riconosciuto colpevole e passibile di quella pena? L’autorizzazione viene concessa. La seduta è tolta. E anche l’ennesima chance, per la “nostra” (?) “politica” (?) politicante autoreferenziale di oggi, di occuparsi non solo di se stessa ma, addirittura!, del Paese. Di quei discorsi alti, ispirati e moralmente tesi, non si vede, da allora, traccia. Il caso dell’ex direttore del Fondo Monetario Internazionale sputtanato attraverso un’accusa di stupro che – al di là di come possano essere andate effettivamente le cose – è stata demolita per l’inconsistenza della credibilità della testimonianza della presunta vittima, riporta però (almeno nel circolo, ancora un po’ sommerso, della politica vera, che non è antipolitica!, ma appunto al/il contrario) la questione al centro della discussione. E, con essa, quella, intrecciata, della “democrazia (e in-giustizia) mediatica” che “sbatte il mostro in prima pagina” senza pre-occuparsi di prendere tutte le precauzioni necessarie ad evitare di distruggere la vita di una persona, nobile scopo per il quale esiste, appunto – in Occidente – il principio della presunzione di innocenza, in presenza di una giustizia che, come tutti gli esercizi umani, è fallibile. La giovane esponente di Radicali Italiani e segretaria degli Studenti Luca Coscioni dice la sua. di A. CHIRICO Read more

***Il commento***
MONDADORI, NON POLITICIZZIAMO (OLTRE) LA GIUSTIZIA
di GAD LERNER

luglio 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ritiene che in questo caso giustizia sia stata fatta, ma senza avere la conoscenza necessaria delle “carte” per esprimere certezza. E comunque parliamo di giustizia, e non di vendetta. E la giustizia – proprio per non avere colore, né politico, né civile, né altro – non è una pratica agonistica; è comprensibile e persino giusto provare soddisfazione per una sentenza giusta (quando lo sia e si abbia la “certezza” fondata che sia così), proprio perché la giustizia è la condicio sine qua non è possibile il nostro vivere civile. Ma la giustizia non è (nemmeno, solo) la pratica forense, la giustizia parte da ciascuno di noi e diventa una qualità, più o meno intensa, di un vivere comune. Non la fanno i giudici bensì tutti noi. rispettando le leggi. Ma non solo. Rispettando. Rispetto per gli altri. Rispetto della Giustizia. Che non vuole e non deve essere tirata per la giacca; così che possa continuare il proprio incedere retto. Se lo ha abbandonato tocca alla politica non strattornarla ma riaccompagnarla sulla via. Una volta che questo (se è il caso) sia avvenuto, è necessario recuperare quel distacco – l’altra faccia della cui medaglia è l’autorevolezza del sistema giudiziario – per il quale possiamo fare il “tifo” per la sentenza giusta, ma non per o contro una delle parti. Anche quando questa parte si chiama Silvio Berlusconi. Perché questa è la condizione per la quale nessun Berlusconi, in seguito, potrà (facilmente) sostenere (in tutti i sensi) la politicizzazione dei giudici; né i giudici avranno voglia di politicizzarsi (se mai è avvenuto, e qualche sospetto che ciò sia possibile è ragionevole). Abbiamo tutti un compito alto, che è quello di tornare grandi, e dare il nostro contributo (decisivo) alla nuova civilizzazione. Cominciando da noi. Gad, ora, nel merito del caso. di GAD LERNER Read more

***Guzz***
BERLUSCONI? C’E’ ANCHE DI PEGGIO
di PAOLO GUZZANTI

aprile 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’indignazione, ad esempio. Categoria né politica né morale, bensì pigra scorciatoia di chi non sa assumersi le proprie responsabilità. ”L’indignazione – scrive Guzz – è il linciaggio ed è parente dell’approssimazione, dell’assalto al Parlamento, del lancio di monetine, di piazzale Loreto, del cattocomunismo e cattofascismo italici, è la palestra dei luoghi comuni, la fossa comune della ragione”. E peggio di Berlusconi sarebbe dunque una maggioranza (?) che si fondasse su tutto questo. Ma peggio di Berlusconi è anche un sistema giudiziario non da democrazia liberale, e non solo nella deformazione imposta dal presidente del Consiglio. Vogliamo ad esempio ritenere che il premier, al netto delle proprie colpe, non sia comunque molto “atten- zionato” da certa magistratura? Guzz a tuttocampo, sul “suo” giornale della politica italiana, il solo sul quale si dicono, liberamente (in senso assoluto), le cose come stanno. di PAOLO GUZZANTI            Read more

Perché no alla separazione delle carriere Oltre a ciò si altera l’equilibrio tra i poteri Doppio Csm di fatto subordinato all’Aula E obbligatorietà ‘regolata’ da legislatore Colpa di conflitto di “sentimenti” di Silvio

marzo 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

C’è una questione preliminare e una di merito, nel giudizio che si può dare della riforma della giustizia licenziata dal Consiglio dei ministri. La questione preliminare attiene all’opportunità – e non alla legittimità – che un disegno di riforma dell’ordine giudiziario sia proposto e varato da forze che sono da quindici anni in guerra con il settore che dovrebbero riformare. Poco importa che le decisioni non riguardino i processi nei quali è imputato il presidente del Consiglio: sconcerta anzi che sia diventata necessaria questa specificazione, ovvero che la legge non sia ad personam, come se la normalità fosse (è) l’opposta. Questo governo non ha la terzietà e la serenità necessarie a varare una riforma che sia nell’interesse della giustizia, quindi dei cittadini. Ma il Politico.it non si sottrae anche ad un giudizio di merito, perché il “conflitto di interessi” (o di “sentimenti”; ammesso che un conflitto, con una parte “sana”, ci sia) dell’esecutivo e del suo presidente non significano automaticamente che le scelte siano poi prive di correttezza. E il punto della separazione delle carriere tra magistrature giudicante e inquirente, presente nella legislazione di altri Paesi, può essere discusso. Il resto delle norme, tuttavia, va tutta nel senso di una (maggiore) subordinazione del potere giudiziario al potere legislativo, riducendo la pur legittima capacità organizzativa delle toghe (ad esempio impedendo, di fatto, la creazione ex ante di liste di togati che possano accedere all’elezione al Csm: fatto peraltro di per sé più democratico e “garantista”) e accentuando (però, contemporaneamente) il potere di incisione del Parlamento (la percentuale di membri “laici” del Csm aumenta dal 30 al 50%, peraltro in un Consiglio superiore della magistratura che, sia pure ancora presieduto dal capo dello Stato, viene sdoppiato tra magistratura giudicante e inquirente, per segui(ta)re (al)la separazione delle carriere). L’obbligatorietà dell’azione penale, poi, verrà a sua volta subordinata ad una decisione legislativa su quali reati siano da perseguire “obbligatoriamente” e quali, al contrario, possano – anzi, debbano – essere tirati in causa solo dopo che sia stata realizzata una scala di altre priorità (in termini di reati da perseguire) anch’essa decisa dalla politica. Insomma, non riguarderà i processi (attuali) del premier, la riforma della giustizia varata dal governo, ma sembra concepita in modo tale che, come dice Berlusconi stesso, «Tangentopoli non ci sarebbe stata». Ovvero viene meno quella (maggiore) indipendenza del potere giudiziario che assicurava che la nostra politica, magari debitamente rafforzata nella sua, di indipendenza, attraverso la reintroduzione dell’immunità parlamentare – in un clima depolarizzato e libero da faziosità – non avesse troppo potere d’”influenza” sul- la magistratura. Potere che ora, se il Parlamento ap- proverà il testo licenziato dal Cdm, avrà. E che rende- rà un po’ meno giusta e libera la nostra democrazia. Read more

E rischia di saltare vero processo breve Mediaconciliazione, la giustizia è veloce Doveva entrar in vigore prossimo marzo Ma gli avvocati si son (rin)chiusi in casta Mobilitiamo per reale riforma giudiziaria

febbraio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ un nuovo istituto, introdotto lo scorso anno nella nostra legislazione, che offre un servizio molto semplice: prima di rivolgersi alla giustizia ordinaria, chi si trovi impelagato in una lite può andare dal mediaconciliatore che, con maggiore rapidità, minori costi per lo Stato e quindi per tutti noi, con l’effetto di decongestionare la giustizia civile ordinaria, «aiuta effettivamente le parti coinvolte a risolvere» il loro problema. Immaginate i benefici. Tanto che in altri Paesi d’Europa è già (ampiamente) in vigore. E’ una prima, vera riforma della giustizia, in grado di sciogliere il nodo che riguarda tutti noi: la lentezza di “movimento” del nostro sistema giudiziario. Con possibili ricadute positive sui cittadini, in primo luogo, direttamente, e indirettamente attraverso le ricadute (appunto) sull’intero sistema. Doveva entrare in vigore tra poche settimane. Ma la chiusura in casta di una categoria che, peraltro, non rischierebbe di essere del tutto esclusa dalle cause che verrebbero risolte con l’ausilio del mediaconciliatore (perché questi svolge la funzione di un “giudice”, e l’accompagnamento da parte di un avvocato può comunque essere utile), rischia ora di farla slittare di un anno. Con la (solita) possibilità che, alla fine, non se ne faccia nulla. Come a dire, quando scappa un provvedimento finalmente utile al bene del Paese ecco che, per carità, bisogna subito bloccarlo. Guai farci del bene. Il giornale della politica italiana, con Giulia Innocenzi che ci racconta – attraverso la segnalazione di Enrico Ottogalli – questa storia, pensa invece sia il momento di cominciare a fare il bene dell’Italia. Intanto vi racconta cosa sta accadendo. E continuerà a seguire – e a spingere perché venga “risolta” – questa vicenda. di GIULIA INNOCENZI Read more

Il commento. Ma i pm hanno (oggi) troppo potere di Annalisa Chirico

gennaio 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ci ritroviamo nostro malgrado a dover affrontare questo tema, mentre l’Italia va a fondo (anche per questo, in tutti i sensi). Il caso Ruby e quindi ancora una volta Lui, il presidente del Consiglio. Sul quale si stanno concentrando (proprio) tutti, senza capire che quello che conta, oggi, è concepire un domani per il nostro Paese rispetto alla cui costruzione Berlusconi è soltanto un sottilissimo e (ormai) fragile diaframma (per)ché, peraltro, sta per rompersi (da sé). Le stesse giovani umiliate che parlano degli incontri a Villa San Martino lo scoprono «invecchiato, imbruttito»: Berlusconi è alla fine della propria parabola, e non, perché ce lo stiano spingendo i giudici, e nemmeno per “colpa” di questo ennesimo scandalo; Berlusconi è alla fine della propria parabola per la più naturale delle ragioni: è vecchio, e non potrà durare (politicamente) ancora a lungo. Berlusconi che un brillante pezzo di Pigi Battista (sulla Stampa) di qualche anno fa associava a qualsiasi categoria della nostra vita pubblica (e non solo). Battista ne “dimenticò” solo una: la mente degli italiani. E soprattutto dei (nostri – ?) uomini politici, italiani. Soprattutto quelli di opposizione. Berlusconi è ormai un’ossessione dei Democratici (con la maiuscola ma in senso non restrittivo), la sola vera linfa vitale di quest’uomo (politico) che una classe dirigente finalmente ringiovanita (ma giovane anche nella mentalità, e non figlia di questo stesso tempo – passato – ad inseguire Berlusconi) avrebbe già spedito in soffitta. E invece no. E così persino il giornale della politica italiana, che è (in primo luogo) il giornale dei giovani under 30 – Dino Amenduni, Annalisa Chirico, Antonio De Napoli, Giulia Innocenzi, Marianna Madia, Riccardo Maraga, Attilio Palmieri oltre al direttore e alla redazione – è costretto a dargli spazio. Ma, allora, lo facciamo a modo nostro. Occupandoci non della vita di Berlusconi (politica o personale), ma, attraverso di essa, dell’Italia. Cominciamo con Annalisa Chirico, che pone la questione dello «strapotere» dei giudici. di ANNALISA CHIRICO Read more

Le istituzioni sono un patrimonio di tutti Non si brandiscano Costituzione/giustizia per ‘colpire’ -inimicandola- alcuna (parte) Consulta ‘giusta’, il premier non ‘picchia’

gennaio 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana non sa se ci troviamo di fronte ad una “persecuzione giudiziaria” nei confronti del presidente del Consiglio. Perché si configuri una persecuzione ci deve essere anche la (totale) innocenza (in senso stretto, e ampio) e non sappiamo – ancora – se questo sia il caso, viste le leggi ad personam. Innocente fino a prova contraria, ma lungi dall’essere “innocente”. Tuttavia pare – l’indagine sul presunto favoreggiamento di prostituzione minorile e per concussione avviata il 21 dicembre scorso (ancora una volta) da Ilda Boccassini – che il Cavaliere sia stato “attenzionato” da una parte della nostra giustizia in maniera speciale. Immaginiamo la tesi di qualcuno tra i protagonisti di tutto questo: Silvio è il diavolo, noi abbiamo un (qualche) potere, è dunque nostro dovere usarlo per abbatterlo. Ma il potere giudiziario e il potere politico sono due poteri indipendenti. E tali devono restare. E non è dato modificare (ancorché legalmente: e ora vediamo quanto sia vera questa negazione) l’azione di un magistero per influire, artatamente, su quello di un altro. Nemmeno se questo ha – a sua volta – fatto qualcosa in questo senso (appunto). E poi, nasce prima la “persecuzione” o prima la legiferazione ad personam? Non abbiamo certezze. Fuorché una: le istituzioni sono di tutti. La legge vale per tutti nella misura in cui permane l’auctoritas che la fa rispettare (più o meno). Così come la Costituzione ha tanta più forza quanto più resta condivisa. Avere usato l’una – la legge: da parte dei magistrati e da parte di Silvio – e l’altra – la Costituzione: come quando il Popolo Viola scende in piazza e la brandisce come un’arma contro qualcuno – (appunto) come strumenti di parte non è buona cosa. La Consulta ha, di fatto, smontato l’apparato del legittimo impedimento. Eppure il presidente del Consiglio – dichiarazioni scomposte di Bondi a parte – non le si è rivoltato contro. Soprattutto perché la decisione della Consulta era scevra da qualsiasi politicizzazione. Ovvero, parzialità. Vale anche per il discorso sulla laicità: le regole sono di tutti, e non possono – non devono – diventare il vessillo di una parte. Chiunque abbia favorito ciò. Altrimenti finisce che non le rispetta più (nessuno). Da una parte. E dall’altra. Appunto. E ora il commento di Lerner sulle possibili, ma improbabili conseguenze politiche della decisione della Consulta di ieri. Read more

il Politico.it ha ‘cuore persone più deboli Ma modo per aiutarle non è sindacalismo Il modo per aiutarle è rifare grande l’Italia Nel 2010 9 detenuti under 30 morti suicidi Giulia: ‘Non vedono via uscita da inferno’

novembre 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

In copertina ci vanno i loro nomi. Perché dobbiamo vedere. Sono ragazzi come tanti di noi, pieni di speranze. Anzi no. Loro vedono il buio di un’esistenza finita. Il carcere li deve restituire alla vita e alla società di modo che quest’ultima se ne possa giovare e valorizzarli. Non è giusto che muoiano. Ecco la riforma della giustizia. Non, il Lodo Alfano. Nemmeno la separazione delle carriere (non c’è una necessità). I processi brevi, quelli veri. E le condizioni di vita (?) nelle carceri. di GIULIA INNOCENZI

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Fini: “No a subordinare pm all’esecutivo” Emiliano: “E’ decisivo per la democrazia” Ma Silvio: “No, senza riforma non ce n’è”

ottobre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente della Camera dice no all’assoggettamento al governo: «Era così ai tempi del fascismo». E il sindaco di Bari, voce autorevole del centrosinistra e magistrato in aspettativa: «Gianfranco sta svolgendo un ruolo-chiave per il domani del nostro Paese». Berlusconi ovviamente non ci sta, e “minaccia” un forte intervento in aula qualora non si giunga ad un accordo. Tensioni che, si sa, sono figlie del rapporto personalissimo, sofferto tra il presidente del Consiglio e la nostra giustizia. In questo senso la cosiddetta riforma del sistema giudiziario è un tutt’uno con le leggi ad personam: rispondono infatti alla stessa logica (perversa). Tant’è, ancora Fini: «Vera questione è la lentezza dei processi». In attesa di conoscere gli sviluppi, facciamo il punto sullo stato dell’arte del Lodo Alfano costituzionale con Chiara Burgio.          Read more

Ma la giustizia nel nostro Paese va rifatta Sono 3 i (più) grandi nodi da sciogliere(?) a) – La famigerata lentezza della macchina b) – La politicizzazione/ personalizzazione c) – Drammatiche condizioni dei detenuti Laratta: ‘Vi racconto il fallimento Why not’

ottobre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Europee 2009: le 400mila preferenze di De Magistris sono figlie anche di quest’inchiesta che alla fine si è rivelata un flop. Dal punto di vista della congruità giudiziaria. Non per il dividendo politico raccolto dall’ex pm. Non per gli effetti devastanti che ha provocato nella parte – evidentemente – sana della nostra politica: il governo Prodi è caduto per la sfiducia di Mastella che negò il proprio voto anche a causa della pressione sotto la quale si trovava per Why not; 150 indagati; l’allora presidente della Provincia di Cosenza, Tonino Acri, si ammalò fino a perdere la vita. Nove milioni di euro spesi da tutti noi. Il diritto-dovere della magistratura di accertare, appunto, la verità (che fino a quel momento non conosce) può portare ad un terremoto del genere senza che ci si pongano domande circa la possibile strumentalità di tutto questo? E la domanda apre la questione politica, che si lega al tema della eventuale politicizzazione (l’uso della giustizia a scopo politico) di parti della magistratura: come il giornale della politica italiana scrisse ormai mesi fa, è necessario che la politica italiana faccia un passo indietro, e che da quella posizione di ritrovata forza e credibilità affronti, insieme agli organi dei magistrati, il tema della riforma. Che deve combattere entrambe le possibili deformazioni. Ma a partire dal disarmo da parte di chi ha la responsabi- lità della guida del Paese: appunto, la nostra politica. Il deputato Pd, ora, sull’inchiesta-flop De Magistris. Read more

La giustizia (?) di Berlusconi di GINEVRA BAFFIGO

ottobre 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il premier torna a parlare dopo alcuni giorni di stop. E, anticipato dai fatti (premurosamente prodotti dai suoi), riprende ancora una volta la sua «narrazione». Dal lodo al fisco, passando per le intercettazioni (fino) all’informazione, ecco come l’uomo di Arcore «vede» la (nostra?) democrazia. Mentre in casa finiana scoppia il bubbone di una base che non ci sta a vedere i suoi di nuovo appiattiti sull’estrema autoreferenzialità, ai confini dell’impunità, del presidente del Consiglio. Niente di nuovo sotto il sole, e tante novità. (Un) Diario speciale che porta la firma della nostra vicedirettrice. Il racconto più autorevole, più completo, più approfondito degli ultimi colpi (di coda?) della nostra politica autorefe- renziale di oggi è solo sul “suo” giornale. Buon inizio di giornata con il giornale della politica italiana.          Read more

‘Una commissione d’inchiesta sui giudici’ I costituzionalisti rispondono qui da noi “Mai sentita prima una cosa così grave”

ottobre 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Michele Ainis, Pietro Grilli, il presidente emerito della Corte costituzionale Piero Alberto Capotosti scelgono il Politico.it e Liberal per commentare la «boutade» del presidente del Consiglio. «Sarebbe come se i giudici indagassero non singoli parlamentari, ma il Parlamento tout court: ma vi rendete conto?». La firma, come prima, è di Pietro Salvatori. Read more

Diario politico. Silvio, riascoltaci (ancora) Bocchino: “Al Senato ti stai sgretolando” D’Alema-Casini-Fini, se nasce nuovo Cln Se forzi in tutti i casi situazione precipita E allora rilancia modernizzando(la) l’Italia Avrai salvacondotto e passerai alla Storia

ottobre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Ripartiamo da dove c’eravamo lasciati: «Presidente, noi abbiamo fiducia nel suo senso per la modernità». Lei è sceso in campo aprendo la strada al bipolarismo e sbloccando così una nostra politica da troppo tempo – ce lo si ricorda poco – più cicala che formica. La prima Repubblica fu un’era di straordinarie onestà e responsabilità, che fecero grande una prima volta l’Italia. Ma tutto questo all’inizio. Negli ultimi decenni si trattava già di una versione deteriorata e, quel che era peggio, priva del dinamismo della seconda. Lei, come riconosce a Massimo Donadi, ha portato anche elementi di divisione, ma nessuno può negare che sia stato lei, insieme ai dirigenti che a sinistra hanno dato vita al Partito Democratico, a gettare i semi della modernità nel nostro Paese. Anche nel vituperato discorso di mercoledì, come il solo giornale della politica italiana è stato in grado di riconoscere, è stato di nuovo capace – almeno nel preambolo – di entrare in sintonia con i bisogni più profondi della nazione, che oggi sono sintetizzabili nel principio – a noi tanto caro – della responsabilità, che come abbiamo scritto si declina nel prendere di petto la situazione per evitare con un colpo di reni di imboccare la discesa (leggi: declino) e riprendere a salire verso il posto che ci spetta nel mondo. E, magari, iniziando a far germogliare quella politica del futuro che il Politico.it ha annunciato ancora una volta per primo, e che consiste nell’agire nel solo interesse dell’Italia facendo il bene di tutti gli italiani superando la vecchia divisione tra le rappresentanze dei cartelli di interesse (specifico) della destra e della sinistra. Parliamoci chiaro, presidente Berlusconi: oggi lei rischia di essere all’angolo – per le ragioni duplici che ricordiamo ai nostri lettori nel titolo, e che del resto lei ha ben chiare – se non ne esce con uno dei suoi colpi di reni (appunto), che oggi però non può più consistere in un virtuosismo – non sarebbe sufficiente – bensì deve consistere in reale virtù. Virtù oggi significa dimenticare, per un momento, le motivazioni personali, e provare a fare esattamente ciò che ci ha insegnato, ovvero puntare al massimo per avere, anche nella peggiore delle ipotesi, comunque tantissimo. Lo faccia, signor presidente: metta in campo quella «strategia-Paese» della quale ha parlato e che lei, con il suo spirito e la sua capacità di imprenditore, con l’ausilio di qualche consigliere giovane e non usurato da questi anni di lotta “politica”, saprà senz’altro declinare in un piano concreto per rifare grande l’Italia. La rivoluzione liberale che i suoi aspettano da tempo. E che anche per chi non si trova completamente d’accordo appare come un modo possibile per uscire dalla situazione di stallo. Ma, al di là del merito specifico – che però oggi è imprescindibile sia affrontato con serietà e concretezza – ci provi, signor presidente, provi a compiere la missione per la quale è entrato in politica riportando il nostro Paese ai livelli che gli sono propri. Così facendo, uscirà dall’angolo e avrà anche il salvacondotto che cerca, che anche l’Udc, in questo caso – e forse non solo i centristi – sarà pronto a contribuire a darle. Ci provi e potrà passare alla Storia non più come la «specie di demonio» (parole sue) che qualcuno vede in lei, ma come l’uomo che, dopo aver scritto pagine importanti del nostro Paese da imprenditore, ha prima modernizzato la nostra politica e poi anche l’Italia. Rifacendola grande. Lo faccia per noi, presidente Berlusconi, ma prima ancora per sé: è, oggi, la cosa migliore che le possa capitare di fare. Il racconto della giornata, all’interno, è di Carmine Finelli.

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Ora il Pdl lavora al Lodo salva-legislatura Mentre nel Pd è scontro Bersani-Veltroni E si rafforza l’asse Roma-Parigi sui rom… di GINEVRA BAFFIGO

settembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La più autorevole, la più completa, la più specializzata. La nota politica del giornale della politica italiana. A chiudere un’altra grande giornata, lo spettacolare racconto firmato dalla nostra vicedirettrice. Apriamo con lo scontro sull’immigrazione – che può preludere ad una presa di coscienza della necessità di affrontare la questione in sede continentale: su questo ha ragione il presidente del Consiglio che con tutto il centrodestra lo sostiene da tempo – esploso nel cuore dell’Europa. Poi i tentativi di riparare la falla apertasi nello scafo della maggioranza e la crisi del centrosinistra che in mancanza di un progetto forte continua ad essere preda della confusione e delle convulsioni interne. Una crisi, e un problema, quello della mancanza di un’idea, per risolvere la quale il Politico.it cerca da tempo di offrire strumenti ai Democratici: Bersani sembra avere intanto recepito la necessità di concepire «un progetto», che ora va annunciando anche se del contenuto – dovrebbe trattarsi, appunto, di un disegno organico del domani e non di una serie di provvedimenti-tappullo, per quanto seri e importanti – non si vede per il momento l’ombra. Da dove partire, lo ha spiegato al Partito Democratico il nostro direttore martedì. Ora attendiamo che il messaggio venga assimilato. Intanto le ultime ore di politica italiana, nel grande racconto, appunto, di Ginevra Baffigo. Read more

Diario. La grande rivoluzione liberale (?) Fini: “Nulla può interrompere legislatura” Berlusconi: “Le tasse giuste se del 30%” Su giustizia/Costituzione ‘po’ border line Ma adesso il governo modernizzi l’Italia

settembre 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il presidente del Consiglio è come uno scolaro distratto. I suoi processi (d’accordo), le pretese plebiscitarie gli impediscono di vedere il potenziale con il quale è “sceso in campo” e che metà del nostro Paese gli vorrebbe vedere finalmente realizzare, e che l’altra metà preferirebbe vedere messo in pratica piuttosto che essere costretto ad inseguirlo nelle sue divagazioni. Con Fini nei panni del compagno di banco che dà di gomito al proprio amico (lo possono essere ancora), il giornale della politica italiana si mette, per una volta, nei panni del maestro o del bidello: e prova a dare un consiglio al possibile primo della classe distratto da un ego eccessivamente prorompente. Silvio, hai detto a Mosca che l’aliquota al 30 è l’unica accettabile per un cittadino onesto, e che lo Stato (del quale, però, attenzione Silvio, il cittadino fa e deve sentirsi parte attiva) deve rendergli comunque servizi adeguati a giustificare (ulteriormente) questa richiesta di contributo. Sulla scorta anche della spinta di Fini, che su questo terreno ti verrebbe dietro di corsa, rendendosi disponibile a portarti anche lo zaino come uno scolaretto timido al compagno secchione, mettiti al lavoro per raggiungere questo tuo obiettivo – l’aliquota – unica? – del 30% e uno Stato finalmente efficiente e adeguato alle richieste che muove ai cittadini – nei prossimi tre anni di legislatura che nessuno ti potrà sfilare se lavorerai così. Rilancia l’azione del tuo governo sostenuto dalla maggioranza granitica che Futuro e Libertà e forse anche l’Udc (lascia progressivamente perdere la Lega: potrai permettertelo) ti garantirebbero in questo caso, e chiudi portando a compimento il tuo percorso nella politica italiana: sei entrato in politica per questo e con questo risultato potresti lasciare, passando alla Storia non per le magagne ma per avere modernizzato l’Italia. P.S.: Naturalmente, Silvio, lo diciamo ai nostri lettori: per fare bene questo devi dimenticare ciò che ti distrae. Lascia perdere la Costituzione e la giustizia – o riforma l’architettura costituzionale e il sistema giudiziario nel nostro Paese, ma ispirandoti, come ti chiede Fini, a principi di opportunità generale; ai tuoi processi ci penserà il lodo che i finiani si sono già detti disposti a votare – e rifai grande il Paese. Noi, se sceglierai questa strada, mantenendo la nostra equidistanza saremo pronti a continuare a spingerti, come facciamo con tutta la politica italiana onesta e responsabile. Come ti dicemmo già una volta, fallo per te, oltre che per il Paese: mai come in questo caso il tuo interesse e quello degli italiani – naturalmente, di coloro che credono in questi obiettivi: ma su questo terreno ogni posizione è legittima – coinciderebbero perfettamente. E non è impensabile che, allora, il tuo sogno (per la verità malcelato) di vedere schizzare la fiducia degli italiani all’80% si possa avverare. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.                Read more

Ecco dunque rispuntare processo breve O dovremmo ora chiamarlo – più – lungo? A cosa stanno lavorando oggi i falchi Pdl

settembre 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Abbiamo visto come la motivazione principale della predilezione del presidente del Consiglio per la prosecuzione della legislatura sia la volontà di blindarsi dai processi Mills e Mediaset, dai quali Berlusconi rischia a questo punto di uscire con una condanna. Ma il provvedimento che sancirebbe la fine prematura di centinaia di procedimenti, tra cui quelli a carico del premier, rischia di essere un boccone avvelenato troppo grosso da far ingoiare agli italiani anche per un «piazzista» d’eccezione come il Cavaliere, oltre a non poter contare, al momento, su di una maggioranza che lo possa approvare. Per questo gli esperti in materia di giustizia (?) del Popolo della Libertà starebbero predisponendo un nuovo testo, per il quale i processi, al contrario, verrebbero allungati – vi spieghiamo in che modo – fino a che i reati siano prescritti. Una soluzione ai propri guai giudiziari che potrebbe avere effetti un po’ meno devastanti per il sistema giudiziario del nostro Paese e quindi per tutti noi, e sul quale il premier spera forse di raggranellare quella maggioranza che, sul provvedimento “originale” (in tutti i sensi?), appunto non avrebbe più. Ci parla di tutto questo, il “nostro” dirigente del Partito Liberale Italiano, Enzo Palumbo. Read more

Diario. Governo onesti e responsabili (?) E’ certo: alla fine Silvio si libererà di Fini Ma Follini: “Ora Pd guardi a Gianfranco” E’ la linea della loro maggioranza interna Soltanto se serve a modernizzare l’Italia

luglio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. L’ipotesi di un esecutivo di unità nazionale (senza Berlusconi), del novello Cln paventato da Bersani, della Grosse Koalition all’italiana formata da Democratici, Api, Udc e finiani torna a farsi possibile in queste ore di fibrillazione per la nostra politica. Nulla sembra potere evitare la rottura (definitiva?) tra il presidente della Camera e il capo del governo, e le ragioni della possibile separazione – per una volta squisitamente politiche: un’inconciliabilità di fondo tra la strada imboccata da Fini e quella tradizionalmente berlusconiana – lasciano preludere una possibile soluzione diversa dal mantenimento dell’alleanza in altre forme. I sospetti, più che i rumors, della prima ora su Kadima tornano prepotentemente d’attualità. E una novità sullo scacchiere della politica italiana potrebbe favorire questo sbocco legandolo ad un ulteriore terremoto. I Democratici sembrano infatti, a questo punto, propensi a fare sul serio sulla strada indicata mesi fa da Bersani e poi “ritirata” per le polemiche interne. Si sa che a proporre una seconda volta la stessa opzione si finisce per trovare la strada libera degli ostacoli e delle resistenze precedenti e la maggioranza dalemian-bersaniana ci sta pensando davvero: un governo o un’alleanza elettorale che coinvolga, appunto, Pd, Api, Udc e i finiani, le ultime tre sigle magari riunite sotto le insegne del Partito della Nazione. Il giornale della politica italiana considera il bipolarismo-bipartitismo un passaggio necessario per questa nostra politica ancora incapace di diffuse onestà e responsabilità. Ma l’approdo finale resta quello di una forza onesta e responsabile che agisca nel solo interesse del Paese, superando la vecchia dicotomia tra destra e sinistra. Abbiamo già scritto che dubitiamo tutto questo possa essere realizzato con il contributo delle forze attuali. Ma se Democratici e Nazionali(sti) dovessero trovarsi d’accordo sull’obiettivo di rifondare (appunto) la nazione, nel segno della modernità – patti chiari e amicizia lunga, soprattutto con l’Italia – il Politico.it non potrebbe che sostenere questa ipotesi. Se invece si dovesse rischiare – com’è più probabile, visti i protagonisti in campo – di entrare nell’ennesima stagione di consociativismo, molto meglio continuare sulla strada del bipartitismo e lavorare dalle due ali della nostra politica per una sana competizione tra chi vuole modernizzare questo Paese. La palla è, soprattutto, nelle mani del Pd. Riflettete bene, cari Democratici, per capire dove volete andare. Il racconto della giornata, all’interno, di Carmine Finelli. Read more

Diario politico. Il giornale della modernità Settis: ‘Solo noi tagli università e ricerca Si investa 1% del Pil e assunzioni giovani’ Il Pd: ‘Pensione prof. anticipata a 65 anni’ Noi andiamo oltre: cambiare prospettiva

giugno 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. L’ex direttore della Scuola Superiore Normale di Pisa, ospite di Otto e mezzo, rilancia in chiave propositiva le critiche per le riduzioni degli investimenti nella cultura da parte del governo. «C’è la crisi e si comincia a tagliare da qui – dice – ma gli altri Paesi fanno il contrario: è con l’università e la ricerca che si acquisisce competitività». Strutturalmente. E in progressione. Parole che i nostri lettori hanno ascoltato molte e molte volte – prima, o piuttosto che altrove – su queste pagine. Il giornale della politica italiana, lo abbiamo scritto più volte, è il giornale dell’università e della ricerca; non dei ricercatori, perché non è una difesa di categoria ad interessarci. Dell’università e della ricerca come punto di riferimento e motore per consentire al nostro Paese di non pagare lo scotto dell’esplosione economica di Cindia e, anzi, di rilanciare e di mettersi sulla strada per tornare ad essere grande e, nel tempo, ancora una volta nella Storia la culla della civiltà. Anche i Democratici sono dell’avviso di Settis, ma a loro in particolare, più che al professore, rimproveriamo mancanza di coraggio e di visione: le piccole misure, i singoli interventi, le “toppe” sono sacrosanti, ma per tornare a fare grande l’Italia – e per consentire al Pd di fare di questa che è una sua battaglia naturale un vero e proprio cavallo di battaglia, forse il cuore di quella «narrazione» di cui parla Vendola che consiste nell’offrire agli italiani un’idea di futuro – ci vuole un disegno complessivo, nel quale la cultura non sia una voce di bilancio ma IL bilancio. Il centrosinistra imposti una nuova, grande prospettiva nella quale la cultura (ai livelli più alti; e la formazione) sia di/il nuovo pane quotidiano. L’università e la ricerca vertice di un nuovo sistema economico fondato sull’innovazione e la produzione delle idee, la formazione permanente chiave per risolvere i problemi legati all’attuale precarietà del (e mancanza di) lavoro e per innestare una rivoluzione culturale che consista nel porre al centro della nostra vita lo studio, ai vari livelli (scolastico, universitario, scientifico ma anche preparatorio a – sempre – nuovi e più avanzati lavori), anche grazie ad una trasformazione del Grande Educatore – la televisione – di nuovo in un mezzo pedagogico e in grado di contribuire a fare tornare a pensare, a stimolare il senso critico, risuscitare fame di conoscenza. Il giornale della politica italiana offre tutto questo a chi, nella nostra politica, avrà la saggezza di farla propria. Il destinatario naturale sarebbe il centrosinistra, ma il coraggio per una rivoluzione del genere, al momento, non sembra essere nella disponibilità di Bersani e co.. E forse nemmeno dei suoi possibili successori. Potrebbe essere nella disponibilità invece della destra di Gianfranco Fini, che parla più di tutti – insieme a Marino – un linguaggio di modernità. Una cosa è certa: prima facciamo, più possibilità abbiamo di farcela. E di essere tutti qui insieme, tra qualche anno/decennio, a festeggiare un’Italia tornata al centro del mondo. Il racconto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario. E dopo Annozero il dibattito è qui Bersani: ‘Manovra figlia errori governo’ Guardate infatti il Pil con i vari esecutivi Tremonti riconosca le proprie ‘mancanze’ L’opposizione però sostenga l’impianto Nello specifico è una finanziaria di parte

giugno 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Su Raidue il confronto tra il leader Democratico e il ministro dell’Economia. Che nega qualsiasi responsabilità sua o del governo per il cattivo andamento dei conti, che ha imposto appunto la manovra correttiva. Noi denunciammo per primi che Tremonti non la raccontava giusta, quando ancora il Pd partecipava al coro di elogi. Ora Bersani si accorge: meglio tardi che mai. Il capo di via XX Settembre riconosca che si doveva e poteva fare di più e meglio, sia nella stessa azione di contenimento del deficit, sia per lo sviluppo (come detto completamente assente anche da questa finanziaria; ne abbiamo parlato martedì). I dati che ci mostra theHand, tributando un giusto riconoscimento a Romano Prodi, sono lì a dimostrarlo (anche se è vero che le ultime due legislature di centrodestra sono coincise con i momenti più acuti delle difficoltà dell’economia mondiale). Onestà, dunque. Contemporaneamente, il giornale della politica italiana chiede al centrosinistra di assumersi le proprie responsabilità in un momento delicatissimo per il nostro Paese: il segretario del Pd vuole che tutto questo sia subordinato all’ammissione da parte di Tremonti, ed è giusto, ma i Democratici hanno alzato le mani in segno di resa tante volte quando non era né necessario né opportuno (ed è per questo che oggi sono nella condizione – di subordinazione – in cui sono e il Paese non vede, come ha scritto oggi Crespi, alcuna alternativa); non è precisamente il confronto sulla finanziaria l’occasione in cui mettersi a fare la voce grossa (non su questo, mentre si riprende o continua a fare su tutto il resto). Responsabilità, insomma. Se le due cose – l’onestà di Tremonti; la responsabilità del centrosinistra, che peraltro, va detto, in questo caso non mancherebbe e non sarebbe mai mancata – vanno insieme, l’Italia ricomincia ad essere un Paese normale e fa un passo lunghissimo in avanti verso la risoluzione dei propri problemi prima e (quindi) una (forte) ripartenza poi. Ciò non impone un placet dell’opposizione per ciò che riguarda i contenuti della manovra: come dice anche la protesta di oggi dei magistrati, che minacciano uno sciopero nazionale, il modo in cui vengono ricavati i 25 miliardi necessari a vararla (leggi: i tagli e i contenimenti) risponde agli interessi della parte di Paese che il centrodestra, al momento, rappresenta. Questa finanziaria è dunque in primo luogo la finanziaria di una parte degli italiani, e peraltro quella più ricca, che meno avrebbe bisogno di questo livello di “attenzione” nei propri confronti; il tutto a discapito, naturalmente, di quella più povera che si dovrà invece sobbarcare – anche in termini di mancata ripartenza per l’assenza di risposte per lo sviluppo – il peso della correzione. Nella migliore delle ipotesi (e questo la dice lunga), e vale naturalmente soprattutto per ciò che riguarda i tagli alla giustizia, si può parlare di manovra ideologica. Non esattamente ciò che rimanda all’ideale di un Paese nel quale la (nostra) politica agisca nel solo interesse di tutti (gli italiani), superando i cartelli di rappresentanza di specifici interessi e lasciando alle spalle le motivazioni parziali e le lotte di classe, che ormai si perpetuano solo a livello di classe dirigente (che rischia però, così facendo, di riaccenderle nel Paese, come ancora una volta abbiamo denunciato noi per primi, con Lerner). Il racconto, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. Dove giustizia(?) è politica Bocchino: “Io mi candido a capogruppo” E ora Berlusconi non può rischiare voto Se governo cade ritorna processabile Napolitano: “Magistrati, fare autocritica” E in Calabria cittadini applaudono boss

aprile 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. La chiave di lettura che vi proponiamo stasera è il rapporto tra nostra politica e giustizia. Il presidente della Camera continua a rassicurare: «Esecutivo durerà». Ma la sua minoranza va all’attacco. E stringe in una morsa il premier. Che a sua volta frena e non fa saltare il banco perché non può. Lui. Perché se si va alle elezioni anticipate cade il legittimo impedimento. E – qui sta il punto – anche in caso di vittoria non farebbe più in tempo, nella nuova legislatura, ad approvare la legge costituzionale. Quella che gli garantirebbe l’imm(p)unità anche oltre i 18 mesi della sospensione. E naturalmente potrebbe anche non vincere le elezioni. E qualora il processo riprendesse il rischio di una condanna è elevatissimo. Per questo Berlusconi è giunto a più miti consigli. Il capo dello Stato intanto si rivolge alle toghe e invita i magistrati a lavorare per recuperare «la fiducia dei cittadini». L’Anm: «Difficile farlo (autocritica) quando ci si trova sotto attacco». Alfano: «Intervengono su tutto considerando il Parlamento un’istituzione di serie B». Fin qui la (ir)regolare amministrazione. A Reggio Calabria viene arrestato Giovanni Tegano, uno dei trenta latitanti più pericolosi secondo la “graduatoria” del ministero dell’Interno. Ma di fronte alla polizia che si allontana con il capomafia centinaia di persone salutano quest’ultimo. Politica e (mancanza di) senso della legalità. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. L’immagine (d)e(l)la realtà Berlusconi a Tg1, Tg2, Tg4, Tg5, Ita1, Sky Bersani alle 5 davanti a cancelli Mirafiori E theHand racconta così lo scontro finale

marzo 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Nell’ultimo giorno di campagna elettorale il giornale della politica italiana vi propone un lungo rendiconto del confronto a distanza tra il presidente del Consiglio e il segretario Democratico. Il capo dell’opposizione incontra gli operai Fiat per dimostrare che «siamo un partito popolare». Il Cavaliere, dal canto suo, ripete l’invasione delle tivù delle ultime ore delle ultime due campagne elettorali e impone la propria proiezione della realtà (?), come sempre a tuttocampo. Ora il silenzio. Da domani il grande racconto che il Politico.it farà di queste Regionali, a partire dall’andamento del Mondiale di Formula Uno per le Regioni in bilico. Buon viaggio nelle ultime ore di campagna elettorale, intanto, con Ginevra Baffigo.

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Diario politico. Ora parliamo di migranti Fini: “Subito cittadinanza per i loro figli” No della Lega, spieghino il vero perché

marzo 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Mentre il presidente del Consiglio va avanti sulla sua (è proprio il caso di dirlo) strada – «Faremo la riforma della giustizia per superare questa situazione di democrazia violata anche senza il concorso dell’opposizione»; «I cittadini ai gazebo sceglieranno se eleggere direttamente il presidente della Repubblica o il presidente del Consiglio», ovvero tra il presidenzialismo e il presidenzialismo, una sorta di plebiscito che prepari quello sulla propria persona per la stessa poltronissima – il capo di Montecitorio torna su un proprio cavallo di battaglia dedicato, in questo caso, alla situazione dei bambini. Fini, favorevole ad una riduzione dei tempi necessari all’acquisizione della cittadinanza per chi sia venuto dall’estero a vivere nel nostro Paese, li chiede a maggior ragione per i figli di immigrati nati qui, culturalmente italiani (e non solo, naturalmente) a tutti gli effetti. Stasera in una delle poche trasmissioni televisive in cui si possa parlare di politica italiana (in modo serio) rimaste (in questo mese di campagna elettorale ma non solo) Casini e Castelli si ritrovavano sull’idea che l’Italia non debba comunque, però, cedere al multiculturalismo. Ovvero, spiegava Casini, chi viene qui deve sapere di dover riconoscere e rispettare la nostra cultura, che secondo il leader Udc è la cultura della tradizione «cristiana». E siccome, appunto, i figli di immigrati sono appunto da questo punto di vista perfettamente integrati come qualsiasi altra persona nata in Italia, sì – era il senso dell’intervento di Casini – alla proposta di Fini. Castelli non è d’accordo. Ma i problemi legittimamente e anche doverosamente posti dalla Lega sull’immigrazione hanno a che fare con la sicurezza (che non si lega in nessun modo a questo tema), il tema della “priorità agli italiani” (e il Politico.it condivide l’idea che la politica italiana debba occuparsi in primo luogo dell’Italia, a partire da quel tema della sostenibilità che deve essere ben coniugato con il privilegio della solidarietà e il riconoscimento che i processi storici non possono essere arrestati), che però vale ovviamente per chiunque sia italiano a tutti gli effetti e dunque per i bambini figli di immigrati come per i bambini italiani di seconda e più generazione, l’integrazione (naturale nel caso di questi bambini che crescono nel nostro Paese insieme agli altri bambini nelle nostre scuole). E dunque (appunto) non riguardano in nessun modo questi bambini. Rispetto ai quali la sola ragione per dire no al riconoscimento di una cittadinanza veloce si chiama razzismo. Non tutte le istanze della Lega sono razziste; il giornale della politica italiana non ama il modo di giudicare tranchant e preferisce cercare di comprendere, e spiegare i fenomeni. In questo caso, però, c’è poco (d’altro) da capire. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. La “visione” del governo Una risposta a Pd: incentivi per la ripresa Ma se gli investimenti non hanno sbocco Dimenticati del tutto ricerca e così futuro

marzo 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ha saputo anticipare, ogni volta, ciò sarebbe accaduto di lì a poco (e non solo) nella nostra politica. L’altra notte abbiamo richiamato le nostre previsioni sulla resa nei conti nel Pdl che si è poi puntualmente verificata (anche se prima del tempo). Qualche Diario prima avevamo colto che la riforma della giustizia diventava (insieme allo specifico del blocco alle intercettazioni) la nuova priorità del presidente del Consiglio, in quanto era proprio la giustizia italiana l’ultimo vero baluardo di legalità nel nostro Paese, e andava – andrà; ovviamente dal punto di vista – fermata e smantellata. E avevamo scritto che i tre anni senza elezioni avrebbero favorito questo progetto del premier. Oggi arriva la conferma: «Ce ne occuperemo di qui al 2013. Perché questa giustizia minaccia la democrazia», ovvero la sua (totale, a dispetto delle regole) libertà. E domani riprenderemo il nostro filone su dove va la politica italiana dal punto di vista del sistema istituzionale e delle sue riforme per raccontarvi della posizione del Pd di fronte a quello che – come sostiene ormai da tempo Eugenio Scalfari – è l’obiettivo di fondo di Berlusconi, che è tornato a ribadirlo oggi: il presidenzialismo a fronte, per di più, di una riduzione dei poteri di controllo. Ovvero una vera e propria piccola svolta autoritaria per la via democratica (fino ad un certo punto) delle riforme. Pietro Salvatori ci racconterà come si pone rispetto a questo l’opposizione. Ma il tema che vi proponiamo stasera è quello di cui leggerete di meno su tutti gli altri grandi quotidiani, eppure è il vero tema centrale e decisivo per il futuro dell’Italia: il governo ha varato oggi un piano di incentivi che dà seguito al dibattito parlamentare sulla crisi e risponde alle sollecitazioni di Bersani, e soprattutto all’esigenza del Paese di interventi per contenere gli effetti della congiuntura negativa e favorire la ripresa (più veloce possibile). Dunque un fatto di per sé positivo. I problemi sono due; uno (relativamente) più piccolo e comunque legato (anche) a difficoltà “esterne” e uno capitale. Il primo è che i soldi sono pochi e l’esecutivo ha fatto poco per ricavarne degli altri; dunque quale che fosse stata la destinazione decisa da Tremonti e Scajola l’intervento avrebbe avuto un impatto molto limitato. Ma pure in questa chiave, era importante intervenire in modo tale che tutto questo costituisse l’inizio di un percorso e le risorse messe in campo cominciassero (o, per una parte, continuassero) ad alimentare, in buona sostanza, gli sforzi di innovazione delle nostre imprese attraverso la ricerca. Invece le risorse a disposizione in questo senso sono diminuite. «Il governo le ripristini al più presto per garantire quelle imprese che hanno già realizzato gli investimenti in innovazione necessari al superamento della difficile congiuntura economica», incalza Emma Marcega- glia. E anche il segretario del Pd spinge su questo tasto: «Gli incentivi del governo non sono ciò che serve al Paese. C’è bisogno di aiutare l’innovazione e l’internazionalizzazione». Il racconto, all’interno, di Ginevra Baffigo.

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Diario politico. Questa sera apriamo così ‘Rispetto della legalità, senso dello Stato’ (Cioè le ‘nostre’ onestà e responsabilità) A chiederle non è però il “solito” Marino Bagnasco: “Sono questi i valori cristiani”

marzo 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, per un grande Diario, è di Ginevra Baffigo. Nel giorno dell’arresto dell’ex vicepresidente Democratico della Regione Puglia Sandro Frisullo, a dieci giorni dalle elezioni, che può configurarsi come un caso di “giustizia (magari fondata ma) ad orologeria” come altri precedenti nel verso (politico) opposto, e pone comunque il tema del rapporto tra politica& magistratura e del rischio di una politicizzazione e di un eccesso di protagonismo da parte di alcuni magistrati; nel giorno in cui il presidente del Consiglio torna ad attaccare la magistratura «amica (al contrario, ndr) della sinistra» e ribadisce l’intenzione – che avevamo sottolineato in un Diario di qualche giorno fa – di una “riforma” della giustizia (che ha del minaccioso), il giornale della politica italiana sceglie il “disarmo” (anche se da parte nostra non ce n’era bisogno), di dare un seguito al proprio invito alla nostra politica ad assumersi la responsabilità di fare un passo indietro e di stemperare per prima i toni del confronto con la Giustizia, e si sforza di cominciare (continuare) a fare ciò che è necessario perché tutto questo sia, nel tempo, possibile: ovvero guardare (come sempre) al futuro, producendo una cesura e lasciandosi alle spalle le scorie di questi quindici anni di politica italiana (autoreferenziale: il male è tutto qui, come abbiamo denunciato nelle ultime due settimane). Lo fa, il Politico.it, assumendo il punto di vista del capo dei vescovi italiani, a dimostrazione di come il fronte dell’onestà e della responsabilità abbia dalla sua forze di grande spessore e assolutamente trasversali (politicamente, socialmente e culturalmente), anche per ribadire che la tradizione cristiana, i suoi valori non si esauriscono e non sono rappresentati (solo) da chi oggi si fa portatore della loro bandiera in politica. Lo provano queste parole, sagge, di Angelo Bagnasco, con cui abbiamo scelto di aprire e che costituiscono il manifesto ideale di ciò che pensa il giornale della politica italiana. Il racconto della giornata, firmato Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. è (La) giustizia ultimo atto Lo stop definitivo (?) ai talk show politici La chiamata (no, che pensate?) di Silvio: “In piazza per difendere (nostra) privacy” E annuncia riforma (finale?) del sistema

marzo 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Rivisitazione del titolo del film di Lizzani (Mussolini ultimo atto) in cui però è la democrazia e non il (qui presunto) “dittatore”, a rischiare di più. Il 28 e il 29 marzo si vota, poi tre anni di silenzio (in tutti i sensi? Speriamo (di) – che l’opposizione faccia ciò che è necessario per – tornare a seguire l’informazione di Santoro e Vespa fuori, intanto, dalla campagna elettorale) per la mancanza di elezioni di qui fino alle politiche del 2013. Un periodo in cui il governo potrà fare e disfare a proprio piacimento, senza rischiare (elettoralmente) e col rischio che nessuno (a parte se stesso, e lo vedremo alla fine di questo nostro racconto anticipatore) lo possa fermare. In queste ore il presidente del Consiglio torna a ribadire con la pacatezza di chi sa di averne l’occasione, e dunque di non dover temere, la necessità di una «riforma della giustizia». Che, ridotta l’informazione, con l’opposizione (ancora) ridotta in questo Stato, e comunque non avendo accesso alle sale del potere (anche a causa dell’esautoramento di fatto del Parlamento), rimane l’ultimo baluardo di legalità. Perché è vero che la politica non si può fare a colpi di giustizia, e sarà sicuramente vero che singoli magistrati (e non diremmo «una parte della magistratura», che dà l’idea di un “blocco” che non c’è) sono prevenuti, o politicizzati nei confronti del premier. Ma è anche vero che mai come in questi anni abbiamo assistito ad un attacco sistematico del potere esecutivo al principio della legge uguale per tutti (le due cose si mordono la coda) e, ora, anche alle basi della democrazia. Come abbiamo sostenuto in un altro momento, è la politica, in quanto responsabile della guida del Paese, a cui tocca fare un passo indietro favorendo così una distensione anche sul fronte-giustizia. Invece il centrodestra (o almeno il presidente del Consiglio) si prepara a fare un doppio passo in avanti (naturalmente, ed ecco il pericolo interno, in mezzo c’è l’esito delle Regionali e anche la tenuta di una maggioranza che, sempre sottoposta alla golden share della Lega e ora anche a quella della montante corrente di Gianfranco Fini, potrebbe non avere più, politicamente, le stesse mani libere). Sperando che non sia un ultimo atto (di giustizia?). All’interno il racconto della giornata di Finelli.

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“Garantismo” senza limiti di centrodestra Di Girolamo lascia, (ma) il Pdl lo applaude Gasparri: “Colpa di magistrati bolscevici”

marzo 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il garantismo è la propensione ad anteporre i diritti degli imputati alla tentazione giustizialista. Altra cosa è difendere aprioristicamente persone alle quali si è per qualche ragioni legati (per quanto a volte, nei casi più o meno strettamente familiari – ai quali è e deve essere estranea la politica, che risponde non a logiche affettive e sentimentali, per quanto non possa prescindere da una certa umanità, ma all’interesse del Paese – possa essere comprensibile e anche doveroso); altra cosa è riconoscere l’intoccabilità di alcuni (magari dei parlamentari, o dei protagonisti della nostra politica) e quindi prevedere la loro imm(p)unità. Tutto questo si intreccia, naturalmente, con la “convinzione” che la magistratura sia politicizzata e che sia dunque non solo possibile, ma addirittura doveroso, e in nome del principio dell’indipendenza della politica italiana, preservare gli appartenenti – è proprio il caso di dirlo – alla “casta”. Dello stato della giustizia abbiamo già detto ieri (e non siamo certo stati – all’opposto – (anti)ideologici). Ma l’applauso che oggi i senatori del Popolo della Libertà hanno tributato al collega accusato (e molto di più, le intercettazioni per una volta non lasciano spazio a – molte – interpretazioni) di avere rapporti con (e di essere stato eletto con l’aiuto de) l’ndrangheta è sicuramente una degenerazione (nel caso) speculare, che, peraltro – soprattutto – getta ombre terribili sull’indipendenza (questa sì) della nostra politica e in particolare di quella parte del centrodestra – va detto, al di là di ogni equidistanza – che ha avuto più casi di continguità (pensiamo a Cosentino, ma anche – per l’Udc – a Cuffaro) con la criminalità organizzata. Ci racconta cos’è accaduto in aula, Andrea Sarubbi. Read more

Why Not di De Magistris finisce in un flop Lui eletto alle Europee: oltre 400mila voti Esiste un/il problema-giustizia in Italia (?)

marzo 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana sta dalla parte delle istituzioni. E pensa che la nostra politica abbia la responsabilità di fare un passo indietro nel confronto con gli altri poteri tra cui la magistratura. Perché è alla politica italiana che spetta di guidare il Paese e dunque di assumersi la responsabilità ultima di fare il (suo) bene. Il passo indietro della politica, inoltre, favorirà quella distensione degli animi che consentirà anche alla magistratura di tornare a fare serenamente il proprio mestiere. Tutto. E tutta. Perché è vero come dice Pier Camillo Davigo che la prima cosa da fare per superare lo scontro tra la nostra politica e i magistrati, appunto, è «smettere di rubare», una formula che sintetizza in sé anche tutti gli altri reati possibili dei colletti bianchi e non solo. E tuttavia è indiscutibile che in qualche caso ci possa essere il ragionevole dubbio che alcune scelte di alcuni magistrati siano motivate da altro rispetto al pubblico interesse di perseguire la giustizia. Può essere il caso di alcuni procedimenti intentati contro la politica per ragioni, appunto, politiche (ma si tenga bene a mente la nostra premessa); ed è il caso del protagonismo di alcuni magistrati che, magari per scendere successivamente (con successo) nell’agone, montano inchieste che, a volte, non sono del tutto giustificate, o che non giustificano un così ampio dispiegamento di mezzi. E’ notizia di oggi, ad esempio, che il procedimento che vedeva imputati, tra gli altri, Romano Prodi e Clemente Mastella, il presidente della Regione Calabria Loiero e il suo predecessore Chiaravallotti si è concluso con un nulla di fatto (o, meglio, con un’assoluzione piena) per il 90% delle persone accusate, tutte – tutte – quelle che avevano un incarico di rilievo e che avrebbero potuto – hanno potuto – consentire al magistrato di assurgere alla pubblicità e alla notorietà nazionale. La stessa che gli avrebbe poi consentito, appunto, di fare il salto nella politica italiana. Franco Laratta, che ha seguito sin dall’inizio con attenzione la vicenda (che conosce bene anche per le sue, dell’inchiesta, radici calabresi), torna ad intervenire sul caso. Solo sul giornale della politica italiana. Read more

Napoli, finiana, una vita contro le mafie “Pdl frena protocollo candidature pulite” E su Gasparri: “Difende le collusioni”

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Proposto da Pisanu in Antimafia, sostenuto dalla deputata ex An e dall’altro finiano Fabio Granata, dal centrosinistra e dalla Lega, ha trovato l’opposizione del partito del premier. E del governo. Cruciale a poche settimane dalla chiusura delle liste per le Regionali, prevede che non si possano mettere in campo candidati anche solo rinviati a giudizio e non necessariamente già condannati. La Commissione si riunisce in queste ore a Reggio Calabria e Angela Napoli spera ancora che il “suo” centrodestra possa fare un passo indietro e non tradire più la (sua) battaglia di tutta una vita. In questa intervista al giornale della politica italiana, la deputata Pdl spiega perché è importante approvare quel codice e ci racconta a che punto è la nostra battaglia contro la criminalità organizzata. E sulla giustizia chiarisce: «No al processo breve». L’ha sentita Ginevra Baffigo.

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Crolla il mito del capo Protezione civile. I festini di Bertolaso: “Darei ripassatina…” Appalti, così lo sciacallaggio sul terremoto

febbraio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La corruzione per il G8 della Maddalena accompagnata da favori sessuali. Lo sostiene l’ordinanza del gip di Firenze sull’arresto di Balducci. «Sto organizzando per Bertolaso un festino megagalattico», dice l’imprenditore romano Anemone. Lui: «Se Francesca oggi potesse… verrei volentieri». I Democratici: «Si dimetta». Attenzione, a questo punto, ora che la verità emerge e che si cominciano ad accertare le responsabilità, a non gettare la croce sulla persona: il capo della Protezione civile ha – si presume – sbagliato gravemente, e la giustizia se ne occuperà. Non si passi dalla costruzione del mito, appunto, alla distruzione di Bertolaso. E’ un tentazione che, ahinoi, corre sottotraccia nella sensibilità di una parte del Paese. Il giornale della politica italiana condivide con i suoi lettori un giudizio critico, duro, di condanna totale, ma che tenga conto dei necessari contrappesi umani. Lo diciamo, come sempre, prima che qualsiasi cosa accada. Il servizio di Carosella.            Read more

Arriva l’immunità per la Protezione civile Bertolaso ministro. Così evita processo?

febbraio 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, dice il decano della nostra politica. E il giornale della politica italiana, che non pensa male, ci azzecca comunque molto spesso. E’ accaduto quando Rutelli fondò Api, e il nostro direttore “lesse” il messaggio che l’ex presidente della Comitato sui servizi mandava, semanticamente, a Gianfranco Fini. E’ accaduto ancora di recente sul Partito Democratico e sulla possibilità che recuperasse la sua vocazione originale. Ebbene, stasera Andrea Sarubbi ci racconta di come la maggioranza abbia predisposto una norma, nel pacchetto che prevede la trasformazione in s.p.a. della nostra Protezione civile, che assicura la non processabilità, passata, presente e futura dei membri della Protezione. Viene in mente poi, e lo scrive Sarubbi a conclusione del suo pezzo, dell’intenzione del premier di nominare Bertolaso ministro, veste nella quale usufruirebbe del legittimo impedimento. Oggi la notizia delle indagini su di lui. Qualcuno dice, «Berlusconi non poteva non sapere, essendo, come capo del governo, anche a capo dei servizi». E allora non si può non pensare che tutto questo – la norma anti-processabilità dei membri della Protezione civile, la disponibilità del presidente del Consiglio a nominare Bertolaso ministro – non si ricolleghi ai fatti di oggi, all’indagine su Bertolaso e a quanto sta accadendo nel Paese. Ma ci fermiamo qui, con le ipotesi. Stiamo ai fatti, diceva Walter Cronkite. E i fatti sono che anche la Protezione civile, presto, nono- stante i fatti di oggi, godrà di una sorta di immunità. Ce ne parla il deputato del Pd. Read more

Destra&dimissioni, rien à faire. Bertolaso è indagato, le dà. Berlusconi le respinge

febbraio 10, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il capo della Protezione civile accusato di corruzione nell’ambito della realizzazione delle opere per il G8 de la Maddalena. Cifre da capogiro: 327 milioni di euro per strutture mai utilizzate. Bertolaso decide di lasciare, ma il presidente del Consiglio gli rinnova la fiducia: il contrario di quanto avviene sul fronte opposto, dove al primo sentore di illegalità – seria, in questo caso – responsabilità vuole che si lascino gli incarichi. Gentiloni, su Facebook: «Un gesto che fa onore al sottosegretario». Poi lo stop di Berlusconi. Ma ora la vicenda, che ci racconta Stefano Catone. Read more

Diario. Congresso Idv, Di Pietro: “Sogno? Fusione col Pd”. Mafia, processi a rischio

febbraio 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. E’ cominciata l’assise del partito dell’ex magistrato che si concluderà domenica. Lui parlerà sabato, ma in conferenza stampa anticipa – e ribadisce – il suo progetto. De Magistris: «Sostengo Tonino, tra noi nessun dualismo». Anche se «non dimentichi che ho vent’anni in meno…». Candidatura sul lungo periodo dell’ex pm della procura di Catanzaro rigettata, però, da una parte di Idv che spinge Barbato alla segreteria: «Luigi vuole farci sciogliere per aprirci alla sinistra radicale e ai no global», dicono i dissidenti, evocando un disegno di ri-fondazione dell’area lanciato settimane fa da Paolo Flores d’Arcais. Ci penserà Di Pietro, come ci racconta il nostro theHand nella vignetta di copertina, a rimettere le cose – in un senso o nell’altro – nel giusto ordine. Ma oggi è stato anche il giorno, potenzialmente drammatico, in cui una sentenza della Consulta stabilisce che alcuni procedimenti antimafia – a causa di alcune norme, che prevedono aggravanti. introdotte con il pacchetto sicurezza approvato dal Cdm a Reggio Calabria – sono di competenza della Corte d’assise. Il che, se confermato, comporterebbe un intasamento e un conseguente blocco dei processi e, peggio ancora, l’azzeramento di alcuni in corso. Alfano: «Aggiusteremo il meccanismo, non ci sarà l’effetto-paradosso» che l’inasprimento delle pene produca un beneficio per i boss. Infine, Papa Benedetto XVI torna a parlare di fine vita: «Eutanasia contro dignità umana». Il racconto. Read more

Diario politico. Alfano risponde a Bersani: “Non è un privilegio”. Brunetta vs art. 18

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La più completa, la più autorevole, la più seguita. La nota del giornale della politica italiana. Si parte con il legittimo impedimento, dunque, approvato, come detto, alla Camera con i voti di Pdl e Lega e l’astensione dell’Udc. Il ministro della Giustizia risponde all’intervento del leader del Partito Democratico – di cui trovate il testo qui – che riceve una lunga ovazione dalla sua metà dell’emiciclo. Vi raccontiamo il confronto in aula e fuori. Poi, la pubblicazione delle foto che ritraggono Antonio Di Pietro a cena con Bruno Contrada e ad alcuni esponenti dell’Arma dei carabinieri ai tempi di Mani pulite: oggi al leader Idv è scappata una parolaccia nei confronti dell’inviata del Tg1, ma vi rendiamo conto anche delle reazioni degli alleati. Infine, il ministro della Funzione pubblica torna a parlare, proprio in questo momento a Porta a porta, dei ragazzi che lasciano tardi la casa dei genitori. Rintuzzato dall’ex segretario della Cgil Sergio Cofferati: «Si tratta (l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori) di una garanzia contro il licenziamento senza giusta causa. Cosa c’entri con il presunto ipergarantismo nei confronti dei genitori (dal quale il ministro faceva discendere la permanenza, anzi, la persistenza a casa dei giovani) lo sa solo Brunetta». Il racconto. Read more

La cronaca. Il giorno del legittimo impedimento di Andrea Sarubbi

febbraio 3, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La Camera ha appena approvato il ddl che consente a presidente del Consiglio e ministri di rinviare fi- no alla fine del mandato i processi a loro carico. Il deputato del Partito Democratico consegna al suo giornale il solito racconto, segnato dalla stanchezza e dall’amarezza per una lunga giornata conclusasi, come del resto era inevitabile, visti i rapporti di forza numerici, specie a Montecitorio, tra maggioranza e opposizione, con la vittoria del centrodestra. Sarubbi ci fornisce la sua solita cronaca da grande firma qual è, oltre che da autorevole esponente Democratico. E ripercorriamo con lui il filo e i momenti salienti di questa giornata. Due alla fine i motivi di consola- zione per il centrosinistra: il grande discorso del segretario in diretta televisiva, applaudito a lungo dalla metà di sinistra dell’emiciclo. E… l’ironia: «Siccome è il governo ad autocertificare le ragioni istituzionali del proprio legittimo impedimento – scrive Sarubbi – abbiamo presentato un centinaio di ordini del giorno in cui impegnavamo Berlusconi ed i suoi ministri a non avanzare le scuse di convegni, eventi mondani e sagre paesane. Non è legittimo impedimento, abbiamo scritto testualmente, la partecipazione del presidente del Consiglio e dei suoi ministri» agli eventi di cui trovate, per una nota più lieve, l’elenco integrale in coda al pezzo. Buona lettura. E buona politica sul giornale della politica italiana. Read more

***L’editoriale***
LEGITTIMO IMPEDIMENTO, NON SIA UN COLPO DI SPUGNA
di ALDO TORCHIARO

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri il grande racconto in tre parti, la notizia con la vignetta di theHand, il commento forte di Massimo Donadi e la solita cronaca di Andrea Sarubbi diretta- mente dall’aula della Camera. Oggi il giornale della politica italiana torna sul tema-cardine di queste ore della nostra politica, e a poco meno di venti minuti dall’inizio della votazione finale a Montecitorio dà spazio ad un altro punto di vista, questa volta favorevole al provvedimento della maggioranza. Che, scrive Il volto di Red ed opnion maker di E Polis e de il Politico.it, «non cancella i processi». Sentiamo Torchiaro, dunque. Read more

DIARIO. Guardateli, li rivedremo insieme Poi da noi: cosa prevede il ddl Valentino Parla Bersani: ‘Non mi dimetto comunque’

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Battesimo inusuale per il Diario politico che comincia con la decisione del presidente americano di incontrare il leader spirituale tibetano. Un omaggio dovuto al coraggio di Barack che accetta di sfidare la Cina alla quale non smette di tendere la mano in nome – entrambe le cose – della democrazia. Poi casa nostra. Torniamo sulla discussione sul legittimo impedimento a cui abbiamo dedicato gran parte della giornata di ieri, con i tre grandi contributi graduati: la notizia con la vignetta di theHand, il commento forte di Massimo Donadi e infine la solita cronaca firmata Andrea Sarubbi direttamente da Montecitorio. Vi raccontiamo del “no” alle pregiudiziali avanzate da Pd e Idv e poi entriamo nel dettaglio della cosiddetta legge antipentiti derubricata a proposta personale (del senatore Pdl) dal ministro Alfano. Infine, l’intervista a Giovanni Minoli del segretario Democratico, che si dice pronto a sfidare Berlusconi (o chi per lui) per la guida del Paese nel 2013. Ecco tutto. Read more

La cronaca. La discussione sul legittimo impedimento A. Sarubbi

febbraio 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Vedete il giornale della politica ita- liana: in grado come nessun altro di costruire il filo di una narrazione nel corso della giornata. Dopo la vignetta di theHand e il commento di Donadi, il racconto vero e proprio. Il deputato del Partito Democratico ci porta nel cuore della discussione di oggi, alla Camera, sul legittimo impedimento. Sentiamo. Read more

La previsione. Il ddl sul processo breve non si farà di M. Donadi

febbraio 2, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è il solo in grado di proporvi in tempo reale i commenti delle sue grandi firme e dei protagonisti stessi della nostra politica. Dopo avervi raccontato e già interpretato, in realtà, con theHand la puntata di oggi del corto circuito con la giustizia, il Politico.it dipana il filo del suo ragionamento con questo nuovo contributo del presidente dei deputati Idv alla Camera. Donadi segue la pista tracciata dal nostro giornale e mette a sistema i fatti di oggi, per poi svelare il (presunto) vero stato dell’arte: secondo Carlo Taormina, predecessore di Nicolo Ghedini alla guida della macchina sulla giustizia di Berlusconi, il vero obiettivo della “proposta” della maggioranza e del governo che limita la durata dei procedimenti è creare il “male minore” del legittimo impedimento al quale siano “costrette” ad aderire – per evitare la «bomba atomica» del troncamento dei processi – anche parti dell’opposizione, come l’Udc, attribuendogli una legittimazione (appunto) che altrimenti non avrebbe. E’ la tesi di Taormina che viene ripresa ora da Donadi per il giornale della politica italiana. Sentiamo. Read more

Corto circuito con la giustizia, i tre casi di oggi. E allora theHand ci racconta Alfano

febbraio 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Come nei giorni della bocciatura da parte della Consulta del Lodo Alfano, che – lo ricorderete, cari lettori – venne raccontata dal giornale della politica italiana anche con una serie di vignette del nostro Maurizio Di Bona, affrontiamo il tema della giustizia, in attesa di tornarci con le nostre firme, con la sagacia del vignettista de il Politico.it e de Il Fatto Quotidiano. Dopo le tensioni dei giorni scorsi e la protesta delle toghe durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, oggi è stato un altro giorno (tre volte) infuocato sul fronte politica italiana-sistema giudiziario. Primo, Massimo Ciancimino denuncia rapporti «diretti» tra Marcello Dell’Utri e Provenzano, con il quale il senatore e braccio destro del presidente del Consiglio avrebbe proseguito la trattativa con la mafia al posto del padre del deponente già sindaco di Palermo. Poi, è continuata in mattinata la discussione sul legittimo impedimento, che domani verrà votato alla Camera, e di cui vi renderemo ampiamente conto. Infine, in relazione al ruolo dei pentiti, arriva la proposta del vice di Ghedini Valentini di rendere, sostanzialmente, inefficaci le deposizioni che non abbiano il riscontro di prove certe, un’ipotesi di fronte alla quale insorge il centrosinistra che denuncia il rischio di far fallire i processi per mafia. Nel pomeriggio, presa di posizione del ministro della Giustizia che liquida il ddl come una «iniziativa personale» del senatore Pdl. Alfano che già in altre occasioni aveva avuto modo di rintuzzare, per quanto possibile, la stessa smania di Berlusconi in tema di riforma del sistema. Un Alfano che, tuttavia, il nostro theHand ci racconta così. Sentiamo.

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L’intervento. Cosentino, la casta che si autoassolve di M. Donadi

gennaio 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il tema, non nascondiamocelo, non è giustizialismo sì giustizialismo no, garantismo sì garantismo no. Il tema è la responsabilità della politica italiana nei confronti del Paese. E anche la sua credibilità e affidabilità per i cittadini. Quando un membro del governo finisce sotto accusa – la cui legittimità è stata ieri confermata in Cassazione – per concorso esterno in associazione camorristica (nel caso specifico, per rapporti con il clan dei Casalesi) prima ancora della difesa di un principio di garanzia dell’indipendenza di ogni potere rispetto agli altri (problema per il quale è legittimo porsi alla ricerca di soluzioni) viene l’opportunità, se non la necessità – per uno Stato che voglia essere dalla parte dei suoi cittadini e credibile nella lotta alle mafie – di separare le possibili responsabilità dell’accusato da quelle dell’esecutivo, e comunque delle istituzioni di questo Paese. Dimissioni dunque, e comunque concessione di quell’autorizzazione all’arresto che la «casta», come la definisce il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera in questo pezzo per il giornale della politica italiana, ha invece negato nei confronti di Cosentino. Ascoltiamo. Buona lettura. Read more

Diario. In Puglia prove d’alleanza Udc-Pdl Wiesel: ‘Shoah, indifferenza peggio odio’

gennaio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Giornata della memoria, vi raccontiamo come l’ha vissuta la politica italiana. Alla Camera è stato il giorno del discorso del sopravvissuto ad Auschwitz e Premio Nobel per la Pace del quale risuonano soprattutto queste parole: «Fu (appunto) l’indifferenza, oltre che i nostri nemici, a determinare quello che accadde». Nella rubrica Politica il racconto di Andrea Sarubbi. Ma quella di oggi è anche una giornata che potrebbe avere cominciato a cambiare la geografia della nostra politica. Perché dopo il gran rifiuto (a suo giudizio) della base Democratica all’accordo con lui alle primarie di domenica, Pierferdinando Casini, piuttosto che consegnare la regione a Vendola, apre al centrodestra invitandolo a convergere sulla Poli Bortone. Berlusconi: «Facciano un passo indietro lei e Rocco Palese, e troviamo un terzo candidato». Tutto questo potrebbe cambiare la geografia della politica italiana perché intanto fa saltare anche l’accordo tra Udc e Pd in Liguria, dove i centristi ritirano il loro appoggio a Claudio Burlando, e accelera il sì a Scopelliti candidato del Pdl in Calabria. E potrebbe preludere al tramonto dell’ipotesi di alleanza a livello nazionale tra Democratici e centristi – Bersani: «L’eventuale patto tra Casini e Berlusconi in Puglia porrebbe una seria pregiudiziale» alla prospettiva cercata finora – e ad un “ritorno a casa” dell’Unione di centro, che del resto non ha mai smesso di evidenziare una mag- giore affinità elettiva con la destra, con la quale con- divide la casa comune europea del Ppe. Il racconto. Read more

Si dimette primo sindaco Bologna non ex Pci. Delbono, indagato: “Rispetto storia” FOTO: Cinzia, protagonista del sexgate

gennaio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sarà sicuramente un caso. In altre parti del nostro Paese la giustizia raggiunge anche esponenti di quella storia politica, suo malgrado. E nella stessa “rossa” Emilia ci sono le vicende legate ad Unipol e a Consorte, a fare da triste spartiacque. E tuttavia che un primo cittadino della “capitale” della “riserva indiana” in cui, a detta di Bersani, il centrodestra starebbe cercando di confinare oggi il Pd e con lui la tradizione della sinistra post-comunista italiana, oggi riunita con le altre, fosse costretto a dimettersi per consentire alla magistratura di «fare chiarezza» senza «coinvolgere la città», non era mai capitato. Capita oggi appunto con l’ex Margherita e vicino a Romano Prodi ex vicepresidente della Regione, sussurrato già nella campagna elettorale che risale solo alla primavera-estate scorsa, quando il suo competitor Cazzola fece provocatoriamente e polemicamente il nome di «Cinzia». Ma chi è Cinzia? Ce lo racconta Stefano Catone. Read more

Diario politico. Berlusconi indagato con Pier Silvio. Sulle tasse: “Non le ho alzate”

gennaio 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Inchiesta Mediatrade sulla compravendita di diritti tv, per il presidente del Consiglio ipotesi appropriazione indebita. Ghedini: «Incredibile, proprio alla vigilia delle Regionali». In giornata il Cavaliere era tornato sulla crisi: «Nonostante la gravità non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani». Ma Bersani: «Non è così». La Cgil: «Maggiore redistribuzione o sarà sciopero generale». Vi aggiorniamo sulle candidature per le Regionali: in attesa di conoscere l’esito delle primarie pugliesi di domenica, sembra fatta per Magdi Cristiano Allam paracadutato dal centrodestra in Basilicata. In Campania, Mara Carfagna capolista a Napoli. Il racconto. Read more

Processo breve, Fini: “Da me tutto può cambiare”. Pd: “Al lavoro su deputati Pdl”

gennaio 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente della Camera conferma, indirettamente, il malumore per i cambiamenti apportati al testo nel passaggio dalla Commissione Giustizia all’aula di palazzo Madama. E apre uno spiraglio. Poi difende il “silenzio” di Napolitano: «Assurdo pensare che inter- venga sul dibattito parlamentare, è al di fuori delle prerogative. Rispetto». Infine, messaggio al governo sulla “dittatura della maggioranza”: «Democrazia è riconoscimento delle ragioni degli altri. Si pratica nel- la responsabilità politica e nell’impegno allo scam- bio di argomentazioni». Il servizio di Dario Ballini. Read more

Processo breve, dialogo toghe-governo L’Anm: “Resa dello Stato alla criminalità” Alfano: ‘Mistificano. Cadono le braccia…’

gennaio 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Lo ha detto Pierluigi Bersani: nel passaggio tra il Senato e la Camera ci sono le condizioni perché «si prenda coscienza degli effetti» che l’approvazione definitiva del ddl che limita la durata dei processi avrebbe sulla giustizia e sul Paese. E si cambi direzione. Perché, dice il segretario Democratico, si tratta di una vera e propria «macchia. Il Pdl ci ripensi». Presa di coscienza che, oltre che con le parole di Bersani, comincia con le dure critiche dei magistrati al provvedimento. Il ministro della Giustizia, che in mattinata aveva aperto alle toghe rassicurando circa la volontà del governo di rispettare l’indipendenza della magistratura, torna sui suoi passi. E lo scontro tra politica e giustizia va avanti. La necessità di un passo indietro, da parte di tutti, non sarà certamente soddisfatta in sede di discussione su un ddl come quello sul processo breve del cui “giorno dopo” ci racconta Stefano Catone. Read more

Diario politico. Processo breve, primo ‘sì’ Berlusconi: “I miei? Plotone esecuzione”

gennaio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Con 163 voti favorevoli, 130 no e 2 astensioni passa al Senato il ddl che limita la durata dei procedimenti. Ecco cosa prevede. In aula è bagarre, con i senatori dell’Italia dei Valori che alzano cartelli in cui evocano un “governo criminale”, mentre il Partito Democratico conferma lo sdegno di cui vi abbiamo raccontato ieri: «Non ci sarà giustizia per migliaia di cittadini». Ma anche nel centrodestra i malumori sono molti. I finiani lamentano di essersi trovati a votare un testo diverso da quello concordato, dopo un “passaggio” del ddl a villa San Martino ad Arcore. Fini: «Guarda che è incostituzionale». Ma il premier, che attacca i giudici, è sicuro: «Napolitano me lo firma». Intanto Alfano parlava di riforme condivise… senza rinunciare però all’idea del governo di una riforma anche del Consiglio superiore della magistratura, non solo nei suoi meccanismi di elezione. Un grande racconto, in un grande diario, con tutto quanto c’è da sapere su questa giornata di politica italiana sulla giustizia. E sui processi del Cavaliere, vero cuore di queste prime settimane di nuovo anno. Buona politica (se possibile) e buona lettura. Solo con il Politico.it. Read more

Diario politico. Ufficiale: si sta svegliando il Pd. «Il processo breve? Uno scempio»

gennaio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Al Senato si discute del provvedimento che limita i tempi dei processi, compresi quelli passati, mandando di fatto al “macero” decine di procedimenti. I Democratici non solo non tentennano nell’opporre il loro “no”, ma danno vita ad una forma di protesta che dal singolare assume i caratteri di una rinascita. Come un mantra, ogni senatore che risponde ad Anna Finocchiaro legge prima il testo del pronunciamento della Corte europea dei diritti umani che respinge il ricordo presentato da Cesare Previti sulle presunte (e ora negate) violazioni subite nel corso del processo Imi-Sir; poi una dichiarazione con il “messaggio” da cui il titolo. Una reazione imprevista, un colpo di reni del Partito Democratico che già le scorse settimane aveva dato segni di risveglio. Un ritorno sugli scudi confermato dalla performance di Bersani a “Ballarò”. Nel diario, poi, le celebrazioni a Palazzo Madama per Craxi e di Napolitano per Borsellino (avrebbe compiuto settant’anni) e il messaggio del capo dello Stato ai magistrati impegnati nella lotta contro l’ndrangheta. Il racconto. Read more

Ecco: “stampa ad orologeria” su Vendola ‘Riportò qui un luminare’. Lui: ‘Che colpa’

gennaio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nella politica italiana di oggi possono accadere cose strane. La prima: che una vicenda vecchia di mesi torni alla ribalta proprio nella settimana in cui il suo protagonista, il presidente della Puglia, affronta la consultazione del centrosinistra per la scelta del candidato alle Regionali di marzo. Contro Francesco Boccia, l’uomo di D’Alema. La seconda: che questa vicenda consista in presunti favori utili a far sì che uno scienziato di fama mondiale potesse tornare ad operare nel nostro Paese. Una storia che puzza di bruciato comunque la si guardi, e che del resto viene subito stigmatizzata da Vendola: «Non mi risulta di essere indagato per questo e sarebbe una vergo- gna». Ci racconta tutto Dario Ballini. Read more

Diario politico. Craxi, Napolitano scrive alla famiglia: “Subì durezza senza eguali”

gennaio 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il presidente della Repubblica nel decennale della morte: «Lasciò un’impronta incancellabile, tra luci ed ombre». La figlia Stefania: «Verso una riconciliazione che auspico». Oggi è anche il giorno in cui riparte il processo Mediaset nei confronti del presidente del Consiglio. Ghedini chiede il rinvio sulla base della sentenza della Consulta per la quale la maggioranza scelse di soprassedere, giorni fa, sul decreto blocca-processi; i giudici di Milano lo negano. Arriva intanto l’ufficializzazione della candidatura Pdl alla presidenza della Regione Campania: e Stefano Caldoro, ex ministro per l’Attuazione del programma nel Berlusconi ter, se la vedrà presumibilmente col Democratico De Luca. In pista, come anticipato dal nostro giornale, anche Marco Pannella per Radicali e socialisti riuniti in una nuova lista. Il racconto.            Read more

Braccio di ferro nel Pdl sulla giustizia. Ma anche l’opposizione è divisa. Retroscena

gennaio 18, 2010 by Redazione · 1 Comment 

I processi di Berlusconi. E’ questo il tema dominante di queste prime settimane di nuovo anno per la politica italiana. Le Regionali promettono una tregua fino ad un certo punto, specie se nel Pdl dovesse prevalere la linea dei falchi, che spingono per trovare soluzioni subito. Il “no” dei giudici di Milano alla richiesta di rinvio del dibattimento su Mediaset, arrivato stamane, potrebbe riportare sul tavolo anche il per ora abortito “blocca processi”. Falchi e colombe nel partito del premier, dunque, trattativisti e oltranzisti tra i Democratici. Il giornale della politica italiana vi racconta gli scontri e le divisioni sotterra- nee nei due partiti maggiori, intorno al tema giustizia (ad personam). La firma è di Pietro Salvatori.            Read more

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