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Governo Monti, i conflitti d’interessi andavano risolti. Prima. (Un plauso a De Bortoli) Patrone

dicembre 26, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ha ragione Ferruccio de Bortoli. E fa specie che il giornalismo (?) italiano (?) consenta che la sola voce del direttore del Corriere si alzi per “segnalare” una così pesante ipoteca sul neonato esecutivo (ed è bene sottolineare come a farlo sia il direttore di un giornale il cui consiglio di amministrazione è retto da personalità legate alla stessa Banchintesa, ad esempio, “del” ministro per lo Sviluppo e le Infrastrutture – che “giura”, però, di essere ora ”capo” dei soli dicasteri. Seppure una perfetta “assicurazione” sulla (futura, in tutti i sensi) limpidezza dei comportamenti sarebbe rappresentata dalla scelta di evitare l’impegno, o comunque l’assunzione di un ruolo (appunto, pubblico), di chi, specie se dopo molto tempo, abbia appena lasciato uno dei quei cda (o “relative” proprietà) - Come a dire che – invece – il conflitto di interessi si configura solo quando si traduce in effettive distorsioni? No. Ma De Bortoli dimostra che è possibile andare oltre gli “interessi”, all’insegna dell’onestà e della responsabilità). Ha ragione de Bortoli a denunciare il non più unico, bensì triplice (?), conflitto di interessi che non mette il governo nella condizione di svolgere con la necessaria serenità il compito decisivo – per la “sopravvivenza” del Paese – a cui è stato chiamato. E a chiedere che venga risolto. Subito. O saranno gli stessi banchieri, a dare adito alle teorie (?) che vogliono la rete delle banche internazionale impegnata ad avvolgere dei propri tentacoli il mondo. Fantasie? Forse. Di certo c’è che, dopo Berlusconi, l’Italia non può permetter- si lo stesso ”lusso”. Tanto meno ora.
di MATTEO PATRONE Read more

Ora Monti (si) sbrodola: “Riforma storica” Pg (chiesto permesso): ‘Importantissima’ Ma FT e WSJ: “Non (si) fa (così) crescita” E imprenditori: “Altro che ‘st’articolo 18″ Blocco (sviluppo) arretratezza (culturale) (Vera) Politica oggi (ri)’elevare’ gl’italiani Formazione continua a integrare il lavoro Rai ritrovi (ora!) suo respiro (educativo) Torneremo (? Noi!) a crescere a due cifre Italia sarà (di nuovo!) la culla della civiltà

aprile 4, 2012 by Redazione · Commenti disabilitati 

In un paese in cui il 70% di cittadini è “affetto” da semianalfabetismo – l’incapacità di comprendere il significato di un testo scritto e, quindi, di elaborarlo/ crearlo – un linguaggio, (quindi) un pensiero – quale volete che sia la chiave della crescita? E qual è lo strumento di emancipazione – che sostituisce il lavoro di un tempo e, anzi, va ad intervenire sulle sacche di arretratezza e di schiavitù che attraversano anche l’impiego ‘moderno’ – a cui la Sinistra deve rivolgersi, inserendolo nel proprio simbolo (al posto della falce e del martello), ritrovando (così) un linguaggio in grado di parlare alle classi più deboli e, ad un tempo, al futuro? E quale è – dunque – la forma che deve prendere l’unica riforma del lavoro possibile – l’unica, cioè, capace di contribuire efficacemente a far ripartire la nostra economia – se non quella della formazione (continua) e della piena liberazione, quindi – all’opposto della riduzione in schiavitù attraverso la libertà di licenziare – (delle energie – intellettuali e, quindi, morali) dei nostri lavoratori? Le scelte per la costruzione del futuro – le risposte alle esigenze di un paese – non possono che partire da una ricognizione d(i qu)elle esigenze (la – vera – spending – le nostre qualità intrinseche – review), scevra da ogni pregiudizio ed ideologia (e quella di Monti, è ideologia, caro De Bortoli, se è vero che dalle liberalizzazioni – abortite – all’abolizione dell’art. 18 – rientrata, grazie a noi – il presidente del Consiglio ha fatto razzia di tutta la letteratura di luoghi comuni sulla crescita ereditata da un ventennio di dibattito pubblico-spettacolo e riaccreditata dalla lettera di settembre della Bce, la quale però non fa Politica ma monitoraggio – economico – e si occupa solo di rilevare i nodi da sciogliere e non di indicare il – proprio – orizzonte ad una società), e dunque da un rapporto etico – vitale, vissuto – con quella società, della quale si sappiano cogliere – si con-tengano in sè – le sue (stesse) aspirazioni, le sue (stesse) necessità, solo muovendo dalle quali – scriveva Gramsci – si può perseguire il suo bene. Il bene dell’Italia, oggi, è cancellare – e ribaltare! – quella vergogna causa della nostra attuale arretratezza – e che la nostra scuola, ferma agli anni ’20, non promette di evitare fino in fondo nemmeno per le nuove generazioni, pure, evidentemente – almeno al nord – meno gravate dal peso dell’(auto)limitazione atavica di un paese nel quale la politica, negli ultimi trent’anni, ha pensato solo ad alimentare le proprie prebende -; ed è ritrovando la nostra inteligenza, la nostra creatività, in ultima analisi la nostra libertà – la vera, libertà, che si ottiene appunto attraverso la cultura e che può costituire la chiave di volta (ideologica; ma nel senso della piena espressione – moderna – della propria identità – storica) della sinistra del futuro. Una sinistra che – consistendo, inevitabilmente, nel (“solo”) Pd – si dia l’obiettivo di perseguire il bene di (tutto) il paese, compiendo la propria vocazione (maggioritaria) di “partito dell’Italia” – che libereremo le nostre energie – le nostre ineguagliate risorse (umane), come commentava in estate lo stesso Trichet, non esattamente né un italiano – proprio per questo, in tutti i sensi – né un (post?)comunista – e ci avvieremo sulla strada di una crescita che – se sarà adeguatamente accompagnata da una politica che a sua volta abbia ritrovato, così, la propria fertilità – può non avere limiti (di una – sola – cifra). Read more

Diario politico. Sull’altare (del sacrificio?) Letta e Bonaiuti: ‘Sarà una manovra dura’ Ma corregge anche gli errori di Tremonti A pagare/la saranno (mica) “soliti noti”(?) Bagnasco: ‘Pensare a futuro (di giovani)’ Non penalizzare (così) famiglie “povere”

maggio 24, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Il giornale della politica italiana lo aveva rilevato per primo, nei giorni in cui da sinistra si faceva fuoco e fiamme sui vescovi italiani per la loro presa di posizione – alla vigilia delle Regionali – contro l’aborto – che conteneva però anche sollecitazioni a rispettare le persone immigrate e ad occuparsi del lavoro. Quella di Angelo Bagnasco era una presa di posizione onesta e responsabile, naturalmente dal punto di vista della Chiesa cattolica, ma senza cedimenti alla partigianeria politica. E in un momento in cui, pure nell’imminenza del voto, si parlava di tutto tranne che di politica vera, fu una boccata di aria fresca, tanto che noi titolammo su come potesse essere questa – quella dei vescovi – la (vera) politica italiana. Nelle ore in cui il governo annuncia una manovra di sacrifici, senza aggiungere per chi, e dunque sottintendendo che a doverli sopportare saranno coloro che già pagano per intero le tasse (perché vengono loro trattenute nella busta paga) e che sono (più o meno) sul fronte della crisi per la propria non eccezionale situazione economica già da molti mesi, ovvero i «soliti noti» secondo la definizione di Pier Ferdinando Casini, dal capo della Conferenza episcopale italiana giunge, non casualmente, un richiamo alla nostra politica a pensare al futuro dell’Italia, e ai giovani. In particolare, dice Bagnasco, «bisogna restituire loro il lavoro», che oggi non c’è e, con esso, viene meno la stessa possibilità di un’esistenza dignitosa. La manovra di correzione dei conti – annunciata ben prima della crisi della Grecia e dell’euro che giungono come angeli della provvidenza per il ministro dell’Economia che non sapeva più come giustificare una richiesta di sacrifici che serviva ad aggiustare una gestione del bilancio che non era stata, contrariamente a quanto si diceva, lineare e priva di sbavature – non è in grado di rispondere direttamente a questo richiamo dei vescovi, del quale si dovrà occupare la nostra politica subito dopo. Tuttavia, a seconda di come sarà modulata, può dare o non dare un po’ di respiro a quelle famiglie che costituiscono, oggi, anche l’unica rete di protezione dei giovani che si ritrovano, al momento, disoccupati o sottopagati e non in grado di sostenere da soli la propria (eventuale) condizione familiare. Il nostro giornale ha fatto con Marianna Madia la propria proposta, il cui accoglimento da parte del governo ci metterebbe peraltro nel solco degli altri esecutivi (di destra) europei. Evitato di colpire (con ancora maggiore durezza) i giovani senza lavoro, un minuto dopo la nostra politica si metta a costruire il futuro dell’Italia. Una sollecitazione che – lo sappiamo meglio di qualunque altro – difficilmente potrà essere raccolta da questo governo e da questa (attuale) nostra politica autoreferenziale, ma noi continuiamo ad avanzare le nostre proposte. In piena sintonia con il presidente della Cei. Il racconto invece di Finelli della giornata, con anche tutto il dibattito sul ddl intercettazioni, all’interno.

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L’editoriale. Se gli intellettuali tornano a tuonare di C. Alicata

novembre 15, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Ieri dalle pagine di “Repubblica” Roberto Saviano si è rivolto al presidente del Consiglio per chiedergli di rinunciare al ddl sui processi brevi, che rischia di trasformare il diritto in uno «strumento per i potenti», secondo l’autore di “Gomorra”. Oggi la scrittrice collaboratrice del giornale della politica italiana e de l’Unità commenta per il Politico.it la scelta di Saviano interpretandola come - o augurandosi che sia - il primo segnale di un ritorno degli intellettuali all’impegno politico. E l’editoriale della domenica è il pretesto per un excursus storico sul rapporto tra la figura e la politica italiana, e sulla sostituzione dell’intellettuale, negli ultimi anni, da parte di «nani e ballerine». Uno spunto polemico, come in tutti i pezzi di Alicata, che non mancherà ancora una volta di fare discutere. E riflettere. Buona lettura. Read more

Il ritratto del personaggio della settimana LA FILOSOFIA DI SCALFARI di Luca Lena

ottobre 16, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Affresco del venerdì dedicato oggi al fondatore di Repubblica e al suo confronto-scontro, dalle pagine dei due quotidiani, con il direttore del Corriere Ferruccio de Bortoli. Scalfari che sarebbe intervenuto, scrive Lena, non tanto per mostrare «gli effetti di ingerenze viziose e omertose tra politica e giornalismo, quanto per ribadire la scarsa professionalità morale del direttore del Corriere di fronte a tale affondo politico. Una guerra di uomini, dunque, non di giornalisti». Sentiamo. Read more

Settegiorni. Tremonti, Scalfari, De Bortoli e il Tg2 di Mario Adinolfi

ottobre 13, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il momento del giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione Franceschini al congresso. Il «siluro» de “il Giornale” che stamattina svela una lettera compromissoria, rispetto all’integrità berlusconiana, del ministro Tremonti rivelandone le ambizioni di successione, apre la rubrica di oggi di Adinolfi. E’ un momento di grande tensione per il nostro Paese. Lo dimostra anche il confronto-scontro a distanza tra il fondatore di “Repubblica” e il direttore del “Corriere”, che giustifica agli occhi del premier la linea del proprio giornale prendendo le distanze dagli attacchi «faziosi» che si capisce attribuisca, tra gli altri, alla stessa “Repubblica”. Scalfari risponde segnalando che la deriva che sta prendendo la democrazia italiana è tale e grave, e i giornali italiani dovrebbero avere il coraggio di quelli esteri nel denunciarla. Su questo punti due e tre. Poi tuttodalema: l’intervista «simpatizzante» di Diego Bianchi, i sostegni da destra a Bersani-D’Alema, le domande che «avrei fatto» all’ex presidente del Consiglio al posto di Zoro e, infine, un duro affondo all’ex segretario del Pds. Buona lettura. Read more

Diario politico. De Bortoli al “Corriere”, Riotta lascia il Tg1 per il “Sole 24 Ore”

marzo 30, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Lorenzo Castellani. La giornata si ”compie” sul finire con il doppio avvicendamento alla guida di “Corriere” e “Sole”. Ferruccio De Bortoli torna sulla poltrona che aveva occupato dal ’97 al 2003 sostituendo ancora una volta Paolo Mieli, che termina il proprio mandato. Il successore di De Bortoli sulla poltrona di direttore del quotidiano di Confindustria è invece l’ex direttore del Tg1, che lascia quindi la guida del primo telegiornale italiano alla vigilia, presumibilmente, delle nuove nomine in Rai. Vi dovevamo la doppia notizia, che è di pochi minuti fa. Ma nel racconto della giornata partiamo dalle accuse di Franceschini al Governo di non riservare abbastanza fondi alle forze dell’ordine per poi sentire cos’ha detto Fini (che ha citato, tra l’altro, la frase di John F. Kennedy sull’impegno civile) e tornare al segretario del Pd, che lancia una sfida a Berlusconi verso le Europee. Sentiamo. Read more

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