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Ultimi paradossi populismo berlusconiano Pdl addita antidemocraticità (poteri forti) ‘Pd’ vi ri(n)corre (da sempre) per salvarsi Blair: ‘Destra/sinistra non han più senso’ Da berlusconismo esce solo con Politica Che è (“anche”) “ciò” che serve all’Italia
di GINEVRA BAFFIGO

novembre 13, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Politica che non è – naturalmente – né la strizzata d’occhio di Cicchitto alla base popolare; né coincide con la concezione bersaniana di un gioco di squadra che altro non è che l’àncora di salvataggio di leadership inconsistenti. Che sono costrette, perciò, a farsi sostituire. Nell’assunzione di responsabilità. Della guida. Che si declina - in primo luogo – nell’indicazione della strada. E nel sostanziamento del progetto. Oggi l’Italia non ha (?) né l’una né l’altro. E “deve” affidarsi alla dettatura della Bce. Rispetto alla quale comunque il profilo “tecnico” – e la stessa affinità culturale – di Monti è la garanzia, semmai, di una indipendenza che la nostra politica politicante autoreferenziale di oggi non è – appunto – in grado di assicurare. Ma così il Paese vivacchia. E non (se) ne esce. L’attuale classe dirigente non può sopravvivere a questo viatico concepito da Napolitano per salvarci dall’onda lunga della passività berlusconiana. Ovvero il momento in cui alzare gli occhi dallo Specchio – superare l’autoreferenzialità, che è un tutt’uno con il formalismo – non può essere calendarizzato oltre le (future) dimissioni del governo Monti – per mandato esaurito – o la fine della legislatura. E comincia con un profondo rinnovamento della classe dirigente. Rinnovamento – in questo Bersani ha ragione - aperto. A chi non (si) guarda allo specchi(ett)o (retrovisore). E alza, piuttosto, lo sguardo (all’orizzonte). La nostra vicedirettrice ci racconta ora l’ultimo giorno di Berlusconi premier.
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Diario. Un/ il governo che non ama l’Italia C’è già Lega che (ci) vuole (dis)integrare Berlusconi che ci usa a proprio consumo A L’Aquila e sui migranti le finte(!) lacrime E ora questa lavata (di mani) per criminali Per poter salvare se stesso da condanna Ma (oggi) gli italiani li votano ugualmente Rivoluzione culturale per riavere dignità

aprile 14, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nostra nazione non l’ha più. Non l’ha (mai?) avuta in quanto nazione, che non c’è (ancora), da qualche tempo (trent’anni circa) non l’ha (di nuovo) come popolo. Solo la cultura – insieme ad un nazionalismo necessario che ponga le sue radici in essa e ad essa sia rivolto, e ben incardinato in un europeismo stemperante – è in grado di ridarci senso di noi e, con esso, la voglia di tornare grandi e quindi l’orgoglio di non farci prendere a pezze in faccia. E di non mettere le nostre istituzioni – la nostra macchina, il nostro mezzo – nelle mani di qualcuno a cui fanno anche un po’ schifo e che, proprio per questo, è pronto a strattonarle e ad usarle insensibilmente per i propri bisogni. Saranno gli italiani a rifare grande l’Italia, sottolinea in queste ore anche il governatore Draghi; la nostra politica deve coinvolgerli e coordinarli. Altrimenti continue- remo ad assistere inerti all’approvazione di leggi ad personam (e contra personas: tutti noi). O peggio. Il racconto di tutto questo è affidato alla bella penna della nostra vicedirettrice. di GINEVRA BAFFIGO Read more

Diario politico. Legittimo (?) impedimento Berlusconi: non ho poteri per governare E così (ancora oggi) “decide” di non farlo In agenda di nuovo solo processo breve Mentre Tremonti sbriga ‘affari’ economici Preparandosi a (degna – ?) successione

febbraio 24, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Litigano spesso. Il primo vorrebbe un maggior coinvolgimento del secondo rispetto alla mission di salvare il salvabile e di produrre provvedimenti tali da solleticare la pancia del “popolo”. Giulio non ci pensa proprio, sia perché ha la responsabilità di tenere in ordine i conti per/sia per non “sporcarsi le mani” e rimanere il nome più spendibile per il dopo-Cavaliere. Prima o poi. Prima, in una ipotetica soluzione di transizione con lui stesso alla guida. Poi come leader di un Pdl deberlusconizzato. Vediamo come la dicotomia si stia sviluppando in queste ore, con il presidente del Consiglio in attesa di soluzioni per sé e il ministro dell’Economia impegnato (silenziosamente e da parte, per non compromettersi) a tenere in piedi la baracca (ma non troppo). di GINEVRA BAFFIGO Read more

***Diario politico***
LA CONTROFFENSIVA DI SILVIO
di GINEVRA BAFFIGO

gennaio 28, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

In quattro mosse: il Pdl ottiene il rinvio alla Procura di Milano gli atti del caso Ruby, cercando il trasferimento al Tribunale dei ministri; (ri)parte l’assalto (finale) a Fini rispolverando – attraverso addirittura le “risposte” del ministro degli Esteri in aula! – la vicenda della casa di Montecarlo; il Giornale è incaricato di applicare il metodo Boffo/Mesiano a Ilda Boccassini; Mauro Masi fa la figura del «poveraccio» telefonando ad Annozero dal quale è assente (per volontà “superiori”) Fabrizio Cicchitto. Una reazione blanda tanto quanto ridotte al lumicino sono le forze – leggi: le risorse e le energie – del premier a questo punto della storia. Significativo che tra gli “obiettivi” di Berlusconi – che indicano gli avversari più pericolosi – non ci sia, solo, il Partito Democratico. Si (è già) affossa(to) da solo? Ci racconta tutto, la nostra vicedirettrice. di GINEVRA BAFFIGO Read more

Cruciani: ‘Gli studenti non sanno perché’ Ora vi spieghiamo riforma e controversie Bersani: ‘Governo la ritiri e correggiamo’ Sì, perché merito e efficienza sono valori Università e ricerca d’eccellenza il futuro

novembre 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’Italia si salva non solo se si ridà una rotta, ma anche se questa rotta è tale da moderniz- zarla e rifarla grande. In questa chiave qualche sacrificio è necessario. Un’università d’eccellenza non è più rinviabile; e così una ricerca che funzioni e non rappresenti solo uno spazio da occupare (in tutti i sensi). Per questo non è pensabile il mantenimen- to dello status quo. Da che punto di vista? Il numero degli atenei, il numero dei corsi sono superiori alle necessità e alle possibilità. L’università accessibile a tutti è un presupposto imprescindibile, ma poi devono subentrare meccanismi di selezione meritocratica. La ricerca deve produrre, o non è; e a questo fine è necessario trovare un equilibrio tra eccessiva precarizzazione e posto fisso improduttivo. Ginevra Baffigo, all’interno, ci racconta il ddl Gelmini. Read more

Diario politico. Di cosa stiamo parlando? Ammettiamo pure che sia ok tutto questo C’è Lodo Alfano costituzionale retroattivo Camera nega l’autorizzazione per Lunardi Un italiano: “Non risolve i miei problemi” Capiamo o no che così Paese va’ fondo?

ottobre 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Un grande racconto della nostra vicedirettrice. Nell’introdurre il quale prendiamo – per un momento – per buono che tutto ciò di cui si è discusso oggi, nel modo in cui lo si è “discusso” e affrontato, sia legittimo. Prendiamo per buono che lo scudo per le alte cariche sia un provvedimento che ci equipara ad altre democrazie europee, e che la retroattività – lo scrive ad esempio Fabrizio Rondolino – sia un elemento «senza il quale il Lodo non è». Prendiamo per buono che l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro delle Infrastrutture – non importa, qui, spiegare di cosa è accusato Lunardi; non è giusto gridarlo perché Lunardi è innocente fino a prova contraria. All’interno, naturalmente, ne parliamo – sia stata negata perché – come sostiene la maggioranza – non c’erano gli elementi per giudicare (?). La chiosa di un nostro connazionale – quelli che «ho 700 euro di mutuo mensile da pagare» – a Ballarò risponde nel modo più centrato, e non veniteci a parlare di demagogia, mentre il Paese va a picco, insieme agli italiani, al vero “lodo” – che nella nostra lingua significa controversia posta da un’autorità (?): appunto – della giornata: di che cosa stiamo parlando? L’ha capito o no questa nostra politica autoreferenziale di oggi che il suo compito è un altro, e che oggi o vi assolve oppure muore (il Paese)? Questo è il punto. Questa è la mancanza. Al di là di ogni valutazione di merito. Che non è rilevante fare. Di rilevante c’è il nostro domani, il domani di tutti noi, del nostro Paese (non quello del premier, non quello, con tutto il rispetto, di Lunardi). Di cui – a parte noi – non si è occupato (ancora una volta) nessuno. Il racconto di ciò di cui si è parlato, ora, all’interno. Read more

Ultima intemerata di Silvio contro giudici che rischia di far esplodere (prima) il Cdx e (ri)apre un conflitto mai visto tra poteri

ottobre 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è un consigliere autorevole e ascoltato della nostra politica autoreferenziale di oggi, che spinge verso il futuro, del quale è il principale laboratorio. Ciò vale anche per il presidente del Consiglio, che il Politico.it incalza nel tentativo di riportarlo sulla retta via della politica vera, che, abbiamo scritto, rappresenterebbe anche la soluzione più efficace ai suoi stessi problemi. Per questa stessa ragione il giornale della politica italiana, giornale appunto della politica vera, detta l’agenda a Berlusconi e non il contrario: siamo noi a decidere di cosa parliamo a Silvio e come, puntando appunto sui contenuti piuttosto che su quel teatrino che il premier stigmatizza spesso ma del quale rischia di risultare il principale animatore; cosa che dovrebbe fare – utilmente – anche il resto della nostra politica a partire dal Pd. Accade così che su questo giornale troviate appunto i contenuti, ma molto meno – relegate al resoconto della sera – le chiacchiere, che però hanno un peso speciale visto da chi provengono, dello stesso presidente del Consiglio. Ma oggi, anche per dimostrare a Silvio quanto lo prendiamo (comunque) sul serio, sospendiamo per un momento il nostro laboratorio e ci dedichiamo, appunto, (quasi) completamente a lui e a queste pretese chiacchiere. In particolare, alle ultime, svelate dalla diffusione dei video di Repubblica, sulla magistratura. Un rapporto impossibile quello tra Berlusconi e i giudici, vero punto di caduta dell’azione pubblica del premier. Un rapporto che, a poche settimane ormai dal rischio di una condanna nel processo Mills, si fa incandescente. Al punto da spingere il capo del governo della nostra Repubblica a parlare dei giudici come di «un’associazione a delinquere» rispetto alla quale sarebbe necessario istituire una «commissione d’inchiesta» che faccia luce appunto sul loro “discutibile” operato. Una “mossa” forse non ponderata fino in fondo – viste anche le circostanze in cui è stata avviata, un rendez vous notturno con i sostenitori in piazza Grazioli al termine del giorno del suo compleanno – che poi però Silvio ha deciso di cavalcare nel suo comizio a Milano, che pone appunto due questioni, una politica e una istituzionale: la reazione dei finiani, che hanno in mano la legislatura, e cosa può significare tutto questo per gli equilibri istituzionali. Pietro Salvatori ci porta dentro tutto questo con una doppia inchiesta, che comincia con un giro d’orizzonte su cosa succede, a questo punto, dentro la maggioranza. Read more

Pd e Idv: “Premier è distante dal Paese” E Fli: “Le buone intenzioni da verificare” Ma poi in “testa” (…) restano Pdl e Lega

settembre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’opposizione fa (in questo caso) il suo dovere, tentando di mostrare i limiti del presidente del Consiglio (fa il suo dovere che – come insegna il neo leader laburista inglese Miliband – è sempre quello di tendere a tornare a governare quanto prima, se davvero crede nelle proprie idee). E, come abbiamo titolato, indubbiamente Silvio si è lasciato un po’ andare quando, nel definire programmaticamente l’idea di fondo che abbiamo sottolineato – quella, duplice, della necessità della responsabilità e di un disegno organico per il domani – ha preso ad annunciare una serie di realizzazioni che stridono con il poco, oggettivamente, messo in campo in chiave propositiva dal governo fino a questo punto (e tanto più in questa fase, a cominciare dalla perdurante assenza di un ministro per lo Sviluppo economico per finire nell’apparente mancanza di qualsiasi azione esecutiva che non consista nello “smantellamento”, come nel caso della scuola). Tanto che lo stesso Bocchino, dalla sua posizione critica di esponente di un gruppo che fa sapere voterà però pur sempre la fiducia al governo, si chiede quanto di tutto questo potrà trovare concreta realizzazione nei fatti. Ed è vero, come scrive il nostro Laratta, che, se le cose stanno così, si profila un accenno di «insulto» nei confronti di un Paese (e in particolare di un Sud) che faticano a vivere (al)la giornata (in tutti i sensi). Ma davvero si può tradurre nell’idea di una maggiore «distanza» di Berlusconi dal Paese? I dati dicono che, ad essere distante, al momento è soprattutto il Partito Democratico, che a differenza del premier fatica, ancora, ad enunciare – sia pure in forma di principio come nel caso di Berlusconi – un cambio di passo che, per l’attuale opposizione, dovrebbe consistere – abbiamo scritto – nella cessazione di ogni velleità antiberlusconiana e nell’inizio di una «narrazione», come dice Nichi, completamente avulsa e, ad un tempo, ben presente perché proiettata nel futuro. La realtà (almeno apparente) è che il premier sembra avere nuovamente colto il filo del discorso (da fare al Paese), (in) un Paese che chiede proprio questo, ora, alla politica italiana: il ritorno alla politica vera, fatta, in questo caso, di responsabilità e di un progetto per il domani. Quello di Berlusconi è «solo fumo»? Probabile. Ma di certo, per ora, in casa Democratica non si vede l’arrosto. E nemmeno il fumo. Tanto che gli occhi degli italiani continuano a regalare uno sguardo impietoso. La breve ricogni- zione delle reazioni del centrosinistra al discorso del premier, all’interno, è di Stefano Catone. Read more

Diario politico. Adesso parliamoci chiaro Così Bossi: ‘Sono porci questi romani’ (?) E il Pd: “Mozione di sfiducia individuale” Ma Bagnasco: ‘Ora basta perdere tempo’ Italia o riparte ora (e può tornare grande) o supera punto di non ritorno del declino

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Ci vuole ancora una volta il presidente del- la Cei, per riportare la nostra politica autoreferenziale di oggi dentro i confini della realtà. Il ministro per le Riforme, invece di predisporre le riforme, insulta gli italiani. Il Pd, invece di preparare e lanciare i suoi progetti per il futuro dell’Italia, si preoccupa di rintuzzarlo. Una risposta era necessaria, ma può questo terreno folle («SPQR non significa “Senatus Populusque Romanus” ma “sono porci questi romani”», come alle elementari dice il Senatùr) essere il solo sul quale si muovono la maggioranza e l’opposizione della politica, la Politica del nostro Paese? Non può. E non tanto per ragioni di decenza (che pure si confanno alle nostre istituzioni) quanto perché non ce lo possiamo permettere. L’Italia, il giornale della politica italiana lo ha scritto ancora una volta per primo, si trova di fronte ad un bivio al quale non può più sfuggire tentennando in mezzo alla strada. Deve scegliere. Se continua così, imbocca la strada che scende verso il basso, ed è quella di un declino inarrestabile che renderebbe strutturali le attuali condizioni di crisi economica e, progressivamente, ci renderebbe tutti (molto) più poveri. Un declino dal quale non si potrebbe uscire – ammesso che i nostri conti possano reggere – se non con molta difficoltà e molto tempo. Una Grande (?) Depressione all’italiana, che durerebbe anni, decenni, e segnerebbe la fine – ma non nel senso auspicato dalla Lega – del nostro Paese. Ci dispiace essere così duri, ma la realtà è questa. E, d’altra parte, non è appunto questo il nostro domani. Se, infatti – al contrario – la politica italiana torna IMMEDIATAMENTE a lavorare, concependo un’idea di futuro e mettendola in campo con un’azione coraggiosa – la trasformazione della nostra economia in una economia della produzione d’eccellenza e delle idee, facendo dell’innovazione la nostra stella polare, con rivoluzione a cascata per università, ricerca e scuola, e possibili soluzioni per il problema della mancanza (di continuità) di lavoro attraverso il supporto della formazione permanente – non solo ci salveremo, ma torneremo tra i grandi e potremo conoscere – se continueremo poi su quella strada, non sedendoci più sugli allori come avvenuto al contrario nella parte finale dei cinquant’anni che ci lasciamo alle spalle – decenni di sviluppo. Per noi, oggi, non c’è via mediana. O tutto, o niente. Perché siamo ad un passo dal baratro, ma abbiamo le risorse, se lo evitiamo (e dobbiamo, appunto, farlo subito) per ritornare grandi. Ora o mai più. E’ proprio il caso di dirlo. E’ quello che dice, in buona sostanza, anche Angelo Bagnasco. Del quale il Politico.it sottolinea ancora una volta l’onestà e la responsa- bilità, e il grande amore per l’Italia. Oggi è lui, insieme alla leader degli Industriali, la più autorevole voce della politica italiana. Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli. Read more

Diario politico. La politica (?) italiana (?) Istat: ora disoccupazione record dal 2003 Se un giovane su tre oggi è senza lavoro Intanto Bersani/Veltroni discutono di Pd Fini/Berlusconi litigano sui “dossieraggi” Quando tornerete a occuparvi dell’Italia?

settembre 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La risposta è: probabilmente mai. Perché la nostra politica cessi di essere autoreferenziale e torni a dare risposte agli italiani è necessario un corposo ricambio, di qualità – non fine a se stesso – della classe dirigente di questo Paese. La «rottamazione» di cui parla Renzi e che Luigi Crespi è tornato ad invocare per la parte Democratica sul nostro giornale («O li cacciate o la sinistra non si riconnetterà mai con il futuro»). Ma vale anche per il centrodestra, dove l’accondiscendenza all’autoreferenzialità (di certi leader) ha raggiunto in questi quindici anni vette assolute, e in cui gli onesti e responsabili sono stati protagonisti di un risveglio tardivo. Nel giorno in cui il nostro istituto di statistica ci toglie ogni alibi e ci consegna un quadro della situazione dei nostri giovani – cioè del futuro dell’Italia – (ma non solo) ancora peggiore di quello che percepivamo a sensazione, la nostra politica che fa? Discute di se stessa (il Pd) o, peggio ancora, si lancia giavellottate coinvolgendo, per di più, i nostri servizi (Pdl e Fli). Anche se va detto che a sinistra si registrano degli sforzi per uscire da tutto questo (Bersani ci sta provando, a parlare di Paese, anche se le sue proposte appaiono insufficienti), e a destra c’è una vittima (per quante colpe possa avere) e c’è un carnefice, questa classe dirigente è palesemente giunta alla fine del suo ciclo, non ha più nulla da dire all’Italia, anche perché comincia ad essere politicamente (e non solo) piuttosto vecchia. E’ facile prevedere comunque che questo ricambio stenterà ancora un po’ ad avvenire. Allora ci permettiamo di dare un consiglio ai “protagonisti” della nostra politica autoreferenziale di oggi. Proprio per risolvere i loro problemi. A Bersani per riportare il suo partito a numeri dignitosi (il 30% è la quota minima) e a Veltroni per dare il suo contributo in questo senso. A Berlusconi per assicurarsi una maggioranza e governare fino al 2013 (evitando così i processi) e a Fini per rafforzare le sue ambizioni di successione. Occupatevi di quel ragazzo su tre che oggi non ha lavoro. Fatelo immaginando un progetto complessivo per rifare grande questo Paese, puntare al sole e avere così, almeno, la possibilità di raggiungere la luna. Il giornale della politica italiana ha già indicato una possibile risposta: è necessario fare dell’Italia il Paese della produzione d’eccellenza e della produzione delle idee. Per farlo è necessario non investire, ma centrare un nuovo sistema-Paese sull’innovazione, che si ottiene rendendo l’università e la ricerca, e la scuola non un settore importante, oppure decisivo, del Paese, ma il suo motore. E affiancando a questo una rete di formazione permanente che alimenti gli sforzi di innovazione e contribuisca (appunto) a risolvere il problema della mancanza (di continuità) di lavoro. Intorno a questo dev’essere l’obiettivo. Cominciate ad occuparvene. Risolverete i problemi di tutti, a partire dai vostri – perché è chiaro che se farete questo riprenderete a volare – l’Italia smetterà di navigare a vista e nel giro di un decennio potrà ritornare grande, e continuando su questa strada si assicurerà altri decenni di sviluppo evitando il declino. II racconto di questa bizzarra giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Volevan sovvertire la nostra democrazia I carabinieri: “E Berlusconi sapeva tutto” Dov’è la voce tonante dell’opposizione?

luglio 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è un giornale onesto e responsabile. Figuriamoci se il Politico.it non capisce la delicatezza del passaggio e anche l’opportunità di verificare la possibilità di uscirvi in modo indolore. Ma a non capire la portata della situazione sembra essere, per contro, il Partito Democratico. Ci troviamo di fronte ad un tentativo di mettere sotto scacco il nostro sistema costituzionale, di cui – secondo le forze dell’ordine – era a conoscenza il capo del governo, mentre lo stesso esecutivo si prepara ad approvare una legge che impedirà di venire a conoscenza di tutta la restante parte di scandali e nuovi tentativi che si dovessero verificare. Qualcosa che in qualsiasi altro Paese avrebbe comportato immediatamente le dimissioni dell’esecutivo. Ci si sarebbe aspettato che il principale partito di opposizione alzasse forte la propria voce per stigmatizzare tutto questo e contribuire a suscitare nel Paese quel sentimento di indignazione che un’Italia stanca e ormai “abituata” a fenomeni di questo tipo non è più in grado di maturare da sé. Senza considerare che questa era, è un’occasione per erodere consenso. Il consenso non se ne va, da una parte, e non arriva, dall’altra, senza che ci sia qualcuno che spinga questo movimento. E invece, invece il Pd si esercita in goffi tentativi politicistici – subito rispediti al mittente, il che non ha sicuramente migliorato l’immagine e la percezione di “forza” (?) che Paese ha di Franceschini e compagni – di coinvolgere una parte finiana della maggioranza che i Democratici sembrano dimenticare essere parte organica del centrodestra. Ma al di là delle valutazioni, che restano opinabili, sulla possibile partita a scacchi, il punto è proprio che i Democratici sembrano non accorgersi – così come il Paese, ma da parte della forza che dovrebbe guidarla, l’Italia, è molto più inatteso (?) e grave – che è in atto, al contrario, un incontro di football americano. Il servizio sulla “mossa” dei Democratici, all’interno, è di Nicolò Bagnoli.           Read more

E forse il 21 ci “libereremo” di Cosentino Dipietrismo? No, onestà e responsabilità Ed è prova del fuoco per la maggioranza

luglio 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mercoledì prossimo Gianfran- co Fini ha calendarizzato il voto sulla mozione di sfiducia al sottosegretario in odore di camorra. Sposiamo pienamente la considerazione di Casini: «Non anticipiamo sentenze – Cosentino non è ancora stato condannato per nulla, rispetto all’accusa di concorso in associazione camorristica, ndr – ma esiste un problema di opportunità politica». Ecco il punto: garantismo, sì, certo, che significa non condannare preventivamente nessuno. E quindi “rispetto” nei confronti di Cosentino fino al verdetto. Ma contemporaneamente garantismo, permetteteci, anche per il Paese e per le istituzioni. Garantismo nel senso di garantire loro (a tutti noi) che il governo non sia presidiato da personaggi che possono – sfruttando appieno il loro inserimento, quindi in qualche modo colpendoci alle spalle, o agendo da traditori – favorire l’anti-Stato, la criminalità organizzata, che non aspetta altro che di avere proprie “teste di ponte” nelle istituzioni per potere manovrarle nella lotta contro loro stessi e prendersi un po’ dei nostri soldi, per poi usarli contro di noi. C’è il problema di evitare che la giustizia si metta a fare politica, ovvero di assegnare ai magistrati il potere di incidere sulla politica italiana. Che si può configurare nel momento in cui ad una semplice accusa si fanno seguire automaticamente delle dimissioni. Ma, intanto, non c’è nessun automati- smo: si tratta di valutare la gravità dell’accusa e il possibile “conflitto di interessi” (si fa per dire) nell’assolvimento delle proprie funzioni. E poi le dimissioni sono solo, appunto, un atto di garanzia: non devono coincidere con nessun riconoscimento anticipato di colpevolezza (che non sarebbe giusto ci fosse; ed è sicuramente necessario fare uno sforzo, soprattutto da parte dei media, per “migliorare” da questo punto di vista). Ma, semplicemente, assicurano all’accusato di potersi difendere liberamente e al Paese di non essere a rischio (palese) di inquinamento e deviazione. Il servizio con tutte le reazioni, all’interno, è di Nicolò Bagnoli.             Read more

Diario. Ma alle 3.30 (non) piangevano (?) Prima gli aquilani usati per fare pubblicità Poi (subito?) abbandonati al loro destino Oltre al danno ora la beffa dei manganelli (Oggi) la rabbia e indignazione nel Paese

luglio 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Testa e cuore (rotto). Logica ed emotività (al contrario). Nelle ore degli scontri, la lucidità del giornale della politica italiana che indica la chiave di lettura “politica” delle manganellate della polizia: questo è un governo (o, meglio, un presidente del Consiglio) che non accetta il dissenso; e ha già cominciato ad usare (un po’) la forza per fermarlo. A fine giornata le valutazioni “politiche” lasciano il posto a quelle politiche: gli aquilani, già “feriti” (per usare un eufemismo) dal terremoto, illusi dal presidente Berlusconi, strumentalizzati nella loro tragedia, sia in funzione dell’immagine sia in chiave affaristica (le new town), lasciati poi a marcire (in molti casi) nelle loro roulotte, nelle tende, in case isolate dal mondo destinate ad un futuro degrado (della città), in case (o alberghi) lontani centinaia di km dalle loro radici, infine dimenticati, e ora anche percossi. Una “realtà” (?) che rappresenta una ferita al Paese tutto. Oggi siamo tutti aquilani, scrivono gli (altri) italiani su Fb. Il solo a non esserlo è (questo) Palazzo. Una (parte della) nostra politica italiana autoreferenziale e, inevitabilmente, da un certo momento in poi anche cinica. Non sappiamo dire se e chi alle 3.30 di quella notte del 6 aprile 2009 stesse ridendo. Di certo, da oggi sappiamo che c’era qualcuno che (non) piangeva. Il racconto (del resto) della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo.             Read more

Ora Brancher si ‘sacrifica’ per Berlusconi E’ l’annuncio delle dimissioni da ministro Un primo atto del “ghe pensi mi” di Silvio

luglio 5, 2010 by Redazione · 1 Comment 

E’ comin- ciato il giro di valzer dettato dal presidente del Consiglio. In un colpo solo il Cavaliere toglie la spina più dolorosa dal fianco della maggioranza; getta acqua sul fuoco dei rapporti con Fini (Bocchino: «Un ottimo inizio»); disinnesca la bomba del voto di fiducia proprio su Brancher che giovedì avrebbe potuto segnare il de profundis del governo. Dopo le fibrillazioni degli ultimi giorni, un grande inizio di settimana per Berlusconi. Che tuttavia potrebbe non bastare: per Fini la situazione sarebbe irrecuperabile, ma per un semplice dato di fatto: il cofondatore del Pdl ha scelto una strada diversa da quella del Cavaliere, e finché non ci fosse la «separazione consensuale» invocata dai colonnelli del premier i litigi, e quindi i rischi per la tenuta della maggioranza e per la tenuta del consenso, della maggioranza – nel centrodestra hanno ben chiara la fine fatta dal governo Prodi – saranno difficili da evitare. Il presidente della Camera non vuole comunque assumersi la responsabilità dello strappo, che rischierebbe di porlo in una condizione di inferiorità e di isolarlo anche rispetto a parte del (proprio) elettorato. Mentre così è ben saldo «nella Costituzione» e nella legalità e, insomma, può esprimere il dissenso senza pagare (lui) dazio. Ma lo paga Berlusconi. Il giornale della politica italiana invita nuovamente il presidente del Consiglio a rilanciare, nell’interesse suo e del Paese: basta la sua disponibilità per risolvere la questione senza perdere (a nessun livello) la partita. Il servizio sulle dimissioni di Brancher, intanto, all’interno, è di Stefano Catone. Read more

***Scatti d’autore***
NO BAVAGLIO DAY
di DANIELA SILVESTRI

luglio 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sedici immagini della grande fotografa romana per il giornale della politica italiana. La manifestazione contro il ddl intercettazioni come non lo potete avere visto da nessun’altra parte. Volti noti e meno noti, (grand)angoli di piazza (Navona); con un filo conduttore: la presenza (in tutti i sensi) femminile. Daniela Silvestri solo su il Politico.it. E più tardi il racconto della giornata (di oggi) nel Diario politico. Read more

Quando sinistra era a favore del bavaglio 08, Veltroni: ‘Divieto assoluto pubblicare’ Oggi invece tutti all’attacco del governo Liberali, sì. Ma solo a corrente alternata?

giugno 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Campagna elettorale per le politiche che sarebbero poi state vinte dal centrodestra, l’allora leader del Pd e candidato premier del centrosinistra lo ha ripetuto per tutte e 110 le province (va detto, a onor del vero, che l’ex sindaco di Roma non è intervenuto nel dibattito di queste settimane). Ma non è il solo. Anche Prodi era contrario alla diffusione dei testi: «Non dimostrano nulla». Ma il caso più eclatante è quello di Franceschini, che oggi parla di «battaglia durissima» contro il ddl intercettazioni, ma nel 2007 considerava la pubblicazione «contraria ai diritti civili delle persone». Erano i mesi della telefonata di Fassino a Consorte, di cui poi si sarebbe saputo il presidente del Consiglio sarebbe venuto in possesso per primo della registrazione. Che poi fu pubblicata dal Giornale. Cosa per la quale oggi il premier viene accusato di tenere alla libertà dei cittadini solo quando suoi sodali. Ma a quanto pare anche i Democratici hanno lo stesso atteggiamento. E’ questa l’onestà e la responsabilità della nostra politica? Ce ne parla Pietro Salvatori. Read more

Diario politico. Presidente, (ora) non firmi Se ddl può pure essere cambiato (prima) Ma se passa (così) resta una sola strada Prodi: “Sì, vogliono controllare il Paese” Le derive vanno fermate (finché si può)

giugno 11, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. C’è il passaggio alla Camera, e tutto può ancora accadere. Un barlume di speranza (della quale tuttavia abbiamo imparato a diffidare, e per questo diremo ciò che stiamo per dire) lo offre ancora Gianfranco Fini, sia come presidente di garanzia del ramo del Parlamento che ha il compito di vagliare per ultimo e di approvare, eventualmente, definitivamente il provvedimento, sia come leader della destra matura, europea, che vive sottotraccia a questa maggioranza, minoranza nei gruppi parlamentari, non si sa quanto (davvero) nel Paese, perché ad essa possono essere iscritte ragionevolmente personalità come Beppe Pisanu e Marcello Pera e questa destra non coincide affatto con i (più o meno angusti) confini dell’ex An. E dunque stiamo a vedere. Ma se il provvedimento dovesse passare così come è stato definito al Senato, ci sarebbe una sola cosa da fare: Giorgio Napolitano dovrebbe rimandarlo alle Camere. Assumendosi la responsabilità di tutto ciò che questo potrebbe comportare. E, anzi, (anche) proprio per questo. Il provvedimento non «ci mette alla pari alle grandi democrazie europee», contrariamente a quanto sostiene il ministro Bondi, e non è quanto di necessario si poteva (ulteriormente, perché esistono già norme in materia) e forse doveva fare «a tutela della privacy», come dice il ministro Alfano, ma qualcosa di molto più grande e di cui conosciamo le sicure conseguenze: mani libere alla criminalità, di qualunque rango essa sia. E un provvedimento del genere non può che tradire la Costituzione materialmente, perché nega la sicurezza, la giustizia e la libertà, ma la tradisce probabilmente – non siamo nelle condizioni di esprimere certezze in questo senso – anche formalmente, laddove la Carta parla di diritto alla privacy ma garantendo alla giustizia il pieno diritto-dovere di fare il proprio corso. Dunque ci sono tutte le ragioni per cui il capo dello Stato possa (diciamo possa perché, naturalmente, non ci permettiamo di sindacare sulle sue possibili decisioni) dire di no. E fin qui ciò che è stato sostenuto finora (da Di Pietro) o pensato ma non detto, per non mettere in difficoltà Napolitano (dal resto dell’arco costituzionale che non si riconosce in una legge del genere). Il giornale della politica italiana si assume la responsabilità di fare un passo ulteriore e di dire una cosa in più. Secondo l’ex presidente del Consiglio la strategia di Berlusconi è chiara. E sono gli stessi concetti che abbiamo espressi nei giorni scorsi e nelle scorse settimane. Di fronte a questo, anche alla luce di ciò che ci insegna la Storia, ciò che di peggio un Paese può fare è stare a guardare finché la situazione non sia irrecuperabile. Se dunque dal passaggio alla Camera non dovessero giungere segnali almeno confortanti da parte di Fini, Napolitano dovrebbe non firmare. Non firmare e costringere così la maggioranza o a fare un passo indietro – a cui ne potrebbero seguire altri, in occasioni successive, di fronte alla stessa fermezza del capo dello Stato – oppure a scoprire le proprie carte, determinando a quel punto un bivio: o le parti sane della destra italiana emergono – anche nelle sedi in cui hanno il potere di incidere sul decorso al quale stiamo assistendo – anche grazie al coraggio infuso da Napolitano e allora la situazione può rientrare anche attraverso successive elezioni; oppure ci sarà uno strappo. Ma quando le condizioni sono ancora tali da garantire una reazione. Dopo, potrà essere troppo tardi. E’ una situazione delicata, ma quale sia la strada che abbiamo imboccato pare fin troppo chiaro. Attendere che la situazione si aggiusti da sé – magari per ragioni “naturali” – è un modo per assumersi la responsabilità di non avere fatto tutto quanto fosse nelle nostre possibilità. Il momento, a nostro modo di vedere, è adesso. Ci pensi la politica italiana. Il racconto, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Vito: “Sarà fiducia sul ddl intercettazioni” E Silvio: “Facciamo votare i capigruppo” Appello a Fini: difendi ruolo delle Camere

maggio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dalle colonne del giornale della politica italiana, un gruppo di parlamentari Democratici capitanati da Franco Laratta si rivolgono al presidente della Camera affinché ponga fine alle «continue offese e denigrazioni» nei confronti del Parlamento. Senza di esso non saremmo più in democrazia. O forse qualcuno vuole arrivare a questo?». Mentre il governo annuncia il voto blindato sul contestato provvedimento che dovrebbe essere proposto nella versione già licenziata dalla Camera, su indicazione del ministro Alfano. Ma Berlusconi: «Così non mi serve». La fiducia sarà tanto più “necessaria” (dal punto di vista del presidente del Consiglio) quanto più il ddl si discosterà dal compromesso raggiunto a Montecitorio e limiterà quella che Ezio Mauro indica come il vero “bene” in gioco: la libertà. «Per i magistrati di intercettare nello svolgimento delle indagini. Per noi di assolvere al nostro diritto-dovere di informare». In questo clima l’appello di Laratta.

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Diario politico. Stanno dividendo il Paese E’ arrivato primo “sì” a ddl intercettazioni Presto l’Italia ignara in mano alle cricche Approvato anche federalismo demaniale In regalo alle Regioni territori e altri beni Profezia di Crespi: ‘Così sarà secessione’

maggio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il grande sondaggista sbaglia di rado. Dalle nostre colonne prevedette, a fine gennaio, la resa dei conti nel Pdl dopo le Regionali. Nel commento di ieri sulla crisi della classe dirigente una nuova previsione: «Continuiamo così, lasciamo il Paese nel caos, e la Lega avrà vita facile a portare a compimento il proprio disegno». Oggi, dopo la sbornia legata alla crisi della Grecia e alla corsa ai ripari (anche dall’assunzione pubblica delle proprie responsabilità, come abbiamo visto nel pomeriggio) del nostro ministro dell’Economia (come dei colleghi degli altri Paesi), in qualche modo riprende il corso “naturale” della legislatura e la maggioranza incassa due (per loro) importanti risultati nell’attuazione dei loro programmi (più che del programma). Che riletti alla luce del contesto nel quale si registrano e della profezia di Crespi sembrano preparare, e anticipare, quel finale. La tesi dell’ex spin doctor del presidente del Consiglio è chiara: un’Italia bloccata dalla corruzione, dagli interessi particolari, dalle divisioni (anche) nei partiti favorisce inevitabilmente la tentazione separatista. Il ddl intercettazioni è un grande mantello sotto il quale tutto questo vivrà un nuovo (nefasto) sviluppo: se è stato possibile assistere a quello a cui abbiamo assistito nonostante la consapevolezza di tutti della possibilità di essere intercettati e dunque scoperti, figuriamoci a cosa (non) potremo assistere quando potrà avvenire senza che nessuno di noi se ne possa accorgere. E naturalmente il sistema finirà per scoppiare: o imploderà per le manchevolezze e i guasti che tutto questo andrà a provocare, o esploderà perché prima o poi, anche senza intercettazioni, ciò verrà a galla. Al primo sì della commissione Giustizia della Camera al ddl salva-(o moltiplica-)cricche (per non parlare naturalmente dei criminali “comuni”: di questo abbiamo già scritto e scrivono ampiamente tutti i grandi quotidiani) si aggiunge l’approvazione del primo decreto attuativo del federalismo fiscale, quello che riguarda il demanio, ovvero le proprietà “territoriali” dello Stato. Che a partire da oggi (o comunque da quando arriverà il “sì” definitivo) saranno però delle Regioni, per una vera e propria divisione dei beni – tra marito e moglie che si stanno per separare (?). Il senso del provvedimento appare questo, e se a monte si lavora, appunto, a preparare il terreno, la profezia di Crespi potrebbe anche (ancora una volta) avverarsi molto presto. In tutto ciò l’opposizione oggi si è divisa, dando un proprio placet, tra l’altro, con l’Italia dei Valori, al federalismo demaniale. Anche per questo, naturalmente, sarà più facile per la Lega portare a termine il proprio progetto storico. Speriamo di no, ma non sarà presumibilmente possibile evitarlo senza un cambiamento radicale. Entrambi i provvedimenti (e altro) descritti nel dettaglio, affinché possiate farvi una vostra idea, all’interno, da Finelli. 

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Se nel Pd si dibatte solo della (sua) forma Le primarie, referendum (in sé) su acqua Ma manca del tutto una visione per Italia Laratta ci spiega le differenze su oro blu

maggio 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della politica vera e dei suoi contenuti. La nostra scelta gerarchica privilegia, quando è possibile, i temi concreti (che possono anche essere spessi e di ampio respiro, la concretezza non è sinonimo di materialismo) e strategici per il futuro del Paese, possibilmente portando dei contributi di idee (altrettanto “concreti”, in quanto “originali” e sostenibili) per la costruzione del domani. E’ quello che dovrebbe fare anche il Partito Democratico, anzi: è proprio ciò che darebbe al Pd la soluzione a tutti i propri problemi; ma evidentemente, al momento, le idee mancano. Il che è senz’altro figlio – come abbiamo scritto – della subordinazione psicologica che oggi il centrosinistra patisce nei confronti del centrodestra, che impedisce la piena espressione delle potenzialità di “creazione” della classe dirigente e intellettuale del partito, ma non solo. E’ evidente che c’è un deficit di cultura politica da questo punto di vista, e anche, se volete, di talento. Vedremo se il rinnovamento porterà novità positive in questo senso. Certo è che se dal dibattito tutt’oggi non emerge, neppure dal fronte dei giovani, una voce che sappia produrre qualcosa di nuovo e di forte, la tanto cercata «narrazione sul futuro dell’Italia, potrebbe anche significare che ciò, al momento, non è dato. Perché chi avesse delle idee forti da proporre sceglierebbe la via della loro proposizione come strumento per scardinare l’attuale chiusura a bauletto dei Democratici, aprendo vie anche per sé stesso. E ciò sarebbe nella sua stessa cultura politica (appunto). Invece si assiste a schermaglie di potere tout court. Al punto che – ed ecco il tema di oggi – anche il dibattito interno si è sterilizzato: a cominciare da Prodi, si parla (quasi) solo di organizzazione (le primarie, oltre alla proposta del Pd federale dell’ex presidente del Consiglio) e di forma dei contenuti già esistenti (sì o no al referendum sull’acqua pubblica? Sì o no alla raccolta di firme sulla proposta di legge sul tema? Sembrano domande piovute direttamente da Voyager, e in effetti il Pd di oggi sembra diventato un oggetto misterioso degno di attenzioni anche un po’ paradossali). Il giornale della politica italiana ha provato, e proverà ancora, a fornire il proprio contributo – invece – di idee, ai Democratici così come al centrodestra. Intanto scopriamo la discussione nel Pd proprio sul tema del referendum sull’acqua, dopo quella sulle primarie di ieri, riuscendo però – grazie alla firma del parlamentare calabrese – ad entrare un po’ nei contenuti, anche se (è quello che appunto offre il dibattito Pd) non ancora innovativi e nuovi per il futuro Read more

Castagnetti, oggi si ricorda Aldo Moro
Lui avrebbe “conciliato” per i giovani

Da franceschiniani ‘minacce’ di scissione Ma il Pd non è né vostro né di D’Alema

maggio 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La due giorni di Area democratica, corrente veltronian(?)-popolare del Partito Democratico, ha avuto il merito di elaborare proposte «moderne e coraggiose» per il futuro dell’Italia prima che per loro stessi. In particolare attraverso la relazione del suo leader attuale (che il giornale della politica italiana vi racconta, ora, con Andrea Sarubbi). Che non ha mai minacciato (ci mancherebbe, da ex segretario) di lasciare il Pd. Ma qualcun altro lo ha fatto (per lui? Non va dimenticato quanto Castagnetti sia vicino, anche come ex competitore e poi nuovo mentore alla guida dei Popolari, al segreDario). E l’aria che si respirava era quella di chi è davvero determinato ad andare fino in fondo. Se. Il punto sta proprio qui. La gestione di D’Alema, prima che di Bersani, del Pd risente probabilmente della vecchia concezione dalemiana del Partito Democratico (allora ancora di là da venire), un partito che unisca tutti i socialismi prima che i riformismi. Aveva provato a farlo con Giuliano Amato, salvo fallire. Perché il progetto non aveva respiro e non era lungimirante. L’esatto opposto di quello (vero) del Pd, che tiene conto della specificità italiana e guarda al futuro. E’ una gestione che non fa bene ai Democratici. E quindi al Paese. Ma è, appunto, una gestione. Può darsi sia condita di prove muscolari e di conventio ad excludendum che irritano (apposta o meno, non è dato sapere) la componente di minoranza (? Rappresenta, se si sommano i voti della mozione Marino, rispetto alla quale quella franceschiniana è per molti aspetti sovrapponibile, il 48% dei Democratici). Ma resta una gestione. Ovvero il modo in cui la parte di Pd che ha ricevuto il mandato di governarlo per i prossimi anni sceglie di condurla. Non è il Pd. E non fa finire il Pd. Non dovrebbe farlo finire. Perché le gestioni, come i risultati delle elezioni, si accettano. Chi perde non può rimettere in discussione l’intero progetto. Fa la sua battaglia ma non mette in discussione le fondamenta. Questo è un vizio delle componenti della politica italiana che hanno una visione autoreferenziale, per certi versi poco responsabile delle necessità del Paese, come, per dire, nel caso di altri che hanno lasciato quel partito. Serve a chi lo fa, forse – forse – ma non al Paese. Anche perché tutto questo è figlio solo del mancato rinnovamento dentro un partito nuovo che è però nato con classi dirigenti vecchie. Ancora – tutte – legate al ’900. Ma siamo nel nuovo secolo. Che è dei giovani (di oggi). Che si sentono tutti – a parte quelli che costituiscono le corti delle leadership(?) attuali – Democratici. E basta. E governerebbero (governeranno) il Pd senza guardare alle tessere novecentesche di ciascuno. E’ di queste persone il Partito Democratico. Né D’Alema né Castagnetti hanno il diritto di mettere in gioco una cosa che non appartiene loro. Se lo faranno, si prenderanno la responsabilità di tradire, e non di confermare, l’eredità storica di chi li ha preceduti, che molto prima di loro aveva concepito questa prospettiva, e non comprenderebbe mai venisse messa in discussione per qualche (politicamente sciocca, perdonateci) forma di autoreferenzialità. Il racconto della relazione di Franceschini, nella sua parte di (grande) valore, quella propositiva, per il Pd, per il Paese (e non per il nuovo partitino del 4% e per i suoi “protagonisti”), firmato Sarubbi. All’interno. Read more

Gb, Berlusconi: ‘Sconfitti signori sinistra’ Vendola: “Serve una narrazione nuova” Politica italiana commenta il voto (o no?) Tutte (nostre) dichiarazioni (inventate?) Una grande “raccolta” firmata Sarubbi

maggio 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della serietà. E proprio per questo sa (non) prendersi sul serio. E ama l’(auto)ironia. Se dopo le nostre considerazioni sulle elezioni inglesi, da cui abbiamo tratto una lezione italiana, il deputato del Partito Democratico ci propone questo florilegio (semiserio) di (possibili) esternazioni sul tema da parte dei protagonisti della nostra politica, anche per scherzare sul «passatempo di giornata, un gioco di ruolo in cui si commentano come se Londra fosse Roma, Manchester Milano« il Politico.it è contento. E ve le offre, per il vostro divertissement. Buona lettura. Read more

Diario politico. Ritorno a (quale) futuro(?) Come nel ’02: assalto all’art. 18 (e giudici) Pd pensa sempre alle alleanze. L’Italia no 49 senatori provano a ‘svegliare’ Bersani Vero dibattito si è svolto (e continua) qui

aprile 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Stessi giorni di marzo del 2002: il Circo Massimo accoglie tre milioni di persone – «Siamo figli della solidarietà» – chiamate dalla Cgil e dal suo leader di allora, Sergio Cofferati, a respingere la tentazione del governo Berlusconi II di cancellare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che impedisce il licenziamento senza giusta causa. Otto anni dopo, altri tempi, un altro spirito del tempo – e anche un altro mercato del lavoro, d’accordo, ma certo non a maggiore garanzia dei lavoratori, anzi – il presidente della Repubblica rinvia alle Camere un ddl del governo che contiene, di fatto, il superamento dell’articolo 18: ovvero un dispositivo che permette che il lavoratore possa essere, in sostanza, obbligato dal datore di lavoro a firmare una clausola contrattuale che prevede, in caso di licenziamento senza giusta causa, che non possa ricorrere ai giudici bensì si debba “accontentare” di un semplice arbitrato, a scapito di (una – grossa – parte) delle proprie garanzie. Tutto questo nel silenzio (al di là dell’inevitabile impegno parlamentare) quasi totale dell’opposizione, che evoca con il suo segretario continuamente il tema del «lavoro» ma che, tra tentazioni liberiste, ragionevoli modernizzazioni e – soprattutto – una perdita del senso di sé, non pensa di promuovere una battaglia nel Paese su questo passaggio decisivo. Altri tempi, dicevamo, un altro spirito del tempo (nel Paese si è affermata una cultura liberista che ha fatto breccia appunto anche nell’opposizione che non sente forse più veramente come propria la battaglia in difesa di un istituto che, anche a causa della diversificazione del mercato del lavoro, non ha del resto più la stessa forza simbolica ed evocativa), ma anche la solita responsabilità di un’opposizione che non fa abbastanza il suo mestiere, forse anche a causa dell’idea bersaniana per cui, in buona sostanza, una battaglia che non si può vincere è meglio non combatterla per non perdere la capacità di farlo. Da usare quando, ammesso che ne sia rimasta ancora? Lo hanno capito un gruppo di parlamentari Democratici, trasversali a tutte le mozioni e le aree interne al partito, che oggi sferzano Bersani a superare la «gestione ordinaria» e a fare uno scatto «d’anima», tutti insieme. La risposta è sempre la stessa. E dopo l’articolo 18, in difesa del quale la prossima volta il capo dello Stato non potrà più nulla, toccherà alla magistratura passando preliminarmente per le intercettazioni, priorità assoluta – dichiarata – del presidente del Consiglio, come ci racconta theHand nella vignetta che chiude anche il racconto di oggi. Guardando al futuro, avevamo annunciato. Un futuro molto prossimo. Sì. Prossimo ad assomigliare a quello di otto anni fa. Un ritorno, appunto. Solo, con un’opposizione in meno. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

***Cronaca parlamentare***
SE GLI SCIACALLI SIAMO NOI
di ANDREA SARUBBI*

febbraio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E dopo le parole di Fini, entriamo nella discussione di oggi a Montecitorio con il nostro deputato del Partito Democratico. Il titolo è “dedicato” a Cicchitto, che epiteta il centrosinistra per essersi «accanito» su Bertolaso. Poi Sarubbi analizza la vicenda citando Donadi e Tabacci. Due dati su tutti: nell’era dell’attuale capo della Protezione civile lo stato di emergenza nazionale è stato dichiarato 587 volte contro le 10 volte del decennio – decennio – precedente; le casette sostitutive de L’Aquila (in tutti i sensi) sono state pagate 2800 euro a metro quadro, come dei veri e proprio appartamenti: un altro segno di come non si sia badato a spese, tutto da verificare a vantaggio di chi. Ma sentiamo, dalla bella penna dell’ex giornalista Rai, per il giornale della politica italiana, com’è andata la discussione alla Camera. Read more

Diario. Pd pensa come noi (no viceversa) “Protezione civile, immunità ai processi” Berlusconi: “I programmi Rai? Solo pollai”

febbraio 10, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. La notizia è quella che vi abbiamo dato nel pomeriggio. Là dove i giudizi si intersecano è nel sospetto che la norma che prevede l’improcessabilità per i commissari ai rifiuti della Campania – di per sé un vulnus ulteriore alla “legge uguale per tutti” – possa essere il primo passo verso l’introduzione di una più generale immunità per i responsabili della Protezione civile, compresi quelli coinvolti nello scandalo emerso oggi. E’ il tema centrale – su cui sentiamo le parole di Franceschini – di una giornata che è cominciata appunto con il “caso Bertolaso”, rispetto al quale vi diamo conto di tutte le reazioni della nostra politica. Ma che è proseguita con il presidente del Consiglio “a cuore aperto” su pentiti («Inaccettabile che dipendenti dello Stato mi impediscano di governare») e stop all’informazione del servizio pubblico negli ultimi trenta giorni di campagna elettorale per le Regionali, ovvero i due temi caldi, invece, degli ultimi giorni. Ultimo spunto, il Giorno del Ricordo, la giornata voluta da Napolitano per ricor- dare le vittime delle foibe. Il racconto. Read more

DIARIO. Guardateli, li rivedremo insieme Poi da noi: cosa prevede il ddl Valentino Parla Bersani: ‘Non mi dimetto comunque’

febbraio 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Ginevra Baffigo. Battesimo inusuale per il Diario politico che comincia con la decisione del presidente americano di incontrare il leader spirituale tibetano. Un omaggio dovuto al coraggio di Barack che accetta di sfidare la Cina alla quale non smette di tendere la mano in nome – entrambe le cose – della democrazia. Poi casa nostra. Torniamo sulla discussione sul legittimo impedimento a cui abbiamo dedicato gran parte della giornata di ieri, con i tre grandi contributi graduati: la notizia con la vignetta di theHand, il commento forte di Massimo Donadi e infine la solita cronaca firmata Andrea Sarubbi direttamente da Montecitorio. Vi raccontiamo del “no” alle pregiudiziali avanzate da Pd e Idv e poi entriamo nel dettaglio della cosiddetta legge antipentiti derubricata a proposta personale (del senatore Pdl) dal ministro Alfano. Infine, l’intervista a Giovanni Minoli del segretario Democratico, che si dice pronto a sfidare Berlusconi (o chi per lui) per la guida del Paese nel 2013. Ecco tutto. Read more

La cronaca. La discussione sul legittimo impedimento A. Sarubbi

febbraio 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Vedete il giornale della politica ita- liana: in grado come nessun altro di costruire il filo di una narrazione nel corso della giornata. Dopo la vignetta di theHand e il commento di Donadi, il racconto vero e proprio. Il deputato del Partito Democratico ci porta nel cuore della discussione di oggi, alla Camera, sul legittimo impedimento. Sentiamo. Read more

Vendola-D’Alema 73%-27% Puglia, in 200mila ai gazebo per confermare Nichi

gennaio 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il governatore della Puglia stravince le primarie per la scelta del candidato alla sua successione. Un vero e proprio plebiscito, come raccontato sin dalle 22.00 dal giornale della politica italiana che per primo annuncia la probabile vittoria di Vendola offrendo i primissimi dati ai propri lettori. Nel 2005 votarono in 79.296 e Nichi ottenne il 51%; oggi più del doppio si sono recati ai gazebo – 192.000 – e la percentuale di voti per il presidente uscente schizza al 73%: il dato-chiave per capire come la Puglia si sia mobilitata per sostenere il suo governatore, la cui riconferma rischiava di essere pregiudicata da una scelta “romana” voluta dal “pugliese” D’Alema che la tenacia di Vendola e l’affetto della gente hanno rispedito al mittente. Ora sta al neo-candidato del Pd e dei suoi alleati dimostrare che il sacrificio dell’alleanza con l’Udc, compiuto sull’altare della “primavera pugliese” e di valori irrinunciabili – per loro – quali il mantenimento dell’acqua come bene pubblico, non è stato fine a se stesso. E naturalmente al leader Maximo mostrare quella lealtà che in altre occasioni non è stata forse la qualità più lampante dell’ex presidente del Consiglio. Ci racconta tutto il nostro Dario Ballini. Read more

***L’editoriale***
NON SARA’ CHE IL (VERO) PD STA NASCENDO PROPRIO ORA?

gennaio 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La partita di oggi delle primarie in Puglia ha accelerato quel processo di ricomposizione interna al centrosinistra – da Sinistra e Libertà ad Alleanza per l’Italia – che favorisce il superamento delle vecchie appartenenze e ne ripropone di completamente nuove, rimescolate, sulla base dei comuni valori Democratici. Oggi l’immagine è quella di uno schieramento in prenda al caos, in cui non mancano le (più o meno grandi) separazioni. Ma se tutto questo preludesse al compimento vero e proprio del progetto del grande partito liberale e progressista – all’americana – che riunisce tutti i riformisti finalmente liberi dai lacci delle vecchie appartenenze? Proviamo a capirlo insieme.            Read more

Diario politico. Regionali, ‘doni e carbone’ Udc: un po’ di qua, un po’ là, un po’ soli

dicembre 28, 2009 by Redazione · 2 Comments 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Riparte la politica italiana. Casini annuncia le alleanze in vista della tornata di marzo. Lo schema sostanzialmente è: alleati con chi vince, tranne laddove il sicuro vincitore può fare a meno di noi (Emilia, Toscana). Uniche eccezioni: la Puglia, dove i centristi avevano fatto un passo in più chiedendo la testa di Vendola e ora che l’hanno ottenuta (il candidato del centrosinistra sarà Michele Emiliano) non tornano indietro, e il Piemonte, dove la candidatura di Cota, da parte del centrodestra, riesce indigeribile ai moderati dello scudocrociato così che potrebbero fare buon viso a cattivo gioco con la Bresso ma anche andare da soli. Uno schema che sa molto di opportunismo che lascia probabilmente interdetti sia il centrodestra sia il centrosinistra. Riparte la politica italiana e noi facciamo il punto su queste prime ore dopo Natale: la (presunta) telefonata di Berlusconi a Bersani che il segretario Democratico smentisce; Franceschini che tronca il dialogo se sarà sulla base delle «leggi ad personam» (nello specifico, il legittimo impedimento) pur approvate dal centrodestra per conto proprio; il presidente del Consiglio che annuncia che il 2010 sarà l’anno delle riforme (istituzionali) al telefono con la Comunità Incontro di don Gelmini. Il racconto. Read more

La polemica. No B day, in piazza il popolo di Marino di C. Alicata

dicembre 6, 2009 by Redazione · 3 Comments 

Una domenica tranquilla per la politica italiana. Il suo giornale si dedica allora al racconto e alla riflessione sulla grande manifestazione di ieri, per la quale non potevamo, in quanto giornale di tutti, nutrire alcuna simpatia particolare, ma alla quale doverosamente diamo oggi grande spazio. Apriamo con il commento della giovane scrittrice e collaboratrice de l’Unità e del giornale della politica italiana, che come sempre non mancherà di fare discutere. Alicata risponde dalle colonne di questo giornale a Curzio Maltese e agli altri editorialisti di ”Repubblica” di oggi, accusati di avere una visione “monca”, o parziale, della giornata, per ragioni generazionali. Le stesse che avevano indotto, secondo Cristiana, il quotidiano di Ezio Mauro ad oscurare la campagna congressuale del nostro candidato alla segreteria, la cui gente sarebbe stata in larga parte in piazza ieri. Più tardi il racconto fotografico del No B day. Buona lettura e, come sempre, buona polemica. Read more

***Settegiorni***
TABACCI, D’ALEMA, BERTINOTTI E LE WSOP
di MARIO ADINOLFI

novembre 9, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Per la gioia dei nostri lettori, dopo una pausa post-fatica per le primarie torna il giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger. La rubrica più amata del giornale della politica italiana. Oggi Adinolfi apre puntando il dito contro la scelta dell’ex presidente della Regione Lombardia di lasciare un’altra volta l’Udc per raggiungere Rutelli. Due e tre dedicati al dopo-assemblea nazionale Pd, quella che ha ratificato l’elezione di Bersani a segretario: alla mozione vincitrice presidente e vice(segretario, appunto), scrive Mario, «forse un po’ troppo». Franceschini domani verrà eletto capogruppo Democratico alla Camera. Mentre, punto quattro, si spalancano le porte per D’Alema mister Pesc (lo sostiene tutto il Pse, dopo la rinuncia di Miliband): «Un regalino non da poco» per Bersani. Ma prima c’è spazio per una critica alla scelta del profilo basso del neoleader sulla rimozione di Ruffini dalla direzione di Raitre. Adinolfi, cinque, intervista Bertinotti domani su Red, infine, last but not least – ricordate? – calcio e scommesse per chiudere. Buona lettura. Read more

Diario politico. Bossi: “Alla Lega Veneto e Piemonte”. Raitre, la sostituzione Ruffini

novembre 7, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il Senatùr rivendica la presidenza delle due regioni, mentre in Lombardia sì alla conferma di Formigoni «con un vice leghista». Gasparri: «A loro al massimo un Governatore». E’ il giorno dell’assemblea nazionale del Partito Democratico, e Bersani viene ufficialmente proclamato nuovo segretario: «Si riparta dal lavoro». Letta vice, Bindi presidente. Ma il fatto che più di tutti scuote la politica italiana è il passaggio dalle intenzioni ai fatti da parte della maggioranza riguardo all’avvicendamento sulla poltrona di direttore della terza rete: «Ruffini ha lavorato troppo bene», dicono in coro Floris, Dandini e Lucarelli, tre dei volti-simbolo della stagione del direttore uscente, dopo che si diffonde la notizia che il dg Masi ha avvertito Ruffini che verrà sostituito al prossimo Cda Rai, mercoledì. Il racconto. Read more

Sondaggio di Crespi, ora giù Berlusconi Partito Democratico (più Pannella) al 30%

novembre 5, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Rilevamento di novembre sul giornale della politica italiana. Per la prima volta dopo cinque mesi il presidente del Consiglio e l’esecutivo perdono consensi: pochi punti di fiducia, ma il trend è invertito. Ci presenta i dati come sempre il grande sondaggista in persona, che individua tre ragioni: le liti dentro il Governo intorno alla figura di Tremonti; le voci di riforma della giustizia legata alle vicende personali del premier; l’assenza di strategia per fronteggiare l’onda lunga della crisi economica, ovvero gli effetti sull’occupazione e sulla situazione delle famiglie. Accanto a questo, il nuovo Pd di Bersani torna per la prima volta sopra il 28, che sommato (artificiosamente, certo, ma alle politiche del 2008 andavano insieme) ai consensi Radicali porta i Democratici vicini al loro massimo risultato di sempre. Tutti i dati, dunque. Vediamo. Read more

Primarie Pd. Vince Bersani, la sorpresa è l’affluenza di L. Crespi

ottobre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana si affida al migliore commentatore politico in circolazione. Il grande Luigi Crespi analizza le percentuali dei tre contendenti a partire da quella di Bersani che coincide più o meno con quella tra gli iscritti, scrive il capo di Crespi Ricerche; ma l’ex spin doctor di Silvio Berlusconi pone soprattutto l’attenzione sulla clamorosa partecipazione popolare che non fa rimpiangere quella del 2007. I dirigenti del Pd, scrive Crespi, non potranno mai dire che la loro gente li abbia lasciati soli. Sentiamo. Read more

Franceschini: “Popolo del Pd ha deciso” Bersani è nuovo segretario Democratico

ottobre 26, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

I dati che affluiscono da tutte le parti del Paese danno l’ex ministro per lo Sviluppo economico in vantaggio e un po’ sopra il 50%. Ma è il leader uscente a sancire l’affermazione dell’ex presidente dell’Emilia-Romagna riconoscendola in anticipo. Pierluigi Bersani è dunque il nuovo segretario del Pd. Il servizio di Francesco Carosella. Read more

Già oltre 1 milione di voti alle primarie Pd Alle 13. Marino: “E’ +20% rispetto al 2007

ottobre 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Una bella giornata di democrazia. E la prova che il popolo del centrosinistra è vivo. E aspetta, ora, solo un segnale dai propri vertici, anzi, prova a darlo loro con il voto di oggi che deciderà il prossimo segreta- rio del Partito Democratico. Un’affluenza che, secon- do le stime, alle 20, l’ora in cui i seggi verranno chiusi, potrebbe sfiorare i 4 milioni. E in questo quadro l’esito delle primarie torna completamente in discussione: qualunque potrebbe essere il verdetto che esce dalle urne. Salgono le quotazioni di France- schini, che in mattinata incassa la dichiarazione di voto di Nanni Moretti. Il racconto di questa prima parte di giornata nel servizio di Francesco Carosella. Read more

Lettera aperta al futuro segretario Emergenza-sud di Franco Laratta

ottobre 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato del Partito Democratico sceglie il giornale della politica italiana per lanciare questo appello-de- nuncia ai tre candidati alla leadership Democratica nel giorno della grande elezione aperta, partecipata, più o meno diretta del segretario: nel Mezzogiorno il partito va rifondato. Laratta (ci) spiega perchè. Sentiamo. La politica si fa solo sul suo giornale. Buona lettura. Read more

***Come andrà domenica***
PRIMARIE PD, OCCHIO ALLA SORPRESA FRANCESCHINI
di LUIGI CRESPI

ottobre 24, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il capo di Crespi Ricerche anticipa per il giornale della politica italiana quello che potrebbe accadere domani, nelle urne e nei gazebo del Partito Democratico, che affida ai propri iscritti ed elettori la scelta della leadership per i prossimi quattro anni. Sondaggi inutili, spiega Crespi, anche perchè «le persone intervistate che si dichiarano disponibili ma che non sono ancora sicure di andare a votare arrivano al 30%». Dunque potrebbe accadere di tutto. E pur dando ancora in vantaggio Pier Luigi Bersani, l’ex spin doctor di Silvio Berlusconi svela che il segretario uscente potrebbe anche fare il colpaccio: «E’ riuscito a caratterizzare meglio la propria presenza mediatica e se gli elettori radicalmente anti-berlusconiani, che fanno riferimento all’Italia dei Valori, ai grillini e ad alcune aree dell’estrema sinistra andranno a votare in massa…». Il numero uno dei sondaggi. Solo sul giornale numero uno. Buona lettura. Read more

il Politico.it contro ogni discriminazione 11 scatti esclusivi su corteo antirazzismo

ottobre 23, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

E riprende, con questo mini-reportage, la sua collaborazione con il nostro giornale Daniela Silvestri, giovane e abile fotografa romana. Il giornale della politica italiana, lo sapete, è un giornale libero, indipendente, sopra le parti ma che si riconosce in alcuni valori fondamentali: l’onestà, la responsabilità su cui potere rifondare tutti insieme, al di là di ogni colore o sensibilità politica, un’Italia che possa tornare al centro dell’occidente nel futuro, grazie anche al ribaltamento della prospettiva e ad un investimento massiccio nell’università, nella ricerca e nella cultura. E poi - come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi occupandoci della campagna omo- foba in cui i gay venivano paragonati alle scimmie - il riconoscimento e quindi il rispetto profondo della dignità di ogni persona, indipendentemente dalle sue caratteristiche di fondo. In questa luce ecco que- ste undici fotografie sulla manifestazione di sabato scorso contro il razzismo. Buona osservazione. Read more

Il Pdl apre al centrosinistra sulla giustizia Ma Franceschini: no a nuova bicamerale

ottobre 23, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ha assicurato di voler fare più opposizione, il segreDario, anche per andare incontro alle istanze della base; e a due giorni dalle primarie non può certo recedere su questo piano. I dietrologi potrebbero vedere nella tempistica della proposta del Popolo della Libertà una chiave per incidere sull’esito del congresso Democratico. In realtà però una vittoria di Franceschini – potenzialmente favorita - andrebbe contro l’interesse della maggioranza, che può sicuramente prediligere una leadership più conciliante come quella Bersani-D’Alema. Spazzato il campo dalle dietrologie, dunque, resta il punto: Franceschini che, forse, risponde con un eccesso di automatismo ad una proposta che viene sì dalla parte ai Democratici opposta con la quale in passato tutti i tentativi di dialogo sono falliti, ma che riguarda un tema delicatissimo sul quale il rischio è di una forzatura. E, inoltre, chissà che in tutto questo non ci sia la firma di quella matrice finiana che, dialogando anche attraverso il presidente della Camera e la sua fondazione con D’Alema, da un lato spinge per una europeizzazione della destra italiana, dall’altro appunto getta i ponti del dialogo stesso. Ci racconta tutto il nostro Carmine Finelli. Read more

***L’intervento***
TOUADI’, LA MIA RISPOSTA A GRAMELLINI di ANDREA SARUBBI*

ottobre 23, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il deputato del Partito Democratico ed ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine” sceglie il giornale della politica italiana per rintuzzare le critiche piovute dai fronti opposti interni, ma ancora più autorevolmente da quello che è forse il numero uno dei  commentatori del nostro Paese, la grande firma della “Stampa”, sulla scelta di Dario France- schini di proporre Jean-Leonard Touadì, congole- se di colore da trent’anni in Italia, tre lauree, già assessore al Comune di Roma, professore universitario, e una donna come candidati della sua mozione alla vicesegreteria Pd. Una scelta che Gramellini e gli altri hanno subito tacciato di “veltronismo”, e nello specifico di quella branchia di veltronismo messa in campo nella campagna elettorale del 2008 che prevede la candidatura appunto di persone-simbolo, che rappresentano, più o meno bene, una “categoria”. La risposta di Sarubbi. Sentiamo.                                                             Read more

Settegiorni. 7 ragioni per eleggere Franceschini di Mario Adinolfi

ottobre 21, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il centro della nostra politica. E’ qui che i più autorevoli protagonisti della guida del Paese scelgono di dire la loro alimentando il dibattito pubblico ai massimi livelli della politica italiana. Lo hanno fatto, solo per stare agli ultimi tre casi, Nichi Vendola, Maurizio Lupi, Rita Borsellino. Ed è arrivato pochi minuti fa in redazione l’intervento di un altro pezzo da novanta della nostra politica e non solo, di quel mondo dell’università e della ricerca che alimenta e dovrà alimentare sempre di più, in futuro, con le proprie idee – sostenuto da politiche che ne facciano il cuore del futuro dell’Italia – l’azione di Governo e Parlamento. Appuntamento a più tardi, assolutamente da non perdere. Intanto ecco un altro dei momenti in cui è la politica ad andare a il Politico.it e non viceversa: è qui che si sta svolgendo il dibattito pubblico verso le primarie del Partito Democratico. E dopo gli appelli a non votare per Bersani e per Marino il vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale Democratica e candidato per Franceschini in Calabria, culmina il proprio percorso in tre puntate che ha riscosso un successo clamoroso, tanto che ieri abbiamo riscritto (anche per questo) il nostro record mensile di accessi, proponendoci sette motivi per confermare, per chi si riconosce nel Pd, il segretario uscente alla guida del maggior partito progressista. Read more

***Settegiorni Speciale Primarie – Gli appelli finali***
SETTE RAGIONI PER NON ELEGGERE MARINO SEGRETARIO
di MARIO ADINOLFI

ottobre 20, 2009 by Redazione · 3 Comments 

Tre puntate di “Settegiorni” dedicate alla grande elezione del prossimo segretario nazionale del Partito Democratico di domenica 25 ottobre. Dopo averci offerto sette motivi per non esprimere una preferenza per Bersani, che trovate sempre nella rubrica Politica, secondo appello finale del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale Democratica e candidato per Franceschini in Calabria. Adinolfi ci spiega oggi perchè non dovremmo votare Marino. Vedete la bellezza, il vero spirito liberale de il Politico.it: com’è noto questo giornale appoggia apertamente il chirurgo genovese, ma ciò non gli impedisce – nella migliore tradizione degli endorsement e dei grandi quotidiani americani – di ospitare opinioni diverse delle sue grandi firme come di ogni voce onesta e responsabile della politica italiana (e non gli ha impedito, ancora, di dire che, tuttavia, il confronto in tivù lo aveva vinto secondo noi Bersani). Rientriamo dunque a bomba nel clima di questi ultimi spiccioli di campagna elettorale (congressuale) con il secondo dei tre appelli del solito, grande Adinolfi. Sentiamo. Read more

Confronto TV per la leadership Pd Pagelle il Politico.it: vince Bersani

ottobre 16, 2009 by Redazione · 3 Comments 

Il giornale della politica italiana dà il doveroso ampio spazio all’atteso, primo dibattito pubblico tra i tre candidati alla segreteria del Partito Democratico, a ormai nove giorni dalle primarie. E dopo il commento a caldo di Adinolfi, ecco le pagelle del nostro giornale. Per il quale il vincitore di oggi è l’ex ministro per lo Sviluppo economico, che nonostante la contrarietà al confronto (per ovvie ragioni di convenienza “elettorale”) ne esce meglio degli altri: pacato, autorevole, sempre concentrato (e appassionato) sul merito delle questioni e mai aggressivo nei confronti degli altri due, prova di forza consentita (anche) dal suo attuale vantaggio. Marino ha idee chiare e convincenti ma si mostra cinico verso i competitori (ma, specularmente a Bersani, lui deve recuperare), Franceschini solido. Sentiamo. Read more

Settegiorni. Franceschini, Bersani, Marino e il confronto di M. Adinolfi

ottobre 16, 2009 by Redazione · 6 Comments 

Si è concluso da pochi minuti il primo dibattito pubblico tra i tre candidati alla segreteria del Partito Democratico. Il vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Pd e candidato alle primarie come capolista per Franceschini in Calabria, commenta nel suo giro d’orizzonte in sette punti di oggi la sfida tra il segretario uscente, l’ex ministro per lo Sviluppo economico e il chirurgo assegnando la palma del vincitore al primo e bocciando irrimediabilmente Bersani. Marino benino, ma «molto irritante e spocchioso», scrive Adinolfi. Il giornale della politica italiana fa ciò che nessun altro grande quotidiano è in grado di fare: esce in tempo reale sul tanto atteso confronto Democratico con le valutazioni delle sue grandi firme. Buona lettura. Read more

Diario politico. Berlusconi: “Io buono”. Il Governo vara la Banca del Mezzogiorno

ottobre 16, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. L’esecutivo rispolvera la vecchia idea del ministro dell’Economia. Tremonti: “Non sarà un carrozzone. Utile a piccolo e medio credito”. Critici Fitto e Prestigiacomo, poi il voto unanime del Cdm. Bankitalia boccia lo scudo fiscale: “Avrà ripercussioni sul pagamento delle tasse in futuro”, dice il direttore generale di Palazzo Koch Saccomanni. Ancora il responsabile dell’Economia: “Non c’è solo in Italia”. Il presidente del Consiglio a margine di un’altra visita a Sofia torna a parlare di media: “Vorrei che riconoscessero come sia giusto e faccia di tutto per essere amato. Le calunnie si ritorcono contro chi le muove e avvicinano al calunniato”. Annuncio del ministro per le Infrastruttu- re Matteoli dell’avvio dei lavori per la costruzione del Ponte sullo Stretto. Le critiche di Legambiente. Infine, Pd e Napolitano: i Democratici alle prese con la proposta di Eugenio Scalfari di far coincidere l’elezione del segretario con il voto delle primarie, anche qualora nessuno dei tre candidati superasse il 50% (in quel caso, lo Statuto prevede che l’elezione sia decisa in un ballottaggio tra i primi due alla Convenzione nazionale). Il capo dello Stato: “Potere di presidente della Repubblica è sopra le parti. Le provenienze? Ciascuno ha la propria storia, ma si trascende”. Il racconto. Read more

Settegiorni. Berlusconi, D’Alema, Sposetti e la cena di M. Adinolfi

ottobre 15, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ancora grande successo per il giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione Franceschini al congresso. La rubrica più amata dai nostri lettori. E che oggi si apre con la notizia dell’incontro tra D’Alema e Berlusconi: ebbene sì; i due si sono incrociati a margine della presentazione dell’alleanza tra Malpensa e Fiumicino, complice l’intermediazione, per così dire, di Gianni Letta. Che preso l’ex leader del Pds sotto braccio l’ha portato dal Cavaliere. Il primo commento di Mario è per questo, ed è un commento che lascia parlare i fatti (e i due). Due (il punto) dedicato agli endorsement della destra – e delle televisioni di Berlusconi – nei confronti di Bersani. Seguono ”Libero” (e Belpietro) che lancia una campagna per l’abolizione del reato di vilipendio («firmo», dice la grande firma de il Politico.it) e poi la proposta di Scalfari di far decretare il vincitore del congresso Pd alle sole primarie, quale che sia la percentuale presa dal più votato, senza ritorni alla Convenzione: Bersani e Franceschini la accolgono, Marino no: «Punta a fare il gioco classico di Clemente Mastella: prendere un consenso marginale e scippare al popolo delle primarie il potere di decidere il segretario» scrive Adinolfi, che poi riconduce la probabile paternità a Goffredo Bettini. Infine, sondaggi che danno il Pd in crescita «grazie alla cura Franceschini», e Generazione U. Buona lettura. Read more

L’endorsement. Voto a Marino per modernizzare l’Italia di M. Patrone

ottobre 14, 2009 by Redazione · 2 Comments 

Editoriale del direttore per la dichiarazione pubblica di appoggio del giornale della politica italiana al chirurgo genovese candidato alla segreteria del Partito Democratico. Nella migliore tradizione dell’endorsement americano, il nostro giornale continuerà naturalmente a dare spazio non solo al racconto della campagna di Bersani e Franceschini ma anche all’opinione di autorevoli sostenitori delle altre due mozioni. E manteniamo, ovviamente, il nostro profilo superpartes: la stessa scelta di (metà)campo faremo nel centrodestra quando si tratterà – se mai accadrà… – di eleggere il successore del presidente del Consiglio. Prese di posizione che si inseriscono nel solco della linea del nostro giornale di favorire la promozione di alcuni valori condivisi – responsabilità, onestà – e la modernizzazione del nostro Paese, ben incarnata, per noi, dalla candidatura di Marino. Ma ci spiega tutto, in questo fondo, il nostro direttore. Sentiamo. Read more

Diario politico. Binetti contro tutti. L’Onu: “Sull’omofobia passo indietro dell’Italia”

ottobre 14, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il racconto più completo, più approfondito, più autorevole. In questo “numero” il conflitto tra la deputata “dissidente” (su diritti civili e temi etici) del Pd e il resto della dirigenza Democratica, con il solo Fioroni a difenderla veramente. La presa di posizione delle Nazioni unite sulla bocciatura della legge a tutela delle persone omosessuali. L’intervento di Fini contro la subordinazione dei pubblici ministeri al potere esecutivo, di cui vi abbiamo riferito oggi. E infine la difesa del direttore del Tg1 Minzolini di fronte alla commissione di Vigilanza Rai. Un pezzo da non perdere, per chi ama la politica italiana, solo sul suo giornale. Buona lettura. Read more

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