Top

Diario politico. Fini:”Qui sto e qui resto” e Berlusconi gli fa eco: ”questo governo è saldo”. Bossi non è dello stesso avviso:”O Berlusconi e Fini si parlano oppure è rottura” e Bersani rincara: ”momento politico cruciale. La maggioranza faccia atto di responsabilità”

luglio 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ecco, cari lettori, il nostro quotidiano appuntamento con il Diario Politico. L’edizione di stasera, curata da Ginevra baffigo, apre con l’intervento del presidente della Camera che ‘riconferma la squadra’, in una giornata in cui i due fondatori del Pdl sembrano essersi scambiati, nuovamente, i reciproci voti di impegno e militanza sotto la stessa effigie. Non si direbbe dello stesso avviso il leader della Lega, che pronostica piuttosto la rottura in seno al partito di maggioranza, pur sventando il rischio di un prematuro ritorno alle urne. Gli attriti in casa Pdl in effetti non mancano neanche in questo mercoledì, che nelle parole di Berlusconi e Fini si direbbe di riconciliazione. Sull’inchiesta P3 prosegue infatti il contenzioso fra Verdini e Bocchino. Ma anche l’ultima versione del ddl intercettazioni riapre le dispute fra le due componenti del Popolo della Libertà: Berlusconi ne intima il ritiro, mentre dalle file dei finiani si esulta. Infine troviamo le parole del segretario del Pd, che quest’oggi, in un lungo intervento alla Camera, fa un’interessante proposizione di intenti. Buona lettura, qui sul Politico.it. Read more

***Il commento***
CUCU’, LA LEGGE-BAVAGLIO NON C’E’ PIU’
di GAD LERNER

luglio 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Con l’emendamento che accoglie, di fatto, la proposta del presidente dell’Anm Luca Palamara di istituire un’udienza-filtro nella quale decidere cosa, del materiale intercettato, è di interesse pubblico e può essere diffuso e cosa no, la maggioranza fa dietrofront e manda in soffitta i propositi di far calare un velo di omertà sugli scandali che la cricca compie alle nostre spalle. Una vittoria dell’onestà e della responsabilità della nuova destra che sta emergendo nel nostro Paese, o meglio sta risorgendo dopo il quindicennale dominio berlusconiano dalle “ceneri” della grande destra nazionale di Giorgio Almirante. Una vittoria dell’opinione pubblica, adeguatamente motivata dalla nostra categoria. Una vittoria anche del giornale della politica italiana, che per primo denunciò i rischi che il ddl intercettazioni avrebbe comportato innanzitutto per la nostra sicurezza – molto prima che cominciassero le campagne degli altri grandi quotidiani – e che in queste settimane ha continuato ad informare su ciò che l’approvazione della legge avrebbe comportato per tutti noi, anche direttamente e concretamente. Chi perde? Nessuno. Perché un Paese nel quale le azioni illegali possono continuare ad essere scoperte è un bel Paese per tutti. Anche, pure se non lo sanno, per coloro che quelle azioni continuano a tentar di compiere. Il commento, all’interno, del conduttore de L’Infedele. Read more

Ed ecco anche una seria alternativa a ddl “Udienza-filtro stabilisca cos’è rilevante” Garantito equilibrio privacy-informazione

luglio 13, 2010 by Redazione · 2 Comments 

La proposta è del presiden- te dell’Anm, Luca Palamara: «Le parti si incontrino e decidano cosa, del materiale intercettato, ha a che fare con l’indagine, e dunque cosa può essere pubblicato e cosa no». In questo modo si garantisce il diritto alla privacy – che vale certamente quando ciò che si dice non è di interesse pubblico – ma anche il diritto all’informazione – che prevale se ciò che si dice riguarda la cosa pubblica e configura profili di inopportunità o, peggio, di illegalità – Una soluzione onesta e responsabile, che non può che incontrare il consenso di tutte le persone oneste e responsabili. Chi si ostinasse a rifiutare anche questo, semplicemente non vuole che nel nostro Paese i crimini vengano a conoscenza di tutti noi e desidera (che si possa) fare e disfare alle nostre spalle senza che noi lo possiamo sapere. Il servizio, all’interno. di GIULIA INNOCENZI Read more

Persino l’Onu boccia il ddl intercettazioni ‘Missione in Italia per la libertà di stampa’ Ecco tutto ciò che non avremmo saputo

luglio 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Se la cosiddet- ta legge bavaglio venisse approvata, «può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione da voi». A dirlo non è né un esponente dell’opposizione né un illiberale di sinistra; è un portavoce dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, preoccupato per la deriva che la democrazia rischia di prendere dopo il 29 luglio, quando il ddl passerà in discussione alla Camera. Ma perché, e ci rivolgiamo in particolare ai nostri lettori che ancora non ne sono convinti, tutto il mondo democratico ritiene di intervenire per cercare di fermare una legge che in fondo, praticamente, non lo riguarda in modo diretto? Lo fa per una reale preoccupazione proprio per quella stessa libertà brandita da chi tenta di difendere la legge, messa in discussione da una limitazione della libertà di stampa (se non siamo a conoscenza di tutto, siamo meno liberi, perché le nostre decisioni sono figlie di una visione “selezionata” da altri che determina le nostre “scelte”), e per il rischio che la criminalità, più o meno organizzata, più o meno “politica”, possa dilagare a discapito e a spese di tutti noi. Le ultime vicende tra politica e giustizia venute a galla in questi giorni, ad esempio, se la legge bavaglio fosse stata in vigore non sarebbero state portate alla nostra conoscenza, e sia il tentativo di influenzare le decisioni e persino le nomine dei giudici – quindi altro che legge uguale per tutti – sia la connivenza con l’ndrangheta, per cui alcuni nostri rappresentanti favorivano la criminalità organizzata con i nostri soldi a discapito delle nostre libertà, sarebbero potute bellamente proseguire, alle nostre spalle. Per chiarirci ancora meglio le idee, ricostruiamo le due vicende e il ruolo, nel loro disvelamento, dello stru- mento delle intercettazioni. di STEFANO CATONE Read more

Diario. La “casta”? Ve la siete voluta voi Primo: in Sardegna eversione-corruzione Ma avete sprecato l’occasione (di) Soru E poi un’altra legge per fermare processi Votate (solo) l’onestà e la responsabilità

luglio 9, 2010 by Redazione · 2 Comments 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. E’ la giornata giusta: (altri) giornalisti italiani scioperano per evitare che il ddl intercettazioni neghi ai cittadini il diritto di essere informati su ciò che viene fatto alle nostre spalle e a nostro danno. Negando così ai cittadini il diritto di essere informati sugli sviluppi dell’inchiesta sull’eolico sull’isola che porta alla luce una superloggia che avrebbe trafficato, oltre che per ottenere appalti per sé, anche per corrompere giudici e piazzare Cosentino alla guida della Campania. E – tempismo (a rovescio) non casuale – sulla norma ad personam scoperchiata dalla brillante capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti (ecco qualcuno da valorizzare, Democratici; nella foto) che comporta, tra il resto, la sospensione di sei mesi del processo Fininvest-Cir. Ovvero, negando così ai cittadini il diritto di essere informati su ciò che è stato ancora una volta fatto alle nostre spalle e a nostro danno. Il giornale della politica italiana offre ai propri lettori la visione d’insieme che non dovrebbe mai mancare nella lettura delle vicende della nostra politica. Così come non dovrebbe mancare nell’impostazione del futuro del nostro Paese. il Politico.it continuerà ad essere qui, ad assicurarla a voi, care lettrici, cari lettori, che volete capire cosa davvero sta accadendo nella nostra politica e contribuire a costruire, in modo insieme alto e concreto, sostenibile, il futuro dell’Italia. L’ampio e dettagliato racconto di queste vicende e molto altro, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Libertà di stampa, la ‘piazza’ fu opportuna Governo ‘forza’: ddl va in aula il 29 luglio Se Minzo apre la strada all’info di regime Ma ora Berlusconi si avvicina al tramonto

giugno 30, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Ricordate? Era il 3 ottobre e il Paese libero e democratico scese in piazza per avvertire che la libertà di informazione (o meglio l’informazione libera: era questo il senso di un “titolo” che rappresentava solo un’efficace sintesi comunicativa) era in pericolo. Sul giornale della politica italiana si aprì un dibattito tra i lettori che lo condividevano e quanti, tra i sostenitori della maggioranza, negavano che in Italia ci fosse (stato?) un regime. Ma nessuno tra i commentatori moderati che pongono la questione ha mai sostenuto che nel nostro Paese non ci sia già più libertà di stampa; il punto è che gli spazi si sono ridotti tantissimo e, quel che è peggio, questo dichiara l’intenzione di una ulteriore riduzione/limitazione. La cosiddetta (ma fino ad un certo punto) legge bavaglio va, com’è chiaro, proprio in questa direzione. Oggi la stretta sui tempi per cui il ddl tornerà in discussione prima della pausa estiva. «Un puntiglio», chiosa il presidente della Camera, che aveva sostenuto l’esistenza di ben altre priorità rispetto alla discussione della legge sulle intercettazioni, e giudica l’accelerazione «irragionevole». In realtà la ratio (?) c’è ed è chiara: far sparire al più presto tutti i riferimenti agli affari e alla cricca che, oltre a costituire un problema per i sodali del premier, spingono lo sgretolamento del sistema di potere sul quale si regge questo andazzo. Il giornale della politica italiana è il giornale di tutta la nostra politica. Onesta e responsabile. E continuerà a fare la propria parte per stoppare questa deriva e restituire al nostro Paese un arco costituzionale (veramente tale in tutti i sensi). Massimo Donadi fa il punto sulle intenzioni del governo e annuncia la reazione dell’Italia dei Valori. Solo su il Politico.it. Read more

Berlusconi-Fini, il redde rationem sul ddl Il premier: “Ok alle modifiche, ma subito” Finiani: “No, (nostre) priorità sono altre” Deciderà il (prossimo) futuro dentro il Pdl

giugno 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana lo ha scritto ancora una volta per primo: la cosiddetta legge-bavaglio segna uno spartiacque tra un prima e un dopo nel confronto-scontro tra i due co-fondatori del Pdl, un prima aperto dalla lite alla direzione na- zionale e un dopo pieno di insidie per tutti (i protago- nisti in campo). Oggi il presidente del Consiglio rassicura un militante in rete: «Non permetterò che si rompa l’unità (del partito) intorno al suo leader». Una rassicurazione che suona come una minaccia per i finiani. Che conducono la loro battaglia – che nella logica plebiscitaria del Cavaliere mina quell’u- nità – per rinviare la discussione (e le modifiche) sul ddl intercettazioni a dopo l’estate. Come chiesto anche dal presidente della Repubblica. Apriamo dunque facendo il punto con Nicolò Bagnoli.        Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Il disagio dei (giovani) “compagni”

giugno 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Giulia, i nostri lettori più affezionati – ma ovviamente non solo – lo sanno bene, si fece conoscere candidandosi alla guida dei Giovani Democratici e ottenendo un grande risultato nono- stante non avesse con sé neppure un pezzetto di apparato. E tutt’oggi guarda da vicino all’esperienza – fallimentare, ed è un nostro giudizio – del movimen- to giovanile del Pd. E’ dunque una delle voci che ha maggiore senso ascoltare oggi che il dibattito interno ai Democratici si svolge sull’asse GD (o, meglio, cinque di loro: nel pomeriggio sono arrivate smentite da parte degli organismi del movimento circa un loro diretto coinvolgimento nella vicenda)-Bersani sul tema, come abbiamo raccontato e commentato stamane, dell’uso di “compagni” come appellativo tra le persone che si riconoscono nel partito. E l’opinione di Giulia è che sarebbe, per così dire, politicamente più maturo essere portati a fondare il proprio disagio su altre questioni di maggiore urgenza per il Paese. Sentiamo.            Read more

Adesso Berlusconi tentato di lasciare (?) Ora non molla per non “fare vincere” Fini Che sulla bavaglio alza ancora l’asticella Ma destra non dimentichi suo garantismo

giugno 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il ddl intercet- tazioni, lo abbiamo scritto qualche mese fa, è una delle prove che possono decidere il futuro della maggioranza. Ci torneremo nelle prossime ore, ma la nomina di Brancher a ministro – oltre a risolvere poco onestamente i suoi problemi giudiziari – appare anche come una nomina ad mediationem, ovvero Brancher svolgerà anche una funzione di - definizione del nostro Pietro Salvatori – ministro alla mediazione nel governo. E proprio la nostra prima firma per il centrodestra ci racconta cosa sta succedendo, a questo proposito, intorno alla cosiddetta legge bavaglio. Sulla quale appunto si sta spalancando quella divisione aperta ufficialmente dallo scontro in direzione nazionale. Ma è, prima di tutto, una questione di fondo. In gioco c’è, a questo punto, uno dei (pochi) fondamenti culturali del centrodestra italiano: il principio liberale per cui lo Stato non deve intromettersi (troppo) nella vita dei suoi cittadini. La ricostruzione di Salvatori.           Read more

Quando sinistra era a favore del bavaglio 08, Veltroni: ‘Divieto assoluto pubblicare’ Oggi invece tutti all’attacco del governo Liberali, sì. Ma solo a corrente alternata?

giugno 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Campagna elettorale per le politiche che sarebbero poi state vinte dal centrodestra, l’allora leader del Pd e candidato premier del centrosinistra lo ha ripetuto per tutte e 110 le province (va detto, a onor del vero, che l’ex sindaco di Roma non è intervenuto nel dibattito di queste settimane). Ma non è il solo. Anche Prodi era contrario alla diffusione dei testi: «Non dimostrano nulla». Ma il caso più eclatante è quello di Franceschini, che oggi parla di «battaglia durissima» contro il ddl intercettazioni, ma nel 2007 considerava la pubblicazione «contraria ai diritti civili delle persone». Erano i mesi della telefonata di Fassino a Consorte, di cui poi si sarebbe saputo il presidente del Consiglio sarebbe venuto in possesso per primo della registrazione. Che poi fu pubblicata dal Giornale. Cosa per la quale oggi il premier viene accusato di tenere alla libertà dei cittadini solo quando suoi sodali. Ma a quanto pare anche i Democratici hanno lo stesso atteggiamento. E’ questa l’onestà e la responsabilità della nostra politica? Ce ne parla Pietro Salvatori. Read more

***Diario politico***
NASCE L’ASSE BOSSI-FINI
di GINEVRA BAFFIGO

giugno 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono (tra loro) agli antipodi della politica italiana. La coperta corta della maggioranza governativa. Ma se il presidente della Camera è oggi l’avamposto moderno ed europeo della nostra destra, il leader della Lega è (tra i suoi) l’uomo del dialogo (e da qualche tempo è nata una simpatia personale e politica con Giorgio Napolitano). Ieri i due si sono incontrati. E hanno deciso di porre un argine alle tentazioni di fuga in avanti, (intanto) sul ddl intercettazioni, del presidente del Consiglio. Ci racconta tutto, in questo bel pezzo, la nostra vicedirettrice. Read more

Ddl intercettazioni, vince la Resistenza(? Il premier: ‘Si può discutere a settembre’ Ora Fini fa valere la propria golden share E poi assicurerà le modifiche (con Bossi)

giugno 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il leader della Lega apre alla discussione sugli emendamenti. Cavaliere isolato. E, alla fine, cede. Ieri la tentazione di una forzatura fino al punto di uno scontro istituzionale con il presidente della Repubbli- ca in caso di respingimento del ddl. Con, sullo sfon- do, l’ipotesi-showdown. Il racconto, in questo Diario speciale, è di Ginevra Baffigo e Carmine Finelli. Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Marzulliamo

giugno 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è l’unico grande quotidiano in grado di proporre il filo di una narrazione nel corso di una o più giornate. Questa settimana abbiamo scritto del presidente della Camera e del suo atteggiamento rispetto al ddl intercettazioni. Abbiamo visto con Pietro Salvatori che la partita è tutta interna al Pdl. E contemporaneamente (ri)scoperto ieri un Fini per il quale (sulla cosiddetta legge-bavaglio) non è ancora (stata) detta l’ultima parola, che vuole essere (idealmente) lui a pronunciare favorendo ulteriori modifiche nel corso del passaggio alla Camera. E (anche) per questo il Politico.it ha rilanciato una prospettiva aperta per primo dal nostro direttore su una possibile, futura (parte della) politica italiana fondata sull’onestà e la responsabilità nella quale non ci siano distinzioni tra destra e sinistra, ma un ideale orientamento a fare solo il bene del Paese, l’interesse (nello stesso momento: è possibile, se non si confonde interesse con interessi) di tutti gli italiani. Oggi Giulia – in una prosecuzione del nostro “racconto” – nota un passaggio dell’intervento di Fini e ce lo segnala: un passaggio nel quale l’ex leader di An si «fa una domanda e (contemporaneamente) si dà una risposta»: «Perché stringere i tempi di approvazione del ddl prima dell’estate – si chiede retoricamente il capo di Montecitorio – come se ci fosse un nemico da combattere?». Giulia. Sentiamo. Read more

Bavaglio, Fini: ‘Alla Camera garantisco io’ Provocazione: ex An con Democratici (?) Sarubbi: “Sì, le compatibilità sono molte” Non chiedetegli però oggi di fare cadere In futuro sono possibili più convergenze Questa l’Italia degli onesti e responsabili

giugno 14, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana, i nostri lettori lo sanno bene, guarda al futuro. Per l’immediato la prospettiva auspicabile, lo abbiamo scritto più volte, è un bipolarismo maturo, che scivoli progressivamente nel bipartitismo. Più in là, le forze oneste e responsabili – che il bipolarismo-bipartitismo avrà ulteriormente teso a selezionare – di questo Paese possono ritrovarsi naturalmente al di là delle loro provenienze novecentesche. E’ lo spiraglio che apre il deputato del Partito Democratico dalle nostre colonne. E contemporaneamente, scrive Sarubbi, non ha senso chiedere all’ex leader di An di fare cadere – salvo accelerazioni-(ulteriori) svolte impreviste – un governo del quale, come ha scritto sabato anche Pietro Salvatori, è parte integrante. Quelle di un Fini in (tale) rotta di collisione con il premier, scrive ancora l’ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine”, erano «illusioni» generate da un sistema dei media che mette in risalto (come ha ripetuto anche Fassino a Cortona) «l’uomo che morde il cane», al di là dei (suoi) contenuti. E dunque oggi non ha senso parlare di «delusione». Il giornale della politica italiana continua la sua indagine sulla (comunque esistente) linea di frattura interna alla maggioranza (anche) dopo l’approvazione del ddl intercettazioni e vi propone, come sempre, uno sguardo sul futuro. Read more

La lotta sottotraccia del “compagno” Fini Sulla bavaglio porta a casa compromesso E adesso frenerà il premier sulle riforme Salvatori: ma gioca la partita dentro il Pdl

giugno 12, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Ieri il coro della destra italiana che non si riconosce nella leadership di Berlusconi – per come si traduce nei fatti – richiamava, dalle nostre colonne, il presidente della Camera ad un maggior impegno di contrasto a cominciare dal, per loro, non sufficiente risultato ottenuto nella riformulazione del ddl intercettazioni. Qua e là le critiche – anche molto aspre – di esponenti vicini all’ex leader di An. Ma, a cominciare dalla implicita richiesta di contropartita di Fini al presidente del Consiglio dopo il placet alla cosiddetta, appunto, legge-bavaglio – una maggiore attenzione alle proprie istanze sul tema della eventuale riforma della Costituzione – la “lotta” del capo di Montecitorio è, una volta di più, del tutto organica alla dialettica interna al partito. Il che esclude, tra l’altro, la possibilità di strappi (salvo, naturalmente, eventuali situazioni eccezionali). Ci racconta come stanno le cose la nostra grande firma per il centrodestra, Pietro Salvatori. Read more

Diario politico. Presidente, (ora) non firmi Se ddl può pure essere cambiato (prima) Ma se passa (così) resta una sola strada Prodi: “Sì, vogliono controllare il Paese” Le derive vanno fermate (finché si può)

giugno 11, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. C’è il passaggio alla Camera, e tutto può ancora accadere. Un barlume di speranza (della quale tuttavia abbiamo imparato a diffidare, e per questo diremo ciò che stiamo per dire) lo offre ancora Gianfranco Fini, sia come presidente di garanzia del ramo del Parlamento che ha il compito di vagliare per ultimo e di approvare, eventualmente, definitivamente il provvedimento, sia come leader della destra matura, europea, che vive sottotraccia a questa maggioranza, minoranza nei gruppi parlamentari, non si sa quanto (davvero) nel Paese, perché ad essa possono essere iscritte ragionevolmente personalità come Beppe Pisanu e Marcello Pera e questa destra non coincide affatto con i (più o meno angusti) confini dell’ex An. E dunque stiamo a vedere. Ma se il provvedimento dovesse passare così come è stato definito al Senato, ci sarebbe una sola cosa da fare: Giorgio Napolitano dovrebbe rimandarlo alle Camere. Assumendosi la responsabilità di tutto ciò che questo potrebbe comportare. E, anzi, (anche) proprio per questo. Il provvedimento non «ci mette alla pari alle grandi democrazie europee», contrariamente a quanto sostiene il ministro Bondi, e non è quanto di necessario si poteva (ulteriormente, perché esistono già norme in materia) e forse doveva fare «a tutela della privacy», come dice il ministro Alfano, ma qualcosa di molto più grande e di cui conosciamo le sicure conseguenze: mani libere alla criminalità, di qualunque rango essa sia. E un provvedimento del genere non può che tradire la Costituzione materialmente, perché nega la sicurezza, la giustizia e la libertà, ma la tradisce probabilmente – non siamo nelle condizioni di esprimere certezze in questo senso – anche formalmente, laddove la Carta parla di diritto alla privacy ma garantendo alla giustizia il pieno diritto-dovere di fare il proprio corso. Dunque ci sono tutte le ragioni per cui il capo dello Stato possa (diciamo possa perché, naturalmente, non ci permettiamo di sindacare sulle sue possibili decisioni) dire di no. E fin qui ciò che è stato sostenuto finora (da Di Pietro) o pensato ma non detto, per non mettere in difficoltà Napolitano (dal resto dell’arco costituzionale che non si riconosce in una legge del genere). Il giornale della politica italiana si assume la responsabilità di fare un passo ulteriore e di dire una cosa in più. Secondo l’ex presidente del Consiglio la strategia di Berlusconi è chiara. E sono gli stessi concetti che abbiamo espressi nei giorni scorsi e nelle scorse settimane. Di fronte a questo, anche alla luce di ciò che ci insegna la Storia, ciò che di peggio un Paese può fare è stare a guardare finché la situazione non sia irrecuperabile. Se dunque dal passaggio alla Camera non dovessero giungere segnali almeno confortanti da parte di Fini, Napolitano dovrebbe non firmare. Non firmare e costringere così la maggioranza o a fare un passo indietro – a cui ne potrebbero seguire altri, in occasioni successive, di fronte alla stessa fermezza del capo dello Stato – oppure a scoprire le proprie carte, determinando a quel punto un bivio: o le parti sane della destra italiana emergono – anche nelle sedi in cui hanno il potere di incidere sul decorso al quale stiamo assistendo – anche grazie al coraggio infuso da Napolitano e allora la situazione può rientrare anche attraverso successive elezioni; oppure ci sarà uno strappo. Ma quando le condizioni sono ancora tali da garantire una reazione. Dopo, potrà essere troppo tardi. E’ una situazione delicata, ma quale sia la strada che abbiamo imboccato pare fin troppo chiaro. Attendere che la situazione si aggiusti da sé – magari per ragioni “naturali” – è un modo per assumersi la responsabilità di non avere fatto tutto quanto fosse nelle nostre possibilità. Il momento, a nostro modo di vedere, è adesso. Ci pensi la politica italiana. Il racconto, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

La destra: Fini e Napolitano, dove siete?’ Legge-bavaglio, in subbuglio l’area ex An Dossier/ le norme nel resto del mondo
E un dubbio: presidente, perché firma?

giugno 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. Ed è, appunto, il giornale di tutta la nostra politica. In questa duplice chiave, dà spazio, oggi, nel giorno in cui ci si confronta, tra sconcerto e preoccupazione, sul ddl intercettazioni, a chi ha avuto meno risalto in queste ore. E rappresenta, invece, la sensibilità più rilevante per capire come sta la nostra democrazia, e se, e come, potremo reagire a questo colpo inferto alla libertà di tutti. La voce di quella grande parte della destra italiana che non si riconosce nella scelta del governo. La destra indipendente vicina, idealmente, a Gianfranco Fini. Il quale ha vissuto con disagio il passaggio di ieri. Ma, dopo la mediazione precedente la formulazione del ddl, non ha più mosso un dito. Su questo torneremo nelle prossime ore. E’ un tema cruciale perché c’è un’intero mondo, invece, che avrebbe voluto dal suo leader una presa di distanza, e magari un’assunzione di responsabilità nel momento più controverso dell’azione di governo. Maurizio Guarino, presidente della principale associazione della destra ex An, interviene su il Politico.it per rispondere a Gasparri che aveva parlato di un Pdl compatto nel sostegno al provvedimento. E gli fa sapere che la destra non ci sta. Con questo, il giornale della politica italiana avvia questa forma di interazione e di collaborazione con il movimento della destra proponendo anche un pezzo di Enrico Sturman e Daniele Ricciardi, responsabili di dipartimento di Destra razionale, che studia lo stato dell’arte sulle intercettazioni nel resto d’Europa e non solo. Soltanto in Repubblica Ceca è in vigore una legge definita «museruola», che può essere paragonata a quella italiana. Infine, dalla destra un appello (implicito) a Fini ma anche al presidente della Repubblica: perché, scrivono Sturman e Ricciardi, Napolitano annuncia l’intenzione di firmare il ddl nonostante la palese violazione della Costituzione materiale del nostro Paese? La destra, dunque, dalle colonne de il Politico.it. Sentiamo. Read more

***Il commento***
VUOLE RIDURRE LE NOSTRE LIBERTA’
di GAD LERNER

giugno 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Da tre giorni il condut- tore de L’Infedele dispiega il filo di una narrazione e di una valutazione sul giornale della politica italiana. Qual è il senso profondo delle scelte e dei gesti del presidente del Consiglio. Martedì e mercoledì le offensive nei confronti della Costituzione, oggi l’approvazione al Senato al ddl intercettazioni. Una legge che Ezio Mauro per primo ha definito «contro la libertà: la libertà per i giudici di perseguire i criminali, e per i giornali di fare il proprio mestiere di informare». Anche se, in questo caso, basata sulla necessità particolare (uno) di diminuire un controllo che raggiunge, grazie alle intercettazioni, un livello mai avuto nella Storia (due), e dunque figlia di una situazione eccezionale, la legge che limita l’uso dello strumento e la conseguente informazione può apparire a tutti gli effetti come un primo momento di riduzione della libertà, alla quale, anche in virtù di questo “precedente”, sia possibile far seguire ulteriori smottamenti. Come nel caso della riduzione delle libertà civili attraverso il meccanismo della dichiarazione dello stato di emergenza: lo racconta, e ve ne abbiamo riferito con suo… padre, Sabina Guzzanti nel suo Draquila; la dichiarazione dello stato è lasciata alla totale discrezione del governo, che dunque può, per estensione, limitare le libertà civili in qualunque momento e per qualsiasi pretesto. Un “inizio” dello stesso tipo può essere rappresentato (anche se non offre un meccanismo-automatismo come nel caso dell’emergenza) dal precedente del ddl intercettazioni. In tutto questo non si può non osservare come la motivazione di chi ci governa sia la preservazione di se stesso e, semmai, favorire i propri affari e quelli dei propri sodali: una motivazione anti-ideologica che da un lato dimostra la pochezza e la farsa, appunto, della nostra situazione attuale; dall’altra offre una speranza per il presente (della quale con Marco Rosadi abbiamo imparato a diffidare) ma, contemporaneamente, getta una ulteriore, inquietan- te luce di plausibilità sulla profezia di Veronica Lario: «Non mi preoccupa tanto mio marito, ma chi verrà poi». Il commento di Lerner dunque. Sentiamo. Read more

Criminali posson dormire sonni tranquilli C’è il “sì” del Senato al ddl intercettazioni Finocchiaro: ‘Iniziata la fine della libertà’

giugno 10, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Passa a palazzo Madama la legge che limita fortemente l’ascolto delle telefonate da parte della nostra giustizia per l’accertamento dei reati. «Non volete controllo, la privacy è l’ombra nella quale continuate a fare i vostri affari», è la sintesi della presidente dei senatori Democratici inusual- mente efficace. Una scelta, quella del centrodestra, volta ad evitare che fenomeni di malcostume e, peggio, di illegalità che coinvolgono, ahinoi, anche “protagonisti” (si fa per dire) della nostra politica e comunque loro sodali, possano essere scoperti: da oggi agire alle spalle di tutti noi, da parte della cricca, da parte della Casta (e – purtroppo – non solo), sarà più facile. Il servizio, all’interno, di Stefano Catone. Read more

***Diario politico***
IL PREMIER E LA COSTITUZIONE
di GINEVRA BAFFIGO

giugno 10, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nostra vicedi- rettrice firma l’edizione di oggi del Diario ancora dedicata alle dichiarazioni del presidente del Consiglio, che conosciamo per intero, e alle quali scopriamo le reazioni del resto della nostra politica. Poi il ddl intercettazioni, che arriva oggi, giovedì, al Senato per la fiducia, sulla cui apposizione esplode la polemica. Infine, il videomessaggio di Santoro a Berlusconi: «Una tivù un po’ fascista quella basata sul conformismo. Per “sconfiggere” un talento – dice il conduttore di Annozero – non servono le elezioni, ce ne vuole uno più bravo». Il racconto. Read more

***Il commento***
E’ COSI’: MIRA AL POTERE SENZA GOVERNARE
di GAD LERNER

giugno 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La denun- cia del giornale della politica italiana dopo le dichiarazioni di stamattina del premier sull’”intralcio” rappresentato – a suo dire – dalla Costituzione all’azione di governo, di un Berlusconi che da 16 anni «mira al consolidamento del suo potere mentre gira al largo dai problemi reali del Paese», trova il plauso e la sottolineatura del conduttore de L’Infedele. Che dice la sua nel solco scavato da noi portando tutta la propria (ulteriore) autorevolezza. Lerner dunque. Eccolo. Read more

Diario politico. Il giornale della modernità Settis: ‘Solo noi tagli università e ricerca Si investa 1% del Pil e assunzioni giovani’ Il Pd: ‘Pensione prof. anticipata a 65 anni’ Noi andiamo oltre: cambiare prospettiva

giugno 5, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. L’ex direttore della Scuola Superiore Normale di Pisa, ospite di Otto e mezzo, rilancia in chiave propositiva le critiche per le riduzioni degli investimenti nella cultura da parte del governo. «C’è la crisi e si comincia a tagliare da qui – dice – ma gli altri Paesi fanno il contrario: è con l’università e la ricerca che si acquisisce competitività». Strutturalmente. E in progressione. Parole che i nostri lettori hanno ascoltato molte e molte volte – prima, o piuttosto che altrove – su queste pagine. Il giornale della politica italiana, lo abbiamo scritto più volte, è il giornale dell’università e della ricerca; non dei ricercatori, perché non è una difesa di categoria ad interessarci. Dell’università e della ricerca come punto di riferimento e motore per consentire al nostro Paese di non pagare lo scotto dell’esplosione economica di Cindia e, anzi, di rilanciare e di mettersi sulla strada per tornare ad essere grande e, nel tempo, ancora una volta nella Storia la culla della civiltà. Anche i Democratici sono dell’avviso di Settis, ma a loro in particolare, più che al professore, rimproveriamo mancanza di coraggio e di visione: le piccole misure, i singoli interventi, le “toppe” sono sacrosanti, ma per tornare a fare grande l’Italia – e per consentire al Pd di fare di questa che è una sua battaglia naturale un vero e proprio cavallo di battaglia, forse il cuore di quella «narrazione» di cui parla Vendola che consiste nell’offrire agli italiani un’idea di futuro – ci vuole un disegno complessivo, nel quale la cultura non sia una voce di bilancio ma IL bilancio. Il centrosinistra imposti una nuova, grande prospettiva nella quale la cultura (ai livelli più alti; e la formazione) sia di/il nuovo pane quotidiano. L’università e la ricerca vertice di un nuovo sistema economico fondato sull’innovazione e la produzione delle idee, la formazione permanente chiave per risolvere i problemi legati all’attuale precarietà del (e mancanza di) lavoro e per innestare una rivoluzione culturale che consista nel porre al centro della nostra vita lo studio, ai vari livelli (scolastico, universitario, scientifico ma anche preparatorio a – sempre – nuovi e più avanzati lavori), anche grazie ad una trasformazione del Grande Educatore – la televisione – di nuovo in un mezzo pedagogico e in grado di contribuire a fare tornare a pensare, a stimolare il senso critico, risuscitare fame di conoscenza. Il giornale della politica italiana offre tutto questo a chi, nella nostra politica, avrà la saggezza di farla propria. Il destinatario naturale sarebbe il centrosinistra, ma il coraggio per una rivoluzione del genere, al momento, non sembra essere nella disponibilità di Bersani e co.. E forse nemmeno dei suoi possibili successori. Potrebbe essere nella disponibilità invece della destra di Gianfranco Fini, che parla più di tutti – insieme a Marino – un linguaggio di modernità. Una cosa è certa: prima facciamo, più possibilità abbiamo di farcela. E di essere tutti qui insieme, tra qualche anno/decennio, a festeggiare un’Italia tornata al centro del mondo. Il racconto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario. E dopo Annozero il dibattito è qui Bersani: ‘Manovra figlia errori governo’ Guardate infatti il Pil con i vari esecutivi Tremonti riconosca le proprie ‘mancanze’ L’opposizione però sostenga l’impianto Nello specifico è una finanziaria di parte

giugno 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Su Raidue il confronto tra il leader Democratico e il ministro dell’Economia. Che nega qualsiasi responsabilità sua o del governo per il cattivo andamento dei conti, che ha imposto appunto la manovra correttiva. Noi denunciammo per primi che Tremonti non la raccontava giusta, quando ancora il Pd partecipava al coro di elogi. Ora Bersani si accorge: meglio tardi che mai. Il capo di via XX Settembre riconosca che si doveva e poteva fare di più e meglio, sia nella stessa azione di contenimento del deficit, sia per lo sviluppo (come detto completamente assente anche da questa finanziaria; ne abbiamo parlato martedì). I dati che ci mostra theHand, tributando un giusto riconoscimento a Romano Prodi, sono lì a dimostrarlo (anche se è vero che le ultime due legislature di centrodestra sono coincise con i momenti più acuti delle difficoltà dell’economia mondiale). Onestà, dunque. Contemporaneamente, il giornale della politica italiana chiede al centrosinistra di assumersi le proprie responsabilità in un momento delicatissimo per il nostro Paese: il segretario del Pd vuole che tutto questo sia subordinato all’ammissione da parte di Tremonti, ed è giusto, ma i Democratici hanno alzato le mani in segno di resa tante volte quando non era né necessario né opportuno (ed è per questo che oggi sono nella condizione – di subordinazione – in cui sono e il Paese non vede, come ha scritto oggi Crespi, alcuna alternativa); non è precisamente il confronto sulla finanziaria l’occasione in cui mettersi a fare la voce grossa (non su questo, mentre si riprende o continua a fare su tutto il resto). Responsabilità, insomma. Se le due cose – l’onestà di Tremonti; la responsabilità del centrosinistra, che peraltro, va detto, in questo caso non mancherebbe e non sarebbe mai mancata – vanno insieme, l’Italia ricomincia ad essere un Paese normale e fa un passo lunghissimo in avanti verso la risoluzione dei propri problemi prima e (quindi) una (forte) ripartenza poi. Ciò non impone un placet dell’opposizione per ciò che riguarda i contenuti della manovra: come dice anche la protesta di oggi dei magistrati, che minacciano uno sciopero nazionale, il modo in cui vengono ricavati i 25 miliardi necessari a vararla (leggi: i tagli e i contenimenti) risponde agli interessi della parte di Paese che il centrodestra, al momento, rappresenta. Questa finanziaria è dunque in primo luogo la finanziaria di una parte degli italiani, e peraltro quella più ricca, che meno avrebbe bisogno di questo livello di “attenzione” nei propri confronti; il tutto a discapito, naturalmente, di quella più povera che si dovrà invece sobbarcare – anche in termini di mancata ripartenza per l’assenza di risposte per lo sviluppo – il peso della correzione. Nella migliore delle ipotesi (e questo la dice lunga), e vale naturalmente soprattutto per ciò che riguarda i tagli alla giustizia, si può parlare di manovra ideologica. Non esattamente ciò che rimanda all’ideale di un Paese nel quale la (nostra) politica agisca nel solo interesse di tutti (gli italiani), superando i cartelli di rappresentanza di specifici interessi e lasciando alle spalle le motivazioni parziali e le lotte di classe, che ormai si perpetuano solo a livello di classe dirigente (che rischia però, così facendo, di riaccenderle nel Paese, come ancora una volta abbiamo denunciato noi per primi, con Lerner). Il racconto, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. Festa alla Repubblica (?) Zingaretti: “La Lega vuole demolire Italia” 19 maggio, Crespi: “Prendeteli sul serio” Ma Napolitano: “Non fatemi vedere neroGoverno: stop intercettazioni sui servizi Dalla secessione allo “Stato di polizia”(?)

giugno 2, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. E’ stata una giornata a due facce (…), quella di oggi, per il nostro Paese. Da un lato si è rischiato di (vederla) fare davvero, la festa, alla Repubblica italiana. Dall’altra gli anticorpi sembrano ancora, nonostante le “cure” (debilitanti), molto forti. E questo “parla” di una democrazia ormai matura che rende gli sforzi di chi tenta di manipolarla ancora più vigliacchi e immorali per il nostro Paese. Il “senso” (di marcia: è proprio il caso di dirlo – ?) è duplice: da un lato c’è la Lega, come abbiamo detto con Laratta, che vuole «dividere e demolire l’Italia» (parola del presidente della Provincia di Roma e più “spesso” tra i candidati, o papabili, alla futura leadership del Pd). Il giornale della politica italiana ha denunciato la serietà del tentativo, ancora una volta, prima degli altri: prendiamoli sul serio, appunto, scrivevamo due settimane fa; anche perché il ddl intercettazioni, così com’era configurato, e come ora si può sperare che non venga approvato, rischiava di favorire questo tentativo, mettendo il silenziatore a tutte le manovre illecite alle nostre spalle e a nostre spese che potevano (possono) far implodere il sistema. Ma è proprio (ancora) il disegno di legge che mira a rendere molto più difficile l’ascolto delle telefonate da parte della nostra giustizia a (poter) rappresentare il vero piede di porco per far saltare il “banco” (leggi: la nostra democrazia), sul secondo livello sul quale si è insistito oggi e del quale il Politico.it, solo, vi rende (in questo modo) edotti: un vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli appronta imprevedibilmente un emendamento allo stesso ddl che prevede che i nostri servizi, nell’esercizio delle loro funzioni, non possano essere intercettati. Un modo, la definizione è di Di Pietro ma noi condividiamo il senso, per spalancare le porte delle stanze del potere ai servizi (deviati) e, in ogni caso, favorire (appunto) la (ri)fondazione di uno «Stato di polizia». Tutto questo ha un’unica matrice (anti)culturale, sulla quale torneremo nei prossimi giorni: si chiama (determinazione della) mancanza di senso critico, la favorisce l’azione di dispersione culturale del nostro Paese sviluppata da una parte della nostra destra. E prepara il terreno ad involuzioni (di nuovo: anti)culturali che possono andare nel senso della divisione o dell’(ultra)compattamento (illiberale) – che non esclude, comunque, forme di separazione – ma si possono definire in un solo modo: quello che Maurizio Crozza, nella foto, in qualche modo anticipa. Il presidente della Repubblica sia avvertito: meglio vedere (ora), che non poterlo più fare (poi). Il racconto, all’interno, è di Carmine Finelli.                  Read more

Diario politico. Ora in stato confusionale Formigoni: ‘Con tagli il federalismo salta’ Ma ora rischia di far saltare (lui) conti (?) Tremonti imperat. Ma per andare dove? Confindustria: “Manca piano di sviluppo” E il Pd non ha posizione: “Bossi dov’è?”

maggio 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il presidente della Lombardia chiede al governo di rivedere la manovra che porrebbe una pietra tombale sulla riforma. Sia Berlusconi («Non ho ancora firmato») sia Calderoli («I tagli non riguardano i trasferimenti») rassicurano il governatore (e gli ultrà del federalismo). Ma autorevoli analisti avvertono che farla ora metterebbe a rischio la tenuta dei bilanci. Confusione nella maggioranza, dove Tremonti sembra fare il bello e il cattivo tempo, ma senza un piano complessivo nel quale la politica economica venga inserita (e da Confindustria, ripresa dai finiani, arriva infatti l’accusa che nella manovra non ci sono provvedimenti per lo sviluppo, cioè per cui si faccia solo riordino dei conti, ma nemmeno strutturalmente e senza occuparsi di rilanciare l’economia, conditio sine qua fra qualche tempo ci ritroveremo punto e a capo) e senza nemmeno (sembra) un coordinamento e una comunicazione con gli altri ministri e, appunto, con i presidenti di Regione. In questo quadro la questione su se e quanto le Regioni dovranno aumentare le tasse per autosostentarsi passa in secondo piano: dove stiamo andando? Peccato che anche dall’altra parte non se la passino meglio: i Democratici sanno solo, timidamente, insistere sull’apparente fallimento della Lega, come se tutte le teorie sull’opportunità di imparare, anche, dai leghisti si traducessero nella conclusione che per recuperare consenso bisogna contrastare le camicie verdi-e-basta. E la propria iniziativa? E la propria linea sul federalismo? Ormai dalla fine degli anni ’90, quando i leghisti camuffarono la secessione nella proposta-cavallo di battaglia della riforma federalista, inseguono. E raffazzonano soluzioni improbabili e magari anche controproducenti (per il Paese) come la riforma (elettoralistica) del titolo V della Costituzione del 2000. Il tutto nella convinzione che il federalismo sia la chiave per aprirsi le porte del Nord. Ma la gran parte dei cittadini (del nord compreso) sanno in cosa consista questa riforma? Fa davvero guadagnare così tanti consensi professarsi federalisti? In attesa che il Pd si dia una risposta o almeno maturi una posizione chiara e non più di rimessa sul tema, il racconto, all’interno, di Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. ‘Vissuto sopra possibilità’ Ma poi Berlusconi ‘premia’ la rete sociale Legare l’assistenza a nuova produttività

maggio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it, eccezionalmente al mattino per lasciare spazio, ieri, ai commenti di Giulia e Rosadi e all’intervento di Pina Picierno. Il tema è la manovra economica, che facciamo presentare al presidente del Consiglio in tutti i suoi aspetti. Sullo sfondo ciò che Berlusconi aveva già sostenuto nei giorni dell’accordo europeo per salvare l’euro: «Spendiamo troppo per il sociale, che oggi è diventato assistenziale». Poi però il premier sottolinea come a fronte della crisi il nostro sistema abbia retto meglio l’impatto sulle persone. E allora per il futuro la risposta sarà necessariamente un taglio della spesa, ma facendo in modo di non rinunciare al nostro paracadute sociale, fatto anche, come abbiamo scritto più volte, delle famiglie. La chiave, per noi, è legare l’assistenza ad una (nuova) produttività: per il lavoro c’è la formazione permanente, che cancella la disoccupazione e alimenta l’innovazione, producendo ricchezza in modo progressivo e futuribile; per i guasti sociali c’è, ad esempio, il ruolo delle persone anziane, la cui pensione può essere legata ad un loro impegno a sostegno dei giovani (ad esempio nelle famiglie) o ad altri interventi di supporto sociale. Avremo modo di riparlarne. Intanto il racconto della presentazione del premier e di Tremonti, firmato Carmine Finelli. Read more

La riflessione. Cultura politica, la (mancanza di)speranza M. Rosadi

maggio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dopo il grande successo del capo- lavoro sul duello, la grande firma del giornale della politica italiana torna a porci un nuovo tema di cultura politica (e non solo). Che ben si inserisce nei fatti di questi ore. Entrambi quelli raccontati nel Diario (e dopo): la manovra correttiva da 24 miliardi e gli sviluppi del confronto sul ddl intercettazioni. Rosadi parte di (o arriva) qui, ma la sua riflessione vale anche per lo stato dei nostri conti e per il debito. Quando viene meno il senso della necessità, perché si è già (apparentemente) raggiunto il proprio obiettivo o ci si trova di fronte ad una (sempre apparente) prospettiva felice, è quello il momento in cui la Storia comincia a svoltare in negativo. La manovra di oggi è resa necessaria, da ultimo, dalla cattiva gestione dei conti da parte del governo che ha evitato una correzione progressiva e spalmata nel tempo – ricordiamo che siamo entrati nel terzo anno di legislatura – che ci avrebbe scampato (parte de)i sacrifici di oggi. Ma la concausa è la crisi economica la cui radice sta nella governance scellerata dell’economia e della finanza che – ecco il (primo) punto – si è verificata nel momento in cui si è creduto di essere approdati ad un sistema che fosse capace di reggere da solo, e che avrebbe garantito a tutti un benessere stabile. Ma ancora più chiaro è l’esempio della radice del nostro debito: negli anni ’80, all’apice della parabola di crescita del nostro Paese nel dopoguerra, e proprio per questo – quando cioè l’Italia aveva raggiunto una condizione soddisfacente che ha appagato, appunto, il proprio bisogno di crescita e di affermazione e ha (mostrato di) assicurare un futuro di prosperità – si è deciso di sciogliere le briglie, e lasciare che il cavallo andasse e si cibasse in libertà con l’esito di ingrassarlo e farlo infortunare. Un problema che riguarda i governanti direttamente ma, prima ancora, l’opinione pubblica, che smette di esercitare la propria funzione di controllo. Su questo torneremo dopo con un’altra riflessione (di un’altra delle nostre grandi firme) che coronerà questa narrazione di oggi – dalla crisi, e dal confronto sul ddl intercettazioni, alla sua radice culturale al tema, appunto, della vigilanza e del controllo da parte dell’opinione pubblica; in un’ultima analisi, dell’opinione pubblica tout court - Rosadi intanto dunque. Sulla (mancanza di) speranza.            Read more

***Diario politico***
LE MANOVRE DEL GOVERNO
di GINEVRA BAFFIGO

maggio 25, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Tutta dedicata, oggi, alla finanziaria da 24 miliardi in due anni varata dal governo per evitare il «rischio-Grecia», secondo le parole di Gianni Letta, e agli sviluppi del confronto sul ddl intercettazioni. Della prima vi raccontiamo in cosa consiste e le reazioni della nostra politica e delle parti sociali. Per ciò che riguarda la cosiddetta «legge-bavaglio» ecco le aperture di Alfano (sul testo licenziato dalla Camera) e di Schifani che chiede che non si configuri nel modo descritto dal “titolo”. Infine, Santoro che annuncia che non firmerà l’accordo con la Rai e resterà, come dipendente, alle condizioni attuali (e dunque per una probabile ripartenza, l’anno prossimo, di Annozero). Anche grazie all’appello a rimanere giunto da Paolo Garimberti. La firma è della nostra vicedirettrice.

Read more

Diario politico. Sull’altare (del sacrificio?) Letta e Bonaiuti: ‘Sarà una manovra dura’ Ma corregge anche gli errori di Tremonti A pagare/la saranno (mica) “soliti noti”(?) Bagnasco: ‘Pensare a futuro (di giovani)’ Non penalizzare (così) famiglie “povere”

maggio 24, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Il giornale della politica italiana lo aveva rilevato per primo, nei giorni in cui da sinistra si faceva fuoco e fiamme sui vescovi italiani per la loro presa di posizione – alla vigilia delle Regionali – contro l’aborto – che conteneva però anche sollecitazioni a rispettare le persone immigrate e ad occuparsi del lavoro. Quella di Angelo Bagnasco era una presa di posizione onesta e responsabile, naturalmente dal punto di vista della Chiesa cattolica, ma senza cedimenti alla partigianeria politica. E in un momento in cui, pure nell’imminenza del voto, si parlava di tutto tranne che di politica vera, fu una boccata di aria fresca, tanto che noi titolammo su come potesse essere questa – quella dei vescovi – la (vera) politica italiana. Nelle ore in cui il governo annuncia una manovra di sacrifici, senza aggiungere per chi, e dunque sottintendendo che a doverli sopportare saranno coloro che già pagano per intero le tasse (perché vengono loro trattenute nella busta paga) e che sono (più o meno) sul fronte della crisi per la propria non eccezionale situazione economica già da molti mesi, ovvero i «soliti noti» secondo la definizione di Pier Ferdinando Casini, dal capo della Conferenza episcopale italiana giunge, non casualmente, un richiamo alla nostra politica a pensare al futuro dell’Italia, e ai giovani. In particolare, dice Bagnasco, «bisogna restituire loro il lavoro», che oggi non c’è e, con esso, viene meno la stessa possibilità di un’esistenza dignitosa. La manovra di correzione dei conti – annunciata ben prima della crisi della Grecia e dell’euro che giungono come angeli della provvidenza per il ministro dell’Economia che non sapeva più come giustificare una richiesta di sacrifici che serviva ad aggiustare una gestione del bilancio che non era stata, contrariamente a quanto si diceva, lineare e priva di sbavature – non è in grado di rispondere direttamente a questo richiamo dei vescovi, del quale si dovrà occupare la nostra politica subito dopo. Tuttavia, a seconda di come sarà modulata, può dare o non dare un po’ di respiro a quelle famiglie che costituiscono, oggi, anche l’unica rete di protezione dei giovani che si ritrovano, al momento, disoccupati o sottopagati e non in grado di sostenere da soli la propria (eventuale) condizione familiare. Il nostro giornale ha fatto con Marianna Madia la propria proposta, il cui accoglimento da parte del governo ci metterebbe peraltro nel solco degli altri esecutivi (di destra) europei. Evitato di colpire (con ancora maggiore durezza) i giovani senza lavoro, un minuto dopo la nostra politica si metta a costruire il futuro dell’Italia. Una sollecitazione che – lo sappiamo meglio di qualunque altro – difficilmente potrà essere raccolta da questo governo e da questa (attuale) nostra politica autoreferenziale, ma noi continuiamo ad avanzare le nostre proposte. In piena sintonia con il presidente della Cei. Il racconto invece di Finelli della giornata, con anche tutto il dibattito sul ddl intercettazioni, all’interno.

Read more

Diario. L’europeismo della destra (- Lega) Barroso: “Euro, Berlusconi già decisivo” E lui: “L’Europa è la nostra patria futura” (Una) garanzia di apertura e democrazia Isolare le camicie verdi facendo(vi) leva

maggio 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. E se a questo punto della Storia, il ritorno dell’Udc nella coalizione di centrodestra – come puntello e futuro (ma non troppo) piede di porco per estromettere dall’alleanza il partito di Bossi, ed isolarlo – fosse auspicabile da parte di tutta la politica italiana (meno i nordisti)? Gli elettori Udc, lo abbiamo visto, sono per il 60% di orientamento conservatore, il che significa che in una coalizione che non fosse di “salvezza nazionale” con Democratici e loro alleati non seguirebbero i propri leader; il terzo polo non avrà spazio ed è in grado di restituire al nostro Paese solo una stagione di consociativismo. Per le stesse ragioni il ritorno dell’Udc a destra può accelerare il processo di maturazione del bipolarismo (verso anche l’approdo finale del bipartitismo, al quale i centristi dovranno arrendersi se non vorranno esserne schiacciati). E ciò determinerebbe un progressivo isolamento e ridimensionamento della Lega che, lo sappiamo, va forte solo quando è in coalizione con il Pdl. E’ una prospettiva che dovrebbe essere cara anche al centrosinistra, che avrebbe modo di recuperare le proprie schegge (impazzite) e accelerare a sua volta verso la nascita del grande Partito Democratico all’americana di cui abbiamo (ri)parlato (nell’era bersaniana) noi per primi, in grado di esercitare una vera vocazione maggioritaria e di aspirare ad essere compiutamente il partito del Paese.

Il giornale della politica italiana è il giornale della politica vera, fatta di visione e scelte concrete per il futuro dell’Italia; ma questa non è politique politicienne. Anche perché per arrivare a tutto questo può essere decisivo (appunto) il fattore-Europa: che è maldigerito dalla Lega, che potrebbe sfruttarne il traino per avere più carte da giocare per ottenere una sempre maggiore autonomia della «regione più ricca (o quasi)» del Vecchio continente, il nord del nostro Paese, come tessera (appunto) del puzzle europeo, ma è schiacciata dalla contraddizione tra la volontà di governare un’area a vocazione continentale e globale e il proprio estremismo regionalista, localista e identitario. E allora, anche alla luce della sensibilità del presidente del Consiglio che conferma le grandi doti di pontiere (almeno al di fuori dei nostri confini; per quanto non si possa ridurre la politica estera ad un gioco diplomatico individuale, questo è vero, e per quanto la diplomazia non possa reggere ad una estremizzazione (para)”servilistica”) e si dimostra, oggi, il capo di governo di destra più europeista dello scacchiere, ne si faccia la prospettiva che mette d’accordo tutti (gli altri) e isola definitivamente il radicalismo leghista. L’Udc, ma anche i finiani, stiano all’ascolto. Il racconto, a partire dalla giornata intorno al ddl intercettazioni, all’interno è di Baffigo. Read more

Diario politico. E riprendiamo il racconto Bossi: “Ora il federalismo fiscale, poi…” Ddl intercettazioni, vince la protesta (?) Adesso anche Sky ricorre contro la legge Bersani, le battaglie si possono vincere

maggio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Ce ne occupiamo, naturalmente, ma la nostra apertura è un’altra. Sì, il presidente del Consiglio ha smentito di avere fatto riferimento a Scajola e Verdini nell’intervista rilasciata a Bruno Vespa per il suo nuovo libro, e di avere sostanzialmente preso le distanze da loro. Vespa, inevitabilmente (in tutti i sensi), conferma. Ma questo è teatrino. Ciò che interessa veramente il Paese è altro. La deriva secessionista che, quatta quatta, la Lega sta siringando nello spirito del tempo. Lo ha denunciato Luigi Crespi per il giornale della politica italiana, ma al momento sembriamo essercene accorti soltanto noi. «Dopo il federalismo fiscale inizieremo a parlare d’altro», dice il ministro per le Riforme, senza nemmeno dovere nascondere che per le camicie verdi tutto questo è solo la prima tappa di un percorso. E sarà meglio che si cominci a prenderli sul serio. Anche perché il modo per fermare tutto questo c’è. Segretario del Partito Democratico, che sostieni che quando una battaglia non si può vincere (ma chi lo dice?) è meglio non combatterla per non rischiare di perderla: queste sono cose sulle quali invece la battaglia va fatta, (anche) perché può essere vinta. Lo dimostra il primo effetto della grande mobilitazione contro la legge-bavaglio sulle intercettazioni, che ha prodotto, intanto, il possibile ripensamento del governo sulla norma che prevede un terribile inasprimento di pene (fino a 60 giorni di galera) per i cronisti che pubblicano i testi puri delle intercettazioni (e non solo). E ora un gigante come la televisione di Murdoch, che ha già dimostrato in passato di non avere paura della maggioranza e del suo leader, sta per scendere in campo. Lo spirito del tempo si costruisce sporcandosi le mani. Lo insegna Walter Veltroni, che dalle colonne di questo giornale ha portato un proprio (nuovo) mattone per alzare il muro contro ogni rischio di deriva antidemocratica nel nostro Paese, attraverso la memoria. Walter aveva a sua volta peccato di eccessivo bon ton, ai tempi della segreteria. Ma se si eccettua questo, quanto manca al Partito Democratico e al Paese. Il racconto, all’interno, di Finelli.

Read more

Diario politico. Stanno dividendo il Paese E’ arrivato primo “sì” a ddl intercettazioni Presto l’Italia ignara in mano alle cricche Approvato anche federalismo demaniale In regalo alle Regioni territori e altri beni Profezia di Crespi: ‘Così sarà secessione’

maggio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il grande sondaggista sbaglia di rado. Dalle nostre colonne prevedette, a fine gennaio, la resa dei conti nel Pdl dopo le Regionali. Nel commento di ieri sulla crisi della classe dirigente una nuova previsione: «Continuiamo così, lasciamo il Paese nel caos, e la Lega avrà vita facile a portare a compimento il proprio disegno». Oggi, dopo la sbornia legata alla crisi della Grecia e alla corsa ai ripari (anche dall’assunzione pubblica delle proprie responsabilità, come abbiamo visto nel pomeriggio) del nostro ministro dell’Economia (come dei colleghi degli altri Paesi), in qualche modo riprende il corso “naturale” della legislatura e la maggioranza incassa due (per loro) importanti risultati nell’attuazione dei loro programmi (più che del programma). Che riletti alla luce del contesto nel quale si registrano e della profezia di Crespi sembrano preparare, e anticipare, quel finale. La tesi dell’ex spin doctor del presidente del Consiglio è chiara: un’Italia bloccata dalla corruzione, dagli interessi particolari, dalle divisioni (anche) nei partiti favorisce inevitabilmente la tentazione separatista. Il ddl intercettazioni è un grande mantello sotto il quale tutto questo vivrà un nuovo (nefasto) sviluppo: se è stato possibile assistere a quello a cui abbiamo assistito nonostante la consapevolezza di tutti della possibilità di essere intercettati e dunque scoperti, figuriamoci a cosa (non) potremo assistere quando potrà avvenire senza che nessuno di noi se ne possa accorgere. E naturalmente il sistema finirà per scoppiare: o imploderà per le manchevolezze e i guasti che tutto questo andrà a provocare, o esploderà perché prima o poi, anche senza intercettazioni, ciò verrà a galla. Al primo sì della commissione Giustizia della Camera al ddl salva-(o moltiplica-)cricche (per non parlare naturalmente dei criminali “comuni”: di questo abbiamo già scritto e scrivono ampiamente tutti i grandi quotidiani) si aggiunge l’approvazione del primo decreto attuativo del federalismo fiscale, quello che riguarda il demanio, ovvero le proprietà “territoriali” dello Stato. Che a partire da oggi (o comunque da quando arriverà il “sì” definitivo) saranno però delle Regioni, per una vera e propria divisione dei beni – tra marito e moglie che si stanno per separare (?). Il senso del provvedimento appare questo, e se a monte si lavora, appunto, a preparare il terreno, la profezia di Crespi potrebbe anche (ancora una volta) avverarsi molto presto. In tutto ciò l’opposizione oggi si è divisa, dando un proprio placet, tra l’altro, con l’Italia dei Valori, al federalismo demaniale. Anche per questo, naturalmente, sarà più facile per la Lega portare a termine il proprio progetto storico. Speriamo di no, ma non sarà presumibilmente possibile evitarlo senza un cambiamento radicale. Entrambi i provvedimenti (e altro) descritti nel dettaglio, affinché possiate farvi una vostra idea, all’interno, da Finelli. 

Read more

Un nuovo grande racconto de il Politico.it Governare con onestà/responsabilità (?) Il ddl intercettazioni favorisce lo stalking Donadi a Carfagna: dov’è la tua battaglia?

maggio 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è l’unico grande quotidiano in grado di proporre ai suoi lettori il filo di una “narrazione” su un tema di fondo che abbracci fatti diversi mettendoli a sistema, il sistema del rapporto tra loro in funzione, appunto, della definizione/descrizione della questione che ne sta alla base, o che è possibile ricavare.

Dopo il grande successo del prototipo, il racconto (incrociato) sulla bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte costituzionale, con l’alternanza tra la riflessione su passato, presente e futuro intorno alla (cassazione della) legge e la ricostruzione delle reazioni di Ghedini e del presidente del Consiglio attraverso le vignette di theHand, e le ultime occasioni su Popolo Libertà con gli editoriali di Lerner e Guzzanti e su populismo e libertà, ecco un’altra delle grandi narrazioni de il Politico.it stavolta dedicata ai nostri valori di riferimento, quello sui quali è possibile rifondare la nostra politica del futuro. Sì, perché – come vediamo ogni giorno e come vedremo ancora meglio grazie a questo racconto – oggi sono completamente disattesi. Del ddl intercettazioni questo giornale è stato il primo a denunciare la pericolosità per il mantenimento (o il perseguimento) della legalità nel nostro Paese, quando ancora gli altri non se ne occupavano. Oggi possiamo quindi permetterci di guardarlo da un altro punto di vista, centrale per la nostra riflessione su (mancanza di) onestà e (ir)responsabilità. Il ddl, che prevede, di fatto, che non si possano fare intercettazioni se non si ha “sentore” di reato, impedirebbe/impedirà di scoprire i casi di molestia ripetuta o continuata nei confronti di una persona, che nella stragrande maggioranza dei casi si compie per telefono, che non potrà appunto più essere messo sotto controllo. Un reato che colpisce il 20% della popolazione, in particolare donne, per la cui introduzione nel codice penale era stata compiuta una battaglia bipartisan che aveva visto come capofila proprio il ministro delle Parti opportunità. Un passo compiuto nella direzione dei cittadini che ora verrà sostanzialmente cancellato, a vantaggio della protezione di pochi potenti (oltre ai tanti criminali che potranno compiere le proprie malefatte senza che nessuno di noi, neppure, lo venga a sapere) che potranno così fare e disfare a proprio piacimento, più o meno lecitamente, a nostra insaputa (stavolta è proprio il caso di dirlo). Da Mara Carfagna è venuta una risposta, che non sembra però trovare riscontro in annunci di intervento da parte del governo. Ce ne parla Massimo Donadi. Read more

Diario politico. G8, critiche all’Italia Salvini, canti razzisti in video: dimissioni

luglio 8, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Gabriele Canarini. Scoppia il caso del nostro Paese alla vigilia del vertice de L’Aquila. Il quotidiano inglese “The Guardian” accusa l’Italia di non avere saputo predisporre un’agenda adeguata tanto che sarebbero dovuti intervenire gli Stati Uniti per organizzare i colloqui preliminari degli “sherpa”, e che per questo molti Paesi europei spingerebbero per l’esclusione dall’organismo. Frattini: “Si confondono”. Ve ne abbiamo anticipato oggi, vi raccontiamo nel dettaglio questa storia. L’altro caso del giorno riguarda l’eurodeputato leghista, che si fa riprendere mentre canta una canzone fortemente offensiva e dai toni razzisti nei confronti dei napoletani: reazione sdegnata di tutta la politica italiana, fino alla rinuncia alla carica di parlamentare italiano che però Salvini spiega con la necessità di scegliere tra i due incarichi. Infine vi aggiorniamo sui ddl intercettazioni e sicurezza. Il racconto.            Read more

Bottom