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Il futuro dell’Italia. Se oggi il nostro è un Paese narciso di M. Patrone

dicembre 26, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

I politicanti: e adesso commissa- riare Rai. Non siam capaci a far Po- litica (culturale). Preferiamo occupare (vostri) salotti (tv). Ma Giulia: “Liberateci dalle vostre facce”. Ora Cesare deve morire al posto di Ballarò. E’ (sarà) questa la (vera) riforma della Rai. Italia è (sarà. Di nuovo) Paese meraviglie

di MATTEO PATRONE

La radice di tutti i mali dell’Italia è lo Specchio. “Questo Paese sembra essere sotto narcosi”, dice Toni Servillo. Noi diciamo meglio: ipnosi. Il nostro modo di (non) pensare è rifletterci. E adagiarci sulle comode fluttuazioni delle immagini. Dimenticando(ci). Di (poter) essere specchiati. Lo Specchio è, innanzitutto, quello nel quale ci guardiamo la mattina. Il nostro è un Paese narciso. E, per questo, sterile. Siamo narcisi perché così ci ha insegnato la televisione. Secondo Specchio (del nostro declino). La televisione oggi è il grande fratello. La televisione, ma anche (molti) giornali. I contenuti hanno lasciato il posto al gossip: vero (?) e proprio (???); ma anche sportivo, sociale, “politico”. La (nostra) politica oggi (non) è. Gossip. Se leggete i nostri giornali fino a qualche mese fa – quando il nostro impegno a riportare l’attenzione sui contenuti e l’esplosione della fase finale della crisi hanno costretto tutti quanti a piu’ savi consigli – troverete “chi ha incontrato Schifani”, come esemplificava – raccogliendo il nostro spunto – il (da noi) stimato Guido Crosetto. A quale dei due forni pensa di rivolgersi Casini. Ma non un contenuto sul futuro dell’Italia (oggi, invece, i Settegiorni di Verderami sono – per fortuna – isolati). Un grande (?) Ballando con le stelle collettivo e consolatorio, al quale (gli italiani sono purtroppo “affezionati” e dal quale sono – appunto – narcotizzati e che può finire solo assumendocene in prima persona la responsabilità, e al quale) – di fronte alla televisione o sfogliando una rivista di gossip, pardon: quotidiano – abbandonarsi per non pensare. Ma se nessuno pensa – e si assume la responsabilità di portare a conseguenze CONCRETE il proprio pensiero, diventando “attore” (ma in senso Alto), diceva Madre Teresa, dell’impegno per gli altri (perché questo, è la Politica) – il Paese va (appunto) allo scatafascio. Ma eravamo troppo impegnati ad ammirarci. E a fare le pulci – i parassiti – alla vita degli altri. Le vite degli altri – Paesi sono state per molto tempo l’unico riflesso sano. Poi è arrivato il Politico.it e con essa è tornata – sta tornando – la Politica. Il Paese delle meraviglie – l’Italia – è, infatti, dentro lo Specchio, e non nella nostra immagine (riflessa). La cultura è ciò che – come l’immaginazione per Alice – può farci (ri)entrare (in noi). Tornare ad Ascoltarci. La nostra (vera) Musica, fidatevi (di Noi), è (ancora) la migliore al mondo. La co-conduttrice di ServizioPubblico, ora, all’interno, sull’occupazione (dei politicanti). Matteo Patrone

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Il futuro dell’Italia. Riprendiamoci il nostro domani di Giulia Innocenzi

luglio 6, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le neo-lingua è quella inversione dell’ordine naturale delle cose (nella loro rappresentazione) che i potenti, a volte, mettono in atto per farci credere che una situazione in cui la nostra libertà non è fino in fondo garantita (magari grazie anche al fatto che il nostro spirito critico è stato “corrotto” da un certo tipo di televisione – il cui proprietario-ispiratore, non a caso, è poi riuscito a rimanere al potere per la gran parte degli ultimi vent’anni), sia in realtà nel nostro interesse. Così che nessuno di noi sia portato a (ri)alzare la testa e a “ribellarsi”, e quello stato di cose possa essere prolungato. In questo testo scritto (proprio) per la tv, la co-conduttrice di Santoro a ServizioPubblico affronta il tema del “ribaltamento della verità”. Nel tentativo di dare un (ulteriore) contributo a far capire che se ciascuno pensa al suo tornaconto, e magari lo fa in modo non del tutto legittimo, alla fine i conti non tornano (per nessuno). E magari per gettare i semi di un tempo (nuovo) in cui non lasciarci (neppure) più raccontare che siamo tutti uguali, e che non c’è speranza, che se non ce l’hanno fatta coloro che si sono avvicendati fino ad oggi, non sarà possibile – neanche per noi – determinare un cambiamento; perché - come dimostra il passo indietro del governo sull’art. 18, come dimostra la progressiva presa di coscienza che l’unico modo per far ripartire la nostra economia è puntare a rifare del nostro paese la culla mondiale dell’innovazione – pensare di cambiare davvero le cose non è “troppo ambizioso”, e lasciarci convince- re del contrario significa semplicemente farci portare via un pezzo delle nostre vite. di GIULIA INNOCENZI Read more

***La proposta***
STATO DEBITORE, LE IMPRESE POSSANO DETRARRE IL CREDITO
di GIULIA INNOCENZI

gennaio 24, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’Infedele ieri si chiedeva, giustamente, perché i pensionati (o, meglio, i pensionabili) “colpiti” dalla (stessa) riforma del governo non si siano ribellati all’esecutivo dei professori come fanno, invece, categorie come quella degli autotrasportatori, e se questa non possa essere la prova che le agitazioni a cui assistiamo in questi giorni altro non costituiscano che la piu’ tipica reazione e difesa corporativa contro un cambiamento che mira a ridurre i (loro) privilegi e a garantire piu’ opportunità per tutti. Certamente questo è un elemento, ovviamente, piu’ che presente, tra le altre, nella ribellione dei tir. Così come soltanto un osservatore che peccasse di ingenuità potrebbe non accorgersi che le ipotizzate infiltrazioni mafiose non solo siano facili da documentare (vedi la comparsa, nei cortei, di noti esponenti delle famiglie), ma possano avere riguardato (in modo decisivo) anche le dinamiche stesse in ragione delle quali le proteste si sono avviate. E se i pensionati non si sono, a loro volta, ‘sollevati’ è sicuramente anche perché una maggiore cultura della responsabilità, in un momento peraltro in cui le difficoltà del Paese rischiavano di essere fatali, li ha potuti condurre a piu’ prudenti consigli. Dunque le manifestazioni di questi giorni vanno prese con le molle, e in qualche caso l’intera società civile e democratica - e il giornale della politica italiana, pur critico con il presidente del Consiglio, non si tirerà indietro nemmeno, o tanto meno, in questo senso - è chiamata a fare argine a favore di un governo che – sia pure con i limiti di visione politica che noi per primi abbiamo denunciato – agisce onestamente e responsabilmente per perseguire l’interesse generale. Ma la prima occasione di osservare da ‘vicino’ il movimento, ad ‘esempio’, nato in Sicilia – e allargatosi a macchia d’olio, come rilevato nella stessa trasmissione di ieri sera, in tutta Italia – ci è stata offerta da un altro dei (pochi) programmi di approfondimento giornalistico (vero) della nostra televisione, oltre a quello del nostro Gad Lerner: servizio pubblico di Michele Santoro e Giulia Innocenzi. E in quell’occasione furono gli inviati di Santoro, e non (solo) i controversi animatori della protesta, a far notare come l’”intera” regione, l’intera isola fosse scesa in piazza. Al punto che poi, ancora ieri sera, qualcuno si è spinto a collegare tutto questo con quel fenomeno (storico) di ribellismo meridionale che puo’ essere fatto risalire addirittura al periodo risorgimentale ed essere letto come una forma di leghismo (neo-)borbonico, con tanto di (immancabile) opzione secessionistica. E’ proprio per questo, – esempio, forse, di (difensiva) chiusura su se stessi, ma anche della diffusione e del carattere “universale” (?) della protesta – che sarebbe un atto di irresponsabilità e prova di (ulteriore) autoreferenzialità pretendere di ridurre tutto cio’ al “rango” di pura (o esclusiva) difesa corporativa (di “pochi”) e “semplice” frutto (?) avvelenato della contaminazione mafiosa. Come affrontarlo? Nel capire che i “virtuosismi tecnici” – anche quando sono benedetti e vanno nella direzione invocata, come nel caso delle liberalizzazioni, che contribuiranno ad un cambiamento della nostra cultura dei rapporti (sociali) e persino, con cio’, della democrazia – pure (ma non solo) per il rapporto poco soddisfacente tra tempi e benefici previsti (con il rischio di un – apparente – accanimento su chi già, comunque, ‘soffre’), non tanto (o non solo) non ‘bastano’ ma non si dovrebbero “avere” preliminarmente o da soli; e che il principio per cui lo Stato mette le regole (anzi, le toglie) e lascia l’intera iniziativa ai privati e alle loro forme associative e imprenditoriali – per poi lavarsene, in qualche modo, le mani – non è (più – ?) adatto a consentirci di affrontare questa fase in cui quello stesso modo di (dis)organizzare la nostra vita comune si è dimostrato fallace e troppo esposto ad una frammentazione che in molti casi puo’ implodere in devianze e scelte meno oneste e responsabili – che le regole da sole non bastano a scongiurare – di esponenti di quella società civile di cui la Politica deve tornare ad essere considerata una espressione, e che ha percio’ il compito di guidare e coordinare. Come abbiamo scritto ieri, il modo migliore per coniugare leadership e creazione delle condizioni per una libera iniziativa sempre piu’ onesta, responsabile e potenzialmente efficace, è una nuova concezione della Cultura non piu’ come mera conservazione (estetica, o in qualche caso addirittura formale) dei beni che ci sono stati tramandati dal passato; bensì come (“sua”) riappropriazione (da parte) di noi stessi, attraverso una diffusione capillare, anche nella prospettiva di un possibile Rinascimento (appunto) culturale, filosofico, artistico che – ricollegandosi, eticamente, alle nostre vite – puo’ aiutarci a definire con piu’ consapevolezza e chiarezza il nostro futuro. Un impegno che non si esaurisce, naturalmente, in poche settimane; per affrontare – invece – l’emergenza (anche, ma non solo, economica) che vede nostre imprese al collasso in primo luogo, pensate un po’, per l’insolvenza dello Stato nei loro confronti (il principale creditore di noi stessi, infatti, siamo proprio e sempre noi, e i mancati pagamenti sono la principale palla al piede di questo periodo delle nostre aziende), Giulia rilancia stamane la pro- pria proposta di una deducibilità fiscale del credito. Read more

Giovani, destra vuol differenza classe (?) Tremonti: “Si riabituino a far lavori umili” E per Sacconi meglio (così) non laurearsi Sì, tutti mestieri hanno funzione e dignità E ora “onore” va spostato sulla persona Ma l’Italia vuole essere culla della civiltà E (ri)concorrere alla Nuova Civilizzazione Il diritto alla cultura rivà reso universale E serve sempre più “vostra intelligenza”

gennaio 23, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Studiate. Perché abbiamo bisogno della vostra intelligenza”. Antonio Gramsci avrebbe potuto pronunciare questa frase nell’Italia di oggi, e avrebbe colto l’esigenza di una diffusione della cultura (popolare), per preparare, liberandone appunto le risorse intrinseche, il nostro Paese al proprio possibile Nuovo Rinascimento. Che, “tecnicamente”, passa anche attraverso un sistema economico (ma non solo) che – come il Politico.it indica ormai dal febbraio di due anni fa – dovrà avere al proprio vertice l’innovazione. E a questo scopo non solo non possiamo permettere/ permetterci che lo studio torni ad essere una prerogativa di pochi (come minacciava di voler determinare la destra al governo), ma dobbiamo creare le condizioni – facendo della nostra istruzione la più avanzata al mondo; integrando e mettendo nella condizione il sistema delle imprese e del lavoro di favorire e raccogliere la spinta che verrà dall’istruzione rifondata – perché il lavoro intellettuale divenga una necessità sempre maggiore per tenere il passo di una nostra economia finalmente avviata ad uno sviluppo duraturo. Senza per-ciò abbandonare il filone degli altri mestieri, bensì l’esatto contrario: un’Italia che si riabbia della propria capacità di pensare è un’Italia (più) libera e capace di riassegnare alla Persona il proprio primato sociale, così che la “differenza” possa non essere più fatta dell’impiego che ciascuno svolge, bensì dal proprio valore umano e dalla propria saggezza. Una consapevolezza, quella della cultura come chiave della nostra liberazione (e del nostro stesso possibile rilancio economico), che ispira anche il “programma” (“politico”) dei movimenti cristiani nel corso della (nostra) Storia. Ce lo ‘dimostra’ Giulia, oggi. Riproponendoci un passaggio di un fondo dell’allora direttore de Il Popolo, il quotidiano della Democrazia Cristiana, Guido Gonella. Era il 1944; la fine di un’era (buia) e, come insegna la “consolante dottrina del progresso” di Cattaneo, l’inizio, quindi, di un ulteriore passo in avanti. Gonella scrive che il fine essenziale della Dc è “educare le masse”. Il direttore del Popolo minim(al)izza - o meglio rende essen- ziale - un ragionamento che può essere portato alla sua sublimazione: “educare” non solo per rendere capaci di “deliberare” tra proposte politiche differenti, non solo per liberare dai demagoghi e dagli “avventurieri” (fondamento, del resto, della democrazia e della possibilità di mantenere e far evolvere lo stesso “sistema”). Ma per liberare (tout court). Liberare dalle limitazioni imposte dalla mancanza di consapevolezza di sé, rendere gli italiani liberi di essere – in “definitiva” – (fino in “fondo”) loro stessi; come italiani e come individui. Come italiani, attraverso (anche) una ripresa (controllata e contestualmente implementata verso lo sbocco europeista) di un patriottismo-nazionalismo che ci svincoli da una subordinazione psicologica per la quale continuiamo a non sentirci degni di essere nazione, e dunque di poterci (pienamente) autodeterminare. Come individui, rifacendo della cultura il nostro ossigeno, e fornendo così a ciascuno gli strumenti della propria libertà. Un popolo, una nazione, che tornino ad essere coscienti (di sé), sono nella condizione di riprendere a scrivere la Storia, come hanno già fatto i loro avi. E di riportare così l’Italia,e con essa l’Europa, al centro del mondo. Read more

Giulia: ‘No, i ricchi non sono tutti evasori Camusso sbaglia a ricreare (ora) conflitti’ Ci contendiamo torta che sta per (ri)finire Se unica “politica” è rivendicare rendite Impegno condiviso per ritornare grandi Pd assuma leadership di ‘guidare’ Monti

dicembre 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ha torto, Susanna Camusso – e a maggior ragione lo avrebbe un Pd che si trincerasse nelle stesse posizioni neo-socialiste (?) e conservatrici – a contestare un principio di inquità nella manovra del governo. O meglio la manovra è, iniqua; ma non per le ragioni (i pretesti?) assistenzialistici e post(?)-sessantottini che sono alla base delle critiche del segretario della Cgil. La manovra è inqua perché non crea le condizioni affinché il sistema-Italia possa rimettersi in moto e aspirare nuovamente – attraverso non solo la produzione di beni, ma anche quella culturale – a rappresentare un modello, un punto di riferimento e la fonte di credibilità e di autorevolezza di un Paese che possa, così, tornare ad esercitare la propria leadership nel mondo. E, perciò, (non) “assicura” un (prossimo?) futuro di nuove, o ulteriori difficoltà per tutti. E, naturalmente, ciò riguarda soprattutto una classe media e neo-emarginata che non ha la solidità (economica) per sopportare questo “urto”, e contemporaneamente si vede impedita quella libertà (di azione, di movimento, nei “margini” dello Stato – di diritto) in mancanza della quale (le) è negata ogni prospettiva di crescita. Ma la Camusso non si (pre)occupa di nulla di tutto ciò. Come non lo fa l’(attuale) Pd. Il mantra è lo spostamento, ora, della “coperta” delle nostre attuali (in)disponibilità (economiche) da chi sta già abbastanza al caldo per non temere un lieve abbassamento della temperatura, su chi (appunto) rischia di congelare. Ma, come il giornale della politica italiana ha rimarcato più volte, quella coperta è ormai consunta, e trascinarsela da una parte all’altra – come continuerebbe ad avvenire se l’unica risposta alla crisi di oggi fosse la, solita – negli ultimi trenta-quarant’anni – “tentazione” di “premiare” (?) più gli uni o gli altri dello “spettro” (è proprio il caso di dirlo?) della nostra società – significherebbe solo, (molto) presto, ritrovarci di fatto (nuovamente, e completamente) scoperti gli uni (chi ha meno risorse già oggi) e, prima o dopo, anche gli altri (i “ricchi”). Una crisi che ci spoglia delle nostre comodità e delle nostre certezze “materiali” (a livello individuale ma anche come Paese), rappresenta invece la straordinaria opportunità per (ri)trovare quel senso di necessità del cambiamento di cui la manovra Monti è solo la pre-condizione, e di cui la redistribuzione (tout court) costituirebbe invece la semplice negazione. La premessa di una reale svolta e ripartenza sono quelle onestà e responsabilità nell’agire politico che riguardano non solo l’etica (pubblica) individuale, ma anche le scelte dei “partiti”. Non potremo avere nessun cambiamento, ovviamente, se ciascuno – più o meno velatamente, più o meno autolegittimandosi con giustificazioni più o meno demagogiche e più o meno attraversate da ipocrisia, a volte, di sorta – vi opporrà la pretesa delle proprie rendite di posizione; e non avremo nessuna stabilità nel cambiamento – ovvero la speranza che l’alternanza al governo non significhi l’aleatorietà, di ritorno (o continua), di ogni sforzo – se quelle onestà e responsabilità non costituiranno la scelta di fondo, “radicale”, di ogni forza in campo senza retropensieri, incertezze e puntate di piedi. La Cgil tornerà ad avere una funzione, e un futuro, quando prenderà atto di tutto ciò, e del principio fondamentale della Politica: dare la priorità al futuro, l’unica dimensione che abbiamo la possibilità di (ri)”definire” (quasi) completamente. “Che” poi è anche il modo per offrire l’unica “speranza” veramente possibile e non illusoria anche agli “adulti” di oggi: garantire, o meglio avviare – perché loro possano poi continuare il percorso intrapreso – un possibile domani nuovamente degno ai giovani di oggi, ai nostri “figli”. E, a maggior ragione, vale per un Partito Democratico che, in assenza di un clima di responsabilità (diffuso) nel Paese, sarebbe la forza chiamata a (ri)alimentarlo assumendosi lui la leadership di trarre le conseguenze Politiche di tutto questo. Come farlo, nel concreto, il Politico.it ha già più volte avuto modo di indicare. Peraltro ascoltato, come le parole di Monti sulla necessità, ora, di impostare riforme “organiche” – dal “progetto organico e complessivo” di cui noi parliamo da mesi – dimostrano. Ma che una politica-tecnica “sterilizzata” dall’era del benessere, e dall’illusione che i traguardi raggiunti nel corso della nostra storia recente giustificassero un “disimpegno” e una maggiore leggerezza nel governo della nostra vita (comune) – da cui la prossimità al default alla quale ci siamo progressivamente “calati” (le brache) appunto dagli anni ’70-’80 in poi, “regalo”, anche, del Sessantotto – non è più capace di sostanziare. La serietà e il disinteresse (?) del governo dei professori, da soli, non sono condizione sufficiente per salvare – e rifare grande – l’Italia. Il resto (o meglio ciò che – ne – resta) è (ulteriore) autoreferenzialità. Giulia ora, sull’”equivoco” della Camusso. di GIULIA INNOCENZI Read more

Avete fatto il vostro tempo/2. Pd, salire sul carro del vincitore Giulia

giugno 30, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La fine della passione (politica) porta con sé l’inaridimento della proposta. I dirigenti di lungo corso (o, come detto, i giovani privi di passione di base. E per passione s’intende, attenzione, la passione per l’Italia, la passione per la costruzione del domani; non, la passione per il potere, il carrierismo) sono (ormai) privi di quel ”brio, di quella curiosità, di quella (capacità di proporre e di ricevere uno) scambio”, che sono la chiave della politica vera. Non, la “buona” politica: la “buona” politica, con tutta la sua mielosità retorica, con tutto il suo compiacimento, è già parte di quel circolo (vizioso) autoreferenziale. La Bellezza sta nelle conclusioni, nelle realizzazioni che si possono ottenere solo con l’etica del rigore e della sobrietà, in primo luogo con/ in se stessi. E quando si ciancia di “buona” politica, e si è persa la passione, si perde anche l’orizzonte, e si finisce per esserre “costretti” a saltare ex post sui carri dei vincitori (appunto), come avvenuto per i referendum e, sia pure con maggiore umiltà, nei casi delle vittorie di Pisapia e De Magistris alle amministrative. Ce lo ricorda la giovane esponente Radicale, reduce dall’ultima presentazione del suo libro “Meglio fottere (che farsi governare da questi)” (appunto), a Catania. di GIULIA INNOCENZI Read more

Democrazia non è mai tale senza Cultura Gli italiani non sono liberi se non ‘sanno’ Rifare della conoscenza nostro ossigeno E potremo ritornare la culla della civiltà

giugno 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Giulia ci racconta una dichiarazione di Vasco: “Un giorno capii che il mio voto era pari a quello di mia nonna. Che votava Dc per non andare all’inferno”. E risponde al Blasco, che spiega così di non avere più votato, ricordandogli che questa è la democrazia. Ovviamente, ci mancherebbe altro, il diritto al voto è, deve essere universale. Ma anche quello alla cultura. Perché una democrazia non è matura, o quasi non è tale, se chi vota non ha gli strumenti per scegliere la prospettiva che più si confà alla propria sensibilità, o meglio ancora quella che sia in grado di stabilire sia la migliore per il bene dell’intero Paese. Cultura che non significa indottrinamento partitico. Ma è (invece) la rieducazione alla Bellezza. La Nuova Civilizzazione mondiale può (ri)partire dall’Italia – con più consapevolezza e senso dell’orientamento rispetto a dove si stabilirà che (si) voglia andare - se la nostra nazione asseconda la propria esigenza di compiere se stessa rifacendosi crogiuolo di (nuova) cultura. E ciò è possibile in un clima di stimolo diffuso alla conoscenza, all’eser- citazione nello studio, nella pratica della scrittura, nella produzione concettuale e artistica. E creativa. Per offrire ai nostri connazionali la possibilità di “altri pensieri e più vaste intenzioni” . Compiere la nostra democrazia. E cominciare a (ri)costruire il futuro del mondo. Giulia, ora, brevemente, con Vasco. (M. Patr.) Read more

Giovani, governo vuol differenza classe Tremonti: “Si riabituino a far lavori umili” E per Sacconi meglio (così) non laurearsi Sì, tutti mestieri hanno funzione e dignità E ora “onore” va spostato sulla persona Ma l’Italia vuole essere culla della civiltà E (ri)concorrere alla Nuova Civilizzazione Il diritto alla cultura rivà reso universale E serve sempre più “vostra intelligenza”

maggio 19, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

“Studiate. Perché abbiamo bisogno della vostra intelligenza”. Antonio Gramsci avrebbe potuto pronunciare questa frase nell’Italia di oggi, e avrebbe colto l’esigenza di una diffusione della cultura (popolare), per preparare, liberandone appunto le risorse intrinseche, il nostro Paese al proprio possibile Nuovo Rinascimento. Che, “tecnicamente”, passa anche attraverso un sistema economico che, come abbiamo detto prima, dovrà avere al proprio vertice l’innovazione. E a questo scopo non solo non possiamo permettere/ permetterci che lo studio torni ad essere una prerogativa di pochi, ma dobbiamo creare le condizioni – facendo della nostra istruzione la più avanzata al mondo, integrando e mettendo nella condizione il sistema delle imprese e del lavoro di favorire e raccogliere la spinta che verrà dall’istruzione rifondata – perché il lavoro intellettuale divenga una necessità sempre maggiore per tenere il passo di una nostra economia finalmente avviata ad uno sviluppo duraturo. Ciò non significa del resto abbandonare il filone degli altri mestieri, bensì l’esatto contrario: un’Italia che si riabbia della propria capacità di pensare è un’Italia (più) libera e capace di riassegnare alla Persona il proprio primato sociale, così che la “differenza” non sia più fatta dell’impiego che ciascuno svolge bensì dal proprio valore umano e dalla propria saggezza. Naturalmente tutto questo non piace al ministro del Welfare (?), che predilige un Paese bloccato e incatenato nella propria mancanza di consapevolezza. Come, con questa come sempre fulminea (appunto) istantanea, ci racconta Giulia. Read more

Chiamati a salvare e rifare grande l’Italia Un nazionalismo necessario a rimotivarci E la rivoluzione culturale per “liberarci” “Educare è (era) il fine (anche) della Dc” Onestà/responsabilità di costruire futuro

maggio 2, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Scrive Rondolino che vivere significa “occuparsi” del presente, non di un inafferrabile futuro. Vale per la vita (appunto) dei singoli. Ma non per la politica. La politica è, costruzione del futuro. La politica è, occuparsi degli italiani del (sempre ulteriore) domani. O non è. E occuparsi del futuro è (sempre, ma tanto più oggi) rispondere alle chiamate della Storia. E oggi la Storia ci chiama a salvare e rifare grande questo Paese. Il modo per farlo, il Politico.it lo ha indicato lungamente, è (già) iscritto nelle vicende dell’Umanità. Perché la Storia è ciclica, o meglio è fondata su alcuni schemi fondamentali, come – per proseguire nel parallelismo – la dimensione individuale. Costruire il futuro altro non è, dunque, che reinterpretare il passato. O meglio: si tratta di “giocare all’attacco”, come dice spesso Pippo Civati, anche rispetto alla ciclicità della Storia. Siamo (i soli) padroni del nostro futuro. Ma nel farlo, nel promuovere una narrazione tutta nostra, quella che è cominciata mesi fa sulle pagine del giornale della politica italiana, finiremo inevitabilmente per ricalcare i tratti virtuosi segnati nel passato. Ce lo dimostra Giulia, oggi. Riproponendoci un passaggio di un fondo dell’allora direttore de Il Popolo, il quotidiano della Democrazia Cristiana, Guido Gonella. Era il 1944; la fine di un’era (buia) e, come insegna la “consolante dottrina del progresso” di Cattaneo, l’inizio, quindi, di un ulteriore passo in avanti. Gonella scrive che il fine essenziale della Dc è “educare le masse”. Il direttore del Popolo minim(al)izza - o meglio rende essenziale - un ragionamento che può essere portato alla sua sublimazione: “educare” non solo per rendere capaci di “deliberare” tra proposte politiche differenti, non solo per liberare dai demagoghi e dagli “avventurieri”. Ma per liberare (tout court). Liberare dalle limitazioni imposte dalla mancanza di consapevolezza di sé, ovvero dalla mancanza di Cultura. E che cos’è, questo educare della politica, se non la rivoluzione culturale di cui scrive da mesi il Politico.it? Significa rendere gli italiani liberi – di essere loro stessi; come italiani e come individui. Come italiani, attraverso un nazionalismo che svincoli da una subordinazione assimilata psicologicamente per la quale continuiamo a non sentirci degni di essere nazione, e dunque di poterci (pienamente) autodeterminare. Come individui, rifacendo della cultura il nostro ossigeno, e fornendo così a ciascuno gli strumenti della propria libertà. Un popolo, una nazione, che tornino ad essere coscienti (di sé), sono nella condizione di riprendere a scrivere la Storia, come hanno già fatto i loro avi. E di riportare così l’Italia, e con essa l’Europa, al centro del mondo (M. Patr.). Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Viene da piangere: quando finirà?

aprile 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Di fronte alle persone (coinvolte) che manifestano per il rischio che disastri come il terremoto a L’A- quila o l’incidente di Viareggio non trovino una (definitiva) risposta, attraverso i processi (fermati dalla prescrizione breve) o attraverso l’azione di compensazione e di rilancio, necessaria, della nostra politica (che non c’è), chi abbia un minimo di sensibilità non può che traballare. E trasalire. Questo è il momento dell’indignazione. Alla quale deve seguire però la fase della proposta. Sentiamo intanto Giulia. di GIULIA INNOCENZI Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi
Libia, se il governo è in stato confusionale

marzo 22, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Smentito dai piloti, il presidente del Consiglio aveva sostenuto che i no- stri Tornado, nell’azione per fermare Gheddafi, non avrebbero sparato. Ma poterlo fare è una conditio sine qua non per assicurare quella no-fly zone la cui costruzione è l’obiettivo della missione. Dalla disponibilità iniziale a “fare ciò che saremo invitati a fare”, fino al voltafaccia (di fatto si tratta di questo; doppio: prima nei confronti di Gheddafi, e poi) rappresentato dal “rammarico” (per il dittatore libico), il nostro esecutivo mostra di non sapere che pesci pigliare. E quindi di non poter esercitare alcuna leadership. Della cui assunzione da parte dei france- si ci lamentiamo. Ma se il protagonismo di Sarkozy è strabordante e rischia di portare l’operazione su sentieri di (una) violenza non contemplata e dagli effetti imprevedibili, e di alimentare un “riarmo” nazionalistico – come denunciato ieri da il Politico.it – la colpa è anche di chi, più “vicino” (in tutti i sensi?) alla Libia (di tutti), ha oggi una guida che non si dimostra tale. di GIULIA INNOCENZI Read more

Ora guardate il “Berlusconi”(?) del Cile(!) E’ presidente-imprenditore conservatore Ma (le) ha vendute tutte le sue proprietà E prepara la legge su conflitto d’interessi

marzo 1, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Si chiama Sebastien Pinera, la legge, ricorda lui stesso, «non mi obbligava a vendere nulla». L’ha fatto di «mia iniziativa». Perché si fa così. Siamo in Sudamerica, e non, ahinoi, nella più democratica (?) Europa. E tanto meno in Italia. Dopo il racconto di Virgilio Falco, ex dirigente nazionale della Giovane Italia dimessosi per prendere le distanze dalla politica autoreferenziale del presidente del Consiglio, Giulia ci consente di chiudere ancora una volta in bellezza. Con un altro racconto di politica vera. Quella onesta e responsabile condotta nell’interesse della nazione. di GIULIA INNOCENZI Read more

Qualcuno che si “ribella” comunque c’è Sono (più) giovani protagonisti del futuro Giulia: “Speranza per la classe dirigente”

febbraio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Virgilio Falco, responsabile per la scuola e dirigente nazionale della Giovane Italia, il movimento giovanile, appunto, del Pdl, lascia i propri incarichi per dissenso da una leadership, quella berlusconiana, che propone il modello di una politica autoreferenziale alla quale chiedere «quello che può darti e non quello che può fare per tutti». E Falco, invece, crede nella politica vera. Quella il cui ritorno il giornale della politica italiana prepara ogni giorno. E con la quale siamo felici di chiudere oggi. Proprio con uno di quei gesti di libertà, al di là di ogni cooptazione, di un giovane (per giunta Pdl) che il Politico.it invoca (e motiva) costantemente. Un modo di chiudere che è un po’ anche aprire (in tutti i sensi). di GIULIA INNOCENZI Read more

Libia, il rischio dell’isolamento per l’amicizia con G. Giulia Innocenzi

febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il genocidio libico è l’orrore più grande al quale assistiamo – dalle “nostre parti” – dai tempi delle due guerre mondiali e dei regimi totalitari. E, del resto, si tratta della “stessa” cosa. Lasciamo comunque da parte non, ovviamente, le morti ma, prima, la questione legata alla nostra dignità di Paese democratico e civile portato dal suo capo di governo a stringere rapporti privilegiati con personaggi del calibro di Gheddafi, Lukashenko, Ben Ali. Lo ha fatto, si dice, anche in ragione della realpolitìk. Lasciamo pure da parte anche che questo si traduce, in realtà, in una mera convenienza a volte (come nel caso dei legami con Putin) strettamente personale, nell’adempimento della propria funzione di primo ministro. Ma è proprio per ragioni di realpolitìk, scrive stamattina la giovane esponente Radicale e co-conduttrice di Santoro ad Annozero, che è scellerato avere scelto i dittatori come nostri partner strategici: la situazione poliico-diplomatico-strategica nella quale ci siamo venuti a trovare in queste ore, con il rischio di un’alienazione rispetto alla stessa Unione Europea e in generale dall’occidente per la “nostra” (?) persistenza al fianco di un uomo (?) che sta facendo strage del suo stesso popolo, ne è, oggi, la prova più evidente. Al di là di ogni teoria morale. di GIULIA INNOCENZI Read more

E rischia di saltare vero processo breve Mediaconciliazione, la giustizia è veloce Doveva entrar in vigore prossimo marzo Ma gli avvocati si son (rin)chiusi in casta Mobilitiamo per reale riforma giudiziaria

febbraio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ un nuovo istituto, introdotto lo scorso anno nella nostra legislazione, che offre un servizio molto semplice: prima di rivolgersi alla giustizia ordinaria, chi si trovi impelagato in una lite può andare dal mediaconciliatore che, con maggiore rapidità, minori costi per lo Stato e quindi per tutti noi, con l’effetto di decongestionare la giustizia civile ordinaria, «aiuta effettivamente le parti coinvolte a risolvere» il loro problema. Immaginate i benefici. Tanto che in altri Paesi d’Europa è già (ampiamente) in vigore. E’ una prima, vera riforma della giustizia, in grado di sciogliere il nodo che riguarda tutti noi: la lentezza di “movimento” del nostro sistema giudiziario. Con possibili ricadute positive sui cittadini, in primo luogo, direttamente, e indirettamente attraverso le ricadute (appunto) sull’intero sistema. Doveva entrare in vigore tra poche settimane. Ma la chiusura in casta di una categoria che, peraltro, non rischierebbe di essere del tutto esclusa dalle cause che verrebbero risolte con l’ausilio del mediaconciliatore (perché questi svolge la funzione di un “giudice”, e l’accompagnamento da parte di un avvocato può comunque essere utile), rischia ora di farla slittare di un anno. Con la (solita) possibilità che, alla fine, non se ne faccia nulla. Come a dire, quando scappa un provvedimento finalmente utile al bene del Paese ecco che, per carità, bisogna subito bloccarlo. Guai farci del bene. Il giornale della politica italiana, con Giulia Innocenzi che ci racconta – attraverso la segnalazione di Enrico Ottogalli – questa storia, pensa invece sia il momento di cominciare a fare il bene dell’Italia. Intanto vi racconta cosa sta accadendo. E continuerà a seguire – e a spingere perché venga “risolta” – questa vicenda. di GIULIA INNOCENZI Read more

Ma gli (attuali) leader(?) non se ne vanno E (of course) pensano (solo) a loro stessi D’Alema continua a inseguire(?) Veltroni Diciamolo: questa segreteria Pd ha fallito Genio di Giulia: ‘Scelta giusta x perdere’

gennaio 31, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il ragionamento dell’ex presidente del Consiglio, va detto per onestà intellettuale, partiva dal presupposto di una situazione di emergenza in cui a rischio ci fosse la tenuta democratica del nostro Paese. E questo scenario non è, ahinoi, del tutto escluso. Come abbiamo scritto giorni fa un Pdl pronto a mistificare la realtà è nelle condizioni psicologiche di compiere qualsiasi mossa, anche la più scomposta. E in questo caso sarebbe non solo auspicabile, ma, come dice lo stesso D’Alema, «doveroso» pensare ad una chiamata a raccolta di tutte le forze oneste e responsabili del Paese, in quel caso davvero, come per un vero e proprio Comitato di liberazione nazionale da una (nuova) forma di regime. Ancora: uno scenario del genere va fatto tutto ciò che è necessario per evitarlo, e, non potendo contare sulla destra (per le ragioni psicologiche di cui abbiamo detto), è comprensibile, e persino (altrettanto) doveroso, che il centrosinistra faccia ciò che è nelle sue possibilità per togliere il potere nelle mani di chi è in quelle condizioni psicologiche e, quindi, fare un nuovo governo senza di loro o andare alle elezioni – ma con la certezza – perché si tratterebbe, in quella prospettiva, di salvaguardare la democrazia – di vincerle. Di qui la proposta di Veltroni di una grande mobilitazione nazionale, anche per raccogliere l’assist ed il traino delle rivolte democratiche nel (resto del) Mediterraneo. Di qui, da quella premessa ma anche (è proprio il caso di dirlo?) dalla proposta di Veltroni, quella del(l’ex) leader Maximo. Ma se nel primo caso la «vocazione maggioritaria» del Pd è parte fondante di una sollecitazione organicamente Democratica (in tutti i sensi), nel secondo caso il Pd è, ancora una volta, relegato al ruolo di tessitore di alleanze, come in un passo indietro rispetto alle deliberazioni della direzione nazionale che avevano anteposto il programma a tutto ciò, e lo è, e viene compiuto un passo indietro, nell’ipotesi di un’emergenza nazionale che però rischia di essere, in primo luogo, quella dalemiana di rintuzzare i tentativi del suo competitore storico di riconquistare la leadership del centrosinistra.
La giovane esponente Radicale e co-conduttrice di Santoro ad Annozero, ad esempio, pensa che la strategia delle alleanze di Massimo sia il modo più efficace che l’opposizione ha per perdere delle elezioni che, altrimenti, vista la condizione in cui versa Berlusconi, sarebbero (pressoché) già vinte. Sentiamo. di GIULIA INNOCENZI Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Cara Nicole, riprenditi il tuo futuro

gennaio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La giovane esponente Radicale e co-conduttrice di Santoro ad Anno- zero si rivolge alla consigliera regionale della Lombardia eletta nel listino bloccato di Formigoni e coinvolta nei festini del premier. «Hai ancora la possibilità di riscattarti. Puoi finalmente raccontare la verità, addossarti le tue eventuali responsabilità e parando così te stessa e non “il culo flaccido” del Presidente». di GIULIA INNOCENZI Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi La politica secondo Nicole Minetti

gennaio 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Geniale (se fosse stata scritta da uno sceneggiatore) e, ad un tempo, raggelante definizione dell’igienista dentale del premier, oggi consigliere regionale della Lombardia (sic). La giovane esponente Radicale e co-conduttrice di Santoro ad Annozero, in attesa di andare in onda, questa sera, su Raidue alle 21.05, affronta ancora una volta meritoriamente la questione dei festini in casa del presidente del Consiglio dal punto di vista del decadimento, prodotto, della nostra vita pubblica e del costo (in tutte le sue forme) per gli italiani sul “suo” giornale della politica italiana. di GIULIA INNOCENZI Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi (Non) lasciano (solo) Silvio

gennaio 26, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La giovane esponente Radicale e co-conduttrice di Santoro ad Anno- zero ci consegna la fotografia di un primo (raro, accenno di) ammutinamento nei confronti del presidente del Consiglio. Ma sarà un’altra delle nostre grandi firme, più tardi, a certificare un abbandono molto più grave per Berlusconi. Ne riparliamo tra un po’. Intanto, trait d’union tra la narrazione di lunedì e quella di oggi, la prima reazione (negativa) in casa Pdl raccontata da Giulia: quella del sottosegretario Mantovano. di GIULIA INNOCENZI Read more

Donne decisive per rifare grande l’Italia Metà necessaria di una politica matura Che si compie ‘liberandole’ nella società In primo luogo c’è la questione culturale Giulia: tv le tratta come carne da macello

gennaio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Scrive Goethe che il primo errore che possano fare i giovani (valorosi) è rigettare, non fare propria una verità “conquistata” da altri prima di loro per mantenere la propria originalità. Che la televisione sia la chiave della nostra cultura popolare, e dunque della consapevolezza (di sé) della nostra nazione, lo dimostra lo stesso guasto che questa verità mette nelle condizioni di superare: il modo in cui la nostra mentalità è stata plasmata da questi trent’anni di tivù commerciale (di Berlusconi) e in particolare il trattamento riservato alle donne. Che si ripropone, oggi, paro paro fuori dagli studi televisivi e dai televisori. La rivoluzione culturale necessaria per tornare grandi passa dunque inevitabilmente attraverso (anche) il mezzo televisivo. E un passo fondamentale sarebbe partire proprio dal ruolo delle donne, per superare la concezione da “carne da macello” di cui ci parla tra poco Giulia, (e quindi/)ma anche per restituire loro la naturale dignità sociale e così risolvere i problemi che dalla proiezione (deviata) della loro immagine si ripercuotono sulla loro presenza e sulle opportunità che sono date loro, e quindi sul loro modo di vivere, nella società; e attraverso di questo – in una società che sia tornata a farsi politica – per attribuire alla politica italiana quelle facoltà, legate strettamente alla sensibilità e al punto di vista femminile, che oggi le sono in larga parte negate (anche perché quando appare che le siano state concesse ciò è avvenuto attraverso forme di maschilismo o di politicismo, e questo porta ad una selezione non democratica e così ad una attribuzione monca di quella stessa sensibilità), e con esse la possibilità di compiersi e, quindi, di essere nella condizione di preparare il nostro nuovo Rinascimento. E’ come se mancasse il pezzo fondamentale per completare la chiave che apre un grande portale, quello del nostro futuro. Metterlo al suo posto, accanto alla metà maschile, è il modo per accedere al futuro e lavorare per accedere al futuro significa (innanzitutto) fare proprio questo. La nostra narrazione di oggi è dunque dedicata alle donne, e, con esse, al nostro domani. Cominciamo con la giovane esponente Radicale e co-conduttrice di Santoro ad Annozero, che ci parla della questione culturale interconnessa con quella televisiva. E poi, con un’altra delle nostre grandi firme, scopriamo come vivono, oggi, le donne, nella nostra società. E non è (è proprio il caso di dirlo) un bel vedere. di GIULIA INNOCENZI Read more

Il commento. Ma i pm hanno (oggi) troppo potere di Annalisa Chirico

gennaio 18, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ci ritroviamo nostro malgrado a dover affrontare questo tema, mentre l’Italia va a fondo (anche per questo, in tutti i sensi). Il caso Ruby e quindi ancora una volta Lui, il presidente del Consiglio. Sul quale si stanno concentrando (proprio) tutti, senza capire che quello che conta, oggi, è concepire un domani per il nostro Paese rispetto alla cui costruzione Berlusconi è soltanto un sottilissimo e (ormai) fragile diaframma (per)ché, peraltro, sta per rompersi (da sé). Le stesse giovani umiliate che parlano degli incontri a Villa San Martino lo scoprono «invecchiato, imbruttito»: Berlusconi è alla fine della propria parabola, e non, perché ce lo stiano spingendo i giudici, e nemmeno per “colpa” di questo ennesimo scandalo; Berlusconi è alla fine della propria parabola per la più naturale delle ragioni: è vecchio, e non potrà durare (politicamente) ancora a lungo. Berlusconi che un brillante pezzo di Pigi Battista (sulla Stampa) di qualche anno fa associava a qualsiasi categoria della nostra vita pubblica (e non solo). Battista ne “dimenticò” solo una: la mente degli italiani. E soprattutto dei (nostri – ?) uomini politici, italiani. Soprattutto quelli di opposizione. Berlusconi è ormai un’ossessione dei Democratici (con la maiuscola ma in senso non restrittivo), la sola vera linfa vitale di quest’uomo (politico) che una classe dirigente finalmente ringiovanita (ma giovane anche nella mentalità, e non figlia di questo stesso tempo – passato – ad inseguire Berlusconi) avrebbe già spedito in soffitta. E invece no. E così persino il giornale della politica italiana, che è (in primo luogo) il giornale dei giovani under 30 – Dino Amenduni, Annalisa Chirico, Antonio De Napoli, Giulia Innocenzi, Marianna Madia, Riccardo Maraga, Attilio Palmieri oltre al direttore e alla redazione – è costretto a dargli spazio. Ma, allora, lo facciamo a modo nostro. Occupandoci non della vita di Berlusconi (politica o personale), ma, attraverso di essa, dell’Italia. Cominciamo con Annalisa Chirico, che pone la questione dello «strapotere» dei giudici. di ANNALISA CHIRICO Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi E Nicole Minetti se la ride

gennaio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della politica vera, fatta di concetti e scelte concrete per il futuro dell’Italia. Non ci soffermeremo più del dovuto sul caso Ruby. Se non, come ora con la giovane esponente Radicale e co-conduttrice di Santoro ad Annozero, per segnalare che “tutto questo” viene fatto ancora una volta alle nostre spalle, spesso con i nostri soldi. L’autoreferenzialità della nostra politica è un tutt’uno con la (mancanza di) “stile (di vita” – ?) che non ha a che vedere con le scelte “private” (in tutti i sensi), in quanto coinvolge strettamente la dimensione del potere e della vita pubblica, appunto a nostre spese (ancora una volta, in tutti i sensi). Nella foto: Nicole Minetti fotografata sardonicamente sorridente all’arrivo in Questura, a Milano, proprio in questi giorni, per le verifiche rela- tive al caso Ruby. di GIULIA INNOCENZI Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Scajola ha fatto scuola

gennaio 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La giovane esponente Radicale e co-conduttrice di Santoro ad Annozero affronta, oggi, il caso del prefetto di Genova, Musolino, la ristrutturazione del cui bagno – sia pure in un palazzo storico, palazzo Spinola: si parla di un appartamento di rappresentanza – ci è costata 100mila euro. A proposito di costi (sprechi) della politica e di taglio alla spesa. Giulia lo “legge” così. di GIULIA INNOCENZI Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Facciamoci furbi (per davvero)

gennaio 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’apertura della (intera) settimana è della giovane esponente Radicale e co-conduttrice di Santoro ad Annozero. Giulia che affronta il tema di Fini presidente della Camera. Ma non, per (im)porre la questione delle sue possibili dimissioni (o no? In tutti i sensi), bensì per farsi portavoce di una richiesta “popolare” (la legittima pretesa) che si ricollega al discorso del giornale della politica italiana sui costi (e gli sprechi) della politica: Fini non usi i benefit – tra cui l’auto blu – che gli sono riconosciuti in quanto capo di Montecitorio per le sue attività di uomo “di parte”, non delle istituzioni ma politico. Il denaro che finanzia i servizi di cui dispone è pubblico e serve per assicurare funzioni pubbliche, e non, ancorché politicamente, “private”. di GIULIA INNOCENZI Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Ecco perché dal Pd ora non arriva la svolta

gennaio 7, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nella lettera al Messaggero in cui Bersani riprende, di fatto, il discorso del giornale della politica italiana sul declino ineluttabile del nostro Paese se la nostra politica (non più) autoreferenziale di oggi non imprimerà, subito, un cambio di passo, Pigi si limita appunto a fare questo, riportando il filo della (nostra) «narrazione» nell’alveo della proposta a «tutte le forze di opposizione» della (solita) alleanza che riassuma l’intero arco antiberlusconiano dello schieramento politico (?) italiano. Non c’è, in quella lettera, nessuna proposta politica e tanto meno riferimenti a quel progetto organico e complessivo che il Politico.it ottenne di far entrare nel vocabolario bersaniano, salvo non vederlo sostanziare – da parte sua – in nulla di concreto. E qui si inserisce Giulia. Che il giorno dell’Epifania passa sul sito Democratico. E trova questa prova del nove…
di GIULIA INNOCENZI Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Sei di destra? Te la fai sotto!

gennaio 5, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nuova puntata della rubrica della giovane esponente Radicale e co-conduttrice di Santoro ad Annozero. Oggi Giulia analizza la nostra politica attraverso lo “spettro” (in tutti i sensi) di una scoperta scientifica che attribuisce alle persone conservatrici una tendenza ad una maggiore prudenza e refrattarietà ai cambiamenti, a quelle di sinistra maggiore “coraggio”. Posizioni che, c. v. d., vengono ribaltate (leggi: sconvolte, anche qui, in tutti i sensi) nella politica italiana di oggi.
di GIULIA INNOCENZI Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Made in miseria, l’Italia accattona

dicembre 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ecco come la politica italiana autoreferenziale di oggi sta riducendo il nostro Paese. Ecco (ancora una volta) come ci vedono fuori dai nostri confini. di GIULIA INNOCENZI Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Preservativoleak

dicembre 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Gli accessi crescono quando interviene Giulia. Oggi è (più) bruciante (del solito): poche battute per “mettere a posto”, con il “pretesto” (anche qui) del caso Assange, (anche) sua Santità.
di GIULIA INNOCENZI Read more

E’ vero boom per governo de il Politico.it Segno che è quel che la gente ora vuole L’esecutivo di (quei) giovani, su un’idea Un governo al (solo) servizio del Paese

dicembre 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E oggi lo comple- tiamo, “assegnando” gli ultimi ministeri “necessari”. Ma il cuore del progetto sta nella prima parte, letta ieri da migliaia e migliaia di (nuovi) lettori. Un grande successo, che conferma la popolarità dei “ministri”. E dice che il giornale della politica italiana ha (anco- ra una volta) visto giusto: l’onestà, la responsabilità sono la chiave per rifare grande questo Paese. Il Pd si faccia “partito dell’Italia”, si disponga a fare solo il bene della nazione a prescindere da ogni (precedente) rappresentanza di specifici interessi, e, come ieri il Politico.it, farà boom. Ma deve sentirlo davvero. Nella mente e nel cuore. E lasciarsi alle spalle ogni egoismo. Cosa c’è di più “egocentrico” che essere parte decisiva del processo che rifarà grande l’Italia? di MATTEO PATRONE
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a) – Nostra destra conosca (lei per prima) la rivoluzione liberale (che può regalarci) La propaganda (tv) non responsabile (?)

novembre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il primo dei due episodi è affidato al racconto di Giulia. Fitto che a Ballarò – dopo la telefonata del premier – non si comporta più nello stile (che, come le parole con il pensiero, è sostanza) richiesto dal suo ruolo pubblico (quello di uomo politico e, tanto più, di ministro). Ecco in che senso. di GIULIA INNOCENZI Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Cosa fa(ra)nno i Radicali il 14/12?

novembre 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Pannella sembra pensarci e la co-conduttrice di Santoro ad Annozero non ci sta: «Non si dà la fiducia solo perché viene rievocata la “rivoluzione liberale” promessa e mai realizzata dal ’94». E spiega: «Se così fosse, non rinnoverò la mia iscrizione al partito». Giulia (con la sua rubrica sto- rica) sul giornale della politica italiana. Read more

il Politico.it ha ‘cuore persone più deboli Ma modo per aiutarle non è sindacalismo Il modo per aiutarle è rifare grande l’Italia Nel 2010 9 detenuti under 30 morti suicidi Giulia: ‘Non vedono via uscita da inferno’

novembre 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

In copertina ci vanno i loro nomi. Perché dobbiamo vedere. Sono ragazzi come tanti di noi, pieni di speranze. Anzi no. Loro vedono il buio di un’esistenza finita. Il carcere li deve restituire alla vita e alla società di modo che quest’ultima se ne possa giovare e valorizzarli. Non è giusto che muoiano. Ecco la riforma della giustizia. Non, il Lodo Alfano. Nemmeno la separazione delle carriere (non c’è una necessità). I processi brevi, quelli veri. E le condizioni di vita (?) nelle carceri. di GIULIA INNOCENZI

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In generale sia “no” al burqa, d’accordo Ma è giusto ‘dirlo’ con un (altro) divieto? E intanto proponiamo il modello-velina(?)

settembre 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sul giornale della politica italiana, ve ne sarete accorti, care lettrici, cari lettori, non leggete né dei “ritorni” di Veltroni né di “Berlusconi”, ovvero della politica politicistica autoreferenziale di oggi (tranne nella doverosa nota di cronaca di fine giornata). il Politico.it preferisce occuparsi del domani del nostro Paese, spingendo l’attuale nostra politica verso di esso, e preparandolo. Così, dopo avere studiato il sistema istituzionale tedesco ed avere affrontato il tema-immigrazione cercando di smuovere l’autoreferenzialità, ancora, del centrosinistra, usciamo con un breve commento di Giulia che, come sempre, spiazza: non rischiamo, ritrovandoci tutti d’accordo sulla necessità di affrontare con (peraltro) un ulteriore divieto il problema della copertura integrale del volto per le donne di religione islamica, di dimenticare che la vera questione è culturale e riguarda non solo la tradizione (eventualmente d’importazione) di altri Paesi, ma anche la nostra (tragica) attualità? Nella condivisione bipartisan della nostra politica autoreferenziale di oggi scorgiamo, lo diciamo con molto rispetto ma anche con convinzione, una certa nota di ipocrisia. Ce ne parla comunque la giovane co-conduttrice di Michele Santoro ad Annozero, in queste poche righe. Read more

Dibattito su legge elettorale, l’Italia ha il suo sistema: è il Mattarellum

settembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Quello spagnolo, doppio turno alla francese… Il nostro Paese ha una soluzione in casa, originale, adatta alle sue peculiarità, che ha già dimostrato di funzionare, sulla quale hanno avuto modo di esprimersi a favore un po’ tutti, a parte i due estremismi (in tema di riforma elettorale) della politica italiana: i sostenitori del Porcellum, che lo vogliono mantenere perché favorisce il loro rendimento elettorale e consente loro di detenere un controllo sui parlamentari eletti; i sostenitori del proporzionale puro, i quali subordinano la loro preferenza ad una ricomposizione dell’arco costituzionale che li vedrebbe più o meno protagonisti. Invece la legge elettorale deve servire all’Italia, e ha già dimostrato di sapere assolvere a questa funzione il meccanismo che mette a sistema un 75% di uninominale e un 25% di proporzionale. Una legge per tornare alla quale basterebbe l’abrogazione dell’attuale. Una legge italiana, uno dei pochi frutti della visione politica del nostro Paese degli ultimi quindici anni, che nessuno riesce a “vedere” allo stesso modo in cui nessuno – a parte questo giornale – sembra riuscire a vedere soluzioni efficaci per il futuro. Nello specifico, il maggioritario restituirebbe ai cittadini la possibilità di scegliere parlamentari e governi, come chiede l’appello del Corriere, garantendo contemporaneamente la rappresentanza territoriale del collegio; mentre la quota proporzionale assicurerebbe l’esistenza di quelle forze non allineate che, nondimeno, hanno una ragion d’essere per la nostra politica. Non una forzatura in senso maggioritario, non un ritorno al passato come vorrebbe D’Alema. Ed è proprio di quest’ultimo e della sua vocazione minoritaria che ci parla la nostra Giulia Innocenzi. Read more

Ed ecco anche una seria alternativa a ddl “Udienza-filtro stabilisca cos’è rilevante” Garantito equilibrio privacy-informazione

luglio 13, 2010 by Redazione · 2 Comments 

La proposta è del presiden- te dell’Anm, Luca Palamara: «Le parti si incontrino e decidano cosa, del materiale intercettato, ha a che fare con l’indagine, e dunque cosa può essere pubblicato e cosa no». In questo modo si garantisce il diritto alla privacy – che vale certamente quando ciò che si dice non è di interesse pubblico – ma anche il diritto all’informazione – che prevale se ciò che si dice riguarda la cosa pubblica e configura profili di inopportunità o, peggio, di illegalità – Una soluzione onesta e responsabile, che non può che incontrare il consenso di tutte le persone oneste e responsabili. Chi si ostinasse a rifiutare anche questo, semplicemente non vuole che nel nostro Paese i crimini vengano a conoscenza di tutti noi e desidera (che si possa) fare e disfare alle nostre spalle senza che noi lo possiamo sapere. Il servizio, all’interno. di GIULIA INNOCENZI Read more

Bocchino: gravi intercettazioni su Verdini Ma se ora passa il ddl non sapremo nulla Allora nuova P2 sarà libera di manovrarci Innocenzi: “Liberali, sicuri di volere ciò?”

luglio 12, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è il luogo privilegiato del dibattito pubblico della nostra politica. Ma sulle nostre pagine si alternano solo le maggiori firme e i giovani più interessanti del panorama politico italiano. Per un dibattito all’altezza di quello che dovrà essere il futuro del nostro Paese. Oggi un grande Crespi “morale” tra Mondiale e nostra politica. Poi l’intervento di Simone Bressan, uno dei più promettenti nella metà campo di centrodestra. E ora Giulia, che dopo il grande successo del pezzo con cui ha smontato il ddl Meloni torna con un affondo a quanti, professandosi liberali, sostengono la tesi della “priorità alla riservatezza” brandita dal presidente del Consiglio per racimolare un po’ di consenso intorno alla cosiddetta legge-bavaglio. Bavaglio che, ci spiega la co-conduttrice di Santoro ad Annozero, nel caso dell’inchiesta sull’eolico che porta alla luce l’esistenza di una nuova congrega d’affari e politica che avrebbe tentato di influire sul regolare svolgimento della nostra vita appunto politica e giudiziaria, andrebbe a nasconderci la verità sul ruolo e sul comportamento del coordinatore Pdl, che un suo compagno di partito, per quanto dissidente della fronda finiana, definisce privi probabilmente di rilievo giudiziario ma tali da rendere inevitabili le dimissioni. Ovvero, care lettrici, cari lettori, stanno cercando di impedirci di sapere cosa un uomo che ha un peso rilevantissimo nella politica italiana – è, di fatto, il numero due (o tre, con Letta) del presidente del Consiglio – ha fatto che, a detta dello stesso Bocchino, non è per così dire proprio nell’interesse del Paese. Ora, di fronte a que- sto, regge la tesi della riservatezza? Prova a districa- re la questione – per chi non vuole capire – Giulia. All’interno. Read more

Ma per cos’è scoppiata la rissa in aula (?) (Ora) scopriamo contenuti del ddl Meloni Mussolini: ‘Milioni alle ‘sue’ associazioni’

luglio 8, 2010 by Redazione · 5 Comments 

12 milioni di euro destinati a fantomatiche “comunità giovanili”. Ma le vere finalità sono «politiche». Parola non di Barbato ma della deputata Pdl. Secondo il j’accuse della Mussolini i fondi andrebbero a gruppi di destra. L’intento, non dichiarato, sarebbe di favorire propaganda e proselitismo. Un altro tassello della strategia della maggioranza per imporre o, a questo punto, consolidare e radicare la propria egemonia culturale. Dunque soldi pubblici usati per finalità, più che “politiche”, di parte. Fin qui il dibattito pubblico. Ma il giornale della politica italiana è un giornale onesto e responsabile. E come sapete non ama limitarsi a registrare il ronzio di fondo della nostra politica autoreferenziale. Siamo allora andati a vedere cosa prevede nel dettaglio il ddl Meloni. E, adesso, ve lo raccontiamo. di GIULIA INNOCENZI Read more

E mentre ora il governo (?) va in crisi (?) c’è chi invece v’è già dentro da un pezzo E’ (ri)cresciuto divario tra ricchi e poveri (che significa pure più poveri più poveri) (Solo) noi lo raccontiamo e poi rilanciamo

luglio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ un lusso per il giornale della politica italiana aprire, nelle ore di un (ripetuto, o troppo a lungo rimandato) redde rationem nel Pdl, con un pezzo-denuncia sul crescente livello di povertà nel nostro Paese? No, non lo è. Per due ragioni (l’una legata all’altra). La prima è che questo è e rimarrà il giornale della politica vera, quella fatta di visione e scelte concrete per il futuro dell’Italia. E la seconda è che siamo così anche perché questo interessa ai nostri lettori: il Politico.it è un grande giornale prima di tutto per la qualità, la serietà, l’onestà e la responsabilità dei suoi lettori. Che mostrano di gradire quando il giornale della politica italiana, accanto naturalmente al doveroso racconto della stretta attualità (politica), dà il proprio (grande) contribuito, alto e insieme concreto, sostenibile, per la costruzione del nostro domani. E allora. E’ notizia di ieri che il tasso di diseguaglianza nella distribuzione del reddito in Italia è aumentato del 6% dal 1991 ad oggi. Il che significa, certo, che ci sono persone che sono più ricche (e di per sé questo non è certo un fatto negativo), ma anche che ce ne sono (di più) di più povere. E questo, per un Paese civile e democratico, è assolutamente inaccettabile, ma non per una mera (e gelida) questione di principio, ma perché tutto questo significa persone che si trovano costrette a vivere per strada, persone che faticano a procurarsi di che vivere e, soprattutto, che non possono offrire alcuna garanzia di futuro ai propri figli. E pire il Politico.it non si limita alla denuncia-invettiva; e (ri)lancia la propria proposta. I tappulli (le toppe) proposte dall’opposizione sono inefficaci quasi quanto l’autoreferenzialità – chiamiamola così – della maggioranza. E’ necessario, lo abbiamo scritto più volte, un completo cambio di rotta, un ribaltamento di prospettiva, con il coinvolgimento di tutti. Un’Italia che faccia un enorme passo in avanti verso la risoluzione del problema della disoccupazione e della precarietà del lavoro attraverso l’istituzione di una rete di formazione permanente, che accompagni contemporaneamente l’innovazione, che deve diventare la nostra stella polare; e insieme un Paese fondato sulla cultura, nella quale la cultura cessi di essere una voce del bilancio e divenga IL bilancio, il che non può che accrescere ulteriormente la nostra ricchezza (anche materiale) e creare più opportunità per tutti, in un circolo virtuoso che andrebbe ad innestarsi nella spinta per l’innovazione e nell’adeguamento del sistema economico (e del lavoro) a tutto questo. Yes we can, potremmo dire. Se solo avessimo una politica italiana che si occupa di questo. E invece – non è affatto demagogia, abbiamo appena avanzato proposte concrete, e sostenibili – si dibatte di Brancher e di rese dei conti nel Pdl. Naturalmente parleremo anche di questo: è nostro compito. Ma permetteteci, care lettrici, cari lettori, di aprire così. Il pezzo, all’interno, è di Giulia Innocenzi. Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Se non lo sa lei!

giugno 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Si parla dell’ormai famigera- to (è proprio il caso di dirlo) sondaggio dell’Espresso sul possibile, futuro leader Democratico, sul quale intervenne da noi Pina Picierno. Il “tema” torna d’attualità perché sul supplemento del sabato del Corriere la retroscenista sul Pd, Maria Teresa Meli, lo ha richiamato. E lo ha fatto per criticare Pippo Civati, reo – secondo la ricostruzione della Meli – (con gli altri) di avere taroccato l’esito della consultazione facendo votare in massa (ovviamente per sé) propri adepti. Giulia smonta la tesi basandosi sulle ricostruzioni dei blog di quei giorni, ma soprattutto dice no a quello che è diventato uno sport (della stampa moderata) nazionale: colpire i giovani Democratici. Lei stessa, e ce lo racconta, finì nel tritacarne. E tuttavia ribadiamo – in chiave costruttiva – ciò che avevamo già scritto più volte: i futuri(bili) leader del centrosinistra si dedicano troppo alla competition (anticipata, una sorta di caccia alla pole) tra di loro e poco al Paese e, soprattutto, al (suo) domani. Il leader ideale del Pd è colui che mette (la formulazione del)le idee e l’interesse della nazione non davanti, ma al posto del proprio interesse personale. Su Civati, in questo senso, sospendiamo il giudizio. Giulia ora. Sentiamo. Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Paradossi calcistici

giugno 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi è il giorno del processo alla Nazionale di Lippi. E della ricerca delle cause di un fallimento (sportivo). Repubblica, Corriere e Stampa dedicano dalle 10 alle 13 pagine, le prime, all’Italia (quella calcistica). Si può accettare, anche se in un Paese con un’altra cultura (civile) ciò non sarebbe accaduto. Specie in un momento di crisi (di fondo e acuta) della nazione. Oltre tutto ciò allontana gli italiani dalla percezione di ciò che sta davvero avvenendo. Ed è così che anche la nostra politica, quella becera, quella autoreferenziale, può permettersi di macchiarsi, nella giornata della partita della Nazionale, di un fatto grave come la nomina a ministro di Brancher perché potesse utilizzare, come ha effettivamente fatto ieri, lo scudo del legittimo impedimento per sfuggire ai propri guai giudiziari. Il giornale della politica italiana sceglie allora una via mediana, parlando della nostra politica – e dell’Italia, quella vera – e parlando anche un po’ (poco) di calcio. Lo fa con Giulia, che analizza il commento di Calderoli all’uscita prematura della nostra rappresentativa chiedendosi se il ministro, e dunque la Lega, non si stiano accorgendo che la loro linea sulla cittadinanza è antistorica. E non fa (dunque) il bene dell’Italia.      Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Il partito è mio e me lo gestisco io

giugno 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Di Pietro dunque indagato per, è l’accusa, avere intascato – attraverso l’associazione Italia dei Valori, da non confondersi con il partito – i rimborsi elettorali per le Europee 2004. Il giornale della politica italiana è, ovviamente, garantista, e attende gli esiti degli accertamenti della procura. E d’altra parte la questione giudiziaria interessa fino ad un certo punto. Nel senso che, se si va a vedere, come ha fatto Giulia, cosa prevedono le «norme transitorie» dello statuto del partito-Idv si scopre (o meglio, si ha la tragica conferma) che l’Italia dei Valori è, di fatto, un partito di “proprietà” di Di Pietro, nel senso che – secondo ciò che prevede la carta fondamentale – l’ex pm può, anzi “deve” disporne a proprio piacimento. Il che, scrive la co-conduttrice di Annozero con Michele Santoro, rende inevitabili delle degenerazioni. Che possono essere legali o illegali. Ma ciò non cambia la sostanza: Idv è un partito personale a democrazia limitata, altro esempio di quella concezione proprietaria della politica figlia dell’involuzione della nostra (cultura) politica (appun- to) che impoverisce la democrazia e, certo, non costituisce un toccasana contro l’autoreferenzialità e una gestione sana della cosa pubblica.  Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Il disagio dei (giovani) “compagni”

giugno 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Giulia, i nostri lettori più affezionati – ma ovviamente non solo – lo sanno bene, si fece conoscere candidandosi alla guida dei Giovani Democratici e ottenendo un grande risultato nono- stante non avesse con sé neppure un pezzetto di apparato. E tutt’oggi guarda da vicino all’esperienza – fallimentare, ed è un nostro giudizio – del movimen- to giovanile del Pd. E’ dunque una delle voci che ha maggiore senso ascoltare oggi che il dibattito interno ai Democratici si svolge sull’asse GD (o, meglio, cinque di loro: nel pomeriggio sono arrivate smentite da parte degli organismi del movimento circa un loro diretto coinvolgimento nella vicenda)-Bersani sul tema, come abbiamo raccontato e commentato stamane, dell’uso di “compagni” come appellativo tra le persone che si riconoscono nel partito. E l’opinione di Giulia è che sarebbe, per così dire, politicamente più maturo essere portati a fondare il proprio disagio su altre questioni di maggiore urgenza per il Paese. Sentiamo.            Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Ora legalizzare la prostituzione (?)

giugno 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il luogo privilegiato del dibattito pubblico della nostra politica. Che ali- menta con la propria linea moderna e lungimirante – questo è il solo giornale in grado di far convivere sensibilità di destra e di sinistra, purché oneste e responsabili; un grande laboratorio anche per il futuro del Paese, oltre alle idee che il Politico.it offre quotidianamente alla nostra politica – e con i contri- buti delle sue grandi firme. Il tema della legalizzazio- ne (e, per quello che vale in questo contesto, conse- guente possibilità di tassazione), o meno, della prostituzione è tornato al “centro” del (o, meglio, un po’ defilato nel) confronto in Parlamento. Giulia lo affronta a partire dalla propria posizione, molto netta a favore dei “sì”. Ma il suo è comunque uno spunto (utile anche, o soprattutto, a chi la pensa diversamente) per riflettere. Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Marzulliamo

giugno 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è l’unico grande quotidiano in grado di proporre il filo di una narrazione nel corso di una o più giornate. Questa settimana abbiamo scritto del presidente della Camera e del suo atteggiamento rispetto al ddl intercettazioni. Abbiamo visto con Pietro Salvatori che la partita è tutta interna al Pdl. E contemporaneamente (ri)scoperto ieri un Fini per il quale (sulla cosiddetta legge-bavaglio) non è ancora (stata) detta l’ultima parola, che vuole essere (idealmente) lui a pronunciare favorendo ulteriori modifiche nel corso del passaggio alla Camera. E (anche) per questo il Politico.it ha rilanciato una prospettiva aperta per primo dal nostro direttore su una possibile, futura (parte della) politica italiana fondata sull’onestà e la responsabilità nella quale non ci siano distinzioni tra destra e sinistra, ma un ideale orientamento a fare solo il bene del Paese, l’interesse (nello stesso momento: è possibile, se non si confonde interesse con interessi) di tutti gli italiani. Oggi Giulia – in una prosecuzione del nostro “racconto” – nota un passaggio dell’intervento di Fini e ce lo segnala: un passaggio nel quale l’ex leader di An si «fa una domanda e (contemporaneamente) si dà una risposta»: «Perché stringere i tempi di approvazione del ddl prima dell’estate – si chiede retoricamente il capo di Montecitorio – come se ci fosse un nemico da combattere?». Giulia. Sentiamo. Read more

E anche Giulia “risponde” al premier qui “Se a L’Aquila non è stato fatto granché Ma esiste ancora (…) la libertà di critica”

giugno 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le parole di ieri del presiden- te del Consiglio, delle quali vi abbiamo dato conto con Ginevra Baffigo, sono state rintuzzate efficacemente a Ballarò dalla professoressa Irene Tinagli, alla quale abbiamo dedicato la nostra copertina. Oggi è la giovane esponente Radicale a rincarare la dose, entrando ancora di più nel merito (della specifica “sparata” – è proprio il caso di dirlo? – sulle possibili reazioni violente da parte degli aquilani ad una eventuale, prossima visita della Protezione civile, per l’accusa, sostenuta da un pm, della mancata previsione-avvertimento dell’imminente terremoto). Giulia, che per il giornale della politica italiana tiene d’occhio con particolare attenzione le uscite del Cavaliere, analizza con la solita efficacia le dichiarazioni di Berlusconi. E ne trae questa conclusione, lanciando contemporaneamente un tema. La conclusione è che il premier avesse in mente l’insoddisfazione (per usare un eufemismo, con tutto il rispetto per la sofferenza degli abitanti de L’Aquila) degli aquilani rispetto agli interventi post-sisma del governo, e a questo facesse riferimento quando paventava un fantomatico rischio di «spari». La co-conduttrice di Michele Santoro ad Annozero fa notare che esiste ancora la possibilità di contestare civilmente ciò che si ritiene non vada; una possibilità che, aggiunge Giulia, manteniamo «al momento». Le pressioni sulla Rai, le antiche minacce-richieste alle aziende di non comprare più pubblicità su «certi quotidiani» (Repubblica), l’insofferenza per ogni forma di critica (che emerge anche in questo caso), la stessa apposizione della fiducia sul ddl intercettazioni che nega qualsiasi (prosecuzione della) dialettica interna alla maggioranza sul provvedimento, a sua volta strumento non solo di illegalità (per sé o per gli altri, poco importa) ma anche censorio, sono tutti sintomi di una sindrome che può essere definita (appunto) come insofferenza psicologica o, ideologicamente, o più nella contingenza politicamente, illiberalismo. Per usare, ancora una volta, un eufemismo. E alla quale non va dato modo di dilagare. Va rintuzzata, come ha fatto Irene Tinagli e come fa ora Giulia Innocenzi dalle colonne del giornale della politica italiana. Sentiamo. Read more

Ma qualcuno ci ha guadagnato dalla crisi Per i nostri prefetti l’aumento di 630 euro Scattato 20 giorni prima della Finanziaria Innocenzi ci svela come aggirano blocco FOTO: Ed ecco il documento dell’accordo

maggio 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La categoria più colpita dalla Finanziaria di Tremonti sono i dipendenti pubblici. Sì, ma non tutti. Come il giornale della politica italiana è in grado di mostrare, per i capi delle Prefetture non scatteranno né congelamenti né tagli. O meglio: il blocco ci sarà. Ma arriva dopo che i prefetti si sono visti aumentare considerevolmente lo stipendio. Lo scoop è di Giulia, che ci racconta questa storia. Così. Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Dedica all’Italia

maggio 26, 2010 by Redazione · 1 Comment 

L’opinione pubblica, dicevamo. Quel complesso (unitario) delle “convinzioni” dei cittadini che, essendo informati, e avendo la capacità critica di formarsi un’idea consapevole della cosa pubblica (appunto), costituiscono un “attore” che, attraverso il voto, ma anche altre forme di partecipazione, incide in prima persona nelle scelte di un Paese. Opinione pubblica che viene minata da un’informazione parziale o non plurale, che più viene motivata (a partecipare) più si rafforza, e favorisce la guida democratica e saggia di una nazione. E’ l’idea del «coordinamento» lanciata dal nostro direttore, ed è l’idea alla quale fa riferimento Giulia nel commentare un passaggio di un’intervista al Corriere di Elio Germano, l’attore premiato a Cannes che, come vi abbiamo raccontato, ha polemizzato con il governo per il suo ostracismo nei confronti del nostro cinema e non solo. Germano che rappresenta quella figura di protagonista della nostra società impegnato – in quel ruolo che può essere degli artisti come degli intellettuali – che può costituire un’avanguardia di quella opinione pubblica forte e motivata e che può contribuire, con il suo esempio, che ora con Giulia vogliamo dare, a formare e, quindi, a mobilitare. Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Sfido chiunque

maggio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nell’immediata vigilia della puntata di Annozero in cui Michele Santoro spiegherà il senso della sua scelta di accettare la chiusura del programma, un prepensionamento entro due anni il tutto per una lauta (è proprio il caso di dirlo, in tutti i sensi) buonauscita (e dunque di darla vinta a chi voleva, fortissimamente voleva  - e chiedeva, compulsivamente chiedeva – la cancellazione della trasmissione di Raidue), la giovane co-conduttrice del “tribuno”, come qualcuno lo ha definito, della nostra informazione (ma anche i detrattori non potranno non riconoscere – al di là di uno stile “politico” che, del resto, caratterizza anche questo giornale e del quale non saremo certo noi a contribuire alla stigmatizzazione – l’importanza di un giornalismo che, solo, racconta il Paese così com’è veramente, svolgendo una fondamentale funzione sociale) commenta per il giornale della politica italiana un’altra dichiarazione (proprio) del presidente del Consiglio. Giulia dunque. Sentiamo. Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi La morale coi soldi

maggio 14, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il presidente del Consiglio è celebre, anche, per le proprie gaffe, o per meglio dire per quelle frasi rivelatrici che esprimono il suo vero modo di vedere le cose, al di là di ogni sforzo (o abitudine) politically correct. In parte Berlusconi lo fa scientemente, in parte, appunto, si tratta di espressioni non consapevoli in quanto radicate nella concezione del Cav. La giovane esponente Radicale ne ha colto, oggi, un’altra, la cui radice – ovvero il pre-giudizio che ne sta alla base – Berlusconi condivide, del resto, con una parte del “popolo”, altro sintomo di un populismo che confina con la demagogia e anche con la piena identificazione del premier nell’arci- italiano.

Il capo del governo rassicura circa la propria moralità nei fatti, rispetto alla tentazione della corruzione, in quanto persona che ha già una grande disponibilità personale in termini economici e il cui «spirito non può essere la ricerca di un arricchi- mento». Giulia ne trae queste conclusioni. Sentiamo. Read more

Ma ci stiamo tutti dimenticando della crisi Quella delle persone cadute in povertà Ma questo è il giornale della politica vera Cestinato pezzo di politique politicienne Ecco invece storia raccontata da Giulia

maggio 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana cerca faticosamente di contribuire a ribaltare l’agenda della nostra politica – e degli altri media, che «in Italia si occupano solo delle beghe tra politici e non dei contenuti» – imponendo fatti concreti, delle persone, e il confronto sulle scelte per il futuro dell’Italia. Uno sforzo che, badate bene, non ci costa nulla in termini di accessi: quando il nostro giornale si occupa di ricerca, o di energia rinnovabile, l’interesse aumenta e le visite hanno un picco. Com’è normale che sia, in generale e a maggior ragione in un Paese che ha bisogno come il pane di un po’ di serietà e di concretezza. Dunque è solo un problema di cultura (politica).

Che noi facciamo la nostra parte per cercare di cambiare. Ma abbiamo parlato anche troppo di noi. Il “protagonista” – suo malgrado – del primo racconto di oggi è una delle vittime della crisi economica, quella che per qualche tempo, a detta del governo, «non c’è (stata)», e per la quale, oggi che «c’è (ma è in via di risoluzione)», non si prendono provvedimenti. Si lascia, cioè – perché questa è la realtà delle cose – che persone come Antonio Trapani, colui della cui vicenda la giovane esponente Radicale (e Andrea Onori, ogni giorno in prima linea nella difesa delle persone più deboli) ci riferisce oggi, possano finire sulla strada o vedano la propria vita crollare in un «tunnel esistenziale», quello del quale ha scritto, con grande forza evocativa, Concita De Gregorio. Una storia che parla da sé: è (anche) la storia della totale autoreferenzialità della nostra politica, e delle istituzioni, piene di «parole vuote» e che non muovono un dito nemmeno di fronte a drammi come questi. Oltre, naturalmente, a non fare nulla per cambiare lo stato delle cose ed evitare che si possano verificare (di nuovo). Sentiamo. Read more

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