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Diario politico. L’Italia è stanca di questo governo di Ginevra Baffigo

maggio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E sceglie il suo contraltare, ma senza esaltarsi per questo Pd un po’ grigio. Non prende nemmeno in considerazione l’ipotesi terzopolista, travolta dalle urne. E’ tentata dal Movimento 5 Stelle che rimette in campo la politica vera. Ciò che si può dedurre da questa tornata amministrativa è che un Pd che si faccia “partito dell’Italia”, e si preoccupi di fare il bene di tutto il Paese lasciandosi alle spalle la rappresentanza di specifici interessi, è capace di esplodere. La nostra vicedirettrice ci racconta il voto e il confronto che n’è seguito. di GINEVRA BAFFIGO Read more

Diario della crisi. Marchionne detta linea: ‘Adesso è in corso, è aperta oppure no? Mancanza di chiarezza è cosa poco seria’ E fiducia (solo) fra 1 mese: perché (mai)?

novembre 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it, trasformata nella riserva della nostra politica autoreferenziale di oggi che si fa rito da vecchia politica macchiato (in tutti i sensi) di tentazioni mercatistiche (e non è una scelta liberale). Si può “stare” con Berlusconi o (solo in questo caso) contro il suo governo, pensare che questa legislatura sia stata vuota di contenuti e che il Paese abbia diritto ad essere governato come credere (come fa ad esempio l’ex finiano Angeli che, da deputato, torna nelle file del Pdl pronto a votare la fiducia) che siano stati fatti dei passi in avanti: la sola cosa che non si può fare è accettare che il Paese si fermi per altri 27 giorni, tra Montecitorii vuoti e deputati che intervengono in aula ascoltati da nessuno, e l’Italia che va – in declino. Il giornale della politica italiana ha fatto (fino ad ora) tutto quello che doveva fare: ha lanciato per primo l’allarme: o cambiamo subito completamente direzione e passo o il Paese muore; ha fornito strumenti, spunti, contenuti, persino strategie per uscire da tutto questo (peraltro ascoltato dalla nostra politica di cui è, oggi, ormai, il consigliere più autorevole e, appunto, ascoltato). Se la nostra politica autoreferenziale di oggi, nonostante le dichiarazioni d’intenti, vuole continuare a non occuparsi del nostro Paese, se ne assumerà la responsabilità (storica). Noi siamo pronti a cambiare direzione. Il racconto delle ultime ore, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. Di cosa stiamo parlando? Ammettiamo pure che sia ok tutto questo C’è Lodo Alfano costituzionale retroattivo Camera nega l’autorizzazione per Lunardi Un italiano: “Non risolve i miei problemi” Capiamo o no che così Paese va’ fondo?

ottobre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Un grande racconto della nostra vicedirettrice. Nell’introdurre il quale prendiamo – per un momento – per buono che tutto ciò di cui si è discusso oggi, nel modo in cui lo si è “discusso” e affrontato, sia legittimo. Prendiamo per buono che lo scudo per le alte cariche sia un provvedimento che ci equipara ad altre democrazie europee, e che la retroattività – lo scrive ad esempio Fabrizio Rondolino – sia un elemento «senza il quale il Lodo non è». Prendiamo per buono che l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro delle Infrastrutture – non importa, qui, spiegare di cosa è accusato Lunardi; non è giusto gridarlo perché Lunardi è innocente fino a prova contraria. All’interno, naturalmente, ne parliamo – sia stata negata perché – come sostiene la maggioranza – non c’erano gli elementi per giudicare (?). La chiosa di un nostro connazionale – quelli che «ho 700 euro di mutuo mensile da pagare» – a Ballarò risponde nel modo più centrato, e non veniteci a parlare di demagogia, mentre il Paese va a picco, insieme agli italiani, al vero “lodo” – che nella nostra lingua significa controversia posta da un’autorità (?): appunto – della giornata: di che cosa stiamo parlando? L’ha capito o no questa nostra politica autoreferenziale di oggi che il suo compito è un altro, e che oggi o vi assolve oppure muore (il Paese)? Questo è il punto. Questa è la mancanza. Al di là di ogni valutazione di merito. Che non è rilevante fare. Di rilevante c’è il nostro domani, il domani di tutti noi, del nostro Paese (non quello del premier, non quello, con tutto il rispetto, di Lunardi). Di cui – a parte noi – non si è occupato (ancora una volta) nessuno. Il racconto di ciò di cui si è parlato, ora, all’interno. Read more

Diario politico. Adesso parliamoci chiaro Così Bossi: ‘Sono porci questi romani’ (?) E il Pd: “Mozione di sfiducia individuale” Ma Bagnasco: ‘Ora basta perdere tempo’ Italia o riparte ora (e può tornare grande) o supera punto di non ritorno del declino

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Ci vuole ancora una volta il presidente del- la Cei, per riportare la nostra politica autoreferenziale di oggi dentro i confini della realtà. Il ministro per le Riforme, invece di predisporre le riforme, insulta gli italiani. Il Pd, invece di preparare e lanciare i suoi progetti per il futuro dell’Italia, si preoccupa di rintuzzarlo. Una risposta era necessaria, ma può questo terreno folle («SPQR non significa “Senatus Populusque Romanus” ma “sono porci questi romani”», come alle elementari dice il Senatùr) essere il solo sul quale si muovono la maggioranza e l’opposizione della politica, la Politica del nostro Paese? Non può. E non tanto per ragioni di decenza (che pure si confanno alle nostre istituzioni) quanto perché non ce lo possiamo permettere. L’Italia, il giornale della politica italiana lo ha scritto ancora una volta per primo, si trova di fronte ad un bivio al quale non può più sfuggire tentennando in mezzo alla strada. Deve scegliere. Se continua così, imbocca la strada che scende verso il basso, ed è quella di un declino inarrestabile che renderebbe strutturali le attuali condizioni di crisi economica e, progressivamente, ci renderebbe tutti (molto) più poveri. Un declino dal quale non si potrebbe uscire – ammesso che i nostri conti possano reggere – se non con molta difficoltà e molto tempo. Una Grande (?) Depressione all’italiana, che durerebbe anni, decenni, e segnerebbe la fine – ma non nel senso auspicato dalla Lega – del nostro Paese. Ci dispiace essere così duri, ma la realtà è questa. E, d’altra parte, non è appunto questo il nostro domani. Se, infatti – al contrario – la politica italiana torna IMMEDIATAMENTE a lavorare, concependo un’idea di futuro e mettendola in campo con un’azione coraggiosa – la trasformazione della nostra economia in una economia della produzione d’eccellenza e delle idee, facendo dell’innovazione la nostra stella polare, con rivoluzione a cascata per università, ricerca e scuola, e possibili soluzioni per il problema della mancanza (di continuità) di lavoro attraverso il supporto della formazione permanente – non solo ci salveremo, ma torneremo tra i grandi e potremo conoscere – se continueremo poi su quella strada, non sedendoci più sugli allori come avvenuto al contrario nella parte finale dei cinquant’anni che ci lasciamo alle spalle – decenni di sviluppo. Per noi, oggi, non c’è via mediana. O tutto, o niente. Perché siamo ad un passo dal baratro, ma abbiamo le risorse, se lo evitiamo (e dobbiamo, appunto, farlo subito) per ritornare grandi. Ora o mai più. E’ proprio il caso di dirlo. E’ quello che dice, in buona sostanza, anche Angelo Bagnasco. Del quale il Politico.it sottolinea ancora una volta l’onestà e la responsa- bilità, e il grande amore per l’Italia. Oggi è lui, insieme alla leader degli Industriali, la più autorevole voce della politica italiana. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli. Read more

Diario politico Onestà e responsabilità(?) Ora è la leadership di Emma Marcegaglia “Pensate alla crescita e all’occupazione” E Fini oggi è un modernizzatore dell’Italia Ma proprio perciò adesso è bene parlare

settembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. In questi giorni in cui tutti sembrano aver dimenticato le esigenze del Paese per inseguire la faida interna al centrodestra, la presidente di Confindustria resta coerente – come il giornale della politica italiana – nel suo continuo richiamo della nostra politica autoreferenziale di oggi a quelle che sarebbero, appunto, le sue responsabilità: «E non è vero, presidente Berlusconi, che stiamo meglio degli altri, la crisi l’abbiamo sentita eccome». A questo punto anche il presidente della Camera, proprio per l’onestà e la responsabilità dimostrate finora, è chiamato a porre lui per primo – in modo giusto, naturalmente senza sacrifici che non siano giustificati – la parola fine a questa storia che, appunto, sta impedendo di fare ciò che lo stesso Fini, come Marcegaglia, sollecitava Berlusconi a fare: governare, occuparci, tutti insieme, del Paese. Il rac- conto della giornata, all’interno, di Carmine Finelli. Read more

Diario politico. Fare di necessità (?) virtù Marcegaglia: ‘Se il governo non governa’ Napolitano: “Ritroviamole le motivazioni” Perché o si riparte ora o (ci) sarà declino

settembre 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. L’Italia vive di rendita. La rendita lasciataci dai padri della nostra Repubblica in un periodo di grande necessità e (quindi) motivazioni, e in cui la qualità di tutti noi è tornata ad esprimersi in tutta la sua brillantezza: il Dopoguerra. Quando un popolo non ha più nulla, e sa che la responsabilità risiede tutta sulle proprie spalle, è quello il momento in cui, libero da alibi, torna a mettere in campo le proprie risorse, se le ha, e rinasce. Ed è quello che il nostro Paese ha fatto subito dopo la fine del regime fascista, che ci aveva lasciato a terra, e la guerra nella quale Mussolini ci aveva trascinato, rovinandoci. Quindici anni dopo l’inizio della Seconda Repubblica, l’Italia non è ovviamente nella stessa situazione, ma il patrimonio lasciatoci in eredità dalle generazioni precedenti (precedenti, s’intende, anche a quelle che hanno cominciato a sperperarlo) sta per non essere più sufficiente per vivere di rendita. E quando non lo sarà più, per noi potrebbe cominciare un periodo di minore ricchezza – diffusa – e una parabola discendente proprio su quel piano economico che, paradossalmente, è ancora quello che, grazie alla rendita, tutto sommato ci tiene ancora nella fascia alta dei Paesi del mondo. Il momento è adesso: se capiamo che muoverci ora ci consentirà di rilanciarci subito, potendo competere per tornare al vertice della civiltà, ci assicumeremo anni di grande benessere, e potrà forse essere altrettanto sistemico di quanto lo sia stato in questi cinquant’anni. Potremo insomma garantirci altri cinquant’anni (la cifra è puramente simbolica) di benessere e, se saremo particolarmente saggi, proseguiremo nel lavoro e lo accresceremo e consolideremo sempre di più. Tornando definitivamente nella posizione che ci compete. Si tratta, insomma, di fare di necessità virtù, come invita a fare il capo dello Stato, e di rifare grande l’Italia. Certo l’atteggiamento di questi ultimi mesi è l’opposto di quello utile: la presidente di Confindustria accusa la maggioranza (e la parte di Paese che va dietro alla nostra politica autoreferenziale di oggi, parte della stampa compresa) di pensare a «amati, cognati, appartamenti» invece di occuparsi di tutto questo. Il dramma della perdurante mancata nomina del ministro per lo Sviluppo economico è, appunto, un dramma, anche se ancora non tutti ce ne accorgiamo (molti di noi, purtroppo, se ne stanno accorgendo eccome). Facciamolo. Ciascuno faccia la sua parte: il governo raccolga la sfida di Fini e si rimetta a governare, il centrosinistra prepari progetti da proporre al Paese nel caso la maggioranza fallisca nel suo tentativo. Il giornale della politica italiana, in tutto questo, è il (nuovo) consigliere del presente che spinge tutti a muoversi verso il domani, che prepara. State con noi. Il futuro del Paese passa di qui. All’interno gli spunti della giornata. Read more

«Ghe pensi mi» Diario politico. Dopo il Tg La7 di Mentana

luglio 2, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Da stasera, care lettrici, cari lettori, lo avrete letto per ora solo sul giornale della politica italiana, c’è anche il Tg La7 di Enrico Mentana. Fino a ieri solo da noi, e su nessun altro giornale e tantomeno in tivù potevate ascoltare ogni sera il racconto completo della giornata della nostra politica, senza censure, sfornato con onesta e responsabilità nel solo interesse di tutti noi. Da oggi molto di quello che leggerete qui alla sera potrete sentirlo anche dagli schermi de La7, perché di Enrico Mentana il Politico.it condivide l’impostazione super partes e la volontà di avvicinarsi quanto più è possibile alla verità, che poi è l’essenza del giornalismo. Certo «la verità è sfuggente, stiamo ai fatti», diceva il premio Pulitzer Walter Cronkite. Allora per noi, come per Mentana, la verità non può che essere raccontare tutti i fatti, dare tutte le notizie. Vi consigliamo dunque di seguire prima il Tg La7 di Mentana e ascoltare la prima infarinatura sui fatti della giornata e poi di cliccare qui per il vero racconto completo. Diario che, vedrete, vi dirà tutto ciò che il Tg La7 stasera non vi ha detto, sulle notizie che il Tg La7, però, a differenza di tutti gli altri telegiornali, ha dato: Berlusconi che annuncia «ghe pensi mi», sì, con cui hanno aperto Tg1 e Tg5. Ma soprattutto Fini che attacca sul fronte della legalità e (ri)apre un (nuovo?) fronte dentro il Pdl, al punto da spingere Cicchitto a parlare per la prima volta di possibile «separazione consensuale». E poi Tremonti che accusa le Regioni di avere sbarellato nella gestione dei fondi Ue. Un grande Diario firmato, stasera, Carmine Finelli. Read more

Tremonti prepara la successione a Silvio E’ lui ‘il’ nome Pdl per il dopo-Berlusconi I retroscena della corsa nel centrodestra

giugno 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il cambio della guardia potrebbe arrivare prima del previsto. Le fughe in avanti del presidente del Consiglio vanno di pari passo con la fatica sempre maggiore che Silvio è costretto a fare per guidare la maggioranza e raggiungere i propri obiettivi. Abbiamo detto nei giorni scorsi di una tentazione, già presente, per un eventuale abbandono. E che l’unica molla che tiene Berlusconi ancora in piedi è, forse, la rivalità con Fini e la volontà di non dargliela vinta. E’ allora fantapolitica fino ad un certo punto ragionare dei possibili scenari del dopo. In un quadro, peraltro, che nel tempo si è molto semplificato. Al punto che oggi è possibile scorgere un solo profilo che si stagli nettamente all’orizzonte del Popolo della Libertà: quello del ministro dell’Eco- nomia. Che ha dalla sua il patto di ferro con la Lega. E ha già cominciato ad allargare la propria rete di consensi interna… Ci racconta tutto Pietro Salvatori. Read more

La destra: Fini e Napolitano, dove siete?’ Legge-bavaglio, in subbuglio l’area ex An Dossier/ le norme nel resto del mondo
E un dubbio: presidente, perché firma?

giugno 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. Ed è, appunto, il giornale di tutta la nostra politica. In questa duplice chiave, dà spazio, oggi, nel giorno in cui ci si confronta, tra sconcerto e preoccupazione, sul ddl intercettazioni, a chi ha avuto meno risalto in queste ore. E rappresenta, invece, la sensibilità più rilevante per capire come sta la nostra democrazia, e se, e come, potremo reagire a questo colpo inferto alla libertà di tutti. La voce di quella grande parte della destra italiana che non si riconosce nella scelta del governo. La destra indipendente vicina, idealmente, a Gianfranco Fini. Il quale ha vissuto con disagio il passaggio di ieri. Ma, dopo la mediazione precedente la formulazione del ddl, non ha più mosso un dito. Su questo torneremo nelle prossime ore. E’ un tema cruciale perché c’è un’intero mondo, invece, che avrebbe voluto dal suo leader una presa di distanza, e magari un’assunzione di responsabilità nel momento più controverso dell’azione di governo. Maurizio Guarino, presidente della principale associazione della destra ex An, interviene su il Politico.it per rispondere a Gasparri che aveva parlato di un Pdl compatto nel sostegno al provvedimento. E gli fa sapere che la destra non ci sta. Con questo, il giornale della politica italiana avvia questa forma di interazione e di collaborazione con il movimento della destra proponendo anche un pezzo di Enrico Sturman e Daniele Ricciardi, responsabili di dipartimento di Destra razionale, che studia lo stato dell’arte sulle intercettazioni nel resto d’Europa e non solo. Soltanto in Repubblica Ceca è in vigore una legge definita «museruola», che può essere paragonata a quella italiana. Infine, dalla destra un appello (implicito) a Fini ma anche al presidente della Repubblica: perché, scrivono Sturman e Ricciardi, Napolitano annuncia l’intenzione di firmare il ddl nonostante la palese violazione della Costituzione materiale del nostro Paese? La destra, dunque, dalle colonne de il Politico.it. Sentiamo. Read more

Criminali posson dormire sonni tranquilli C’è il “sì” del Senato al ddl intercettazioni Finocchiaro: ‘Iniziata la fine della libertà’

giugno 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Passa a palazzo Madama la legge che limita fortemente l’ascolto delle telefonate da parte della nostra giustizia per l’accertamento dei reati. «Non volete controllo, la privacy è l’ombra nella quale continuate a fare i vostri affari», è la sintesi della presidente dei senatori Democratici inusual- mente efficace. Una scelta, quella del centrodestra, volta ad evitare che fenomeni di malcostume e, peggio, di illegalità che coinvolgono, ahinoi, anche “protagonisti” (si fa per dire) della nostra politica e comunque loro sodali, possano essere scoperti: da oggi agire alle spalle di tutti noi, da parte della cricca, da parte della Casta (e – purtroppo – non solo), sarà più facile. Il servizio, all’interno, di Stefano Catone. Read more

Diario politico. Il giornale della modernità Settis: ‘Solo noi tagli università e ricerca Si investa 1% del Pil e assunzioni giovani’ Il Pd: ‘Pensione prof. anticipata a 65 anni’ Noi andiamo oltre: cambiare prospettiva

giugno 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. L’ex direttore della Scuola Superiore Normale di Pisa, ospite di Otto e mezzo, rilancia in chiave propositiva le critiche per le riduzioni degli investimenti nella cultura da parte del governo. «C’è la crisi e si comincia a tagliare da qui – dice – ma gli altri Paesi fanno il contrario: è con l’università e la ricerca che si acquisisce competitività». Strutturalmente. E in progressione. Parole che i nostri lettori hanno ascoltato molte e molte volte – prima, o piuttosto che altrove – su queste pagine. Il giornale della politica italiana, lo abbiamo scritto più volte, è il giornale dell’università e della ricerca; non dei ricercatori, perché non è una difesa di categoria ad interessarci. Dell’università e della ricerca come punto di riferimento e motore per consentire al nostro Paese di non pagare lo scotto dell’esplosione economica di Cindia e, anzi, di rilanciare e di mettersi sulla strada per tornare ad essere grande e, nel tempo, ancora una volta nella Storia la culla della civiltà. Anche i Democratici sono dell’avviso di Settis, ma a loro in particolare, più che al professore, rimproveriamo mancanza di coraggio e di visione: le piccole misure, i singoli interventi, le “toppe” sono sacrosanti, ma per tornare a fare grande l’Italia – e per consentire al Pd di fare di questa che è una sua battaglia naturale un vero e proprio cavallo di battaglia, forse il cuore di quella «narrazione» di cui parla Vendola che consiste nell’offrire agli italiani un’idea di futuro – ci vuole un disegno complessivo, nel quale la cultura non sia una voce di bilancio ma IL bilancio. Il centrosinistra imposti una nuova, grande prospettiva nella quale la cultura (ai livelli più alti; e la formazione) sia di/il nuovo pane quotidiano. L’università e la ricerca vertice di un nuovo sistema economico fondato sull’innovazione e la produzione delle idee, la formazione permanente chiave per risolvere i problemi legati all’attuale precarietà del (e mancanza di) lavoro e per innestare una rivoluzione culturale che consista nel porre al centro della nostra vita lo studio, ai vari livelli (scolastico, universitario, scientifico ma anche preparatorio a – sempre – nuovi e più avanzati lavori), anche grazie ad una trasformazione del Grande Educatore – la televisione – di nuovo in un mezzo pedagogico e in grado di contribuire a fare tornare a pensare, a stimolare il senso critico, risuscitare fame di conoscenza. Il giornale della politica italiana offre tutto questo a chi, nella nostra politica, avrà la saggezza di farla propria. Il destinatario naturale sarebbe il centrosinistra, ma il coraggio per una rivoluzione del genere, al momento, non sembra essere nella disponibilità di Bersani e co.. E forse nemmeno dei suoi possibili successori. Potrebbe essere nella disponibilità invece della destra di Gianfranco Fini, che parla più di tutti – insieme a Marino – un linguaggio di modernità. Una cosa è certa: prima facciamo, più possibilità abbiamo di farcela. E di essere tutti qui insieme, tra qualche anno/decennio, a festeggiare un’Italia tornata al centro del mondo. Il racconto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario. E dopo Annozero il dibattito è qui Bersani: ‘Manovra figlia errori governo’ Guardate infatti il Pil con i vari esecutivi Tremonti riconosca le proprie ‘mancanze’ L’opposizione però sostenga l’impianto Nello specifico è una finanziaria di parte

giugno 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Su Raidue il confronto tra il leader Democratico e il ministro dell’Economia. Che nega qualsiasi responsabilità sua o del governo per il cattivo andamento dei conti, che ha imposto appunto la manovra correttiva. Noi denunciammo per primi che Tremonti non la raccontava giusta, quando ancora il Pd partecipava al coro di elogi. Ora Bersani si accorge: meglio tardi che mai. Il capo di via XX Settembre riconosca che si doveva e poteva fare di più e meglio, sia nella stessa azione di contenimento del deficit, sia per lo sviluppo (come detto completamente assente anche da questa finanziaria; ne abbiamo parlato martedì). I dati che ci mostra theHand, tributando un giusto riconoscimento a Romano Prodi, sono lì a dimostrarlo (anche se è vero che le ultime due legislature di centrodestra sono coincise con i momenti più acuti delle difficoltà dell’economia mondiale). Onestà, dunque. Contemporaneamente, il giornale della politica italiana chiede al centrosinistra di assumersi le proprie responsabilità in un momento delicatissimo per il nostro Paese: il segretario del Pd vuole che tutto questo sia subordinato all’ammissione da parte di Tremonti, ed è giusto, ma i Democratici hanno alzato le mani in segno di resa tante volte quando non era né necessario né opportuno (ed è per questo che oggi sono nella condizione – di subordinazione – in cui sono e il Paese non vede, come ha scritto oggi Crespi, alcuna alternativa); non è precisamente il confronto sulla finanziaria l’occasione in cui mettersi a fare la voce grossa (non su questo, mentre si riprende o continua a fare su tutto il resto). Responsabilità, insomma. Se le due cose – l’onestà di Tremonti; la responsabilità del centrosinistra, che peraltro, va detto, in questo caso non mancherebbe e non sarebbe mai mancata – vanno insieme, l’Italia ricomincia ad essere un Paese normale e fa un passo lunghissimo in avanti verso la risoluzione dei propri problemi prima e (quindi) una (forte) ripartenza poi. Ciò non impone un placet dell’opposizione per ciò che riguarda i contenuti della manovra: come dice anche la protesta di oggi dei magistrati, che minacciano uno sciopero nazionale, il modo in cui vengono ricavati i 25 miliardi necessari a vararla (leggi: i tagli e i contenimenti) risponde agli interessi della parte di Paese che il centrodestra, al momento, rappresenta. Questa finanziaria è dunque in primo luogo la finanziaria di una parte degli italiani, e peraltro quella più ricca, che meno avrebbe bisogno di questo livello di “attenzione” nei propri confronti; il tutto a discapito, naturalmente, di quella più povera che si dovrà invece sobbarcare – anche in termini di mancata ripartenza per l’assenza di risposte per lo sviluppo – il peso della correzione. Nella migliore delle ipotesi (e questo la dice lunga), e vale naturalmente soprattutto per ciò che riguarda i tagli alla giustizia, si può parlare di manovra ideologica. Non esattamente ciò che rimanda all’ideale di un Paese nel quale la (nostra) politica agisca nel solo interesse di tutti (gli italiani), superando i cartelli di rappresentanza di specifici interessi e lasciando alle spalle le motivazioni parziali e le lotte di classe, che ormai si perpetuano solo a livello di classe dirigente (che rischia però, così facendo, di riaccenderle nel Paese, come ancora una volta abbiamo denunciato noi per primi, con Lerner). Il racconto, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. Festa alla Repubblica (?) Zingaretti: “La Lega vuole demolire Italia” 19 maggio, Crespi: “Prendeteli sul serio” Ma Napolitano: “Non fatemi vedere neroGoverno: stop intercettazioni sui servizi Dalla secessione allo “Stato di polizia”(?)

giugno 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. E’ stata una giornata a due facce (…), quella di oggi, per il nostro Paese. Da un lato si è rischiato di (vederla) fare davvero, la festa, alla Repubblica italiana. Dall’altra gli anticorpi sembrano ancora, nonostante le “cure” (debilitanti), molto forti. E questo “parla” di una democrazia ormai matura che rende gli sforzi di chi tenta di manipolarla ancora più vigliacchi e immorali per il nostro Paese. Il “senso” (di marcia: è proprio il caso di dirlo – ?) è duplice: da un lato c’è la Lega, come abbiamo detto con Laratta, che vuole «dividere e demolire l’Italia» (parola del presidente della Provincia di Roma e più “spesso” tra i candidati, o papabili, alla futura leadership del Pd). Il giornale della politica italiana ha denunciato la serietà del tentativo, ancora una volta, prima degli altri: prendiamoli sul serio, appunto, scrivevamo due settimane fa; anche perché il ddl intercettazioni, così com’era configurato, e come ora si può sperare che non venga approvato, rischiava di favorire questo tentativo, mettendo il silenziatore a tutte le manovre illecite alle nostre spalle e a nostre spese che potevano (possono) far implodere il sistema. Ma è proprio (ancora) il disegno di legge che mira a rendere molto più difficile l’ascolto delle telefonate da parte della nostra giustizia a (poter) rappresentare il vero piede di porco per far saltare il “banco” (leggi: la nostra democrazia), sul secondo livello sul quale si è insistito oggi e del quale il Politico.it, solo, vi rende (in questo modo) edotti: un vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli appronta imprevedibilmente un emendamento allo stesso ddl che prevede che i nostri servizi, nell’esercizio delle loro funzioni, non possano essere intercettati. Un modo, la definizione è di Di Pietro ma noi condividiamo il senso, per spalancare le porte delle stanze del potere ai servizi (deviati) e, in ogni caso, favorire (appunto) la (ri)fondazione di uno «Stato di polizia». Tutto questo ha un’unica matrice (anti)culturale, sulla quale torneremo nei prossimi giorni: si chiama (determinazione della) mancanza di senso critico, la favorisce l’azione di dispersione culturale del nostro Paese sviluppata da una parte della nostra destra. E prepara il terreno ad involuzioni (di nuovo: anti)culturali che possono andare nel senso della divisione o dell’(ultra)compattamento (illiberale) – che non esclude, comunque, forme di separazione – ma si possono definire in un solo modo: quello che Maurizio Crozza, nella foto, in qualche modo anticipa. Il presidente della Repubblica sia avvertito: meglio vedere (ora), che non poterlo più fare (poi). Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.                  Read more

E’ in pagina la nuova vignetta di theHand Protagonista: Maurizio Gasparri. Scoprila

maggio 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il caso è quello che conoscete: Draquila, il docufilm di Sabina Guzzanti sulla gestione del dopo-terremoto a L’Aquila, viene criticato dal ministro della Cultura (?) Sandro Bondi che annuncia che non sarà a Cannes (per chi non ama il cinema, si tratta forse del più prestigioso tra i festival internazionali) dove il film sarà proiettato fuori concorso. Il giornale della politica italiana lo ha già “affrontato”, come sempre entrando nel cuore del confronto, con uno dei suoi (nuovi) protagonisti: il Politico.it è infatti uscito con un pezzo di Paolo Guzzanti, una delle nostre grandi firme che, nel caso, è anche (indirettamente) parte in causa, in quanto padre di Sabina. Ma a noi interessava – come sempre – andare oltre le schermaglie mediatiche (peraltro unilaterali) e capire il senso profondo di ciò che stava accadendo. E l’ex vicedirettore de “il Giornale” ci ha consentito di farlo portando alla luce – in una giornata nella quale abbiamo proposto anche un altro editoriale su questo tema – la questione di fondo, ovvero la libertà (?) nel nostro Paese. Quella di Bondi è infatti la dimostrazione di una disposizione censoria, che si associa alla tesi (che è però più che altro una vera e propria notizia, come per il grande film di inchiesta che Draquila è) del film di Sabina: ovvero che a L’Aquila, in nome dell’emergenza post-terremoto, sono state sospese le libertà civili (riunione, espressione, manifestazione, eccetera). Guzzanti si chiedeva se tutto questo non potesse rappresentare un precedente per una futura sospensione delle libertà civili del nostro Paese, in nome di un’altra “emergenza” (nazionale. «La pioggia?», si chiedeve, ancora, ironicamente e provocatoriamente – ma non troppo – Guzz). Oggi torniamo sulla questione con maggior levità. E lo facciamo con il nuovo, grande disegno di Maurizio Di Bona, che ci racconta la reazione del capogruppo Pdl al Senato dopo la visione del film. Buona interpretazione. Read more

Diario politico. Sono matti da Lega(re) (?) Test d’italiano per commercianti stranieri Oltre l’obbrobrio, ad Adro con i “nostri” Da Pd grande, giusto sdegno antirazzista Ma (solo così) i voti vanno al Carroccio Stare dalla parte anche dei poveri italiani

aprile 23, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Mentre Bossi recita il de profundis del federalismo e, con esso, della legislatura salvo poi farsi rassicurare dal premier (che però non può stare altrettanto tranquillo), i suoi uomini si sguanzagliano in Parlamento e sul territorio per promuovere l’avanzata (politica, perché culturale) leghista. Il caso, inaccettabile, dei bambini lasciati a pane e acqua nel (e dal) comune del bresciano (naturalmente guidato da una camicia verde) perché i loro genitori non avevano pagato la retta della mensa, si trasforma ben presto in una schermaglia (tra poveri) italiani-extracomunitari. Nel collegamento di ieri di Annozero è andato in onda uno “spettacolo” (si fa per dire) che dovrebbe però redarguire chi liquida il problema con facilità: da una parte c’erano gli stranieri, idealmente rappresentati dal Partito Democratico; dall’altra gli italiani, pressoché compatti, ad applaudire il sindaco leghista. Oggi poi una deputata della Lega, Silvana Comaroli, presenta alla Camera un emendamento che istituirebbe un test obbligatorio di italiano per le persone di provenienza extracomunitaria che vogliono aprire un’attività commerciale nel nostro Paese. Anche qui, un grande turbinio di dichiarazioni e attacchi e prese di distanza; ma in un ideale nuovo collegamento di Annozero con una strada qualsiasi del nostro Paese (soprattutto al nord, ma non solo), in cui convivono attività commerciali condotte da stranieri e attività commerciali condotte da italiani la scena sarebbe più o meno la stessa di ieri. Con, magari, l’aggiunta dei cittadini che si servono di quegli esercizi, naturalmente anche loro schierati con la deputata leghista. Il Pd, come tutte le altre forze sane della politica italiana, fa bene ad indignarsi di fronte alle “scelte” della Lega che, al di là di ciò che stiamo per dire, hanno un chiaro sfondo razzista. Ma l’indignazione non fa presa sull’italiano medio, che chiede risposte concrete alle proprie difficoltà economiche e sociali, difficoltà che ha, oggettivamente o meno – piaccia o meno – anche in rapporto ai flussi immigratori. E la politica del «si deve» non consente di tornare a vincere al Nord, né tanto meno di scongiurare il rischio-razzismo e favorire l’integrazione. Le forze oneste e responsabili di questo Paese devono saper coniugare la denuncia e l’indicazione della strada da percorrere con la conoscenza del disagio e l’offerta di vicinanza e risposte anche e forse anche prima agli italiani. Solo così potrete sperare, cari Democratici, che prima o poi anche loro vi seguano su quella strada – dell’accoglienza, della condivisione, della fratellanza – che gli avete indicato, abbandonando, a quel punto, quella leghista. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Il ritorno del Parlamento? Dice no alla caccia selvaggia tutto l’anno Pure ad arbitrato in caso di licenziamento E no alla causa civile per morti d’amianto Triplo stop ad errori (gravi) del governo C’è già lo zampino (della svolta) di Fini(?)

aprile 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Mentre tutti si occupano della partita a scacchi all’interno del Pdl – su cui ragionere- mo domani, giorno dell’attesa direzione nazionale – il giornale della politica italiana sceglie di sottolineare la ripresa della (piena, e libera) attività legislativa della Camera proprio nei giorni della ribellione del suo presidente. Il primo atto è la limitazione dei danni nell’estensione della stagione venatoria, che sarà accresciuta di una sola settimana a febbraio: un compromesso che trova il “no” della Lega ma incontra il favore di tutte le forze oneste e responsa- bili. Anche se su questo tema, lo abbiamo scritto nei giorni scorsi, le logiche trascendono dal solito in quanto coinvolgono il ruolo di lobbies e sollecitano sensibilità che prescindono dalle disposizioni politi- che pure. Ma si tratta comunque di una scelta libera e indipendente e, anzi, consentita dalla decisione del governo di rimettersi al volere del Parlamento dopo i primi no di trenta deputati del Pdl (va detto, traversali alle anime e, ora, alle correnti). Il secondo stop (indiretto, in questo caso: l’emendamento è stato presentato dal relatore di maggioranza in “accordo” con l’esecutivo) al governo nasce dall’indicazione delle parti sociali e dal rinvio alle Camere del provvedimento da parte del presidente della Repubblica: in caso di licenziamento senza giusta causa, non sarà possibile eludere il giudizio di magistrati e dunque saranno ancora garantite le prerogative dei lavoratori in base anche al loro statuto e all’articolo 18. Il terzo “no” (ancora della Commissione Lavoro della Camera sempre sul dl omnicomprensivo respinto da Napolitano) è all’emendamento del governo che voleva ridurre le responsabilità degli ammiragli per i casi di esposizione da amianto sulle navi di Stato al solo livello civile, escludendo il penale. Dunque un’altra scelta a garanzia di persone più deboli e vittime di un’ingiustizia. Tre “no”, dunque, che correggono scelte sbagliate da parte del governo. Manca ancora la proposta, la visione e la progettazione del futuro dell’Italia. Ma il compito della sintesi spetta ai partiti. Intanto ecco il grande ritorno del Parlamento. Che battendo un colpo restituisce, seppure per ora solo per un giorno – vedremo il prosieguo – la politica vera, fatta di scelte giuste e concrete, al nostro Pae- se. In tutto questo, quanto abbia pesato l’esempio e anche l’implicito “rompete le righe” dovuto alla liberazione (è proprio il caso di dirlo) da parte di Fini e alla prospettiva di una possibile fine anticipata della legislatura (peraltro ancora in campo), non è facile dirlo con precisione. Ma l’impressione è che abbia pesato. Eccome. La svolta del presidente della Camera, come il giornale della politica italiana ha scritto nei giorni scorsi, ha dunque già cominciato a dare i propri frutti. Sta ora a Fini, giostrando al meglio apertura alla cultura politica dell’anima berlusco- niana ed esercizio del proprio potere contrattuale proprio in Parlamento – nient’altro quindi che una sana opera di mediazione – dare loro un seguito, fare la propria parte per consolidare la (ri-trovata) democrazia nel Pdl. E anche nella nostra politica e quindi nel Paese. Il racconto, all’interno, di Finelli.

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Diario politico. Ora la (vera) svolta di Fini Grazie a lui il Pdl sta (già) cambiando (?) Se 30 deputati dicono no a ddl pro-caccia Resti dov’è ed eserciti sua golden share Dopo Berlusconi la “sua” destra europea

aprile 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Nicolò Bagnoli. Alcuni dei maggiori editorialisti del giornale della politica italiana (che, nel solco della tradizione liberale dei grandi quotidiani americani ospita anche opinioni che, naturalmente sulla base di una condivisione di fondo, possono non esprimere la linea del giornale) hanno scritto su queste stesse colonne, nei giorni scorsi, che la “rottura” (che noi non abbiamo mai chiamato in questo modo, in realtà, perché di questo ancora non si tratta) tra Berlusconi e Fini è definitiva, perché il processo è giunto ad un punto di non ritorno. E stamattina, accompagnando l’intervento di Stefano De Luca, abbiamo ribadito – e questo è un punto di vista ormai condiviso – che tra l’anima finiana e quella berlusconiana ci sono differenze culturali che non potranno essere cancellate. Ma. Ma la “sensibilità” (è proprio il caso di dirlo – ?) politica dei cosiddetti berluscones è figlia direttamente della leadership del presidente del Consiglio. Che polarizza queste stesse posizioni e quelle del centrosinistra. Anche per questo l’unica opposizione credibile riesce, come ha scritto oggi Luigi Crespi, proprio quella di Gianfranco Fini: perché è l’unica che guarda al Paese e prescinde, appunto, da questa contrapposizione sterile. Per questa stessa ragione, comunque, è presumibile che quando quella leadership verrà meno l’anima del Pdl che vi fa riferimento possa, magari nel tempo, aprirsi maggiormente all’esterno e amalgamarsi con maggiore facilità con altre contigue. Se tuttavia a quel punto il presidente della Camera avrà lasciato il Popolo della Libertà sarà molto più facile per un erede diretto di Berlusconi prenderne la guida e mantenerne – con più o meno successo, sarebbe tutto da verificare – l’impostazione. Se, al contrario, Gianfranco Fini sarà rimasto nel partito del premier magari svolgendo un’intelligente opera di mediazione tra la propria cultura politica e, appunto, quella della maggioranza interna di oggi – concedendo qualcosa su questo piano, come del resto ha fatto fin’oggi – e contemporaneamente spingendo sulla strada della democratizzazione attraverso, anche, il sano esercizio di far valere il proprio peso (anche) numerico in Parlamento per far passare/non far passare (o meglio per favorire o dissuadere) iniziative che rappresentano o contraddicono quella cultura politica, Fini potrebbe esserne il leader naturale – quel ruolo al quale aspira da sempre ma che per varie ragioni non è ancora riuscito a preparare efficacemente – e, a quel punto, portare tutta la destra italiana sulla strada intrapresa. Questa del resto non è un’ipotesi così innovativa, è quella alla quale Fini lavora da tempo. E potrebbe apparire paradossale che si ponga di nuovo nel momento di massima distanza dentro il Pdl. Ma segnali di crescente democrazia interna – come il voto di oggi sulla stagione venatoria, per quanto sia un tema che si lega a logiche lobbistiche che dividono trasversalmente la politica italiana, e superano la questione dell’appartenenza o meno a parti anche interne ai partiti anche perché, nello specifico, non interessa direttamente a Berlusconi; ma anche le riunioni, che continuano a tenersi, degli organismi dirigenti. Decisivo in questo senso sarà l’esito, anche formale, della direzione nazionale di giovedì – e la necessità per la nostra politica di avere, prima o poi, una destra normale suggeriscono e invocano almeno un’ultima verifica sulla possibilità di percorrere questa strada. Due sono gli interroga- tivi. Il primo riguarda la disponibilità di Berlusconi ad accettare almeno un po’ di questa dialettica interna, anche a livello e in funzione parlamentare. E conoscendo il presidente del Consiglio diremmo che i margini sono molto ristretti. Il secondo riguarda i reali confini della cultura politica a cui fa riferimento Gianfranco Fini: in molti casi le sue posizioni sono apparse davvero innovative, forse “troppo” persino per una moderna destra europea. E dunque irrimediabilmente lontane da quelle con le quali, superata la polarizzazione, dovrebbe amalgamarsi. Ma, a questo punto – e lo diciamo contro i nostri stessi principi – un po’ di pragmatismo politico si impone anche al presidente della Camera. Se il “pia- no” sarà predisposto con accortezza, può essere de- cisivo per il bene del Paese. Ora Bagnoli, all’interno. Read more

Berlusconi a Karzai: “Risposte concrete” Silenzi&indecisioni sui 3 italiani arrestati Ora senso di Stato e nessun pregiudizio

aprile 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Consiglio rompe gli indugi e scrive al capo dello Stato afghano per sollecitare comunicazioni sui nostri connazionali, accusati di detenere armi e di organizzare un attentato al governatore dell’area in cui si trova l’ospedale dell’organizzazione di Gino Strada. Un atteggiamento prudente, forse troppo – anche in questo caso – quello del nostro governo che sostiene di volersi muovere secondo due principi: tutelare i tre italiani “rapiti” ma anche aiutare l’Afghanistan verso la stabilizzazione. In realtà i distinguo del ministro degli Esteri Frattini – di cui ci racconta Massimo Donadi nel pezzo-intervento che trovate all’interno – fanno pensare che un ruolo fondamentale lo stia giocando (o abbia giocato) la sensibilità politica di Emergency. Ma se il nostro Paese comincia a far discendere dalle differenze di orientamento anche il modo in cui ci comportiamo quando ci confrontiamo-scontriamo al di fuori dei nostri confini, siamo alla fine del senso della nostra unità nazionale che proprio la destra ha più storicamente a cuore. Dando un’immagine di debolezza e mancanza di compattezza che certo non aiuta né il prestigio né la sicurezza dell’Italia. Oltre – naturalmente – ad essere inaccettabile nei confronti dei nostri tre connazionali: non è qui in discussione Emergency, che peraltro svolge – come altre orga- nizzazioni umanitarie del nostro Paese – un’attività fondamentale. Ma la sorte di tre italiani, né più né meno. Ed è di questo che ci dovremmo occupare. Read more

Il commento. Berlusconi indagato, chi è Giancarlo Innocenzi Lerner

marzo 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è l’unico grande quotidiano a potere proporre in tempo reale i commenti ai fatti appena accaduti delle sue (più) grandi firme (del giornalismo politico italiano). Dalle intercettazioni emerge che un membro dell’Agcom sottostà alle richieste del presidente del Consiglio nel (suo) tentativo di piegare (attraverso l’espulsione di alcuni suoi protagonisti poco “apprezzati” da Berlusconi) e manipolare (ordinando a chi la fa direttamente come deve raccontare cosa) l’informazione pubblica televisiva. Nessuna sorpresa, secondo il conduttore de L’Infedele, visto che quest’uomo, Giancarlo Innocenzi, lavora per il Cavaliere (prima a Fininvest) da prima (appunto) che Berlusconi entrasse in politica. E negli anni, lui come Aldo Brancher infiltrato nelle file leghiste, è stato collocato nei ruoli in cui la sua fedeltà al premier avrebbe potuto essere declinata nel modo più proficuo – anche considerata la grande competenza in materia televisiva di Innocenzi – per la “causa”. Read more

“Garantismo” senza limiti di centrodestra Di Girolamo lascia, (ma) il Pdl lo applaude Gasparri: “Colpa di magistrati bolscevici”

marzo 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il garantismo è la propensione ad anteporre i diritti degli imputati alla tentazione giustizialista. Altra cosa è difendere aprioristicamente persone alle quali si è per qualche ragioni legati (per quanto a volte, nei casi più o meno strettamente familiari – ai quali è e deve essere estranea la politica, che risponde non a logiche affettive e sentimentali, per quanto non possa prescindere da una certa umanità, ma all’interesse del Paese – possa essere comprensibile e anche doveroso); altra cosa è riconoscere l’intoccabilità di alcuni (magari dei parlamentari, o dei protagonisti della nostra politica) e quindi prevedere la loro imm(p)unità. Tutto questo si intreccia, naturalmente, con la “convinzione” che la magistratura sia politicizzata e che sia dunque non solo possibile, ma addirittura doveroso, e in nome del principio dell’indipendenza della politica italiana, preservare gli appartenenti – è proprio il caso di dirlo – alla “casta”. Dello stato della giustizia abbiamo già detto ieri (e non siamo certo stati – all’opposto – (anti)ideologici). Ma l’applauso che oggi i senatori del Popolo della Libertà hanno tributato al collega accusato (e molto di più, le intercettazioni per una volta non lasciano spazio a – molte – interpretazioni) di avere rapporti con (e di essere stato eletto con l’aiuto de) l’ndrangheta è sicuramente una degenerazione (nel caso) speculare, che, peraltro – soprattutto – getta ombre terribili sull’indipendenza (questa sì) della nostra politica e in particolare di quella parte del centrodestra – va detto, al di là di ogni equidistanza – che ha avuto più casi di continguità (pensiamo a Cosentino, ma anche – per l’Udc – a Cuffaro) con la criminalità organizzata. Ci racconta cos’è accaduto in aula, Andrea Sarubbi. Read more

Napoli, finiana, una vita contro le mafie “Pdl frena protocollo candidature pulite” E su Gasparri: “Difende le collusioni”

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Proposto da Pisanu in Antimafia, sostenuto dalla deputata ex An e dall’altro finiano Fabio Granata, dal centrosinistra e dalla Lega, ha trovato l’opposizione del partito del premier. E del governo. Cruciale a poche settimane dalla chiusura delle liste per le Regionali, prevede che non si possano mettere in campo candidati anche solo rinviati a giudizio e non necessariamente già condannati. La Commissione si riunisce in queste ore a Reggio Calabria e Angela Napoli spera ancora che il “suo” centrodestra possa fare un passo indietro e non tradire più la (sua) battaglia di tutta una vita. In questa intervista al giornale della politica italiana, la deputata Pdl spiega perché è importante approvare quel codice e ci racconta a che punto è la nostra battaglia contro la criminalità organizzata. E sulla giustizia chiarisce: «No al processo breve». L’ha sentita Ginevra Baffigo.

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Diario. Eluana, Berlusconi si “rammarica” Duro Fini: “Meglio tacere”. Faida-Chiesa

febbraio 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La più completa, la più autorevole. La nota del giornale della politica italiana. La prima firma è Carmine Finelli. Il premier: «Dolore per non averle salvato la vita». Il presidente della Camera: «Avrei preferito che tutti tacessero». L’apertura è per questo ma poi passiamo ad altro, in ossequio alla serietà di questo giornale, che oggi ha preferito tornare sulla vicenda Englaro con le due importanti – e più serie, appunto – riflessioni di Cristiana Alicata e Andrea Sarubbi che trovate in pagina. Punti di vista diversi offerti alla vostra valutazione, ché gli unici “giudici” di ciò di cui trattiamo siete voi, cari lettori. Ma torniamo al Diario. Fuoco di fila del centrodestra nei confronti di Massimo Ciancimino, il giorno dopo il “macigno”, come abbiamo titolato noi ieri, delle accuse di legami con la mafia a Forza Italia e Berlusconi. Bersani: «Lasciamo lavorare i magistrati». Vi rendiamo conto del dibattito di oggi. Ma il tema più succoso è forse l’(auto)difesa alla quale è stata costretta la Santa Sede, dopo le rivelazioni dei giorni scorsi circa un coinvolgimento di esponenti vaticani anche di alto rango nella vicenda che ha portato all’ingiuria, e poi alle dimissioni dell’ex direttore di Avvenire Guido Boffo. E’ costretto ad intervenire il Papa, con un comunicato: «Si diffama anche la mia figura». Ma vi raccontiamo nel dettaglio. Read more

Diario politico. Speciale primarie pugliesi Pd: ‘Ora con Vendola’. Lui: ‘Tutti più forti’ Udc per Poli Bortone. Pdl: “Nichi ostico”

gennaio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana anticipa il suo racconto quotidiano per portarvi negli effetti – dirompenti, per la nostra politica – della grande vittoria del capo di Sinistra e Libertà. I Democratici, riuniti in direzione nazionale, si leccano le ferite parando le mani contro chi vorrebbe approfittare della loro presunta “carcassa” dopo la sconfitta nella partita con Vendola. E si ricompattano intorno al rinnovato leader per la Puglia. Marino, il candidato alla segreteria del Pd appoggiato dal nostro giornale, nei giorni del congresso, va oltre: «Vendola venga nel nostro partito. E lasciamo stare l’Udc». Casini che, dal canto suo, conferma di non voler sostenere Nichi, e punta sulla candidata scartata dal Popolo della Libertà. Ma rassicura il suo interlocutore D’Alema: «Nelle altre regioni resta l’accordo con il Pd». E Bersani: «Noi ci puntiamo ancora su questa alleanza con i centristi». La firma di questo Speciale diario è di Francesco Carosella. Read more

Diario politico. Processo breve, primo ‘sì’ Berlusconi: “I miei? Plotone esecuzione”

gennaio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Con 163 voti favorevoli, 130 no e 2 astensioni passa al Senato il ddl che limita la durata dei procedimenti. Ecco cosa prevede. In aula è bagarre, con i senatori dell’Italia dei Valori che alzano cartelli in cui evocano un “governo criminale”, mentre il Partito Democratico conferma lo sdegno di cui vi abbiamo raccontato ieri: «Non ci sarà giustizia per migliaia di cittadini». Ma anche nel centrodestra i malumori sono molti. I finiani lamentano di essersi trovati a votare un testo diverso da quello concordato, dopo un “passaggio” del ddl a villa San Martino ad Arcore. Fini: «Guarda che è incostituzionale». Ma il premier, che attacca i giudici, è sicuro: «Napolitano me lo firma». Intanto Alfano parlava di riforme condivise… senza rinunciare però all’idea del governo di una riforma anche del Consiglio superiore della magistratura, non solo nei suoi meccanismi di elezione. Un grande racconto, in un grande diario, con tutto quanto c’è da sapere su questa giornata di politica italiana sulla giustizia. E sui processi del Cavaliere, vero cuore di queste prime settimane di nuovo anno. Buona politica (se possibile) e buona lettura. Solo con il Politico.it. Read more

Diario. Le reazioni a Spatuzza. Boffo, ora Feltri ammette: ‘Sì, scrissi cose non vere’

dicembre 4, 2009 by Redazione · 3 Comments 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Verità e finzione. Si gioca tra questi due opposti un’incredibile – e potente - giornata di politica italiana. E’ il giorno di Gaspare Spatuzza, il pentito di mafia delle annunciate rivelazioni su Berlusconi (la “bomba atomica” prevista dal presidente della Camera). «Graviano mi disse: Berlusconi e Dell’Utri ci hanno messo l’Italia nelle mani», testimonia Spatuzza, e di questo vi abbiamo ampiamente raccontato nel pomeriggio (trovate il pezzo tra gli Ultimi articoli). Questa è l’ora delle reazioni della nostra politica, che il giornale della politica italiana vi riporta integralmente, dando spazio a difesa e “accusa” di maggioranza e opposizione (extraparlamentare, perchè Pd, Udc e persino l’Idv scelgono la via della prudenza). Oggi a Fini tocca ricordare che si tratta di «semplici parole» a cui dovrà essere trovato riscontro, mentre leggerete delle reazioni di centrodestra e sinistra radicale (colorito come sempre Gasparri, che parla di pentito «Spazzatura», giocando sull’assonanza col cognome). Ma oggi è anche il giorno, incredibile, di Vittorio Feltri, che fa una clamorosa marcia indietro sull’ex direttore di “Avvenire”, come ricorderete costretto alle dimissioni dopo un duro attacco de “il Giornale” di Feltri che ne parlò, tra il resto, come di un omosessuale al servizio della moralità della Chiesa (contraddizione che, peraltro, andrebbe approfondita meglio, visto che non esiste nessun codice che stabilisca che l’omosessualità sia una colpa; ma nel caso ne riparleremo). Oggi il responsabile del quotidiano della famiglia Berlusconi dice: «Era tutto falso. La nota che pubblicai non corrisponde al casellario giudiziario». Tutto questo nel giorno in cui Napolitano e Bagnasco invitano i giornali a tenere conto dei valori. Il racconto. Read more

Berlusconi: “Nessuna competizione con Fini”. Ma ieri : “Se potessi lo sfiducerei”

dicembre 3, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il premier a margine dell’incontro con Medvedev: «Non ho mai detto ciò che hanno scritto i giornali, non l’ho nemmeno mai pensato». Ma mentre il presidente della Camera torna a tuonare sulla giustizia («Un valore l’indipendenza dei magistrati») nel Pdl in primis gli ex colonnelli si muovono per isolarlo. Il racconto di Carosella. Read more

La “neutrale” Svizzera dice no ai minareti Esultano Lega-Gasparri: ‘Stanchi d’Islam’

novembre 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale del dialogo. Politico-culturale e a maggior ragione, quindi, interreligioso e tra le culture e i popoli della Terra. C’è naturalmente un punto di equilibrio tra l’apertura, il riconoscimento dell’ineluttabilità e del valore della società multiculturale e la riaffermazione dei nostri, valori e anche di parte della nostra identità. Ma le parole-chiave da mettere in campo per raggiungerlo sono le stesse: apertura, dialogo, riconoscimento. Naturalmente a partire da un’idea chiara di sè e senza dimenticare il senso e il valore di tutto ciò che ci portiamo dietro da secoli. Questa è la via di un’integrazione virtuosa. Quella per la quale detta la linea, in queste settimane, Gianfranco Fini, che non avrebbe potuto mai essere così lontano dalle idee leghiste. Che sono in perfetta sintonia con il voto contrario da parte dei cittadini svizzeri (hanno detto no il 57,6% degli elettori) alla costruzione delle torri delle moschee dalle quali si affaccia il muezzin, colui che annuncia la preghiera islamica. Un esito inatteso, per il referendum promosso dalla destra nazionalista elvetica, che impone una riflessione su ciò che sentono e vogliono davvero i cittadini europei. Senza agitare paure, senza ipocrisie. Ci racconta tutto la nostra Désirée Rosadi. Read more

Diario politico. Il senso di Berlusconi per la mafia: ‘Strozzo chi ha scritto La Piovra’

novembre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Francesco Carosella. Sotto pressione per il temuto, possibile avviso di garanzia in arrivo (si diceva) dalla procura di Firenze che indaga sulle stragi mafiose del ’93, il presidente del Consiglio attacca «chi scrive libri» su Cosa nostra, che sempre secondo Berlusconi ci farebbero fare «brutta figura». Mondo della cultura in rivolta. Placido: «Un autogol». Remo Girone, protagonista della fiction Rai sulla mafia: «Molti presero coscienza grazie a quei film». Quanto alle accuse riferite da “Libero” che stamattina titolava di un premier già iscritto nel registro degli indagati sempre nell’ambito dell’inchiesta sulle stragi, sono «infondate e infamanti», dice Berlusconi. Dalla procura comunque arriva una completa smentita: le posizioni di «nè lui, nè Dell’Utri» sono al vaglio degli investigatori. C’è solo la maggioranza sul palcoscenico della politica italiana di oggi – è sempre più assordante, comunque, il silenzio dei Democratici pur ripartiti e rinnovati di Bersani, che faticano a tenere, anzi, a prendere in mano il pallino del gioco – perchè è anche il giorno in cui la Lega ritira frettolosamente l’emendamento che prevedeva un limite di tempo per la cassa integrazione per gli immigrati. E di Fini che indica la strada: «L’inserimento degli stranieri nella vita civile e politica dei Paesi europei – dice il presidente della Camera – si ottiene attraverso un’estensione dei diritti di cittadinanza sociale e politica» e non, ovviamente, con il contrario. Racconto. Read more

Il ritratto del personaggio della settimana L’UBBIDIENZA DI GASPARRI di Luca Lena

novembre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il profilo del venerdì eccezionalmente posticipato al sabato per lasciare spazio, ieri, alla strettissima attualità. Il nostro vicedirettore sceglie stavolta il presidente dei senatori del Pdl. Il ritratto è accompagnato come sempre dall’illustrazione di Pep Marchegiani. Read more

Ora centrodestra blocca la pillola RU486 No di Pd-Idv. Cicchitto: ‘Rispetta la 194′

novembre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

In commissione Sanità al Senato stop all’entrata in commercio del farmaco abortivo da parte di Pdl e Lega. Sacconi e Roccella: «Necessario il ricovero ospedaliero». Livia Turco responsabile Sanità dei Democratici: «Furia oscurantista. La pillola viene già utilizzata da milioni di donne». Il servizio di Carosella. Read more

Diario politico. Colpo mortale alla ricerca Processo breve, Casini: “Vera porcheria”

novembre 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Sì del Senato alla legge Finanziaria del Governo, ma salta l’emendamento che doveva preservare fondi per il capitolo-chiave per il futuro del nostro Paese. Il giornale della politica italiana sostiene non solo un investimento forte, ma un totale ribaltamento di prospettiva per il quale l’università e la ricerca diventino il fulcro dell’Italia di domani. Ci torneremo. Intanto registriamo questo nuovo passo indietro, insieme alla cancellazione (preventiva) della Banca del Mezzogiorno. A ventiquattrore dalla presentazione in Senato del ddl per la limitazione della durata dei processi il confronto sembra arrivato ad un livello di maturazione: la proposta del leader Udc di tornare sulla strada di un Lodo Alfano questa volta presentato come legge costituzionale trova ampi consensi anche nella maggioranza, nella quale in molti sembrano preoccupati per i possibili effetti di cancellazione di massa di processi del provvedimento di ieri. Finocchiaro: «Ci dica Alfano che impatto avrebbe». Lui: «Lo valuteremo». Il racconto. Read more

Diario politico. Ecco il processo breve. E’ rivolta: “Incostituzionale e imbarazzante”

novembre 12, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. E’ stato dunque presentato al Senato il ddl che introduce dei limiti di tempo per lo svolgimento dei processi. «Così i magistrati inizieranno a lavorare di più», attacca il presidente dei senatori Pdl Gasparri. Ma da parte del centrosinistra, dal fronte della magistratura e anche da qualche fronda individuale nella maggioranza scatta una vera e propria sollevazione. «Non discutiamo provvedimenti fatti per il premier», dice Bersani, che annuncia un’opposizione durissima. L’Anm: «Legge devastante». E mentre Giulia Bongiorno – che ha seguito la “pratica” per Gianfranco Fini – si dice «stupita» per l’esclusione dei reati sull’immigrazione voluta dalla Lega, c’è anche l’intervento del presidente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre, notoriamente vicino alla destra, per la quale è stato anche presidente Rai, che vi riferiamo nel titolo. Un grande dossier del giornale della politica italiana sulla giornata intorno alla proposta della maggioranza, nel quale vi spieghiamo nei dettagli la riforma e vi raccontiamo tutte le reazioni. C’è spazio poi per l’annuncio delle dimissioni da presidente del Comitato dei servizi da parte di Francesco Rutelli. Il racconto. Read more

Diario politico. Processo breve. Ma nella maggioranza si scontrano falchi-colombe

novembre 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Dovrebbe essere il giorno della presentazione al Senato del ddl che prevede la limitazione a sei anni dei procedimenti. Una proposta, concepita dall’avvocato di Berlusconi Ghedini (“presidente” della “consulta” interna al Pdl, di cui vi avevamo raccontato, e su cui magari torneremo), che non piace ad una parte del Popolo della Libertà e alla Lega, e che per questo, tra continui tagliaecuci, non è ancora arrivata a Palazzo Madama. Il Cavaliere ha già dovuto incassare il no di Fini alla prescrizione breve, ovvero la riduzione di un quarto dei tempi per la “scadenza” dei reati, che lo avrebbe definitivamente liberato del procedimento Mills; il processo breve non gli dà le stesse garanzie e, pure, nemmeno questo trova il consenso di tutto il centrodestra. «Salterebbero 100mila dibattimenti», dice l’Anm. La Lega vuole limitarlo ai soli cittadini italiani, escludendo gli immigrati, ma sarebbe incostituzionale. Vedremo oggi cosa partorirà la montagna, intanto ecco il confronto nella giornata di ieri. Il presidente della Camera a “Otto e mezzo”: «Comunque no a Cosentino candidato Governatore della Campania, anche Silvio lo considera inopportuno». Scoppia il caso della “satira” offensiva nei confronti della Meloni, di cui vi rendiamo conto. E torna il ministero della Sanità, scorporato da quello del Lavoro. Il racconto. Read more

Diario politico. Bossi: “Alla Lega Veneto e Piemonte”. Raitre, la sostituzione Ruffini

novembre 7, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il Senatùr rivendica la presidenza delle due regioni, mentre in Lombardia sì alla conferma di Formigoni «con un vice leghista». Gasparri: «A loro al massimo un Governatore». E’ il giorno dell’assemblea nazionale del Partito Democratico, e Bersani viene ufficialmente proclamato nuovo segretario: «Si riparta dal lavoro». Letta vice, Bindi presidente. Ma il fatto che più di tutti scuote la politica italiana è il passaggio dalle intenzioni ai fatti da parte della maggioranza riguardo all’avvicendamento sulla poltrona di direttore della terza rete: «Ruffini ha lavorato troppo bene», dicono in coro Floris, Dandini e Lucarelli, tre dei volti-simbolo della stagione del direttore uscente, dopo che si diffonde la notizia che il dg Masi ha avvertito Ruffini che verrà sostituito al prossimo Cda Rai, mercoledì. Il racconto. Read more

Sondaggio di Crespi, ora giù Berlusconi Partito Democratico (più Pannella) al 30%

novembre 5, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Rilevamento di novembre sul giornale della politica italiana. Per la prima volta dopo cinque mesi il presidente del Consiglio e l’esecutivo perdono consensi: pochi punti di fiducia, ma il trend è invertito. Ci presenta i dati come sempre il grande sondaggista in persona, che individua tre ragioni: le liti dentro il Governo intorno alla figura di Tremonti; le voci di riforma della giustizia legata alle vicende personali del premier; l’assenza di strategia per fronteggiare l’onda lunga della crisi economica, ovvero gli effetti sull’occupazione e sulla situazione delle famiglie. Accanto a questo, il nuovo Pd di Bersani torna per la prima volta sopra il 28, che sommato (artificiosamente, certo, ma alle politiche del 2008 andavano insieme) ai consensi Radicali porta i Democratici vicini al loro massimo risultato di sempre. Tutti i dati, dunque. Vediamo. Read more

Bersani accolto così. Da sinistra: “Ora la nuova coalizione”. E da destra: “Dialogo”

ottobre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le reazioni di avversari e possibili alleati all’avvento dell’era dell’ex ministro per lo Sviluppo economico. C’è chi chiede la ricostituzione del centrosinistra, chi invoca un’opposizione più pacata e dialogante. Tutti, comunque, riconoscono il valore del nuovo segreta- rio Democratico. Il servizio di Francesco Carosella. Read more

***Settegiorni Speciale Primarie – Gli appelli finali***
SETTE RAGIONI PER NON ELEGGERE MARINO SEGRETARIO
di MARIO ADINOLFI

ottobre 20, 2009 by Redazione · 3 Comments 

Tre puntate di “Settegiorni” dedicate alla grande elezione del prossimo segretario nazionale del Partito Democratico di domenica 25 ottobre. Dopo averci offerto sette motivi per non esprimere una preferenza per Bersani, che trovate sempre nella rubrica Politica, secondo appello finale del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale Democratica e candidato per Franceschini in Calabria. Adinolfi ci spiega oggi perchè non dovremmo votare Marino. Vedete la bellezza, il vero spirito liberale de il Politico.it: com’è noto questo giornale appoggia apertamente il chirurgo genovese, ma ciò non gli impedisce – nella migliore tradizione degli endorsement e dei grandi quotidiani americani – di ospitare opinioni diverse delle sue grandi firme come di ogni voce onesta e responsabile della politica italiana (e non gli ha impedito, ancora, di dire che, tuttavia, il confronto in tivù lo aveva vinto secondo noi Bersani). Rientriamo dunque a bomba nel clima di questi ultimi spiccioli di campagna elettorale (congressuale) con il secondo dei tre appelli del solito, grande Adinolfi. Sentiamo. Read more

Settegiorni. Tremonti, Scalfari, De Bortoli e il Tg2 di Mario Adinolfi

ottobre 13, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il momento del giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione Franceschini al congresso. Il «siluro» de “il Giornale” che stamattina svela una lettera compromissoria, rispetto all’integrità berlusconiana, del ministro Tremonti rivelandone le ambizioni di successione, apre la rubrica di oggi di Adinolfi. E’ un momento di grande tensione per il nostro Paese. Lo dimostra anche il confronto-scontro a distanza tra il fondatore di “Repubblica” e il direttore del “Corriere”, che giustifica agli occhi del premier la linea del proprio giornale prendendo le distanze dagli attacchi «faziosi» che si capisce attribuisca, tra gli altri, alla stessa “Repubblica”. Scalfari risponde segnalando che la deriva che sta prendendo la democrazia italiana è tale e grave, e i giornali italiani dovrebbero avere il coraggio di quelli esteri nel denunciarla. Su questo punti due e tre. Poi tuttodalema: l’intervista «simpatizzante» di Diego Bianchi, i sostegni da destra a Bersani-D’Alema, le domande che «avrei fatto» all’ex presidente del Consiglio al posto di Zoro e, infine, un duro affondo all’ex segretario del Pds. Buona lettura. Read more

Diario politico. Berlusconi: “Vado avanti” Attacco a Napolitano. Il Pd: ‘Inaccettabile’

ottobre 8, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Carmine Finelli. Dopo la sentenza della Corte, esplode il dibattito politico. Il premier: “Undici giudici di sinistra. E il capo dello Stato si sa da che parte sta”. Il Quirinale: “Con la Costituzione”. Di Pietro sulla sentenza: “Ora Berlusconi si dimetta”. I Democratici: “Si faccia giudicare”. Nel pomeriggio era stato Bossi ad infiammare la vigilia parlando di “trascinare il popolo” in caso di bocciatura della legge. In serata calca la mano: “Facciamo la guerra”. L’opposizione: “Irresponsabile”. Il racconto.            Read more

Sondaggio Crespi: su la fiducia nel premier. Lega a massimo storico

settembre 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ultimissimo rilevamento di Crespi Ricerche sul giornale della politica italiana: Berlusconi passa dal 51% di giugno al 59% di oggi. Il presidente Napolita- no al 63% (+2 nell’ultimo mese). Primo tra i ministri sempre Brunetta, cala di due punti Gelmini. Finocchiaro prima dell’opposizione con il 30%, ma ecco le intenzioni di voto: stabili Pdl (38%) e Pd (26%, mezzo punto in più rispetto a luglio e agosto), è il partito del Caroccio ad incassare il “premio” più grande per la capacità di incidere con le proprie istanze nella politica del Governo. Ci presenta i dati, come sempre, direttamente il gran capo del principale istituto di sondaggi in Italia, il “nostro” Luigi Crespi. Sentiamo. Read more

Diario politico. Ddl sicurezza, è legge. Il Vaticano: “Porta dolore a chi già soffre”

luglio 2, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. E’ il giorno dell’approvazione definitiva del pacchetto sulla sicurezza: introdotto il reato di immigrazione clandestina, ok anche alle ronde. Ve lo illustriamo punto per punto. Berlusconi: “Garantiamo i cittadini. L’ho voluto fortemente”. I Democratici: “Un danno per il Paese”. Il confronto al Senato tra Gasparri e Finocchiaro. Ma è anche il giorno della relazione del garante della privacy Pizzetti: “No a sanzioni contro chi fa informazione. Difendere la libertà della rete da chi la vuole soffocare”. E ancora, vi aggiorniamo come ogni sera sulla tragedia di Viareggio (sale a 19 il numero delle vittime) e vi rendiamo conto degli sviluppi dello scontro di ieri sulla cena del premier con i giudici della Consulta. Il racconto. Read more

Sondaggio Crespi Ricerche: Pdl 37,5%, Pd 26. Cresce fiducia Berlusconi dopo crollo

luglio 2, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Giorni di sondaggi sul giornale della politica italiana. Ed è ancora una volta il grande Luigi Crespi a raccontarci in prima persona che aria tira nel Paese, per le formazioni in campo ma anche per le nostre tre cariche istituzionali e, poi, per le singole personalità di Governo e in Parlamento. Read more

Diario politico. L’inchiesta e i sospetti Berlusconi: “Non mi farò condizionare”

giugno 17, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Laura Liucci. E’ stato il “Corriere della Sera”, stamani, ad uscire con la notizia di indagini su un presunto giro di mazzette per appalti nella sanità pubblica dal quale sarebbe emerso che alcune ragazze sarebbero state pagate per passare alcune ore nelle residenze del premier, a Roma e in Sardegna. La testimonianza di una candidata Pdl alle comunali di Bari, Patrizia D’Addario (nella foto, con Berlusconi): “Sono stata messa in lista per avere partecipato a due feste a palazzo Grazioli”. Il Pdl attacca D’Alema – che aveva parlato, proprio dalla Puglia, di possibili ”scosse” al Governo - e fa quadrato intorno al Cavaliere. Ghedini: “Non c’è comunque nulla di illegale a carico del presidente del Consiglio: sarebbe un utilizzatore finale”. Poi il caso del saluto romano del ministro Brambilla e l’aggiornamento quotidiano sul referendum. Il racconto. Read more

Diario politico. Ecco le mozioni di Pd-Idv ’08, più nuovi disoccupati che assunzioni

maggio 26, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Dossier sulla giornata parlamentare con la presentazione delle due mozioni, la prima di sfiducia, la seconda per l’abrogazione del Lodo Alfano, rispettivamente del partito di Di Pietro e dei Democratici. Sul tema della riduzione del numero dei parlamentari, lanciato nei giorni scorsi da Berlusconi, il Pd chiede la calendarizzazione di un ddl Zanda già depositato, ma incassa il “no” della maggioranza. Finocchiaro: “Abbiamo scoperto il trucco di chi è d’accordo solo a parole”. Prove di unità nell’opposizione che al momento stenta a trovare una sintesi, probabilmente in ragione della vicinanza del voto che acuisce gli egoismi dei singoli partiti a caccia di un consenso in più. Ma il cuore della giornata è il rapporto Istat sull’anno trascorso: salgono al 22% le famiglie che hanno serie difficoltà economiche, il 6% non arriva alla fine del mese. Tremonti “risponde” a Marcegaglia: “Le pensioni vanno bene così”. Il racconto. Read more

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