‘Obiettivo’ (finale) ‘mondo unica nazione’ Non ci si arriva aprendo strada a conflitti Vaneggiando di “libera (?) circolazione” In vasi (sì) comunicanti (ma,ora) diseguali Il nostro contributo sarà rialzarci in piedi Aiutando a farlo (anche) Continente nero E torneremo a guida nuova Civilizzazione
settembre 25, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati
I buonisti di casa nostra sono, in realtà, i peggiori nemici dei nostri fratelli di altri Paesi. Con la loro “pretesa” ideologico-populistica di abbattere (tutte) le frontiere in un pianeta caratterizzato (ancora) da profondi squilibri e diseguaglianze – per cui la “circolazione” non può essere (allo stato attuale) ”libera” - mettono l’Italia nella triplice difficoltà di un aumento della pressione ai nostri confini, di travisare completamente il modo in cui affrontare il tema delle migrazioni e di un’ulteriore esacerbazione della contrapposizione tra chi vive già qui e chi viene da fuori. Strumentalizzando gli (stessi) stranieri, piegati ai propri scopi propagandistici. Strumentalizzazione che è (anche, però) “nascondere” (o, irresponsabilmente – o marginalmente - trascurare) le potenzialità che l’Italia ha nel determinare un cambiamento delle condizioni dei loro Paesi attraverso il rilancio di se stessa e, (necessariamente) “dopo”, agendo sulle dinamiche geopolitiche. Il mercato, lo ha scritto per primo Gabriele Federici sul nostro giornale, favorisce la relazione pacifica tra le nazioni. Ma, come abbiamo (“ben” – ?) visto in questi mesi, (pre)dominando la Politica finisce per essere (a sua volta) fattore di (ulteriori) distorsioni che, incidendo sulle (stesse) dinamiche sociali (in primo luogo interne agli stessi Paesi) rischiano di riproporre gli stessi problemi attraverso un percorso (solo) più lungo. Ma un mercato che sia “affidato”, invece, alle mani, sagge e lungimiranti, della Politica può mantenere la propria funzione di “collegamento” riducendo i propri effetti distorsivi. Immaginate – come abbiamo già scritto – un’Italia che, dopo essersi rimessa in piedi (e ciò può avvenire solo se la Politica – italiana – si occupa di questo, prima – di (non) occuparsi – (che) dei problemi di altri), torni a valorizzare la propria Storia (anche diplomatica), la propria posizione (geografica) e il recupero di un “respiro” Culturale facendosi motore – con l’effetto primario di rimettere il nostro sud al centro -delle reti di relazione commerciale e culturale- del mondo – di un “incontro” tra Africa ed Europa e, a partire da questo, favorendo una “normalizzazione” – nel senso di un abbattimento delle tentazioni colonialistiche e di un aiuto a camminare con le proprie gambe -offrendo un antidoto alla narcotizzazione perpetrata dai vecchi -e nuovi- Paesi (appunto) colonizzatori- nei confronti del Continente nero – attraverso il nostro Mezzogiorno, degli “scambi” (in senso ampio) tra Oriente e la stessa Africa. E lo faccia non in nome dei (soli) interessi economici dei Paesi coinvolti, ma (ri)cominciando a vedere l’economia come leva (al servizio) di un possibile sviluppo – o progresso – più ampio, di respiro (appunto) culturale. Immaginate Paesi che, a “margine” (?) degli scambi economici, promuovano (ad esempio) progetti di ricerca comuni, in campo scientifico-tecnologico ma non solo. Immaginate un’Italia che, tornata ad essere la nazione-guida (dal punto di vista morale, filosofico) del mondo, riunisca Paesi che nella logica del (solo) mercato “rischiano” di avere ancora “ragioni” (?) per osteggiarsi, in uno “sforzo” (?) comune – attraverso anche sempre maggiori contaminazione e, appunto, scambio – per (ri)definire i nostri orizzonti. Immaginate un mondo che, a ormai un “passo” dalla propria (progressiva) (auto)distruzione, recuperi quel respiro filosofico che gli consenta di aprirsi, inaspettatamente, nuove prospettive. Utopia? Non necessariamente. Di certo (!) si può partire dall’Italia, che in “mano” a chi sappia cosa fare può tornare ad essere il luogo in cui si (ri)genera, giorno per giorno, il futuro del mondo. Ulivieri ora, sui semi di tutto questo; l’incontro tra culture nel Paese, stretto tra buonisti e razzisti (che come il presidente del Consiglio e la “classe” (?) “dirigente” (?) del centrosinistra si “tengono” – e alimentano - a vicenda), di “oggi” (?). E’ il giorno del cinema sul giornale della politica italiana. Il giornale di Attilio Palmieri, il giovane e talentuoso critico de il Politico.it, e del nostro professore. Il cinema chiave – attraverso la Politica – della costruzione del futuro. di FABRIZIO ULIVIERI Read more
Ogni settimana al cinema con il Politico.it Più che mai (s)legato (d)a nostra politica Ulivieri: Figli delle stelle è sul (suo) rigetto E il nostro cinema ne costruisce il futuro La cultura (popolare) rifarà grande l’Italia E (per) questo (il) governo l’aborra (?)
ottobre 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Ogni settimana al cinema con il Politico.it Cominciamo con una doppietta di Ulivieri Passione di Mazzacurati e Silvio (Orlando) OGGI IN COPERTINA Cristiana Capotondi
ottobre 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati

