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Non capiscono o fan finta di non capire “La reazione di queste ore è antipolitica” Ma voi non siete (mai stati) ‘LA Politica’ Così come Berlusconi non è (mai) ‘l’Italia’ La reazione di queste ore è contro di voi Che governate da 20-30 anni inutilmente E’ proprio la Politica che Italia ora rivuole Signori, in quest’era antipolitica siete voi Con una “risposta” del “nostro” Guzzanti

luglio 20, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Maestro, Franco Battiato, aveva, come il giornale della politica italiana – che scrive da ormai oltre un anno di questa “nostra politica autoreferenziale di oggi”, diffondendo i primi semi della consapevolezza diffusa di adesso – anticipato la presa di coscienza che il Paese sta vivendo in queste ore circa l’inadeguatezza dell’attuale classe “dirigente” (?). “Non ci siamo capiti – canta Battiato in Inneres Auge – e perché dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?”. Il punto, infatti, non è (tanto, o solo) i costi “spropositati” (in sé) della politica italiana odierna. Sì, vanno ridotti perché non possiamo più economicamente permetterceli, e, abbiamo scritto lunedì, vanno ridotti anche come unica (possibile, ma improbabile) alternativa al rinnovamento radicale della classe politica per ritrovare quella sobrietà che non è fine a se stessa, e nemmeno rappresenta la “brioche” da servire al popolo per farlo stare buono (oppure sì, proprio l’insulto dell’ostentazione della sicumera rispetto alla subordinazione della gente), bensì serve a tendere a ricreare le condizioni perché la nostra politica smetta di servire (a) se stessa, e si metta a fare ciò che serve al Paese. Ma il problema dei costi si pone (soprattutto) perché rappresentano una spesa eccessiva, INCONGRUA rispetto ad una offerta, quella dell’attuale classe politica – che non è LA Politica!, ma solo questo insieme – questo sistema – di donne e di uomini “politici” (?), i quali passano (passeranno) mentre la Politica, magari, ritorna – che è del tutto insoddisfacente rispetto alle esigenze della nazione. Per questo fanno un po’ tenerezza, ancora una volta, i tentativi di irretirci dei vari Bersani, Fassino (che, diciamocelo, avrebbe anche potuto evitare l’arringa autoreferenziale con cui ha salutato la Camera) - tutti drammaticamente Democratici: anzi, No, e lo (ri)scopriremo presto – che tentano l’ultima spiaggia di far passare la nostra reazione come antipolitica: antipolitico è ciò che pretende di sostituire la Politica – nel nostro caso, il governo democratico del Paese – con altre forme semplificate (e, comunque, meno democratiche) di “governo” (non “necessariamente” nell’interesse dell’Italia) della nostra comunità, o che comunque sostiene l’impossibilità della messa in pratica della stessa idea di politica; ciò che vuole invece oggi l’Italia è ESATTAMENTE L’OPPOSTO, è ritrovare il governo democratico sostituendo non la Politica – che non c’è – ma gli attuali occupanti, il cui tempo è scaduto e che, semmai, proprio loro sono forieri di antipolitica, direttamente - avendo annichilito la Politica nel (mancato) esercizio delle proprie funzioni – e indirettamente – perché se resistono all’attuale reazione DEMOCRATICA allora sì che nei fianchi del popolo possono nascere fenomeni antipolitici (o peggio), e magari anche pericolosi; e chissà che, almeno per qualcuno, non sia esattamente lo scopo, così da richiedere una saldezza che consentirebbe (potrebbe consentire) la perpetuazione della loro permanenza nel Palazzo – Diciamoglielo (tutti), facciamoglielo capire. E per essere ancora più credibili, e più liberi, il Politico.it lo fa offrendo contestualmente la propria tribuna a chi – in questo unico e specifico contesto – si trova dalla parte opposta del teatro, a sostenere tesi diverse. Contestualmente a questo stesso ennesimo richiamo alla ragionevolezza (e all’onestà e alla responsabilità) all’attuale classe dirigente. Il nostro Paolo Guzzanti ci spiega perché, dal proprio punto di vista, la reazione abbia invece i crismi della reazione (unicamente) emotiva, e come tale, ovviamente, vada trattata. All’interno. Read more

Ora un network dell’innovazione tra i sindaci Pd del nord D’Alessio

giugno 3, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’Italia e – nel suo servizio alla nazione - il centrosinistra hanno un’occasione storica: le grandi capitali del Nord – Torino, Milano, Venezia, Trieste, Genova e Bologna – sono tutte governate dal 30 maggio scorso da un’amministrazione Democratica. Il Pd , o meglio i suoi sindaci: Fassino, Pisapia, Orsoni, Cosolini, Vincenzi e Merola, raccolgano l’assist elettorale per costruire a partire dai comuni – com’è nella tradizione del nostro Paese – il futuro dell’Italia fondato sull’innovazione. “Elaborando una piattaforma comune che parta dall’ascolto, dalla partecipazione, dall’inclusione, dalla sostenibilità, dall’innovazione (appunto) e dalla gestione attenta delle risorse. E’ ora – scrive Emilio D’Alessio – di progettare l’Italia 2.0″. di EMILIO D’ALESSIO
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Diario politico. L’Italia è stanca di questo governo di Ginevra Baffigo

maggio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

E sceglie il suo contraltare, ma senza esaltarsi per questo Pd un po’ grigio. Non prende nemmeno in considerazione l’ipotesi terzopolista, travolta dalle urne. E’ tentata dal Movimento 5 Stelle che rimette in campo la politica vera. Ciò che si può dedurre da questa tornata amministrativa è che un Pd che si faccia “partito dell’Italia”, e si preoccupi di fare il bene di tutto il Paese lasciandosi alle spalle la rappresentanza di specifici interessi, è capace di esplodere. La nostra vicedirettrice ci racconta il voto e il confronto che n’è seguito. di GINEVRA BAFFIGO Read more

Sondaggio Crespi, così le Amministrative Milano, la Moratti costretta a ballottaggio A Napoli divisioni fanno rischiare Lettieri E a 2° turno potrebbe avere De Magistris Fassino può già passare col 51% a Torino

aprile 29, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

Primi dati del principale istituto di rilevazioni per il giornale della politica italiana. Nel capoluogo lombardo il centrosinistra può farcela (a strappare il ballottaggio). Molto dipenderà dal risultato del terzo polo: con Manfredi Palmeri sopra il 5% se ne riparla quindici giorni dopo, restando comunque favorita la Brichetto. Più facile – anche se non in discesa – il percorso dell’ex segretario Ds all’ombra della Mole. Ma potrebbe non sbancare. A Napoli la moltitudine di candidati e la confusione che regna nell’area politica della maggioranza mettono in discussione una vittoria altrimenti molto probabile. Sfida aperta anche tra i due candidati di centrosinistra, con Morcone in- sidiato dall’ex pm. Ci presenta i dati, come sempre, il grande sondaggista in persona. di LUIGI CRESPI Read more

***In diretta dal Parlamento***
VI RACCONTO LA VIGILIA (DEL VOTO)
di ANDREA SARUBBI*

dicembre 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Intanto una notizia: la direzione del Pli ha dato mandato a Paolo Guzzanti di votare contro il governo. Un voto che potrebbe essere decisivo, e decretare – a questo punto inaspettatamente – la caduta di Berlusconi. Poi tutto sulla giornata di oggi, per la bella penna del deputato del Pd. di ANDREA SARUBBI* Read more

La polemica. A Torino Fassino non è il candidato giusto di C. Alicata

dicembre 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Pd continua a perdere le elezioni. Eppure la stessa classe dirigente – ormai fuori dal tempo . si rigenera in candidature comunque (vadano) non entusiasmanti. La pervicacia con cui i vari D’Alema, Veltroni restano attaccati al loro posto di comando (?) è a tratti commovente. Così il Pd non ha più nulla da dire, e – come scrive Claudio Velardi, un altro, peraltro, di quella generazione – non ha più nemmeno passione (la quale, d’altra parte, genererebbe idee, e viceversa). Cristiana oggi affronta questo tema. il Politico.it prova a dare un futuro al Pd e, con lui, al Paese. Poi non lamentatevi se Vendola può dire – suscitando la rabbia dei vostri militanti – che il progetto Democratico è fallito (e, pure, dove sono le proposte concrete di Vendola per il Paese?). di CRISTIANA ALICATA Read more

Questa classe dirigente ha finito un ciclo Guida del Labour il quarantenne Miliband Ora anche l’Italia chiede il rinnovamento Crespi: ‘I giovani connessi con il domani’

settembre 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

D’Alema, Veltroni, Rutelli, Fassino, Berlusconi, Fini. La loro missione storica era cambiare la politica italiana. Ci hanno fatto superare il ’900 e la prima Repubblica, messo in pista il bipolarismo, è nato il Partito Democratico, è nato il prodromo di quello che sarà il grande partito conservatore del futuro. L’hanno fatto. Ci sono riusciti perché erano figli del tempo che invocava, che aveva bisogno di quel cambiamento che, appunto, erano chiamati a realizzare. Oggi un nuovo cambiamento è necessario. E’ quello non più della nostra politica ma del Paese, che se non perde altro tempo può tornare grande evitando il punto di non ritorno di un declino inarrestabile (è possibile, ma bisogna fare presto). Un cambiamento che pone le sue radici nell’oggi, nelle sue esigenze attuali. Un cambiamento che solo i figli di questo tempo hanno le risorse diremmo storiche per realizzare. Quei figli non sono più loro. Il giornale della politica italiana ama porre ogni questione in positivo, offrendo soluzioni e non negandone altre. Ma in questo caso è necessario: loro non possono più realizzare questo cambiamento. Lo possono fare solo i figli di questo tempo. Che non necessariamente sono quelli con cui loro si sono già scontrati. Ma comunque sono altri da loro. Giovani. «Non ne faccio una questione anagrafica, non sono di quelli che sostengono che i giovani siano necessariamente migliori, ma anche il più idiota dei giovani ha un rapporto con il futuro, il domani, il divenire, radicalmente diverso da quello di un settantenne. Inoltre siamo in un’epoca in cui i linguaggi e le tecnologie determinano più che in passato la differenza generazionale», scrive il grande sondaggista nel commento che state per leggere. il Politico.it non rottama uomini e nemmeno culture, ma se nella costruzione del futuro i vecchi sono alla guida e i giovani fanno loro da consiglieri qualcosa che non va c’è. E la barca finirà probabilmente per tornare al porto di partenza. Che per noi sarebbe però, in questo tempo, la fine. Cambiamento: adesso il Paese lo invoca. E’ il momento di farlo. Sentiamo Crespi, a riguardo. E dopo l’analisi di uno dei possibili “figli di questo tempo”. Read more

Diario politico. Uno, dieci, mille Brancher Spazzati via processi a premier e ministri Nuovo lodo Alfano retroattivo-”allargato” Ma nel Pdl anche onestà e responsabilità Pisanu: “Anche per me gli eroi sono altri”

giugno 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Uscito dalla porta, lo scudo per Brancher rischia di rientrare dalla finestra. Di fronte alla reazione di sdegno per il caso del ministro nominato perché potesse sfuggire dai suoi guai giudiziari – a differenza di tutti noi cittadini – che – come ci ha rivelato ieri il nostro Crespi – trascina il presidente del Consiglio al punto più basso – in termini di fiducia – dal giorno del suo ritorno a Palazzo Chigi, Berlusconi non lascia, raddoppia. Accelera e si prepara a far approvare la versione costituzionale della norma che consente la sospensione (permanente) dei processi per… lui. E non solo. Stavolta anche le accuse “maturate” prima dell’inizio dell’attività di governo, nelle vesti di comuni cittadini, di fatto decadranno e – come già con la formula finale del legittimo impedimento – tutto ciò non varrà più solo per il capo del governo, ma anche per i suoi ministri. Silvio conta sull’effetto dispersivo e distensivo dell’estate ormai cominciata e su una memoria dell’opinione pubblica che si è già dimostrata corta. Ma questa volta la fretta (necessaria, dal suo punto di vista) potrebbe avergli giocato un brutto scherzo. Brancher ha segnato un punto di svolta e, forse, di non ritorno nel rapporto tra la maggioranza e il Paese. Che non sembra più disposto a farsi prendere in giro, a colpi di provvedimenti che sollevano i membri del governo dalle responsabilità per le quali un comune cittadino passa anni interi entrando e uscendo dai tribunali. In questo quadro il risveglio, per un Berlusconi che, come abbiamo avuto modo di scrivere, non appare più brillante come una volta, potrebbe essere bru- sco. Il racconto della giornata, all’interno, di Bagnoli. Read more

Quando sinistra era a favore del bavaglio 08, Veltroni: ‘Divieto assoluto pubblicare’ Oggi invece tutti all’attacco del governo Liberali, sì. Ma solo a corrente alternata?

giugno 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Campagna elettorale per le politiche che sarebbero poi state vinte dal centrodestra, l’allora leader del Pd e candidato premier del centrosinistra lo ha ripetuto per tutte e 110 le province (va detto, a onor del vero, che l’ex sindaco di Roma non è intervenuto nel dibattito di queste settimane). Ma non è il solo. Anche Prodi era contrario alla diffusione dei testi: «Non dimostrano nulla». Ma il caso più eclatante è quello di Franceschini, che oggi parla di «battaglia durissima» contro il ddl intercettazioni, ma nel 2007 considerava la pubblicazione «contraria ai diritti civili delle persone». Erano i mesi della telefonata di Fassino a Consorte, di cui poi si sarebbe saputo il presidente del Consiglio sarebbe venuto in possesso per primo della registrazione. Che poi fu pubblicata dal Giornale. Cosa per la quale oggi il premier viene accusato di tenere alla libertà dei cittadini solo quando suoi sodali. Ma a quanto pare anche i Democratici hanno lo stesso atteggiamento. E’ questa l’onestà e la responsabilità della nostra politica? Ce ne parla Pietro Salvatori. Read more

Chiamparino: ‘Ma il Pd è già sul territorio A mancare adesso sono piuttosto le idee’ Democratici inibiti dalle troppe sconfitte Rialzare testa per ricominciare a pensare Ecco due (nostri) “spunti” da cui ripartire

aprile 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il sindaco di Torino, esponente di punta dei Democratici al nord, amministratore efficace premiato dal voto dei cittadini (che lo hanno confermato una volta, e che avrebbero ragionevolmente potuto eleggerlo alla guida della Regione), sostiene da tempo la tesi di un partito federale, eppure oggi smonta quella che è la principale motivazione che spingerebbe ad adottare questa soluzione: ovvero l’idea che il Pd sia poco radicato sul territorio. In realtà, come può capire non solo qualsiasi Democratico (ma forse il corpo elettorale del Pd è lontano da questa dimensione, e qui sta una parte del problema, a cui ora veniamo) ma qualsiasi cittadino italiano che viva in un qualsiasi comune, la presenza Democratica con i circoli è «superiore a quella della Lega». Il problema è la qualità. Ma la colpa non è di chi gestisce i circoli. Il problema è che il disfacimento (o mancato compimento; disfacimento, comunque, della/delle soggettività che hanno dato vita ai Democratici) provocato dalle troppe disfatte elettorali e dalla conseguente perdita (o dalla mancata acquisizione) di un senso e di un orgoglio di sé impediscono oggi al Pd di avere idee; lo pongono in una sorta di inibizione (appunto) che è insieme causa ed effetto della mancanza, appunto, di idee. E’ in questo senso che il giornale della politica italiana sollecita i Democratici a riprendere a comunicare: vedersi di nuovo competitivo sul fronte, pubblico, e decisivo nella formazione del consenso della gente, della dialettica politica (naturalmente nella chiave, seria, di proposta concreta di idee, e ora arriviamo anche a questo) non può che generare un circolo virtuoso che ringalluzzisca, se ci passate il termine, l’intero popolo Democratico – dalla base ai suoi vertici – consentendo di nuovo al Pd di vedere espressa la propria potenzialità data dalla propria sensibilità e anche dalle sue risorse intellettuali e culturali, che non sono seconde a quelle di altri partiti. Naturalmente ci vuole (già) qualche idea dalla quale partire. il Politico.it offre da tempo, attraverso il dibattito che si svolge sulle proprie pagine, ai Democratici come al resto della politica italiana, contributi di idee. Sintetizziamo quelle per il Pd in due formule, e naturalmente ci torneremo su. All’interno. Read more

Giustizia ad orologeria? Un grande bluff 15 anni di “bombe” esplose lontano voto Ma ora il rischio è che qualcuno ci pensi

marzo 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Basta incrociare il calendario dei procedimenti giudiziari al premier – si parla quasi solo esclusivamente di lui – e quello della politica italiana di questi quindici anni per vedere che solo in un caso: questo delle Regionali 2010, la nostra Giustizia è intervenuta a ridosso delle elezioni (e non di altri passaggi certamente sensibili ma che non coinvolgono il voto degli elettori e il rinnovamento delle varie cariche). Dal primo episodio “denun- ciato” – quello dell’avviso di garanzia al Cavaliere durante la Conferenza mondiale sulla criminalità, nel 1994 – a tutte le vicende successive – che ripercorriamo insieme – il leit motiv è una magistratura molto “attenta” nei confronti di Berlusconi – lo sappiamo, lo abbiamo già scritto ed è un punto, a parte, che può essere discusso – ma che in nessun’altra occasione è intervenuta davvero a ridosso di una tornata elettorale. Vediamolo insieme. Read more

Fiat prepara dislocazioni all’estero Vertici “dimenticano” gli incentivi

febbraio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Aldo Torchiaro ci racconta cosa si muove all’ombra del Lingotto. In questi giorni le uscite di Marchionne, che lasciano trasparire le reali intenzioni della casa torinese, e quelle di Montezemolo («Mai avuti aiuti dallo Stato») che scatenano la reazione del governo e la polemica della nostra politica. Sullo sfondo, il destino di migliaia di lavoratori, che rischiano di ritrovarsi a casa in nome di una ristrutturazione industriale che tiene poco conto dell’interesse generale. Fassino: «L’ad rimane comunque un socialdemocratico». Ma il problema, appunto, non è ideologico, bensì concretissimo. Il giornale della politica italiana vi svela il filo conduttore della vicenda Fiat. Sentiamo. Read more

Il ritratto del personaggio della settimana IL TRADIZIONALISMO DI FASSINO di Lena

dicembre 12, 2009 by Redazione · 3 Comments 

E’ forse il più rispettato e autorevole esponente del centrosinistra italiano. Anche dal punto di vista della maggioranza, ma senza quell’opportunistico retropensiero che coinvolge invece altri rappresentanti Democratici che in molti accusano di fare il gioco della destra. E’ l’unico leader che non sia passato attraverso una sconfitta (personale), bensì ha lasciato generosamente il passo per consentire la nascita del Partito Democratico. Ed è anche uno dei dirigenti storici della sinistra che più ha saputo rinnovarsi (anche oltre la scelta, che comunque lo dimostra, di dare il là alla fondazione del Pd). Il nostro vicedirettore ci racconta l’ex segretario dei Democratici di sinistra, nella settimana in cui la vicenda delle intercettazioni intorno al caso Unipol torna d’attualità per indiscrezioni per le quali il nastro della conversazione tra Fassino e Consorte in cui il primo chiede al presidente Unipol se potessero da quel momento ritenere di «avere una banca» sarebbe stato servito a Berlusconi da un dirigente Rcs di modo che l’allora premier uscente (era il 2005) avrebbe potuto usarlo contro i vertici diessini nella campagna elettorale per le politiche del 2006 nella quale, effettivamente, quelle registrazioni ebbero un peso significativo (tanto da minare, direttamente, lo stesso rendimento di Fassino). Ma sentiamo nel racconto. Il ritratto come sempre è accompagnato dall’illustrazione di Pep Marchegiani. Buona lettura. Read more

***Il commento***
MA QUANTI DIRIGENTI HA IL PD?
di GAD LERNER

novembre 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dopo Adinolfi, anche il conduttore de L’Infedele interviene sulle scelte del segretario Democratico nella composizione della segreteria. E rileva che si è cambiato tutto per cambiare poco, visto che i dirigenti storici occupano ancora i loro posti nei vari organismi. Una seconda voce critica, nei confronti delle nomine di Bersani, che ci aiuta ad analizzarle in profondità senza concedere nulla al neoleader del Pd. Buona riflessione. Read more

***La polemica***
SEGRETERIA PD, DALLA COOPTAZIONE ALLA CLONAZIONE
di MARIO ADINOLFI

novembre 25, 2009 by Redazione · 2 Comments 

Duro intervento del vicedirettore di Red e grande blogger sulla squadra di giovani che Bersani ha annunciato ieri alla direzione nazionale Democratica. Un attacco frontale alla scelta, scrive Adinolfi, di una «segretaria di segretari», nel senso dei segretari personali dei vari leader. E in particolare alla nomina di Matteo Orfini, vicinissimo a Massimo D’Alema. Un pezzo che, ancora una volta, non mancherà di fare discutere, e che il giornale della politica italiana vi propone all’inizio di una giornata che si preannuncia caldissima e carica tensioni, per la nostra politica. Buona lettura. E buona polemica. Read more

Lodo, il consenso più forte di tutto Così almeno credeva di A. Sarubbi

ottobre 8, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Come in un grande romanzo o in un grande film, oggi il giornale del- la politica italiana sovrappone due storie (intrecciate) intrecciandole (ulteriormente) tra loro. Abbiamo detto del racconto che faremo (e che abbiamo cominciato sotto) dei passaggi salienti del giorno del verdetto della Consulta con le grandi vignette di theHand. Su un altro piano i commenti delle nostre grandi firme ci consentono di ripercorrere l’intero iter politico e parlamentare che ci ha portati alla decisione di ieri, di analizzare il presente e poi di prefigurare il futuro. Il deputato del Partito Democratico ed ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine”, fedele alla sua vocazione di cronista, rispolvera per il giornale della politica italiana gli appunti e i ricordi del giorno in cui il Lodo Alfano venne approvato a Montecitorio. Era il 10 luglio 2008… Buona lettura. Read more

Diario politico. L’Italia ritorna al nucleare Scajola: “Comuni hanno chiesto centrali”

luglio 9, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Mediaticamente assorbito dal G8, il nostro Paese ha tuttavia vissuto una giornata molto rilevante anche per la definitiva approvazione del ddl per lo sviluppo, avviato alle Camere ormai un anno fa. E la soluzione principale contenuta nel disegno di legge è il via libera al ritorno all’energia atomica, che pure tanti dubbi e contestazioni continua a suscitare da noi. Scopriamo il ddl nel dettaglio (non si parla solo di nucleare) e sentiamo le dichiarazioni del ministro per lo Sviluppo economico, padre della legge. Ma è stato anche il giorno di una nuova presentazione della ricandidatura alla segreteria del Pd di Dario Franceschini, simbolicamente inaugurata da Piero Fassino. “Vinceremo perchè vincerà il partito che abbiamo aspettato da una vita”, ha detto tra l’altro il segreDario, non senza forse un ulteriore riferimento alla polemica con la quale aveva avviato la sua campagna congressuale, quella su chi rappresenta il Pd e chi no. Infine, si apre una crepa in seno al Partito socialista: il segretario Nencini propone l’ingresso in Sinistra e Libertà, Bobo Craxi è contrario e annuncia la richiesta di un congresso nel caso in cui l’attuale leader dovesse insistere su questa strada. Il racconto. Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Birmania, i parolai del Pd

maggio 25, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nuovo post della giovane esponen- te Radicale nella sua rubrica sul nostro giornale. Giulia critica tre esponenti di punta del Partito Democratico per avere annunciato la partecipazione alla manifestazione per la liberazione di Aung San Suu Kyi e poi non essersi presentati. Sentiamo. Read more

Diario politico. L’Onu: “L’Italia riammetta i respinti”. Maroni: “Se ne facciano carico”

maggio 12, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Arriva in serata la reazione del ministro dell’Interno alle critiche dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni unite che aveva chiesto al Governo italiano di ripensarci, e di riaccogliere le persone rimandate in Libia, tra le quali poteva esserci chi avesse diritto all’asilo politico. “Non capisco qual e’ il problema. La Libia fa parte dell’Onu e in Libia c’e’ l’Unhcr. Facciano le verifiche lì”, ha detto Maroni, la cui presa di posizione fa seguito a quella di Berlusconi che in giornata aveva seguitato a difenderlo: “Il Viminale attua accordi presi da me. Quelli dei migranti sono traffici organizzati da criminali”. Franceschini: “La maggioranza usa i barconi per uno spot elettorale”. Torniamo sul tema del ddl sicurezza che sarà votato domani alla Camera, che approfondiamo. E a parlare di referendum, sul quale il segretario del Pd chiede unità al partito sulla scelta di sostenerlo. Il racconto. Read more

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