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***Diario politico***
PRODI: “MA ORA IL PD RIPARTA DALLE SOLUZIONI”
di GINEVRA BAFFIGO

maggio 31, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Bersani trascura la richiesta di rinnovamento che gli italiani (gli) hanno recapitato attraverso le urne (?). Dalla lu- na Frattini: “Primarie nel Pdl”. di GINEVRA BAFFIGO Read more

L’agguato ad Obama. A Berlusconi dell’Italia non importa nulla Donadi

maggio 27, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Continua a “sputtanarci in mondovisione”, perché il suo unico interesse è parziale, personale o privato. E’, come il giornale della politica italiana ha già avuto modo di scrivere, un non-presidente del Consiglio, che non assume decisioni (tout court) per il bene del Paese. Ma, sempre come abbiamo indicato per primi, la nostra nazione, la nostra economia, parti della nostra società, non possono più aspettare, perché gli ultimi treni per salvarci e tornare grandi passano in questi mesi, e se continueremo a cincischiare non sarà (poi) più possibile farlo. E chi oggi sta male continuerà a soffrire, chi sta “bene” (è fino in fondo possibile, quando la propria comunità va a rotoli?) verrà presumibilmente risucchiato nel vortice, a meno di non andarsene o contribuire ad affossare il Paese. “Rialzati, Italia!”, recitavano (è proprio il caso di dirlo?) i manifesti del centrodestra durante la campagna elettorale del 2006. Ma finché nessuno le metterà una mano sotto il braccio, aiutandola a tirarsi su, l’Italia non ce la farà. Al contrario, se una nuova politica vi si disporrà di buzzo buono dimenticando le tentazioni autoreferenziali – a cominciare dal circolo politicamente peccaminoso dei dibattiti televisivi – la nostra nazione può tornare grande, e (ri)offrirsi al mondo come culla della civiltà. Ma dobbiamo, appunto, fare presto. E il nostro attuale governo non è in nessun modo in grado di assicurarlo. Lo dimostra – ma non ce n’era bisogno, ancora una volta, in tutti i sensi – questo ennesimo show (degradante) del presidente del Consiglio. di MASSIMO DONADI* Read more

Diario politico. Pigi non è mio segretario Da ‘miliardario’ Silvio detto con disprezzo A iconografia su Lega che l’ha pendente (fronteggiando così solo i ‘nani’ leghisti) Il vuoto di stile esprime un vuoto di idee Con Bersani Pd resterà un mezzo partito Invece ora come mai serve (tutto) a Italia

maggio 5, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché i Democratici sono quella forza più onesta e responsabile della nostra politica chiamata ad assumersi la responsabilità - e l’onore - di salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese. E se il rischio, come vedremo magari più tardi, è che chi verrà dopo Berlusconi (e Tremonti può rappresentare solo uno specchietto per le allodole) porti a compimento quello sfondamento anti-democratico preparato da trent’anni di rivoluzione anti-culturale del presidente del Consiglio, rendendo l’Italia “positiva” (?) al virus del fascismo che, scrive Giorgio Bocca, è “tornato tra noi”, e nessuna certezza può essere legata alla reazione (è proprio il caso di chiamarla così?) delle altre frange della politica italiana, non in funzione difensiva, ma proprio per andare all’attacco e rifare grande l’Italia, (mai come) in questa fase storica la nostra nazione ha bisogno di un Pd che si faccia “partito dell’Italia” e rappresenti la possibile scelta ideale di quella maggioranza di nostri connazionali che non si riconoscono nell’estremismo berlusconiano, e agognano quella nuova politica che vada oltre la rappresentanza di specifici interessi costituita dai cartelli della destra e della sinistra che si occupasse di e facesse solo il bene del Paese. In questo contesto, un Pd vecchio, chiuso in se stesso (“ideologicamente”, nonostante l’apertura delle alleanze, in realtà compensativa di quella chiusura “programmatica”), nostalgico della lotta di classe e del socialismo, è esattamente ciò che può spalancare delle praterie alla soluzione non auspicata. Ed è naturalmente il segretario ad averne la principale (ir)responsabilità. Il racconto della giornata di ieri, con il Tuttoberlusconi da Vespa, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

***Il commento***
ALLE AMMINISTRATIVE PREVEDO SORPRESE
di LUIGI CRESPI

marzo 9, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

A cominciare da Milano, che il grande sondaggista ci invita a tenere d’occhio. Gli stessi rilevamenti possono non fotografare ancora una situazione in via di maturazione in cui gli italiani hanno voglia di cambiamento. E il centrosinistra, piano piano, si sta attrezzando. Il profilo di Bersani appare più solido e sicuro, il progetto invocato dal giornale della politica italiana, e sul quale i Democratici hanno “risposto” alla chiamata de il Politico.it, non è ancora quel disegno organico e complessivo per un completo ribaltamento di piano che è ciò che può salvare e rifare grande – in un unico tempo – questo Paese, e viene comunicato ancora senza consapevolezza, ma comincia ad esserci. Con un po’ più di coraggio, l’alternativa ci sarà. E la brama di voltare pagina che il nostro Paese, ancora sottotraccia, ha, potrà essere espressa e trovare soddisfazione. di LUIGI CRESPI Read more

Libia, l’Italia è (del tutto) senza una guida Silvio: “Non è che ci sparano addosso?” Dini: “Per me meglio tenerci Gheddafi…” Lega chiede aiuto a Ue (da lei) rinnegata Ipotesi intervento militare franco-italiano Gozi: ‘Che cosa pensa il governo di ciò?’

febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il segretario alla Difesa americano Gates propone un intervento umanitario di italiani e francesi per fermare il genocidio dei libici da parte di un altro libico. Il Pd chiede una risposta del governo. Ma a palazzo Chigi regna il caos. Di fronte alla prima vera crisi diplomatico-internazionale che coinvolge il nostro Paese, il governo del miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni va in crisi (lui). Colpa del pasticcio dell’amicizia col dittatore, di un ministro degli Esteri inadeguato e del- la mancanza di una piattaforma (geo)politica “reale” (e non solo autoreferenziale). di ANDREA SARUBBI* Read more

***Diario politico***
LA CONTROFFENSIVA DI SILVIO
di GINEVRA BAFFIGO

gennaio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

In quattro mosse: il Pdl ottiene il rinvio alla Procura di Milano gli atti del caso Ruby, cercando il trasferimento al Tribunale dei ministri; (ri)parte l’assalto (finale) a Fini rispolverando – attraverso addirittura le “risposte” del ministro degli Esteri in aula! – la vicenda della casa di Montecarlo; il Giornale è incaricato di applicare il metodo Boffo/Mesiano a Ilda Boccassini; Mauro Masi fa la figura del «poveraccio» telefonando ad Annozero dal quale è assente (per volontà “superiori”) Fabrizio Cicchitto. Una reazione blanda tanto quanto ridotte al lumicino sono le forze – leggi: le risorse e le energie – del premier a questo punto della storia. Significativo che tra gli “obiettivi” di Berlusconi – che indicano gli avversari più pericolosi – non ci sia, solo, il Partito Democratico. Si (è già) affossa(to) da solo? Ci racconta tutto, la nostra vicedirettrice. di GINEVRA BAFFIGO Read more

Wikileaks (non) rivela (nulla di nuovo – ?) Ma Frattini: vogliono distruggere mondo Libertà non esiste senza responsabilità Vale anche per la (nostra – ?) politica

novembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Pensate al Partito Democratico: non, un partito (oggi), bensì un crogiolo non di sensibilità diverse, ma di egoismi (politici) che tradiscono la missione comune per assecondare le proprie tentazioni. E’ il concetto di corrente, quella componente interna in cui si organizzano tutti coloro i quali (non) la pensano allo stesso modo. E’ il riflesso di una (mancanza di) responsabilità che attraversa tutto il Paese. La teoria dello “specchio rotto” per cui la società, e la nostra politica, sono divise in mille schegge tutte intente a riflettere la propria specifica frazioncina (di Paese – ?). Accade così – ad esempio – che in un momento di crisi economica ciascuno (settore) chieda, ugualmente, più risorse, senza assumersi la responsabilità di pensare al bene comune. La nuova politica è invece quella politica (italiana) in cui ciascuno si fa carico dell’interesse generale, e dunque assolve al proprio ruolo (di parte), ma nell’ambito di una tensione più alta nella direzione comune del bene dell’Italia. Allo stesso modo il Partito (Democratico) è un partito nel quale ciascuno ha diritto di fare pesare la propria sensibilità, a condizione, però, che tenga conto dell’interesse generale, del Paese e (quindi) della propria formazione (nel suo complesso). Un Pd nato per rappresentare l’unione dei democratici non può trasformarsi, per puro egoismo (politico, e non solo) in una riedizione del Pci-Pds-Ds. Anche perché (appunto) non fa (così) il bene del Paese. Perché tutto questo sia possibile è necessaria (tra l’altro) quella riscoperta dell’orgoglio nazionale, quel nazionalismo necessario per cui la passione politica torni a prevalere sugli interessi particolari, che il giornale della politica italiana ha già indicato come una condicio sine qua non per tornare grandi.      Read more

***Il sondaggio***
BRUNETTA IL PIU’ AMATO TRA I MINISTRI (BONDI IL PIU’ OSTEGGIATO)
di LUIGI CRESPI

novembre 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il dato è rilevante soprattutto nella sua interpretazione: il ministro della Pubblica amministrazione è il membro dell’esecutivo che ha mostrato di avere le idee più chiare, e che ha dato la sensazione di incidere con maggior forza sullo status quo. Bene o male, in realtà, nella chiave di stabilire le ragioni di questa predilezione da parte degli italiani importa poco. Ciò che conta è che i nostri connazionali confermano di aspirare ad un ritorno ad una (nostra) politica lungimirante, che abbia un progetto, noi diciamo: organico e complessivo per il futuro dell’Italia. E che metta in atto senza tentennamenti. A costo anche di chiedere qualche sacrificio. Purché tutto questo – ovviamente – venga fatto nell’interesse del Paese. Un Paese che non può più aspettare – ha bisogno che gli sia data una rotta; e il Politico.it indica ogni giorno quella più alta e che, a nostro modo di vedere, può dare i frutti maggiori – o si condanna con le sue stesse mani. di LUIGI CRESPI Read more

L’orrore della lapidazione (di una donna) Ora tutto il Paese si mobilita per Sakineh

settembre 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Un regime che uccide, che lascia uccidere a colpi di pietrate. Questo è, oggi, l’Iran degli Ayatollah e la comunità internazionale si muove per salvare la vittima designata dell’ultima atrocità. Ieri è stata la volta della nostra politica. Le gigantografie di Sakineh esposte sui palazzi della politica italiana ma anche l’impegno, diretto, del governo e la manifestazione davanti all’ambasciata iraniana. Ce la racconta il nostro Pietro Salvatori. Anche su Liberal. Read more

Persino l’Onu boccia il ddl intercettazioni ‘Missione in Italia per la libertà di stampa’ Ecco tutto ciò che non avremmo saputo

luglio 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se la cosiddet- ta legge bavaglio venisse approvata, «può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione da voi». A dirlo non è né un esponente dell’opposizione né un illiberale di sinistra; è un portavoce dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, preoccupato per la deriva che la democrazia rischia di prendere dopo il 29 luglio, quando il ddl passerà in discussione alla Camera. Ma perché, e ci rivolgiamo in particolare ai nostri lettori che ancora non ne sono convinti, tutto il mondo democratico ritiene di intervenire per cercare di fermare una legge che in fondo, praticamente, non lo riguarda in modo diretto? Lo fa per una reale preoccupazione proprio per quella stessa libertà brandita da chi tenta di difendere la legge, messa in discussione da una limitazione della libertà di stampa (se non siamo a conoscenza di tutto, siamo meno liberi, perché le nostre decisioni sono figlie di una visione “selezionata” da altri che determina le nostre “scelte”), e per il rischio che la criminalità, più o meno organizzata, più o meno “politica”, possa dilagare a discapito e a spese di tutti noi. Le ultime vicende tra politica e giustizia venute a galla in questi giorni, ad esempio, se la legge bavaglio fosse stata in vigore non sarebbero state portate alla nostra conoscenza, e sia il tentativo di influenzare le decisioni e persino le nomine dei giudici – quindi altro che legge uguale per tutti – sia la connivenza con l’ndrangheta, per cui alcuni nostri rappresentanti favorivano la criminalità organizzata con i nostri soldi a discapito delle nostre libertà, sarebbero potute bellamente proseguire, alle nostre spalle. Per chiarirci ancora meglio le idee, ricostruiamo le due vicende e il ruolo, nel loro disvelamento, dello stru- mento delle intercettazioni. di STEFANO CATONE Read more

E in settimana lo scontro sulla Padania di F. TEMPESTA

giugno 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

di Francesco TEMPESTA

E alla fine il presidente della Camera Gianfranco Fini emette la sentenza: “La Padania è una semplice invenzione propagandistico-culturale e di conseguenza non esiste”. Parole durissime, scaturite all’indomani dell’ormai tradizionale ritrovo della Lega Nord a Pontida. Qui, ad infiammare gli oltre diecimila sostenitori del Carroccio, l’esplosivo intervento del leader leghista.

Il Senatùr ha voluto subito mettere le cose in chiaro dopo la nuova nomina a ministro per l’Attuazione del Federalismo di Aldo Brancher, ribadendo e confermando come il Federalismo fiscale sia “cosa” fra lui e il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Ma Bossi nel suo discorso di Pontida ha voluto lanciare una proposta che ad alcuni è potuta sembrare provocatoria ma che in realtà segue un modello già consolidato in Germania. Si tratta della delocalizzazione degli uffici governativi che il Senatùr vorrebbe applicare anche in Italia spostando alcuni ministeri in città come Milano, Venezia e Torino.

Ma non solo. Durante il tradizionale raduno, il leader del Carroccio, alle urla dei sostenitori che inneggiavano alla Padania libera, ha ribadito che la lotta della Lega non sarà mai conclusa fino a che non sarà finalmente libera dal resto d’Italia.

Ascoltare queste parole da uno dei leader del governo italiano non è proprio andato giù a Gianfranco Fini. Il presidente della Camera tuona così contro Bossi e i leghisti. Da queste parole è nato un intenso botta e risposta fra lo stesso Fini e i vari rappresentati della Lega. Lo ripercorriamo.

Il primo a rispondere è Bossi che non risparmia frecciatine nei confronti del presidente della Camera dei Deputati. «Ci sono grosso modo 10 milioni di persone disposte a battersi per la Padania, vuol dire che esiste. Certo non c’è lo Stato padano, ma la Padania esiste» incalza il Senatùr che naturalmente fa intendere che difenderà a denti stretti la sua creatura. «La polemica – prosegue Bossi nel suo attacco-risposta a Fini – non fa bene alla salute di Fini, perché è difficile che lui prenda i voti da quella parte; la Padania è talmente inesistente che a noi ha dato più voti che a tutti gli altri partiti». Per il ministro delle Riforme, l’ex leader di Alleanza Nazionale si è permesso di definire in questo modo la Padania soltanto perchè non la frequenta direttamente, non conosce il suo territorio e di conseguenza non becca nemmeno un voto dagli elettori padani.

Piccata è arrivata anche la replica del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Piena volontà della Lega di portare a termine la propria missione, quella del Federalismo. «La Lega Nord – ribadisce Calderoli – ha preso la strada del Federalismo. Tutto il resto è privo di fondamento. Noi lavoriamo, gli altri filosofeggiano; c’è chi lavora per realizzare il federalismo, e conseguentemente la coesione, e chi, invece, si dedica alla filosofia» conclude il ministro leghista con toni altamente polemici nei confronti di Fini.

Ancor più provocatorie sono le (conseguenti) parole del governatore del Veneto Luca Zaia. L’esponente del Carroccio mette polemicamente in discussione l’esistenza del Sud e della “questione meridionale” in contrapposizione a chi non ha intenzione di riconoscere la Padania come realtà allo stato dei fatti. Uscita che non fa altro che contribuire ad evidenziare l’idea abbastanza confusa che i leghisti hanno di Nord e Sud.

Anche il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota dice la sua. Per il governatore leghista “la Padania esiste e Fini può dire tutto quello che vuole”. A riprova di questo, secondo Cota, vi è l’aumento sempre crescente dei consensi elettorali che la Lega può vantare.

Immediata arriva quindi la controreplica di Gianfranco Fini, pubblicata sul sito di Generazione Italia come risposta alla lettera di un cittadino della Brianza iscritto al Pdl. «La Padania non esiste, come ci ha ricordato anche la Società geografica italiana. C’è solo la nostra Italia. Che avrà problemi, differenze tra Nord e Sud, ma è la nostra Nazione. E dobbiamo esserne fieri, non solo quando gioca la Nazionale» scrive il presidente della Camera. «Sbaglia – prosegue l’ex leader di An – chi dice che se non esiste la Padania non esiste la questione meridionale. I problemi del Sud esistono da ben prima che venisse formulata per la prima volta, nel 1873, la nozione di questione meridionale. Così come nessuno può negare l’esistenza di una questione settentrionale. Sono questioni che vanno inserite in un discorso più ampio: il futuro dell’Italia. Non si può dire che è Padania quella parte del paese che lavora e paga le tasse. Per due motivi: non è solo il Nord a lavorare e pagare le tasse e non tutti i cittadini del Nord che lavorano e pagano le tasse si sentono padani».

Prova a smorzare i toni Franco Frattini. Anche se pure per il capo della nostra diplomazia la Padania è solo “uno slogan che la Lega ha inventato tempo fa ed è efficace agli occhi della loro gente”.

Cicchitto dal canto suo tiene a ribadire che la tenuta del governo si basa sul solido rapporto fra Pdl e Lega. Un’alleanza non facile che, tuttavia, secondo il capogruppo Pdl, non ha alternative.

Un’ammissione di come la mancanza di alternative spinga il Pdl a difficili compromessi con una Lega che pretende sempre di più. Una nuova crepa si è quindi aperta sull’asse Pdl-Lega-Fini, crepa che potrebbe sensibilmente allargarsi quando il federalismo finirà effettivamente sul tavolo.

Francesco Tempesta

Diario politico. Festa alla Repubblica (?) Zingaretti: “La Lega vuole demolire Italia” 19 maggio, Crespi: “Prendeteli sul serio” Ma Napolitano: “Non fatemi vedere neroGoverno: stop intercettazioni sui servizi Dalla secessione allo “Stato di polizia”(?)

giugno 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. E’ stata una giornata a due facce (…), quella di oggi, per il nostro Paese. Da un lato si è rischiato di (vederla) fare davvero, la festa, alla Repubblica italiana. Dall’altra gli anticorpi sembrano ancora, nonostante le “cure” (debilitanti), molto forti. E questo “parla” di una democrazia ormai matura che rende gli sforzi di chi tenta di manipolarla ancora più vigliacchi e immorali per il nostro Paese. Il “senso” (di marcia: è proprio il caso di dirlo – ?) è duplice: da un lato c’è la Lega, come abbiamo detto con Laratta, che vuole «dividere e demolire l’Italia» (parola del presidente della Provincia di Roma e più “spesso” tra i candidati, o papabili, alla futura leadership del Pd). Il giornale della politica italiana ha denunciato la serietà del tentativo, ancora una volta, prima degli altri: prendiamoli sul serio, appunto, scrivevamo due settimane fa; anche perché il ddl intercettazioni, così com’era configurato, e come ora si può sperare che non venga approvato, rischiava di favorire questo tentativo, mettendo il silenziatore a tutte le manovre illecite alle nostre spalle e a nostre spese che potevano (possono) far implodere il sistema. Ma è proprio (ancora) il disegno di legge che mira a rendere molto più difficile l’ascolto delle telefonate da parte della nostra giustizia a (poter) rappresentare il vero piede di porco per far saltare il “banco” (leggi: la nostra democrazia), sul secondo livello sul quale si è insistito oggi e del quale il Politico.it, solo, vi rende (in questo modo) edotti: un vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli appronta imprevedibilmente un emendamento allo stesso ddl che prevede che i nostri servizi, nell’esercizio delle loro funzioni, non possano essere intercettati. Un modo, la definizione è di Di Pietro ma noi condividiamo il senso, per spalancare le porte delle stanze del potere ai servizi (deviati) e, in ogni caso, favorire (appunto) la (ri)fondazione di uno «Stato di polizia». Tutto questo ha un’unica matrice (anti)culturale, sulla quale torneremo nei prossimi giorni: si chiama (determinazione della) mancanza di senso critico, la favorisce l’azione di dispersione culturale del nostro Paese sviluppata da una parte della nostra destra. E prepara il terreno ad involuzioni (di nuovo: anti)culturali che possono andare nel senso della divisione o dell’(ultra)compattamento (illiberale) – che non esclude, comunque, forme di separazione – ma si possono definire in un solo modo: quello che Maurizio Crozza, nella foto, in qualche modo anticipa. Il presidente della Repubblica sia avvertito: meglio vedere (ora), che non poterlo più fare (poi). Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.                  Read more

***Il commento***
ISRAELE, LA NOSTRA (EQUI)DISTANZA (?)
di ANDREA SARUBBI*

giugno 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La linea di questo giornale è chiara: onestà e responsabilità. Che non significa una melassa indistinta di (mancate) prese di posizione. Ma prese di posizione forti. Nel solo interesse, però, dell’Italia (tutta). O, in questo caso, del “mondo”. Ovvero di tutti gli esseri umani. Di fronte alla strage dei civili perpetrata dalla marina israeliana il giornale della politica italiana non ha avuto esitazioni: condanna ferma, per la firma di Gad, che ha suscitato una profonda riflessione e alimentato il dibattito tra i nostri lettori (i commenti in coda al pezzo): un dibattito alto e spesso, com’è inevitabile tra i lettori, preparati e appassionati, di questo giornale. Espressa la condanna, stigmatizziamo: stigmatizziamo chi, come il Giornale di Feltri, si mette dalla parte degli… spari, e chi, dal versante opposto, ne approfitta per una condanna generalizzata allo Stato di Israele (o peggio ancora al Popolo di Israele) che non ha (hanno) nulla a che vedere con quanto accaduto. Perché, lo ripetiamo ancora, c’è una linea di demarcazione netta tra governo di Israele, al quale l’esercito più o meno direttamente risponde, e Stato e Popolo di Israele. Ed è (anche) la linea di demarcazione che passa (poi) tra la Politica e l’antisemitismo. Che nessuno può permettersi di valicare senza suscitare la nostra riprovazione e indurci ad una pronta reazione. Il nostro governo, in ogni caso, ha scelto la linea del Giornale: con il sottosegretario Mantica (poi rintuzzato da Frattini) ha parlato di «provocazione» alla quale l’esercito «non poteva non rispondere». E questa è una presa di posizione figlia di una presa di posizione precedente della nostra destra (o di un pezzo de), quella dalla parte di Israele-e-basta nel confronto con i palestinesi. Ed è una scelta che tradisce l’impostazione storica della nostra politica estera-mediorientale, che anche per la nostra collocazione geografica e la nostra Storia è legata ad un ruolo di mediazione. Un ruolo alto e che ci consegna (e dimostra una nostra) grande responsabilità, che ci deve rendere orgogliosi – scrive il deputato del Partito Democratico. E che, almeno questa, non si può rin- negare per le stesse ragioni ideologiche, politicisti- co-populistiche e “private” che già hanno sconvolto la nostra politica interna. L’editoriale di Sarubbi.             Read more

Diario politico. Se Casini rompe gli indugi Cesa: ‘Oggi azzerati gli incarichi nell’Udc’ Pier: “Sì, nascerà il Partito della Nazione” Ecco spiegato il silenzio post-Regionali
E Fini ora su governo di salute pubblica?

maggio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana ama la politica vera. E nella partita a scacchi che il leader centrista sta giocando da prima delle Regionali di tutto questo sembra esserci poco. Tuttavia la nascita di un partito (di cui peraltro abbiamo scritto noi per primi) che ha l’ambizione di scardinare il bipolarismo – che, al contrario, il nostro giornale considera necessario per la modernizzazione del Paese – merita l’attenzione che gli dedichiamo. Casini che dunque comincia a sciogliere l’Udc per dare vita, nei prossimi giorni/settimane, al Partito della Nazione. Che coinvolgerà presumibilmente i libdem all’amatriciana di Rutelli. E che originariamente – sin dal nome – era stato pensato per piacere al presidente della Camera. Alcuni osservatori si chiedevano a cosa preludesse l’assenza dal dibattito pubblico del leader Udc dopo il voto di marzo; ora lo sappiamo. Ora noi ci chiediamo che cosa possa significare il silenzio di Fini di fronte alla proposta, evidentemente combinata a questo nuovo passo, di Casini, di ieri, di un «governo di salute pubblica». Ovvero una grande ammucchiata che o preluda all’apertura di trattative a destra e a sinistra per le alleanze in vista del 2013, oppure favorisca proprio la nascita del Pdn, passo successivo al ritorno al centro del baricentro della politica italiana e alla partecipazione alla grosse koalition e magari all’esecutivo di chi poi ci dovrebbe stare. E Monteze- molo sarà in prima persona della partita? Sapremo nelle prossime ore. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. (Non) una tragedia (greca) Sì, l’Italia a rischio-contagio (e non solo) Ma Berlusconi: “Mercati si fidano di noi” Tremonti (stavolta) sui conti ha tenuto (?) Ma ora servono le riforme (quelle vere) Risparmiare prima. E (insieme) rilanciare

maggio 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Sin dai giorni della crisi di Argentina, il nostro Paese è stato considerato (altrettanto) a rischio per il suo debito pubblico che è tra i più grandi del mondo. Negli ultimi quindici anni si è assistito a “risposte” contraddittorie da parte della politica italiana: con il centrosinistra al governo il debito cresceva meno (in assoluto cresce sempre) e diminuiva in rapporto al Pil; con il centrodestra, ogni volta, tornava ad aumentare. A questo giro il ministro dell’Economia di tutti i governi Berlusconi (se si eccettua la breve parentesi Siniscalco) ha (a sua volta) invertito la (propria) tendenza: a costo di attirarsi gli strali dei colleghi di governo e anche le accuse dell’opposizione per un’eccessiva passività nella gestione della crisi, Tremonti ha stretto i cordoni della borsa, garantendo una maggior tenuta (rispetto ai proprio standard) dei conti. Il prezzo è stato fatto pagare soprattutto alle classi più deboli, per le quali a tutt’oggi (ma non solo per questo) non si registrano interventi perché possano meglio sopportare gli effetti della crisi, e si tenda a tornare al livello di partenza prima possibile, e questo ovviamente non è comprensibile e accettabile; ma almeno si è evitato di riprendere la deriva verso il possibile tracollo. Che non è scongiurato, ma così reso più difficile (o non facilitato). Oggi il presidente del Consiglio dice due cose che dovrebbero andare a stretto braccetto: i mercati finanziari hanno fiducia nell’Italia, il che significa anche che hanno fiducia nella stabilità della guida del nostro Paese, ovvero che non ci saranno crisi di governo che tolgano continuità e linearità alla gestione delle cose; «Faremo le riforme», che saranno anche quelle che interessano direttamente gli italiani: della giustizia (per la prima volta il premier parla di risvolti che riguardano la vita dei cittadini e non, piuttosto, i suoi processi) e socio-economiche. E’ difficile pensare che – dopo quindici anni, appunto, in cui ciò non si è visto – il presidente del Consiglio abbia in mente una chiave, e una ricetta, per modernizzare e rilanciare l’Italia, facendola così progressivamente uscire – proseguendo contemporaneamente con una sempre attenta gestione del bilancio – dalla palude dell’arretratezza e, quindi, della “lentezza” strutturale. E tuttavia la strada da seguire è questa. Quindi, lo faccia presidente Berlusconi. Dia priorità a questo. Non le toglierà nulla e, se ci riuscirà, entro tre anni potrà molto più facilmente raccogliere il necessario consenso attorno a quella (eventuale) riforma in senso presidenzialista dello Stato, avendo contemporaneamente salvato – e modernizzato – il Paese. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

(Non) esportare la democrazia (e i diritti) Sulla base di qual legittimità (universale) Una grande riflessione di Gaspare Serra Offerta a Frattini per la nostra diplomazia

aprile 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è un grande giornale (anche) di cultura politica. il Politico.it offre oggi un contributo alla politica estera del nostro Paese (a proposito, ne abbiamo ancora una?) sul tema, cruciale nell’era del presunto “scontro di civiltà”, dei diritti umani. Lo fa, come sempre, in totale libertà (Intellettuale), senza accettare dogmi e principi che non possano essere criticamente messi in discussione. Uno di questi riguarda la diffusione dei diritti. La loro “esportazione”, appunto. Sì, ma a che prezzo? E, soprattutto: in che modo, utilmente? Una delle cause, o dei nodi dei conflitti e delle tensioni tra Occidente e resto del pianeta è la nostra “pretesa” di imporre la nostra, appunto, concezione. Nella quale noi naturalmente ci ritroviamo e consideriamo “giusta” in assoluto; ma i “nostri” diritti umani da cosa traggono fondamento? Possono essere proposti come, appunto, valore con una “giustificazione” assoluta? O, piuttosto, devono essere (e conviene che siano) offerti e “contrattati”, minimalisticamente, come pura materia di confronto politico e diplomatico? Il grande pezzo di Gaspare Serra. Buona lettura e buona riflessione.                   Read more

Berlusconi a Karzai: “Risposte concrete” Silenzi&indecisioni sui 3 italiani arrestati Ora senso di Stato e nessun pregiudizio

aprile 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Consiglio rompe gli indugi e scrive al capo dello Stato afghano per sollecitare comunicazioni sui nostri connazionali, accusati di detenere armi e di organizzare un attentato al governatore dell’area in cui si trova l’ospedale dell’organizzazione di Gino Strada. Un atteggiamento prudente, forse troppo – anche in questo caso – quello del nostro governo che sostiene di volersi muovere secondo due principi: tutelare i tre italiani “rapiti” ma anche aiutare l’Afghanistan verso la stabilizzazione. In realtà i distinguo del ministro degli Esteri Frattini – di cui ci racconta Massimo Donadi nel pezzo-intervento che trovate all’interno – fanno pensare che un ruolo fondamentale lo stia giocando (o abbia giocato) la sensibilità politica di Emergency. Ma se il nostro Paese comincia a far discendere dalle differenze di orientamento anche il modo in cui ci comportiamo quando ci confrontiamo-scontriamo al di fuori dei nostri confini, siamo alla fine del senso della nostra unità nazionale che proprio la destra ha più storicamente a cuore. Dando un’immagine di debolezza e mancanza di compattezza che certo non aiuta né il prestigio né la sicurezza dell’Italia. Oltre – naturalmente – ad essere inaccettabile nei confronti dei nostri tre connazionali: non è qui in discussione Emergency, che peraltro svolge – come altre orga- nizzazioni umanitarie del nostro Paese – un’attività fondamentale. Ma la sorte di tre italiani, né più né meno. Ed è di questo che ci dovremmo occupare. Read more

“Italia” difende rappresaglia di Gheddafi Libia off limits a europei: ‘Colpa Svizzera’

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Rimandati a casa tre italiani, da oggi non sarà più possibile “sbarcare” a Tripoli. Motivo? Gli elvetici stilano una black list composta da 188 personalità libiche tra cui il colonnello. Ma tutto nasce con l’arresto del figlio di Gheddafi nel 2008 e il conseguente “blocco” in Libia di due uomini di affari svizzeri. Insomma, da parte della Libia una vera e propria ritorsione. E l’Italia che fa? Sta dalla parte del colonnello, naturalmente. Frattini: «L’Ue verifichi la correttezza della Svizzera». Il servizio di Carosella. Read more

Berlusconi alla Knesset: “Nostri fratelli” Oggi Abu Mazen. Bombardamenti, però…

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Giusta reazione ai missili di Hamas». E tra gli accordi siglati ce n’è, ovviamente, anche uno di coo- perazione militare. «Che un giorno – scrive Désirée Rosadi – siano proprio i nostri aerei a sorvolare Gaza e, magari, la Persia?». Ieri il presidente del Consiglio aveva attaccato l’Iran, che oggi parla di «ingerenze». La diplomazia italo-israeliana fondata – of course – anche sul rapporto personale tra il premier e Netanyahu. Il giornale della politica italiana vi porta nel cuore della visita in Israele con la sua grande firma per il Medioriente, Désirée Rosadi. Buona lettura.

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Diario politico. L’affaire Bertolaso, Hillary: “Ferita da critiche”. Accordo Pd-Di Pietro

gennaio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. E’ bufera sul capo della Protezione civile per le critiche rivolte all’America sugli aiuti alla popolazione di Haiti colpita dal terremoto. Ieri Désirée Rosadi ci riferiva della presa di distanza di Frattini – «Bertolaso non può coordinare il mondo» – alla quale fa seguito quella di Berlusconi, che parla di Usa «generosi». Ma la Clinton in serata rincara la dose. E’ stata una giornata febbrile per il Partito Democratico quella di martedì. In mattinata il fulmine a ciel sereno, inaspettato appunto, di un Romano Prodi che in un colloquio con Massimo Giannini per Repubblica ci andava giù duro: «Ma chi comanda nel Pd?». Il j’accuse muoveva dall’apparente mancanza di linea che avrebbe caratterizzato e favorito le vicende pugliese e bolognese. Ma Bersani, che nel corso della giornata avrebbe confermato («In 11 regioni su 13») l’alleanza con l’Italia dei Valori in vista delle elezioni di marzo, rispediva gentilmente al mittente le critiche. Quanto a Bologna, dopo le dimissioni di Delbono si lavora ad una velocizzazione dei tempi per la risoluzione della “crisi”: Maroni propone un decreto perché si possa votare lo stesso giorno delle Regionali: «Ma solo se tutte le forze politiche sono d’accordo». Il racconto.  Read more

Frattini: “Bertolaso non coordina mondo” Incontro con Hillary, sul gas una strategia

gennaio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il ministro degli Esteri ieri a Washington. Oltre alle scuse per le critiche del capo della Protezione civile agli “aiuti” americani ad Haiti (che il nostro giornale tuttavia ha sostanziato, lunedì, con un reportage di Giovanna Mulas) energia, Iran e terrorismo sul tavolo. La Clinton annuncia sanzioni per le compagnie petrolifere che “tradiscono” l’alleanza con gli Usa. Nucleare, Frattini nel solco della politica estera italiana di Andreotti e D’Alema: «Coinvolgere i Paesi arabi». Ci racconta tutto, come sempre, la no- stra prima firma per il Medioriente, Désirée Rosadi. Read more

Diario politico. Ufficiale: si sta svegliando il Pd. «Il processo breve? Uno scempio»

gennaio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Al Senato si discute del provvedimento che limita i tempi dei processi, compresi quelli passati, mandando di fatto al “macero” decine di procedimenti. I Democratici non solo non tentennano nell’opporre il loro “no”, ma danno vita ad una forma di protesta che dal singolare assume i caratteri di una rinascita. Come un mantra, ogni senatore che risponde ad Anna Finocchiaro legge prima il testo del pronunciamento della Corte europea dei diritti umani che respinge il ricordo presentato da Cesare Previti sulle presunte (e ora negate) violazioni subite nel corso del processo Imi-Sir; poi una dichiarazione con il “messaggio” da cui il titolo. Una reazione imprevista, un colpo di reni del Partito Democratico che già le scorse settimane aveva dato segni di risveglio. Un ritorno sugli scudi confermato dalla performance di Bersani a “Ballarò”. Nel diario, poi, le celebrazioni a Palazzo Madama per Craxi e di Napolitano per Borsellino (avrebbe compiuto settant’anni) e il messaggio del capo dello Stato ai magistrati impegnati nella lotta contro l’ndrangheta. Il racconto. Read more

Diario politico. Da premier lettera al Papa: “Valori cristiani”. Ma Di Pietro: “Diavolo”

dicembre 23, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Ultimi scampoli di politica italiana prima della pausa natalizia. Corrispondenza (a senso unico) tra la nostra politica e la Chiesa. Oltre a Berlusconi che scrive a Benedetto XVI, c’è da registrare la “lettera” del leader Idv a Gesù bambino, al quale Di Pietro sembra rivolgersi parlando in realtà al Pd: «Come si fa a dialogare con il lupo cattivo?», altra metafora che rafforza quella di Belzebù (quello vero). Al di là di questa (più o meno folkloristica) parentesi epistolare, le api della politica italiana (o, meglio, della maggioranza) ronzano tutte (fuori stagione) attorno al miele del (possibile?) dialogo. Ma sembra tra sordi: dal centrodestra la disponibilità a fare le riforme partendo però dalla giustizia (e Bersani, ieri a Porta a porta, sospetta che si dica giustizia per dire Berlusconi e leggi ad personam), dal centrosinistra la disponibilità a fare le riforme ma ragionando «astrattamente del sistema», dice (sempre) il segretario Democratico, e non di un caso particolare. Il presidente del Consiglio spera che ci pensi la moral suasion di Napolitano (nella vignetta di theHand con cui chiudiamo questa settimana pre-natalizia) a convincere i riformisti di Bersani. Ecco il (bel) racconto di Baffigo. Gli aggiornamenti del giornale della politica italiana riprenderanno nel week-end dopo Natale. Auguri di cuore a tutti voi, cari lettori. Buone festività dal vostro giornale. Read more

Diario politico. Scajola: “Fini non in linea col Pdl”. Lui: “Non rinuncio alle mie idee”

dicembre 2, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Ampia, ricca prima parte tutta dedicata al confronto interno al partito di Berlusconi dopo la diffusione del fuorionda del presidente della Camera, l’invito a chiarire giunto dai maggiorenti del Popolo della Libertà e il niet dell’ex leader di An: «Non devo spiegare nulla». Il ministro per lo Sviluppo economico esprime, probabilmente, una sensibilità diffusa nel Pdl. E vicina a quella di Berlusconi, che pure riesce a scherzare: «Me ne vado a Panama». Ma Fini non recede di un millimetro, e alla commemorazione di Nilde Iotti alla Camera replica anche a chi diceva di vedere nelle sue parole “rubate” del 6 novembre un tradimento del mandato di capo di Montecitorio, al punto da poter ragionare dell’ipotesi di chiedergli le dimissioni: «Essere imparziale non significa rimanere estranei al confronto delle opinioni». Chiudiamo con il rifiuto da parte dell’Agenzia del farmaco ad apportare correttivi alla delibera sulla Ru486: «Non sta a noi decidere sul ricovero». Ma Sacconi: «Incompatibile con la legge 194». E con l’intervento di oggi del presidente della Repubblica che, tra l’altro, ha elogiato il ruolo fondamentale degli insegnanti nella costruzione dei cittadini del futuro. Il racconto. Read more

Continua scontro tra Tremonti e Brunetta Renato: “Io sono un economista, lui no”

novembre 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuova puntata del confronto a distanza (e non solo) tra i due ministri. «Nel rigore si può fare sviluppo», dice il responsabile della Pubblica amministrazione. Frattini stigmatizza: «Meglio non discutere sui giornali». E il pensiero immediato è alla litigiosità dell’ultimo Governo Prodi e alla fine ingloriosa che fece quell’esperienza, anche e soprattutto nell’opinione pubblica. Il servizio. Read more

Diario politico. Il Gip: arrestare Cosentino Berlusconi e Pse per D’Alema Mister Pesc

novembre 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Eccezionalmente al mattino come la prima edizione dei telegiornali. Per il sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale campano del Pdl l’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. Dal magistrato la richiesta alla Camera di autorizzazione ad eseguire la misura. E’ sempre più forte intanto il sostegno alla candidatura dell’ex presidente del Consiglio a ministro degli Esteri d’Europa. Ieri Schulz annuncia il ritiro di Miliband e il sostegno dei socialisti europei all’italiano, poi il giallo: da Berlino, dove a margine dei festeggiamenti per il ventennale della caduta del Muro si è tenuta una cena offerta da Angela Merkel con i 27 capi di Stato e di Governo dell’Unione, Gordon Brown rilancia il suo capo della diplomazia che, dal par suo, si definisce soltanto «in stand-by». Un tira e molla legato da un lato al tentativo da parte britannica di trovare l’assenso sulla nomina di Blair come presidente, dall’altro all’alternativa, per Miliband, di guidare i laburisti nel dopo-Brown. Il racconto degli ultimi sviluppi.           Read more

Sondaggio di Crespi, ora giù Berlusconi Partito Democratico (più Pannella) al 30%

novembre 5, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Rilevamento di novembre sul giornale della politica italiana. Per la prima volta dopo cinque mesi il presidente del Consiglio e l’esecutivo perdono consensi: pochi punti di fiducia, ma il trend è invertito. Ci presenta i dati come sempre il grande sondaggista in persona, che individua tre ragioni: le liti dentro il Governo intorno alla figura di Tremonti; le voci di riforma della giustizia legata alle vicende personali del premier; l’assenza di strategia per fronteggiare l’onda lunga della crisi economica, ovvero gli effetti sull’occupazione e sulla situazione delle famiglie. Accanto a questo, il nuovo Pd di Bersani torna per la prima volta sopra il 28, che sommato (artificiosamente, certo, ma alle politiche del 2008 andavano insieme) ai consensi Radicali porta i Democratici vicini al loro massimo risultato di sempre. Tutti i dati, dunque. Vediamo. Read more

Diario politico. Crocifisso, tutto sul caso Berlusconi: “No ricattabile. Riforma Csm”

novembre 4, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Spettacolare puntata del Diario politico in cui vi raccontiamo tutto quanto c’è da sapere sulla decisione della Corte europea dei Diritti dell’uomo che impone la rimozione dei crocifissi dalle aule scolastiche. La vicenda della donna finlandese cittadina italiana la cui ”denuncia” è la chiave di questa storia, e poi tutte le reazioni dal Governo che annuncia ricorso al Vaticano fino al resto della nostra politica. Bondi e Frattini duri con l’Europa. Bersani: «Una tradizione inoffensiva». Quindi le ultime anticipazioni dal libro di Vespa che, di fatto, sta dettando l’agenda politica di questi giorni. Il presidente del Consiglio: «La sentenza Mondadori? Un’estorsione». E chiede il rinvio dell’udienza: «Per il vertice Fao». Infine, gli sviluppi del caso della morte in carcere di Stefano Cucchi, con il ministro della Giustizia che si riferisce alle Camere: «Non doveva morire. Aveva chiesto di non dare info sul suo stato di salute nemmeno ai genitori». L’avvocato di famiglia: «Inconcepibile». Il racconto del nostro caposervizio. Read more

I PROGRESSISTI D’EUROPA: «D’ALEMA MINISTRO DEGLI ESTERI DELL’UNIONE»

ottobre 31, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana ha sempre criticato il modo in cui l’ex segretario del Pds ha concepito il suo ruolo dentro il Partito Democratico. E sono sotto gli occhi di tutti errori strategici compiuti nel corso degli anni in cui è stato leader del centrosinistra. Ma ci sono almeno tre buone ragioni per vedere di buon occhio, e anzi per sostenere la candidatura dell’ex presidente del Consiglio che il Partito socialista europeo e i progressisti democratici hanno avanzato – insieme, è bene chiarirlo, a quelle di altri – per il ruolo di capo della diplomazia europea. Primo, D’Alema è stato un grande ministro degli Esteri italiano, come gli riconoscono tutti. Secondo, è stato grande per la sua leadership ma anche per una concezione che non prevede barriere tra oriente e occidente, che nasce dal sostegno alla causa dei palestinesi in un perfetto equilibrio con l’amicizia nei confronti di Israele, che addirittura si basa su una rivendicazione di personali origini arabe. Immaginate l’impatto sullo scenario mondiale di una sponda europea guidata da D’Alema alla politica per la Pace di Obama. Infine, D’Alema è riconosciuto sia a destra sia a sinistra come uno statista, e come uno in grado, nel bene e nel male, di dividere magari sciaguratamente dentro la sua parte ma di tendere ad unire gli schieramenti (appunto, nel bene e nel male) e comunque la politica italiana. Questa sua disposizione-ambizione è anche una delle ragioni per cui aspirò prima alla presidenza della Camera e poi fu candidato capo dello Stato, per cui il Governo non dice di no e Casini e Maroni lo sostengono. Il racconto di Ginevra Baffigo in questo speciale Diario.

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La visita in Italia del presidente pakistano Zardari. Sì ad accordo contro il terrorismo

ottobre 1, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è un giornale autorevole e prestigioso, e deve sicuramente parte dell’autorevolezza e del prestigio al suo racconto quotidiano ai massimi livelli della nostra politica. Ma il Politico.it mira anche ad innovare e a migliorare la classica proposta informativa del giornalismo politico italiano. Lo fa raccontando con linguaggi, scelte, punti di vista diversi la politica italiana, ma anche valorizzando notizie, contenuti magari meno sottolineati da altri. E’ il caso dell’intero filone mediorientale nel quale il nostro giornale, come sapete, ha una particolare specializzazione. Ed è il caso, in particolare, della serie di incontri bilaterali intercorsi in questi giorni tra la massima autorità del Pakistan e il Governo e i nostri rappresentanti istituzionali. L’occasione è stata il forum economico Italia-Pakistan. Si è parlato di Eni, del suo impegno nella terra di Zardari, ma anche di lotta agli estremismi sottoforma di terrorismo o di integralismi religiosi. Ci racconta tutto la nostra Désirée Rosadi. Read more

Prove di conflitto tra Israele e Iran Berlusconi: ‘Sarebbe un disastro per tutti’

settembre 28, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi da parte di Teheran il lancio di una tipologia di missile a lunga gittata che “potrebbe raggiungere Israele e le basi americane nel Golfo”. Intanto Ahmadinejad rinfocola le polemiche (parlando di “complotto”) dopo la scoperta del secondo impianto in costruzione per l’arricchimento dell’uranio. Da parte israeliana l’indicazione del termine utile della riunione del 5+1 (entro cui dovranno arrivare risposte plausibili dall’Iran) del primo ottobre per decidere se abbandonare la via del dialogo e “seguire altre strade”. E gli americani già analizzano le possibili soluzioni militari. «I paesi del G8 appoggeranno la politica del presidente degli Stati Uniti Obama di dare all’Iran una chance – spiega Frattini per l’Italia – ma vogliamo anche riaffermare che il tempo sta scadendo». Il giornale della politica italiana, con i suoi esperti di Medio Oriente, vi racconta come nessun altro ha saputo fare oggi, cosa sta succe- dendo. Il servizio è di Désirée Rosadi. Read more

Diario politico. G8, critiche all’Italia Salvini, canti razzisti in video: dimissioni

luglio 8, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Scoppia il caso del nostro Paese alla vigilia del vertice de L’Aquila. Il quotidiano inglese “The Guardian” accusa l’Italia di non avere saputo predisporre un’agenda adeguata tanto che sarebbero dovuti intervenire gli Stati Uniti per organizzare i colloqui preliminari degli “sherpa”, e che per questo molti Paesi europei spingerebbero per l’esclusione dall’organismo. Frattini: “Si confondono”. Ve ne abbiamo anticipato oggi, vi raccontiamo nel dettaglio questa storia. L’altro caso del giorno riguarda l’eurodeputato leghista, che si fa riprendere mentre canta una canzone fortemente offensiva e dai toni razzisti nei confronti dei napoletani: reazione sdegnata di tutta la politica italiana, fino alla rinuncia alla carica di parlamentare italiano che però Salvini spiega con la necessità di scegliere tra i due incarichi. Infine vi aggiorniamo sui ddl intercettazioni e sicurezza. Il racconto.            Read more

Iran, diplomazia internazionale al lavoro Ma da Teheran giungono soltanto rifiuti

giugno 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le dichiarazioni dei capi di Stato europei e di Obama che denunciano gli atti di violenza. La volontà espressa dal ministro degli Esteri Mottaki di ridimensionare i rapporti con la Gran Bretagna, accusata di fomentare la massa in rivolta insieme ad Usa ed Israele. Infine, il rifiuto dell’invito alla partecipazione al G8 di Trieste rivolto da Frattini. Il rischio è, anche, di una destabilizzazione della situazione in Medioriente. Ce ne parla la nostra Désirée Rosadi. Read more

Diario politico. “Sì” al ddl intercettazioni Da Gheddafi duro attacco agli Stati Uniti

giugno 11, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Scontro alla Camera (nella foto, le proteste dell’Idv) tra maggioranza e opposizione sul ridimensionamento dei margini di indagine attraverso l’uso di intercettazioni del quale vi abbiamo ampiamente raccontato ieri, con Andrea Sarubbi. Il Pd chiede il voto segreto ma nell’urna sono 21 parlamentari dell’opposizione a depositare il loro “sì” al provvedimento. Ora la parola passa al Senato. Ma oggi è stata anche la giornata degli interventi del leader libico a Palazzo Giustiniani e alla Sapienza (dove ci sono state manifestazioni da parte degli studenti). Gheddafi ha raccontato la sua visione di democrazia e dittatura, ha rimarcato la ferita storica subita dal suo Paese da parte dell’Italia e poi ha paragonato Reagan a Bin Laden per l’attacco degli Usa alla Libia dell’86. Frattini: “Affermazioni un po’ forti”. Infine, rivelazioni del tesoriere Pd Agostini sulla quantità di denaro ricevuto dai partiti attraverso i rimborsi elettorali: si parla di 941 milioni di euro in cinque anni. Il racconto. Read more

Diario politico. Voli di Stato, Berlusconi è indagato. Europee, Pd nel nuovo gruppo

giugno 4, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Il presidente del Consiglio è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma con l’ipotesi di abuso d’ufficio. Si tratta comunque di un atto dovuto e potrebbe essere seguito dal trasferimento dell’indagine al Tribunale dei Ministri. Il premier, intanto, mercoledì sera era a “Porta a porta”: “Non mollo”, ha detto Berlusconi, la possibilità di ricorrere ad elezioni anticipate è “fantapolitica”. In giornata erano arrivate nuove critiche da parte di giornali stranieri. D’Alema: “All’estero ridono di noi”. Frattini: “Orgoglioso di essere italiano”. Infine, è stato definito l’accordo che porta alla nascita del nuovo gruppo all’Europarla- mento nel quale andrà a collocarsi il Pd: si chiamerà “Alleanza dei socialisti e dei democratici”. Ma non tutti sono d’accordo. Il racconto. Read more

Diario politico. Financial Times: “Premier pericoloso”. Frattini: “Stampa disonesta”

maggio 27, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Il prestigioso quotidiano britannico esce con un editoriale durissimo nei confronti del nostro presidente del Consiglio: “Non è fascista ma è ricco e spietato, e rappresenta un cattivo esempio per tutti”, e anche da parte di altri grandi giornali europei – tra cui The Indipendent ed El Pais – arrivano critiche. Momento nero, per Berlusconi, in difesa del quale interviene il ministro degli Esteri. Anche Franceschini va giù duro nei confronti del premier: “Gli fareste educare i vostri figli?”, chiede provocatoriamente. E per la prima volta da quando il Cavaliere è in politica, intervengono nel dibattito pubblico che lo riguarda i figli Pier Silvio, Marina e Luigi, che si dicono “orgogliosi dei valori ricevuti”. In questo contesto passano in secondo piano le polemiche sul tema della riduzione dei parlamentari e un’intervista a Massimo D’Alema, che dice di non volersi candidare alla segreteria Pd ma, diversamente da quanto accaduto in passato, torna ad esercitare la propria leadership. Il racconto.     Read more

Diario politico. Minzolini direttore del Tg1 L’Anm al premier: “Attacchi inaccettabili”

maggio 20, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Prosegue il racconto quotidiano del giornale della politica italiana, quasi ogni sera su queste pagine. La firma, oggi, è di Carmine Finelli. Che dispiega il filo di una giornata in cui la fanno da padrone le nomine Rai, con la scelta del notista politico della “Stampa”, da tempo al seguito del premier, come nuovo numero uno del principale telegiornale italiano. Mauro Mazza dal Tg2 alla direzione della rete uno. L’opposizione, compatta, reagisce a quella che viene considerata “un’occupazione della Rai” da parte della maggioranza. Ma proseguono anche le polemiche dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza sul caso dell’avvocato inglese che sarebbe stato corrotto da Berlusconi. Il quale attacca: “La Gandus – il giudice che ha emesso la sentenza – è un’esponente della sinistra radicale, è mia nemica”. L’Associazione nazionale magistrati reagisce. Ma anche dal centrosinistra si auspica che “il premier non venga in aula ad autoassolversi”. La Cei “difende” i migranti respinti. Frattini rinuncia ad una visita in Iran dopo un lancio di missile da parte di Teheran. Il racconto. Read more

Diario politico. Frattini: ‘Rispettare l’Onu’ D’Alema: “E non si violino i diritti umani”

maggio 17, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Confronto vivace e interessante sul tema dei respingimenti e dell’immigrazione in generale, nonchè sui rapporti con i grandi organismi internazionali. Comincia Frattini chiosando le parole di La Russa di ieri: “Anche quando sbagliano, e in questo caso con il Governo sbagliano, vanno rispettati”. Il collega alla Difesa: “Dispiaciuto ma confermo nel merito”. L’ex ministro degli Esteri e dirigente del Pd: “E’ un fatto di diritto internazionale. Il centrosinistra contrastò l’immigrazione clandestina molto più efficacemente di questo Governo che produrrà altra immigrazione clandestina”. Sentiamo. Read more

Diario politico. Fini: “Assicurare il diritto d’asilo”. Rutelli va contro il referendum

maggio 11, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Nel dibattito sui respingimenti interviene il presidente della Camera, che invita a “verificare se tra coloro che vengono respinti ci siano persone che hanno il diritto di chiedere asilo”. “L’Italia è un Paese multietnico per ragioni demografiche - prosegue la terza carica dello Stato - Non ha senso dire se si vuole o no”. Intanto, anche il Consiglio d’Europa invita il Governo a fare marcia indietro, ma Frattini: “Siamo vincolati da una decisione dell’Unione europea. Un modo per garantire il diritto d’asilo è consentire che le richieste partano direttamente dal Paese d’origine”. Dalla sua pagina su Facebook il presidente del Copasir definisce il referendum “scriteriato”. A Torino scritte ingiuriose contro il commissario Calabresi sui muri della “Stampa” e del Pd. Il racconto. Read more

Israele cerca la sponda dell’Italia. Il tour europeo di Liberman comincia da Roma

maggio 7, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il neo-ministro degli Esteri israeliano ha scelto la Farnesina per il suo primo colloquio di presentazione nelle capitali europee. Seguiranno le visite a Parigi, Berlino e Praga. Una scelta motivata dall’amicizia storica con il nostro Paese e dal ruolo dell’Italia nella promozione del dialogo tra Israele e paesi arabi moderati. Dopo le prime dichiarazioni sul processo di pace (Liberman aveva rifiutato l’idea di “due popoli per due stati”) l’Unione Europa aveva minacciato di congelare i rapporti diplomatici. Presto conosceremo l’esito di questo primo giro. Désirée Rosadi ci racconta l’esordio della nuova politica estera israeliana. Read more

Diario politico. Fini risponde a Berlusconi “Rispettare le regole”. Ultime sulla Pinar

aprile 19, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Diego Ruggiano. Il presidente della Camera dopo l’intervento di ieri del premier che invitava a “non riempire i giornali di inchieste ma ad impegnarsi per la ricostruzione”: “La vicenda deve indurre tutti – dice Fini – a non transigere nella prevenzione e nel rispetto delle regole. Le conseguenze, se ciò non avviene, sono angoscianti e provocano il giusto sentimento di chiedere l’accertamento di eventuali responsabilità”. Intanto, in serata, una motovedetta della Guardia costiera trasporta a Lampedusa una ventina dei migranti raccolti dal mercantile turco. Frattini: “Toccava a Malta accoglierli nel proprio paese”. La questione comunitaria verrà risolta a livello dell’Unione Europa. Il racconto. Read more

Diario politico. Napolitano al Governo: no ai decreti omnibus. Sassoli capolista Pd

aprile 17, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Una lettera datata 9 aprile è stata recapitata dal presidente della Repubblica al premier Berlusconi, al ministro Tremonti e ai presidenti di Camera e Senato. Nella missiva Napolitano invita a non stravolgere in Parlamento i decreti già sottoposti al suo vaglio per poi ripresentarli al Quirinale in prossimità di scadenza. “E’ mia prerogativa valutare i requisiti di urgenza dei singoli provvedimenti”, ha ricordato il capo dello Stato. Referendum: la maggioranza incarica Maroni di sondare il parere dell’opposizione sulle due ipotesi, 21 giugno o rinvio al prossimo anno. E ancora, si parla di candidature del Partito Democratico per le Europee e della scelta del ministro Frattini di non partecipare alla conferenza internazionale sul razzismo. Il racconto. Read more

Crisi Governo ceco, ora Bruxelles teme per la ratifica del Trattato

marzo 27, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il premier Topolanek, sfiduciato dal Parlamento, ha presentato ieri le dimissioni. Una situazione inedi- ta che coinvolge la presidenza di turno della Ue, ceca fino a giugno. La corrispondenza dalla città sede della Commissione, di Luna De Bartolo. Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi “Sul Papa silenzio assenso?”

marzo 19, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le parole pronunciate da Benedetto XVI in Africa per sostenere l’inutilità dell’uso del preservativo per combattere l’Aids hanno suscitato polemiche in tutta Europa (e da parte di tutto il Vecchio Continente). Il Governo italiano ha invece preferito giustificare o non commentare l’uscita del Papa. Giulia punta il dito contro questa scelta. Sentiamo. Read more

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