Top

Quando storia (tragica) si ripete in farsa Il tg di “regime” di Minzo crolla in ascolti Tentativo di censura aggirato su internet Decade il dl cambia-regole pluribocciato Maggioranza sotto 38 volte alla Camera Eppure vince sempre lui… Pd, dove sei?

aprile 15, 2010 by Redazione · 1 Comment 

«La storia si ripete sempre due volte: la prima volta in tragedia la seconda in farsa»: Marx va per la maggiore da quando la democrazia italiana si è trasformata, definizione di un autorevole studioso, in democrazioide, ovvero una democrazia un po’ deformata e non più tale in tutti i suoi aspetti. A questo concorrono il conflitto di interessi e il controllo delle tivù da parte di Berlusconi, i tentativi (comprese le telefonate di sollecito al membro dell’Authority affinché l’arbitro intervenisse a fischiare un rigore inesistente alla squadra “avversaria”) di fermare l’informazione ancora libera che si fa sulle reti pubbliche, lo stravolgimento delle regole per favorire la maggioranza, tutto questo consentito da una legge elettorale che impedisce agli elettori di leggere parlamentari sottoposti al controllo diretto del presidente del Consiglio, in un Parlamento svuotato del proprio potere e poi della propria funzione. Ma… La censura di Santoro si traduce in una straordinaria pubblicità per lui che riesce ad andare in onda anche nei giorni delle elezioni, nonostante il blitz, riuscito, della sospensione dei talk show, grazie alla rete che squarcia il velo (anzi, oggi, il sacchetto di plastica), appunto, della censura. Il Minculpop del primo telegiornale italiano (ora il primato è a rischio) non piace agli italiani che ne fanno crollare lo share, consentendo al Tg5 di avvicinarsi pericolosamente: «Nel momento in cui gli ascolti non mi dovessero premiare io o altri ne trarremo le conseguenze», disse una volta Minzo; vedremo se tradurrà le parole in fatti. E intanto da qualche parte si comincia a parlare di una sua possibile sostituzione. «Non si è mai visto un golpe fermato dal Tar del Lazio», fu il commento sarcastico di Massimo D’Alema (in questo lancio, va detto, vengono citati soprattutto comunisti) allo stop del decreto salva-liste da parte del tribunale amministrativo, una bocciatura poi ripetuta altre enne volte da (altri) organi giudiziari. E poi anche dal Parlamento, dove, alla Camera, nonostante una maggioranza schiacciante, il centrodestra va sotto ancora una volta (è, appunto, la 38esima). Un assenteismo che, scrive oggi il Giornale (di famiglia), mette a rischio lo stesso iter delle riforme istituzionali. Insomma, il “regime” fa acqua da tutte le parti. E nondimeno il presidente del Consiglio continua a vincere tranquillamente. Alla domanda che si faceva una trasmissione televisiva – «Le Regionali sono state vinte da Berlusconi o perse dal centrosinistra?» – ci sembra, a questo punto, di poter dare una risposta (certa). E ora i “casi” del crollo dello share del Tg1 e dell’affondamento politico-parlamentare del decreto salva-liste raccontati da Donadi e Sarubbi. Read more

Diario politico. E’ decaduto dl salva-liste Maggioranza sotto (per 8 voti) a Camera

aprile 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Diario “minore”, in una giornata che non offre altri spunti di rilievo – che non siano di pura politica politicante – oltre a quelli che abbiamo sviluppato nel corso del pomeriggio. La notizia è che il provvedimento varato alla vigilia delle elezioni dal governo per consentire la riammissione della lista Pdl nel Lazio incontra una nuova bocciatura: quella finale, quella politica. Nonostante la sproporzione di forze centrodestra battuto. Pesano anche le assenze “illustri” di Cicchitto, Lupi, Ghedini e Verdini. E riesplode la polemica. Il racconto.            Read more

Napolitano il presidente di tutti gli italiani Ieri no all’esclusione del Pdl da Regionali Oggi no alla norma anti-lavoratori del Pdl

marzo 31, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il capo dello Stato rinvia alle Camere il disegno di legge del governo che consentiva ai datori di lavoro di “imporre” ai propri dipendenti la rinuncia ad andare dal giudice – sostituito da un arbitrato – in caso di licenziamento senza giusta causa. Una sorta di aggiramento/cassazione de facto dell’articolo 18. Lo spirito del tempo, che “consente” al centrosinistra di non dire una parola su questo provvedimento che avrebbe minato/minerebbe gli equilibri tra proprietario e lavoratore, e ridurrebbe ulteriormente le garanzie sul lavoro, è ininfluente per Napolitano così come lo era stato il “richiamo della foresta” (della sua parte di provenienza) al momento di decidere se firmare il decreto interpretativo salva-liste. Ovvero come interpretare con grande equilibrio e saggezza il proprio ruolo di garante della Costituzione e di presidente di tutti gli italiani. Da una posizione uscita rafforzata proprio dal “sì” a quel dl: ora nessuno potrà contestare a Napolitano di non agire in nome del Paese, di tutti i cittadini. E’ per questo, e a questo fine, che il giornale della politica italiana sostenne la scelta del presidente della Repubblica. Ci racconta tutto Stefano Catone.            Read more

Diario politico. Questa sera apriamo così ‘Rispetto della legalità, senso dello Stato’ (Cioè le ‘nostre’ onestà e responsabilità) A chiederle non è però il “solito” Marino Bagnasco: “Sono questi i valori cristiani”

marzo 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, per un grande Diario, è di Ginevra Baffigo. Nel giorno dell’arresto dell’ex vicepresidente Democratico della Regione Puglia Sandro Frisullo, a dieci giorni dalle elezioni, che può configurarsi come un caso di “giustizia (magari fondata ma) ad orologeria” come altri precedenti nel verso (politico) opposto, e pone comunque il tema del rapporto tra politica& magistratura e del rischio di una politicizzazione e di un eccesso di protagonismo da parte di alcuni magistrati; nel giorno in cui il presidente del Consiglio torna ad attaccare la magistratura «amica (al contrario, ndr) della sinistra» e ribadisce l’intenzione – che avevamo sottolineato in un Diario di qualche giorno fa – di una “riforma” della giustizia (che ha del minaccioso), il giornale della politica italiana sceglie il “disarmo” (anche se da parte nostra non ce n’era bisogno), di dare un seguito al proprio invito alla nostra politica ad assumersi la responsabilità di fare un passo indietro e di stemperare per prima i toni del confronto con la Giustizia, e si sforza di cominciare (continuare) a fare ciò che è necessario perché tutto questo sia, nel tempo, possibile: ovvero guardare (come sempre) al futuro, producendo una cesura e lasciandosi alle spalle le scorie di questi quindici anni di politica italiana (autoreferenziale: il male è tutto qui, come abbiamo denunciato nelle ultime due settimane). Lo fa, il Politico.it, assumendo il punto di vista del capo dei vescovi italiani, a dimostrazione di come il fronte dell’onestà e della responsabilità abbia dalla sua forze di grande spessore e assolutamente trasversali (politicamente, socialmente e culturalmente), anche per ribadire che la tradizione cristiana, i suoi valori non si esauriscono e non sono rappresentati (solo) da chi oggi si fa portatore della loro bandiera in politica. Lo provano queste parole, sagge, di Angelo Bagnasco, con cui abbiamo scelto di aprire e che costituiscono il manifesto ideale di ciò che pensa il giornale della politica italiana. Il racconto della giornata, firmato Ginevra Baffigo. Read more

Decreto salva-liste avanti grazie all’Udc Ecco tutti i nomi dei 17 deputati assenti Un nuovo intervento di Massimo Donadi

marzo 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Voto sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate dal centrosinistra, il gruppo di Casini (che non c’era) seduto in aula solo per metà: quanto basta a permettere alla maggioranza (anch’essa ridotta ai minimi termini) di salvarsi e respingere il primo (e decisivo) assalto al decreto interpretativo. «Una brutta giornata per la nostra democrazia», aveva stigmatizzato il leader centrista quando il Cdm aveva licenziato il provvedimento. E il capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori fa notare il precedente del legittimo impedimento – «ispirato (effettivamente, ndr) dall’Udc» – e, sostiene, la tendenza dei deputati del piccolo Scudocrociato a «squagliarsi come la neve al sole» ad eccezione di uno sparuto gruppo di parlamentari di fronte a tutte le leggi ad personam del Cavaliere. Il giornale della politica italiana vi dà conto di un passaggio di grande significato politico (anche se il dl finirà per servire a poco) e simbolico legato alla vicenda centrale di queste ultime settima- ne di nostra politica (autoreferenziale). Read more

Liste Pdl, la smentita di Fini: “Non ho fatto quella telefonata a Milioni”

marzo 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente della Camera smentisce l’indiscrezione raccolta dal giornale della politica italiana su un suo intervento «diretto o indiretto» per eliminare dall’elenco dei candidati Samuele Piccolo, che avrebbe provocato – secondo la ricostruzione delle nostre fonti all’interno del partito del premier – l’uscita dal tribunale di Milioni. Ovvero ciò che ha scatenato il caos delle liste Pdl e, tra il resto, il contestato decreto del governo. La smentita di Fini e la nostra risposta. Read more

E’ cominciata la sfida a distanza tra B&B Berlusconi: “Nostri dirigenti senza colpe Fermati da gazzarra Radicale e giudici” Bersani: “Favole. Ora parliamo di lavoro”

marzo 10, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Si apre la campagna elettorale all’insegna delle due B della nostra politica: il presidente del Consiglio e il leader del centrosinistra. Maggioranza: come “letto” in anticipo ieri dal giornale della politica italiana ecco il refrain che ascolteremo di qui ai prossimi 28 e 29 marzo, almeno finché l’opinione pubblica continuerà a concentrarsi su questo e lo “spirito del tempo” sarà avverso al centrodestra. Il presidente del Consiglio racconta – per la prima volta leggendo un testo scritto – la sua verità. E c’è spazio anche per la “cacciata” di un giornalista “impertinente”. La risposta di Bersani. Ce ne danno conto Stefano Catone e Dario Ballini. Read more

Diario politico. Lista Pdl, ancora respinta Berlusconi: “Sopruso violento. In piazza”

marzo 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Anche l’Ufficio elettorale dice no alla documentazione presentata ieri dal centrodestra. Due le motivazioni dei magistrati: mancano le prove che il 27 febbraio, giorno della chiusura dei termini per la presentazione delle liste, Milioni fosse in tribunale prima di mezzogiorno (condizione prevista anche dal decreto salva-liste); la documentazione presentata (sempre dall’incaricato Pdl il 27) non è completa: non ci sono, appunto, le liste. Viene dunque ancora una volta vanificato (o meglio si rivela insufficiente, ai fini della risoluzione del problema dell’esclusione della lista) il decreto interpretativo che tanto è costato, politicamente, al governo e anche al presidente della Repubblica. Il presidente del Consiglio lancia allora la sua campagna di comunicazione: «Ci è stato impedito di presentare le liste – è il refrain che ascolteremo di qui alle elezioni, almeno finché il ricordo e lo “spirito del tempo” legato alla vicenda delle liste non saranno esperiti – Il Tar ha respinto anche l’invito del presidente della Repubblica (e torna, qui, l’idea tutta berlusconiana che i magistrati possano essere “consigliati” da parte del capo dello Stato, ndr). La sinistra scende in piazza antidemocraticamente seminando menzogne e odio. Ma noi – è la sostanza del programma del premier – facciamo lo stesso». Berlusconi che viene oggi duramente criticato dal Csm – che peraltro auspica la ripresa di rapporti di leale collaborazione tra istituzioni – che contesta come i continui attacchi sferrati dal presidente del Consiglio finiscano per delegittimare la magistratura, accreditando l’idea che abbia altri obiettivi dall’assolvere alla propria funzione. Sul legittimo impedimento la maggioranza pone la fiducia che verrà votata presumibilmente in giornata. Infine vi rendiamo conto della legge sulle cure palliative approvata oggi alla Camera e dei fischi – dai banchi del centrodestra – che hanno accolto l’insediamento del nuovo sottosegretario all’Attuazione del programma Daniela Santanchè. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

L’intervento. Ora ridiamo priorità al lavoro di Marianna Madia

marzo 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ama la politica vera, quella fatta di scelte concrete per il futuro dell’Italia. Ci mette fuori dal tempo trovarci costretti a “ragionare” – per intere settimane, quando non sempre: noi comunque prescindiamo – di risvolti puramente autoreferenziali, che fanno il bene (forse) di chi oggi è protagonista di questa politica italiana ma certo non della politica stessa e del nostro Paese. Anzi. La giovane deputata Democratica solleva il problema citando il caso dell’odg che impegna il governo a «interpretare» in modo favorevole ai lavoratori la norma ammazza-precari, nel senso specifico di prevedere il cumulo, e non la sostituzione, delle «mensilità di risarcimento ai lavoratori che hanno subito violazioni del contratto a tempo determinato» con la dovuta assunzione a tempo indeterminato. Quando il governo se ne occuperà? Sentiamo. Read more

Formigoni&Errani, entrambi “fuorilegge” Che vieta terzo mandato ai “governatori” E così il Pd infrange anche il suo statuto Democratici, per voi due pesi due misure?

marzo 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana, i nostri lettori lo sanno bene, non ha parti di riferimento nella nostra politica. Così, dopo aver dato doverosamente spazio alle critiche dell’opposizione nella vicenda del decreto salva-liste del Pdl, il Politico.it vi racconta questa storia che coinvolge in un mancato rispetto di regole elettorali (che in quanto tali sono tutte egualmente importanti, oppure non sono) sia il centrodestra sia il centrosinistra, e nello specifico il Partito Democratico. Che, oltre a non rispettare le proprie norme interne, che vietano a vari livelli la reiterazione dei mandati elettivi o di nomina, infrange – in Emilia-Romagna; come il Pdl in Lombardia – la legge quadro n. 165 del 2004, che prevede il principio della non (immediata) rieleggibilità dei presidenti di Giunta regionale dopo il secondo mandato. Appena concluso da Errani e ampiamente superato (si sta concludendo il terzo stesso) da Formigoni. Ce ne parla Gaspare Serra. Read more

Pdl, ora il mantra è: ‘Rinviamo le elezioni’ E pure Pannella (FOTO) si unisce al coro Ma Bersani: “Sarebbe un altro pasticcio”

marzo 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Fatto l’inganno trovata la legge, si potrebbe dire rivisitando un vecchio proverbio popolare. Il (partito del) premier punta sullo spostamento di un mese del voto. Rotondi: «Alla fine della favola il Consiglio di stato riammetterà la lista e a quel punto sarà la conseguenza naturale». E dall’assemblea nazionale dei Radicali arriva il placet del vecchio Marco, per «ristabilire la legalità garantendo pari condizioni di partecipazione a tutti». Il servizio di Carosella.             Read more

Il Tar conferma (per ora) il no al Pdl Lazio “Decreto? Non può trovare applicazione” Diario politico all’interno: tutte le reazioni

marzo 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il partito di Berlusconi è di nuovo (virtualmente) fuori dalle Regionali a Roma. Lo ha deciso il tribunale amministrativo che, nel valutare la richiesta di sospensione della sentenza della Corte d’appello, non ha tenuto conto del dl salva-liste approvato venerdì dal governo perché «la Regione Lazio ha dettato le proprie disposizioni in tema elettorale esercitando le competenze date dalla Costituzione». Ma la decisione di merito è rimandata al 6 maggio quando il Tar deciderà se rinviare alla Corte costituzionale il decreto per il giudizio di legittimità. Resta (oltre a questo ex post) comunque un (duplice) spiraglio per il centrodestra: oggi il Pdl ha ripresentato le liste che potrebbero essere accettate dall’ufficio elettorale, contando, in questo caso sì, sugli effetti del decreto (che apriva una finestra di 48 ore – ad hoc, solo per questo giro conteggiate dal momento dell’approvazione – per ripresentare la documentazione quando fossero state, com’è avvenuto riscontrate delle irregolarità) anche se il Pd è pronto a ricorrere e – dicono i (legali) Democratici – «il Tar non potrà smentirsi nel giro di ventiquattrore»; e poi c’è il ricorso al Consiglio di stato, che ovviamente potrebbe contraddire la sentenza di ora. Il racconto di Carosella e Baffigo. Read more

Una telefonata di Fini per far fuori Piccolo: ecco il “panino” di Milioni

marzo 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Esclusiva. Il giornale della politica italiana è in grado di svelare ciò che ha determinato il caos delle liste Pdl nel Lazio. Ecco cosa è accaduto nei minuti a ridosso di mezzogiorno di sabato 27 febbraio, quando il rappresentante del partito di Berlusconi (ma come scopriremo “suo” solo per metà, soprattutto a Roma) si è allontanato dal tribunale per «mangiare un panino», o più realisticamente per sostituire dei nomi nella lista predisposta per la Capitale. Una necessità che – e questo è ormai di dominio pubblico – è riconducibile alle lotte intestine al Pdl romano (e non solo). Ma secondo le fonti de il Politico.it, una delle tante telefonate ricevute da Milioni in quei minuti concitati avrebbe avuto come mittente il presidente della Camera in persona, che avrebbe imposto in extremis di togliere dall’elenco dei candidati pidiellini il recordman di preferenze alle ultime amministrative. La nostra firma per il centrodestra ci racconta cos’è successo quella mattina del 27. Read more

L’intervento. Ma al Pd dico: annulla la manifestazione di Mario Adinolfi

marzo 7, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il grande blogger e firma del giornale della politica italiana se la prende con le contraddizioni che vede nel modo in cui il Pd ha accolto il decreto salvaliste: da un lato, scrive Mario, Bersani parla di «trucco» per ciò che riguarda la soluzione approntata dall’esecutivo e chiama in piazza la propria gente; dall’altra difende il presidente della Repubblica e la sua decisione di firmare che, però, nota Adinolfi, è stata motivata ieri da Napolitano con una condivisione delle motivazioni del governo: ovvero, non si poteva lasciare il Pdl fuori dalla competizione elettorale. Un pezzo controcorrente, come sempre, del dirigente Democratico che non ha remore a dire quello che pensa. Come Bressan sopra. Per il bene della politica italiana, che passa inevitabilmente attraverso i suoi partiti (maggiori). Sentiamo Adinolfi. Read more

Il commento. Il capo dello Stato ha evitato la violenza di Gad Lerner

marzo 7, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La Conferenza episcopale italiana attacca il governo, che accusa di «arroganza e scorrettezza» nel- l’aver cambiato le regole a partita in corso. In questo quadro sono in molti a chiedersi se ci sono delle ragioni “altre” a quelle addotte da Napolitano per la decisione di firmare il decreto. Secondo il Messaggero nell’incontro di giovedì sera Berlusconi avrebbe minacciato il capo dello Stato di scatenargli la piazza contro, qualora non avesse promulgato il dl. Il conduttore de “L’Infedele” prova a sua volta a interpretare, con l’aiuto di Zagrebelsky ascoltato stamattina da Repubblica, la mossa del capo dello Stato. Sentiamo. Read more

L’editoriale. Caso/caos liste, ma io difendo Napolitano di F. Laratta

marzo 6, 2010 by Redazione · 3 Comments 

Ieri su Facebook l’invito alla rivolta: «Inondate di fax e telefonate di protesta il Quirinale». Stasera, dopo ore di polemiche e fuoco di fila (specie da parte di Idv, come abbiamo letto stamattina con Massimo Donadi), il capo dello Stato rompe il silenzio e spiega la propria decisione di firmare il decreto salva-liste del governo: «Insostenibile escludere il Pdl e Formigoni (ciò che il nostro giornale ha detto dall’inizio, ndr). Io garante indipendente e imparziale. Tutti, a partire da chi governa, rispettino i miei poteri». Ieri avevamo avuto modo di rispondere direttamente sul social network ad un nostro lettore: «Non conviene delegittimare, indebolire o anche solo intimorire, per quanto possibile, il presidente della Repubblica». Il punto è che Napolitano sta lì per tutti noi. Per garantire il rispetto della Costituzione. Da parte di tutti. Lo hanno ormai capito e fatto proprio gli elettori di centrodestra, è ora di uno scatto di maturità da parte (di quella minoranza) dell’elettorato di centrosinistra (che da ieri sera lo attacca duramente). Il giornale della politica italiana, dopo avere dato spazio alle critiche di Idv in mattinata (coerentemente con la propria ispirazione super partes, per cui la nostra è e rimane una tribuna aperta a tutte le opinioni fondate su onestà e responsabilità), difende Giorgio Napolitano. il Politico.it ha indicato (appunto) sin dall’inizio la necessità di trovare una soluzione; il nostro giornale considera(va) inopportuna una soluzione legislativa condivisa in quanto avrebbe reso il senso di una politica italiana che si chiudesse a casta, introducendo un principio di differenziazione rispetto ai cittadini dai quali l’avrebbe allontanata ulteriormente. Il nostro invito al centrosinistra era per un riconoscimento a che il centrodestra potesse partecipare al voto con le proprie liste e, soprattutto, con Roberto Formigoni con il quale sarebbe – in caso contrario – decaduta l’intera coalizione. Una disponibilità generica che avrebbe potuto consentire una lettura ancora più serena da parte di chi era chiamato a darla. Napolitano ci risponde, chiarendo che però, nei fatti, una legge era l’unica via davvero (concretamente) praticabile che desse garanzie. E i tempi erano tali da rendere il decreto l’unica traduzione possibile di quella via. Franco Laratta spiega agli elettori Democratici e di centrosinistra perché, per tutti, il ruolo di Napolitano è decisivo. Read more

***L’intervento***
NAPOLITANO COME VITTORIO EMANUELE
di MASSIMO DONADI*

marzo 6, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giorno dopo l’approvazione, e la controfirma da parte del presidente della Repubblica del decreto salva-liste che se non formalmente, sostanzialmente cambia la norma elettorale a vantaggio di una parte a partita in corso di svolgimento – una scelta che suscita la preoccupazione di una grande parte del Paese – il giornale della politica italiana dà doverosamente voce all’opposizione in un corretto gioco democratico. Prende la parola per il centrosinistra il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, che parla di «impeachment» per il capo dello Stato («Un brav’uomo invischiato in un gioco più grande di lui»), sostiene l’ipotesi di una grande manifestazione dell’Italia «che, a differenza di Napolitano, non china la testa» che però potrebbe, scrive Donadi, anche non bastare. Sentiamo perché. Read more

Diario politico. Cdm vara dl interpretativo Sì NAPOLITANO: ‘NEI LIMITI DELLA LEGGE’ 1] ‘Si è nel tribunale quando (lo) si vuole’ 2] ‘Certe irregolarità non sono irregolari’ Pd: “Un trucco ridicolo“. Idv: “In piazza”

marzo 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il Consiglio dei ministri, riunito straordinariamente stasera (sulle ragioni della “fretta”, vedi la nostra esclusiva), partorisce il tanto atteso decreto che «precisa il significato» delle norme sulla presentazione delle liste elettorali imbeccando così il Tar che dovrà decidere sulla riammissione del Pdl nel Lazio e di Formigoni in Lombardia. Tre articoli, (questa volta) dichiaratamen- te ad listam, che dicono che la presentazione della lista avviene nel momento in cui si entra in Tribunale con l’intenzione di presentarla (…) anche se poi si esce e si rientra dopo il termine previsto (risolve il problema-Lazio); e che le irregolarità formali non inficiano la regolarità complessiva (Lombardia). Po- co prima della mezzanotte arriva il sì del presidente della Repubblica, che emana il provvedimento che già domani sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. L’opposizione insorge. Di Pietro: «Andrebbe bloccato con le forze armate». Bersani: «Un pasticcio tutto loro». I dettagli del dl e il racconto di Cdm e giornata per la penna di Finelli, all’interno. Read more

Corsa “matta” Pdl per approvare decreto Domani Formigoni sarà riammesso da Tar Ceccanti: “E Lega non lo voterebbe più”

marzo 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Esclusivo. Il giornale della politica italiana è in grado di svelare il motivo per cui il centrodestra ha fretta di approvare, stasera stessa, il decreto cosiddetto salva-liste, quello che riscriverà i termini per la presentazione e consentirà la riammissione del Pdl a Roma e del listino per Formigoni (e quindi del suo candidato presidente e di tutta la coalizione che da lui discende) in Lombardia. E proprio Firmigoni, come lo chiama ironicamente Pippo Civati sul suo blog, è la chiave di questa soluzione cercata in fretta e furia un venerdì sera, senza aspettare i verdetti del Tar lombardo (domani) e quello romano lunedì. Berlusconi teme infatti, paradossalmente, che domani il tribunale riamministrativo riammetta il presidente uscente, risolvendo così – fuor di decreto – il problema per la Lombardia. Della quale, solo, interessa alla Lega. Che dopo l’eventuale pronun- ciamento favorevole per Formigoni – anche alla luce della prudenza espressa in questi giorni sia da Ma- roni sia da Bossi rispetto all’ipotesi dell’interven- to legislativo – negherebbe presumibilmente il proprio appoggio ad un decreto che servisse solo a far rien- trare in corsa la lista del Pdl nel Lazio. E’ il senatore Democratico Stefano Ceccanti a rivelare (il Politico.it) Read more

Bottom