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Casta parlamentare ritira tagli a politica Lo stipendio, al massimo, se lo alzeranno “Prendetevela però con chi lo ha voluto” Ma l’Italia da oggi smette di ‘prendersela’ E ‘chiede’ che Pd rinunci ora a sua ‘fetta’ ‘Rifiuti’ parte di stipendio sopra la media O facciano (adesso) singoli parlamentari Vi spieghiamo perché non è demagogia

luglio 17, 2011 by Redazione · Commenti disabilitati 

L’atto con cui questa classe “dirigente” (?), appena gli italiani si sono voltati un momento, ha “prontamente” ritirato i provvedimenti per la riduzione dei costi della politica toglie dal campo delle interpretazioni quello che oggi, con questa scelta, si fa palese: l’attuale classe politica italiana ha a cuore il proprio benessere e non il bene dell’Italia. Le due cose non vanno d’accordo. E ora (appunto) vi spieghiamo perché. Se il giornale della politica italiana, il giornale della proposta e non (certo) dell’invettiva, giornale comunque DELLA e nella politica e non certo antipolitico (?), considera rilevante, una domenica di luglio, col caldo torrido e le piogge moonsoniche che investono le nostre città e le nostre campagne, non lasciare cadere il discorso sul taglio delle spese per il mantenimento del governo del Paese, a cominciare dagli stipendi dei parlamentari (che sono ciò di cui i parlamentari stessi dispongono subito e completamente), il motivo è che da questo non dipende soltanto (argomento ipocrita) la capacità della politica di “dare l’esempio” e, comunque, di “accompagnare i nostri connazionali nei sacrifici” che stanno - sulla base di una scelta, obbligata, ma anche della COLPA di questa politica autoreferenziale degli ultimi trent’anni – per affrontare, ma la qualità stessa del governo dell’Italia. Perché questa classe “dirigente” (?) si è fin’oggi rivelata assolutamente incapace – perché non è quello che ha nella testa e nel cuore! – di (ri)dare (, dopo averglielo tolto LEI,) un domani alla nostra nazione, e l’andazzo non può continuare ad essere questo. I modi per modificare l’andazzo, cari uomini politici politicanti di oggi, sono solo due: ve ne andate, e lasciate democraticamente il posto ad una nuova nidiata di uomini politici (ai quali ribadiamo l’invito, che comunque è passato, di (ri))partire solo dalle proposte, avendo in mente il solo proposito di realizzarle!), oppure cominciate a fare qualcosa per l’Italia. Ma come può fare qualcosa per l’Italia qualcuno che, in quello stesso momento, sta nuovamente facendo qualcosa per sé? E’ un fatto di sanità pubblica e morale: portate subito il vostro stipendio (individuale) al livello di quello dei vostri colleghi europei (veramente tali). Vi scrollerete di dosso (almeno in parte) quel senso di appagamento che vi portate dietro dai giorni delle spese folli del craxismo, delle (“prime”) tangenti e del “ritorno” della corruzione. E, forse, potrete ricominciare ad agire per il bene del Paese. Perché questa non è una condizione che si decide a tavolino: “Toh, oggi mi metto ad agire nell’interesse della nazione”. No. E’ una condizione che si costruisce quotidianamente attraverso rinunce e “sacrifici” (ma non lo sono mai per chi ”ama” contribuire a rifare grande l’Italia!), e attraverso la sobrietà. Quella che voi non avete (mai) avuto, e che se non recupererete ora – subito, compiendo un atto di umiltà nei confronti del Paese – resteranno due sole parole da rivolgervi (anche dal più istituzionale e onesto e responsabile – proprio per questo! – dei giornali politici): “A casa!”.
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Confronto tra destra italiana e britannica Ecco una grande inchiesta in sei puntate 3 – La gran debolezza dei poteri esecutivi

luglio 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Qualcuno obiettò che non era possibile far convivere su uno stesso giornale opinioni divergenti e a volte contraddittorie tra loro. Un’idea molto limitata e povera della politica (italiana). Siamo entrati in una nuova fase, le ideologie del secolo scorso ci hanno fatto il favore di dissolversi da sé. La nostra politica deve ora porsi l’obiettivo finale di una “soluzione” nel solo interesse di tutti gli italiani. In questa chiave il giornale della politica italiana, che è il giornale del futuro dell’Italia, rappresenta ogni giorno uno spazio di confronto e un laboratorio per le idee della nostra politica del domani. Al di là dei (vecchi) cartelli di rappresentanza della destra e della sinistra. E quindi, per il momento, a partire da entrambe. E quella di oggi è una giornata nella quale ascoltiamo voci un po’ più di destra su il Politico.it: da ascoltare con spirito critico ma anche nello spirito di chi vuole conoscere – se è di sinistra – le idee degli altri ed elaborarle nel confronto con le proprie. Dopo il pezzo di Marta Cini sulla destra alla destra del Pdl, e la prima zampata di Annalisa Chirico sulle nostre pagine sul tema della privatizzazione dell’acqua, è il momento dell’appuntamento con il grande speciale a cura di Gabriele Federici: il Pdl, riletto nel confronto con i conservatori inglesi. La terza puntata è dedicata all’instabilità sistemica (per l’Italia) e politico-contingente (per la Gran Bretagna) che determina comunque un effetto comune: i governi durano poco e sono poco capaci d’incidere sulla realtà. Sentiamo. Read more

L’editoriale. Pd, ora dì qualcosa di sinistra (ovvero di incisivo) Crespi

giugno 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Che non è usare la parola “compa- gni”, ma conoscere e rivolgersi alla società. Il grande sondaggista interviene nella querelle davvero tutta interna ai Democratici sull’appellativo di tradizione comunista per suonare la sveglia a quello che dovrebbe aspirare ad essere il primo partito italiano: smettete di guardarvi l’ombelico, ricominciate a stare in campo guardando, piuttosto, la palla e la porta (la nostra politica e, appunto, il Paese). Crespi è sferzante come sempre. Il centrosinistra sord(id)o ai richiami della realtà. Dopo la critica accorata di Giulia, ieri, questo nuovo “appello” dalle nostre colonne al Pd perché torni a fare politica: se i media rilanciano solo la polemica cercata da pochi Giovani Democratici è perché il morso delle proposte di Bersani non è abbastanza canino: in altre parole, se il Paese non vi segue, caro Pigi, non è (solo) perché è poco abituato a discutere di contenuti, ma (anche) perché sono altri i contenuti che ci si aspetta da voi. Siamo nel 2010, la politica italiana è cambiata profondamente mentre il Paese è fermo, e serve una cura radicale, che pur serissime (ma non abbastanza) proposte di aggiustamento qua e là non sono in grado di assicurare. L’ex spin doctor del presidente del Consiglio chiede dunque – in buona sostanza – quel cambio di prospettiva che il giornale della politica italiana sollecita ai Democratici da settimane. Fini ci ascolta, e forse contribuirà a salva- re l’unità di questo Paese, voi ancora no(n del tutto): a quando una vera svolta? Intanto Crespi. Eccolo. Read more

Fini: quelli di oggi ‘più ladri’ di Craxi e co. “Rubano per sé”. Salta Protez. civile Spa

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Chi ruba resta un ladro, ma Tangentopoli fu diversa: si sostenevano i costi della politica». Il presidente della Camera annuncia poi il ritiro del dl che avrebbe trasformato il nostro “pronto intervento nazionale” in una società per azioni. In mattinata il no alla conversione da parte della Lega. Bossi: «Sbagliato rinunciare ai controlli». Ascoltato dai giudici, nell’ambito dell’inchiesta sulla Protezione civile, anche il coordinatore Pdl Verdini. Matteoli, che come lui compare in una intercettazione: «Sono estraneo». Il servizio di Francesco Carosella.         Read more

Diario politico. Ufficiale: si sta svegliando il Pd. «Il processo breve? Uno scempio»

gennaio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Al Senato si discute del provvedimento che limita i tempi dei processi, compresi quelli passati, mandando di fatto al “macero” decine di procedimenti. I Democratici non solo non tentennano nell’opporre il loro “no”, ma danno vita ad una forma di protesta che dal singolare assume i caratteri di una rinascita. Come un mantra, ogni senatore che risponde ad Anna Finocchiaro legge prima il testo del pronunciamento della Corte europea dei diritti umani che respinge il ricordo presentato da Cesare Previti sulle presunte (e ora negate) violazioni subite nel corso del processo Imi-Sir; poi una dichiarazione con il “messaggio” da cui il titolo. Una reazione imprevista, un colpo di reni del Partito Democratico che già le scorse settimane aveva dato segni di risveglio. Un ritorno sugli scudi confermato dalla performance di Bersani a “Ballarò”. Nel diario, poi, le celebrazioni a Palazzo Madama per Craxi e di Napolitano per Borsellino (avrebbe compiuto settant’anni) e il messaggio del capo dello Stato ai magistrati impegnati nella lotta contro l’ndrangheta. Il racconto. Read more

Strano caso degli ex Psi oggi al governo Si può essere socialisti e stare a destra?

gennaio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Brunetta, Sacconi, Cicchitto. Ma anche Bonaiuti e Giulio Tremonti. Socialisti di ieri, qualcuno dice: ancora oggi. Ministri (o autorevoli esponenti) dell’esecutivo e della maggioranza più a destra nella storia della Repubblica. Una contraddizione, più o meno apparente, che il giornale della politica italiana prova oggi a spiegare. Senza false certezze, e of- frendo sin da ora ai diretti protagonisti la possibilità, su questa stessa tribuna, di replicare, circostanziare, farci capire. Meglio. Buona politica con il Politico.it. Read more

Diario politico. Craxi, Napolitano scrive alla famiglia: “Subì durezza senza eguali”

gennaio 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il presidente della Repubblica nel decennale della morte: «Lasciò un’impronta incancellabile, tra luci ed ombre». La figlia Stefania: «Verso una riconciliazione che auspico». Oggi è anche il giorno in cui riparte il processo Mediaset nei confronti del presidente del Consiglio. Ghedini chiede il rinvio sulla base della sentenza della Consulta per la quale la maggioranza scelse di soprassedere, giorni fa, sul decreto blocca-processi; i giudici di Milano lo negano. Arriva intanto l’ufficializzazione della candidatura Pdl alla presidenza della Regione Campania: e Stefano Caldoro, ex ministro per l’Attuazione del programma nel Berlusconi ter, se la vedrà presumibilmente col Democratico De Luca. In pista, come anticipato dal nostro giornale, anche Marco Pannella per Radicali e socialisti riuniti in una nuova lista. Il racconto.            Read more

E’ in pagina la vignetta d’oggi di theHand “Protagonista”: Bettino Craxi. Scopritela

gennaio 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sulla figura dell’ex presidente del Consiglio il giornale della politica italiana non ama le certezze monolitiche (il linguaggio radicale e forse un po’ povero) degli schieramenti contrapposti. Né quella per cui Bettino Craxi sarebbe stato «un ladro» né quella per cui era «uno statista». Statisti sono grandi uomini della nostra storia che si sono immolati per il bene di questo Paese. La “guida” di Craxi fu molto controversa anche politicamente, oltre che sul piano giudiziario. Al tempo stesso, la definizione di «ladro» è molto forte e non piace. Bettino Craxi fu un uomo politico con molte qualità, e ebbe un ruolo-chiave nel cammino storico della sinistra italiana. E al tempo stesso sbagliò; qualcuno potrebbe dire che tradì questo Paese. Di certo non fece bene. Consegnare Craxi alla storia significa rinunciare da ambo le parti a qualcuna delle proprie (più o meno oneste) certezze. Che poi è anche il modo della condivisione e per l’unità di questo Paese. Nel confronto su Craxi ma non solo. Nondimeno, non è oggi, per noi, il momento della riflessione storica su Craxi. Il nostro Maurizio Di Bona ha scelto questa interpretazione parziale che il Politico.it ospita con la libertà e l’apertura a tutte le sensibilità che lo caratterizza. La nostra è una tribuna aperta – nei limiti dell’onestà e della responsabilità – sulla quale, come i nostri lettori sanno bene, si confrontano idee anche molto diverse tra loro. Che non rappresentano necessariamente il modo in cui la pensa questo giornale. La cui linea può essere conosciuta ogni giorno. Solo divertimento, dunque, per noi, con questa bella vignetta di theHand. Buona interpretazione. Read more

L’intervento. Craxi visionario, ma tradì il Paese di Massimo Donadi

gennaio 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera sceglie il giornale della politica italiana per dire la sua nel confronto sulla figura dell’ex presidente del Consiglio, il giorno dopo l’editoriale del direttore del Tg1. E lo fa “aprendo” alle ragioni di chi chiede il riconoscimento dei meriti politici di Craxi, confermando un equilibrio che lo pone in parte in controtendenza rispetto al leader e al resto del suo partito. Un equilibrio che non gli impedisce, tuttavia, di ricordare gli errori, gravi, dell’ex leader socialista. «Il “processo di beatificazione” – scrive Donadi – è del resto solo strumentale a cancellare le macchie di una classe politica oggi tornata al potere con Berlusconi». Con Repubblica e con il Corriere, il giornale della politica italiana ospita il dibattito pubblico della nostra politica sulla figura di Craxi a pochi giorni dalla ricorrenza della morte. Di qui a lunedì una sorpresa per i nostri lettori. Intanto, Donadi. Sentiamo. Read more

Diario politico. Berlusconi: “Niente taglio tasse”. Pd: ‘Sbagli’. Minzo: ‘Craxi statista’

gennaio 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Al termine del Consiglio dei ministri di oggi il presidente del Consiglio smentisce i propri stessi annunci sulla riduzione delle imposte. Bersani: «Una retromarcia. E ci sarebbe bisogno, invece, di dare stimoli all’economia, a partire dal fisco dei lavoratori». Sulla giustizia il premier rilancia l’inappellabilità dopo l’assoluzione in primo grado e attacca i magistrati: «Aggressioni giudiziarie peggio di piazza Duomo». Salta, per il momento, invece, il decreto blocca-processi, che avrebbe previsto un tempo di sospensione per consentire agli imputati, in caso di nuove contestazioni, di svoltare sul rito abbreviato. «Basta la sentenza della Corte costituzionale», spiega Elio Vito. Il centrosinistra: «Propositi ondivaghi, ma sempre nell’interesse di Berlusconi». In serata poi arriva un nuovo editoriale del direttore del Tg1, che attacca Mani pulite («Fu alterato il rapporto tra politica e giustizia. Magistrati fecero cadere governi scendendo poi in campo»), paragonando l’ex presidente del Consiglio (segnaliamo, a proposito della figura di Craxi, lunedì 18 gennaio alle ore 18, nella sede del Centro Pannunzio in via Maria Vittoria, 35H, a Torino, la presentazione del libro di Ugo Finetti “STORIA DI CRAXI. Miti e realtà della sinistra italiana”, edito da Boroli, introdotta da Pier Franco Quaglieni) a papa Wojtyla e a Reagan. Di Pietro: «Pagato per dire tutta la verità. Lo denuncerò». Il racconto. Read more

L’editoriale. Se gli intellettuali tornano a tuonare di C. Alicata

novembre 15, 2009 by Redazione · 1 Comment 

Ieri dalle pagine di “Repubblica” Roberto Saviano si è rivolto al presidente del Consiglio per chiedergli di rinunciare al ddl sui processi brevi, che rischia di trasformare il diritto in uno «strumento per i potenti», secondo l’autore di “Gomorra”. Oggi la scrittrice collaboratrice del giornale della politica italiana e de l’Unità commenta per il Politico.it la scelta di Saviano interpretandola come - o augurandosi che sia - il primo segnale di un ritorno degli intellettuali all’impegno politico. E l’editoriale della domenica è il pretesto per un excursus storico sul rapporto tra la figura e la politica italiana, e sulla sostituzione dell’intellettuale, negli ultimi anni, da parte di «nani e ballerine». Uno spunto polemico, come in tutti i pezzi di Alicata, che non mancherà ancora una volta di fare discutere. E riflettere. Buona lettura. Read more

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