Top

***L’intervento***
SI’, LA VERA EMERGENZA E’ LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE (NON RUBY E FINI)
di MARIANNA MADIA*

febbraio 3, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Come abbiamo visto ieri, «quasi un terzo dei giovani non studia e non lavora». E dai giovani dipende l’Italia del futuro, che sarà sulle loro spalle. Se, oltre a non lavorare e a non costruirsi una pensione – non è il solo problema – molti di loro non gettano basi per il loro domani “attivo”, anche il domani del nostro Paese è in pericolo. Continua la narrazione del giornale della politica italiana sui giovani. Giovani dai quali, soli, può partire la scossa per la salvezza e il rilancio dell’Italia, così come l’Egitto rinasce grazie ad una popolazione dall’età media imbarazzante (per noi) – 24 anni! – mentre noi rimaniamo appesi al presidente del Consiglio e alle nostre amenità – mentre il Paese va a picco – a causa della nostra gerontocrazia, dell’eccessivo squilibrio di potere tra giovani e vecchi. Mentre molti altri grandi quotidiani si occupano della politica politicante, il Politico.it è il giornale della politica vera, quella fatta di scelte concrete per il futuro dell’Italia. Dopo il grido d’allarme del nostro direttore, che evidenzia come le politiche giovanili, oggi, altro non debbano essere che politiche per la costruzione del futuro dell’Italia, tocca alla deputata Democratica rilanciare il tema. Lo fa annunciando un’interro- gazione parlamentare per chiedere al governo se intende fare qualcosa. di MARIANNA MADIA* Read more

Diario politico. Pd ci (ri)ascolta (di nuovo) Il futuro dell’Italia passa (soltanto) di qui Bindi a ottobre: ‘Siamo partito del Paese’ Ieri Bersani: “Solo Pd può (ri)costruirlo” (Vi) salvate se vi concentrate su un’idea Se l’avete sentiamola. Altrimenti, eccola

gennaio 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Era l’8 ottobre 2010. Ultima direzione nazionale Democratica prima di quella di ieri. Rosy Bindi raccoglie la sfida lanciata dal nostro direttore, e per la prima volta fa sua l’ipotesi di un Pd che si faccia «partito dell’Italia», superando la rappresentanza di specifici interessi e disponendosi a fare il bene di tutto il Paese. La sua missione storica, in un momento in cui l’Italia si trova di fronte ad un bivio: da un lato la strada che scende, quella del declino; dall’altra la possibile salvezza e – in unico tempo – la possibilità, in virtù delle proprie risorse intrinseche, di tornare grande. La «riscossa italiana», come la chiama, usando il proprio linguaggio, Pierluigi Bersani. Ma che nasce qui, su quel giornale della politica italiana che è il principale (nuovo) consigliere della nostra politica (autoreferenziale di oggi, che spinge a tornare ad occuparsi sempre più del Paese) e il principale laboratorio della politica italiana del futuro, quello nel quale si costruisce l’Italia del domani. Che, lo abbiamo scritto più volte, ha bisogno, per potersi realizzare, della sua forza più onesta e responsabile, proprio quel Pd erede della tradizione degli eroi del Risorgimento – Mazzini e Garibaldi che si definivano semplicemente Democratici – e che dopo il secolo del socialismo torna ad essere lo strumento attraverso cui interpretare, e costruire, la realtà. Per questo diciamo a Pigi: va bene raccogliere la sfida, ma le scelte devono essere conseguenti. Non solo sul piano tattico – il ritorno compiuto ad un Pd che proponga la propria idea di futuro nella consapevolezza di avere la responsabilità, appunto, di assumersi la guida della costruzione del domani – ma anche strategico: i Democratici smettano di pensare ed agire come se fossero il quarto sindacato confederale e scelgano la strada più durevole e strutturale di fare il bene di tutti (e quindi anche delle persone più deboli) facendo il bene dell’Italia. Cosa serve perché questo possa finalmente avvenire? Che il Pd smetta di arrovellarsi su se stesso e sogni, lui stesso, il sogno che proporrà agli italiani. Da settimane Bersani annuncia la proposta del progetto complessivo che lo abbiamo convinto sia necessario avanzare. Se sarà forte, i Democratici facciano pure. Altrimenti, ecco (riassunta più recentemente qui) la traccia – ma molto approfondita – del piano su cui costruire il nostro possibile, nuovo Rinascimento. Così si fa la politica italiana. Che si fa solo sul suo giornale. Unico ad avanzare una proposta di domani. Adesso si tratta soltanto di passare a realizzarlo. Torniamo ora per un momento al (solo – ?) presente con il racconto della giornata, all’interno, di Ginevra Baffigo. Con, non temete, tutte le reazioni al parere della Consulta sul legittimo impedimento. Ma a noi interessa il futuro dell’Italia. E quello non passa per le leggi ad personam (varate o – più o meno – respinte) ma (anche) per il Pd. Read more

Diario politico. Si leva urlo in tutto Paese Adesso il governo ha preso a governare Sì della Camera alla riforma di Università Studenti in piazza, ma la giusta direzione Poi sanzioni agli enti locali inadempienti ‘Mossa unilaterale, antifederale’: ma ‘c’è’ E allora i finiani: forse il 14 ci asteniamo Ma dopo, Silvio, bisogna continuare così

dicembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it, un altro grande Diario firmato Ginevra Baffigo. Scelte discutibili, quelle dell’esecutivo. La riforma Gelmini è imperfetta e tende ad una certa qual “privatizzazione” dell’università che non è necessaria – e nemmeno auspicabile – nello sforzo, che però va fatto, di garantire efficienza e merito nei nostri Atenei, che come scrive ItaliaFutura non possono rappresentare l’ennesimo “postificio” pubblico e tanto meno un parcheggio per chi non riesce a farsi strada altrove; l’Italia, ritrovando l’orgoglio di sé, deve puntare all’eccellenza in primo luogo per ciò che riguarda lo Stato, e tanto più nella sua ramificazione decisiva, più delle altre, per la costruzione del futuro, quella appunto dell’università, da un lato, e della ricerca, dall’altro. Qui, dove si decidono le sorti del Paese, la priorità dev’essere data al rendimento del sistema e non a ragioni di ordine sociale; anche perché rifare grande l’Italia significa mettersi nella condizione di rispondere anche a queste esigenze, anche se non (più) in una chiave assistenziale. La bozza della Lega con le “punizioni” agli enti locali è unilaterale in un doppio (anzi triplo) senso (e scusate il gioco di direzioni): è unilaterale nel metodo, perché gli enti locali non sono stati coinvolti nella sua formulazione, e i comuni e le regioni non sono certo, per così dire, la ruota sgonfia del carro-Italia per cui si tratta di decidere senza di loro o non si decide. E’ unilaterale (perciò) nel “fare giustizia” della spesa pubblica e dell’amministrazione dello Stato, perché colpisce solo la parte non meno virtuosa della “macchina”. Ed è unilaterale (quindi) dal punto di vista concettuale, nel senso che le punizioni sono una parte ma non possono esaurire gli sforzi per far quadrare i conti e rendere efficiente il sistema statale. E tuttavia è un atto di governo, come (appunto) la riforma dell’uni- versità. In tutta Italia si leva un grido (silenzioso): l’esecutivo ha (ri)cominciato a lavorare. L’appello, ora, è a che tutto questo non serva solo a superare il 14 dicembre o a vincere (?) le elezioni. Anche perché, facendo così, si supera il 14 e si arriva alla fine del mandato. Facendo il bene del Paese. Il racconto, ora, all’interno, della nostra vicedirettrice. Read more

Come critichiamo Pd lo facciamo a destra Renzi: “Sì, va ritrovato senso di nazione” Il futuro dell’Italia (passa) soltanto di qui Per farlo Csx faccia ora il bene del Paese E il Pdl (ri)conosca la rivoluzione liberale 2 esempi: eccoli con Innocenzi e Lerner

novembre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è tra i pochi a riconoscere – con onestà e responsabilità - che la riforma Gelmini che si è attirata il rifiuto (pregiudiziale ?) degli studenti e di una parte del centrosinistra (Bersani, come abbiamo visto, a dire il vero, ha aperto al confronto; a questo proposito diciamo anche che la battuta sul ministro, sia pure “chiamata” da lei stessa, non fa il bene del Paese perché attiene ad un ordine di idee – quello del teatrino della politica politicante – che non ha nulla a che vedere con la costruzione del futuro dell’Italia) il Politico.it è tra i pochi a riconoscere, dicevamo, che il ddl merita maggiore apprezzamento. Il Paese o cambia immediatamente passo, e in questo modo si salva e può ritornare grande, o muore. E il cambio di passo impone, come abbiamo detto, un completo ribaltamento di piano che faccia, sul piano economico, dell’innovazione la nostra stella polare; sul piano socio-culturale, la cultura, appunto, come chiave per la «liberazione» dell’Italia e il suo possibile nuovo Rinascimento. Entrambe queste prospettive richiedono, lo ha scritto il nostro direttore nel febbraio scorso, una ristrutturazione radicale dell’università, da un lato, e della ricerca, dall’altro (che dovremo sempre più considerare, anche, come due comparti ovviamente interconnessi ma indipendenti), che mettano quello che dovrà essere da una parte il motore del cambio di passo economico e dall’altra la spina dorsale (con la scuola) della nostra rivoluzione (appunto) culturale nelle condizioni di reggere, e anzi di determinare quello stesso rilancio. Questo comporta la cancellazione di tutti i privilegi, l’eliminazione di rami secchi, una total(izzant)e iniezione di merito. E la riforma del ministro della Pubblica istruzione (anda)va anche in questo senso. Non a caso gli imprenditori – che pure sono interessati alla piattaforma-Gelmini anche per il maggiore coinvolgimento che offre loro nella direzione e nella gestione dell’università italiana – hanno accolto con favore le proposte del governo. Insomma, la rivolta degli studenti va rispettata ma, per ciò che ci riguarda, non ci entusiasma. Ci entusiasmerebbe di più che i giovani scendessero in piazza per ottenere, piuttosto, tutto questo. E lo facessero invocando (magari) una (nuova) proposta del centrosinistra, con le maggiori onestà e responsabilità che lo caratterizzano: non a caso, ma proprio per questo, il Politico.it invita il Partito Democratico a non scemare nel sindacalismo (che è altro da sé) e a farsi “partito dell’Italia” per rifarla grande e fare in questo modo, indirettamente (ma molto più efficacemente perché strutturalmente) gli interessi delle classi più deboli e, soprattutto, dei giovani. E’ un bene, in questo senso, che il sindaco di Firenze – possibile futuro leader Democratico – faccia propria (dopo la cultura come chiave del nostro domani) la tesi del giornale della politica italiana riguardo alla necessità di un (ritrovato, nuovo) nazionalismo (ben impiantato nell’europeismo) che sia da stimolo alla ripartenza. Ma proprio per questo, proprio perché riconosciamo i meriti della riforma Gelmini e critichiamo l’attuale centrosinistra invitandolo a compiere se stesso, siamo nella condizione di fare lo stesso a destra. Dove il futuro del nostro Paese passa attraverso una maggiore cultura liberale, che impone non avvengano più fenomeni – sia pure di diversa “gravità” – come quelli che Giulia, e il conduttore de L’Infedele, ci raccontano qui sotto. Read more

b) – Nostra destra conosca (lei per prima) la rivoluzione liberale (che può regalarci) Ora Fede invita a picchiar gli studenti (?)

novembre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il secondo episodio è raccontato dal nostro Gad. E’ il caso che ha fatto più discutere (a sinistra) in queste ore: il direttore del Tg4 che invoca ”botte” per i ragazzi autori della protesta contro il ddl Gelmini (che noi difendiamo!). Semplicemente illiberale. E dunque non di destra. Non della destra che può rifare grande l’Italia. di GAD LERNER Read more

Cruciani: ‘Gli studenti non sanno perché’ Ora vi spieghiamo riforma e controversie Bersani: ‘Governo la ritiri e correggiamo’ Sì, perché merito e efficienza sono valori Università e ricerca d’eccellenza il futuro

novembre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’Italia si salva non solo se si ridà una rotta, ma anche se questa rotta è tale da moderniz- zarla e rifarla grande. In questa chiave qualche sacrificio è necessario. Un’università d’eccellenza non è più rinviabile; e così una ricerca che funzioni e non rappresenti solo uno spazio da occupare (in tutti i sensi). Per questo non è pensabile il mantenimen- to dello status quo. Da che punto di vista? Il numero degli atenei, il numero dei corsi sono superiori alle necessità e alle possibilità. L’università accessibile a tutti è un presupposto imprescindibile, ma poi devono subentrare meccanismi di selezione meritocratica. La ricerca deve produrre, o non è; e a questo fine è necessario trovare un equilibrio tra eccessiva precarizzazione e posto fisso improduttivo. Ginevra Baffigo, all’interno, ci racconta il ddl Gelmini. Read more

***L’intervento***
APRIAMO LE PORTE DELLA CAMERA AGLI STUDENTI
di FRANCO LARATTA*

novembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

In un confronto sclerotizzato dagli egoismi, dall’autoreferenzialità e dall’ideologia, in cui gli eccessi della protesta dei giovani cozzano e vengono contemporaneamente motivati dall’uso pretestuoso e strumentale che la nostra (?) politica (?) ne fa per non entrare nel merito della riforma e delle richieste di coloro il cui futuro, la cui vita riguarda, il deputato del Partito Democratico avanza dalle colonne del giornale della politica italiana una proposta: questa nostra politica autore- ferenziale di oggi risponda, adesso, con un atto di (ulteriore, ritrovata) democrazia: inviti gli studenti ad entrare a Montecitorio, per ascoltarli, per capire insie- me cosa chiedono. La democrazia parlamentare, lo sappiamo, si basa sul principio della rappresentanza, per cui il Parlamento è, il popolo, ma ciò non significa che, di fronte alla richiesta di incontro (in tutti i sensi) di coloro che rappresentano (a loro volta) il domani di tutti noi non ci possa – o non ci debba – essere un’apertura. di FRANCO LARATTA* Read more

Diario politico. Se ognuno pensa per sé(? Rivolta degli studenti contro ddl Gelmini “Meno soldi, negato il diritto allo studio” Bersani sale sui tetti da leader socialista Ma dov’è tema del merito da introdurre? E il Cdx prosegue dritto per la sua strada Così chi lo fa(rà) (mai) il bene del Paese?

novembre 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Tutti al loro posto. Tutti contenti. La destra fa la destra, la sinistra fa la sinistra. E intanto l’Italia va allo scatafascio. Il governo si appresta a varare una riforma (?) dell’università in piena coerenza con l’impostazione dei precedenti interventi su istruzione e cultura: minore accessibilità, minore diffusione, la (ri)creazione di privilegi e dunque nessun contributo alla crescita del Paese. Anzi. L’opposizione si rintana nella propria dimensione (anti)storica e difende il sistema universitario così com’è, con i suoi (altri) privilegi e inefficenze. Come un vero sindacato. Ciò che il giornale della politica italiana scrive questa sinistra si assume la (ir)responsabilità di fare da tempo. Con Bersani. Ma non è ciò che serve all’Italia. Ciò che emerge nel dibattito pubblico della giornata di oggi è, così, ancora una volta, il contorno: le “violenze” degli studenti, ovviamente inaccettabili, ma che restano appunto (a)i margini del merito della discussione. Che non decolla proprio perché alla ricetta castale della destra non viene contrapposta la risposta onesta e responsabile e nell’interesse della nazione che sarebbe, invece, dovere del Partito Democratico avanzare. Il sindacalismo del Pd di Bersani è del tutto ininfluente e perfettamente in linea con il cliché, per cui (giustamente) non interessa a nessuno. E, semmai, offre al ministro Gelmini l’assist per parlare di «strumentalizzazione» degli studenti, che meriterebbero una difesa che fosse più in linea con i loro reali interessi. Perché il Paese in cui ciascuno tira la coperta dalla propria parte è un Paese che non può dormire sonni tranquilli – nemmeno nelle sue fasce più protette, sempre più sole (anche se) al “comando” (e senza “truppe”, lo diciamo assumendo – per un momento – il loro punto di vista di parte, non si vince alcuna battaglia) e in cui chi oggi è scoperto resta scoperto, e vedrà aumentare le proprie fila di qui agli anni a venire. L’Italia merita altro. I giovani meritano altro. Una nuova politica, che faccia finalmente il bene del Paese e non di una delle sue parti. All’interno, infine, il racconto della giornata politica-politicante firmato Ginevra Baffigo. Read more

***Diario politico***
COMINCIA IL TEMPO DELLO SVILUPPO (?)
di GINEVRA BAFFIGO

ottobre 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Nel grande racconto della nostra vicedirettrice vediamo come il ministro dell’Economia sia pronto a passare alla “fase-2″: dopo avere tenuto in sicurezza (?) i conti, con la nuova Finanziaria licenziata giovedì dal Cdm si comincia a spingere il Paese alla crescita (?). Ma è difficile scindere i due momenti (Galan: «Questa finanziaria è un disastro: non ci sono soldi». Appunto), anche se l’Europa chiede prima stabilità e poi investimenti per lo sviluppo; del resto le brevi ripartenze avute negli ultimi quindici anni – spiace dirlo in nome della nostra equidistanza, ma i dati dicono che ciò sia avvenuto sempre e solo in coincidenza con gli anni di governo di Romano Prodi – sono sempre state caratterizzate da una politica economica che prevedeva un tempo solo (due per ciò che riguardava quella redistribuzione che le frange più estreme, a sinistra, della maggioranza che sosteneva Prodi chiedevano prioritariamente, e sulla cui mancata realizzazione nei primi mesi di esecutivo si è probabilmente giocata, davvero, l’esperienza del Prodi II). Tremonti appare come un apprendista, che dopo avere fatto lo stregone nelle tre precedenti occasioni in cui si è trovato alla guida della nostra economia si è deciso – anche impossibilitato a fare altro visto che c’era, e c’è tutt’ora, il rischio-default, oltre a quello di un’accelerazione definitiva nel declino, come abbiamo scritto ripetutamente in queste settimane – a fare le cose per il bene dell’Italia o quanto meno non (indirettamente) per il suo male, solo che questo richiede un’abilità – e impone anche delle difficoltà – che il ministro non era abituato a mettere in campo – a fronteggiare – Ma gli va riconosciuta una responsabilità che nel deserto di una parte della nostra politica autoreferenziale di oggi brilla come un’oasi in una notte di luna piena. Il giornale della politica italiana ha già indicato la strada per la ripresa. Le chiose di Tremonti a ciò che rappresenta il cuore della nostra “proposta” – la cultura. Giulio: «Non dà da mangiare» – lasciano dubitare che il ministro possa condividere e fare proprie le nostre istanze. Di certo c’è bisogno di rilanciare (come al ministro hanno fatto “capire” anche le sollecitazioni, da ultimo, di Montezemolo). Ora. O (quasi) mai più. Il racconto, come detto, all’interno, di Ginevra Baffigo. Read more

***Il dibattito***
MA NOI SIAMO (ANCHE) CON I PRECARI
di MARIANNA MADIA*

settembre 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La deputata del Partito Democratico risponde, indirettamente, al nostro direttore che aveva sostenuto la necessità (per il Paese) e l’opportunità (per il centrosinistra) che i Democratici abbandonassero la rappresentanza tout court di determinate categorie (a cominciare da insegnanti e ricercatori) per abbracciare l’idea dell’impegno “nazionale” per il varo di un nuovo sistema-Paese (del quale proprio l’università e la ricerca e la scuola fossero la spina dorsale) per il quale ogni settore potesse conoscere una fase di sviluppo, ma proprio per consentire e favorire questo non potesse essere vincolato alla difesa di specifici interessi, ancorché legittimi. Madia, una delle maggiori esperte di lavoro in casa Democratica, e tra le parlamentari più attive sul fronte della riforma del mercato, con una spiccata sensibilità sociale che la fa muovere nell’interesse dei lavoratori, rivendica invece per il momento il ruolo precipuo di «partito del lavoro» della forza bersaniana, come da verbo del suo segretario, un ruolo del resto reso indispen- sabile da un presente nel quale il governo non mette mano ad un progetto di sistema (e dunque non assicura nessuna forma di sviluppo) e impone una ricetta liberista e, nel caso della scuola, di smobilitazione che richiede un’opposizione ben ferma contro questa duplice deriva. Dunque nessuna incompatibilità con la prospettiva indicata da Matteo Patrone, che riguarda la fase di ripartenza e non quella attuale. Sentiamo allora la deputata del Pd sul tema degli insegnanti precari, la cui posizione incerta rimane nonostante le rassicurazioni (e l’apertura di uno spiraglio) da parte ministro e lo spegnimento dei riflettori dell’opinione pubblica (che il giornale della politica italiana si preoccupa, piutto- sto, al di là della linea indicata, di riportare sul tema). Read more

Diario. Se avevamo (ancora) ragione noi TgLa7: ‘Verso accordo nella maggioranza’ Ma Ue: ‘Ora Italia cresce meno degli altri’ Ribadiamo: adesso Cdx pensi ‘governare E per il futuro una rivoluzione culturale

settembre 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Luca Ricolfi, il sociologo del federalismo: «E’ probabile che il governo vada avanti un altro po’, e che la crisi possa tornare in superficie tra qualche mese». Il “soccorso bianco” di 20 (?) parlamentari riuniti dal Pri (è proprio il caso di dirlo?) Nucara. Ma soprattutto la nuova convergenza tra Berlusconi e Fini, con la mediazione via lodo sulla giustizia (? per il premier). Oggi lo racconta il telegiornale di Enrico Mentana, dando conto di un incontro “segreto” tra Bocchino e Alfano. Ma a “leggere” la propensione per primo, quando ancora erano solo avvisaglie, è stato ancora una volta il giornale della politica italiana la scorsa settimana. E’, come abbiamo (anche qui, per primi) scritto più volte, quello che serve al Paese, almeno per la parte della maggioranza. Anche se, come dice Ricolfi, è probabile che tutto questo rappresenti solo un momento di quiete prima di una nuova, prossima, definitiva tempesta (magari a cavallo tra le primavere del 2011 e del 2012). Il tema delle elezioni anticipate non è dunque del tutto espunto. Anzi. Ma non è tanto in questa chiave, quanto per ciò che abbiamo ribadito oggi – un progetto complessivo per rilanciare il Paese è quello che serve a quest’ultimo e anche al centrosinistra – che il Politico.it richiama la necessità, per l’opposizione, di pensare a lavorare non (tanto) per costruire una coalizione o anche un semplice “programma” quanto per preparare un completo ribaltamento di piano. «Solo l’innovazione ci può dare nuovo lavoro», è il modo in cui lo dice il segretario del Pd. Noi lo diciamo (da mesi) così: l’innovazione sia la stella polare (del progetto) di un nuovo sistema-Paese, fondato su una rete di formazione permanente in grado di contribuire anche decisamente a ridurre, se non a risolvere, il problema del(la mancanza di) lavoro, direttamente (chi non lavora studia e si prepara a fare altro lavoro maggiormente specializzato e avanzato e viceversa) e naturalmente per la via della crescita che si determinerebbe. Tutto questo contribuendo così a fare dell’Italia un grande campus a cielo aperto, nel quale la cultura cessi di essere una voce in bilancio e torni ad essere IL, bilancio, anche grazie ad una tivù pubblica che accompagni – con un nuovo impianto che coniughi qualità, educativa, e accessibilità popolare in uno straordinario circolo virtuoso – il cambio di prospettiva. Il racconto della giornata, intanto, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Il (dis)sens(t)o del governo per la scuola Se Brunetta dice quel che Gelmini pensa (Parafrasi): “Gli insegnanti? Fannulloni”

settembre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ Nichi Vendola il più lucido analizza- tore del berlusconismo. Fu il presidente della Puglia ad aprire gli occhi del centrosinistra e, forse, del Paese su come Silvio avesse cambiato culturalmente, e non solo in superficie, la nostra società. Ed è sempre secondo Vendola che, perciò, la (ri)costruzione della (nuova) Italia, che passa prima di tutto per l’aggiustamento dei guasti compiuti in questo quindicennio, richiede quindi la presa di coscienza, appunto, della reale entità del berlusconismo stesso. In tutta la sua narrazione il giornale della politica italiana sostiene la necessità, per il centrosinistra (contemporaneamente, come i nostri lettori sanno bene, consigliamo la maggioranza, e in entrambi i casi sempre con l’obiettivo di favorire il bene del Paese) di prescindere da Berlusconi – il progetto per il futuro deve essere libero-di non risentire di questo stesso quindicennio – ma sulla base di una propria dimestichezza ormai profonda del fenomeno-Berlusconi, che è evidentemente imprescindibile. Dunque, mentre da un lato pensiamo al futuro, non è inutile continuare ad indagare, e comunque a raccontare, la reazione (anti)culturale del presidente del Consiglio. La questione è, in definitiva, proprio la cultura: cultura che così come dovrà cessare di essere una voce del bilancio del Paese, e diventare IL bilancio, ovvero ricondurre a sé – e viceversa – ogni parte del progetto organico per rifare grande l’Italia, nel berlusconismo è stato il principale nemico da abbattere. E qual è la fonte primaria della cultura – e (quindi) dell’intelligenza – di un popolo? La scuola, naturalmente. Scuola che oggi riapre i battenti (ma ha rischiato di farlo molto dopo: al ministro era venuta anche l’idea di rimandarne l’inizio per consentire alle famiglie di andare in vacanza, non a caso – in tutti i sensi) in un clima di smobilitazione che ha l’aria di poter uccidere il nostro futuro. Dopo ci diremo come fare per evitarlo. Ora, seguendo la lezione di Vendola, approfondiamo il tema del rapporto (violento) Silvio/scuola con questo pezzo di Enea Melandri che ci racconta quel che davvero il governo pensa della scuola. Lo ha reso noto il suo portavoce più loquace: il ministro della Pubblica amministrazione. Sentite. Read more

Ora destra cerca sua egemonia culturale Gelmini: ‘Berlusconismo va nelle scuole’ Maturità, così Levi ‘paragonato’ alle foibe Lerner: ‘Ma è un revisionismo nevrotico”

giugno 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è stato, ancora una volta, il primo a “vederlo” e a dirlo con chiarezza: dopo aver conquistato le masse con la televisione, ora il presidente del Consiglio vuole cambiare la coscienza delle nuove generazioni. Alla ricerca, appunto, di una trasformazione culturale ancora più radicale della nostra società. Ed è su questo terreno che si gioca il futuro del Paese. Il centrosinistra, che a Berlusconi risponde con battute (per giunta vecchie) e affila le armi solo quando si tratta di discutere al proprio interno, verrà – definitivamente – travolto. Se il centrodestra è in maggioranza in un Paese che vive, oggettivamente, ancora una certa egemonia culturale del pensiero illuminista pensate a cosa accadrà tra qualche anno, quando i libri di storia saranno stati (parzialmente) riscritti e i giovani vedranno le cose da un altro punto di vista. Su questo torneremo ampiamente nei prossimi giorni: è qui che si gioca il domani (non solo politicistico) del nostro Paese. Intanto la maggioranza comincia con la traccia – è proprio il caso di dirlo – dei temi della maturità, partita stamane con la prova di italiano. Come scrive sulle nostre colonne il conduttore de L’Infedele, c’è, per la prima volta da quando la destra è al governo – dal 1994 ad oggi – un abbozzo di revisionismo anche a questo livello (evidente): Primo Levi, e dunque l’olocausto, vengono accostati alle fobie: «Revisionismo afflitto da nevrosi comparativa», scrive Lerner, per una sorta di (giustificato) senso di “inferiorità” (becero che si debba fare confronti su questo piano, sul piano delle tragedie della Storia) che potrà essere spazzato, però, di questo passo, di qui ai prossimi anni. Il breve commento di Gad. Read more

Sondaggi, osservatorio Crespi di giugno Carfagna nuova “regina” dei ministri FOTO: Nel nostro Paese funziona così Berlusconi inverte il trend negativo

giugno 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Il ministro per le Pari opportunità, prima per preferenze alle Regionali in Campania (dove, come previsto, ha poi rinunciato al proprio scranno), da oggi è anche il membro dell’esecutivo più amato dagli italiani. Raggiunge Tremonti e Brunetta, e scalza Maroni, penalizzato dalla propria decisione di non partecipare alla parata del 2 giugno. La scelta della foto è (anche) il nostro commento. In compenso il Paese non cede alla demagogia: anche Calderoli, con il suo uno-due della proposta per la riduzione (molto simbolica) degli stipendi dei parlamentari e della richiesta agli azzurri in Sudafrica di rinunciare agli eventuali premi per la vittoria (che Cannavaro e compagni scelgono, di tutta risposta, di destinare – nel caso – alla Fondazione per il 150° anniversario della nostra Unità), perde due punti e scende. Tendenze opposte (si fa per dire) per il presidente del Consiglio (ma si attende il contraccolpo per l’approvazione del ddl intercettazioni) e per i due maggiori partiti: Pd e Pdl tornano a guadagnare. I Democratici sottraggono qualcosa ad Idv che crolla, probabilmente, scrive Crespi, come sempre ci illustra in prima persona i dati (con le tabelle, all’interno), per il caso sollevato dal Corriere intorno alla moralità dell’ex ministro. Read more

Diario politico. Pdl-Pd pensano a Briatore Intanto Gelmini “uccide” la nostra scuola Se passa riforma si studierà (tutti?) meno Solo ambito in cui eravamo (pure) avanti Democratici, Bersani: tema è questo, ora!

giugno 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Un documento riservato del ministero svela i tagli che il ministro della Pubblica istruzione (?) ha predisposto nei confronti di tutti i corsi di studio: meno ore di italiano e storia nei licei, delle materie “caratterizzanti” negli istituti tecnici. L’allarme di Prodi: «Senza i diplomati di questi ultimi l’economia si ferma», diceva alcuni anni fa, di fronte alle prime “minacce” di “razionalizzazione” fatte da Tremonti. Ma la situazione, oggi, è molto più grave: si sta distruggendo l’ultimo baluardo (o, meglio, avamposto) di modernità del nostro Paese; si mina alle fondamenta la nostra competitività per il futuro, oltre a rischiare di ridurre intere generazioni ad un livello di istruzione inferiore a quello di tutti i loro coetanei europei (e, ovviamente, non solo). I figli pagheranno ancora di più le differenze sociali dei padri: significa che italiani che non hanno ancora nessuna responsabilità, merito o “colpa”, rispetto all’andamento della propria vita, si ritroveranno in una condizione di inferiorità nei confronti di altri a loro volta completamente “innocenti” rispetto alla propria condizione. Perché i figli delle persone più ricche potranno permettersi la scuola privata, gli altri riceveranno la scarsa istruzione delle nostre destrutturate scuole pubbliche. E siccome avranno meno istruzione, rischieranno di vedere amplificata, nel tempo, la loro condizione sociale minorata rispetto a quella dei coetanei “fortunati” (ma quanto lo saranno, a loro volta, a vivere in un Paese così, la cui accresciuta inadeguatezza pagheranno a loro volta sulla propria pelle?). Ci si può assumere una simile responsabilità nei confronti di ragazzi e ragazze? Si può riportare il nostro Paese indietro di decenni, proprio mentre tutti gli altri compiono un balzo in avanti di altrettanto? Vuol dire che la nostra arretratezza raddoppierà. Noi predichiamo da giorni un balzo nel senso opposto per rifare grande l’Italia, intanto la nostra politica riporta il Paese all’età della pietra. Tutta la nostra politica: perché il centrosinistra, invece di lanciare sul tavolo del dibattito pubblico una grande proposta per il domani del nostro Paese che non si basi, bensì consista nella cultura, non dice una parola sulle indiscrezioni sulla destrutturazione della scuola pubblica. «Aspettiamo che ci sia una legge in Parlamento», potrebbe essere più o meno la risposta di un Bersani. A quel punto sarà troppo tardi. E nel caso di Briatore, a quanto pare, il coraggio necessario si è avuto. Un altro segno dell’autoreferenzialità della nostra politica, compresa quella del Pd: che è ormai così idealmente lontana dal Paese reale da sapersi occupare solo dello yacht del piccolo Nathan Falco. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli. Read more

Diario. Pd pensa come noi (no viceversa) “Protezione civile, immunità ai processi” Berlusconi: “I programmi Rai? Solo pollai”

febbraio 10, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. La notizia è quella che vi abbiamo dato nel pomeriggio. Là dove i giudizi si intersecano è nel sospetto che la norma che prevede l’improcessabilità per i commissari ai rifiuti della Campania – di per sé un vulnus ulteriore alla “legge uguale per tutti” – possa essere il primo passo verso l’introduzione di una più generale immunità per i responsabili della Protezione civile, compresi quelli coinvolti nello scandalo emerso oggi. E’ il tema centrale – su cui sentiamo le parole di Franceschini – di una giornata che è cominciata appunto con il “caso Bertolaso”, rispetto al quale vi diamo conto di tutte le reazioni della nostra politica. Ma che è proseguita con il presidente del Consiglio “a cuore aperto” su pentiti («Inaccettabile che dipendenti dello Stato mi impediscano di governare») e stop all’informazione del servizio pubblico negli ultimi trenta giorni di campagna elettorale per le Regionali, ovvero i due temi caldi, invece, degli ultimi giorni. Ultimo spunto, il Giorno del Ricordo, la giornata voluta da Napolitano per ricor- dare le vittime delle foibe. Il racconto. Read more

Diario. Il governo vs. tutti (gli enti locali) Il nucleare imposto. Bologna, rinvio voto

febbraio 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Giornata caratterizzata dal Cdm. Che (non) assume due decisioni su tutte: impugna le leggi regionali di Campania, Puglia e Basilicata contro la costruzione di centrali sul loro territorio, portandole alla Corte costituzionale (insorgono le associazioni ambientaliste e i governatori promettono battaglia); non (e da qui il non) accorpa le elezioni comunali anticipate nel capoluogo emiliano alle Regionali di fine marzo, “minacciando” addirittura un rinvio al 2011. Bersani: «Vergogna». Ma è stato anche il giorno dell’approvazione definitiva della riforma della scuola. Sentiamo cos’ha detto Berlusconi e richiamiamo di cosa si tratta. Infine, la Cir di De Benedetti chiede un risarcimento anche per la corruzione del giudice Metta alla base, secondo la tesi degli avvocati, della sentenza sfavorevole sul lodo Mondadori, oltre a quello per la perdita di chance ovviamente da Fininvest. Il racconto.               Read more

Diario politico. Colpo mortale alla ricerca Processo breve, Casini: “Vera porcheria”

novembre 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Sì del Senato alla legge Finanziaria del Governo, ma salta l’emendamento che doveva preservare fondi per il capitolo-chiave per il futuro del nostro Paese. Il giornale della politica italiana sostiene non solo un investimento forte, ma un totale ribaltamento di prospettiva per il quale l’università e la ricerca diventino il fulcro dell’Italia di domani. Ci torneremo. Intanto registriamo questo nuovo passo indietro, insieme alla cancellazione (preventiva) della Banca del Mezzogiorno. A ventiquattrore dalla presentazione in Senato del ddl per la limitazione della durata dei processi il confronto sembra arrivato ad un livello di maturazione: la proposta del leader Udc di tornare sulla strada di un Lodo Alfano questa volta presentato come legge costituzionale trova ampi consensi anche nella maggioranza, nella quale in molti sembrano preoccupati per i possibili effetti di cancellazione di massa di processi del provvedimento di ieri. Finocchiaro: «Ci dica Alfano che impatto avrebbe». Lui: «Lo valuteremo». Il racconto. Read more

Diario politico. Crocifisso, tutto sul caso Berlusconi: “No ricattabile. Riforma Csm”

novembre 4, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Spettacolare puntata del Diario politico in cui vi raccontiamo tutto quanto c’è da sapere sulla decisione della Corte europea dei Diritti dell’uomo che impone la rimozione dei crocifissi dalle aule scolastiche. La vicenda della donna finlandese cittadina italiana la cui ”denuncia” è la chiave di questa storia, e poi tutte le reazioni dal Governo che annuncia ricorso al Vaticano fino al resto della nostra politica. Bondi e Frattini duri con l’Europa. Bersani: «Una tradizione inoffensiva». Quindi le ultime anticipazioni dal libro di Vespa che, di fatto, sta dettando l’agenda politica di questi giorni. Il presidente del Consiglio: «La sentenza Mondadori? Un’estorsione». E chiede il rinvio dell’udienza: «Per il vertice Fao». Infine, gli sviluppi del caso della morte in carcere di Stefano Cucchi, con il ministro della Giustizia che si riferisce alle Camere: «Non doveva morire. Aveva chiesto di non dare info sul suo stato di salute nemmeno ai genitori». L’avvocato di famiglia: «Inconcepibile». Il racconto del nostro caposervizio. Read more

Diario politico. Mancino: ‘Clima invivibile’ Lo scandalo appalti, 665 raccomandazioni

ottobre 21, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Caso Mesiano, il vicepresidente del Csm: «No a intimidazioni nei confronti della magistratura. Per Napolitano vicenda inquietante». In Campania un file con i nomi di presunti raccomandati con accanto l’indicazione degli uomini politici che li avrebbero segnalati porta alla luce un «ramificato sistema di potere» intorno all’Azienda regionale per la tutela del territorio. Coinvolta anche Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, già arrestata nel 2008 con l’accusa di concussione, cui viene oggi intimato il divieto di dimora nella regione. Minacce al presidente del Consiglio da un gruppo Facebook. Infine, in serata primo sì alla Camera all’emendamento salva precari della scuola. Il racconto, imperdibile, del giornale della politica italiana. Read more

Ipotesi voto, oggi vincerebbe Berlusconi Sondaggio Crespi, fiducia: su Napolitano

ottobre 6, 2009 by Redazione · 3 Comments 

Ultimo rilevamento di Crespi Ricerche sul giornale della politica italiana. Pdl e Pd crescono entrambi di 1% ma stando così le cose la differenza (+12% per il Popolo della Libertà) rimane invariata. Lega in lieve ribasso (-1) ma comunque sopra il 10%, crollo Idv (dall’8% al 6%) dopo gli attacchi di De Magistris e Di Pietro al presidente della Repubblica. Concorre al calo anche il debutto del movimento di Grillo che si attesta al 3%. Giù tutte le sinistre; stabili Mpa, La Destra e Radicali. Per ciò che riguarda il sentimento di fiducia degli elettori, detto del capo dello Stato (64%), bene anche Fini (58%, +1 come Napolitano); tra i ministri sempre primo Brunetta (58%). Bocchino raggiunge Gasparri in testa alla corsa (ben poco esaltante) dei capigruppo. Tutti i dati presentati, co- me sempre, da Luigi Crespi in persona. Sentiamo. Read more

Diario politico. Kabul, Bossi: ‘Via a Natale’ Insorge La Russa. Berlusconi: ‘Da soli no’

settembre 18, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Apertura dedicata doverosamente alle reazioni alla strage di Kabul, nella quale hanno perso la vita sei militari italiani, mentre altri quattro sono feriti (e il giornale della politica italiana vi ha raccontato nei dettagli lungo tutta la giornata, trovate gli articoli in home e all’interno). Il leader della Lega rilancia la sua vecchia proposta del ritiro delle truppe. Il ministro della Difesa: “Non si può fissare una data”. Ma il premier: “Non possiamo decidere noi, ma è meglio per tutti uscire quanto prima”. Tra gli altri temi, il Tar del Lazio ha riaffermato il diritto alla interruzione delle cure: tutti i dettagli all’interno. Il racconto. Read more

Sondaggio Crespi: su la fiducia nel premier. Lega a massimo storico

settembre 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ultimissimo rilevamento di Crespi Ricerche sul giornale della politica italiana: Berlusconi passa dal 51% di giugno al 59% di oggi. Il presidente Napolita- no al 63% (+2 nell’ultimo mese). Primo tra i ministri sempre Brunetta, cala di due punti Gelmini. Finocchiaro prima dell’opposizione con il 30%, ma ecco le intenzioni di voto: stabili Pdl (38%) e Pd (26%, mezzo punto in più rispetto a luglio e agosto), è il partito del Caroccio ad incassare il “premio” più grande per la capacità di incidere con le proprie istanze nella politica del Governo. Ci presenta i dati, come sempre, direttamente il gran capo del principale istituto di sondaggi in Italia, il “nostro” Luigi Crespi. Sentiamo. Read more

Chiude ‘Informazione e sistemi editoriali’ a Tor Vergata: proteste degli studenti

maggio 12, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Nonostante l’alto numero di iscritti ogni anno e una percentuale di lau- reati sopra la media nazionale, il corso – per effetto indiretto della riforma Gelmini - verrà congelato e poi accorpato a Progettazione e gestione dei sistemi turistici. Gli studenti (e non solo) sono in rivolta. Sentiamo. Read more

Bottom