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***La proposta***
COME FAR QUADRARE I BILANCI DELLA CULTURA
di ENRICO MUSSO*

aprile 15, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ la chiave di ogni (nostro) progetto. Cultura strumento per la (nostra) liberazione, per salvare e rifare grande questo Paese e per costruire il futuro (del mondo). Da qui. La pensa allo stesso modo il parlamentare eletto nel Pdl e passato poi al gruppo delle autonomie – che comprende anche l’Udc – al Senato. Nel giorno dell’insediamento di Giancarlo Galan alla guida del dicastero-chiave (ma la maggioranza, in tutti i sensi, ancora non lo sa) per la costruzione del futuro dell’Italia Musso ha tenuto un lungo discorso nel quale descrive dettagliatamente il modo in cui rilancerebbe la cultura nel nostro Paese. Un vero e proprio programma da ministro, appunto. Nella concezione del senatore genovese la cultura ha la stessa centralità che ha nella nostra. La differenza è che Musso trova il modo di (o comunque prova a) fare (direttamente) quadrare i bilanci coniugando quel concetto con l’idea dell’investimento (economico). Non solo indiretto. Ecco il discorso. di ENRICO MUSSO* Read more

Ora (l’)abbiamo un ministro della Cultura Ma a Galan diciamo: non è solo il turismo
E (neanche, solo) conservazione di beni La cultura è la chiave per liberare l’Italia Ma non da Silvio o da parti “politiche” (?) Ma da lacci/ lacciuoli che ci siamo imposti E per (ri)scoprire la strada (del futuro) Italia torni ad essere la culla della civiltà

aprile 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La cultura, cominciamo col dire, non è né di destra né di sinistra. La cultura è dell’Uomo. E siccome non è pensabile avere una così bassa considerazione delle persone che amano definirsi di destra per sostenere che esse non aspirino ad un continuo arricchimento dell’anima – ad un “perfezionamento”, ad una tensione verso l’alto - ribadiamo che la cultura è un valore condiviso. Almeno dalle forze oneste e responsabili. Che sono a destra come a sinistra. E il nostro Risorgimento, i cui protagonisti vanno dalla destra storica – Cavour – alla “sinistra” – Mazzini e Garibaldi – sta lì a dimostrarcelo. L’Italia può (ulteriormente) risorgere, e prepararsi a conoscere un nuovo Rinascimento, a condizione di mettere in campo una nuova politica che si preoccupi di fare solo il suo (della nostra nazione) bene, andando quindi oltre la destra e la sinistra – stesse; da destra e da sinistra! – e riconoscendo quindi nella cultura – eccoci al punto – un bene condiviso. La rivoluzione culturale, tornare a  fare della cultura (stessa) il nostro ossigeno, è la chiave per salvare e rifare grande questo Paese per due ragioni e su due, relativi, livelli. La prima ragione è che la cultura è ciò che ci può liberare (se volete, “psicologicamente”) dalle nostre autolimitazioni figlie di un periodo nel quale la nostra nazione non era tale, frammentata in tante aree di influenza sottoposte (appunto) al dominio delle potenze straniere. Ciò ci ha privato del nostro istinto ad essere nazione, solo in parte recuperato nel periodo risorgimentale. E ciò significa una minor consapevolezza di noi stessi (in tutti i sensi). Recuperare il senso di noi, anche attraverso un nazionalismo necessario ben incardinato in un europeismo che ne stemperi la tossicità potenziale (il paragone con una centrale nucleare è molto calzante; i danni possono essere gli stessi – davvero – e come nel caso delle centrali atomiche anche nel recupero di un nazionalismo c’è un margine di insicurezza circa le possibili conseguenze, soprattutto non potendo controllare le schegge impazzite della nostra politica autoreferenziale di oggi, capace di inserirsi in questo – nuovo – processo e di provocare un disastro), recuperare il senso di noi, dicevamo, è la pre-condizione per la salvezza e il rilancio. “Rilancio” che è persino improprio definire così; perché ciò a cui pensiamo – e per il quale è decisivo, appunto, il ruolo della cultura – è la costruzione di un (nuovo) futuro del quale la cultura (stessa), attraverso la nostra (ritrovata) intelligenza e capacità di pensare e di impegnarci, e di essere in ultima analisi liberi, ci aiuti ad  individuare le direttrici. Cultura è dunque creazione di futuro. Per noi. Per il mondo. Questo significa essere la culla della civiltà. Il ministro Galan, ne siamo certi, ha la sensibilità necessaria per cogliere tutto questo. Cominci il lavoro. Dando un respiro assoluto alla sua (nuova) avventura (?). Read more

***Il sondaggio***
BRUNETTA IL PIU’ AMATO TRA I MINISTRI (BONDI IL PIU’ OSTEGGIATO)
di LUIGI CRESPI

novembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il dato è rilevante soprattutto nella sua interpretazione: il ministro della Pubblica amministrazione è il membro dell’esecutivo che ha mostrato di avere le idee più chiare, e che ha dato la sensazione di incidere con maggior forza sullo status quo. Bene o male, in realtà, nella chiave di stabilire le ragioni di questa predilezione da parte degli italiani importa poco. Ciò che conta è che i nostri connazionali confermano di aspirare ad un ritorno ad una (nostra) politica lungimirante, che abbia un progetto, noi diciamo: organico e complessivo per il futuro dell’Italia. E che metta in atto senza tentennamenti. A costo anche di chiedere qualche sacrificio. Purché tutto questo – ovviamente – venga fatto nell’interesse del Paese. Un Paese che non può più aspettare – ha bisogno che gli sia data una rotta; e il Politico.it indica ogni giorno quella più alta e che, a nostro modo di vedere, può dare i frutti maggiori – o si condanna con le sue stesse mani. di LUIGI CRESPI Read more

Brancher, ok(?) Ma Sviluppo economico? Lungo interim di Silvio nonostante la crisi Tra chi si gioca ora la partita della nomina

luglio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’autoreferenzialità della nostra politica – e, dispiace rilevarlo, in particolare del governo e, quindi, del suo presidente del Consiglio – è dimostrata efficacemente (è proprio il caso di dirlo?) da questa storia. Lasciamo pure da parte le reali motivazioni dell’assegnazione dell’ufficiale di collegamento tra Berlusconi e la Lega all’Attuazione del federalismo. Si tratta comunque della scelta di un nuovo ministro. Perché (naturalmente la domanda è retorica) allora non procedere con la designazione, urgente, del successore di Scajola alla guida del discastero-chiave per uscire strutturalmente dalla crisi? La messa in sicurezza dei conti, certo. Ma, come abbiamo avuto modo di ripetere più volte, se alla rimessa in pari del bilancio non si accompagnano interventi strutturali per rimettere in moto la nostra economia tra qualche tempo saremo punto e accapo. E non solo appunto non si fa ma il ministero preposto viene lasciato, di fatto, senza guida. Per non parlare del conflitto di interessi del presidente del Consiglio. Autoreferenzialità della nostra politica, ma anche del resto della stampa: di tutto questo non parla più nessuno, lasciando Berlusconi dormire sul comodo (per lui) guanciale dello Sviluppo (?) economico. Ci pensa allora il giornale della politica italiana, almeno a rimettere in circolo questo tema, raccontando, con Francesco Tempesta, su quali nomi, comunque, si finirà per puntare al momento – quando la maggioranza si deciderà – di fare la nomina. Francesco Tempesta dunque. Sentiamo. Read more

Sondaggi, osservatorio Crespi di giugno Carfagna nuova “regina” dei ministri FOTO: Nel nostro Paese funziona così Berlusconi inverte il trend negativo

giugno 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana. Il ministro per le Pari opportunità, prima per preferenze alle Regionali in Campania (dove, come previsto, ha poi rinunciato al proprio scranno), da oggi è anche il membro dell’esecutivo più amato dagli italiani. Raggiunge Tremonti e Brunetta, e scalza Maroni, penalizzato dalla propria decisione di non partecipare alla parata del 2 giugno. La scelta della foto è (anche) il nostro commento. In compenso il Paese non cede alla demagogia: anche Calderoli, con il suo uno-due della proposta per la riduzione (molto simbolica) degli stipendi dei parlamentari e della richiesta agli azzurri in Sudafrica di rinunciare agli eventuali premi per la vittoria (che Cannavaro e compagni scelgono, di tutta risposta, di destinare – nel caso – alla Fondazione per il 150° anniversario della nostra Unità), perde due punti e scende. Tendenze opposte (si fa per dire) per il presidente del Consiglio (ma si attende il contraccolpo per l’approvazione del ddl intercettazioni) e per i due maggiori partiti: Pd e Pdl tornano a guadagnare. I Democratici sottraggono qualcosa ad Idv che crolla, probabilmente, scrive Crespi, come sempre ci illustra in prima persona i dati (con le tabelle, all’interno), per il caso sollevato dal Corriere intorno alla moralità dell’ex ministro. Read more

Diario politico. Nell’interesse? del Paese Il record negativo per rapporto deficit/Pil Migliaia di persone in più ora sulla strada Le “riforme” (?) già aspettano da decenni Mentre l’Italia oggi non può più aspettare

aprile 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Nel pieno della peggiore crisi economica e finanziaria dal dopoguerra (basta osservare le stazioni ferroviarie del nostro Paese, la sera: il numero delle persone costrette a passare la notte all’addiaccio è cresciuto visibilmente. E non si tratta – solo – di persone extracomunitarie – appena – immigrate), con la situazione dei conti pubblici che – nonostante l’attenzione, meritoria, riservata da Tremonti – precipita di nuovo a livelli spaventosi precedenti l’inizio dei cicli di risanamento operati dai governi di centrosinistra, nel momento in cui, cioè, più che in qualunque altro della propria storia recente l’Italia ha bisogno della propria politica, di risposte e concrete e urgenti per alleviare, almeno un po’, la sofferenza crescente ed evitare che prenda (ad affliggere) troppe altre persone, in questo momento cruciale per la vita di tutti noi la politica italiana (di oggi) che fa? Passate le elezioni, e dunque messasi al sicuro dal rischio che la propria autoreferenzialità generi nuova anti-politica che si traduca in ulteriore disaffezione e astensione e voto di protesta a movimenti alternativi, si mette silenziosamente (è proprio il caso di dirlo) alle spalle tutto questo per riprendere a trastullarsi con il tema, tradizionale in quanto irrisolto, autoreferenziale – a questo punto, e in questo momento – come non mai, delle cosiddette “riforme” (istituzionali). Che gli italiani non sanno esattamente cosa siano e a cosa servano, che di sicuro non risolveranno (oggi) i loro grandi problemi, e che è quanto meno paradossale che tornino al centro del dibattito politico quando il Paese ne è – suo malgrado – più lontano che mai. Anche perché il sistema ha certamente bisogno di riforme, arrugginito, semi-bloccato com’è divenuto, ma – fuor di ogni demagogia – solo in parte il suo malfunzionamento dipende dalla farraginosità del meccanismo; l’altra parte dipende dall’autoreferenzialità (appunto) di quella stessa classe dirigente che dovrebbe fare le riforme per superarla (sic). A questo proposito va ricordato che le ultime due riforme costituzionali che si sono fatte – quella del titolo V da parte del centrosinistra nel 2000, quella del centrodestra poi bocciata dal referendum della legislatura successiva, oltre alla riforma elettorale evocaticamente definita «porcata» dal suo stesso estensore – avevano tutt’altra funzione che perseguire il bene del Paese, e ci rendiamo conto che abbiamo (la nostra politica ha) perso il contatto con la realtà, e stupisce che solo il giornale della politica italiana si trovi oggi, qui, a denunciare il rischio (che non si risponda a questa) deriva. Il racconto, comunque, all’interno, di Finelli. Read more

Regionali 2010, analisi Crespi Ricerche /6 Il fattore G(alan), che fa paura a Pdl-Lega

dicembre 22, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nonostante le rassicurazioni personali di Berlusconi, suo testimone di nozze a giugno (scorso), il governatore uscente non sarà ricandidato dal centrodestra per lasciare il Veneto alla Lega. Ma Galan, ex uomo di Publitalia e grande combattente, potrebbe non arrendersi e decidere di correre per conto proprio magari sostenuto dall’Udc. E non è esclusa un’incredibile alleanza con il Partito Democratico per strappare la regione a Pdl e Lega. Il cui candidato dovrebbe essere il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia. di LUIGI CRESPI => Si chiude con il profilo del Veneto il grande racconto (anticipato) del giornale della politica italiana sulle Regionali 2010. Non appena saranno state definite le candidature analizzeremo anche le sfide nelle altre regioni, a cominciare da Campania e Puglia. Buona lettura intanto con il Politico.it. Read more

Verso le Regionali. I sondaggi di Crespi/1 E oggi partiamo con Lombardia e Veneto

ottobre 27, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana diventa un grande centro di osservazione (preventiva) sulle elezioni dei Governatori e dei consigli regionali del prossimo marzo che avranno un enorme rilievo politico nazionale, al punto che secondo il nostro Mario Adinolfi saranno delle vere e proprie «elezioni politiche anticipate». Di qui ai prossimi giorni il Politico.it vi propone intenzioni di voto, valutazioni di alleanze e scenari, il tutto presentato ogni volta dal grande Luigi Crespi in persona. Per cominciare le due grandi regioni del nord, con in Lombardia Formigoni o Castelli probabili vincitori senza troppa suspance; in Veneto, al contrario, tutto è ancora da vedere. Le tabelle di Crespi potrebbero costuituire elemento determinante nelle decisioni che in particolare Berlusconi e il Popolo della Libertà sono chiamati a prendere. E il giornale della politica italiana ve le propone in esclusiva. Buona pre-visione. E domani Calabria e Lazio. Read more

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