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Perché no alla separazione delle carriere Oltre a ciò si altera l’equilibrio tra i poteri Doppio Csm di fatto subordinato all’Aula E obbligatorietà ‘regolata’ da legislatore Colpa di conflitto di “sentimenti” di Silvio

marzo 10, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

C’è una questione preliminare e una di merito, nel giudizio che si può dare della riforma della giustizia licenziata dal Consiglio dei ministri. La questione preliminare attiene all’opportunità – e non alla legittimità – che un disegno di riforma dell’ordine giudiziario sia proposto e varato da forze che sono da quindici anni in guerra con il settore che dovrebbero riformare. Poco importa che le decisioni non riguardino i processi nei quali è imputato il presidente del Consiglio: sconcerta anzi che sia diventata necessaria questa specificazione, ovvero che la legge non sia ad personam, come se la normalità fosse (è) l’opposta. Questo governo non ha la terzietà e la serenità necessarie a varare una riforma che sia nell’interesse della giustizia, quindi dei cittadini. Ma il Politico.it non si sottrae anche ad un giudizio di merito, perché il “conflitto di interessi” (o di “sentimenti”; ammesso che un conflitto, con una parte “sana”, ci sia) dell’esecutivo e del suo presidente non significano automaticamente che le scelte siano poi prive di correttezza. E il punto della separazione delle carriere tra magistrature giudicante e inquirente, presente nella legislazione di altri Paesi, può essere discusso. Il resto delle norme, tuttavia, va tutta nel senso di una (maggiore) subordinazione del potere giudiziario al potere legislativo, riducendo la pur legittima capacità organizzativa delle toghe (ad esempio impedendo, di fatto, la creazione ex ante di liste di togati che possano accedere all’elezione al Csm: fatto peraltro di per sé più democratico e “garantista”) e accentuando (però, contemporaneamente) il potere di incisione del Parlamento (la percentuale di membri “laici” del Csm aumenta dal 30 al 50%, peraltro in un Consiglio superiore della magistratura che, sia pure ancora presieduto dal capo dello Stato, viene sdoppiato tra magistratura giudicante e inquirente, per segui(ta)re (al)la separazione delle carriere). L’obbligatorietà dell’azione penale, poi, verrà a sua volta subordinata ad una decisione legislativa su quali reati siano da perseguire “obbligatoriamente” e quali, al contrario, possano – anzi, debbano – essere tirati in causa solo dopo che sia stata realizzata una scala di altre priorità (in termini di reati da perseguire) anch’essa decisa dalla politica. Insomma, non riguarderà i processi (attuali) del premier, la riforma della giustizia varata dal governo, ma sembra concepita in modo tale che, come dice Berlusconi stesso, «Tangentopoli non ci sarebbe stata». Ovvero viene meno quella (maggiore) indipendenza del potere giudiziario che assicurava che la nostra politica, magari debitamente rafforzata nella sua, di indipendenza, attraverso la reintroduzione dell’immunità parlamentare – in un clima depolarizzato e libero da faziosità – non avesse troppo potere d’”influenza” sul- la magistratura. Potere che ora, se il Parlamento ap- proverà il testo licenziato dal Cdm, avrà. E che rende- rà un po’ meno giusta e libera la nostra democrazia. Read more

Diario politico. E’ stato – si è… – scaricato Il Vaticano: “Servono moralità e legalità” Napolitano: “E (anche) maggior sobrietà” Bossi: “Senza federalismo si va al voto” Ma Crespi: ‘Non lo seguiranno a inferno’

gennaio 21, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Siamo al crepuscolo. Ci vorrà ancora qualche mese, forse un anno, ma la fine è cominciata. Adesso ufficialmente. E la causa, come in tutte le cose della vita, sta nello stesso presidente del Consiglio. Che è, suo malgrado, molto invecchiato. E per questo da ormai quindici mesi non fa che cadere nella trappola dell’evasione (in tutti i sensi?). Ed è per questo che, oggi, nessuno (dei poteri, più o meno forti) è più disposto a difenderlo. L’ultimo a rimanergli accanto è il leader leghista. Ma lo fa – forse anche per solidarietà umana ma soprattutto – per interesse. E nelle previsioni dell’ex spin doctor del presidente del Consiglio – raccolte come sempre dal giornale della politica italiana – c’è un Bossi che, raggiunto il proprio scopo, non si lascerà cadere a terra con Berlusconi. Una storia sta finendo. E la politica italiana non sarà più come prima. Meno male (?). Il racconto della giornata, all’interno, di Ginevra Baffigo. Read more

***Diario politico***
IL CASO RUBY
di GINEVRA BAFFIGO

ottobre 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La rilevanza pubblica della vicenda dei festini a casa Berlusconi ad Arcore, con il coinvolgimento della ragazza minorenne.
di GINEVRA BAFFIGO Read more

Diario politico. Nuova? questione morale Fini: “Siamo intransigenti con chi sbaglia oppure società rigetta la politica italiana” Cricca, il silenzio di Gasparri e La Russa Allora chi ha tradito i valori di Almirante?

luglio 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Al di là dello specifico giudiziario, che verrà valutato nelle apposite sedi – al giornale della politica italiana non piace sbattere il mostro in prima pagina: meglio concentrarci sul fatto politico – appare evidente, come scriveva ieri Aldo Torchiaro sulle nostre pagine, che la nostra politica è degenerata (non tutta) in una associazione non tanto per “delinquere” quanto per fare i propri (dei singoli “protagonisti”) interessi. A nostro discapito naturalmente. Una «questione morale» grande come una casa, come forse non si era mai posta nella storia – recente – della politica italiana. Perché se è vero che il Politico.it stigmatizzò le parole dello stesso presidente della Camera quando Fini distinse tra chi rubava nella Prima Repubblica e chi lo fa nella Seconda perché i primi lo facevano “per la politica”, i secondi per se stessi – ci sembrava paradossale e poco sano dedicarci a stabilire chi, tra due ladri, fosse “più ladro” – è pur vero che nemmeno ai tempi di Tangentopoli il livello di disprezzo nei confronti delle istituzioni e del Paese, quindi di tutti noi, e di conseguente autoreferenzialità aveva raggiunto le “vette” (si fa davvero per dire) di oggi. E allora sia la benvenuta una grande destra come quella rappresentata da Fini che fa della legalità uno dei suoi valori fondanti. Com’è nella sua tradizione storica: il leader dell’Msi ed Enrico Berlinguer si stimavano in primo luogo per questo, perché erano due persone oneste al servizio del Paese. E allora, e ci rivolgiamo ai tanti militanti di destra che credono che a tradirli, loro e i valori della destra, sia stato Gianfranco Fini, chi, cari camerati, ha tradito Almirante e la tradizione della destra italiana? Fini, o quegli ex luogotenenti del presidente della Camera che, dopo lo stesso capo di Montecitorio, hanno abbandonato i loro, i vostri ideali? Pensateci bene. Domani – per confermarvi la simpatia che nutriamo nei vostri confronti – ripartiamo proprio da voi, da una panoramica sulle forze alla destra del Pdl. Il racconto, ora, della giornata, firmato Carmine Finelli. Read more

Diario. Governo onesti e responsabili (?) E’ certo: alla fine Silvio si libererà di Fini Ma Follini: “Ora Pd guardi a Gianfranco” E’ la linea della loro maggioranza interna Soltanto se serve a modernizzare l’Italia

luglio 6, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. L’ipotesi di un esecutivo di unità nazionale (senza Berlusconi), del novello Cln paventato da Bersani, della Grosse Koalition all’italiana formata da Democratici, Api, Udc e finiani torna a farsi possibile in queste ore di fibrillazione per la nostra politica. Nulla sembra potere evitare la rottura (definitiva?) tra il presidente della Camera e il capo del governo, e le ragioni della possibile separazione – per una volta squisitamente politiche: un’inconciliabilità di fondo tra la strada imboccata da Fini e quella tradizionalmente berlusconiana – lasciano preludere una possibile soluzione diversa dal mantenimento dell’alleanza in altre forme. I sospetti, più che i rumors, della prima ora su Kadima tornano prepotentemente d’attualità. E una novità sullo scacchiere della politica italiana potrebbe favorire questo sbocco legandolo ad un ulteriore terremoto. I Democratici sembrano infatti, a questo punto, propensi a fare sul serio sulla strada indicata mesi fa da Bersani e poi “ritirata” per le polemiche interne. Si sa che a proporre una seconda volta la stessa opzione si finisce per trovare la strada libera degli ostacoli e delle resistenze precedenti e la maggioranza dalemian-bersaniana ci sta pensando davvero: un governo o un’alleanza elettorale che coinvolga, appunto, Pd, Api, Udc e i finiani, le ultime tre sigle magari riunite sotto le insegne del Partito della Nazione. Il giornale della politica italiana considera il bipolarismo-bipartitismo un passaggio necessario per questa nostra politica ancora incapace di diffuse onestà e responsabilità. Ma l’approdo finale resta quello di una forza onesta e responsabile che agisca nel solo interesse del Paese, superando la vecchia dicotomia tra destra e sinistra. Abbiamo già scritto che dubitiamo tutto questo possa essere realizzato con il contributo delle forze attuali. Ma se Democratici e Nazionali(sti) dovessero trovarsi d’accordo sull’obiettivo di rifondare (appunto) la nazione, nel segno della modernità – patti chiari e amicizia lunga, soprattutto con l’Italia – il Politico.it non potrebbe che sostenere questa ipotesi. Se invece si dovesse rischiare – com’è più probabile, visti i protagonisti in campo – di entrare nell’ennesima stagione di consociativismo, molto meglio continuare sulla strada del bipartitismo e lavorare dalle due ali della nostra politica per una sana competizione tra chi vuole modernizzare questo Paese. La palla è, soprattutto, nelle mani del Pd. Riflettete bene, cari Democratici, per capire dove volete andare. Il racconto della giornata, all’interno, di Carmine Finelli. Read more

Diario politico. Alla fine i conti tornano (?) Presto o dopo via altri 5 miliardi di spesa Tremonti dice e non dice su come vanno Mentre in molti precipitano in un tunnel Sì ad una “grande riforma”. Ma dell’Italia

aprile 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. E siccome il giornale della politica italiana non pone questioni a vuoto, non ci limitiamo a lanciare il sasso ma facciamo avanzare anche la mano, rilanciando ancora una volta l’idea di fondo che sta alla base della nostra “proposta” (che costituisce naturalmente un altro contributo offerto alla nostra politica): fare del Paese un grande “campus” (universitario) a cielo aperto, che coinvolga tutti (ora vediamo in che senso), in cui la stella polare sia l’innovazione in funzione della competitività e quindi anche (per) la soluzione della crisi di prospettiva che ci aspetta nel confronto con le potenze (economiche) emergenti; la cui chiave di volta è – ecco il punto – un sistema di formazione permanente retto dallo Stato e dalle aziende in stretto rapporto, naturalmente (tocca a loro di impostare e coordinare il “lavoro” – è proprio il caso di dirlo), con università profondamente rinnovate e “liberate”, per il quale chi non ha lavoro non è “disoccupato” bensì “studia” per formarsi a nuovi lavori – che sarà chiamato a fare – parte appunto dell’innovazione, sostenuto – solo se accetta l’impegno formativo – da uno stipendio che sostituisce la cassaintegrazione e anche l’eventuale sussidio di disoccupazione che si trasformano, così, in una sorta di “borsa di studio” (appunto) cessando quindi di essere un provvedimento-tampone a fondo perduto – anche se di grande utilità sociale – e trasformandosi invece in un investimento che produce ricchezza (progressiva). Tutto questo contribuisce a risolvere, in larga parte, il problema sociale del lavoro, ci consente di puntare adeguatamente sull’innovazione che balza al centro del nuovo sistema-Paese, coinvolgendo risorse altrimenti destinate al sociale e dunque ottimizzando la spesa in questo senso, producendo ricchezza sul medio e soprattutto sul lungo periodo, in un circolo virtuoso determinato dalla sempre maggiore competitività dovuta all’innovazione stessa, con l’effetto, peraltro, di far impennare il livello di alfabetizzazione (in senso ampio) del Paese, cosa che non può non contribuire a sua volta alla crescita e a rifare dell’Italia un grande Paese. Tutto questo per (riba)dire che in piena crisi economica è ora di occuparsi dell’Italia e non più (o non solo) della sua politica (autoreferenziale), le riforme istituzionali possono aspettare se non si riesce contestualmente (e prioritariamente) ad affrontare i problemi del Paese; perché, lo diciamo ad Europa, che critica oggi in un suo editoriale il nostro punto di vista condiviso anche da alcune parti della politica italiana, il problema non è elettorale ma sostanziale, diciamo tutto questo perché il Paese ha bisogno e non perché tutto questo debba portare un qualche ritorno in termini di consensi a chicchessia, di cui a noi non importa. Nostra politica che ha il dovere – invece – di occuparsi di ridare un futuro a questo Paese (contemporaneamente, così, risolvendo i problemi di oggi). Trastullarsi su se stessa non ci darà modo non solo di uscire dalla crisi economica di oggi, ma nemmeno da quella storica di un’Italia che perde ogni anno posizioni in tutte le classifiche, a fronte di un patrimonio, umano e culturale, che le potrebbe (le potrà) consentire di tornare ad essere quel grande Paese, culla della civiltà che è stato nella sua Storia. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

Diario politico. Questa sera apriamo così ‘Rispetto della legalità, senso dello Stato’ (Cioè le ‘nostre’ onestà e responsabilità) A chiederle non è però il “solito” Marino Bagnasco: “Sono questi i valori cristiani”

marzo 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, per un grande Diario, è di Ginevra Baffigo. Nel giorno dell’arresto dell’ex vicepresidente Democratico della Regione Puglia Sandro Frisullo, a dieci giorni dalle elezioni, che può configurarsi come un caso di “giustizia (magari fondata ma) ad orologeria” come altri precedenti nel verso (politico) opposto, e pone comunque il tema del rapporto tra politica& magistratura e del rischio di una politicizzazione e di un eccesso di protagonismo da parte di alcuni magistrati; nel giorno in cui il presidente del Consiglio torna ad attaccare la magistratura «amica (al contrario, ndr) della sinistra» e ribadisce l’intenzione – che avevamo sottolineato in un Diario di qualche giorno fa – di una “riforma” della giustizia (che ha del minaccioso), il giornale della politica italiana sceglie il “disarmo” (anche se da parte nostra non ce n’era bisogno), di dare un seguito al proprio invito alla nostra politica ad assumersi la responsabilità di fare un passo indietro e di stemperare per prima i toni del confronto con la Giustizia, e si sforza di cominciare (continuare) a fare ciò che è necessario perché tutto questo sia, nel tempo, possibile: ovvero guardare (come sempre) al futuro, producendo una cesura e lasciandosi alle spalle le scorie di questi quindici anni di politica italiana (autoreferenziale: il male è tutto qui, come abbiamo denunciato nelle ultime due settimane). Lo fa, il Politico.it, assumendo il punto di vista del capo dei vescovi italiani, a dimostrazione di come il fronte dell’onestà e della responsabilità abbia dalla sua forze di grande spessore e assolutamente trasversali (politicamente, socialmente e culturalmente), anche per ribadire che la tradizione cristiana, i suoi valori non si esauriscono e non sono rappresentati (solo) da chi oggi si fa portatore della loro bandiera in politica. Lo provano queste parole, sagge, di Angelo Bagnasco, con cui abbiamo scelto di aprire e che costituiscono il manifesto ideale di ciò che pensa il giornale della politica italiana. Il racconto della giornata, firmato Ginevra Baffigo. Read more

Diario politico. E’ la resa dei conti nel Pdl Noi avevamo previsto tutto: 19/01, Crespi “E passato il voto il partito si spaccherà” Il caos liste a Roma. Fini prepara l’addio E ieri vera rissa tra ex Fi ed An a Milano Ma Berlusconi forse festeggia (per dopo)

marzo 17, 2010 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il giornale della politica italiana, i nostri lettori lo sanno bene, ha una caratteristica e un merito. La caratteristica è guardare avanti, sempre, sia che si parli del Paese sia che si parli della nostra politica in quanto tale (la politique politicienne, perché la politica tout court, quella vera, quella della quale noi lavoriamo per favorire il ritorno è invece tutt’uno con il Paese). Dunque pre-vedere. Il merito invece è saperlo fare bene. E spesso di prenderci. Era appunto la fine di gennaio, quando dalle nostre colonne il grande sondaggista anticipava (e qui e qui il seguito della nostra inchiesta – firmato Pietro Salvatori – che raccontava nel dettaglio cosa stesse accadendo) ciò che ora vediamo succedere (prima del tempo, a onor del vero) sotto i nostri occhi: «Passate le Regionali il Pdl vivrà un vero e proprio redde rationem, una resa dei conti che avrà come probabile conseguenza la fuoriuscita di Gianfranco Fini per formare un suo nuovo partito, anche se sempre alleato con Berlusconi». Fini ha battezzato nei giorni scorsi GenerazioneItalia, un’associazione – come lo era Red per D’Alema – che prelude a quello scenario, anche se il presidente della Camera, per il momento – e non potrebbe essere altrimenti, alla vigilia del voto – nega. Mentre nel partito del premier ormai se le danno di santa ragione (letteralmente): prima la lotta intestina (per la costruzione delle liste regionali) a Roma, che ha portato al “panino” di Milioni e all’esclusione, ormai ufficiale, del Pdl in città e nella provincia; poi – ed è la notizia di oggi, che corona e ci dà modo di offrirvi questo quadro – lo scontro verbale e fisico che si è avuto tra un ex dirigente di An e un ex Fi nel capoluogo lombardo. «Sarà stata una mezza sberla», minimizza il ministro La Russa, presente all’”incontro”. Ma fonti interne al Pdl riferiscono di un Berlusconi nero. Che avrebbe ordinato (a chi?) di non dare troppo spazio all’episodio. Perché quella resa dei conti che il Politico.it ha anticipato per primo è ormai davvero cominciata. All’interno il racconto della giornata di Finelli con il triangolo Napolitano-Csm-Berlusconi/Alfano che evita lo scontro solo grazie all’intervento, provvidenziale, del capo dello Stato, e il rendiconto della prolusione di oggi del presidente del Consiglio in campagna elettorale. Read more

Diario politico. Lista Pdl, ancora respinta Berlusconi: “Sopruso violento. In piazza”

marzo 9, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Anche l’Ufficio elettorale dice no alla documentazione presentata ieri dal centrodestra. Due le motivazioni dei magistrati: mancano le prove che il 27 febbraio, giorno della chiusura dei termini per la presentazione delle liste, Milioni fosse in tribunale prima di mezzogiorno (condizione prevista anche dal decreto salva-liste); la documentazione presentata (sempre dall’incaricato Pdl il 27) non è completa: non ci sono, appunto, le liste. Viene dunque ancora una volta vanificato (o meglio si rivela insufficiente, ai fini della risoluzione del problema dell’esclusione della lista) il decreto interpretativo che tanto è costato, politicamente, al governo e anche al presidente della Repubblica. Il presidente del Consiglio lancia allora la sua campagna di comunicazione: «Ci è stato impedito di presentare le liste – è il refrain che ascolteremo di qui alle elezioni, almeno finché il ricordo e lo “spirito del tempo” legato alla vicenda delle liste non saranno esperiti – Il Tar ha respinto anche l’invito del presidente della Repubblica (e torna, qui, l’idea tutta berlusconiana che i magistrati possano essere “consigliati” da parte del capo dello Stato, ndr). La sinistra scende in piazza antidemocraticamente seminando menzogne e odio. Ma noi – è la sostanza del programma del premier – facciamo lo stesso». Berlusconi che viene oggi duramente criticato dal Csm – che peraltro auspica la ripresa di rapporti di leale collaborazione tra istituzioni – che contesta come i continui attacchi sferrati dal presidente del Consiglio finiscano per delegittimare la magistratura, accreditando l’idea che abbia altri obiettivi dall’assolvere alla propria funzione. Sul legittimo impedimento la maggioranza pone la fiducia che verrà votata presumibilmente in giornata. Infine vi rendiamo conto della legge sulle cure palliative approvata oggi alla Camera e dei fischi – dai banchi del centrodestra – che hanno accolto l’insediamento del nuovo sottosegretario all’Attuazione del programma Daniela Santanchè. Il racconto, all’interno, di Baffigo. Read more

Diario politico. Il Pdl ha sbagliato (troppo) Il Pd dia il proprio placet a farli correre

marzo 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana crede che il centrodestra abbia commesso un grave errore in tutta questa vicenda. Assentarsi nel momento della presentazione della lista del Pdl nel Lazio? No, anche perché – com’è probabile – non si è trattato di un errore. Non apporre tutti i timbri necessari nel produrre la documentazione per la presentazione delle liste? E’ un errore ma formale. No. Il punto è che il centrodestra ha sbagliato a considerare le regole, e la democrazia, e con la democrazia i cittadini del nostro Paese – e nello specifico, ora ci veniamo, della Lombardia – qualcosa che non meritasse un rispetto profondo. Le firme delle persone morte con cui il Pdl lombardo ha raggiunto la soglia necessaria a consentire a Roberto Formigoni di presentare la propria lista, scoperte e smascherate, sono un profondo insulto nei confronti dell’intelligenza e dell’onestà dei cittadini italiani in Lombardia. A questo si aggiunge che le minacce, avanzate con tutta evidenza a scopo “estorsivo” – per ottenere da chicchessia la disponibilità a concorrere affinché il Pdl, e Formigoni, potessero rientrare in corsa nei rispettivi territori – di ritorsioni anti-democratiche nel caso in cui le regole vengano fatte rispettare, così come è dovuto e necessario, costituiscono un’offesa bruciante al bene condiviso da tutti noi: dal centrodestra per primo, che è al governo e sta usufruendo come nessun’altra parte politica nel nostro Paese della libertà e della “reciprocità” del gioco democratico, del sistema democratico nel quale viviamo, e che ci consente quella porzione di benessere – materiale e immateriale – di cui ancora godiamo. Dunque il centrodestra ha sbagliato profondamente. Ed è necessario un cambio di direzione. A cominciare ovviamente dai vertici assoluti (o attraverso il loro naturale, ormai prossimo avvicendamento). E lo dobbiamo auspicare tutti – tutti – E tuttavia per quanto e per come Formigoni da un lato, e il Pdl nella provincia di Roma dall’altro rappresentano una parte importante del Paese (ma non certo in questo modo insultante: gli stessi elettori pidiellini, molti di loro si sono ribellati in queste ore di fronte al comportamento dei loro dirigenti), il giornale della politica italiana chiede al Pd, all’idv e al resto dell’altra metà della nostra politica un atto di generosità e di estrema responsabilità a stretto sistema con la richiesta, per nulla polemica, di quel cambio di direzione (futuro) a cui il centrodestra deve dedicarsi. Per il bene di tutti. Chiediamo cioè al centrosinistra di riconoscere – per quello che può dipendere dalla nostra politica – la possibilità che, nell’assoluto rispetto delle regole e anzi in nome di un ritorno ad una condivisione assoluta nel loro rispetto, e senza ricorrere a quel pasticciaccio brutto di leggi ad hoc a cui abbiamo troppe volte assistito in questi mesi, che degradano totalmente la politica italiana, Formigoni da una parte e la lista del Pdl nel Lazio possano essere riammesse in corsa. Non perché sia giusto per le “scelte” che hanno fatto, non per le minacce inaccettabili che sono venute da alcuni (isolati) esponenti di quella parte, non in nome di una sovranità assoluta (del consenso), ma per un (miglior) futuro del nostro – comune e unico, e se vorremo straordinario – Paese. Ora il racconto di Finelli. Read more

Diario politico. Via a ‘concertazione’ Fini-Berlusconi. Pd: ‘Nucleare, annuncino siti’

gennaio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Incontro tra i due cofondatori del Popolo della Libertà, con il presidente della Camera che ottiene l’ok ad un maggior coinvolgimento nelle scelte del governo. Attacco alla “politica dei due forni” dell’Udc. Ma la notizia del giorno è il rinnovato attivismo del Partito Democratico, che sfida la maggioranza sul terreno della decisione di tornare al nucleare presa dall’esecutivo, che continua a rimandare però l’annuncio relativo ai luoghi nei quali verranno costruite le centrali. «Li rendano pubblici prima delle Regionali», incalza il redivivo partito di Bersani. Parliamo poi di giustizia: ieri il premier “sferzava” (duramente) i magistrati paragonandoli a Massimo Tartaglia; il Csm apre un fascicolo. Di Pietro durissimo: «Governo come mafiosi che volevano la criminalizzazione» degli stessi magistrati. Il racconto. Read more

Diario. Napolitano: ‘Meno esasperazione’ Scuse Tartaglia. Csm, no processo breve

dicembre 14, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il capo dello Stato invita a «misurare le parole nelle piazze e in tv». Ma ciò che più di tutto può forse contribuire a placare gli animi è la lettera al premier dell’aggressore di piazza Duomo: «Il mio un atto vigliacco». Il giorno dopo l’aggressione al presidente del Consiglio, con Berlusconi ancora in ospedale – ci resterà fino a dopodomani mattina – trascorre tra le visite al Cavaliere delle più alte cariche dello Stato, di Bersani, degli alleati. Ma è verso sera che arrivano i primi veri segnali di distensione, con l’intervento di Napolitano e il messaggio di scuse di Tartaglia. Prima, Alfano e Maroni avevano avuto parole di preoccupazione. Il ministro della Giustizia: «Non si è trattato di un gesto isolato». Il capo del Viminale: «Berlusconi ha rischiato di morire». In serata arriva anche il parere dell’organo di autogoverno della magistratura sul ddl che prevede la limitazione della durata dei procedimenti. Il racconto. Read more

Diario politico. Fini: “Processo breve non è riforma Giustizia”. Tremonti: ’10, Pil +1%

novembre 24, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Il ddl sulla limitazione dei tempi dei procedimenti è stato dunque incardinato al Senato. E prosegue il confronto. Il presidente della Camera fa da sponda a Bersani, che dalla direzione Democratica aveva annunciato la disponibilità del Pd a discutere complessivamente di giustizia se il centrodestra avesse abbandonato, se abbandonerà la strada intrapresa. Sulla quale calano le ombre delle previsioni del Csm, per il quale sarebbe a rischio, nel caso la riforma passasse, fino al 40 per cento dei processi. Da Fini anche un nuovo invito a «riforme (appunto) condivise», a partire magari, per ciò che riguarda le modifiche all’architettura istituzionale, a cominciare dal Parlamento, dalla bozza Violante (che fa il suo ritorno alla politica attiva come neoresponsabile Riforme, ancora, del Pd). Infine, l’annuncio (per il 2010) del ministro dell’Economia che risponde indirettamente a Brunetta (e a quant’altri lo avevano attaccato per i cordoni chiusi della borsa, che «bloccano tutto», secondo altri ministri tra cui Bondi): «I vincoli di bilancio vanno rispettati». Il racconto. Read more

Diario politico. Crocifisso, tutto sul caso Berlusconi: “No ricattabile. Riforma Csm”

novembre 4, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Spettacolare puntata del Diario politico in cui vi raccontiamo tutto quanto c’è da sapere sulla decisione della Corte europea dei Diritti dell’uomo che impone la rimozione dei crocifissi dalle aule scolastiche. La vicenda della donna finlandese cittadina italiana la cui ”denuncia” è la chiave di questa storia, e poi tutte le reazioni dal Governo che annuncia ricorso al Vaticano fino al resto della nostra politica. Bondi e Frattini duri con l’Europa. Bersani: «Una tradizione inoffensiva». Quindi le ultime anticipazioni dal libro di Vespa che, di fatto, sta dettando l’agenda politica di questi giorni. Il presidente del Consiglio: «La sentenza Mondadori? Un’estorsione». E chiede il rinvio dell’udienza: «Per il vertice Fao». Infine, gli sviluppi del caso della morte in carcere di Stefano Cucchi, con il ministro della Giustizia che si riferisce alle Camere: «Non doveva morire. Aveva chiesto di non dare info sul suo stato di salute nemmeno ai genitori». L’avvocato di famiglia: «Inconcepibile». Il racconto del nostro caposervizio. Read more

Diario politico. Mancino: ‘Clima invivibile’ Lo scandalo appalti, 665 raccomandazioni

ottobre 21, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Caso Mesiano, il vicepresidente del Csm: «No a intimidazioni nei confronti della magistratura. Per Napolitano vicenda inquietante». In Campania un file con i nomi di presunti raccomandati con accanto l’indicazione degli uomini politici che li avrebbero segnalati porta alla luce un «ramificato sistema di potere» intorno all’Azienda regionale per la tutela del territorio. Coinvolta anche Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, già arrestata nel 2008 con l’accusa di concussione, cui viene oggi intimato il divieto di dimora nella regione. Minacce al presidente del Consiglio da un gruppo Facebook. Infine, in serata primo sì alla Camera all’emendamento salva precari della scuola. Il racconto, imperdibile, del giornale della politica italiana. Read more

Il ritratto del personaggio della settimana L’IMPERTURBABILE ALFANO di Luca Lena

ottobre 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

I nostri lettori lo hanno atteso un giorno di più, per la priorità data ieri alla più stretta attualità, in giornate caldissime per la politica italiana. Ma, vi anticipiamo, cultori dell’affresco del venerdì, ne è valsa la pena. Il nostro vicedirettore traccia un ritratto dei suoi migliori, sul ministro della Giustizia autore della legge che la Consulta ha giudicato incostituzionale mercoledì. Un profilo che trae dalla fisicità del possibile successore di Silvio Berlusconi (per il quale l’ex coordinatore di Forza Italia in Sicilia avrebbe preparato una bozza di riforma del sistema giudiziario che partirebbe dal Csm, i cui componenti verrebbero eletti tra una lista di candidati sorteggiata: un’idea già respinta come «irrazionale» e giudicata incostituzionale anche da figure vicinissime al premier – e alla sua sensibilità in tema di giustizia – come Gaetano Pecorella. Ne riparleremo) spunto e chiave di lettura per andare a fondo nel personaggio Alfano: un pezzo da non perdere, che accompagnia- mo come sempre con la bella illustrazione da collezionare del nostro Pep Marchegiani. Buon piacere della lettura. Read more

Diario politico. Fini: “Pdl, serve cambio di marcia”. Berlusconi: ‘Nessuna prostituta’

settembre 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Dal palco della scuola di formazione politica del suo partito a Gubbio, il presidente della Camera chiede maggiore “democrazia interna” e ribadisce la sua posizione favorevole a voto agli immigrati e biotestamento. Sulla lotta alla mafia: “Accertare la verità sulle stragi”. Al premier: “Attento ai plauditori”. Il capo del Governo torna sulla vicenda delle escort baresi durante una conferenza stampa con Zapatero: “Amiche di Tarantini. Mai pagato per avere rapporti sessuali”. Vi diamo conto anche della lettera di D’Alema al “Corriere” sulla cena elettorale che l’imprenditore pugliese avrebbe offerto per il dirigente Democratico. Infine, il messaggio di Napolitano al Csm chiamato a decidere sulle pratiche di tutela nei confronti del giudice Gandus attaccato da Berlusconi: “Decidere con serenità. L’istituto si giustifica solo per garantire la credibilità dell’istituzione giudiziaria nel comples- so”. Le scelte del plenum. Il racconto. Read more

Diario politico. Obama in visita dal Papa Mancino: “Le carceri sono troppo piene”

luglio 10, 2009 by Redazione · Commenti disabilitati 

Diario speciale che dedica tutta la propria prima parte all’incontro tra il presidente americano e Benedetto XVI. Quaranta minuti di colloquio privato e consueto scambio di doni. Dal Papa il testo della nuova enciclica “Caritas in veritate” (“La leggerò in aereo”, ha commentato Obama) e anche un documento “che consentirà al presidente di farsi un’idea più chiara sulle posizioni della Chiesa” in campo bioetico. Poi passiamo alle questioni interne, con il nuovo allarme lanciato dal vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura sul sovraffollamento degli istituti penitenziari, a margine di un intervento sulla funzione della pena, il dibattito pre-congressuale del Partito Democratico e la mani- festazione dei no global. Il racconto. Read more

Diario politico. Gheddafi ritarda, Fini gli annulla l’incontro. Poi il duplice affondo

giugno 12, 2009 by Redazione · 1 Comment 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Incidente diplomatico alla Camera dove è atteso il leader libico al terzo giorno di visita in Italia. “Ritardo non giustificato”, spiega il presidente della Camera che poi attacca su Usa e migranti: “Le democrazie possono sbagliare ma non possono essere paragonate ai terroristi”; “Auspico che una delegazione di deputati italiani possa recarsi ai campi di libici di raccolta degli immigrati, per verificare il rispetto dei diritti umani”. D’Alema: “Decisione ineccepibile”. Nel pomeriggio Gheddafi aveva incontrato la presidente di Confindustria Marcegaglia e una delegazione di donne guidata dal ministro Carfagna. Ddl intercettazioni, Caselli: “Impunità per i delinquenti”. E un altro membro del Csm decide di non partecipare più alle sedute. Infine, vi aggiorniamo sulla vicenda delle foto di Villa Certosa. Il racconto. Read more

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